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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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L’uscita del Regno Unito dall’UE è un evento sopravvalutato

Posted by fidest press agency su martedì, 30 gennaio 2018

london-centralLondra. Richard Colwell, Responsabile azioni britanniche. Nel 2017 le azioni britanniche hanno raggiunto i massimi storici, ma hanno perso terreno rispetto ai listini globali (in termini di dollari USA). L’esposizione degli investitori globali alle azioni britanniche è scesa ai bassi livelli del 2009, quando il sistema bancario era a rischio. Se è vero che ciò riflette i timori riguardo al calo della sterlina e alle prospettive economiche per il Regno Unito riconducibili alle ripercussioni negative dei negoziati sulla Brexit, è altrettanto vero che ha schiuso nuove opportunità per il 2018.I mercati azionari scontano le previsioni sull’andamento futuro, per cui il clima di incertezza politica trova già ampio riscontro nelle valutazioni. Per gli investitori attivi, non contano i flussi di notizie ma le valutazioni. È impossibile prevedere in che modo procederanno i negoziati sulla Brexit o in che modo incideranno sull’economia. Occorre in ogni caso tenere presente che il mercato azionario britannico è il terzo maggiore al mondo e che vi opera anche una folta schiera di società multinazionali, per cui non si limita a riflettere le sorti britanniche. Oltre il 70% del fatturato delle società incluse nell’indice FTSE 100 proviene da altri paesi. Questi titoli scambiano a sconti elevati rispetto ai loro omologhi europei e statunitensi, il che offre alle azioni britanniche un cuscinetto in grado di proteggerle contro gran parte delle flessioni anticipate.
Ironia della sorte, anche se il mercato britannico ha raggiunto un massimo in termini assoluti, le opportunità di acquistare titoli poco costosi sono ora più numerose rispetto agli anni passati. Oltre ad accusare un ritardo rispetto all’ascesa dei mercati internazionali, il mercato azionario britannico ha evidenziato anche forti divari di performance al suo interno. Interi segmenti del mercato sono fortemente penalizzati perché sono considerati vittima della Brexit o suscettibili di risentire di turbolenze legate alle tecnologie.Considerando una serie di parametri di valutazione, che si tratti del rendimento da dividendi o del rapporto prezzo/utili, le azioni britanniche sono convenienti rispetto ad altri mercati sviluppati. In base al rapporto prezzo/valore contabile, le valutazioni rispetto agli Stati Uniti hanno toccato minimi che non si registravano dall’apice della bolla del 2000 nei comparti delle telecomunicazioni, dei media e della tecnologia. In effetti, 85 dei titoli compresi nell’indice FTSE 350 hanno di recente archiviato minimi relativi su un arco di 53 settimane.Se gli investitori continuano a evitare le azioni britanniche e le valutazioni restano relativamente basse, le aziende internazionali dovrebbero continuare a sfruttare lo sconto in termini di valutazione offerto dal Regno Unito, nonché la debolezza della sterlina, e presentare offerte di acquisto per le loro omologhe britanniche. Tra gli esempi di questo tipo per il 2017 figurano WS Atkins, un’azienda che offre servizi di ingegneria, e Berendsen, una società operante nel settore delle lavanderie, entrambe acquistate da controparti internazionali. Senza dimenticare le mire di Kraft nei confronti di Unilever.Le aziende comunemente descritte come vittime della Brexit sono tra quelle maggiormente sottovalutate. Alcuni titoli azionari in settori come il tempo libero, il commercio al dettaglio e i media viaggiano su valutazioni osservate l’ultima volta durante il rallentamento congiunturale del 2009. Quali di essi riusciranno a destreggiarsi in un contesto congiunturale che si preannuncia più debole, e conquistare quote di mercato? In alternativa, quali azioni scontano già uno scenario economico catastrofico? O forse queste azioni nazionali britanniche stanno assistendo a un momento simile a quello verificatosi nel primo trimestre del 2009 – che si è poi rivelato essere l’ultima importante occasione di acquisto?
L’andamento dei negoziati sulla Brexit non è facilmente prevedibile, ma i vertici delle aziende dovrebbero sempre prepararsi in vista del futuro anziché lamentarsi dello scenario caotico associato alla Brexit. Del resto, l’incertezza è una caratteristica intrinseca del mondo degli affari. Anziché attendere di avere chiarezza, i gestori dovrebbero pertanto vagliare la capacità di tenuta dell’azienda nel futuro, e all’occorrenza rivederne il modello aziendale.

