Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘utenti’

Più tutele per consumatori e utenti

Posted by fidest press agency su martedì, 22 maggio 2018

Rete Consumatori Italia, promossa dalle associazioni Assoutenti, Casa del Consumatore e Codici, ha esaminato con grande attenzione il contratto per il governo del cambiamento proposto da M5S e LEGA. RCI apprezza la strada che è stata intrapresa, come dimostrano alcuni punti del contratto. Esprime forte sostegno in particolare alle politiche in favore delle infrastrutture idriche; della tutela dell’ambiente; di una giustizia rapida ed efficiente; di una lotta efficace alla corruzione; della tutela del made in e di una etichettatura trasparente; di contrasto delle dipendenze e del cyberbullismo; della tutela del risparmio e infine della riduzione dei consumi energetici da combustibile fossile.Per questa ragione RCI CHIEDE che nel contratto per il governo del cambiamento vengano inseriti i seguenti 8 punti fondamentali:
· riforma all’americana delle azioni collettive a tutela dei consumatori contro Pubblica Amministrazione e imprese private;
· riforma delle assicurazioni rc auto con portabilità della polizza;
· tutela della privacy efficace per tutti, con più ampi poteri di controllo, indagine e sanzioni da parte delle pubbliche autorità;
· lotta alle informazioni commerciali scorrette e alle fake news mediante promozione della cultura della condivisione del sapere (open knowledge);
· sostegno agli incapienti garantendo loro l’accesso ai servizi essenziali di luce acqua e gas;
· riduzione di almeno il 50% degli oneri di sistema in bolletta per tutte le utenze interessate;
· riforma delle spese di giustizia per ristabilire il principio di eguaglianza dei cittadini ad avere un giusto prosso;
· detraibilità di tutte le spese per la mobilità pubblica, l’istruzione, la cultura e lo sport.

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Privacy online, 4 siti web su 10 non sicuri: fiducia utenti a rischio

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 maggio 2018

Dal 25 maggio sarà operativo il nuovo Regolamento Europeo sulla protezione dei dati personali, fortemente voluto dall’UE con obiettivo dichiarato di creare un “clima di fiducia per lo sviluppo dell’economia digitale in tutto il mercato interno”, ma i risultati di una ricerca condotta dall’Osservatorio di Federprivacy evidenziano che buona parte dei più importanti siti web italiani stentano ancora a fare della privacy e della sicurezza online una virtù.Da uno studio svolto sui principali trecento siti web italiani, è infatti emerso che il 39% di questi, anziché ricorrere a protocolli sicuri con cifratura SSL/TLS, (facilmente riconoscibili perchè contrassegnati sul browser dal prefisso “https” ed un lucchettino verde), continuano ad utilizzare invece connessioni non sicure che consentono potenzialmente a dei malintenzionati di intercettare dati personali inviati o ricevuti tramite un form di contatto, o di carpire i dati della carta di credito digitati durante un acquisto online. Altro elemento rilevato dallo studio che concorre a frenare il decollo dell’e-commerce made in Italy, è che ben 252 siti sui trecento analizzati (84%), sebbene siano dotati di una informativa sulla privacy, non forniscono poi in essa i recapiti per l’esercizio dei diritti dell’interessato o i dati di contatto del data protection officer, informazioni che peraltro dal 25 maggio sarà obbligatorio pubblicare per tutte le p.a. e per le aziende che trattano dati su larga scala o che profilano gli interessati, tecnica quest’ultima che risulta peraltro attiva nell’85% dei siti italiani esaminati, i quali utilizzano cookies di terza parte che servono proprio a memorizzare e tracciare gusti e preferenze online degli utenti.Anche se gli scenari attuali non sembrerebbero rassicuranti circa la possibilità di vedere Internet come un ambiente migliore in cui navigare senza essere spiati in ogni click e dove poter fare tranquillamente shopping online senza timore di essere frodati, qualcosa in realtà si sta muovendo e ci sono realtà che stanno puntando molto sulla fiducia dell’utente, come Ferrero che ha ottenuto il marchio di qualità “Privacy OK” in tutti i principali siti web italiani del Gruppo. Altro caso è quello di Qwant, motore di ricerca che promette di tutelare la privacy dei propri utenti senza tracciarli né con i cookies nè con altra tecnica di tracciamento. E anche Federprivacy ha realizzato il proprio sito web utilizzando un protocollo sicuro e senza alcun cookie di profilazione con l’auspicio di creare un modello da imitare per dimostrare che creare un web migliore è davvero possibile, e proprio la privacy come valore per guadagnarsi la fiducia degli utenti sarà al centro del dibattito al 7° Privacy Day Forum.

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I desideri degli italiani per il nuovo anno

