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Posts Tagged ‘vaccini’

Farmacie e domicilio nella bozza di Piano nazionale vaccinale

Posted by fidest press agency su sabato, 24 settembre 2022

«La bozza del Piano ha ricevuto i pareri del Nitag, il gruppo tecnico nazionale sulle vaccinazioni» e delle Regioni, ha detto Rezza. «Si tratta ora di elaborarli nella stesura definitiva, una questione di poco. D’altra parte, è intenzione del Ministro della Salute chiudere prima della nuova Legislatura i lavori avviati». Il documento, ha aggiunto Carlo Signorelli, alla guida del Nitag, «è più flessibile del precedente: se la validità è quadriennale, il calendario è in realtà annuale, così da prevedere la possibilità di effettuare modifiche, senza aspettare la revisione del successivo Piano». Un punto importante sottolineato è che «viene formalizzata l’estensione dei luoghi di offerta vaccinale di fatto già in atto». In particolare, tra i setting previsti vengono indicate le «farmacie e il domicilio, oltre che ospedali e Rsa», mentre tra gli obiettivi da raggiungere «vengono richiamati quelli non completati del precedente documento».

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Vaccini in arrivo: ecco le novità

Posted by fidest press agency su sabato, 24 settembre 2022

È sul tavolo del Ministro della Salute e potrebbe essere firmato a breve il Nuovo piano nazionale di prevenzione vaccinale 2022-2025 che, tra i vari punti, fissa gli obiettivi di copertura per il prossimo periodo e formalizza l’estensione dei luoghi di offerta vaccinale, comprendendo anche ospedali, RSA, farmacie e il domicilio. La notizia è stata data da Giovanni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria presso il Ministero della Salute, in un intervento all’evento “La gestione del paziente fragile nella nuova stagione vaccinale autunnale”, organizzato da Edra, con il contributo incondizionato di Sanofi, che si è tenuto presso il Nobile Collegio Chimico Farmaceutico di Roma.

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Vaccini Covid aggiornati

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 settembre 2022

Il Ministero della Salute ha diramato una circolare sull’utilizzo nuovi vaccini bivalenti efficaci anche contro le varianti Omicron. La circolare prevede che per i nuovi vaccini anti Covid la priorità sia data agli over 60 e ai fragili «ancora in attesa di ricevere il secondo richiamo (quarta dose)» con l’aggiunta di operatori sanitari, operatori e ospiti delle strutture residenziali per anziani e donne in gravidanza. Oltre a queste categorie un ulteriore somministrazione viene offerta in via prioritaria a tutta la popolazione sopra i 12 anni che non ha abbiano ricevuto il primo richiamo (terza dose) «indipendentemente dal vaccino utilizzato per il ciclo primario (prima e seconda dose). Quindi chi si è vaccinato con AstraZeneca, Janssen, Pfizer-Biontech o Moderna potrà sottoporsi alle dosi aggiornate, prodotte da Pfizer-Biontech e Moderna. L’ulteriore vaccinazione potrà essere fatta «secondo le tempistiche» previste dalle precedenti disposizioni vale a dire dopo un intervallo di almeno 120 giorni dall’ultima somministrazione. Il ministero della Salute ha inviato a Regioni e Asl la circolare con le modalità di utilizzo dei nuovi vaccini bivalenti approvati il 1 settembre dall’agenzia europea dei farmaci Ema e il 5 settembre da Aifa. Si tratta di composti aggiornati, contenenti due ceppi virali, quello originale del 2020 e la variante Omicron BA. 1 di novembre 2021 considerati più efficaci di quelli attuali per prevenire la forma grave di Covid e il ricovero in ospedale. Questi nuovi strumenti di immunizzazione saranno disponibili nei centri nei prossimi giorni. A metà della prossima settimana dovrebbero essere approvati composti aggiornati sulla base delle sottovarianti BA 4 e 3, ora più diffuse. Nella circolare il ministero ha messo in pratica le raccomandazioni di Ema e ECDC, l’agenzia europea per il controllo delle malattie infettive. (fonte Doctor33)

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Nuovi vaccini Covid bivalenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2022

Ottiene il via libera anche dalla Commissione Tecnico Scientifica (CTS) di AIFA l’utilizzo dei vaccini bivalenti Comirnaty e Spikevax, recentemente approvati da EMA come dosi booster per tutti i soggetti al di sopra dei dodici anni di età. Si arricchisce così la campagna autunnale che si appoggerà anche ai medici di medicina generale e ai farmacisti. Ma quali sono le indicazioniDopo il disco verde di Ema a inizio settembre ai vaccini adattati contro la variante BA.1 di Omicron – in aggiunta al ceppo originale – arriva anche l’ok della Cts di Aifa (Comirnaty Original/Omicron BA.1 e Spikevax Bivalent Original/Omicron BA.1): “tali vaccini hanno infatti mostrato la capacità di indurre una risposta anticorpale maggiore di quella del vaccino monovalente originario sia nei confronti della variante Omicron BA.1 che delle varianti BA.4 e BA.5”. D’altra parte, dal Ministero della Salute è stato comunicato che proseguono le indagini rapide (quick surveys) per stimare la prevalenza delle varianti VOC e di altre varianti del virus SARS-CoV-2 in Italia, con una valutazione che prenderà in considerazione i campioni dai casi notificati nella gironata di ieri.A ogni modo, “sul piano della sicurezza” continua Aifa “i dati disponibili non mostrano differenze rispetto al vaccino monovalente originario”. Mentre altri vaccini adattati contro altre varianti sono attualmente in fase di revisione da parte di Ema, che aveva ribadito che i vaccini originali restano efficaci nel prevenire la malattia grave e l’ospedalizzazione e continueranno a essere utilizzati nelle campagne, in particolare per le vaccinazioni primarie.Quali sono al momento le previsioni? “La dose booster” ricorda la Cts “è disponibile per tutti i soggetti previsti dall’indicazione autorizzata e può essere somministrata dopo almeno tre mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario o dall’eventuale dose booster già ricevuta. La popolazione a maggior rischio di sviluppare malattia grave, per la quale quindi la dose booster è fortemente raccomandata in via prioritaria, è rappresentata dai soggetti che presentano fattori di rischio e dagli over 60. Tutti gli altri soggetti possono comunque vaccinarsi con la dose booster su consiglio del medico o come scelta individuale”. Sulla base dell’ultima circolare ministeriale, la raccomandazione per il second booster destinata alle “persone con elevata fragilità di età >/= 12 anni” fa riferimento alla concomitanza o preesistenza di patologie tra cui per esempio malattie respiratorie, come fibrosi polmonare idiopatica, malattie cardiocircolatorie, tra cui scompenso cardiaco in classe avanzata, malattie neurologiche, diabete, malattie epatiche, malattie cerebrovascolari, emoglobinopatie, e così via. «I vaccini anti-Covid aggiornati contro la variante Omicron 1» è stato il commento di Andrea Mandelli, presidente Fofi, «sono un’arma in più per difenderci dalle conseguenze più severe della malattia. Ora dobbiamo proseguire con una informazione capillare, puntuale e corretta ai cittadini sulla bontà della vaccinazione, necessaria per affrontare un inverno che sia di convivenza con il virus». (fonte Farmacista33)

