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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 137

Posts Tagged ‘vaccini’

Vaccini Covid ed effetto sui ricoveri

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 aprile 2022

Da uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine e coordinato da Adrienne Randolph del Boston Children’s Hospital con la collaborazione dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta emerge che la vaccinazione dei bambini di età compresa tra 5 e 11 anni ha ridotto i ricoveri per COVID-19 di oltre due terzi durante l’impennata dovuta alla variante omicron. Poiché questo gruppo di età è diventato idoneo al vaccino solo di recente, i numeri non erano sufficienti per valutare separatamente la malattia critica. Viceversa, fra 12 e 18 anni la vaccinazione è risultata efficace al 92% nel prevenire le ospedalizzazioni per la variante delta, scendendo al 40% con la variante omicron. In termini di prevenzione delle malattie gravi in questa fascia di età la vaccinazione è stata efficace al 96% durante il periodo delta e il 79% durante l’ondata omicron. Per giungere a questi risultati i ricercatori hanno usato i dati della rete nazionale Overcoming COVID-19, lanciata dalla stessa Randolph nel 2020, selezionando 1.185 bambini con COVID-19 in 31 ospedali pediatrici negli Stati Uniti: 918 erano adolescenti tra 12 e 18 anni e 267 bambini tra 5 e 11 anni. «Come gruppo di controllo sono stati arruolati pazienti di età simile ricoverati in ospedale per altri motivi» scrivono gli autori, precisando che lo studio è durato da luglio 2021 al 17 febbraio 2022, durante le ondate delta e omicron. Nei bambini dai 5 agli 11 anni, è stato possibile valutare i benefici del vaccino solo durante la variante omicron, dato che l’approvazione del vaccino Pfizer-BioNTech è avvenuta in questa fascia di età solo in ottobre 2021 a fronte della disponibilità da dicembre 2020 per gli adolescenti tra 16 e 18 anni e da maggio 2021 nei bambini tra 12 e 15 anni. Ciononostante, al 16 marzo 2022 solo il 27% dei bambini tra 5 e 11 anni aveva ricevuto due dosi di vaccino secondo i dati dei CDC raccolti dall’American Academy of Pediatrics. (fonte Doctor33)

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Vaccini Covid-19. Effetti collaterali, Ema: inserire nuove avvertenze

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2022

Nella riunione di marzo del Comitato di farmacovigilanza Prac dell’Agenzia Europea del farmaco (Ema) sono stati presi in esame nuove segnalazioni di effetti collaterali del vaccino Johnson&Johnson (episodi di vasculite dei piccoli vasi con manifestazioni cutanee) e del vaccino Moderna (sindrome di perdita capillare) per il quali è stato raccomandato l’inserimento di nuove avvertenze nelle informazioni sul prodotto. È quanto riporta una nota ufficiale dell’Ema, rilanciata anche dall’Aifa. Per Janssen (Johnson&Johnson) si è raccomandato di aggiungere alle informazioni di prodotto, come “possibile effetto collaterale di frequenza sconosciuta”, la vasculite dei piccoli vasi con manifestazioni cutanee. In particolare, si tratta di un’infiammazione dei vasi sanguigni della pelle – spiega l’ente regolatorio – che può provocare un’eruzione cutanea con puntini rossi o macchie, segni puntiformi sotto la superficie della pelle e lividi. Può essere causata da infezioni virali o batteriche, nonché da medicinali e vaccini. Invece, per quel che riguarda il vaccino Moderna (Spikevax), il Comitato si è raccomandato di aggiungere alle informazioni di prodotto un’avvertenza per le riacutizzazioni della sindrome da perdita capillare (CLS). La CLS – sottolinea l’ente regolatorio europeo – è una condizione estremamente rara e grave che provoca perdite di liquidi dai piccoli vasi sanguigni, i capillari, provocando rapido gonfiore delle braccia e delle gambe, improvviso aumento di peso, sensazione di svenimento, ispessimento del sangue, bassi livelli ematici di albumina (un importante proteine​​del sangue) e bassa pressione sanguigna. Questa sindrome è spesso correlata a infezioni virali, alcuni tumori del sangue, malattie infiammatorie e alcuni trattamenti farmacologici. Per l’ente regolatorio gli operatori sanitari devono essere a conoscenza dei sintomi della CLS e del possibile rischio nelle persone con pregressi clinici della sindrome. Il Comitato – scrive nella nota – consiglia a questi pazienti di consultare il proprio medico curante durante la pianificazione vaccinale. In totale sono stati esaminati 55 casi segnalati di CLS: 11 con Spikevax su circa 559 milioni di dosi somministrate e 44 con Comirnaty, con circa 2 miliardi di dosi inoculate. (abstract) By Cristoforo Zervos

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Vaccini Covid e reazioni avverse