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 gennaio 2018

sicurezza alimentareCon l’arrivo del nuovo anno tutti si augurano – con fare ottimistico – una nuova vita, ma esattamente come vorrebbero che fosse? ProntoPro l’ha chiesto a un panel di 5.000 utenti del sito ed è emerso che più di uno su dieci vuole trovare l’amore, mentre solo l’8% vuole smettere di fumare. Popolo di aspiranti innamorati, che non è preoccupato dalla disoccupazione o dal carico fiscale, ma che mette al primo posto dei propri migliori auspici la forma fisica: la perdita di peso è infatti il buon proposito che accomuna il 40% degli utenti. E se ci si sta chiedendo come vorrebbero raggiungere tale obiettivo si consideri che il 30,91% ha dichiarato di voler mangiare in maniera più consapevole e sana, il 29,09% vorrebbe curare di più la propria immagine e il 25,45% ha deciso di iscriversi in palestra. Interessante scoprire che l’attenzione per la forma fisica è anche intergenerazionale: i giovani tra i 18 e i 25 anni sono i più motivati ad iscriversi in palestra, chi ha tra i 36 e i 45 anni vuole essere più attento all’alimentazione, mentre gli utenti che hanno tra i 46 e i 60 anni vogliono curare di più non solo il proprio corpo (11%), ma anche lo spirito (8%). A proposito di obiettivi diversi a seconda delle diverse fasi della vita, dall’indagine è emerso anche che chi ha tra i 26 e i 35 anni si propone innanzitutto di risparmiare di più (15%) e in secondo luogo, a pari merito, di smettere di procrastinare e di passare più tempo in famiglia (9%). Solo gli over 60 esprimono il desiderio di leggere almeno un libro al mese (11%), secondo solo al desiderio di perdere peso (17%). Numerosi sono anche coloro che sembrerebbero afflitti dalla sindrome di Wanderlust: il 31,82% dei rispondenti all’indagine ha dichiarato di voler viaggiare di più nel 2018 rispondendo ad un nirresistibile desiderio di scoperta. A tal proposito, non è un caso che se il desiderio di viaggiare è secondo solo a quello di perdere peso, è allo stesso tempo primo tra i rimpianti del 2017: il 34,29% degli utenti ha dichiarato che il suo più grande rimpianto è quello di aver viaggiato poco. Tra i più grandi rimorsi dell’anno appena concluso, emergono inoltre: il raggiungimento di meno propositi del previsto (29,52%), l’aver dedicato poco tempo a sè stessi (28,57%) e l’aver speso troppo (23,81%).(fonte: Ufficio Stampa ProntoPro.it Giusy Palmiero)

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Energia, niente gas e luce agli utenti che hanno problemi con banche e finanziarie. E’ legale?

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 novembre 2017

energia1Che si dovesse combattere contro fornitori di energia elettrica e gas, che vogliono propinarci dalla mattina alla sera nuovi contratti a condizioni più vantaggiose dei concorrenti, è cosa nota. Forse però è molto meno noto il fatto che a breve potremmo dover iniziare a combattere per ottenere la fornitura di elettricità e gas.Infatti, finora i fornitori di energia elettrica e gas potevano rifiutarsi di stipulare contratti con clienti morosi quando migravano da un operatore all’altro lasciandosi debiti alle spalle. E’ infatti concesso ad un gestore, anche di maggior tutela, rifiutare l’attivazione di un’utenza ad un cliente se quest’ultimo ha ancora debiti pendenti nei suoi confronti.
E’ invece la prima volta che ci capita di vedere un utente, che ha richiesto ad Enel Energia la fornitura di gas per la sua abitazione in affitto, al quale viene rifiutata la fornitura a seguito di un credit check (verifica dell’affidabilità creditizia) poiché alcuni anni prima, nell’ambito della propria attività imprenditoriale travolta dalla crisi, risultava essere stato protestato. La cosa incredibile è che in questo caso non si tratta di un utente moroso nei confronti di Enel, ma bensì di un utente che risultava non essere un soggetto bancabile in ambito del tutto estraneo a quello della fornitura di energia o gas.L’utente è stato infatti informato che non poteva avere l’allacciamento in quanto risultava avere una posizione di rischio credito e che la verifica della sua posizione creditizia aveva avuto esito negativo, poiché persona non solvibile con riferimento alla sua attività imprenditoriale, peraltro cessata. A questo punto ci chiediamo: ma le verifiche di merito creditizio di un utente, da quali società sono effettuate? Le informazioni per la valutazione sul grado di solvibilità finanziaria provengono da Società di Credit Rating esterne specializzate in tale attività e quindi si tratta di società investigative?Con questo precedente si apre la strada per i fornitori di energia, gas, ecc… a rifiutare la stipula dei contratti di fornitura di elettricità e gas perchè da controlli effettuati, proprio come farebbe una banca in caso di richiesta mutuo o una finanziaria in caso di richiesta di finanziamento, quell’utente risulta avere pendenze.Ma qui la situazione è ben diversa.
Non siamo in presenza di una banca o una finanziaria che prima di prestare ingenti somme di denaro deve effettuare verifiche di solvibilità di un cliente. Qui siamo nell’ottica di servizi quali luce, riscaldamento, da cui non possiamo prescindere e come tali indispensabili, per i quali la società fornitrici in caso di inadempienza dell’utente hanno strumenti per tutelarsi (distacco del contatore dal remoto per i nuovi contatori elettronici, distacco fisico del contatore, apposizione sigilli). Sappiamo inoltre che uno strumento contro la c.d. migrazione degli utenti morosi da un gestore all’altro è il CMOR (Corrispettivo MORosita’) (1), il sistema introdotto dall’Aeegsi in base al quale viene garantito un indennizzo al vecchio fornitore uscente di energia elettrica per l’eventuale mancato incasso del credito relativo alle fatture degli ultimi tre mesi di erogazione, prima del passaggio effettivo del cliente finale al nuovo fornitore.Già in passato l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali si era espressa con riguardo alla possibilità per i gestori telefonici di fare una verifica sulla solvibilità e affidabilità dei clienti, osservando che i fornitori di servizi di comunicazione elettronica non stipulano contratti di finanziamento, neanche nella forma della dilazione del pagamento, rispetto ai quali può farsi lecito uso di sistemi di informazioni creditizie, ma concludono contratti ad esecuzione continuata o periodica. In questi ultimi contratti la scadenza pattuita delle singole rate non è riconducibile alla diversa figura della dilazione del pagamento, nè tantomeno all’obbligo restitutorio derivante da un finanziamento. Le scadenze periodiche rappresentano infatti non un differimento del pagamento della somma dovuta, ma i termini nei quali quest’ultima deve essere pagata dall’utente quale corrispettivo delle prestazioni godute per le correlative rate temporali. In tal senso il Garante si è pronunciato disponendo la cancellazione dei dati comunicati ai predetti fornitori dal sistema di informazioni creditizie in quanto non pertinenti per commisurare il rischio creditizio.
Pare invece che i fornitori di energia e gas si stiano muovendo per far sottoscrivere nuovi contratti agli utenti che prevedano l’esplicito consenso all’accesso alle banche dati creditizie ai fini della valutazione del rischio credito e quindi per ottenere implicitamente l’autorizzazione a rifiutare la fornitura in caso di soggetto con rischio creditizio. A questo punto viene da porsi una domanda: chi in passato ha avuto un’attività imprenditoriale che non è andata bene, oppure chi in passato si è trovato in difficoltà a pagare una rata del mutuo o di un finanziamento ed è quindi stato iscritto al Crif, potrebbe teoricamente vedersi rifiutato l’allaccio di qualunque utenza? Si rende opportuno un intervento legislativo in merito, che istituisca semmai apposite banche dati nelle quali siano consultabili solo dati relativi a pregresse morosità in ordine alle forniture di servizi, con istituzione eventualmente di apposita black list. Solo se si rientrasse nell’elenco dei cattivi pagatori di bollette, allora si potrebbe legittimamente vedersi rifiutata la fornitura del servizio. Ça va sans dire, strumenti sempre più efficaci per combattere la morosità degli utenti devono essere affiancati da strumenti sempre più efficaci per combattere le massive pratiche commerciali scorrette perpretrate dai fornitori di energia ai danni dei consumatori. (Smeralda Cappetti, legale, consulente Aduc)

