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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘vaccino’

Covid-19, quando e a chi misurare gli anticorpi post-vaccino. Ecco le indicazioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 luglio 2021

Sollecitare le autorità competenti a livello nazionale e regionale affinché sia possibile attivare nei centri di riferimento la valutazione degli anticorpi anti Sars-CoV-2, con metodi “validati”, per avere un quadro “della risposta immunitaria di soggetti e pazienti fragili (ad esempio immunocompromessi, in terapia con farmaci immunoregolatori come i trapiantati d’organo, anziani oltre 70 anni)”. A lanciare l’appello sono tre scienziati italiani: Mario Plebani, del Dipartimento di Medicina di laboratorio dell’Azienda-ospedale università di Padova; Giuseppe Banfi dell’Irccs Istituto ortopedico Galeazzi e dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, e Giuseppe Lippi, della Sezione di Biochimica clinica dell’università di Verona. Il tema è al centro dell’attenzione con l’avvento dei vaccini anti-Covid e le riflessioni successive sulla necessità o meno della terza dose: quando fare il test per la misurazione degli anticorpi e a chi? Che utilità e limiti può avere questo tipo di analisi? Ha senso o sono solo “soldi buttati”? Gli esperti, in un intervento a loro firma che entra nel cuore del dibattito, riflettono su questi punti. E sottolineano in primo luogo un aspetto, che riassumono con la formula “one size does not fit all”. “Lo studio della cinetica di risposta anticorpale e la sua eterogeneità correlata a variabili quali età, sesso, indice di massa corporea, patologie croniche e utilizzo di farmaci immunosoppressori, in epoca di medicina di precisione, permette” di dirlo. Per gli studiosi, “specialmente in alcune categorie di soggetti e pazienti, l’analisi anticorpale dovrebbe essere utilizzata per verificare la qualità della risposta immune e per guidare successive decisioni cliniche e terapeutiche, finanche l’utilizzo di dosi ulteriori di vaccino (‘boost’) in soggetti in cui si risconti una modesta/insufficiente risposta anticorpale alla dose consueta e raccomandata”, fanno notare. Lo studio della risposta immunitaria verso Sars-CoV-2, scrivono Plebani, Banfi e Lippi, “ha assunto importanza rilevante fin dall’inizio della pandemia da Covid-19, e risulta ancor più importante oggi nel contesto dello sviluppo di nuovi vaccini e nella valutazione dell’efficacia di quelli approvati e utilizzati. Benché la risposta adattativa al virus sia determinata dall’insieme di varie componenti, lo studio degli anticorpi specifici, soprattutto quelli neutralizzanti, è l’aspetto più studiato e valutato”. Gli esperti sottolineano dunque “l’importanza di valutare i rapporti fra anticorpi e anticorpi neutralizzanti, che rimangono il reale riferimento per valutare la risposta immunitaria umorale del soggetto all’infezione. Attualmente, a fronte dello sviluppo di oltre 270 candidati vaccini, 90 dei quali nella fase di trial clinico, la valenza della sierologia anti Sars-CoV-2 assume maggiore rilievo”, osservano. “L’analisi dei risultati dei trial di 7 vaccini attualmente in uso – proseguono – ha dimostrato come gli anticorpi anti-S rappresentino un correlato idoneo di protezione, e ancor più hanno documentato una stretta relazione fra titolo di anticorpi neutralizzanti ed efficacia vaccinale, quanto meno nel prevenire le forme più gravi di malattia”. Un altro aspetto, rimarcato dagli esperti, chiama in causa la medicina di precisione: “Una valutazione del titolo basale di anticorpi neutralizzanti anti Sars-CoV-2 consente di razionalizzare la somministrazione delle dosi successive di vaccino, ad esempio evitando la seconda dose, o riducendo il dosaggio, mantenendo inalterata l’efficacia nei pazienti che abbiano già sviluppato la cosiddetta ‘memoria immunologica’”. “Inoltre, lo studio degli anticorpi specifici e dell’eventuale capacità delle nuove varianti di evadere (almeno parzialmente) l’attività neutralizzante”, rappresenta un altro motivo a detta di Plebani, Banfi e Lippi “per suggerire una loro razionale utilizzazione, specialmente in categorie di pazienti fragili e con possibile compromissione della risposta immunitaria”. Infine: cosa dire dell’analisi degli altri elementi che caratterizzano la risposta al virus? “Se è vero che lo studio della memoria cellulare, delle cellule T, ed anche dell’immunità innata può integrare i dati della sierologia – concludono gli esperti – è altrettanto vero che queste metodologie sono molto meno standardizzate, meno disponibili per la maggior parte dei laboratori clinici e quindi di più difficile applicazione routinaria. Almeno per ora”. (fonte:doctor33)

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Scuola e PA – La Regione Sicilia impone il vaccino anti-Covid ai lavoratori

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2021

“L’ordinanza di un presidente regionale o provinciale non rappresenta valida base giuridica per introdurre limitazioni a diritti e libertà individuali che implichino il trattamento di dati personali, che ricade nelle materie assoggettate a riserva di legge statale”: lo dice il Garante della Privacy, a proposito della decisione del presidente della Regione Sicilia di firmare un’ordinanza che obbliga gli enti pubblici, ma anche un lungo elenco di aziende, a compilare una sorta di anagrafe dei vaccinati, indicando quali dipendenti non lo sono per spingerli a immunizzarsi. Inoltre, secondo il quanto riportato nell’ordinanza, firmata dal governatore Nello Musumeci, in caso di rifiuto i lavoratori dovranno essere trasferiti a mansioni non a contatto con il pubblico. Nel “mirino” della Regione ci sono anche i dipendenti che conducono attività con “servizi essenziali e di pubblica utilità” indicati dalla legge del 1990 sul diritto di sciopero, includendo quindi anche la Scuola, l’Università e la Ricerca. “Il garante della privacy – annotano gli uffici e riporta la stampa – ha già invitato regioni e province autonome a soprassedere dall’adottare o dare attuazione a iniziative territoriali che prevedano l’uso dei certificati vaccinali, per finalità ulteriori e con modalità difformi rispetto a quelle previste dalla legge nazionale Anief aveva sin da subito fatto rilevare che il datore di lavoro non può acquisire, neanche con il consenso del dipendente o tramite il medico compente, i nominativi del personale vaccinato o la copia delle certificazioni vaccinali: a dirlo era stato, pochi mesi fa con delle Faq esplicative, lo stesso Garante della privacy nell’esprimersi sulle vaccinazioni obbligatori in riferimento alla “disciplina in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro né dalle disposizioni sull’emergenza sanitaria. Il consenso del dipendente- aveva detto il Garante – non può costituire, in questi casi, una condizione di liceità del trattamento dei dati. Il datore di lavoro può, invece, acquisire, in base al quadro normativo vigente, i soli giudizi di idoneità alla mansione specifica redatti dal medico competente”.