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 marzo 2022

I vaccini a mRNA contro Covid-19 sono sicuri. Una nuova conferma arriva da un’analisi dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) americani, pubblicata su The Lancet, che ha fatto ordine tra le segnalazioni di eventi avversi registrate dopo circa 300 milioni di somministrazioni di vaccino mRNA nei primi 6 mesi di campagna vaccinale. Nel 92% dei casi le reazioni hanno riguardato disturbi lievi. Meno dell’1% dei vaccinati ha avuto bisogno di assistenza medica.L’analisi fa riferimento a due sistemi di sorveglianza attivi in Usa: VAERS (che ha ricevuto 340.522 auto segnalazioni) e v-safe (che ne ha raccolte 7.914.583). Il 92,1% delle segnalazioni arrivate al VAERS non erano gravi, il 6,6% invece lo erano. Il sistema ha raccolto le segnalazioni di 4.496 decessi, l’80% dei quali tra persone con più di 60 anni. I ricercatori avvertono però che non esiste correlazione tra decessi e vaccini. “Gli operatori sanitari sono tenuti a segnalare tutti i decessi successivi alla vaccinazione, indipendentemente dalla potenziale associazione diretta con il vaccino”, scrivono. Le reazioni sono state più frequenti dopo la seconda dose che non dopo la prima. Quanto al tipo di reazione, dal sistema v-safe emerge che il 66-68% dei vaccinati ha segnalato dolore al sito di iniezione dopo la prima e la seconda dose; il 33% ha provato affaticamento dopo la prima dose, la quota è salita al 55% dopo la seconda; il 27% dei vaccinati ha avuto mal di testa dopo la prima dose, il 46% dopo la seconda. Dopo la dose due il 32,1% dei vaccinati non è stato in grado di lavorare e svolgere attività normali, quota molto più alta rispetto alla prima dose (11,9%). Nella maggior parte casi si è trattato, comunque, di sintomi lieve, risolti in uno o due giorni. “I vaccini sono lo strumento più efficace per prevenire i casi severi di Covid-19”, afferma Hannah Rosenblum, prima autrice dello studio, secondo la quale i dati emersi dai due sistemi di sorveglianza “dovrebbero rafforzare la fiducia che i vaccini mRNA contro il Covid-19 sono sicuri”. Nel frattempo, il Gruppo tecnico di esperti Oms sulla composizione dei vaccini contro Covid-19 (Tag-Co-Vac), ha aggiornato le sue indicazioni al nuovo contesto epidemico caratterizzato dalla circolazione di Omicron negli ultimi mesi, sottolineando come “per continuare a garantire una protezione ottimale in futuro, devono essere aggiornati man mano che emergono nuove varianti” di Sars-Cov-2. I vaccini aggiornati possono essere monovalenti, mirati cioè contro la principale variante in circolazione, o multivalenti, in grado di dare copertura contro più varianti. Secondo gli esperti Oms, inoltre, in futuro i vaccini dovranno prevenire anche l’infezione e la trasmissione virale, oltre a proteggere da malattia grave e decesso: “lo sviluppo di vaccini ‘universali’, nonché di prodotti in grado di suscitare l’immunità mucosale, possono essere opzioni auspicabili, ma i tempi per la messa a punto e la produzione restano incerti”, sottolineano gli esperti del Tag-Co-Vac, che incoraggiano i produttori a generare e inviare all’Oms i dati sui vaccini allo studio. Tag-Co-Vac continua comunque a sostenere “con forza l’accesso immediato e ampio agli attuali vaccini contro Covid-19 per il ciclo primario e le dosi di richiamo, in particolare per i gruppi a rischio di sviluppare malattia grave, dato che gli attuali vaccini Covid-19 continuano a fornire alti livelli di protezione contro la patologia severa e il decesso, anche durante la circolazione di Omicron”. (Fonte Doctor33)

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Covid-19, la tempestività dei vaccini influisce sull’economia

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2022

In uno studio pubblicato sul Journal of Knowledge Management, un team di ricercatori italiani sottolinea che la sostenibilità della tanto attesa ripresa dell’economia italiana dopo lo stop forzato causato dalla pandemia di COVID-19, e di conseguenza la crescita del prodotto interno lordo (PIL), dipendono dal tempo necessario per attuare il piano nazionale di vaccinazione.L’incertezza dell’impatto economico della pandemia è molto elevata. Nel 2020 il PIL italiano è sceso del 10,05% rispetto all’anno precedente, e il tempo necessario per la ripresa dipenderà da diversi fattori che sono molto difficili da predire, tra i quali la durata e la dispersione geografica dell’infezione, lo sviluppo dell’economia globale, l’impatto sulla fiducia nella spesa e negli investimenti delle aziende, e l’efficacia delle politiche economiche. Tuttavia, anche l’efficacia del piano di vaccinazione avrà una rilevanza. «Abbiamo cercato di stimare quanto potesse influire il ritardo o la tempestività della strategia nazionale di vaccinazione contro COVID-19 sul prodotto interno lordo italiano» spiega Francesco Saverio Mennini, dell’Università di Roma Tor Vergata, primo autore dello studio.Per meglio inquadrare la situazione, i ricercatori hanno applicato un modello epidemiologico di un programma di vaccinazione ad accesso universale contro COVID-19. Il modello economico che hanno utilizzato si basa sullo spostamento temporale delle proiezioni trimestrali disponibili derivanti dal previsto ritardo o dalla prevista accelerazione del piano nazionale di vaccinazione contro il COVID-19.Quello che gli autori hanno evinto dall’analisi dei dati è che la crescita del PIL è dipendente dal tempo necessario alla messa in atto e all’esecuzione del piano vaccinale nazionale. Da questo punto di vista, un ritardo nella campagna vaccinale potrebbe avere un duplice impatto negativo sulla crescita del prodotto lordo italiano, ovvero ridurre la crescita trimestrale rispetto all’anno precedente nel breve termine, e ritardare la tendenza trimestrale al rialzo nel biennio successivo. (fonte: Doctor33)

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Scuola:Puntare tutto sul vaccino è stato un flop

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2022

Il Governo sulla scuola non ha fatto centro: è stato un errore avere puntato tutte le carte sulla campagna vaccinale, sopravvalutandone l’efficacia e trascurando alcune cruciali misure non farmacologiche. A 24 mesi dallo scoppio dell’epidemia da Covid, ci si rende conto che per salvaguardare la didattica, gli alunni e il personale scolastico bisognava investire sul “ricambio d’aria, che si attua con i purificatori e la ventilazione meccanica controllata”. Lo scrive oggi La Repubblica, che scredita una volta per tutte il “racconto ufficiale” che ha “accreditato l’idea che i vaccinati non trasmettessero l’infezione (o lo facessero assai raramente), o che la vaccinazione di massa avrebbe potuto assicurare l’immunità di gregge. Di qui lo scarso interesse per altri tipi di intervento, primo fra tutti la messa in sicurezza degli ambienti chiusi”. Ne consegue che “in vista del quarto anno scolastico dallo scoppio dell’epidemia, siamo ancora una volta in ritardo. L’esperienza di chi ci ha provato suggerisce che, per attrezzare le aule scolastiche contro il contagio, tra procedure burocratiche, scelta dei macchinari, interventi edilizi, occorrono come minimo sei mesi. Se si vuole ancora fare qualcosa occorre muoversi. Adesso”.L’analisi del quotidiano è obiettiva e lucida: Anief sostiene da tempo che avere affrontato il Covid solo con il vaccino è stato e rimane un errore strategico. Ancora di più perché si è andati a discriminare gli alunni, ce ne sono attualmente oltre 300mila in didattica digitale integrata, e il personale, con migliaia di docenti e Ata sospesi e rimasti senza stipendio, una decisione sulla quale nelle prossime settimane toccherà ai tribunali decidere se era consona. “L’evoluzione del Covid e i risultati fallimentari della politica in ambito scolastico, alla lunga ci stanno dando ragione su tutta la linea – dice oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -. A questo punto è bene ammettere gli errori e voltare pagina: basta con le discriminazioni e apriamo la didattica a tutti in sicurezza. Per farlo, però, bisogna partire subito, così da riprendere le lezioni a settembre: quindi, investiamo ora sulla ventilazione meccanica, piuttosto che sulla vaccinazione, attuiamo lo sdoppiamento delle classi e adeguiamo il personale scolastico. In questo modo, se dovesse arrivare la quinta ondata del Covid19 saremo più preparati e sicuri: e, in ogni caso, avremo scuole finalmente più sicure e che offrono una didattica migliore”.