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Vaccini Covid: Ema approva bivalenti anti-Omicron

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

Il Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Ema ha raccomandato l’autorizzazione di due vaccini bivalenti che forniscono protezione anche contro la variante Omicron del Covid-19: Comirnaty Original/Omicron BA.1 e Spikevax Bivalent Original/Omicron BA.1. Sono destinati all’uso come dose booster, cioè in soggetti (di età pari o superiore a 12 anni) che hanno ricevuto almeno la vaccinazione primaria anti-Covid-19. Il passaggio successivo per la campagna vaccinale in Italia è l’autorizzazione all’immissione in commercio dall’Aifa, il cui comitato tecnico-scientifico si riunirà lunedì mattina, come anticipato dal ministro Roberto Speranza a mezzo stampa: “Il 5 settembre l’Aifa si pronuncerà e credo che le prime forniture arriveranno attorno alla prima decade di settembre”. I vaccini, precisa l’Ema sono versioni adattate dei vaccini originali Comirnaty (Pfizer/BioNTech) e Spikevax (Moderna) per proteggere anche la sottovariante Omicron BA.1, oltre che dal ceppo originale di Sars-CoV-2. Infatti, la nota dell’Agenzia spiega che si tratta di vaccini adattati per rispondere meglio alle varianti circolanti di Sars-CoV-2, nello specifico alla variante Omicron/BA.1.Gli studi approvativi hanno dimostrato che possono innescare forti risposte immunitarie contro Omicron BA.1 e il ceppo Sars-CoV-2 originale in persone precedentemente vaccinate e in particolare, sono più efficaci nell’innescare risposte immunitarie contro la sottovariante BA.1 rispetto ai vaccini originali. Con effetti collaterali osservati paragonabili a quelli osservati con quelli originali: tipicamente lievi e di breve durata. I vaccini originali, Comirnaty e Spikevax, precisa l’Agenzia europea, sono ancora efficaci nel prevenire malattie gravi, ospedalizzazioni e decessi associati al Covid-19 e continueranno a essere utilizzati nelle campagne di vaccinazione nell’UE, in particolare per le vaccinazioni primarie. Saranno le autorità nazionali degli Stati membri dell’UE a determinare chi dovrà ricevere quali vaccini e quando, tenendo conto di fattori quali i tassi di infezione e ospedalizzazione, il rischio per le popolazioni vulnerabili, la copertura vaccinale e la disponibilità di vaccini.I vaccini adattati funzionano allo stesso modo dei vaccini originali. Ogni vaccino contiene molecole di mRNA per produrre le proteine​​spike del SARS-CoV-2 originale e della sottovariante Omicron BA.1. La proteina spike è la proteina di superficie del virus che utilizza per entrare nelle cellule del corpo e può differire tra le varianti del virus. Adattando i vaccini, si amplia la protezione contro le diverse varianti.Disporre di un’ampia gamma di vaccini adattati destinati a diverse varianti di SARS-CoV-2, sottolinea l’Ema offre agli Stati membri una pluralità di opzioni per pianificare le loro strategie di vaccinazione e “questo è un elemento chiave nella strategia generale per combattere la pandemia in quanto non è possibile prevedere come si evolverà il virus in futuro e quali varianti circoleranno questo inverno”. Ema fa sapere che altri vaccini adattati che incorporano varianti diverse, come le sottovarianti Omicron BA.4 e BA.5 (appena approvati negli Usa dall’Fda), sono attualmente in fase di revisione da parte dell’Ema o saranno presentati a breve e, se autorizzati, estenderanno ulteriormente l’arsenale di vaccini disponibili. “Fatta salva la valutazione scientifica dell’Ema – ha detto la commissaria Ue alla Salute, Stella Kyriakides – nelle prossime settimane ci aspettiamo anche un parere sui vaccini adattati Omicron BA.4 e BA.5 come parte del nostro ampio approccio al portafoglio di vaccini che ha caratterizzato il nostro lavoro sin dall’inizio”. (SZ) Fonte Farmacista33

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Effetti collaterali dei vaccini anti-Covid

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 agosto 2022

“Si susseguono giornalmente notizie sugli effetti negativi, anche gravi, per la nostra salute, come conseguenza della profilassi vaccinale anti SARS-CoV-2. Il Prac dell’Ema ha appena reso noto che l’assunzione del vaccino anti-Covid Nuvaxovid, prodotto da Novavax, può portare miocarditi e pericarditi. Gli stessi problemi che hanno presentato, sebbene in rari casi – secondo recenti indagini in Israele e negli Sati Uniti, dove la vaccinazione anti-Covid è già molto diffusa tra i giovani – gli adolescenti che hanno ricevuto il vaccino mRNA (Pfizer, BioNTech o Moderna), in genere dopo alcuni giorni dalla seconda dose. Intanto gli esperti continuano a dichiarare che i benefici superano ampiamente i possibili effetti indesiderati”. Lo dichiara il Questore della Camera e deputato di Fratelli d’Italia, Edmondo Cirielli. “Credo sia giunto il momento di fare definitivamente chiarezza. Proporrò, nella prossima legislatura, l’istituzione di una commissione di inchiesta per accertare quantità e responsabilità sui danni collaterali causati dai vaccini soprattutto sui giovani. Politici, tecnici e sub commissari dovranno pagare se colpevoli”, conclude Cirielli.

