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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘valori’

Dalle ideologie ai valori

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 settembre 2022

Capitalismo, liberismo, finanza creativa, marxismo e libera idea del marxismo di Lenin ecc, sono i pezzi composti e scomposti delle ideologie che si sono imperniate nel XX secolo dopo averne elaborato il pensiero nei secoli precedenti. Ora siamo arrivati, a mio avviso, a un punto di non ritorno. Dobbiamo, quindi, andare avanti e trovare al tempo stesso un nuovo modello di società con cui convivere e far convivere i nostri nipoti e pronipoti. Nello stesso tempo il passato non si cancella con un tratto di penna perché anche i pensieri seguono il principio fisico che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, si rimodella. Oggi possiamo estrarre dal “culto delle ideologie” il “culto per i valori” e capire che se una società è cresciuta, a volte molto in fretta e in altri con forti ritardi da un contesto geofisico mondiale variamente espresso nelle sue particolarità, bisogna ora ricucire le varie correnti di pensiero e dare ad esse una risposta diversa e più articolata partendo dal presupposto che i cambiamenti non solo sono tecnologici, industriali, sociali e culturali, ma investono una sfera ben più intima e che si richiama al ruolo dell’essere umano nel suo rapporto con la natura e nel suo complesso con il pianeta Terra che lo ospita. D’altra parte, l’uomo rappresenta l’ultimo anello della catena alimentare e in tale fattispecie è la natura a richiamare la nostra attenzione sulla necessità di rispettare un limite demografico necessario per non alterare l’equilibrio che è stato, si può dire da sempre, sancito per evitare il collasso del sistema. Oggi per fare un esempio pratico stiamo andando verso la stagione nella quale trovare un lavoro diventa un privilegio di pochi, così come l’istruzione universale invece di elevare culturalmente le popolazioni le deprime poiché non offre allo studio un adeguato corrispettivo lavorativo. Sono, a ben considerare, due aspetti dirompenti che da soli potrebbero provocare cadute rovinose nei rapporti sociali e negli equilibri istituzionali delle nazioni. Per non parlare d’altro, ovviamente. E queste cose non sono, purtroppo, rinviabili. È bene farsene una ragione. (Riccardo Alfonso)

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I processi alla base della catena del valore dell’eCommerce

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2022

Il contesto altamente volubile degli ultimi due anni ha generato una modifica profonda del terreno in cui l’eCommerce era solito operare. La pandemia prima e l’instabilità geo-politica poi, con il conseguente rincaro delle materie prime e dei beni energetici, hanno favorito un ripensamento dei processi alla base della catena del valore dell’eCommerce B2c. “Sono due gli obiettivi principali che muovono questa trasformazione” dichiara Valentina Pontiggia, Direttrice dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano. “Il primo consiste nel riuscire a cogliere e soddisfare le nuove esigenze del mercato, poiché i consumatori che navigano da più tempo online sono cambiati (non solo per la pandemia), e poiché sono nati nuovi web shopper, appartenenti a categorie di generazioni, come la Gen Z e i Boomer, che hanno una relazione con la tecnologia molto diversa; il secondo obiettivo è legato al supporto della crescita dell’eCommerce in modo sostenibile, non soltanto dal punto di vista economico”. Queste alcune delle evidenze emerse dall’ultima ricerca presentata dall’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano durante l’evento “La catena del valore dell’eCommerce B2c: innovare per crescere”. Come conseguenza, tutti i principali merchant sono al lavoro sull’intera catena del valore (marketing, tecnologia, pagamenti, logistica, customer care) per migliorare i ricavi, ma soprattutto per contenere i costi con obiettivi di breve, medio e lungo termine.“Il ripensamento dei processi si traduce nell’implementazione di soluzioni tecnologiche in grado di abilitare un modello di commercio omnicanale” conclude Valentina Pontiggia. “I merchant non possono prescindere da un processo di trasformazione e integrazione dell’infrastruttura di back-end che coinvolge a 360 gradi le attività di gestione di un’iniziativa eCommerce: dalla raccolta e utilizzo del dato (CDP), fino alla gestione delle informazioni (PIM, DAM) e degli ordini (OMS)”.

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Saldi: Unc, sconti in risalita ma sotto valori pre-pandemia

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 gennaio 2022

Saldi al via nella maggior parte delle regioni, con sconti buoni, in risalita rispetto a quelli praticati nel 2021, sia in inverno che in estate, ma molto inferiori a quelli pre-pandemia del gennaio 2020.E’ quanto emerge dallo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha analizzato i ribassi effettivamente praticati dai commercianti negli ultimi anni secondo le rilevazioni Istat. L’Abbigliamento (Indumenti + Accessori) quest’anno registrerà un abbassamento medio dei prezzi del 19,2%, in aumento rispetto al 18,5% del gennaio 2021, +0,7 punti percentuali, anche se nettamente inferiori rispetto all’ultimo dato pre-crisi del gennaio 2020, quando lo sconto si era attestato al 22,5%, ben 3,3 punti percentuali in più. Il record della convenienza spetta agli Indumenti, che con una riduzione del 20,7% rappresentano la voce più scontata, +0,8 punti sui precedenti saldi invernali, ma ben sotto ai valori pre-Covid, quando si raggiunse il 24,8%, uno scarto record di 4,1 punti. Le Calzature segneranno un ribasso del 19,2%, +1,2 punti rispetto all’inverno 2021.Nel complesso, per Abbigliamento e calzature lo sconto sarà del 19,4%, superiore nel confronto con il 18,5% del gennaio 2021, ma inferiore all’ultimo dato pre-crisi, 22,7%.La diminuzione minore del prezzo, come sempre, spetta agli accessori (guanti, cravatte, cinture…), con una flessione dei listini del 10,4%.”I commercianti hanno deciso di alzare gli sconti praticati rispetto allo scorso inverno, ma siamo ben lontani dai valori pre-pandemia. La crisi, insomma, che ha colpito anche loro, li ha indotti a contenere i ribassi rispetto al passato, nel tentativo di rifarsi delle perdite. Ma non è in questo modo che si incentivano gli acquisti, specie in una situazione nella quale il decollo dell’inflazione e la stangata da 1008 euro per i soli rialzi delle bollette di luce e gas sta producendo effetti deleteri sugli acquisti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “I dati Istat, comunque, confermano che gli sconti pubblicizzati in vetrina, 70% e 50%, sono farlocchi e che l’abitudine di far lievitare il prezzo vecchio è ancora diffusa. Per questo suggeriamo di guardare sempre al prezzo effettivo da pagare e di non farsi incantare da ribassi improbabili” conclude Dona.

