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Posts Tagged ‘vaccini’

Coronavirus: La Commissione presenta la strategia dell’UE sui vaccini

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

Per contribuire a tutelare le persone in ogni luogo, la Commissione presenta oggi la strategia europea per accelerare lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di vaccini contro la Covid-19. Un vaccino efficace e sicuro contro il virus è la carta migliore per una soluzione permanente alla pandemia. Il fattore tempo è essenziale: ogni mese guadagnato nella conquista del vaccino significa salvare vite umane, e risparmiare mezzi di sussistenza e miliardi di euro. La strategia odierna propone un approccio comune dell’Unione che poggia sul mandato ricevuto dai ministri della Sanità dell’UE. La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: “È il momento della scienza e della solidarietà. Nulla è certo, ma ho fiducia nella nostra capacità di mobilitare le risorse necessarie per sviluppare un vaccino capace di vincere questo virus una volta per tutte, dobbiamo essere pronti a produrlo e distribuirlo in Europa e nel mondo. Il vaccino segnerà una svolta nella lotta contro il coronavirus, a testimonianza di ciò che riusciamo a ottenere quando mettiamo insieme conoscenze, ricerca e risorse. L’Unione europea farà il massimo possibile affinché tutti, nel mondo, abbiano accesso a un vaccino, senza distinzione di luogo.” La Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, Stella Kyriakides, ha dichiarato: “La collaborazione aumenterà le possibilità di accesso a un vaccino sicuro ed efficace nelle quantità necessarie e nel modo più rapido possibile; un accesso giusto ed equo per tutti, nell’UE e nel mondo, è la migliore opportunità di trovare una via di uscita definitiva dalla crisi della Covid-19. Qui l’Unione offre il meglio di sé: mettere in comune le risorse, unire gli sforzi e portare risultati concreti alla vita quotidiana delle persone”. Nessuno è al sicuro fino a quando non sono tutti al sicuro; non lesineremo gli sforzi per proteggere i cittadini dell’Unione e del mondo.”Lo sviluppo di un vaccino è un processo lungo e complesso. Con la strategia presentata oggi la Commissione sosterrà gli sforzi volti ad accelerare lo sviluppo e la disponibilità di vaccini sicuri ed efficaci in un lasso di tempo compreso tra 12 e 18 mesi, se non prima. Per portare a buon fine questa complessa impresa bisogna effettuare prove cliniche e parallelamente investire in capacità di produzione tali da produrre milioni, se non miliardi, di dosi del vaccino efficace. La Commissione è mobilitata al massimo per sostenere gli sforzi di quanti sono impegnati nello sviluppo dei vaccini.Non è una sfida europea, ma globale. L’Unione europea sarà sicura solo se il mondo intero avrà accesso a un vaccino. L’UE e i suoi Stati membri hanno pertanto sia la responsabilità che l’interesse a rendere il vaccino universalmente disponibile.Un passo importante verso un’azione congiunta tra Stati membri è già stato compiuto con la formazione di un’alleanza inclusiva sui vaccini tra Francia, Germania, Italia e Paesi Bassi. La strategia dell’Unione sul vaccino attuerà un approccio comune con prospettive future.

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Pandemia e vaccini. Ci ammaleremo per i vaccini che ci sono e non ci danno? Il caso Toscana

Posted by fidest press agency su martedì, 16 giugno 2020

E’ noto che molti sevizi sanitari che devono essere erogati durante il periodo pandemico, se non sono legati al Covid-19, vengono rimandati. Ovviamente ci sono quelli urgenti che hanno continuato e continuano ad essere erogati. Ma chi e come stabilisce l’urgenza? Anche qui, ovviamente, è il personale sanitario a farlo.
Tutti conosciamo qualcuno che ha dovuto sospendere o rinviare delle terapie per questa situazione. Ogni caso, ovviamente, va valutato a sé, ma non sappiamo se questa valutazione individuale possa essere giudicata soddisfacente, per esempio, per chi facendo una chemio si è visto rimandare il tutto e quanto questo rimando possa aver influenzato psicologicamente su questa persona. OK, bisogna giocare all’ingrosso e, anche se non siamo in ambito di “immunità di gregge”, ci può sempre essere qualcosa che non funziona.Chi scrive ha una figliola di 14 anni la cui efficacia dei vaccini contro varicella e papilloma-virus sono scaduti da tempo. L’appuntamento per farli era stato fissato ad aprile, ma le priorità in quel momento erano altre. Oggi, dove la smobilitazione d‘urgenza per il covid-19 è abbastanza diffusa (stiamo parlando della Toscana), si presume che si potrebbe procedere, invece non è così.Dopo un’attesa telefonica di 45 minuti (quarantacinque), avendo chiamato nella fascia oraria che viene indicata come la più libera, una gentile centralinista mi ha fatto sapere che è ancora troppo presto per mettere in regola la ragazza i cui vaccini sono scaduti e quindi “richiami tra un po’”.In attesa dei miei prossimi 45 minuti di attesa telefonica che nessuno mi paga e mi pagherà, mi viene spontanea una domanda: non è che in questa situazione per prevenire l’infezione da covid-19 (e in attesa di un vaccino che ci possa far dire con certezza che l’emergenza è finita), qualcuno ci rimette le penne perché non ha fatto i vaccini che invece ci sono? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Pandemia, vaccini ed economia. Tutti uguali? No