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Privacy, più tutele per gli utenti con il Data Protection Officer

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 giugno 2017

computer-securityBruxelles. Misure più severe e stringenti sono state recentemente varate per dare finalmente agli utenti maggiori tutele sulla loro privacy, ma non tutti ancora sanno del giro di vite che arriva dall’Unione Europea, con una riforma della normativa sulla protezione dei dati personali che sarà pienamente operativa dal 25 maggio 2018.
Tra dodici mesi, anche i cittadini italiani potranno quindi contare sul nuovo Regolamento UE 2016/679, e per far valere i loro diritti ed esigere il rispetto delle regole avranno all’occorrenza la facoltà di rivolgersi direttamente al “Data Protection Officer”.
Il “Responsabile della protezione dei dati”, questo il termine ufficiale reso nel testo italiano del regolamento, è una figura che, oltre a fungere da punto di contatto con gli interessati, trai vari compiti ha anche quello di cooperare con l’Autorità Garante, di sorvegliare che la normativa vigente e le policy siano correttamente attuate ed applicate, di informare e consigliare l’azienda ed i suoi dipendenti in merito alle disposizioni di legge in materia, e di fornire pareri in merito alla valutazione d’impatto sulla protezione dei dati che possono essere richiesti dalla direzione.
A spiegare in modo semplice e diretto quali sono i compiti ed i requisiti del DPO, è il primo di una serie di videoclip che Federprivacy ha iniziato a diffondere a scopo divulgativo per informare cittadini e imprese sulle novità del Regolamento.
Poiché il data protection officer sarà obbligatorio per tutte le pubbliche amministrazioni e per le imprese che nelle loro attività principali trattano dati sensibili su larga scala o controllano sistematicamente gli interessati, l’Osservatorio di Federprivacy stima che saranno circa 45mila gli esperti della materia richiesti dal mercato, ma Nicola Bernardi, presidente della principale associazione italiana dei professionisti della protezione dei dati avverte:”La protezione dei dati è un diritto di libertà, e buona parte delle speranze dei cittadini di vedere finalmente una svolta nella tutela della loro privacy è nelle mani dei data protection officer, perciò aziende pubbliche e private devono prestare la massima attenzione scegliendo per questo ruolo dei professionisti che operino in piena indipendenza e in assenza di conflitti d’interesse, e che possiedano un’adeguata conoscenza della normativa e delle prassi di gestione dei dati personali come richiede l’art.37 del Regolamento UE 2016/679.”Prima di designare un data protection officer, le aziende devono quindi esaminare scrupolosamente il curriculum del candidato per verificare se questo abbia effettivamente le competenze necessarie, che possono essere documentate non solo dal titolo di studio, ma anche da un significativo bagaglio di esperienza e da una formazione specialistica, meglio se comprovate da una certificazione delle professionalità che goda di oggettivo riconoscimento nel mercato delle professioni, come ad esempio quella di “Privacy Officer e Consulente della Privacy”, che TÜV Italia rilascia fin dal 2012 sulla base del disciplinare di Federprivacy.

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Fusione Wind-H3G. Quali vantaggi per gli utenti?