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La terza dose di vaccino fa discutere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2021

Gli operatori sanitari, specie quelli più a contatto con i pazienti come gli infermieri, tra i primi ad essere vaccinati contro il Covid, temono che la copertura vaccinale si stia avvicinando alla scadenza e chiedono con forza la terza dose. Ma gli enti regolatori e gli scienziati frenano: è troppo presto per dire con certezza che gli anticorpi sviluppati con la malattia o in seguito alla somministrazione dell’immunizzante e la memoria immunitaria a livello cellulare scompaiano dopo solo un anno. Le autorità sanitarie statunitensi, i Centers for Disease Control and Prevention e la Food and Drug Administration, hanno risposto ufficialmente ai dubbi: gli americani che hanno già ricevuto due dosi non devono sottoporsi ad una terza somministrazione, nonostante il diffondersi delle nuove varianti. Stessa posizione dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) secondo la quale al momento “è troppo presto per confermare se e quando sarà necessaria una dose di richiamo per i vaccini Covid-19, perché non ci sono ancora abbastanza dati dalle campagne di immunizzazione e dagli studi in corso per capire quanto durerà la protezione dai vaccini”. E anche dall’Oms arriva una precisazione sullo stesso tenore: “Non sappiamo se saranno necessari vaccini di richiamo per mantenere la protezione contro Covid-19 fino a quando non verranno raccolti ulteriori dati”. In ogni caso, le aziende farmaceutiche sono andate avanti con la sperimentazione clinica. Pfizer e BioNtech hanno annunciato che nelle prossime settimane chiederanno alle autorità regolatorie di Usa e Ue l’autorizzazione per la terza dose. Se dovesse rendersi necessaria, sarà a disposizione dei Paesi che l’autorizzeranno. Per il momento, la reale necessità non è per nulla sicura. “La terza dose è nelle cose ma non sappiamo ancora quando”, ha detto il direttore della prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza durante la conferenza stampa sul monitoraggio settimanale dei dati Covid, spiegando che servono più dati.Intanto buone notizie arrivano dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sulla cosiddetta vaccinazione eterologa: anche se ancora i numeri a disposizione sull’utilizzo di un vaccino per il richiamo diverso da quello fatto con la prima dose non sono altissimi e sono stati raccolti solo da poche settimane, risulta che gli eventi avversi con l’eterologa sono minori rispetto a quella omologa. (fonte Doctor33)

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Vaccino anti Covid: Oltre 200mila docenti, Ata e dirigenti non hanno ricevuto la prima dose

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 giugno 2021

In vista della riapertura della scuola, si punta sulla vaccinazione di più soggetti possibili che operano al suo interno. Anche degli studenti, in particolare tra i 12 e i 16 anni: secondo i medici della Fimp “è ormai dimostrato che i minori si ammalano con la stessa incidenza degli adulti, pur con percentuali di gravità fortunatamente più basse, e che rappresentano una potenziale fonte di diffusione del virus in tutti gli ambiti di vita frequentati”. Permarranno, inoltre, le misure di sicurezza all’interno degli istituti, a cominciare dall’obbligo del distanziamento minimo. “Stiamo lavorando – ha detto il Ministro – per escludere la Dad l’anno prossimo e non trovarci così nella situazione dell’anno scorso. Ci stiamo lavorando tutti, non solo io, anche tutti gli insegnanti. Lavoriamo per una scuola in presenza che dia molta attenzione alla società, c’è il bisogno dei bambini di tornare a trovarsi. Una scuola che però deve essere anche molta attenzione a quel recupero di tutte le conoscenze che ovviamente in un anno così difficile sono state più carenti”. A questo scopo, Anief ritiene fondamentale procedere con la proroga dell’organico dei 75 mila docenti-Ata Covid, con deroga dei criteri di formazione classi, altrimenti destinate ad un numero di alunni per aula incompatibile con la pandemia e le regole sulla sicurezza minima. Sono provvedimenti indispensabili, assieme a quelli relativi alla sicurezza, già previsti dal contratto stipulato con i sindacati, e alla stabilizzazione del personale. In caso contrario, se la Camera non dovesse dare seguito la prossima settimana agli emendamenti Anief al decreto Sostegni-bis, a settembre salute e apprendimenti continueranno ad essere ostaggi del caso.

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Vaccino ai migranti irregolari

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 giugno 2021

L’associazione medici di origine straniera in Italia(AMSI) ,la Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) ,L’unione medica euro mediterranea (UMEM)e il movimento Uniti per Unire dopo il loro apprezzamento e ringraziamento alle Regioni Veneto ,Emilia Romagna ,Puglia e Friuli Venezia Giulia estendono il loro apprezzamento e ringraziamento alla Regione Lazio e al Presidente Nicola Zingaretti e all’Assessore Alessio D’Amato per avere invitato tutti i direttori degli ASL di provvedere a includere gli immigrati irregolare con tesserino STP e ENI come segue; Queste le indicazioni della Regione Lazio inviate alle ASL (vedi allegato)Le ASL del Lazio sono invitate a individuare un Ufficio unico di riferimento per procedere nel piano di vaccinazione per persone prive di tessera sanitaria, di STP e/o di codice fiscale; -le persone vengono iscritte nella lista di vaccinazione – viene dato STP a chi ne è privo- viene privilegiato vaccino monodose- attenzione a patologie contratte nella vita precaria- dopo il vaccino la persona va registrata nell’anagrafe vaccinale regionale (AVR).La nota della Regione raccomanda le ASL di attivare la collaborazione delle associazioni nel territorio. A breve La Regione fornirà materiali informativi in più lingue. Serve una svolta nella comunicazione a livello nazionale in Italia coordinata dal Ministero della Salute per tutto quello riguarda l’emergenza Covid compreso le vaccinazioni ,la seconda dose ,vaccino mix ,varianti per evitare e archiviare le confusioni creati da tanti pareri ed opinioni contrastanti e tante volte purtroppo archè irresponsabili .Basta seguire come succede nella maggior parte dei paesi del mondo dove siamo impegnati con UMEM e AMSI che indicazioni e informazioni ufficiali vengono dati solo dal Ministero della Salute del paese e non tramite le trasmissioni televisive con l’esperto di turno. Così dichiara il Presidente Amsi e UMEM e Membro Commissione Salute Globale Fenomeno

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Governo. Vaccini. Astrazeneca si, Astrazeneca no