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

La multinazionale farmaceutica francese Sanofi, su domanda dell’agenzia stampa Bloomberg ha detto (il direttore generale Paul Hudson) che le autorità americane riceveranno per primi i vaccini che dovessero essere prodotti dai loro laboratori. Non un novità, visto che già a fine aprile scorso si era espressa nello stesso modo considerando le proprie cinque aziende presenti sul territorio Usa. Una distribuzione, secondo Sanofi, che dopo qualche giorno o settimana dovrebbe essere messa a disposizione del mondo intero. Questo intervento è stato poi stemperato…. Ovviamente. Tutto questo ha fatto il giro del mondo, con anche il presidente francese (l’azienda è comunque francese) Emmanuel Macron che ha esternato in modo indignato.
Per l’Italia, dove siamo attualmente confinati dopo aver scoperto che siamo anche, più che italiani, toscani, laziali, siciliani, pugliesi, piemontesi, friuliani, etc… confini regionali oltre i quali non ci è consentito muoverci e che, prima, a parte alcuni movimenti politici specifici, non ci si faceva caso se non quando si andava a votare le regionali … per l’Italia… una risposta a quel motivo conduttore che ci ha seguito nella crisi pandemica e che continua a seguirci: CE LA FAREMO. In diversi si sono sentiti accomunati, gli uni uguali agli atri come si dice che sia per la morte… ma, piano piano ci siamo resi conto che non è così per le malattie e per l’economia. Dopo che abbiamo scoperto, grazie ai vari Dpcm, di avere uno Stato benefattore che dava soldi più o meno a tutti, ci siamo resi conto che una cosa è dirlo e anche scriverlo nero su bianco, altro è riceverli. In questa distribuzione si è frapposta una mefitica e irragionevole burocrazia figlia di privilegi e posizioni di rendite che, ad oggi, sembra che stia accelerando disperazione, fallimento e disastri. Contesto in cui, ovviamente, si “salvano” quelli che sono più uguali degli altri e che, in crisi pandemica, hanno avuto responsabilità politiche ed economiche per la gestione della situazione. Una sorta di Air Force One in cui hanno preso posto tutti quelli che i “capi” hanno ritenuto indispensabili per la sopravvivenza del sistema. Gli altri… in attesa del prossimo volo….
Per il mondo, a partire da quello più vicino a noi (l’Ue) ognuno ha fatto e continua a fare da sé. Il virus è europeo e mondiale? Sì, mandiamo un po’ di aiuti a quelli più disperati (italiani fra questi), ma sia chiaro chi manda e che importanza ha nel Pianeta. Ecco che, ognuno con le proprie caratteristiche, si è manifestato: alcuni Paesi Ue contro altri per non dar loro soldi, e Paesi come la Cina, per esempio, che ti aiutano in cambio di una loro penetrazione politica ed economica. Tutti altruisti,,, ma a casa loro. Ché altrimenti c’è un prezzo da pagare. Ecco che, quindi, il vaccino dato per primo a Trump non ci meraviglia. L’importante è rendersene conto e non farsi prendere dal clima “siamo tutti uguali”. No! E’ sempre l’Italia, l’Ue e il mondo che c’era prima della pandemia. E per starci e affrontarlo, così come era prima, non ci si può stare dentro aspettando lo Stato assistenziale ed elargitore, ma darsi da fare. E anche molto, ma proprio molto più di prima. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Emergenza Covid-19: nel futuro cure con anticorpi monoclonali, uno o più vaccini e condivisione globale dei dati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

“Non ci sarà un vaccino a breve, ma vogliamo portare in Italia la sperimentazione clinica e la produzione degli anticorpi monoclonali contro Covid-19”. Lo ha annunciato questa sera il genetista dell’Università di Roma Tor Vergata, il professor Giuseppe Novelli, durante il suo intervento nel webinar ‘Pandemia Covid-19: la strada per una cura. L’impatto scientifico, sociale ed economico dei vaccini e delle terapie, oggi e domani’ promosso da Edra e moderato dall’Onorevole Beatrice Lorenzin, già ministro della Salute. “Speriamo a breve di realizzare allo Spallanzani studi in vitro e poi la sperimentazione in 2-3 centri clinici su un gruppo di pazienti”, ha aggiunto Novelli. Dall’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, il professor Giuseppe Ippolito ha concordato sui tempi del vaccino: “Ci sono varie fasi di sperimentazione da rispettare, per questo i tempi non saranno così brevi”. Ippolito ha inoltre ricordato che “La scienza si fa con gli Open Data. In una pandemia i dati devono essere pubblici, non bisogna essere gelosi dei dati” e, ha aggiunto “le malattie infettive vanno combattute con modelli di governo, di prepardeness”. Pensiero condiviso anche Stefano Bertuzzi, CEO dell’American Society of Microbiology che ha portato l’esperienza USA.
Pier Paolo Pandolfi della Harvard Medical School di Boston ha evidenziato che “gli Stati Uniti hanno dato 450 mln di dollari all’azienda Moderna per sviluppare il vaccino contro Covid-19”. Attualmente è in fase II di sviluppo: “Questo vuol dire che le prime dosi ovviamente andranno agli americani e forse in Italia arriveranno tre anni dopo”.
“Questi interventi sottolineano che sul fronte delle azioni contro il virus e di prevenzione ci deve essere una linea nazionale, anzi continentale – ha aggiunto Beatrice Lorenzin -. Dobbiamo adeguare le nostre istituzioni sanitarie alle emergenze e alle sfide che ci sta ponendo un mondo sempre più globalizzato. Il tema degli Open Data lo portiamo avanti da anni e ci servirà per sviluppare la nostra ricerca clinica e sperimentale”.
Poi ha concluso: “Questo incontro ci dimostra come i decisori politici debbano creare da ponte tra il mondo della ricerca e il mondo della decisione. Oggi abbiamo fatto il punto su alcune questioni focali e strategiche che si spingono oltre il Covid- 19 e vanno verso la necessità di riorganizzare la nostra società e le politiche della scienza, che sono sempre di più politiche della nostra vita quotidiana”.

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Coronavirus: 7,4 miliardi di € raccolti a favore dell’accesso universale ai vaccini

