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Posts Tagged ‘vaccini’

Coltura Cellulare: la nuova frontiera per la produzione di vaccini influenzali

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

influenza.pngLa Coltura Cellulare è una recente innovazione per la produzione di vaccini influenzali, che nasce con l’obiettivo di ampliare le opzioni disponibili per prevenire il rilevante tasso di ricoveri e di mortalità correlati all’influenza che si registra ogni anno in Europa.A oggi, i vaccini influenzali disponibili in Europa vengono prodotti utilizzando uova embrionate di pollo come incubatore; al loro interno i virus selezionati si replicano, vengono inattivati e purificati, per poi essere avviati alla fase finale di produzione. Questo processo è altamente standardizzato e sicuro, ma presenta alcuni limiti: è infatti necessario un gran numero di uova in un breve arco di tempo per soddisfare la produzione e non tutti i virus crescono in maniera ottimale in questo sistema, dando luogo a mutazioni adattative.Alla luce di ciò, è diventata sempre più impellente la necessità di trovare un sistema di produzione che permetta di incrementare rapidamente l’allestimento delle dosi in risposta alle variazioni della domanda.Per questo motivo è nata la Coltura Cellulare, un innovativo sistema che utilizza cellule appositamente selezionate, su cui i virus non necessitano di adattamento. Inoltre, questa tipologia di produzione è più facilmente standardizzabile, consente la creazione di molte dosi in tempi più rapidi e offre un valido strumento per l’allestimento di vaccini, oltre che per l’immunizzazione stagionale, anche in caso di pandemie.Recenti studi di laboratorio hanno dimostrato che alcuni virus influenzali subiscono dei mutamenti quando vengono prodotti mediante la coltivazione su uova, come avviene per i vaccini antinfluenzali convenzionali, con conseguenti possibili ripercussioni sull’efficacia del vaccino stesso. Tali mutazioni non sono, invece, state osservate in virus influenzali prodotti su colture cellulari. Ciò porta a presumere che tali vaccini offrano, in determinate stagioni, una migliore protezione dall’influenza. ,
A dimostrazione di ciò, nel dicembre 2018, Seqirus ha presentato uno studio alla Canadian Immunization Conference (CIC) relativo a un’analisi effettuata su oltre 1,3 milioni di cartelle cliniche, che ha evidenziato come negli Stati Uniti, durante la stagione influenzale 2017-18, il vaccino QIVc (quadrivalente prodotto su coltura cellulare) sia stato più efficace del 36,2% rispetto ai vaccini quadrivalenti standard coltivati su uova (QIVe) nella prevenzione delle sindromi influenzali nelle persone a partire dai 4 anni.
La ricerca ha dimostrato che alcuni virus H3N2, quando vengono coltivati su uova, subiscono cambiamenti che portano a una riduzione dell’efficacia dei vaccini antinfluenzali stessi (situazione osservata nelle stagioni dominate da virus H3N2). Quando il vaccino viene invece prodotto con procedimenti interamente estranei alla coltura su uova, come quella su substrato cellulare, il componente H3N2 è in grado di offrire una protezione più mirata, e pertanto potenzialmente migliore, contro il ceppo H3N2 circolante rispetto alle opzioni standard di produzione su uova. (foto influenza copyright Havas PR Milan da uno studio di Seqirus, leader mondiale nel business dei vaccini influenzali. E’ una società del gruppo CSL, azienda globale specializzata in bioterapie, con oltre sedicimila dipendenti e operazioni in oltre 30 Paesi a livello globale.Seqirus, con base a Maidenhead in Gran Bretagna, occupa circa duemila dipendenti e opera in oltre 20 Paesi in tre continenti: Nord America, Europa e Australia.)

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Dichiarazioni commissario UE alla Salute Vytenis Andriukaitis sui vaccini in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 novembre 2018

“Concordo con l’affermazione di Vytenis Andriukaitis. I dibattiti politici su un tema così importante come quello delle vaccinazioni e dei rischi per la sanità pubblica di coperture vaccinali inappropriate non fanno altro che creare confusione nella popolazione con ricadute negative sulla salute della popolazione italiana. Purtroppo il morbillo, che è una malattia grave eradicabile con coperture vaccinali elevate in quanto non esiste un serbatoio diverso da quello umano, per cui esiste un vaccino efficace e sicuro, continua a essere una malattia frequente nel nostro Paese e questo dimostra che la popolazione italiana non è consapevole dei rischi della malattia e dell’efficacia e sicurezza della vaccinazione. Questo è uno degli esempi più eclatanti, ma moltissime sono le dimostrazioni della scarsa consapevolezza nel nostro Paese della esistenza e gravità di alcune malattie infettive e dei vantaggi della prevenzione. In Italia non esiste una anagrafe vaccinale informatizzata che colleghi l’intero Paese; se un soggetto non vaccinato, quindi, si trasferisce a vivere da una Regione all’altra non viene più rintracciato. In attesa che venga implementata tale anagrafe vaccinale sull’intero territorio nazionale, cosa che viene detta ormai da moltissimi anni, è necessario che un appropriato controllo sulle coperture vaccinali avvenga durante momenti come l’inserimento a scuola”.

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Vaccini e antibiotici: cosa ne pensano gli studenti?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

