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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘vaccinale’

Zaia in Veneto: No all’obbligo vaccinale

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

zaia“Il Veneto non ha l’obbligo vaccinale e io governo questa ragione da sette anni, senza obbligo vaccinale. Abbiamo scelto di proporre una nuova formula, togliere l’obbligo e parlare con i genitori. Siamo gli unici ad avere un’anagrafe vaccinale digitale, quindi in tempo reale conosciamo bene i nostri dati. Abbiamo un buon rapporto con il Ministero della Sanità e guarda caso nonostante non ci sia l’obbligo vaccinale, come accade peraltro in 15 Paesi europei, tipo Germania, Gran Bretagna eccetera, da noi il 92,6% dei bimbi sono vaccinati, è il dato di quest’ultimo semestre della nostra anagrafe vaccinale, quindi non sono contro il vaccino, ma sono per porre una questione. La questione è che non è più l’era degli obblighi, ma l’era dei dialoghi, dobbiamo parlare con questi genitori”. Così Michele Zaia, governatore del Veneto, intervenuto sui vaccini a Effetto Giorno su Radio 24. Al conduttore che, evidenziando come in altre regioni la copertura sia sotto al 90%, domanda se vi sia la necessità di imporre l’obbligo, Zaia a Radio 24 risponde: “I dati sono sufficientemente alti per non essere nell’ambito della soglia pericolosa sostanzialmente in tutte le regioni. Il vero tema è un altro, i genitori pongono le questioni. Io penso che il dialogo sia fondamentale. Sa qual è la preoccupazione? Che questa azione, che è un’azione coercitiva importante, incentivi l’abbandono ai vaccini. Quindi otterranno l’effetto opposto e questa non è una condizione da poco per una regione come il Veneto del non obbligo ne ha fatto una bandiera”. Alla domanda diretta del giornalista che chiede di chiarire la sua posizione in merito ai vaccini Zaia a Radio 24 risponde: “Se avessi un figlio lo vaccinerei, punto. Il vero problema, le ripeto, è che una regione modello come il Veneto, che non ha l’obbligo vaccinale, come altri 15 paesi in Europa, dimostra che si possono avere gli stessi vaccini, con percentuali molto alte senza avere l’obbligo vaccinale”. Alla replica del giornalista che sostiene che in Italia questo non avviene senza obbligo Zaia sottolinea: “Beh allora chiediamoci perché non avviene, perché non c’è informazione, perché non ci sono i servizi ai genitori e alle famiglie degni di questo nome, perché ci sputtaniamo un sacco di soldi per finanziare regioni che nella sanità l’unica cosa che san fare è fare buchi. Abbiamo tre regioni, quattro regioni che han 5 miliardi di buco nella sanità e che esportano ammalati, questi sono i veri problemi e non quello di mettere le multe ai genitori”.

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Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2015

vaccinazioniAlla vigilia della stagione influenzale, quando l’avvio delle campagne vaccinali e la riapertura delle scuole inducono i mezzi di stampa a intensificare la comunicazione su questi temi, è arrivato dal Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, professor Walter Ricciardi, e dal Presidente e dal Direttore Generale dell’AIFA, professori Sergio Pecorelli e Luca Pani, un monito che non può essere trascurato: la copertura vaccinale nel nostro Paese è al limite della soglia di sicurezza e diventa ormai improcrastinabile l’approvazione del nuovo Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale, già proposto da Ministero della Salute, Consiglio Superiore di Sanità, Istituto Superiore di Sanità e Agenzia Italiana del Farmaco al Tavolo di coordinamento per la prevenzione delle Regioni italiane.Italia Longeva, nel suo ruolo di network scientifico che opera da anni per l’invecchiamento attivo e in buona salute della popolazione, non soltanto si unisce all’invito e all’auspicio di AIFA e ISS, ma ricorda altresì che vaccinarsi non è soltanto “un cosa da bambini”. L’influenza, ad esempio, che colpisce ogni anno 4milioni di persone, ne uccide 8mila; e 8 su 10 delle sue vittime sono pazienti anziani.
“Il vaccino previene, salva la vita e ne migliora la qualità – dichiara il professor Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva e Direttore del Dipartimento di Geriatria, Neuroscienze e Ortopedia del Policlinico A. Gemelli di Roma –. Il più diffuso fra gli ultrasessantacinquenni è il vaccino antinfluenzale, ma la prevenzione per i nostri nonni non si limita ai mali di stagione: ci si può utilmente vaccinare anche contro l’herpes zoster – il cosiddetto fuoco di Sant’Antonio, una patologia molto seria che provoca dolore continuo e che può ripresentarsi più volte nella vita – e anche contro la polmonite originata dallo pneumococco, che solo in Italia causa ogni anno più di 9mila decessi”.La prevenzione può abbattere questi numeri e ridurre anche i costi – sostenuti dai singoli pazienti e dalla collettività – legati a diverse patologie dell’anziano: “Per ogni euro investito nelle vaccinazioni – conclude infatti Bernabei – se ne risparmiano quattro. Difficile, quindi, immaginare un impiego di risorse più saggio nell’ambito della sanità. Il consiglio, rivolto a ogni anziano e alla propria famiglia, è quello di rivolgersi al proprio medico o al geriatra per farsi indicare la lista di vaccinazioni più adeguata alla propria età e alla propria condizione clinica”.