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Vaccini e test diagnostici in farmacia

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2022

È stato firmato da parte del Ministero, delle Regioni, delle rappresentanze delle farmacie il “Protocollo per la somministrazione da parte dei farmacisti dei vaccini anti-covid19, anti-influenzali e per la somministrazione dei test diagnostici che prevedono il prelevamento del campione biologico a livello nasale, salivare o orofaringeo”. «Si tratta di un passaggio di particolare importanza perché è un ulteriore riconoscimento del ruolo della farmacia nel Ssn e mette le basi per un’applicazione di tali servizi il più possibile omogenea sul territorio, consentendo alle farmacie di effettuare i servizi secondo un modello unico» ha spiegato Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm. In sostanza, in merito alla somministrazione dei vaccini covid e anti flu, “questa è eseguita da farmacisti abilitati a seguito del superamento di corso di formazione e di successivi aggiornamenti annuali organizzati dall’Istituto Superiore di Sanità”. La somministrazione di vaccini anti-influenzali è eseguita solamente nei confronti di soggetti di età non inferiore a 18 anni. Le attività di vaccinazione, da eseguirsi preferibilmente dietro appuntamento, sono eseguibili in area interna alla farmacia, purché separata dagli spazi destinati all’accoglienza dell’utenza e allo svolgimento delle attività di dispensazione del farmaco, nonché in aree, locali o strutture esterne alle condizioni stabilite. EÌ comunque possibile somministrare il vaccino a farmacia chiusa”. La permanenza e il monitoraggio di 15 minuti vanno sempre “assicurati”. Quanto al compenso, nel documento anticipato dal Farmacistaonline, “per l’atto professionale per singolo inoculo eÌ stabilito in 6,16 euro. In caso di vaccinazione anti-influenzale a soggetti non eleggibili, sono a carico di quest’ultimi sia il compenso per l’inoculo che il prezzo al pubblico di acquisto del vaccino. È demandato ad accordi con le Regioni e le Province Autonome il riconoscimento a favore delle Farmacie di eventuali ulteriori oneri relativi al rimborso di dispositivi di protezione individuale e materiale di consumo e di eventuali incentivi per il raggiungimento dei target vaccinali”. Le attività di “prenotazione e di esecuzione dei vaccini verranno eseguite, da parte delle farmacie, secondo i programmi di individuazione della popolazione target, seguendo i criteri di priorità, sulla base della messa a disposizione delle dosi vaccinali e della stipula di accordi”. In merito poi ai test diagnostici, nel protocollo c’è una prima parte, più generica, che non riguarda esclusivamente i tamponi per rilevare il Covid-19. A titolo generale quindi “le attività di somministrazione dei test diagnostici sono eseguibili in area interna alla farmacia, purché separata dagli spazi destinati allo svolgimento delle attività di dispensazione del farmaco in modo tale da garantire la riservatezza degli utenti, nonché in aree, locali o strutture esterne secondo quanto definito dal protocollo. Tra le altre previsioni, “Ai fini dell’offerta di servizi sanitari da parte delle farmacie, i soggetti titolari di farmacia possono utilizzare aree, locali o strutture separate dai locali ove è ubicata la farmacia” che saranno sottoposte “a controllo da parte dell’amministrazione sanitaria territorialmente competente”, con requisiti già previsti. Due o più farmacie, di proprietà di soggetti differenti, possono esercitare in comune i servizi sanitari previa stipula del contratto di rete”. By Francesca Giani fonte: Farmacista33 (abstract)

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Vaccini Covid-19, com’è e quando dura la protezione contro omicron

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

Secondo uno studio condotto in Qatar, l’efficacia contro la variante omicron di SARS-CoV-2 (BA.1 e BA.2) dei vaccini a mRNA, quella ottenuta mediante una precedente infezione e quella data da un’immunità ibrida (vaccino più infezione), non sono diverse tra loro. La protezione ottenuta con la vaccinazione è buona, ma temporanea, diversamente da quella conferita dall’infezione. «La protezione contro la reinfezione derivante da una precedente infezione con varianti diverse da omicron era moderata e duratura, ma la protezione contro l’infezione della serie primaria di vaccinazione era trascurabile entro 6 mesi dalla seconda dose» scrivono i ricercatori sul New England Journal of Medicine. «La recente vaccinazione di richiamo aveva un’efficacia moderata, mentre l’immunità ibrida da precedente infezione e recente vaccinazione di richiamo conferiva la protezione più forte contro l’infezione, di circa l’80%» continuano, sottolineando come tutte le forme di immunità siano associate a una protezione forte e duratura contro il ricovero in ospedale e il decesso.In particolare, nello studio sono stati analizzati i dati relativi ai test PCR registrati in Qatar tra il 23 dicembre 2021 e il 21 febbraio 2022. I pazienti positivi sintomatici sono stati abbinati per età, sesso, nazionalità e settimana del test, con individui negativi (controlli). Ebbene, una precedente infezione con una variante diversa da omicron si associava a un rischio di reinfezione più basso di circa il 50%. Si è visto come due dosi di vaccino (Pfizer-BioNTech o Moderna) e nessuna infezione precedente non proteggessero contro l’infezione da BA.1 e BA.2. Invece, la vaccinazione di richiamo si associava a un rischio di infezione più basso del 60%. «La protezione conferita dall’immunità ibrida dell’infezione precedente e della vaccinazione con due dosi era simile a quella della sola infezione precedente, pari a circa il 50%, il che suggerisce che questa protezione fosse originata dalla precedente infezione e non dalla vaccinazione. Questa scoperta è anche spiegata dalla protezione di breve durata della serie primaria di vaccinazione contro le infezioni da omicron» affermano gli autori. La protezione maggiore è stata riscontrata nel caso di vaccinazione totale (tre dosi di vaccino) più una precedente infezione, situazione in cui l’efficacia contro l’infezione sintomatica era di circa l’80%. Un risultato che mostra il beneficio della vaccinazione, persino nelle persone che hanno già contratto l’infezione. Inoltre, tutte le forme di immunità proteggevano dai ricoveri in ospedale e dal decesso, con un’efficacia di oltre il 70%. Da notare come non siano state rilevate differenze tra le varianti BA.1 e BA.2 e tra i due tipi di vaccino a mRNA. (fonte Doctor33)