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 settembre 2016

antitrustL’Antitrust europeo ha dato il via libera alla fusione Wind H3g. Si preannuncia un colosso con un giro d’affari di 7 miliardi di euro e clienti per oltre 30 milioni, che dovrebbe sostituire l’attuale prima posto di Tim ed il secondo di Vodafone. L’ok dell’Antitrust nasce dalla disponibiita’ del nuovo gestore a far usare la propria rete anche ad altri incalzanti per entrare nel mercato italiano. Per gli utenti si preannuncia una migliore copertura di rete ed una piu’ veloce diffusione dell’ultra broadband mobile (4G/LTE). Vedremo, soprattutto per gli attuali clienti di H3G che, di frequente, lamentano problemi di copertura.
Quello che più ci interessa e’ la ricaduta del via libera europeo a questo colosso nel rapporto con l’utenza, il cosiddetto customer care che, per entrambi i gestori e’ stato fino ad oggi molto deficitario. Certamente ci sono le regole che sono quelle che sono e che consentono un’ampia discrezione dei gestori nei rapporti con l’utenza, ma siccome non sono regole totalmente deficitarie (come per esempio nel settore energetico), la buona volonta’ di chi si appresta a diventare il principale operatore del mercato italiano, crediamo si debba confrontare anche con questo aspetto. Per quanto ci riguarda, non facendo -per scelta- l’Aduc parte di consorzi e agglomerazioni di associazioni piu’ o meno finanziate dallo Stato e dagli stessi gestori telefonici (tramite le commissioni di conciliazione), stiamo parlando di metodi e sistemi che stabiliscano e mettano in opera diritti, trasparenza e facilitazioni di rapporti direttamente tra utente e gestore. Noi concepiamo la mediazione di
un’associazione -li’ dove le norme lo consentono- solo come un aiuto e una consulenza all’utente e non la sostituzione nella trattativa per far valer i propri diritti.
Il customer care delle tlc riguarda un mercato gigantesco ed in continua espansione. Nonche’ una realta’ normativa in continua evoluzione -dalla parte dell’utente- grazie alle decisioni e agli stimoli che ci arrivano da parte comunitaria. La convinzione -per un qualunque gestore tlc- che il business debba crescere e migliorare in concomitanza con una maggiore e migliore adeguatezza alla normativa, anche andando oltre, crediamo sia la chiave del business del futuro e delle telecomunicazioni. Fino ad oggi, lo e’ stato solo in parte: se un utente non legge il contratto fin nelle virgole piu’ nascoste (quando il contratto viene reso disponibile) e si affida solo ai call center, quasi sempre accade che ci si ritrova con servizi diversi e/o in aggiunta e/o piu’ costosi di quelli per cui ha fatta la propria scelta di un operatore piuttosto che un altro. Sono quasi sempre importi minimali che l’utente o non se ne accorge o, vista la scarsa entita’ specifica, si disarma -viste le difficolta’
e i costi per farlo- nel darsi da fare per farsi riconoscere le ragioni. Importi minimali per i singoli ma che, moltiplicati per i milioni di clienti, rappresentano un notevole business per gli operatori, che -consapevoli di questo loro vantaggio- ci marciano sopra e fanno uso costante di violazioni contrattuali. Per questo, a chi si appresta a diventare il primo operatore italiano, ci teniamo a ricordare che la soddisfazione, la trasparenza, la disponibilita’, l’onesta’, il rispetto dei diritti possono e sono una chiave in piu’ per il business di un futuro che e’ gia’ tale. Per capire di cosa stiamo parlando -pur nel nostro piccolo- basta scorrere il nostro specifico canale web dedicato alle tlc (1), con le continue denunce (e relativo riconoscimento di ragione) che facciamo all’Antitrust e all’Agcom. Ma i siti delle due Autorita’ e i loro bollettini periodici sono lo specchio piu’ ampio di questo andazzo.Aspettiamo quindi al varco chi dice di esser nuovo, perche’ lo sia non solo nella tecnologia e nella sua diffusione, ma anche nel customer care. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Lavoro, più di tremila utenti agli sportelli promossi da Regione Molise e Formez PA

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2016

DSCN0382Oltre tremila utenti si sono rivolti fino ad ora agli orientatori professionali presenti nei 19 sportelli, inclusi i 3 Centri per l’impiego di Campobasso, Isernia e Termoli, distribuiti presso gli uffici di alcuni comuni delle province molisane nell’ambito del progetto di assistenza tecnica “Sistema integrato di orientamento permanente”, promosso dalla Regione Molise e attuato da Formez PA in collaborazione con le Province di Campobasso e Isernia per far fronte alla crisi occupazionale.
Si tratta di luoghi di assistenza tecnico-specialistica rivolta a tutti gli utenti dei servizi per l’impiego, ai lavoratori cassintegrati o in mobilità, ai disoccupati da reinserire, ai neet che non studiano né lavorano, agli iscritti al “Programma Garanzia giovani” e alle categorie protette (legge 68/1999), i quali vengono guidati sin dai primi passi, dalla redazione del curriculum vitae a un adeguato percorso formativo.
Un’iniziativa, partita all’inizio dell’anno, che punta anche alla creazione di posti di lavoro e di start up innovative in grado di rispondere alle sfide economiche e sociali in una regione del Mezzogiorno dove, secondo i dati dell’Istat, il reddito pro capite è di 19.722 euro, l’incidenza della povertà relativa è del 19,3% e il tasso di disoccupazione giovanile ha raggiunto il 42,7%. Basti pensare infatti che la quota dei senza lavoro di lunga durata (da almeno un anno) sul totale è del 67,7%: peggio solo in Campania (oltre il 68%). Il tasso di occupazione 20-640 anni, invece, è del 53,2% e scende al 46,5 nella fascia 55-64 anni.
“Consulenze, colloqui individuali, strumenti di orientamento legati alle problematiche del mondo del lavoro – sostiene Arturo Siniscalchi, dirigente di Formez PA – sono alcuni dei servizi offerti dagli sportelli operativi in città e provincia, in realtà come Campobasso, Termoli, Bojano e, per quanto concerne Isernia, nel capoluogo e a Venafro. L’iniziativa è resa possibile da una convenzione tra Regione Molise e Formez PA, rivolta in particolare a quelle zone dove c’è più richiesta di lavoro e di informazioni”.
“Grazie agli orientatori di Formez PA che operano nei 19 sportelli – afferma invece Eugenio Urbani, responsabile del progetto di Formez PA – non abbiamo redatto soltanto graduatorie di disoccupati o fornito alle aziende liste di lavoratori disponibili, ma abbiamo inserito nel database poco meno di 1400 utenti e abbiamo fornito informazioni sul mondo del lavoro a circa 1800 persone, registrando il fatto che in tanti, soprattutto giovani, hanno manifestato la volontà e la determinazione di uscire da una condizione di marginalità. Abbiamo inoltre richiesto alla Camera di Commercio la lista delle aziende attive sul territorio, allo scopo di avviare un’analisi concreta delle loro esigenze per favorire un migliore incontro tra domande e offerta”.

