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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘valore’

Il mercato digitale in Italia vale il 3,7% del PIL

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

A dichiararlo è la neocostituita Federazione del Digitale, l’organismo fortemente voluto da Netcomm e IAB Italia e che si pone l’obiettivo di promuovere e sviluppare l’evoluzione digitale nel Paese, generando una crescita sostenibile ed etica a favore dei cittadini e delle imprese.La costituzione della Federazione nasce dallo studio dell’industria digitale, un settore in continua crescita sia in termini economici che occupazionali. Secondo una recente ricerca congiunta IAB Italia e EY, in Italia il valore del digitale a perimetro ristretto, considerando cioè solo gli investimenti in attività del tutto digitali, ammonta a 65 miliardi di euro, in aumento dell’11,6% rispetto al 2017 e del 22% rispetto al 2016. In questo clima di forte crescita Netcomm, il Consorzio del commercio digitale italiano, e IAB Italia, il charter italiano dell’Interactive Advertising Bureau, hanno costituito la Federazione del Digitale con Roberto Liscia nel ruolo di Presidente e Carlo Noseda di Vice Presidente.La presentazione della neocostituita Federazione del Digitale è avvenuta questo pomeriggio a Milano durante la seconda edizione della Milano Digital Week. In questa occasione sono stati illustrati i risultati dell’impatto economico del digitale in Italia, nonché dell’evoluzione dell’occupazione e delle competenze professionali stimolate dalla trasformazione digitale in corso.Il digitale in Italia è un settore che registra una crescita dell’11,6% anno su anno. E-commerce e online advertising sono i due comparti che contribuiscono maggiormente alla crescita, che genera un incremento anche nell’occupazione: il numero di lavoratori del settore è passato dai 253.000 del 2017 ai 285.000 del 2018 (+12,7% anno su anno).Secondo la ricerca svolta da PageGroup, il mercato digitale degli ultimi anni ha offerto nuove opportunità professionali a migliaia di persone distribuite in settori differenti. In particolare, PMI e grandi gruppi multinazionali incrementano costantemente le assunzioni nell’advertising, settore che registra la maggiore crescita (61% del totale degli inserimenti digitali), seguito da e-commerce (21%) e brand (19%).
Netcomm e IAB Italia danno vita a una federazione di associazioni con l’obiettivo di promuovere e sviluppare l’evoluzione digitale in Italia generando una crescita sostenibile ed etica a favore dei cittadini e delle imprese. Sostenibilità, etica, cittadini e imprese costituiscono il nucleo intorno al quale si svilupperanno le attività e le riflessioni della Federazione.

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La maggior parte delle aziende perde valore con la cessione di asset

Posted by fidest press agency su martedì, 19 marzo 2019

Secondo il Divestment Performance Monitor di Willis Towers Watson, realizzato in collaborazione con Cass Business School, più della metà delle aziende che hanno effettuato cessioni di asset dal 2010 a oggi hanno perso valore azionario.Il nuovo database globale analizza l’andamento del prezzo delle azioni delle aziende che cedono asset, da sei mesi prima dell’annuncio dell’operazione fino a sei mesi dopo il completamento.Matteo Fiocchi, Head of Executive Compensation and Strategic Reward di Willis Towers Watson, ha dichiarato: “Le cessioni rappresentano una parte cruciale, ma spesso trascurata, della definizione del portafoglio di attività di un’azienda, offrendo un’opportunità reale per conseguire una redditività più alta grazie a un’assegnazione migliore dei capitali, una maggiore attenzione sulle attività principali e più fondi da investire per crescere. Tuttavia, i nostri dati mostrano che le aziende che cedono asset continuano a faticare nella creazione di valore per gli azionisti, in quanto spesso gli investitori tendono a valutare negativamente le aziende che non hanno strategie di lungo termine convincenti”.
Lo studio di Willis Towers Watson, che prende in esame le aziende che cedono alcuni asset sia a aziende quotate sia a compratori privati, ha rilevato anche che:
· Le difficoltà nel creare valore a valle delle cessioni nel corso dell’ultimo decennio sono state riscontrate in tutte le aree geografiche, a prescindere dalle dimensioni degli accordi e dai settori di attività.
· Un’analisi dello studio ha mostrato che il valore creato dalla minoranza di aziende che hanno effettuato le cessioni con successo (2.000 miliardi di dollari di performance sopra la media dal 45% di aziende cedenti) ha superato marginalmente la performance negativa della maggioranza che ha chiuso in perdita (1.900 miliardi di dollari dal 55% di aziende cedenti).
· Tra il 2010 e il 2018, le cessioni verso gli acquirenti private equity, con un calo del 3,3%, hanno vissuto una performance peggiore di quelle verso le aziende acquirenti, calate del 2,2%. Questo può essere in parte spiegato dal fatto che gli acquirenti private equity si rivolgono ad aziende cedenti con maggiori difficoltà, e che dunque possono avere rendimenti più bassi; inoltre, i team di negoziazione degli acquirenti private equity tendono ad avere team per le transazioni più specializzati e che trattano un flusso maggiore di accordi, permettendo loro di negoziare con maggiore aggressività. Al fine di ottimizzare il valore e garantire che gli acquirenti non vincano a loro spese, riteniamo che le aziende cedenti trarrebbero vantaggio da una pianificazione più accurata e dalla preparazione delle attività per la vendita.Lo studio mostra anche che molte delle cessioni con migliori prestazioni sono state spin-off, che sono spesso giustificate dalla volontà di separare un’azienda di successo dalla casa madre per mettere in risalto il suo valore come azienda indipendente. Secondo Willis Towers Watson, questo dimostra l’importanza della preparazione pre-deal e dell’impegno dei business leader, all’interno e all’esterno dell’aziende, nel promuovere le ragioni della vendita e dimostrarne così il valore e le prospettive anche per l’attività che non viene ceduta.Matteo Fiocchi, Head of Executive Compensation and Strategic Reward di Willis Towers Watson ha dichiarato: “La creazione di valore dagli accordi di cessione non è automatica. In condizioni di mercato difficili, quanto un’azienda possa guadagnare o perdere dipende molto da quanto l’approccio all’operazione sia ponderato. Lato vendita, investire le giuste risorse per eseguire la due diligence, preparare l’attività per la cessione e costruire una solida impalcatura logica che motivi l’operazione è fondamentale per attirare migliori potenziali acquirenti. Questi faranno offerte migliori per un accordo che ritengono possa creare più valore per loro, e saranno in una posizione meno forte nelle negoziazioni con un’azienda cedente che si sia preparata con cura. Ciò è particolarmente vero quando si tratta di acquirenti private equity, che vantano notevoli competenze in materia di fusioni e acquisizioni e un’esperienza nelle negoziazioni aggressivUna volta identificato un potenziale acquirente per la cessione, è altrettanto importante mantenere motivati i manager comunicando il loro valore per l’azienda, rafforzando la sensazione di opportunità derivante dall’operazione e infondendo la massima fiducia possibile tramite il giusto riconoscimento della loro performance. Ciò avrà un impatto positivo sull’organizzazione e sul successo dell’operazione”. (by Daniela Pradella)

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Assistenza sanitaria ad elevato valore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 gennaio 2019