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Vaccini Covid ed effetto sui ricoveri

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 aprile 2022

Da uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine e coordinato da Adrienne Randolph del Boston Children’s Hospital con la collaborazione dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta emerge che la vaccinazione dei bambini di età compresa tra 5 e 11 anni ha ridotto i ricoveri per COVID-19 di oltre due terzi durante l’impennata dovuta alla variante omicron. Poiché questo gruppo di età è diventato idoneo al vaccino solo di recente, i numeri non erano sufficienti per valutare separatamente la malattia critica. Viceversa, fra 12 e 18 anni la vaccinazione è risultata efficace al 92% nel prevenire le ospedalizzazioni per la variante delta, scendendo al 40% con la variante omicron. In termini di prevenzione delle malattie gravi in questa fascia di età la vaccinazione è stata efficace al 96% durante il periodo delta e il 79% durante l’ondata omicron. Per giungere a questi risultati i ricercatori hanno usato i dati della rete nazionale Overcoming COVID-19, lanciata dalla stessa Randolph nel 2020, selezionando 1.185 bambini con COVID-19 in 31 ospedali pediatrici negli Stati Uniti: 918 erano adolescenti tra 12 e 18 anni e 267 bambini tra 5 e 11 anni. «Come gruppo di controllo sono stati arruolati pazienti di età simile ricoverati in ospedale per altri motivi» scrivono gli autori, precisando che lo studio è durato da luglio 2021 al 17 febbraio 2022, durante le ondate delta e omicron. Nei bambini dai 5 agli 11 anni, è stato possibile valutare i benefici del vaccino solo durante la variante omicron, dato che l’approvazione del vaccino Pfizer-BioNTech è avvenuta in questa fascia di età solo in ottobre 2021 a fronte della disponibilità da dicembre 2020 per gli adolescenti tra 16 e 18 anni e da maggio 2021 nei bambini tra 12 e 15 anni. Ciononostante, al 16 marzo 2022 solo il 27% dei bambini tra 5 e 11 anni aveva ricevuto due dosi di vaccino secondo i dati dei CDC raccolti dall’American Academy of Pediatrics. (fonte Doctor33)

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Vaccini Covid-19. Effetti collaterali, Ema: inserire nuove avvertenze

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2022

Nella riunione di marzo del Comitato di farmacovigilanza Prac dell’Agenzia Europea del farmaco (Ema) sono stati presi in esame nuove segnalazioni di effetti collaterali del vaccino Johnson&Johnson (episodi di vasculite dei piccoli vasi con manifestazioni cutanee) e del vaccino Moderna (sindrome di perdita capillare) per il quali è stato raccomandato l’inserimento di nuove avvertenze nelle informazioni sul prodotto. È quanto riporta una nota ufficiale dell’Ema, rilanciata anche dall’Aifa. Per Janssen (Johnson&Johnson) si è raccomandato di aggiungere alle informazioni di prodotto, come “possibile effetto collaterale di frequenza sconosciuta”, la vasculite dei piccoli vasi con manifestazioni cutanee. In particolare, si tratta di un’infiammazione dei vasi sanguigni della pelle – spiega l’ente regolatorio – che può provocare un’eruzione cutanea con puntini rossi o macchie, segni puntiformi sotto la superficie della pelle e lividi. Può essere causata da infezioni virali o batteriche, nonché da medicinali e vaccini. Invece, per quel che riguarda il vaccino Moderna (Spikevax), il Comitato si è raccomandato di aggiungere alle informazioni di prodotto un’avvertenza per le riacutizzazioni della sindrome da perdita capillare (CLS). La CLS – sottolinea l’ente regolatorio europeo – è una condizione estremamente rara e grave che provoca perdite di liquidi dai piccoli vasi sanguigni, i capillari, provocando rapido gonfiore delle braccia e delle gambe, improvviso aumento di peso, sensazione di svenimento, ispessimento del sangue, bassi livelli ematici di albumina (un importante proteine​​del sangue) e bassa pressione sanguigna. Questa sindrome è spesso correlata a infezioni virali, alcuni tumori del sangue, malattie infiammatorie e alcuni trattamenti farmacologici. Per l’ente regolatorio gli operatori sanitari devono essere a conoscenza dei sintomi della CLS e del possibile rischio nelle persone con pregressi clinici della sindrome. Il Comitato – scrive nella nota – consiglia a questi pazienti di consultare il proprio medico curante durante la pianificazione vaccinale. In totale sono stati esaminati 55 casi segnalati di CLS: 11 con Spikevax su circa 559 milioni di dosi somministrate e 44 con Comirnaty, con circa 2 miliardi di dosi inoculate. (abstract) By Cristoforo Zervos

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Vaccini Covid e reazioni avverse

