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Turchia: tagliati 70 milioni di euro per il mancato rispetto dei valori UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 ottobre 2018

Il PE ha deciso martedì di cancellare 70 milioni di euro in fondi di preadesione destinati alla Turchia, poiché non è migliorato il rispetto dello Stato di diritto nel paese.Lo scorso novembre, durante i negoziati sul bilancio 2018, il Parlamento e il Consiglio avevano deciso di porre in riserva 70 milioni di euro in fondi di preadesione per la Turchia (70 milioni di euro in impegni e 35 milioni di euro in pagamenti), da erogare a condizione che fossero conseguiti “miglioramenti tangibili nei settori dello Stato di diritto, della democrazia, dei diritti umani e della libertà di stampa, in base alla relazione annuale della Commissione”.Tuttavia, nella relazione annuale della Commissione europea sulla Turchia, pubblicata il 17 aprile 2018, si afferma che “la Turchia si è molto allontanata dall’Unione europea, specie per quanto riguarda lo Stato di diritto, i diritti fondamentali e l’indebolimento del sistema di bilanciamento dei poteri.”. I deputati hanno perciò sottolineato come la condizione necessaria non sia stata soddisfatta.Di conseguenza, hanno sostenuto il progetto di bilancio rettificativo n. 5/2018, nel quale la Commissione propone di trasferire i 70 milioni di euro destinati alla Turchia per rafforzare lo strumento europeo di vicinato. La somma finanzierà le azioni legate alla rotta migratoria del Mediterraneo centrale, gli impegni dell’UE a favore della Siria e il potenziamento dell’aiuto umanitario (quest’ultimo con i 35 milioni di euro in pagamenti).

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Dalle ideologie ai valori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 settembre 2018

Capitalismo, liberismo, finanza creativa, marxismo e libera idea del marxismo di Lenin ecc, sono i pezzi composti e scomposti delle ideologie che si sono imperniate nel XX secolo dopo averne elaborato il pensiero nei secoli precedenti. Ora siamo arrivati, a mio avviso, a un punto di non ritorno. Dobbiamo, quindi, andare avanti e trovare al tempo stesso un nuovo modello di società con cui convivere e far convivere i nostri nipoti e pronipoti.
Nello stesso tempo il passato non si cancella con un tratto di penna perché anche i pensieri seguono il principio fisico che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, si rimodella.
Oggi possiamo estrarre dal “culto delle ideologie” il “culto per i valori” e capire che se una società è cresciuta, a volte molto in fretta e in altri con forti ritardi da un contesto geofisico mondiale variamente espresso nelle sue particolarità, bisogna ora ricucire le varie correnti di pensiero e dare ad esse una risposta diversa e più articolata partendo dal presupposto che i cambiamenti non solo sono tecnologici, industriali, sociali e culturali, ma investono una sfera ben più intima e che si richiama al ruolo dell’essere umano nel suo rapporto con la natura e nel suo complesso con il pianeta Terra che lo ospita.
D’altra parte l’uomo rappresenta l’ultimo anello della catena alimentare e in tale fattispecie è la natura a richiamare la nostra attenzione sulla necessità di rispettare un limite demografico necessario per non alterare l’equilibrio che è stato, si può dire da sempre, sancito per evitare il collasso del sistema.
Oggi per fare un esempio pratico stiamo andando verso la stagione nella quale trovare un lavoro diventa un privilegio di pochi, così come l’istruzione universale invece di elevare cultural-mente le popolazioni le deprime poiché non offre allo studio un adeguato corrispettivo lavorativo.
Sono, a ben considerare, due aspetti dirompenti che da soli potrebbero provocare cadute rovinose nei rapporti sociali e negli equilibri istituzionali delle nazioni. Per non parlare d’altro, ovviamente. E queste cose non sono, purtroppo, rinviabili. E’ bene farsene una ragione. (Servizio Fidest)

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I BRICS e l’uso delle monete nazionali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 aprile 2018