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Sport: sì a modello basato sui valori UE e no a “competizioni separatiste”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2021

Con 597 voti a favore, 36 contrari e 55 astensioni, i deputati chiedono un forte impegno per allineare la cultura sportiva europea con i principi UE principi di solidarietà, sostenibilità, inclusività per tutti, competizione aperta, merito sportivo ed equità. Inoltre, il Parlamento si oppone fermamente alle “competizioni separatiste” che minano questi principi e mettono in pericolo la stabilità dell’intero ecosistema sportivo.I deputati vogliono che si trovi un equilibrio tra gli interessi commerciali dello sport professionale e le sue funzioni sociali, rafforzando i legami fra gli sport di base e quelli ad alto livello. Inoltre, chiedono una maggiore ridistribuzione finanziaria tra lo sport professionistico e quello di base e propongono la creazione di un meccanismo di solidarietà da parte delle federazioni sportive per garantire un adeguato finanziamento dello sport a livello amatorialeIl Parlamento vuole che la Commissione e i Paesi europei facciano del loro meglio per incoraggiare l’attività fisica tra i cittadini dell’UE, soprattutto i giovani di tutte le estrazioni, aumentando il numero di ore di educazione fisica nelle scuole e facendo leva su modelli di riferimento e ambasciatori dello sport.I deputati intendono anche affrontare le molestie nello sport e la disuguaglianza di genere, in particolare in materia di retribuzioni, e la pari rappresentanza nei consigli di amministrazione delle organizzazioni sportive, ed esortano i media europei a prevedere una maggiore copertura per una gamma più ampia di sport, in particolare gli sport femminili e giovanili.Il testo approvato invita anche a tutelare i minori dalla discriminazione, dalle molestie e da ogni forma di abuso nello sport, anche offrendo l’accesso a mezzi di ricorso, tra cui consulenze legali e una tutela tempestiva.Inoltre, secondo il Parlamento le federazioni sportive nazionali dovrebbero progredire verso l’equiparazione dei compensi corrisposti agli atleti e alle atlete, seguendo l’esempio della federazione calcistica irlandese (FAI).La risoluzione esorta le autorità pubbliche, le federazioni e le organizzazioni sportive a rispettare i diritti umani e i principi democratici in tutte le loro azioni, in particolare nell’assegnare lo status di paese o città ospitante per le grandi manifestazioni sportive e nella scelta degli sponsor. I deputati insistono sul fatto che non si dovrebbero più scegliere paesi in cui tali diritti e valori fondamentali sono ripetutamente violati come sedi per ospitare grandi manifestazioni sportive.

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Giancarlo Elia Valori al 56° Annual Award dell’Appeal of Conscience Foundation

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2021

Al 56° Annual Award dell’Appeal of Conscience Foundation è Giancarlo Elia Valori l’unico ospite italiano a prendervi parte. Tra i Manager italiani più apprezzati al mondo, accademico di altissimo livello, abile nel tessere amicizie e solide cooperazioni con Capi di Stato, dirigenti di eminentissimo profilo internazionale, il Professor Giancarlo Elia Valori, anche quest’anno, prenderà parte al prestogioso evento, tra gli ospiti d’onore del Rabbino Arthur Schneier.Appeal of Conscience Foundation.L’Appeal of Conscience Foundation è una istituzione innovativa, fondata e guidata dal 1965 dal Rabbino Arthur Schneier per stabilire una virtuosa coalizione di leader internazionali su temi interreligiosi, religiosi e di politica estera, sostenere il principio “vivi e lascia vivere” e affrontare le questioni relative ai diritti umani, alla libertà religiosa.Seguirà il conferimento al Dr. Albert Bourla, Presidente e Amministratore Delegato di Pfizer, per il supporto energico nella lotta alla pandemia da Covid-19 e l’impegno instancabile a servizio dell’umanità intera. Il Professor Valori vanta un’amicizia consolidata negli anni con il Rabbino Arthur Schneier, artefice di quest’organismo internazionalmente riconosciuto anche presso le Nazioni Unite. Diplomatico di alto rango e profondo conoscitore dell’arte delle relazioni internazionali, il Professor Valori conosce da anni Henry Kissinger, Presidente onorario della Fondazione, come pure numerose personalità di spicco dell’alta finanza mondiale e di altri importanti contesti internazionali.L’invito giunto al Professor Giancarlo Elia Valori testimonia la grande considerazione che egli gode a livello internazionale e rappresenta un riconoscimento per il suo ruolo di protagonista nel dialogo e nella cooperazione tra Paesi diversi. Giancarlo Elia Valori, già Presidente di Autostrade per l’Italia è ora Presidente di International World Group

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“Italia dei valori” ritorna sulla scena politica nazionale?