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Dopo le polemiche sulla mancata consegna delle dosi, ora si dibatte sul rischio vaccinazione con Astrazeneca (Vaxzevria), il vaccino anglo-svedese. E’ utile chiarire che: a) La medicina non è una scienza esatta. b) I farmaci, compresi i vaccini, possono avere effetti collaterali. Facciamo riferimento alla rivista scientifica Science e mettiamo in maiuscolo alcune parole, così da fissarle nella mente. Il vaccino AstraZeneca può, IN CASI MOLTO RARI, causare un disturbo caratterizzato da pericolosi coaguli di sangue. In Europa sono stati segnalati almeno 222 casi SOSPETTI fra 34 milioni di persone che hanno ricevuto la prima dose di vaccino. I morti sono più di 30.In Italia abbiamo avuto 128 mila morti per Covid-19, su 60 milioni di abitanti.L’Agenzia europea per i medicinali (Ema), ha riconosciuto “UNA PROBABILE ASSOCIAZIONE CAUSALE” tra la sindrome e il vaccino ma, sottolinea che i benefici di Astrazeneca superano ancora i rischi. Tuttavia, molti paesi ne hanno limitato l’uso nei giovani. La Germania sta usando il vaccino solo nelle persone di età superiore ai 60 anni, la Francia in quelle di età superiore ai 55 anni. Si valuta che i giovani abbiano un rischio inferiore di ammalarsi gravemente e morire di Covid-19, rendendo più difficile giustificare il rischio di effetti collaterali. David Spiegelhalter, statistico dell’Università di Cambridge, spiega che il RISCHIO di gravi danni a causa del vaccino, per le persone di età compresa tra 20 e 29 anni, nel Regno Unito, è di circa 1,1 su 100.000, mentre il RISCHIO di essere ricoverati in terapia intensiva a causa del Covid-19, varia da 0,8 a circa 6,9 su 100.000, a seconda del RISCHIO di esposizione al virus. Evidenzia che la vaccinazione dei giovani fornisce, anche, protezione ad altre persone. In questa sorta di curva di scorrimento graduale dell’equilibrio rischio-beneficio, non c’è un punto improvviso in cui il vaccino diventa sicuro o pericoloso.Insomma, man mano che aumentano i dati a disposizione della comunità scientifica, le indicazioni cambiano. Non occorre fare allarmismi, ma prendere atto dei dati e ricordare quanto detto all’inizio di questo comunicato.Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Vaccino AstraZeneca, ecco le nuove raccomandazioni del Cts

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Il vaccino di AstraZeneca è raccomandato per coloro che abbiano età uguale o superiore a 60 anni, per la fascia sotto i 60 anni c’è invece la raccomandazione per i vaccini a mRna. È quanto concluso dal Cts e comunicato nel corso dell’attesa conferenza stampa di aggiornamento sulla campagna vaccinale. «In questo contesto epidemiologico mutato il Cts in dialogo stretto con Aifa e le altre istituzioni sanitarie del paese, ha ritenuto opportuno rivalutare le indicazioni all’uso del vaccino AstraZeneca perché’ essendo mutato lo scenario il rapporto tra benefici e potenziali rischi legati a trombosi rare cambia in funzione dell’età ma anche del mutato scenario», ha dichiarato il coordinatore del Cts Franco Locatelli. Per quanto concerne le seconde dosi, «si è deciso di dare una raccomandazione per impiegare una stessa dose dello stesso vaccino per over 60, mentre per gli under 60 pur in assenza di segnali di allerta preoccupanti, la raccomandazione è per la vaccinazione eterologa», ha spiegato Locatelli.Sul tema è intervenuta anche l’autorità europea del farmaco. Il Comitato di farmacovigilanza Prac dell’agenzia europea del farmaco Ema ha deciso che la sindrome da aumentata permeabilità capillare deve essere «aggiunta alle ‘Informazioni sul prodotto’ come nuovo effetto indesiderato del vaccino anti-Covid di AstraZeneca, Vaxzevria, insieme a un’avvertenza per sensibilizzare gli operatori sanitari e i pazienti su questo rischio». E’ quanto comunica l’Ema, sulla base delle conclusioni raggiunte dagli esperti dell’ente Ue nel meeting che si è tenuto dal 7 al 10 giugno. Il Prac ha effettuato una revisione approfondita di 6 casi di sindrome da aumentata permeabilità capillare in persone che avevano ricevuto Vaxzevria. La maggior parte dei casi si è verificata nelle donne ed entro 4 giorni dalla vaccinazione. Tre delle persone colpite avevano una storia di sindrome da aumentata permeabilità capillare e uno di loro successivamente è deceduto. Al 27 maggio 2021, nell’Ue/Spazio economico europeo e nel Regno Unito sono state somministrate più di 78 milioni di dosi di vaccino AstraZeneca. Le persone vaccinate con questo prodotto scudo, avverte l’Ema, «devono cercare assistenza medica immediata se manifestano un rapido gonfiore delle braccia e delle gambe, o un improvviso aumento di peso, nei giorni successivi alla vaccinazione. Questi sintomi sono spesso associati alla sensazione di svenimento».Critiche nei confronti della gestione del caso AstraZeneca arrivano da parte di molti presidenti di Regione, a partire dal governatore della Liguria Giovanni Toti che dopo la morte di Camilla Canepaca, la 18enne colpita da trombosi dopo il vaccino AstraZeneca, ha scritto sulla sua pagina Facebook: «La a possibilità di utilizzare AstraZeneca per tutti su base volontaria non è un’invenzione delle Regioni o di qualche dottor Stranamore: è un suggerimento che arriva dai massimi organi tecnico-scientifici per aumentare il volume di vaccinazioni, e quindi evitare più morti». Nel post si legge: «Ora da Roma si esprimano senza ambiguità -ha proseguito Toti-: ritengono che aumentare le vaccinazioni, e dunque usare anche AstraZeneca di cui abbiamo milioni di dosi, sia necessario per salvare vite umane? E allora si assumano la responsabilità di dirlo chiaramente, senza mettere sotto accusa chi segue le indicazioni in tal senso». Altrettando critico anche il governatore della Campania Vincenzo De Luca che ha dichiarato: «L’Italia è l’unico paese al mondo in cui gestione del piano anti Covid non è affidato direttamente al ministero della Salute ma a una struttura commissariale. Si è scelta la strada di una separazione dal ministero: questo modello organizzativo si sta rivelando contraddittorio e improduttivo». In via precauzionale, molte regioni tra cui Campania, Sicilia, Veneto, Lazio e Liguria hanno sospeso gli open day con Vaxzevria. (fonte Doctor33)

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Arriva il vaccino Curevac

Posted by fidest press agency su sabato, 22 maggio 2021

Un nuovo vaccino contro il Coronavirus (Sars-Cov-2) è in arrivo a giugno, è il Curevac. Prodotto in Germania, anche grazie a un finanziamento pubblico di 300 milioni, il Curevac si aggiunge ai vaccini a mRNA di Pfizer- Biontech e Moderna e può essere conservato alle normali temperature di frigorifero per tre mesi o a temperatura ambiente per un giorno. L’azienda Curevac è in attesa della certificazione dell’EMA, l’Agenzia europea per i medicinali, che dovrebbe arrivare a giorni. Il vaccino Curevac, come quelli di Pfizer-Biontech e Moderna, non reca danno al DNA, come erroneamente propagandato. Insomma, dopo vaccinazione non ci crescerà l’undicesimo dito.La Commissione Europea ha ordinato 225 milioni di dosi di questo vaccino, con una opzione per altri 180 milioni. L’azienda Curevac da decenni sperimenta preparati terapeutici a mRNA. L’idea di partenza era quella di trovare cure per il cancro e altre malattie. In conclusione, con i farmaci a mRNA si sono aperti nuovi campi di ricerca per la cure di varie patologie, con una tecnologia a adattabile alle diverse situazioni, compreso i mutanti del Coronavirus. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Vaccino. Andreoni: chi ha avuto dose puo’ infettarsi e non manifestarlo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 maggio 2021

