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I tre pilastri del futuro: giovedì 8 ottobre la proposta di USB per Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2020

Roma alle 17 di giovedì 8 ottobre 2020, Residence occupato, via Tiburtina 1064 l’Unione Sindacale di Base avanza la sua proposta per Roma, fondata su tre pilastri che dovranno reggere l’azione politico-sociale dei prossimi anni, sia per chi agisce dentro la società, tra i lavoratori, nei quartieri, tra gli abitanti e sia per chi assume funzioni di governo: la centralità delle periferie; il rafforzamento dell’intervento pubblico con un massiccio piano di assunzioni ed internalizzazioni; un’efficace lotta alle disuguaglianze sociali.Su queste direttrici è possibile costruire un programma per i prossimi anni che non solo stabilisca come utilizzare i fondi che arriveranno per fronteggiare la crisi del Covid-19 ma indichi anche quali devono essere le finalità di una riforma istituzionale che riconosca compiutamente a Roma il ruolo e i poteri specifici di Capitale. Chi vuole riproporre il vecchio modo di gestire la città, le alleanze ed i patti con i poteri forti che hanno condizionato la sua storia, non si riconoscerà in questa proposta.Tantomeno chi soffia sul fuoco della xenofobia per scaricare la rabbia che è cresciuta tanto in questi anni. Ma c’è forse un pezzo di città che sente l’esigenza del riscatto e che è disposta a misurarsi con la nostra proposta. Sono state invitate le forze sociali e politiche della città.

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Il 25 settembre sciopero dei trasporti locali del Lazio

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

USB ha proclamato proclamato lo sciopero dei trasporti locali a Roma e nel Lazio per venerdì 25 settembre, astensione che si aggiunge allo sciopero nazionale della scuola già proclamato da tempo per il 24 e 25 settembre. L’agitazione, formalmente di 24 ore, avrà inizio alle ore 10 per favorire la partecipazione alle proteste da parte di insegnanti e studenti (che il 25 saranno sotto il MIUR in viale Trastevere).USB Trasporti di Roma e Lazio aveva già fatto ricorso al TAR contro l’ordinanza regionale che ad aprile permetteva l’affluenza al 60%. Ed eravamo in una fase nella quale l’utilizzo dei mezzi pubblici era fortemente diradato. Ora che i mezzi sono destinati ad essere presi d’assalto, con la riapertura delle scuole, invece di procedere al potenziamento del servizio si utilizza il giochino di alzare la soglia all’80% (come recita il provvedimento ministeriale) per rendere legale quello che fino ad oggi legale non è. A rischio c’è non solo la salute degli autisti ma anche quella di migliaia di utenti, ai quali poi a scuola verranno prescritte norme diverse sul distanziamento in aula. Provvedimenti contraddittori che rendono senza senso le stesse precauzioni adottate e che sono destinati a favorire una diffusione molto forte dei contagi.
Scuola e trasporti sono oggi accomunati da una identica necessità: tornare ad essere considerati servizi primari per la popolazione sui quali investire, non risparmiare, perché indispensabili alla salvaguardia della salute dei cittadini.Tanto i trasporti quanto la scuola pubblica vengono invece da decenni di tagli che hanno influito sia sul personale che sulle infrastrutture ed i mezzi. Per affrontare questa crisi non c’è alternativa: bisogna assumere, migliorare ed aumentare le strutture e potenziare il servizio.Lo sciopero è la nostra arma migliore perché i fondi a disposizione vengano spesi lì dove servono.

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Decreto Agosto, la bocciatura di USB

Posted by fidest press agency su martedì, 18 agosto 2020

L’Unione Sindacale di Base giudica negativamente il Decreto Agosto, che nonostante i trionfalismi governativi contiene soltanto misure tampone tagliate su misura per le imprese, con incentivi, bonus e sgravi fiscali o decontributivi. Una ricetta standard, nell’illusione che gli interventi sul costo del lavoro producano sviluppo, ma che non ha mai funzionato.Nessuna traccia invece delle quattro semplici cose che il governo rifiuta da sempre di fare: assunzioni a tempo indeterminato nel settore pubblico; sviluppo degli investimenti pubblici nei settori strategici; riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario; stimolo dei consumi con interventi sui redditi.In compenso Confindustria incassa la possibilità di tornare a licenziare nelle aziende che hanno esaurito il ricorso agli ammortizzatori ed evita lo spostamento del blocco a fine anno come chiedeva la ministra Catalfo. Incomprensibile quindi, considerando che con la cancellazione dell’articolo 18 ha reso la possibilità di licenziare una facoltà praticamente incondizionata per le aziende, come Landini possa dare un giudizio positivo del pacchetto e far sparire dal tavolo i riferimenti a uno sciopero generale. USB ritiene al contrario che con questo decreto i prossimi mesi sono destinati a diventare molto caldi.

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Commercio, USB: le aziende che non effettuano tamponi devono chiudere

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

I lavoratori del Commercio e della Grande Distribuzione non si sono mai fermati, hanno garantito alla cittadinanza gli approvvigionamenti primari, perfino nelle zone focolaio del Coronavirus. Ad oggi, però il Governo non ha ancora predisposto un monitoraggio uniforme nel settore per verificare la salute dei lavoratori e agire tempestivamente in caso di risultati positivi.
Usb, che fin dallo scoppio dell’epidemia, denuncia la forte esposizione a rischio dell’intero settore, prende atto con piacere della delibera della Regione Toscana. Questa ha imposto alle aziende di effettuare gli screening su tutti i dipendenti per verificarne le reali condizioni di salute.Tale passo, se pur in ritardo, è fondamentale per ridurre il rischio di contagio sia per i lavoratori sia per i consumatori che quotidianamente frequentano i punti vendita alla ricerca di beni essenziali e non. Usb ha inviato a tutte le Regioni la richiesta di prendere provvedimenti simili se non più stringenti. Ricordiamo come sia ormai dimostrato che il virus si diffonda per via area, ben oltre il metro di distanza.Ad oggi, sono molte le catene commerciali che non hanno fornito neanche le mascherine previste dalla normativa, le uniche effettivamente protettive. La sanificazione a fondo rimane per lo più inapplicata, la maggior parte dei negozi si limita ad una pulizia ordinaria che nulla ha a che vedere con il rischio biologico costituito dal Coronavirus. Il risvolto sono centinaia di lavoratori ammalati senza alcun tipo di controllo istituzionale. In alcuni casi, addirittura, la catene commerciali hanno omesso di segnalare alla Asl presunti casi positivi, sostituendoli con dipendenti fuori sede o richiamati forzatamente dalle ferie. Tutto è stato lasciato nelle mani delle singole Regioni.Usb, pertanto, le esorta a tutelare davvero lavoratori e consumatori, prendendo provvedimenti univoci e concreti.Proprio adesso che si parla di fase due, con una maggior platea di lavoratori coinvolti e persone in strada, devono essere chiusi, o non riaperti, quei punti vendita che non garantiscono le misure minime di prevenzione e protezione. A partire proprio dal monitoraggio dei lavoratori che si trovano durante tutto il loro turno a contatto diretto con il pubblico e con potenziali soggetti positivi. Non accetteremo nessuna misura più leggera, pronti alla mobilitazione fino all’astensione dal lavoro, visto il grave rischio per la salute in atto.