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“L’Italia potrebbe uscire dalla zona euro”

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

euro-areaA sostenerlo a 15 anni dall’addio alla lira non è un politico bensì il presidente dell’istituto tedesco di ricerca economica (Ifo) Clemens Fuest. Secondo il presidente dell’istituto tedesco di ricerca economica l’eventualità non è così remota. In 15 anni molti rincari. In un’intervista rilasciata al quotidiano tedesco “Tagesspiegel”, Fuest ha rimarcato come a partire dal 2000 la qualità di vita in Italia sia rimasta immutata. “Se non dovessero esserci dei cambiamenti, gli italiani finiranno per dire di non voler più far parte dell’eurozona”. Fuest ha pure aggiunto che se il Parlamento tedesco dovesse dare luce verde a un piano di aiuti finanziari all’Italia, farebbe pesare sui contribuenti germanici dei rischi “dei quali ignora l’esistenza e che non sarebbe in grado di controllare”. “I deputati non dovrebbero dare il via libera a un simile piano, ha ammonito. In questo momento l’Italia non ha chiesto nessun piano di salvataggio all’Europa”. Intanto i dati del NENS (Nuova Economia Nuova Società, la fondazione che fa capo a Pierluigi Bersani) hanno fornito un termine di paragone fra i prezzi attuali e quelli di 15 anni fa. Il caffè al bar è passato da 900 lire a 90 centesimi, la pizza margherita da 6’500 lire (3,36 a euro) agli attuali 7,5 euro. Un rincaro del 123%. Ma la lista dei rialzi è lunga. Per l’elettricità, nel 2002 si spendevano 647mila lire (circa 334 euro), mentre oggi si parla di una spesa di 498 euro (+50% circa). Il gas ha avuto un rincaro del 16%, la benzina è passata da circa 2’000 lire per un litro agli 1,5 euro attuali (+45%). Un’eventualità, questa, osserva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, molto dibattuta negli scorsi anni in particolare da quelle forze politiche più “euroscettiche”. Un bene per l’Italia.

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Maroni e l’uscita dell’Italia dall’Ue

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2011

“È sconcertante che un ministro dell’Interno minacci l’uscita dell’Italia dall’Unione Europea, o peggio ancora metta in dubbio l’essenzialità e la centralità della stessa. L’UE nacque  come risposta all’enorme disastro del secondo conflitto mondiale e venne immaginata come strumento di collaborazione affinché tragedie simili non si ripetessero. Dubitare oggi, in un momento di altissima instabilità internazionale, della sua esistenza appare una follia; sebbene sarebbe opportuno fare un’analisi profonda e obiettiva sull’attuale efficacia e funzionalità delle sue Istituzioni. Maroni accusa l’Europa di averci lasciato soli nella gestione dell’emergenza immigrazione, ma non si rende conto che,  se l’Europa non ci dà ascolto, ciò dipende dall’inadeguatezza e dalla caduta di credibilità del governo di cui fa parte.   I leghisti sono stati capaci di creare polemiche persino sull’indissolubilità della nostra Patria, ora lo fanno pure su quella comune europea. L’Italia, che è da sempre una colonna portante nel processo di integrazione europea, che ha contribuito sin dall’inizio alla costruzione politica e culturale dell’Unione rimarcando le comuni radici storiche, culturali e religiose merita di essere rappresentata da un governo che ne garantisca dignità, autorevolezza e rispettabilità, ciò che  l’attuale non è certo in grado di garantire. Lo dichiara l’on. ROBERTO MENIA, coordinatore nazionale di FLI.

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Primo singolo di Alessio Di Palma

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 gennaio 2011

Chieti. L’attesa è finita e l’etichetta abruzzese Music Force ha il piacere di annunciare l’uscita del primo singolo di Alessio Di Palma. Il titolo della canzone è “Amoretereo” e promette di far parlare molto di sé e precede l’arrivo dell’album del cantante romano prodotto da TTB. L’uscita di Amoretereo arriva a coronamento di un periodo intenso per Alessio Di Palma che ha appena concluso un lungo tour italiano impreziosito dall’evento del 23 luglio quando ha avuto la possibilità di aprire il concerto dei Flaminio Maphia a Ostia. Il curriculum poi parla da solo e basta leggerlo per capire che Alessio Di Palma ha tutte le armi, l’esperienza e la preparazione per poter dire la sua nel panorama musicale italiano, portando sicuramente anche una significativa ventata di novità. Fin da piccolo si dimostra un talento naturale nel canto e impara a suonare il flauto dolce ad “orecchio”, senza conoscere le note musicali. Dopo aver preso lezioni di canto studiando con Daniela Velli capì che il suo futuro doveva essere dedicato alla musica e in maniera particolare all’R&B. La svolta significativa arriva nel 2004 quando incontra TTB, il suo attuale produttore, con il quale inizia un progetto musicale rivolto verso la musica soul e black. Nel frattempo ha partecipato al programma di Raiuno “Il Treno Dei Desideri” dove arriva alla fase finale per duettare in diretta televisiva con Raf. Ha collaborato come vocalist nel disco Codici Sonori (Cibala Edizioni) dei Sonora Sound System e nel 2009 si è esibito a Villa Pamphilj a Roma aprendo il concerto di Max De Angelis. Inoltre ha fatto da supporter ad un altro big del panorama musicale italiano, Massimo Di Cataldo. Sempre nel 2009 hs collaborato con gli Impatto Zero per il brano “E finalmente poi la luce”, dedicato alla famiglia di Stefano Cucchi, scelto come sigla d’apertura del programma “Linea notte” (Raitre). (alessio)