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2021

«Da ex dirigente ed avvocato del partito “Italia dei Valori” in un momento così particolarmente critico per il nostro Paese auspico il ritorno di Italia dei Valori sulla scena politica» dichiara l’avvocato Sergio Scicchitano.«Insieme a quanti dei Cinque Stelle non condividano la linea del partito di Grillo —prosegue il professore— possiamo costituire un gruppo di rilievo e dare un contributo importante nei ranghi dell’opposizione facendoci portatori ed interpreti di interessi ed idee non omologati e non omologabili nell’attuale maggioranza».«Se poi come mi auguro Antonio Di Pietro dovesse e potesse condividere questa iniziativa con i dissidenti dei Cinque Stelle sono certo che il nostro contributo potrà diventare davvero importante» conclude Sergio Scicchitano, già presidente della Commissione Antiusura della Federazione Internazionale dei Diritti dell’Uomo nel 2001 e dal 2002 Delegato per la Tutela dei Diritti dei Consumatori e degli Utenti su nomina dell’allora sindaco di Roma Walter Veltroni.Dal 2003 al 2011 Scicchitano è stato inoltre liquidatore giudiziale di Federconsorzi, il più grande crack finanziario dal dopoguerra ad oggi. Nel 2011 venne nominato difensore degli eredi esclusi dalla successione Faac di Bologna, il cui valore viene certificato in oltre un miliardo di euro: il caso ereditario più importante d’Italia.Già candidato al Senato per la lista di Italia dei Valori, Sergio Scicchitano ha ricevuto numerosi incarichi di partito ed è stato presidente del Collegio Nazionale dei Probiviri di IDV. Quando Antonio Di Pietro è poi divenuto ministro, Sergio Scicchitano ha assunto svariati incarichi di nomina pubblica, includendo quello di presidente di Lazio Service, la società “in house” della Regione Lazio che sotto la sua presidenza stabilizzò oltre mille dipendenti fino ad allora precari. (fonte: AJ-Com.Net)

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I valori europei devono prevalere anche in stato di emergenza pubblica

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2020

I deputati hanno sottolineato il “rischio di abuso di potere” e hanno invitato la Commissione ad intensificare gli sforzi, anche attraverso azioni legali ove necessario.Il PE ha adottato venerdì una risoluzione che fa il punto sullo stato dei valori democratici europei nel contesto delle misure nazionali adottate per affrontare la pandemia COVID-19.La risoluzione non legislativa è stata approvata con 496 voti favorevoli, 138 contrari e 49 astensioni.Durante il dibattito di giovedì con il Commissario per la Giustizia, Didier Reynders, quasi tutti i deputati intervenuti hanno espresso preoccupazione per i diritti dei cittadini e dei gruppi vulnerabili in diversi paesi UE in cui sono state adottate delle misure di emergenza.Nel testo, il PE sottolinea che le misure di emergenza rappresentano un “rischio di abuso di potere” e che sono soggette “a tre condizioni generali, ovvero la necessità, la proporzionalità in senso stretto e la temporaneità” quando hanno effetti sullo Stato di diritto, sulla democrazia e sul rispetto dei diritti fondamentali. I governi nazionali sono invitati “a non abusare dei poteri di emergenza per approvare norme non legate agli obiettivi dell’emergenza sanitaria di COVID-19”.Inoltre, i deputati chiedono ai Paesi UE di: • porre fine allo “stato di emergenza” o definire chiaramente la delega dei poteri ai loro esecutivi e • garantire un efficace controllo parlamentare e giudiziario; • astenersi dall’utilizzare il divieto di manifestazione per adottare misure controverse; • astenersi dall’adottare misure che incidono profondamente sui diritti fondamentali, ad esempio sulla salute e sui diritti sessuali e riproduttivi (come il divieto di fatto all’aborto in alcuni Paesi UE), mentre le preoccupazioni per la salute pubblica non consentono un dibattito democratico e un diritto alla protesta sicuro; • sostenere il diritto di elezioni libere ed eque, soprattutto in relazione alle modifiche della legge elettorale • garantire pari diritti ai partiti che competono per il sostegno degli elettori in materia di campagna elettorale e prendere in considerazioni forme alternative di voto; • dare prova della massima moderazione al momento di valutare la possibilità di imporre nuove restrizioni alla libertà di circolare e rispettare il diritto alla vita familiare, in particolare delle famiglie che vivono e lavorano in diversi Stati membri; • garantire il diritto all’istruzione e l’effettivo accesso all’educazione a tutti gli studenti; • garantire pienamente l’accesso alle procedure di asilo nonostante la pandemia ed evacuare immediatamente i campi nelle isole greche e trasferire i richiedenti asilo in altri paesi dell’UE, e trovare soluzioni per garantire i diritti degli imputati, valutando la possibilità di udienze online o il trasferimento in altri Stati membri dell’UE e di tutelare i diritti e la salute di tutte le persone in carcere. Infine, il PE accoglie con favore il fatto che una prima valutazione delle misure adottate dai Paesi UE in materia di COVID-19 sia inclusa nella prima relazione annuale sullo Stato di diritto e invita la Commissione a richiedere con urgenza una valutazione indipendente e globale delle misure della “prima ondata” della pandemia, e a intraprendere azioni legali ove necessario, per salvaguardare i valori fondamentali dell’UE.

