Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘vaccinazioni’

Obbligatorietà delle vaccinazioni per l’accesso a scuola

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Si è resa necessaria perché la continua disinformazione sul tema delle vaccinazioni, subita negli anni scorsi, ha determinato nei genitori un diffuso stato di incertezza sul loro grande beneficio e un conseguente pericoloso abbassamento delle coperture vaccinali.Il Board del Calendario Vaccinale per la Vita (SIP – Società Italiana di Pediatria, SItI – Società Italiana di Igiene, FIMP – Federazione Italiana Medici Pediatri, FIMMG – Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), vedendo riaccendersi il dibattito sul tema, è al fianco dell’On. Giulia Grillo, medico e Ministro della Salute, per sostenere ogni azione utile a favorire le migliori condizioni in termini di sicurezza della frequenza scolastica per tutti i bambini ed in particolare per quelli affetti incolpevolmente da patologie che hanno reso controindicata la vaccinazione e che li espongono a gravissimi rischi qualora contraessero malattie per le quali è attualmente prevista la vaccinazione per l’accesso scolastico.L’inclusione scolastica è un diritto di tutti i bambini e tutti i genitori hanno il dovere di assumere comportamenti di responsabilità tutelando i propri figli dal rischio di contrarre gravi malattie prevenibili da vaccini, mettendo al contempo in sicurezza anche la salute dei bambini più fragili (quelli che hanno difetti congeniti del sistema delle difese), che rischiano complicanze gravissime e morte se un compagno non vaccinato per motivi ideologici trasmette loro infezioni come morbillo, varicella o pertosse.Invece di instillare ancora dubbi nella popolazione o consentire comportamenti opposti alle raccomandazioni derivanti dalle evidenze scientifiche, pericolosi e contrari alla legge, è importante, oggi più che mai, educare ad assumere comportamenti individualmente e socialmente corretti e civili.

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Piano vaccinazioni dell’Unicef e della Mezza luna Rossa Araba Siriana

Posted by fidest press agency su domenica, 17 febbraio 2019

Il personale per le vaccinazioni supportato dall’UNICEF è riuscito a vaccinare migliaia di bambini durante una missione di 9 giorni negli accampamenti remoti di fortuna a Rukban, in Siria, al confine con la Giordania, in cui vivono oltre 40.000 persone – la maggior parte donne e bambini.La missione congiunta UNICEF e Mezzaluna Rossa Araba Siriana a Rukban rappresenta la più grande consegna di aiuti umanitari in Siria nel corso degli otto anni di crisi. 30 dei 118 camion del convoglio portavano aiuti salvavita dell’UNICEF per i bambini, fra cui kit sanitari e per la nutrizione per 20.000 bambini e madri, kit igienici per oltre 40.000 persone, kit didattici e ricreativi, fra cui libri scolastici, cancelleria e zaini per oltre 8.000 bambini.
“I bambini a Rukban e in altre aree difficili da raggiungere della Siria stanno ancora combattendo per la loro stessa sopravvivenza e hanno bisogno di assistenza umanitaria immediata prima che sia troppo tardi”, ha dichiarato il Direttore Generale dell’UNICEF Henrietta Fore, che ha visitato la Siria a dicembre dello scorso anno. “Quest’ultimo convoglio umanitario ci ha permesso di portare aiuti di cui c’era un bisogno disperato ad alcuni dei bambini e delle famiglie più vulnerabili. Pur essendo questo un passo nella giusta direzione, continuiamo a chiedere a tutte le parti di garantirci un accesso regolare, prolungato e senza condizioni a beneficio di tutti i bambini in Siria”.L’accesso a servizi sanitari nell’area è estremamente limitato: non ci sono medici certificati e solo poche cliniche mal equipaggiate. Da dicembre dell’anno scorso, almeno 8 bambini, la maggior parte dei quali neonati, sono morti nei campi a causa delle temperature gelide e la mancanza di assistenza medica.“I mesi invernali sono stati incredibilmente duri per le madri e i bambini a Rukban. La loro salute è indebolita da una scarsa nutrizione e condizioni di vita estremamente difficili”, ha dichiarato Fran Equiza, rappresentante dell’UNICEF in Siria, che ha accompagnato il convoglio. “Senza accesso a strutture mediche adeguate e a personale medico qualificato, una semplice complicazione durante il parto potrebbe essere fatale per le madri o i loro bambini”.Circa 3.000 bambini in età scolastica a Rukban non frequentano la scuola a causa di classi sovraffollate, mancanza di insegnanti qualificati e condizioni finanziarie difficili. Con opportunità di guadagno estremamente limitate, la tassa scolastica mensile di 2.000 lire siriane (3,5 dollari) è troppo cara per moltissime famiglie.I genitori e i bambini nei campi di fortuna hanno espresso molte preoccupazioni per quanto riguarda la protezione, fra cui il lavoro minorile, i matrimoni precoci, la violenza contro i bambini e la paura di violenza contro le ragazze e le donne.Il convoglio di questa settimana rappresenta un passo positivo, ma l’UNICEF continua a chiedere a tutte le parti di fornire accesso prolungato e senza condizioni a tutti i bambini in Siria. Tutte le parti in conflitto hanno l’obbligo e la responsabilità di facilitare l’accesso umanitario per raggiungere i bambini che ne hanno bisogno ovunque siano nel paese e a prescindere da chi controlla l’area in cui vivono.
L’UNICEF, con le agenzie delle Nazioni Unite in Siria, continua a chiedere soluzioni sicure, volontarie e a lungo termine per aiutare le famiglie a Rukban, anche facilitando il ritorno volontario alle loro case o in un luogo a loro scelta in sicurezza e con dignità.

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Rischi per la salute derivanti dalla caduta dei tassi di vaccinazione nell’UE

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 aprile 2018

Il calo della fiducia dell’opinione pubblica nella vaccinazione è una grande sfida che sta già avendo un impatto sulla salute. E’ quanto i deputati europei affermano nella loro risoluzione rilevando altresì che i dati epidemiologici evidenziano notevoli lacune nella diffusione dei vaccini e un tasso di copertura vaccinale troppo basso per assicurare che il pubblico goda di una protezione adeguata contro le malattie prevenibili con la vaccinazione. Le conseguenze sono evidenti con conseguenze che in un certo numero di Paesi, che si sarebbero potute evitare come è accaduto per il morbillo.
I deputati europei sottolineano che i vaccini sono rigorosamente testati attraverso molteplici fasi di prova e periodicamente rivalutati. Accolgono con favore l’imminente avvio di un’azione comune, cofinanziata dal programma dell’UE per la salute, volta ad aumentare la copertura vaccinale. Propongono, inoltre di rafforzare la base giuridica per la copertura vaccinale e invitano la Commissione ad agevolare un programma di vaccinazione più armonizzato e meglio allineato in tutta l’UE.
Il documento chiede una maggiore trasparenza nella produzione e nella valutazione dei vaccini e dei loro coadiuvanti e il finanziamento di programmi di ricerca indipendenti sui loro eventuali effetti collaterali, per ristabilire la fiducia nei confronti delle vaccinazioni.
Si evidenzia inoltre che i ricercatori sono tenuti a dichiarare ogni eventuale conflitto di interessi e chi si trovasse in tale posizione dovrebbe essere escluso dal comitato di valutazione dell’EMA. Anche la riservatezza delle decisioni di detto comitato dovrebbe essere abolita e i dati scientifici dovrebbero essere resi pubblici.I deputati chiedono di fornire ai cittadini informazioni inclusive, fattuali e basate su dati scientifici per contrastare le informazioni inaffidabili, fuorvianti e prive di fondamento scientifico in materia di vaccinazioni.E’ ingiustificabile che il costo di una confezione completa di vaccini per un solo bambino sia aumentato di 68 volte tra il 2001 e il 2014. I deputati sostengono, quindi, l’accordo esistente che consente di acquisire congiuntamente i vaccini, mettendo in comune il potere d’acquisto degli Stati membri.La vaccinazione previene, secondo le stime, 2,5 milioni di morti l’anno in tutto il mondo e riduce i costi dei trattamenti specifici per le malattie, compresi i trattamenti antimicrobici.
Nel periodo tra il 2008 e il 2015 in Europa si sono registrati 215.000 casi di malattie a prevenzione vaccinale, esclusa l’influenza.Il morbillo è una malattia grave e dall’inizio del 2016 sono stati segnalati 57 decessi nell’UE. Secondo il Centro europeo per il controllo delle malattie (ECDC), la maggior parte dei casi sono stati segnalati dalla Romania (5.224), dall’Italia (4.978), dalla Grecia (1.398) e dalla Germania (906), tra il 1 ° febbraio 2017 e il 31 gennaio 2018, pari al 35%, 34%, 9% e 6%, rispettivamente, di tutti i casi segnalati dai Paesi UE/SEE. Dal 1° gennaio 2018 sono stati segnalati sette decessi in 4 Paesi: Romania (3), Italia (2), Grecia (1) e Francia (1). I deputati sottolineano inoltre che l’immunizzazione attraverso la vaccinazione aiuta a combattere la resistenza antimicrobica (AMR). Nel suo piano d’azione AMR, la Commissione europea ha annunciato incentivi per aumentare l’adozione di diagnosi, alternative antimicrobiche e vaccini.
La Commissione europea a sua volta presenterà un’iniziativa per una cooperazione rafforzata contro le malattie prevenibili dal vaccino nel secondo trimestre del 2018.

