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Incontro Sassoli con Ursula von der Leyen

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2020

Il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha ricevuto oggi a Bruxelles la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Al centro del colloquio l’emergenza sanitaria COVID19 e i principali temi dell’agenda europea.”L ‘Europarlamento – ha dichiarato David Sassoli – è già pronto a riprendere i suoi lavori, nella difesa degli interessi dei cittadini e delle categorie più deboli e per avviare con determinazione la rinascita e la ricostruzione europea”.

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“Non bastano le scuse tardive, quasi goffe, di Ursula Von der Leyen”

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

Forse l’Ue non ha capito che la nostra indignazione è alle stelle, e non si placherà certo con le petizioni di principio. È bene ricordare a lei e ai leader dei paesi nordeuropei che il primo decesso di Covid-19 in Italia risale al 21 febbraio. A oggi contiamo 14mila morti, cui se ne devono aggiungere ogni giorno altri 800. A causa della carenza di dispositivi individuali di protezione, il cui approvvigionamento è stato negato anche dai paesi dell’Unione, si è infettato il 20% circa del personale sanitario. Sono morti 70 medici, 25 infermieri, decine di operatori del 118, della Protezione civile, delle Forze dell’Ordine. E a tutt’oggi l’Italia non ha ricevuto un solo centesimo dall’organismo sovranazionale di cui è cofondatrice.Dall’ultima riunione dell’Eurogruppo è emersa la decisione “irresistibile” di aggiornarsi a due settimane più avanti…Di fronte a questo niente il Coronavirus ha continuato ad aggredire persone innocenti. Questi 14 giorni corrisponderanno ad altri 11200 morti. C’è un momento in cui si può discutere e un altro in cui occorre agire.L’ecatombe che si sta verificando in Italia, lo ricordo, ci vede vittime e non untori. Il Coronavirus nasce in Cina e il ‘paziente zero’ europeo è stato probabilmente tedesco.Tuttavia qualunque organismo internazionale avrebbe agito con tempestività, ma non è quello che hanno fatto il Commissario europeo e la presidente della Bce, responsabile del crollo di 17 punti della Borsa Milano, autori di laboriosi calcoli egoistici e responsabili di uno stallo vergognoso o, per dirla con Macron, vomitevole, che ci ha procurato lutti, sospensione di libertà individuali e blocco delle attività economiche. Fossimo stati nemici dell’Ue saremmo stati trattati meglio.Oggi la Von der Leyen non ci deve chiedere solo scusa, deve varare gli Eurobond e far immettere immediata liquidità nel portafoglio degli italiani impossibilitati a lavorare. Il resto sono chiacchiere, nauseanti, offensive, inutili.Se la risposta è no agli eurobond, significa che l’Ue vuole aiutare i paesi ricchi ad approfittare della tragedia per sottomettere quelli in difficoltà, salvo poi – come ha dichiarato Conte – condannare derive nazionaliste. Senza ritegno…”.E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Il Parlamento elegge la nuova Commissione di Ursula von der Leyen

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 novembre 2019

EP-096472A_WT_commissionLa nuova Commissione presentata mercoledì in Plenaria dalla Presidente eletta Ursula von der Leyen è stata approvata con 461 voti favorevoli, 157 contrari, 89 astensioni. Il collegio entrerà in carica il 1° dicembre per cinque anni. La procedura delle audizioni ha stabilito l’idoneità dei candidati. Prima donna alla presidenza della Commissione e maggior numero di commissari donna. Durante il suo discorso, la Presidente eletta della Commissione europea Ursula von der Leyen ha ribadito gli impegni assunti in Aula a luglio e quelli assunti dai commissari designati nel corso delle audizioni.Prima delle elezioni di mezzogiorno, i gruppi politici hanno tenuto delle brevi riunioni per decidere le loro intenzioni di voto, seguite dalle dichiarazioni dei loro leader in Plenaria. La rappresentanza femminile nella Commissione è la più alta di sempre: oltre alla Presidente eletta, l’attuale composizione della Commissione comprende 11 donne e 15 uomini. Risultati delle precedenti votazioni di investitura della Commissione:
22/10/2014 Jean-Claude Juncker 423 voti favorevoli – 209 contrari – 67 astensioni (numero totale dei deputati – 751)
09/02/2010 José Manuel Barroso 488-137-72 (numero totale dei deputati – 736)
18/11/2004 José Manuel Barroso 478-84-98 (numero totale dei deputati – 732)
15/09/1999 Romano Prodi 510-51-28 (numero totale dei deputati – 626)
18/01/1995 Jacques Santer 417-104-59 (numero totale dei deputati – 626)
La nuova Commissione deve essere formalmente nominata dal Consiglio europeo. Il suo mandato quinquennale dovrebbe iniziare il 1° dicembre. Il Presidente eletto von der Leyen presenta la sua squadra e la sua visione al Parlamento prima del voto per l’elezione della Commissione.