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Bulgaria: PE chiede rispetto incondizionato dei valori dell’UE

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2020

Il processo di riforma costituzionale e le proposte per modificare la legge elettorale poco prima delle elezioni sono preoccupanti. I deputati chiedono alle autorità bulgare di garantire che i principi della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali “siano rispettati appieno e senza condizioni”. Nella risoluzione non legislativa, adottata giovedì con 358 voti favorevoli, 227 contrari e 56 astensioni, i deputati esprimono il loro “inequivocabile sostegno alle legittime richieste del popolo della Bulgaria e alle aspirazioni che esso nutre in materia di giustizia, trasparenza, assunzione di responsabilità e democrazia”. Inoltre, condannano “l’intervento violento e sproporzionato della polizia”, in particolare per il presunto uso della forza contro donne, minori e giornalisti, così come “gli audit illeciti ed eccessivi” nelle imprese private che sostengono le proteste.lo stato dei diritti fondamentali, ad esempio per quanto riguarda le espressioni di odio, la discriminazione sessuale e di genere, i diritti di Rom e richiedenti asilo.I deputati condannano le campagne diffamatorie e le violenze contro i giornalisti e si dicono profondamente preoccupati dal deterioramento della libertà dei media, della trasparenza e della mancanza di diversità nella proprietà dei media. Temono che i fondi dell’UE vengano assegnati in via preferenziale ai mezzi di comunicazione favorevoli al governo.Inoltre, è necessario che il governo bulgaro garantisca un controllo più rigoroso delle modalità di spesa dei fondi dell’Unione e affronti immediatamente i sospetti secondo cui il denaro dei contribuenti viene utilizzato per arricchire i circoli vicini al partito al potere. Le proteste in Bulgaria sono scoppiate il 9 luglio, con manifestanti che chiedevano le dimissioni del Primo ministro Boyko Borissov e del procuratore capo Ivan Geshev, sulla base delle accuse di corruzione e di appropriazione dello Stato.

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Spazi verdi e valori immobiliari: la vicinanza a un parco vale fino al 12% in più

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2020

Vivere nelle immediate vicinanze di uno spazio verde urbano migliora la qualità della vita degli abitanti, soprattutto nelle grandi città. Ma qual è l’impatto sul valore delle case? Secondo uno studio di Immobiliare.it, in collaborazione con Realitycs, società digitale leader nel settore delle valutazioni immobiliari, le variazioni dei prezzi sono visibili anche nel raggio di poche centinaia di metri. Prendendo lo stesso immobile infatti il suo valore aumenta man mano che la posizione è più vicina allo spazio verde: a livello nazionale una casa che si trova a 100 metri da un parco vale il 4% in più rispetto alla stessa collocata a un chilometro di distanza.Le differenze di valore che si riscontrano a seconda della vicinanza a uno spazio verde urbano cambiano da città a città. Il record della crescita dei prezzi per gli immobili in vendita si è registrato a Catania, dove una casa a 100 metri dal verde urbano vale l’11,7% in più rispetto a una di pari caratteristiche che si trova a un chilometro. Anche a Genova e Roma possedere un immobile a 100 metri da un’area verde accresce il valore, rispettivamente dell’8% e del 7,9% rispetto a quelle distanti un chilometro.Fra le grandi città, Milano, insieme a Bari, è quella in cui si sono riscontrate le variazioni di prezzo più basse negli immobili vicini agli spazi verdi urbani. Nel capoluogo meneghino lo stesso immobile posto a 500 metri da un parco vale l’1,6% in più rispetto a un altro posizionato a un chilometro, aumento che sale al 2,6% nel caso di una vicinanza di 100 metri. Non distanti le variazioni nel capoluogo pugliese (+1% a 500 metri e +2,1% a 100 metri sempre rispetto a un immobile di pari caratteristiche posto a un chilometro dal parco).Chi ha deciso di mettere in vendita la sua casa a 100 metri da uno degli spazi verdi urbani di Napoli potrà contare su un prezzo mediamente superiore del 5,6% rispetto a chi ne possiede una a un chilometro di distanza. A Venezia, per lo stesso confronto, la differenza di prezzo ammonta al 4,7%. A Torino, ultima città presa in considerazione nello studio, un immobile posto a 100 metri da un parco verde urbano vale il 3,7% in più rispetto a uno di pari caratteristiche lontano un chilometro.

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Dalle ideologie ai valori

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2020

Capitalismo, liberismo, finanza creativa, marxismo e libera idea del marxismo di Lenin ecc, sono i pezzi composti e scomposti delle ideologie che si sono imperniate nel XX secolo dopo averne elaborato il pensiero nei secoli precedenti. Ora siamo arrivati, a mio avviso, a un punto di non ritorno. Dobbiamo, quindi, andare avanti e trovare al tempo stesso un nuovo modello di società con cui convivere e far convivere i nostri nipoti e pronipoti.Nello stesso tempo il passato non si cancella con un tratto di penna perché anche i pensieri seguono il principio fisico che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, si rimodella.Oggi possiamo estrarre dal “culto delle ideologie” il “culto per i valori” e capire che se una società è cresciuta, a volte molto in fretta e in altri con forti ritardi da un contesto geofisico mondiale variamente espresso nelle sue particolarità, bisogna ora ricucire le varie correnti di pensiero e dare ad esse una risposta diversa e più articolata partendo dal presupposto che i cambiamenti non solo sono tecnologici, industriali, sociali e culturali, ma investono una sfera ben più intima e che si richiama al ruolo dell’essere umano nel suo rapporto con la natura e nel suo complesso con il pianeta Terra che lo ospita. D’altra parte, l’uomo rappresenta l’ultimo anello della catena alimentare e in tale fattispecie è la natura a richiamare la nostra attenzione sulla necessità di rispettare un limite demografico necessario per non alterare l’equilibrio che è stato, si può dire da sempre, sancito per evitare il collasso del sistema.
Oggi per fare un esempio pratico stiamo andando verso la stagione nella quale trovare un lavoro diventa un privilegio di pochi, così come l’istruzione universale invece di elevare culturalmente le popolazioni le deprime poiché non offre allo studio un adeguato corrispettivo lavorativo. Sono, a ben considerare, due aspetti dirompenti che da soli potrebbero provocare cadute rovinose nei rapporti sociali e negli equilibri istituzionali delle nazioni. Per non parlare d’altro, ovviamente. E queste cose non sono, purtroppo, rinviabili. È bene farsene una ragione. (Riccardo Alfonso)

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Esiste ancora una sinistra? E se si cosa rappresenta?

