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Le azioni value guideranno i rendimenti del resto dell’anno?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2021

A cura di Richard Flax, Chief Investment Officer Moneyfarm. Il primo trimestre di quest’anno è stato molto fluido e ricco di spunti. Uno dei movimenti più interessanti è senza dubbio quello dei tassi sulle obbligazioni governative statunitensi a lungo termine. Il tasso di interesse sui titoli di stato a 10 anni è aumentato costantemente nel corso del trimestre. A inizio gennaio era dello 0,91%, ha chiuso il trimestre all’1,74%. Un movimento così netto non è stato sicuramente ideale per la parte obbligazionaria dei portafogli (i quali in generale hanno performato positivamente, trainati dalla componente azionaria). Se volessimo trovare una lettura positiva, l’aumento dei rendimenti obbligazionari è il sintomo di una considerevole ripresa economica nel 2021. Molti indicatori, sia nell’industria sia nei servizi, hanno già cominciato a dare segnali forti in questo senso. L’aspetto problematico è sicuramente la possibilità di vedere un aumento dell’inflazione, ma come abbiamo già avuto modo di dire, non ci aspettiamo di vedere un’accelerazione talmente sostenuta da costringere le banche centrali a una stretta monetaria.Il secondo tema che ha caratterizzato il trimestre è la rotazione azionaria, un movimento che avevamo in qualche modo anticipato già alla fine dello scorso anno. Abbiamo visto gli investitori spostare la loro attenzione dai cosiddetti titoli growth ai titoli value, aziende che hanno sofferto lo scorso anno le cui prospettive potrebbero migliorare con l’accelerazione dell’economia globale. Nel 2020, il principale indice growth ha sovraperformato la sua controparte value di circa il 35%. Nel primo trimestre di quest’anno, value ha battuto growth di oltre il 9,5%. In terzo luogo, gli investitori rimangono affascinati dalle aziende e dalle tecnologie dirompenti. Le criptovalute e le cosiddette SPAC (Special Purpose Acquisition Company) continuano a suscitare un notevole interesse. Enormi flussi di investimento continuano a confluire in investimenti “sostenibili”. Questa rincorsa verso l’innovazione sta condizionando anche la direzione delle politiche. Ad esempio, l’amministrazione statunitense è già stata piuttosto attiva sul fronte fiscale, avanzando proposte per aumentare le aliquote dell’imposta sui profitti delle aziende e introducendo un’aliquota fiscale globale minima per ridurre l’elusione fiscale da parte delle multinazionali. Quarto: abbiamo ricordato i potenziali colli di bottiglia nell’economia globale. Il blocco del Canale di Suez da parte della nave portacontainer Ever Given ha ricordato in modo suggestivo quanto ancora le catene del valore mondiali dipendano da pochi snodi cruciali. Quinto, l’ascesa della Cina continua. Il governo cinese è diventato sempre più attivo nella sua diplomazia e le sue relazioni con gli Stati Uniti sembrano piuttosto gelide. Dal punto di vista economico vediamo invece il dragone andare in controtendenza. Mentre il resto del mondo sta cercando di accelerare la crescita, le autorità cinesi sembrano frenarla, cercando di limitare il livello di leva di un’economia che resta fortemente dipendente dal credito. Con la ripresa economica in Cina più avanzata che altrove, questo potrebbe rivelarsi un processo decisionale efficace. Sesto punto, la Brexit. Inevitabilmente, con l’economia bloccata dal Covid-19 è difficile ottenere un quadro completo delle effettive conseguenze dell’uscita del Regno Unito dall’Ue, un banco di prova non solo per quanto riguarda il futuro di quella che resta la quinta economia globale, ma anche per la solidità del progetto europeo (che risulterebbe sicuramente indebolito se, oltre a una migliore gestione del piano vaccinale, il Regno unito centrasse anche la ripresa economica in modo efficace). I primi segnali non sembrano particolarmente buoni per le future relazioni Regno Unito-Ue. Infine, sul fronte sanitario il lancio della campagna vaccinale è stato agrodolce. Gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno mostrato alcuni notevoli successi, un netto miglioramento rispetto alle loro prestazioni pandemiche del 2020. L’Ue, in particolare, è rimasta indietro e le disparità nella diffusione dei vaccini a livello globale rimangono una fonte di preoccupazione, non solo per i possibili effetti della pandemia nei paesi rimasti indietro ma, soprattutto, perché continuano ad emergere nuove varianti. Abbiamo deciso, tuttavia, di aumentare il livello di rischio dei portafogli, convinti che questo ci aiuterà a cogliere importanti opportunità di rendimento nel lungo termine. Continuiamo a guardare avanti, analizzando tutti i nuovi trend che caratterizzano l’economia mondiale.