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

Bruxelles. Nel corso dell’evento di mobilitazione “Risposta globale al coronavirus”, la Commissione ha registrato impegni di finanziamento da tutto il mondo per un valore di 7,4 miliardi di € (8 miliardi di $). Questa cifra comprende l’impegno di finanziamento di 1,4 miliardi di € della Commissione stessa.La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: “Oggi il mondo ha dato prova di un’unità straordinaria in nome del bene comune. Governi e organizzazioni sanitarie mondiali hanno unito le forze contro il coronavirus. Con un impegno del genere siamo sulla buona strada per sviluppare, produrre e distribuire un vaccino per tutti, ma questo è solo l’inizio. Dobbiamo persistere nei nostri sforzi ed essere pronti a contribuire in modo ancor più significativo. La maratona di raccolta fondi prosegue: in tutto il mondo la società civile e le persone dovranno unirsi ai governi in questa dimostrazione globale di speranza e determinazione.”L’evento di mobilitazione è stato organizzato congiuntamente dall’Unione europea e da Arabia Saudita (che detiene la presidenza di turno del G20), Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia (presidenza entrante del G20), Norvegia, Regno Unito e Spagna. L’iniziativa fa seguito all’appello(link is external) dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e di un gruppo di iniziatori operanti nel campo della salute, che hanno esortato a instaurare una collaborazione planetaria per accelerare lo sviluppo, la produzione e un accesso equo nel mondo alle nuove tecnologie sanitarie essenziali per la lotta al coronavirus. La Risposta globale al coronavirus si articola in tre partenariati per i test, le cure e la prevenzione, sottesi da un processo di rafforzamento dei sistemi sanitari.
I donatori sono invitati a continuare ad assumere impegni di finanziamento a favore della Risposta globale al coronavirus. Possono scegliere la priorità che desiderano sostenere – test, cure o prevenzione – ma anche fare una donazione a sostegno dell’asse di lavoro trasversale dell’iniziativa, che si prefigge di aiutare i sistemi sanitari di tutto il mondo ad affrontare la pandemia.La Commissione annuncerà a breve la ripartizione della somma raccolta oggi e gli importi che saranno devoluti ai vaccini, agli strumenti terapeutici e diagnostici e al rafforzamento dei sistemi sanitari in risposta al Covid-19.L’accesso universale e a prezzi abbordabili agli strumenti contro la Covid-19 (ACT-Accelerator) è stato il principale obiettivo dell’appello alla mobilitazione(link is external) lanciato il 24 aprile dai partner mondiali nel settore sanitario. A tal fine sono necessari finanziamenti consistenti, oltre a una solida struttura di collaborazione con obiettivi chiari per garantire il buon uso dei fondi donati ed evitare la frammentazione degli sforzi.Sulla base delle discussioni con i partner del settore pubblico e privato e con le organizzazioni senza scopo di lucro, la Commissione europea propone un quadro collaborativo di risposta globale dell’ACT-Accelerator. Il quadro è pensato per fornire una struttura di coordinamento che orienti e monitori i progressi compiuti a livello globale nell’accelerare lo sviluppo di vaccini e di strumenti terapeutici e diagnostici universalmente accessibili, nonché nel rafforzare adeguatamente i sistemi sanitari perché possano perseguire queste tre priorità.Il quadro collaborativo dovrebbe essere limitato nel tempo (2 anni, periodo rinnovabile) e fare leva sulle organizzazioni esistenti, senza creare nuove strutture. Nelle intenzioni della Commissione europea dovrebbe riunire partner come l’OMS, la Bill & Melinda Gates Foundation, il Wellcome Trust e alcuni paesi organizzatori, oltre a numerosi soggetti di rilievo che operano nel campo della salute a livello mondiale, tra cui CEPI, Gavi, the Vaccine Alliance, Global Fund o UNITAID.Il quadro poggerebbe su tre partenariati, basati sulle tre priorità della Risposta globale al coronavirus, che riuniscono il mondo dell’industria e della ricerca, fondazioni, autorità di regolamentazione e organizzazioni internazionali secondo un’impostazione orientata alla catena del valore nel suo insieme: dalla ricerca alla produzione fino alla distribuzione. I tre partenariati opererebbero quanto più autonomamente possibile, con un asse di lavoro trasversale dedicato al potenziamento della capacità dei sistemi sanitari e alla condivisione delle conoscenze e dei dati.La Commissione registra e tiene traccia degli impegni di finanziamento fino alla fine di maggio, ma non incassa alcun pagamento. I fondi vanno direttamente ai destinatari, che non potranno però decidere da soli come impiegarli: il loro uso sarà stabilito di concerto con il partenariato. Nel rispetto degli impegni assunti tutti i nuovi vaccini e strumenti diagnostici e terapeutici contro il coronavirus devono essere resi disponibili a livello mondiale a prezzi accessibili, indipendentemente dal luogo in cui sono stati sviluppati. La risposta globale deve coinvolgere anche la società civile e la comunità dei cittadini di tutto il mondo, motivo per cui la Commissione europea intende collaborare con ONG come Global Citizen e altri partner.

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Federconsumatori aderisce ad appello per accesso cure e vaccini

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Federconsumatori aderisce all’appello al Governo italiano, sottoscritto da oltre cinquanta esperti di salute pubblica, accademici e intellettuali, affinché adotti tutte le misure utili a garantire l’accesso a cure e vaccini necessarie durante l’emergenza coronavirus.
L’iniziativa, che vede tra i suoi primi firmatari Silvio Garattini, fondatore e presidente dell’Istituto Mario Negri di Milano e Claudia Lodesani, presidente dell’organizzazione non Medici senza frontiere Italia, chiede in particolare che il sistema internazionale della proprietà intellettuale non limiti l’accesso a farmaci, vaccini e test diagnostici ai Paesi o ai pazienti che non possono permetterseli.
Le disuguaglianze non possono e non devono creare differenze nell’accesso alle cure contro questo terribile virus che sta colpendo l’intera popolazione mondiale. Mai come in questo frangente è necessario globalizzare diritti, permettendo a tutti di poter combattere la pandemia, attraverso le cure necessarie. Gli interessi del mercato farmaceutico non possono e non devono prevalere sulla salute pubblica a livello planetario. È necessario uno sforzo del Governo e dell’intera comunità mondiale, a partire dall’OMS, perché si permetta l’accesso al vaccino che sarà predisposto e ai farmaci per curare il Covid-19 ai sistemi sanitari di tutti i paesi, anche di quelli in via di sviluppo, che hanno minori possibilità economiche. I firmatari dell’appello ricordano che: “In presenza di crisi sanitarie conclamate come quella che stiamo attraversando, un governo può autorizzare la produzione di un farmaco senza pagare le licenze al detentore del brevetto emettendo una «licenza obbligatoria». Non si tratta di un esproprio proletario, ma di una procedura prevista anche dall’Organizzazione Mondiale del Commercio, dopo una lunga battaglia vinta dalle associazioni di pazienti per l’accesso ai farmaci anti-Aids nei Paesi in via di sviluppo all’inizio degli anni Duemila.”
L’appello ricorda inoltre che i parlamenti di Cile, Israele, Ecuador e Germania hanno già adottato risoluzioni in cui si dichiara che l’epidemia globale di Coronavirus giustifica l’uso di licenze obbligatorie per vaccini, farmaci e test diagnostici. Invitiamo il Parlamento italiano a fare altrettanto. Desta preoccupazione, visti i precedenti, anche l’accesso ai farmaci necessari e promettenti per la cura al coronavirus, in primis il Remdesivir, farmaco antivirale commercializzato dalla società farmaceutica Gilead. La stessa società che, per i farmaci contro l’epatite C, qualche anno fa arrivò a far pagare fino a 80 mila dollari per trattamento sul mercato americano e decine di migliaia di euro in Europa, finché nuovi antivirali concorrenti non sono stati immessi sul mercato calmierandone il prezzo. Per altri farmaci ritenuti utili, come l’idrossiclorochina, il cui costo è più contenuto, è necessario implementare l’attuale capacità produttiva, oggi ridotta. Anche per tali farmaci è necessario un deciso intervento del governo e delle agenzie internazionali, per permettere una distribuzione equa, basata sulla necessità della popolazione e non sulla capacità economica dei Paesi.

