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Posts Tagged ‘vaccini’

Vaccini Covid, Report Aifa: 120 eventi avversi ogni 100mila dosi

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2021

Dall’avvio della vaccinazione anti-Covid in Italia, il 27 dicembre 2020, al 26 settembre scorso, per i quattro vaccini in uso, su un totale di 84.010.605 di dosi somministrate, sono state 101.110 le segnalazioni di sospetta reazione avversa al vaccino registrate nella Rete nazionale di farmacovigilanza, pari a 120 eventi segnalati ogni 100.000 dosi, di cui l’85,4% non gravi, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari. E’ quanto emerge dal nono Rapporto di farmacovigilanza sui vaccini Covid-19, pubblicato dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Le segnalazioni gravi corrispondono al 14,4% del totale, con un tasso di 17 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate. Come riportato nei precedenti rapporti, indipendentemente dal vaccino, dalla dose e dalla tipologia di evento, la reazione – si legge nella nota Aifa – si è verificata nella maggior parte dei casi (76% circa) nella stessa giornata della vaccinazione o il giorno successivo e solo più raramente oltre le 48 ore. Comirnaty*, il vaccino di Pfizer/BioNTech – ricorda l’Aifa – è attualmente il più utilizzato nella campagna vaccinale italiana (71,2%), seguito da Vaxzevria* di AstraZeneca (14,5%), Spikevax* di Moderna(12,5%) e Covid-19 Vaccino Janssen (1,8%). In linea con i precedenti report, dunque, la distribuzione delle segnalazioni per tipologia di vaccino ricalca quella delle somministrazioni (Comirnaty 68%, Vaxzevria 22%, Spikevax 9%, Covid-19 vaccino Janssen 1%). Per tutti i vaccini, gli eventi avversi più segnalati sono febbre, stanchezza, cefalea, dolori muscolari/articolari, reazione locale o dolore in sede di iniezione, brividi e nausea. Quanto alla vaccinazione eterologa, ossia alle persone under 60 che dopo avere ricevuto Vaxzevria di AstraZeneca come prima dose hanno fatto la seconda con un vaccino a mRna, “sono pervenute 262 segnalazioni su un totale di 644.428 somministrazioni (la seconda dose ha riguardato nel 76% dei casi Comirnaty e nel 24% Spikevax) – indica l’Aifa – con un tasso di segnalazione di 40 ogni 100.000 dosi somministrate”. (fonte: farmacista33)

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Vaccini Covid e miocardite

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2021

“Analisi preliminari” di nuovi dati, relativi alle segnalazioni di effetti cardiaci indesiderati successivi a vaccinazione anti-Covid con prodotti a mRna, e “provenienti da Paesi nordici” fra cui anche Svezia e Danimarca, “indicano la possibilità che il rischio di miocardite negli uomini più giovani possa essere maggiore dopo una seconda dose di Spikevax*”, il vaccino di Moderna, “rispetto a una seconda dose di Comirnaty*” di Pfizer/Biontech, “sebbene sia necessaria un’ulteriore valutazione. A sottolinearlo l’Ema dopo che la Svezia e la Danimarca hanno annunciato la sospensione precauzionale delle somministrazioni del vaccino Spikevax, rispettivamente nelle popolazioni under 30 e under 18. Il Prac valuterà i nuovi dati per determinare se è necessario aggiornare i consigli attuali nelle informazioni di prodotto. Risultano infatti “in aumento le segnalazioni di effetti collaterali come miocardite e pericardite”, ha spiegato l’Agenzia svedese per la sanità pubblica, pur precisando che “il rischio di essere colpiti da questi effetti collaterali è molto basso”. “Come comunicato in precedenza – torna a raccomandare l’Ema – gli operatori sanitari devono prestare attenzione ai segni e ai sintomi di miocardite e pericardite nelle persone vaccinate con Comirnaty o Spikevax”. In ogni caso, l’agenzia ribadisce che “i vaccini Covid-19 autorizzati sono efficaci nel ridurre il rischio di Covid-19”, nonché “i ricoveri ospedalieri e i decessi dovuti a Covid-19. Come per tutti i vaccini, l’Ema continuerà a valutare i dati emergenti su questi prodotti, per garantire che i loro benefici continuino a superare i loro rischi”. E se l’Ema ha messo sotto attenzione l’uso dei vaccini a mRna negli under 18 uno studio di coorte condotto negli Usa e basato su una popolazione di quasi 2,4 milioni di persone che hanno ricevuto almeno una dose ha evidenziato come i casi di miocardite acuta che si sono verificati dopo la somministrazione del vaccino anti-Covid a mRna risultano essere “estremamente rari nella popolazione adulta dai 18 anni in su”. Sulla coorte analizzata – composta da over 18, della rete di centri medici Kaiser Permanente Southern California (Kpsc) – l’incidenza di questi eventi rari è stata di 5,8 casi per 1 milione di persone dopo la seconda dose (1 caso per 172.414 soggetti completamente vaccinati). I dati di incidenza ricavati su questa coorte sono stati confrontati con quelli di persone non esposte al vaccino Covid. Fra i 2,4 milioni di soggetti con almeno una dose di vaccino all’attivo esaminati, metà aveva ricevuto Moderna e metà Pfizer/Biontech. In questa coorte, il 54,0% erano donne, il 31,2% bianchi, il 6,7% neri, il 37,8% ispanici e il 14,3% erano asiatici. Età media: 49 anni, con un 35,7% di under 40 anni e un 93,5% di vaccinati con ciclo completo. Nel gruppo dei vaccinati ci sono stati 15 casi di miocardite confermata (due dopo la prima dose e 13 dopo la seconda), per un’incidenza osservata di 0,8 casi per 1 milione di prime dosi e 5,8 casi per 1 milione di seconde dosi in un’osservazione di 10 giorni finestra. Tutti i pazienti in questione erano uomini, con età media di 25 anni, in linea anche con quanto emerso da altri studi. Nel gruppo dei soggetti non esposti, ci sono stati 75 casi di miocardite durante il periodo di studio, di cui 39 (52%) uomini, età media 52 anni. Dei pazienti con miocardite post-vaccinazione, nessuno aveva una precedente malattia cardiaca. Otto pazienti avevano ricevuto Pfizer e sette Moderna. Tutti sono stati ricoverati in ospedale e sono risultati negativi per Sars-CoV-2. Il 93% ha riportato dolore toracico da 1 a 5 giorni dopo la vaccinazione. I sintomi si sono risolti in tutti i casi e nessun paziente ha richiesto il ricovero in terapia intensiva o è rientrato in ospedale dopo la dimissione. Data la natura osservazionale dello studio, non è stata stabilita alcuna relazione tra la vaccinazione anti-Covid a mRna e la miocardite post-vaccinazione. (fonte doctor33)

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Vaccini anti-Covid a confronto