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Lavoro agricolo, USB Piemonte

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2020

L’appello dei sindaci del Cuneese con le associazioni di categoria (Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Confcooperative), mette a nudo l’assoluta centralità dei braccianti nella filiera agroalimentare piemontese. Un sistema che nel Saluzzese poggia sullo sfruttamento di una classe di lavoratori a cui anno dopo anno si sono continuati a negare condizioni di vita dignitose, salari adeguati e tutele di sicurezza minime. Le richieste dell’USB Lavoro agricolo, che chiedono il rispetto dei diritti salariali e previdenziali, il rispetto delle misure di sicurezza sul lavoro e adeguate sistemazioni abitative non hanno mai avuto seguito.Oggi, a fronte della mancanza di circa diecimila lavoratori, sindaci e associazioni di categoria propongono sgravi fiscali e l’assunzione di cassintegrati, pensionati, studenti, percettori di reddito di cittadinanza. La proposta, inaccettabile, è un modo per spogliare il lavoro salariato di dignità, e la rimandiamo al mittente. Gli stessi comuni dell’hinterland Saluzzese, come Costigliole Saluzzo, Revello, Verzuolo, Lagnasco e altri, oggi chiedono di trovare strutture per ospitare gli stagionali, dopo aver ripetutamente evitato di partecipare attivamente all’accoglienza dei lavoratori. Le stesse aziende agricole che non hanno mai fornito sistemazione ai propri braccianti, e sulla cui fatica poggiano i loro profitti, ora chiedono risorse da investire nell’ospitalità. Ospitalità che nelle precedenti stagioni ha significato solo l’apertura di una struttura carente al Foro Boario di Saluzzo, attorno alla quale dorme all’addiaccio il resto dei lavoratori che ne rimangono fuori. Il Coordinamento lavoratori agricoli dell’Unione Sindacale di Base risponde a queste proposte con la richiesta di Uguale Lavoro e Uguale Salario indipendentemente dalla provenienza geografica e l’immediata regolarizzazione dei lavoratori invisibili già presenti sul territorio, braccianti e non. L’emersione del lavoro nero, l’uscita dall’invisibilità giuridica dei lavoratori migranti, lo smantellamento dei ghetti abitativi, condizioni alloggiative adeguate, salari congrui al lavoro svolto e adeguati dispositivi di sicurezza sul lavoro sono l’unica risposta possibile. L’uscita dalla crisi non passerà da un’ulteriore marginalizzazione e svalutazione del lavoro agricolo né da ulteriori risorse alle aziende, ma da interventi che assicurino una vita e un lavoro degno a chi, con la sua fatica quotidiana, mette ogni giorno il cibo sulle nostre tavole. Coordinamento Lavoro agricolo USB Piemonte.

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Aeroporto di Fiumicino, USB: primi contagiati tra il personale

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

Nell’aeroporto Leonardo da Vinci, nonostante il calo evidente del traffico aereo, i lavoratori di varie aziende lavorano insieme, si incontrano, passano allo stesso varco di entrata, condividono postazioni di lavoro.E tante sono le denunce inviate da USB sul mancato rispetto delle norme emanate dai decreti e dal protocollo firmato tra governo e sindacati in merito alla salvaguardia della salute dei lavoratori, protocollo carta straccia che gli stessi firmatari non hanno provveduto a far rispettare.Il trasporto aereo è considerato servizio pubblico essenziale, ma questo non significa che le aziende non siano obbligate a rispettare le norme emanate dai decreti e dallo stesso protocollo condiviso. Non significa soprattutto che i lavoratori non abbiano diritto al massimo della protezione in queste condizioni di estrema emergenza. A cominciare dal diritto a una corretta informazione su cosa succede sul proprio luogo di lavoro.Ai telegiornali appaiono servizi di un aeroporto sotto controllo, pulito, sanificato ed efficiente. Ma la verità è che i lavoratori impiegati, già martoriati dagli effetti economici pesanti sulla loro retribuzione, sono preoccupati di contrarre il virus e contagiare i propri familiari.USB chiede un intervento immediato ad Aeroporti di Roma ed ENAC che informi tutti i lavoratori di cosa sta succedendo in aeroporto e che intervenga a verificare il rispetto delle norme di sicurezza per tutti, dalla misurazione della temperatura in entrata, alle mascherine non consegnate, ai locali spogliatoi, bagni e sale ristoro non sanificati.Lo stato di agitazione indetto nel trasporto aereo permane e se le incertezze che vivono i lavoratori sulla loro salute non vengono chiarite USB andrà avanti con ogni mezzo.

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Pensioni, USB: pronti alla mobilitazione