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Tra qualche mese, le cure e vaccini per il COVID-19 raggiungeranno gli ospedali

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

Ma alcuni di noi non potranno permetterseli! Questo potrebbe accadere perché il commissario europeo per la salute e i ministri della sanità nazionali non hanno fatto nulla per impedire alle aziende farmaceutiche di far pagare prezzi elevati ai sistemi sanitari per i farmaci che sviluppano con le nostre tasse.Con i prezzi elevati dei farmaci, dato che il virus infetta milioni di persone in Europa, i sistemi sanitari dei paesi più ricchi come la Germania o Francia potrebbero dover scegliere a quali cittadini somministrare le cure, mentre i paesi a basso reddito potrebbero non essere in grado di permettersi affatto quei farmaci. A nessuno dovrebbero essere negate le cure, che si tratti di anziani, migranti, poveri o disoccupati.Non si tratta solo di un discorso di giustizia sociale, ma anche di sicurezza. Se solo una parte degli europei avrà i vaccini, negli altri paesi continuerà a dilagare il contagio, rendendo inefficaci le misure di protezione.Se non interveniamo, le aziende che ricevono denaro pubblico potranno ottenere licenze esclusive per produrre medicinali, in modo che nessun altro possa vendere gli stessi farmaci o addirittura avere accesso alle conoscenze mediche necessarie per produrli. Questo significa che le aziende farmaceutiche potranno far pagare prezzi eccessivamente alti, rendendo difficile anche per il miglior sistema sanitario acquistare farmaci a sufficienza per renderli disponibili a tutti.Questo è già successo in Europa per altri farmaci salvavita. La società Gilead Sciences, che si è trovata sotto tiro per aver tentato di ottenere un brevetto su un vaccino COVID-19 , ha il monopolio di un farmaco per il trattamento dell’epatite C, e ha fatto profitti per oltre 20 miliardi di euro solo con questo farmaco, dal 2013. Fanno pagare prezzi esorbitanti ai sistemi sanitari europei per questo farmaco e troppe persone si vedono negare il trattamento proprio a causa di ciò. È facile per il Commissario della sanità e il nostro Ministro della sanità fermare le aziende che sfruttano questa crisi. Sta a noi dar loro la sveglia.Oggi abbiamo la possibilità di sfruttare la pandemia di coronavirus per suonare un campanello d’allarme. Non solo dobbiamo rendere accessibile qualsiasi trattamento COVID-19 in modo da poterci prendere cura di tutti, ma dobbiamo stabilire il precedente di cui la nostra salute ha bisogno: perché la salute di tanti venga sempre prima del profitto di pochi. By Giulio (Roma), Virginia (Madrid) e tutto il team di Wemove Europe.

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Ue contro la vendita di falsi vaccini e presidi medici a costi eccessivi

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

La Commissione Europea, su impulso dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, si arma contro la vendita di falsi vaccini e presidi medici a costi eccessivi.L’emergenza sanitaria in corso, che ha tristemente guadagnato la qualifica di pandemia, attribuita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sta comportando l’adozione di misure restrittive tanto rigide quanto necessarie a contenere gli effetti dilaganti del virus COVID-19. Mentre i governi europei ed extra europei si impegnano nella complessa opera di bilanciamento di tutti gli interessi coinvolti dai provvedimenti adottati, non manca chi cerca di trarre giovamento dalla delicata situazione in corso, lucrando sulle paure dei consumatori e vendendo prodotti quali mascherine e disinfettanti per le mani a prezzi esorbitanti, più che decuplicati. “Spregevoli pratiche commerciali del genere non sono fortunatamente sfuggite alla lente della nostra autorità Antitrust che, in collaborazione con la Guardia di Finanza, ha avviato un procedimento istruttorio contro un sito web che commercializzava un farmaco antivirale a più di 600 euro” dichiara Maria Pisanò, Direttore del Centro Europeo Consumatori Italia “e ora le autorità nazionali a tutela dei consumatori di tutta Europa, coordinate dalla Commissione Europea, hanno avviato un’ azione comune per tutelare i consumatori dalla disonestà di alcuni commercianti”.A tal proposito si è pronunciato Didier Reynders, commissario per la Giustizia e i consumatori, il quale ha assicurato che Commissione e Stati Membri adotteranno tutte le misure in loro potere per evitare che condotte disoneste possano essere messe in atto e ha invitato e incoraggiato le piattaforme di vendita online a seguire l’esempio di Amazon e Facebook che hanno autonomamente e volontariamente adottato provvedimenti contro pratiche commerciali scorrette.“Il commissario Reynders ha annunciato anche che sarà presto pubblicata una guida per identificare meglio le pratiche da censurare e per fornire un valido ausilio alle autorità nazionali” dichiara Monika Nardo, consulente legale del Centro Europeo Consumatori Italia; proprio il Centro, che da sempre costituisce un valido interlocutore della rete CPC, è investito della funzione di effettuare le cosiddette “segnalazioni esterne”, nell’ambito del meccanismo recentemente introdotto dal Regolamento (UE) 2017/2394, in vigore dal 17 gennaio 2020. Il nuovo testo legislativo espande e rafforza i poteri delle autorità nazionali per coordinare e rendere più incisi i propri interventi di sorveglianza del mercato al fine di contrastare in modo più efficace le violazioni transfrontaliere del diritto dei consumatori, in particolare nei contesti digitali.

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COVID-19: la Commissione offre sostegno finanziario all’azienda di vaccini CureVac

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

La Presidente Ursula von der Leyen e la Commissaria Mariya Gabriel hanno incontrato i dirigenti di CureVac. Il sostegno sarebbe erogato sotto forma di garanzia dell’UE di un prestito della BEI attualmente oggetto di valutazione nell’ambito dello strumento di finanziamento InnovFin a favore delle malattie infettive nel quadro di Orizzonte 2020.La Presidente von der Leyen ha dichiarato: “In questa crisi sanitaria pubblica è essenziale sostenere i nostri ricercatori e le nostre imprese tecnologiche di punta. Siamo determinati a fornire a CureVac il finanziamento necessario per accelerare lo sviluppo e la produzione di un vaccino contro il coronavirus. Sono orgogliosa che ci siano imprese leader come CureVac nell’UE. La loro casa è qui, ma i loro vaccini andranno a beneficio di tutti, in Europa e oltre confine.” La Commissaria Gabriel ha aggiunto: “Sostenere la ricerca e l’innovazione di eccellenza nell’UE è una parte essenziale della nostra risposta coordinata contro la diffusione del coronavirus. Nel 2014 CureVac ha vinto il primo premio dell’UE di incentivo all’innovazione. Siamo impegnati a sostenere ulteriormente la ricerca e l’innovazione che conduce nell’UE in questo momento critico. La scienza e l’innovazione in Europa sono al centro delle nostre politiche di protezione della salute delle persone.”
CureVac è una società farmaceutica tedesca che ha sviluppato una nuova tecnologia per superare la necessità di mantenere i vaccini stabili senza refrigerazione. Studi preliminari hanno dimostrato che questa tecnologia è promettente per una risposta rapida al COVID-19 e, se saranno comprovati, milioni di dosi di vaccino potrebbero essere prodotte a costi contenuti. CureVac ha già avviato il proprio programma di sviluppo di un vaccino contro il COVID-19 e prevede di iniziare i test clinici entro giugno. Il sostegno a CureVac rientra nella risposta coordinata dell’UE alla minaccia per la salute pubblica costituita dal COVID-19. Lavorando in stretta collaborazione con l’industria, la Commissione ha già mobilitato 140 milioni di EUR di finanziamenti pubblici e privati a sostegno della ricerca urgentemente necessaria che mira a prevenire la diffusione del coronavirus.