ROMA – “La persona vaccinata contro il Covid puo’ certamente infettarsi e non manifestarlo. Ci sono gia’ dati che dimostrano la vaccinazione in realta’ non impedisce l’infezione, riduce di molto la possibilita’. Quindi la persona si puo’ infettare ma quello che abbiamo visto e’ che le malattie sono eccezionali e rare, quindi il piu’ delle volte si infetta in maniera del tutto asintomatica. In questi casi la malattia decorre in maniera non grave. Abbiamo avuto, ad esempio, due persone ricoverate nonostante fossero vaccinate, con una manifestazione che richiedeva il ricovero. Una di loro, 85 anni, se non fosse stato vaccinato sarebbe andato incontro al decesso e invece e’ guarito”. Cosi’, ai microfoni dell’agenzia Dire, Massimo Andreoni, direttore scientifico della Societa’ italiana malattie infettive (Simit) e professore ordinario di Malattie infettive della facolta’ di Medicina e Chirurgia dell’universita’ di Roma Tor Vergata.Ci si infetta da vaccinato ma si puo’ anche essere contagiosi? “Questo non si sa -risponde Andreoni -probabilmente si’ ma per periodi di tempo meno prolungati rispetto ai soggetti non vaccinati e si e’ anche meno contagiosi, perche’ la risposta anticorpale generata grazie al vaccino e’ in grado di ridurre sia i tempi di eliminazione che la carica virale. Quindi le persone normalmente hanno un carica virale ridotta rispetto ai non vaccinati”.”Non possiamo escludere in maniera assoluta-precisa l’esperto -che la possibilita’ di contagiare possa sussistere, ad esempio, all’interno di un autobus. Riteniamo sia comunque un evento non frequente ma, ripeto, non si puo’ escludere”. “Il soggetto infetto che sia a conoscenza della propria positivita’ nonostante sia vaccinato -conclude Andreoni -deve essere ugualmente sottoposto a quarantena, esattamente come un soggetto non vaccinato. Quindi il vaccino non elimina le regole precedenti, perche’ i soggetti positivi al tampone devono essere considerati come persone potenzialmente contagiose”. (fonte Agenzia Dire)

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Covid, aggiornate le linee guida Oms sul vaccino Astrazeneca

Posted by fidest press agency su martedì, 4 maggio 2021

“Una sindrome molto rara con trombosi associate a una bassa conta piastrinica (trombosi con sindrome da trombocitopenia, Tts) è stata segnalata da 4 a 20 giorni dopo la vaccinazione” con il vaccino anti-Covid di AstraZeneca. “Una relazione causale tra il prodotto e la Tts è considerata plausibile, sebbene il meccanismo biologico di questa sindrome sia ancora in fase di studio”. Lo evidenzia il gruppo strategico di esperti (Sage) per le vaccinazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in un aggiornamento delle linee guida sul vaccino dell’azienda anglo-svedese, redatto alla luce dei casi di Tts segnalati dopo la somministrazione.Intanto uno studio dell’università di Oxford e dell’Office for National Statistics britannico, condotto analizzando i risultati dei test Covid su oltre 350mila persone nel Regno Unito tra dicembre e aprile evidenzia come una dose di vaccino anti-Covid di Oxford/Astrazeneca o di Pfizer/Biontech riduce il rischio di infezione di quasi due terzi, e protegge le persone anziane e più vulnerabili così come quelle più giovani e sane. Si tratta del “primo studio – si legge sul Guardian – a valutare l’impatto” della prima dose “sulle nuove infezioni” da coronavirus Sars-CoV-2 “e le risposte immunitarie in un ampio gruppo di adulti nella popolazione generale. Riducendo i tassi di infezione, i vaccini non solo prevengono ricoveri e decessi, ma aiutano a spezzare le catene di trasmissione e quindi a ridurre il rischio di una recrudescenza dannosa della malattia a seguito della riapertura” in corso anche in Uk.I ricercatori hanno osservato che, a 21 giorni dalla prima somministrazione, le nuove infezioni Covid sono diminuite del 65%. I vaccini si sono dimostrati più efficaci contro le infezioni sintomatiche (-72%) rispetto a quelle asintomatiche (-57%). Una seconda dose di vaccino Pfizer, per il quale è possibile stimare l’effetto del richiamo essendo stato approvato e lanciato per primo rispetto a quello di Astrazeneca, ha ulteriormente potenziato la protezione, con una riduzione del 90% delle infezioni sintomatiche e del 70% di quelle asintomatiche. I risultati, diffusi in versione preprint, secondo gli autori supportano la decisione del Regno Unito di dare priorità alla somministrazione di una prima dose di vaccino alle persone anziane e più vulnerabili, ritardando i richiami. (fonte: Doctor33 abstract)

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Covid-19: Come cambiano i comportamenti dei vaccinati?

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2021

L’indagine pianificata dalla Sapienza Università di Roma e dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Umberto I ha coinvolto gli operatori delle strutture sanitarie dell’Azienda, sottoposti alla seconda dose di vaccino COVID Pfizer-BioNTech fino al 30 marzo 2021. Al personale è stato somministrato un questionario sulle misure di protezione contro SARS-CoV-2 e i soggetti che hanno volontariamente risposto, tra il 2 ed il 17 aprile 2021, sono stati 731, di età compresa tra i 24 ed i 69 anni.“Il messaggio principale che deriva dall’indagine è che la maggioranza degli intervistati non ha cambiato le proprie abitudini dopo la vaccinazione. In particolare, ben il 94% dei soggetti ha dichiarato che dopo la seconda vaccinazione contro Covid-19 non è cambiata la frequenza con la quale indossa la mascherina chirurgica o di comunità, in ambienti chiusi e con persone diverse dai familiari e conviventi. Solo il 4% ha ammesso di aver ridotto leggermente tale abitudine. Circa l’89% ha dichiarato che, dopo la seconda vaccinazione contro SARS-CoV-2, non ha cambiato la frequenza con la quale indossa la mascherina FFP2 o la doppia mascherina in ambienti chiusi e con persone diverse dai familiari e conviventi e la frequenza con la quale indossa la mascherina (chirurgica, di comunità o FFP2) all’aperto.Dopo la seconda vaccinazione contro il Covid-19, la frequenza con la quale il soggetto si lava le mani con acqua e sapone o le disinfetta con soluzione idroalcolica per almeno 20 secondi non è cambiata nel 94% degli intervistati, così come il rispetto del numero massimo di 6 persone all’interno della sua abitazione, escludendo familiari e conviventi. Infine, la frequenza con la quale il soggetto ha dichiarato di rispettare il distanziamento fisico di almeno 2 metri all’aperto non si è modificata nell’86% dei soggetti, mentre è diminuita leggermente nel 13% dei soggetti intervistati.Sono risultati importanti che dimostrano come la consapevolezza di non abbassare la guardia neanche anche dopo la vaccinazione sia ampiamente diffusa”.Questo hanno dichiarato i Coordinatori della ricerca, il professor Domenico Alvaro, Direttore del DAI di Medicina Interna e Specialità Mediche e Preside della Facoltà di Medicina e Odontoiatria e la Professoressa Stefania Basili, Direttrice della unità operativa complessa di Medicina Interna dell’Umberto I.