Posted by fidest press agency su domenica, 26 gennaio 2020

Il governo Conte ha appena varato un provvedimento impropriamente definito “taglio del cuneo fiscale” escludendo dalla misura i pensionati, come già era accaduto del resto con il bonus Renzi. Per 7 milioni e 400mila famiglie che vivono per lo più di pensione e che versano un’Irpef tra il 23 e il 43% (di gran lunga superiore al resto d’Europa che si attesta sotto il 10%) non è all’orizzonte nessun taglio fiscale. In compenso lunedì si apre un tavolo al Ministero del Lavoro per rimettere mano al sistema pensionistico. Sul piatto sembra esserci la famigerata Quota 100, interpretata in questi mesi come misura troppo onerosa per le casse dell’Inps. Ma tutti sanno che Quota 100 ha rappresentato un debole palliativo in luogo dell’abolizione della Fornero e quindi della rimessa in discussione del sistema contributivo e del meccanismo di innalzamento progressivo dell’età pensionabile che quella legge ha consolidato. Una misura pro tempore di pensionamento anticipato (dopo 38 anni di contribuzione!) che puoi utilizzare solo se te la paghi.Le premesse quindi sono inquietanti. C’è più di un sospetto che la vera ragione del tavolo di lunedì sia trovare misure meno dispendiose (per loro!) per garantire una qualche flessibilità in uscita, guardandosi bene dall’invertire la rotta assunta in questi anni che sta portando allo smantellamento del sistema previdenziale pubblico.Per l’Unione Sindacale di Base ci sono alcuni punti irrinunciabili da cui partire:
• La presa d’atto che ogni anno le pensioni portano un gettito fiscale di 56 miliardi e che utilizzando una parte di quelle risorse si può riequilibrare il sistema
• Che 62 anni costituisce una soglia sufficiente per consentire a tutti di accedere alla pensione, favorendo al contempo la creazione di milioni di posti di lavoro
• Che il sistema contributivo non garantisce chi vive di lavoro precario, part-time o intermittente. Quanto prenderanno di pensione i giovani rider che hanno appena vinto in Cassazione contro Foodora? Va quindi stabilita una soglia minima di almeno 1000 euro, rivalutabile in base al costo della vita, sotto la quale nessuno deve scendere. Ma anche un tetto massimo: è accettabile che si percepiscano pensioni superiori a 5mila euro mensili?
• La detassazione delle pensioni ed il riavvicinamento dell’Italia all’Europa costituisce la misura che può consentire da subito un innalzamento delle pensioni più basse.
Le pensioni sono uno degli architravi sui quali si regge tutto il sistema di welfare. Proprio l’attacco alla previdenza è stato uno dei fattori che ha permesso il grande aumento delle disuguaglianza sociali in Italia. Intere generazioni identificano oggi la pensione come un diritto perduto mentre l’innalzamento dell’età pensionabile frena la possibilità di accedere al lavoro per milioni di giovani.
Possiamo restare a guardare davanti ad un nuovo probabile attacco al sistema pensionistico? O è forse arrivato il momento di costruire una grande mobilitazione generale che cancelli le tante bugie che ci raccontano e riaffermi il diritto a una pensione dignitosa? Lunedì ne sapremo di più.

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2020: un anno-anniversario per l’USB

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2020

L’8, 9 e 10 maggio 2010 con un Congresso costituente nasce l’Unione Sindacale di Base, forte della convergenza politica e organizzativa sostanzialmente di RdB e SdL Intercategoriale più alcuni spezzoni della CUB da cui proveniva sia RdB che, fino a qualche anno prima, il SULTA che poi confluì in SdL. Dieci anni, difficili e entusiasmanti al tempo stesso, che vogliamo ricordare e su cui riflettere assieme a tutti coloro che hanno condiviso la nostra impresa e la nostra scommessa. Ricordarli perché sono accadute tante cose, e tanti momenti importanti della vita politica e sindacale del Paese ci hanno visti protagonisti, rifletterci su per capire quali sono ancora oggi i nostri limiti e per capire come far meglio sindacato, analizzando e studiando la complessa situazione dell’oggi e come quindi adeguare la nostra azione e le nostre attività alle esigenze in continuo cambiamento, evitiamo di chiamarla evoluzione, che la società ci propone. Nel periodo trascorso abbiamo anche trasformato la nostra organizzazione, è nata la Federazione del Sociale, che si è andata ad affiancare alle due organizzazioni “storiche” USB Pubblico Impiego e USB Lavoro Privato, per intercettare tutti quei lavoratori, figli della riorganizzazione produttiva e dell’avanzare delle disuguaglianze, che non hanno una vita lavorativa classica e che non incontrano il sindacato quando hanno da affrontare e risolvere i propri bisogni o la propria condizione sociale, ad esempio in relazione al diritto al reddito o all’abitare. Abbiamo aperto fronti importanti di lotta e concluso con successo vertenze che ci vedevano impegnati da anni come quella degli ex LSU ATA; siamo diventati un punto di riferimento e di organizzazione per migliaia di braccianti e di lavoratori della logistica, per la gran parte migranti. Siamo da anni protagonisti delle più importanti vertenze nazionali dall’Ilva all’Alitalia passando per il rilancio del conflitto in centinaia di aziende industriali e del commercio. Abbiamo condotto in splendida solitudine la battaglia contro il precariato nella pubblica amministrazione costringendo il governo ad aprire alla stabilizzazione di migliaia di precari, a partire dalla ricerca. Molto altro potremmo ricordare di fatti e vertenze importanti che ci hanno visto protagonisti, ma quello che più ci interessa ricordare ed analizzare è la unicità della nostra esperienza nel variegato mondo del sindacalismo complessivamente inteso. Non siamo il classico sindacato “basista”, senza organizzazione e senza struttura unitaria politica e di elaborazione, non siamo un sindacato complice prono ai diktat del capitale e dell’Unione Europea, non siamo un sindacato autonomo pronto a piegare i propri comportamenti e la propria identità al cambio di vento politico o agli umori popolari. Abbiamo scelto di essere un sindacato di classe, internazionalista, antifascista, anticapitalista e indipendente che lavora per essere sempre più sindacato di massa, che si pone l’obbiettivo della difesa dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici e della trasformazione sociale.L’aver scelto di incrociare consapevolmente il movimento delle donne e quello per l’ambiente danno anche il segno della consapevolezza di tutta USB che l’azione del sindacato non può fermarsi ai luoghi di lavoro ma deve essere capace di interpretare il proprio ruolo nelle diverse contraddizioni presenti. Se ovviamente siamo soddisfatti della nostra crescita e della nostra iniziativa, la condizione politica e sociale in cui versa il nostro blocco sociale di riferimento rischia di limitare fortemente la nostra azione e la nostra penetrazione nelle fabbriche, negli uffici, nei quartieri. Un blocco sociale composto da lavoratrici e lavoratori che subiscono la scomparsa di riferimenti politici di massa, che sono preda della devastazione culturale in atto, di quell’egoismo sociale profuso a piene mani da chi li vuole succubi e silenziosi e che li getta in un’entropia sempre più evidente. C’è quindi la necessità di un sindacato che non solo abbia una forte identità collettiva legata ai nostri principi fondanti, ma che sia fatto di militanti, capaci di affrontare le sfide anche di natura culturale e ideologica che ci si stanno già proponendo, che non si lascino attrarre dai facili approdi dell’aziendalismo e del corporativismo di categoria o di territorio per rilanciare con forza l’idea alta di una confederalità non semplicemente dichiarata ma fortemente praticata.