La crisi di sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale ha determinato un crescente interesse per la promozione di un’assistenza sanitaria ad elevato value, in grado di ridurre gli sprechi ed aumentare il ritorno in termini di salute del denaro investito in sanità. In tal senso, l’eccesso di test diagnostici è una pratica dal basso value molto diffusa e, in particolare, la continua ripetizione di esami di laboratorio di routine nei pazienti ospedalizzati determina effetti avversi prevenibili, sia clinici (es. anemia da ospedalizzazione, aumento della mortalità nei pazienti con patologie cardiopolmonari) sia economici (es. esecuzione di ulteriori test diagnostici, trasfusioni inappropriate, aumento della durata della degenza). Peraltro, anche se gli esami di laboratorio rappresentano meno del 5% della spesa ospedaliera, l’impatto economico è molto più elevato perchè i loro risultati influenzano circa 2/3 delle decisioni cliniche relative ad ulteriori test diagnostici o interventi terapeutici.«Il fenomeno è molto complesso – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – perché le prescrizioni ripetute di esami di laboratorio nei pazienti ospedalizzati conseguono alla variabile interazione di vari fattori: medicina difensiva, incertezza diagnostica, sottostima degli effetti avversi, scarsa consapevolezza dei costi, mancato feedback sulla prescrizione dei test, differente background formativo dei medici. Tuttavia, oggi consistenti evidenze scientifiche oggi documentano sia l’efficacia di vari interventi per ridurre i test di laboratorio inappropriatamente ripetuti in ospedale, sia che tale riduzione non si associa ad un aumento di eventi avversi, quali mancate diagnosi, re-ospedalizzazione o mortalità».Per tali ragioni, previa revisione sistematica della letteratura, la Fondazione GIMBE ha realizzato un Position Statement per offrire a professionisti e ospedali un framework multidisciplinare e basato sulle evidenze per promuovere iniziative finalizzate a ridurre la ripetizione dei test di laboratorio di routine in ospedale.Tre gli interventi efficaci per ridurre la ripetizione inappropriata di test di laboratorio di routine nei pazienti ricoverati: la formazione, l’audit & feedback ai professionisti sull’appropriatezza delle prescrizioni e la loro restrizione tramite cartella clinica informatizzata. «Nonostante l’efficacia dei singoli interventi – precisa Cartabellotta – una riduzione significativa e prolungata dei test superflui si ottiene dalla loro combinazione multifattoriale, coinvolgendo opinion leader clinici e decisori per promuovere il cambiamento nell’organizzazione ed estendendo gli interventi a tutti i professionisti sanitari e non solo ai medici prescrittori».«In base alle evidenze scientifiche – conclude Cartabellotta – oggi possiamo affermare sia che la continua ripetizione dei test di laboratorio nei pazienti ospedalizzati genera sprechi e danni, sia che la loro riduzione non ha alcun impatto negativo sulla sicurezza dei pazienti. Auspichiamo che il Position Statement GIMBE venga utilizzato dagli ospedali e dai medici, sia per ridurre una pratica costosa e rischiosa, sia per il potenziale impatto culturale, visto che ridurre pratiche dal basso value migliora la sicurezza, l’efficacia e la costo-efficacia dell’assistenza e contribuisce alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale».

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“Abbandonare il sistema consumistico per riscoprire il vero valore del cibo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 dicembre 2018

“Le strategie di alcune corporation mondiali del cibo e un certo tipo di assetto capitalistico hanno prodotto un percorso di omologazione che annulla le differenze e hanno prodotto una massificazione dei consumi snaturando il valore del cibo”. A denunciarlo è Antonio Rosati, presidente di Arsial (Agenzia regionale per lo Sviluppo e Innovazione dell’Agricoltura del Lazio) intervenuto al convegno “Attorno al cibo per costruire dialogo, incontro, confronto e pace” organizzato a Roma in collaborazione con l’associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus.“Per fortuna da un decennio si sta diffondendo una nuova consapevolezza sull’importanza del cibo” aggiunge Rosati. Una tendenza che va aiutata in un modo ben preciso: difendendo il reddito degli agricoltori. “La grande sfida della sostenibilità ambientale passa per gli uomini che stanno materialmente sulle terre. Questo vuol dire consentirgli di vivere. Un discorso che vale per l’Italia ma anche per il resto del mondo. Dobbiamo imparare a mangiare di prossimità, con meno chimica, leggere le etichette, essere soggetti attivi. Scegliere cosa mangiare ogni giorno è un gesto politico che può aiutare a costruire un nuovo ordine sociale”.In tal senso essenziale il ruolo delle istituzioni pubbliche del territorio: “Essenziale fare politiche concrete per la difesa del reddito degli agricoltori, per diffondere i mercati contadini. E poi mano tesa per distribuire terre pubbliche, dando opportunità ai ragazzi per entrare in questa filiera, diffondere nell’opinione pubblica la consapevolezza che la possibilità di un mondo diverso passa per un cibo coltivato e consumato in un modo diverso”.

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Contratti: Bonaccini, con impegno Fp rinnovati contratti, concertazione è valore

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Perugia. “Il lavoro fatto insieme, grazie all’impegno profuso e alle spinte del sindacato, ci ha condotto al rinnovo di contratti importanti, come quello della Sanità e delle Funzioni Locali. Non sono abituato all’idea che la concertazione serva ad avere una foto sui giornali: farsi dare una mano ti fa sbagliare di meno e, soprattutto, se le decisioni sono condivise le si difende insieme e le si valorizza”. Così Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni, nonché della Regione Emilia Romagna, nel corso del suo intervento all’11° Congresso della Funzione Pubblica Cgil.”Abbiamo rinnovato – ha affermato Bonaccini dal palco di Perugia -, dopo un incredibile vuoto durato nove anni, contratti importanti, attraverso un lavoro proficuo fatto insieme, soprattutto mettendo in campo misure che hanno dato la possibilità di assumere e sbloccare il turn over. Per fare un esempio: in Emilia Romagna l’età media nel pubblico è vicina ai sessant’anni e coincide con il resto del Paese”. Una regione, quella governata da Bonaccini, che ha coltivato un rapporto positivo col sindacato e che ha portato alla sottoscrizione del Patto per il lavoro e l’avvio delle stabilizzazioni in Sanità. “Grazie alle battaglie della Funzione Pubblica Cgil si sono fatti buoni accordi sul fronte dell’occupazione e della produttività, così come si è ottenuto insieme il provvedimento normativo che consente l’incremento del salario accessorio per il personale che dalle province è passato alle regioni”, ha affermato Bonaccini.E se “la battaglia fatta insieme per rinnovare i contratti, superando le ristrettezze economiche, ha consentito di ridare dignità a chi lavora nella Pubblica amministrazione e contribuisce a far andare avanti il paese”, ora la lotta passa nella nuova legge di stabilità. “Sul fondo sanitario – ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni – l’incremento rimarrà, dopo le promesse fatte da questo governo, di un miliardo come già deciso. Risorse che non basteranno per rinnovare i contratti e allo stesso tempo sovvenzionare i farmaci innovativi. Bisogna trasformare la legge di stabilità, correggendola, individuando le risorse necessarie”.Quanto invece ai contratti ancora da rinnovare, Bonaccini ha fatto sapere: “Il tema vero è il rinnovo dei contratti, in particolare su dirigenza medica, ricerca e dirigenza delle Funzioni locali. Mi auguro che su ricerca e dirigenza delle funzioni locali si possa nel giro di poche settimane chiudere l’accordo, quanto invece alla dirigenza medica dovrebbe essere convocata per la prossima settimana la conferenza straordinaria”. Assumere in Pa, stabilizzare i precari, rinnovare i contratti e ridare dignità ai lavoratori pubblici, questa in conclusione la via indicata dal presidente Bonaccini: “Perché i servizi pubblici fanno funzionare il paese e il paese non può farne a meno”.