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Il value in Europa strizza l’occhio al reflation trade

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2021

A cura di Giacomo Tilotta, Head of European Equity di AcomeA SGR. L’annuncio dei primi vaccini per il Covid-19 ha di fatto sancito l’inizio di una rotazione settoriale sui mercati azionari, attribuendo maggiore visibilità e slancio ai settori tradizionalmente più ciclici che negli ultimi anni erano stati maggiormente penalizzati rispetto ai settori “growth”. Le motivazioni alla base di questa rotazione vanno ricercate nelle positive aspettative che gli operatori economici hanno assunto e sulla “speranza” che il peggio sia ormai alle spalle. Affinché si consolidi questo movimento occorrerà che le speranze su cui il mercato ha riposto la sua fiducia si trasformino in conferme.In particolare, sono tre le tipologie di conferme su cui gli occhi del mercato si concentrano in questa fase:
– centralità della politica fiscale. Fino ad oggi i mercati sono stati fortemente condizionati dalle politiche monetarie ultra-espansive e dalla ingente liquidità immessa sul mercato dalle banche centrali che hanno favorito la preferenza del mercato verso i settori più vicini al mondo obbligazionario come quelli più difensivi. In un contesto in cui si prospetta un rilancio degli investimenti, per porre le basi a un nuovo ciclo di crescita economica, risulta essere cruciale che le risorse derivanti dal Recovery Fund vengano spese in maniera efficiente.
– Efficacia della campagna di vaccinazione e minori timori circa i rischi connessi alle varianti del virus. Il calo dei casi contagi e una campagna di vaccinazione che vada avanti in maniera spedita e senza particolari intoppi è oltremodo importante per alimentare la fiducia degli investitori verso i settori più ciclici.
– Ripresa del ciclo economico. L’accelerazione della ripresa economica creerà le condizioni per spingere al rialzo le aspettative sull’inflazione attesa e rinvigorire il cosiddetto reflation trade che sta alla base del consolidamento della rotazione settoriale verso l’universo value. Posizionamento del fondo AcomeA Europa: Le nostre preferenze in termini di area geografica ricadono sul mercato azionario italiano, in quanto presenta valutazioni estremamente attraenti in relazione ai possibili benefici derivanti dall’uso efficace delle risorse finanziarie messe a disposizione dall’Europa attraverso il Recovery Fund. Un mercato abbastanza a sconto è il Regno Unito, su cui però al momento manteniamo un sottopeso dettato da assenza di visibilità sulle dinamiche interne post-brexit. In termini settoriali le nostre preferenze ricadono da un lato nei settori tradizionalmente più value e dalle metriche valutative molto attraenti, come il settore finanziario e, dall’altro, il settore industriale e dei consumi discrezionali che potrebbero essere i principali beneficiari di una maggiore visibilità sulla ripresa del ciclo economico.

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Moneyfarm: è il momento di incrementare l’azionario value

