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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Posts Tagged ‘vaccinati’

Covid-19, quanto possono infettare i vaccinati?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 aprile 2022

Chi è vaccinato può ammalarsi di Covid-19, ma ha una capacità fino a 5 volte più bassa rispetto ai non vaccinati di trasmettere a sua volta l’infezione. Per ottenere questo risultato con la variante Delta erano sufficienti due dosi di vaccino, mentre con Omicron ne servono tre. È quanto emerge da uno studio condotto dall’università di Ginevra e pubblicato su Nature Medicine. La ricerca ha confrontato la carica virale infettiva di 118 campioni prelevati a pazienti infettati dal virus di Wuhan, 293 dalla variante Delta e 154 dalla variante Omicron BA.1. I ricercatori non si sono limitati ad analizzare la quantità di materiale genetico del virus presente nei campioni, un valore fornito dall’esame usato comunemente nei tamponi molecolari (la PCR), ma hanno misurato la quantità di virus che fosse realmente in grado di infettare le cellule. La PCR, infatti, “è molto efficace per identificare le persone infette ma non indica se sono infettive, cioè capaci di trasmettere il virus ad altri”, ha spiegato in una nota Isabella Eckerle, a capo del Centro per le malattie virali emergenti dell’ateneo svizzero. Lo studio ha innanzitutto scoperto che la quantità di materiale genetico del virus quasi mai corrispondeva alla capacità infettiva. Il team ha poi rilevato che nel complesso, la carica virale infettiva del gruppo Delta era 2,2 volte più alta rispetto a quella del gruppo infettato con il virus originale. Tuttavia, le persone infettate da Delta che avevano ricevuto due dosi di vaccino a mRNA avevano una carica virale infettiva 4,78 volte più bassa rispetto alle persone non vaccinate. “Per la coorte Omicron, contrariamente a quanto si può presumere data la sua rapida diffusione, la carica virale infettiva era complessivamente inferiore a quella della coorte Delta”, ha aggiunto Eckerle. Inoltre, per Omicron occorrevano tre dosi di vaccino per ottenere una riduzione della carica virale infettiva, che in questo caso era di 5,3 volte rispetto ai non vaccinati. Per i ricercatori, lo studio conferma la capacità del vaccino di limitare la capacità di trasmissione del virus. Resta da capire perché Omicron sia così contagiosa nonostante la bassa carica virale infettiva: “Non lo sappiamo ancora, ma i nostri dati suggeriscono che sono in gioco altri meccanismi infettivi”, spiega una delle autrici dello studio, Pauline Vetter. (fonte Doctor33)

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Dal 1° febbraio 100 euro di sanzione dall’Agenzia delle entrate per gli over 50 non vaccinati

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2022

Una sanzione da 100 euro “una tantum” per chiunque compia 50 anni entro il 15 giugno prossimo, non solo lavoratori, che dal 1° febbraio prossimo non saranno in regola con l’obbligo vaccinale: a prevederlo è il decreto licenziato dal Consiglio dei ministri che impone nuove regole nella gestione del Covid. Fonti di Palazzo Chigi assicurano che la sanzione si applicherà una volta sola. “Può essere anche una somma simbolica, ma non è comunque lo stesso accettabile – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché anziché migliorare le strutture e l’organizzazione, si continua a pensare che le limitazioni, le sospensioni e le punizioni possano essere la soluzione al problema del Covid-19. Come abbiamo fatto con il Green Pass e l’obbligo vaccinale, impugneremo anche questa sanzione che reputiamo altrettanto illegittima: con i legali di Radamante la faremo annullare, come lo stesso obbligo vaccinale per gli over 50 rivolto a tutti i cittadini italiani e residenti stranieri, magistrati inclusi”.La sanzione da 100 euro, spiega la stampa specializzata, sarà irrogata dall’Agenzia delle entrate a tutti i cittadini residenti in Italia che “abbiano compiuto il cinquantesimo anno”: si irrogherà attraverso l’incrocio dei dati della popolazione con quelli risultanti nelle anagrafi vaccinali regionali o provinciali. Sono esentati coloro che si trovano in “accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico”. Inoltre, dal 15 febbraio 2022, per tutti i lavoratori (pubblici e privati) e i liberi professionisti, sempre di almeno 50 anni, scatterà l’obbligo del possesso del Green Pass rafforzato per l’accesso al luogo di lavoro: ne consegue che chi oggi non è ancora vaccinato dovrà effettuare la prima dose del vaccino entro il 31 gennaio per ottenere un Green Pass rafforzato valido a partire dal 15 febbraio: per chi non è in regola è prevista una sanzione da 400 a 1.000 euro. La stessa sanzione si applica al soggetto tenuto a controllare il possesso del Green Pass se omette il controllo.

