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Scuola: Operazione verità sulla programmazione ed erogazione delle risorse per formazione professionale e utilizzo fondi europei

Posted by fidest press agency su martedì, 19 febbraio 2019

Il Piano nazionale di formazione del personale docente 2016/2019 riconosce lo sviluppo professionale continuo, la valorizzazione della carriera del personale docente e indirizza a un progressivo affinamento di competenze, attitudini, expertise dei docenti. Con “operazioneverità” Anief intende vigilare sulla corretta programmazione ed erogazione delle risorse legate alla formazione del personale, anche relativamente a progetti nazionali ed europei.

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Italia maglia nera per utilizzo fondi UE nelle tecnologie

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 gennaio 2019

Nonostante le grandi ambizioni del piano nazionale “Agenda Digitale”, finalizzato a rendere più competitive le aziende italiane e le infrastrutture tecnologiche, l’attuazione del programma stenta a decollare. L’Italia si colloca sul fondo della classifica dei Paesi dell’Unione europea per la capacità di spendere i fondi in ICT e Ricerca e Innovazione. È quanto emerge dall’analisi condotta dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro.
In totale le risorse disponibili, a valere sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR 2014-2020), ammontano a 8,3 miliardi di euro: 6 miliardi per la ricerca e l’innovazione e 2,3 miliardi per lo sviluppo dell’ICT. Un valore molto alto di risorse disponibili, il terzo dopo Polonia e Spagna. Ma, dopo quasi cinque anni dall’avvio dell’“Agenda Digitale italiana”, se si osserva la quota di investimenti rendicontati e impiegati dal nostro Paese, si nota che sono stati spesi solo 828 milioni (pari al 12,3% del totale), collocando l’Italia al quartultimo posto in classifica.

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Agricoltura: mancato utilizzo fondi europei

Posted by fidest press agency su domenica, 7 ottobre 2018

Continua a tenere banco la vicenda legata ai PSR e al mancato utilizzo dei fondi europei (solo il 18% quelli utilizzati dal 2014 ad oggi). Dietro a tutto questo – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – si celano diverse componenti, tra le quali le negligenza amministrative e le enormi difficoltà burocratiche che vanno affrontate per compilare le richieste e che spesso scoraggiano coloro che ne avrebbero diritto.Lo strumento dei PSR – continua Tiso – è utilizzato oggi in un modo che ci appare emblematico delle tante difficolta del Paese e va quindi necessariamente migliorato in tanti aspetti. E’ necessario, ad esempio, intervenire quanto prima sul numero dei controlli da effettuare per impedire che le risorse finiscano nelle disponibilità di soggetti non meritevoli; semplificare rapidamente le normative comunitarie e nazionali ed evitare che enti come le Regioni determinino ostruzioni di vario genere e tipo per cercare di non apportare le proprie quote di co-finanziamento.Per il bene del Paese – conclude Tiso – è essenziale che si intervenga sui PSR in modo da consacrare il mondo agricolo alla guida di un piano di sviluppo nazionale; e questo perché, è bene ribadirlo ancora una vola, il primario contiene dentro di sé elementi chiave come l’educazione alimentare e la tutela dei paesaggi e va quindi molto al di là di un semplice settore economico dal valore limitato nel tempo.

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43° Congresso Nazionale SIMLA

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 settembre 2018

Verona dal 18 al 20 settembre 2018 al Palazzo della Gran Guardia si terrà il 43° Congresso Nazionale di SIMLA Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni. Si tratta di un evento di grande importanza non solo per la medicina legale. La molteplicità dell’intervento di quest’ultima nell’ambito sanitario, sociale, legislativo e giudiziario (si pensi, solo per fare due esempi, alle tematiche della valutazione di qualsiasi forma di invalidità e all’utilizzo della scienza medica nell’ambito del processo penale) qualifica l’importanza della medicina legale nella vita di qualsiasi cittadino e nella stessa struttura sociale del Paese. Il Congresso intende essere testimonianza dell’intenzione di SIMLA di offrire risposte alle esigenze concrete di tutti (cittadini, imprese, istituzioni) e alle trasformazioni dell’individuo in una società che cambia costantemente. Illustri personalità del mondo medico legale, sanitario e accademico si riuniranno nella città che ha dato i natali a Cesare Lombroso, primo Presidente della Società, per dibattere, analizzare e proporre soluzioni, con una unità di intenti di natura scientifica e divulgativa, per proporre a tutti una nuova coscienza e conoscenza nella moderna medicina legale e nella scienza forense come recita il “titolo” del Congresso. L’evento approfondirà in particolar modo tematiche di medicina legale, di etica, di scienze forensi; patrocinano il Convegno la Regione Veneto, il Comune di Verona, l’Università, l’Ordine degli Avvocati e quello dei Medici Chirurghi Odontoiatri.

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Addestramento dei poliziotti all’utilizzo del taser

Posted by fidest press agency su domenica, 26 agosto 2018

“Esprimere soddisfazione alla notizia dell’avvio dell’addestramento dei poliziotti all’utilizzo del taser non è abbastanza. Bisogna certamente aggiungere che era ora. Troppi morti e feriti abbiamo dovuto contare per poter cominciare a intravedere la possibilità di avere una dotazione che stia a metà strada fra l’uso della viva forza fisica e la pistola di ordinanza. Ma bisogna anche aggiungere che le notizie odierne non ci bastano, perché i tempi e le modalità di utilizzo di questo importante strumento deterrente potrebbero anche penalizzarci ancora, e quindi restiamo nuovamente ‘alla finestra’ per seguire ogni passo avanti nel senso di una seria e convinta predisposizione di modalità operative che ci agevolino veramente, e non che ci creino ulteriori problemi, rischi e grattacapi, di cui i poliziotti italiani non hanno certamente bisogno”. Così Valter Mazzetti, Segretario Generale Fsp Polizia, Federazione Sindacale di Polizia, a proposito dell’avvio della sperimentazione del taser, la pistola ad impulsi elettrici per gli agenti di polizia. Da lunedì, infatti, partiranno i corsi di formazione per 35 agenti di alcune questure italiane.“Accanto alla notizia dell’avvio della necessaria formazione per l’uso del taser – aggiunge Mazzetti – quel che ci preme certamente di più è conoscere quali saranno, dettagliatamente, le tecniche e i protocolli per il suo utilizzo. Anzitutto attendiamo di sapere se, come paventato in passato, l’uso della pistola a impulsi elettrici sarà sottoposto a tutta una serie di condizioni talmente complesse da renderlo, come al solito, un mezzo che è meglio non toccare. E soprattutto aspettiamo la conferma che tecniche e protocolli saranno uniformi per tutti i Corpi di polizia, perché non si crei un caos anche e soprattutto in sede giudiziaria. Non vorremmo mai, insomma, che questo diventi uno strumento che finisca per ritorcersi contro i poliziotti piuttosto che agevolarne il lavoro, e non sarebbe certamente la prima volta. Auspichiamo dunque coerenza e che si abbandoni ogni ipocrisia nella predisposizione di nuovi strumenti operativi davvero utili, – conclude il leader dell’Fsp -, ribadendo la nostra massima soddisfazione per un progresso che certamente è stato fatto nell’adozione di uno strumento che chiediamo da tempo immemore”.