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Europa e il voto a Ursula von der Leyen

Posted by fidest press agency su domenica, 25 agosto 2019

Di Vincenzo Olita. La ratifica del Parlamento europeo della nomina alla presidenza del Consiglio europeo di Ursula von der Leyen ha prodotto un’ondata di dichiarazioni, prese di posizioni, solenni affermazioni, utili ad indugiare su un’ipotetica nostra centralità in Europa, con un’ottusa concezione italocentrica che, a parte il decennio successivo al secondo conflitto mondiale, non ha mai abbandonato il nostro retorico provincialismo.
Tutto è stato letto ed interpretato in chiave di equilibri e di interessi di politica interna. Ha vinto l’europeismo ha sentenziato il PD, in funzione anti Salvini, i voti dei 5Stelle si sono rivelati decisivi hanno affermato i grillini, in funzione della ricerca di una loro inesistente centralità, ha un’esperienza politica rilevante, non si lascia scappare Berlusconi, in funzione di un ci sono ancora, un voto gravissimo ha sancito la Lega, in funzione antiallineamento tra grillini e PD. Al di là dei rispettivi interessi e di una concezione domestica dell’Europa, proviamo ad estrapolare il reale significato dei 383 voti ottenuti dalla von der Leyen, dei 374 contrari e, quindi, dello scarto di nove voti. I 182 voti del Partito Popolare sommati ai 154 dei Socialisti, ai 108 dei Liberali, ai 24 dei polacchi di Diritto e Giustizia e ai 15 dei 5Stelle ammontano a 483 voti disponibili per la presidente. Quindi 100 parlamentari, pur dovendo, hanno scelto di non votarla ed è facile concludere che sono individuabili tra i popolari e i socialisti, rendendo così decisivi più i 24 voti della destra polacca che i 15 dei 5Stelle.
La rilevante capacità politica individuata dai centristi italiani è tutta da verificare, anche alla luce del modesto spessore riconosciuto alla presidente nella stessa Germania; in tutti i casi, considerata la rilevanza della presidenza uscente, non sarà difficile superare almeno il confronto. La Lega e tutti gli altri, del resto, oltre a preoccuparsi dello stato comatoso della coalizione governativa, farebbero bene a delineare una chiara strategia di politica estera prossimamente utile al Paese.
Una vittoria dell’europeismo? Non credo, l’elezione della von der Leyen ha sancito la frattura del socialismo europeo, infatti, se italiani e spagnoli esultano, i socialisti tedeschi votano contro, allo stesso modo se una parte dei popolari rimpiange il tedesco Manfred Weber alla presidenza gli altri ringraziano i voti del blocco di Visegrad, ma ancor più la destra polacca di Diritto e Giustizia appartenente al gruppo euroscettico dei Conservatori e Riformisti.Non male, una maggioranza a geometria variabile per la nona legislatura del Parlamento che, inevitabilmente, si ripercuoterà sulle prospettive strategiche della Ue.Una parte di socialisti e popolari, frange di destra, gli interessi del nazionalismo francese tutelati dai liberali, gli apolitici 5Stelle e la prossima Brexit costituiscono un indecifrabile mix sul percorso della futura Europa, al cospetto le minacce salviniane sono solo un confuso contorno di un quadro più che preoccupante. (fonte: società libera)

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Il Parlamento elegge Ursula von der Leyen Presidente della Commissione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

