Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘vacanze’

Le vacanze “ingrassano?”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

(AJ-Com.Net) In base ad un sondaggio realizzato dall’Università Popolare “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche (www.upda.it), unica istituzione professionalizzante che oggi forma gli «analogisti» in Italia, su un campione di 1.000 uomini e 1.000 donne di età compresa tra i 18 ed i 65 anni, il 32% è ingrassato proprio nei mesi delle vacanze estive.«D’estate siamo tutti maggiormente esposti a prendere peso, lasciandoci andare ai piaceri della tavola, concedendoci molti sfizi e rinunciando perfino allo sport ed alle attività fisiche che invece pratichiamo abitualmente in altri periodi dell’anno» puntualizza la dottoressa Samuela Stano, presidente dell’Università Popolare “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche (UPDA).
È così che ci ritroviamo ad avere in Italia il 40% della popolazione in sovrappeso e il 10% di obesi (proiezione 2019 dell’Università Popolare “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche su dati dell’Istituto Superiore di Sanità).A dichiarare poi di seguire una dieta durante tutto l’anno è appena il 9% del campione e durante le ferie, subito dopo la “prova costume”, c’è il maggior tasso di abbandono (65%).Paradossalmente, ad ingrassare è anche chi ha dichiarato di non avere mangiato di più e perfino chi, nel campione intervistato dall’UPDA, ha sostenuto di continuare a fare attività fisica, non riuscendo a perdere peso nonostante l’impegno.Come è possibile? «Spesso è una questione di metabolismo. Spesso basterebbero poche sedute specifiche che consentirebbero non solo di perdere peso ma anche di mantenere i risultati nel tempo e di superare i possibili disturbi connessi» risponde lo psicologo Stefano Benemeglio (www.stefanobenemeglio.com), padre delle Discipline Analogiche.Quando non si riesce proprio a dimagrire -sostengono gli esperti dell’UPDA- è all’inconscio che si deve guardare. L’obiettivo è quello di trovare la causa, che poi è un malessere che spesso ci portiamo dietro da anni a causa di eventi accaduti nella nostra vita, che ci inducono -tra l’altro- ad avere un comportamento alimentare sbagliato.«Spesso è proprio la sofferenza accumulata che porta a compensare con qualcosa che ci può far piacere come il cibo. In questo caso, l’analogista può intervenire facendo sì che la persona possa consumare quelle sofferenze e farle regredire, così come la rabbia, le paure, i sensi di colpa» spiega la dottoressa Samuela Stano.
Ed è per questo che sempre più italiani per dimagrire si affidano agli «analogisti», i nuovi operatori del benessere, formati nelle discipline analogiche, il cui obiettivo primario è quello di migliorare la qualità della vita delle persone, lavorando sui meccanismi che regolano l’inconscio e l’emotività dell’individuo. L’intervento dell’analogista avviene attraverso quello strumento straordinario che è il linguaggio emotivo non verbale, ossia la capacità di comunicare con la parte emotiva di noi stessi o dei nostri interlocutori. L’analogista è in grado di parlare con il nostro inconscio come se fosse una persona presente, perché l’inconscio risponde attraverso segnali non verbali che permettono di risalire alla causa effettiva del problema.Info: http://www.aj-com.net

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Vacanze: Sindrome di rientro

Posted by fidest press agency su sabato, 31 agosto 2019

Stress, irritabilità, stanchezza, mal di testa e incapacità di concentrarsi sono alcuni dei “sintomi” del cosiddetto “post-vacation blues”, anche noto come “sindrome da rientro”. Un disturbo che sopraggiunge quando il corpo e la mente faticano a ritornare ai ritmi della “vita di tutti i giorni”. Dopo le vacanze, infatti, ritrovare le proprie abitudini potrebbe non essere facile: c’è bisogno di un po’ di tempo e di qualche piccolo accorgimento per ripartire con il piede giusto.Lo sappiamo, ma quando poi ci troviamo nel pieno della ripresa della nostra quotidianità non sempre è facile tenere a mente cosa fare per non renderla più difficile del necessario.E così, passeggiate all’aria aperta, non strafare pianificando subito tutto ma concedersi di ricominciare il più gradualmente possibile i vari impegni, ritagliarsi una porzione di giornata per sé e sfruttare il weekend per prolungare l’effetto vacanza… sono alcuni degli stratagemmi che dovrebbero fare parte del nostro “pacchetto rientro”.Ma, fondamentali alleati sono presenti anche nelle abitudini di tutti i giorni, ad iniziare – ebbene sì – da una corretta idratazione.L’acqua infatti rappresenta il 75% della massa cerebrale ed esistono delle chiare associazioni tra idratazione e performance cognitive. Anche una lieve disidratazione – con una perdita pari al 1,5% del nostro peso corporeo – può influire sull’umore, andando incontro ad una riduzione della concentrazione e mal di testa. “I risultati di un recente studio[1] indicano che anche una moderata disidratazione ha effetti negativi sul vigore, sulla memoria a breve termine e sull’attenzione. – spiega la dottoressa Elisabetta Bernardi, Biologa specialista in Scienza dell’Alimentazione e membro dell’Osservatorio Sanpellegrino – La reidratazione nei soggetti della ricerca ha dimostrato infatti un miglioramento nella sensazione di fatica, dei disturbi dell’umore, della memoria, dell’attenzione e della reazione agli stimoli”.L’acqua, oltre ad essere essa stessa un nutriente, apporta al corpo anche altri elementi preziosi, come per esempio il magnesio. “Scegliere acque ricche di questo micronutriente può aiutare l’organismo a ritrovare il proprio equilibrio psichico ed emotivo, specialmente quando i disturbi dell’umore diventano più frequenti – continua la dottoressa Elisabetta Bernardi – Il magnesio ricopre infatti un ruolo importante per la regolazione dell’umore e dei livelli di stress. Una buona abitudine è, dunque, quella di bere almeno 8 bicchieri d’acqua al giorno e concedersi spesso delle pause-idratazione”.
Oltre ad una corretta idratazione, seguire una sana alimentazione è l’altro aspetto da tenere in considerazione per ritrovare il proprio benessere psico-fisico. Durante le vacanze estive non viene spesso prestata la giusta attenzione a cosa si mangia e a risentirne è proprio il nostro organismo. Riabituarsi ad una dieta varia ed equilibrata contribuisce a ristabilire il proprio benessere oltre che aiutare a combattere la spossatezza e il malumore che caratterizzano il post vacanza. “Sono molteplici gli elementi che possono aiutarci in questo senso: ad esempio l’acido folico, presente principalmente nelle verdure verdi, nella frutta, nei legumi e nei prodotti integrami, aiuta a ridurre il rischio di depressione; la vitamina B e l’omega 3, contenuti soprattutto nel pesce, possono invece prevenire l’insorgere di disturbi dell’umore” – conclude la dottoressa Bernardi.