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Aumento del valore del mercato fondiario

Posted by fidest press agency su domenica, 25 novembre 2018

E’ +2% secondo i dati ISTAT riferiti all’indagine annuale del 2017. Ciò certifica un buon trend ed evidenzia la necessità di insistere sul tema dell’assegnazione dei terreni agricoli. Come Confeuro – dichiara in una nota il presidente nazionale, Andrea Michele Tiso – crediamo sia importante inserire questo argomento in un contesto più ampio nel quale dibattere anche di nuove agevolazioni per i giovani agricoltori e di Sud, dove, proprio come riportato dai dati ISTAT, il valore dei campi è sensibilmente inferiore rispetto a quelli del Nord Italia.
Tematiche di questo tipo – continua Tiso – sono essenziali per rilanciare l’agricoltura e devono quindi attraversare in maniera chiara anche la discussione sulla nuova Pac. All’interno della prossima Politica Agricola Comune, infatti, bisognerà salvaguardare il valore dei terreni favorendo l’ideazione di provvedimenti ambientali utili a contenere i cambiamenti climatici e, sempre per le stesse ragioni, a creare dei meccanismi con i quali agevolare la stipula di polizze assicurative mirate a tutelare il reddito agricolo.
Il primario ha degli evidenti problemi strutturali, ma anche l’opportunità di divenire il volano di un nuovo modello di sviluppo. Il nostro auspicio – conclude Tiso – è quello di agire sin da ora sulla creazione di questo nuovo paradigma, e di farlo, proprio come avverrà in occasione della conferenza nazionale del prossimo 5 Dicembre a Roma, attraverso dei momenti di discussione e di confronto in cui tutti coloro che tengono alla salute e al benessere del sistema agricolo italiano possano liberamente esprimersi.

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“Il valore dell’alleanza tra famiglie ed istituzioni nella lotta alla droga e all’alcol negli incidenti stradali”

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

Roma Martedì, 30 ottobre 2018, ore 9.45 Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro Sala del Parlamentino Viale David Lubin, 2 incontro promosso dal MOIGE per la presentazione del progetto “Mano al volante, occhio alla vita”, sostenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Antidroga. Un progetto che avrà la finalità di far conoscere ai ragazzi delle scuole italiane i pericoli connessi all’uso di droghe ed alcool, sopratutto in relazione alla guida.Si discuterà anche della grande diffusione che stanno avendo in questi mesi gli Shop di cannabis “legale” o “light” e delle gravissime conseguenze che esse possono avere nella banalizzazione o normalizzazione del consumo di droghe tra i minori. Il Moige a tale proposito ha avviato una raccolta di firme che è già arrivata a diverse migliaia di adesioni.Sarà, inoltre, presentata la ricerca svolta per il MOIGE dall’Istituto Piepoli sulla percezione del rischio da parte della popolazione generale e dei genitori dell’uso di droghe e alcol da parte dei minori.

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Gli sforzi degli istituti bancari devono concentrarsi sulla “digitalizzazione per valore”

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 agosto 2018

La meta è chiara, ma le rotte sono diverse. È quello che accade nel processo di digitalizzazione del sistema bancario, un obiettivo che accomuna, appunto, gli istituti di credito di tutte le latitudini ma che procede con velocità e strategie diverse da paese a paese. Lo scenario mondiale di questa evoluzione è fotografato nel rapporto “Global Retail Banking 2018: The Power of Personalization” di The Boston Consulting Group. Secondo la ricerca, il processo in atto nelle banche commerciali sta già portando quasi ovunque a raggiungere un primo obiettivo, quello del risparmio nei costi di gestione, attraverso l’implementazione dei servizi online o da mobile; oggi però gli sforzi degli istituti devono concentrarsi sulla “digitalizzazione per valore”, ovvero sull’uso delle tecnologie per migliorare l’esperienza dei clienti, personalizzare i servizi per ciascun profilo e infine aumentarne la fidelizzazione.Le opportunità della digitalizzazione movimentano ulteriormente un contesto già ricco di sfide per gli istituti di credito, alle prese con tassi di interesse ai minimi, una sempre maggiore concorrenza sul territorio e regolamentazioni più severe e molto diversificate. La realtà, tuttavia, non lascia alternative, se è vero che già oggi, nelle aree più sviluppate del pianeta, quattro interazioni su cinque tra cliente e banca e tre transazioni su cinque (depositi, pagamenti su prestiti, trasferimenti…) avvengono tramite strumenti digitali. Questo ha favorito, come detto, la possibilità di snellire il personale in filiale e abbattere i costi, ma non ha ancora portato a una conversione automatica dei nuovi punti di contatto (dalle app per smartphone o sui social network) in vendite digitali. Le banche classificate Q1 (di “primo livello) hanno registrato nell’ultimo anno circa il 34% delle vendite in digitale (dato invariato rispetto all’anno precedente, e già questo non è un segnale incoraggiante), ma quelle Q4, per esempio, ricavano dal digitale solo il 10%.Il problema non è da poco, perché – ricorda il rapporto di BCG – le banche retail sono responsabili di circa metà dei ricavi globali delle banche nel mondo. Uno scenario che, da qui al 2021, non dovrebbe subire significative modifiche, se si esclude che entro quel termine il settore bancario dei paesi asiatici avrà superato quello del Nord America come ricavi dal retail. Il totale dei ricavi raggiungerà probabilmente i 2,54 trilioni di dollari mentre la crescita media prevista si attesta sul 5,3% annuo, ma con differenze significative tra le aree asiatiche (qui l’incremento atteso è dell’8%, spinto anche dall’inclusione finanziaria di soggetti finora rimasti del tutto fuori dal sistema) e i deboli aumenti nell’Europa occidentale.Nell’analizzare la trasformazione in atto nei diversi paesi, lo studio BCG ha individuato alcune strategie comuni che le banche dovrebbero mettere in atto per accelerare la digitalizzazione dei propri processi. L’esigenza più evidente è quella di rendere più fruibile e immediato l’accesso a tutti i prodotti, compresi mutui, prestiti personali, piani di risparmio. Nello stesso tempo non può più essere rimandata l’implementazione delle più moderne tecnologie per la raccolta omnicanale di big data, la loro analisi, la profilazione automatica del cliente, la qualifica immediata delle richieste che l’utente pone al sistema e dunque della direzione verso la quale indirizzarle. È qui che emerge in tutto il suo valore l’aspetto della personalizzazione. Il sondaggio BCG dimostra quanto un’esperienza personalizzata sia decisiva per i clienti: il 54% degli intervistati ha dichiarato che la motivazione per decidere di diventare cliente di una nuova banca è stato proprio un dettaglio nel servizio che ha personalizzato la sua esperienza con quell’istituto. Per lo stesso motivo il 68% degli intervistati ha dichiarato di aver approfondito i legami con la propria banca, acquistando prodotti o servizi aggiuntivi, e, specularmente, il 41% di chi ha lasciato la sua vecchia banca ha affermato di averlo fatto per non aver ricevuto un trattamento sufficientemente customizzato. La personalizzazione dunque oggi non può limitarsi a comprendere i bisogni e le esigenze del cliente, ma richiede un intervento ancora più tempestivo, che anticipi al cliente quei vantaggi di cui ha bisogno prima ancora che li chieda, che configuri le interfacce web o mobile con le proposte più in linea con i suoi comportamenti e le azioni che compie più frequentemente, che utilizzi le informazioni per proporre le pianificazioni più adeguate e cogliere i primi segnali delle intenzioni di abbandonare l’istituto. Un insieme di operazioni, insomma, rese possibili attraverso il coinvolgimento di tutta la catena del valore della banca, l’integrazione di robot e software di intelligenza artificiale con l’esperienza umana, e l’applicazione su larga scala per garantirne la sostenibilità economica. (fonte: http://www.dicomunicazione.it)

