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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘valore’

EU4Health: adottato il primo programma di lavoro annuale del valore di 312 milioni di €

Posted by fidest press agency su domenica, 20 giugno 2021

Bruxelles. L’EU4Health finanzierà sistemi sanitari più moderni e resilienti, interventi volti a rafforzare la preparazione alle crisi sanitarie e un’azione più incisiva dell’UE nella lotta contro il cancro. Il primo programma di lavoro annuale di EU4Health fornirà 312 milioni di € per la preparazione alle crisi, la prevenzione delle malattie, i sistemi sanitari, il personale sanitario e la digitalizzazione. I progetti finanziati riguarderanno, tra l’altro, la sorveglianza epidemiologica, la prevenzione delle carenze di medicinali, la prevenzione, l’individuazione precoce, la diagnosi e il trattamento del cancro, il rafforzamento delle reti di riferimento europee per le malattie rare, la verifica della resilienza dei sistemi sanitari e la preparazione di uno spazio europeo dei dati sanitari.Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: “Oggi avviamo un programma di investimenti senza precedenti per la sanità nell’UE. Il primo programma di lavoro EU4Health prepara il terreno per un’Unione europea della salute forte. Metteremo a frutto gli insegnamenti tratti durante la pandemia di COVID-19 investendo nella preparazione alle crisi. Ricostruiremo sistemi sanitari migliori, più forti e più resilienti, più digitali e dotati di una forza lavoro qualificata e formata. E ci adopereremo per ridurre l’impatto del cancro investendo nelle azioni presentate nel piano europeo di lotta contro il cancro.” Il programma sarà gestito dalla Commissione europea e dall’Agenzia esecutiva per la salute e il digitale.

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Valore dei contadini custodi della terra

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 maggio 2021

“Nella giornata che celebra la biodiversità di interesse agricolo e alimentare, Montecitorio dà nuovo valore all’agricoltore contadino, custode del proprio territorio e delle sue tradizioni, figura chiave del contrasto al cambiamento climatico e della tutela della biodiversità animale e vegetale, attraverso la gestione sostenibile del suolo, la diversificazione e gli avvicendamenti colturali”. Lo dichiara il deputato Dedalo Pignatone (M5S), relatore della proposta di legge ‘Disposizioni per la tutela e la valorizzazione dell’agricoltura contadina’ approvata oggi alla Camera. Si tratta di un risultato storico – prosegue -, frutto di un proficuo lavoro svolto in commissione e di cui andiamo molto fieri. Finalmente i nostri contadini e allevatori di ‘piccola scala’ avranno una legge che li tutela nelle loro peculiarità. Una categoria che spesso si trova a lavorare in territori difficili, più disagiati, con infrastrutture spesso inesistenti, strade distrutte, in territori di montagna. Per tali ragioni, abbiamo reputato necessario diversificare e semplificare gli obblighi e gli adempimenti di chi svolge questo tipo di agricoltura”. “Grazie a questa legge, che passa ora al vaglio del Senato, verrà istituita la Giornata nazionale dell’agricoltura contadina, un Registro dedicato al Mipaaf e la Rete italiana per catalogare documentazioni e testimonianze sulla cultura e le tradizioni contadine presso il Ministero della Cultura. Infine, anche attraverso la ricomposizione fondiaria e il recupero dei terreni agricoli abbandonati, contrastiamo e preveniamo lo spopolamento delle aree marginali del Paese” conclude.

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Il valore della donna investitrice

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 aprile 2021

Giovedì 29 aprile, dalle ore 10:00, AIPB, Associazione Italiana Private Banking, e CANDRIAM, gestore globale multi-asset con focus su investimenti sostenibili e responsabili, presentano lo studio CANDRIAM-AIPB, realizzato con IPSOS, “Il valore della donna investitrice: il contributo della consulenza finanziaria per superare gli stereotipi di genere”, per riflettere sul ruolo che rivestono in Italia le donne con un’ampia disponibilità finanziaria e una posizione di rilievo nei sistemi sociali ed economico-finanziari, e su come queste possano rappresentare un modello aspirazionale e contribuire a innescare un circolo virtuoso di rilancio economico e riduzione del gap di genere. Nel dibattito si confronteranno politici, manager ed esponenti del mondo della finanza e interverranno, insieme all’autore e curatore del Rapporto Andrea Alemanno, Senior Client Officer di Ipsos, Paolo Langè, Presidente AIPB, Elena Bonetti, Ministro per le Pari Opportunità e per la Famiglia, Maria Cecilia Guerra, Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Sabrina Pignedoli, Deputata del Parlamento Europeo e membro della Commissione per il controllo dei bilanci, Monica Poggio, CEO & SBR Bayer Italy, Matthieu David, Head of Italian Branch di CANDRIAM e Antonella Massari, Segretario Generale di AIPB. In particolare, si discuterà di come anche l’industria del Private Banking sia chiamata ad affrontare la questione femminile e ad offrire una consulenza professionale adeguata alle aspettative delle donne, a cui va ricondotto il 35% dei circa 900 miliardi di euro gestiti dal settore. Il nuovo modello consulenziale delineato dal Rapporto dovrà includere competenze dei private banker su tematiche trasversali e capacità di offrire percorsi di lungo periodo per rispondere alle esigenze di un investitore competente, maturo, aperto al confronto e interessato a generare impatti virtuosi: la donna investitrice e “di altro profilo”.È possibile registrarsi all’evento al seguente link: https://openevents.it/eventi/candriam-aipb/.

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Mutui: con la pandemia -5,4% nel valore degli immobili richiesti

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

La casa è da sempre un bene rifugio per gli italiani, ma la pandemia sembra averne intaccato il valore o, quantomeno, la capacità di spesa degli aspiranti mutuatari; secondo l’analisi realizzata da Facile.it e Mutui.it su un campione di oltre 80mila pratiche di richiesta di mutuo, nel corso del quarto trimestre 2020 il valore medio degli immobili che gli italiani hanno cercato di acquistare è diminuito del 5,4% rispetto allo stesso periodo del 2019, stabilizzandosi a 192.985 euro.Dato ancor più preoccupante se si considera che il 2020 era iniziato positivamente e il crollo si è registrato soprattutto a partire dalla seconda metà dell’anno. Nello specifico, il primo e secondo trimestre 2020 si sono chiusi con valori in aumento, rispettivamente, dello 0,4% e dell’1,8% annui, mentre il brusco calo si è verificato nel terzo trimestre (-2,9%), il primo a soffrire gli effetti della pandemia e, soprattutto, nel quarto – quello caratterizzato dal secondo lockdown e relative restrizioni – quando si è registrato un pesantissimo -5,4%.
La voglia di comprare casa non sembra però essere passata; nonostante la pandemia e le limitazioni imposte dai lockdown, secondo i dati del comparatore nel 2020 la domanda di mutui è rimasta sostenuta e chi ha chiesto un finanziamento ad un istituto di credito ha cercato di ottenere, in media, 135.537 euro, valore addirittura in aumento, seppur lieve, rispetto al 2019 (+0,4%).