Da anni i paesi del BRICS stanno sperimentando l’utilizzo delle loro monete nazionali nei commerci e negli accordi interni all’alleanza e anche con altri paesi emergenti. L’accordo più clamoroso è quello siglato in renminbi e in rubli per la grandissima fornitura di gas russo alla Cina per l’equivalente di circa 400 miliardi di dollari. Il sistema monetario internazionale basato sul dollaro è sempre più criticato. Spesso le economie emergenti hanno sofferto per le ricadute destabilizzanti delle politiche monetarie americane che hanno provocato bolle finanziarie e speculative.
Recentemente un gruppo di economisti dei BRICS ha presentato un dettagliato studio “Use of national currencies in International settlements. Experience of the BRICS countries” pubblicato dall’Istituto Russo di Studi Strategici (RISS).Fino al 2016 il volume del commercio estero della Cina era fatto per il 22% in renminbi, quello della Russia in rubli era del 20%. Le altre monete BRICS sono ancora molto lontane da questi valori. Per quanto riguarda il totale dei movimenti interbancari internazionali, la moneta cinese rappresenta solo l’1,68%, il rand del Sudafrica lo 0,38% e il rublo russo lo 0,25%.
Si potrebbe dire che sono cifre poco significative, ma si tenga presente che 10 anni fa nessuno nel mondo occidentale immaginava situazioni simili. Ciò rafforza la richiesta di superare il dollaro quale moneta di riferimento, con un paniere di monete.Intanto il Fondo Monetario internazionale ha dovuto rivedere le suo quote di controllo riconoscendo il peso maggiore della Cina. Da ottobre 2016 anche il renminbi fa parte del paniere di monete dei diritti speciali di prelieivo (dsp), la moneta di conto e di riserva del Fmi. La Cina ha dovuto affrontare un processo di svalutazione della sua valuta e la sfida della contrapposizione tra l’apertura dei movimenti dei capitali e la stabilità finanziaria interna.
Anche la Russia ha rimosso quasi tutte le restrizioni sulle transazioni in rubli dei non residenti. Però ciò non ha ancora portato a un allargamento dell’uso internazionale del rublo. Forse perché il mercato finanziario russo è ancora poco sviluppato. L’India, per il momento, si è limitata a sviluppare un mercato obbligazionario off shore denominato in rupie con lo scopo di ridurre il fabbisogno di dollari per pagare gli interessi sui suoi debiti esteri. Interessante è il caso del Brasile che dal 2009 ha creato un sistema dei pagamenti regionale, il Sistema de Pagamentos em Moeda Local, usando le monete nazionali dei paesi coinvolti, quali l’Argentina e l’Uruguay. Il Sudafrica, che ha un mercato finanziario più avanzato rispetto agli altri paesi BRICS, ha però un’economia troppo dipendente dalle sue materie prime, per cui tenta di diversificarla per rendere il rand protagonista del sistema monetario internazionale. Johannesburg nel 2018, con la sua presidenza del BRICS, intende promuovere lo sviluppo dell’intero continente africano e, quindi, dare maggior impulso alla sua moneta nazionale nei commerci con gli altri paesi dell’Africa. Certo è che l’utilizzo delle monete nazionali nei regolamenti internazionali presume una transizione complicata. Di fato i BRICS sono ai loro primi passi e sono consapevoli dei rischi insiti nell’internazionalizzazione delle loro monete.
Ma, nonostante le innegabili difficoltà di muoversi in un campo dominato da potenti forze economiche e politiche, essi puntano a creare gli strumenti di una reale politica multilaterale per dare alle monete locali un ruolo sempre maggiore anche nei mercati finanziari.
C’è da chiedersi: i Paesi europei e l’Unione europea dove si collocano in questo processo? Continueranno a essere succubi del dollaro o vorranno riconoscere che i loro interessi potranno essere meglio tutelati in un mondo multipolare? (Mario Lettieri già sottosegretario di Stato e Paolo Raimondi economista)

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Dalle ideologie ai valori

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 marzo 2018

Capitalismo, liberismo, finanza creativa, marxismo e libera idea del marxismo di Lenin ecc, sono i pezzi composti e scomposti delle ideologie che si sono imperniate nel XX secolo dopo averne elaborato il pensiero nei secoli precedenti. Ora siamo arrivati, a mio avviso, a un punto di non ritorno. Dobbiamo, quindi, andare avanti e trovare al tempo stesso un nuovo modello di società con cui convivere e far convivere i nostri nipoti e pronipoti.
Nello stesso tempo il passato non si cancella con un tratto di penna perché anche i pensieri seguono il principio fisico che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, si rimodella. Oggi possiamo estrarre dal “culto delle ideologie” il “culto per i valori” e capire che se una società è cresciuta, a volte molto in fretta e in altri con forti ritardi da un contesto geofisico mondiale variamente espresso nelle sue particolarità, bisogna ora ricucire le varie correnti di pensiero e dare ad esse una risposta diversa e più articolata partendo dal presupposto che i cambiamenti non solo sono tecnologici, industriali, sociali e culturali, ma investono una sfera ben più intima e che si richiama al ruolo dell’essere umano nel suo rapporto con la natura e nel suo complesso con il pianeta Terra che lo ospita.
D’altra parte l’uomo rappresenta l’ultimo anello della catena alimentare e in tale fattispecie è la natura a richiamare la nostra attenzione sulla necessità di rispettare un limite demografico necessario per non alterare l’equilibrio che è stato, si può dire da sempre, sancito per evitare il collasso del sistema.
Oggi per fare un esempio pratico stiamo andando verso la stagione nella quale trovare un lavoro diventa un privilegio di pochi, così come l’istruzione universale invece di elevare culturalmente le popolazioni le deprime poiché non offre allo studio un adeguato corrispettivo lavorativo.
Sono, a ben considerare, due aspetti dirompenti che da soli potrebbero provocare cadute rovinose nei rapporti sociali e negli equilibri istituzionali delle nazioni. Per non parlare d’altro, ovviamente. E queste cose non sono, purtroppo, rinviabili. E’ bene farsene una ragione. (Riccardo Alfonso)

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Per la prossima legislatura: difendere la famiglia naturale e i valori che sono alla base della nostra società

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 gennaio 2018

album famiglia«In questi ultimi anni la famiglia e i valori etici sono stati sotto attacco come mai prima d’ora. È il motivo per il quale Fratelli d’Italia intende invertire la rotta e vuole assumersi un impegno preciso per la prossima legislatura: difendere la famiglia naturale e i valori che sono alla base della nostra società. Due le linee d’azione: avviare una rivoluzione del welfare che metta la famiglia al centro dello Stato sociale e mettere in cantiere il più imponente piano di incentivo alla natalità che si sia visto nella storia italiana per contrastare l’inverno demografico della nostra Nazione. È un impegno che si declina in proposte precise per raggiungere, nell’arco temporale della legislatura, alcuni obiettivi concreti: asilo nido gratuito per tutti; istituzione del “reddito bimbo”, ovvero un sostegno diretto di 400 euro mensili per i primi sei anni di vita di ogni bambino che si estendono fino a 18 anni solo dal secondo figlio; introduzione del quoziente familiare in ambito fiscale; deducibilità del costo del lavoro domestico; congedo parentale coperto all’80% fino ai sei anni di età del bambino; incentivi alle aziende che assumono donne in età fertile; progressiva eliminazione dell’IVA sui prodotti dell’infanzia come i pannolini; intervento sul prezzo del latte in polvere. Provvedimenti significativi e importanti che Fratelli d’Italia vuole finanziare con un programma organico e complessivo di revisione dell’intero welfare nazionale, che passi attraverso scelte coraggiose e orientate al bene comune».Lo scrive il presidente e candidato premier di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un editoriale pubblicato dal quotidiano “Avvenire”.