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Immigrati e un governo fuori controllo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 luglio 2017

Gregorio FontanaDichiarazione di Gregorio Fontana, deputato di Forza Italia e membro della Commissione d’inchiesta sui migranti. “Le disastrose ricadute dell’emergenza migratoria in Calabria sono il risultato delle irresponsabili e dissennate politiche attuate su questo fronte dai governi della sinistra, tra i quali c’è una assoluta continuità su questo fronte. A Jole Santelli e agli amici di Forza Italia della Calabria, impegnati nel contrastare la scelta del governo di allestire metà degli hotspot in territorio calabrese, va, pertanto, la piena solidarietà e il più convinto sostegno. Il Governo, nell’affannoso tentativo di sfuggire alle proprie responsabilità, lancia soluzioni che rischiano di aprire contrasti anche all’interno del nostro Paese (come ad esempio l’utilizzo dei porti dell’Italia settentrionale) mettendo le regioni l’una contro l’altra. Ma è l’intera popolazione italiana a subire gli effetti di questa mancanza di discontinuità, dal Sud al Nord. Se il Sud, infatti, è in prima linea nella gestione degli arrivi, il Nord è in prima linea nell’accoglienza, con la Lombardia al primo posto per migranti presenti nelle strutture e sul territorio. La situazione ormai è vicina al collasso e uno spiraglio di luce potrà venire solo da una svolta radicale sia nella politica dell’accoglienza sia nella gestione dei flussi sul territorio. Ma per rimediare ai disastri compiuti dai governi della sinistra ci vorranno anni di duro lavoro.”

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20 ottobre: Giornata mondiale osteoporosi

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2015

osteoporosiOsteoporosi, questa sconosciuta. Potrebbe sembrare un paradosso chiamare così una delle patologie più diffuse, colpisce infatti 22 milioni di donne europee[1], e apparentemente conosciute dalla popolazione femminile. Eppure questa ‘ladra silenziosa’ delle ossa, che compare in maniera asintomatica per poi spesso manifestarsi con una frattura, è di fatto ancora largamente misconosciuta e sottovalutata, soprattutto perché non se ne conoscono tutte le facce. Tralasciando quella giovanile, fortunatamente meno frequente, è infatti doveroso distinguere tra osteoporosi primaria, sua volta classificata in 2 tipi: osteoporosi postmenopausale, legata essenzialmente alla brusca caduta del livello degli estrogeni necessari per il normale metabolismo osseo, e osteoporosi senile, che colpisce soprattutto dopo i 70 anni di età, e osteoporosi secondaria, causata da patologie concomitanti di diversa natura (quali ad esempio quelle reumatiche come artrite reumatoide e lupus) o dal prolungato utilizzo di farmaci i corticosteroidi, gli anticoagulanti come l’eparina o gli inibitori dell’aromatasi[2].
«Sull’osteoporosi – conferma il Prof. Giancarlo Isaia, Direttore della Struttura di Geriatria e Malattie Metaboliche dell’Osso all’Ospedale Molinette di Torino e Presidente della SIOMMMS (Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro) – manca ancora un’informazione scientifica, opportunamente però decodificata e resa fruibile per la popolazione, trasmessa dalla classe medica. Che serva a colmare un vero e proprio gap poiché, da sempre, l’osteoporosi non è mai stata spiegata correttamente alle pazienti. In questo senso la SIOMMMS è, da sempre, in prima linea, anche attraverso la Campagna “Stop alle Fratture”, prima e unica iniziativa nazionale di sensibilizzazione sulle fratture da fragilità ossea, che sono le conseguenze dell’osteoporosi nella sua forma più grave. A questo proposito, alla classe medica spetta il compito di invitare le donne a non sottovalutare, ad esempio, persistenti dolori ossei che possono essere sintomo di fratture da fragilità ossea, la cui incidenza è molto più comune di quanto si pensi».Proprio l’osteoporosi nella sua forma più severa, ovvero complicata da una o più fratture, che possono incorrere anche per un minimo sforzo, come il sollevamento di una busta della spesa, la torsione del busto o un saltello, rappresenta un problema socialmente molto rilevante, influenza negativamente la durata e la qualità della vita delle donne che ne soffrono e richiede rilevanti risorse economiche da parte del SSN. Addirittura, stando alle ultime stime, si calcola che nei prossimi 40 anni, in assenza di percorsi diagnostici e terapeutici mirati per la popolazione a rischio, anche in Italia assisteremo al raddoppiare dell’incidenza delle fratture da fragilità ossea. «E questo soprattutto perché, nel nostro Paese, essa non viene gestita in modo appropriato – precisa il Prof. Isaia – soprattutto relativamente al trattamento che è assai inferiore alle aspettative e non coerente con le Linee Guida Internazionali. Basti pensare che noi ‘bone specialist’, che siamo gli specialisti di riferimento per la cura dell’osso, vediamo quotidianamente moltissime pazienti che presentato anche più fratture ma che non sono mai state curate: ad esempio, fratture vertebrali, ma anche di omero e di polso, spesso considerate, a torto, solo banali incidenti o naturali conseguenze dell’invecchiamento. Anche la più temuta frattura di femore non può considerarsi risolta solo con l’intervento chirurgico, ma – come tutte le fratture – necessita di essere opportunamente trattata con la terapia farmacologica, cosa che invece avviene, purtroppo, solo in parte. Particolare preoccupazione ha generato il dato, pubblicato dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) secondo il quale circa il 70% dei pazienti fratturati di femore sottoposti ad intervento chirurgico non segua poi un adeguato trattamento farmacologico. Oggi, invece, le indicazioni della nuova Nota 79 definiscono ‘ad alto rischio’ di osteoporosi severa anche la paziente che presenta anche un’unica frattura e, per questo, ha diritto a un corretto percorso diagnostico – terapeutico».
La Giornata Mondiale dell’Osteoporosi ha come l’obiettivo quello di promuovere una sempre maggiore consapevolezza della popolazione femminile su questa patologia, ecco perché in occasione di questa ricorrenza diventa fondamentale affiancare all’informazione sui corretti stili di vita, quali l’attitudine al fumo, la mancanza di attività fisica e l’alimentazione scorretta, anche quella relativa ai fattori di rischio, primi tra tutti la predisposizione genetica e la familiarità. «Addirittura la familiarità di fratture da fragilità ossea interessa 1 donna italiana su 3 – continua Giancarlo Isaia – per cui risulta essere un importante warning per possibili pazienti ad alto rischio. Altri fattori di rischio importanti, ma spesso sottovalutati, sono la menopausa precoce, l’eccessiva magrezza, il fumo e l’abuso di alcol. Solo con la sensibilizzazione della classe medica, dal medico di famiglia a tutti gli specialisti coinvolti nella gestione della patologia osteoporotica, potremo garantire la corretta ed esaustiva informazione alle pazienti e, grazie anche alla nuova Nota 79, un sensibile miglioramento dell’appropriatezza della terapia e un conseguente calo di fratture da fragilità ossea negli anni a venire».
Dai 50 anni di età, per ogni donna è fondamentale conoscere il proprio rischio fratturativo. Sul sito http://www.stopallefratture.it è disponibile il Defra Test online, test di autodiagnosi per valutare il rischio personale di fratturarsi nei successivi 10 anni (basso, medio, elevato, molto elevato). A seconda del risultato ottenuto, verranno indicate, per tutte, raccomandazioni e consigli su come prevenire eventuali fratture da fragilità.