I vaccini possono prevenire il cancro? Somministrare più vaccini nella stessa seduta è rischioso? Quando si deve assumere un antibiotico? Che cos’è l’antibiotico resistenza? Gli animali contribuiscono o no al fenomeno dell’antibiotico resistenza? Sono solo alcune delle domande contenute nel questionario sulla “Percezione del rischio connesso all’utilizzo degli antibiotici e dei vaccini”, sottoposto dall’Università di Parma ai suoi studenti.Al questionario, ideato e realizzato dai docenti dell’Università di Parma Simone Bertini, Andrea Summer e Carlo Calzetti, hanno risposto 2229 studenti, il 9,07% dell’intera popolazione studentesca dell’Università di Parma. Le risposte, date in forma anonima ma con riferimento al corso di studio e all’età, forniscono un’immagine della percezione del rischio negli studenti iscritti nei più diversi corsi di studio dell’Ateneo.
I risultati? Alti e bassi. Sfiora il 100% (96,77%) la percentuale di risposte corrette alla domanda su “Quando si deve assumere un antibiotico”, e sono ben oltre il 90% quelle alle domande sull’antibiotico resistenza (93.05%) e sulla sua crescita (92.3%). Le risposte esatte superano invece l’80% nelle domande relative all’uso degli antibiotici e al momento in cui la terapia antibiotica a domicilio va sospesa.Piuttosto basse, per contro, le percentuali di risposte corrette alla domanda relativa a cosa è bene associare a una terapia antibiotica al domicilio (30.69%), a quella che chiedeva se i vaccini possono prevenire il cancro (il 43,47% ha giustamente detto “solo alcuni”) e a quella relativa all’eventualità di rischi nella somministrazione di più vaccini in una stessa seduta (51,86%).Per quanto riguarda la connessione dell’antibiotico resistenza al mondo animale, e in particolare l’incidenza degli animali al problema dell’antibiotico resistenza, i risultati del questionario dimostrano che la questione viene sottovalutata, perché circa il 20% degli studenti sostiene che gli animali non contribuiscono all’antibiotico resistenza e non ritiene importante l’uso di antibiotici esclusivi per le specie animali.

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Vaccini: i dirigenti scolastici devono seguire le indicazioni del Governo

Posted by fidest press agency su domenica, 2 settembre 2018

Bisogna accettare la circolare ministeriale: i DS non sono responsabili delle dichiarazioni mendaci delle autocertificazioni dei genitori, ma se non la rispettano saranno passibili di provvedimenti da parte delle autorità competenti. Bene la visione dell’On. Villani: è necessario seguire le direttive del ministero dell’istruzione; infatti, la circolare in questione, modificando solo in parte la norma, non inficia la tutela della salute pubblica ma consentirà ai bambini di frequentare le scuole senza la paura di essere allontanati. Il giovane sindacato si è molto speso per il delicato problema delle vaccinazioni: rispetto alla notizia di uno dei maggiori sindacati della dirigenza scolastica che afferma come i DS non rispetteranno le indicazioni fornite nella circolare Miur-Ministero della Salute, in quanto nella medesima si indica che, in merito all’obbligo vaccinale, sarà sufficiente l’autocertificazione da parte dei genitori, mentre nelle legge Lorenzin era prevista la presentazione della documentazione dell’ASL, Udir sposa in toto il pensiero del portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati, Virginia Villani.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, afferma che “visto che l’inosservanza della circolare potrà esporre i singoli dirigenti scolastici al rischio di conseguenze sotto il profilo disciplinare, non è certamente nostra intenzione farli inciampare in questo pericolo. Noi siamo per il rispetto della Circolare. Per quanto riguarda poi la problematica degli alunni immunodepressi o non vaccinabili per motivi di salute, come è stato detto, si troverà una soluzione insieme con le famiglie. Il diritto allo studio è sacrosanto come quello alla salute: è possibile tutelarli entrambi, seguendo le direttive”.

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Vaccini – Anief difende le scelte del Governo: le scuole si devono adeguare subito

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 agosto 2018

Il governo sta lavorando nella direzione giusta. Perché è un falso problema quello delle certificazioni e quello delle iscrizioni, considerando che l’eventuale obbligo-ricatto riguarderebbe appena un bambino su quattro della fascia d’età coinvolta. Quindi, la decisione presa dal Ministro della Salute, Giulia Grillo, di potersi iscrivere da subito anche senza la certificazione, operando in sede parlamentare per l’introduzione di un obbligo di tipo “flessibile”, è sicuramente lecita. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il legislatore sta intervenendo nel decreto Milleproroghe, con la trasformazione di un disegno di legge ad hoc che cambierà la normativa: prorogare di un anno l’obbligo è una decisione saggia. I dirigenti scolastici avranno anche le loro ragioni, per via di incombenze e carichi di lavoro impressionanti, ma non sono sceriffi: su questo punto, quindi, farebbero bene ad ascoltare le istruzioni del Miur. Perché sono diverse le prerogative e i diritti che su certi aspetti entrano in causa e vanno valutati, al fine di non ledere i diritti di nessuno. Le polemiche di questi giorni risultano pertanto sterili, se non inutili, perché mettono in discussione il ripensamento dei parlamentari su una norma irragionevole che un anno fa di questi tempi era stata imposta per decreto, senza il necessario confronto con le parti coinvolte, ad iniziare dalle famiglie degli alunni. Una volta approvata la nuova norma, non vi sarà alcun problema: nemmeno sulle classi ghetto, altro motivo infondato di polemica. La verità è che soltanto un bambino su quattro frequenta le nostre scuole nel pre-obbligo scolastico e non c’è bisogno di dividere i bambini tra vaccinati e non vaccinati. Il resto è diatriba politica che a noi non interessa: come sindacato ci dobbiamo preoccupare di chi opera nella scuola, da docente e da discente. Tutti, nessuno escluso.

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Scuola – Vaccini, polemiche inutili: l’obbligo riguarda solo il 25% dei bambini. E gli altri?