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Vaccinazioni: Distinguere i fatti dai pregiudizi

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

vaccino bambino

In Italia la poliomielite è praticamente scomparsa. La poliomielite paralizzava 28.500 bambini ogni anno in Europa. Dal 2002 l’Europa è libera dalla poliomielite. Non esistono cure decisive per la poliomielite se non la vaccinazione. Questi i fatti. La soglia minima di copertura vaccinale è del 95%, vale a dire che, per garantire “l’immunità di gregge” è necessario che 95 individui siano vaccinati per garantire i rimanenti 5. In Italia solo alcune Regioni offrono la copertura del 95% per la poliomielite e questo potrebbe mettere a rischio la popolazione a causa della importazione del virus da zone dove la poliomielite è presente (Africa, Asia). Nonostante i risultati ottenuti con le vaccinazioni, permangono i pregiudizi, le dicerie, la superstizione. Non si creda che questi aspetti siano da collocare solo nelle menti degli sprovveduti, considerato che, per esempio, il Comune di Napoli voleva istallare un gigantesco corno sul lungomare partenopeo. Un corno antijella contro la probabile eruzione del Vesuvio. Non sarebbe meglio prevenire, cioè vaccinarsi contro la superstizione? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Vaccinazioni per 150.000 bambini rohingya in Bangladesh

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

BangladeshÈ in corso una campagna di vaccinazione contro il morbillo, la rosolia e la poliomielite per vaccinare 150.000 bambini rohingya sotto i 15 anni in 68 insediamenti di rifugiati in Bangladesh vicino al confine con il Myanmar. La campagna di sette giorni è condotta dal Ministero della Salute con il sostegno dell’UNICEF e dell’OMS. L’ UNICEF sostiene il Ministero della Salute fornendo vaccini, siringhe e capsule di vitamina A. Dal 25 agosto sono arrivati in Bangladesh più di 410.000 rifugiati rohingya e migliaia di persone giungono ogni giorno. Secondo le stime, i bambini rappresentano il 60% di tutti i rifugiati.“Siamo soddisfatti che siamo stati in grado di avviare così rapidamente la campagna di immunizzazione per proteggere la popolazione da un possibile focolaio di morbillo”, ha dichiarato Navaratnasamy Paranietharan, Rappresentante OMS in Bangladesh. Lavoriamo tutti insieme sotto la guida del Ministero della Salute. Questo è ciò che ci ha permesso di attuare questa campagna così rapidamente “.“Il morbillo è una malattia molto contagiosa e pericolosa durante le emergenze, specialmente per i bambini già deboli e malnutriti “, ha dichiarato Edouard Beigbeder, Rappresentante UNICEF in Bangladesh. Con migliaia di bambini che ogni giorno attraversano il confine, la vaccinazione è fondamentale per prevenire la diffusione di malattie potenzialmente letali “. Con il crescente numero di rifugiati rohingya, l’UNICEF e l’OMS stanno aumentando la loro risposta con i seguenti servizi sanitari e nutrizionali: assistere il ministero della Sanità nel rafforzamento del programma di vaccinazione di routine; Sostenere il Ministero per ampliare il numero di medici, infermieri, tecnici di laboratorio per rafforzare i servizi sanitari materno, neonatale, infantile e adolescenziale; ristrutturare i centri di cura per neonati, gli spazi prenatali e postnatali e per gli adolescenziali; migliorare l’ acqua, le strutture igienico-sanitarie e l’igiene nelle strutture sanitarie; rafforzare il coordinamento sanitario per una migliore risposta sul campo; rafforzare il sistema di allarme rapido e la sorveglianza delle malattie a rischio di epidemia.L’UNICEF invierà inoltre ulteriori aiuti sanitarie e nutrizionali da Dacca e dal suo centro di rifornimento a Copenaghen. L’ UNICEF avrà bisogno di almeno 7,3 milioni di dollari USA per i prossimi tre mesi, ma saranno necessari fondi supplementari man mano che la popolazione rifugiata continuerà a crescere.

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Vaccinazioni in farmacia: una innovazione a vantaggio dei cittadini

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 luglio 2017

vaccinazione-antinfluenzale-2012-2013La Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani ritiene opportune alcune precisazioni a seguito dell’intervento della FNOMCeO sull’approvazione dell’emendamento al DdL vaccini che prevede la possibilità, per i medici, di praticare le vaccinazioni obbligatorie all’ interno delle farmacie. Innanzitutto non si tratta in alcun modo di un accaparramento di prerogative di altre professioni sanitarie, in quanto sarebbe comunque il medico a sovraintendere all’inoculazione. Situazione differente da quella britannica, per esempio, dove è il farmacista, in possesso di una certificazione, a praticare l’immunizzazione antinfluenzale, come previsto anche nella sperimentazione recentemente avviata in Francia. Non pare, per inciso, che in questi due paesi siano tenute in scarso conto le prerogative delle diverse professioni sanitarie. In Canada, nella provincia del Quebec, nelle farmacie sono gli infermieri a praticare non solo la vaccinazione antinfluenzale, ma anche quelle contro epatite A e B e altre destinate alla profilassi dei viaggiatori. Nelle situazioni citate il coinvolgimento delle farmacie è stato motivato innanzitutto dalla necessità di aumentare la copertura vaccinale a fronte di una situazione non ottimale. La possibilità prevista dall’emendamento D’Ambrosio Lettieri, Mandelli, Rizzotti, va nella stessa direzione: a fronte della reintroduzione dell’obbligatorietà delle vaccinazioni, dell’aumento del numero delle vaccinazioni stesse e della necessità di ottemperare alle previsioni di legge in tempi contenuti, la possibilità di disporre di un presidio sanitario dove il medico può effettuare solo e soltanto l’atto professionale cui si riferisce il decreto può certamente contribuire a snellire le procedure e, soprattutto, può offrire un punto di riferimento nelle località a minore intensità di strutture sanitarie. Non crediamo che questa disposizione possa compromettere la tracciabilità della pratica vaccinale: da decenni, ormai, i farmacisti di comunità assicurano la tracciabilità di milioni di prescrizioni ogni anno. E’ un dato di fatto che le modalità organizzative dell’assistenza sanitaria e le esigenze della collettività sono in costante evoluzione: tutti noi che vogliamo mantenere le professioni sanitarie al centro del Servizio sanitario e dell’opera di tutela della salute dobbiamo essere pronti a evolvere assieme al contesto in cui ci troviamo operare. Senza snaturamenti e senza invasioni di campo, salvaguardando ruoli e responsabilità ma aprendosi all’innovazione a vantaggio del cittadino.

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Vaccinazioni: obbligatorie o facoltative?