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Il valore della farmacia narrativa

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2020

La narrazione sta entrando sempre più a “contaminare” le basi biomediche su cui poggia la formazione universitaria e post del farmacista del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), nonché le sue attività istituzionali”: con queste considerazioni d’apertura si è tenuta nei giorni scorsi la Terza Giornata di Farmacia Narrativa. Alla base dell’evento e dell’approccio proposto è il valore stesso della “contaminazione”, una categoria utile a ridefinire l’identità professionale del farmacista ponendolo in rapporto con altri e diversi saperi, tra qui quello della semantica e della psico-linguistica. All’evento, che aveva EMICRANIA E NARRAZIONE come tematica – coordinato scientificamente da Daniela Scala (coordinatrice dell’area Area Sifo Informazione Scientifica, Educazione ed Informazione Sanitaria) e patrocinato dalla Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO) e dalla Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMEN) – hanno portato il loro contributo in due diverse sessioni specialisti di vari ambiti, da Stefania Polvani (presidente SIMEN) a Sandro Spinsanti (bioeticista), da Angelo Ranieri (neurologo) ad Antonio Russo (neurologo).Particolarmente efficace la sessione conclusiva dell’evento su “Medicina narrativa e emicrania: il ruolo dei farmaci nelle fiabe dei pazienti emicranici”, dove tre giovani farmacisti ospedalieri – Rossella Centola, Antonio Consiglio, Maria Vittoria Lacaita, dell’Area Sifo Informazione Scientifica, Educazione ed Informazione Sanitaria – hanno presentato un progetto pilota di Farmacia Narrativa destinato a raccogliere le storie di malattia dei pazienti. Il progetto era destinato a pazienti emicranici di entrambi i sessi, che hanno potuto esprimere il proprio disagio attraverso la forma narrativa della fiaba. Nel periodo di raccolta dicembre 2019 – 9 marzo 2020 sono state raccolte 14 narrazioni (età media pazienti: 47 anni) all’interno di AOU «San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona», Salerno, PO «San Paolo», ASL Bari e AORN «A.Cardarelli», Napoli.Le storie dei pazienti raccolte all’interno del Progetto hanno permesso di comprendere come il paziente abbia “inserito” il farmaco nella propria vita quotidiana e messo a fuoco esperienze personali di rapporto con l’emicrania con quella libertà che solo la narrazione impersonale a volte riesce a manifestare, rivelando aspetti sottaciuti come la “difficoltà di svelamento fuori dall’ambito familiare” (“Le altre persone intorno non ponevano attenzione allo stato di salute di X, anche perché lei non manifestava il suo malessere al di fuori della famiglia e, nel caso fosse necessario, si scusava della sua poca lucidità, assumendo un antidolorifico. La stessa situazione si ripeteva a casa, dove talvolta era costretta a trascorrere la serata a letto e al buio…..”) o le problematiche legate ai ruoli sociali e lavorativi (“Prima di iniziare la terapia, Anna si sforzava di svolgere tutte le sue attività, ma, poiché il suo lavoro richiede concentrazione, questo le risultava difficoltoso e i suoi tentativi spesso non ottenevano successo”). L’interesse complessivo verso questo approccio all’interno dell’esperienza SIFO è confermato anche dall’inserimento di una sessione specifica all’interno del prossimo XLI Congresso SIFO: “Farmacia Narrativa e COVID-19: studi di qualità con i farmacisti del SSN” (10 dicembre, ore 15.45-17.15) con Maria Ernestina Faggiano come tutor di sessione e moderatrice.

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4 miliardi in 9 mesi il valore degli acquisti di farmaci delle PA

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2020

Al 30 settembre 2020, gli acquisti di farmaci da parte delle Regioni sul “Sistema-Consip” (attraverso lo SDAPA – Sistema Dinamico di Acquisizione della PA) sono più che raddoppiati rispetto all’intero 2019. Nei primi 9 mesi del 2020 (gen-set) sono state 42 le gare dalla PA (c.d. appalti specifici) per un totale di 6.475 lotti (+53% rispetto a 4.026 lotti dell’intero 2019) e un valore di oltre 4 miliardi di euro (+135% rispetto a 1,7 miliardi dell’intero 2019). Lo Sdapa Farmaci di Consip – che ad oggi permette di scegliere tra oltre 6.400 combinazioni tra principio attivo, forma farmaceutica e dosaggio – offre alle amministrazioni la possibilità di negoziare tutti i farmaci presenti sul mercato e autorizzati da AIFA.Tra le diverse specialità farmaceutiche oggetto di acquisto, si segnala il dato di: Farmaci antivirali. Nei primi 9 mesi del 2020 sono stati acquistati oltre 21,2 milioni di unità di prodotto tra compresse, fiale e flaconi (+231% rispetto a oltre 6,4 milioni di unità dell’intero 2019) Vaccini antinfluenzali. Negli ultimi cinque mesi (maggio-settembre 2020) sono state acquisite oltre 2 milioni di dosi di vaccino per il fabbisogno di 6 Regioni, Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Umbria (+25% rispetto a oltre 1,6 milioni di dosi dell’intero 2019) I dati evidenziano l’apprezzamento della PA verso il Sistema Dinamico di Acquisizione, che consente di negoziare in autonomia gare sopra e sottosoglia comunitaria in maniera rapida e semplificata, attraverso modelli di negoziazione già predisposti, gestione efficiente delle fasi di valutazione e aggiudicazione, formulazione automatica della graduatoria di merito.Dal 12 ottobre 2020, inoltre, è stata ulteriormente arricchita l’offerta per l’emergenza Covid: le Stazioni Appaltanti possono avviare appalti specifici anche per l’acquisto di test di tipo molecolare, antigenico e sierologico.