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

A cura di Michele Morra, Portfolio Manager di Moneyfarm. Il 2021 potrà essere un anno di rimbalzo per l’economia globale, in special modo per i settori più colpiti dalle misure di lockdown. Ci aspettiamo, che il mercato possa subire ancora apprezzamenti consistenti quando il vaccino sarà ufficiale e distribuito.Certo le valutazioni azionarie (ovvero il prezzo dei titoli rispetto ai risultati delle aziende) sono salite, soprattutto dopo le performance molto positive che abbiamo visto nella seconda parte dell’anno. Qualcuno potrebbe argomentare che, nonostante lo scenario in miglioramento, i prezzi delle azioni siano molto elevati e questo non lascerebbe molto spazio a un’ulteriore crescita dei titoli.Il fatto che le azioni siano care è fuor di dubbio, ma ci muoviamo in un contesto in cui le obbligazioni sono ancora più care e le valutazioni non sono slegate dai fondamentali. Le valutazioni sono sostenute da aspettative di medio termine positive e da una politica monetaria e fiscale decisamente accomodante. C’è poi un altro tema cruciale da considerare. Le valutazioni non sono allo stesso livello in tutti i settori. Ci sono alcuni comparti (settori growth, tecnologico e aziende vincitrici dell’economia del lockdown) che hanno recuperato ampiamente le perdite di marzo e, ad oggi, sono in positivo del 10% rispetto ai massimi da inizio anno. Altri settori e aree geografiche, che hanno pagato di più le misure di quarantena, sono ancora lontani dai livelli di febbraio (ad esempio l’MSCI Europe è ancora sotto del’8%).Questa differenza si nota soprattutto tra i titoli growth (+27,8%) e i titoli value (-3,8%). Per questo motivo, da un punto di vista strategico, stiamo rivedendo il nostro posizionamento azionario incrementando, su molte delle nostre linee, l’esposizione relativa di quei comparti e di quelle geografie che crediamo abbiano maggiori possibilità di fare bene nel 2021. Nell’aumentare il rischio, in un contesto economico che ci sembra in miglioramento, ci siamo chiesti dove potremmo ricercare rendimenti in un mercato che resta caro. In un mercato sempre più eterogeneo, andiamo a cercare delle opportunità di rendimento specifiche. Crediamo che in un’ottica di lungo termine ci sia ancora strada da fare per i settori che hanno pagato di più nel 2020 e che hanno maggiormente da guadagnare in caso di un ritorno alla normalità. Si pensi a settori come utilities e real estate (che da inizio anno sono al -4,1% e utilities al +3,2%).Siamo alle porte di un nuovo ciclo economico, lo scorso ciclo è durato oltre 10 anni e ha visto i mercati crescere e trasformarsi, offrendo enormi opportunità di profitto per gli investitori. A oggi nessuno può dire come sarà il prossimo ciclo: non è affatto detto che i settori che sono stati protagonisti negli ultimi 10 anni continueranno a essere i campioni del rendimento.In queste fasi, per cogliere le opportunità che sono tipiche di questi momenti, ci vuole lungimiranza e visione strategica. Per gli investitori il consiglio è sempre quello di non focalizzarsi sul breve termine e pensare alla costruzione della propria posizione finanziaria e al raggiungimento dei propri obiettivi.

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Value in Italia, ora più che mai: ecco le aziende più resilienti

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2020

A cura di Antonio Amendola, co-gestore di Italia ed Europa di AcomeA SGR. Nelle ultime settimane, la seconda ondata di contagi in Europa e gli spettri di un secondo lockdown tengono i mercati con il fiato sospeso. In questo ambito, gli investitori si stanno posizionando nuovamente sui cosiddetti “safe asset”, che in ambito azionario si traducono in quei titoli “quality” che continuano a registrare nuovi massimi nonostante l’elevato posizionamento del mercato.Sicuramente le dinamiche macroeconomiche e le politiche delle banche centrali non cambieranno nel brevissimo periodo, ma avere un portafoglio totalmente investito in titoli con caratteristiche growth può presentare notevoli rischi. Ovviamente è impossibile prevedere il periodo esatto di inversione dello stile, ma proprio per questo motivo sarebbe opportuno iniziare gradualmente a drenare risorse (magari ad intervalli cadenzati) da uno stile all’altro.Gli ultimi giorni potrebbero essere un ipotetico buon punto di ingresso, sulla base di un accurata selezione di titoli affidata ad una gestione attiva.Mai come in questa fase storica le valutazioni e le previsioni degli analisti sono altamente incerte, data l’unicità del momento e la poca visibilità a breve termine da parte delle società. Questo ci porta ad analizzare le società sulla base della loro resilienza e sostenibilità del business a nuovi ed improvvisi shock, come un potenziale lockdown dell’economia.Dell’universo investibile italiano (escluso i finanziari) abbiamo quindi generato un punteggio sulla base delle seguenti variabili: – Debito netto (escluso i leasing operativi) – ROE medio degli ultimi 5 anni – Cash&Cash Equivalent rispetto al debito a breve termine – Performance da inizio anno – Roic / Wacc ratio: la capacità di avere una redditività superiore al costo del capitale. Lo scopo è quindi quello di individuare (in prima battuta a livello quantitativo), le società che nonostante le performance, godono di una solidità finanziaria tale da poter resistere ad uno shock come quello di marzo 2020. Non solo, la selezione di queste società deve tenere conto anche di un livello di redditività medio accettabile, in quanto auspicabilmente tenderanno a quei valori in un futuro prossimo. Infine, anche la presenza cassa in eccesso potrebbe rivelarsi un fattore chiave per una crescita organica nel medio periodo.