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Che fine hanno fatto gli studi sui vaccini mRna?

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2022

Ora anche diversi scienziati sollevano dubbi, estratto da Che fine hanno fatto gli studi sui vaccini mRna? Ora anche diversi scienziati sollevano dubbi (today.it), non prodotto da “complottisti e NO VAX”, con la conferma che dal 2020 a oggi i produttori dei vaccini mRna, per garantirsi un business miliardario, non forniscono i dati grezzi ai revisori esterni indipendenti. Senza contare che anche i Governi che si sono succeduti in Italia fino a oggi non hanno voluto far unire tutte le informazioni sanitarie in un’Archivio Informatizzato Sanitario Centralizzato indispensabile per conoscere in tempo reale l’andamento della pandemia, la valenza dei farmaci e/o di vaccini e/o delle cure. Ma ti pare possibile che dopo ben 14 mesi da quanto è stato fatto il primo vaccino mRna contro il coronavirus, addirittura all’EMA, l’agenzia europea per i medicinali, non abbia ancora ricevuto da Pfizer e Moderna tutta la documentazione necessaria per poter esprimere un giudizio finale sulla sicurezza delle iniezioni e, nel frattempo, inoculano detti farmaci ai cittadini che vengono messi in grado di valutare i rischi/benefici cui vanno incontro. Alcune preoccupazioni erano state sollevate nel marzo 2021 addirittura dal British Medical Journal facendo riferimento a molti casi di mRna trovato non intatto l’anno prima, ma la stessa EMA sulla questione ha contattato le aziende e alla fine, ha garantito, queste hanno “risposto in modo soddisfacente alle domande sollevate” e hanno “fornito le informazioni e i dati necessari”, a eliminare le preoccupazioni. La logica emergenziale prevale ancora, e se le autorità di regolamentazione sono state così tolleranti al momento, secondo Theo Dingermann, professore emerito all’università di Francoforte ed ex presidente della Società farmaceutica nazione, è perché comunque bisogna riconoscere che “i vaccini sono stati inoculati miliardi di volte, e gli effetti collaterali sono stati relativamente bassi”, motivo per cui le autorità hanno lasciato correre, almeno per il momento, su alcuni dettagli. By Pier Luigi Ciolli

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COVID-19: anche le piastrine contribuiscono a una risposta più rapida ai vaccini

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2022

Un gruppo di ricercatori della Sapienza Università di Roma ha individuato nelle piastrine del sangue specifiche caratteristiche che permettono di capire molto precocemente se il vaccino indurrà una risposta immunitaria rapida. Lo studio, pubblicato su Journal of Thrombosis and Haemostasis, conferma la sicurezza e l’efficacia dei vaccini a mRNA e amplia le conoscenze utili a una programmazione strategica futura Il COVID-19 ha accelerato esponenzialmente la ricerca sui vaccini a mRNA, già studiati da anni per la lotta contro il cancro o per altre forme virali come lo Zika virus, perché molto versatili nella fase di progettazione e facili da produrre su larga scala. Nel 2019 moltissimi laboratori di tutto il mondo hanno convogliato le loro energie, risorse e conoscenze nel loro sviluppo, al punto che nell’arco di un anno questi vaccini sono passati dalla fase sperimentale alla somministrazione su scala mondiale, dimostrando una efficacia sorprendente. Tuttavia, la ricerca, nell’ottica della comunità scientifica mondiale di ottimizzare la distribuzione e porre fine alla diffusione del virus, non si è arrestata. In questo contesto di continua evoluzione, si inserisce un nuovo studio condotto da ricercatori della Sapienza e pubblicato su Journal of Thrombosis and Haemostasis, il giornale ufficiale della International Society of Thrombosis and Haemostasis, sul ruolo delle piastrine nella risposta immunitaria indotta dai vaccini. Le piastrine sono le cellule più numerose del sangue note per il loro ruolo nel prevenire la fuoriuscita di sangue da lesioni dei vasi sanguigni. In realtà queste cellule sono delle vere e proprie sentinelle, che perlustrano il nostro sistema sanguigno e che allertano il sistema immunitario se incontrano agenti patogeni o stimoli infiammatori. Lo studio è stato avviato con l’inizio della campagna della campagna vaccinale in Italia lo scorso 2020 e ha coinvolto un campione di soggetti giovani e sani che ricevevano il vaccino presso il Policlinico universitario Umberto I, sui quali è stata osservata la risposta piastrinica, quella immunitaria, e come le due interagissero tra loro.I ricercatori hanno così dimostrato, da una parte, che i vaccini a mRNA non attivano le piastrine e quindi non aumentano il rischio di trombosi. Dall’altra hanno identificato in queste cellule specifiche caratteristiche che permettono di comprendere molto precocemente se il vaccino evocherà una risposta immunitaria rapida, un fattore di estrema importanza per fronteggiare il COVID-19.I risultati del nostro studio – commentano i ricercatori – non solo hanno ampliato le conoscenze sulla sicurezza e sull’efficacia dei vaccini a mRNA, ma saranno molto utili per la programmazione strategica futura dei vaccini”.