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Torna la casta sindacale: USB non starà a guardare

Posted by fidest press agency su sabato, 21 settembre 2019

La giornata di ieri l’altro sembra segnare la ripresa della concertazione tra la casta sindacale e il governo Conte bis. Lo scambio tra salario minimo e legge sulla rappresentanza previsto nel programma di governo, la convocazione odierna solo dei sindacati complici e la firma all’INPS degli atti necessari alla realizzazione dell’infame accordo del 10 gennaio dicono chiaramente che Cgil Cisl Uil sono tornate al governo al seguito di Zingaretti e, sembrerebbe, anche dei 5 Stelle in versione europeista.Ormai sono circa 40 anni che chiediamo una legge che garantisca criteri oggettivi e non monopolistici sulla rappresentanza e la rappresentatività sindacale. Sono circa 40 anni che non si riesce a realizzarla per l’assoluta contrarietà dei sindacati che detengono abusivamente il monopolio della rappresentanza. Ora sembra approssimarsi una legge che blinda, chissà per quanti anni ancora, l’impero economico e politico creato da Cgil Cisl Uil utilizzando le risorse rastrellate dagli stipendi dei lavoratori e sostenuto attraverso i regali ottenuti con il welfare aziendale, gli enti bilaterali ecc. Il pluralismo sindacale va garantito, così come si garantisce quello politico. Adottare l’accordo tra le parti del 10 gennaio e farlo diventare legge dello Stato è una dimostrazione di subalternità totale a quei soggetti che hanno contribuito a rendere il lavoro sempre più povero e schiavo dei profitti. USB ha sempre sostenuto la necessità di introdurre un salario minimo contrattuale, non è però disponibile a scambiarlo con un rinnovato monopolio della rappresentanza per il sindacato unico Cgil Cisl Uil.

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L’Unione sindacale di base nell’incontro con il presidente del Consiglio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2019

Per l’occasione l’Unione Sindacale di Base ha presentato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte un pacchetto di proposte in tema di lavoro e misure sociali per la prossima Legge di Stabilità. USB ritiene in via preliminare necessaria la cancellazione del pareggio di bilancio dalla Costituzione, come da modifiche all’articolo 81, e della legge 201/2011 sulla possibilità di aumentare l’Iva come strumento di riduzione del deficit. Solo così sarà possibile rompere la gabbia dei diktat UE sulle politiche monetarie ed economiche. Queste le proposte avanzate da USB:
Sicurezza sul lavoro. Rifinanziare e migliorare la vigilanza sui luoghi di lavoro per combattere gli omicidi sul lavoro, in continua crescita
Salario minimo. Introduzione della soglia di 10 euro orari, peraltro previsti per i voucher in vigore, da applicare a tutte le tipologie di contratti.
Reddito di cittadinanza. Ripensamento e rifinanziamento per eliminare le condizioni restrittive che ne hanno ridotto la portata, cioè tetto massimo a 6000 euro dei conti correnti dei beneficiari, aggancio al reddito familiare ISEE, sanzioni penali per lavoro nero
Reddito ai senza lavoro. Ripristino degli ammortizzatori sociali della vecchia legge 223/91 per chi perde il lavoro a causa di ristrutturazioni aziendali e crisi industriali, tutela del reddito per chi comunque perde il lavoro, abolizione del Jobs Act.
Lotta al lavoro povero. Eliminare le norme che rendono possibili la piaga del part time involontario, il lavoro nero, l’intermediazione di manodopera, il ricorso indiscriminato al tempo determinato. Piena reintroduzione ed estensione dell’Art.18.
Gig economy. Riconoscimento del carattere di lavoro subordinato (art.2094 C.C.) anche quando le direttive dell’impresa arrivano tramite applicazione informatica, quando non vi sia un orario predeterminato, quando la prestazione è remunerata da un terzo e quando il lavoratore utilizza mezzi propri.
Orario di lavoro. Riduzione a 32 ore a parità di salario in tutti i settori per far crescere il numero degli occupati e diminuire disoccupati e inoccupati.
Ambiente e territorio. Stanziamenti nella Legge di Stabilità 2020 per la cura del territorio e dell’ambiente nonché per la manutenzione e protezione dei Beni Culturali.
Pubblica Amministrazione. Piano straordinario di assunzioni in previsione del forte esodo pensionistico, per evitare il collasso degli uffici e dei servizi pubblici, a partire da enti locali, sanità e scuola. Stabilizzazione del personale precario e reinternalizzazione dei servizi in appalto. Stanziamenti per il rinnovo dei contratti pubblici, superando la crescita zero di salari agganciati a indici di inflazione nulli da anni.
Accoglienza. Misure straordinarie come la CIG per contrastare gli effetti devastanti del decreto sicurezza, che ha causato una perdita di 20mila posti di lavoro.
Crisi aziendali. Creazione di uno strumento pubblico che prenda in carico le imprese strategiche in crisi, garantendo la continuità, il risanamento e la riqualificazione.
Discriminazioni di genere. Strumenti di sostegno al lavoro femminile e sanzioni alle aziende che discriminano i dipendenti in base al sesso.
Pressione fiscale. Spostarne il peso dal lavoro alla rendita, con forme di patrimoniale che redistribuiscano ricchezza, aggrediscano l’evasione fiscale e migliorino la qualità dei servizi. Tavolo sugli scaglioni Irpef e sull’Iva. No alla flat tax.
Welfare. Ritorno al welfare universale, smantellato negli ultimi decenni in favore di un welfare aziendale contrattuale che abbassa i salari e privatizza i diritti. Rifinanziamento spostando le risorse da opere inutili o dannose come Tav, Tap, Muos etc.
Casa. Piano di edilizia pubblica e popolare per garantire il diritto costituzionale all’abitare.
Rappresentatività sindacale. Una legge pluralistica contro il monopolio della rappresentanza e i contratti pirata che stabilisca i criteri di sufficiente rappresentatività e non garantisca rendite di posizione.
Rispetto di impegni e accordi. I continui passi indietro di ministri e istituzioni su impegni assunti rendono poco credibile l’azione del governo, come dimostrano il mancato varo del decreto su ex LSU ATA, il caso Arcelor Mittal, il pagamento delle spettanze ai lavoratori Manital e aziende consorziate.