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Coltura Cellulare: la nuova frontiera per la produzione di vaccini influenzali

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

influenza.pngLa Coltura Cellulare è una recente innovazione per la produzione di vaccini influenzali, che nasce con l’obiettivo di ampliare le opzioni disponibili per prevenire il rilevante tasso di ricoveri e di mortalità correlati all’influenza che si registra ogni anno in Europa.A oggi, i vaccini influenzali disponibili in Europa vengono prodotti utilizzando uova embrionate di pollo come incubatore; al loro interno i virus selezionati si replicano, vengono inattivati e purificati, per poi essere avviati alla fase finale di produzione. Questo processo è altamente standardizzato e sicuro, ma presenta alcuni limiti: è infatti necessario un gran numero di uova in un breve arco di tempo per soddisfare la produzione e non tutti i virus crescono in maniera ottimale in questo sistema, dando luogo a mutazioni adattative.Alla luce di ciò, è diventata sempre più impellente la necessità di trovare un sistema di produzione che permetta di incrementare rapidamente l’allestimento delle dosi in risposta alle variazioni della domanda.Per questo motivo è nata la Coltura Cellulare, un innovativo sistema che utilizza cellule appositamente selezionate, su cui i virus non necessitano di adattamento. Inoltre, questa tipologia di produzione è più facilmente standardizzabile, consente la creazione di molte dosi in tempi più rapidi e offre un valido strumento per l’allestimento di vaccini, oltre che per l’immunizzazione stagionale, anche in caso di pandemie.Recenti studi di laboratorio hanno dimostrato che alcuni virus influenzali subiscono dei mutamenti quando vengono prodotti mediante la coltivazione su uova, come avviene per i vaccini antinfluenzali convenzionali, con conseguenti possibili ripercussioni sull’efficacia del vaccino stesso. Tali mutazioni non sono, invece, state osservate in virus influenzali prodotti su colture cellulari. Ciò porta a presumere che tali vaccini offrano, in determinate stagioni, una migliore protezione dall’influenza. ,
A dimostrazione di ciò, nel dicembre 2018, Seqirus ha presentato uno studio alla Canadian Immunization Conference (CIC) relativo a un’analisi effettuata su oltre 1,3 milioni di cartelle cliniche, che ha evidenziato come negli Stati Uniti, durante la stagione influenzale 2017-18, il vaccino QIVc (quadrivalente prodotto su coltura cellulare) sia stato più efficace del 36,2% rispetto ai vaccini quadrivalenti standard coltivati su uova (QIVe) nella prevenzione delle sindromi influenzali nelle persone a partire dai 4 anni.
La ricerca ha dimostrato che alcuni virus H3N2, quando vengono coltivati su uova, subiscono cambiamenti che portano a una riduzione dell’efficacia dei vaccini antinfluenzali stessi (situazione osservata nelle stagioni dominate da virus H3N2). Quando il vaccino viene invece prodotto con procedimenti interamente estranei alla coltura su uova, come quella su substrato cellulare, il componente H3N2 è in grado di offrire una protezione più mirata, e pertanto potenzialmente migliore, contro il ceppo H3N2 circolante rispetto alle opzioni standard di produzione su uova. (foto influenza copyright Havas PR Milan da uno studio di Seqirus, leader mondiale nel business dei vaccini influenzali. E’ una società del gruppo CSL, azienda globale specializzata in bioterapie, con oltre sedicimila dipendenti e operazioni in oltre 30 Paesi a livello globale.Seqirus, con base a Maidenhead in Gran Bretagna, occupa circa duemila dipendenti e opera in oltre 20 Paesi in tre continenti: Nord America, Europa e Australia.)

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Dichiarazioni commissario UE alla Salute Vytenis Andriukaitis sui vaccini in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 novembre 2018

“Concordo con l’affermazione di Vytenis Andriukaitis. I dibattiti politici su un tema così importante come quello delle vaccinazioni e dei rischi per la sanità pubblica di coperture vaccinali inappropriate non fanno altro che creare confusione nella popolazione con ricadute negative sulla salute della popolazione italiana. Purtroppo il morbillo, che è una malattia grave eradicabile con coperture vaccinali elevate in quanto non esiste un serbatoio diverso da quello umano, per cui esiste un vaccino efficace e sicuro, continua a essere una malattia frequente nel nostro Paese e questo dimostra che la popolazione italiana non è consapevole dei rischi della malattia e dell’efficacia e sicurezza della vaccinazione. Questo è uno degli esempi più eclatanti, ma moltissime sono le dimostrazioni della scarsa consapevolezza nel nostro Paese della esistenza e gravità di alcune malattie infettive e dei vantaggi della prevenzione. In Italia non esiste una anagrafe vaccinale informatizzata che colleghi l’intero Paese; se un soggetto non vaccinato, quindi, si trasferisce a vivere da una Regione all’altra non viene più rintracciato. In attesa che venga implementata tale anagrafe vaccinale sull’intero territorio nazionale, cosa che viene detta ormai da moltissimi anni, è necessario che un appropriato controllo sulle coperture vaccinali avvenga durante momenti come l’inserimento a scuola”.