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Vaccini Covid: superate 2 milioni di somministrazioni in farmacia

Posted by fidest press agency su domenica, 13 febbraio 2022

“Nella giornata odierna le farmacie hanno superato 2 milioni di somministrazioni di vaccino anti-Covid”. Lo ha reso noto Andrea Mandelli, Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), sottolineando quanto sia stato fondamentale il contributo dei farmacisti italiani per mettere in protezione la salute pubblica. “In questi mesi – continua Mandelli – i farmacisti hanno dato una risposta straordinaria alla domanda crescente di prestazioni da parte dei cittadini, mettendo in campo tutte le competenze – aggiornate grazie all’importante momento formativo promosso dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla Federazione -, e le risorse possibili, lavorando anche in orari di chiusura e nei giorni festivi, per eseguire, in totale sicurezza, migliaia di tamponi ogni giorno e dare un’accelerazione alla campagna vaccinale anti-Covid anche attraverso una puntuale informazione e consulenza scientifica rivolta soprattutto agli esitanti. La capacità organizzativa, la competenza e lo spirito di sacrificio, che da sempre contraddistinguono la nostra professione, hanno consentito di raggiungere questi risultati, senza mai penalizzare la primaria attività assistenziale di dispensazione dei farmaci e quella di counseling al paziente e di erogazione di tutti gli altri servizi che i professionisti erogano quotidianamente. Tutto ciò senza trascurare l’impegno dei farmacisti nel processo di digitalizzazione del SSN per semplificare il rapporto tra cittadini e sistema sanitario”.Il traguardo di 2 milioni di somministrazioni è stato raggiunto grazie al contributo delle farmacie di tutta Italia. Ai primi posti, per numero di vaccinazioni eseguite, il Lazio e la Liguria con oltre 300mila somministrazioni, seguite da Piemonte (230mila), Lombardia (220mila) e Campania e Puglia (200mila).“Un ringraziamento – conclude Mandelli – va a tutti i farmacisti per il lavoro svolto e per il contributo che potranno ancora dare al SSN per sconfiggere la pandemia, grazie alla loro presenza capillare sul territorio e al rapporto fiduciario con le comunità in cui operano”.

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Vaccini, green pass e mascherine

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2022

Obbligo di indossare le mascherine all’aperto ancora per dieci giorni, poi dall’11 febbraio resterà operativo per i luoghi chiusi. È questa una delle decisioni prese dal Consiglio dei Ministri di ieri, e ufficializzata con l’ordinanza del Ministro della Salute, mentre slittano – forse a metà settimana – le altre ipotesi di allentamento delle misure contro il Covid-19 – tra le quali nuove regole per tamponi e rientro a scuola. Intanto, da oggi scattano le multe per chi, over 50, non abbia assolto l’obbligo vaccinale (le ricadute per chi lavora saranno operative dal 15 febbraio), la durata della Carta Verde passa a sei mesi e diventa obbligatorio l’utilizzo del Green Pass base anche per posta o banca. Farmacie e parafarmacie sono tra le attività derogate, anche se c’è chi consiglia di verificare le finalità per cui l’utente accede ai locali. Intanto, da oggi il green pass base – da tampone – diventa obbligatorio per accedere alla maggior parte delle attività, tra cui posta (per ritirare la pensione), banca, ma anche in molti esercizi commerciali. Per chi sarà senza è prevista una sanzione da 400 a 1.000 euro. Lo stesso importo verrà applicato al soggetto tenuto a verificarne il possesso, in caso, appunto, di omissione del controllo. Poche, a ogni modo, le deroghe: sempre garantite, senza necessità di esibire il Certificato verde, le esigenze alimentari e di prima necessità, sanitarie, di sicurezza e di giustizia. Farmacie e parafarmacie, quindi, restano ad accesso libero, indipendentemente dal prodotto acquistato, ha chiarito il Governo nelle Faq, che può anche “non essere legato al soddisfacimento delle esigenze essenziali e primarie”. Ma da Federfarma Roma viene ricordata la necessità di distinguere quando “l’accesso in farmacia avvenga per i soli servizi alla persona (per esempio cabina estetica): in questo caso è consentito solo a seguito di esibizione di Green Pass ordinario”. Intanto scattano le multe per gli over 50 che non abbiano ottemperato all’obbligo vaccinale, in vigore da inizio gennaio. L’obbligo riguarda tanto la prima dose – la cui somministrazione deve essere avvenuta entro oggi – ma anche la seconda, da effettuarsi entro le tempistiche previste dal Ministero della Salute, e il booster, per il quale non si può andare oltre la scadenza del Green Pass. La sanzione sarà irrogata dal ministero della Salute tramite il servizio Riscossione dell’Agenzia delle entrate, e arriverà direttamente a casa con raccomandata o Pec. Previste le esenzioni, che vanno certificate dal medico curante o dal medico vaccinatore, ma, va detto, l’invio della cartella avviene in automatico per chi non è in regola. Entro 10 giorni occorrerà far pervenire alla Asl ogni documentazione utile. Le entrate confluiscono al Fondo emergenze nazionali. Dal 15 febbraio, infine, sempre per gli over 50, per accedere al lavoro sarà obbligatorio esibire il green pass rafforzato – da vaccino o da guarigione. Una misura che vale per i dipendenti e per chi ha contratti esterni. A dover effettuare le verifiche saranno i datori di lavoro. By Francesca Giani fonte farmacista33

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Nell’ultimo mese tasso mortalità over 60 scende dal 9,56% all’1,19% grazie ai vaccini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 gennaio 2022