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Indagine Duff & Phelps: il valore degli asset immobiliari

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2020

Secondo la nuova indagine rilasciata da Duff & Phelps, il principale provider a livello mondiale di soluzioni relative alla governance, alla gestione del rischio e alla trasparenza, per circa 4 investitori su 10 (il 39%) il valore degli asset immobiliari commerciali calerà tra il 5% e il 10% nel 2020, mentre circa un terzo (il 31%) prevede una diminuzione superiore al 10%, quale conseguenza della crisi dovuta alla pandemia di COVID-19. In Europa quest’ultimo dato risulta inferiore (23%) rispetto a quello globale, segno di una maggiore fiducia nella tenuta del comparto.L’indagine, realizzata da Duff & Phelps Real Estate Advisory Group (REAG), ha coinvolto un campione rappresentativo di top manager e investitori nel settore real estate in Europa, Regno Unito e USA, ed è stata realizzata con l’obiettivo di indagare come le varie asset class stiano reagendo agli impatti della pandemia e i potenziali cambiamenti negli investimenti immobiliari.Come prevedibile, gli intervistati hanno indicato che i settori che risulteranno maggiormente penalizzati nel lungo termine saranno quelli del retail e dell’hotellerie (indicati rispettivamente dal 37% e dal 36% del campione), e in particolare la maggioranza degli investitori si aspetta una diminuzione dei valori degli immobili nel retail tra il 10% e il 40% nei prossimi 12 mesi. Questi comparti hanno chiaramente sofferto più degli altri durante la pandemia, quindi gli investitori immobiliari saranno con ogni probabilità portati a guardare verso altri settori che hanno mostrato maggiore resilienza.Più di un terzo del campione (il 36%) crede che il comparto logistica/industriale emergerà come il più forte dalla crisi attuale. Grazie alla crescita dello shopping online determinata dalla pandemia, le strutture “last mile” – cioè i magazzini destinati alla gestione dell’ultima fase della consegna dei beni – diverranno sempre più importanti. Gli investitori confidano in prospettive positive anche per le asset class residenziale (il 29%) e proptech (il 19%), che potrebbero trarre vantaggio dalla crisi.Data la recessione economica già confermata nei principali mercati, il 64% degli investitori sostiene che la recessione globale sia il rischio maggiore per gli asset immobiliari commerciali, molto più degli sviluppi della pandemia, che preoccupano il 25% del campione. L’80% degli intervistati delle più importanti regioni (Europa, Regno Unito e USA), inoltre, crede che la ripresa economica assumerà un andamento a U, piuttosto che a V.Gli investitori possono comunque sentirsi rassicurati dal fatto che il 90% delle aziende prevede che le quotazioni degli asset immobiliari possano tornare ai livelli pre-pandemia entro il 2021. Infatti, più di 4 intervistati su 10 (il 41%) a livello globale, che salgono al 51% in Europa, si dicono più ottimisti ora riguardo il comparto real estate europeo rispetto a quanto lo erano all’inizio della pandemia; in particolare, i gestori di fondi di investimento sono quelli che si mostrano più ottimisti, rappresentando più della metà (il 53%) di chi ha espresso un sentiment positivo.Inoltre, il 42% degli investitori ha mantenuto invariati i propri impegni di capitale o pensa addirittura di incrementarli. Infine, il 70% degli investitori ha dichiarato di essere pronto ad impiegare le risorse finanziarie disponibili, quando necessario; in particolare, quasi tutti i gestori dei fondi di investimento hanno risposto affermativamente a questa domanda, dissipando le preoccupazioni legate alla liquidità in questo settore di investimento.

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Il valore economico della proprietà intellettuale

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2020

Martedì 29 settembre dalle 10 alle 13, Innexta – Consorzio Camerale per il Credito e la Finanza in collaborazione con l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e la Camera di Commercio di Pordenone-Udine, organizza un webinar su “Il valore economico della proprietà intellettuale”. Dopo i saluti del presidente della Camera di commercio e di Innexta Giovanni Da Pozzo, interverranno all’evento Chiara Carzaniga, che illustrerà le finalità del progetto “Marchi e Disegni comunitari” nell’ambito del quale è stata organizzata l’iniziativa, l’avvocato Michela Maggi, coordinatore scientifico del Progetto, Francesco Morgia dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, che illustrerà le azioni messe in campo dal Ministero dello Sviluppo Economico per la valorizzazione dei titoli di proprietà industriale, e i professionisti, Andrea Vestita e Giuliano Necchi.Per iscriversi https://www.marchiedisegni.eu/webinar-29-settembre-2020/. La partecipazione all’evento online è libera e gratuita previa iscrizione.

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Il valore del capitale umano nel superamento delle difficoltà

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2020

Un nuovo claim – People with Drive – e una gestione aziendale “people focused” durante il periodo di emergenza, sono tra i fattori fondamentale che hanno contribuito alla ripresa. Raben Group, uno dei protagonisti europei nel settore dei trasporti e della logistica, conferma la crescita positiva dell’ultimo periodo: considerando infatti mesi di lockdown, la curva è infatti in crescita sia per quanto riguarda il numero delle spedizioni via mare sia quelle via terra.Questi segnali positivi confermano, ancora una volta, quanto l’importanza delle persone e le loro motivazioni, siano fondamentali per affrontare qualsiasi tipologia di emergenza ordinaria e straordinaria che si può verificare. Il nuovo claim, People with Drive, alla base della strategia di employer branding che il Gruppo sta adottando anche Italia, vuole proprio sottolineare come siano le persone con le proprie differenze, la propria energia e motivazione a guidare il Gruppo e a portarlo a superare periodi di enorme difficoltà come quello appena trascorso.Questo approccio del Gruppo si riflette nella gestione quotidiana delle attività. In Italia, ad esempio, Raben Group ha subito adottato misure a tutela dei propri dipendenti, dando la possibilità di lavorare a casa in smartworking e assicurando massima protezione e sicurezza a chi non poteva assentarsi dall’ufficio. Anche le attività di Corporate Social Responsibility sono da sempre un elemento base e caratterizzante dell’azienda. Subito all’inizio dell’emergenza sanitaria, Raben Group ha infatti messo a disposizione i propri mezzi e il proprio know-how per aiutare l’Italia nella gestione dell’approvvigionamento di prodotti sanitari (mascherine, ventilatori, occhiali protettivi, pasti ready-to-eat e non solo).

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Mercati obbligazionari: dove troviamo valore in questa fase?