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2021

Un nuovo studio pubblicato su Morbidity and Mortality Weekly Report dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) mostra che i tre vaccini contro COVID-19 utilizzati negli Stati Uniti offrono una protezione sostanziale contro il ricovero per la malattia. I ricercatori hanno studiato 3.700 pazienti, due terzi dei quali non erano stati vaccinati. Tra gli altri, il 13%, e il 20%, erano stati completamente vaccinati con i vaccini Moderna e Pfizer, e il 3% con il vaccino Janssen. Quasi la metà dei partecipanti era di sesso femminile; un quarto era nero e un quinto ispanico.L’efficacia del vaccino per l’intero periodo di studio è stata massima per il vaccino Moderna (93%), seguito dal vaccino Pfizer (88%), mentre il vaccino Janssen ha mostrato un’efficacia vaccinale del (71%). Quando è stato considerato solo il periodo che andava da 14 giorni a sei settimane dopo il vaccino, i vaccini a mRNA hanno mostrato un’elevata efficacia di vaccinazione, rispettivamente del 93% per Moderna e del 91% per Pfizer. Dopo 120 giorni, tuttavia, mentre il vaccino Moderna ha mantenuto invariata l’efficacia, quella del vaccino Pfizer è scesa al 77%. I ricercatori hanno anche esaminato i livelli di anticorpi sierici contro lo spike virale e il dominio legante il recettore (RBD) in volontari adulti sani che hanno ricevuto la vaccinazione completa con uno di questi vaccini. In questi volontari, i vaccini a mRNA hanno prodotto titoli relativamente alti di anticorpi specifici. I livelli di IgG anti-RBD erano più alti con il vaccino Moderna, subito seguito da Pfizer. Le stesse tendenze sono state osservate con i titoli IgG anti-spike. I vaccini a mRNA sono risultati associati a un maggiore grado di protezione e hanno indotto livelli molto più elevati di anticorpi protettivi dopo la vaccinazione. È interessante notare che, comunque, il vaccino Janssen ha offerto una solida protezione contro forme di COVID-19 da moderate a gravi. Secondo gli esperti, il calo dell’efficacia protettiva di Pfizer dopo sei settimane e il titolo anticorpale anti-RBD iniziale inferiore rispetto al vaccino Moderna possono essere spiegati dal contenuto più elevato di mRNA in quest’ultimo vaccino, e dall’intervallo tra le due dosi più lungo, a 28 giorni, rispetto ai 21 giorni di Pfizer. (fonte Doctor33)

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Vaccini, anti-Covid e antiinfluenzale nella stessa seduta

Posted by fidest press agency su domenica, 10 ottobre 2021

La vaccinazione anti-Covid e quella contro l’influenza stagionale si potranno effettuare nella stessa seduta vaccinale. Il via libera è arrivato dal ministero della Salute, che ha inviato la bozza di circolare in materia ad Enti e Regioni. In considerazione dell’avvicinarsi della campagna di vaccinazione anti-influenzale, si legge, «è possibile che alcune categorie di soggetti per le quali la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata e offerta gratuitamente siano allo stesso tempo eleggibili per la vaccinazione anti-SarsCoV2 (ad esempio gruppi target della dose addizionale o booster, persone over 60 non ancora vaccinate, etc)». Sebbene nelle schede tecniche dei vaccini anti-Covid autorizzati dall’Agenzia europea dei medicinali Ema non siano presenti, ad oggi, indicazioni relative alla loro somministrazione concomitante con altri vaccini, precisa ancora la circolare, «tenuto conto delle attuali indicazioni dalle principali autorità di Sanità Pubblica internazionali e dei dati preliminari, sarà possibile programmare la somministrazione dei due vaccini nella medesima seduta». Il ministero precisa, inoltre che sarà possibile effettuare la somministrazione concomitante di un vaccino anti-Covid utilizzato in Italia e un altro vaccino del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, «con l’eccezione dei vaccini vivi attenuati, per i quali può essere considerata valida una distanza minima precauzionale di 14 giorni prima o dopo la somministrazione del vaccino anti-SarsCoV2». Si tratta dei vaccini per Febbre gialla, Herpes, Morbillo-Parotite-Rosolia, Rotavirus, Tifo e Varicella. Intanto, l’immunologo Anthony Fauci ha fornito un’ulteriore evidenza dell’efficacia della terza dose per la vaccinazione anti-Covid. Ha evidenziato che «a 15 giorni dalla somministrazione della terza dose del vaccino Moderna, rispetto a più varianti possiamo vedere un aumento della protezione di 23 volte rispetto alla mutazione D614G (la prima rilevante rispetto al ceppo originario di Wuhan), di 32 rispetto alla mutazione sudafricana e di 44 volte rispetto alla mutazione brasiliana. Dati simili a quelli rilevati per il booster Pfizer e indistintamente in giovani e anziani, nei quali si sono avuti drastici aumenti dei livelli anticorpali e della protezione da forme gravi e infezioni». La co-somministrazione potrà riguardare i soggetti eleggibili alla vaccinazione antinfluenzale e che devono ricevere la terza dose anti-Covid, come ad esempio gli anziani over-80, ma anche coloro che oltre all’ antinfluenzale devono ricevere ancora la prima o seconda dose anti-Covid. A pochi giorni dalla partenza della campagna vaccinale contro l’influenza – prevista dal ministero agli inizi di ottobre proprio per evitare una concomitanza di casi Covid e influenzali – «l’unica regione che ha iniziato la distribuzione dei vaccini ai medici di famiglia è la Campania, che sarà seguita dalla regione Lazio a partire dal 5 ottobre», spiega Silvestro Scotti, segretario della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), che aggiunge: «Stiamo andando a rilento e questo può pesare sulla capacità di programmare la vaccinazione». Il vaccino antinfluenzale va ripetuto annualmente e le dosi ordinate dalle regioni quest’anno sono state 19 milioni, superando il record di 17 milioni del 2020/21. Fare il vaccino antinfluenzale, sottolinea, «è importante per ridurre il rischio di una ‘doppia epidemia’ Covid e influenza, e iniziare prima la somministrazione fa la differenza perché’ aumenta il tempo a disposizione per scaglionare gli appuntamenti». Tuttavia, secondo una ricognizione della Fimmg, le forniture arriveranno solo il 12 ottobre in Basilicata; in Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Umbria e Pa di Bolzano dopo il 15; in Valle d’Aosta il 18; nelle Marche dopo il 20; in Emilia Romagna, Calabria e Sicilia dal 25 ottobre; in Toscana ai primi di novembre. Mentre ai medici delle restanti regioni non è stato comunicato nulla. I medici si dicono comunque favorevoli alla somministrazione contemporanea dei due vaccini, così come i farmacisti.