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 agosto 2018

Lo slittamento a settembre dell’approvazione del decreto Milleproroghe, quindi del rinvio di un anno dell’obbligo per la frequenza scolastica, ha di fatto riabilitato la circolare Grillo-Bussetti che introduce l’autocertificazione, ma anche ridato vita alle prese di posizione sui pro e contro delle vaccinazioni obbligatorie. Per cercare una mediazione, la Ministra della Salute ha anche paventato la possibilità di introdurre “classi protette per i 10 mila bambini immunodepressi”.Anief ritiene che il crescere delle polemiche sia inutile, anzi addirittura dannoso all’organizzazione scolastica, già di per sé confusa e ricca di problematiche di vario genere, ad iniziare dalla formazione degli organici e dall’assegnazione dei tanti precari sugli oltre 150 mila posti scoperti tra personale docente e Ata. Per non parlare della vicenda kafkiana che stanno vivendo i 160 mila maestri e laureati supplenti, vittime prima dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato che li ha estromessi dalle GaE e ora dalla soluzione pilatesca trovata dal Governo e sulla quale il Parlamento si sta spaccando. Il ricatto dell’avvenuta effettuazione dei dieci vaccini principali per la frequenza scolastica è un metodo del tutto inefficace per assicurare le vaccinazioni a tutti i bambini, poiché il sistema scolastico integrato – con iscritti agli asili nido e alle scuole dell’infanzia – riguarda solo una parte dei minori di quella fascia d’età. Inoltre, il decreto Lorenzin è stato calato dall’alto, ignorando le parti sociali e le associazioni coinvolte, tanto che domani due comitati spontanei consegneranno alla ministra della Salute un documento con 22.000 firme, con cui chiedere di «superare rapidamente l’obbligo vaccinale e le esclusioni dei bambini 0/6 anni dai servizi per la prima infanzia».
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il provvedimento deciso dal Governo, di rinviare di un anno l’obbligo introdotto dall’esecutivo Gentiloni attraverso il decreto a firma dell’ex Ministro Lorenzin, risulta necessario, proprio per offrire un periodo di riflessione sulla materia. E per dare tutto il tempo utile alle Camere, in modo che possano così approvare una nuova norma che cancelli l’inutile obbligo. Una disposizione che non può nemmeno contare su un supporto costituzionale, visto che per tutelare il diritto alla salute si procede alla negazione di quello, altrettanto basilare, relativo all’istruzione. In questa situazione di incertezza, di norme e regolamenti mutevoli, ribadiamo la nostra richiesta ai Ministeri coinvolti di inviare il prima possibile ai dirigenti interessati una comunicazione ufficiale che sancisca il rinvio delle sanzioni che sarebbero scattate nei confronti dei genitori inadempienti, ad iniziare dalle multe fino alla sottrazione della patria potestà. Il nostro è stato l’unico sindacato di categoria ad opporsi al decreto Lorenzin sull’obbligo dei dieci vaccini sin dal primo giorno, arrivando ad impugnarlo in tribunale, sia perché lesivo del diritto all’istruzione, da parte di tutti i bambini, nessuno escluso, sia perché lo Stato ha sforato le proprie competenze. Il problema si è evidenziato anche nella sua attuazione, sia a livello di singola scuola che a livello regionale, avendo avuto applicazioni diversificate: oltre alle diverse prese di posizione dei governatori e delle varie giunte di competenza, in alcuni istituti scolastici è stato infatti proibito l’accesso ai nidi e alle scuole d’infanzia, fino a quando il minore non avrebbe regolarizzato la propria posizione vaccinale. In altri casi, invece le scuole sono state più tolleranti. Creando, così, delle discriminazioni. Ecco perché bisogna bloccare tutto per legge il prima possibile.

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L’invito dei medici di famiglia dopo il rinvio dell’obbligo vaccinale inserito nel Milleproroghe

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 agosto 2018

Il presidente Claudio Cricelli: “I piccoli dovrebbero essere sottoposti a questi strumenti di prevenzione, che permettono di evitare gravi malattie, prima di iniziare la scuola”
Firenze, 3 agosto 2018 – “Prendiamo atto della decisione di prorogare di un anno l’obbligo di presentazione del certificato vaccinale per l’ammissione dei bambini a scuola. Chiediamo ai cittadini, al di là di quanto previsto da questo provvedimento, di vaccinare i figli quanto prima, di registrare l’atto di vaccinazione e di iscriverli a scuola dopo averli sottoposti a queste fondamentali misure di prevenzione. Suggeriamo ai genitori di non aspettare la scadenza dell’obbligo. La vaccinazione rappresenta una misura di tutela non solo dei figli ma dell’intera comunità”. È questo l’invito alla popolazione del dott. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), a seguito del rinvio all’anno scolastico 2019/2020 del divieto di accesso agli asili nido e alle scuole dell’infanzia per i bambini non vaccinati, inserito ieri nel Decreto Milleproroghe. “I vaccini sono strumenti di prevenzione indispensabili e sicuri – continua il dott. Cricelli – e permettono di evitare gravi malattie, anche se talvolta i cittadini faticano a comprenderne l’utilità. La dimostrazione della loro efficacia fa parte delle evidenze scientifiche. I medici di famiglia si prendono cura della salute di tutti gli italiani ogni giorno e in ogni momento della loro vita, anche spiegando l’importanza delle vaccinazioni, che rappresentano risorse primarie della medicina e della sanità pubblica”.

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Scuola: Vaccini obbligatori, basterà l’autocertificazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 luglio 2018

Stamane è stato ufficializzato, con una circolare congiunta, firmata dalla Ministra della Salute Giulia Grillo e dal Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, che per l’iscrizione al prossimo anno scolastico basterà l’autocertificazione, facendo così decadere la scadenza del 10 luglio prossimo che imponeva alle famiglie degli alunni di presentare documenti comprovabili l’avvenuta somministrazione dei dieci vaccini dichiarati indispensabili. È dunque finita come doveva finire: perché il provvedimento interdittivo, il divieto di accesso ai bambini non vaccinati, non ha mai avuto valenza costituzionale. Perché per salvaguardare un diritto, quello della salute, se ne calpestava un altro, quello dell’istruzione. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Siamo stati l’unico sindacato della scuola a prendere posizione in modo forte contro quel provvedimento illogico, esprimendo la nostra contrarietà sin dal primo giorno dell’approvazione della legge sull’obbligo dei dieci vaccini e poi impugnando il provvedimento voluto dall’ex Ministra Beatrice Lorenzin. La modifica della norma era inevitabile, ancora di più perché lo Stato ha sforato le proprie competenze. Senza dimenticare che nel corso dei mesi si è scoperto che il decreto Lorenzin è stato attuato in ogni Regione in modo diversificato, andando così ad aggiungere anche un altro problema. Ma l’aspetto più paradossale è stato quello di voler espellere l’alunno non in regola o multare le famiglie inadempienti nella scuola dell’obbligo e obbligarle alla vaccinazione dei nostri figli nel percorso 0-6 anno, laddove lo Stato italiano era consapevole di coprire nel sistema integrato nemmeno un terzo dei bambini scolarizzati, quindi iscritti agli asili nido e alle scuole dell’infanzia.