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Vaccini e antibiotici: cosa ne pensano gli studenti?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

I vaccini possono prevenire il cancro? Somministrare più vaccini nella stessa seduta è rischioso? Quando si deve assumere un antibiotico? Che cos’è l’antibiotico resistenza? Gli animali contribuiscono o no al fenomeno dell’antibiotico resistenza? Sono solo alcune delle domande contenute nel questionario sulla “Percezione del rischio connesso all’utilizzo degli antibiotici e dei vaccini”, sottoposto dall’Università di Parma ai suoi studenti.Al questionario, ideato e realizzato dai docenti dell’Università di Parma Simone Bertini, Andrea Summer e Carlo Calzetti, hanno risposto 2229 studenti, il 9,07% dell’intera popolazione studentesca dell’Università di Parma. Le risposte, date in forma anonima ma con riferimento al corso di studio e all’età, forniscono un’immagine della percezione del rischio negli studenti iscritti nei più diversi corsi di studio dell’Ateneo.
I risultati? Alti e bassi. Sfiora il 100% (96,77%) la percentuale di risposte corrette alla domanda su “Quando si deve assumere un antibiotico”, e sono ben oltre il 90% quelle alle domande sull’antibiotico resistenza (93.05%) e sulla sua crescita (92.3%). Le risposte esatte superano invece l’80% nelle domande relative all’uso degli antibiotici e al momento in cui la terapia antibiotica a domicilio va sospesa.Piuttosto basse, per contro, le percentuali di risposte corrette alla domanda relativa a cosa è bene associare a una terapia antibiotica al domicilio (30.69%), a quella che chiedeva se i vaccini possono prevenire il cancro (il 43,47% ha giustamente detto “solo alcuni”) e a quella relativa all’eventualità di rischi nella somministrazione di più vaccini in una stessa seduta (51,86%).Per quanto riguarda la connessione dell’antibiotico resistenza al mondo animale, e in particolare l’incidenza degli animali al problema dell’antibiotico resistenza, i risultati del questionario dimostrano che la questione viene sottovalutata, perché circa il 20% degli studenti sostiene che gli animali non contribuiscono all’antibiotico resistenza e non ritiene importante l’uso di antibiotici esclusivi per le specie animali.

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Vaccini: i dirigenti scolastici devono seguire le indicazioni del Governo

Posted by fidest press agency su domenica, 2 settembre 2018

Bisogna accettare la circolare ministeriale: i DS non sono responsabili delle dichiarazioni mendaci delle autocertificazioni dei genitori, ma se non la rispettano saranno passibili di provvedimenti da parte delle autorità competenti. Bene la visione dell’On. Villani: è necessario seguire le direttive del ministero dell’istruzione; infatti, la circolare in questione, modificando solo in parte la norma, non inficia la tutela della salute pubblica ma consentirà ai bambini di frequentare le scuole senza la paura di essere allontanati. Il giovane sindacato si è molto speso per il delicato problema delle vaccinazioni: rispetto alla notizia di uno dei maggiori sindacati della dirigenza scolastica che afferma come i DS non rispetteranno le indicazioni fornite nella circolare Miur-Ministero della Salute, in quanto nella medesima si indica che, in merito all’obbligo vaccinale, sarà sufficiente l’autocertificazione da parte dei genitori, mentre nelle legge Lorenzin era prevista la presentazione della documentazione dell’ASL, Udir sposa in toto il pensiero del portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati, Virginia Villani.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, afferma che “visto che l’inosservanza della circolare potrà esporre i singoli dirigenti scolastici al rischio di conseguenze sotto il profilo disciplinare, non è certamente nostra intenzione farli inciampare in questo pericolo. Noi siamo per il rispetto della Circolare. Per quanto riguarda poi la problematica degli alunni immunodepressi o non vaccinabili per motivi di salute, come è stato detto, si troverà una soluzione insieme con le famiglie. Il diritto allo studio è sacrosanto come quello alla salute: è possibile tutelarli entrambi, seguendo le direttive”.

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Vaccini – Anief difende le scelte del Governo: le scuole si devono adeguare subito

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 agosto 2018

Il governo sta lavorando nella direzione giusta. Perché è un falso problema quello delle certificazioni e quello delle iscrizioni, considerando che l’eventuale obbligo-ricatto riguarderebbe appena un bambino su quattro della fascia d’età coinvolta. Quindi, la decisione presa dal Ministro della Salute, Giulia Grillo, di potersi iscrivere da subito anche senza la certificazione, operando in sede parlamentare per l’introduzione di un obbligo di tipo “flessibile”, è sicuramente lecita. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il legislatore sta intervenendo nel decreto Milleproroghe, con la trasformazione di un disegno di legge ad hoc che cambierà la normativa: prorogare di un anno l’obbligo è una decisione saggia. I dirigenti scolastici avranno anche le loro ragioni, per via di incombenze e carichi di lavoro impressionanti, ma non sono sceriffi: su questo punto, quindi, farebbero bene ad ascoltare le istruzioni del Miur. Perché sono diverse le prerogative e i diritti che su certi aspetti entrano in causa e vanno valutati, al fine di non ledere i diritti di nessuno. Le polemiche di questi giorni risultano pertanto sterili, se non inutili, perché mettono in discussione il ripensamento dei parlamentari su una norma irragionevole che un anno fa di questi tempi era stata imposta per decreto, senza il necessario confronto con le parti coinvolte, ad iniziare dalle famiglie degli alunni. Una volta approvata la nuova norma, non vi sarà alcun problema: nemmeno sulle classi ghetto, altro motivo infondato di polemica. La verità è che soltanto un bambino su quattro frequenta le nostre scuole nel pre-obbligo scolastico e non c’è bisogno di dividere i bambini tra vaccinati e non vaccinati. Il resto è diatriba politica che a noi non interessa: come sindacato ci dobbiamo preoccupare di chi opera nella scuola, da docente e da discente. Tutti, nessuno escluso.

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Scuola – Vaccini, polemiche inutili: l’obbligo riguarda solo il 25% dei bambini. E gli altri?