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2020

I partiti che si richiamano alla sinistra in Italia sono una galassia formata da tanti pianeti e satelliti ma senza una stella che sappia irradiare luce e calore. Ma di là della loro frammentazione resta da capire se quando oggi si parla di sinistra voglia dire ancora qualcosa o stia diventando un termine obsoleto. Se ci fermiamo alla voce del consenso elettorale, il risultato è deludente. Ciò non vuol dire che sono venuti meno i presupposti per una lotta sociale. Tutt’altro. È che i problemi rimangono e sono, a ben considerare, quelli di sempre: con una povertà diffusa, una mancata equa ridistribuzione delle risorse, lo sfruttamento nel lavoro, un utilizzo maldestro della democrazia e delle libertà civili. E allora dov’è il problema?
È che le “masse”, tra l’altro, stanno esprimendosi, rispetto al passato, con altre parole per dire la stessa cose. E la beffa sta nel fatto che a captare questo mutata forma di linguaggio è la destra, quella stessa che storicamente difendeva il capitale e il padronato e che oggi ha la virtù camaleontica di camuffarlo. Così, e non altrimenti, si spiega la copiosità dei consensi che sono riusciti ad avere sia il capo della Lega Matteo Salvini sia Giorgia Meloni con Fratelli d’Italia, tanto da catturare anche quella fascia della sinistra da sempre ancorata ai suoi tradizionali valori. A questo punto la sinistra italiana è andata, già da alcuni anni, convincendosi che per imprimere una svolta decisiva, a questo perverso andazzo, fosse necessaria la presenza, tra le sue fila, di un leader carismatico capace di catturare l’attenzione popolare e cominciò a percorrere la strada imboccata un tempo da Diogene di Sinope che la leggenda vuole uscisse di giorno con una lanterna e alla domanda su cosa stesse facendo rispose: “Cerco l’uomo”. Nel frattempo, la destra avanza e la sinistra ondeggia. E finisce con il farsi male da sola affidandosi ai soliti pifferai che suonano bene e razzolano male. Ecco perché la parola “sinistra” diventa “sinistra” nel suo termine più tragico. E di speranza a volte si muore. (Riccardo Alfonso)

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Commercio: i dati delle vendite al dettaglio tornano a valori negativi

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

Sono stati appena pubblicati dall’Istat i dati relativi al commercio al dettaglio, che ad ottobre risulta in diminuzione del -0,2%. L’Istituto di Statistica sottolinea in oltre come la flessione sia stata rilevata sia in termine di valore che in termine di volume. Considerando che il mese scorso è stato registrato un timido aumento delle vendite ma nei mesi precedenti il trend è stato negativo, i dati odierni rappresentano l’ennesima dimostrazione delle condizioni critiche e instabili in cui continua a versare la nostra economia. Anche il Censis, nella presentazione del Rapporto, ha sottolineato quanto la sensazione di costante incertezza sia presente nella società e nell’opinione pubblica e di quanto lo stress derivante da questo stesso sentimento influisca negativamente nella vita degli individui. Se da una parte le famiglie hanno accolto con sollievo il fatto che sia stato scongelato l’aumento dell’IVA, dall’altro attendono di ricevere concreti benefici da altre misure in via di attuazione, come il taglio del cuneo fiscale. “È evidente che bisogna fare di più al più presto. Il Paese ha bisogno che venga dato nuovo slancio al mercato occupazionale, investimenti per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione. Una strategia, questa, da cui non si può prescindere per dare avvio ad una nuova e stabile crescita.” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori.

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Turchia: tagliati 70 milioni di euro per il mancato rispetto dei valori UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 ottobre 2018

Il PE ha deciso martedì di cancellare 70 milioni di euro in fondi di preadesione destinati alla Turchia, poiché non è migliorato il rispetto dello Stato di diritto nel paese.Lo scorso novembre, durante i negoziati sul bilancio 2018, il Parlamento e il Consiglio avevano deciso di porre in riserva 70 milioni di euro in fondi di preadesione per la Turchia (70 milioni di euro in impegni e 35 milioni di euro in pagamenti), da erogare a condizione che fossero conseguiti “miglioramenti tangibili nei settori dello Stato di diritto, della democrazia, dei diritti umani e della libertà di stampa, in base alla relazione annuale della Commissione”.Tuttavia, nella relazione annuale della Commissione europea sulla Turchia, pubblicata il 17 aprile 2018, si afferma che “la Turchia si è molto allontanata dall’Unione europea, specie per quanto riguarda lo Stato di diritto, i diritti fondamentali e l’indebolimento del sistema di bilanciamento dei poteri.”. I deputati hanno perciò sottolineato come la condizione necessaria non sia stata soddisfatta.Di conseguenza, hanno sostenuto il progetto di bilancio rettificativo n. 5/2018, nel quale la Commissione propone di trasferire i 70 milioni di euro destinati alla Turchia per rafforzare lo strumento europeo di vicinato. La somma finanzierà le azioni legate alla rotta migratoria del Mediterraneo centrale, gli impegni dell’UE a favore della Siria e il potenziamento dell’aiuto umanitario (quest’ultimo con i 35 milioni di euro in pagamenti).