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 marzo 2022

I vaccini a mRNA contro Covid-19 sono sicuri. Una nuova conferma arriva da un’analisi dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) americani, pubblicata su The Lancet, che ha fatto ordine tra le segnalazioni di eventi avversi registrate dopo circa 300 milioni di somministrazioni di vaccino mRNA nei primi 6 mesi di campagna vaccinale. Nel 92% dei casi le reazioni hanno riguardato disturbi lievi. Meno dell’1% dei vaccinati ha avuto bisogno di assistenza medica.L’analisi fa riferimento a due sistemi di sorveglianza attivi in Usa: VAERS (che ha ricevuto 340.522 auto segnalazioni) e v-safe (che ne ha raccolte 7.914.583). Il 92,1% delle segnalazioni arrivate al VAERS non erano gravi, il 6,6% invece lo erano. Il sistema ha raccolto le segnalazioni di 4.496 decessi, l’80% dei quali tra persone con più di 60 anni. I ricercatori avvertono però che non esiste correlazione tra decessi e vaccini. “Gli operatori sanitari sono tenuti a segnalare tutti i decessi successivi alla vaccinazione, indipendentemente dalla potenziale associazione diretta con il vaccino”, scrivono. Le reazioni sono state più frequenti dopo la seconda dose che non dopo la prima. Quanto al tipo di reazione, dal sistema v-safe emerge che il 66-68% dei vaccinati ha segnalato dolore al sito di iniezione dopo la prima e la seconda dose; il 33% ha provato affaticamento dopo la prima dose, la quota è salita al 55% dopo la seconda; il 27% dei vaccinati ha avuto mal di testa dopo la prima dose, il 46% dopo la seconda. Dopo la dose due il 32,1% dei vaccinati non è stato in grado di lavorare e svolgere attività normali, quota molto più alta rispetto alla prima dose (11,9%). Nella maggior parte casi si è trattato, comunque, di sintomi lieve, risolti in uno o due giorni. “I vaccini sono lo strumento più efficace per prevenire i casi severi di Covid-19”, afferma Hannah Rosenblum, prima autrice dello studio, secondo la quale i dati emersi dai due sistemi di sorveglianza “dovrebbero rafforzare la fiducia che i vaccini mRNA contro il Covid-19 sono sicuri”. Nel frattempo, il Gruppo tecnico di esperti Oms sulla composizione dei vaccini contro Covid-19 (Tag-Co-Vac), ha aggiornato le sue indicazioni al nuovo contesto epidemico caratterizzato dalla circolazione di Omicron negli ultimi mesi, sottolineando come “per continuare a garantire una protezione ottimale in futuro, devono essere aggiornati man mano che emergono nuove varianti” di Sars-Cov-2. I vaccini aggiornati possono essere monovalenti, mirati cioè contro la principale variante in circolazione, o multivalenti, in grado di dare copertura contro più varianti. Secondo gli esperti Oms, inoltre, in futuro i vaccini dovranno prevenire anche l’infezione e la trasmissione virale, oltre a proteggere da malattia grave e decesso: “lo sviluppo di vaccini ‘universali’, nonché di prodotti in grado di suscitare l’immunità mucosale, possono essere opzioni auspicabili, ma i tempi per la messa a punto e la produzione restano incerti”, sottolineano gli esperti del Tag-Co-Vac, che incoraggiano i produttori a generare e inviare all’Oms i dati sui vaccini allo studio. Tag-Co-Vac continua comunque a sostenere “con forza l’accesso immediato e ampio agli attuali vaccini contro Covid-19 per il ciclo primario e le dosi di richiamo, in particolare per i gruppi a rischio di sviluppare malattia grave, dato che gli attuali vaccini Covid-19 continuano a fornire alti livelli di protezione contro la patologia severa e il decesso, anche durante la circolazione di Omicron”. (Fonte Doctor33)

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Covid-19, la tempestività dei vaccini influisce sull’economia

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2022

In uno studio pubblicato sul Journal of Knowledge Management, un team di ricercatori italiani sottolinea che la sostenibilità della tanto attesa ripresa dell’economia italiana dopo lo stop forzato causato dalla pandemia di COVID-19, e di conseguenza la crescita del prodotto interno lordo (PIL), dipendono dal tempo necessario per attuare il piano nazionale di vaccinazione.L’incertezza dell’impatto economico della pandemia è molto elevata. Nel 2020 il PIL italiano è sceso del 10,05% rispetto all’anno precedente, e il tempo necessario per la ripresa dipenderà da diversi fattori che sono molto difficili da predire, tra i quali la durata e la dispersione geografica dell’infezione, lo sviluppo dell’economia globale, l’impatto sulla fiducia nella spesa e negli investimenti delle aziende, e l’efficacia delle politiche economiche. Tuttavia, anche l’efficacia del piano di vaccinazione avrà una rilevanza. «Abbiamo cercato di stimare quanto potesse influire il ritardo o la tempestività della strategia nazionale di vaccinazione contro COVID-19 sul prodotto interno lordo italiano» spiega Francesco Saverio Mennini, dell’Università di Roma Tor Vergata, primo autore dello studio.Per meglio inquadrare la situazione, i ricercatori hanno applicato un modello epidemiologico di un programma di vaccinazione ad accesso universale contro COVID-19. Il modello economico che hanno utilizzato si basa sullo spostamento temporale delle proiezioni trimestrali disponibili derivanti dal previsto ritardo o dalla prevista accelerazione del piano nazionale di vaccinazione contro il COVID-19.Quello che gli autori hanno evinto dall’analisi dei dati è che la crescita del PIL è dipendente dal tempo necessario alla messa in atto e all’esecuzione del piano vaccinale nazionale. Da questo punto di vista, un ritardo nella campagna vaccinale potrebbe avere un duplice impatto negativo sulla crescita del prodotto lordo italiano, ovvero ridurre la crescita trimestrale rispetto all’anno precedente nel breve termine, e ritardare la tendenza trimestrale al rialzo nel biennio successivo. (fonte: Doctor33)

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Scuola:Puntare tutto sul vaccino è stato un flop

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2022

Il Governo sulla scuola non ha fatto centro: è stato un errore avere puntato tutte le carte sulla campagna vaccinale, sopravvalutandone l’efficacia e trascurando alcune cruciali misure non farmacologiche. A 24 mesi dallo scoppio dell’epidemia da Covid, ci si rende conto che per salvaguardare la didattica, gli alunni e il personale scolastico bisognava investire sul “ricambio d’aria, che si attua con i purificatori e la ventilazione meccanica controllata”. Lo scrive oggi La Repubblica, che scredita una volta per tutte il “racconto ufficiale” che ha “accreditato l’idea che i vaccinati non trasmettessero l’infezione (o lo facessero assai raramente), o che la vaccinazione di massa avrebbe potuto assicurare l’immunità di gregge. Di qui lo scarso interesse per altri tipi di intervento, primo fra tutti la messa in sicurezza degli ambienti chiusi”. Ne consegue che “in vista del quarto anno scolastico dallo scoppio dell’epidemia, siamo ancora una volta in ritardo. L’esperienza di chi ci ha provato suggerisce che, per attrezzare le aule scolastiche contro il contagio, tra procedure burocratiche, scelta dei macchinari, interventi edilizi, occorrono come minimo sei mesi. Se si vuole ancora fare qualcosa occorre muoversi. Adesso”.L’analisi del quotidiano è obiettiva e lucida: Anief sostiene da tempo che avere affrontato il Covid solo con il vaccino è stato e rimane un errore strategico. Ancora di più perché si è andati a discriminare gli alunni, ce ne sono attualmente oltre 300mila in didattica digitale integrata, e il personale, con migliaia di docenti e Ata sospesi e rimasti senza stipendio, una decisione sulla quale nelle prossime settimane toccherà ai tribunali decidere se era consona. “L’evoluzione del Covid e i risultati fallimentari della politica in ambito scolastico, alla lunga ci stanno dando ragione su tutta la linea – dice oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -. A questo punto è bene ammettere gli errori e voltare pagina: basta con le discriminazioni e apriamo la didattica a tutti in sicurezza. Per farlo, però, bisogna partire subito, così da riprendere le lezioni a settembre: quindi, investiamo ora sulla ventilazione meccanica, piuttosto che sulla vaccinazione, attuiamo lo sdoppiamento delle classi e adeguiamo il personale scolastico. In questo modo, se dovesse arrivare la quinta ondata del Covid19 saremo più preparati e sicuri: e, in ogni caso, avremo scuole finalmente più sicure e che offrono una didattica migliore”.