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 agosto 2018

Lo slittamento a settembre dell’approvazione del decreto Milleproroghe, quindi del rinvio di un anno dell’obbligo per la frequenza scolastica, ha di fatto riabilitato la circolare Grillo-Bussetti che introduce l’autocertificazione, ma anche ridato vita alle prese di posizione sui pro e contro delle vaccinazioni obbligatorie. Per cercare una mediazione, la Ministra della Salute ha anche paventato la possibilità di introdurre “classi protette per i 10 mila bambini immunodepressi”.Anief ritiene che il crescere delle polemiche sia inutile, anzi addirittura dannoso all’organizzazione scolastica, già di per sé confusa e ricca di problematiche di vario genere, ad iniziare dalla formazione degli organici e dall’assegnazione dei tanti precari sugli oltre 150 mila posti scoperti tra personale docente e Ata. Per non parlare della vicenda kafkiana che stanno vivendo i 160 mila maestri e laureati supplenti, vittime prima dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato che li ha estromessi dalle GaE e ora dalla soluzione pilatesca trovata dal Governo e sulla quale il Parlamento si sta spaccando. Il ricatto dell’avvenuta effettuazione dei dieci vaccini principali per la frequenza scolastica è un metodo del tutto inefficace per assicurare le vaccinazioni a tutti i bambini, poiché il sistema scolastico integrato – con iscritti agli asili nido e alle scuole dell’infanzia – riguarda solo una parte dei minori di quella fascia d’età. Inoltre, il decreto Lorenzin è stato calato dall’alto, ignorando le parti sociali e le associazioni coinvolte, tanto che domani due comitati spontanei consegneranno alla ministra della Salute un documento con 22.000 firme, con cui chiedere di «superare rapidamente l’obbligo vaccinale e le esclusioni dei bambini 0/6 anni dai servizi per la prima infanzia».
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il provvedimento deciso dal Governo, di rinviare di un anno l’obbligo introdotto dall’esecutivo Gentiloni attraverso il decreto a firma dell’ex Ministro Lorenzin, risulta necessario, proprio per offrire un periodo di riflessione sulla materia. E per dare tutto il tempo utile alle Camere, in modo che possano così approvare una nuova norma che cancelli l’inutile obbligo. Una disposizione che non può nemmeno contare su un supporto costituzionale, visto che per tutelare il diritto alla salute si procede alla negazione di quello, altrettanto basilare, relativo all’istruzione. In questa situazione di incertezza, di norme e regolamenti mutevoli, ribadiamo la nostra richiesta ai Ministeri coinvolti di inviare il prima possibile ai dirigenti interessati una comunicazione ufficiale che sancisca il rinvio delle sanzioni che sarebbero scattate nei confronti dei genitori inadempienti, ad iniziare dalle multe fino alla sottrazione della patria potestà. Il nostro è stato l’unico sindacato di categoria ad opporsi al decreto Lorenzin sull’obbligo dei dieci vaccini sin dal primo giorno, arrivando ad impugnarlo in tribunale, sia perché lesivo del diritto all’istruzione, da parte di tutti i bambini, nessuno escluso, sia perché lo Stato ha sforato le proprie competenze. Il problema si è evidenziato anche nella sua attuazione, sia a livello di singola scuola che a livello regionale, avendo avuto applicazioni diversificate: oltre alle diverse prese di posizione dei governatori e delle varie giunte di competenza, in alcuni istituti scolastici è stato infatti proibito l’accesso ai nidi e alle scuole d’infanzia, fino a quando il minore non avrebbe regolarizzato la propria posizione vaccinale. In altri casi, invece le scuole sono state più tolleranti. Creando, così, delle discriminazioni. Ecco perché bisogna bloccare tutto per legge il prima possibile.

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L’invito dei medici di famiglia dopo il rinvio dell’obbligo vaccinale inserito nel Milleproroghe

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 agosto 2018

Il presidente Claudio Cricelli: “I piccoli dovrebbero essere sottoposti a questi strumenti di prevenzione, che permettono di evitare gravi malattie, prima di iniziare la scuola”
Firenze, 3 agosto 2018 – “Prendiamo atto della decisione di prorogare di un anno l’obbligo di presentazione del certificato vaccinale per l’ammissione dei bambini a scuola. Chiediamo ai cittadini, al di là di quanto previsto da questo provvedimento, di vaccinare i figli quanto prima, di registrare l’atto di vaccinazione e di iscriverli a scuola dopo averli sottoposti a queste fondamentali misure di prevenzione. Suggeriamo ai genitori di non aspettare la scadenza dell’obbligo. La vaccinazione rappresenta una misura di tutela non solo dei figli ma dell’intera comunità”. È questo l’invito alla popolazione del dott. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), a seguito del rinvio all’anno scolastico 2019/2020 del divieto di accesso agli asili nido e alle scuole dell’infanzia per i bambini non vaccinati, inserito ieri nel Decreto Milleproroghe. “I vaccini sono strumenti di prevenzione indispensabili e sicuri – continua il dott. Cricelli – e permettono di evitare gravi malattie, anche se talvolta i cittadini faticano a comprenderne l’utilità. La dimostrazione della loro efficacia fa parte delle evidenze scientifiche. I medici di famiglia si prendono cura della salute di tutti gli italiani ogni giorno e in ogni momento della loro vita, anche spiegando l’importanza delle vaccinazioni, che rappresentano risorse primarie della medicina e della sanità pubblica”.

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Scuola: Vaccini obbligatori, basterà l’autocertificazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 luglio 2018

Stamane è stato ufficializzato, con una circolare congiunta, firmata dalla Ministra della Salute Giulia Grillo e dal Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, che per l’iscrizione al prossimo anno scolastico basterà l’autocertificazione, facendo così decadere la scadenza del 10 luglio prossimo che imponeva alle famiglie degli alunni di presentare documenti comprovabili l’avvenuta somministrazione dei dieci vaccini dichiarati indispensabili. È dunque finita come doveva finire: perché il provvedimento interdittivo, il divieto di accesso ai bambini non vaccinati, non ha mai avuto valenza costituzionale. Perché per salvaguardare un diritto, quello della salute, se ne calpestava un altro, quello dell’istruzione. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Siamo stati l’unico sindacato della scuola a prendere posizione in modo forte contro quel provvedimento illogico, esprimendo la nostra contrarietà sin dal primo giorno dell’approvazione della legge sull’obbligo dei dieci vaccini e poi impugnando il provvedimento voluto dall’ex Ministra Beatrice Lorenzin. La modifica della norma era inevitabile, ancora di più perché lo Stato ha sforato le proprie competenze. Senza dimenticare che nel corso dei mesi si è scoperto che il decreto Lorenzin è stato attuato in ogni Regione in modo diversificato, andando così ad aggiungere anche un altro problema. Ma l’aspetto più paradossale è stato quello di voler espellere l’alunno non in regola o multare le famiglie inadempienti nella scuola dell’obbligo e obbligarle alla vaccinazione dei nostri figli nel percorso 0-6 anno, laddove lo Stato italiano era consapevole di coprire nel sistema integrato nemmeno un terzo dei bambini scolarizzati, quindi iscritti agli asili nido e alle scuole dell’infanzia.