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Misuriamoci sui valori

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 ottobre 2017

gentiloniOggi è solo una questione di leadership? Dovremmo sfogliare la margherita tra D’Alema e Renzi o Paolo Gentiloni e Di Maio o ancora Enrico Letta o Berlusconi? oppure continuare a fare nomi dalla Meloni a Salvini? E’ questa la vera ragione del contendere? E i contenuti dove li mettiamo? Ma a molti non manca la percezione che si possa trattare di un’armata Brancaleone, pronta a sfaldarsi alla prima raffica di vento. Diverso sarebbe il discorso se i vari personaggi citati o altri dell’ultima ora prima di incrociare i guantoni sul ring mostrassero al popolo degli elettori un programma e su quello costruire la figura di un uomo o di una donna capaci di non menarci come sempre il can per l’aia. Per il programma dovremmo renderci fautori di un nuovo concept della società per essere certi che i valori fondanti possano essere garantiti a “prescindere”. Ma quali possono essere questi valori? E’ presto detto. Noi abbiamo reso sacro il diritto alla vita e noi aggiungiamo un’altra sacralità: il diritto a vivere. E come si può se noi non assicuriamo a tutti i nuovi venuti il diritto all’assistenza, ad alimentarsi, allo studio, al lavoro e ad avere un tetto sotto di cui ripararsi? Le altre cose possono essere degli optional, bene se vi sono ma non necessariamente. E’ questo l’impegno “sacro e irrinunciabile” che le generazioni esistenti devono garantire ai nuovi venuti indipendentemente da chi ha dato loro i natali e in quale regione del mondo si trovino. Se è questo il biglietto d’ingresso alla vita per vivere dignitosamente la limitazione delle nascite è subordinata alla nostra capacità di assicurare il poi al nascituro. E le risorse? Incominciamo a chiederci quanto si spende nel mondo nel guerreggiare, nell’esercitare la violenza, nel commercio delle droghe e nell’impegno spesso vano di contrastarne il commercio, nel permettere che il 20% della popolazione mondiale possa beneficiare dell’80% delle risorse esistenti mentre il restante 80% deve accontentarsi dei resti e gli effetti si vedono senza andare molto lontani dalle nostre città con le bidonville, i quartieri degradati, la povertà diffusa nella quale non vi è diritto d’accesso all’assistenza, alla casa, ad alimentarsi, ad avere un lavoro ecc. E questo dovrebbe essere un messaggio vincente sia per l’idea di una nuova evangelizzazione degli spiriti così come dovrebbe esserlo per la materia, tra il confessionale e il laico. (Riccardo Alfonso)

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Dalle ideologie ai valori

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 settembre 2017

leninCapitalismo, liberismo, finanza creativa, marxismo e libera idea del marxismo di Lenin ecc, sono i pezzi composti e scomposti delle ideologie che si sono imperniate nel XX secolo dopo averne elaborato il pensiero nei secoli precedenti. Ora siamo arrivati, a mio avviso, a un punto di non ritorno.
Dobbiamo, quindi, andare avanti e trovare al tempo stesso un nuovo modello di società con cui convivere e far convivere i nostri nipoti e pronipoti.
Nello stesso tempo il passato non si cancella con un tratto di penna perché anche i pensieri seguono il principio fisico che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, si rimodella.
Oggi possiamo estrarre dal “culto delle ideologie” il “culto per i valori” e capire che se una società è cresciuta, a volte molto in fretta e in altri con forti ritardi da un contesto geofisico mondiale variamente espresso nelle sue particolarità, bisogna ora ricucire le varie correnti di pensiero e dare ad esse una risposta diversa e più articolata partendo dal presupposto che i cambiamenti non solo sono tecnologici, industriali, sociali e culturali, ma investono una sfera ben più intima e che si richiama al ruolo dell’essere umano nel suo rapporto con la natura e nel suo complesso con il pianeta Terra che lo ospita. D’altra parte l’uomo rappresenta l’ultimo anello della catena alimentare e in tale fattispecie è la natura a richiamare la nostra attenzione sulla necessità di rispettare un limite demografico necessario per non alterare l’equilibrio che è stato, si può dire da sempre, sancito per evitare il collasso del sistema.
Oggi per fare un esempio pratico stiamo andando verso la stagione nella quale trovare un lavoro diventa un privilegio di pochi, così come l’istruzione universale invece di elevare culturalmente le popolazioni le deprime poiché non offre allo studio un adeguato corrispettivo lavorativo.
Sono, a ben considerare, due aspetti dirompenti che da soli potrebbero provocare cadute rovinose nei rapporti sociali e negli equilibri istituzionali delle nazioni. Per non parlare d’altro, ovviamente. E queste cose non sono, purtroppo, rinviabili. E’ bene farsene una ragione. (Riccardo Alfonso)