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Vaccini Covid e influenza: indicazioni su co-somministrazione

Posted by fidest press agency su domenica, 10 ottobre 2021

È possibile programmare la somministrazione del vaccino anti Covid e di quello antinfluenzale nel corso della stessa seduta, laddove vi siano soggetti per i quali la vaccinazione antinfluenzale stagionale eÌ raccomandata e offerta gratuitamente che allo stesso tempo siano eleggibili per la vaccinazione anti-Covid (ciclo primario o dose addizionale e booster). A dirlo è la recente circolare del Ministero della Salute, che rilancia l’indicazione di Aifa. Intanto, per quanto riguarda la possibilità di inoculare il vaccino antinfluenzale nelle farmacie, da Fofi viene fatto un punto anche sul corso di formazione abilitante per i farmacisti. Dal Ministero, inoltre, viene confermata la possibilità di “effettuare la somministrazione concomitante (o a qualsiasi distanza di tempo, prima o dopo), di un vaccino anti-Covid utilizzato in Italia e di un altro vaccino del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale”. Unica “eccezione sono i vaccini vivi attenuati, per i quali può essere considerata valida una distanza minima precauzionale di 14 giorni prima o dopo la somministrazione del vaccino anti Covid”. By Francesca Giani (fonte Farmacista33)

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Una storia di bufale: Vaccini magnetici che attirano teste metalliche

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 settembre 2021

In principio era il microchip, iniettato con il vaccino anti-covid. Le vaccinazioni avrebbero uno scopo: iniettare un microchip che induca i vaccinati a scegliere i prodotti di Microsoft al posto di quelli della concorrente Apple. La notizia, apparsa su un sito canzonatorio, è del tutto inventata, eppure, è bastato questo annuncio, per scatenare le teorie più strampalate sulle vaccinazioni. Nessuno si è chiesto come un microprocessore possa transitare nell’ago della siringa ma, evidentemente, la fiducia nella tecnologia a sostegno delle proprie convinzioni non ha confini. Ora, la credulità si è spostata su un componente che non c’è nel vaccino: il grafene. Vediamo. La grafite (es. la mina delle matite) è formata da atomi di carbonio legati casualmente; se, invece, la struttura atomica è ordinata si ottiene l’oggetto più ambìto per celebrare un fidanzamento: il diamante. Il grafene è carbonio ordinato, ha lo spessore di un atomo è, cioè, un foglio sottilissimo. Ha la resistenza teorica del diamante, la flessibilità della plastica e un vasto campo di applicazioni: dall’elettronica (circuiti), all’industria automobilistica (batterie), a quella dello sport (caschi, racchette), alla medicina (retina bionica), all’ambiente (potabilizzazione dell’acqua di mare e purificazione dell’aria) e alle nanotecnologie. E’ stato scoperto da due ricercatori inglesi che per questo hanno ricevuto il premio Nobel per la fisica. L’Unione europea finanzia il progetto di ricerca e applicazione Graphene Flagship, che coordina il lavoro di 158 enti in 23 Paesi comunitari.Dunque, che cosa c’entra il grafene, o meglio un suo composto, l’ossido di grafene, con i vaccini? Nulla, perché l’ossido di grafene non è un componente dei vaccini attualmente somministrati. Il tutto nasce da uno “studio” effettuato dal ricercatore Pablo Campa dell’Università spagnola di Almeria, che avrebbe rilevato la presenza dell’ossido di grafene nel vaccino Pfizer, ma la stessa università di Almeria smentisce e minaccia querele. Si potrebbe rimuginare sul potere accademico che si scaglia contro il povero ricercatore, ma non è così perché la “ricerca”: a) è stata effettuata su un solo campione di vaccino di provenienza sconosciuta, per ammissione dello stesso Campa; b) non è stata effettuata la procedura di valutazione; c) non è stata pubblicata su nessuna rivista scientifica, neanche quelle a pagamento.Ovviamente, la supposta presenza di grafene ha fatto da detonatore alla bufala dei vaccini magnetici: il braccio inoculato attirerebbe metalli ferrosi e, a dimostrarlo, circolano video che mostrano monete attratte dall’arto magnetico. Ovviamente, la spiegazione del fenomeno è semplice: vicino al punto di inoculo rimangono residui di colla del cerotto nonchè sudore e grasso. Premendo in loco, le monete si appiccicano, il che avviene anche con oggetti di plastica che magnetici non sono. Insomma, basterebbe detergere il punto di vaccinazione e la moneta cadrebbe perdendo l’effetto “magnetico” o, meglio, “magico”. Con sbigottimento di tanti creduloni. Primo Mastrantoni, Aduc

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Vaccini Covid, pediatri e ginecologi: subito a donne in gravidanza e bambini

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2021

Appello al ministero della Salute da parte di neonatologi, pediatri e ginecologi per accelerare la vaccinazione anti-Covid delle donne in gravidanza e in allattamento e dei bambini di età superiore ai 12 anni: “Sono infatti, possibili rischi gravi anche per queste categorie”, avvertono gli esperti. I vaccini a mRNA, sottolineano le associazioni di specialisti in una nota, sono “assolutamente sicuri sia per le donne in gravidanza, sia per le donne che allattano. In alcuni centri di riferimento nel mondo (come a Parigi, in Israele, in Belgio, in Irlanda, negli Usa) la vaccinazione in gravidanza viene offerta di routine. Non esistono controindicazioni diverse dal resto della popolazione alla vaccinazione”. Il vaccino, inoltre, “non influisce sulla fertilità della donna, nè vi è alcun motivo per rimandare una gravidanza”. Queste indicazioni, precisano, sono fornite anche in Italia dall’ultima Circolare del Ministero della Salute del 4 agosto e ribadite dall’Organizzazione mondiale della Sanità in un documento del 25 giugno. Per questo, la Società italiana di neonatologia (Sin), la Società italiana di pediatria (Sip), la Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), la Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi), la Associazione ginecologi universitari italiani (Agui), la Società italiana di medicina perinatale (Simp), l’Associazione ginecologi territoriali (Agite) e la Società europea di rianimazione pediatrica e neonatale (Espnic) fanno appello al Ministero della Salute e a tutte le istituzioni perché “sia promossa il più possibile la vaccinazione delle donne in gravidanza e in allattamento oltreché dei bambini di età superiore ai 12 anni (e più piccoli quando vaccini dedicati saranno disponibili)”. Chiedono inoltre che si instauri un coordinamento centralizzato, come in altri Paesi europei, per la vaccinazione di queste categorie al fine di evitare disparità a livello locale e regionale, e che l’informazione su questi temi sia veicolata in maniera scientificamente valida e con la adeguata competenza specialistica. (Fonte Doctor33)

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Vaccini, Sicurezza. Scegliere facendo tesoro degli eventi transnazionali

Posted by fidest press agency su sabato, 28 agosto 2021

“Tutto il mondo è Paese”. Cosi è da molto tempo ma, da quando il Pianeta è interconnesso e le economie del quotidiano sono transnazionali, i margini di “nazionalità” o “del proprio giardino” sono più illusione parassitaria che altro. Nonostante tante politiche, per esempio quella alimentare del Km zero, potrebbero indurci al contrario… ma il Km zero non è una nicchia economica bensì produttiva, tant’è che, per esempio, a Km zero sono anche gli hamburger di Mc Donalds… più transnazionale di così…. Quanto accade in Afghanistan ci riguarda. Le bombe di Kabul di questi giorni, non si può escludere che siano la premessa per ritorno a stagioni di bombe anche sotto casa nostra, e che dobbiamo meglio attrezzarci per l’accoglienza dei rifugiati. I drammi in atto sono anche responsabilità di scarsa attenzione da parte di chi è preposto alla nostra sicurezza, ché non ha valutato per bene la cultura di chi ci colpisce: l’infedele va convertito o eliminato ed invece dovremmo pensare ad altre soluzioni più indirizzate alla comprensione. In questo contesto siamo anche in pieno covid, transnazionale per eccellenza. In cui contano le risposte locali, ma solo se armonizzate con quelle nazionali, europee e mondiali…. Dove non abbiamo un governo transnazionale della situazione, ma solo stimoli e indicazioni: Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) e Commissione Europea, entrambi senza poteri in merito. Cosa possiamo comprendere da queste situazioni per farci meno male? Che non bisogna mai prestare il fianco per debolezza o per scelta opportunistica/nazionale, ma tenere sempre la situazione sotto controllo, facendo anche scelte che di primo acchito possono sembrare impopolari. Questo può valere per la Sicurezza mondiale a partire dall’Afghanistan. E gli errori di 20 anni fatti dalla Nato in quel territorio, come se (quella che hanno chiamato) cultura “locale” avesse diritto di affermarsi con violenza, sopraffazione, corruzione e illegalità (di genere, individuale e produzione di oppio).Questo vale per il covid. Dove le indecisioni, le non o le mezze decisioni stanno facendo dilatare la pandemia. Prestando il fianco a chi confonde (per scelta individuale o opportunistica/politica) la propria libertà con il diritto ad infettare l’altro. Politica che ha portato a non ancora decidere all’obbligo vaccinale e del green pass, ovunque. Come l’obbligo del codice della strada, senza il quale non potremmo circolare. I fatti del Pianeta ce lo stanno urlando ovunque. Senza decisioni apparentemente impopolari non si va da nessuna parte, si vive peggio e si muore prima. Vincenzo Donvito, Aduc