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L’Unione europea è l’area più vaccinata al Mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 1 gennaio 2022

I numeri sono lì a dimostrare che l’Unione europea è l’area che fa più vaccinazioni al Mondo. Infatti, il 69% della popolazione comunitaria è stata vaccinata con due dosi, mentre la media mondiale è del 48%, inoltre, la UE esporta vaccini in tutto il mondo, in particolare in quelli a basso e medio reddito.E’ il risultato del lavoro della Commissione europea che, nonostante le ingiustificate critiche iniziali, ha continuato a coordinare l’acquisto dei vaccini anti Covid 19, distribuendoli ai Paesi membri.E’ in corso, dal maggio scorso, il terzo programma di acquisto di dosi di vaccini che prevede, tra l’altro, l’acquisto di 1,8 miliardi di dosi di vaccino Pfizer, oltre a contratti con altre case farmaceutiche. In considerazione delle attuali e delle nuove varianti del virus SARS-CoV-2, la Commissione e gli Stati membri stanno negoziando nuovi accordi con le imprese già incluse nel portafoglio di vaccini dell’UE, che consentirebbe di acquistare rapidamente vaccini adattati in quantità sufficienti a rafforzare e prolungare l’immunità.L’obiettivo è immunizzare l’intera popolazione comunitaria, sempre che gli Stati membri attivino rapidamente le procedure di vaccinazione.Primo Mastrantoni, Aduc

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Unc: prezzo fisso per Ffp2 e tamponi gratis per vaccinati

Posted by fidest press agency su martedì, 28 dicembre 2021

Il presidente del Consiglio Mario Draghi alla conferenza stampa di fine anno ha dichiarato che domani verranno discusse nella cabina di regia sia la questione dell’uso obbligatorio di mascherine Ffp2 in certi ambienti chiusi che dei tamponi per i vaccinati. “Non entriamo nel merito delle eventuali decisioni che saranno prese, ma certo se la mascherina Ffp2 diventerà obbligatoria dovrà essere fissato il prezzo come è stato fatto per la chirurgica, per prevenire possibili speculazioni e perché è giusto siano somministrate a un prezzo calmierato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Quanto ai tamponi, se dovranno farli anche i vaccinati, dovranno essere gratuiti, specie per chi ha ricevuto già la terza dose” conclude Dona.

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Covid-19, infezioni in soggetti vaccinati rare ma possibili

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 ottobre 2021

In uno studio pubblicato su Lancet Infectious Diseases, i ricercatori della Yale School of Medicine hanno esaminato le infezioni da Covid-19 “breakthrough”, ovvero che si verificano in persone completamente vaccinate. «Negli Stati Uniti, la pandemia di Covid-19 è iniziata 18 mesi fa. Nel dicembre 2020 sono iniziate le vaccinazioni, che hanno notevolmente ridotto il tasso di infezione, ma sono state comunque osservate infezioni, sebbene rare, in individui completamente vaccinati» spiega Prerak Juthani, primo nome dello studio.I ricercatori hanno esaminato i dati riguardanti 969 pazienti, che sono risultati positivi a Sars-CoV-2, ricoverati tra marzo e luglio 2021 e inclusi nel database Yale New Haven Health. Dei 969 pazienti, 54 erano completamente vaccinati al momento del ricovero o dell’insorgenza dei sintomi. Di questi 54 individui, 14 hanno avuto malattia grave e quattro hanno avuto necessità di un ricovero nell’unità di terapia intensiva. L’analisi dei dati ha mostrato che la maggior parte delle infezioni breakthrough più gravi si sono presentate in anziani con un’età media pari a 80,5 anni, e che presentavano altri fattori di rischio, quali obesità o diabete. «Quando abbiamo iniziato ad analizzare i dati dei 14 pazienti completamente vaccinati che avevano una patologia grave, abbiamo notato che queste persone tendevano ad essere più anziane e con più comorbilità. Stiamo lavorando per comprendere meglio quali ulteriori fattori possano essere coinvolti nello sviluppo di gravi infezioni da Covid-19 dopo la vaccinazione, in modo da poter identificare strategie per prevenire questi casi in futuro nella popolazione» afferma Juthani. I ricercatori sottolineano che, anche se questo studio si è concentrato sulle infezioni breakthrough, è importante notare che oltre il 94% dei pazienti ricoverati non era stato completamente vaccinato al momento del ricovero, e che i loro dati confermano ancora una volta che i vaccini sono estremamente efficaci. (fonte: Farmacista33)