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Dalle ideologie ai valori

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

leninCapitalismo, liberismo, finanza creativa, marxismo e libera idea del marxismo di Lenin ecc, sono i pezzi composti e scomposti delle ideologie che si sono imperniate nel XX secolo dopo averne elaborato il pensiero nei secoli precedenti. Ora siamo arrivati, a mio avviso, ad un punto di non ritorno. Dobbiamo andare avanti e trovare al tempo stesso un nuovo modello di società con cui convivere e far convivere i nostri nipoti e pronipoti. Nello stesso tempo il passato non si cancella con un tratto di penna perchè anche i pensieri seguono il principio fisico che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, si rimodella.
Oggi possiamo estrarre dal “culto delle ideologie” il “culto per i valori” e capire che se una società è cresciuta, a volte molto in fretta e in altri con forti ritardi da un contesto geofisico mondiale varaimente espresso nelle sue particolarità, bisogna ora ricucire le varie correnti di pensiero e dare ad esse una risposta diversa e più articolata partendo dal presupposto che i cambiamenti non solo sono tecnologici, industriali, sociali e culturali, ma investono una sfera ben più intima e che si richiama al ruolo dell’essere umano nel suo rapporto con la natura e nel suo complesso con il pianeta Terra che lo ospita.
D’altra parte l’uomo rappresenta l’ultimo anello della catena alimentare e in tale fattispecie è la natura a richiamare la nostra attenzione sulla necessità di rispettare un limite demografico necessario per non alterare l’equilibrio che è stato, si può dire da sempre, sancito per evitare il collasso del sistema. Oggi per fare un esempio pratico stiamo andando verso la stagione nella quale trovare un lavoro diventa un privilegio di pochi, così come l’istruzione universale invece di elevare culturalmente le popolazioni le deprime poichè non offre allo studio un adeguato corrispettivo lavorativo. Sono, a ben cosiderare, due aspetti dirompenti che da soli potrebbero provocare cadute rovinose nei rapporti sociali e negli equilibri istituzionali delle nazioni. Per non parlare d’altro, ovviamente. E queste cose non sono, purtroppo, rinviabili. E’ bene farsene una ragione. (Riccardo Alfonso)

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La caduta dei valori e le miserie umane

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 agosto 2017

bomba atomicaLa domanda ricorrente che mi pongo è se l’attuale classe politica italiana, per non parlare di quella internazionale, è all’altezza delle sfide che ci attendono o, come temo, vive nella mediocrità e nel periodo più oscuro della sua storia. A tratti mi appaiono interessanti nel momento in cui preannunciano le lotte che vanno intraprese e ci indicano gli strumenti per agire. Ma è solo una pia illusione. Non riescono ad andare oltre le parole e si guardano bene di concretizzare con i fatti le loro intuizioni e alla fine si spengono come un fuoco fatuo. Il loro “vuoto” riesce a riempirsi solo di vacuità, di particolari insignificanti. Sono capaci solo ad offendere e ad offendersi usando le parolacce come se si trattasse di una droga per stordirsi e sfuggire dalla realtà. La grande spinta libertaria che è nata e prosperata tra il XIX e il XX secolo, pur al cospetto di innumerevoli contraddizioni, di martiri, di genocidi, di immani distruzioni, non ci ha dato altri frutti se non quelli della nostra codardia, venalità, doppiezza, avidità. Stiamo sistematicamente distruggendo l’ecosistema per trenta miseri denari. Stiamo animando focolai di guerra ovunque nel mondo per assicurarci il controllo delle fonti energetiche. Stiamo selezionando la specie tra ricchi e poveri, tra neri e bianchi, tra opposti credi religiosi e fanatismi di ogni genere. Abbiamo creato nazioni “mostro” dove si vive per il denaro e la ricchezza e si disprezza la povertà come se si trattasse di una brutta e invalidante malattia. E l’Italia e i politici italiani stanno dentro questa palude maleodorante e viscida e non trovano di meglio che sbranarsi tra loro pensando di essere in buona compagnia tra i grandi della terra. E’ tempo che un uomo si alzi e dica: basta. Basta costruire armi di distruzione di massa. Basta rincorrere la ricchezza per adornare le proprie ambizioni. Basta disquisire sul sesso degli angeli. Basta generare odi razziali, faide intergenerazionali e di genere. Basta odiare, uccidere e essere uccisi. Basta crogiolarsi alla fiamma dei buoni propositi, delle magiche parole che ci parlano di libertà e di giustizia, di democrazia e di civiltà evolute se non siamo conseguenti. Se non ci fermiamo per tempo, se non costruiamo una nuova forma di pensiero-guida, se non generiamo esseri umani saggi e avveduti, apriamo la strada a un collasso del sistema, alla sua inevitabile degenerazione, al suo imbarbarimento. Siamo diventati tanti orfani di un padre che ci ha abbandonati. Lo abbiamo ucciso noi con le nostre debolezze e nequizie. Ecco come mi appare nel riflesso internazionale la classe politica italiana: una nullità nelle infinite nullità. Perché non ci scuotiamo? Perché ci autodistruggiamo? Forse perché il nostro tempo è finito. Siamo giunti al capolinea. Dopo aver toccato e raschiato il fondo avremo la forza per risalire la china? Ai posteri, se vi saranno, l’ardua sentenza. (Riccardo Alfonso direttore Centro studi sociali e politici della Fidest da “Lezioni di politica”)

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“Il futuro dell’Europa: un’Unione efficace e basata su valori”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 giugno 2017