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La breve marcia indietro di Trump sui vaccini: i sostenitori non gradiscono

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 agosto 2021

Il parlamentare repubblicano Mo Brooks dell’Alabama, grandissimo sostenitore di Donald Trump, è stato fischiato al più recente raduno del 45esimo presidente. Il peccato di Brooks? Il suo suggerimento che bisogna dimenticare l’elezione del 2020 e abbandonare “la frode elettorale” e concentrarsi sulle prossime elezioni di midterm del 2022 e le presidenziali del 2024. Brooks si sta preparando per le primarie senatoriali del suo partito in Alabama e ovviamente si capisce facilmente la sua strategia. Dopo di Brooks anche Trump è stato fischiato, anche se in maniera più leggera, perché anche lui aveva deviato dall’ortodossia. L’ex inquilino della Casa Bianca ha incoraggiato i sostenitori a vaccinarsi. Trump ha dichiarato che rispetta le decisioni individuali ma “raccomanda” i vaccini perché funzionano e che anche lui è vaccinato.L’incoraggiamento di Trump sui vaccini è una rarità anche se lo aveva fatto recentemente in un’intervista nel programma Fox Business Network condotto da Maria Bartiromo. Discutendo con la conduttrice, i due hanno ammesso la validità dei vaccini anche se hanno subito cambiato discorso scoccando alcune frecciate sulle aziende farmaceutiche, interpretando il richiamo dopo la seconda dose come sete di guadagni delle corporation.La politica poco entusiasta di Trump sui vaccini si spiega ovviamente con la sua strategia di minare il più possibile l’agenda di Joe Biden in vista delle elezioni di midterm ma specialmente le presidenziali. I vaccini potrebbero essere la carta vincente dell’attuale inquilino alla Casa Bianca e l’adesso residente di Mar-a-Lago in Florida non ha nessuna intenzione di aiutare il suo possibile avversario politico. Fra vite umane e profitti politici, Trump sceglie la seconda opzione.Trump si è vaccinato poco prima di andare via dalla Casa Bianca nel mese di gennaio. Lo ha fatto in grande silenzio a differenza di tante celebrità e di tutti gli ex presidenti che si sono fatti fotografare mentre si vaccinavano, pubblicizzandone l’importanza. Trump avrebbe potuto fare lo stesso dichiarando anche che i vaccini sono un suo grande contributo poiché sviluppati durante la sua amministrazione. Non avrebbe avuto tutti i torti considerando il programma Warp Speed che contribuì 18 miliardi di dollari ad aziende che stavano facendo ricerche sui vaccini. Moderna è stata grande beneficiaria ma anche Pfizer ci ha guadagnato poiché l’allora presidente aveva firmato un accordo per comprare 200 milioni di dosi.Trump ha deciso però che non avrebbe insistito sui vaccini, sbagliando politicamente, ma anche dal punto di vista umano. Avrebbe potuto prendersi il credito per lo sviluppo dei vaccini come grande successo della sua amministrazione, incoraggiando tutti a vaccinarsi. Avrebbe salvato tante vite umane, specialmente quelle dei suoi sostenitori, affibbiando il suo nome sui vaccini—The Trump vaccine—. In un certo senso, però, l’ex presidente si è auto congratulato per lo sviluppo dei vaccini asserendo in un’altra intervista alla Fox News che Warp Speed e i vaccini hanno salvato “100 milioni” di vite umane. Trump faceva una comparazione fra i 620 mila americani morti a causa del Covid-19 con le parecchie centinaia di milioni di vittime causate dalla spagnola, l’influenza degli anni 1918-20.Invece di abbracciare il valore dei vaccini Trump ha concentrato i suoi sforzi a cercare di ribaltare l’esito dell’elezione del 2020. Per quanto riguarda il Covid-19 l’ex presidente ha continuato la sua politica di raduni che spesso si rivelano super diffusori di contagi. Il più recentissimo è proprio quello dell’Alabama che ha preoccupato il dottor William Smith, direttore medico della regione di Cullman, Alabama, sito del recente raduno. Il dottor Smith ha dichiarato di temere l’assembramento come super diffusore di contagi. Le immagini in televisione hanno fatto vedere mancanza di distanziamento sociale e pochissime mascherine.Il raduno incapsula il coinvolgimento della politica dell’ex presidente sul Covid-19 che è stata adottata da governatori degli Stati “red”, ossia quelli conservatori che lo hanno votato. Spiccano in questa luce il Texas e la Florida, guidati rispettivamente da Greg Abbott e Ron DeSantis. I due Stati rappresentano il 15 percento della popolazione statunitense ma hanno anche il triste primato di contenere il 28 percento dei recenti contagi di tutto il Paese. In grande misura ambedue governatori hanno seguito la linea di Trump sull’uso delle mascherine e i distanziamenti sociali. Hanno però incoraggiato, anche se debolmente, i vaccini ma nessuno dei due Stati si trova fra i più vaccinati. Ambedue hanno anche imposto restrizioni sull’obbligo dell’uso delle mascherine nelle scuole. In Texas i distretti scolastici si sono ribellati e per proteggere i loro studenti lo stanno richiedendo. In Florida avviene la stessa cosa nonostante le minacce di DeSantis di togliere fondi alle scuole e sospendere gli stipendi del personale scolastico.Fare marcia indietro sui vaccini e incoraggiare i suoi fedelissimi ad accettarli è troppo tardi. In un certo senso Trump ha già tracciato la strada sbagliata che il Partito Repubblicano continua a seguire. Ecco perché gli Stati dominati politicamente dai conservatori si rivelano di giorno in giorno più colpiti dalla pandemia. Deviare dalla strada in corso è pericoloso persino per Trump come ci hanno rivelato i fischi al recente raduno. È anche pericoloso per Abbott e DeSantis i quali si stanno presentando come possibili eredi di Trump, sperando, in silenzio, che il leader del Gop inciampi o si metta da parte volontariamente. Speranze senza basi perché i continui raduni ci confermano che nella mente di Trump le elezioni sono già alle porte e lui è il candidato del suo partito.La Food and Drug Administration (FDA), l’ente che regolamenta i prodotti alimentari e farmaceutici, ha recentemente dato l’approvazione definitiva al vaccino di Pfizer. Aumenterà il numero dei vaccinati anche perché apre la strada alle aziende ed enti pubblici a potere obbligare la vaccinazione e salvare vite umane. Trump, Abbott e DeSantis invece hanno scelto la politica invece della salute dei cittadini. By Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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I vaccini anti-covid costeranno di più. Come l’appetito vien mangiando