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Vacanze con famiglia: ecco alcuni consigli utili quando si viaggia con i bambini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2019

Per l’estate 2019 si prevedono ancora più disagi rispetto all’anno scorso: l’ultimo studio di AirHelp, la più importante società di supporto ai passeggeri a seguito di ritardi e cancellazioni, stima attese in aeroporto per più di 7,8 milioni di passeggeri che viaggeranno da e per l’Italia. Tra questi viaggiatori ci saranno sicuramente anche famiglie con bambini; AirHelp ha stilato un breve vademecum per chi va in vacanza con i più piccoli, ricordando che tutti hanno diritto al risarcimento, indipendentemente dall’età. “Nonostante alcune compagnie aeree affermino il contrario, anche i neonati sono vittime di ritardi e cancellazioni di voli e – come tutti – hanno diritto al rimborso”, sostiene Roberta Fichera, portavoce di AirHelp Italia. “In vista del mese più caldo dell’anno, riteniamo sia molto importante sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che anche i più piccoli abbiano dei diritti. Invitiamo tutti i genitori a ricordarsi di presentare sempre una richiesta di risarcimento anche per conto dei propri figli in caso di disagi con il volo”. Se si rimane bloccati in aeroporto con i bambini, è bene ricordare che ci sono leggi che tutelano tutta la famiglia durante un’interruzione di volo. Ecco alcuni consigli su cosa fare e cosa dire quando le vacanze prendono una piega inaspettata.
Per voli in ritardo, cancellati o imbarchi negati, tutte le compagnie aeree (low cost comprese) devono corrispondere da 250€ a fino 600€ di rimborso a prescindere dal prezzo pagato per il biglietto acquistato. Si tratta di un diritto dei passeggeri il più delle volte a loro sconosciuto (o omesso dalle compagnie aeree).
Il diritto al risarcimento finanziario deve essere richiesto entro tre anni dalla data di ritardo del volo. Circostanze straordinarie come condizioni meteo avverse o emergenze mediche esentano la compagnia aerea dall’obbligo di rimborsare i passeggeri aerei.
Per maggiori informazioni, si può visitare il sito airhelp.com. I passeggeri coinvolti in disagi aerei a seguito di ritardi o cancellazioni possono verificare l’idoneità al risarcimento gratuitamente, direttamente in aeroporto e presentare un reclamo in pochi minuti.

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19° Edizione del Barometro Vacanze

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 giugno 2019

Assicurazioni in viaggio un tema che ancora una volta vede emergere uno scenario contrastante tra Italia e resto d’Europa con una tendenza netta alla sottoassicurazione da parte degli italiani. La fotografia emerge dallo speciale Report Assicurazioni realizzato da Ipsos per il Gruppo Europ Assistance all’interno della 19° Edizione del Barometro Vacanze. Se in Europa assicurarsi prima di partire rimane un’abitudine forte e ben radicata, l’Italia pur facendo registrare una marcata consapevolezza di problemi potenzialmente riscontrabili in vacanza, evidenzia ancora una certa freddezza nei confronti della possibilità di sottoscrivere una polizza travel.«Europ Assistance è una Care Company», sottolinea Fabio Carsenzuola, CEO di Europ Assistance Italia. «Conoscere bisogni, abitudini, desideri e timori dei clienti, nostri e dei business partner, è il primo passo per poter essere al loro fianco con soluzioni in linea con le loro aspettative e tagliate su necessità reali».«Da ormai 19 anni – aggiunge Carsenzuola – il Barometro Vacanze offre una panoramica dettagliata dello scenario italiano, oltre che delle preferenze di cittadini europei, americani e brasiliani. Costituisce dunque un osservatorio prezioso per monitorare come e quanto cambia il mondo dei viaggi, uno dei settori più importanti per la nostra Compagnia. Non solo: i vari approfondimenti – ad esempio sulle esigenze di fasce d’età differenti o sulle nuove forme di turismo – ci permettono di comprendere meglio i vari target, rendendoci in grado di proporre prodotti sempre più completi e “su misura”».Se nel continente si registra una forte tendenza ad assicurarsi prima di partire, l’Italia pur facendo emergere la consapevolezza di diversi problemi potenzialmente riscontrabili in viaggio, evidenzia ancora una certa freddezza nei confronti della possibilità di sottoscrivere una polizza travel.In generale, il problema per cui gli italiani si assicurano di più prima di partire è un possibile danno all’auto (48%) seguito da un incidente con il mezzo di trasporto pubblico (43% in crescita di due punti rispetto all’edizione 2018) e dall’assicurazione per problemi di salute per sé o per le persone con cui si viaggia (il 42%). Nello scenario europeo, l’ordine delle preoccupazioni varia. La salute è al primo posto: il 66% degli intervistati dichiara di assicurarsi prima di partire in caso di problemi di salute per sé o per ci propri compagni di viaggio.
Segue un guasto al veicolo, anche in questo caso indicato dal 66% del campione. Ma gli europei sembrano non sottovalutare il valore delle cose che si lasciano dietro: il 65% dichiara di proteggere, quando parte in vacanza, la propria abitazione.

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Scuola: Bussetti chiede meno compiti per le vacanze

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Moderazione nell’assegnare i compiti per le vacanze estive in vista della fine dell’anno scolastico: a chiederlo ai docenti è stato il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, nel corso di una visita alla scuola media statale “Nuccia Casula” di Jerago, istituto dove iniziò la sua carriera di docente. Secondo il presidente Anief, Marcello Pacifico, come consiglio generale quello del ministro può andare bene, ma a due condizioni: la prima è che studi tanto lui durante l’estate, perché la scuola così com’è andrà sempre peggio; la seconda è che si ricordi una volta per tutte che se un insegnante decide di destinare a degli alunni più o meno compiti, lo fa con cognizione di causa e sempre per il loro bene.
Il ministro dell’Istruzione torna a rivolgersi ai docenti, chiedendo loro di ridurre la quantità di compiti assegnati agli alunni in vista delle vacanze estive. Il consiglio è arrivato, probabilmente, a seguito dalla pubblicazione, in questi giorni, dell’analisi del Pirls 2016, secondo la quale gli alunni più carichi di compiti sono poi quelli che rendono meno nell’andamento scolastico. In realtà, commenta Orizzonte Scuola, ogni docente sa qual è la giusta dose di “compiti”, di attività, di spunti da proporre ai propri alunni e agisce sicuramente per il raggiungimento di obiettivi e non per “il semplice gusto” di assegnare dei compiti. Non è la prima volta che il ministro dell’Istruzione si preoccupa dell’eccessivo carico di lavoro che viene richiesto agli alunni fuori scuola: a dicembre, aveva chiesto ai docenti che “in un momento di riposo degli studenti e delle famiglie, vengano diminuiti i compiti durante le vacanze natalizie”, annunciando anche l’invio di una Circolare che avrebbe fornito la posizione ufficiale del Miur sulla quantità di compiti da assegnare nei periodi di sospensione di attività didattica. Quella Circolare non è mai arrivata, molto probabilmente a seguito delle tante lamentele del corpo docente per via dell’invasione di campo su un ambito che appartiene indiscutibilmente agli insegnanti. Ora, la nuova sortita. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “certi tipi di dichiarazioni sorprendono per la loro assoluta banalità. Certo, potrebbero anche essere fatte per il bene dei ragazzi, che a volte si ritrovano a svolgere una quantità eccessiva di esercitazioni, letture, elaborati, problemi e quant’altro. Resta da capire, però, il motivo per il quale un ministro dell’Istruzione debba saperne di più di un insegnante che conosce uno per uno i propri studenti. Anche queste dichiarazioni, quindi, suonano come dei messaggi, se non delle ingerenze, che vanno in qualche modo ad invadere la libertà di insegnamento”.