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Migrazioni e cambiamento climatico

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2015

climate_changeDal 2008 al 2014, oltre 157 milioni di persone sono state costrette a spostarsi per eventi meteorologici estremi. Tra le cause che costringono famiglie e comunità ad abbandonare le proprie abitazioni ci sono soprattutto tempeste e alluvioni. Tra il 2008 e il 2014, secondo IDMC (Internal Displacement Monitoring Centre), queste hanno rappresentato l’85% della cause, seguite dai terremoti. Sempre l’IDMC ha calcolato che oggi le persone hanno il 60% per cento in più di probabilità di dover abbandonare la propria casa di quanto non ne avessero nel 1975. I dati sono contenuti nel rapporto “Migrazioni e cambiamento climatico” a cura di CeSPI, FOCSIV e WWF Italia rilasciato alla vigilia della COP di Parigi.Aumento delle temperature dell’aria e della superficie dei mari, cambiamento delle precipitazioni (frequenza, intensità); innalzamento del livello dei mari causato dalla fusione dei ghiacci; eventi “regionali” come Nino e monsoni asiatici stanno portando all’intensificazione della competizione tra popolazioni, Stati e imprese per il controllo e l’utilizzo delle risorse naturali che potrebbe causare conflitti e quindi provocare migrazioni forzate.Lo scenario più estremo dell’ultimo rapporto dell’IPCC prevede entro il 2100 un incremento dell’innalzamento del livello dei mari di 98 cm. James Hansen, eminente climatologo già direttore del Goddard Institute for Space Studies (GISS) della NASA, prevede un possibile aumento del livello del mare di 5 metri entro cinquanta anni, se si raggiungessero e superassero i 2°C di aumento della temperatura. Ciò vorrebbe dire la perdita della maggior parte delle città costiere. Per i piccoli stati insulari e le regioni dei delta dei fiumi, l’innalzamento del livello dei mari potrebbe avere conseguenze catastrofiche, soprattutto se associato all’intensificarsi di fenomeni meteorologici estremi come i tifoni. Con un aumento delle temperature di 4 gradi, sarebbero a rischio il Mediterraneo, il Nord Africa e il Medio Oriente, ma anche i paesi dell’America Latina e i Caraibi. A essere colpite anche tutte le attività economiche umane, a partire dall’agricoltura. E’ purtroppo facile prevedere che questo porterà intere popolazioni a subire enormi difficoltà nel soddisfacimento dei bisogni elementari, specie se alla scarsità delle risorse e alla gravità dei fenomeni meteorologici estremi siassoceranno conflitti per il controllo delle risorse, aumento della violenza e disgregazione sociale.Gli effetti del cambiamento climatico interagiscono inoltre con altre variabili, di tipo socio-economico ma anche di politiche di uso del suolo e di gestione della risorsa idrica: cementificazione e pratiche agricole che riducono la capacità del terreno di assorbire l’acqua, accaparramento di terre e “land grabbing” sono tra quelle pratiche destinate ad amplificare gli effetti dei cambiamenti climatici, ponendo le premesse per migrazioni forzate. Il report individua 5 “forme” di spostamento: migrazioni di carattere internazionale; a carattere permanente e di spostamento di interinuclei familiari; sfollati interni e profughi a livello internazionale a causa di calamità naturali improvvise (il caso limite delle piccole isole del Pacifico, Kiribati o Tuvalu); ricollocazione di intere comunità per ridurre la loro esposizione a grandi rischi naturali e climatici. Il fenomeno migratorio è complesso e le cause sono interagenti (in Siria questioni politiche si sonointrecciate con la più forte siccità degli ultimi 40 anni), ma CeSPI, FOCSIV e WWF Italia chiedono alle istituzioni e propongono alla società civile una riflessione sugli strumenti legali internazionali: affinché non siano discriminanti verso le persone in difficoltà o che hanno necessità di spostarsi, ma riconosca i diritti a chi fugge dai sempre più frequenti disastri ambientali causati dai cambiamenti climatici; occorre creare nuovi regimi dei flussi a livello regionale fondati sul riconoscimento dei diritti dei migranti, integrati nei piani di adattamento al cambiamento climatico.I cambiamenti climatici, le ricadute sulle popolazioni più vulnerabili e le conseguenti migrazioni sono al centro del pellegrinaggio “Una Terra. Una Famiglia Umana / People’s Pilgrimage” organizzato da FOCSIV – Volontari nel Mondo, per la tappa italiana, e guidato da Yeb Sano, ex – ministro ed ex-negoziatore per i cambiamenti climatici della Repubblica delle Filippine, che sta attraversando, in questi giorni, l’Italia alla volta di Parigi per la Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima (COP21) di dicembre. Il pellegrinaggio per letappe italiane è sostenuto dalla Coalizione Italiana per il Clima, di cui il WWF è parte.