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Il ruolo dell’Italia nella governance mondiale

Posted by fidest press agency su domenica, 7 febbraio 2010

Roma, 9 febbraio 2009 h. 18.00 – 20.00 Caffè Fandango – Piazza della Pietra 32/33 Da Pittsburgh a Copenhagen: il bilancio dei risultati dei recenti vertici internazionali. Quale ruolo può e deve giocare l’Italia in vista degli appuntamenti del 2010? Non più promesse ma urgenti e concreti impegni è la richiesta unanime della società civile italiana. Ne discutono esponenti governativi, parlamentari, rappresentanti di organizzazioni internazionali e della società civile italiana, in occasione della presentazione del 14° rapporto della rete internazionale Social Watch: “L’unica via d’uscita dalle crisi: People First”.  Il rapporto analizza le conseguenze sociali e ambientali delle recenti crisi internazionali e come ogni anno propone, attraverso degli indici alternativi, un’analisi del livello di povertà e uguaglianza tra uomo e donna nel mondo. In accordo con l’approccio adottato dal Social Watch, gli indici sono basati sui diritti umani invece che sul reddito. Con questo rapporto, la coalizione intende offrire un efficace strumento per monitorare il rispetto degli impegni internazionali in materia di politiche sociali e il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. In tale prospettiva, la crisi offre un’opportunità storica: ripensare i processi decisionali in politica economica attraverso un approccio basato sui diritti umani per costruire un sistema economico e finanziario a servizio delle persone.

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Il primo giorno d’inverno

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2009

Il 17  Novembre 2009 esce in Germania il DVD del film Il primo giorno d’inverno, opera prima del regista Mirko Locatelli. Ad oltre un anno dall’anteprima mondiale alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia (2008), grazie alle numerose partecipazioni ai più importanti festival di cinema internazionali, Salzgeber & Co, casa distributrice di Berlino, edita il film in DVD, con il titolo “Der erste Tag im Winter” mantenendo la lingua originale con sottotitoli in tedesco.  Vivo con estrema amarezza l’uscita del mio film prima in Germania che in Italia, come una mancanza di rispetto da parte del Paese in cui abito e lavoro: è già paradossale che un regista esordiente sia costretto ad autoprodursi, ma è ancora peggio vedere il proprio film edito prima all’estero che nel proprio Paese, non come “Il primo giorno d’inverno” bensì come “Der erste Tag im Winter”. In Italia infatti nessun distributore per ora è interessato, anche se nel 2008 era in concorso nella sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia, anche se ha partecipato ad una ventina di Festival Internazionali, in alcuni casi come unico film a rappresentare il cinema italiano, anche se ha ottenuto ottime recensioni dalla critica che l’ha definito “Film dalla pelle viva, denso di atmosfera, tra scuola, casa, piscina, erede di Visconti”, “con stile onesto e secco sa raccontare una piaga (e una piega) della società di cui tutti parlano e pochi sanno”, “è la promessa di un regista con una sensibilità rara e uno sguardo originale”. Mirko Locatelli – regista

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Chiuso pronto soccorso a Ceprano

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2009

“Ciò di cui non è stato tenuto debitamente conto sono le conseguenze che questo provvedimento avrà”, queste le prime parole di Giancarlo Flavi, responsabile per la provincia di Frosinone dell’Italia dei Diritti, nel commentare la notizia della recente riduzione delle ore di apertura del primo soccorso dell’ospedale di Ceprano da 24 a 12 ore. “Di la del fatto che un servizio pubblico non può venir ridotto o eliminato in questo modo – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – quello che probabilmente è sfuggito a chi ha preso la decisione di portare a 12 le ore di apertura del reparto è che l’ospedale si trova nei pressi dell’uscita dell’Autostrada del Sole, la quale è teatro molto spesso di incidenti anche gravi. Non posso che augurarmi, a questo punto – conclude il responsaibile – che il provvedimento rientri con un nulla di fatto, altrimenti rischiamo vi siano dolorosissime conseguenze”.

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