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Vacanze gratis anche quest’estate per bambini e famiglie povere

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

Per il quarto anno consecutivo il portale no-profit ospitalitareligiosa.it, con il patrocinio dell’Ufficio nazionale CEI per la Pastorale del Tempo libero Turismo e Sport, mette in campo l’iniziativa benefica “Ospitalità Misericordiosa”, che ha già offerto 35.000 notti gratuite a persone indigenti, per far trascorrere loro qualche giorno di serenità lontano dalle problematiche quotidiane.Per il 2019 l’attenzione sarà incentrata sui bambini fino a 12 anni di età, che questa estate potranno soggiornare gratis con genitori e famiglie in una delle case dell’ospitalità religiosa.Le strutture aderenti al portale, che offriranno generosamente accoglienza gratuita in tutta Italia, spaziano dal mare alla montagna, dalle città d’arte ai luoghi immersi nella natura.Dal genitore single con un figlio alla famiglia numerosa fino a 10 componenti: questo è il ventaglio delle opportunità. Unica condizione per usufruire dei soggiorni gratuiti è passare tramite le parrocchie, diocesi o Caritas: saranno loro a farsi garanti con le case nel segnalare le famiglie meritevoli.Si tratta di un’iniziativa benefica nata in occasione del Giubileo della Misericordia e per la quale proprio Papa Francesco ha manifestato “cordiale gratitudine” auspicando “un sempre più generoso impegno a favore di quanti sono bisognosi e indigenti”.I dati delle strutture offerenti vengono aggiornati continuamente: l’elenco provvisorio è già disponibile a questa pagina https://ospitalitareligiosa.it/news/112-ospitalita-misericordiosa-2019-per-i-bambini.

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Scuola: Bussetti chiede ai docenti meno compiti per le vacanze

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

Il Ministro dell’Istruzione incontra il Garante per l’infanzia. Poi si rivolge al corpo docente e alle scuole, preannunciando una posizione ufficiale sull’eccesso di carico di lavoro che viene richiesto agli alunni fuori scuola, perché “in un momento di riposo degli studenti e delle famiglie, vengano diminuiti i compiti durante le vacanze natalizie”. La circolare arriverà dopo i numeri impietosi sul basso investimento degli ultimi Governi italiani, di ogni colore, nel settore della Conoscenza che abbraccia Università, Istruzione e Ricerca. Replica di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Certo si potrebbe anche abolire il valore legale del titolo di studio e perché no interrogazioni e verifiche. Magari si potrebbe fare tutto da casa? Ma allora perché non si comincia ad abolire l’Invalsi? Il Ministro farebbe bene a risolvere i problemi della scuola a partire dal precariato e dalla continuità didattica, dal rispetto per una professione che sembra non avere più il diritto di dover persino assegnare dei compiti per esercitare e valutare i suoi studenti, senza parlare della libertà di insegnamento che vede un’ingerenza dal forte sapore di propaganda politica che fatta da un dirigente scolastico, ex provveditore, suona pure amara”.

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Il parlamento va in vacanza: Un saluto da Fucsia Nissoli Fitzgerald

Posted by fidest press agency su sabato, 11 agosto 2018

E’ la Deputata al Parlamento Italiano eletta nella Circoscrizione Estero – Ripartizione Nord e Centro America. Ella, rivolgendosi agli elettori scrive: “Con l’inoltrarsi dell’estate, il Parlamento ha fermato i lavori per riprenderli agli inizi di settembre.Siamo usciti da una campagna elettorale che ha avuto strascichi fino alla formazione del Governo che è stata molto difficile.Questo ha portato ad una inattività del Parlamento per mancanza dell’interlocutore di Governo e quindi anche ad una impossibilita’ di procedere a portare avanti i temi che ci stanno a cuore.Siamo arrivati ad agosto ed il Governo ha voluto approvare di fretta alcuni provvedimenti che invece andavano approfonditi e condivisi tra le forze politiche.In questo periodo non ho mai smesso di seguire le questioni importanti per gli italiani all’estero anche sollecitando, con gli strumenti parlamentari che ho a disposizione, il Governo e la Pubblica Amministrazione a risolvere le problematiche che di volta in volta si sono presentate.
A settembre, alla ripresa dei lavori parlamentari, ci aspettano molte sfide a cominciare dalla battaglia per assicurare risorse adeguate per gli italiani all’estero nella legge di stabilità e di bilancio. Qui vedremo se questo Governo sarà aperto o meno alle richieste che vengono dalla Comunità italiana nel mondo e che da troppo tempo non trovano risposte adeguate.Nel frattempo, passerò le vacanze tra la famiglia negli Stati Unite e le Comunità italiane della mia ripartizione elettorale all’insegna della riscoperta delle radici e dell’italianità e auguro a tutti voi un Buon Ferragosto e un sereno riposo estivo”. (n.r. L’abbiamo conosciuta al lavoro da più di una legislatura e la stimiamo per il costante impegno riversato nel suo ruolo di ambasciatrice degli italiani all’estero. Oggi costoro possono dire che la patria non li ha lasciati al loro destino ma facendoli vivere e valere all’interno delle istituzioni più rappresentative per la vita democratica di un Paese. Grazie on.le Nissoli.)