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USB presenta a Palazzo Chigi le proposte per il Sud

Posted by fidest press agency su martedì, 30 luglio 2019

L’Unione Sindacale di Base ha partecipato nel pomeriggio di ieri a Palazzo Chigi al tavolo organizzato dal governo sulle politiche per il Sud. Queste in sintesi le proposte avanzate da USB:
Lavoro: piano per allargare la capacità assunzionale degli enti locali, in deroga al patto di stabilità. Clausola del 34% degli investimenti in conto capitali per la PA destinati al Mezzogiorno, da investire in opere utili e messa in sicurezza del territorio, con l’introduzione di una clausola sociale che tuteli l’inserimento di lavoratori meridionali nei futuri appalti.
Scuola: ristrutturazione e rilancio dell’edilizia scolastica, asili pubblici gratuiti, recupero dell’evasione e dispersione scolastica, aumento degli insegnanti anche di sostegno, diminuzione del numero degli alunni per classe, tempo pieno almeno al 50% in tutte le scuole
Sanità: investimenti pubblici nel sistema sanitario anche per evitare l’emigrazione sanitaria verso altre regioni, ristrutturazione ed ampliamento offerta sanitaria pubblica in tutti i sensi.
Sociale: investimenti pubblici per le infrastrutture sociali a partire dai nidi (rispetto degli accordi di Barcellona del 2006, per garantire il 33% della copertura di asili nido 0-3 anni per numero di bambini nelle regioni del sud), passando per i servizi per i disabili, i minori a rischio, gli anziani, piani di formazione per i giovani e le donne, fino ai centri antiviolenza per le donne.
Trasporti: reti ferroviarie moderne, porti, potenziamento del trasporto pubblico urbano. Rafforzamento della rete delle autostrade del mare tra i porti del Sud e il completamento di alcune linee ferroviarie strategiche come la Napoli-Bari o la Bari-Brindisi-Taranto.
Energia: reti energetiche all’insegna del risparmio energetico e promozione delle fonti rinnovabili.
Ambiente: investimenti massicci nel risanamento ambientale anche urbano in Puglia, Campania, Calabria, terre di sversamenti di rifiuti tossici industriali; sostegno e promozione di una gestione dei rifiuti premiale all’insegna della raccolta differenziata spinta. Valorizzazione dei beni ambientali, culturali e storici di cui tutto il Sud è ricco, con stimolazione del turismo anche ecosostenibile.
Sport: impianti sportivi pubblici e gratuiti a partire dai quartieri più degradati e disagiati delle grandi aree metropolitane capaci di attrarre i giovani fin dall’età scolare e sottrarli alla cultura della strada e della criminalità.
USB chiede anche la ricostruzione della governance dei Fondi strutturali europei, poiché è inaccettabile che a fronte delle ingenti risorse economiche disponibili, le regioni del Mezzogiorno continuino ad avere incapacità di spesa di quelle risorse che i cittadini stessi hanno contribuito ad alimentare. Chiediamo che vengano previste forme di controllo sull’operato delle amministrazioni pubbliche regionali da parte dei cittadini e pretendiamo che Regioni e Ministeri mettano in campo corsi gratuiti di formazione, di progettazione e gestione di progetti a valere sui fondi strutturali. Accedere a tali fondi è impensabile per coloro che non hanno risorse per pagarsi corsi che sul mercato hanno costi inaccessibili.

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Politiche fiscali: USB a Palazzo Chigi

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 luglio 2019

L’Unione Sindacale di Base durante un incontro tenuto a Palazzo Chigi ha presentato al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, le proprie proposte in tema di politiche fiscali. USB ha sottolineato come da tempo sia stato stravolto lo spirito della Costituzione (art.53: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”), caricando tasse e imposte sui redditi da lavoro e da pensione, medi e bassi, favorendo al contrario le rendite da capitale e gli alti redditi. Per invertire la tendenza USB ha proposto al governo:
1) aumentare la progressività del sistema fiscale e tributario e non diminuirla come si vorrebbe con la flat tax, facendovi rientrare i redditi oggi sottratti all’IRPEF e in tal modo colpendo tutti i redditi da capitale a partire dai più elevati, aumentando gli scaglioni di aliquote, con una diminuzione delle stesse sui redditi bassi e un aumento su quelli alti;
2) diminuzione delle imposte indirette che sono per natura regressive, eliminazione dell’Iva tranne che sui beni di lusso. Una tale riforma rilancerebbe i consumi, la domanda interna e l’occupazione, con una netta svolta rispetto ai dettami dell’Unione Europea tutti tesi all’osservanza dei parametri riferiti al debito pubblico, che in questi anni hanno solo peggiorato le condizioni economiche e sociali dell’Italia;
3) introduzione di una patrimoniale a partire da determinati livelli di patrimonio, che non può certo ricalcare le tasse sulla prima casa di montiana memoria;
4) un piano straordinario di assunzioni degli ispettori del fisco per contrastare elusione ed evasione fiscale che costano all’Italia 190 miliardi di euro di mancate entrate.
Il governo per parte sua ha annunciato una riforma organica del carico fiscale, basata sulla flat tax con vincoli di progressività, aiuti alle famiglie contro il calo demografico e utilizzo vincolante delle carte di credito per contrastare l’evasione. Annunci che USB giudica non adeguati per arrivare a una giustizia fiscale favorevole a lavoratori, pensionati e ceti medi.
USB incardinerà anche sulle proprie proposte in tema di politiche fiscali la battaglia d’autunno.

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Il 20 giugno sciopero USB all’Atac

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per giovedì 20 giugno uno sciopero di 24 ore del personale di Atac. Uno sciopero per difendere la salute e la sicurezza tanto dei lavoratori quanto degli utenti, perché nel trasporto pubblico romano il problema non sono più soltanto i bus che prendono fuoco e le aggressioni al personale, ma anche le polveri sottili nelle gallerie e nelle stazioni della metro, polveri micidiali i cui valori arrivano a sforare anche di 5 volte i limiti di legge.Dopo le denunce di USB e Orsa sulla sospensione da un anno e mezzo della depolverizzazione delle gallerie, che ha lasciato depositare e respirare a dipendenti e utenti polveri sottili, nonché sull’assenza di rilevazioni dallo scorso mese di ottobre, lunedì 3 giugno il prefetto di Roma ha accolto le sollecitazioni delle due organizzazioni sindacali, disponendo che Atac effettui celermente nuovi rilievi, per i quali l’azienda ha incaricato subito l’Università di Tor Vergata.Più in generale USB denuncia la quasi totale assenza di servizi igienici ai capolinea, la negazione continua di ferie adeguate a un sufficiente recupero psico-fisico, lo stato usurato dei mezzi, l’assenza di aria condizionata nei mesi caldi, tutte situazioni che causano un peggioramento delle condizioni di salute dei lavoratori.Le continue aggressioni al personale operativo, causate dalla gestione insufficiente del servizio, aggiungono infine altro stress e altro disagio a lavoratori che svolgono già un’attività di per sé usurante.Il 20 giugno i lavoratori sciopereranno non solo per tutelare la propria salute e la propria sicurezza ma anche quelle degli utenti. È a loro che ci rivolgiamo e chiediamo comprensione e sostegno, perché vittime in egual misura di una gestione inefficiente di un servizio pubblico che è patrimonio di tutti.
Il personale viaggiante di Atac si fermerà dalle ore 08:30 alle ore 17:00 e dalle 20:00 a fine servizio.