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Energia positiva

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2015

Energia (il Volo), 24 x 32 cm, 2003, tecnica mista, Palermo, Archivio SamonàValutiamo positivamente la relazione del Presedente dell’Authority per l’energia e l’acqua che affronta con incisività la forte transizione energetica in atto, sia sul versante elettrico che per gas e acqua. E’ questo il commento a caldo del Segretario Generale della FLAEI Cisl Carlo De Masi a margine della presentazione dell’attività dell’Authority illustrata oggi alla Camera dei Deputati dal Presidente Guido Bortoni. Siamo d’accordo con l’Authority – prosegue De Masi – quando richiama la trasparenza della bolletta elettrica, la revisione delle sue componenti a invarianza di risorse, l’indipendenza degli operatori della distribuzione, il sostegno ai produttori termici attraverso il capacity market, i controlli e qualificazione delle Società di vendita dell’energia elettrica, nonché un nuovo ruolo che dovrebbe assumere l’Acquirente unico a tutela dei consumatori deboli. Per ciò che riguarda direttamente i temi energetici – sottolinea il Segretario Generale della FLAEI Cisl – condividiamo l’analisi dell’Authority che poggia, in particolare, su una strategia che vede una mutazione profonda del sistema sia di produzione sia di consumo dell’energia elettrica. La politica, le Istituzioni e le Imprese – aggiunge Carlo De Masi – debbono essere in grado di leggere questi fenomeni e orientarli sia per il mix di fonti primarie, sia soprattutto nel favorire l’utilizzo dell’energia elettrica come fattore di equilibrio ambientale. Il futuro prossimo sarà da appannaggio del vettore elettrico diffuso in funzione della sostenibilità delle fonti energetiche. Dobbiamo d’altro canto rilevare – conclude il Segretario Generale della FLAEI/Cisl – che non è stato fatto alcun cenno all’utilizzo del ciclo dei rifiuti, oggi di grande attenzione, come risorsa energetica. Ciò risolverebbe molti problemi socio ambientali e potrebbe agire in modo positivo sulla riconversione di parte delle Centrali da dismettere.

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Bitcoin: natura giuridica, profili economici, rischi, opportunità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2015

SALT LAKE CITY, UT - APRIL 26: A pile of Bitcoin slugs sit in a box ready to be minted by Software engineer Mike Caldwell in his shop on April 26, 2013 in Sandy, Utah. Bitcoin is an experimental digital currency used over the Internet that is gaining in popularity worldwide. (Photo by George Frey/Getty Images)

SALT LAKE CITY, UT – APRIL 26: A pile of Bitcoin slugs sit in a box ready to be minted by Software engineer Mike Caldwell in his shop on April 26, 2013 in Sandy, Utah. Bitcoin is an experimental digital currency used over the Internet that is gaining in popularity worldwide. (Photo by George Frey/Getty Images)

Roma Giovedì 21 maggio 2015 Sala convegni Monte dei Paschi di Siena via Minghetti, 30/a. Nel contesto dell’economia digitale si stanno affermando la dematerializzazione e la digitalizzazione dei pagamenti, con la diffusione delle monete virtuali, fra cui sta assumendo una certa rilevanza il Bitcoin. Secondo un recente studio della Banca d’Italia attualmente vi sono in circolazione 12,5 milioni di unità di Bitcoin per un controvalore pari a circa 6 miliardi.La trans-nazionalità del fenomeno delle valute virtuali ha portato molte autorità di vigilanza, nazionali e internazionali, a interrogarsi sull’argomento, in particolare se e come regolamentarlo. Nel 2012 la Banca Centrale Europea ha pubblicato il documento “Virtual Currency Schemes”, che ha affrontato con approccio sistematico gli aspetti più rilevanti del sistema Bitcoin, sia dal punto di vista economico che giuridico. Nel 2013 la European Bank Authority (EBA) ha pubblicato una nota sui rischi dell’utilizzo del Bitcoin da parte dei consumatori.A gennaio 2014 il Congresso degli Stati Uniti ha pubblicato il Report “Regulation of Bitcoin in Selected Jurisdictions”, che raccoglie le pronunce delle autorità di 40 nazioni sul tema Bitcoin. A luglio 2014 l’EBA ha individuato numerosi profili di rischio connessi ai Bitcoin. A gennaio 2015 la Banca d’Italia ha condiviso l’opinione dell’EBA, scoraggiando banche e altri intermediari finanziari dall’acquistare, detenere o vendere valute virtuali, come il Bitcoin. Il Bitcoin, benché la diffusione in Italia sia ancora limitata, è probabilmente la valuta attorno alla quale si è concentrata gran parte del dibattito pubblico su rischi e opportunità di questi nuovi mezzi di pagamento, sul loro utilizzo come possibile alternativa alle monete elettroniche. Nel nostro Paese si sono susseguite interrogazioni parlamentari e proposte di indagini conoscitive sulle monete virtuali e in particolare sul Bitocoin, che testimoniano un crescente interesse verso il fenomeno e al tempo stesso la necessità di una riflessione volta a colmare i gap conoscitivi, anche in un’ottica di educazione finanziaria e di sensibilizzazione sociale. Ma come funziona in realtà il Bitcoin? Quali sono natura giuridica e profili economici? Quali sono i rischi e le opportunità?ISIMM, nel solco di una consolidata tradizione di seminari di approfondimento sull’economia digitale, organizza un incontro di riflessione sul Bitcoin.La partecipazione al seminario è gratuita.

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Ecco come riconoscere i cosmetici “sani”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2015