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Vaccini: dubbi e paure infondate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 gennaio 2018

vacciniRoma, 2 febbraio 2018 – ore 11.00 Auditorium Ministero della Salute (Lungotevere Ripa 1) negli ultimi anni in Italia stiamo assistendo ad un calo del numero di persone vaccinate. Siamo sotto la soglia del 95%, raccomandata dalle autorità sanitarie mondiali, per diverse gravi patologie infantili (tra cui Polio; Difterite; Tetano; Pertosse; Epatite B e morbillo). Inoltre l’ultimo Piano Nazionale Vaccini ha fissato come obiettivo la soglia del 95% per l’immunizzazione dei giovani contro il papilloma virus. Attualmente questa copertura non è ancora stata raggiunta nonostante il vaccino sia gratuito e disponibile per i 12enni sia maschi che femmine. Si calcola che circa un tumore su dieci è causato da infezioni provocato da agenti patogeni come batteri r virus. Quindi le vaccinazioni possono e devono diventare un fondamentale strumento di prevenzione oncologica. Per favorire il ricorso alle vaccinazioni da parte dei più giovani, in particolare quella contro l’HPV, l’Associazione di Oncologia Medica (AIOM) lancia una nuova campagna nazionale che ha come testimonial la campionessa di tennis Flavia Pennetta. Il progetto viene presentato all’Auditorium del Ministero della Salute il 2 febbraio. Parteciperanno, tra gli altri, il dott. Giordano Beretta (Presidente Eletto AIOM), Flavia Penneta, Giampietro Chiamenti (Presidente Nazionale Federazione Italiana Medici Pediatri), Elisabetta Iannelli (Vicepresidente Associazione Italiana Malati di Cancro) e Nicoletta Luppi (Presidente e Amministratore delegato di MSD Italia). All’evento è stata invitata anche il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

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Vaccini: Roma rinvia obbligo in assenza di monodose

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

vaccini«Mi sembra un provvedimento capace potenzialmente di annullare gli effetti della legge sull’obbligo vaccinale». Il commento di Alessandro Rossi, responsabile dell’Ufficio di presidenza della Società Italiana di Medicina Generale ed esperto di temi vaccinali si riferisce alla possibilità, contemplata in una lettera del sindaco di Roma Virginia Raggi alle famiglie, di chiedere il rinvio della vaccinazione se il minore, immunizzato naturalmente contro la malattia, dovesse ripetere il vaccino anche contro quella malattia visto che le formulazioni in commercio lo contengono.
La lettera è di cinque giorni fa ma l’allarme nasce ieri, il primo giorno di frequenza nelle scuole dell’infanzia, istituti ai quali le famiglie dovevano produrre entro il 10 settembre ai sensi del decreto legge 73 l’autocertificazione sullo stato vaccinale dei figli. Nella lettera di Raggi – disponibile sul sito Roma Capitale (http://www.comune.roma.it/pcr/it/newsview.page?contentId=NEW1700978) – si ribadisce la possibilità di dichiarare alcune ipotesi di autoimmunizzazione o di esonero dai vaccini, “mentre per i casi dubbi sarà possibile dichiarare di avere richiesto le analisi sierologiche”. Inoltre “sarà possibile dichiarare di essere in attesa del rilascio di vaccini monocomponenti o combinati in modo tale da tenere conto delle immunizzazioni esistenti”. «I vaccini monodose sono introvabili», dice Maria Corongiu segretario dei medici di famiglia Fimmg laziali. «La non esistenza di quelli o di combinazioni che esentino il bambino dal vaccinarsi contro malattie infettive che lo abbiano già colpito diventa, nella lettera, motivo per rinviare l’immunizzazione. C’è il rischio di creare molte defezioni e dare l’illusione di poter scappare da un obbligo ormai divenuto necessità rispetto a patologie come il morbillo che stanno dilagando, con 4500 casi e 3 decessi in un anno».
«Ormai tutti i vaccini in commercio sono in formulazioni polivalenti, risulta difficile ricomprendere nell’offerta sia i vaccini monocomponenti sia quelli che escludano una singola patologia», conferma Rossi (Simg). «Siamo di fronte ad una misura che rischia di vanificare davvero lo spirito della normativa, molte famiglie la utilizzeranno per attenuare o annullare l’effetto della legge, tutto questo mi sembra inappropriato». Emerge come il “rito romano” sia più difficile per il governo da smontare delle proroghe decise e poi ritirate in Veneto e Lombardia, regioni contrarie allo spirito “coercitivo” del decreto. «Sì, perché è la stessa legge ad innescare delle potenziali vie di uscita», ricorda Corongiu. Ripercorriamola: all’articolo 1 comma 2 è ammesso che chi è immunizzato a seguito di malattia naturale adempia all’obbligo vaccinale con vaccini in formulazione monocomponente entro l’offerta resa disponibile dal servizio sanitario. E l’Agenzia del Farmaco deve monitorare l’offerta di vaccini in formulazione monocomponente o combinata priva dell’antigene per la malattia infettiva per la quale c’è stata immunizzazione. «Come medico di famiglia ricorderei che ove un ragazzo sia immunizzato naturalmente contro una patologia, poniamo il morbillo, vaccinarsi “di nuovo” non comporta alcun problema, semmai potenzia l’immunizzazione». Un argomento che forse aveva fatto presa in senato quando non si tradusse nero su bianco il consenso trasversale di minoranza sulla proposta di far produrre in Italia i vaccini mono componenti mancanti nello scaffale del farmacista. «Anche se non un emendamento -ricorda Corongiu- è stato però approvato in fase di conversione un ordine del giorno che impegna il governo ad affidare allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze la produzione di vaccini monocomponente. Non vorrei che quell’ordine del giorno si sia trasformato in boomerang per la legge». (Mauro Miserendino) (fonte Doctor33)

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Vaccini: Ferrara (M5S), servirebbe un vaccino che protegga il Tar dalla confusione governativa