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Che fine hanno fatto gli studi sui vaccini mRna?

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2022

Ora anche diversi scienziati sollevano dubbi, estratto da Che fine hanno fatto gli studi sui vaccini mRna? Ora anche diversi scienziati sollevano dubbi (today.it), non prodotto da “complottisti e NO VAX”, con la conferma che dal 2020 a oggi i produttori dei vaccini mRna, per garantirsi un business miliardario, non forniscono i dati grezzi ai revisori esterni indipendenti. Senza contare che anche i Governi che si sono succeduti in Italia fino a oggi non hanno voluto far unire tutte le informazioni sanitarie in un’Archivio Informatizzato Sanitario Centralizzato indispensabile per conoscere in tempo reale l’andamento della pandemia, la valenza dei farmaci e/o di vaccini e/o delle cure. Ma ti pare possibile che dopo ben 14 mesi da quanto è stato fatto il primo vaccino mRna contro il coronavirus, addirittura all’EMA, l’agenzia europea per i medicinali, non abbia ancora ricevuto da Pfizer e Moderna tutta la documentazione necessaria per poter esprimere un giudizio finale sulla sicurezza delle iniezioni e, nel frattempo, inoculano detti farmaci ai cittadini che vengono messi in grado di valutare i rischi/benefici cui vanno incontro. Alcune preoccupazioni erano state sollevate nel marzo 2021 addirittura dal British Medical Journal facendo riferimento a molti casi di mRna trovato non intatto l’anno prima, ma la stessa EMA sulla questione ha contattato le aziende e alla fine, ha garantito, queste hanno “risposto in modo soddisfacente alle domande sollevate” e hanno “fornito le informazioni e i dati necessari”, a eliminare le preoccupazioni. La logica emergenziale prevale ancora, e se le autorità di regolamentazione sono state così tolleranti al momento, secondo Theo Dingermann, professore emerito all’università di Francoforte ed ex presidente della Società farmaceutica nazione, è perché comunque bisogna riconoscere che “i vaccini sono stati inoculati miliardi di volte, e gli effetti collaterali sono stati relativamente bassi”, motivo per cui le autorità hanno lasciato correre, almeno per il momento, su alcuni dettagli. By Pier Luigi Ciolli

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COVID-19: anche le piastrine contribuiscono a una risposta più rapida ai vaccini

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2022

Un gruppo di ricercatori della Sapienza Università di Roma ha individuato nelle piastrine del sangue specifiche caratteristiche che permettono di capire molto precocemente se il vaccino indurrà una risposta immunitaria rapida. Lo studio, pubblicato su Journal of Thrombosis and Haemostasis, conferma la sicurezza e l’efficacia dei vaccini a mRNA e amplia le conoscenze utili a una programmazione strategica futura Il COVID-19 ha accelerato esponenzialmente la ricerca sui vaccini a mRNA, già studiati da anni per la lotta contro il cancro o per altre forme virali come lo Zika virus, perché molto versatili nella fase di progettazione e facili da produrre su larga scala. Nel 2019 moltissimi laboratori di tutto il mondo hanno convogliato le loro energie, risorse e conoscenze nel loro sviluppo, al punto che nell’arco di un anno questi vaccini sono passati dalla fase sperimentale alla somministrazione su scala mondiale, dimostrando una efficacia sorprendente. Tuttavia, la ricerca, nell’ottica della comunità scientifica mondiale di ottimizzare la distribuzione e porre fine alla diffusione del virus, non si è arrestata. In questo contesto di continua evoluzione, si inserisce un nuovo studio condotto da ricercatori della Sapienza e pubblicato su Journal of Thrombosis and Haemostasis, il giornale ufficiale della International Society of Thrombosis and Haemostasis, sul ruolo delle piastrine nella risposta immunitaria indotta dai vaccini. Le piastrine sono le cellule più numerose del sangue note per il loro ruolo nel prevenire la fuoriuscita di sangue da lesioni dei vasi sanguigni. In realtà queste cellule sono delle vere e proprie sentinelle, che perlustrano il nostro sistema sanguigno e che allertano il sistema immunitario se incontrano agenti patogeni o stimoli infiammatori. Lo studio è stato avviato con l’inizio della campagna della campagna vaccinale in Italia lo scorso 2020 e ha coinvolto un campione di soggetti giovani e sani che ricevevano il vaccino presso il Policlinico universitario Umberto I, sui quali è stata osservata la risposta piastrinica, quella immunitaria, e come le due interagissero tra loro.I ricercatori hanno così dimostrato, da una parte, che i vaccini a mRNA non attivano le piastrine e quindi non aumentano il rischio di trombosi. Dall’altra hanno identificato in queste cellule specifiche caratteristiche che permettono di comprendere molto precocemente se il vaccino evocherà una risposta immunitaria rapida, un fattore di estrema importanza per fronteggiare il COVID-19.I risultati del nostro studio – commentano i ricercatori – non solo hanno ampliato le conoscenze sulla sicurezza e sull’efficacia dei vaccini a mRNA, ma saranno molto utili per la programmazione strategica futura dei vaccini”.