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Wuaki.tv è arrivato anche in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 1 marzo 2015

Wuaki.tv_logoWuaki.tv, il principale servizio europeo di video on demand e parte del colosso giapponese di e-commerce Rakuten, ha presentato ufficialmente la propria piattaforma al grande pubblico.
Wuaki.tv sarà poi il primo operatore a proporre nel nostro paese lo streaming di contenuti in formato 4K ultra definizione (UHD) con una selezione di titoli blockbuster della casa di produzione cinematografica Paramount.
Il catalogo presenta migliaia di titoli e gli utenti potranno godere dell’intrattenimento digitale di Wuaki.tv su varie tipologie di dispositivi, tra cui PC, laptop, console XBOX 360, XBOX ONE, tablet, iPhone, smartphone Android, Chromecast e Smart TV di LG, Samsung e Panasonic.
Wuaki.tv è leader di mercato in Spagna e opera già in paesi quali Regno Unito, Francia e Germania, contando più di 2 milioni di utenti registrati. Il piano di espansione non si ferma con il lancio del servizio in Italia, ma la società prevede il coinvolgimento di altri 15 Paesi entro la fine del 2015.

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Immobiliare.it festeggia i 2 milioni di download e lancia la nuova App per Android

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 gennaio 2015

immobiliareL’eccellenza tecnologica piace agli italiani, anche quando si cerca casa: Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it) ha annunciato oggi il raggiungimento dei 2 milioni di download delle sue App per iOS, Android, Windows Phone e BlackBerry, un record che conferma la leadership del portale numero uno per gli annunci immobiliari in Italia.
Nel festeggiare il traguardo, l’azienda lancia la nuova release della sua applicazione Android: la versione 3.0 è stata completamente ridisegnata dal team interno di Immobiliare.it ed è il risultato di un lavoro durato oltre un anno. Sono state sfruttate tutte le potenzialità e linee grafiche del nuovo sistema operativo Android 5.0 (Lollipop). La nuova App è scaricabile da tutti i dispositivi mobili Android 4.0 o superiore e mette a disposizione degli utenti una serie di nuove funzionalità e miglioramenti rispetto alla versione precedente.
Una delle principali novità riguarda la possibilità di sincronizzare il proprio profilo con il sito web o con altre applicazioni, incluse quelle Apple iOS, consentendo quindi di salvare annunci e ricerche su dispositivi diversi. Inoltre, per rendere l’esperienza degli utenti ancora più semplice, come già avviene sul sito, è possibile nascondere gli annunci che non sono considerati interessanti. Si tratta di un’agevolazione molto importante per chi sta cercando casa e per questo si trova frequentemente a navigare sul sito o a utilizzare l’App.«Questi importanti risultati non frenano la nostra volontà di proseguire sulla strada dell’eccellenza tecnologica – ha dichiarato Aldo Armiento, CTO di Immobiliare.it – e l’obiettivo dell’azienda per il 2015 è quello crescere ulteriormente, arrivando a raddoppiare il nostro Team Mobile dedicato allo sviluppo delle applicazioni. Abbiamo già avviato la ricerca di cinque nuovi collaboratori e non vediamo l’ora di trovare talenti per sviluppare i progetti futuri.». Le posizioni aperte in Immobiliare.it sono disponibili su http://www.immobiliare.it/info/lavora-con-noi

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Rai sospende “Ti lascio una canzone”, ora in tv solo bambini veri

Posted by fidest press agency su domenica, 21 settembre 2014

ti lascio una canzone“Apprendiamo con soddisfazione che nel palinsesto della Rai 2014-2015 non è confermato il programma ‘Ti lascio una canzone’. Lo chiediamo orami da sette insieme ad altre associazioni genitori, il Forum delle famiglie, l’Aiart e altre associazioni di utenti”. E’ il commento di Fabrizio Azzolini, presidente dell’Age (associazione italiana genitori), alla sospensione di ‘Ti lascio una canzone’.
“Un segnale – prosegue Azzolini – di una rinnovata sensibilità della Rai verso il ruolo servizio pubblico e di attenzione alla tutela dei diritti dei bambini in Tv. In particolare alla loro presenza in trasmissioni televisive basate su competizioni, come nel caso di ‘Ti lascio una canzone’. Qui i bambini sono adultizzati nell’abbigliamento e negli atteggiamenti manierati e zuccherosi, imbarazzati nel rispondere a domande sui sentimenti rivolte da chi conduce lo spettacolo: grottesche imitazioni degli adulti davanti a un pubblico osannante e alla commozione esibita di genitori sedotti dall’illusione di una labile fama dei figli da afferrare”.
“L’auspicio è che in Rai e nelle televisioni private i bambini ‘facciano i bambini’ davvero ed esprimano le loro capacità innate, canore e non solo, con la serena spontaneità che gli è propria. Non bambini-strumento, ma bambini veri e veramente dotati. In un tono di allegria e semplicità, senza melassa”, conclude il presidente dell’Age.