Posted by fidest press agency su sabato, 16 settembre 2017

tar lazioRoma “Una circolare che nessuno interpreta allo stesso modo perché è scritta male. Anche stavolta dovrà intervenire il Tar sui provvedimenti del governo. Il Tar ha dovuto lavorare di più negli ultimi 4 anni per correggere gli errori del governo Napolitano-Bersani-Letta-Renzi-Gentiloni che nelle precedenti dieci legislature. L’applicazione della nuova normativa è infatti lasciata al libero arbitrio interpretativo di Regioni e Comuni che stanno decidendo autonomamente. Ad esempio in una Regione non è previsto l’allontanamento dalle scuole dei bambini non vaccinati, in tutte le altre sì. Com’è possibile?
Si tratta di una legge delicata che ha preoccupato le famiglie e gli operatori scolastici; la superficialità della circolare non fa che alimentare le possibili tensioni e i problemi di ordine pubblico. Questo governo non ha a cuore le famiglie e non tutela i bambini. E’ vergognoso. Chiediamo chiarezza immediata, la circolare deve essere applicata in maniera uniforme e devono essere fornite indicazioni dettagliate che colmino le carenze del quadro normativo di riferimento”. Lo dichiara in una nota stampa Paolo Ferrara, capogruppo M5S del Campidoglio.

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Roma e la prevenzione vaccinale

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 settembre 2017

vaccinazione-antinfluenzale-2012-2013La nuova normativa sulla prevenzione vaccinale è confusa, risulta poco chiara e viene infatti applicata in modo difforme da Regioni e Comuni in tutta Italia. È la criticità segnalata dalla sindaca di Roma Virginia Raggi in una lettera inviata alle ministre della Salute Beatrice Lorenzin e dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli.“Il Ministero della Salute ha censurato solo il nostro modello di autocertificazione per l’ammissione ad asili nidi e scuole d’infanzia, che riportava pedissequamente una parte del testo di legge, ammonendoci in modo perentorio sulle responsabilità derivanti dalla mancata attuazione del dettato normativo al quale invece Roma Capitale intende dare seguito. A parte questa singolare circostanza, lo stesso Ministero non si è accorto che nel resto d’Italia c’è il caos e che per la scarsa chiarezza delle norme ogni amministrazione si regola come ritiene più opportuno per i propri cittadini residenti”, spiega Raggi. Tale difformità evidenzia la confusione che caratterizza il quadro normativo di riferimento. Nella lettera la Sindaca illustra una serie di esempi di applicazione divergente del decreto legge in Comuni e Regioni sull’intero territorio nazionale, segnalando che in una regione addirittura non è previsto l’allontanamento dalle scuole dei bambini che non abbiano soddisfatto gli obblighi di legge.“Questa situazione rischia di generare una discriminazione tra cittadini di serie A e di serie B rispetto alla loro collocazione geografica – aggiunge Raggi – e pertanto l’Amministrazione capitolina chiede che i Ministeri coinvolti rendano immediatamente uniforme l’applicazione normativa. Vanno inoltre fornite indicazioni dettagliate sugli aspetti organizzativi e sulle procedure di non ammissione o di allontanamento dei bambini non provvisti di adeguata documentazione, così da poter rispondere alle legittime preoccupazioni delle famiglie e degli operatori scolastici, ed evitare problemi di ordine pubblico. Nel rispetto del leale principio di collaborazione tra le istituzioni, invito il Governo a definire con l’Anci modalità operative condivise e ad ascoltare gli Enti locali che sono i più vicini alle istanze e alle esigenze dei cittadini”, conclude la Sindaca.

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Vaccini: Scatta l’obbligo per 6 milioni di alunni

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 settembre 2017

vacciniScatta l’obbligo per 6 milioni di alunni, ma mancano 100mila docenti, 15mila Ata, 2mila presidi e Dsga: così il diritto alla salute prevarica quello allo studio, Anief fa ricorso. Ad essere esentati sono quindi solo gli studenti dell’ultimo triennio della scuola secondaria di secondo grado. La disposizione arriva nell’anno in cui la popolazione studentesca nella scuola statale perde 33mila unità rispetto all’anno scolastico precedente. Il numero di iscritti in flessione, che secondo l’Istat è destinato a continuare nei prossimi anni, si deve principalmente alla denatalità che ora coinvolge anche le famiglie di alunni stranieri. Ma una quota va ascritta anche all’alto numero di alunni che lasciano ancora gli studi senza un titolo di studio e che poi diventano Neet: tendenze che prevalgono al Sud, dove trovano il loro habitat migliore perché è più forte la crisi economica e i servizi degli enti locali sono ridotti ai minimi termini. Ecco perché pesa tanto, sulla qualità dell’offerta formativa, l’altissima percentuale di posti scoperti e precari ancora da stabilizzare in tutti i ruoli. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il balletto di posti d’inizio anno andava cancellato. Inoltre, per vincere gli abbandoni servono organici differenziati e l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni, con avvio della primaria a 5 anziché a 6 anni. Mancano all’appello almeno 40mila docenti specializzati su sostegno, ancora assunti nei posti in deroga da precari, a fronte dei 235mila alunni con disabilità certificata e dei 100mila in ruolo. È in questo quadro che il decreto vaccini si va quindi a collocare: in un contesto scolastico dove i problemi aumentano, con gli organici abbattuti e stracolmi di precari, si vanno a caricare di ulteriori impegni le segreterie scolastiche già ridotte all’osso. Premesso che in tal modo lo Stato è andato oltre le proprie competenze, lo studio legale Anief, dopo un’analisi del decreto, e le circolari che ne sono seguite, ha appurato che vi sono i presupposti giuridici per bloccarlo: in settimana depositeremo il ricorso.