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Il sistema sanitario basato sul valore: un modello che può salvare 25mila vite ogni anno in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 luglio 2018

Oltre 25.000 vite potrebbero essere salvate all’anno in Italia se i tassi di mortalità delle regioni con performance peggiore raggiungessero il valore medio nazionale. Questa riduzione del 5% del tasso di mortalità nazionale è solo un esempio del grande impatto che un sistema sanitario basato sul valore avrebbe in Italia, come descritto nel nuovo studio di The Boston Consulting Group “Generare valore, un approccio in tre fasi” sullo stato attuale della salute pubblica. La ricerca di BCG svela alcune tendenze significative del sistema sanitario nazionale:
· Italiani più longevi, ma meno sani: il dato di aspettativa di vita, che continua ad aumentare leggermente, non dice tutto dello stato di salute della popolazione. Tra il 2005 e il 2015, infatti, la percentuale di cittadini che lamentano un cattivo o un pessimo stato di salute è cresciuta dal 9,9 al 12,5%: un fenomeno che non ha paragoni negli altri quattro principali Paesi dell’UE (Francia, Germania, Regno Unito, Spagna).
· Finanziamenti in calo per la sanità pubblica: la percentuale di spesa sanitaria sostenuta dal finanziamento pubblico è in continua riduzione (78% nel 2008, 76% nel 2012, 75% nel 2016), avvicinando sempre più l’Italia a Paesi storicamente meno universalistici, come Svizzera (64%) e Stati Uniti (49%).
· Variabilità regionale, l’ospedale più vicino non è necessariamente il migliore: ospedali poco distanti possono mostrare differenze significative in termini di processi ed esiti clinici. Ad esempio, in una delle regioni più avanzate dal punto di vista degli esiti di salute, la possibilità di subire, entro due giorni, l’intervento chirurgico necessario per una frattura al femore può variare dal 15 al 95%, mentre in un’altra regione la mortalità a 30 giorni a seguito di infarto miocardico acuto varia dal 5 all’11% a seconda della qualità e dell’efficienza dell’ospedale in cui si è trattati. Un sistema sanitario basato sul valore per il paziente parte da un concetto semplice: per ottenere risultati migliori gli esiti vanno guardati non solo con gli occhi dello specialista, ma anche con quelli del paziente. E creare valore per il paziente deve essere sia l’obiettivo ultimo, che un vantaggio competitivo sempre più strategico per payer e provider del settore sanitario. La divisione Health Care di BCG Italia supporta gli attori principali del settore, a livello nazionale e internazionale, nella trasformazione dei loro modelli di business, affinché possano offrire servizi economicamente competitivi ma, al tempo stesso, in grado di migliorare i risultati dei pazienti e garantire la crescita sostenibile delle organizzazioni.Quanto alla possibilità di mettere in pratica tale sistema basato sul valore, Stefano Cazzaniga, Principal di BCG, commenta: “Nonostante le numerose sfide, il sistema sanitario italiano resta uno dei migliori al mondo. Affinché questo eccellente posizionamento sia sostenibile nel tempo, bisogna innescare un nuovo cardine, legato al concetto di valore e di impatto sulla vita del paziente. Sono necessarie azioni decise e rapide, come affrontare in maniera sistematica l’eterogeneità fra gli esiti delle regioni e dei singoli ospedali e intervenire per scongiurare l’insostenibilità dei costi, che si traduce in una difficoltà degli accessi e in un’impennata della spesa privata. Sempre coniugando la prospettiva dei pazienti (gli esiti clinici) con quella del sistema (la sostenibilità)”.

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Il valore delle differenze. Tra teorie e pratiche educative

Posted by fidest press agency su sabato, 19 maggio 2018

Parma lunedì 21 maggio alle 9.30, nell’Aula Magna del Plesso Carissimi (Borgo Carissimi, 10) seminario Il valore delle differenze. Tra teorie e pratiche educative. Dopo alcune riflessioni d’apertura della psicologa sistemica Serena Dinelli e dei pedagogisti Cosimo Di Bari e Dimitris Argiropoulos, docente di Pedagogia speciale all’Università di Parma, gli studenti lavoreranno in quattro gruppi tematici, dedicati alle differenze culturali, sociali, di genere e all’omofobia.
La conclusione del seminario, alle 16.15, è affidata alla conferenza del prof. Franco Cambi, già docente all’Università di Firenze e past president della Società italiana di Pedagogia. La conferenza è aperta a tutta la cittadinanza.Il seminario conclude il corso di Pedagogia delle differenze voluto dall’Unità Educazione del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali e dal Comitato Unico di Garanzia dell’Università di Parma.

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Il Valore del Farmaco, il Valore della Cura