europa-261011-cBruxelles. Frans Timmermans, il primo Vicepresidente della Commissione europea, in presenza della Vicepresidente del Parlamento Europeo Mairead McGuinness, ha ospitato una riunione ad alto livello con quattordici rappresentanti di organizzazioni filosofiche e non confessionali provenienti da tutta Europa.
L’ottava riunione annuale ad alto livello, dedicata al tema “Il futuro dell’Europa: un’Unione efficace e basata su valori”, fa parte del dialogo in corso con le chiese, le comunità religiose e le organizzazioni filosofiche e non confessionali previsto dall’articolo 17 del trattato di Lisbona.
Frans Timmermans, primo Vicepresidente della Commissione, ha dichiarato: «L’Europa si trova in un momento cruciale e, a mio parere, il nostro compito fondamentale è dare ascolto alle organizzazioni che rappresentano i nostri cittadini, indipendentemente dalla loro fede o dalle loro convinzioni. La Commissione vuole cogliere questa opportunità unica per discutere sulla direzione futura dell’Unione europea. I nostri valori comuni europei devono rimanere il fondamento delle nostre scelte future; stiamo svolgendo ampie consultazioni su come ancorare effettivamente le future politiche ai valori che condividiamo. Il dialogo con le religioni, le chiese e le organizzazioni non confessionali è un elemento importante di questo processo.»
La riunione ad alto livello rappresenta un’occasione per discutere in modo approfondito e per affrontare le questioni dei valori e della governance. L’attuale discussione sul futuro dell’Europa solleva una serie di interrogativi circa il modo di rendere l’Europa più efficace, più democratica e più pertinente. I partecipanti hanno inoltre affrontato la dimensione sociale dell’Europa, con particolare riguardo ai principi sociali di base da promuovere a livello europeo e al miglior modo per affrontare il problema. Le organizzazioni partecipanti sono state invitate a collaborare con la Commissione nel corso di tutto il processo di riflessione sul futuro dell’Europa, per trasmettere i punti di vista delle organizzazioni che rappresentano e per continuare a incoraggiare il dibattito sulle idee emerse nel corso della riunione odierna.
Il 7 novembre 2017 si svolgerà la riunione annuale della Commissione con i leader religiosi sul futuro dell’Europa.
Il 1º marzo 2017 la Commissione europea ha adottato un Libro bianco sul futuro dell’Europa (IP/17/385), il cui obiettivo è incoraggiare il dibattito su come fare in modo che l’UE possa tutelare, difendere e responsabilizzare tutti i suoi cittadini.Il Libro bianco segna l’inizio di un processo in cui l’UE a 27 deciderà il suo futuro. Per stimolare la discussione la Commissione europea ospiterà, insieme al Parlamento europeo e agli Stati membri interessati, una serie di dibattiti sul futuro dell’Europa che avranno luogo in varie città e regioni del continente. La Commissione ha inoltre alimentato il dibattito con una serie di documenti di riflessione che definiscono cinque questioni problematiche per l’UE di qui al 2025. Quattro sono i documenti di riflessione già adottati: sullo sviluppo della dimensione sociale dell’Europa (26 aprile), sulla gestione della globalizzazione (10 maggio), sull’approfondimento dell’Unione economica e monetaria (31 maggio) e sul futuro della difesa dell’Europa (7 giugno). Seguirà un documento di riflessione sul futuro delle finanze dell’UE, che sarà adottato il 28 giugno.
Il discorso del Presidente Juncker sullo stato dell’Unione del settembre 2017 porterà avanti queste idee e le prime conclusioni potranno essere tratte dal Consiglio europeo del dicembre 2017. In questo modo sarà agevolata la scelta di una linea d’azione da attuare in tempo per le elezioni del Parlamento europeo del 2019.

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“Trasmettere i valori di generazione in generazione”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 settembre 2016

università europea romaRoma domenica 2 ottobre 2016, alle 17,00, nella sede dell’Università Europea di Roma e dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (APRA) in via degli Aldobrandeschi 190 si terrà un incontro, organizzato da “Crescere in Famiglia” su “Trasmettere i valori di generazione in generazione”. Interverrà Guido Traversa, Professore di Filosofia morale all’Università Europea di Roma e coordinatore accademico e docente del Master in consulenza filosofica e antropologia esistenziale dell’APRA.
L’incontro, con ingresso libero, fa parte delle attività della Settimana della Famiglia 2016, promossa dal Forum delle Associazioni Familiari del Lazio insieme al Vicariato, Centro per la Pastorale della Famiglia della Diocesi di Roma.
Nel mondo di oggi sembra sempre più difficile riuscire a comunicare ideali e valori ai giovani. All’educazione della famiglia si aggiungono spesso i tanti messaggi lanciati dai mezzi di comunicazione: televisione, internet, social network, musica, riviste per ragazzi.
I mass media possono essere una risorsa preziosa per i giovani se ben utilizzati. Se, invece, sono utilizzati in modo non corretto, rischiano di diventare “educatori supplenti” e prendono il posto della famiglia.
I genitori, a volte, sono impegnati nel lavoro e non riescono a trascorrere tempo sufficiente con i propri figli. In molti casi sono i nonni a doversi occupare dell’educazione dei nipoti, con la loro saggezza ed esperienza.
In questo clima di difficoltà, il buon esempio dato in famiglia è quello che conta. E’ la strada più importante da percorrere, per cercare di accompagnare i giovani e trasmettere loro i valori fondamentali che sono scritti nel cuore di ogni essere umano: l’amore, la solidarietà, l’amicizia, la cultura dell’incontro, del dialogo e dell’accoglienza degli altri, come pure la sincerità, la fortezza, l’equilibrio che si possono sviluppare per farli crescere più forti e consapevoli. (cfr. il libro “Tieni la rotta”, Strumenti per educare i figli ai valori, di Pilar Varela e Lourdes Santos, Effatà Editore per Crescere in Famiglia)
L’obiettivo dell’incontro è suscitare dibattito, proporre spunti di riflessione e offrire strumenti concreti da riportare nelle proprie realtà. Di questo si parlerà nell’incontro organizzato da “Crescere in Famiglia”, in un’atmosfera amichevole da “caffè in famiglia”, con nonni, genitori e figli.