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Pediatria: Calendario vaccinale per la vita

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 marzo 2012

Fimp, Fimmg e Siti hanno messo a punto una proposta di “Calendario vaccinale per la vita” che prevede una copertura continua, da zero a cent’anni, superando le distinzioni tra soggetti “sani” o a rischio, età o particolare condizione di fragilità, con l’inclusione di tutti i vaccini utili alla promozione di un ottimale stato di salute. Si ricorda che il 2012 è stato designato dall’Unione Europea come l’anno dell’Invecchiamento Attivo e della Solidarietà Intergenerazionale. Accogliendo con soddisfazione la notizia di pochi giorni fa riguardante l’approvazione definitiva del Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2012-2014, i promotori si auspicano che il loro progetto sia di aiuto per una ancora più lungimirante politica di prevenzione. “Il 22 febbraio 2012 è stato approvato come Intesa Stato-Regioni il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2012-2014. Esso rappresenta uno strumento chiave per la gestione delle politiche vaccinali in tutto il Paese, garantendo l’omogeneità di offerta e l’equità di accesso alla prevenzione vaccinale. Ben venga l’iniziativa di FIMP, FIMMG e SItI, come opportunità per mantenere viva l’attenzione sulle vaccinazioni. Allo stesso tempo, il confronto tra le società scientifiche e con le Autorità competenti per la promozione delle migliori evidenze scientifiche in campo vaccinale, rappresenta una risorsa per futuri aggiornamenti del Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale.” Ha affermato Stefania Iannazzo, Direzione Generale della Prevenzione Ministero della Salute. Tra le indicazioni inserite nel progetto c’è la richiesta di ripetere nel tempo quelle vaccinazioni per cui la risposta immunitaria si affievolisce; di puntare a vaccinare tutti i soggetti che sono sfuggiti alla rete vaccinale nei primi anni di vita, per patologie che nell’adolescenza e in fase adulta possono comportare complicanze; di raggiungere una copertura vaccinale omnicomprensiva allo scopo di salvaguardare, oltre al singolo, la popolazione generale. “L’iniziativa è nata dalla scorta di molteplici esigenze: prima di tutto dalla necessità condivisa di un
rilancio delle vaccinazioni, non solo nell’ambito pediatrico ma, anche in quello della medicina generale, in un contesto storico successivo all’esperienza della pandemia da virus H1N1 che, ha portato un calo dell’attenzione popolare all’importanza della pratica vaccinale. In seconda istanza dalla necessità di condividere un calendario vaccinale ottimale, suffragato da un’attenta e precisa analisi scientifica come punto di arrivo della migliore offerta possibile da sottoporre all’attenzione delle Istituzioni, da sempre deputate all’emanazione dei calendari nazionali e regionali. Infine dalla necessità di promuovere una cultura vaccinale omogenea nella classe medica senza distinzione dei ruoli di assistenza e dei servizi o nelle fasce di età che si dovrebbero tutelare.” Ha dichiarato Giuseppe Mele, Presidente FIMP – Federazione Italiana Medici Pediatri “Il Calendario Vaccinale per la Vita rappresenta un momento importante di condivisioni fra le Associazioni che lavorano sul territorio, non è solamente un esercizio culturale scientifico ma, rappresenta anche un punto di inizio di una collaborazione tra pediatri, medici di famiglia e specialisti ambulatoriali che vede proprio oggi unite a Roma le proprie Segreterie Nazionali in un evento in contemporanea a questo”. Ha detto Giacomo Milillo, Segretario Generale FIMMG – Federazione Italiana Medici di Medicina Generale. “Non si è mai né troppo giovani né troppo anziani per vaccinarsi”. Hanno spiegato il prof Carlo Signorelli e il dottor Michele Conversano della Società Italiana di Igiene (SItI), sottolineando come le buone pratiche vaccinali inizino nella primissima infanzia, continuino nell’adolescenza e nell’età adulta e interessino gli anziani con l’antinfluenzale e l’antipneumococcica. “Nel rallegrarci dell’approvazione definitiva del Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2012-2014, avvenuta qualche giorno fa da parte della Conferenza Stato-Regioni, confermiamo l’intenzione della SItI di continuare a farsi promotrice della diffusione delle più recenti evidenze scientifiche nel campo della prevenzione immunitaria con strumenti come questo Calendario vaccinale per la vita.(Stefano Sermonti)