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La Lorenzin tranquillizza: tutto bene sul fronte dei vaccini

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 settembre 2017

lorenzin“Per l’asilo nido e la scuola dell’infanzia la vaccinazione è requisito necessario per accedere. E’ molto importante che i genitori presentino la copia delle vaccinazioni o un attestato che accerti la prenotazione”. Così il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin è intervenuta a ‘Obiettivo Salute’, il nuovo programma di Nicoletta Carbone su Radio 24, in merito alle vaccinazioni. Sulla nuova circolare emanata dal ministero, che ha l’obiettivo di rendere più agevole e senza intoppi la ripresa scolastica nel primo anno di applicazione dell’obbligo vaccinale, il ministro spiega: “Ci siamo resi conto che in alcune regioni ci potrebbe essere qualche problema derivato da una non velocissima efficienza di alcuni centri o di alcune Asl nel recepimento delle prenotazioni, quindi abbiamo predisposto una serie di possibilità e opzioni in più per i genitori. Le famiglie potranno fare la prenotazione telefonicamente, oppure inviando una mail all’indirizzo di posta ordinaria o certificata, oppure inoltrando una raccomandata con avviso di ricevimento ad una delle Asl della regione di appartenenza e lo diranno nell’autocertificazione che presenteranno all’ingresso a scuola”. Il ministro sottolinea a Radio 24 anche che “rimane sempre la data del 10 marzo in cui tutta la documentazione originaria deve essere presentata per accertarsi dell’effettuata vaccinazione”. Sulla situazione nelle varie regioni il Ministro afferma che “In linea di massima il caos è sui giornali, nella maggior parte delle regioni e delle Asl abbiamo riscontrato situazioni normalissime, anzi alcune punte di eccellenza come il Piemonte. Abbiamo anche dei casi che ci sono stati segnalati, abbiamo anche richiamato le Asl e le regioni in questione, ma predisponendo questa circolare pensiamo di avere immaginato ogni possibilità di opzione per dare la possibilità alle famiglie di accedere ai servizi qualora abbiano davvero intenzione di vaccinare i loro bambini.”

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Vaccini e regioni senza regole comuni

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 settembre 2017

vaccini“Bisogna evitare che ogni Regione e ogni Asl procedano a ruota libera senza regole omogenee, occorre verificate (e garantite) le forniture rispetto al fabbisogno della popolazione di ciascuna Regione, l’obbligo di vaccinazione va esteso al personale scolastico e a quello sanitario. Questi tre punti, gli stessi su cui in sede di conversione del decreto sui vaccini avevamo messo in guardia il Governo, vanno immediatamente corretti. Invitiamo quindi il ministro della Sanità a prevedere un intervento normativo correttivo urgente onde evitare che equivoci, disorganizzazione, caos e impreparazione di molte strutture sanitarie vengano magari strumentalizzati da chi non condivide appieno la Legge, in danno della salute pubblica che, giova ripeterlo all’infinito, non è un bene o un diritto individuale, ma collettivo”.
Lo afferma in una nota il deputato di Forza Italia Rocco Palese, vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera, che aggiunge: “Esattamente come abbiamo votato a favore delle norme sulla obbligatorietà dei vaccini, sosterremo anche ulteriori interventi normativi che dovessero rendersi necessari per dare direttive ed estendere il campo di applicazione della Legge, così come invitiamo il Governo, laddove si rendesse necessario, ad applicare l’art. 120 della Costituzione, esercitando i poteri sostitutivi nei confronti delle Regioni inadempienti. Perché bisogna ricordarsi che l’anno scorso ci sono stati tre morti per morbillo e lo Stato non può consentire che la salute pubblica non venga tutelata o venga messa a rischio da inadempienze e carenze organizzative dei singoli territori”.

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Vaccini: Caos per incompetenza Ministeri e Regione

Posted by fidest press agency su domenica, 3 settembre 2017

vaccini“Ribadiamo che sui vaccini ci vuole informazione ampia e corretta e non coercizione. L’enorme caos di questi giorni è generato dall’incompetenza di due Ministeri e dalla posizione incerta di Regione Lombardia. Il governo ha avuto una fretta del tutto ingiustificata nel trattare il tema scegliendo l’assurda via dell’imposizione, scaricando sulle scuole il peso di verifica senza valutare il caos che si sarebbe scatenato. E’ ovvio che su questo tema le linee guida del 18 agosto non potevamo trovare immediata applicazione per il 4 settembre. La Lombardia cerca di accontentare il governo e i genitori che chiedono di essere prima informati correttamente per poi decidere se far vaccinare i propri figli scontentando tutti e creando ulteriore confusione. La ciliegina sulla torta è arrivata oggi dal Ministro Fedeli che annuncia che arriveranno nuove linea guida. E’ una presa in giro, Governo e Regione hanno gettato le famiglie nel caos a pochi giorni dall’inizio delle scuole”, così Dario Violi e Paola Macchi, consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle della Lombardia. “Con una question time, che sarà presentata nel prossimo Consiglio regionale utile, chiederemo alla Lombardia di comportarsi come le Marche e il Trentino applicando la norma transitoria per avere un tempo adeguato per informare con calma le famiglie e permettere intanto alle famiglie di mandare i propri bimbi a scuola, invochiamo un metodo degno di un paese civile”, concludono i consiglieri regionali.

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Legge sui vaccini e decreti attuativi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 agosto 2017