Posted by fidest press agency su sabato, 8 luglio 2017

vaccinazioniLe vaccinazioni devono essere obbligatorie o facoltative? Chi sostiene la non obbligatorietà, ma la libera, consapevole, scelta facoltativa, porta ad esempio numerosi Paesi europei dove non c’è l’obbligo di vaccinazione.
Affermazione vera, alla quale occorre dare una semplice spiegazione: i genitori vaccinano spontaneamente i loro bambini, quindi, non c’è bisogno di obbligo vaccinale o, comunque, i livelli di incidenza delle malattie sono bassi.
In Italia, nei primi mesi di quest’anno, si sono verificati 1.603 casi di morbillo, in Danimarca soltanto uno. Il pericolo, dunque, c’è e basterebbe leggersi il rapporto del World Health Organization.L’obbligatorietà di vaccinazione nasce dalla constatazione che la cosiddetta immunità di gregge raggiunge percentuali sotto una soglia ritenuta pericolosa per la diffusione di malattie. Se tutti avessero consapevolezza, non ci sarebbe l’obbligo. E’, comunque, difficile avere cognizione del pericolo se il 70% degli italiani non capisce, o ha difficoltà di comprensione, di un semplice testo scritto. (Primo Mastrantoni, Segretario Nazionale Aduc)

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Le vaccinazioni a un punto di svolta

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 giugno 2017

vaccinazione-antinfluenzale-2012-2013Cominciamo dalle cattive notizie: una preoccupante epidemia di morbillo si è diffusa nel nostro Paese, con 2.851 casi negli ultimi 5 mesi e mezzo1. Un’altra minaccia che si riteneva consegnata al passato, la poliomielite, potrebbe riaffacciarsi dopo anni anche in Italia, uno dei paesi ritenuto da tempo “polio-free”. Solo 7 Regioni superano la soglia del 95% per la vaccinazione anti-poliomielite (Piemonte, Lazio, Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria, Sardegna), con un valore medio nazionale del 93,33%2. La riacutizzazione, però, riguarda anche altre malattie infettive, come difterite, tetano, epatite B, meningite purulenta da Haemophilus influenzae di tipo b. In Italia, secondo i dati pubblicati dal Ministero della Salute lo scorso 8 giugno, nessuna vaccinazione raggiunge la soglia di sicurezza del 95%.2 Nel 2016 le coperture vaccinali a 24 mesi per anti-difterica (93,56%), anti-tetanica (93,72%), anti-epatite B (92,98%) e Haemophilus influenzae (93,05%) sono ancora ben al di sotto del valore del 95%. In calo anche la copertura media per pneumococco (88,35% nel 2016 vs 88,7% nel 2015), mentre aumenta quella per il meningococco C (76,6% nel 2015 contro 80,67% nel 2016).2
Secondo i dati del rapporto OMS ‘World Health Statistics’ 2017, in Italia la copertura vaccinale per tetano, pertosse e difterite, nel 2015, è stata del 93%, fra le più basse della regione europea, superata anche dai paesi africani, quali Rwanda e Tanzania, che sono al 98%, seguiti da Eritrea, Botswana e Algeria che sono al 94%.3
E ancora l’OMS stima che in tutto il mondo ogni anno 1,5 milioni di bambini muoiano ancora a causa di malattie prevenibili con le vaccinazioni4, eppure nel nostro paese non sembra cessare la disinformazione che circola tra web e televisioni, malgrado gli appelli delle istituzioni e della comunità scientifica nazionale ed internazionale.
Per contrastare i pericolosi e crescenti fenomeni di cattiva informazione e trasmettere all’opinione pubblica la corretta informazione sul valore dell’immunizzazione, oggi giornalisti delle testate periodiche e online si confrontano con esperti di igiene pubblica, pediatri, storici della medicina, sociologi e rappresentanti di associazioni nate spontaneamente per promuovere le vaccinazioni, nell’ambito del Corso di Formazione Professionale Comunicare i vaccini. L’importanza delle combinazioni vaccinali in pediatria e del vaccino anti-Papillomavirus, promosso dal Master di I livello “La Scienza nella Pratica Giornalistica” (SGP) della Sapienza Università di Roma con il supporto non condizionante di MSD.Dopo le notizie cattive, arrivano quelle buone: la prima, riguarda il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 (PNPV), pubblicato in Gazzetta ufficiale il 18 febbraio 2017. Il PNPV per la prima volta inserisce nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza)5, ovvero come diritto di tutti i cittadini italiani il nuovo calendario vaccinale che introduce nuove vaccinazioni: meningococco B, rotavirus e varicella nei nuovi nati; HPV nei maschi undicenni; Meningococco tetravalente ACWY135 e richiamo antipolio con IPV negli adolescenti; pneumococco e Zoster nei sessantacinquenni;
definisce gli obiettivi di copertura vaccinale per ogni vaccinazione;
identifica l’età alla quale vaccinare la popolazione in gratuità;
richiede alle Regioni di introdurre l’anagrafe vaccinale informatizzata e di effettuare la chiamata attiva (la lettera di invito alla popolazione) per tutte le vaccinazioni inserite nel calendario.La seconda novità è il decreto legge 73 del 7 giugno 2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, che prevede l’obbligo per l’iscrizione a scuola nella fascia 0-6 anni, di 12 vaccinazioni6, gratuite e obbligatorie a partire da settembre 2017 per i nati nel 2017: antidifterica, antitetanica, antipoliomielitica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-meningococco B, anti-meningococco C, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella e anti-Haemophilus influenzae. Queste vaccinazioni sono da somministrare secondo il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 attraverso i vaccini combinati esavalente e MPR/V-MPRV e due vaccini anti-Meningo B e anti-Meningo C.
Le combinazioni vaccinali sono oggetto di una seria programmazione e di approfondite ricerche scientifiche. I numerosissimi studi clinici su ampi numeri dimostrano con estrema chiarezza che la somministrazione contemporanea di più antigeni presenti nei vaccini combinati, immessi in commercio dopo accurati studi biomedici, offre una protezione efficace pari a quella dei vaccini somministrati singolarmente, non indebolisce né sovraccarica il sistema immunitario dei piccoli e offre molti altri vantaggi tra cui una migliore compliance della famiglia, minore trauma per il bambino, una vaccinazione più tempestiva e minori accessi al centro vaccinale.

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Vaccinazioni obbligatorie. Era ora!

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

vaccinazioniNon è stato un parto facile, ma alla fine il Governo ce l’ha fatta: niente asilo e scuola d’infanzia per chi non si vaccina, sanzioni decuplicate per i genitori di studenti della scuola dell’obbligo. Ci sarebbe piaciuto veder estendere l’obbligo di vaccinazione anche per frequentare le scuole primaria e secondaria. Se infatti non vaccinarsi mette a rischio la collettività, la priorità dovrebbe esser quella di limitare l’accesso a luoghi densamente e abitualmente frequentati come la scuola, piuttosto che una multa.
Quello che sconvolge però di tutta questa vicenda è la ormai provata pericolosità delle bufale. Nei momenti di crisi, ignoranza e rabbia tendono spesso ad allearsi nella ricerca di capri espiatori. In passato si mettevano al rogo streghe e untori, prostitute e scienziati. In alcune parti del mondo, in particolare in alcuni Paesi sottosviluppati, ancora oggi si arrestano e si condannano a morte medici e infermieri volontari con l’assurda accusa di aver diffuso malattie letali attraverso campagne di vaccinazioni. Almeno in Italia, oggi ci si limita a diffondere teorie fantasiose e complottistiche tramite Internet.
Ma la caccia alle streghe, seppur in forma virtuale, continua a mietere vittime, come dimostrano il brusco calo di vaccinazioni e il conseguente aumento di malattie infettive.
Non ci sono ricette semplici per limitare i danni ciclicamente provocati dall’ignoranza. Certamente non lo è la censura. L’unico rimedio è investire nell’istruzione e nell’università. L’Italia rimane tra i Paesi europei con il più alto tasso di abbandono scolastico e il più basso tasso di non laureati. Non è un caso che campagne antiscientifiche trovino terreno fertile proprio qui. (Pietro Moretti, vicepresidente Aduc)

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Vaccinazioni: non semplificare né mistificare