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2020

A cura di Vittorio Fontanesi, Portfolio Manager mercati obbligazionari AcomeA SGR. Sostenuti dall’intervento delle banche centrali senza precedenti, i mercati obbligazionari registrato una robusta performance dopo la crisi di marzo, eccetto per alcune storie idiosincratiche.In Europa, l’annuncio del programma PEPP da 750 miliardi di euro, avvenuto il 18 marzo, poi ampliato di altri 600 miliardi, ha contribuito a ridurre l’ampliamento degli spread periferici. Ha inoltre influito positivamente la maggior flessibilità della BCE, in termini di deviazione rispetto alla capital key, per quanto riguarda gli acquisti di obbligazioni sovrane attraverso il PEPP. Fino ad ora, i nostri BTp sono stati il mercato che ha maggiormente beneficiato della deviazione rispetto alla capital key. Infine, è stata sicuramente la proposta franco-tedesca di un Recovery Fund da 750 miliardi ad aver giocato un ruolo decisivo nella compressione degli spread in Europa.Dopo l’importante rally degli ultimi tre mesi, gli attuali livelli di rendimento sul mercato sovrano europeo non ci sembrano particolarmente attraenti.Rimanendo geograficamente vicini, ma cambiando categoria, è nelle obbligazioni bancarie che continuiamo ad intravedere ancora valore. Nei mesi scorsi, sui nostri fondi obbligazionari abbiamo acquistato obbligazioni senior preferred di banche medio-piccole ed emissioni subordinate di realtà bancarie più grandi, che offrono maggiori solidità patrimoniali.Il comparto del debito bancario ha sicuramente performato molto bene, grazie ai supporti positivi provenienti dagli annunci monetari e fiscali. Chiaramente, il contesto macro rimane difficile, ma le banche oggi, rispetto alla crisi del 2008, rappresentano la soluzione per la ripresa e non il problema stesso della crisi.
Spostandoci sui mercati emergenti, rimanere selettivi a nostro avviso è la parola d’ordine. Molti paesi non hanno ancora del tutto arginato la diffusione del virus e le prospettive macro sono complessivamente peggiori rispetto ad aprile.Tuttavia, i mercati obbligazionari emergenti hanno reagito bene in questa fase, spinti soprattutto dalle politiche monetarie accomodanti e, in alcuni casi, dal supporto di programmi di QE.Le valutazioni oggi non sono eccessivamente vantaggiose rispetto ai fondamentali. L’indice globale dei governativi in dollari mostra 464bp di spread medio rispetto alla curva dollari americana e da inizio anno si è allargato di 175bp. L’indice globale dei governativi emergenti in valuta locale mostra un rendimento del 4,5% e si è addirittura contratto di 70bp da inizio anno.Sul mercato del debito in dollari, stiamo valutando e inserendo in portafoglio alcune storie di paesi, anche di frontiera, che non hanno del tutto recuperato dai massimi pre-Covid e che mostrano prospettive di finanziamento comunque solide da qui a fine anno.Sul mercato del debito in valuta locale, mostriamo interesse verso quei paesi che presentano curve dei rendimenti più ripide (Perù, Indonesia, Sud Africa, Messico) per beneficiare dell’extra yield tra la parte breve e la parte lunga.

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C’è ancora valore nelle imprese italiane?

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

A cura di Antonio Amendola, co-gestore di Italia ed Europa AcomeA. La rapida diffusione del coronavirus ha generato ondate di vendite sui mercati finanziari. Da inizio anno, tutte le piazze europee sono in negativo in doppia cifra, con alcune che cedono oltre il 20%. Com’era facile da immaginarsi, in questi giorni, Piazza Affari è stata la Borsa più colpita dalla raffica di vendite indiscriminate.
Sul fronte macroeconomico si sente sempre più parlare di “shock dell’offerta” che andrebbe a far compagnia al conosciuto “shock della domanda”. In contemporanea iniziano a emergere tensioni sul prezzo del petrolio dopo il mancato accordo sui tagli da parte dei membri dell’OPEC+ e sulle ritorsioni nei prezzi da parte dell’Arabia Saudita. In questo contesto le banche centrali sono nuovamente chiamate a fare la loro parte, cosa che alcune hanno già iniziato a fare, ma ancora di più i governi, per proteggere il tessuto economico e gettare le basi per la ripresa.In fasi come queste, caratterizzate da incertezza e tensione economica, si guarda spesso al valore e alla sostenibilità del debito di un Paese, tenendo conto del settore pubblico ma anche del privato (famiglie e imprese). Concentrandoci sul debito delle imprese, oggi l’indebitamento delle imprese americane ha raggiunto il 75% del PIL e ha oltrepassato i livelli massimi del quarto trimestre 2008. L’indebitamento delle imprese dell’Eurozona è più alto (il 108% del PIL), ma rispetto ai massimi del primo trimestre 2015, è sceso di circa 4 punti percentuali.In termini qualitativi, inoltre, il debito delle aziende europee presenta una minor vulnerabilità rispetto a quello delle aziende americane. Come si vede dal grafico in basso tratto dall’ultimo Global Financial Stability Report del FMI, se si tiene conto della quota del debito “a rischio”, con un EBIT più basso dei costi di interesse, le imprese europee, sia le grandi sia le medio-piccole, presentano un profilo migliore rispetto al 2009. Negli Stati Uniti, le grandi imprese hanno ridotto la quota di debito a rischio, ma si riscontra un peggioramento nella qualità del debito delle piccole e medie imprese.
Analizziamo il debito delle imprese italiane che fanno degli indici Ftse Italia Small Cap, Ftse Italia Mid Cap e Ftse Mib. Il grafico in basso mostra l’andamento del debito netto su EBITDA negli ultimi 3 anni. Le società che compongono l’indice Ftse Mib (linea azzurra) presentano un debito pari a 5,9 volte l’EBITDA, quelle appartenenti al Ftse Mid Cap (linea gialla) 3,6 volte e quelle appartenenti al Ftse Small Cap due volte. Come si può notare, gli indici Mid e Small cap, più legati all’economia reale, mostrano una certa costanza nel tempo con fasi di “de-leverage” mentre il Ftse Mib, indice maggiore espressione degli Etf e delle strategie quantitative/algoritmiche, mostra un andamento più volatile.In termini valutativi, dopo la correzione di mercato, il rapporto prezzo su utili del Ftse Mib è sceso a 9.3, mentre quello degli indici Mid e Small Cap vale rispettivamente 11.7 e 8.6. Pertanto, la storica caratteristica di trattare a “premio” degli indici Mid e Small cap sembra essere quasi del tutto svanita.Sul fronte operativo, stiamo approfittando di questo momento per incrementare l’asset allocation dei nostri fondi e arrotondare le posizioni delle società più solide, caratterizzate da presenza internazionale e dal business model versatile e agile. Di certo, non stiamo vivendo giorni facili, ma è proprio in questi momenti che vengono a crearsi le migliori occasioni sui mercati. In Italia, il comparto delle piccole e medie imprese, grazie anche alla presenza di molte “multinazionali tascabili”, offre innumerevoli opportunità di ingresso. Specialmente perché queste società sono sia quelle che tutto il mondo ci invidia, sia quelle che ci aiuteranno a uscire da questo momento di difficoltà. Un pizzico di patriottismo anche sui mercati non guasterebbe in queste occasioni dove tutti siamo chiamati a fare la nostra parte.Infine, nei contesti di alta volatilità si vede l’importanza dell’affidarsi alla gestione attiva e a consulenti esperti, evitando il “fai da te” a basso costo alla quale siamo stati abituati negli ultimi anni. Per concludere, il grafico seguente è sempre d’auspicio in contesti di mercato come quelli attuali che potrebbero rappresentare il punto di massima opportunità finanziaria sul mercato italiano.E non dimentichiamoci che dopo la “peste nera” del 1350 ci furono le basi per il Rinascimento Italiano.