Posted by fidest press agency su sabato, 10 marzo 2018

Roma. Quali sono gli orizzonti della ricerca farmaceutica? Quali le complessità e gli investimenti necessari, anche in termini di capitale umano, per trasformare una nuova molecola in un farmaco? Qual è il vero valore generato dall’industria farmaceutica?
Questi i temi centrali del Corso di formazione e aggiornamento per giornalisti organizzato a Roma da SICS – Società Italiana di Comunicazione Scientifica e Sanitaria – in collaborazione con la Fondazione MSD.
Il corso è stato strutturato come un confronto dialettico tra mondo istituzionale e professionisti della comunicazione in sanità, volto a declinare i principi basilari di etica e deontologia della comunicazione scientifica secondo criteri ben precisi di notiziabilità.
Velocità, capillarità e “viralità” dell’informazione, infatti, sono spesso in conflitto con la necessità di approfondimento richiesta quando si trattano temi correlati alla salute e alla cura della persona. Un aspetto, questo, che assume oggi particolare rilevanza, a seguito dell’introduzione di terapie sempre più mirate e complesse che stanno rivoluzionando i paradigmi di cura di diverse patologie, sia rare sia di grande incidenza, come quelle oncologiche.
Se da un lato è fondamentale perseguire il massimo rigore scientifico nell’analisi delle fonti, nello studio e nell’incrocio dei dati e nell’elaborazione dei messaggi, dall’altro è necessario che tutti gli attori del sistema collaborino su un comune terreno di conoscenza dei temi legati al valore della salute, alla sostenibilità economica, all’innovazione scientifica e tecnologica, ai nuovi scenari della ricerca.
E’ proprio con questo spirito di collaborazione e alleanza per la promozione di una informazione che sia al contempo scientificamente fondata e capace di raggiungere in modo chiaro ed efficace il cittadino, che oggi si sono confrontati i protagonisti del mondo della salute: istituzioni, cittadini, società scientifiche e professionisti della comunicazione.
Stefano Vella (Presidente AIFA), Patrizia Popoli (Direttore Centro Nazionale Ricerca e Valutazione Preclinica e Clinica dei farmaci dell’Istituto Superiore di Sanità), Massimo Scaccabarozzi (Presidente di Farmindustria), Federica Castellani (Head of Medical and Health Information Service di EMA), Paola Testori Coggi (Presidente CPR, AIFA), Sonia Viale (Assessore alla Sanità della Regione Liguria) e Antonio Gaudioso (Segretario Nazionale di Cittadinanzattiva) hanno approfondito i temi della complessità e dei costi della ricerca, della valutazione e delle problematiche di accesso alle cure.
A seguire, è stato sottolineato il valore dell’innovazione farmaceutica e tecnologica per la persona e per il sistema sanitario nel suo complesso nonché la valutazione dell’impatto sociale, economico e culturale delle nuove cure e delle nuove tecnologie illustrata da Pietro Derrico (Presidente della Società Italiana di Health Technology Assessment).
La lectio magistralis di Andrea Grignolio (Storico della Medicina) su etica e deontologia della comunicazione scientifica ha introdotto la parte finale del corso: un dialogo a più voci sui temi della comunicazione e della notiziabilità tra responsabili della comunicazione istituzionale (Luciano Fassari, Ministero della Salute, Mirella Taranto, Istituto Superiore di Sanità, Fabio Mazzeo, AIFA e Agostino Carloni, Farmindustria) e giornalisti esperti del settore come Stefano Marroni (Vice Dir. TG2), Daniela Minerva (Caporedattore di Repubblica) e Annalisa Manduca (RAI Radio1).

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Il Valore del Farmaco, il Valore della Cura

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 febbraio 2018

Quali sono gli orizzonti della ricerca farmaceutica? Quali le complessità e gli investimenti necessari, anche in termini di capitale umano, per trasformare una nuova molecola in un farmaco? Qual è il vero valore generato dall’industria farmaceutica? Questi i temi centrali del Corso di formazione e aggiornamento per giornalisti organizzato oggi a Roma da SICS – Società Italiana di Comunicazione Scientifica e Sanitaria – in collaborazione con la Fondazione MSD. Il corso è strutturato come un confronto dialettico tra mondo istituzionale e professionisti della comunicazione in sanità, volto a declinare i principi basilari di etica e deontologia della comunicazione scientifica secondo criteri ben precisi di notiziabilità. Velocità, capillarità e “viralità” dell’informazione, infatti, sono spesso in conflitto con la necessità di approfondimento richiesta quando si trattano temi correlati alla salute e alla cura della persona. Un aspetto, questo, che assume oggi particolare rilevanza, a seguito dell’introduzione di terapie sempre più mirate e complesse che stanno rivoluzionando i paradigmi di cura di diverse patologie, sia rare sia di grande incidenza, come quelle oncologiche.Se da un lato è fondamentale perseguire il massimo rigore scientifico nell’analisi delle fonti, nello studio e nell’incrocio dei dati e nell’elaborazione dei messaggi, dall’altro è necessario che tutti gli attori del sistema collaborino su un comune terreno di conoscenza dei temi legati al valore della salute, alla sostenibilità economica, all’innovazione scientifica e tecnologica, ai nuovi scenari della ricerca.E’ proprio con questo spirito di collaborazione e alleanza per la promozione di una informazione che sia al contempo scientificamente fondata e capace di raggiungere in modo chiaro ed efficace il cittadino, che oggi si sono confrontati i protagonisti del mondo della salute: istituzioni, cittadini, società scientifiche e professionisti della comunicazione. Stefano Vella (Presidente AIFA), Patrizia Popoli (Direttore Centro Nazionale Ricerca e Valutazione Preclinica e Clinica dei farmaci dell’Istituto Superiore di Sanità), Massimo Scaccabarozzi (Presidente di Farmindustria), Federica Castellani (Head of Medical and Health Information Service di EMA), Paola Testori Coggi (Presidente CPR, AIFA), Sonia Viale (Assessore alla Sanità della Regione Liguria) e Antonio Gaudioso (Segretario Nazionale di Cittadinanzattiva) hanno approfondito i temi della complessità e dei costi della ricerca, della valutazione e delle problematiche di accesso alle cure.A seguire, è stato sottolineato il valore dell’innovazione farmaceutica e tecnologica per la persona e per il sistema sanitario nel suo complesso nonché la valutazione dell’impatto sociale, economico e culturale delle nuove cure e delle nuove tecnologie illustrata da Pietro Derrico (Presidente della Società Italiana di Health Technology Assessment).
La lectio magistralis di Andrea Grignolio (Storico della Medicina) su etica e deontologia della comunicazione scientifica ha introdotto la parte finale del corso: un dialogo a più voci sui temi della comunicazione e della notiziabilità tra responsabili della comunicazione istituzionale (Luciano Fassari, Ministero della Salute, Mirella Taranto, Istituto Superiore di Sanità, Fabio Mazzeo, AIFA e Agostino Carloni, Farmindustria) e giornalisti esperti del settore come Stefano Marroni (Vice Dir. TG2), Daniela Minerva (Caporedattore di Repubblica) e Annalisa Manduca (RAI Radio1).

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Diamo valore alle diversità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 dicembre 2017

Università per Stranieri di PerugiaPerugia giovedì 14 dicembre, con inizio alle ore 12.00, nella Sala Goldoni di Palazzo Gallenga dell’Università per Stranieri “Diamo valore alle diversità. Pensieri, parole e azioni del progetto Openlab” è il tema che verrà trattato nell’incontro in programma. All’incontro, presentato da Giuliana Grego Bolli, prorettore dell’Università per Stranieri di Perugia, interverranno Monia Andreani, delegata Rettorale alla Disabilità e DSA; Maura Marchegiani, docente di Diritto Internazionale e Rolando Marini, docente di Sociologia dei Media. L’iniziativa, nata nell’occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità, sarà l’occasione per presentare il progetto “Open Lab” realizzato e promosso dalla Commissione per l’integrazione e il sostegno degli studenti con disabilità e DSA dell’Università per Stranieri di Perugia. Sarà infatti illustrata una serie di servizi offerti e, come casi studio, alcune esperienze di studenti. Alla giornata di approfondimento multidisciplinare sarà presente la Commissione per la disabilità e DSA: Umberto Bartoccini, Lauretta Burini, Matteo Palombaro, Valentina Severoni, Rita Stoppini.