Il 16 luglio, con un voto a scrutinio segreto, il Parlamento europeo ha eletto Ursula von der Leyen nuovo Presidente della Commissione con 383 voti a favore.La carica inizierà il 1° novembre 2019 per un mandato di cinque anni. Nella votazione ci sono stati 733 voti espressi, con uno solo non valido. 383 deputati hanno votato a favore, 327 contro e 22 si sono astenuti.Subito dopo l’annuncio dei risultati, il Presidente del PE David Sassoli ha detto: “Adesso inizia una fase molto importante per le istituzioni europee, dovremo prepararci alle audizioni dei commissari designati, che, come saprà, saranno molto scrupolose da parte dei componenti di questo parlamento. Ci aspettiamo che i temi di cui oggi ha parlato davanti all’Aula saranno approfonditi e seguiti anche dai componenti del suo collegio, durante le audizioni preso le commissioni competenti”.“I prossimi anni saranno molto importanti per il futuro dell’Unione e possiamo affrontarli con successo solo se ci sarà una stretta cooperazione tra le istituzioni”, ha concluso.
Il Parlamento europeo è composto attualmente da 747 eurodeputati, in base alle notifiche ufficiali ricevute dalle autorità degli Stati membri, per cui la soglia necessaria per l’elezione era di 374 voti, ossia il 50% dei deputati più uno. Il Presidente Sassoli ha annunciato formalmente il numero necessario prima della votazione. La votazione è stata effettuata a scrutinio segreto.
Il nuovo Presidente della Commissione invierà una serie di lettere ai capi di stato e di governo dei Paesi UE per invitarli a proporre i loro candidati a commissari. Le audizioni dei commissari designati si svolgeranno nelle commissioni parlamentari competenti, dal 30 settembre all’8 ottobre. Il collegio completo dei commissari dovrà inoltre essere confermato da un voto di fiducia del Parlamento, probabilmente nel corso della sessione plenaria del 21-24 ottobre.

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Ursula von der Leyen presenta il suo programma ai deputati