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Covid-19, infezioni tra i vaccinati rare ma possibili. Ecco in quali casi

Posted by fidest press agency su martedì, 21 settembre 2021

In uno studio pubblicato su Lancet Infectious Diseases, i ricercatori della Yale School of Medicine hanno esaminato le infezioni da Covid-19 “breakthrough”, ovvero che si verificano in persone completamente vaccinate. «Negli Stati Uniti, la pandemia di Covid-19 è iniziata 18 mesi fa. Nel dicembre 2020 sono iniziate le vaccinazioni, che hanno notevolmente ridotto il tasso di infezione, ma sono state comunque osservate infezioni, sebbene rare, in individui completamente vaccinati» spiega Prerak Juthani, primo nome dello studio.I ricercatori hanno esaminato i dati riguardanti 969 pazienti, che sono risultati positivi a Sars-CoV-2, ricoverati tra marzo e luglio 2021 e inclusi nel database Yale New Haven Health. Dei 969 pazienti, 54 erano completamente vaccinati al momento del ricovero o dell’insorgenza dei sintomi. Di questi 54 individui, 14 hanno avuto malattia grave e quattro hanno avuto necessità di un ricovero nell’unità di terapia intensiva. L’analisi dei dati ha mostrato che la maggior parte delle infezioni breakthrough più gravi si sono presentate in anziani con un’età media pari a 80,5 anni, e che presentavano altri fattori di rischio, quali obesità o diabete. «Quando abbiamo iniziato ad analizzare i dati dei 14 pazienti completamente vaccinati che avevano una patologia grave, abbiamo notato che queste persone tendevano ad essere più anziane e con più comorbilità. Stiamo lavorando per comprendere meglio quali ulteriori fattori possano essere coinvolti nello sviluppo di gravi infezioni da Covid-19 dopo la vaccinazione, in modo da poter identificare strategie per prevenire questi casi in futuro nella popolazione» afferma Juthani. I ricercatori sottolineano che, anche se questo studio si è concentrato sulle infezioni breakthrough, è importante notare che oltre il 94% dei pazienti ricoverati non era stato completamente vaccinato al momento del ricovero, e che i loro dati confermano ancora una volta che i vaccini sono estremamente efficaci. (fonte: doctor33)

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Vaccinati covid oltre il 70%. Ce l’abbiamo fatta? No!

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 settembre 2021

Oltre il 70% degli italiani è vaccinato (1 o 2 dosi) e si diffonde un senso di sicurezza e di “ritorno” alla normalità (sono anche tornati a livelli percentuali “normali” gli incidenti stradali, i furti, le violenze di vario tipo, e i consumi sono sulle percentuali altalenanti tipiche). “Ritorno” che implica anche un certo abbassamento del livello individuale di guardia, nonché le tolleranze verso gli inadempienti da parte delle autorità… a parte la super-sorveglianza del green pass, ché è un “giochino” nuovo. E le “esuberanze” degli anti-vax e anti green pass sono più circoscritte, quasi relegate ai social e, come sempre accade nelle minoranze ideologizzate, con la crescita di manifestazioni di “violenza proto-terroristica” (assalti ai centri vaccinali, minacce a personale sanitario, etc). Tutto nella giusta direzione? No, non va bene. Non si tratta della ricerca di una perfezione (impossibile in ogni dove, soprattutto in regimi democratici), ma del fatto che ancora oggi i non-vaccinati costituiscono un problema per il sistema sanitario e per i vaccinati (che non sono immuni al 100%). I dati di infezioni e ricoveri sono preoccupanti… e siamo alla vigilia dell’autunno, presumibilmente non di grande ostacolo al virus.Come ci sono altri vaccini obbligatori non contestati, non si capisce perché si deve contestare l’anti-covid. Certo, gli aspetti scientifici… ma lasciamo ragionare gli scienziati con chi ci amministra, che decide di conseguenza. Nell’opinione pubblica è bene che se ne discuta, ma lo Stato non deve decidere in base a quel che dice l’opinione pubblica, bensì in base a ciò che dice la scienza, che al momento sembra tendere verso l’obbligo.Auspichiamo che la saggezza di chi ci governa prenda (come sembra) questa strada e, soprattutto, non usi forme estreme contro chi si oppone, che va convinto per vincere insieme contro il virus, e non combattuto. Vincenzo Donvito, Aduc