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Vaccini: dubbi e paure infondate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 gennaio 2018

vacciniRoma, 2 febbraio 2018 – ore 11.00 Auditorium Ministero della Salute (Lungotevere Ripa 1) negli ultimi anni in Italia stiamo assistendo ad un calo del numero di persone vaccinate. Siamo sotto la soglia del 95%, raccomandata dalle autorità sanitarie mondiali, per diverse gravi patologie infantili (tra cui Polio; Difterite; Tetano; Pertosse; Epatite B e morbillo). Inoltre l’ultimo Piano Nazionale Vaccini ha fissato come obiettivo la soglia del 95% per l’immunizzazione dei giovani contro il papilloma virus. Attualmente questa copertura non è ancora stata raggiunta nonostante il vaccino sia gratuito e disponibile per i 12enni sia maschi che femmine. Si calcola che circa un tumore su dieci è causato da infezioni provocato da agenti patogeni come batteri r virus. Quindi le vaccinazioni possono e devono diventare un fondamentale strumento di prevenzione oncologica. Per favorire il ricorso alle vaccinazioni da parte dei più giovani, in particolare quella contro l’HPV, l’Associazione di Oncologia Medica (AIOM) lancia una nuova campagna nazionale che ha come testimonial la campionessa di tennis Flavia Pennetta. Il progetto viene presentato all’Auditorium del Ministero della Salute il 2 febbraio. Parteciperanno, tra gli altri, il dott. Giordano Beretta (Presidente Eletto AIOM), Flavia Penneta, Giampietro Chiamenti (Presidente Nazionale Federazione Italiana Medici Pediatri), Elisabetta Iannelli (Vicepresidente Associazione Italiana Malati di Cancro) e Nicoletta Luppi (Presidente e Amministratore delegato di MSD Italia). All’evento è stata invitata anche il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

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Vaccini: Roma rinvia obbligo in assenza di monodose

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

vaccini«Mi sembra un provvedimento capace potenzialmente di annullare gli effetti della legge sull’obbligo vaccinale». Il commento di Alessandro Rossi, responsabile dell’Ufficio di presidenza della Società Italiana di Medicina Generale ed esperto di temi vaccinali si riferisce alla possibilità, contemplata in una lettera del sindaco di Roma Virginia Raggi alle famiglie, di chiedere il rinvio della vaccinazione se il minore, immunizzato naturalmente contro la malattia, dovesse ripetere il vaccino anche contro quella malattia visto che le formulazioni in commercio lo contengono.
La lettera è di cinque giorni fa ma l’allarme nasce ieri, il primo giorno di frequenza nelle scuole dell’infanzia, istituti ai quali le famiglie dovevano produrre entro il 10 settembre ai sensi del decreto legge 73 l’autocertificazione sullo stato vaccinale dei figli. Nella lettera di Raggi – disponibile sul sito Roma Capitale (http://www.comune.roma.it/pcr/it/newsview.page?contentId=NEW1700978) – si ribadisce la possibilità di dichiarare alcune ipotesi di autoimmunizzazione o di esonero dai vaccini, “mentre per i casi dubbi sarà possibile dichiarare di avere richiesto le analisi sierologiche”. Inoltre “sarà possibile dichiarare di essere in attesa del rilascio di vaccini monocomponenti o combinati in modo tale da tenere conto delle immunizzazioni esistenti”. «I vaccini monodose sono introvabili», dice Maria Corongiu segretario dei medici di famiglia Fimmg laziali. «La non esistenza di quelli o di combinazioni che esentino il bambino dal vaccinarsi contro malattie infettive che lo abbiano già colpito diventa, nella lettera, motivo per rinviare l’immunizzazione. C’è il rischio di creare molte defezioni e dare l’illusione di poter scappare da un obbligo ormai divenuto necessità rispetto a patologie come il morbillo che stanno dilagando, con 4500 casi e 3 decessi in un anno».
«Ormai tutti i vaccini in commercio sono in formulazioni polivalenti, risulta difficile ricomprendere nell’offerta sia i vaccini monocomponenti sia quelli che escludano una singola patologia», conferma Rossi (Simg). «Siamo di fronte ad una misura che rischia di vanificare davvero lo spirito della normativa, molte famiglie la utilizzeranno per attenuare o annullare l’effetto della legge, tutto questo mi sembra inappropriato». Emerge come il “rito romano” sia più difficile per il governo da smontare delle proroghe decise e poi ritirate in Veneto e Lombardia, regioni contrarie allo spirito “coercitivo” del decreto. «Sì, perché è la stessa legge ad innescare delle potenziali vie di uscita», ricorda Corongiu. Ripercorriamola: all’articolo 1 comma 2 è ammesso che chi è immunizzato a seguito di malattia naturale adempia all’obbligo vaccinale con vaccini in formulazione monocomponente entro l’offerta resa disponibile dal servizio sanitario. E l’Agenzia del Farmaco deve monitorare l’offerta di vaccini in formulazione monocomponente o combinata priva dell’antigene per la malattia infettiva per la quale c’è stata immunizzazione. «Come medico di famiglia ricorderei che ove un ragazzo sia immunizzato naturalmente contro una patologia, poniamo il morbillo, vaccinarsi “di nuovo” non comporta alcun problema, semmai potenzia l’immunizzazione». Un argomento che forse aveva fatto presa in senato quando non si tradusse nero su bianco il consenso trasversale di minoranza sulla proposta di far produrre in Italia i vaccini mono componenti mancanti nello scaffale del farmacista. «Anche se non un emendamento -ricorda Corongiu- è stato però approvato in fase di conversione un ordine del giorno che impegna il governo ad affidare allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze la produzione di vaccini monocomponente. Non vorrei che quell’ordine del giorno si sia trasformato in boomerang per la legge». (Mauro Miserendino) (fonte Doctor33)

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Vaccini: Ferrara (M5S), servirebbe un vaccino che protegga il Tar dalla confusione governativa

Posted by fidest press agency su sabato, 16 settembre 2017

tar lazioRoma “Una circolare che nessuno interpreta allo stesso modo perché è scritta male. Anche stavolta dovrà intervenire il Tar sui provvedimenti del governo. Il Tar ha dovuto lavorare di più negli ultimi 4 anni per correggere gli errori del governo Napolitano-Bersani-Letta-Renzi-Gentiloni che nelle precedenti dieci legislature. L’applicazione della nuova normativa è infatti lasciata al libero arbitrio interpretativo di Regioni e Comuni che stanno decidendo autonomamente. Ad esempio in una Regione non è previsto l’allontanamento dalle scuole dei bambini non vaccinati, in tutte le altre sì. Com’è possibile?
Si tratta di una legge delicata che ha preoccupato le famiglie e gli operatori scolastici; la superficialità della circolare non fa che alimentare le possibili tensioni e i problemi di ordine pubblico. Questo governo non ha a cuore le famiglie e non tutela i bambini. E’ vergognoso. Chiediamo chiarezza immediata, la circolare deve essere applicata in maniera uniforme e devono essere fornite indicazioni dettagliate che colmino le carenze del quadro normativo di riferimento”. Lo dichiara in una nota stampa Paolo Ferrara, capogruppo M5S del Campidoglio.

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