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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘vaccinare’

Covid-19, ecco perché vaccinare gli adolescenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 giugno 2021

Dieci risposte ad altrettanti “perchè”, pensate per far comprendere ai genitori dei ragazzi tra i 12 e i 16 anni, l’importanza di vaccinare i propri figli contro la Covid-19. Questo lo spirito del decalogo proposto dalla Federazione italiana medici pediatri (Fimp), presentato in occasione di un webinar formativo.Questo il decalogo dei pediatri di famiglia rivolto ai genitori sul perché vaccinare un figlio adolescente contro Covid-19: – per evitare una malattia potenzialmente pericolosa per sè e per gli altri; – per evitare i rari decessi; – per evitare i ricoveri per complicazioni; – per evitare le conseguenze a distanza (Long Covid); – per evitare che interrompa la frequenza della scuola; – per evitare che interrompa le sue attività sociali; – per evitare che contagi parenti anziani o fragili non vaccinati o che non hanno risposto adeguatamente alla vaccinazione; – per evitare che contagi compagni di scuola o amici fragili non vaccinati o che non hanno risposto adeguatamente alla vaccinazione; – per contribuire al controllo della pandemia contenendo la circolazione del SARS-CoV-2 e il rischio di sviluppo di nuove varianti; – perché se ben spiegato, con il contributo del suo pediatra, lo accetterà con consapevolezza.

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Vaccinare ogni bambino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2011

Mentre i leader mondiali si preparano ad incontrarsi a Londra in occasione della conferenza dell’Alleanza GAVI prevista per la prossima settimana, l’UNICEF invita i donatori a sostenere un impegno globale per vaccinare e salvare milioni di bambini entro il 2015. L’UNICEF ha sottolineato che il miglior utilizzo dei fondi per i vaccini è quello di sostenere i programmi che raggiungano prioritariamente i bambini attualmente esclusi da questi semplici vaccini salvavita. Oggi un bambino su cinque non viene vaccinato. “Noi abbiamo i vaccini e l’esperienza tecnica per salvare milioni di bambini,” ha detto Anthony Lake, Direttore generale dell’UNICEF, che sarà a Londra per la conferenza. “Ora dobbiamo abbinare la nostra conoscenza con il nostro impegno per aiutare i più poveri, i bambini più vulnerabili. Nessuna campagna di vaccinazione può dirsi pienamente riuscita se esclude i più difficili da raggiungere” L’UNICEF è nella posizione unica di essere coinvolto in ogni fase del processo di vaccinazione, fornendo vaccini al 56% dei bambini del
mondo e lavorando sul campo in oltre 150 paesi. L’UNICEF è uno dei soci fondatori dell’Alleanza GAVI, che terrà una conferenza a Londra il prossimo 13 giugno; in occasione di questo meeting si spera che i paesi donatori sottoscriveranno impegni precisi per finanziare i vaccini fino al 2015. Oltre ad ampliare la rete per raggiungere tutti i bambini, l’attenzione deve essere data anche all’introduzione di nuovi potenti vaccini per paesi che non hanno accesso ad essi. La polmonite e la diarrea causano un terzo di tutti i decessi infantili, ed ora esistono nuovi vaccini contro alcune cause di queste malattie letali. L’Alleanza GAVI, l’UNICEF e i suoi partner vogliono salvare quattro milioni di bambini in più entro il 2015, mettendo in atto questi nuovi vaccini. Nonostante i significativi progressi nella riduzione della mortalità infantile, quasi due milioni di bambini continuano a morire ogni anno per malattie prevenibili mediante le vaccinazioni. Nel 2010 l’UNICEF ha fornito, a nome della GAVI e dei governi dei paesi in via di sviluppo, circa 2,53 miliardi di dosi di vaccini nuovi e tradizionali del valore di 750 milioni di dollari USA. L’UNICEF è l’agenzia leader per l’approvvigionamento dei vaccini in tutto il mondo, con la sua Supply Division con sede a Copenaghen. Il lavoro di approvvigionamento dell’UNICEF è basato su una strategia onnicomprensiva di sicurezza del vaccino, che implica: la collaborazione con molteplici fornitori preselezionati dall’OMS per scoraggiare monopoli; una accurata previsione pluriennale che comprenda la possibilità di negoziare prezzi vantaggiosi e possa garantire una adeguata fonitura di vaccini; la consegna sicura e tempestiva dei vaccini nei paesi.