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Bambini nelle scuole di Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2012

«Prosegue il forte impegno di Roma Capitale nel settore 3-6 anni, con un aumento dei posti disponibili nelle strutture che ci permette, per il prossimo anno scolastico, di accogliere oltre 35.000 bambini nelle 313 scuole dell’infanzia comunali». Lo dichiara in una nota l’Assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale Gianluigi De Palo, anticipando i dati delle graduatorie provvisorie per la Scuola dell’Infanzia, pubblicati oggi dai Municipi. «Attualmente si registra un aumento di 543 domande rispetto alla scorso anno, con 20.828 richieste. I bambini ammessi sono 10.576, ovvero 227 in più dello scorso anno, mentre nella lista d’attesa provvisoria ne rimangono 10.252. Un dato suscettibile di ulteriori significative modifiche che concorreranno a un presumibile scorrimento della graduatoria verso il basso, dovuto principalmente al fenomeno delle doppie iscrizioni, che porta le famiglie a fare domanda sia presso una struttura statale che presso una comunale». «Di fondamentale rilievo – prosegue De Palo – anche il potenziamento delle personale, con l’imminente espletamento del concorso per 300 nuovi posti di insegnante di scuola dell’infanzia, che si aggiungeranno ai 3.896 in ruolo, i quali già usufruiscono di 129.344 ore di formazione gestite centralmente dal Dipartimento, vera e propria punta di eccellenza nel panorama italiano». «Negli ultimi tre anni abbiamo aumentato i posti disponibili nelle scuole dell’infanzia per 1050 bambini; l’accesso e la frequenza al servizio sono totalmente gratuiti e resta invariata la tariffa per la refezione scolastica. Vogliamo assicurare lo sviluppo di un servizio in grado non solo di accogliere un numero crescente di utenti, ma capace anche di garantire, al contempo, elevati standard educativi, pedagogici ed ambientali, in base alle risorse disponibili. Siamo dalla parte delle famiglie», conclude De Palo.

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Consiglio nazionale degli utenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2011

Profonda soddisfazione del Copercom (Coordinamento delle associazioni per la comunicazione) per il varo, da parte dell’Agcom, del nuovo Consiglio nazionale degli utenti. Il presidente del Copercom, Domenico Delle Foglie, facendosi interprete del pensiero delle 28 associazioni aderenti, “ringrazia il presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, per aver rimesso in moto un organismo lungamente atteso e decisivo per un equilibrato rapporto fra la società civile e il mondo sempre più complesso della comunicazione”. “In particolare – osserva Delle Foglie – le dinamiche della comunicazione mettono sempre più in luce la necessità della tutela dei diritti dei cittadini, in particolare dei minori utenti dei servizi radiotelevisivi e di telecomunicazione. In quest’ottica, la composizione del Consiglio degli utenti, nel rispetto del pluralismo culturale e valoriale del Paese, sembra poter rispondere in pieno a queste istanze di tutela”. “Nell’augurare buon lavoro al nuovo Consiglio, a lungo atteso – conclude Delle Foglie – si auspica il consolidarsi di un dialogo costruttivo con quegli organismi che, come il Copercom, rappresentano una consistente fascia dell’opinione pubblica italiana a cui sta a cuore sia una comunicazione libera e pluralista sia il rispetto dei diritti dei cittadini”. I nuovi membri nominati sono Luca Borgomeo, Maria Micaela Fagiolo, Elisabetta Gavasci, Elisa Manna, Angela Nava Mambretti, Paolo Piccari, Isabella Poli, Marco Ramadori, Stefania Schettini Perillo, Laura Sturlese, Rosario Trefiletti.

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Insegnanti: pratiche per la disoccupazione

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2011

Torino. Dopo che ieri mattina circa 1500 insegnanti precari si sono presentati presso i Centri per l’Impiego della Provincia di Torino per svolgere le pratiche di presa in carico per lo stato di disoccupazione, necessarie per ricevere il sostegno al reddito da parte dell’INPS, l’assessore provinciale al Lavoro Carlo Chiama ha dichiarato: “La Provincia di Torino non ha ricevuto alcuna comunicazione dall’Ufficio Scolastico Provinciale relativamente a questa scadenza, perciò gli insegnanti si sono sommati al normale flusso di utenti, creando una situazione di disagio per tutti. I nostri operatori hanno dovuto gestire un numero di persone più che doppio rispetto all’ordinario, ma grazie alla loro disponibilità tutti sono stati ricevuti. Ricordiamo agli insegnanti che debbono ancora presentarsi ai Centri per l’Impiego che possono farlo senza particolare urgenza per tutto il corso della prossima settimana. L’anno scorso la Provincia aveva dato disponibilità per gestire con procedure specifiche, quali ad esempio la prenotazione dell’appuntamento, questa scadenza che si ripete ogni anno. E’ quindi auspicabile per il futuro una più puntuale comunicazione da parte dell’Ufficio Scolastico Provinciale per migliorare il servizio all’utenza”.