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Scuola: Sbagliati i numeri dei dipendenti non vaccinati

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2021

Sui numeri dei vaccinati tra il personale della scuola “c’è qualcosa che non quadra, è evidente”, scrive oggi la rivista specializzata Orizzonte Scuola. Cosa è potuto succedere? “C’è un’ipotesi al vaglio: quelli che molti docenti e Ata abbiano evitato la somministrazione di AstraZeneca (siero destinato alle categorie prioritarie) per aspettare di sottoporsi al vaccino tramite Pfizer. In altre parole avrebbero evitato di effettuare le due dosi prioritariamente, ma hanno aspettato giugno, quando la campagna vaccinale si è aperta per tutti. Probabilmente, dunque, alcuni (soprattutto in Sicilia dove il caso AstraZeneca ha creato non poche perplessità) hanno deciso di prenotarsi successivamente evitando la corsa preferenziale a loro dedicato. Adesso, dunque, sta alle Regioni racimolare tutte le informazioni utili ed evitare il caos in vista della riapertura delle scuole”.Anche il commissario per l’emergenza Covid19, il generale Francesco Paolo Figliuolo, ha compreso che sui numeri dei vaccinati ci sono delle contraddizioni e ha chiesto alle Regioni entro il 20 agosto un rapporto numerico dettagliato su quanti ancora non sono stati vaccinati nell’intero comparto. Ma per i governatori recuperare i dati di quanti si sono vaccinati, associando per ognuno allo stato professionale, non sarà facile. Ancora di più perché vi sono delle realtà territoriali fortemente differenziate. Il 43% dei non vaccinati si troverebbe in Sicilia, il 37% a Bolzano, il 34% in Liguria, il 33% in Sardegna, il 31% in Calabria. I lavoratori della scuola più virtuosi presterebbero invece servizio in Friuli e Campania dove la percentuale di non vaccinati è pari a zero, ma anche nel Lazio (0,12%) e in Abruzzo (1,12%).Il sindacato Anief torna a chiedere di fare chiarezza su tutto questo: bisogna controllare con accuratezza quei dati nazionali e regionali, perché non risulta affatto che nella scuola ad oggi siano in servizio quasi un milione e mezzo di lavoratori. Sarebbe bene incrociare i numeri della scorsa primavera con quelli di fine luglio 20210. Quindi, andare a rivedere i numeri dei non vaccinati in base agli organici reali ad oggi e poi quelli di settembre, quando verranno assunti oltre 200mila precari, di cui la grande maggioranza non più in servizio nei mesi di luglio e agosto 2021. Ecco dove sta l’incongruenza. “Si pensi piuttosto – dice Marcello Pacifico, leader dell’Anief – a creare le condizioni per mantenere le distanze minime ed evitare assembramenti in classe, questo è il vero problema che se a settembre non verrà risolto ci porterà dritti verso la dad”.

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Raccomandazioni Ecdc su misure di protezione per i vaccinati

