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Il taglio delle uve coltivate a Pompei

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2020

Come ogni anno a Pompei, ricorre il taglio delle uve coltivate nei vigneti delle antiche domus, che frutto di un progetto scientifico di studio degli impianti e delle antiche tecniche di viticoltura pompeiana, consentono anche la produzione del pregiato Vino Villa dei misteri.Il progetto nasce nell’ambito degli studi di botanica applicata all’archeologia condotti dal Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco archeologico di Pompei, cui ha fatto seguito una convenzione con l’Azienda Vinicola Mastroberardino, che si è occupata negli anni delle ricerche preliminari, dell’impianto e della coltivazione dei vigneti dell’antica Pompei, fino alla produzione finale del vino. L’idea progettuale, nata nel 1994, dapprima riguardava un’area limitata degli scavi, per poi ampliarsi e giungere oggi a interessare 15 aree a vigneto ubicate tutte nelle Regiones I e II dell’antica Pompei (tra cui Foro Boario, casa del Triclinio estivo, Domus della Nave Europa, Caupona del Gladiatore, Caupona di Eusino, l’Orto dei Fuggiaschi, ecc.) per un’estensione totale di circa un ettaro e mezzo e per una resa potenziale di circa 40 quintali per ettaro. Oggi il vino Villa dei Misteri rappresenta un modo unico per raccontare e far conoscere Pompei con la sua cultura e la sua tradizione antica e quale luogo di valorizzazione e, al tempo stesso, di difesa del territorio, del paesaggio e dell’ambiente.Il vino in degustazione quest’anno è il Villa dei Misteri Annata 2012, frutto dell’uvaggio storico di Aglianico, Piedirosso e Sciascinoso. L’Aglianico è inserito in blend a partire dalla vendemmia 2011: risale infatti al 2007 l’ampliamento del progetto con l’individuazione di ulteriore aree da ripristinare a vigneto, destinandole integralmente alla coltivazione del nobile vitigno Aglianico – una delle varietà più rappresentative della viticoltura dell’antichità – naturalmente adatto alla produzione di grandi vini rossi da lungo invecchiamento. La forma di allevamento selezionata a tale scopo è stata l’alberello, che meglio si adatta, nel microclima di Pompei, al vitigno Aglianico, in un connubio perfetto tra il vitigno di origine greca (“Vitis Hellenica”) e la tipica potatura corta ellenica. In questo millesimo, i livelli qualitativi conseguiti sul Villa dei Misteri sono molto elevati e si percepisce, in misura ancora maggiore rispetto al 2011, il contributo dell’Aglianico, delineando buona concentrazione, intensità aromatica, vellutato patrimonio di tannini, densità e particolare eleganza.Il Villa dei Misteri del millesimo 2012, dopo un lungo periodo di affinamento, si presenta con colore rosso rubino e offre un profilo olfattivo molto complesso con note che ricordano la prugna, la marasca, la mora, il tabacco, la liquirizia, la vaniglia, le erbe officinali, il pepe e i chiodi di garofano. Al palato si caratterizza per buona densità e persistenza con sensazioni sapide, acide e morbide molto decise. Tutti gli aspetti sensoriali sono ben equilibrati tra loro e di particolare finezza.Quest’anno non potendo accogliere la stampa a causa delle restrizioni da Covid, vi proponiamo oltre alle immagini dei vigneti, alcune note informative sugli studi scientifici del verde e dei vigneti in particolare, raccontati dall’archeobotanica del Parco archeologico di Pompei, d.ssa Chiara Comegna.

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Uve buone ma maturazione un po’ in ritardo

Posted by fidest press agency su martedì, 10 agosto 2010

La produzione delle uve, in Friuli Venezia Giulia, si manterrà ai livelli del 2009, con una buona qualità dei vini grazie anche alle escursioni termiche di questi giorni d’agosto, uno stato fitosanitario della vegetazione altrettanto buono e una richiesta di Prosecco in sensibile crescita. È questo il quadro che emerge raccogliendo i pareri dei responsabili delle cantine di Confcooperative del Friuli Venezia Giulia, distribuite su tutto il territorio regionale e che offrono un quadro rappresentativo della situazione poiché trasformano il 40 per cento delle uve vendemmiate (80 per cento doc): dal Collio alle Grave.Anche dalla Cantina di Casarsa, le previsioni coincidono. «La quantità di uve raccolte sarà più o meno la stessa del 2009 – aggiunge Denis Ius, presidente de La Delizia -. Pure dalle nostre parti non segnaliamo problemi particolari relativi alle grandinate. Dal punto di vista del mercato, invece, in questi ultimi tempi c’è una continua riduzione della richiesta di vini rossi, una tenuta dei bianchi e una significativa crescita del Prosecco».Una diminuzione della produzione di uve a bacca rossa viene segnalata da Mauro Meneghin, direttore della Cantina produttori di Codroipo, da Johnni Turato, direttore della Cantina di Rauscedo e da Luigi Antiga, direttore delle cantine di Sacile e Ramuscello: «L’inverno freddo ha danneggiato sensibilmente parecchi vigneti di Pinot grigio e Merlot e, in modo particolare, i nuovi impianti in cui si è immediatamente provveduto a sostituire le barbatelle». Tutte le cantine, compresa la San Giorgio di San Giorgio alla Richinvelda (presieduta da Claudio Truant), segnalano la forte domanda di Prosecco che, in questo momento, è decisamente l’uva trainante. «Sicuramente è l’uva più pagata – sottolinea Mauro Meneghin -. Infatti, si trattano i grappoli a 0,75-0,90 euro al chilo: in assoluto il prezzo più alto del nostro mercato». A Confcooperative Fvg aderiscono 8 cantine sociali con 2.500 soci, per 5.500 ettari di vigneti, 630mila quintali di uve raccolte, 440mila ettolitri di vino (60 per cento doc), 148 addetti e 64 milioni di euro di fatturato.

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Raccolta delle uve in Friuli

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2009

Cividale del Friuli 19 agosto alle ore 19.00, presso la sede consortile il Servizio di assistenza tecnica del Consorzio dei Colli Orientali del Friuli, organizza un incontro prevendemmiale con gli associati. I temi all’ordine del giorno sono legati alle problematiche emerse durante la stagione viticola 2009 al fine di iniziare un dibattito-confronto tra tecnici e produttori, per gestire al meglio la prossima vendemmia. Si parlerà, perciò, dell’andamento climatico, dello stato sanitario delle uve, dei dati sulla maturazione dei grappoli e dei relativi suggerimenti sulle scelte delle date ottimali per la vendemmia ormai prossima, in relazione alle varie zone e ai diversi vitigni.

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