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Strasburgo. Stamani in un dibattito al Parlamento europeo, Ursula von der Leyen ha esposto la sua visione per la presidenza della Commissione. I deputati voteranno a scrutinio segreto sulla sua elezione alle 18.00. Ecco una selezione degli argomenti citati durante il suo discorso.
Ursula von der Leyen ha proposto degli obiettivi più audaci sulle emissioni, con una riduzione dal 50% al 55% entro il 2030. Si è impegnata a presentare, nei suoi primi 100 giorni di mandato, un piano per un “accordo verde per l’Europa” e una legge europea sul clima. Ha inoltre annunciato dei piani per investimenti europei sostenibili al fine di fornire 1.000 miliardi di euro di investimenti in un decennio.La candidata alla presidenza della CE ha detto che quei giganti della tecnologia che conducono (e dovrebbero continuare a farlo) la loro attività in Europa ma non ripagano i cittadini europei per il loro accesso al capitale umano e sociale dell’UE, dovrebbero iniziare a farlo.Nel ribadire il suo impegno a favore di una Commissione equilibrata dal punto di vista di genere, ha detto che cercherà di rendere la violenza contro le donne un crimine iscritto nei trattati europei, parallelamente al completamento dell’adesione dell’UE alla Convenzione di Istanbul.Ha poi dichiarato il suo impegno a favore dello Stato di diritto come valore europeo, annunciando l’intenzione di istituire un meccanismo di monitoraggio a livello UE, parallelo alle misure esistenti. Ha dichiarato il suo sostegno a un “nuovo patto sulla migrazione e l’asilo” e alla riforma del regolamento di Dublino, aggiungendo che intende garantire che il personale di FRONTEX sia di 10.000 persone entro il 2024 e non entro il 2027, e che tutti i paesi si debbano far carico della loro parte equa di oneri basata sul principio di solidarietà europea.Per quanto riguarda la democrazia europea, von der Leyen ha sottolineato la necessità di rafforzare il sistema degli “Spitzenkandidaten” (candidati principali) e di riconsiderare l’introduzione di liste transnazionali nelle future elezioni europee. Ha infine dichiarato il suo pieno sostegno a un diritto di iniziativa legislativa del Parlamento europeo.Interventi dei leader dei gruppi politici
Manfred WEBER (PPE, DE) conferma il sostegno del suo gruppo a favore di von der Leyen. “Siamo a favore di un’Europa equa, moderna e innovativa, sicura, aperta ed ecologica. Realizzeremo questi impegni insieme a lei”. Ha accolto con favore le sue proposte sul diritto di iniziativa per il Parlamento europeo e per migliorare il processo dei candidati principali, affermando che “gli accordi sottobanco devono appartenere al passato”.
Iratxe GARCÍA PÉREZ (S&D, ES) ha affermato che “la democrazia europea procede troppo lentamente”, sottolineando che von der Leyen deve fornire ulteriori dettagli su come intende rispondere alle richieste dei cittadini, in particolare dei giovani, prima che il gruppo S&D decida se appoggiarla o meno. Il sostegno alla crescita sostenibile, un’azione più forte per la lotta alla povertà e una strategia vincolante per l’uguaglianza di genere sono essenziali, ha aggiunto García.
Dacian CIOLOȘ (Renew Europe, RO) ha dichiarato: “Non possiamo più deludere i milioni di europei che hanno detto SÌ all’Europa. Si aspettano che l’UE difenda lo Stato di diritto senza esitazioni”. Il suo gruppo è pronto a sostenerla, con un obiettivo: il rinnovamento dell’Europa. “Ma, soprattutto, ci aspettiamo da lei una vera leadership europeista. L’Europa non è un’amministrazione, ma un’ambizione politica”, ha aggiunto.
Philippe LAMBERTS (Verdi/ALE, BE) ha dichiarato che il suo gruppo non è pronto a consegnare il timone dell’UE a Ursula von der Leyen, in un momento in cui “la nostra casa comune sta bruciando, il clima si sta deteriorando, ci sono disuguaglianze sempre più profonde con un contraccolpo per le libertà fondamentali e lo Stato di diritto”. Tuttavia, se eletta, il suo gruppo sarebbe pronto a fornire il suo sostegno “ogniqualvolta le proposte saranno all’altezza delle sfide esistenziali che ci troviamo ad affrontare”.
Jörg MEUTHEN (ID, DE) ha annunciato che il suo gruppo voterà contro la candidatura, dichiarando che von der Leyen non è adatta al lavoro e che non ha una visione convincente per l’Europa. L’ha inoltre criticata per aver promesso troppe cose diverse e contraddittorie ai gruppi per assicurarsi il sostegno, ad esempio per quanto riguarda lo Stato di diritto o la migrazione.
Raffaele FITTO (ECR, IT) ha chiesto alla candidata Presidente “dei chiarimenti sul meccanismo sullo Stato di diritto, sul quale noi siamo in contrasto” con la politica portata avanti fino ad ora dalla Commissione. Sulla lotta al cambiamento climatico, ha detto: “bene le proposte come il fondo di transizione, la banca per gli investimenti sostenibili, ma si discute di target, sempre più ambiziosi, senza dire come realizzarli”. “Si parla con entusiasmo del salario minimo europeo: ma con quale risorse?”, ha aggiunto.
Martin SCHIRDEWAN (GUE/NGL, DE) ha dichiarato che il suo gruppo non voterà a favore della candidatura di von der Leyen, aggiungendo che gli elettori si aspettano un candidato principale come Presidente della Commissione, non un ministro della Difesa, segnale della “continua militarizzazione e isolamento dell’UE”. Ha poi invitato a porre fine alle politiche di austerità e a investire nella sicurezza sociale, nell’istruzione, nell’assistenza sanitaria e nella lotta ai cambiamenti climatici.
Interventi dei deputati europei italiani (un intervento per gruppo politico)
Roberto GUALTIERI (S&D, IT), rivolgendosi alla candidata, ha detto: “Apprezziamo gli impegni che lei ha preso e ci batteremo con determinazione per la loro piena attuazione”. “Dal dibattito risulta evidente che gli interlocutori della nuova Commissione sono e saranno le forze pro europee”, ha aggiunto, concludendo: “Se gli impegni verranno rispettati le daremo il nostro sostegno leale”.
Marco ZANNI (ID, IT), ha commentato l’intervento di von der Layen dicendo che: “è pieno di promesse che non potrà mantenere”, aggiungendo che la nuova Commissione dovrà “decidere se vorrà cedere al ricatto della sinistra o se vorrà, come emerso in molti punti del suo discorso odierno, (…) far uscire l’Europa da una crisi senza fine”. “Non crediamo che lei potrà rappresentare il cambiamento necessario”, ha concluso.
Tiziana BEGHIN (NI, IT), deputata eletta col Movimento Cinque Stelle, ha detto: “Sono lieta di vedere una donna destinata a presiedere l’esecutivo europeo, ma io mi auguro che il cambiamento non si fermi qui”. Ha poi affermato che la candidata Presidente ha “fatto suoi i punti del nostro programma, fra cui salario minimo, un patto chiaro sull’immigrazione e il diritto di iniziativa del Parlamento”, concludendo che “il Movimento Cinque Stelle la sosterrà ma monitorerà costantemente il suo mandato e sarà, se necessario, molto duro con lei”.
Antonio TAJANI (PPE, IT) ha affermato che la visione per il futuro dell’Europa presentata all’Aula è “in gran parte condivisibile”.

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