vaccini“La definitiva conversione in legge del decreto sui vaccini obbligatori ha chiuso un aspro dibattito politico e consegnato al Paese l’auspicato strumento per una maggiore tutela della salute dei bambini e degli adolescenti. Adesso però inizia la fase applicativa che deve rendere esecutive le norme della legge con il minor disagio possibile per i giovani pazienti e la massima efficacia di risultato per la salute del singolo e la salvaguardia della comunità”. E’ questo l’auspicio della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP). “Come abbiamo più volte affermato durante il dibattito parlamentare il Pediatra di libera scelta, nell’ambito del suo rapporto fiduciario con il proprio assistito e le famiglie, si rende disponibile a sostenere questo importante impegno – afferma il dott. Giampietro Chiamenti Presidente Nazionale FIMP -. Tutte le ricerche dimostrano che il pediatra e il medico di famiglia sono le figure professionali sanitarie nelle quali l’assistito ripone la maggiore fiducia. Questo rapporto privilegiato che abbiamo con la popolazione ci deve imporre un ruolo attivo anche nella esecuzione delle vaccinazioni. Quest’azione se svolta nei nostri studi può aumentare notevolmente l’adesione ai vaccini da parte dei cittadini cosiddetti “esitanti”. “Per questo la FIMP ritiene che, in attesa della applicazione della nuova legge, sia necessario definire quanto prima il ruolo e le funzioni delle Cure primarie nel contesto di un sistema di rete fra Servizi vaccinali e medici curanti – prosegue Chiamenti -. In questo ambito e nel rispetto delle specificità locali vanno individuate le soluzioni organizzative più efficaci per facilitare le incombenze innanzitutto delle famiglie e poi delle istituzioni scolastiche e sanitarie. Per quanto riguarda i compiti e le funzioni degli operatori del sistema sanitario siamo in attesa del decreto attuativo della legge che a breve dovrebbe essere emanato dal Ministero della Salute”. “In questa circostanza giunge opportuna la revisione dell’“Atto di Indirizzo” per il rinnovo delle convenzioni della medicina territoriale approvato lo scorso 27 luglio dal Comitato di settore della Conferenza delle Regioni – sottolinea Chiamenti -. Il provvedimento potrà permettere di riavviare la trattativa per il rinnovo della ACN, ed è un presupposto necessario per una nuova programmazione di compiti e funzioni che i pediatri e i medici convenzionati andranno ad assumere ai vari livelli. In tale contesto, e per quanto riguarda gli obiettivi di salute che il servizio sanitario nazionale si propone, confidiamo sulla possibilità che tramite accordi regionali ed aziendali si possa trovare la soluzione più adatta alle specificità locali per un rinnovamento dell’offerta vaccinale con il coinvolgimento attivo della pediatria di famiglia nel rispetto di una efficace integrazione a vantaggio dei cittadini utenti e degli obiettivi da raggiungere”. “Il Servizio Sanitario sta attraversando un momento caratterizzato da un acceso dibattito a vari livelli e da un attivismo legislativo da cui conseguentemente dovrà derivare un nuovo approccio organizzativo del sistema delle cure e della prevenzione con l’adozione di nuovi modelli, più moderni e funzionali – conclude il presidente FIMP -. La Legge sui Livelli Essenziali di Assistenza, l’obbligo vaccinale e la riapertura della stagione dei rinnovi contrattuali sono un’occasione da non perdere per affrontare e risolvere in modo positivo i cambiamenti che l’attuale contesto sanitario e legislativo ci pone come opportunità da realizzare. La FIMP è pronta ad affrontare questa complessità mettendo in campo proposte e possibili soluzioni, ma ribadisce nel contempo la necessità di una valorizzazione del proprio impegno dimostrato negli anni per costruire un modello che nei fatti ha prodotto e produce salute nei confronti dell’infanzia e dell’adolescenza a cui le Istituzioni non si possono sottrarre”.

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Decreto vaccini fra pro vax, no vax e free vax

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 luglio 2017

IMG_0294Più passano i giorni, più sembra plausibile che il decreto vaccini non verrà convertito, fosse anche solo per una questione di tempi. Mi direte: il Senato è stato destato dalle istanze dei “vaccini gratis” (free vax), dai timori che fosse tutto un inciucio con big pharma e dal risveglio di coscienza partito dal basso: cittadini che hanno fatto comprendere alla politica quanto pericolosi siano i vaccini, quanto estesi siano i danni che causano.
Vi dirò, sta vincendo chi urla e strepita. O meglio sta vincendo, ancora una volta, il timore di perdere consenso.
Dove sono i pro vax? A casa, come me, come tanti. Convinti che i parlamentari avrebbero difeso il diritto dei bambini che non possono vaccinarsi ad avere la tutela della loro collettività; che l’idea del complotto mondiale dell’intera comunità scientifica contro l’umanità stessa era una baggianata; che la memoria corta dei genitori di oggi, nati quando vaiolo e poliomielite erano poco meno di un racconto (un po’ come i racconti della prigionia in tempo di guerra del nonno barboso), non avrebbe avuto la meglio. E invece, giorno dopo giorno, seduta dopo seduta, la difesa dei progressi della ricerca sta venendo meno. L’argine cede.
E nessuno è riuscito finora a distogliermi dall’idea che, in fondo in fondo, nella testa di ogni persona che indossa una maglietta arancione ci sia un retropensiero. Non rischio sulla pelle di mio figlio, ma vorrei che fosse protetto dagli altri, dall’effetto gregge.
vacciniUna meschina pretesa che tutto avvenga nel giardino del vicino.
Perché se i “vaccini gratis” avessero il mondo che chiedono, moriremmo o subiremmo danni irreversibili a causa di malattie che possiamo debellare, abbiamo quasi debellato.
Perché non ci credo che chi lotta contro i vaccini obbligatori li farebbe se non fossero tali. Perché non hanno vaccinato finora e non lo faranno domani. E se lo faranno “con i tempi giusti”, “non tutti insieme”, “non così presto”, potrebbe comunque essere troppo tardi. E se lo faranno “solo quando sarà possibile fare seri esami prevaccinali” probabilmente non lo faranno mai (i nostri pronipoti, chissà…). E nessuno mi leva dalla testa che quei parlamentari che oggi si sentono “risvegliati” siano in malafede. E miopi perché, anche volendo seguire le loro logiche, i numeri di elettori pro vax sono molto più alti dei vaccini gratis.Non auguro ai vaccini gratis un mondo senza vaccini, ma se il decreto non passa, farò gli esami necessari per capire quali vaccini dovrei fare o richiamare, perché ho paura del delirio che mi circonda, non solo in senso sanitario. (Emmanuela Bertucci, legale Aduc)

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Il pediatra di famiglia e i vaccini