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

“Pfizer ha aumentato il prezzo del suo vaccino contro il Covid-19 di oltre un quarto e Moderna di oltre un decimo rispetto agli ultimi contratti dell’Unione Europea, mentre l’Europa ha avuto problemi di approvvigionamento e preoccupazioni per gli effetti collaterali dei prodotti concorrenti”, scrive il quotidiano britannico Financial Times del 01/08/2021. Nel dettaglio i nuovi prezzi: 19,50 euro a dose per Pfizer (contro i 15,50 precedenti) e circa 21,50 euro per Moderna (contro 19). Non si tratta di uno scoop, dal momento che era già stato annunciato in primavera. Pfizer, contattata da CheckNews fa sapere di non voler dire nulla sui prezzi: “Le nostre discussioni sui prezzi con governi e istituzioni sono riservate. Pfizer e BioNTech hanno collaborato con la Commissione Europea per pubblicare gli accordi per l’acquisto nell’interesse della trasparenza. Come generalmente avviene con accordi di questa natura, i documenti sono necessariamente secretati su determinati dati, compresi i dettagli aziendali, al fine di mantenere la riservatezza desiderata da tutte le parti”. In materia non abbiamo registrato posizioni ufficiali delle autorità sanitarie italiane (ministro Speranza incluso). Per comprendere l’aumento del prezzo, c’è un intervento esplicativo, lo scorso 2 agosto, del ministro francese per gli Affari europei, Clément Beaune: “Le dosi di vaccino che l’Ue sta negoziando non sono le stesse del vaccino di prima generazione. Sono adattati alle varianti. Chiediamo inoltre che la maggior parte della produzione sia sul territorio europeo. E con tempi di consegna più precisi.” “Si tratta di pagare il prezzo equo rispetto ai requisiti che chiediamo ai laboratori, per tutelare gli europei nel modo più efficace possibile”.Pfizer conferma inoltre che “ci sono alcune differenze tra questo terzo contratto e gli accordi” sottoscritti in precedenza, con riferimento in particolare alla produzione di dosi in Europa. E sottolinea che “il prezzo del vaccino include tutti i costi e non solo quelli legati alla produzione”, citando “costi di ricerca e sviluppo”, “studi clinici”, “investimento nello strumento di produzione” o anche attività di supporto (formazione, vendite, amministrazione, ecc.). “Abbiamo investito a rischio nel marzo 2020 e ci siamo assunti i costi di sviluppo e produzione del vaccino da soli, senza beneficiare di sussidi pubblici o privati”, afferma l’azienda farmaceutica americana. “Da allora, abbiamo mantenuto massicci investimenti, in studi in corso e futuri come ad esempio sulle varianti e nel nostro strumento di produzione, al fine di raggiungere il nostro obiettivo di somministrare fino a 3 miliardi di dosi del nostro vaccino nel 2021″.

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Scuola: Vaccini e obbligo per i docenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 agosto 2021

Marcello Pacifico, leader del giovane sindacato Anief, ha rilasciato un’intervista a Teleborsa su vaccinazioni e obbligatorietà per i docenti. Il presidente ha dichiarato che “l’ufficio legale dell’Anief nutre tante perplessità sulle nuove norme approvate dal Governo sul green pass”; infatti, sarebbero tanti i dubbi che riguardano, in primo luogo, coloro che devono affrontare i concorsi perché si impone l’obbligo del green pass. “La nostra Repubblica deve rimuovere tutti gli ostacoli per l’accesso agli incarichi pubblici e quindi alla Pubblica Amministrazione; il problema fondamentale è poi pensare di ripartire a settembre obbligando studenti e personale docente a vaccinarsi”. Pacifico ha continuato affermando che “il problema non è tanto quello della vaccinazione: io per primo ho fatto due dosi di vaccino, continuerò a farle e invito sempre tutti quanti a vaccinarsi, perché dobbiamo vincere insieme questa battaglia e il vaccino, in questo momento, è lo strumento più importante che abbiamo tra le mani per poter cercare di contenere la diffusione del virus. La cosa più importante per parlare di scuole in presenza a settembre rimane il distanziamento sociale. I soldi ci sono: Anief ha quantificato in 10 miliardi le risorse per sdoppiare le classi, mentre il Ministro Bianchi ha detto di averne già spesi 5 per sanificatori, mascherine, per strumenti tecnologici per la card”.Inoltre il sindacato è certo anche del miglioramento della didattica in presenza di classi con meno alunni. “Certamente vogliamo soluzioni concrete ed è da un anno e mezzo che diciamo che non bastano più banchi e più sanificatori. Ora poi si parla di mettere microfoni agli insegnanti per evitare la carica virale quando parlano. Si parla di mettere delle lampadine per misurare la saturazione all’interno delle aule. E invece c’è solo una cosa da fare: attuare il distanziamento con classi di 15 alunni, in modo che anche quando finirà il Covid, i nostri insegnanti riusciranno a far raggiungere migliori obiettivi ai nostri studenti, ha concluso Pacifico.

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Prima di obbligare i docenti a vaccinarsi eliminate le classi “pollaio”

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2021

La predisposizione del nuovo anno scolastico non può essere organizzata continuando a mantenere 30 alunni in 30-40 metri quadrati. Il sindacato lo dice da mesi, ma rimane inascoltato. Ora il Governo si appresta ad adottare la vaccinazione obbligatoria, che però non ci affrancherà dai contagi da Covid19. Dal CdM sembra proprio che uscirà la decisione, scrive oggi la carta stampata, “di mettere un obbligo a “livelli”, con una prima raccomandazione e poi un inasprimento delle “pene” sulla base della resistenza da parte del lavoratore”.In pratica, “dopo una prima raccomandazione, se il docente non si adegua potrebbe arrivare il trasferimento in un’altra città posizionandolo in posti lavorativi diversi dalla docenza. Infine, ultimo intervento la sospensione dello stipendio. Non vengono riportati interventi quali il licenziamento del lavoratore. Tra martedì e giovedì si attende lo schema di decreto che conterrà tali misure che potrebbero essere innescate nei casi di mancato raggiungimento della percentuale di vaccinati ritenuta di sicurezza nella Regione o provincia, oppure entrare in vigore a prescindere su tutto il territorio nazionale”.Anief lo ripete: la vaccinazione dei docenti è praticamente inutile se poi continuiamo ad avere alunni ravvicinati in classe di portata metrica ridotta. Anche il Comitato tecnico scientifico lo dice in modo chiaro: nel verbale 34 del Cts c’è scritto che “laddove non sia possibile mantenere il distanziamento fisico per la riapertura delle scuole, resta fondamentale mantenere le altre misure non farmacologiche di prevenzione, ivi incluso l’obbligo di indossare in locali chiusi mascherine di tipo chirurgico” lasciando intendere sia possibile non fare uso di protezioni nel caso il distanziamento sia garantito all’interno dei locali della scuola. Peccato che tutto questo rimarrà lettera morta.