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Dalle ideologie ai valori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 settembre 2018

Capitalismo, liberismo, finanza creativa, marxismo e libera idea del marxismo di Lenin ecc, sono i pezzi composti e scomposti delle ideologie che si sono imperniate nel XX secolo dopo averne elaborato il pensiero nei secoli precedenti. Ora siamo arrivati, a mio avviso, a un punto di non ritorno. Dobbiamo, quindi, andare avanti e trovare al tempo stesso un nuovo modello di società con cui convivere e far convivere i nostri nipoti e pronipoti.
Nello stesso tempo il passato non si cancella con un tratto di penna perché anche i pensieri seguono il principio fisico che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, si rimodella.
Oggi possiamo estrarre dal “culto delle ideologie” il “culto per i valori” e capire che se una società è cresciuta, a volte molto in fretta e in altri con forti ritardi da un contesto geofisico mondiale variamente espresso nelle sue particolarità, bisogna ora ricucire le varie correnti di pensiero e dare ad esse una risposta diversa e più articolata partendo dal presupposto che i cambiamenti non solo sono tecnologici, industriali, sociali e culturali, ma investono una sfera ben più intima e che si richiama al ruolo dell’essere umano nel suo rapporto con la natura e nel suo complesso con il pianeta Terra che lo ospita.
D’altra parte l’uomo rappresenta l’ultimo anello della catena alimentare e in tale fattispecie è la natura a richiamare la nostra attenzione sulla necessità di rispettare un limite demografico necessario per non alterare l’equilibrio che è stato, si può dire da sempre, sancito per evitare il collasso del sistema.
Oggi per fare un esempio pratico stiamo andando verso la stagione nella quale trovare un lavoro diventa un privilegio di pochi, così come l’istruzione universale invece di elevare cultural-mente le popolazioni le deprime poiché non offre allo studio un adeguato corrispettivo lavorativo.
Sono, a ben considerare, due aspetti dirompenti che da soli potrebbero provocare cadute rovinose nei rapporti sociali e negli equilibri istituzionali delle nazioni. Per non parlare d’altro, ovviamente. E queste cose non sono, purtroppo, rinviabili. E’ bene farsene una ragione. (Servizio Fidest)

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I BRICS e l’uso delle monete nazionali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 aprile 2018

Da anni i paesi del BRICS stanno sperimentando l’utilizzo delle loro monete nazionali nei commerci e negli accordi interni all’alleanza e anche con altri paesi emergenti. L’accordo più clamoroso è quello siglato in renminbi e in rubli per la grandissima fornitura di gas russo alla Cina per l’equivalente di circa 400 miliardi di dollari. Il sistema monetario internazionale basato sul dollaro è sempre più criticato. Spesso le economie emergenti hanno sofferto per le ricadute destabilizzanti delle politiche monetarie americane che hanno provocato bolle finanziarie e speculative.
Recentemente un gruppo di economisti dei BRICS ha presentato un dettagliato studio “Use of national currencies in International settlements. Experience of the BRICS countries” pubblicato dall’Istituto Russo di Studi Strategici (RISS).Fino al 2016 il volume del commercio estero della Cina era fatto per il 22% in renminbi, quello della Russia in rubli era del 20%. Le altre monete BRICS sono ancora molto lontane da questi valori. Per quanto riguarda il totale dei movimenti interbancari internazionali, la moneta cinese rappresenta solo l’1,68%, il rand del Sudafrica lo 0,38% e il rublo russo lo 0,25%.
Si potrebbe dire che sono cifre poco significative, ma si tenga presente che 10 anni fa nessuno nel mondo occidentale immaginava situazioni simili. Ciò rafforza la richiesta di superare il dollaro quale moneta di riferimento, con un paniere di monete.Intanto il Fondo Monetario internazionale ha dovuto rivedere le suo quote di controllo riconoscendo il peso maggiore della Cina. Da ottobre 2016 anche il renminbi fa parte del paniere di monete dei diritti speciali di prelieivo (dsp), la moneta di conto e di riserva del Fmi. La Cina ha dovuto affrontare un processo di svalutazione della sua valuta e la sfida della contrapposizione tra l’apertura dei movimenti dei capitali e la stabilità finanziaria interna.
Anche la Russia ha rimosso quasi tutte le restrizioni sulle transazioni in rubli dei non residenti. Però ciò non ha ancora portato a un allargamento dell’uso internazionale del rublo. Forse perché il mercato finanziario russo è ancora poco sviluppato. L’India, per il momento, si è limitata a sviluppare un mercato obbligazionario off shore denominato in rupie con lo scopo di ridurre il fabbisogno di dollari per pagare gli interessi sui suoi debiti esteri. Interessante è il caso del Brasile che dal 2009 ha creato un sistema dei pagamenti regionale, il Sistema de Pagamentos em Moeda Local, usando le monete nazionali dei paesi coinvolti, quali l’Argentina e l’Uruguay. Il Sudafrica, che ha un mercato finanziario più avanzato rispetto agli altri paesi BRICS, ha però un’economia troppo dipendente dalle sue materie prime, per cui tenta di diversificarla per rendere il rand protagonista del sistema monetario internazionale. Johannesburg nel 2018, con la sua presidenza del BRICS, intende promuovere lo sviluppo dell’intero continente africano e, quindi, dare maggior impulso alla sua moneta nazionale nei commerci con gli altri paesi dell’Africa. Certo è che l’utilizzo delle monete nazionali nei regolamenti internazionali presume una transizione complicata. Di fato i BRICS sono ai loro primi passi e sono consapevoli dei rischi insiti nell’internazionalizzazione delle loro monete.
Ma, nonostante le innegabili difficoltà di muoversi in un campo dominato da potenti forze economiche e politiche, essi puntano a creare gli strumenti di una reale politica multilaterale per dare alle monete locali un ruolo sempre maggiore anche nei mercati finanziari.
C’è da chiedersi: i Paesi europei e l’Unione europea dove si collocano in questo processo? Continueranno a essere succubi del dollaro o vorranno riconoscere che i loro interessi potranno essere meglio tutelati in un mondo multipolare? (Mario Lettieri già sottosegretario di Stato e Paolo Raimondi economista)