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I valori della resistenza

Posted by fidest press agency su domenica, 24 aprile 2016

i valori della resistenzaPubblichiamo così come ci è pervenuta l’immagine inviataci, senza commenti, dal sindacato di polizia Coisp. Ma una cosa da parte nostra vorremmo dire. Noi che percorriamo le strade delle città, delle loro borgate grandi e piccole, abbiamo la percezione di una involuzione dei costumi inquietante. In tutto questo andazzo ci convinciamo sempre di più, che manca l’ingrediente di base che è quello che ci consente un vivere civile sereno: il rispetto per le istituzioni e per chi le rappresenta. In questo senso diamo ragione al magistrato D’avigo che se la prende con la classe politica anche se non accettiamo che generalizzi il problema. Noi abbiamo bisogno di “esempi virtuosi” che possono provenire dalla famiglia di appartenenza ma anche dalla società civile, dalla scuola, dal come si amministra una comunità e di vederli di riflesso esaltati e citati dai media più di quanto non faccia, di certo, chi offre uno spazio eccessivo agli abusi e alle prevaricazioni. In tutto questo vi è anche un aspetto che non va sottaciuto. Noi abbiamo dimenticato che accanto al diritto alla vita vi è quello altrettanto importante a vivere. Per questa circostanza cosa facciamo di concreto per assicurare a tutti l’istruzione, un tetto sotto cui ripararsi dalle intemperie, la sicurezza, un’adeguata assistenza sanitaria, un lavoro e una vecchiaia serena? Poco o nulla, di certo, se ci imbattiamo con la povertà dei singoli e delle famiglie, con lo spingere tanta gente ad emigrare per elemosinare un tozzo di pane, se esaltiamo l’avere umiliando l’essere. (Centro studi politici della Fidest)

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Crollo dei valori o nuovi diritti?

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2015

oropa santuariomarta cartablaSantuario d’Oropa (Biella) Sabato 26 settembre, alle ore 21, sarà ospite della Fondazione “Le Vie della Parola” Marta Cartabia, Vicepresidente della Corte Costituzionale, con la Lectio Magistralis “Crollo dei valori o nuovi diritti? Basta cambiare le leggi per cambiare l’uomo?”.La lectio magistralis tratterà della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Per cogliere le caratteristiche di questa “età dei nuovi diritti”, si partirà dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, proprio perché essa sta diventando un’autorità capace di irradiare i suoi effetti capillarmente in tutto il continente: la fecondazione assistita, il matrimonio omosessuale, sono alcune delle questioni più controverse e dibattute.
L’assolutizzazione e la moltiplicazione dei diritti non sono soltanto due fenomeni casualmente concomitanti, ma sono entrambi espressione di una medesima concezione dell’uomo e del suo vivere sociale. Marta Cartabia, nel 2011, all’età di 48 anni, è stata scelta dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per ricoprire il prestigioso incarico di giudice della Corte Costituzionale, terza donna nella storia e tra i più giovani membri della Consulta di sempre.

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Livello istruzione in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2015

istruzione in italiaIn occasione del ritorno sui banchi, Qlik®, leader nella Visual Analytics, presenta alcuni dati interessanti sul livello di istruzione in Italia e negli altri Paesi Europei. L’app “Quanto sei Europeo?”, fornisce una panoramica completa su somiglianze e differenze europee nei vari ambiti, prendendo in considerazione le informazioni relative a qualifiche, percorsi formativi, stipendi, etc.Per esempio:
Nel nostro Paese, dove gli anni di studio in media si aggirano intorno ai 17, il 63% della popolazione ha frequentato la scuola secondaria, mentre solo il 13% ha conseguito la laurea. Quest’ultimo dato risulta essere di molto inferiore rispetto alla media europea, che registra una percentuale di laureati del 25%.L’app analizza anche il rapporto tra gli anni trascorsi sui libri e il livello di soddisfazione personale (da 1 a 10). In Italia (17 anni di studio) il livello di soddisfazione è 6, mentre nei Paesi nordici, in cui il numero di laureati è nettamente più alto, la soddisfazione supera il livello 7.Qlik analizza e confronta anche i salari medi e le ore lavorate in Europa. Da qui emerge che, spesso e volentieri, più è il tempo passato al lavoro e più è basso il livello degli stipendi. Quando invece le ore di lavoro diminuiscono, sono gli stipendi a salire. Per esempio, in Grecia dove si lavorano ben 41,9 ore ogni settimana, lo stipendio nnuale ammonta a soli 17.000€; mentre nei Paesi Bassi con sole 30 ore si raggiunge uno stipendio di 36.600€. L’Italia, dove lavorano circa 37 ore per uno stipendio di 24.500€, non si discosta molto dai dati medi europei che registrano quasi 38 ore e uno stipendio di 26.000€. (foto: istruzione in italia)

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Richiamo di Abraham Skorka alla politica: «Prioritario stabilire i valori verso cui guidare le persone»

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2015

sant'egidioTIRANA – «La politica non è la mera arte di organizzare e governare le masse; è principalmente e prioritariamente l’atto di stabilire i valori e gli ideali verso cui vengono guidate le persone». E’ questo il richiamo il rabbino argentino Abraham Skorka che è intervenuto all’Incontro Internazionale «La Pace è sempre possibile», organizzato a Tirana dalla Comunità di Sant’Egidio.
Il rabbino ha sottolineato il rapporto tra religione e politica, invitando ad evitare ogni commistione e parlando di «ruolo profetico» che gli uomini di fede possono avere. Gli esponenti delle religioni – ha spiegato – «dovrebbero fungere da coscienza dei leader politici», ponendo con forza le questioni che riguardano la giustizia e la pace. Dovrebbero fare – ha continuato – «come gli antichi profeti d’Israele: portare la tradizione religiosa ad avere un’influenza sulle questioni attuali».
Skorka ha poi ricordato che il suo amico Bergoglio, ai tempi in cui era arcivescovo di Buenos Aires, usava sempre un linguaggio profetico: «l’allora arcivescovo ha sofferto più di una volta per la sua audacia spirituale, ma non ha mai cambiato il suo stile».