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Storie ferragostane: prima parte

Posted by fidest press agency su sabato, 4 agosto 2018

E’ tempo di vacanze per chi può permetterselo o le ritaglia per il fine settimana sdraiato sotto l’ombrellone in una delle tante spiagge che scorrono lungo la nostra penisola o si alza di buon’ora per godersi tra i sentieri di montagna l’albeggio mattutino e il sole che fa capolino tra le cime delle montagne. C’è la vacanza del pigro e di chi si organizza per non sprecare nemmeno un minuto per godersi quest’aria festaiola prima di ritornare a sommergersi nel lavoro. A questo riguardo abbiamo pensato di adeguarci riducendo al minimo le notizie dal mondo e preparando i nostri lettori o chi c’individua per caso a una informativa più “mondana” come se avessimo messo a punto un elzeviro dedicandolo, come vuole la tradizione, ad argomenti di carattere letterario, artistico, storico, spesso con taglio critico. Le abbiamo chiamate “Storie ferragostane” e suddivise in più parti che pubblicheremo quotidianamente per almeno una decina di giorni.
Confidiamo, per chi avrà la bontà di leggerci, di trovare queste trame narrative, per quelle che vorremmo che fossero: d’evasione. Semplici ma non trascurando al tempo stesso un motivo di riflessione e persino uno stimolo per letture senza meno più impegnate facendoci dimenticare per qualche ora l’attrazione fatale per il telefonino e a volte i tediosi programmi televisivi e i soliti titoloni dei quotidiani e dei rotocalchi.
Avere un buon libro sottomano potrebbe riconciliarci con la ricerca di noi stessi e della possibilità di farci riflettere e stimolarci con conversari più ameni con i nostri vicini di sdraio o con gli occasionali incontri per ridarci il piacere di dialogare con le persone su temi che ci coinvolgono culturalmente ed emotivamente.
Il nostro augurio è che l’iniziativa possa incontrare il vostro gradimento. (Redazione Fidest)

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“Meno italiani in vacanza, pesa l’incertezza non soltanto meteorologica”

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 luglio 2018

Nel 2018, dopo tre anni di decisa ripresa, i principali indicatori sulle vacanze degli italiani segneranno una (leggera) frenata. Dando uno sguardo alle previsioni sulle presenze nelle località turistiche del Belpaese da luglio a settembre sembra che l’incertezza, non soltanto meteorologica, stia incidendo sulle scelte degli italiani. Questo è quanto emerge dai dati dell’Ufficio Studi della Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi, secondo i quali 20,9 milioni di italiani (il 34,6% della popolazione) si concederanno una vacanza tra luglio e settembre (era il 34,9% nel 2017). L’aumento del numero di italiani che non farà vacanze estive tra luglio e settembre evidenzia lo stato di incertezza che sembra ancora caratterizzare la domanda interna. Nel complesso, i viaggi estivi con destinazione l’Italia ed estero saranno poco più di 26 milioni (27,8 milioni nel 2017).“I dati del nostro Ufficio studi sulle vacanze estive degli italiani mettono in evidenza una leggera flessione sia dei viaggi che delle presenze. Quest’anno saranno meno di 21 milioni gli italiani in vacanza, un dato leggermente inferiore a quello registrato nel 2017 – ha dichiarato Roberto Calugi, Direttore Generale Fipe, per una spesa stimabile in 15 miliardi di euro. Tre anni di progressiva crescita ci inducevano a pensare che anche nel 2018 la propensione a viaggiare degli italiani si irrobustisse ulteriormente. Invece condizioni meteo che hanno ritardato l’avvio della stagione e un clima economico che rimane incerto stanno condizionando i risultati della stagione. Dobbiamo di nuovo sperare nel buon andamento del turismo straniero”.
Complessivamente tra luglio e settembre le presenze saranno circa 218 milioni, in calo del 2,4% rispetto ai quasi 223 milioni del 2017. Come nella più classica delle estati italiane, agosto la farà da padrone con oltre 102 milioni di presenze, seguito da luglio (circa 78 milioni) e settembre (38 milioni). La durata media delle vacanze sarà di 8,2 giorni in flessione rispetto al 2017, quando fu di 8,4 giorni.

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Paese che vai, usanza che trovi

Posted by fidest press agency su sabato, 14 luglio 2018

Recita così un noto proverbio popolare, che trova effettivo riscontro anche nelle scelte di tutti noi quando ci troviamo a decidere la meta delle nostre vacanze, analizzando tutti i pro e i contro prima di arrivare alla conclusione finale.
Un’indagine Doxa commissionata da Groupon, azienda leader nel settore degli acquisti online, rivela come tra i criteri di scelta ci sia anche la voglia di provare nuovi sapori e di fare un viaggio gastronomico attraverso le tradizioni culinarie offerte dalla meta. In fondo, le emozioni e le memorie di un viaggio passano non solo attraverso paesaggi e sensazioni, ma anche attraverso il ricordo di un particolare gusto.Ma gli italiani, che sono così legati alle proprie radici territoriali e culinarie, come si comportano quando viaggiano? Dalla ricerca emerge che il 73% degli intervistati sceglie la meta di un viaggio o di una gita anche in base alle specialità enogastronomiche del luogo ed il 77% è disposto a viaggiare per raggiungere un locale al di fuori della regione dove vive per sperimentare nuovi piatti.Un particolare piatto o un ristorante tipico diventano quindi a loro volta mete nelle mete, particolari punti di interesse sulla mappa o semplicemente una scusa per organizzare una gita fuori porta in attesa delle vacanze vere.Alla domanda “Se ti trovassi all’estero, cosa sceglieresti di mangiare?”, gli italiani non hanno dubbi: l’86% risponde di provare le specialità straniere del luogo, mentre solo il 14% si mostra ossessionato dalla cucina nostrana e sceglie un piatto italiano per andare sul sicuro. Curiosa anche la classifica delle Regioni italiane più disposte a sperimentare, la cui top 3 prevede Toscana (94%), Liguria (91%) e Campania (91%).Infine, l’indagine studia i criteri di scelta di un ristorante o locale quando si è in una città o paese che non si conosce. Al primo posto della classifica c’è la ricerca online sui siti o sulle app di recensioni (57%), seguita dalla richiesta di suggerimenti alle persone del luogo (39%) e dal girovagare scegliendo direttamente per strada mentre si passeggia (32%). Appena fuori dal podio ci sono i consigli del personale dell’hotel dove si alloggia (30%) e all’ultimo posto la consultazione della cara vecchia guida cartacea, che comunque si difende con un buon 16%.

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Vacanze in Europa a due ruote? 5 itinerari perfetti secondo Shimano

Posted by fidest press agency su domenica, 8 luglio 2018

Le tanto sognate ferie estive sono ormai alle porte e molti italiani sceglieranno di trascorrerle viaggiando per l’Europa. Perché non farlo in sella a una due ruote? Shimano, il brand giapponese di componentistica e tecnologia per biciclette più noto al mondo, propone 5 itinerari ciclabili perfetti per scoprire le località più affascinanti del Vecchio Continente.
Dalle città alle campagne, passando per mare e oceano: ogni luogo sarà ancora più apprezzato con l’approccio slow e green al viaggio garantito dalle due ruote. E, chi teme di faticare e sudare troppo oppure vuole coprire distanze più lunghe in tempi più brevi, potrebbe optare per pedalare in sella a un’e-bike, come quelle equipaggiate con tecnologia Shimano STEPS.
Ecco i 5 percorsi proposti: l’Avenue Verte, che collega Parigi e Londra; l’Ecovia Litoral, che corre per 220 km lungo la costa atlantica del Portogallo; la Ciclovia del Danubio con il tragitto Vienna – Budapest via Bratislava; la Loire à Vélo in Francia; e, ultimo ma non per importanza, a spasso tra Olanda e Fiandre da Bruges ad Amsterdam.
Da coprire interamente o parzialmente, in base a voglia, preparazione e tempo a disposizione, i cinque itinerari sono facilmente accessibili grazie al supporto della pedalata assistita. La tecnologia Shimano STEPS, infatti, consente a persone di qualsiasi età e con capacità fisiche differenti di avvicinarsi o riavvicinarsi alla bicicletta, scoprendo con lei uno stile di vita sano, divertente e a contatto con la natura.