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 Maggio 2021

«Con l’avanzare delle vaccinazioni, è incoraggiante avere raccomandazioni basate sull’evidenza che l’immunizzazione può lentamente consentire il rilassamento degli interventi non farmaceutici come l’uso di maschere e il distanziamento fisico – sottolinea Ammon -. Mentre il rilassamento delle misure di protezione deve essere fatto gradualmente e sulla base di attente valutazioni dei rischi coinvolti, siamo fiduciosi che una maggiore copertura vaccinale avrà un impatto positivo e diretto sul ritorno a una vita normale». Secondo l’Ecdc, “quando persone completamente vaccinate si incontrano, mascherine e distanziamento si possono abbandonare, anche per gli anziani; quando adulti giovani e di mezza età completamente vaccinati incontrano persone non vaccinate, mascherine e distanziamento si possono abbandonare se nessuno dei presenti ha un fattore di rischio per una malattia grave”. Attualmente, gli Ecdc raccomandano di continuare a indossare le mascherine e mantenere le distanze durante gli incontri tra persone vaccinate e non vaccinate se c’è qualcuno a maggior rischio di sviluppare Covid-19 grave o se vi è un’elevata circolazione di varianti che riducono l’efficacia delle vaccinazioni, ma anche negli spazi pubblici e durante grandi raduni indipendentemente dallo stato di vaccinazione degli individui. Infine, in alcune situazioni, per i vaccinati può essere rivisto o eliminato l’obbligo di test e quarantena per i viaggi e le autorità sanitarie pubbliche possono considerare di “esentare individui completamente vaccinati dalla ripetizione dei test in contesti professionali e in altri contesti comunitari”. Fonte: Farmacista33

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Covid-19, chi è vaccinato può sviluppare la malattia a causa delle varianti

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 Maggio 2021

Due nuovi casi di Covid-19 hanno permesso ai ricercatori di un’università statunitense di capire che anche le persone vaccinate possono essere soggette a sviluppare la malattia, soprattutto a causa delle varianti del virus. «I casi di malattia da nuovo coronavirus che si presentano in persone completamente vaccinate o che sono guarite potrebbero essere dovuti alla rapida evoluzione del virus, e i test in corso su individui immunizzati saranno importanti per aiutare a mitigare future epidemie» afferma Robert Darnell, della Rockfeller University, in uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, di cui è autore senior.I ricercatori hanno effettuato un monitoraggio all’interno della comunità dell’università in cui due individui completamente vaccinati sono risultati positivi al coronavirus. Entrambi avevano ricevuto due dosi del vaccino Moderna o Pfizer, e la seconda dose era stata somministrata più di due settimane prima del test positivo. Una persona era inizialmente asintomatica e poi ha sviluppato i tipici sintomi di Covid-19, mentre l’altra ha mostrato sintomi prima del test. Entrambi gli individui sono guariti a casa, e questo fatto supporta le prove che suggeriscono che la vaccinazione sia efficace nel prevenire malattie gravi. Il sequenziamento del genoma ha rivelato mutazioni multiple in entrambi i campioni virali, tra cui la variante E484K, identificata per la prima volta in Sud Africa e Brasile, in uno dei due pazienti, e la variante S477N, che si è diffusa a New York da novembre, nell’altro. «Questi pazienti sono stati vaccinati, hanno avuto ottime risposte immunitarie e tuttavia hanno avuto un’infezione clinica» spiega Darnell, che ha guidato la ricerca con la collaborazione di immunologi e genetisti. I ricercatori sono stati in grado di rilevare dai test di routine in corso alla Rockefeller University una quantità di virus nei campioni di saliva sufficiente per sequenziare l’Rna virale utilizzando un nuovo metodo di test del coronavirus sviluppato nei loro laboratori. Da gennaio, l’università ha richiesto a tutti i dipendenti che lavorano in presenza di essere testati settimanalmente utilizzando questo test Pcr basato sulla saliva. Quello che hanno potuto osservare suggerisce che esiste una piccola probabilità che gli individui vaccinati possano comunque continuare a diffondere il virus.«L’idea che potremmo non avere più necessità di test nel mondo post-vaccino probabilmente non è accettabile in questo momento. Per quanto ne sappiamo attualmente, anche le persone completamente vaccinate che sviluppano sintomi respiratori dovrebbero prendere in considerazione di sottoporsi al test per Covid-19, e dovrebbero fare lo stesso in caso di esposizione a individui con infezione nota» prosegue Darnell. Gli esperti sottolineano che, data la portata della pandemia, c’è un’enorme quantità di virus nel mondo in questo momento, il che significa un’enorme opportunità per lo sviluppo e la diffusione delle mutazioni. «Questa sarà una sfida per chi dovrà sviluppare vaccini nei prossimi mesi e anni» concludono gli autori. (doctor33)

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Covid, virus ridotto vaccinati. Ecco i dati dei Cdc