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Perché c’è della sostenibilità anche nel value?

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2020

A cura di Antonio Amendola, co-gestore di Italia ed Europa AcomeA SGR. Il COVID19 ha scombussolato le nostre vite sotto ogni punto di vista, e l’aspetto finanziario non ne è rimasto immune. In un contesto di alta volatilità come quello attuale, i classici parametri di valutazione vanno rivisti e il cliente, tentato dal fai-da-te, dovrebbe affidarsi a mani esperte per evitare di cadere vittima dei repentini capovolgimenti di fronte. In questo contesto le valutazioni fondamentali e il criterio dei multipli in particolare, risultano poco efficaci per un motivo molto banale: c’è troppa variabilità nelle stime di misure come utili e costi e, quindi, è ancora più difficile fare previsioni e/o valutare una società. Tuttavia, un investitore esperto e orientato al lungo periodo, può trarre molto vantaggio dalla situazione attuale, tenendo in mente alcuni punti fissi e fidandosi di essi. Ecco alcune delle caratteristiche da ricercare nelle società:
· basso indebitamento: le società con bilanci solidi saranno quelle che potranno comprare competitor e/o fornitori a prezzi interessanti.
· Business model resiliente e sostenibile: in un mondo in continua evoluzione (un esempio è lo smart working) è facile perdere quote di mercato se non si ha business model agili e in grado di adattarsi ai cambiamenti.
· Vantaggi competitivi o presenza in nicchie di mercato bene definite.
· Management di prima categoria: sono molte le sfide che si aprono all’orizzonte ed è meglio avere un management capace e direttamente coinvolto nella creazione del valore aziendale.
Il tema della sostenibilità, oggi più che mai, è imprescindibile per la nostra gestione, e lo era ancora prima della nascita di bollini e certificazioni. Una società che rientra nei nostri radar deve rispecchiare i temi della sostenibilità a 360 gradi. Tuttavia, molto spesso sostenibilità e value non vanno di pari passo. Come evidenziato da un recente paper della CFA Society emergono alcune caratteristiche comuni ai fondi ESG. La prima è un massiccia presenza di titoli Growth/Tech:Questa massiccia presenza di titoli Growth ha permesso, per il momento, ai portafogli ESG di riportare performance interessanti. Tuttavia, non sono da meno i rischi: i portafogli ESG sembrano essere poco “eterogenei” e quindi molti fondi ed ETF hanno molti titoli in comune esponendoli a un rischio poco percepibile se visto dall’alto, ma che può essere fatale in caso di shock repentini. Ma se fino ad ora la partita Growth/Value è stata a senso unico, il futuro può riservare un cambio di paradigma.

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Assistenza sanitaria ad elevato valore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 gennaio 2019