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Raccogliamo Valore: il concorso scolastico a premi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Quali sono e dove si buttano i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche? Cosa si ottiene dal loro riciclo? In che modo alcune buone pratiche contribuiscono all’economia circolare? Sono solo alcuni dei temi su cui il consorzio Ecolamp si propone di sensibilizzare il mondo della scuola, promuovendo il concorso scolastico a premi Raccogliamo Valore. L’iniziativa è destinata alle scuole elementari, medie e superiori, la partecipazione è gratuita e mette in palio buoni per l’acquisto di materiali scolastici del valore di 2.700 euro.
Il concorso nasce dal desiderio di coinvolgere e sensibilizzare gli studenti – dai più giovani delle scuole primarie fino ai ragazzi delle secondarie di II grado – sugli effetti positivi che ciascuno di noi può produrre, in termini di sostenibilità e salvaguardia dell’ambiente, attraverso piccoli gesti quotidiani. Si tratta di mettere in pratica una corretta raccolta differenziata di prodotti d’uso comune come smartphone, giochi elettronici, lampadine, elettrodomestici e tanti altri apparecchi elettrici ed elettronici, che a fine vita diventano, appunto, dei RAEE. Gettare questo tipo di rifiuti nei corretti luoghi di conferimento, come le isole ecologiche comunali o i negozi che vendono elettronica, consente a soggetti come Ecolamp, consorzio senza scopo di lucro specializzato nello smaltimento dei RAEE, di gestirne il corretto trattamento, per il recupero di quantità importanti di materie prime e lo smaltimento in sicurezza delle sostanze inquinanti. Partecipare al concorso è facile e gratuito: alle classi è richiesto di realizzare uno o più elaborati, sotto forma di video o di racconto (in formato pdf), composto da immagini e testo, secondo la tecnica dello storytelling. I contenuti dovranno riguardare la raccolta differenziata e il suo impatto sull’ambiente, il riciclo, con un particolare riferimento ai RAEE. L’obiettivo è mettersi in gioco con fantasia e creatività per trasmettere un messaggio ai propri coetanei o anche al mondo degli adulti. Il tutto andrà poi caricato nella sezione dedicata al concorso Ecolamp sulla piattaforma online EducazioneDigitale entro il 30 aprile 2020.
E se si è in dubbio su come impostare il lavoro, sempre su Educazione Digitale, sono disponibili quattro guide per supportare i partecipanti passo dopo passo nell’elaborazione della storia, suggerendo le tecniche e gli strumenti per la registrazione audio e video, fornendo consigli sul montaggio e indicazioni in tema di copyright. Inoltre, per gli insegnanti che desiderino approfondire in classe le tematiche legate al riciclo dei RAEE, Ecolamp ha messo disposizione sulla piattaforma online un percorso didattico con materiali multimediali differenziati in base all’età (8-12 anni e 13-18 anni).I lavori in concorso, una volta caricati nella sezione Raccogliamo Valore saranno visibili in una gallery che potrà essere condivisa via social, per ottenere punti utili alla vittoria. I criteri di valutazione degli elaborati, infatti, si baseranno sulla qualità e coerenza del contenuto e della forma, ma terranno anche conto dei like ottenuti tramite la condivisione sui social. I primi tre vincitori per ogni categoria, valutati da una giuria interna a Ecolamp e a Educazione Digitale, riceveranno buoni per l’acquisto di materiale scolastico. Raccogliamo Valore premia anche gli insegnanti più attivi e propositivi, che potranno diventare Ambassador del progetto e avranno così la possibilità di vincere un premio hi-tech.

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“TuxNoi – Il valore solidale della vaccinazione”

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 dicembre 2019

Roma 4 Dicembre 2019 – Palazzo Wedekind Piazza Colonna, 366 si svolgerà l’evento TuxNoi – Il valore solidale della vaccinazione, nato dalla partnership di 4 Associazioni di Pazienti – AIP Onlus – Associazione Immunodeficienze Primitive, Liberi dalla Meningite, FAND – Associazione Italiana Diabetici e Associazione Pazienti BPCO. L’evento ha come obiettivo quello di sensibilizzare, promuovere e divulgare informazioni e conoscenze in materia di vaccini, di immunità̀ solidale e protezione individuale a difesa delle persone più deboli ma anche collettiva. Le patologie rappresentate dalle Associazioni proponenti rappresentano infatti problematicità di inserimento sociali (come ad esempio nella scuola, nel lavoro e più in generale nella società) qualora non vi siano forme di tutela garantite anche dalle vaccinazioni delle altre persone. La vaccinazione rappresenta una delle più importanti scoperte scientifiche nella storia della medicina e ha contribuito in modo fondamentale ad incrementare la speranza di vita delle popolazioni umane.Alla Tavola Rotonda del Comitato Scientifico “La scienza per il nostro bene” parteciperà anche il Presidente HappyAgeing Michele Conversano.L’evento è un importante momento di confronto e di riflessione.Il valore sociale delle vaccinazioni si riflette infatti sia sul singolo individuo sia sulla collettività.Una corretta informazione unita alla fiducia verso le istituzioni sanitarie, sono la chiave principale per dissipare paure, affrontare preoccupazioni e promuovere l’adesione alle vaccinazioni. Di qui l’importanza che vi sia una cultura della prevenzione e della vaccinazione.Istituzioni, Associazioni e cittadini uniti insieme per affrontare tematiche comuni con un obiettivo comune, il benessere delle persone.Hanno aderito all’iniziativa anche altre associazioni quali HappyAgeing, Diabete Italia e l’Associazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia.

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La tecnologia necessita dell’essere umano per generare valore

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 novembre 2019

“Iper-personalizzazione” è la parola chiave per l’evoluzione delle Compagnie assicurative secondo RGI – Software vendor leader in Europa nei Policy Administration System per la trasformazione digitale del mercato assicurativo – che ne ha parlato questo pomeriggio nell’ambito dell’Insurance Summit organizzato da 24ORE Business School in collaborazione con Il Sole 24 ORE a Milano.Il mercato assicurativo è infatti arrivato ad un’era post-digitale, in cui la tecnologia che consente all’essere umano di ottimizzare processi e risparmiare tempo è ormai ampiamente disponibile. La prossima sfida è quindi l’interazione con l’essere umano, con modalità e touch point innovativi, per garantire all’assicurato un’offerta di prodotti e servizi personalizzata.Il customer corner è infatti l’evoluzione dell’area riservata, che già oggi per legge tutte le Compagnie assicurative devono mettere a disposizione dei propri assicurati per finalità informative sulle proprie polizze.Il customer corner è quindi un Digital Hub assicurativo, basato su una nuova architettura Cloud-native, un luogo unico dove l’assicurato può trovare servizi innovativi, completamente personalizzati, come ad esempio polizze modulari, teleassistenza, elderly care, ma anche device per la domotica, contenuti personalizzati e formulati con linguaggio più comprensibile in base alle sue caratteristiche personali. Questo Digital Hub Assicurativo è anche il punto di contatto dove la Compagnia può raccogliere informazioni preziose sull’assicurato e sulle sue esigenze, anche inespresse perché mascherate da barriere cognitive: grazie a tecniche di behavioural profiling, o profilazione comportamentale, i bisogni del consumatore possono infatti essere raccolti con il consenso esplicito dell’assicurato tramite quiz semplici e intuitivi, oltre ovviamente ai questionari di demands&needs come previsto dalla normativa.
RGI parlerà infatti nel proprio intervento di domani di alcuni esempi di applicazioni, disponibili sul customer corner, che hanno la persona come punto focale: oltre al quiz comportamentale, che incorpora algoritmi di machine learning e intelligenza artificiale, saranno illustrate anche alcune applicazioni per la teleassistenza medica, basate sui dati raccolti tramite l’Internet of Things, ad esempio con smart bracelet che trasmettono all’operatore i parametri vitali dell’assicurato.Le applicazioni tecnologiche che possono essere integrate sul customer corner Cloud di RGI sono innumerevoli e dipendono dal modello di business proprio della singola Compagnia, ma tutte hanno l’assicurato al centro, come principale parte attiva di uno scambio continuo di dati, informazioni e servizi sempre più one-to-one.