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Percezioni degli utenti verso i tipi di mobilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2011

Londra. Una nuova indagine di Frost & Sullivan rivela che la maggior parte dei pendolari che utilizza mezzi pubblici e privati nelle città di Copenhagen, Seattle e Sydney è molto soddisfatta dei propri spostamenti. I risultati della seconda fase di analisi di Frost & Sullivan intitolata “Urban Mobility” rivelano inoltre che Copenaghen è, con una media di 82 punti, in testa alla classifica relativa all’esperienza complessiva di viaggio, sia pubblica sia privata. E questo grazie all’utilizzo diffuso di mezzi di trasporto non motorizzati quali le biciclette e a sistemi di trasporto pubblico integrato. L’indagine globale analizza le percezioni degli utenti verso i diversi tipi di mobilità ed i loro livelli di accettazione delle svariate soluzioni proposte. Il Journey Experience Index (JEI) è calcolato in base a velocità, costo di viaggio, comfort complessivo ed esperienza. I risultati dello Urban Mobility Tracker saranno di utilità per i governi, i responsabili delle infrastrutture, le società energetiche e delle tecnologie IT, i fornitori di telecomunicazioni, le aziende automobilistiche e le autorità per i trasporti pubblici. Anche il periodo di attuazione della terza fase dell’indagine di Frost & Sullivan è già stato completato, terminando a maggio 2011. Una nuova analisi si focalizzerà sui vari modelli di viaggio, sulle esigenze soddisfatte contro quelle non soddisfatte così come sulle nuove analisi per stabilire i modelli di mobilità futuri. I primi risultati saranno disponibili a luglio 2011.

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Arriva la comunicazione di qualità

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2011

Da oggi è disponibile un nuovo strumento per tutti gli italiani che ogni giorno si rivolgono alla rete per ottenere informazioni relative alla salute: parte la collaborazione tra la Federazione degli infermieri italiani e il Ministero della Salute, in base alla quale il nuovo portale degli infermieri, presentato oggi alla presenza del Ministro Ferruccio Fazio, diventa un canale ufficiale per la divulgazione ai cittadini dell’informazione sanitaria. Il nuovo portale, arricchito da nuove sezioni e servizi ad hoc specificatamente dedicati sia agli utenti sia agli infermieri stessi, mette a disposizione degli oltre 15 milioni di italiani che giornalmente utilizzano il web come fonte di informazioni relative alla salute il bagaglio di esperienza e competenza degli oltre 390.000 infermieri italiani. Il nuovo portale della Federazione Nazionale dei Collegi IPASVI è accessibile all’indirizzo http://www.ipasvi.it

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Tassa su prelievo allo sportello

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2011

Continua la settimana nera degli utenti-bancari. Sabato scorso è passato in aula (Milleproroghe) un ordine del giorno sull’anatocismo, in base al quale il Governo dovrà “valutare l’opportunità di intervenire in tempi rapidi con eventuali interventi normativi a tutela degli interessi legittimi dei cittadini negli eventuali contenziosi con gli istituti bancari”, una norma chiaramente salva-banche. Oggi esplode la tassa sul contante per i prelievi in filiale, già applicata da alcuni istituti bancari. E’ chiaramente un balzello che grava e graverà sulle tasche di una fetta di popolazione in difficoltà, anziani, immigrati, cittadini a basso reddito che non hanno un conto-corrente online o carte elettroniche. Poter disporre dei propri soldi, rischia di rendere ancora più fragile un rapporto di fiducia già critico, quello tra cittadini e banche. Siamo favorevoli ad una diminuzione del contante, ed un maggiore utilizzo delle carte di pagamento, ma non è questa di certo la via migliore. Al contrario, andrebbero incentivati sconti sui canoni delle carte di pagamento elettroniche per i clienti, oppure la riduzione delle commissioni per i negozianti. Così come si potrebbe applicare anche ai piccoli esercenti la struttura tariffaria riservata alla grande distribuzione: diminuzione graduale delle commissioni (che arrivano al 4%), al raggiungimento annuale di determinati volumi di pagamento. Accanto a tutto questo, è necessario che si intervenga contemporaneamente sulle conoscenze, permettendo ai cittadini di migliorare la propria cultura finanziaria, sia per disincentivare l’uso del contante, che per un accesso più consapevole agli strumenti finanziari.

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Crediti in prescrizione

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2011

Il segretario nazionale del Movimento di Responsabilità Nazionale, On. Domenico Scilipoti, fortemente preoccupato per il destino di milioni di correntisti, pone all’attenzione del Ministro Tremonti la palese lesività della norma interpretativa dell’art. 2935 del codice civile di cui al comma 9, dell’art. 2 quinquies, che riduce di fatto i termini di prescrizione a favore delle sole Banche e contro i diritti che possono essere fatti valere dagli utenti tutti (Imprese  e consumatori) nei confronti delle Banche medesime per i rapporti creditizi in conto corrente, è visibilmente lesiva della pari dignità sociale e dell’uguaglianza davanti alla legge previsto dall’art. 3 della Carta costituzionale. “Segnalo anche al Presidente del Consiglio dei Ministri On. Silvio Berlusconi  questo atto di non correttezza posto in essere da parlamentari compiacenti  che favoriscono gli interessi di alcune Banche, rovinando milioni di italiani e impedendo che una buona parte del tessuto produttivo del Paese contribuisca a rimettere in moto la nostra economia”. (Dott. Giuseppe Cuschera)

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Affari tuoi: nessun rispetto per gli utenti!