La crisi di sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale ha determinato un crescente interesse per la promozione di un’assistenza sanitaria ad elevato value, in grado di ridurre gli sprechi ed aumentare il ritorno in termini di salute del denaro investito in sanità. In tal senso, l’eccesso di test diagnostici è una pratica dal basso value molto diffusa e, in particolare, la continua ripetizione di esami di laboratorio di routine nei pazienti ospedalizzati determina effetti avversi prevenibili, sia clinici (es. anemia da ospedalizzazione, aumento della mortalità nei pazienti con patologie cardiopolmonari) sia economici (es. esecuzione di ulteriori test diagnostici, trasfusioni inappropriate, aumento della durata della degenza). Peraltro, anche se gli esami di laboratorio rappresentano meno del 5% della spesa ospedaliera, l’impatto economico è molto più elevato perchè i loro risultati influenzano circa 2/3 delle decisioni cliniche relative ad ulteriori test diagnostici o interventi terapeutici.«Il fenomeno è molto complesso – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – perché le prescrizioni ripetute di esami di laboratorio nei pazienti ospedalizzati conseguono alla variabile interazione di vari fattori: medicina difensiva, incertezza diagnostica, sottostima degli effetti avversi, scarsa consapevolezza dei costi, mancato feedback sulla prescrizione dei test, differente background formativo dei medici. Tuttavia, oggi consistenti evidenze scientifiche oggi documentano sia l’efficacia di vari interventi per ridurre i test di laboratorio inappropriatamente ripetuti in ospedale, sia che tale riduzione non si associa ad un aumento di eventi avversi, quali mancate diagnosi, re-ospedalizzazione o mortalità».Per tali ragioni, previa revisione sistematica della letteratura, la Fondazione GIMBE ha realizzato un Position Statement per offrire a professionisti e ospedali un framework multidisciplinare e basato sulle evidenze per promuovere iniziative finalizzate a ridurre la ripetizione dei test di laboratorio di routine in ospedale.Tre gli interventi efficaci per ridurre la ripetizione inappropriata di test di laboratorio di routine nei pazienti ricoverati: la formazione, l’audit & feedback ai professionisti sull’appropriatezza delle prescrizioni e la loro restrizione tramite cartella clinica informatizzata. «Nonostante l’efficacia dei singoli interventi – precisa Cartabellotta – una riduzione significativa e prolungata dei test superflui si ottiene dalla loro combinazione multifattoriale, coinvolgendo opinion leader clinici e decisori per promuovere il cambiamento nell’organizzazione ed estendendo gli interventi a tutti i professionisti sanitari e non solo ai medici prescrittori».«In base alle evidenze scientifiche – conclude Cartabellotta – oggi possiamo affermare sia che la continua ripetizione dei test di laboratorio nei pazienti ospedalizzati genera sprechi e danni, sia che la loro riduzione non ha alcun impatto negativo sulla sicurezza dei pazienti. Auspichiamo che il Position Statement GIMBE venga utilizzato dagli ospedali e dai medici, sia per ridurre una pratica costosa e rischiosa, sia per il potenziale impatto culturale, visto che ridurre pratiche dal basso value migliora la sicurezza, l’efficacia e la costo-efficacia dell’assistenza e contribuisce alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale».

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Maggi Set to Lose Over US$ 200m in Brand Value Following Food Safety Ban

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2015

Packaged food with "Maggi" sign on it are displayed at a grocery store in Bangalore, India, Friday, June 5, 2015. India's Health Ministry announced Friday that Nestle's popular brand of instant noodles “Maggi” failed to pass safety tests and ordered its removal from stores across the country after several Indian states banned it for allegedly containing unsafe levels of lead. (AP Photo/Aijaz Rahi)

Packaged food with “Maggi” sign on it are displayed at a grocery store in Bangalore, India, Friday, June 5, 2015. India’s Health Ministry announced Friday that Nestle’s popular brand of instant noodles “Maggi” failed to pass safety tests and ordered its removal from stores across the country after several Indian states banned it for allegedly containing unsafe levels of lead. (AP Photo/Aijaz Rahi)

Maggi, a subsidiary of the Nestlé group, is set to lose over US$ 200 million in brand value following a ban imposed by the Food Safety and Standards Authority of India (FSSAI). Maggi will destroy US$ 50m worth of noodles which have been branded “unsafe and hazardous” after the FSSAI discovered “higher-than-allowed levels of lead” in some noodle packets.Maggi’s brand was valued at US$ 2.4bn prior to the food safety ban, which ranked the noodle manufacturer as the 23rd most valuable food brand in the world. However, Brand Finance analysts have calculated that the US$ 50m loss of goods combined with a damaged brand, results in a reduced brand value of US$ 2.2bn.Brand Finance CEO, David Haigh, comments “Any health concerns raised by a credible source such as the FSSAI will most certainly damage customer loyalty and consideration of a food brand. As Maggi’s parent company, Nestlé will have to turn around swiftly to ensure that the Maggi brand can retain its dominance in the Indian market. If not, the Nestlé brand itself could be at risk as the Nestlé logo prominently features on the back of Maggi noodles packaging, making it synonymous with the Maggi brand.”Nestlé has decided to challenge the high court whilst also raising “issues of interpretation” of India’s food safety laws.
Brand Finance specialises in the management of intellectual property. Its brand valuations help marketers to design their campaigns, boards to evaluate business strategy and investors to assess potential acquisitions thoroughly. It defines a brand as “a marketing-related intangible asset (including a combination of names, terms, logos and designs) intended to identify and create distinctive associations about a product, service or organisation.” Brand value is “the total future economic benefits attributable to a brand.” That is determined by estimating the likely future sales that are attributable to a brand and in turn what a company would have to a pay to use the brand if it did not control it, a process known as the ‘Royalty Relief’ method.