«Ancora troppi senior purtroppo continuano a morire per il Coronavirus (sono 3.921 i decessi over 60 nel corso dell’ultimo mese) ma fortunatamente c’è un nuovo dato che ci conforta e che sbugiarda, semmai ce ne fosse ancora bisogno, i no vax: grazie ai vaccini, negli ultimi trenta giorni il tasso di mortalità tra gli over 60 è sceso dal 9,56% all’1,19%» lo dichiara Roberto Messina, Presidente di Senior Italia FederAnziani, il cui centro studi ha analizzato gli ultimi dati provenienti dall’Istituto Superiore di Sanità. «Al 14 dicembre scorso, secondo il bollettino dell’ISS, il totale dei decessi provocati dalla pandemia erano 134.463, di cui 127.837 erano over 60, pari al 95,07% del totale. – dichiara Messina – Oggi il numero complessivo dei decessi è salito a 138.645, di cui 131.758 over 60, con 3.921 decessi tra i senior nell’ultimo mese. Il dato importante da sottolineare, però, è che i percorsi vaccinali hanno portato a un considerevole miglioramento della situazione: infatti nei trenta giorni appena trascorsi il tasso di mortalità (deceduti/contagiati) dei senior è stato dell’1,19%, contro un dato da inizio pandemia a metà dicembre 2021 del 9,56%. Un calo determinato certamente dall’espansione delle vaccinazioni. Oggi la percentuale dei vaccinati con 3 dosi over 60 è il 74,9% della popolazione, con due è l’87,8%, con solo una è il 5,5%. A non essere ancora vaccinati (né guariti) sono il 9,5% della popolazione in questa fascia d’età, così distribuiti: il 13,6% della popolazione d’età compresa tra 60 e 69 anni, il 9,4% tra i 70 e i 79, e il 3,5% tra gli 80 e gli 89. Si tratta di un grande successo che conferma ancora una volta l’efficacia della vaccinazione specialmente rispetto a questa fascia della popolazione. Non dobbiamo quindi abbassare la guardia, ma continuare a concentrarci su questa fascia d’età in cui il rischio di morire per Covid è superiore di ben 56 volte per le persone non vaccinate rispetto a quelle vaccinate. Si è smesso, infine, di parlare delle RSA, dove la situazione è ancora molto problematica, i contagi continuano a moltiplicarsi, molte strutture sono in sofferenza per la scarsa disponibilità di infermieri e personale sanitario, e dove molte irregolarità gravi sono state rilevate dai controlli dei NAS nelle scorse settimane, incluse le mancate vaccinazioni dei sanitari e l’inosservanza delle misure anti-Covid, oltre alle classiche carenze igieniche e strutturali. Anche rispetto a queste strutture il nostro appello è a non fare passi indietro, a risolvere le criticità che ben conosciamo, e soprattutto a vaccinarsi non solo per doverosa osservanza delle norme vigenti, ma anche per non rendersi responsabili di ulteriori contagi e morti. Infine – conclude Messina – occorre ritornare alla presa in carico dei pazienti affetti dalle diverse cronicità e all’erogazione delle cure ordinarie, perché altrimenti aggiungeremo tante altre morti evitabili in più come i pazienti oncologici, dializzati, fratturati, ai decessi dovuti al Covid.»

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Vaccini. Camper sì, parafarmacie neanche per i tamponi. Perché?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 gennaio 2022

L’esigenza di vaccinare il più possibile ed ottenere una diffusa riduzione del danno rispetto alle nuove varianti, Omicron oggi, è molto sentita da autorità sanitarie nazionali e regionali. Tant’è che, per vaccinare in Toscana, per esempio, sono in giro camper delle Asl davanti alle scuole. Bene. Aspettiamo anche presidi sanitari all’interno delle stesse scuole e ovunque ci sia concentrazione di persone.Ma, allora, perché l’altro giorno in Senato è stato bocciato un emendamento che prevedeva di fare i tamponi nelle parafarmacie (1), presìdi sanitari a tutti gli effetti e, probabilmente con meno problemi logistici rispetto ad un camper a cui si demanda addirittura il vaccino? C’è chi parla di lobby dell’Ordine dei farmacisti per tutelare il proprio negozio (1), forse. Ma è questo motivo ostativo definitivo a fronte, per esempio, che in camper si fanno i vaccini? Dobbiamo ammalarci e morire di più per soddisfare il potere corporativo bottegaio dei farmacisti? Le parafarmacie sembra che abbiano i requisiti necessari, anche per fare vaccini oltre che tamponi, visto che sono parte del SSN, a cui accedono per tutti gli adempimenti burocratici necessari, e il personale addetto alla bisogna è evidente che avrebbe i requisti necessari.Crediamo sia proprio opportuno che alle parafarmacie, oltre che i tamponi, sia autorizzata la somministrazione di vaccini. Nessuna opportunità può venire meno nel contesto in cui siamo. E – salvo precise, dettagliate, argomentate e dimostrate circostanze sanitarie e burocratiche in conflitto – ci sembra che siano necessarie. http://www.aduc.it

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Informazioni scientifiche sull’efficacia dei vaccini nei confronti della variante Omicron

Posted by fidest press agency su domenica, 12 dicembre 2021

Un gruppo di bioinformatici ed esperti di genomica ha creato un modello predittivo dell’area RBD della proteina spike della variante, che evidenzia alcuni cambiamenti strutturali in grado di ridurre significativamente ma non di eludere completamente gli anticorpi neutralizzanti esistenti, e con essi gli attuali vaccini. I primi saggi di neutralizzazione sia in vitro che utilizzando pseudovirus, realizzati in Sudafrica, Svezia e Germania, hanno segnalato che la capacità neutralizzante degli anticorpi generati dal vaccino Pfizer/BioNTech è notevolmente ridotta ma non azzerata, soprattutto nei sieri delle persone che oltre alla vaccinazione hanno avuto una precedente infezione. Con un comunicato congiunto, Pfizer e BioNTech affermano che il vaccino attualmente utilizzato ha una capacità di neutralizzazione fortemente ridotta nei confronti della variante Omicron, ma sufficiente a proteggere dalle forme gravi della malattia. Con la somministrazione della terza dose il livello di neutralizzazione di questa variante sale agli stessi livelli che aveva la vaccinazione con due dosi nei confronti del virus originario. Con una dichiarazione congiunta, EMA e ECDC sottolineano come l’utilizzo di vaccini diversi per la prima e la seconda dose, e di un vaccino diverso per il richiamo rispetto a quello utilizzato con il ciclo primario, permette di ottenere risultati migliori rispetto alla vaccinazione omologa, specialmente nel caso in cui la seconda dose o il richiamo venga effettuato con un vaccino a mRNA (Pfizer/BioNTech o Moderna). Una circolare del Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione completa con due dosi a chi ha avuto l’infezione da oltre 12 mesi, e raccomanda a chi ha avuto l’infezione entro 14 giorni dalla prima dose di effettuare la seconda entro sei mesi dall’infezione. Il Ministero della Salute ha autorizzato l’utilizzo del vaccino Pfizer-BioNTech, nella specifica formulazione pediatrica, ai bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni.