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2021

I vaccini a mRna di Pfizer-Biontech e Moderna proteggono non solo dai sintomi della Covid-19, ma anche dal contagio. È quanto dimostrato da uno studio americano condotto dai Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc) su 3.950 medici, infermieri e altri lavoratori essenziali vaccinati negli Stati Uniti e monitorati per 13 settimane (da metà dicembre 2020 fino a metà marzo 2021) in un periodo in cui circolavano già le nuove varianti. Secondo la ricerca, il rischio di infezione è ridotto del 90% dopo due dosi e dell’80% dopo una singola dose. I risultati dei Cdc confermano che per sviluppare anticorpi protettivi servono all’incirca due settimane dopo la somministrazione di ciascuna dose di vaccino.Anche il direttore dell’Ecdc, il Centro europeo per il controllo delle malattie, Andrea Ammon sottolinea il rischio ridotto di trasmissione del virus tra i vaccinati. «È molto incoraggiante vedere che le reinfezioni da Sars-Cov-2 sono piuttosto rare. Ora ci sono anche le prime indicazioni positive che il rischio di trasmissione del virus sembra essere ridotto nei vaccinati. Sebbene l’effetto delle varianti debba essere attentamente monitorato, ci aspettiamo che il numero totale di infezioni diminuirà in modo significativo con l’aumentare della copertura vaccinale». Dal report dell’Ecdc emergono alcuni punti chiave. «La prova dell’impatto della vaccinazione sul rischio di trasmissione è disponibile da un solo studio, che suggerisce che la vaccinazione di un componente della famiglia riduce il rischio di infezione negli altri di almeno il 30%». Ma è stato «dimostrato che la vaccinazione riduce significativamente l’infezione sintomatica o asintomatica negli individui vaccinati, sebbene l’efficacia vari in base al prodotto vaccinale e al gruppo target». Vi sono anche «alcune prove di una minore carica virale e di una minore durata della diffusione negli individui vaccinati, il che potrebbe tradursi in una trasmissione ridotta» di Covid-19. Molti degli studi sull’efficacia del vaccino, rileva però l’Ecdc, «sono stati condotti prima dell’emergere delle varianti di Sars-Cov-2 che preoccupano e vi sono alcune prove che l’efficacia del vaccino potrebbe essere ridotta per alcune delle varianti». Lo studio del Cdc è il primo americano con dati del ‘mondo reale’ (cioè ottenuti al di fuori delle condizioni controllate tipiche delle sperimentazioni cliniche) ed è in linea con altri precedentemente condotti in Gran Bretagna e Israele. Gli esperti considerano dunque “parzialmente vaccinati” i soggetti che hanno ricevuto da almeno due settimane la prima dose e ‘completamente vaccinati’ coloro che hanno ricevuto da almeno due settimane la seconda dose.I dati del “mondo reale” sono in linea con quelli ottenuti nella fase 3 della sperimentazione clinica dei due vaccini. Quei test ne avevano valutato l’efficacia nel prevenire l’insorgenza della malattia Covid-19 con sintomi, mentre lo studio condotto dai Cdc ne valuta l’efficacia contro tutte le infezioni, anche quelle asintomatiche. Il disegno dello studio prevedeva infatti che ogni partecipante si sottoponesse ogni settimana a un tampone nasale fai-da-te, indipendentemente dalla presenza o meno di sintomi sospetti riferibili alla Covid-19. Per completare il quadro, i ricercatori hanno correlato gli esiti del tampone molecolare con l’eventuale presenza di segni di malattia (come febbre, tosse, diarrea, perdita di gusto e olfatto). I risultati dimostrano che raramente il contagio è stato trasmesso da asintomatici: solo il 10,7% delle infezioni rilevate era senza sintomi, mentre il 58% dei contagi è stato diagnosticato prima della comparsa dei sintomi. In media si sono verificate 0,04 infezioni al giorno ogni mille persone completamente vaccinate (due dosi) e 0,19 infezioni ogni mille parzialmente vaccinati (con una singola dose), numeri decisamente inferiori all’incidenza di 1,38 registrata tra le persone non vaccinate. Risultati altrettanto promettenti sono stati raccolti sulle persone parzialmente vaccinate con una singola dose. La riduzione del rischio di contagio dell’80% è infatti in linea con altri studi condotti in Gran Bretagna e Israele, i quali indicano un’efficacia rispettivamente del 70% e del 60%. (Fonte doctor33)