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Vaccino Covid, Senior Italia FederAnziani: basta disdette

Posted by fidest press agency su domenica, 18 aprile 2021

«I vari errori di comunicazione commessi fin qui rispetto al vaccino hanno prodotto come conseguenza una raffica di disdette (con punte del 70%) che rischia di mettere a rischio l’intera campagna vaccinale, e con essa la vita di centinaia di migliaia di anziani e di fragili. Ci rivolgiamo perciò non soltanto ai senior, ma anche ai tanti under 60 che proprio in queste ore stanno annullando le prenotazioni, per dire che questa paura del vaccino è irrazionale. A uccidere è il Covid, che dall’inizio della pandemia ha prodotto 116mila decessi soltanto in Italia, e non certo il vaccino, le cui reazioni avverse sono rarissime, mentre i soli 4 decessi segnalati in Italia tra i casi di evento avverso tromboembolico sono tuttora oggetto d’esame da parte di Aifa per una definitiva verifica del loro nesso di causalità con il vaccino» dichiara Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani. «Dall’inizio dell’emergenza Covid 19 – prosegue Messina – abbiamo visto sparire un pezzo importante di una generazione. Abbiamo aspettato per mesi l’arrivo del vaccino come unica speranza per arrivare alla fine di quest’incubo, abbiamo criticato i ritardi e gli errori, ma adesso la campagna vaccinale è nel pieno svolgimento e per fortuna questo ci permette di guardare avanti con ottimismo. Tutto quello che dobbiamo fare è affidarci alla scienza e non certo rinunciare alla prenotazione della nostra dose di vaccino, quale esso sia, perché vaccinarsi è l’unico modo per uscire dalla pandemia, per salvare le nostre vite quelle dei nostri cari e per far ripartire il paese e scongiurare il disastro economico. I vaccini sono sicuri, specialmente per gli over 60: gli eventi segnalati come reazioni avverse per i vaccini sono nella maggior parte dei casi innocui, mentre sono rarissimi quelli di maggiore gravità e comunque inferiori in numero rispetto alle reazioni avverse scatenate da tanti altri farmaci che assumiamo nella nostra vita di ogni giorno per gestire le nostre patologie croniche o anche per guarire da una banale influenza. Basti pensare che l’insorgenza di trombosi venosa in qualche modo collegabile al vaccino è rarissima. Su 25milioni di vaccinati si tratta di 3-4 casi per milione, incidenza che scende a 0 sopra i 60 anni. Secondo l’ultimo report realizzato dalla Sorveglianza dell’ISS, invece, al 19 marzo del 2021, il tasso di letalità del Covid 19 è pari al 3,1% nella popolazione complessiva, e sale al 21,4% tra gli over 80. Perciò questa irrazionale paura del vaccino deve essere lasciata da parte se non vogliamo protrarre l’ecatombe in corso, che provoca centinaia di morti al giorno, mentre avremmo la possibilità, in tempi rapidi, con la collaborazione di tutti, di azzerare la mortalità come già accaduto in altri paesi.»

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Vaccino AstraZeneca, Aifa: chiamare il medico per questi sintomi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 aprile 2021

Se nei giorni successivi alla vaccinazione anti-Covid compaiono segnali come mancanza di respiro, dolore toracico, gonfiore alle gambe, dolore addominale persistente, mal di testa grave o persistente e visione offuscata è necessario rivolgersi immediatamente ad un medico. Questo è quanto devono sapere i pazienti sottoposti alla vaccinazione e i segnali di tromboembolia e/o trombocitopenia su cui gli operatori sanitari devono vigilare. A comunicarlo agli operatori la Nota informativa importante concordata con le autorità regolatorie europee e l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sul vaccino Covid-19 AstraZeneca e rischio di trombocitopenia e disturbi della coagulazione. Punti chiave sul vaccino e l’informazione al paziente A seguito della procedura di segnale condotta a livello europeo, l’Agenzia Italiana del Farmaco fornisce gli operatori sanitari informazioni sui seguenti punti emersi dalla valutazione: Vaccino Covid-19 AstraZeneca: i benefici superano i rischi nonostante un possibile collegamento con casi molto rari di trombi associati ad un livello basso di piastrine. Una combinazione di trombosi e trombocitopenia, in alcuni casi accompagnata da sanguinamento, è stata osservata molto raramente dopo la vaccinazione con il vaccino Covid-19 di AstraZeneca.Gli operatori sanitari devono vigilare su segni e sintomi di tromboembolia e/o trombocitopenia. I vaccinati devono essere informati della necessità di consultare immediatamente un medico se sviluppano sintomi quali: mancanza di respiro, dolore toracico, gonfiore alle gambe, dolore addominale persistente dopo la vaccinazione. Inoltre, chiunque abbia sintomi neurologici, inclusi mal di testa grave o persistente e visione offuscata dopo la vaccinazione, o noti lividi cutanei (petecchie) al di fuori del sito di vaccinazione dopo pochi giorni, deve rivolgersi immediatamente ad un medico.La nota ricorda che sono stati riportati casi di eventi tromboembolici a seguito della somministrazione del vaccino Covid-19 AstraZeneca in diversi paesi dell’Area economica europea, alcuni dei quali hanno portato a sospensioni locali di lotti specifici o dell’uso del vaccino stesso. Una combinazione di trombosi e trombocitopenia, in alcuni casi accompagnata da sanguinamento, è stata osservata molto raramente dopo la vaccinazione con il vaccino Covid-19 AstraZeneca. Questo include casi gravi che si presentano come trombosi venosa, anche in siti di insorgenza insoliti come: trombosi cerebrale dei seni venosi, trombosi venosa mesenterica, nonché trombosi arteriosa in concomitanza con trombocitopenia. La maggior parte di questi casi si è verificata in donne di età inferiore ai 55 anni tra i sette e i quattordici giorni successivi alla vaccinazione, tuttavia ciò può riflettere l’aumento dell’uso del vaccino in questa popolazione. Alcuni casi hanno avuto un esito fatale.Il Prac ha effettuato un’indagine completa con una tempistica accelerata, compresa un’attenta revisione delle segnalazioni dei casi presenti in EudraVigilance di trombi e trombocitopenia in soggetti che hanno ricevuto il vaccino, prestando particolare attenzione alle informazioni su: sesso, età, fattori di rischio, diagnosi di Covid-19 (se disponibile), tempo di insorgenza dei sintomi rispetto alla vaccinazione, esito e la gravità clinica. L’indagine ha incluso anche una revisione della letteratura collegata, un’analisi tra i dati osservati e i dati attesi condotta sulle segnalazioni di EudraVigilance, includendo i seguenti Termini preferiti del dizionario MedDRA: trombosi del seno venoso (cerebrale), coagulazione intravascolare disseminata e porpora trombocitopenica trombotica. Mentre si continua a raccogliere ulteriori evidenze, il Prac ha raccomandato un aggiornamento delle informazioni sul prodotto del vaccino Covid-19 AstraZeneca sospensione iniettabile, sulla base di quanto noto al momento su questo problema di sicurezza. (fonte: dica33)