prodotti cosmeticiIl Nuovo Regolamento Europeo REGULATION (EC) No 1223/2009 in vigore dal 11 luglio 2013, che supera e unifica tutte le normative nazionali, ha posto l’accento su due punti a difesa del consumatore: l’innocuità dei prodotti cosmetici, certificata dalla scritta: “Dermatologicamente o Clinicamente testato” e la veridicità dei claim, cioè delle informazioni fornite al consumatore attraverso i prodotti e attraverso la pubblicità. Su questi argomenti abbiamo sentito la professoressa Carla Scesa,esperta cosmetologa. Dott.ssa Scesa, Quale è oggi il ruolo del medico nella prescrizione di un trattamento cosmetico? In una popolazione che invecchia (e l’Italia è al primo posto in Europa) la prescrizione cosmetica individuale fatta da un Medico specialista diventa sempre più importante poiché tiene conto dello stato generale di salute e dei punti critici dell’invecchiamento cutaneo, che variano da individuo a individuo: c’è chi forma molte rughe, chi ha soprattutto rilassamento cutaneo, chi si copre di macchie oltre alla formazione di borse, occhiaie e cedimenti perioculari. Ma per poter scegliere fra le migliaia di cosmetici posti sul mercato, tutti con promesse di efficacia, cosa deve sapere il medico per poter prescrivere cosmetici sicuri e in grado di risolvere i problemi estetici?
La sessione del Congresso dedicata alla cosmetologia approfondirà i numerosi aspetti di questo fondamentale problema per poter capire i cosmetici e i loro contenuti. In particolare si pone l’accento sulla sicurezza, oggi messa in discussione da una informazione spesso fuorviante. Se è vero che il numero di ingredienti a disposizione dei formulatori cosmetici è estremamente elevato (circa 20.000 nomi) è anche vero che ci sono legislazioni sempre più attente e restrittive, per tutelare la salute del consumatore e la veridicità di quanto promesso. In particolare il Nuovo Regolamento europeo entrato in vigore il 13 luglio 2013, impone test sperimentali per la valutazione della sicurezza e dell’efficacia, con test in vitro e in vivo (dopo l’assoluto divieto di sperimentare su animali) che forniscono una elevata garanzia per il medico e per il consumatore.Assistiamo sempre più spesso a diciture che presentano cosmetici senza SLS, senza parabeni, senza olio minerale e l’elenco potrebbe continuare. Possono dunque essere presenti sostanze nocive? La Commissione europea di Cosmetologia (e la Food and Drug Administration negli USA) pongono grande attenzione alla tossicologia degli ingredienti, definendone i limiti quali-quantitativi e le aree di utilizzo fino alla proibizione delle sostanze non sicure. Nelle relazioni presentate al Congresso si approfondirà, per i medici, l’aspetto di una comunicazione non sempre scientifica ma fuorviante, che invece di permettere al consumatore di scegliere, crea paure e insicurezza. Il medico rappresenta quindi una garanzia di scelta e di utilizzo, analizzando non soltanto la composizione dei prodotti, attraverso la lettura degli ingredienti contenuti, ma il rapporto con eventuali allergie del paziente. Le altre relazioni approfondiranno l’assorbimento cutaneo e la biodisponibilità dei prodotti cosmetici, i test effettuati e la loro efficacia, senza dimenticarne l’impatto sensoriale all’origine di quel benessere che tutti noi ci aspettiamo, insieme a risultati rapidi e duraturi, da un trattamento cosmetico.

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Sacchetti di plastica: nuove norme per ridurne l’utilizzo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2015

sacchetti plasticaSecondo le nuove norme in votazione martedì in Parlamento, i Paesi dell’UE dovranno ridurre drasticamente l’uso dei sacchetti di plastica più comuni e più inquinanti.La relatrice ha dichiarato che il Parlamento ha accettato la sua raccomandazione in seconda lettura che conferma l’accordo con il Consiglio dei Ministri dello scorso novembre.”Questa legislazione creerà una vera e propria situazione favorevole per tutti”, ha detto Margrete Auken (Verdi/ALE, DK), relatrice per il provvedimento. “Stiamo parlando di un problema ambientale immenso. Miliardi di sacchetti di plastica finiscono direttamente in natura come rifiuti non trattati. Danneggiano la natura, i pesci, gli uccelli, e dobbiamo fare i conti con tutto ciò”, ha aggiunto, dopo che il Parlamento ha accettato la proposta di raccomandazione per la seconda lettura che conferma l’accordo raggiunto con il Consiglio dei ministri nel novembre dello scorso anno.”La Commissione europea ha detto che i paesi dovrebbero affrontare la questione da soli, ma in realtà non lo stanno facendo! Si potrebbero risparmiare 740 milioni di euro l’anno, secondo i calcoli della Commissione “, ha aggiunto la relatrice.Gli Stati membri dell’UE saranno in grado di scegliere se:adottare misure per ridurre il consumo medio annuo di sacchetti di plastica a 90 sacchetti leggeri per cittadino entro il 2019 e a 40 entro il 2025;oppure, garantire che, entro il 2018, i sacchetti leggeri non siano più forniti ai consumatori a titolo gratuito.Inoltre, la Commissione europea è tenuta a valutare e proporre misure adeguate per l’impatto ambientale delle materie plastiche oxo-biodegradabili che si frammentano in piccole particelle. Entro il 2017, la Commissione dovrà proporre l’etichettatura e la marcatura per un riconoscimento a livello europeo dei sacchetti di plastica biodegradabili e compostabili.I sacchetti di plastica leggeri più sottili di 50 micron – ossia la stragrande maggioranza dei sacchetti di plastica utilizzati nell’UE – sono meno riutilizzabili rispetto ai modelli più spessi e diventano rifiuti più rapidamente. Sono quindi più soggetti a disperdersi nell’ambiente e a inquinare gravemente i corsi d’acqua e gli ecosistemi acquatici.Si stima che nel 2010 ogni cittadino europeo abbia utilizzato 198 sacchetti di plastica, di cui circa il 90% in materiale leggero. Il consumo dei sacchetti di plastica è destinato a crescere ulteriormente e, inoltre, i dati raccolti suggeriscono che, nel 2010, oltre 8 miliardi di sacchetti di plastica siano diventati rifiuti.

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Il defibrillatore viaggia in taxi

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 febbraio 2015

bologna

Bologna. Una rete mobile di soccorritori non sanitari addestrati alle manovre di rianimazione con il defibrillatore, in grado di intervenire in pochi minuti da un arresto cardiaco avvenuto in un luogo pubblico. È l’obiettivo del progetto DAE in Taxi (DAE è l’acronimo di Defibrillatore Automatizzato Esterno) che vede Comune di Bologna e 118 Bologna Soccorso, in partnership con COTABO, impegnati per dotare i taxi di defibrillatori semi automatici e formarne gli autisti al loro utilizzo corretto. Ad oggi sono 15 le auto di COTABO con defibrillatore a bordo. Gli interventi del 118 in soccorso a persone colpite da arresto cardiaco in un luogo pubblico sono visibili anche alla centrale di COTABO che, verificata la disponibilità nelle vicinanze di un taxi con defibrillatore, può scegliere di inviarlo in aggiunta ai mezzi 118, per anticipare eventualmente le prime manovre rianimatorie. La tempestività dei soccorsi, infatti, aumenta sensibilmente le possibilità di sopravvivenza delle persone colpite da arresto cardiaco. Ogni anno sono circa un migliaio, nel territorio provinciale bolognese, le persone colpite da arresto cardiaco. Grazie al tempestivo intervento del 118, garantito entro 10 minuti dalla chiamata alla Centrale Operativa, il 16% di queste sopravvive. Una percentuale che può aumentare anche del doppio se la defibrillazione è praticata immediatamente. DAE in Taxi rappresenta un ulteriore tassello nella costruzione della rete di soccorritori non sanitari adeguatamente formati alle manovre rianimatorie e all’utilizzo del defibrillatore.
331 defibrillatori, 1.500 soccorritori non sanitari, 13 centri di formazione. L’impegno ultradecennale dell’Azienda Usl di Bologna per il soccorso non sanitario L’Azienda Usl di Bologna è in prima linea nella promozione della diffusione sempre più capillare dei defibrillatori in luoghi molto frequentati e nella formazione diretta di soccorritori non sanitari. Dal 2001 è attivo Pronto Blu, progetto per la diffusione dei defibrillatori nei luoghi pubblici e privati ad elevato afflusso di persone.241 i defibrillatori installati a tutt’oggi presso centri commerciali, aziende pubbliche e private, scuole, istituzioni, ai quali si aggiungono i 90 presenti sulle ambulanze e auto mediche del 118. 1.500 i soccorritori non sanitari addestrati e costantemente aggiornati alle manovre di rianimazione con il defibrillatore attraverso una rete di 13 centri di formazione, tutti autorizzati dall’Azienda Usl di Bologna e coordinati nell’ambito dello stesso progetto Pronto Blu.