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Dalle ideologie ai valori

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 marzo 2018

Capitalismo, liberismo, finanza creativa, marxismo e libera idea del marxismo di Lenin ecc, sono i pezzi composti e scomposti delle ideologie che si sono imperniate nel XX secolo dopo averne elaborato il pensiero nei secoli precedenti. Ora siamo arrivati, a mio avviso, a un punto di non ritorno. Dobbiamo, quindi, andare avanti e trovare al tempo stesso un nuovo modello di società con cui convivere e far convivere i nostri nipoti e pronipoti.
Nello stesso tempo il passato non si cancella con un tratto di penna perché anche i pensieri seguono il principio fisico che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, si rimodella. Oggi possiamo estrarre dal “culto delle ideologie” il “culto per i valori” e capire che se una società è cresciuta, a volte molto in fretta e in altri con forti ritardi da un contesto geofisico mondiale variamente espresso nelle sue particolarità, bisogna ora ricucire le varie correnti di pensiero e dare ad esse una risposta diversa e più articolata partendo dal presupposto che i cambiamenti non solo sono tecnologici, industriali, sociali e culturali, ma investono una sfera ben più intima e che si richiama al ruolo dell’essere umano nel suo rapporto con la natura e nel suo complesso con il pianeta Terra che lo ospita.
D’altra parte l’uomo rappresenta l’ultimo anello della catena alimentare e in tale fattispecie è la natura a richiamare la nostra attenzione sulla necessità di rispettare un limite demografico necessario per non alterare l’equilibrio che è stato, si può dire da sempre, sancito per evitare il collasso del sistema.
Oggi per fare un esempio pratico stiamo andando verso la stagione nella quale trovare un lavoro diventa un privilegio di pochi, così come l’istruzione universale invece di elevare culturalmente le popolazioni le deprime poiché non offre allo studio un adeguato corrispettivo lavorativo.
Sono, a ben considerare, due aspetti dirompenti che da soli potrebbero provocare cadute rovinose nei rapporti sociali e negli equilibri istituzionali delle nazioni. Per non parlare d’altro, ovviamente. E queste cose non sono, purtroppo, rinviabili. E’ bene farsene una ragione. (Riccardo Alfonso)

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Per la prossima legislatura: difendere la famiglia naturale e i valori che sono alla base della nostra società

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 gennaio 2018

album famiglia«In questi ultimi anni la famiglia e i valori etici sono stati sotto attacco come mai prima d’ora. È il motivo per il quale Fratelli d’Italia intende invertire la rotta e vuole assumersi un impegno preciso per la prossima legislatura: difendere la famiglia naturale e i valori che sono alla base della nostra società. Due le linee d’azione: avviare una rivoluzione del welfare che metta la famiglia al centro dello Stato sociale e mettere in cantiere il più imponente piano di incentivo alla natalità che si sia visto nella storia italiana per contrastare l’inverno demografico della nostra Nazione. È un impegno che si declina in proposte precise per raggiungere, nell’arco temporale della legislatura, alcuni obiettivi concreti: asilo nido gratuito per tutti; istituzione del “reddito bimbo”, ovvero un sostegno diretto di 400 euro mensili per i primi sei anni di vita di ogni bambino che si estendono fino a 18 anni solo dal secondo figlio; introduzione del quoziente familiare in ambito fiscale; deducibilità del costo del lavoro domestico; congedo parentale coperto all’80% fino ai sei anni di età del bambino; incentivi alle aziende che assumono donne in età fertile; progressiva eliminazione dell’IVA sui prodotti dell’infanzia come i pannolini; intervento sul prezzo del latte in polvere. Provvedimenti significativi e importanti che Fratelli d’Italia vuole finanziare con un programma organico e complessivo di revisione dell’intero welfare nazionale, che passi attraverso scelte coraggiose e orientate al bene comune».Lo scrive il presidente e candidato premier di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un editoriale pubblicato dal quotidiano “Avvenire”.