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Assotrasporti con Valore Impresa agli stati generali delle PMI

Posted by fidest press agency su sabato, 16 novembre 2019

Viviamo in uno stato di crisi economica ormai perenne, ma è tempo di rompere questo muro di silenzio e far sentire la voce di milioni di piccoli e medi imprenditori che possono e devono tornare protagonisti di una vera e propria rinascita economica e civile.
Assotrasporti, rappresentata dal Presidente Secondo Sandiano, partecipa agli stati generali delle PMI promossi da Gianni Cicero, Presidente di Valore Impresa, in qualità di portavoce degli autotrasportatori italiani, per chiedere congiuntamente di “rottamare il vecchio fisco per sostenere lo sviluppo del Paese”. All’incontro intitolato “Un fisco da rottamare per sostenere lo sviluppo” presso la Camera dei Deputati, aula del palazzo dei gruppi parlamentari, prendono parte anche PMI Italia, la Confederazione Nazionale delle Piccole e Medie Imprese Presieduta da Tommaso Cerciello, ANIE – Associazione Nazionale Imprese Europee rappresentata da Diego Moscheni e UNI – Unione Nazionale Imprenditori rappresentata da Mario Burlò. Inoltre, partecipano il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Pier Paolo Baretta del Partito Democratico, la presidente della Commissione Finanze della Camera, Carla Ruocco del Movimento 5 Stelle, il vicepresidente della Camera, Davide Rampelli di Fratelli d’Italia, il senatore Claudio Durigon e il deputato Massimo Garavaglia della Lega, i parlamentari Andrea De Bertoldi di Fratelli d’Italia e Lucio Malan di Forza Italia.
Riassumendo, agli stati generali si è parlato di nuove procedure e nuovi criteri di deducibilità dei costi, di tassazione per cassa, pagando l’Iva e le tasse solo sulle fatture incassate, di divieto di compensazione dell’Iva per le imprese che lavorano con il Pubblico.
Inoltre, si è discusso anche di evasione fiscale, della strumentalizzazione della problematica che compara i grandi evasori di finanza, industria e multinazionali, con chi evade/omette per necessità. “La globalizzazione impone di ripensare un sistema economico troppo polverizzato,” dichiara Gianni Cicero, “bisogna potenziare e riqualificare le procedure di sostegno creditizio-finanziario per le PMI e ridurre drasticamente la burocrazia. Se facciamo questo, ripartiamo”. L’incontro rappresenta il quarto appuntamento degli stati generali delle PMI. Il percorso fatto finora è soddisfacente, infatti, quattro delle proposte emerse durante l’appuntamento di marzo sul tema “PMI Italia: il credito è finito” riguardanti proprio il credito alle imprese sono state inserite nel Decreto Crescita.
“Oggi passiamo al tema del Fisco e ci aspettiamo dal nuovo Governo altrettanta sensibilità e lungimiranza”.
L’evento è stato moderato dal Prof. Giovanni Miele, docente universitario già giornalista Rai, mentre le relazioni tecniche sono state introdotte dalla Dott.ssa Marina Augello, commercialista, “un fisco iniquo e contro lo sviluppo” a cui sono seguite la Dott.ssa Manuela Giuliani, commercialista e revisore contabile, “nuovi concetti di determinazione della base imponibile soggetta a tassazione”, la Dott.ssa Manuela Frediani, commercialista e revisore contabile, “definire una tassazione per cassa e non per competenza”, il dott. Massimo Agostini, commercialista e revisore contabile, “L.155/2007 – DL 14/2019 – inizia la rottamazione delle imprese”, il dott. Luca De Cinti, commercialista e revisore contabile, “Evasione Fiscale: snellire le procedure per eliminarla”. Di particolare importanza l’intervento del prof. Maurizio Leo, professore ordinario di diritto tributario della Scuola Nazionale dell’Amministrazione – Presidenza del Consiglio dei Ministri nonché docente nei reparti d’istruzione della Guardia di Finanza.
All’incontro hanno partecipato rappresentanti di Associazioni e Confederazioni datoriali per dare un chiaro messaggio alla Politica ed alle Istituzioni anche in termini di rapporti di Rappresentanza tradizionalmente concepita. Non è concepibile infatti il tentativo di monopolizzare l’azione della Rappresentanza, così come hanno fatto Confindustria e i Sindacati della triplice, con l’assurdo accordo con l’Inps e l’Ispettorato del Lavoro. Esiste un’altra Rappresentanza…. meno di palazzo e di corridoio e più vicina alle imprese e ai lavoratori, un fronte della Rappresentanza che dialoga su temi veri come quelli del fisco.

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Il mercato digitale in Italia vale il 3,7% del PIL

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

A dichiararlo è la neocostituita Federazione del Digitale, l’organismo fortemente voluto da Netcomm e IAB Italia e che si pone l’obiettivo di promuovere e sviluppare l’evoluzione digitale nel Paese, generando una crescita sostenibile ed etica a favore dei cittadini e delle imprese.La costituzione della Federazione nasce dallo studio dell’industria digitale, un settore in continua crescita sia in termini economici che occupazionali. Secondo una recente ricerca congiunta IAB Italia e EY, in Italia il valore del digitale a perimetro ristretto, considerando cioè solo gli investimenti in attività del tutto digitali, ammonta a 65 miliardi di euro, in aumento dell’11,6% rispetto al 2017 e del 22% rispetto al 2016. In questo clima di forte crescita Netcomm, il Consorzio del commercio digitale italiano, e IAB Italia, il charter italiano dell’Interactive Advertising Bureau, hanno costituito la Federazione del Digitale con Roberto Liscia nel ruolo di Presidente e Carlo Noseda di Vice Presidente.La presentazione della neocostituita Federazione del Digitale è avvenuta questo pomeriggio a Milano durante la seconda edizione della Milano Digital Week. In questa occasione sono stati illustrati i risultati dell’impatto economico del digitale in Italia, nonché dell’evoluzione dell’occupazione e delle competenze professionali stimolate dalla trasformazione digitale in corso.Il digitale in Italia è un settore che registra una crescita dell’11,6% anno su anno. E-commerce e online advertising sono i due comparti che contribuiscono maggiormente alla crescita, che genera un incremento anche nell’occupazione: il numero di lavoratori del settore è passato dai 253.000 del 2017 ai 285.000 del 2018 (+12,7% anno su anno).Secondo la ricerca svolta da PageGroup, il mercato digitale degli ultimi anni ha offerto nuove opportunità professionali a migliaia di persone distribuite in settori differenti. In particolare, PMI e grandi gruppi multinazionali incrementano costantemente le assunzioni nell’advertising, settore che registra la maggiore crescita (61% del totale degli inserimenti digitali), seguito da e-commerce (21%) e brand (19%).
Netcomm e IAB Italia danno vita a una federazione di associazioni con l’obiettivo di promuovere e sviluppare l’evoluzione digitale in Italia generando una crescita sostenibile ed etica a favore dei cittadini e delle imprese. Sostenibilità, etica, cittadini e imprese costituiscono il nucleo intorno al quale si svilupperanno le attività e le riflessioni della Federazione.