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Nove anni di USB: le sfide che ci attendono

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2019

Il 23 maggio 2010 dall’unione di RdB e di Sdl nasceva l’Unione Sindacale di Base. Oggi, a nove anni da quella data, possiamo senz’altro dire che quella fu una scelta felice, che ha rafforzato l’ipotesi di un sindacato confederale, indipendente e conflittuale, con una precisa identità di classe, radicato nelle categorie pubbliche e private, in grado di relazionarsi con i cambiamenti intervenuti, a partire dalla riorganizzazione produttiva che ha portato ad una scomposizione e frantumazione del mondo del lavoro, con l’emersione di forme di lavoro nero non lontane dallo schiavismo.Abbiamo trascorso anni in cui, come mai prima, i diritti dei lavoratori sono stati brutalmente subordinati alla voracità delle imprese, in cui i profitti hanno raggiunto vette stratosferiche mentre i vari governi di centro destra, di centro sinistra o tecnici si esercitavano nel distruggere qualsiasi strumento di difesa conquistato con lotte e sacrifici, con la consapevole complicità dei sindacati CGIL CISL UIL e dei loro accoliti autonomi.Come dimenticare i loro flebili vagiti di fronte alla cancellazione dell’art.18, alla demolizione ogni giorno più pesante del diritto di sciopero, alla disgraziata riforma delle pensioni ad opera della Fornero o all’approvazione del Jobs Act e di tutte le altre normative che hanno privatizzato, precarizzato, licenziato, centinaia di migliaia di lavoratori, consegnando alle attuali generazioni un futuro di miseria e povertà?USB si è sempre fatta promotrice di lotte e mobilitazioni non solo nel tentativo di respingere questi attacchi, individuando in essi una radice comune, ossia le imposizioni dell’Unione Europea, una costruzione basata sugli interessi del mercato, della finanza, delle multinazionali, sull’osservanza di trattati e di diktat che hanno devastato intere nazioni come la Grecia e che stanno impoverendo paesi come l’Italia, ma ha anche allargato la sfera del suo intervento ai settori dove più brutali sono le condizioni di lavoro. Cioè le campagne dove in condizioni di schiavitù vengono sfruttati migliaia di migranti e la logistica dove le multinazionali più all’ ‘avanguardia’, con il sistema degli appalti e subappalti, non esitano a rivolgersi a organizzazioni mafiose e camorristiche per impedire il conflitto laddove non bastano licenziamenti, denunce e financo omicidi, come nel caso di Abd El Salam a Piacenza o di Soumaila Sacko nelle campagne di San Ferdinando.Tre rinnovi delle RSU nel Pubblico Impiego hanno confermato il nostro radicamento in questo settore, dove la presenza di USB va allargandosi ad un buon ritmo al mondo della scuola, come pure straordinari sono i risultati conseguiti all’ILVA o alla GD di Bologna, solo per fare qualche esempio, o l’affermarsi di numerose strutture nel settore industriale, nei servizi, nel terzo settore, in cui lavoratori e utenti sono sottoposti a continui stress da manovre di bilancio sempre più restrittive.
L’ottimo risultato della lotta ventennale degli ex LSU della scuola contro la privatizzazione e il sistema degli appalti, che dall’anno prossimo saranno assunti nella pubblica amministrazione, è stata portata avanti in solitudine dal nostro sindacato, contro i pesanti condizionamenti di CGIL CISL UIL, e indica che la sconfitta non è inscritta nel nostro DNA e che con la perseveranza e le lotte la difesa dei veri interessi dei lavoratori si può affermare.La costituzione della Federazione del Sociale, che rispondeva alla necessità di una ricomposizione dei settori sociali e produttivi più disgregati, frantumati nel tessuto metropolitano, il suo sviluppo con il recupero di un attivismo sociale per troppo tempo sopito sul terreno della casa, della sanità, dei migranti, delle questioni ambientali, della disoccupazione, della questione del reddito sociale e del salario minimo unito alla riduzione dell’orario di lavoro per combattere il lavoro povero, ci ha permesso di allargare il raggio del nostro intervento a tematiche e ambiti sociali poco raggiungibili con gli schemi del sindacato strutturato sui posti di lavoro, che pure rimane centrale per USB.Nuove sfide ci attendono: sul piano politico il contrasto a obiettivi portati avanti da forze potenti, Unione Europea, Confindustria, che si coniugano con gli interessi di altre forze e partiti che hanno fatto della divisione e della lotta tra poveri, della xenofobia e del razzismo, i principi della loro identità; il contrasto alle politiche repressive di qualsiasi forma di dissenso – un esempio per tutti la punizione della professoressa Dell’Aria a Palermo – che con i decreti sicurezza di Salvini stravolgono i principi basilari della libera espressione democratica; le mobilitazioni contro l’autonomia differenziata che rischia di tagliare fuori da ogni possibilità di sviluppo sociale metà del nostro paese.A questo ci prepariamo, altro che appelli per convincere i lavoratori a votare per una Unione Europea che nel proprio DNA ha la difesa del mercato e dei poteri forti, come hanno fatto CGIL CISL UIL insieme a Confindustria poche settimane fa.

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Venerdì 17 sciopero USB trasporto locale, ferrovie e traghetti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 maggio 2019

L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per venerdì 17 maggio lo sciopero generale del settore trasporti, con esclusione del trasporto aereo che sciopererà per 24 ore martedì 21 maggio.Il trasporto pubblico locale si fermerà per 4 ore con modalità che variano da città a città e sono riepilogate a seguire.Il trasporto ferroviario (Ferrovie dello Stato, Italo, Trenord) sciopera per 8 ore, dalle 9 alle 17.Il trasporto marittimo e quello merci si fermano per 24 ore.Sono esclusi dallo sciopero il trasporto ferroviario della Regione Piemonte e l’azienda AMT di Catania.Lo sciopero è indetto:
● a tutela e garanzia del reale esercizio del diritto di sciopero e contro le continue interpretazioni restrittive operate dalla commissione nazionale di garanzia;
● contro le privatizzazioni e per la nazionalizzazione delle imprese di trasporto;
● per la salute sicurezza delle operazioni a tutela di lavoratori e utenti, basta omicidi;
● contro il sistema degli appalti indiscriminati e per la reinternalizzazione delle attività;
● per la definizione di una reale politica dei trasporti in Italia e per l’avvio dei tavoli sulla riforma dei settori;
● per ottenere politiche contrattuali realmente nazionali e esigibili per tutti i lavoratori che impediscano il dumping salariale e dei diritti;
● per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario;
● per la piena occupazione e contro la precarietà.