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40 mila vaccinati “fantasma” in Toscana

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

“La Regione Toscana ha vaccinato almeno 40 mila operatori sociosanitari in più del totale del personale di tutte le strutture sanitarie, comprese quelle no profit. Vogliamo sapere a chi siano finiti quei vaccini. Per questo Fratelli d’Italia ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro Speranza: sulla vicenda, secondo quanto appreso dal quotidiano ‘Domani’, è già stato presentato un esposto ai Carabinieri e alla Procura di Firenze”. E’ quanto affermano il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli e il responsabile sanità del partito Marcello Gemmato.”Secondo l’esposto – spiegano i due parlamentari – 234.155 dosi sarebbero state somministrate al personale sociosanitario ma secondo i dati dell’Istat il numero degli individui della Regione Toscana facenti parte di questo insieme statistico è pari a 72.553 persone: anche calcolando due dosi per tutti i conti non tornano. Si tratta di numeri inquietanti: il disastro della vaccinazione in Toscana assume aspetti sempre più cupi. Dopo i clamorosi ritardi sugli over 80, super fragili e ultra 70enni costretti a odissee telematiche, ‘furbetti’ e ‘Scanzi’ di ogni genere è necessario fare luce su una gestione corporativa che lo stesso Presidente del Consiglio Mario Draghi ha nei giorni scorsi stigmatizzato”.”Al Ministro Speranza abbiamo chiesto chiarezza sulle dosi dei vari vaccini inviate: – sottolineano Donzelli e Gemmato – il sospetto è dunque che la Toscana abbia somministrato Pfizer a decine di migliaia di giovani. Un tema che lo stesso ordine dei medici di Firenze nei giorni scorsi aveva sollevato, contestando la scelta di somministrare Pfizer a tutto il sociosanitario e lasciando così scoperti gli over 80. Tutto mentre, come denunciato nei giorni scorsi delle Misericordie, – concludono i deputati di Fratelli d’Italia – migliaia di volontari del soccorso che operano su servizi anche di emergenza del 118 non sono stati ancora vaccinati”.

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Cittadini vaccinati con AstraZeneca e informazioni

Posted by fidest press agency su domenica, 14 marzo 2021

Lo stop dell’Aifa, l’intervento delle aziende sanitarie, le rassicurazioni delle autorità. Sulla vicenda del vaccino AstraZeneca, che ha innescato un allarme su scala europea, in Italia si sta cercando di fare chiarezza e, al tempo stesso, di assistere i cittadini, comprensibilmente preoccupati. Non tutto, però, sembra stia andando per il verso giusto, stando almeno alle segnalazioni arrivate alla delegazione campana dell’associazione Codici.“Siamo stati contattati da alcuni cittadini – dichiara Giuseppe Ambrosio, Segretario di Codici Campania – che hanno fatto il vaccino AstraZeneca presso i centri istituti alla Mostra d’Oltremare a Napoli ed a Torre del Greco. Si sono rivolti a noi per segnalare che non riescono ad avere informazioni sul lotto utilizzato. Stando a quanto ci hanno riferito, non gli è stato consegnato il certificato vaccinale e non trovano nemmeno traccia della vaccinazione nel fascicolo sanitario online. Come è facile intuire, stanno vivendo ore di grande preoccupazione. Qualcuno ha avuto anche qualche problemino di salute, per fortuna nulla di grave, ma è chiaro che in un contesto del genere tutto si ingigantisce e si aggrava. Stiamo facendo le opportune verifiche, ma vista la gravità delle segnalazioni chiediamo alle autorità di intervenire per fare chiarezza, considerando anche che casi analoghi si sarebbero verificati in tutta la regione”.“Invitiamo i cittadini – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – a segnalare eventuali problemi con la vaccinazione, in particolare per quanto riguarda le informazioni sul lotto utilizzato. Al tempo stesso chiediamo alle autorità, a partire dalle aziende sanitarie, di attivare tutti i canali necessari per fornire un servizio di assistenza chiaro e puntuale. Mai come ora i cittadini non devono essere lasciati soli. Il rischio psicosi è elevatissimo e non possiamo permetterci che venga alimentato da una gestione approssimativa delle vaccinazioni o, peggio ancora, carente su aspetti fondamentali come le informazioni fornite ai cittadini”.