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“Informatica giuridica e diritto dell’informatica: Esperienze nazionali ed europee”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 settembre 2014

comoComo venerdì 3 ottobre a partire dalle 9.30 presso l’Aula Magna dell’Università in Via Sant’Abbondio a Como si terrà la giornata di studi “Informatica giuridica e diritto dell’informatica. Esperienze nazionali ed europee”,.La crescita esponenziale dell’utilizzo delle nuove tecnologie nel settore pubblico e privato impone una riflessione, in tema di diritto dell’informatica, sull’adeguatezza dell’attuale contesto legislativo sia a livello nazionale che europeo. Proprio per questo il Dipartimento di Diritto, Economia e Culture dell’Università degli Studi dell’Insubria di Como, in collaborazione conl’Associazione Nazionale Docenti Informatica Giuridica e Diritto dell’Informatica (ANDIG).
A livello Europeo, la Corte di Giustizia ha già fornito indirizzi interpretativi su e-commerce, privacy e copyright. A livello nazionale, invece, l’avvio ufficiale del processo civile telematico e il regolamento AGCOM a tutela del diritto d’autore sono i due più rilevanti interventi in materia.
La giornata di studi prenderà quindi in esame i due differenti approcci, quello italiano e quello europeo, con l’obiettivo di fornire un’analisi comparatistica della materia e dare soluzioni pratiche su temi rilevanti come il processo civile telematico, la fatturazione elettronica e il diritto all’oblio.
La sessione mattutina, dedicata all’informatizzazione della Pubblica Amministrazione, sarà introdotta da Daniela Intravaia, ora responsabile per l’informatizzazione della Giustizia, ma in passato docente di Informatica giuridica presso l’Ateneo insubre: si parlerà delle principali novità in tema di digitalizzazione nel settore pubblico e, in particolare, nelle università e nel processo civile.
Nel pomeriggio, invece, il professor Donato Antonio Limone, presidente dell’ANDIG e professore ordinario di informatica giuridica all’Università Telematica UNITELMA Sapienza, condurrà una sessione dedicataall’analisi dei casi più rilevanti che in materia sono stati decisi dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.
Durante la giornata, dopo i saluti del Rettore dell’Università degli Studi dell’Insubria, Alberto Coen Porisini, e di Laura Castelvetri, direttore del Dipartimento di Diritto, Economia e Culture, si svolgeranno gli interventi diGianni Penzo Doria, direttore generale dell’Università degli Studi dell’Insubria e, tra l’altro, esperto di diplomatica del documento digitale eresponsabile scientifico del progetto “UniDOC”; Filippo Pappalardo, referente del Processo Telematico di Milano – Unione Lombarda Ordini Forensi; Andrea Orlandoni, referente del Processo Telematico di Como – Unione Lombarda Ordini Forensi; Francesca Ferrari, ricercatrice di diritto processuale civile all’Università degli Studi dell’Insubria; Andrea Rossetti, professore associato di Filosofia del Diritto all’Università̀ degli Studi Milano Bicocca; Marco Silvi, docente di Informatica per la PA all’Università degli Studi Milano Bicocca; Marina Pietrangelo, ricercatrice dell’Istituto di Teoria e Tecniche dell’Informazione Giuridica di Firenze; Giovani Sartor, professore di filosofia del diritto all’Università degli Studi di Bologna,Giuseppe Vaciago, professore di informatica giuridica all’Università degli Studi dell’Insubria; Chiara Alvisi, professore di diritto privato presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli Studi di Bologna e Alessandro Mantelero, professore di diritto privato al Politecnico di Torino.

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Condanna penale per chi utilizza un nickname fasullo

Posted by fidest press agency su sabato, 1 marzo 2014

legge-e-giustiziaPuò essere condannato penalmente ai sensi dell’articolo 494 del codice penale colui che utilizza l’utenza telefonica con uno pseudonimo collegato a un nome di fantasia per molestare un’altra persona.
Per la Cassazione penale, infatti, integra il reato di sostituzione di persona la condotta di chi utilizzando un nickname che rimanda al nominativo di una persona inesistente, occulta la sua identità per molestare, tramite messaggi in chat, alcuni destinatari inseriti nella sua “black list”.
A stabilirlo la sentenza n. 9391 pubblicata ieri 26 febbraio che Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” porta all’attenzione del pubblico per invitare a fare attenzione ed evitare che un comportamento ricorrente da quando si sono diffuse chat, messaggerie istantanee e social network sia ripetuto per le conseguenze spesso sottovalutate che possono macchiare la propria fedina penale.
I giudici della quinta sezione penale della Suprema Corte, hanno infatti, rigettato il ricorso di un’imputata già condannata dalla Corte d’appello di Palermo per il reato di cui all’articolo 494 del codice penale per avere, al fine di commettere reato di molestia e disturbo alle persone, indotto in errore una persona, utilizzando un nickname di fantasia.Il giudice dell’appello aveva evidenziato come lo pseudonimo virtuale fosse intestato a una società di intrattenimento telefonico presso cui aveva lavorato l’imputata nel periodo contestato e rinviava a generalità fittizie.Era stato provato oltre ogni ragionevole dubbio, peraltro, che l’autrice dei messaggi e degli annunci molesti fosse stata la condannata, non avendo alcun rilievo l’assenza di qualsiasi motivo di risentimento nei confronti della famiglia molestata dedotta dalla difesa, come dimostrato dal memoriale in atti a firma della ricorrente «da cui si rileva come fosse legata da rapporti tutt’altro che amichevoli con la famiglia da molestare, vicini di casa destinatari e vittime della condotta criminosa, inseriti al primo posto in un elenco di nemici».I giudici di legittimità ritengono, quindi valide le conclusioni del giudice del merito. Il primo motivo è inammissibile perché deduce questioni di merito circa la valutazione del materiale probatorio operata dalla Corte di merito, «che ha valorizzato, per un verso, le risultanze che hanno condotto a identificare nella ricorrente, che era solita utilizzare le generalità fittizie e il nickname, l’autrice degli annunci molesti e, per altro verso, l’atteggiamento non amichevole nei confronti dei vicini di casa desumibile dal loro inserimento al primo posto nella “black list” nel memoriale a firma dell’imputata. La valutazione della Corte di merito è, dunque, coerente «rispetto ai dati probatori richiamati e sulla base di una linea argomentativa immune da cadute di consequenzialità logica, in quanto espressione di un apprezzamento dei vari indizi analitico e correttamente collocato nel quadro di una loro valutazione globale».