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“Valori identitari e imprenditorialità”

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2013

Si è chiuso con profitto il Corso di perfezionamento post laurea “Valori identitari e imprenditorialità” organizzato dall’Università di Udine e riservato a 12 discendenti di emigranti friulani in Sudamerica. La quarta edizione ha visto la collaborazione, oltre che della Fondazione Crup, anche della Cciaa di Udine, dell’Ente Friuli nel Mondo, dell’Associazione piccole e medie imprese di Udine, dell’Accademia Italiana della Cucina del Fvg, di Turismo Fvg e dell’Associazione Cooperative Friulane di Udine. A tal proposito, il presidente Flavio Sialino ha sottolineato: «Fin dalla sua prima edizione il mondo della cooperazione ha riconosciuto nell’iniziativa un importante momento di confronto con friulani di terza, quarta o successive generazioni, che mantengono le radici culturali originarie, ma che vivono immersi in contesti sociali diversi. Non solo un confronto culturale, ma anche un momento per proporre la reciproca conoscenza sulle eccellenze economiche e produttive dei rispettivi Paesi. Non va dimenticato – ha aggiunto Sialino -, che questi 12 corsisti saranno sicuramente i migliori ambasciatori del Made in Friuli nei loro Paesi di provenienza, come già sta succedendo con i partecipanti alle edizioni precedenti, che mantengono ancora stretti rapporti con i responsabili del Corso».L’Associazione Cooperative Friulane ha fatto conoscere ai corsisti non solo un modello societario, quello cooperativo, assai peculiare e con una forte capacità di intercettare l’esigenza di fare impresa, coniugandola con il rispetto di valori di solidarietà, sussidiarietà e mutualità. Ma è stata anche in grado di far conoscere meglio le produzioni della cooperazione, in particolare quelle agroalimentari, che rendono la nostra economia così sviluppata e apprezzata. Sialino si è auspicato che l’esperienza possa continuare pure in futuro, formando ancora giovani in grado di far propri i valori dell’imprenditoria friulana, che tanti successi ha ottenuto nel mondo, ed esportarli oltre oceano.Nel chiudere il percorso formativo, Sialino ha ringraziato le cooperative e i consorzi che, in questa edizione del Corso, hanno dato la disponibilità a ospitare i giovani e a seguirli nei loro studi: Bio-Res., Vettori Ultramondo, Sant’Angela Merici, Consorzio di Bonifica Bassa Friulana e Consorzio di Bonifica Ledra Tagliamento.

 

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L’Ungheria deve rispettare i valori dell’Unione europea

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 luglio 2013

Le autorità ungheresi devono rapidamente porre rimedio alle violazioni dei valori fondamentali dell’UE, hanno dichiarato mercoledì i deputati. Nel caso non lo facessero, i deputati potrebbero chiedere al Consiglio dell’UE di determinare, ai sensi dell’articolo 7.1 del Trattato UE, se esiste un evidente rischio di violazione grave. I deputati chiedono inoltre la creazione di un gruppo ad alto livello per verificare il rispetto dei valori dell’UE in tutti gli Stati membri.Nella risoluzione, adottata con 370 voti favorevoli, 249 voti contrari e 82 astensioni, il Parlamento sottolinea che l’Unione europea si basa su valori
fondamentali, quali il rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza e dello Stato di diritto, come sancito dall’articolo 2 della Trattato UE.”Le modifiche costituzionali in Ungheria sono sistemiche e, in generale, si allontanano dai valori europei sanciti dall’articolo 2 del trattato UE”, ha dichiarato il relatore Rui Tavares (Verdi/ALE, PT) nel dibattito di martedì. “Democrazia significa maggioranza, ma non maggioritarismo”, ha aggiunto.Il Parlamento si rammarica che il processo di elaborazione e adozione della Costituzione ungherese manchi di “trasparenza, apertura, inclusività e, in ultima analisi, della base consensuale che ci si poteva attendere in un processo costituente democratico e moderno” e deplora che i cambiamenti istituzionali “abbiano determinato un evidente indebolimento dei sistemi di equilibri istituzionali”.Il Parlamento esorta le autorità ungheresi a eliminare dalla Costituzione le disposizioni già dichiarate incostituzionali dalla Corte costituzionale, e limitare il frequente ricorso alle leggi cardinali. Chiede inoltre che siano applicate le raccomandazioni della Commissione di Venezia in Europa, al fine di garantire la più ampia partecipazione possibile di tutti i soggetti nel processo costituzionale e la piena indipendenza del potere giudiziario.Per quanto attiene poi la legislazione sui media, il Parlamento chiede che l’Ungheria ponga in essere procedure e meccanismi giuridicamente vincolanti per la nomina dei dirigenti dei mezzi d’informazione pubblici e degli organismi di regolamentazione. I deputati chiedono, inoltre, alle autorità ungheresi di “assumere finalmente le
proprie responsabilità nei confronti dei senzatetto” adottando una definizione più ampia di “famiglia” e di adoperasi maggiormente per l’integrazione delle comunità rom.La risoluzione chiede alla Conferenza dei presidenti del Parlamento (il Presidente più i leader dei gruppi politici) di “valutare l’opportunità di ricorrere ai meccanismi previsti dal trattato, anche in relazione all’articolo 7, paragrafo 1”, nel casoin cui le risposte delle autorità ungheresi risultassero “non conformi” ai valori europei. L’articolo 7.1 del Trattato consentirebbe al Consiglio dei ministri dell’UE di determinare se esiste un evidente rischio di violazione grave dei valori dell’UE.Per evitare violazioni ai valori dell’Unione europea in futuro, i deputati chiedono un “meccanismo di Copenhagen” da istituire per garantire il rispetto dei valori comuni dell’Unione europea e la continuità con i criteri di pre-adesione. Nel testo si afferma che questo meccanismo, che potrebbe assumere la forma di
una “Commissione di Copenaghen” o di un gruppo ad alto livello, sarebbe indipendente da influenze politiche ed eviterebbe qualsiasi rischio di utilizzazione di due pesi e due misure.