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 gennaio 2017

vaccinazioniQuando si tratta di salute, soprattutto di quella pubblica, è necessario essere informati qualsiasi opinione si abbia. Le vaccinazioni rappresentano una misura profilattica verso se stessi e verso gli altri riducendo il numero delle vittime o permettendo di contrarre un virus in forma più lieve così da non essere letale. O comunque permettono di limitare la diffusione di un microrganismo patogeno.In ogni caso quando si sospetta un’infezione, non solo da meningococco come sta accadendo in maniera diffusa ultimamente, è un dovere per il cittadino fare immediatamente una segnalazione al dipartimento di sanità pubblica.Noi siamo a favore delle vaccinazioni ma anche consapevoli degli effetti collaterali che possono avere da tutti i punti di vista. Alla luce di ciò infatti vogliamo tutelare i consumatori nel caso in cui si verifichino, come già è successo, delle violazioni di legge come nel caso del vaccino esavalente “imposto” dalle Asl, nonostante il D.M. del 7 aprile 1991 riconosca come obbligatori solo quattro dei sei vaccini del pacchetto. In questo caso c’è stata una imposizione nei confronti delle famiglie che magari avrebbero voluto poter scegliere solo quattro vaccini obbligatori e farli singolarmente.
Siamo contro ogni allarmismo sospetto ed ogni tipo di semplificazione o mistificazione, perché i problemi in materia di salute vanno affrontati in modo serio e con cognizione di causa, in modo che il consumatore possa sempre esprimere un consenso o dissenso, purché quest’ultimo sia informato.Occorre perciò bilanciare piuttosto che polarizzare le posizioni e fare in modo che il consumatore compia le proprie scelte perché persuaso da motivazioni empiriche e scientifiche, oltre che di buon senso, piuttosto che subire una sorta di coercizione sia in un senso che nell’altro.

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Vaccinazioni in anziani e giovani

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 dicembre 2016

vaccinazione-antinfluenzale-2012-2013Nel 2050 gli ultrasessantenni saranno circa 2 miliardi in tutto il mondo, con un incremento di circa 900 milioni rispetto ad oggi. E nell’Unione europea ci si aspetta che entro il 2060 la percentuale degli adulti over 50 e anziani dai 65 anni in su salirà al 28% rispetto all’attuale 18%. Ad affermarlo è uno studio realizzato da Vaccines Europe, gruppo di studi specializzato sui vaccini della Federazione Europea delle Industrie e Associazioni Farmaceutiche, EFPIA.“In Italia si vive a lungo, più che altrove – spiega la prof.ssa Susanna Esposito, direttore dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura del Policlinico dell’Università degli Studi di Milano e presidente WAidid, Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici – ma per invecchiare in buona salute bisogna puntare sulla prevenzione di quei fattori, come le malattie infettive, che spesso fanno precipitare la condizione di fragilità dell’anziano. L’invecchiamento è associato all’indebolimento del sistema immunitario e per questo raccomandiamo già nell’adulto a partire dai 50 anni e negli anziani dai 65 anni in su le vaccinazioni che possono proteggere da malattie più o meno gravi come influenza, infezioni pneumococciche, pertosse ed herpes zoster e dalle loro complicanze. Le vaccinazioni costituiscono, infatti, una vera e propria barriera contro i virus e contribuiscono ad aumentare le aspettative e la qualità di vita, in termini di benessere”.In accordo con le attuali Linee guida europee, in Italia sono raccomandati i seguenti vaccini per la popolazione adulta e per gli anziani di età pari o superiore ai 65 anni:
• Difterite, Tetano, Pertosse (DTp): il vaccino è raccomandato ogni 10 anni. Nel 2012, sono stati riportati 27 casi di difterite in 8 Paesi UE/EEA, la maggioranza erano adulti; 123 casi di tetano, (80% adulti) e 42.525 casi di pertosse riportati in 28 Paesi UE/EEA.
• Influenza: il vaccino è raccomandato ogni anno negli adulti con patologie croniche e nei soggetti di età pari o inferiore ai 65 anni. In media, ogni anno in Italia 4 milioni di persone vengono colpite dall’influenza che è ancora oggi la terza causa di morte per patologia infettiva dopo HIV e tubercolosi. Nel nuovo Calendario per la Vita 2016 viene sottolineato come l’influenza debba essere considerata un problema di salute pubblica ed evidenziata l’importanza di abbassare l’età a cui offrire la vaccinazione: dapprima ai 60 anni, per giungere successivamente ad una raccomandazione di immunizzazione di tutti i soggetti di età pari o superiore ai 50 anni.
• Malattie pneumococciche: sono disponibili due vaccini anti pneumococco per gli adulti, il PPV23 e il PCV13, entrambi efficaci e ben tollerati. Possono essere somministrati insieme al vaccino antinfluenzale e attualmente non è raccomandata una dose di richiamo. Nel 2012, sono stati riportati da 27 paesi UE/EEA, 20.785 casi confermati di malattie invasive pneumococciche, prevalentemente negli adulti. Secondo dati Istat, nel 2012 in Italia sono morte oltre 9.200 persone con più di 65 anni a causa dell’infezione; oltre 100.000 sono stati gli anziani dimessi per polmonite in seguito a ricovero ospedaliero. In Europa, la malattia causa il 2% dei ricoveri ospedalieri con degenza superiore a 10 giorni.
• Zoster: è disponibile un vaccino per adulti che non può essere somministrato in soggetti con immunodeficienza. Non è raccomandata una dose di richiamo. A causa della riattivazione del virus zoster che rimane latente dopo la varicella, lo zoster presenta più di 1.7 milioni di nuovi casi ogni anno in Europa in tutte le fasce di età, circa 157 mila in Italia. Ma il rischio aumenta con l’avanzare dell’età: oltre il 40% degli over 60 che hanno avuto l’herpes zoster, per esempio, soffrono di nevralgia post-erpetica.

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Coperture vaccinali pediatriche

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

vaccinazioniSono in calo anche in Italia e questo è un dato di fatto: secondo quanto diffuso dal Ministero della Salute, la copertura media per le vaccinazioni contro poliomielite, tetano, difterite, epatite B, pertosse ed Haemophilus influenzae si è arrestata al 93,4% (rispetto al 94,7% nel 2014 o al 95,7% nel 2013), mentre quella per morbillo e rosolia è scesa addirittura dal 90,4% nel 2013 all’85,3% nel 2015.
E di vaccinazioni e della loro importanza, si discute oggi a Milano al corso “Vaccinazioni: i miti irrazionali e la realtà scientifica” rivolto a pediatri di famiglia e specialisti in pediatria, igienisti, infettivologi e assistenti sanitari e promosso da WAidid, con l’obiettivo di diffondere una comunicazione efficace per spiegare l’importanza delle vaccinazioni, per superare le resistenze delle famiglie contrarie ai vaccini e per affrontare le problematiche medico-legali legate ad esse e alla gestione dei casi clinici complessi.
Perché si deve continuare a vaccinare?
Perché le vaccinazioni sono il modo più sicuro per non ammalarsi e per non diffondere ad altri una malattia. È importante continuare a vaccinare i propri bambini, seguendo il piano vaccinale proposto nel proprio Paese e all’interno della propria regione e chiedendo consiglio al pediatra per qualsiasi dubbio.
“Non si può più pensare – interviene Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità – “io non vaccino mio figlio, ci pensino pure gli altri”, perché ogni persona non immunizzata può contribuire a diffondere una malattia”.
Come si può comunicare l’importanza delle vaccinazioni rassicurando genitori e famiglie?
Il cosiddetto “triangolo pediatrico”, i cui vertici, distanti ma comunicanti, sono occupati rispettivamente da pediatra, genitori e bambino/adolescente, rappresenta un modello fondamentale per cogliere la complessità della comunicazione e della relazione di cura in questo ambito. I medici e gli operatori sanitari svolgono un ruolo fondamentale nello stabilire e mantenere un impegno costante nella comunicazione sui vaccini, tenendo alta la fiducia nelle vaccinazioni, fornendo ai genitori materiale didattico, mostrandosi a disposizione per rispondere alle loro domande,
“Gli aspetti tecnico-informativi – aggiungono Chiara Fioretti e Paola Arnaboldi, Istituto Europeo di Oncologia, Milano – che rappresentano la base fondante degli interventi sanitari di prevenzione legati alle vaccinazioni vanno necessariamente integrati con strumenti comunicativi efficaci quali l’accoglienza e il rispecchiamento del genitore in quanto persona portatrice di “mappe concettuali” ben definite all’interno delle quali, spesso, gli aspetti emotivi fanno da padrone. L’impiego di tecniche formative di natura esperienziale rappresenta, quindi, la scelta più adeguata in questo contesto proprio perché consente al personale sanitario che opera in quest’area ed in particolare ai pediatri di famiglia di sviluppare modalità comunicative sempre più adeguate e in grado di aderire alle caratteristiche di ogni singola, specifica situazione”.
E il web, che ruolo ha nella comunicazione sulle vaccinazioni?
Oggi Internet ha un ruolo molto importante nella diffusione e nella ricerca di notizie, soprattutto nel campo della medicina e della salute. “Ma in rete circola di tutto – precisa Giorgio Conforti, pediatra e membro della Federazione Italiana Medici Pediatri FIMP – perché la parola del medico sul web è uguale a quella di chiunque. Questa è una nuova sfida anche per noi medici. E’ fondamentale, quindi, che i genitori che si rivolgono alla rete per cercare risposte ai loro dubbi si affidino sempre a fonti ufficiali come siti istituzionali, specializzati o scientifici, altrimenti il rischio è quello di ottenere informazioni non corrette o addirittura fuorvianti e pericolose”.