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USB incontra il presidente dell’INPS Tridico

Posted by fidest press agency su martedì, 30 aprile 2019

Si è tenuto un confronto di un’ora e mezza tra una delegazione dell’Unione Sindacale di Base e il neo presidente dell’INPS Tridico accompagnato da alcuni dirigenti dell’ente. Relazioni sindacali, reddito di cittadinanza, quota 100, salario minimo, dismissione del patrimonio immobiliare dell’Istituto, contribuzione dei migranti, svincolo dei lacci che impediscono l’attribuzione diretta di codici INPS di riscossione delle quote sindacali ma anche i mille problemi che i pensionati affrontano ogni giorno sono stati al centro del confronto che è stato davvero utile e di prospettiva.La delegazione confederale USB ha illustrato la propria storica posizione di tutela della previdenza pubblica, augurandosi che il cambio di presidenza coincida con il rilancio della funzione dell’Istituto a difesa del patrimonio contributivo dei lavoratori e di contrasto alla sostituzione del sistema previdenziale pubblico con quello dei fondi privati.USB ha auspicato che l’INPS metta in campo ogni strumento a sua disposizione per avvicinarsi, anche fisicamente, ai lavoratori e ai cittadini per garantire il massimo di fruibilità delle prestazioni a tutti. Pur avendo ben chiaro che l’INPS non è direttamente titolare di potere legislativo e quindi della possibilità di modificare norme di legge esistenti, l’USB ha però chiesto al presidente Tridico di intervenire presso il governo affinché alcune norme vigenti, penalizzanti per i lavoratori e per il pluralismo sindacale, vengano modificate o cancellate. In particolare la discussione si è incentrata sugli strumenti di verifica della rappresentatività sindacale, visto che l’INPS è lo strumento attraverso cui si dovrebbero certificare i dati di rappresentatività delle organizzazioni sindacali ai fini della composizione delle delegazioni abilitate alla trattativa nazionale di categoria.Di particolare soddisfazione per l’USB è stata la posizione espressa dal presidente Tridico in ordine alla disponibilità ad aprire con urgenza un tavolo di confronto sulla dismissione degli immobili che, soprattutto nell’area romana, sta producendo una insostenibile situazione di pericolo per migliaia di inquilini, anche a causa del comportamento della Romeo Gestioni a cui da tempo è affidato il patrimonio immobiliare.L’ipotesi di vendere il proprio patrimonio alla Regione o al Comune perché siano questi a gestire le dismissioni come case popolari, che ricalca la proposta avanzata da tempo dall’ASIA USB, è già oggetto di confronto fra l’INPS e gli enti locali citati. Ovviamente i rappresentanti dell’ASIA USB, presenti all’incontro, hanno accolto con interesse la proposta del presidente Tridico e hanno chiesto che il tavolo di confronto sia convocato al più presto. La discussione ha anche riguardato i difficili rapporti sindacali interni all’Istituto dove la USB, secondo sindacato a livello nazionale per numero di iscritti, è oggetto di discriminazione per non aver sottoscritto il CCNL, tra l’altro ormai scaduto da tempo. L’USB ha denunciato al presidente dell’Istituto la insostenibilità di comportamenti messi in atto dalla burocrazia in accordo con CGIL CISL UIL e sindacati autonomi di contorno, tesi ad ostacolare il libero esercizio dei diritti sindacali alla propria struttura nazionale interna.Per la prima volta dopo molti anni la Confederazione USB ha trovato un’interlocuzione con la Presidenza dell’Istituto attenta e disponibile a prendere atto dei problemi posti all’evidenza del confronto. Ci auguriamo che questa disponibilità si trasformi al più presto in soluzioni ai problemi posti.

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USB Scuola: l’unico vero sciopero era e resta il 10 maggio

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 aprile 2019

Come era prevedibile la farsa del 17 Maggio è finita, con i due attori principali, sindacati gialli e governo, che nella scena finale chiudono il sipario con un accordo sul nulla, con vaghe promesse sui precari con 36 mesi di servizio e “corposi” aumenti stipendiali, mentre nulla di nulla si prevede per la risoluzione dei problemi della mobilità docente, per le assunzioni ATA, e men che meno sulla regionalizzazione.
Ancora una volta la finta concertazione ha prodotto un topolino con cui si cerca di prendere in giro i precari, i lavoratori di ruolo e la scuola pubblica statale tutta, ma questa volta il prezzo da pagare sarà altissimo, perché l’autonomia differenziata cambierà radicalmente il volto dell’istruzione pubblica statale.Ai precari vengono promessi percorsi riservati che prevedono comunque prove concorsuali, mentre per i contratti si promettono stanziamenti “corposi” senza che una cifra sia messa su carta.Sul “compartone” Istruzione e Ricerca, in cui sono stati forzatamente costretti i tre settori Scuola, Università e Ricerca, che in realtà non hanno nulla in comune dal punto di vista contrattuale, non è stato fatto neanche un accenno involontario.Ma la cosa più preoccupante è come l’accordo non preveda alcun riferimento alla regionalizzazione, dopo che i sindacati concertativi – insieme a quasi tutti il sindacalismo di base – avevano messo al centro dello sciopero questo tema con assemblee e convegni unitari. L’USB ha avviato un percorso di lotta contro la regionalizzazione, una secessione camuffata, che resta al centro delle mobilitazioni della Scuola e dell’intero Pubblico Impiego, il 10 maggio e non solo, perché crediamo fermamente che i diritti dei nostri studenti e dei lavoratori debbano essere identici in ogni regione del Paese.
L’unità è finita, perché l’unità è un feticcio utilizzato dai sindacati collaborazionisti per manipolare le giuste aspettative dei lavoratori della scuola, ma l’unica unità vera a cui mirano CGIL-CISL-UIL, Snals e Gilda è quella con il potere per garantire la propria esistenza, come era già stato dimostrato immediatamente dopo lo sciopero del 5 maggio 2015: la grande ammucchiata è stata ed è funzionale al mantenimento dello status quo e al rabbonimento dei lavoratori.Confermiamo lo sciopero della scuola il 10 Maggio, nella giornata dello sciopero generale dell’intero Pubblico Impiego proclamato da USB, ed invita le realtà del sindacalismo di base che non si accontentano delle promesse pre-elettorali a convergere su questa data che era ed è ancora di più l’unico sciopero vero contro la regionalizzazione, per la stabilizzazione definitiva dei precari della scuola, per una giusta mobilità e per aumenti stipendiali veri. (by USB P.I. Scuola)

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Thales Alenia Space, USB: non siamo una colonia francese