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Campagna vaccinale contro il Papillomavirus (HPV)

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 novembre 2010

Bergamo. Dal 9 novembre inizierà anche agli Ospedali Riuniti di Bergamo la campagna vaccinale per la prevenzione delle patologie connesse al Papillomavirus umano (HPV), l’agente responsabile del tumore al collo dell’utero e di altre malattie che interessano soprattutto la sfera femminile. Tutte le donne tra i 13 e i 45 anni potranno usufruire di questa importante opportunità di prevenzione attraverso un servizio che comprende, oltre alla vaccinazione anti HPV, anche una valutazione ginecologica.  Il tutto a un costo ridotto rispetto all’acquisto diretto delle tre dosi, da effettuare nell’arco di 6 mesi. Grazie a un accordo sottoscritto tra Regione Lombardia e aziende farmaceutiche, ogni dose costa un terzo del prezzo pieno e cioè 66 Euro e 65 centesimi, mentre la valutazione ginecologica prevede il ticket, ad eccezione delle pazienti tra i 13 e i 14 anni. “Questo servizio offre di fatto alle donne la possibilità di scegliere in piena consapevolezza e con la guida dei nostri professionisti quale sia la via migliore da seguire per proteggere la propria salute – ha spiegato Luigi Frigerio, primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia degli Ospedali Riuniti -. Il Papillomavirus umano è un virus molto comune che si trasmette per via sessuale, la cui diffusione è massima tra i giovani, sia donne che uomini. È la causa del tumore del collo dell’utero che, ancora oggi, rappresenta la seconda causa di morte per cancro tra le giovani donne tra i 15 e i 44 anni, ma anche di altre forme tumorali a carico della vulva, della faringe e del cavo orale, dell’ano e del pene e dei condilomi genitali. Pur non sostituendo il ruolo fondamentale svolto dalla diagnosi precoce attraverso il pap test, per prevenire queste malattie l’unica mossa vincente per le donne è rappresentata dalla vaccinazione, che è in grado di creare uno scudo contro i 4 ceppi più diffusi e aggressivi del virus HPV”.  È il cosiddetto vaccino quadrivalente, che protegge contro i due ceppi virali responsabili del 70% dei tumori al collo dell’utero e del 90% delle verruche genitali. È l’unico ad essere risultato efficace nelle donne fino a 45 anni di età e ad aver dimostrato la sua efficacia su casi di recidive, ossia sulla prevenzione in donne che sono già state trattate per patologie da HPV correlate.
Le donne interessate ad usufruire di questo servizio offerto dagli Ospedali Riuniti potranno fissare un appuntamento per la valutazione ginecologica e la somministrazione della prima dose del vaccino, contattando il Call Center regionale al numero 800.638.638, attivo dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20. Non è necessaria l’impegnativa del medico e le ragazze minorenni dovranno essere accompagnate da un genitore. Le bambine con meno di 12 anni devono invece rivolgersi all’ASL e per loro le prestazioni sono totalmente gratuite