Posted by fidest press agency su martedì, 15 febbraio 2011

“Nessun rispetto nei confronti dei cittadini che pagano il canone”. Così Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commenta la ripresa del programma “Affari tuoi”, in onda da ieri su RaiUno su format Endemol: il gioco televisivo aveva dominato per sette stagioni gli ascolti dell’access prime time di Raiuno (condotto in passato da Paolo Bonolis, Antonella Clerici, Pupo, Flavio Insinna e ultimamente da Max Giusti), ma era stato sospeso in seguito all’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Roma dopo la denuncia dello stesso Dona sulle presunte irregolarità nel gameshow. “Anche se l’azienda di Viale Mazzini risultava parte lesa nel procedimento aperto presso la Procura di Roma -prosegue l’avvocato Dona- stupisce che la Rai non tenga in considerazione quanto affermato nel provvedimento del GIP che ha archiviato l’inchiesta: il Giudice ha chiaramente affermato che la vicenda ‘evidenzia i difetti di un gioco che per garantire vera e certa trasparenza avrebbe dovuto avere ben altre modalità di svolgimento nella fase di abbinamento dei premi ai pacchi e di ingresso dei pacchi nello studio’”. “Come risulta chiaramente da quel provvedimento -insiste Massimiliano Dona- il Giudice è costretto ad ammettere la difficoltà di (parole testuali) ‘ricostruire oggi in quale segmento delle operazioni di gioco, puntata per puntata, può essersi verificata l’ alterazione della sua alea’ e di ottenere informazioni dai concorrenti ‘non interessati a dire la verità quando partecipi al trucco’”.
“Alla luce di questi fatti -conclude Dona- gli utenti si sarebbero aspettati la definitiva rinuncia al programma ‘Affari Tuoi’, come gesto di responsabilità da parte della Rai anche alla luce delle irregolarità che ho documentato nel mio libro ‘Affari loro’ (pubblicato da Minerva Edizioni di Bologna, diritti d’autore interamente devoluti all’Unione Nazionale Consumatori).

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Tv digitale e diritto d’informazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2010

A 5 giorni dall’inizio dello switch off nelle regioni del Nord Italia, Adiconsum ha visionato le home page dei siti istituzionali delle regioni interessate al prossimo passaggio alla tv digitale per vedere il tipo di informazione fornita agli utenti su questo delicato evento.
Piemonte – Nessuna notizia del prossimo switch off. Ricordiamo che l’anno scorso il Piemonte dedicò uno specifico sito al passaggio dall’analogico al digitale, http://www.piwemontedigitale.it, ancora esistente, ma con contenuti riferiti allo switch off dell’anno scorso.
Lombardia – Anche qui nessuna notizia. Eppure a maggio il sito aveva dedicato un adeguato spazio allo switch off con la campagna informativa del MISE, ora neanche  più quella.
Emilia Romagna – Un sito ricco  di informazioni, ma nulla che sia riferibile al passaggio alla tv digitale. Il portale EmiliaRomagna Digitalem parla di internet e reti, ma non di tv. Le notizie invece sono in un sito non reclamizzato http://www.decoder.regionedigitale.net/
Veneto – Il bottone dedicato al digitale terrestre c’è. Peccato che le notizie riportate risalgano a febbraio 2010 e che nulla dicono dello switch off prossimo.
Quanto riscontrato da Adiconsum è grave – prosegue Giordano – poiché in tutte le riunioni ufficiali si è chiesto di offrire alla cittadinanza la massima informazione. Speriamo in un “guizzo” dell’ultima ora. Adiconsum attraverso le proprie sedi territoriali monitorerà l’andamento dello switch off per denunciare tutti i disservizi. http://www.adiconsum.it

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Le città più cercate su Hotels.com

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2010

Ragusa è stata la città che ha visto l’aumento più significativo di ricerche sul sito italiano di Hotels.com, leader nelle prenotazioni di hotel online. Le ricerche della città siciliana a giugno del 2010 hanno avuto un incremento del 615% rispetto allo stesso mese del 2009. Al secondo posto, con un incremento del 450%, troviamo Billund, la città danese famosa soprattutto per essere sede della Lego e del parco divertimenti Legoland, mentre completano la top 5 Port El Kantaoui, in Tunisia (+ 440%), Tulum, in Messico (+ 435%) e Spotorno (+425%). Con ben undici città nella top 20, l’Italia è il Paese che ha registrato l’aumento più significativo nelle ricerche da parte degli utenti italiani di Hotels.com; quasi a testimonianza del fatto che gli italiani, quest’anno più dell’anno scorso, preferiscono di gran lunga trascorrere le vacanze nel proprio Paese. Tra le mete italiane più cercate a giugno segnaliamo anche Senigallia (+405%), San Giovanni Rotondo (+390%),  Santa Teresa di Gallura (+365%) e Sestri Levante (+330%). Tra le località marittime che hanno visto un aumento significativo di ricerche fuori del nostro Paese segnaliamo: Faliraki, sull’isola di Rodi, che ha registrato un aumento nelle ricerche del 340%, Pattaya, famosa località turistica tailandese, che è stata cercata 4 volte in più rispetto all’anno precedente (+300%) e l’arcipelago di Turks e Caicos, nei Caraibi, con il un +300%. Classifica delle città che hanno registrato il  maggiore aumento di ricerche sul sito italiano di Hotels.com (Giugno 2009 vs Giugno 2010)
Hotels.com è una società del Gruppo Expedia attiva con uno staff dedicato nei principali mercati mondiali. Azienda leader nella sistemazione in hotel in tutto il mondo, Hotels.com offre ai suoi clienti una delle più vaste scelte disponibili on-line, consentendo di prenotare hotel indipendenti, catene alberghiere e sistemazioni in appartamento in più di 120.000 strutture in tutto il mondo.

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