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La vaccinazione contro il morbillo salva più di 20 milioni di bambini nel mondo ogni anno

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 novembre 2016

vaccinazioniSecondo un rapporto lanciato oggi da UNICEF, OMS, CDC e GAVI, circa 400 bambini muoiono ogni giorno a causa del morbillo, nonostante ci sia stato un calo del 79% del numero di morti dovute a questa malattia tra il 2000 e il 2015. Secondo UNICEF, Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Alleanza Mondiale per le Vaccinazioni – GAVI e il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC), le campagne per le vaccinazioni di massa contro il morbillo e l’aumento a livello globale delle vaccinazioni di routine contro il morbillo, tra il 2000 e il 2015, hanno salvato le vite di 20,3 milioni di giovani.
A livello globale però i progressi non sono stati omogenei. Nel 2015, circa 20 milioni di bambini non sono stati vaccinati contro il morbillo e circa 134.000 sono i bambini morti a causa della malattia. Il 75% delle morti causate dal morbillo avvengono in Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, India, Indonesia, Nigeria e Pakistan. In questi stessi paesi vive la metà di tutti i bambini non vaccinati contro il morbillo. “Continuare a fare progressi nella lotta contro il morbillo non è una missione impossibile”, ha dichiarato Robin Nandy, Responsabile UNICEF per le Vaccinazioni. “Abbiamo gli strumenti e le conoscenze per farlo; ciò che ci manca è la volontà politica di raggiungere ogni singolo bambino, ovunque esso sia. Se non ci sarà un impegno concreto, i bambini continueranno a morire per una malattia prevenibile con soluzioni semplici e a basso costo.”
“È inaccettabile che ogni anno milioni di bambini non vengano vaccinati. Abbiamo un vaccino sicuro e altamente efficace che può fermare la diffusione del morbillo e salvare vite”, ha dichiarato Jean-Marie Okwo-Bele, Direttore del Dipartimento per l’Immunizzazione, le Vaccinazioni e la ricerca Biologica dell’OMS. “Quest’anno, la Regione delle Americhe è stata dichiarata libera dal morbillo – questa è la prova che è possibile eliminare la malattia. Ora, dobbiamo fermare la diffusione del morbillo nel resto del mondo. Il primo passo è la vaccinazione.” “Il morbillo è un indicatore chiave della robustezza del sistema di vaccinazione di un paese e, troppo spesso, finisce per essere il campanello d’allarme delle epidemie, il primo segnale di un problema più profondo,” ha dichiarato Seth Berkley, CEO di Gavi. “Per affrontare una fra le più letali al mondo malattie killer dell’infanzia prevenibili con un vaccino, è necessario un forte impegno da parte dei paesi e dei partner per aumentare la copertura delle vaccinazioni di routine e rafforzare il sistema di controllo.”
Il morbillo, malattia virale altamente contagiosa che si diffonde attraverso il contatto diretto e l’aria, è una delle maggiori cause di morti infantili nel mondo ed è prevenibile con l’assunzione di due dosi di un vaccino sicuro ed efficace.
Le epidemie di morbillo in diversi paesi – causate da una mancanza di campagne di vaccinazioni di routine e di vaccinazione di masse – continuano a rappresentare una sfida seria. Nel 2015, sono state registrate grandi epidemie in Egitto, Etiopia, Germania, Kirghizistan e Mongolia. In Germania e in Mongolia il contagio è avvenuto tra le persone più anziane, sottolineando che è necessario vaccinare gli adolescenti e i giovani che non hanno nessuna protezione contro il morbillo.
Il morbillo tende inoltre a diffondersi in paesi in conflitto o in emergenza umanitaria, a causa delle difficoltà a vaccinare ogni bambino. L’anno scorso, si sono registrate epidemie in Nigeria, Somalia e Sud Sudan.

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UNICEF-OMS: in Iraq al via campagna per vaccinare 5,8 milioni di bambini contro la polio

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 ottobre 2016

unicefIl Ministero della Salute con il sostegno dell’UNICEF e dell l’OMS ha lanciato una campagna nazionale di una settimana per vaccinare i bambini dell’Iraq contro la polio. Con lo slogan “due gocce possono cambiare una vita”, la campagna di cinque giorni si propone di raggiungere 5,8 milioni di bambini sotto i cinque anni in Iraq. Più di 25.000 vaccinatori andranno di casa in casa durante la campagna, visitando le famiglie. L’annuncio è stato dato ieri, nella Giornata Mondiale contro la Polio.
La poliomielite è una malattia virale altamente contagiosa che attacca il sistema nervoso. I bambini sotto i cinque anni di età sono i più vulnerabili alla malattia, ma una tempestiva vaccinazione può prevenire l’infezione. “Il governo iracheno è impegnato ad eradicare la polio, e per questo ha realizzato 16 campagne nel 2014 e nel 2015, come parte della risposta Middle East Polio Outbreak “, ha dichiarato il Rappresentante UNICEF in Iraq Peter Hawkins.
Dal mese di aprile 2014, nessun nuovo caso di polio è stato segnalato in Iraq, grazie al forte impegno del governo e al duro lavoro degli operatori impegnati in prima linea. Nel maggio 2015, l’Iraq è stato tolto dalla lista dei paesi con nuovi casi. Tuttavia, i rischi di una ripresa persistono a causa di eventuali lacune nella sorveglianza e nella copertura vaccinale tra le popolazioni sfollate in Iraq così, tra coloro che vivono in zone impervie e negli insediamenti informali.
“C’è ancora il rischio che la poliomielite possa tornare in Iraq”, ha detto il Rappresentante OMS in Iraq Altaf Musani. “La trasmissione della polio é in corso in Pakistan e in Afghanistan e nuovi casi di poliomielite sono stati confermati anche in Nigeria”, ha detto. “Fino a quando la trasmissione non viene interrotta a livello globale, dobbiamo mantenere elevati livelli di copertura vaccinale e forti sistemi di sorveglianza”, ha aggiunto.
Con la Iraq Polio Partnership sono stati organizzati 2 turni di vaccinazione a livello nazionale nei mesi di febbraio e aprile di quest’anno, raggiungendo oltre il 91% della target di popolazione previsto. La campagna di vaccinazione di questo mese sarà coordinata dal Ministero della Salute iracheno (MOH) con il sostegno di OMS e UNICEF; particolare attenzione verrà rivolta ai bambini più vulnerabili dei campi per sfollati e dei campi rifugiati siriani, degli insediamenti informali, delle comunità di accoglienza colpite e delle aree recentemente riconquistate.