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Immobili, il valore nei centri urbani aumenterà del 9% grazie alle auto elettriche

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 dicembre 2017

duomo-milanoMilano. Il valore degli immobili nei centri urbani aumenterà del 9% grazie alle auto elettriche. Le case del futuro saranno progettate e realizzate sempre più nel rispetto di criteri acustici e di comfort termico dell’involucro edilizio. Architetti, ingegneri e costruttori edili hanno ormai improntato la progettazione sulla qualità che garantisca elevati standard in termini di prestazioni acustiche delle strutture e dei materiali impiegati. Ma un contributo di rilievo arriverà anche dalla evoluzione delle condizioni della location, quindi dallo sviluppo dell’ecosistema in cui è inserito un fabbricato, indipendentemente dalla sua destinazione d’uso. Homstate.it, prima agenzia immobiliare online in Italia, ha realizzato una ricerca per capire se e come la diffusione delle auto elettriche potrà impattare sul mercato immobiliare. Prendendo in considerazione gli effetti delle sorgenti di rumore esterne all’edificio, sappiamo che l’acquirente di un immobile è fortemente condizionato da questo fattore. Le soluzioni più immediate per mitigare lo stress sonoro si ritrovano nel settore dei serramenti esterni ormai tecnologicamente avanzati in termini di capacità di isolamento termico-acustico, ma la componente che più di ogni altra contribuirà all’abbattimento dell’inquinamento acustico arriverà dall’esterno. Infatti, oltre ad architetture sorprendenti e, nello stesso tempo, estremamente efficaci e orientate a ridurre gli effetti delle sorgenti sonore esterne, l’innalzamento del comfort acustico sarà generato dall’incremento del numero di auto elettriche circolanti che, oltre a inquinare estremamente meno, sono caratterizzate da livelli di emissioni sonore molto contenuti rispetto ai veicoli tradizionali alimentati a combustibili fossili non rinnovabili. Secondo Gianluca Cerboni, ingegnere e data analist in Homstate.it “nei centri urbani, grazie al miglioramento delle condizioni ambientali dovuto alle auto elettriche, la richiesta di abitazioni aumenterà e il valore degli immobili crescerà del 9%”. Recenti studi europei basati su dati pubblici relativi al numero di auto elettriche vendute tra cui veicoli elettrici a batteria, veicoli elettrici con celle a combustibile e veicoli elettrici ibridi con possibilità di collegamento, hanno evidenziato un aumento della quota di mercato dallo 0,21% del 2013 allo 1,19% del 2017 a cui corrisponde un tasso di elettrificazione del parco veicoli europeo dello 0,46% di cui capofila è la Norvegia con un tasso pari allo 11,86%. Morgan Stanley ha ipotizzato un possibile sorpasso a livello globale entro il 2040 sui veicoli tradizionali con motore a combustione, indicando un aumento del 16% del mercato delle vendite di auto elettriche entro il 2030, una successiva impennata fino al 51% nel 2040 e addirittura al 69% nel 2050. Finalmente, le nostre strade, soprattutto quelle urbane di quartiere, saranno molto più silenziose e, a beneficiarne in modo diretto, saranno i valori degli immobili che subiranno una crescita importante. Così non sarà più necessario spingere all’estremo la auto elettricaprogettazione acustica di un edificio, adottando protezioni passive come barriere acustiche, forma e arredo urbano, pavimentazioni stradali fonoassorbenti, forma e requisiti delle facciate dei fabbricati, perché un’auto elettrica, con motore in funzione, non produce mediamente più di 25 decibel. Secondo l’ing. Cerboni “se analizziamo i benefici indotti su un immobile e, nello specifico, per esempio su un appartamento posizionato in una palazzina costruita a ridosso di una importante arteria viaria urbana, la presenza di una schermatura naturale come ad esempio un viale alberato di altezza superiore a 2,5 metri, la riduzione del rumore generato da una sorgente costituita da un’autovettura di cilindrata media alimentata a benzina o diesel, può arrivare fino a 7 decibel. A questa si aggiunge il fattore posizione dell’appartamento rispetto alla maglia dell’edificio, da cui derivano ulteriori attenuazioni anche nell’ordine dei 20 decibel. Nella pratica, avremo finalmente il piacere di osservare da dietro i vetri delle nostre finestre le auto circolanti nelle strade davanti casa senza percepirne il minimo rumore.” Come si tradurrà tutto ciò in termini economici e di rivalutazione degli immobili? Ivan Laffranchi, fondatore di Homstate.it (www.homstate.it) la piattaforma immobiliare per l’acquisto e vendita di case online, ritiene che “a fronte di una ripresa delle compravendite immobiliari con trend di crescita identico e inverso rispetto a quello registrato sino ad oggi, la progressione delle immatricolazioni di auto elettriche influirà molto positivamente sui prezzi degli immobili con benefici puntuali dell’aumento del prezzo di mercato”.

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Economia in nero vale 208 miliardi

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 ottobre 2017

istatCi sarebbe da sobbalzare sulla sedia a leggere i dati di Istat su quella che eufemisticamente è definita “economia non osservata”, che noi traduciamo in economia in nero. Il totale fa 208 miliardi (non milioni) per il 2015. L’evasione fiscale e contributiva, nel 2014 ammontavano a 214 miliardi (non milioni), vale a dire che non si pagano le tasse e non si fanno versamenti per le pensioni per questa cifra astronomica.I due dati, 208 e 214 miliardi, sono sfalsati di un anno e in parte sovrapponibili. Lo scorso anno sono stati evasi 11 miliardi di contributi per le pensioni.Non pagare le tasse e i contributi dovuti o ricorrere al lavoro nero, significa essere frodatori, cioè sottrattori di denaro pubblico, in poche parole ladri. Ma non erano ladri solo i politici? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Storia di pittori: volume secondo