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Vaccino AstraZeneca, aggiornate le informazioni di sicurezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 aprile 2021

Dopo il responso dell’Ema, l’uso del vaccino AstraZeneca in Italia è raccomandato per le fasce d’età sopra i 60 anni, ma non vietato negli under 60. La Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha diffuso una Nota informativa con aggiornamenti sul rischio di trombosi associate a trombocitopenia. Sulla base degli elementi emersi dall’analisi di tutta la documentazione disponibile, la Cts spiega che «è stata riscontrata un’associazione tra il vaccino Vaxzevria e casi molto rari di tromboembolismi anche gravi, in sedi inusuali (fra i quali casi rari di trombosi venosa dei seni cerebrali, trombosi splancniche e arteriose), associati a trombocitopenia. Ad oggi, la maggior parte dei casi è stata segnalata in soggetti di età inferiore ai 60 anni e prevalentemente nelle donne. Tali eventi sono stati osservati per lo più entro 14 giorni dalla somministrazione della prima dose di vaccino».«L’associazione con gli eventi trombotici sopra descritti non è stata riscontrata nei soggetti di età superiore a 60 anni, nei quali l’incidenza dei casi a seguito della vaccinazione risulta addirittura inferiore rispetto a quella attesa», sottolinea la Cts, precisando che «non sono ancora disponibili ulteriori dati dalle sperimentazioni attualmente in corso». Un’evidenza che, secondo il farmacologo Antonio Clavenna, del dipartimento Salute pubblica dell’Istituto Mario Negri di Milano, «potrebbe essere dovuto alla circostanza che proprio questa fascia di età e le donne sono state le categorie maggiormente immunizzate con il vaccino AstraZeneca». «Ema – prosegue la Commissione Aifa – ha aggiornato le informazioni di sicurezza del vaccino in Rcp (Riassunto delle caratteristiche di prodotto, ndr), per tenere conto degli eventi di tromboembolismo in sedi inusuali (fra i quali casi rari di trombosi venosa dei seni cerebrali, trombosi splancniche e arteriose) associati a trombocitopenia». «Sono in corso e saranno implementati studi di approfondimento in merito al possibile meccanismo patogenetico sottostante», al momento non ancora chiarito. «L’Aifa, in collaborazione con l’Ema – rassicura l’ente regolatorio – continuerà l’attenta valutazione di qualsiasi segnale di sicurezza anche al fine di formulare eventuali ulteriori raccomandazioni». In ogni caso, sia l’Ema che la Cts sottolineano che «il bilancio beneficio/rischio del vaccino Vaxzevria si conferma complessivamente positivo, in quanto il vaccino è sicuramente efficace nel ridurre il rischio di malattia grave, ospedalizzazione e morte connesso al Covid-19».Stesso parere emerge anche dalla nuova circolare con cui il ministero della Salute ha aggiornato le raccomandazioni sul vaccino di AstraZeneca. La circolare – inviata a Regioni, istituzioni ed associazioni – ribadisce che il vaccino è approvato dai 18 anni d’età. «Sulla base delle attuali evidenze, tenuto conto del basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico a fronte dell’elevata mortalità da Covid-19 nelle fasce di età più avanzate – si legge – si rappresenta che è raccomandato un suo uso preferenziale nelle persone sopra i 60 anni». E, soprattutto: «Chi ha già ricevuto una prima dose Vaxzevria, può completare il ciclo col medesimo vaccino».La reazione autoimmune alla base dei rari eventi trombotici seguiti alla somministrazione del vaccino AstraZeneca che l’Ema ha rilevato, «potrebbe essere causata dal vettore virale utilizzato per il vaccino, ma si tratta di un’ipotesi che richiede ulteriori studi». Ad affermarlo è il farmacologo Clavenna che, anche sulla questione di valutare i maggiori o minori rischi di tale vaccino anti Sar-Cov-2 rispetto ad altri, chiarisce: «È impossibile fare dei paragoni. Il vaccino antinfluenzale, ad esempio, utilizza una piattaforma differente, ovvero si avvale dello stesso virus inattivato o di componenti del virus e dunque non paragonabili sono gli effetti collaterali e per l’antinfluenzale non si segnalano reazioni autoimmuni». E, poi, spiega: «La tecnologia del vaccino AstraZeneca prevede l’utilizzo di un adenovirus da scimpanzé per trasportare la proteina Spike del SarsCov2. L’ipotesi è che l’utilizzo di un virus come vettore possa, in determinati soggetti che hanno magari una particolare predisposizione, portare alla formazione di anticorpi che vanno ad agire contro l’organismo stesso. Una ipotesi da approfondire anche in relazione al vaccino di Johnson & Johnson, che utilizza la stessa tecnologia a vettore virale e per il quale l’Ema ha segnalato tre eventi rari trombotici su 4,5 milioni di vaccinati». (fonte doctor33)

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Vaccino: Fp Cgil Medici, psicologi fondamentali in pandemia, no a svalorizzazione

Posted by fidest press agency su sabato, 10 aprile 2021

“Gli psicologi hanno svolto, e continuano a farlo, un ruolo fondamentale nella pandemia, in ragione di una forte crescita del disagio psicologico che questa genera. Ed è per tali ragioni che le parole le parole del premier Draghi rischiano di generare una contrapposizione tra persone e professioni, svalorizzando il lavoro e la funzione che gli psicologi ricoprono”. Ad affermarlo è la Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn in merito alle parole del presidente del Consiglio, Mario Draghi, specificando che: “Gli psicologi sono operatori sanitari ma non stanno né nelle platee né chiusi all’interno di uno studio, lavorano sia in ambito pubblico che privato: dalla sanità agli enti locali, dal terzo settore, dalla scuola alla giustizia passando per le organizzazioni, poiché la dimensione psicologica è insita in ogni settore produttivo”.Inoltre, osserva la categoria, “adesso che la pandemia ha stravolto il mondo del lavoro e la vita di ognuno di noi, il disagio psicologico dilaga manifestando picchi di intensità mai conosciuti. Aumentano i comportamenti disadattivi, le psicopatologie nell’infanzia e nell’adolescenza, i ricoveri nei reparti di salute mentale, il malessere psicosociale, le conflittualità famigliari e la violenza”. La Fp Cgil Medici e Dirigenti sanitari ricorda che “é necessario ampliare la dotazione organica dei servizi di salute mentale, nei consultori e nelle cure primarie, per garantire ai cittadini la possibilità di risposta ad un fabbisogno che è cambiato in modo repentino e profondo. Il Covid 19 sviluppa disturbi di natura post traumatica da stress molto gravi che rischiano di minare l’equilibrio psichico a lungo termine.Per il sindacato, quindi, “occorre investire nella prevenzione e nella promozione della salute e, in prima istanza, nel mondo giovanile. Eppure non si ha traccia di un piano organizzato di assunzioni nel Servizio sanitario nazionale mentre invece si accusano i professionisti. Le responsabilità del ritardo del piano vaccinale sono da ascrivere alla frammentazione organizzativa e alla mancanza dei vaccini, non certo al lavoro degli psicologi che sono da sempre in prima linea nella tutela della salute dei cittadini”, conclude.