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I pazienti reumatologici vanno vaccinati

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2020

La SIR ha ritenuto opportuno stilare una guida pratica alle vaccinazioni per i pazienti reumatologici in una stagione particolarmente critica perché segnata dalla grave pandemia di Covid 19.Il testo, elaborato da un gruppo di lavoro coordinato dal Professor Guido Valesini Vicepresidente SIR, risponde ai quesiti circa l’opportunità di vaccinarsi, con quali vaccini e quando.In merito al primo quesito il testo chiarisce che le vaccinazioni sono opportune e necessarie per scongiurare il rischio di infezioni che potrebbero peraltro condizionare negativamente la malattia reumatologica. La somministrazione dei vaccini a questi pazienti, per essere sicura ed efficace, non deve avvenire in fase di acuzie di malattia, deve tenere conto delle terapie già in atto o programmate, così come del contesto ambientale in cui vive il paziente.“Le vaccinazioni sono il più efficace strumento di prevenzione e controllo delle malattie infettive – sottolinea Luigi Sinigaglia, Presidente Nazionale SIR – e la pandemia in atto rende particolarmente importante le vaccinazioni antinfluenzale ed antipneumococcica.” Infatti, sottolinea Valesini, la protezione contro queste patologie, che colpiscono gli stessi organi bersaglio del Covid19, ha un qualche effetto protettivo anche nei confronti di quest’ultima stimolando in qualche modo l’immunità innata che rappresenta una risorsa naturale di grande importanza in mancanza di un vaccino specifico”.Il documento prende in esame tutte le vaccinazioni disponibili che, fatte salve le raccomandazioni di cui sopra, sono tutte raccomandate con l’esclusione di quelle con virus/batteri vivi attenuati. Un’utile tabella riassuntiva chiarisce poi i tempi delle vaccinazioni (agenda vaccinale) differenziando le diverse categorie di pazienti.Si segnala infine come le stesse raccomandazioni debbano essere estese ai familiari, ai caregiver e più in generale per tutte le persone che vivono a stretto contatto con chi è interessato da una patologia reumatologica.

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“Millennials e vaccinati? Cosa sanno i nativi digitali dei rischi della sessualità”

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

vaccinazione-antinfluenzale-2012-2013Roma mercoledì 8 febbraio, dalle ore 10:00, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, presso il Senato della Repubblica, in via della Dogana Vecchia 29. Il Censis ha realizzato uno studio volto ad analizzare l’informazione, la consapevolezza e la propensione dei giovani italiani alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e in particolare del Papillomavirus. L’indagine ha consentito di far luce su diversi aspetti concernenti il rapporto dei giovani con la sessualità e la prevenzione dalle malattie a trasmissione sessuale, dalle fonti di informazione, alla conoscenza delle malattie, alle opinioni e atteggiamenti circa la vaccinazione come strumento di prevenzione. L’indagine è stata realizzata con il supporto non condizionante di Sanofi Pasteur MSD ed è distribuita da MSD Italia.

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Tutti i bambini vaccinati contro influenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 settembre 2010

Per la prima volta le linee guida sul vaccino antinfluenzale per uso pediatrico, avvisano che tutti i bambini tranne i più piccoli sotto i sei mesi di vita, vanno vaccinati, non solo quelli dei gruppi a rischio. La nuova politica vaccinale porta la firma della American academy of pediatrics (App) e dedica particolare attenzione al ceppo H1N1 nel virus stagionale 2010-2011. Il documento riporta che il vaccino stagionale di quest’anno è trivalente e contiene antigeni A/California/ 7/2009 (H1N1), A/Perth/16/2009 (H3N2) e B/Brisbane/ 60/2008. secondo gli esperti l’approccio universalistico semplificherà le raccomandazioni e la diffusione della copertura con un vaccino unico per tutti, invece di due come lo scorso anno. Inoltre, viene specificato che il numero di dosi dipenderà dall’età e dalle vaccinazioni precedenti: «Bambini di almeno nove anni necessitano di una dose, indipendentemente dalla storia vaccinale» spiega Michael T. Brady, dell’App «sotto questa età, il numero di dosi sarà determinato da quante dosi di vaccino stagionale e di vaccino anti-H1N1 sono state inoculate in passato».(fonte farmacista33)

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