Posted by fidest press agency su sabato, 26 agosto 2017

storia pittori2(Italian Edition) Kindle Edition. Oggi un’opera d’arte veramente degna di tale nome, cioè vitale, complessa, duratura, ha un valore nuovo che certo prima non aveva.
E’ un valore nuovo e pratico che mette in movimento capitali e dà origine a operazioni, a guadagni, a perdite.
Ogni artista dimentica sé stesso e diventa uomo d’affari quando a chi meglio offre vende ciò che dal suo intelletto ha derivato.
Come afferma Oscar Wilde nell’aforisma finale della prefazione al Doriano Gray: “L’arte è una cosa perfettamente inutile? E se tale come può spiegarsi che esista? Giacché se si può dubitare del suo vantaggio, non si può, tuttavia, dubitare che abbia un suo posto altissimo, almeno nell’impero delle illusioni insieme alla morale, all’onestà, alla felicità ecc.”
Per me credo di non essere nell’errore se attribuisco all’arte una ragione d’essere importante come forse poche altre cose, e non soltanto come “illusione”, ma nel più intimo del complesso meccanismo sociale. E’ la sintesi che tutto accoglie, colorisce, trasfigura, e che offre a noi stessi, dal più mediocre al più saggio, le nostre azioni in qualsivoglia modo esse siano espresse, trasmutando tutto in immagini di bellezza.
L’opera d’arte è l’attimo felice o la sintesi di innumerevoli atti felici che uno spirito creatore ha indelebilmente fissato nel tempo. Ogni opera d’arte è testimonianza di un periodo più o meno lungo di felicità, perché anche il dolore, il rimpianto, la nostalgia che riescono a estrinsecarsi, si tramutano in felicità. Noi percependo e ammirando l’opera d’arte, sublimiamo a quel vertice di felicità anche i nostri attimi più mediocri.
Sappiamo che una siffatta sublimazione è per noi nella lettura di quel libro, nello studio di questa immagine, nell’audizione di questa musica: non dobbiamo che isolarci, disporci all’attenzione, prepararci all’estasi. La più segreta ragione dell’influenza che l’arte può avere sugli spiriti insensibili è nel loro ridestare una scintilla che credevano sopita, perché l’arte è vita, emozione, gioia, eternità. Nulla ci può essere estraneo in ciò che è perfezione e bellezza.
L’arte ci rende partecipi di sensazioni che non abbiamo mai provato e che pur ci sentiamo in grado di provare, di esperienze che non abbiamo mai vissuto e che pur sentiamo degne di noi.
Soltanto così nella nostra monotonia quotidiana, che procede cauta e silenziosa, cupida e abile, dubbia e raminga, percepiamo un’altra vita sfrenata e giubilante, semplice e ingenua, sicura e sonora.
E’ un confronto che ci sorregge perché diventa presto desiderio e aspirazione.
L’arte compie dunque questo miracolo a prima vista incredibile. Essa ci offre la nozione della inutilità assoluta della vita e nel suo insieme ci consente di procedere rivelandoci a bagliori e a intervalli l’esistenza di un’altra realtà eternamente perseguita e altrettanto chimerica.
Per l’arte amiamo la vita, per la vita amiamo l’amore. L’arte e l’errore e il miraggio meno volgare che ci trascina nella vita, ed è proprio delle anime elette. (foto: storia pittori2)

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Una nuova strategia per la formazione sanitaria basata sul valore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 febbraio 2017

Milano. Medtronic ha annunciato oggi il lancio di Medtronic Impact, un programma di formazione rivolto a medici e personale sanitario, che interesserà l’Italia e tutta l’Europa, Medio Oriente & Africa (EMEA) e che fa parte delle iniziative dell’azienda per una Sanità basata sul Valore.Medtronic Impact introduce un approccio completamente nuovo nei confronti delle attività formative e di crescita professionale nell’area healthcare, andando oltre gli schemi tradizionali. L’obiettivo di Medtronic Impact è di offrire una formazione ampia con l’obiettivo di migliorare gli ‘esiti’ clinici dei pazienti, misurando i risultati sui benefici e sul valore generato in un’ottica di accessibilità e sostenibilità. Il programma riguarderà un ampio spettro di argomenti ed è rivolto agli operatori sanitari di tutte le discipline e specialità, con l’obiettivo di coinvolgere oltre 500.000 operatori sanitari nell’arco di 5 anni.Medtronic Impact prevede la realizzazione di percorsi formativi ad hoc, mirati al grado di preparazione e specializzazione dei “fruitori”. Si tratta di un programma diviso in più fasi, che riguarderà diverse tematiche e utilizzerà differenti metodi di training.
“Il programma Impact rappresenta un investimento importante e stabilisce uno standard assolutamente nuovo per la crescita professionale nel settore sanitario” – ha dichiarato Rob ten Hoedt, Presidente EMEA di Medtronic – “Questa nuova e ampia offerta formativa consentirà agli operatori sanitari di accrescere le proprie competenze non solo in ambito clinico ma anche su percorsi che possano sviluppare una sanità basata sul valore”.
“Medtronic Impact segna una trasformazione fondamentale e rivoluzionaria per la formazione medico sanitaria. La collaborazione tra la comunità scientifica e l’industria – dichiara Michele Perrino, Amministratore Delegato di Medtronic Italia – favorisce l’innovazione medico-scientifica. Per questo motivo sosteniamo il programma Medtronic Impact anche in Italia; vogliamo contribuire ad un miglior percorso di cura del paziente, con migliori benefici clinici ad un costo accessibile e sostenibile per il sistema sanitario”.
Medtronic Impact prevede anche una rete di collaborazioni con Centri d’eccellenza a livello internazionale. Collaborazioni che sono fondamentali per consentire agli operatori sanitari e a Medtronic di centrare i propri obiettivi formativi e che, per il momento, riguardano il Campus di Barcellona, l’IRCAD (Research Institute against Digestive Cancer) di Strasburgo, il Laboratorio Sunskill dell’Università di Stellenbosch, in Sudafrica e la Facoltà di Medicina dell’Università di Dundee in Scozia.
Medtronic Impact prevedrà anche nuove esperienze di training online ‘immersive’ a complemento del portfolio di Medtronic e sessioni face to face. Ci sarà, inoltre, un portale web a piattaforma personalizzata che consentirà ai singoli operatori sanitari di accedere a percorsi individuali, sulla base delle proprie esigenze. A questa piattaforma saranno associate tecnologie innovative quali Aule Virtuali, Realtà Aumentata e l’opportunità di osservare casi in remoto, per far vivere l’esperienza formativa come la più ricca e articolata possibile.
Medtronic Impact è un programma pluriennale, che vedrà la propria attuazione nel corso del 2017.

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Il valore della diversificazione