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Vaccini anti Covid-19, nuove indicazioni su dose booster ai guariti e su uso eterologa

Posted by fidest press agency su domenica, 12 dicembre 2021

Nell’ambito della campagna di vaccinazione, è raccomandata la terza dose anche a chi ha subito un’infezione da Covid-19 con una distanza di almeno cinque mesi dalla precedente somministrazione, qualora l’infezione sia avvenuta prima, o dalla diagnosi di avvenuta infezione, qualora successiva. A dare le indicazioni la circolare del Ministero della Salute di lunedì. Intanto, Ema e Ecdc, in una raccomandazione congiunta, si esprimono sulla vaccinazione eterologa, anche relativamente alla dose booster.Nei soggetti vaccinati prima o dopo un’infezione da SARS-CoV-2, si legge nella circolare del Ministero che chiarisce le tempistiche e le modalità raccomandate per la somministrazione di una dose di richiamo (booster) in caso di precedente positività, “è indicata ai dosaggi autorizzati purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno cinque mesi (150 giorni) dall’ultimo evento, da intendersi come somministrazione dell’unica/ultima dose o diagnosi di avvenuta infezione”. A ogni modo, “ai fini del completamento del ciclo primario di vaccinazione”, continua il documento “si ribadisce inoltre che: – nei soggetti con pregressa infezione da SARS-CoV-2, che non sono stati vaccinati entro i 12 mesi dalla guarigione, eÌ indicato procedere il prima possibile con un ciclo primario completo (due dosi di vaccino bidose o una dose di vaccino monodose); – nei soggetti che contraggono un’infezione da SARS-CoV-2, entro il quattordicesimo giorno dalla somministrazione della prima dose di vaccino, eÌ indicato il completamento della schedula vaccinale con una seconda dose entro sei mesi (180 giorni) dalla documentata infezione.Trascorso successivamente un intervallo minimo di almeno cinque mesi (150 giorni) dal ciclo vaccinale primario cosiÌ completato, eÌ quindi indicata la somministrazione di una dose di richiamo (booster), ai dosaggi autorizzati per la stessa”. Sempre in tema di dose booster arrivano nuove considerazioni a proposito della eterologa: a esprimersi sono stati l’Ema e l’Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control) in una nota congiunta di ieri: “un numero crescente di studi clinici, supportati dai dati della Real World Evidence, ha preso in esame la possibilità di utilizzare due diverse tipologie di vaccini sia all’interno del ciclo primario sia come terza dose, in un intervallo di 3-6 mesi. Proprio per fornire una base scientifica e una maggiore flessibilità negli schemi vaccinali applicabili, Ema e Ecdc hanno condotto una revisione delle evidenze disponibili e messo a disposizione raccomandazioni e consigli tecnici su come impostare tale possibilità”. Quanto alla dose booster, “le prove disponibili finora con diversi tipi di vaccini autorizzati indicano che un richiamo eterologo sembra altrettanto buono o migliore in termini di risposte immunitarie rispetto a un richiamo omologo. Da ultimo, “una strategia di vaccinazione di richiamo eterologa può quindi essere considerata come una strategia alternativa, per esempio per migliorare la protezione che può essere ottenuta con alcuni vaccini, per consentire una maggiore flessibilità in caso di problemi con la fornitura o la disponibilità di dosi” (abstract). By Francesca Giani fonte Farmacista33

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Il medico di Famiglia è la chiave di volta della campagna vaccinale

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2021

“È il medico di medicina generale, il medico di famiglia la chiave di volta per portare al vaccino gran parte degli oltre 7 milioni e mezzo di italiani che non hanno ancora voluto provvedere ad effettuare la pima dose, questi rappresentano un grave problema specialmente con la nuova variante e con la stagione del picco influenzale”.A dirlo il senatore di Fratelli d’Italia, Francesco Zaffini, segretario della Commissione Sanità nel corso di Mattino Cinque.”Si parla tanto di medicina di prossimità, ma sino ad oggi la figura che è stata all’inizio trascurata e oggi ancora sottoutilizzata, è proprio quella del medico di medicinale generale – continua il senatore Zaffini. E dire che è colui che conosce la storia sanitaria di tutti i componenti del nucleo familiare, che può effettuare una valutazione complessiva sul soggetto fragile, e che può fare una valutazione generale sul soggetto guarito dal Covid alle prese probabilmente con i problemi del “long COVID” e quindi valutare l’opportunità o meno di effettuare la vaccinazione. E’ ovvio che si tratta di una categoria che deve essere coinvolta maggiormente e messa anche in condizione di effettuare le valutazioni che gli sono richieste attraverso un percorso di formazione accelerata. Altra circostanza è, poi, quella di prevedere delle premialità in virtù del grado di coinvolgimento che saranno in grado di fornire e dei risultati ottenuti”.”Ogni medico di Famiglia ha tra i suoi assistiti un numero rilevante di non vaccinati, mediamente 70/100, e questi devono essere individuati, seguiti, bisogna incontrarli presso il loro domicilio, e chiaramente devono essere vaccinati. Su questi soggetti deve essere fatta una valutazione sanitaria complessiva che solo il medico di medicina generale può effettuare, ovviamente adeguatamente supportato da tutte le strutture specialistiche necessarie e, come detto, da un percorso di formazione accelerato”.

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Vaccini Covid a confronto su protezione da variante delta. Infezioni e decessi ecco le differenze