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Misuriamoci sui valori

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 ottobre 2017

gentiloniOggi è solo una questione di leadership? Dovremmo sfogliare la margherita tra D’Alema e Renzi o Paolo Gentiloni e Di Maio o ancora Enrico Letta o Berlusconi? oppure continuare a fare nomi dalla Meloni a Salvini? E’ questa la vera ragione del contendere? E i contenuti dove li mettiamo? Ma a molti non manca la percezione che si possa trattare di un’armata Brancaleone, pronta a sfaldarsi alla prima raffica di vento. Diverso sarebbe il discorso se i vari personaggi citati o altri dell’ultima ora prima di incrociare i guantoni sul ring mostrassero al popolo degli elettori un programma e su quello costruire la figura di un uomo o di una donna capaci di non menarci come sempre il can per l’aia. Per il programma dovremmo renderci fautori di un nuovo concept della società per essere certi che i valori fondanti possano essere garantiti a “prescindere”. Ma quali possono essere questi valori? E’ presto detto. Noi abbiamo reso sacro il diritto alla vita e noi aggiungiamo un’altra sacralità: il diritto a vivere. E come si può se noi non assicuriamo a tutti i nuovi venuti il diritto all’assistenza, ad alimentarsi, allo studio, al lavoro e ad avere un tetto sotto di cui ripararsi? Le altre cose possono essere degli optional, bene se vi sono ma non necessariamente. E’ questo l’impegno “sacro e irrinunciabile” che le generazioni esistenti devono garantire ai nuovi venuti indipendentemente da chi ha dato loro i natali e in quale regione del mondo si trovino. Se è questo il biglietto d’ingresso alla vita per vivere dignitosamente la limitazione delle nascite è subordinata alla nostra capacità di assicurare il poi al nascituro. E le risorse? Incominciamo a chiederci quanto si spende nel mondo nel guerreggiare, nell’esercitare la violenza, nel commercio delle droghe e nell’impegno spesso vano di contrastarne il commercio, nel permettere che il 20% della popolazione mondiale possa beneficiare dell’80% delle risorse esistenti mentre il restante 80% deve accontentarsi dei resti e gli effetti si vedono senza andare molto lontani dalle nostre città con le bidonville, i quartieri degradati, la povertà diffusa nella quale non vi è diritto d’accesso all’assistenza, alla casa, ad alimentarsi, ad avere un lavoro ecc. E questo dovrebbe essere un messaggio vincente sia per l’idea di una nuova evangelizzazione degli spiriti così come dovrebbe esserlo per la materia, tra il confessionale e il laico. (Riccardo Alfonso)

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Dalle ideologie ai valori

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 settembre 2017

leninCapitalismo, liberismo, finanza creativa, marxismo e libera idea del marxismo di Lenin ecc, sono i pezzi composti e scomposti delle ideologie che si sono imperniate nel XX secolo dopo averne elaborato il pensiero nei secoli precedenti. Ora siamo arrivati, a mio avviso, a un punto di non ritorno.
Dobbiamo, quindi, andare avanti e trovare al tempo stesso un nuovo modello di società con cui convivere e far convivere i nostri nipoti e pronipoti.
Nello stesso tempo il passato non si cancella con un tratto di penna perché anche i pensieri seguono il principio fisico che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, si rimodella.
Oggi possiamo estrarre dal “culto delle ideologie” il “culto per i valori” e capire che se una società è cresciuta, a volte molto in fretta e in altri con forti ritardi da un contesto geofisico mondiale variamente espresso nelle sue particolarità, bisogna ora ricucire le varie correnti di pensiero e dare ad esse una risposta diversa e più articolata partendo dal presupposto che i cambiamenti non solo sono tecnologici, industriali, sociali e culturali, ma investono una sfera ben più intima e che si richiama al ruolo dell’essere umano nel suo rapporto con la natura e nel suo complesso con il pianeta Terra che lo ospita. D’altra parte l’uomo rappresenta l’ultimo anello della catena alimentare e in tale fattispecie è la natura a richiamare la nostra attenzione sulla necessità di rispettare un limite demografico necessario per non alterare l’equilibrio che è stato, si può dire da sempre, sancito per evitare il collasso del sistema.
Oggi per fare un esempio pratico stiamo andando verso la stagione nella quale trovare un lavoro diventa un privilegio di pochi, così come l’istruzione universale invece di elevare culturalmente le popolazioni le deprime poiché non offre allo studio un adeguato corrispettivo lavorativo.
Sono, a ben considerare, due aspetti dirompenti che da soli potrebbero provocare cadute rovinose nei rapporti sociali e negli equilibri istituzionali delle nazioni. Per non parlare d’altro, ovviamente. E queste cose non sono, purtroppo, rinviabili. E’ bene farsene una ragione. (Riccardo Alfonso)

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Dalle ideologie ai valori

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

leninCapitalismo, liberismo, finanza creativa, marxismo e libera idea del marxismo di Lenin ecc, sono i pezzi composti e scomposti delle ideologie che si sono imperniate nel XX secolo dopo averne elaborato il pensiero nei secoli precedenti. Ora siamo arrivati, a mio avviso, ad un punto di non ritorno. Dobbiamo andare avanti e trovare al tempo stesso un nuovo modello di società con cui convivere e far convivere i nostri nipoti e pronipoti. Nello stesso tempo il passato non si cancella con un tratto di penna perchè anche i pensieri seguono il principio fisico che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, si rimodella.
Oggi possiamo estrarre dal “culto delle ideologie” il “culto per i valori” e capire che se una società è cresciuta, a volte molto in fretta e in altri con forti ritardi da un contesto geofisico mondiale varaimente espresso nelle sue particolarità, bisogna ora ricucire le varie correnti di pensiero e dare ad esse una risposta diversa e più articolata partendo dal presupposto che i cambiamenti non solo sono tecnologici, industriali, sociali e culturali, ma investono una sfera ben più intima e che si richiama al ruolo dell’essere umano nel suo rapporto con la natura e nel suo complesso con il pianeta Terra che lo ospita.
D’altra parte l’uomo rappresenta l’ultimo anello della catena alimentare e in tale fattispecie è la natura a richiamare la nostra attenzione sulla necessità di rispettare un limite demografico necessario per non alterare l’equilibrio che è stato, si può dire da sempre, sancito per evitare il collasso del sistema. Oggi per fare un esempio pratico stiamo andando verso la stagione nella quale trovare un lavoro diventa un privilegio di pochi, così come l’istruzione universale invece di elevare culturalmente le popolazioni le deprime poichè non offre allo studio un adeguato corrispettivo lavorativo. Sono, a ben cosiderare, due aspetti dirompenti che da soli potrebbero provocare cadute rovinose nei rapporti sociali e negli equilibri istituzionali delle nazioni. Per non parlare d’altro, ovviamente. E queste cose non sono, purtroppo, rinviabili. E’ bene farsene una ragione. (Riccardo Alfonso)

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