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Niente vacanze per 8 milioni di italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 luglio 2018

Secondo l’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca mUp Research e condotta su un campione rappresentativo della popolazione adulta, sono 8,3 milioni gli italiani che quest’anno rinunceranno alle ferie estive. Fra chi non partirà, il 64% resterà a casa perché, semplicemente, non può economicamente permettersi una vacanza. Questa percentuale corrisponde a ben 5,3 milioni di italiani.A dover rinunciare alle ferie per motivi economici sono principalmente le famiglie con 3 o 4 componenti, ma anche i giovani con età compresa fra i 25 ed i 34 anni.I 35,5 milioni di italiani che invece andranno in vacanza resteranno prevalentemente in Italia (73%) mentre solo il 18% andrà all’estero. Il budget medio pro capite stanziato è risultato pari a 1.580 euro, ma il 52% dei vacanzieri non arriverà a spendere più di 1.000 euro. Le vacanze dureranno in media 10,6 giorni anche se per il 50% degli under 35 i giorni di viaggio saranno meno di sette.Per tutelarsi dai rischi connessi alle vacanze, chi parte, soprattutto per itinerari lunghi e fuori dall’Italia, sempre più frequentemente si assicura da eventuali imprevisti sottoscrivendo una polizza viaggio; secondo l’analisi di Facile.it nei primi 5 mesi del 2018 le richieste di polizze vacanze raccolte tramite il sito sono aumentate del 30,4% rispetto allo stesso periodo del 2017.

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Vacanze al Museo

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

Cosenza Dal 25 giugno 2018 Palazzo Arnone Galleria Nazionale di Cosenza. Concluso l’anno scolastico, le vacanze estive promettono ora esplorazioni e momenti di svago anche se si resta in città. La Galleria Nazionale di Cosenza potrà essere la destinazione ideale per laboratori, giochi istruttivi e nuove scoperte, fra dipinti e sculture. La partecipazione dei bambini in piccoli gruppi li vedrà coinvolti in un divertimento contagioso.
L’iniziativa è organizzata dai Servizi educativi del museo ed è completamente gratuita. Sarà possibile aderire dal 25 giugno al 3 agosto e dal 28 agosto al 14 settembre, da lunedì a venerdì, dalle ore 10.00 alle11.30 e dalle ore 11.30 alle 13.00, prenotando data e fascia oraria preferita al seguente numero: 0984 795639.
Ecco i passatempi per i bambini, ma anche per i loro accompagnatori, se gradiranno mettersi in gioco. Facciamo che eri un Artista? Come fanno gli Artisti a descrivere la gioia o la tristezza,la paura o il coraggio? Prima osserviamo bene le loro opere e poi… facciamo che anche tu eri un Artista? Per dare vita ai personaggi, prova a interpretarne i sentimenti. Potrai farlo con le espressioni del viso, le movenze del corpo e con “oggetti molto speciali” che ti aspettano nel museo. Gioca con l’Arte. Con le filastrocche saprai riconoscere nei dipinti divinità o eroi, storie o leggende, e potrai scoprire tanti piccoli segreti nascosti. Cerca il quadro! Tutti investigatori! L’indagine parte da un dettaglio minuscolo. A quale dipinto appartiene? Aguzzate la vista! Chi sarà il primo a scoprirlo?Si ricorda che la Galleria Nazionale di Cosenza può essere agevolmente raggiunta con la “Circolare dei Musei”; orari e fermate della navetta sono consultabili sul sito http://www.amacospa.it.La Galleria Nazionale di Cosenza, diretta da Domenico Belcastro, è afferente al Polo Museale della Calabria guidato da Angela Acordon. Ingresso gratuito.

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Agriturismo: vacanze all’insegna della natura?

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

La vacanza in agriturismo evoca momenti lontani dalla vita frenetica di tutti i giorni, in armonia con la natura e distanti da ogni fonte di stress. Eppure, da un’indagine condotta da Agriturismo.it (https://www.agriturismo.it), portale leader in Italia per questo settore ricettivo, è emerso che gli italiani si confermano iperconnessi persino in vacanza.
La ricerca è partita con l’obiettivo di indagare le abitudini degli ospiti in agriturismo e oltre il 46% dei gestori ha dichiarato che sono proprio gli italiani quelli che trascorrono la maggior parte del tempo a lavorare al pc durante il soggiorno. Al secondo posto, ma ben distanti da questa percentuale, con il 18% delle risposte sono i tedeschi i secondi sul podio degli stakanovisti in vacanza, seguiti dagli americani (16%). Chi invece riesce a staccare la spina dagli impegni lavorativi sono gli spagnoli e i francesi, indicati come quelli che trascorrono meno tempo di tutti al pc.
L’analisi ha confermato che gli italiani sono anche i più cellulare-dipendenti, opinione condivisa da oltre il 76% dei proprietari degli agriturismi che vedono sempre i nostri connazionali a capo chino sui loro device mobili. In vacanza sono invece spagnoli, inglesi e francesi i turisti che abbandonano i cellulari per dedicarsi all’esperienza in agriturismo.E non solo gli italiani sono quelli che trascorrono più tempo al computer o con il loro smartphone, i gestori che hanno risposto all’indagine li hanno indicati anche come i più pigri: il 58% dei rispondenti ha dichiarato che sono proprio loro quelli che richiedono più spesso di avere la colazione oltre gli orari indicati dal servizio. Di contro sono gli americani i più mattinieri seguiti, a sorpresa, dagli spagnoli e, a pari merito, dagli inglesi.
Spesso chi prenota una vacanza in agriturismo approfitta dell’immersione nella natura per fare sport all’aria aperta, grazie ai lunghi sentieri per le camminate, alle piscine o agli spazi esterni dedicati a yoga e ginnastica. L’indagine ha chiesto ai proprietari degli agriturismi la nazionalità dei loro ospiti più sportivi e oltre il 63% di loro ha indicato i tedeschi, seguiti dagli italiani (14%) e dagli americani (5%).
Ma la vacanza in agriturismo non è solo campagna, relax e sport… uno degli elementi più importanti che la caratterizzano è infatti il cibo. Secondo gli oltre 200 proprietari intervistati, sono i tedeschi i turisti più interessati a conoscere le tradizioni culinarie della zona in cui si trovano (38%), insieme agli americani (23%) e agli italiani che, con il 20% delle risposte si confermano delle buone forchette. I tedeschi sono anche gli ospiti che trascorrono più tempo nelle strutture: secondo il 47% dei gestori infatti chi arriva dalla Germania non sceglie l’agriturismo come semplice punto d’appoggio per la propria vacanza in Italia, ma ama trascorrervi le giornate, nelle sale comuni, in piscina o partecipando alla vita della campagna. Di contro, sono i francesi quelli che utilizzano la struttura come base per la sola notte e che si allontanano più spesso, alla scoperta di altre attrazioni al di fuori dell’agriturismo.