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Vaccini Covid: superate 2 milioni di somministrazioni in farmacia

Posted by fidest press agency su domenica, 13 febbraio 2022

“Nella giornata odierna le farmacie hanno superato 2 milioni di somministrazioni di vaccino anti-Covid”. Lo ha reso noto Andrea Mandelli, Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), sottolineando quanto sia stato fondamentale il contributo dei farmacisti italiani per mettere in protezione la salute pubblica. “In questi mesi – continua Mandelli – i farmacisti hanno dato una risposta straordinaria alla domanda crescente di prestazioni da parte dei cittadini, mettendo in campo tutte le competenze – aggiornate grazie all’importante momento formativo promosso dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla Federazione -, e le risorse possibili, lavorando anche in orari di chiusura e nei giorni festivi, per eseguire, in totale sicurezza, migliaia di tamponi ogni giorno e dare un’accelerazione alla campagna vaccinale anti-Covid anche attraverso una puntuale informazione e consulenza scientifica rivolta soprattutto agli esitanti. La capacità organizzativa, la competenza e lo spirito di sacrificio, che da sempre contraddistinguono la nostra professione, hanno consentito di raggiungere questi risultati, senza mai penalizzare la primaria attività assistenziale di dispensazione dei farmaci e quella di counseling al paziente e di erogazione di tutti gli altri servizi che i professionisti erogano quotidianamente. Tutto ciò senza trascurare l’impegno dei farmacisti nel processo di digitalizzazione del SSN per semplificare il rapporto tra cittadini e sistema sanitario”.Il traguardo di 2 milioni di somministrazioni è stato raggiunto grazie al contributo delle farmacie di tutta Italia. Ai primi posti, per numero di vaccinazioni eseguite, il Lazio e la Liguria con oltre 300mila somministrazioni, seguite da Piemonte (230mila), Lombardia (220mila) e Campania e Puglia (200mila).“Un ringraziamento – conclude Mandelli – va a tutti i farmacisti per il lavoro svolto e per il contributo che potranno ancora dare al SSN per sconfiggere la pandemia, grazie alla loro presenza capillare sul territorio e al rapporto fiduciario con le comunità in cui operano”.

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Vaccini, green pass e mascherine

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2022

Obbligo di indossare le mascherine all’aperto ancora per dieci giorni, poi dall’11 febbraio resterà operativo per i luoghi chiusi. È questa una delle decisioni prese dal Consiglio dei Ministri di ieri, e ufficializzata con l’ordinanza del Ministro della Salute, mentre slittano – forse a metà settimana – le altre ipotesi di allentamento delle misure contro il Covid-19 – tra le quali nuove regole per tamponi e rientro a scuola. Intanto, da oggi scattano le multe per chi, over 50, non abbia assolto l’obbligo vaccinale (le ricadute per chi lavora saranno operative dal 15 febbraio), la durata della Carta Verde passa a sei mesi e diventa obbligatorio l’utilizzo del Green Pass base anche per posta o banca. Farmacie e parafarmacie sono tra le attività derogate, anche se c’è chi consiglia di verificare le finalità per cui l’utente accede ai locali. Intanto, da oggi il green pass base – da tampone – diventa obbligatorio per accedere alla maggior parte delle attività, tra cui posta (per ritirare la pensione), banca, ma anche in molti esercizi commerciali. Per chi sarà senza è prevista una sanzione da 400 a 1.000 euro. Lo stesso importo verrà applicato al soggetto tenuto a verificarne il possesso, in caso, appunto, di omissione del controllo. Poche, a ogni modo, le deroghe: sempre garantite, senza necessità di esibire il Certificato verde, le esigenze alimentari e di prima necessità, sanitarie, di sicurezza e di giustizia. Farmacie e parafarmacie, quindi, restano ad accesso libero, indipendentemente dal prodotto acquistato, ha chiarito il Governo nelle Faq, che può anche “non essere legato al soddisfacimento delle esigenze essenziali e primarie”. Ma da Federfarma Roma viene ricordata la necessità di distinguere quando “l’accesso in farmacia avvenga per i soli servizi alla persona (per esempio cabina estetica): in questo caso è consentito solo a seguito di esibizione di Green Pass ordinario”. Intanto scattano le multe per gli over 50 che non abbiano ottemperato all’obbligo vaccinale, in vigore da inizio gennaio. L’obbligo riguarda tanto la prima dose – la cui somministrazione deve essere avvenuta entro oggi – ma anche la seconda, da effettuarsi entro le tempistiche previste dal Ministero della Salute, e il booster, per il quale non si può andare oltre la scadenza del Green Pass. La sanzione sarà irrogata dal ministero della Salute tramite il servizio Riscossione dell’Agenzia delle entrate, e arriverà direttamente a casa con raccomandata o Pec. Previste le esenzioni, che vanno certificate dal medico curante o dal medico vaccinatore, ma, va detto, l’invio della cartella avviene in automatico per chi non è in regola. Entro 10 giorni occorrerà far pervenire alla Asl ogni documentazione utile. Le entrate confluiscono al Fondo emergenze nazionali. Dal 15 febbraio, infine, sempre per gli over 50, per accedere al lavoro sarà obbligatorio esibire il green pass rafforzato – da vaccino o da guarigione. Una misura che vale per i dipendenti e per chi ha contratti esterni. A dover effettuare le verifiche saranno i datori di lavoro. By Francesca Giani fonte farmacista33

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Nell’ultimo mese tasso mortalità over 60 scende dal 9,56% all’1,19% grazie ai vaccini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 gennaio 2022