Posted by fidest press agency su domenica, 21 novembre 2021

Un nuovo studio condotto su oltre 780.000 veterani degli Stati Uniti ha mostrato che, sebbene la vaccinazione contro Sars-CoV-2 rimanga protettiva anche con l’avvento della variante Delta, la protezione negli Stati Uniti è diminuita con la comparsa di questa variante. «Secondo quanto abbiamo osservato, i vaccini contro Covid-19 rimangono lo strumento più importante per prevenire l’infezione e la morte. Tuttavia, le vaccinazioni dovrebbero essere accompagnate da misure aggiuntive sia per le persone vaccinate che per quelle non vaccinate, tra cui l’uso delle mascherine, il lavaggio o la disinfezione frequente delle mani, e il distanziamento fisico» spiega Barbara Cohn, del Public Health Institute di Oakland, Stati Uniti, prima autrice dello studio pubblicato su Science. I vaccini mRNA di Pfizer-Biontech e Moderna e il vaccino vettore virale di Janssen sono stati efficaci nel prevenire malattie clinicamente significative causate da Sars-CoV-2 dal momento dell’inizio del loro utilizzo negli Stati Uniti fino alla fine del 2020. Tuttavia, entro luglio 2021, nel paese si è presentato un incremento di casi di Covid-19, che hanno continuato a emergere anche nei soggetti vaccinati. I dati nazionali sull’impatto dei vaccini sono limitati negli Stati Uniti, e per colmare tale lacuna, gli esperti hanno esaminato l’infezione da Sars-CoV-2 e i decessi in base allo stato di vaccinazione in oltre 780.000 veterani durante il periodo da febbraio 2021 a ottobre 2021, un periodo che comprendeva proprio l’emergere della variante Delta. Il tipo di vaccino somministrato differiva soprattutto in base all’età, infatti, i veterani più giovani avevano maggiori probabilità di aver ricevuto il vaccino di Janssen. L’analisi dei dati ha mostrato che, entro ottobre 2021, la protezione contro l’infezione offerta dai vaccini a mRNA è scesa da circa l’87% al 41%. Per il vaccino a vettore virale, invece, la protezione contro l’infezione è scesa a circa il 13%. La protezione contro il decesso è rimasta elevata per tutti i tipi di vaccino, anche se questo è stato vero in particolare per Pfizer-Biontech e Moderna, e rispetto ai veterani non vaccinati, quelli completamente vaccinati avevano un rischio molto più basso di decesso dopo l’infezione. La protezione contro il decesso, infatti, è scesa per Janssen dal 73,0% al 52,2%, per Moderna dall’81,5% al 75,5%, e per Pfizer-BioNTech dall’84,3% al 70,1%. Gli individui non vaccinati sono rimasti a più alto rischio di infezione, malattia grave e decesso. Secondo, gli autori, questi risultati supportano sforzi continui per aumentare le campagne di vaccinazione e di richiamo e per sostenere più livelli aggiuntivi di protezione contro le infezioni. «In particolare, sarà essenziale implementare interventi di sanità pubblica, come campagne di test strategiche per controllare eventuali recrudescenze, passaporti vaccinali, obbligatorietà dei vaccini in certi ambiti lavorativi, campagne vaccinali per raggiungere platee più diffidenti, e continui messaggi dai leader politici» concludono gli esperti. (fonte doctor33)

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Vaccini Covid, aumentano contagi tra operatori sanitari

Posted by fidest press agency su martedì, 2 novembre 2021

Ci sono i dati relativi ai contagi tra gli operatori sanitari, segnalati in crescita dall’ultimo Report di sorveglianza esteso dell’Iss: in totale, sono 144.812 i casi registrati per questa categoria, di cui 1.444 negli ultimi 30 giorni. Analizzando l’andamento, già “a inizio luglio si rileva un lieve aumento, in corrispondenza tuttavia dell’incremento del numero dei casi nella popolazione generale. Ma a partire dalla seconda metà di agosto, il numero di casi diagnosticati tra i cittadini è in forte diminuzione, mentre è in aumento il numero settimanale di quelli notificati fra gli operatori sanitari. In particolare, la settimana scorsa sono stati 371 rispetto ai 306 della settimana precedente, con una quota pari al 3,6% del totale dei casi generali”. (Fonte Farmacista33)

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Webinar aidm vaccini anti cov2

Posted by fidest press agency su martedì, 2 novembre 2021

Torino 4 e 5 novembre dalle ore 16 alle ore 19 ’AIDM (Associazione Italiana Donne Medico), sezione di Torino Metropolitana, organizza un webinar sul tema “Vaccini anti Sars-Cov-2. Approccio scientifico ed approccio di genere”. Il corso, accreditato con 9,9 crediti ECM, è rivolto a Medici, Odontoiatri, Farmacisti, Tecnici di laboratorio biomedico, Biologi, Infermieri, Veterinari. Nel convegno si parlerà delle caratteristiche biologiche, cliniche e diagnostiche del virus e dei vaccini, con attenzione particolare alle risposte immunitarie e ai diversi metodi di sequenziamento. Si tratterà di accessibilità ai vaccini a livello globale e delle implicazioni etiche, economiche, sociali e mediche delle scelte effettuate in particolare dai paesi più abbienti. Si approfondirà la storia dei vaccini, dal modello animale in avanti. Una attenzione particolare sarà dedicata alle differenze di genere nelle risposte immunitarie ai vaccini, con un focus sulla gravidanza. Il convegno sarà concluso da un momento di riflessione sulla circolazione fluida delle notizie vere e false, e come queste ultime possano essere limitate e contrastate grazie ad una comunicazione efficace. L’evento ha il patrocinio dell’Accademia di Medicina di Torino, dell’Asl di Torino, dell’OMCEO (Ordine dei medici) e dell’Università di Torino.

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Vaccini Covid, ecco i primi dati su efficacia e sicurezza della terza dose