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In aumento gli studenti del Sud Italia che scelgono le vacanze all’estero per imparare la lingua

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 Mag 2018

Imparare una lingua straniera è uno degli obiettivi che universalmente accompagnano la vita della maggior parte delle persone, che siano alle scuole elementari o abbiano varcato la soglia della pensione. Secondo una recente statistica, l’Italia è al secondo posto in Europa per numero di studenti delle scuole medie che imparano più lingue straniere, preceduta dal Lussemburgo, dove la scolarizzazione avviene obbligatoriamente sia in francese che in tedesco, registrando il 100% di allievi che studiano due lingue straniere, e dalla Finlandia, dove, dopo l’inglese, lo svedese è obbligatorio come seconda lingua nazionale. Terza appunto l’Italia, il con 95,8% degli studenti alle prese con l’inglese (nettamente sul podio con il 98,1% delle preferenze) e, a seguire, con il francese (scelto dal 65,4% degli studenti).
La meta più ambita resta la Gran Bretagna, scelta dal 39% degli studenti italiani, di tutte le età: “Corsi universitari, Master, vacanze studio e corsi di lingua all’estero sono richiestissimi per migliorare il proprio inglese, soprattutto nei mesi estivi, o per prepararsi ad esami internazionali quali Cambridge o Ielts. Riceviamo richieste da studenti sempre più giovani, a partire dagli 8 anni, che desiderano partecipare a vacanze studio, anche accademiche o intensive. I ragazzi un po’ più grandi, dai 14-15 anni in su, preferiscono invece iscriversi a un trimestre, semestre o addirittura anno scolastico nel Regno Unito, o richiedono talvolta di rimanere per più di un anno in Boarding School per il diploma Ib o A level. Infine stanno aumentando gli studenti universitari e gli adulti che desiderano laurearsi all’estero in Inghilterra o conseguire un Master che dia loro maggiori opportunità lavorative future”. Le destinazioni più richieste per l’Erasmus sono la Spagna, la Francia, la Germania e il Regno Unito. Ci sono poi delle mete in crescita, soprattutto verso l’Europa orientale: analizzando le destinazioni dal 2006 al 2017, si osserva che la mobilità verso gli atenei di quest’area europea ha registrato un incremento medio del 34%. In particolare la Polonia, che ha fortemente intensificato gli scambi con l’Italia.
“A seguire, segnaliamo la mobilità verso i Paesi settentrionali e occidentali, Norvegia, Finlandia, Svezia e Olanda, scelti dall’11% degli studenti, e verso l’Europa meridionale – Repubblica Ceca, Spagna e Portogallo – con un incremento dell’8,4%”, spiega Stefano De Angelis, CEO di Giocamondo, azienda fondata nel 2004 per la progettazione e l’organizzazione di vacanze per ragazzi e senior, in Italia e all’estero. “Altri Paesi europei, che attraggono per la vicinanza all’Italia, sia geografica che culturale, sono Austria – inaspettatamente, dobbiamo riconoscerlo -, Francia, Spagna, Germania e Svizzera”.
La Cina è terza nella classifica del nostro import e ottava per l’export: appare quindi chiaro come sia diventato fondamentale imparare a dialogare con questo importante partner economico, “Senza dimenticare inoltre che il cinese è la lingua più parlata al mondo per numero di madrelingua (circa un miliardo di persone)”. In merito all’arabo, pur essendo gli scambi economici meno rilevanti, va considerato un altro aspetto: “Si tratta della terza lingua più diffusa, con 221 milioni di madrelingua sparsi tra 57 Paesi”, aggiunge De Angelis. Sappiamo bene inoltre quanto, soprattutto negli ultimi anni, gli eventi geopolitici abbiano reso fondamentale il dialogo con il mondo arabo. “Studiare per diventare traduttore può essere un’ottima idea, ma anche per lavorare in settori come la finanza, il giornalismo e il turismo”.
Quanti sono gli studenti italiani che hanno iniziato a studiare queste lingue e queste culture? Dove vanno a studiare e come si organizzano? Quali sono i metodi migliori per apprendere idiomi così distanti, anche a livello fonetico, dal nostro? “Negli ultimi anni abbiamo ricevuto sempre più richieste di corsi di lingua cinese, per questo abbiamo aperto ottimi canali con Shanghai e Pechino. Una fra tante università con cui collaboriamo è la BLCU – Bejing Language and Culture University, ma abbiamo anche partner che si appoggiano ad atenei meno conosciuti, ma non per questo meno validi, come la Chongqing University, proprio nella città di Chongqing. I nostri studenti alloggiano in modernissimi campus universitari o in residenze destinate a studenti, frequentano lezioni il mattino e svolgono attività ricreative o ludiche nel pomeriggio insieme ad altri studenti internazionali. In questo modo sono completamente immersi nella cultura e nella lingua del posto, per coglierne a pieno tutte le sfumature”.Infine è interessante notare come, secondo i dati raccolti da Giocamondo, siano in aumento gli studenti del sud Italia che decidono di partire per studiare una lingua straniera. (fonte: (http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2017/02/23/scuola-italia-al-top-ue-per-lingue-studiate-alle-medie_987f8d53-ccdf-495c-a101-7032d4cd9b05.html)

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Gli italiani vanno in vacanza, e TerzaRepubblica con loro, guardando alla politica con lo stesso distacco e disgusto di sempre