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Scuola: Obbligo vaccinale docenti

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2021

È sconcertante come il tema delle vaccinazioni obbligatorie sia diventato vitale per il rientro a settembre e l’avvio regolare del nuovo anno scolastico, mentre delle altre problematiche si parli in modo solo marginale. Perché la verità, scrive oggi la stampa specializzata, “dopo quasi due anni di pandemia, ben due governi non hanno affrontato e risolto temi cruciali quali le classi pollaio e i trasporti. Veri e propri colli di bottiglia di quell’assembramento, nemico contro cui il mondo lotta dall’inizio della pandemia”. Sciolto il nodo giustizia, il giorno deputato al decreto che si occuperà della scuola e dell’obbligo vaccinale parrebbe essere il 5 agosto.Per il sindacato, sarà una data importante, ma non certo decisiva. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ribadisce che Green Pass per tutti e obbligo vaccinale per personale e alunni, addirittura di parla di bambini sotto il 12 anni, non garantirebbero affatto dalle possibilità di contagiarsi: “Le azioni decisive da intraprendere rimangono quella di aumentare la metratura delle aule, possibilmente con sistemi di areazione, e di adeguare il numero dei docenti per assolvere alla didattica con numeri ridotti di alunni, introducendo, a questo punto per decreto legge, nuovi parametri massimi per la composizione delle classi”.“Tra l’altro – conclude il sindacalista autonomo – la vaccinazione coatta è stata pure ‘bollata’ dal Consiglio d’Europa come non praticabile: c’è una precisa Risoluzione UE, secondo la quale nessun cittadino europeo deve essere messo nelle condizioni di subire ‘discriminazioni per non essere stato vaccinato per possibili rischi per la propria salute o perché non vuole essere vaccinato’. Quindi, di cosa stiamo parlando?”.

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I repubblicani ed i vaccini: cambiamento di rotta e il “vaccino Trump”?

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2021

By Domenico Maceri. “Ho fatto tutto il possibile. Posso incoraggiare a fare qualcosa ma non posso costringere nessuno a prendersi cura di se stesso”. Così l’esasperata governatrice dell’Alabama Kay Ivey mentre cercava di spiegare la tragica situazione del suo Stato a causa del Covid-19. Ivey ha continuato dicendo che quelli che rifiutano il vaccino hanno causato “delusione” e meritano la colpa per i numeri sempre crescenti dei casi positivi.Ivey è repubblicana ed è stata lodata dall’ex presidente Donald Trump come uno dei migliori governatori. L’Alabama è ovviamente uno degli stati più “red”, ossia conservatori, che ha sostenuto l’ex presidente. Se Ivey non sa cos’altro fare, l’editorialista Kyle Whitmire dell’Alabama Media Group, ha espresso parecchi suggerimenti in un suo recente scritto che ci chiariscono meglio i colpevoli per la tragica situazione.Solo due mesi fa la legislatura dell’Alabama ha approvato in tempi rapidissimi una legge che non solo proibiva l’uso del green pass ma vietava anche alle università di richiedere il vaccino. La legge ha costretto anche i commercianti ad accettare clienti che si rifiutano di vaccinarsi. Ivey ha firmato la legge. Solo due settimane fa la dottoressa Jeanne Marazzo, specialista in virologia della Università dell’Alabama, aveva avvertito il governo statale del pericolo della variante Delta che avrebbe costretto lo stato a ritornare al lockdown. La risposta di Ivey in un post di Facebook ha ribattuto che l’Alabama è APERTO (maiuscole di Ivey) per il commercio e che lo stato di emergenza e le ordinazioni sanitarie sul Covid-19 erano abolite. Poco tempo dopo il Center for Disease Control di Washington ha annunciato che l’Alabama era all’ultimo posto per il numero di cittadini vaccinati.Ivey si è anche opposta all’uso delle mascherine nelle scuole come raccomandava la American Academy of Pediatrics. La governatrice ha spiegato che gli studenti dovevano andare a scuola senza mascherine. Adesso ha preso una posizione più moderata lasciando ai distretti locali la decisione. Inoltre Ivey ha messo da parte altri incentivi per incoraggiare i cittadini a vaccinarsi. Il risultato? Nel mese di luglio i casi positivi sono esplosi del 505 percento e l’Alabama rimane ultimo per il numero di vaccinati (34 percento vaccinati con due dosi). L’Alabama è uno degli Stati nel sud più colpiti dal Covid-19 in buona parte per la politica di non seguire le direttive degli specialisti, preferendo di rimanere nella linea di Donald Trump, la cui mira è quella di sabotare la politica dell’attuale presidente Joe Biden. I vaccini, i medici, il personale sanitario possono dire quello che vogliono ma la destra non vuole accettare le misure sensate degli esperti per uscire dalla pandemia. Ciò consiste di vaccini di massa per proteggere la popolazione e ridurre lo spazio al virus di spargersi, mutarsi, e causare più vittime.Il recente raduno di Trump in Arizona ci ha fatto vedere che i suoi sostenitori continuano a non usare né mascherine né mantenere il distanziamento sociale, senza curarsi dei contagi. Originata in India, la variante Delta è molto più potente del virus originale ed è responsabile per l’80 percento dei nuovi casi positivi. Sappiamo anche che potrebbe contagiare i vaccinati ma in modo leggero che potrebbero passarla anche ai non vaccinati. Rischiano di più i non vaccinati che secondo le più recenti informazioni rappresentano quasi il 99 percento dei ricoverati all’ospedale. Traduzione: i vaccini non offrono completa protezione ma in caso di contagio non si va a finire all’ospedale.Gli aumenti dei contagi hanno fatto svegliare leggermente altri repubblicani. Ron DeSantis, governatore della Florida, che ha visto aumenti di contagi del 500 percento in due settimane, ha espresso preoccupazione ed ha incoraggiato i suoi concittadini a vaccinarsi. La Florida con il 6 percento della popolazione americana rappresenta il 20 percento dei contagi del Paese.Anche Mitch McConnell, senatore repubblicano del Kentucky e presidente della minoranza del Gop al Senato, ha incoraggiato gli americani a vaccinarsi. Persino la Fox News che è stata giustamente accusata di disinformazione sul Covid-19 sta leggermente cambiando strada. Uno dei conduttori più noti, Sean Hannity, ha recentemente incoraggiato i suoi telespettatori a “vaccinarsi” asserendo che lui crede nella scienza. Troppo poco però fino ad ora come ci spiegano anche i dati secondo cui l’86 per cento degli elettori democratici sono vaccinati comparati al 52 percento dei repubblicani.Questa riluttanza al vaccino è riflessa anche nella Camera dove tutti i parlamentari democratici sono vaccinati mentre la cifra per i repubblicani rimane al 50 percento. Il totale dei vaccinati negli Usa raggiunge fino ad oggi il 60 percento invece del 70%, cifra necessaria per potere raggiungere la cosiddetta immunità di gregge. Negli ultimi giorni il numero di vaccinati ha rilevato un leggero aumento ma non abbastanza per il CDC che ha annunciato di ripristinare l’uso delle mascherine anche per i vaccinati negli spazi all’interno nelle contee di zone rosse o arancione. Un individuo che potrebbe avere un impatto notevole per incoraggiare i riluttanti a vaccinarsi sarebbe proprio Trump. Sarah Huckabee Sanders, la portavoce dell’ex presidente dal 2017 al 2019, e attualmente candidata a governatrice nell’Arkansas, gli ha aperto la strada con un astutissimo editoriale nell’Arkansas Democrat Gazette. Huckabee Sanders incoraggia tutti a proteggersi dal Covid-19 con il “Vaccino Trump” per i grandi contributi dell’ex presidente mediante il programma Warp Speed. La Huckabee Sanders è anche convinta che i vaccini sono efficaci e sicuri poiché il presidente Trump e la sua famiglia si sono vaccinati. Vero. Lo hanno fatto in segreto poco prima di uscire dalla Casa Bianca il 20 gennaio 2021 senza farsi le tipiche foto e pubblicizzarle come fanno tante altre persone famose per incoraggiare gli altri. I vaccini anti-Covid riflettono i nomi delle aziende che li hanno sviluppati e l’idea che Trump si possa prendere il credito non sarebbe impensabile. Potrebbe però giustamente dire che i vaccini sono stati sviluppati durante la sua amministrazione. Comunque sia, l’ex presidente potrebbe incoraggiare i suoi sostenitori a vaccinarsi per il loro bene ma anche per il resto della società. Il narcisista Trump, però, lo farà solo se ci vede un guadagno politico e fino ad adesso vede la sconfitta della pandemia come una sua sconfitta politica. Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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Vaccini anti-Covid, da Aifa aggiornamenti su rischi e controindicazioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2021