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Utilizzo di Rebif® in pazienti con i primi sintomi di Sclerosi Multipla

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 febbraio 2012

English: Charcot's first illustration of multi...

Image via Wikipedia

Ginevra, Svizzera. Merck Serono, una divisione di Merck KGaA, Darmstadt, Germania, ha annunciato che la Commissione Europea (CE) ha approvato l’estensione dell’indicazione di Rebif® (interferone beta-1a), trattamento per le forme recidivanti di Sclerosi Multipla (SM). L’approvazione della CE è relativa all’utilizzo di Rebif® 44 microgrammi tre volte a settimana in pazienti che hanno manifestato un singolo episodio demielinizzante, segno precoce della malattia, e che sono ad alto rischio di conversione a SM. Tale approvazione si basa sui risultati dello studio REFLEX1-2, che hanno dimostrato la sicurezza e l’efficacia di Rebif® in questo gruppo di pazienti.La nuova indicazione di Rebif® è immediatamente valida in tutti i 27 Paesi membri dell’Unione Europea3.Merck Serono è fortemente impegnata nell’ambito delle terapie per la Sclerosi Multipla. L’Azienda continua ad investire nella ricerca e nello sviluppo di opzioni di trattamento in quest’area. Inoltre, l’Azienda continua a rafforzare le collaborazioni già esistenti e a stabilirne di nuove, per migliorare la ricerca e per portare soluzioni innovative ai pazienti che convivono con la SM.
1 REFLEX: REbif FLEXible dosing in early multiple sclerosis. Studio multicentrico di fase III, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo sulla formulazione di Rebif ® senza HSA (44 microgrammi 3 volte a settimana e 44 microgrammi 1 volta a settimana) in pazienti ad alto rischio di conversione a Sm.2 Comi G, De Stefano N, Freedman MS, Barkhof F, Polman CH, Uitdehaag BMJ, et al. Comparison of two dosing frequencies of subcutaneous interferon beta-1a in patients with a first demyelinating event suggestive of multiple sclerosis (REFLEX): a phase 3 randomised controlled trial. Lancet Neurol 2012; 1:33-41 3 L’estensione dell’indicazione di Rebif ® non è stata approvata negli Stati Uniti
Lo studio REFLEX è uno studio internazionale di fase III, a due anni (24 mesi), randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo. Sono stati randomizzati 517 pazienti considerati a rischio di sviluppare la SM a causa della manifestazione di un recente episodio demielinizzante isolato (come ad esempio neurite ottica, mielopatia o sindrome del tronco encefalico) e con immagini di risonanza magnetica (RMN) che evidenziano i primi segni di SM. I partecipanti allo studio sono stati suddivisi in tre gruppi con rapporto 1:1:1 per ricevere Rebif® 44 microgrammi tre volte a settimana o Rebif® 44 microgrammi una volta a settimana o placebo, con iniezione sottocutanea. I pazienti sono stati trattati per un periodo di due anni oppure fino a quando non hanno manifestato un secondo attacco con conseguente diagnosi di SM clinicamente definita. In questi casi, ai pazienti è stato proposto un trattamento in aperto con Rebif® 44 microgrammi tre volte a settimana. Endpoint primario dello studio era il “tempo di conversione a SM, sulla base dei criteri di McDonald” (2005). Ulteriori endpoints hanno incluso il “tempo di conversione a SM clinicamente definita” (principale endpoint secondario), la valutazione delle immagini di risonanza magnetica (RMN) e recidive cliniche.
Lo studio REFLEX è stato condotto con una formulazione di Rebif® priva di albumina sierica umana (HSA-free), che non è disponibile negli Stati Uniti.E’ attualmente in corso un’estensione a tre anni, in doppio cieco, dello studio REFLEX, chiamata REFLEXION (REFLEX extensION) che intende fornire dati di follow up a lungo termine.
Rebif® (interferone beta-1a), un farmaco immunomodulante approvato per il trattamento delle forme recidivanti di sclerosi multipla (SM), è simile alla proteina interferone beta prodotta dall’organismo. Non è stata ancora stabilita l’efficacia di Rebif® nella sclerosi multipla cronica progressiva. Si ritiene che gli interferoni aiutino a ridurre l’infiammazione, anche se l’esatto meccanismo non è noto.
Merck Serono è la divisione per farmaci da prescrizione innovativi di Merck KGaA, Darmstadt, Germania, gruppo globale farmaceutico e chimico. Merck Serono, con sede centrale a Ginevra, Svizzera, ricerca, sviluppa, produce e commercializza molecole innovative e farmaci biologici per la terapia dei pazienti affetti da patologie, che non hanno ancora una risposta adeguata. Negli Stati Uniti e in Canada Merck Serono opera con proprie affiliate con la denominazione EMD Serono.

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Sosta gratuita per mezzi a due e tre ruote

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2011

La Giunta capitolina, presieduta dal sindaco Gianni Alemanno, ha approvato oggi, su proposta dell’assessore alla Mobilità Antonello Aurigemma, la delibera avente come oggetto la sosta dei mezzi a due e tre ruote non carrozzati negli stalli tariffati, vale a dire i parcheggi delimitati dalle strisce blu. Il provvedimento va a sanare quello che non era stato previsto dal regolamento sulla sosta tariffata adottato dalle precedenti Amministrazioni comunali. In considerazione dell’essenzialità dell’utilizzo di tali veicoli per la fluidificazione del traffico in città, la delibera consente ai mezzi a due e tre ruote non carrozzati di sostare gratuitamente all’interno degli stalli tariffati. Il provvedimento, che non comporta impegni di spesa, è immediatamente eseguibile. Il Dipartimento Mobilità e Trasporti è incaricato di emettere i relativi provvedimenti attuativi, tra i quali quello riguardante l’adeguamento della segnaletica.