Posted by fidest press agency su martedì, 8 agosto 2017

vacanzeNonostante un presidente del Consiglio rassicurante – condizione necessaria ma non sufficiente, anzi sempre meno sufficiente – e non più un presunto premier arrogante e dividente, nonostante un clima economico indubbiamente meno cupo, la sensazione più diffusa è che il “non governo” prevalga sul “governo” dei problemi, di cui non si analizzano mai le cause ma per i quali si declamano soluzioni per lo più sbagliate e che comunque rimangono lettera morta. Questo sentimento di forte diffidenza da parte dei cittadini è percepito dalla classe politica – più per effetto della sua amplificazione mediatica che per capacità di ascolto degli umori della società – la quale, però, reagisce nel peggiore dei modi: vellica le pulsioni che la sfiducia genera nell’avversione alla politica, al ceto che la pratica e alle istituzioni che la ospitano. Finendo così con l’alimentarla, la sfiducia, in una perversa rincorsa il cui propellente è il populismo. Come hanno fatto notare Angelo Panebianco e Michele Ainis, il Parlamento, mentre tenta maldestramente di rintuzzare il discredito, pare preda di una sorta di cupio dissolvi, un istinto suicida per cui per placare l’odio di massa finisce col porgere la testa al boia. Usare il lessico e assumere le pose dell’antipolitica ne disperato tentativo di salvare la pelle è il miglior modo di lasciarcela.
Prendete la questione dei vitalizi per i parlamentari. L’intervento che è stato votato – non a caso dalle componenti più populiste del nostro sistema politico – oltre ad essere contestabile (anche costituzionalmente) nel merito, inefficace nelle conseguenze (si risparmiano spiccioli) e inutile sul piano sostanziale (i vitalizi erano già stati aboliti nel 2012, e trasformati in un normalissimo sistema previdenziale), è pernicioso proprio sul terreno del rapporto fiduciario con i cittadini, perché conferma loro che i politici sono una casta che si è appropriata di sfacciati privilegi. E questo effetto è molto più forte del messaggio – “noi i privilegi abbiamo il coraggio di toccarli” – che si voleva dare per riconquistare la faccia perduta. Dunque il suicidio è triplo: Camera e Senato fanno male il loro mestiere; si certifica che l’antipolitica e l’antiparlamentarismo hanno ragione di esistere; si alimentano i sentimenti che si vorrebbero soffocare, perché lungi dall’apparire il riparo ad una colpa scontandone la pena, appare agli infuriati una furbata riabilitativa e ai ragionevoli l’ennesimo peccato mortale. E come i vitalizi, sono tanti gli atti di autolesionismo praticati dalla politica, dalla cancellazione delle immunità ai contorcimenti sul finanziamento pubblico dei partiti. Se a questo aggiungete l’impotenza pluridimostrata sulla legge elettorale, l’empasse delle relazioni tra i partiti – tanti disegni tattici, nessuna strategia politica – e le implosioni dentro di essi, a cominciare dal Pd, oltre ad una serie di atteggiamenti ridicoli, come il rapido passaggio dalla Macron-mania alla Macron-fobia (il copyright è di Claudio Martelli) che non ha risparmiato nessuno, il quadro vi apparirà completo e per ciò stesso ancor più deprimente. Ma ci sono almeno altre quattro questioni che concorrono a formare un quadro a tinte fosche mentre andiamo in ferie.
La più sentita dagli italiani è quella relativa all’immigrazione. Qui la benefica risolutezza del ministro Minniti non trova riscontro nelle infrastrutture poste a presidio e nella politica estera. Le prime mostrano non sono solo una carenza dello Stato, ma anche degli enti locali. Cosa che ci porta alla seconda delle quattro questioni, quella del decentramento. Una volta si diceva: meno male che ci sono i sindaci e, almeno in qualche caso, i governatori delle Regioni. Ora la gara a chi fa peggio tra la politica centrale e quella locale non vede alcun vincitore, perché è difficile dire cosa è peggio. E non c’è neppure l’ombra di una proposta, che invece sarebbe indispensabile, che semplifichi la giungla del decentramento, almeno mettendo il tetto minimo dei 5 mila abitanti per i Comuni (ora sono oltre il 70% degli 8mila totali). Ma sono molte le circostanze, non solo quella dell’isolamento che l’Italia patisce in Europa sulla questione della gestione dei flussi di migranti, che rendono chiaro ai cittadini l’inesorabile processo di marginalizzazione internazionale del nostro Paese, dalla Libia al caso Fincantieri. Per carità, è da tempo che siamo marginali, ma mai si è toccata con mano così come ora la nostra totale irrilevanza. La quale è figlia da un lato del crollo verticale della statura e credibilità dei nostri rappresentanti, e dall’altro della tendenza a non prendere mai posizione, pensando che la furbizia ci possa consentire di stare un po’ con tutti. Ma siccome non è così, finiamo per non stare con nessuno: né con l’asse franco-tedesco, né a capo di un fronte opposto (che non esiste), né pro né contro Trump, Putin, i cinesi. Tutto questo si ripercuote anche sull’economia, quarta e ultima questione che pesa sul Paese. Teoricamente dovrebbe essere quella che tinge di rosa la tela scura, ma non è così. Sia chiaro, la ripresa c’è, ed è – questo va riconosciuto – un po’ più consistente di quanto noi stessi avevamo pronosticato. D’altra parte, i più recenti indicatori confermano l’accelerazione della attività produttiva; gli ultimi sondaggi presso le imprese segnalano il riavvio degli investimenti; le prospettive per le esportazioni continuano ad essere favorevoli. Ma, come ha autorevolmente chiarito il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, si tratta di una ripresa congiunturale, non strutturale. E per cancellare l’eredità della crisi più grave e profonda della nostra storia repubblicana, le cui conseguenze sono visibili nei picchi raggiunti dalla disoccupazione, dall’incidenza del debito pubblico sul pil e da quella dei crediti deteriorati sul totale dei prestiti delle banche, serve ben più di una semplice ripresa congiunturale. E che ci sia questa forte precarietà della ripresa economica, il Paese lo percepisce. In particolare lo colgono le sue forze produttive, a cui per oltre due anni è stato raccontato che era già in atto ciò che ancora era di là da venire, e per di più omettendo di dire che il poco che c’era dipendeva non dalle presunte riforme fatte – poche, e per di più sbagliate (80 euro) o parziali (Jobs act, concorrenza) – ma dalla politica monetaria espansiva della Bce e dalla ripresa mondiale. Insomma, siamo dentro una ripresa “geneticamente modificata”, come ha sagacemente scritto Dario Di Vico, in cui imprenditori e lavoratori vedono più ciò che manca (inflazione, occupazione, consumi) rispetto a ciò che c’è. E qui torniamo, conclusivamente, alla politica. Ha contezza di tutto questo? Non è qualunquismo se diciamo: neanche lontanamente. Il governo sembra appagato del miglioramento degli indicatori congiunturali – che saranno branditi nella propaganda immaginando stoltamente di farne strumento di acquisizione del consenso – preoccupato di come rendere non controproducente ai fini elettorali la prossima manovra di bilancio e fatalista circa la dinamica del confronto politico. Un po’ troppo poco per essere l’argine al dilagare del populismo. Il quale trova nuova linfa, mentre i suoi vessilliferi mostrano tutto il loro dilettantismo, proprio dalla sfiducia e dal pessimismo che l’ormai patologica empasse della politica, tanto clamorosa quanto drammaticamente preoccupante per le sorti della stessa democrazia, continua a generare. Ciononostante, buone vacanze. (Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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Stangata per gli italiani in vacanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 agosto 2017

vacanzeSecondo i dati provvisori di luglio resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione registra un aumento dell’1,1% su base annua, dall’1,2 di giugno. “Bene il rallentamento dell’inflazione. Ma per gli italiani in vacanza si è registrata una vera e propria stangata. Chi è andato in ferie, infatti, ha subito aumenti inaccettabili, una speculazione bella e buona. Non è tollerabile che in un solo mese, da giugno a luglio, ci siano stati rialzi del 12,5% per il Trasporto aereo passeggeri, del 13,2% per il Trasporto marittimo, del 21,6% per i Villaggi vacanza e campeggi e del 15,1% per i Pacchetti vacanza nazionali (+15,1%)” ha dichiarato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Solo il trasporto ferroviario è rimasto stabile, mentre gli Alberghi sono calati, anche se su base annua registrano un incremento ragguardevole, del 5,1 per cento” conclude Dona.