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Sars-CoV-2, con precedente immunità naturale la risposta anticorpale a una dose di vaccino è elevata

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 aprile 2021

Secondo una lettera all’editore pubblicata sul New England Journal of Medicine, gli individui che sono già guariti da Covid-19 e ricevono un vaccino a mRna contro la malattia mostrano titoli anticorpali più elevati dopo una dose rispetto a quelli senza immunità preesistente. «I nostri risultati suggeriscono che una singola dose di vaccino suscita una risposta immunitaria molto rapida negli individui che hanno già mostrato positività per Covid-19» spiega Florian Krammer, della Icahn School of Medicine del Mount Sinai di New York City, primo firmatario della lettera.I ricercatori hanno notato che l’efficacia di due iniezioni di vaccino a mRna si è mostrata alta in persone che non avevano mai incontrato il nuovo coronavirus, e si sono chiesti quale sarebbe stata la risposta a una sola dose di tale vaccino nelle persone che invece avevano già avuto Covid-19. Per rispondere alla domanda hanno esaminato le risposte anticorpali in 110 individui, di cui 67 non avevano mai incontrato il nuovo coronavirus e 43 sieropositivi a Sars-CoV-2. Gli esperti hanno scoperto che la maggior parte dei partecipanti sieronegativi mostrava valori di immunoglobuline G per Sars-CoV-2 variabili e relativamente basse entro 9-12 giorni dalla vaccinazione, mentre i partecipanti sieropositivi hanno sviluppato rapidamente titoli anticorpali alti e uniformi entro pochi giorni dalla vaccinazione. Gli autori evidenziano che i vaccinati con immunità preesistente avevano titoli anticorpali da 10 a 45 volte superiori a quelli dei vaccinati senza immunità precedente negli stessi momenti successivi alla prima dose di vaccino. Ma non solo, infatti i titoli anticorpali mediani misurati nei partecipanti con immunità preesistente hanno superato quelli trovati nelle persone senza precedente immunità di un fattore superiore a 6. Tuttavia, i ricercatori sottolineano che saranno necessarie ulteriori indagini per confermare se una sola dose di vaccino sia veramente sufficiente per dare una protezione efficace in questa popolazione. (fonte Doctor33)

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Vaccino AstraZeneca, Aifa: operatori sanitari vigilino su segni e sintomi. Ecco quali

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 aprile 2021

Se nei giorni successivi alla vaccinazione anti-Covid compaiono segnali come mancanza di respiro, dolore toracico, gonfiore alle gambe, dolore addominale persistente, mal di testa grave o persistente e visione offuscata è necessario rivolgersi immediatamente ad un medico. Questo è quanto deve sapere i pazienti sottoposti alla vaccinazione e i segnali di tromboembolia e/o trombocitopenia su cui gli operatori sanitari devono vigilare. A comunicarlo agli operatori Nota informativa importante concordata con le autorità regolatorie europee e l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sul vaccino Covid-19 AstraZeneca e rischio di trombocitopenia e disturbi della coagulazione. A seguito della procedura di segnale condotta a livello europeo, l’Agenzia Italiana del Farmaco fornisce gli operatori sanitari informazioni sui seguenti punti emersi dalla valutazione: • Vaccino Covid-19 AstraZeneca: i benefici superano i rischi nonostante un possibile collegamento con casi molto rari di trombi associati ad un livello basso di piastrine. • Una combinazione di trombosi e trombocitopenia, in alcuni casi accompagnata da sanguinamento, è stata osservata molto raramente dopo la vaccinazione con il vaccino Covid-19 di AstraZeneca. • Gli operatori sanitari devono vigilare su segni e sintomi di tromboembolia e/o trombocitopenia. • I vaccinati devono essere informati della necessità di consultare immediatamente un medico se sviluppano sintomi quali: mancanza di respiro, dolore toracico, gonfiore alle gambe, dolore addominale persistente dopo la vaccinazione. Inoltre, chiunque abbia sintomi neurologici, inclusi mal di testa grave o persistente e visione offuscata dopo la vaccinazione, o noti lividi cutanei (petecchie) al di fuori del sito di vaccinazione dopo pochi giorni, deve rivolgersi immediatamente ad un medico. La nota ricorda che sono stati riportati casi di eventi tromboembolici a seguito della somministrazione del vaccino Covid-19 AstraZeneca in diversi paesi dell’Area economica europea, alcuni dei quali hanno portato a sospensioni locali di lotti specifici o dell’uso del vaccino stesso. Una combinazione di trombosi e trombocitopenia, in alcuni casi accompagnata da sanguinamento, è stata osservata molto raramente dopo la vaccinazione con il vaccino Covid-19 AstraZeneca. Questo include casi gravi che si presentano come trombosi venosa, anche in siti di insorgenza insoliti come: trombosi cerebrale dei seni venosi, trombosi venosa mesenterica, nonché trombosi arteriosa in concomitanza con trombocitopenia. La maggior parte di questi casi si è verificata in donne di età inferiore ai 55 anni tra i sette e i quattordici giorni successivi alla vaccinazione, tuttavia ciò può riflettere l’aumento dell’uso del vaccino in questa popolazione. Alcuni casi hanno avuto un esito fatale. Il Prac ha effettuato un’indagine completa con una tempistica accelerata, compresa un’attenta revisione delle segnalazioni dei casi presenti in EudraVigilance di trombi e trombocitopenia in soggetti che hanno ricevuto il vaccino, prestando particolare attenzione alle informazioni su: sesso, età, fattori di rischio, diagnosi di Covid-19 (se disponibile), tempo di insorgenza dei sintomi rispetto alla vaccinazione, esito e la gravità clinica. L’indagine ha incluso anche una revisione della letteratura collegata, un’analisi tra i dati osservati e i dati attesi condotta sulle segnalazioni di EudraVigilance, includendo i seguenti Termini preferiti del dizionario MedDRA: trombosi del seno venoso (cerebrale), coagulazione intravascolare disseminata e porpora trombocitopenica trombotica. Mentre si continua a raccogliere ulteriori evidenze, il Prac ha raccomandato un aggiornamento delle informazioni sul prodotto del vaccino Covid-19 AstraZeneca sospensione iniettabile, sulla base di quanto noto al momento su questo problema di sicurezza. (fonte: Farmacista33)

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Divieto di utilizzo del vaccino AstraZeneca