Con riferimento alle precedenti Note informative importanti, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha pubblicato alcuni aggiornamenti su controindicazioni e rischi per i vaccini Janssen (Johnson&Johnson), Comirnaty (Pfizer) e Spikevax (Moderna) emersi dalle valutazioni in corso. In particolare, l’Aifa mette in evidenza alcuni punti chiave degli aggiornamenti sulla controindicazione nei soggetti con pregressa sindrome da perdita capillare e sulla sindrome trombotica trombocitopenica dopo vaccinazione con il vaccino Janssen. Nei primi giorni successivi alla vaccinazione con Covid-19 Vaccine Janssen sono stati segnalati casi molto rari di sindrome da perdita capillare (Cls), in alcuni casi con esito fatale. In almeno un caso è stata riportata una storia clinica di Cls. Covid-19 Vaccine Janssen è attualmente controindicato nei soggetti che in precedenza hanno presentato episodi di Cls. La Cls è caratterizzata da episodi acuti di edema che colpiscono principalmente gli arti, ipotensione, emoconcentrazione e ipoalbuminemia. I pazienti con un episodio acuto di Cls in seguito alla vaccinazione necessitano di rapida diagnosi e trattamento. Di solito è necessaria una terapia intensiva di supporto. I soggetti con diagnosi di trombocitopenia insorta entro tre settimane dalla vaccinazione con Covid-19 Vaccine Janssen devono essere attivamente valutati per segni di trombosi. Allo stesso modo, i soggetti che presentino trombosi entro tre settimane dalla vaccinazione devono essere valutati per trombocitopenia.Ulteriori aggiornamenti riguardano la valutazione del rischio di insorgenza di miocardite e pericardite dopo vaccinazione con vaccini a mRNA anti-COVID-19 Comirnaty e Spikevax.Gli operatori sanitari devono prestare attenzione ai segni e ai sintomi di miocardite e pericardite.Gli operatori sanitari devono istruire i soggetti vaccinati a rivolgersi immediatamente al medico qualora dopo la vaccinazione sviluppino sintomi indicativi di miocardite o pericardite, quali dolore toracico, respiro affannoso o palpitazioni. (fonte Doctor33)

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Scuola. Drago (FdI): occorre piano chiaro e strutturato, basta parlare soltanto di vaccini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2021

“Occorre pretendere un piano chiaro, strutturato ed inequivocabile per assicurare l’inizio delle attività scolastiche ed universitarie in sicurezza. Non basta parlare di vaccinazione! Si parla troppo spesso della mancata vaccinazione di una fetta di docenti, ma credo che quasi nessuno abbia messo in evidenza come la classe docente sia stata sottoposta a vaccinazione molto dopo altre ‘categorie’, essendo stata presa la decisione catastrofica di chiudere le scuole. Consideriamo anche il fatto che il vaccino destinato ai docenti inizialmente fu Astrazeneca. Credo, in tutta onestà, che il personale docente rappresenti il nuovo capro espiatorio per coprire le malefatte, o sarebbe meglio dire il nonfatto, dell’attuale maggioranza in tema di scuola. Se ricordiamo, il capro espiatorio nella prima e seconda fase pandemica furono gli studenti. Durante i maxi assembramenti alle partite del campionato europeo di calcio erano presenti solo giovani? Insomma, questo è il tema dei temi. Trasporti, spazi, numero alunni per classe, no DAD (si DID?), reclutamento personale docente. Spiace ammetterlo, ma la situazione attuale è ben più grave di quella del governo che ci ha preceduto”. Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia, Tiziana Drago.

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Vaccino, Governo a caccia dei 221mila insegnanti e amministrativi della scuola

Posted by fidest press agency su sabato, 24 luglio 2021

Dopo il passo indietro del Comitato tecnico scientifico, la decisione sull’obbligo vaccinale tra il personale scolastico resta ad appannaggio del Governo: “Ci troveremo questa settimana con il Consiglio dei ministri e la decisione sull’obbligo o meno per gli insegnanti andrà presa dall’intero collegio”, ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. Il punto è che sulla vaccinazione obbligatoria del personale sanitario c’erano già dei forti dubbi, figuriamoci ora che si vorrebbe imporre ai lavoratori della Scuola. Ricordiamo che vi sono diversi esperti di legislazione a pensarla in questo modo. Uno di questi è il professor Ugo Mattei, socio ordinario della International Academy of Comparative Law e membro del comitato esecutivo della American Society of Comparative Law di diritto civile e di diritto internazionale e comparato all’Università della California, professore di diritto internazionale e comparato all’Hastings College of the Law dell’Università della California a San Francisco, di diritto civile all’Università di Torino e per due volte patrocinatore di un referendum presso la Corte Costituzionale italiana. “Se il governo rendesse obbligatorio il vaccino per il personale sanitario in queste condizioni di oggi, secondo me – ha detto il professor Mattei – sarebbe incostituzionale e sarebbe incostituzionale per due ragioni fondamentali: primo, perché si tratta ancora di terapie sperimentali e non si conoscono ancora tutti gli effetti; secondo, perché non è noto quanto la vaccinazione effettivamente impatti su terzi, cioè se il vaccinato sia ancora contagioso oppure no”. Quindi, “viste queste due ragioni, per l’articolo 32 della Costituzione non è possibile un obbligo vaccinale neppure in una forma mirata al personale sanitario”.Per l’esperto di diritto, “imporre un obbligo vaccinale in assenza di certezze conoscitive, relative alla funzione sociale e pubblica di un vaccino, è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Riguarda la scelta personale di un individuo, se si vuole vaccinare oppure no, perché ha più o meno paura per sé stesso. Non essendoci chiarezza sull’impatto verso terzi è illegale dopodiché lo è a maggior ragione nel momento in cui la sperimentazione non è stata portata fino in fondo. Ci sono obblighi vaccinali che sono costituzionali nel nostro sistema ma questi nuovi vaccini hanno le due problematiche che dicevo all’inizio”.