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Vacanze a tutti i costi! I debiti degli italiani per un posto al sole

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

vacanzeProdeitalia: il 2,1% ricorre a prestiti di circa 4.000 euro per prenotare una vacanza E’ estate e con il caldo torrido che si fa sentire cresce il desiderio di vacanze. In tempo di crisi, però, spesso sognare un momento di relax diventa un lusso e così sono molti gli italiani disposti a contrarre debiti, anche solo per una settimana di villeggiatura. Da un’indagine condotta dall’Osservatorio Prodeitalia ( HYPERLINK “http://www.prodeitalia.it” http://www.prodeitalia.it), che nell’ultimo anno ha analizzato la situazione economica di circa 200 famiglie assistite, risulta come il 2,1% di queste ricorre a prestiti per poter avere la possibilità di distrarsi e concedersi un momento di riposo. Le famiglie italiane tendono ad utilizzare sempre di più lo strumento del credito per progettare il proprio futuro, una tendenza che ha le sue declinazioni territoriali, ma che è molto evidente lungo tutta la Penisola. “Colui che richiede un prestito per una vacanza è uomo, ha 43 anni e possiede un regolare contratto di lavoro. – Afferma l’Avvocato Francesca Scoppetta, uno degli ideatori del Progetto Prodeitalia – Dal campione analizzato è in aumento anche la domanda da parte di pensionati. In questo caso specifico l’1,4% dichiara di aver usufruito almeno una volta di un prestito per un viaggio. Dalle nostre statistiche emerge come le Regioni considerate tradizionalmente più ricche siano quelle che si indebitano di più anche per una vacanza. In media vengono richiesti 4.000 euro, con rateizzazioni fino a 3 anni. Purtroppo – continua l’Avvocato Scoppetta – abbiamo registrato come siano sempre più frequenti situazioni in cui tali prestiti vanno a gravare o a peggiorare una condizione di indebitamento già esistente. Questo perché il reddito attuale di queste persone appare inadeguato allo stile di vita a cui erano abituati in precedenza e ciò genera frustrazione. In alcuni casi la volontà di non rinunciare a certe abitudini che definiscono un particolare status symbol, genera una spirale senza fine”.
Nasce allo scopo di offrire un aiuto a chi per motivi di salute, economici, organizzativi o di varia natura, non riesce più a onorare i propri debiti. Sulla base della legge 3/2012 che regola il sovraindebitamento e introduce nell’ordinamento giuridico italiano la procedura di esdebitazione, Prodeitalia assiste e aiuta le aziende e i cittadini che, almeno in una prima fase, hanno la necessità di essere guidati. I professionisti che hanno aderito al Progetto offrono le proprie competenze fornendo una prima consulenza gratuita sugli strumenti che la legge mette a disposizione, trovando lo strumento giuridico utile a risolvere il problema e riducendo i debiti fino all’80%.
Ideato dalla squadra di professionisti dell’omonimo Progetto, l’Osservatorio si pone l’obiettivo di rilevare dati sulla crisi economica che non compaiono nelle statistiche istituzionali. Le ricerche, infatti, si basano sulla raccolta e analisi di dati in riferimento alle esperienze concrete dei soggetti intervistati, allo scopo di fornire numeri e informazioni più aderenti possibili alla realtà.

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Vacanze all’estero? Cosa ne pensano gli italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 2 luglio 2017

Andrea LacalamitaIl sito di sondaggi online Surveyeah.com ha intervistato un campione rappresentativo di italiani riguardo le imminenti vacanze per conto di Homepal.it, il primo portale per trovare casa tra privati senza l’intermediazione delle agenzie immobiliari. Rispetto allo scorso anno cresce di mezzo milione il numero di coloro che andranno in vacanza così come aumenta la durata per il 30% degli intervistati.
A sorpresa però ben il 30% del panel ha dichiarato che a causa dei recenti attentati terroristici quest’anno non andrà in vacanza all’estero; le mete che fanno più paura sono il medio oriente (92%) e il nord Africa (80%), seguite dal sud-est asiatico (70%). La destinazione più ambita resta il mare (53%), seguita a pari merito da montagna e città d’arte (11%). A pari merito anche la scelta tra albergo (40%) e casa (38%), quest’ultima preferita per la libertà d’orari e per un risparmio in termini di costi.
Per la ricerca della casa vacanze, il 37% gli italiani preferisce non avere intermediari e prenotare online.Questo vale anche per l’acquisto e l’affitto della prima casa che nel 45% dei casi è stato fatto tra privati.Il desiderio degli italiani se avessero una cifra ingente da spendere nel settore immobiliare? Una villa al mare (52%). “Analizzando i dati abbiamo notato che, in generale, gli italiani sono cautamente più ottimisti riguardo al futuro e tornano a investire nelle vacanze in Italia; questo è un indicatore importante del fatto che il paese piano piano si stia riprendendo” afferma Nicolò Fisogni – Founder di Surveyeah.com”. “Lo stesso ottimismo è riscontrabile nel settore immobiliare” commenta Andrea Lacalamita – Founder di Homepal.it “nel quale le trattative per la compravendita e affitto di immobili sono in crescita. Nel nostro portale il traffico è aumentato del 70% rispetto allo scorso anno e notiamo che c’è forte attenzione ai costi. Piace molto la possibilità di concludere la trattativa direttamente tra privati, ma sempre con la nostra assistenza”.
Nicolo FisogniFondata nel 2014 da Andrea Lacalamita e da un gruppo di manager e imprenditori, Homepal cambia radicalmente il mercato immobiliare permettendo di trovare casa senza avvalersi di un intermediario. La piattaforma guida l’utente in tutti i passaggi – dall’inserimento dell’annuncio alla firma dei documenti – senza intervenire direttamente nella compravendita, ma mettendo a disposizione servizi a valore aggiunto con costi ridotti come a esempio il notaio, le certificazioni, le transazioni assicurate. Homepal nasce dall’unione delle parole “casa” e “pal” (amico, compagno) per rinforzare la sua natura social, con l’obiettivo di stimolare il rilancio del mercato immobiliare, alla base della crescita del nostro Paese. http://www.homepal.it
Surveyeah è un sito di sondaggi online che supporta noti marchi italiani e grandi gruppi internazionali nelle loro ricerche di mercato.
In cambio del tempo impiegato per rispondere ai sondaggi le persone ricevono euro convertibili sul conto PayPal, buoni Amazon, Decathlon, Trony e Zalando oltre a molti altri.
L’azienda aiuta anche studenti e dottorandi a completare le loro tesi trovando le persone che rispondano alle loro ricerche.www.surveyeah.com (foto: Andrea Lacalamita, Nicolo Fisogni)

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