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Donne in gravidanza: vaccinatevi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 gennaio 2011

“Le donne in gravidanza possono sottoporsi alla vaccinazione anti-influenzale senza timori. Non è stata evidenziata nessuna relazione causa-effetto fra l’impiego di questo strumento di prevenzione e difetti congeniti del nascituro. La sua somministrazione è raccomandata nel secondo e terzo trimestre di gestazione”. La Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) sottolinea come la vaccinazione possa essere un vantaggio non solo per la donna, ma anche per il nascituro. “è una misura efficace nell’80% dei casi – spiega il prof. Nicola Surico, presidente della SIGO -, inoltre conferisce immunità ai piccoli nati da madri vaccinate in gravidanza. La campagna di prevenzione è iniziata all’inizio di ottobre, ma non è troppo tardi per aderire: sono necessari circa 15 giorni prima di ottenere una copertura completa, per cui chi si vaccina adesso può non essere ancora protetto quando il virus comincerà a circolare con maggior vigore, tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio”. Se lo scorso anno il virus A/H1N1 è stato l’unico protagonista e ha provocato una vera e propria pandemia, quest’anno è accompagnato da altri due “ceppi”, entrambi di origine australiana, mantenendo tuttavia la sua caratteristica di estrema aggressività. “Contrariamente alla Gran Bretagna – conclude il prof. Surico -, dove l’influenza ha già raggiunto il suo picco causando decine di morti, in Italia l’epidemia sta seguendo un corso regolare. La fascia d’età più colpita si conferma quella dei bambini da 0 a 4 anni, seguita dai piccoli dai 5 ai 14 anni, dai 15-64enni, infine dagli over 65”.

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Il rischio rabbia non è finito

Posted by fidest press agency su sabato, 30 ottobre 2010

Siamo senza nuovi casi accertati da poco più di un mese e mezzo, ma non possiamo dirci fuori dall’emergenza rabbia. Questo il messaggio che il SIVELP vuole indirizzare a tutti i possessori di animali. La normativa vigente impone infatti l’obbligo di vaccinare e mantenere la copertura con i prescritti richiami, generalmente a 11 mesi dalla prima inoculazione. I confini dell’area, a suo tempo individuata come area a rischio, non sono stati modificati. Il Sindacato dei Liberi Professionisti ricorda che la profilassi è obbligatoria per i cani e consigliata anche per i gatti, in particolar modo nelle aree dove la patologia ha fatto registrare il maggior numero di decessi. La rabbia infatti, pur diffondendosi per contatto diretto e quindi con una rapidità assai minore rispetto ad altre malattie (quali ad esempio l’influenza), costituisce un rischio potenziale per i cittadini, essendo trasmissibile all’uomo e, purtroppo, invariabilmente mortale se non trattata immediatamente dopo il contagio (55.000 decessi all’anno nel mondo).

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Perplessità francesi sul vaccino A

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2009

Mentre in Italia ancora si attende che il Consiglio superiore di sanità formuli i pareri sulla vaccinazione contro l’influenza A a bimbi e ragazzi fra i 2 e i 18 anni d’età e alle donne incinte. I medici francesi si dichiarano perplessi sul vaccino pandemico. Quasi un operatore sanitario su 10 (9,6%) non si farà immunizzare contro il virus H1N1, e il 28,6% dice di non aver ancora deciso cosa fare. A tastare il polso ai medici francesi alle prese con la nuova influenza è un’indagine pubblicata dal settimanale L’Express, condotta intervistando 4.752 fra medici e infermieri tra il 27 luglio e il 6 settembre. Il sondaggio, realizzato dallo Spazio Etico dell’Assistenza pubblica ospedaliera di Parigi, rileva che più di un terzo del personale sanitario coinvolto “esita o rifiuta” di sottoporsi all’iniezione. “L’inchiesta mostra che la decisione di farsi vaccinare non va da sé”, sottolinea Marc Guerrier, direttore aggiunto dello Spazio etico. E, anche se il campione non è rappresentativo dell’intera categoria, permette di tastare il polso a un gruppo di persone particolarmente vicine alla questione. Ebbene, la preoccupazione più grande dei medici scettici riguarda gli effetti collaterali del vaccino. Secondo i contrari, infatti, il siero in arrivo – concepito secondo tecniche nuove e con un sistema rapido – sarà commercializzato dopo pochissimi controlli, tanto che un medico arriva ad affermare di non essere affatto convinto della sua innocuità. E qualcuno ricorda che anche la stessa Organizzazione mondiale.

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