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

“Più volte come RSU e come USB nazionale abbiamo denunciato il depauperamento delle competenze presenti nei siti di Roma, Milano, L’Aquila e Torino, da parte dell’azionista di maggioranza Thales, sotto il controllo del governo francese.Le ultime riorganizzazioni confermano la volontà dell’azionista francese di centralizzare su Parigi le competenze tecnologiche, le strategie decisionali, la gestione del personale, le strategie di mercato, il portafoglio ordini e le scelte sugli investimenti. In questo quadro la decisione di mortificare lo stabilimento di Milano, è una scelta grave che colpisce tutto il segmento spaziale italiano di Thales Alenia Space. Vogliamo ricordare le diseconomie pesanti che abbiamo subito, dalla chiusura del centro d’integrazione di via Salaria, alla riduzione del sito di Milano, passando per la perdita di prodotti di competenza italiana ora migrati altrove, senza dimenticare l’imposizione di processi di enginering, gestionali e tecnici poco performanti. A questi fattori si aggiunge l’imbuto parigino sugli investimenti, il tutto ha prodotto il risultato di relegare TAS-I a un ruolo ancillare.Sia ben chiaro, non c’è nessuna lettura di tipo “nazionalistico” nei confronti dei colleghi dipendenti francesi, ma la denuncia di un’azienda più grande che si sta pappando un’azienda più piccola. A farne le spese in primo luogo sono i dipendenti di quest’ultima, in secondo luogo ne esce defraudato il sistema paese, che sullo spazio ha un peso europeo, infrastrutture che vanno dall’industria al vettore, passando per il sistema di controllo in volo fino facoltà universitarie e ai centri di ricerca.In ambito spaziale stiamo subendo l’identico processo di de-industrializzazione e subordinazione nei confronti grandi gruppi industriali, commerciali, finanziari per lo più legati a multinazionali francesi e tedesche.Un processo di sottrazione di ricchezza e riduzione a ruolo di sotto fornitori, che è il naturale epilogo della stagione delle svendite e delle privatizzazioni.”
“Nel prossimo futuro ci sono diversi programmi nazionali ed europei legati alle infrastrutture e agli sviluppi tecnologici. Si tratta di svariati miliardi di euro che si traducono in occupazione, politica di sviluppo dei siti e crescita delle competenze e del tessuto industriale e tecnologico.Il settore spaziale lavora su grandi infrastrutture satellitari, che operano sulle comunicazioni, sull’osservazione, sulla difesa, sulla navigazione e sulla ricerca scientifica, a questo si aggiunge lo sviluppo delle nuove tecnologie tra cui l’IOT. Tutti ambiti che hanno e avranno ricadute dirette e sempre più connesse allo sviluppo della società e su cui non ci può essere una subalternità.
Vogliamo investimenti per i siti italiani per migliorare le condizioni di lavoro negli stabilimenti, ampliare le camere pulite e i laboratori.Roma attende da tempo un Centro Integrazione Satelliti di livello dopo il folle abbandono di via Salaria. È tempo di dare coerenza alle fasi d’ingegneria, integrazione, soprattutto in vista dei programmi futuri e lo vogliamo con uno sviluppo del Centro integrazione Satelliti a Roma.Chiediamo il rafforzamento e il rispetto delle competenze dei siti italiani, per garantire lavoro e crescita.Sono necessari investimenti per sviluppare competenze e acquisire nuove conoscenze. Questo significa stanziare risorse economiche sia per lavorare a un ricambio e sia per avviare un percorso di nuove assunzioni e di stabilizzazioni, per quanti da tempo lavorano in TAS-I per conto di ditte esterne”.

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USB P.I. chiede la proroga delle graduatorie dei concorsi

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 novembre 2018

L’Unione Sindacale di Base Pubblico Impiego ha scritto al ministro Giulia Bongiorno per chiedere la proroga della validità di tutte le graduatorie dei concorsi della Pubblica Amministrazione in scadenza al prossimo 31 dicembre.La USB evidenzia le gravi carenze di personale, anche nell’area amministrativa, verificatesi a seguito di un reiterato blocco del turn over e, rispondendo al ministro che in un recente question time in Parlamento ha affermato che saranno prorogate esclusivamente le graduatorie riguardanti figure professionali ritenute necessarie, sottolinea che sarebbe paradossale far scadere proprio ora graduatorie che permetterebbero di rispondere celermente alla necessità di effettuare nuove assunzioni.USB ha chiesto al ministro Bongiorno di essere ascoltata prima che siano assunte scelte che riguardano la funzionalità e la tenuta delle amministrazioni pubbliche.

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Campagna nazionale USB per la detassazione delle pensioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 novembre 2018

“Quali le prospettive attuali e future nel sistema pensionistico italiano?” La Federazione provinciale USB di Benevento invita le pensionate e i pensionati, le lavoratrici e i lavoratori, le precarie e i precari, le disoccupate e i disoccupati, a partecipare al dibattito/assemblea pubblica, che si terrà presso la sede USB di via Giustiniani 1, a Benevento, venerdì 23 novembre alle ore 16:00, sulle prospettive attuali e future del sistema pensionistico del nostro Paese.Sarà l’occasione per lanciare, proprio dalla nostra città, la campagna nazionale dell’Unione Sindacale di Base (USB) sulla detassazione delle pensioni.
Un tema urgente, visto il continuo attacco al sistema previdenziale pubblico, perpetrato da quasi 30 anni a questa parte dai governi di ogni colore, con ultima la sciagurata riforma Fornero.Il consenso che, non a caso, ha suscitato la proposta di eliminazione di quest’ultima, è stato uno dei fattori che ha portato al governo l’attuale esecutivo giallo-verde.Il tempo delle promesse elettorali è, però, finito e all’orizzonte non si vede più l’abolizione di questa riforma ma solo tanta confusione.Con questo dibattito/assemblea pubblica cercheremo di fare chiarezza, formulando la nostra proposta, che discuteremo insieme venerdì pomeriggio, al fine di lanciare una grande vertenza nazionale sulla detassazione delle pensioni che metteremo in piedi nei prossimi mesi.Perché è importante il tema della detassazione delle pensioni?Le pensioni in atto sono tassate sulla base di 5 aliquote fiscali comprese tra il 23% ed il 43% a fronte di una tassazione decisamente inferiore in altri paesi UE.Guardando con attenzione il bilancio dell’INPS si scopre che il prelievo fiscale sulle pensioni in essere è pari ad oltre 50 miliardi l’anno di Irpef nazionale, a cui si devono aggiungere ulteriori 4 miliardi di addizionale Irpef regionale e comunale.Prelievo fiscale che, insieme alla separazione dall’assistenza, riduce di oltre la metà la vera spesa pensionistica ed il conseguente impatto percentuale sul pil anche nel confronto con i paesi UE.

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