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Stimolare la paura altrui per nascondere la propria

Posted by fidest press agency su sabato, 21 maggio 2011

“Berlusconi, Pisapia e il pericolo islamico” da il Il Messaggero del 21 maggio 2011 e Rosario Amico Roxas commenta: “E’ solo l’assenza di argomenti che stimola l’utilizzo della paura per distrarre l’opinione pubblica. Cos’altro può sollecitare paura che la minaccia del terrorismo islamico che sarebbe alimentato dalla eventuale (e auspicabile) elezione di Pisapia a sindaco di Milano? Non possono certo spingere la campagna elettorale sul programma che prevede una miriade di appalti per expo 2015 già promessi alle varie congreghe che sostengono la Moratti! Così parlano di Islam e terrorismo senza neanche sapere di cosa stanno parlando. Per capire che si tratta di farneticazioni elettorali, basta chiedersi “Qual è lo scopo dei terroristi?” “Quale strategia li ispira?” Innanzitutto si deve prendere atto di avere di fronte una costellazione frazionata e non un soggetto monolitico; le definizioni siamo noi stessi a fornirle legittimando il terrorismo con l’ attribuzione di una compattezza ideale, programmatica e operativa che non ha. Questa compattezza viene riconosciuta identificando nel terrorismo un nemico da abbattere con una dichiarazione di guerra totale. Può temere azioni terroristiche solo chi ne ha provocato la reazione, e Berlusconi lo ha fatto, partecipando alla guerra di Bush contro l’Iraq, partecipando attivamente all’occupazione militare dell’Afghanistan, buon ultimo, bombardando la Libia, dopo aver baciato la mano a Gheddafi. In tutte queste folli operazioni Berlusconi ha trovato modo di lucrare a titolo personale. Per la partecipazione del contingente in Iraq, ricevette, provvidenzialmente, 6,5 miliardi di dollari da “investitori americani”, indispensabili per salvare dal fallimento le sue fallimentari aziende. Con la partecipazione in Afghanistan l’Italia è diventata la seconda nazione al mondo produttrice ed esportatrice di esplosivi e armi, con finmeccanica in testa (basterebbe analizzare gli azionisti, anche quelli mimetizzati per capire). Con la Libia il gioco è stato fatto allo scoperto, regalando miliardi di euro dei contribuenti per ricevere agevolazioni per Impregilo (costruzioni) ENI ed ENEL, uso dei canali televisivi, scambi azionari con investimenti bancari e assicurativi sollecitati al folle di Tripoli; i guadagni personali del presidente del consiglio si evidenziano da soli. Quindi abbandono del grande amico e bombardamento dei suoi covi. Se timore è giusto avere del terrorismo, ciò è dovuto alla dissennata politica estera di questo governo”. (Rosario Amico Roxas)

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«Difendere la cultura della vita»

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 maggio 2011

Dopo l’ultimo decesso avvenuto in Portogallo in seguito all’assunzione della Ru486, il bilancio delle morti accertate causate dalla pillola abortiva sale a 32. La vendita del farmaco registra un primato in Piemonte con 1.624 confezioni acquistate. A fronte di tanta popolarità presso il pubblico della ‘pillola abortiva’, l’associazione Morrighan invita a riflettere sull’utilizzo di uno strumento così semplicistico che porta a dure conseguenze sulla salute, fino a provocare addirittura la morte. “L’aborto è un omicidio mascherato con gli slogan della donna libera di scegliere – dichiara Cinzia Pellegrino dell’Associazione Morrighan – significa soppressione di una vita umana, e noi come associazione che tutela la salute della donna, vogliamo sostenere la cultura a difesa della vita contro ogni mortificazione; contestualmente non giudichiamo però scelte a volte dolorose, nelle quali la madre ha il diritto ed il dovere di richiedere la necessaria assistenza sanitaria, e non avventurarsi con strumenti fai da te, che danno l’impressione di essere rapidi ed omertosi, quando invece non sono per nulla innocui e possono portare a conseguenze irreversibili se non letali. Mi sento – prosegue poi la Pellegrino – di rivolgere un appello proprio alla regione Piemonte affinché, in virtù dei recenti fatti di cronaca, boicotti l’utilizzo di questo medicinale e valuti, attraverso una maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica, che la banalizzazione dell’aborto non è mai la giusta soluzione. Continuiamo quindi a sostenere la battaglia a fianco del governatore Roberto Cota per evitare che il mifrepeistone sia introdotto nel prontuario regionale e annunciamo una raccolta firme su scala nazionale. E’ attiva già sul nostro sito http://www.morrighandonne.org una scheda informativa per chi volesse aderire all’appello”

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McAfee al Forum PA 2011

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 maggio 2011

Nuova Fiera di Roma – dal 9 al 12 maggio 2011 stand n. 7 – padiglione n. 11 La virtualizzazione desktop sta diventando sempre più strategica per la pubblica amministrazione, prospettandosi come lo strumento maggiormente sicuro, flessibile e conveniente per la distribuzione di desktop e applicazioni Windows agli utenti ovunque essi si trovino, indipendentemente da rete, luogo e dispositivo. Con il desktop computing tradizionale la sicurezza è spesso stata un elemento secondario, e al contempo l’utilizzo di strumenti e soluzioni di sicurezza tradizionali negli ambienti di desktop virtualizzati rischia di non sfruttare appieno tutta la potenza della virtualizzazione. Per questo motivo McAfee offre prodotti di sicurezza ottimizzati progettati specificamente per gli ambienti virtualizzati, inoltre, Citrix e McAfee hanno avviato nel maggio del 2010 un accordo strategico di partnership e collaborazione vede le due società impegnate a tracciare il percorso di trasformazione del desktop computing fornendo desktop virtuali “secure-by-design”. Il dibattito sul Cloud per la pubblica amministrazione trova una risposta concreta presso l’area espositiva di Citrix, dove McAfee e Citrix presenteranno la propria offerta congiunta di una sicurezza flessibile, garantita e progettata per salvaguardare server e desktop virtuali senza impattare sulle prestazioni, offrendo vantaggi immediatamente visibili come la riduzione dei costi, sicurezza e affidabilità, intesa come continuità del servizio, che sono fondamentali per realtà quali le aziende di grandi dimensioni e la pubblica amministrazione.
McAfee, società interamente controllata da Intel Corporation (NASDAQ:INTC), è la principale azienda focalizzata sulle tecnologie di sicurezza. L’azienda offre prodotti e servizi di sicurezza riconosciuti e proattivi che proteggono sistemi e reti in tutto il mondo, consentendo agli utenti di collegarsi a Internet, navigare ed effettuare acquisti sul web in modo sicuro. Supportata dal suo ineguagliato servizio di Global Threat intelligence, McAfee crea prodotti innovativi destinati a utenti consumer, aziende, pubblica amministrazione e service provider che necessitano di conformarsi alle normative, proteggere i dati, prevenire le interruzioni dell’attività, individuare le vulnerabilità e monitorare e migliorare costantemente la propria sicurezza. McAfee è impegnata senza sosta a ricercare nuovi modi per mantenere protetti i propri clienti. http://www.mcafee.com

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