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Divorzio breve

Posted by fidest press agency su martedì, 22 maggio 2012

“Quella sul divorzio breve è una legge di civiltà. Da statistiche è dimostrato che solo l’1% delle coppie separate tornano sui loro passi, mentre sono moltissime quelle che vanno all’estero, dove i tempi per ottenere il divorzio sono più brevi. Italia dei Valori è favorevole ad un accorciamento dei tempi. Su temi, quali i diritti civili, il Parlamento si mostra troppe volte in ritardo” lo dichiara in una nota l’on. Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo IDV alla Camera. “Serve un approccio laico, al passo con le esigenze delle società, ispirato alla scrittura di buone leggi in favore di quei cittadini che vivono non solo le difficoltà affettive provocate dalla fine di un matrimonio, ma anche quelle burocratiche e tempi troppo lunghi della giustizia civile” spiega Borghesi. “Accorciare i tempi non significa svilire l’istituto del matrimonio, un’unione tra due persone che si basa su profondi valori. Significa semplicemente venire incontro a chi, ad esempio, intende regolarizzare nuove situazioni affettive sorte nel frattempo” conclude Borghesi

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Dalle ideologie ai valori

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

The two major economic policy makers of the US...

The two major economic policy makers of the USSR, Lenin (left) created the NEP while Stalin (right) created the planned economy (Photo credit: Wikipedia)

Capitalismo, liberismo, finanza creativa, marxismo e libera idea del marxismo di Lenin ecc, sono i pezzi composti e scomposti delle ideologie che si sono imperneate nel XX secolo dopo averne elaborato il pensiero nei secoli precedenti. Ora siamo arrivati, a mio avviso, ad un punto di non ritorno. Dobbiamo andare avanti e trovare al tempo stesso un nuovo modello di società con cui convivere e far convivere i nostri nipoti e pronipoti. Nello stesso tempo il passato non si cancella con un tratto di penna perchè anche i pensieri seguono il principio fisico che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, si rimodella.
Oggi possiamo estrarre dal “culto delle ideologie” il “culto per i valori” e capire che se una società è cresciuta, a volte molto in fretta e in altri con forti ritardi da un contesto geofisico mondiale varaimente espresso nelle sue particolarità, bisogna ora ricucire le varie correnti di pensiero e dare ad esse una risposta diversa e più articolata partendo dal presupposto che i cambiamenti non solo sono tecnologici, industriali, sociali e culturali, ma investono una sfera ben più intima e che si richiama al ruolo dell’essere umano nel suo rapporto con la natura e nel suo complesso con il pianeta Terra che lo ospita.
D’altra parte l’uomo rappresenta l’ultimo anello della catena alimentare e in tale fattispecie è la natura a richiamare la nostra attenzione sulla necessità di rispettare un limite demografico necessario per non alterare l’equilibrio che è stato, si può dire da sempre, sancito per evitare il collasso del sistema. Oggi per fare un esempio pratico stiamo andando verso la stagione nella quale trovare un lavoro diventa un privilegio di pochi, così come l’istruzione universale invece di elevare culturalmente le popolazioni le deprime poichè non offre allo studio un adeguato corrispettivo lavorativo. Sono, a ben cosiderare, due aspetti dirompenti che da soli potrebbero provocare cadute rovinose nei rapporti sociali e negli equilibri istituzionali delle nazioni. Per non parlare d’altro, ovviamente. E queste cose non sono, purtroppo, rinviabili. E’ bene farsene una ragione. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Normativa sull’immigrazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2012

Lo Sportello dei Diritti lancia l’ennesima denuncia contro le discriminazioni e l’inefficienza degli apparati pubblici di controllo: <<Lo sapevate che da ben 13 anni esiste una norma – l’articolo 10, ultimo comma, del DPR 394/1999 (Regolamento di attuazione del testo unico sull’immigrazione)
che obbliga tutti gli alberghi e, più in generale, tutte le strutture ricettive a dotarsi di una trascrizione delle norme sull’immigrazione nelle lingue italiano, francese, inglese, spagnolo e arabo da mettere a disposizione dei cittadini stranieri? Si tratta evidentemente di una norma di grande civiltà – spiega Giovanni componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” – perché idonea a mettere gli stranieri in viaggio o che soggiornano in Italia in condizione di conoscere veramente e concretamente (e non solo attraverso la astratta e un pò ipocrita presunzione di conoscenza della legge sancito dall’art. 5 del codice penale) i loro diritti ed i loro doveri, in modo che non incorrano in spiacevoli inconvenienti (ad esempio, l’espulsione od il rimpatrio coatto) dovuti all’ignoranza della legge italiana che regola la complessa trafila burocratica per avere un titolo per soggiornare, anche per pochi giorni, in Italia. Il fatto è, però – continua Giovanni D’Agata – che questa norma sia rimasta lettera morta, al punto che non solo questa obbligatoria trascrizione non si trova praticamente in nessun albergo, ma ne abbiamo riscontrato l’assenza negli ospedali, negli istituti carcerari, e addirittura nei centri di identificazione ed espulsione e nei centri di assistenza per richiedenti asilo politico; in quelle strutture ricettive, cioè destinate per legge ad accogliere proprio cittadini stranieri.
Eppure – continua D’Agata – esiste una piccola casa editrice salentina che non persegue scopi di lucro – la Circolo Virtuoso Coop. Soc. ONLUS – che ha realizzato la Carta dei diritti e dei doveri dello straniero in Italia con la trascrizione nelle lingue veicolari del testo unico sull’immigrazione e del regolamento di attuazione, mettendola a disposizione delle strutture ricettive al prezzo di 69 euro; un costo che le strutture potrebbero ben sostenere senza difficoltà, specie considerando che sarebbero tenute ad adeguarsi alla legge.
Proprio per questo – conclude D’Agata – stiamo preparando un’interrogazione parlamentare che presenteranno i parlamentari dell’Italia dei Valori per chiedere al Governo perché non promuove, attraverso campagne di informazione, ma anche attraverso controlli ispettivi mirati, l’applicazione di una legge dello Stato, qual è, appunto, l’articolo 10 del regolamento del testo unico sull’immigrazione.

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