Posted by fidest press agency su domenica, 4 settembre 2016

Borsa Merci Telematica ItalianaA cura di Yuchen Xia, Portfolio Manager in MoneyFarm. Se, da un lato, tecnologia e trasporti stanno accorciando le distanze facendo sembrare il mondo più piccolo che in passato, dall’altro, il facile accesso ai mercati finanziari internazionali sta ampliando gli orizzonti degli investitori, per i quali si aprono nuovi scenari e relative opportunità. L’armonizzazione dei mercati finanziari internazionali e la comparsa di prodotti e soluzioni innovative, permettono agli investitori di investire in Paesi e asset class diversi, attraverso strategie di investimento molteplici.Ma come bilanciare all’interno di un portafoglio gli asset del proprio Paese con quelli di altre aree geografiche? Meglio esporsi maggiormente al mercato domestico o andare alla ricerca di opportunità anche oltreconfine?Trovare il perfetto equilibrio non è affatto semplice, in particolare quando, per paura o scarsa conoscenza, si è naturalmente portati a investire solo sul mercato domestico (fenomeno comportamentale noto sotto il nome di “home country bias”) ma non si può prescindere da una buona diversificazione, senza la quale nel lungo termine si incorre in rischi eccessivi e in rendimenti minimi.
La finanza comportamentale ha dimostrato come l’home country bias, ossia la tendenza degli investitori ad investire essenzialmente in quel che già conoscono o che è loro familiare, ha origine da diversi fattori, perlopiù legati al contesto e alle esperienze pregresse. Ad esempio, un investitore europeo potrebbe essere condizionato dal susseguirsi di notizie negative sulla scarsa trasparenza dei bilanci, sulle politiche di gestione delle imprese, gli interventi governativi poco efficaci e altre criticità tipiche dei mercati emergenti.”Senza considerare poi che molti fondi investitori istituzionali come i fondi pensione sono più propensi a investire in asset domestici, specialmente nel caso di fondi obbligazionari, visto che è il contesto economico domestico (inflazione, crescita economica, etc..) a contribuire in modo maggiore al futuro dei contribuenti del fondo”Tuttavia, le evidenze empiriche dimostrano come investire solo sul mercato domestico comporti una maggiore esposizione al rischio e rendimenti inferiori nel lungo termine. Si perdono tutti i benefici derivanti da una diversificazione globale del portafoglio e si va incontro ai rischi derivanti dall’alto livello di correlazione tra diverse asset class di uno stesso mercato.
Con un portafoglio diversificato si riesce ad attenuare la volatilità, ridurre la correlazione tra asset e contenere quindi il livello complessivo di rischiosità dell’investimento. Una buona diversificazione permette di mitigare gli effetti di eventi geopolitici o di legati ai tassi di cambio che possono avere un impatto significativo sugli investimenti.Inoltre oggigiorno, grazie alla crescita del mercato degli Etf (exchange traded funds), gli investitori possono avere accesso a mercati e ad asset class fino a poco tempo fa tropo costosi, e costruire un portafoglio ben diversificato ad un costo decisamente inferiore rispetto a quello cui si andrebbe incontro in genere con un fondo comune.Mantenersi entro i confini del mercato domestico, significherebbe invece, esporsi troppo a cicli economici più o meno favorevoli e a potenziali errori di valutazione dannosi. Basti pensare che oggi mentre i mercati azionari e obbligazionari raggiungono massimi storici, quelli dei paesi emergenti presentano prezzi molto più attrattivi rispetto alla controparte dei paesi sviluppati. Le valutazioni da fare sono quindi complesse e rischiose e, per questo, ampliare gli orizzonti dei propri investimenti può aiutare ad ottenere risultati migliori nel lungo termine.Certo la diversificazione non esclude i normali rischi correlati a qualsiasi tipo di investimento ma in un mondo sempre più interconnesso, si rivela una dei fattori più importanti per un investimento efficiente.

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Superare criticità su valore terreni

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2016

agricolturaUn’interrogazione ai ministri dell’Economia e Finanze e alle Politiche agricole e forestali per chiedere l’adozione di norme di correzione al fine di sanare alcune criticità contenute nel provvedimento relativo alla riapertura dei termini per rideterminare il valore dei terreni a destinazione agricola ed edificatoria e delle partecipazioni in società non quotate, posseduti da persone fisiche per operazioni estranee all’attività di impresa, società semplici, società ed enti ad esse equiparate.
E’ quella presentata dal deputato di Area popolare Nino Minardo, dopo essere stato sollecitato da diversi cittadini che stanno subendo effetti estremamente penalizzanti. “La Legge di Stabilità – spiega Minardo – prevede la possibilità di rideterminare i valori di acquisto dei terreni edificabili e con destinazione agricola e delle partecipazioni posseduti da persone fisiche al 1° gennaio 2016, con il pagamento di una imposta sostitutiva dell’IRPEF. Il 30 giugno 2016 rappresenta il nuovo termine entro il quale redigere e giurare la perizia di stima, nonché versare l’imposta sostitutiva o la prima rata della stessa (nel caso in cui si opti per il pagamento rateale). Un termine perentorio che penalizza il contribuente nel caso in cui, per una mera dimenticanza del termine di versamento dell’imposta sostitutiva in unica soluzione o del versamento della prima rata, subisce l’inefficacia dell’intera operazione posta in essere, con effetti estremamente penalizzanti”.Nella sua interrogazione parlamentare, Minardo chiede “l’introduzione di elementi correttivi che superino le problematiche evidenziate, tenuto conto che al versamento dell’imposta precedono tutta una serie di comportamenti preordinati alla scelta di usufruire della norma agevolativa, senza voler arrecare alcun danno all’Erario”. “E’ necessario che venga concessa al contribuente la possibilità di sanare il tardivo versamento dell’imposta avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso, entro i termini di presentazione del modello Unico che accoglie le informazioni relative alla rideterminazione dei terreni e partecipazioni. Tra l’altro, proprio con l’art.1, comma 637, della legge di Stabilità 2015, sono state riscritte le norme in materia di ravvedimento operoso, dettate dalla motivazione di una maggiore semplificazione del rapporto tra Fisco e contribuenti, incentivando la ‘compliance fiscale’, volta a ridurre gli ambiti del contenzioso tributario”.

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Cos’è e quanto vale veramente l’eCommerce B2c in Italia?

Posted by fidest press agency su sabato, 23 aprile 2016

confcommercio consumiNel 2015 il valore dell’acquistato online in Italia è stato pari a 16,6 miliardi di euro: l’eCommerce nel Belpaese ha registrato una crescita del 16% rispetto al 2014, pari a oltre 2,2 miliardi di euro, eha raggiunto una penetrazione del 4% sulle vendite retail.
Questa è l’ultima fotografia dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano, prima della nuova rilevazione sul 2016 che sarà comunicata in occasione dell’eCommerce Netcomm Forum che si terrà il 18 e il 19 maggio a Milano presso MiCo. La metodologia di Ricerca prevede la raccolta di dati attraverso interviste dirette ai primi 300 operatori dell’eCommerce B2c attivi nel nostro Paese. Il perimetro di analisi, coerentemente con quello adottato dalle principali società di Ricerca internazionali, prevede la quantificazione degli acquisti online di prodotti (Abbigliamento, Editoria, Informatica ed elettronica, Food&Grocery etc) e di servizi (Turismo, Assciurazioni e Ticketing per eventi). Vengono esclusi home banking e gioco online (betting e gambling), per via di meccanismi di acquisto e fruizione dei servizi totalmente avulsi rispetto a quelli tipici del commercio elettronico retail.I comparti che contribuiscono maggiormente alla crescita dell’eCommerce sono Turismo (+14%), Informatica ed elettronica di consumo (+21%), Abbigliamento (+19%) ed Editoria (+31%).
Nell’ambito dei servizi, il Turismo, con 7.762 milioni di euro, vale il 47% del mercato, le Assicurazioni, con 1.235 milioni di euro, il 7,5%, e gli altri servizi (Ticketing per eventi, Ricariche telefoniche, ecc.), con 893 milioni di euro, il 5,5%. Tra i comparti di prodotto spiccano invece l’Informatica ed elettronica, che, con 2.212 milioni, vale il 13% del mercato e l’Abbigliamento che, con 1.512 milioni di euro, pesa per il 9%. Troviamo poi l’Editoria (4% del mercato, pari a 593 milioni di euro).
Rilevante anche l’apporto di alcuni settori emergenti, quali Food&Grocery (2% del mercato, pari a 377 milioni di euro), Arredamento e Home living (2% del mercato, pari a 370 milioni di euro), Beauty (cosmetica e profumeria, 1% del mercato, pari a 190 milioni di euro) e Giocattoli che insieme arrivano a superare la quota 1 miliardo di euro. Gli italiani che acquistano online sono 17,7 milioni, di cui 11,1 milioni sono e-Shopper abituali (ossia che effettuano almeno 1 acquisto al mese). Con una spesa media annua di circa 1.300 euro, gli e-Shopper abituali generano il 90% del mercato eCommerce complessivo.

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