Posted by fidest press agency su sabato, 30 ottobre 2021

L’efficacia relativa del vaccino anti-Covid dopo il richiamo, risulta del 95,6% contro la malattia, in una situazione in cui la variante Delta di Sars-CoV-2 è il ceppo prevalente. È quanto emerge dai primi dati sulla terza dose diffusi da Pfizer e Biontech. Si tratta dei risultati topline di uno studio randomizzato e controllato di fase 3 che valuta l’efficacia e la sicurezza di una dose “booster” di 30 µg del vaccino Pfizer/Biontech in più di 10mila over 16. Nel trial il richiamo è stato somministrato a persone che avevano ricevuto la serie primaria a due dosi dello stesso vaccino. E la terza iniezione ha “riportato la protezione del vaccino contro Covid agli alti livelli raggiunti dopo la seconda dose”, assicurano l’americana Pfizer e la tedesca Biontech, “mostrando un’efficacia vaccinale relativa del 95,6%, rispetto a coloro che non hanno ricevuto un richiamo”. Nel trial il tempo mediano tra la seconda dose e la somministrazione del richiamo (o del placebo per un secondo gruppo) è stato di circa 11 mesi. Il follow-up mediano è stato di 2,5 mesi. Durante il periodo di studio, ci sono stati cinque casi di Covid nel gruppo potenziato e 109 nel gruppo non potenziato. L’età media dei partecipanti era di 53 anni, con il 55,5% di età compresa tra i 16 e i 55 anni e il 23,3% over 65. Le analisi di più sottogruppi hanno mostrato che l’efficacia era coerente indipendentemente da età, sesso, razza, etnia o condizioni di comorbidità, si precisa in una nota in cui sono stati riepilogati i termini dello studio. Il profilo degli eventi avversi è stato “generalmente coerente con altri dati di sicurezza clinica per il vaccino, senza problemi di sicurezza identificati”, si legge ancora. I risultati “forniscono un’ulteriore prova dei benefici dei booster. Miriamo a mantenere le persone ben protette contro questa malattia”, afferma Albert Bourla, presidente e Ceo di Pfizer, che garantisce continuità nell’impegno “per aumentare l’accesso globale e la diffusione” del prodotto “tra i non vaccinati”, e ribadisce di ritenere “fondamentale” anche il ruolo dei booster nell’affrontare la pandemia. “Non vediamo l’ora di condividere questi dati con le autorità sanitarie – aggiunge – e di lavorare insieme per determinare come possono essere utilizzati per supportare il lancio di dosi di richiamo in tutto il mondo”. Dati che, dichiara Ugur Sahin, Ceo e co-fondatore di Biontech “si aggiungono al corpo di evidenze scientifiche che suggeriscono che una dose di richiamo del nostro vaccino può aiutare a proteggere un’ampia popolazione di persone da questo virus e dalle sue varianti”. Le aziende prevedono di condividere questi dati con la Food and Drug Administration (Fda) statunitense, con l’Agenzia europea del farmaco Ema e altre agenzie regolatorie del mondo “il prima possibile”. Nel frattempo, in vista dell’inverno che incombe e del rischio dell’arrivo di nuove varianti, il governo italiano punta ad accelerare l’inoculazione del cosiddetto booster: «Considerata l’attuale ampia disponibilità di vaccino e la perdurante elevata potenzialità di somministrazione», si proceda «con immediatezza ad effettuare i richiami vaccinali in parallelo a tutte le categorie indicate, fermo restando il solo vincolo del rispetto dell’intervallo temporale di almeno sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario», scrive in una circolare il commissario per l’Emergenza, Francesco Figliuolo alle Regioni. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, inoltre, alla Camera annuncia che – oltre a residenti nelle Rsa, personale sanitario, ultrasessantenni e fragili di ogni età – si valuterà la terza dose «eventualmente anche per altre categorie che oggi sono fuori».Intanto, per fare fronte alle richieste di tamponi da parte dei cittadini ai fini del green pass, Figliuolo chiede alle farmacie di restare aperte oltre l’orario di lavoro e anche nei giorni previsti di chiusura. Il commissario Figliuolo, sentito il ministero della Salute, ha dunque chiesto alle Regioni di agevolare le farmacie affinché possano continuare a effettuare i tamponi antigenici rapidi oltre gli orari e nelle giornate di chiusura e possano eseguire i tamponi anche nei casi in cui i soggetti non si siano prenotati. L’adesione, da parte delle farmacie, spiega all’Ansa Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma, «sarà su base volontaria e le farmacie che vorranno aderire devono comunicarlo alle aziende sanitarie locali e all’amministrazione comunale. È ancora troppo presto per una valutazione di quanti farmacisti risponderanno positivamente ma va sottolineato che alcune esperienze pilota di questo tipo sono già partite sul territorio». (Fonte doctor33)

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Tamponi e vaccini in farmacia

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2021

In queste ore si stanno concretizzando due importanti provvedimenti che riguardano l’attività in farmacia e il lavoro dei farmacisti. È stata inviata una comunicazione da parte del Commissario all’emergenza Covid, Generale Figliuolo, alle regioni in cui si invitano le stesse ad adottare i provvedimenti utili all’organizzazione dell’effettuazione dei tamponi anche in orari serali e fuori dalle fasce ordinarie di apertura delle farmacie. Il secondo provvedimento riguarda l’accordo sottoscritto tra Ministero della Salute, FOFI e associazioni sindacali di categoria (Federfarma e Assofarm) per l’effettuazione delle vaccinazioni antinfluenzali in farmacia. Questo accordo prevede per la farmacia la remunerazione dell’atto professionale con 6,16 € a vaccinazione effettuata. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs ritengono che, a poche settimane dalla sottoscrizione del testo di rinnovo del Contratto Nazionale delle farmacie private e nel pieno della discussione di rinnovo del Contratto Nazionale delle farmacie speciali (comunali) sia indispensabile affrontare questi temi in un confronto sindacale di merito. Per questo è stata inviata una richiesta di incontro alle associazioni di categoria, mettendo in copia anche il Commissario Straordinario all’emergenza Covid, Generale Figliuolo e il Ministro della Salute, Onorevole Speranza.

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Vaccini Covid, Report Aifa: 120 eventi avversi ogni 100mila dosi

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2021

Dall’avvio della vaccinazione anti-Covid in Italia, il 27 dicembre 2020, al 26 settembre scorso, per i quattro vaccini in uso, su un totale di 84.010.605 di dosi somministrate, sono state 101.110 le segnalazioni di sospetta reazione avversa al vaccino registrate nella Rete nazionale di farmacovigilanza, pari a 120 eventi segnalati ogni 100.000 dosi, di cui l’85,4% non gravi, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari. E’ quanto emerge dal nono Rapporto di farmacovigilanza sui vaccini Covid-19, pubblicato dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Le segnalazioni gravi corrispondono al 14,4% del totale, con un tasso di 17 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate. Come riportato nei precedenti rapporti, indipendentemente dal vaccino, dalla dose e dalla tipologia di evento, la reazione – si legge nella nota Aifa – si è verificata nella maggior parte dei casi (76% circa) nella stessa giornata della vaccinazione o il giorno successivo e solo più raramente oltre le 48 ore. Comirnaty*, il vaccino di Pfizer/BioNTech – ricorda l’Aifa – è attualmente il più utilizzato nella campagna vaccinale italiana (71,2%), seguito da Vaxzevria* di AstraZeneca (14,5%), Spikevax* di Moderna(12,5%) e Covid-19 Vaccino Janssen (1,8%). In linea con i precedenti report, dunque, la distribuzione delle segnalazioni per tipologia di vaccino ricalca quella delle somministrazioni (Comirnaty 68%, Vaxzevria 22%, Spikevax 9%, Covid-19 vaccino Janssen 1%). Per tutti i vaccini, gli eventi avversi più segnalati sono febbre, stanchezza, cefalea, dolori muscolari/articolari, reazione locale o dolore in sede di iniezione, brividi e nausea. Quanto alla vaccinazione eterologa, ossia alle persone under 60 che dopo avere ricevuto Vaxzevria di AstraZeneca come prima dose hanno fatto la seconda con un vaccino a mRna, “sono pervenute 262 segnalazioni su un totale di 644.428 somministrazioni (la seconda dose ha riguardato nel 76% dei casi Comirnaty e nel 24% Spikevax) – indica l’Aifa – con un tasso di segnalazione di 40 ogni 100.000 dosi somministrate”. (fonte: farmacista33)

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