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Holiday Autos Continues 25th Anniversary Sale in top Holiday Location

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2012

Woking, England, (PRNewswire) With the recent gloomy weather, now’s certainly the time to get dreaming of hotter climes. With Holiday Autos’ 25th anniversary sale, which offers 25% off car hire in 25 of its most popular destinations, there is no excuse to delay booking a sunny getaway this May. Summer holiday favourites such as Alicante and Majorca will benefit from a 25% discount on car hire bookings with Holiday Autos this week, as well as other great hotspots such as Paphos and Larnaca. City breaks in Rome, London, Madrid, Pisa and Bergamo will also prove value for money this week, and those booking car hire further afield in Cape Town and Johannesburg can take advantage of the anniversary discount on Friday 18 May.

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The True Value of a Priceless Dress From Next’s Style Secrets blog

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2012

Cover of "The Seven Year Itch"

Cover of The Seven Year Itch

London, (PRNewswire) The latest Next fashion blog explores if it is possible to place a value on some of the world’s most iconic dresses. With some dresses that are, quite literally, priceless; springing from a designer’s subconscious, involving the work of seamstresses in their droves and worn once only for Hollywood’s red carpet, their latest infographic discovers if it is possible to place a value on some of the world’s most iconic dresses. Burning 270,000 calories… watching My Week With Marilyn 180 times… or hearing Gordon Ramsay say his 32,680th swear word… just some of the things that could happen in the 300 hours it took to make the stunning Louis Vuitton dress Michelle Williams wore to this year’s Oscars. So what really is the true value of a priceless dress? Although in 2002 the most expensive red carpet ensemble was £5,000,000, you can treat yourself to something a little more purse friendly from Next’s evening, party and maxi dress collection, with coordinating shoes and stylish clutch bags. Whether you’re looking for the Audrey Hepburn in Breakfast at Tiffany’s look, or that famous floaty dress worn by Marilyn Monroe in The Seven Year Itch, Next have some timeless alternatives without the red carpet price tag. In their branded collections, Lipsy has a stunning range of little black dresses with glittery embellishments whilst Geri by Next has a gorgeous white prom dress; a modern take on Marilyn’s. Brimming with all the latest trends, Next has the best in on-trend womenswear, menswear, children’s and homeware. Love what you see? Visit next.co.uk for the full dress collection and shop by 9pm to enjoy next day delivery*. To enjoy the infographic for yourself, or share it on your own blog, simply visit blog.next.co.uk/the-true-value-of-a-priceless-dress/

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Italian rally drivers

Posted by fidest press agency su domenica, 28 marzo 2010

After about three months of events in Italy and abroad the IRDA, International Rally Drivers Association, published the updated 2010 ranking of the overall classification of the best Italian and San Marino rally drivers.The IRDA is established through a points system, which are calculated on the basis of the importance,  sporting difficulties and results of drivers and codrivers from Italy and San Marino in rallies recognized by both the FIA and ACI CSAI, national and international. A Ranking which aims to be objective, according to the  results obtained in the last 365 days (one year) of races, in which thousands of San Marino and Italian rallymen  (drivers and codrivers) may see their value recognized as a whole, The Ranking is not a career award, but it  rewards, in a comprehensive way, the drivers for the value of their victories and their results in the last year of  racing, something that the current classification systems obviously do not allow being based on rankings for each series, trophy or rally without a single national ranking. The first thirty Italian and San Marino drivers  classified in any rally in the world may enter the ranking. The drivers who have earned the points necessary to  enter the IRDA rankings currently are 1314 (Italy and San Marino)

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