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Al via campagna vaccinale contro l’influenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 settembre 2010

Il primo di ottobre le Regioni possono dare il via all’immunizzazione contro l’influenza e le farmacie attendono le prime dosi già per la settimana in corso. Lo assicurano Gianni Rezza, direttore del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità e Annarosa Racca, presidente di Federfarma. Secondo le indicazioni contenute nella circolare del ministero della salute, dalla fine della settimana le Regioni sono dunque abilitate a mettere in moto la macchina organizzativa rendendo disponibili le dosi di vaccino sia nelle strutture sanitarie, sia negli studi dei medici di famiglia sia nelle farmacie. Nel mese di ottobre il grosso della campagna vaccinale sarà completato e anche quest’anno il ministero raccomanda l’uso della profilassi per anziani, malati cronici e categorie professionali a rischio. I vaccini disponibili sono numerosi e ogni Regione ha fatto bandi per il loro acquisto. A seconda delle indicazioni mediche c’è un tipo di vaccino con adiuvante, raccomandato alle persone con più di 65 anni; un tipo senza adiuvante e uno intradermico «La popolazione – ha spiegato Racca – sarà informata come ogni anno tempestivamente dell’arrivo dei vaccini. Lo facciamo con i cartelli sulle vetrine ma anche con la comunicazione in farmacia. Il vaccino è una straordinaria protezione – ha concluso – ricordo anni fa quando intere famiglie restavano a letto. Ora grazie al vaccino si risparmiano giorni di lavoro e di scuola ma anche tante sofferenze». Il vaccino antinfluenzale, a seconda delle disposizioni regionali, può essere acquistato in farmacia, non appena ci sarà la pubblicazione del relativo decreto dell’Agenzia Italiana del farmaco in Gazzetta Ufficiale, ma per alcune categorie che hanno diritto al farmaco gratuitamente come gli anziani o i malati cronici, se è stato sottoscritto un accordo in questo senso, è possibile trovarlo direttamente negli studi dei medici di famiglia.

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L’Emea tranquillizza sulla sicurezza del vaccino

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2009

L’Emea va per la sua strada, e sta rendendo più celere il processo di approvazione del vaccino mirato contro il virus A/H1N1, ribadendo che sarà comunque un prodotto sicuro, e disponibile quando servirà. Già alcuni Paesi, fra cui Gran Bretagna, Grecia e Francia, pensano di iniziare a utilizzarlo il prima possibile. E se i ricercatori delle quattro case farmaceutiche che stanno lavorando sui ceppi del virus sembrano sempre più vicini a concludere il loro lavoro, l’Emea “sta consentendo alle compagnie di bypassare i trial sull’uomo su vasta scala”, si legge sul quotidiano britannico Guardian. Tutto si deve all’allarme suscitato a suo tempo dall’influenza aviaria. In quell’occasione l’Ente aveva disegnato un protocollo per dare una corsia preferenziale all’approvazione di un vaccino mirato anti-pandemia. L’idea era condurre la maggior parte dei test prima di una pandemia, in modo che le aziende potessero inserire in seguito il virus pandemico nel vaccino quasi pronto, e procedere con una pre-registrazione “al buio” (in gergo tecnico mock-up). Quando le prime dosi saranno pronte, insomma, l’Emea le approverà per lo più basandosi sui dati dell’agente dell’influenza aviaria, simile sia nella sigla sia per la struttura all’H1N1 (H5N1). L’agenzia poi richiederà un continuo e regolare aggiornamento sugli effetti del vaccino. La sicurezza, garantisce l’Emea, non è a rischio. “Tutto è fatto nel migliore dei modi in una situazione che è lontana dall’essere ideale. Con l’approssimarsi della stagione invernale – ha detto un portavoce dell’Agenzia del farmaco europea – dobbiamo essere sicuri che il vaccino sia disponibile”. Ma Keiji Fukuda, vicedirettore generale dell’Oms, in questi giorni mette in guardia sui potenziali pericoli di vaccini non testati. E gli Stati Uniti hanno scelto una via più prudente, cercando diverse migliaia di volontari per testare la sicurezza del vaccino, a partire da agosto. I risultati saranno pronti in tempo per la campagna vaccinale di ottobre

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