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L’informazione in materia di salute deve da sempre esprimere affidabilità, autorevolezza e comunicare attingendo a fonti accreditate da un punto di vista scientifico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2016

IMG_0322Più la stampa, però, oggi appare responsabile e rigorosa meno il pubblico generale sembra apprezzarla. È innegabile che faccia molta più noti-zia la polemica, l’inganno, l’errore, il complotto, l’interesse economico che la buona e sana informazione generale e medica in particolare. I media per compiacere la nuova “società della comunicazione” e mantenere il proprio pubblico, hanno danno vita a controversie accattivanti, anche in materia di salute, che hanno permesso di vendere, aumentare gli ascolti e l’interesse andando così ad alimentare con metodo il clima di sfiducia che sembra attraversare oramai da anni il paese. Per questo il rapporto tra cittadini, scienza e giornalismo scientifico sembra oggi più di ieri profondamente sofferto e tormentato. Lettori, telespettatori, ascoltatori lamentano difficoltà di comprensione e trasparenza. In particolare in materia vaccinale, si è aperta una voragine, dove rischiano di cadere i nostri figli, la salute pubblica e la nostra stessa credibilità. Tutti sappiamo quanto le vaccinazioni siano strumenti efficaci messi a disposizione dalla scienza e di quanto vantino una storia fatta di successi e di evidenti conquiste. Oggi però comunicarlo sembra diventato difficile se non impossibile anche perché gruppi esigui ma meglio organizzati di “antivaccinisti” spinti da innumerevoli motivazioni hanno sbarrato la strada all’informazione scientifica, agli autorevoli sostenitori del mondo accademico e all’intero sistema istituzionale preposto alla difesa della nostra salute. Le motivazioni per non vaccinarsi non hanno evidenze scientifiche ma nonostante tutto riescono a interpretare la necessità di diffidare del sistema che sembra a loro parere più interessato a vendere vaccini che a salvare la vita delle persone. Nessuno mette l’accento sull’analfabetismo scientifico che si sta diffondendo! Anzi inspiegabilmente i sostenitori continuano a essere opinionisti dei dibattiti pubblici e a dare informazioni sbilanciate che mettono a dura prova il rigoroso lavoro di chi è invece per deontologia professionale e per formazione medico-scientifica dalla parte della scienza.
Capire come dobbiamo comunicare, è la vera sfida. Che cosa stanno chiedendo le persone confuse e disorientate? Perché assumono atteggiamenti di sfiducia e d’attacco anche quando conoscono poco la materia che trattano? Che cosa stanno chiedendo a giornalisti, editori, scienziati ai professionisti della sanità le persone che non vaccinano più i loro figli? Perché nel paese dell’iperprotezione genitoriale ci sono madri e padri che espongono i loro figli, e di conseguenza i bambini più fragili, a reali rischi per la salute? Come può il servizio pubblico contribuire a rassicurare gli scettici e isolare chi deliberatamente mina un meccanismo di protezione che ha saputo e sa ancora oggi salvare tante vite umane?
IMG_0340In genere parlare del ruolo informativo del Servizio Pubblico da sempre è tema di grande responsabilità. In particolare oggi assume un significato prioritario visto che ci troviamo in fase di annunciata trasformazione aziendale e che i sistemi di servizio pubblico radiotelevisivo, non solo in Italia ma in tutta Europa, nonostante abbiano rappresentato il perno del sistema dei mass media, oggi debbano necessariamente ripensare il loro ruolo alla luce delle evidenti trasformazioni multimediali. I mutamenti dell’era digitale, infatti, hanno portato cambi culturali innegabili e la crescente necessità di saper utilizzare un linguaggio più accessibile che possa ben interpretare le esigenze conoscitive degli utenti.
In questa situazione in rapida evoluzione, informazione e comunicazione tra l’altro, sono diventate funzioni sociali diffuse che se non utilizzate con criterio possono confondere, disorientare e disinformare in modo incisivo la popolazione. In realtà però i mutamenti dello scenario comunicativo attuale e la loro trasversalità dovrebbero restituire la legittimità alla Tv di Stato ad assumere ruolo di riferimento per rispondere ai bisogni informativi, educativi e d’intrattenimento dei cittadini, oltre che favorire, lo sviluppo di una cultura nazionale e dei suoi valori. Per questo, in particolare riferimento alla comunicazione medico-scientifica, il Servizio Pubblico dovrebbe garantire ancora di più la certezza di un’informazione corretta ed equilibrata basata su evidenze scientifiche. In realtà però tutti sappiamo bene che nei sistemi informativi ognuno di noi oltre a seguire una precisa linea editoriale dettata dalla propria testata porta anche se stesso, la propria competenza e il proprio senso di responsabilità individuale. Per questo, poiché sono stata invitata a partecipare a quest’autorevole incontro, ho deciso di portare alla vostra attenzione la mia esperienza professionale cominciata ventotto anni fa con la conduzione per dieci lunghi anni di Check-up, il programma d’informazione medico–scientifica di Rai Uno ideato da Biagio Agnes, e proseguito oggi a Radio Uno Rai con la conduzione di Life – Obiettivo Benessere voluta dall’attuale direttore Flavio Mucciante. La Televisione prima e la Radio oggi, attraverso l’uso di sms e WhatsApp, hanno permesso a me e alla mia redazione, in modo evidente e inequivocabile, d’intercettare un forte cambiamento sociale e culturale e di incontrare un pubblico completamente diverso che negli anni ha mostrato sempre più esigenza di autodiagnosi e automedicazione. In particolare alle tante trasmissioni radiofoniche proposte in questi ultimi due anni IMG_0299per parlare dei vaccini è seguito un fiume inesauribile di teorie anti-scienza, offese e scetticismo al quale è stato difficile rispondere in maniera forte, decisa e convincente. Oggi però la polemica per la polemica sembra aver lasciato il passo a una timida ragionevolezza che vorrei condividere con voi portando alla vostra attenzione “la preziosa testimonianza degli ascoltatori di Life” che potranno essere “indicatori narrativi” e dare un segnale forte del bisogno informativo, della crescente necessità di aiuto nel comprendere meglio il problema ed essere anche testimonianza diretta di quello che i vaccini hanno rappresentato per la nostra salute. In realtà io propongo, in questa fase decisiva, di far diventare gli ascoltatori parte attiva del processo di cambiamento informativo. Concludo dicendo che organizzare seminari, workshop ed eventi come questo in cui scienziati e giornalisti sono invitati a confrontarsi è di rara importanza. Ci da l’opportunità di mettere insieme le nostre esperienze e le nostre risorse per capire come uscire da questo tunnel al più presto. Il tempo perso, come sempre in materia di salute è un vero nemico! Il futuro di tutti dipenderà dal lavoro comune di scienziati, medici e mass media per assicurare in modo efficace una comunicazione responsabile per promuovere il futuro della nostra salute. Mi permetto inoltre di osservare che non c’è momento miglio-re di una crisi in cui sono in ballo molte vite umane per dover decidere il da farsi e per rispondere alle esigenze di chi chiede su tutto competenza, verità, e forti rassicurazioni. Per questo dobbiamo saper rispondere con alto senso di responsabilità e di unità. Costituire una Rete informativa autorevole dovrebbe essere obiettivo condiviso di tutti quelli che fanno informazione medico-scientifica. Esporsi e scegliere: Un vero dovere! In fondo “essere dalla parte dei vaccini”, non significa altro che “essere dalla parte della scienza”. (Annalisa Manduca
Conduttrice di Life-Obiettivo benessere, Radio1 Rai)

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La vaccinazione nell’adulto-anziano rimane una strategia sanitaria sottoutilizzata