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 luglio 2017

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“Il pediatra di famiglia è la figura professionale che in Italia sviluppa e garantisce l’assistenza sanitaria a bambini e adolescenti in tutti i suoi aspetti, in particolare per tutto quanto attiene alla prevenzione ed al mantenimento del buono stato di salute. In queste ore invece, nell’ambito della discussione degli emendamenti alla legge sull’obbligo vaccinale in corso all’interno della XII Commissione del Senato, sembra che ci sia dimenticati di questa evidenza. Va modernizzato il sistema vaccinale integrando in rete gli studi dei pediatri di famiglia e dei medici di medicina generale”. È la presa di posizione del dott. Giampietro Chiamenti, Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) sul testo relativo al decreto vaccini in discussione al Senato. “La vaccinazione di un bambino – spiega il dott. Chiamenti – è un atto sanitario che non può non far parte della professionalità del pediatra di famiglia che dei piccoli pazienti cura ogni aspetto di tipo sanitario e sociale e rappresenta il principale, ed in molti casi esclusivo, riferimento per le famiglie che ogni giorno si rivolgono ai nostri studi per qualsiasi informazione, consiglio, cura e supporto in situazioni di difficoltà. Vaccinare non è solo fare una puntura, ma è un’attività che richiede competenze professionali, formazione continua, sensibilità, organizzazione, capacità relazionali, facilità di accesso, che le famiglie possono trovare solo nell’ambito delle cure primarie e dell’organizzazione capillare che i pediatri di famiglia e i medici di medicina generale offrono in Italia. La vaccinazione non può essere demandata ad altre figure professionali non altrettanto adeguatamente formate e che non possono mettere in campo quel rapporto diretto e fiduciario con le famiglie che rappresenta un fiore all’occhiello del nostro Servizio Sanitario Nazionale. In Italia abbiamo negli anni garantito ad ogni bambino il suo pediatra di famiglia, crediamo che i bambini abbiano il diritto di essere vaccinati dal loro pediatra e le famiglie di potersi rivolgere per questo allo specialista che hanno scelto per la salute dei loro figli”. “Facciamo un appello – continua il dott. Chiamenti – che è anche un suggerimento alle istituzioni politiche e sanitarie che con grande serietà stanno affrontando un tema così delicato e alle quali la FIMP manifesta ancora una volta la propria soddisfazione per l’attenzione alla salute dei nostri assistiti, a non disperdere queste energie positive e reali che il nostro paese può vantare e che deve avere il coraggio e la responsabilità di coinvolgere ed impiegare al fine di modernizzare il sistema vaccinale che ha dato negli anni passati risultati importanti ma che ora ha necessità di nuove energie e nuovi stimoli di cui il Decreto Legge in approvazione ha bisogno per realizzarsi nei suoi obiettivi”. “Ci aspettiamo – conclude il dott. Chiamenti – che finalmente anche l’ambito delle cure primarie pediatriche possa essere coinvolto nelle attività vaccinali attraverso una programmazione che deve essere avviata in ogni regione e che riconosca nel pediatra di famiglia una figura di riferimento essenziale per fornire una corretta informazione, aumentare l’adesione alle vaccinazioni e raggiungere le coperture vaccinali previste”.

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Emendamento su Dl vaccini: obbligatori scendono a 10. Le novità

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 luglio 2017

vaccinazione-antinfluenzale-2012-2013Morte per morbillo e ricovero per tetano. Nuovi casi da mancate vaccinazioni. Non più dodici vaccinazioni obbligatorie ma dieci, di cui quattro solo per i prossimi tre anni, poi si vedrà. E tra le quattro sub iudice c’è l’antimorbillo. Verrebbe modificato così il decreto legge Lorenzin sui vaccini in fase di conversione al senato. La senatrice Patrizia Manassero si fa latrice di una proposta del Partito Democratico annunciata ieri a Milano da Emilia Grazia De Biasi presidente della Commissione Sanità del Senato.
«Stiamo modificando il decreto vaccini che andrà in aula giovedì 6, abbiamo iniziato con l’articolo 2 a consegnare gli emendamenti da sottoporre al voto. Ha sollevato un dibattito anche troppo aspro», ammette De Biasi. «Un conto sono le considerazioni culturali altro mettere sullo stesso piano evidenze scientifiche e magia come fanno la rete e alcuni media. Con il Ministro della Salute e alcuni esperti tra cui Silvio Garattini ho ipotizzato una soluzione presente nell’emendamento Manassero: dei dodici vaccini obbligatori nel decreto, l’esavalente resta obbligatoria: antipolio, antidifterica, antitetanica, antiepatite B, antipertosse e antiHaemophilus influenzae non si toccano. Antimorbillo antiparotite, antirosolia ed antivaricella invece sono obbligatori per tre anni che è il tempo consentito per verificare il raggiungimento della soglia vaccinale di sicurezza; ove la soglia fosse raggiunta verrà rivaluto il rientro di queste vaccinazioni nella disciplina dettata dal Piano nazionale vaccini ante-decreto legge (è contenuto nel decreto sui Lea e non prevede l’obbligatorietà di queste immunizzazioni ma le raccomanda caldamente ndr); certo è che dei 7 mila casi di morbillo registrati in Europa nell’ultimo anno, 3 mila si sono verificati in Italia e questo dato deve farci riflettere». Quanto al meningococco B e C «sono tolti dall’obbligo e rientrano nel Piano vaccinale come raccomandati perché non c’è rischio di epidemie».
Più in generale alla conferenza convocata dal Pd lombardo per discutere di delibere sulla presa in carico dei malati cronici tra medici di famiglia e gestori sull’autonomia regionale in altri temi sanitari (prevenzione, ricerca), De Biase ha parlato del decreto legge vaccini in senato in questi termini: «Abbiamo proposto emendamenti che vanno nel senso di rafforzare la farmacovigilanza, l’abbattimento delle sanzioni alle famiglie che sarà più o meno consistente a seconda dell’emendamento che passerà, e soprattutto intendiamo eliminare la perdita della patria potestà per il genitore che non vaccina, l’ordinamento prevede già procedure specifiche e tribunali e richiami per le famiglie. Abbiamo potenziato l’informazione che verrà veicolata dai medici di famiglia, dai pediatri, dalle Asl e dalle scuole. Per queste ultime semplificheremo gli iter burocratici. I genitori vanno aiutati e va fatta cultura. Se ci sarà un consenso sugli emendamenti presentati credo avremo fatto un passo in avanti importante. Certo non è risolutivo, ma mi chiedo come nel silenzio di questi ultimi anni abbiamo subito un simile calo della copertura vaccinale». (Mauro Miserendino – fonte Doctor33)

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