«Ancora troppi senior purtroppo continuano a morire per il Coronavirus (sono 3.921 i decessi over 60 nel corso dell’ultimo mese) ma fortunatamente c’è un nuovo dato che ci conforta e che sbugiarda, semmai ce ne fosse ancora bisogno, i no vax: grazie ai vaccini, negli ultimi trenta giorni il tasso di mortalità tra gli over 60 è sceso dal 9,56% all’1,19%» lo dichiara Roberto Messina, Presidente di Senior Italia FederAnziani, il cui centro studi ha analizzato gli ultimi dati provenienti dall’Istituto Superiore di Sanità. «Al 14 dicembre scorso, secondo il bollettino dell’ISS, il totale dei decessi provocati dalla pandemia erano 134.463, di cui 127.837 erano over 60, pari al 95,07% del totale. – dichiara Messina – Oggi il numero complessivo dei decessi è salito a 138.645, di cui 131.758 over 60, con 3.921 decessi tra i senior nell’ultimo mese. Il dato importante da sottolineare, però, è che i percorsi vaccinali hanno portato a un considerevole miglioramento della situazione: infatti nei trenta giorni appena trascorsi il tasso di mortalità (deceduti/contagiati) dei senior è stato dell’1,19%, contro un dato da inizio pandemia a metà dicembre 2021 del 9,56%. Un calo determinato certamente dall’espansione delle vaccinazioni. Oggi la percentuale dei vaccinati con 3 dosi over 60 è il 74,9% della popolazione, con due è l’87,8%, con solo una è il 5,5%. A non essere ancora vaccinati (né guariti) sono il 9,5% della popolazione in questa fascia d’età, così distribuiti: il 13,6% della popolazione d’età compresa tra 60 e 69 anni, il 9,4% tra i 70 e i 79, e il 3,5% tra gli 80 e gli 89. Si tratta di un grande successo che conferma ancora una volta l’efficacia della vaccinazione specialmente rispetto a questa fascia della popolazione. Non dobbiamo quindi abbassare la guardia, ma continuare a concentrarci su questa fascia d’età in cui il rischio di morire per Covid è superiore di ben 56 volte per le persone non vaccinate rispetto a quelle vaccinate. Si è smesso, infine, di parlare delle RSA, dove la situazione è ancora molto problematica, i contagi continuano a moltiplicarsi, molte strutture sono in sofferenza per la scarsa disponibilità di infermieri e personale sanitario, e dove molte irregolarità gravi sono state rilevate dai controlli dei NAS nelle scorse settimane, incluse le mancate vaccinazioni dei sanitari e l’inosservanza delle misure anti-Covid, oltre alle classiche carenze igieniche e strutturali. Anche rispetto a queste strutture il nostro appello è a non fare passi indietro, a risolvere le criticità che ben conosciamo, e soprattutto a vaccinarsi non solo per doverosa osservanza delle norme vigenti, ma anche per non rendersi responsabili di ulteriori contagi e morti. Infine – conclude Messina – occorre ritornare alla presa in carico dei pazienti affetti dalle diverse cronicità e all’erogazione delle cure ordinarie, perché altrimenti aggiungeremo tante altre morti evitabili in più come i pazienti oncologici, dializzati, fratturati, ai decessi dovuti al Covid.»

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Vaccini. Camper sì, parafarmacie neanche per i tamponi. Perché?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 gennaio 2022

L’esigenza di vaccinare il più possibile ed ottenere una diffusa riduzione del danno rispetto alle nuove varianti, Omicron oggi, è molto sentita da autorità sanitarie nazionali e regionali. Tant’è che, per vaccinare in Toscana, per esempio, sono in giro camper delle Asl davanti alle scuole. Bene. Aspettiamo anche presidi sanitari all’interno delle stesse scuole e ovunque ci sia concentrazione di persone.Ma, allora, perché l’altro giorno in Senato è stato bocciato un emendamento che prevedeva di fare i tamponi nelle parafarmacie (1), presìdi sanitari a tutti gli effetti e, probabilmente con meno problemi logistici rispetto ad un camper a cui si demanda addirittura il vaccino? C’è chi parla di lobby dell’Ordine dei farmacisti per tutelare il proprio negozio (1), forse. Ma è questo motivo ostativo definitivo a fronte, per esempio, che in camper si fanno i vaccini? Dobbiamo ammalarci e morire di più per soddisfare il potere corporativo bottegaio dei farmacisti? Le parafarmacie sembra che abbiano i requisiti necessari, anche per fare vaccini oltre che tamponi, visto che sono parte del SSN, a cui accedono per tutti gli adempimenti burocratici necessari, e il personale addetto alla bisogna è evidente che avrebbe i requisti necessari.Crediamo sia proprio opportuno che alle parafarmacie, oltre che i tamponi, sia autorizzata la somministrazione di vaccini. Nessuna opportunità può venire meno nel contesto in cui siamo. E – salvo precise, dettagliate, argomentate e dimostrate circostanze sanitarie e burocratiche in conflitto – ci sembra che siano necessarie. http://www.aduc.it

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Informazioni scientifiche sull’efficacia dei vaccini nei confronti della variante Omicron

Posted by fidest press agency su domenica, 12 dicembre 2021

Un gruppo di bioinformatici ed esperti di genomica ha creato un modello predittivo dell’area RBD della proteina spike della variante, che evidenzia alcuni cambiamenti strutturali in grado di ridurre significativamente ma non di eludere completamente gli anticorpi neutralizzanti esistenti, e con essi gli attuali vaccini. I primi saggi di neutralizzazione sia in vitro che utilizzando pseudovirus, realizzati in Sudafrica, Svezia e Germania, hanno segnalato che la capacità neutralizzante degli anticorpi generati dal vaccino Pfizer/BioNTech è notevolmente ridotta ma non azzerata, soprattutto nei sieri delle persone che oltre alla vaccinazione hanno avuto una precedente infezione. Con un comunicato congiunto, Pfizer e BioNTech affermano che il vaccino attualmente utilizzato ha una capacità di neutralizzazione fortemente ridotta nei confronti della variante Omicron, ma sufficiente a proteggere dalle forme gravi della malattia. Con la somministrazione della terza dose il livello di neutralizzazione di questa variante sale agli stessi livelli che aveva la vaccinazione con due dosi nei confronti del virus originario. Con una dichiarazione congiunta, EMA e ECDC sottolineano come l’utilizzo di vaccini diversi per la prima e la seconda dose, e di un vaccino diverso per il richiamo rispetto a quello utilizzato con il ciclo primario, permette di ottenere risultati migliori rispetto alla vaccinazione omologa, specialmente nel caso in cui la seconda dose o il richiamo venga effettuato con un vaccino a mRNA (Pfizer/BioNTech o Moderna). Una circolare del Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione completa con due dosi a chi ha avuto l’infezione da oltre 12 mesi, e raccomanda a chi ha avuto l’infezione entro 14 giorni dalla prima dose di effettuare la seconda entro sei mesi dall’infezione. Il Ministero della Salute ha autorizzato l’utilizzo del vaccino Pfizer-BioNTech, nella specifica formulazione pediatrica, ai bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni.

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