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

IMG_0325Il tema vaccinale è attualmente inadeguato, principalmente orientato verso i bambini ed eccezionalmente esteso anche alla popolazione anziana (sopra i 65 anni) e per gruppi ad alto rischio di contrarre patologie infettive, il tutto soltanto in alcuni casi specifici come la vaccinazione antiinfluenzale.
Questo scenario si sviluppa in quanto, al contrario dei programmi di immunizzazione nei confronti dei bambini, la vaccinazione nell’adulto non è considerata un intervento sanitario di routine e prioritario. La conseguenza principale di questa scelta politico-sanitaria è che:
• l’utilizzo di vaccini negli anziani è basso;
• c’è una completa assenza di programmi coordinati relativi all’immunizzazione negli adulti;
• gli anziani non sono protetti da patologie prevenibili.
Paradossalmente anche verso la vaccinazione antiinfluenzale, sicura, raccomandata e molto pubblicizzata, la sensibilità rimane bassa, alto lo scetticismo (spesso anche tra gli operatori sanitari), con una percentuale di vaccinazione ridotta e presente soprattutto in alcuni particolari gruppi a rischio.
Se prendiamo come esempio (riguardo gli anziani) l’influenza stagionale, abbiamo dati significativi: colpisce ogni anno il 5-10% della popolazione globale, i tassi d’incidenza possono raggiungere il 40-50% nei soggetti a rischio, gli anziani però, sono la fetta di popolazione maggiormente interessata da complicanze gravi, ospedalizzazioni e decessi. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ogni anno 250.000-500.000 persone nel mondo muoiono a causa dell’influenza, con incidenza maggiore tra gli ultra 65enni. In Europa sono circa 40.000 l’anno le morti premature per influenza secondo le stime del Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC).
IMG_0328Le conseguenze principali che ne possono derivare, sono rappresentate dall’aumento del tasso di ospedalizzazione per malattie correlate all’influenza, ed un incremento del rischio di mortalità, che nei soggetti over 65 con malattie respiratorie croniche e/o malattie cardiache, è di 20 volte superiore rispetto a chi non ha comorbidità. Non secondario è però l’impatto economico, in particolare a fronte di una spesa media di circa 1,3 miliardi di euro l’anno, nel 2014-2015 sono stati stimati costi diretti e indiretti dell’influenza per un totale di circa 3,5-4 miliardi di euro.
Numerosi studi epidemiologici che hanno valutato l’impatto della vaccinazione verso le patologie prevenibili nell’anziano sono stati in grado di dimostrare come la vaccinazione sia una strategia ottimale se riferita alla popolazione anziana e relativamente ad esempio, alla vaccinazione antiinfluenzale i risultati come il rapporto costo-efficacia sia valido in tutti i casi esaminati.
Oltre l’influenza sono presenti altre patologie invalidanti e/o in grado di ridurre la qualità di vita in una persona anziana, ma prevenibili tramite immunizzazione con vaccini testati, validati e sicuri, tra cui herpes e polmonite pneumococcica. Se per l’influenza, la cui vaccinazione è enfaticamente consigliata su ogni mezzo di comunicazione, il dato più eclatante è rappresentato dai circa 8000 decessi/anno che in Italia sono attribuibili direttamente o indirettamente alla sua infezione, relativamente alla polmonite pneumococcica, la cui pratica di vaccinazione è poco diffusa (probabilmente sia per superficialità medica che per scarsa pubblicizzazione) globalmente si stima come 1.6 milioni di persone muoiono per la sua infezione ogni anno, con un tasso di ospedalizzazione in Europa del 2%. Il tutto prevenibile con un semplice vaccino da somministrare dopo i 65 anni.
L’infezione da Herpes Zoster rappresenta invece, un argomento sensibile e particolare nella sfera della persona anziana, che attualmente è prevenibile tramite vaccino specifico. L’herpes zoster rappresenta una patologia invalidante nella popolazione anziana, nella quale occorre il 70% dei nuovi casi stimati d’infezione, le sue complicanze sono a volte considerate come parte del normale processo d’invecchiamento e per tale motivo da sopportare spesso anche in silenzio.
La più frequente complicanza di un’infezione da herpes zoster è rappresentata dalla nevralgia posterpetica, la quale si manifesta prevalentemente con un dolore severo che diventa cronico, in grado di ridurre progressivamente la qualità di vita e la performance delle persone anziane.
A oggi fino al 45% delle persone con più di 60 anni presenta un’esperienza di dolore cronico severo per 6-12 mesi legato all’infezione da herpes zoster. Tuttavia questa infezione e questa tipologia di dolore sono spesso sotto-stimati dai medici e sopportati dai pazienti, come qualcosa di inevitabile o facente parte del processo d’invecchiamento. (Graziano Onder Ricercatore Dipartimento di Geriatria, Neuroscienze e Ortopedia, Università Cattolica di Roma)

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Vaccinazioni, un bene prezioso da mettere in comune

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2015

vaccinazioniMilano. Sono due i principali rischi legati al costante decremento della percentuale di bambini vaccinati in Italia e alla cultura anti-vaccinale che si è diffusa negli ultimi anni: la possibile ricomparsa di patologie da tempo debellate in Occidente (una su tutte la poliomielite) e la perdita della cosiddetta “immunità di gregge”, ossia il beneficio di cui godono tutti i cittadini, solo perché circondati da persone vaccinate e quindi immunizzate.Due pericoli concreti, e fondati sui numeri diffusi questa mattina all’Università di Milano-Bicocca, nel corso del convegno “Vaccinazione in età pediatrica. Guadagno di salute”. Nel 2014 il tasso di copertura vaccinale è sceso al di sotto del 95% per quanto riguarda patologie come la poliomielite, il tetano, la difterite, l’epatite B e la pertosse. Per morbillo, rosolia e parotite il livello è ancora più basso, all’86,6%, mentre per il meningococco C è sceso al 74,9%.Durante l’incontro – voluto dalla Asl di Monza e Brianza, una delle più virtuose d’Italia per la promozione di campagne vaccinali, che pure negli ultimi anni ha registrato un calo di vaccinazioni di circa il 2% annuo – specialisti e pubblici decisori hanno chiarito quali siano i rischi sottesi alla possibile diffusione di una cultura anti-vaccinale, sulla quale il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità e l’Aifa hanno già lanciato segnali d’allarme la scorsa settimana.Nel corso dell’evento è stato presentato anche un video, realizzato da Lorenzo Tozzi e Maria Elena Rosati, dal titolo “I sogni dei bambini”, che sarà diffuso attraverso la Rete per sensibilizzare le madri sull’importanza dei vaccini, affinché non si lascino condizionare da infondati preconcetti sulla loro pericolosità e non mettano a rischio la salute e il futuro dei propri figli.“Sul tema dei vaccini – dice il rettore dell’Università di Milano-Bicocca Cristina Messa aprendo i lavori del convegno – è necessario fare innanzitutto corretta informazione lasciando da parte i pregiudizi. È importante far capire a genitori e gruppi di interesse che le vaccinazioni sono prima di tutto una sicurezza per la collettività”.“La cosiddetta ‘immunità di gregge’ o ‘immunità di branco’ – spiega Matteo Stocco, Direttore Generale della Asl di Monza e Brianza – si verifica quando la vaccinazione di una parte significativa della popolazione finisce per tutelare anche gli individui che non hanno sviluppato l’immunità. In sostanza, poiché le malattie infettive si trasmettono da individuo a individuo, la vaccinazione di una quota rilevante di popolazione fa sì che la ‘catena di trasmissione’ delle infezioni si interrompa con elevata probabilità, proprio perché un gran numero di appartenenti a quella popolazione sono immuni o meno esposti alla malattia. Attualmente – aggiunge Stocco – anche a causa delle campagne di vera disinformazione diffuse attraverso il web, registriamo un decremento dei tassi di copertura vaccinale che inizia a essere allarmante, e che rischia di compromettere l’efficacia di prevenzione generale garantita dall’‘immunità di gregge’. Anche la Asl di Monza e Brianza, nella quale abbiamo sempre dedicato particolare attenzione alle campagne vaccinali, ha conosciuto negli ultimi anni una lenta ma costante diminuzione della percentuale di bambini vaccinati. Per questo, anche attraverso il video presentato oggi, che mira a emozionare e a colpire la sensibilità di tutti i cittadini, vogliamo ribadire che i vaccini sono la miglior forma di prevenzione attualmente disponibile, e che attiene in primo luogo al senso di responsabilità dei genitori far sì che patologie da tempo debellate in tutto l’Occidente non tornino a minacciare la salute dei nostri figli”. “Il proprio Medico di Medicina Generale – e nel caso specifico il Pediatra – rimane la più affidabile fonte di informazione sui vaccini – commenta Carlo Maria Teruzzi, presidente OMCeO Monza e Brianza –. Grazie al rapporto di fiducia, i genitori possono essere aiutati nella comprensione, per una scelta consapevole delle vaccinazioni. Nulla è più importante che investire del tempo per fornire le informazioni necessarie relative alla salute dei loro figli. Il successo lo si ottiene quando tutti i vaccini raccomandati dal Medico vengono accettati o quando alcuni vaccini vengono programmati per un successivo appuntamento. Se un genitore rifiuta di vaccinare un proprio figlio, il successo può consistere nel tenere aperta la porta al confronto per favorire in futuro la scelta della vaccinazione o per indirizzare i genitori verso una fonte di informazione sanitaria affidabile”.