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La maggior parte delle aziende perde valore con la cessione di asset

Posted by fidest press agency su martedì, 19 marzo 2019

Secondo il Divestment Performance Monitor di Willis Towers Watson, realizzato in collaborazione con Cass Business School, più della metà delle aziende che hanno effettuato cessioni di asset dal 2010 a oggi hanno perso valore azionario.Il nuovo database globale analizza l’andamento del prezzo delle azioni delle aziende che cedono asset, da sei mesi prima dell’annuncio dell’operazione fino a sei mesi dopo il completamento.Matteo Fiocchi, Head of Executive Compensation and Strategic Reward di Willis Towers Watson, ha dichiarato: “Le cessioni rappresentano una parte cruciale, ma spesso trascurata, della definizione del portafoglio di attività di un’azienda, offrendo un’opportunità reale per conseguire una redditività più alta grazie a un’assegnazione migliore dei capitali, una maggiore attenzione sulle attività principali e più fondi da investire per crescere. Tuttavia, i nostri dati mostrano che le aziende che cedono asset continuano a faticare nella creazione di valore per gli azionisti, in quanto spesso gli investitori tendono a valutare negativamente le aziende che non hanno strategie di lungo termine convincenti”.
Lo studio di Willis Towers Watson, che prende in esame le aziende che cedono alcuni asset sia a aziende quotate sia a compratori privati, ha rilevato anche che:
· Le difficoltà nel creare valore a valle delle cessioni nel corso dell’ultimo decennio sono state riscontrate in tutte le aree geografiche, a prescindere dalle dimensioni degli accordi e dai settori di attività.
· Un’analisi dello studio ha mostrato che il valore creato dalla minoranza di aziende che hanno effettuato le cessioni con successo (2.000 miliardi di dollari di performance sopra la media dal 45% di aziende cedenti) ha superato marginalmente la performance negativa della maggioranza che ha chiuso in perdita (1.900 miliardi di dollari dal 55% di aziende cedenti).
· Tra il 2010 e il 2018, le cessioni verso gli acquirenti private equity, con un calo del 3,3%, hanno vissuto una performance peggiore di quelle verso le aziende acquirenti, calate del 2,2%. Questo può essere in parte spiegato dal fatto che gli acquirenti private equity si rivolgono ad aziende cedenti con maggiori difficoltà, e che dunque possono avere rendimenti più bassi; inoltre, i team di negoziazione degli acquirenti private equity tendono ad avere team per le transazioni più specializzati e che trattano un flusso maggiore di accordi, permettendo loro di negoziare con maggiore aggressività. Al fine di ottimizzare il valore e garantire che gli acquirenti non vincano a loro spese, riteniamo che le aziende cedenti trarrebbero vantaggio da una pianificazione più accurata e dalla preparazione delle attività per la vendita.Lo studio mostra anche che molte delle cessioni con migliori prestazioni sono state spin-off, che sono spesso giustificate dalla volontà di separare un’azienda di successo dalla casa madre per mettere in risalto il suo valore come azienda indipendente. Secondo Willis Towers Watson, questo dimostra l’importanza della preparazione pre-deal e dell’impegno dei business leader, all’interno e all’esterno dell’aziende, nel promuovere le ragioni della vendita e dimostrarne così il valore e le prospettive anche per l’attività che non viene ceduta.Matteo Fiocchi, Head of Executive Compensation and Strategic Reward di Willis Towers Watson ha dichiarato: “La creazione di valore dagli accordi di cessione non è automatica. In condizioni di mercato difficili, quanto un’azienda possa guadagnare o perdere dipende molto da quanto l’approccio all’operazione sia ponderato. Lato vendita, investire le giuste risorse per eseguire la due diligence, preparare l’attività per la cessione e costruire una solida impalcatura logica che motivi l’operazione è fondamentale per attirare migliori potenziali acquirenti. Questi faranno offerte migliori per un accordo che ritengono possa creare più valore per loro, e saranno in una posizione meno forte nelle negoziazioni con un’azienda cedente che si sia preparata con cura. Ciò è particolarmente vero quando si tratta di acquirenti private equity, che vantano notevoli competenze in materia di fusioni e acquisizioni e un’esperienza nelle negoziazioni aggressivUna volta identificato un potenziale acquirente per la cessione, è altrettanto importante mantenere motivati i manager comunicando il loro valore per l’azienda, rafforzando la sensazione di opportunità derivante dall’operazione e infondendo la massima fiducia possibile tramite il giusto riconoscimento della loro performance. Ciò avrà un impatto positivo sull’organizzazione e sul successo dell’operazione”. (by Daniela Pradella)

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Assistenza sanitaria ad elevato valore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 gennaio 2019