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L’Autorità palestinese ha rifiutato il trasferimento di vaccini anti Covid-19 da Israele, accettato in precedenza

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2021

La motivazione la scadenza troppa ravvicinata, la realtà però è ben diversa.Come spesso accade nelle questioni tra le leadership palestinesi e Stato ebraico, bisogna fare almeno un passo indietro. In questo caso, due.Secondo gli accordi di Oslo, conclusi nell’agosto 1993, l’Autorità palestinese deve provvedere all’assistenza sanitaria del proprio popolo. L’Anp, quindi, ha la responsabilità degli abitanti delle Aree A e B della West Bank (e non di quelli della C, gestita da Israele).Questa è la base da cui partire. La prima cosa che va sottolineata è che l’Autorità palestinese non è riuscita ad avere in tempo i vaccini per combattere il Covid-19, che sarebbe arrivati in autunno; forse per inadempienza, forse per mancata capacità di approvvigionamento.Per questo motivo, Israele, seguendo accordi che da sempre ha con le leadership palestinesi, ha offerto in prestito i vaccini Pfizer all’Autorità palestinese, che avrebbero dovuti restituirli proprio in autunno. L’Anp, in un primo momento, ha accettato l’offerta di Israele, tanto che il ministro della salute palestinese, Mai Al-Khaila, ha rivendicato con forza la capacità di riuscire a somministrare sessantamila vaccini al giorno.All’improvviso, però, un netto cambio di rotta da parte dell’Autorità palestinese, autodichiaratosi incapace di somministrare i vaccini nei tempi dovuti. Vaccini che al quel punto sarebbe stati prossimi alla scadenza.Il ministro della salute palestinese dice una cosa, l’Anp un’altra.La realtà è diversa. Il mondo palestinese è insorto per non accettare l’aiuto di Israele, che sarebbe stato visto in maniera benevola agli occhi della comunità internazionale e delle opinioni pubbliche. Perché questo avrebbe fatto crollare la demonizzazione dello Stato ebraico da parte palestinese.La scadenza dei vaccini, quindi, non è nient’altro che una scusa.Come ha subito precisato il Ministero della salute israeliano i vaccini, in scadenza tra fine giugno e fine luglio, erano:“Perfettamente validi e identici in tutto e per tutto ai vaccini attualmente somministrati ai cittadini israeliani”.Questo episodio conferma ancora un’altra che per l’Anp è più importante attaccare Israele che provvedere al proprio popolo.

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Life Sciences: vaccini e proprietà intellettuale nell’era post-Covid

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2021

Si parlerà in un webinar in programma per martedì 29 giugno alle 16, visibile in diretta streaming sul canale Youtube dell’Università di Parma. L’appuntamento, organizzato dalla U.O. Valorizzazione della Ricerca e Promozione dell’Innovazione dell’Ateneo, avrà per protagonista Cesare Galli, avvocato e titolare della cattedra di Diritto industriale all’Università di Parma, tra i maggiori specialisti italiani nella difesa della proprietà industriale. Nel corso della sua attività il prof. Galli si è occupato di importanti cause, in Italia e all’estero, relative a tutte le branche del Diritto industriale, in particolare marchi e domain names, brevetti per invenzioni e modelli, industrial design e denominazioni di origine, affrontando più volte problematiche di carattere internazionale e con aspetti cross-border. Coinvolto in alcune delle più importanti litigations IP degli ultimi 25 anni, nel 1999 ha ottenuto la prima sentenza italiana di merito in materia di brevetti biotech e nel 2004 la prima decisione italiana che riconosce la validità di un brevetto per computer implemented invention, e tra il 2005 e il 2015 ha fatto concedere alcuni tra i provvedimenti più innovativi e avanzati a tutela del segreto industriale e dei marchi rinomati e per la repressione del look-alike, tra cui la sentenza della Corte di Giustizia europea che ha obbligato il Governo italiano a tutelare più efficacemente l’industrial design. Autore di numerose pubblicazioni su tutti gli aspetti della proprietà intellettuale, ha diretto il più ampio (4.000 pagine) commentario di tutte le norme nazionali e comunitarie in materia (GALLI-GAMBINO, Codice commentato della proprietà industriale e intellettuale, Torino, UTET-WoltersKluwer, 2011). Dal 2004 ha fatto parte degli esperti designati dal Parlamento e dal Governo per la predisposizione delle riforme del diritto IP, tra cui l’attuazione italiana della Direttiva n. 2004/48/C.E. e la riforma del 2010 del Codice della Proprietà Industriale, ed è attualmente Esperto Giuridico presso la Presidenza del CNAC-Consiglio Nazionale Anti-Contraffazione e membro dell’European Counterfeiting and Piracy Observatory istituito in seno alla DG Markt della Commissione Europea, ora EU Observatory on infringements of IP rights presso l’UAMI, oltre a collaborare stabilmente con INDICAM, Confindustria, AIPPI e AmCham sulle tematiche IP.

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Vaccini Covid-19 in bambini e adolescenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2021

Il Commitee on Infectious Diseases dell’American Academy of Pediatrics (Aap) ha appena pubblicato su Pediatrics un articolo sui vaccini Covid-19 nei bambini e adolescenti. «Questa è una pre-pubblicazione di un articolo già sottoposto a revisione e accettato per la pubblicazione, ma non è la sua versione finale e potrebbe contenere informazioni imprecise in termini di fatti, cifre e dichiarazioni che verranno corrette nella versione finale» chiarisce Yvonne Maldonado, coordinatrice del gruppo di esperti che ha firmato l’articolo e professore di pediatria alla Stanford University, aggiungendo che la rivista stampa una pre-pubblicazione dell’articolo per accelerare l’accesso alle informazioni in esso contenute.«I vaccini sono sicuri ed efficaci nel proteggere individui e popolazioni dalle malattie infettive, e quelli nuovi vengono valutati dalla Food and Drug Administration (Fda) e dai Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) attraverso un processo rigoroso e trasparente durante il quale i dati di sicurezza ed efficacia vengono rivalutati in modo critico» scrivono gli esperti dell’Aap, precisando che ciò accade anche per i vaccini Covid-19 nei bambini e adolescenti. Tant’è che l’Aap raccomanda quanto segue: 1) la vaccinazione Covid-19 è raccomandata in tutti i bambini e gli adolescenti di età pari o superiore a 12 anni privi di controindicazioni somministrando vaccini autorizzati per l’età; 2) qualsiasi vaccino Covid-19 autorizzato dall’Fda, raccomandato dai Cdc e appropriato per età e stato di salute può essere utilizzato nei bambini e negli adolescenti; 3) data l’importanza della vaccinazione e di una rapida diffusione dei vaccini Covid-19, l’Aap approva la somministrazione concomitante delle consuete vaccinazioni per l’infanzia e adolescenza con i vaccini Covid-19; 4) in alternativa l’Aap raccomanda la vaccinazione Covid-19 nei giorni precedenti o successivi nei bambini e adolescenti in ritardo o in scadenza per le vaccinazioni in base al programma vaccinale suggerito da Cdc/Aap. (fonte doctor33)

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