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2021

“L’Agenzia italiana del farmaco Aifa ha deciso di estendere in via del tutto precauzionale e temporanea, in attesa dei pronunciamenti dell’EMA, il divieto di utilizzo del vaccino AstraZeneca Covid19 su tutto il territorio nazionale.” – questa la nota diffusa poco fa dalle agenzie di stampa, a seguito dello stop operato nei confronti del vaccino AstraZeneca da parte del governo tedesco, nonché del ritiro da parte dei Nas di un ulteriore lotto di vaccino in Piemonte. Una decisione tardiva, che alla luce di quanto avvenuto avrebbe dovuto essere assunta giorni fa, all’indomani delle verifiche avviate sul lotto ritirato. Invitiamo le autorità competenti ad effettuare al più presto le verifiche necessarie. Questi ritardi e questa confusione vanno tutti a discapito della campagna vaccinale: sono moltissimi i cittadini che per paura hanno cancellato le prenotazioni al vaccino o hanno rinunciato a vaccinarsi fino a quando non fosse chiarita la vicenda.Ora è necessario in primis dotarsi delle dosi di vaccino necessarie a garantire che la campagna prosegua senza intoppi, passando al vaglio ogni soluzione possibile. Inoltre è indispensabile fornire chiarimenti e rassicurazioni ai cittadini: informando chi ha fatto già la prima dose di vaccino con AstraZeneca o chi deve ricevere la somministrazione nei prossimi giorni su come dovrà procedere. Già all’indomani del primo stop dell’Aifa avevamo chiesto inoltre al ministero della Salute di fornire delle linee guida chiare ai cittadini su quali fossero eventuali segnali a cui prestare attenzione. Torniamo a rivendicare delle indicazioni in tal senso, per far sì che l’autorevolezza e la trasparenza delle informazioni fornite direttamente dalle autorità sanitarie dissipino il caos delle false notizie e delle fantasiose teorie che dilagano in rete (e non solo).

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Il vaccino a dose singola contro il COVID-19 di Johnson & Johnson

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 marzo 2021

NEW BRUNSWICK, N.J. Johnson & Johnson (NYSE: JNJ) (l’Azienda) ha annunciato oggi che la Commissione Europea (CE) ha concesso l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio Condizionata (CMA) per il proprio vaccino a dose singola contro il COVID-19, sviluppato da Janssen, azienda farmaceutica di Johnson & Johnson, per prevenire il COVID-19 negli individui di età pari o superiore ai 18 anni. L’Autorizzazione all’Immissione in Commercio Condizionata segue il parere positivo del Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA). L’Autorizzazione è valida in tutti i 27 stati membri dell’Unione Europea (UE), oltre a Norvegia, Islanda e Liechtenstein.I dati dello studio ENSEMBLE di fase 3 hanno mostrato che il vaccino contro il COVID-19 di Johnson & Johnson è stato ben tollerato e ha dimostrato una riduzione del 67% della malattia sintomatica da COVID-19 nei partecipanti che hanno ricevuto il vaccino rispetto a quelli a cui è stato somministrato il placebo. L’insorgenza della protezione è stata osservata dal 14° giorno ed è stata mantenuta nei 28 giorni successivi alla vaccinazione. I dati hanno anche dimostrato che il vaccino è risultato efficace all’85% nel prevenire le forme gravi di malattia in tutte le aree geografiche studiate, e ha mostrato una protezione completa contro l’ospedalizzazione e la morte correlate al COVID-19, a partire da 28 giorni dopo la vaccinazione.
Johnson & Johnson è impegnata a rendere il suo vaccino contro il COVID-19 disponibile su base non profit per l’uso d’emergenza nella pandemia. L’Azienda mira a iniziare le consegne del suo vaccino a dose singola contro il COVID-19 nella seconda metà di aprile e a fornire 200 milioni di dosi all’UE, oltre a Norvegia e Islanda, nel 2021.”Questo vaccino è il risultato di più di un decennio di investimenti in ricerca e sviluppo e di un profondo impegno da parte dei nostri scienziati. Apprezziamo la collaborazione e il sostegno della Commissione Europea in questo sforzo straordinario”, ha dichiarato Paul Stoffels, M.D., Vice Presidente del Comitato Esecutivo e Chief Scientific Officer di Johnson & Johnson. “Con l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio Condizionata, siamo orgogliosi di poter mettere a disposizione il nostro vaccino a dose singola per proteggere milioni di persone in tutti gli stati membri dell’UE”.
A dicembre 2020, l’Azienda ha annunciato che Janssen aveva avviato la rolling submission (o sottomissione in itinere) presso l’EMA per il suo candidato vaccino a dose singola contro il COVID-19, consentendo un processo di revisione accelerato da parte del CHMP. L’azienda ha inoltre presentato la domanda di Emergency Use Listing (EUL) all’Organizzazione Mondiale della Sanità per il proprio candidato vaccino contro il COVID-19. Inoltre, in diversi paesi del mondo sono state avviate le procedure di sottomissione in itinere per il candidato vaccino a dose singola contro il COVID-19. L’azienda ha ricevuto l’Autorizzazione all’Uso d’Emergenza (EUA) negli Stati Uniti il 27 febbraio, a seguito del voto unanime del Comitato Consultivo per i Vaccini e i Prodotti Biologici Correlati della Food and Drug Administration degli Stati Uniti il 26 febbraio 2021. Il vaccino a dose singola contro il COVID-19 di Johnson & Johnson ha ottenuto anche l’Autorizzazione con ordinanza provvisoria in Canada.Alessandra Spagnolo

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Vaccino Astrazeneca e somministrazioni ai militari

Posted by fidest press agency su sabato, 13 marzo 2021

La vicenda dei due militari deceduti in Sicilia dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca suona come un campanello d’allarme sia a livello nazionale sia all’interno dell’Amministrazione Difesa. Infatti i militari, insieme alle P.A, al momento sono i principali destinatari delle dosi dell’azienda in questione.A sua volta, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha disposto il blocco in via precauzionale ed a tempo indeterminato delle dosi appartenenti al lotto ABV2856. Molti reparti dell’ Aeronautica Militare hanno già iniziato la campagna vaccinale servendosi proprio dei lotti del vaccino della casa anglo-svedese.Proprio per questo il SIAM chiede al Ministro Guerini di fare subito chiarezza sulla vicenda del militare deceduto e che verifichi se i lotti usati dall’Aeronautica non siano tra quelli ritirati da AIFA e di sospendere in via precauzionale l’utilizzo degli stessi. Inoltre, se fossero stati utilizzati, se il personale militare è stato informato, monitorato e quali altre azioni precauzionali intende mettere in campo.Il personale è molto preoccupato per queste notizie di stampa ed è quindi doveroso e urgente una nota della Difesa rivolta a tutti che spieghi la situazione in maniera trasparente e con tempestività.È necessario monitorare e rispettare le procedure in materia di somministrazione e tutela della privacy. Ci stringiamo intorno al dolore della famiglia del collega della Marina deceduto con la speranza che si faccia immediatamente luce sull’accaduto.

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