La crisi di sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale ha determinato un crescente interesse per la promozione di un’assistenza sanitaria ad elevato value, in grado di ridurre gli sprechi ed aumentare il ritorno in termini di salute del denaro investito in sanità. In tal senso, l’eccesso di test diagnostici è una pratica dal basso value molto diffusa e, in particolare, la continua ripetizione di esami di laboratorio di routine nei pazienti ospedalizzati determina effetti avversi prevenibili, sia clinici (es. anemia da ospedalizzazione, aumento della mortalità nei pazienti con patologie cardiopolmonari) sia economici (es. esecuzione di ulteriori test diagnostici, trasfusioni inappropriate, aumento della durata della degenza). Peraltro, anche se gli esami di laboratorio rappresentano meno del 5% della spesa ospedaliera, l’impatto economico è molto più elevato perchè i loro risultati influenzano circa 2/3 delle decisioni cliniche relative ad ulteriori test diagnostici o interventi terapeutici.«Il fenomeno è molto complesso – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – perché le prescrizioni ripetute di esami di laboratorio nei pazienti ospedalizzati conseguono alla variabile interazione di vari fattori: medicina difensiva, incertezza diagnostica, sottostima degli effetti avversi, scarsa consapevolezza dei costi, mancato feedback sulla prescrizione dei test, differente background formativo dei medici. Tuttavia, oggi consistenti evidenze scientifiche oggi documentano sia l’efficacia di vari interventi per ridurre i test di laboratorio inappropriatamente ripetuti in ospedale, sia che tale riduzione non si associa ad un aumento di eventi avversi, quali mancate diagnosi, re-ospedalizzazione o mortalità».Per tali ragioni, previa revisione sistematica della letteratura, la Fondazione GIMBE ha realizzato un Position Statement per offrire a professionisti e ospedali un framework multidisciplinare e basato sulle evidenze per promuovere iniziative finalizzate a ridurre la ripetizione dei test di laboratorio di routine in ospedale.Tre gli interventi efficaci per ridurre la ripetizione inappropriata di test di laboratorio di routine nei pazienti ricoverati: la formazione, l’audit & feedback ai professionisti sull’appropriatezza delle prescrizioni e la loro restrizione tramite cartella clinica informatizzata. «Nonostante l’efficacia dei singoli interventi – precisa Cartabellotta – una riduzione significativa e prolungata dei test superflui si ottiene dalla loro combinazione multifattoriale, coinvolgendo opinion leader clinici e decisori per promuovere il cambiamento nell’organizzazione ed estendendo gli interventi a tutti i professionisti sanitari e non solo ai medici prescrittori».«In base alle evidenze scientifiche – conclude Cartabellotta – oggi possiamo affermare sia che la continua ripetizione dei test di laboratorio nei pazienti ospedalizzati genera sprechi e danni, sia che la loro riduzione non ha alcun impatto negativo sulla sicurezza dei pazienti. Auspichiamo che il Position Statement GIMBE venga utilizzato dagli ospedali e dai medici, sia per ridurre una pratica costosa e rischiosa, sia per il potenziale impatto culturale, visto che ridurre pratiche dal basso value migliora la sicurezza, l’efficacia e la costo-efficacia dell’assistenza e contribuisce alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale».

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“Abbandonare il sistema consumistico per riscoprire il vero valore del cibo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 dicembre 2018

“Le strategie di alcune corporation mondiali del cibo e un certo tipo di assetto capitalistico hanno prodotto un percorso di omologazione che annulla le differenze e hanno prodotto una massificazione dei consumi snaturando il valore del cibo”. A denunciarlo è Antonio Rosati, presidente di Arsial (Agenzia regionale per lo Sviluppo e Innovazione dell’Agricoltura del Lazio) intervenuto al convegno “Attorno al cibo per costruire dialogo, incontro, confronto e pace” organizzato a Roma in collaborazione con l’associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus.“Per fortuna da un decennio si sta diffondendo una nuova consapevolezza sull’importanza del cibo” aggiunge Rosati. Una tendenza che va aiutata in un modo ben preciso: difendendo il reddito degli agricoltori. “La grande sfida della sostenibilità ambientale passa per gli uomini che stanno materialmente sulle terre. Questo vuol dire consentirgli di vivere. Un discorso che vale per l’Italia ma anche per il resto del mondo. Dobbiamo imparare a mangiare di prossimità, con meno chimica, leggere le etichette, essere soggetti attivi. Scegliere cosa mangiare ogni giorno è un gesto politico che può aiutare a costruire un nuovo ordine sociale”.In tal senso essenziale il ruolo delle istituzioni pubbliche del territorio: “Essenziale fare politiche concrete per la difesa del reddito degli agricoltori, per diffondere i mercati contadini. E poi mano tesa per distribuire terre pubbliche, dando opportunità ai ragazzi per entrare in questa filiera, diffondere nell’opinione pubblica la consapevolezza che la possibilità di un mondo diverso passa per un cibo coltivato e consumato in un modo diverso”.

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Contratti: Bonaccini, con impegno Fp rinnovati contratti, concertazione è valore

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Perugia. “Il lavoro fatto insieme, grazie all’impegno profuso e alle spinte del sindacato, ci ha condotto al rinnovo di contratti importanti, come quello della Sanità e delle Funzioni Locali. Non sono abituato all’idea che la concertazione serva ad avere una foto sui giornali: farsi dare una mano ti fa sbagliare di meno e, soprattutto, se le decisioni sono condivise le si difende insieme e le si valorizza”. Così Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni, nonché della Regione Emilia Romagna, nel corso del suo intervento all’11° Congresso della Funzione Pubblica Cgil.”Abbiamo rinnovato – ha affermato Bonaccini dal palco di Perugia -, dopo un incredibile vuoto durato nove anni, contratti importanti, attraverso un lavoro proficuo fatto insieme, soprattutto mettendo in campo misure che hanno dato la possibilità di assumere e sbloccare il turn over. Per fare un esempio: in Emilia Romagna l’età media nel pubblico è vicina ai sessant’anni e coincide con il resto del Paese”. Una regione, quella governata da Bonaccini, che ha coltivato un rapporto positivo col sindacato e che ha portato alla sottoscrizione del Patto per il lavoro e l’avvio delle stabilizzazioni in Sanità. “Grazie alle battaglie della Funzione Pubblica Cgil si sono fatti buoni accordi sul fronte dell’occupazione e della produttività, così come si è ottenuto insieme il provvedimento normativo che consente l’incremento del salario accessorio per il personale che dalle province è passato alle regioni”, ha affermato Bonaccini.E se “la battaglia fatta insieme per rinnovare i contratti, superando le ristrettezze economiche, ha consentito di ridare dignità a chi lavora nella Pubblica amministrazione e contribuisce a far andare avanti il paese”, ora la lotta passa nella nuova legge di stabilità. “Sul fondo sanitario – ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni – l’incremento rimarrà, dopo le promesse fatte da questo governo, di un miliardo come già deciso. Risorse che non basteranno per rinnovare i contratti e allo stesso tempo sovvenzionare i farmaci innovativi. Bisogna trasformare la legge di stabilità, correggendola, individuando le risorse necessarie”.Quanto invece ai contratti ancora da rinnovare, Bonaccini ha fatto sapere: “Il tema vero è il rinnovo dei contratti, in particolare su dirigenza medica, ricerca e dirigenza delle Funzioni locali. Mi auguro che su ricerca e dirigenza delle funzioni locali si possa nel giro di poche settimane chiudere l’accordo, quanto invece alla dirigenza medica dovrebbe essere convocata per la prossima settimana la conferenza straordinaria”. Assumere in Pa, stabilizzare i precari, rinnovare i contratti e ridare dignità ai lavoratori pubblici, questa in conclusione la via indicata dal presidente Bonaccini: “Perché i servizi pubblici fanno funzionare il paese e il paese non può farne a meno”.

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