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Vaccinazioni e sanzioni ai medici

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2015

vaccinazioni“Per quanto parzialmente smentita dal Ministro Lorenzin, l’ipotesi assurda di sanzioni a chi non consiglia o, peggio, non impone le vaccinazioni mette in fibrillazione l’intera comunità medica italiana, soprattutto quella in rapporto di dipendenza o convenzione con il Servizio Sanitario pubblico. Se verrà in qualche modo poi confermata sarà respinta senza se e senza ma da tutta la categoria, poiché sarebbe l’ennesima dimostrazione di una vera e propria caccia alle streghe attuata nei nostri confronti. E’ insopportabile e inaccettabile che ormai ogni questione, per quanto delicata, debba essere affrontata preliminarmente con la minaccia della sanzione. Più che medici e professionisti responsabili sembra che il Governo ci consideri alla stregua di automobilisti indisciplinati cui applicare il codice della strada anziché il buon senso e la consultazione preventiva”. E’ senza sfumature il commento di Roberto Lala, presidente del più numeroso Ordine provinciale dei medici nel nostro Paese – quello di Roma che conta oltre 41mila iscritti – alle prospettate misure sanzionatorie per quelli che non consiglieranno le varie profilassi.
Per il rappresentante dei camici bianchi capitolini, inoltre, è inconcepibile che notizie così importanti e su un tema così delicato siano oggetto di un balletto di anticipazioni, rettifiche e smentite, tutto attraverso i media. “E’ evidente che il fondamento di tale avventata ipotesi risiede nel Piano vaccinale 2016-2018 all’esame della Conferenza Stato-Regioni, quindi i giornali non hanno sprecato pagine e titoli a vuoto ma ci chiediamo se il Governo si rende conto di come tutto ciò ingeneri una crescente confusione nella popolazione e tra i medici. E per quanto ci riguarda – sottolinea Lala – devo ricordare al Ministro della Salute che il malcontento della nostra categoria era già ai massimi livelli a seguito del decreto sull’appropriatezza delle prescrizioni. Ora questa nuova prospettata aggiunta di sanzioni è veramente capace di far saltare il coperchio a una pentola in ebollizione da troppo tempo.”

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Vaccinazioni antipolio in Ucraina

Posted by fidest press agency su domenica, 11 ottobre 2015

Ucraina-graA sei settimane di distanza dall’epidemia di polio in Ucraina, l’UNICEF e l’OMS hanno predisposto delle azioni per una prima fase immediata di vaccinazioni anti polio nel Paese. Il 1 settembre il Ministro della Salute dell’Ucraina ha confermato due casi di polio. Sono stati riscontrati in bambini che vivono nella regione di Zakarpatska, nel Sud est dell’Ucraina. Entrambi i bambini tra i 10 mesi e i 4 anni non erano stati vaccinati contro la malattia. Se non si interverrà subito, il virus potrebbe diffondersi in Ucraina, mettendo a rischio la vita di 1,8 milioni di bambini. Il rischio di una diffusione di ulteriori casi resta, a meno che non venga intrapresa subito una campagna di vaccinazione per fermare la trasmissione del virus. Secondo le linee guida internazionali anche un sol caso di polio costituisce un’epidemia e richiede una risposta urgente perché la polio si diffonde velocemente, a meno che tutti i bambini non siano stati completamene vaccinati. L’epidemia e il basso tasso di vaccinazioni in Ucraina rischiano di minacciare la salute e il benessere dei bambini nel paese, così come anche lo status “polio free” (libera dalla polio) dell’Europa.
L’epidemia può essere rapidamente fermata attraverso la vaccinazione dei bambini in tutta la nazione, somministrando tre dosi orali del vaccino, secondo le linee guida della Global Polio Eradication Inititative, in cui sono impegnati insieme OMS, UNICEF e altri partner. L’UNICEF ha fornito 3,7 milioni di vaccini orali antipolio in Ucraina, grazie ai fondi del Governo del Canada. L’OMS ha confermato che i vaccini sono completamente sicuri e pronti all’uso.
“Quanto più a lungo il virus della polio circolerà in Ucraina, tanto più alto sarà il rischio che questa epidemia si diffonderà e paralizzerà tanti bambini. Chiediamo a tutti i responsabili e agli operatori del sistema sanitario in Ucraina di intraprendere azioni immediate e di vaccinare tutti i bambini per fermare urgentemente la trasmissione del virus”, ha dichiarato Zsuzsanna Jakab, Direttore Regionale Oms per l’Europa. Questi sono i primi caso di polio in Ucraina in 19 anni e rivelano la vulnerabilità dei bambini nel paese. “Le autorità governative hanno la responsabilità di proteggere i bambini contro questa malattia debilitante. Siamo soddisafatti perché oggi il 70% delle madri ucraine sono a conoscenza dei benefici delle vaccinazioni per proteggere i propri bambini. Il ciclo di vaccinazioni deve iniziare adesso,” ha dichiarato Marie Pierre Poirier, Direttore Regionale dell’UNICEF. I leader politici dell’Ucraina devono supportare le misure di risposta all’epidemia e lanciare una campagna di vaccinazioni nel paese per proteggere i bambini da una paralisi evitabile e una possibile morte.

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Vaccinazione antinfluenzale, dall’Aap le linee guida aggiornate

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2015

vaccinazioniLa commissione per le Malattie Infettive dell’American Academy of Pediatrics (Aap) raccomanda per la stagione 2015-2016 l’immunizzazione contro l’influenza stagionale annuale per tutti i bambini dai sei mesi in su, compresi gli adolescenti. «L’immunizzazione universale annuale è indicata sia con un vaccino trivalente sia quadrivalente, senza alcuna preferenza» esordisce Carrie Byington, professore di pediatria all’Università dello Utah e presidente della Commissione, spiegando che lo scopo del documento Aap, appena pubblicato su Pediatrics, è di aggiornare le raccomandazioni sull’uso di routine del vaccino stagionale contro l’influenza e sulla somministrazione di farmaci antivirali per prevenire e trattare l’influenza nei bambini. «Particolare attenzione andrebbe posta nel vaccinare i bambini nati pretermine di sei mesi e più secondo l’età cronologica con condizioni che aumentano il rischio di complicanze da influenza» riprende la pediatra, ricordando in particolare i bambini con patologie croniche come l’asma e il diabete mellito, ma anche quelli con patologie cardiache emodinamicamente significative, gli immunosoppressi, e chi soffre di malattie o disturbi dello sviluppo neurologico. Gli esperti dell’AAP sottolineano che i ceppi 2015-2016 di influenza A (H3N2) e B differiscono da quelli contenuti nei vaccini stagionali 2014-2015, e che l’algoritmo di dosaggio per la somministrazione del vaccino antinfluenzale per bambini da 6 mesi a 8 anni di età è stato aggiornato per specificare che i ceppi di virus contenuti nel vaccino sono cambiate dalla scorsa stagione. «Oltre ai bambini, deve ricevere il vaccino antinfluenzale stagionale anche il personale sanitario, che a sua volta ha il compito di promuovere al meglio l’uso del vaccino antinfluenzale e le misure di controllo delle infezioni» aggiunge Byington, sottolineando infine che i pediatri dovrebbero individuare tempestivamente i bambini con sospetti sintomi influenzali sottoponendoli al trattamento chemioterapico antivirale quando indicato, per ridurre morbilità e mortalità dell’influenza. (fonte doctor33)

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