Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘valutare’

Valutare la produzione spontanea di un bambino autistico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2015

autismoIl disegno libero dimostra che esiste un linguaggio diverso da quello verbale, e “il saper valutare la produzione spontanea di un bambino autistico permette di arrivare a una descrizione del minore sia sul versante cognitivo che su quello affettivo”. Sono due anni che l’Istituto di Ortofonologia (IdO) ribadisce questo concetto (nel libro ‘Il processo grafico del bambino autistico’, edito Magi Edizioni, 2013), confermato ieri in uno studio scientifico presentato al World Summit on Pediatrics a Sofia.
L’IdO ha valutato la rappresentazione grafica degli elaborati realizzati da circa 100 piccoli autistici, constatando che il disegno “costituisce uno strumento per oggettivare il livello di maturazione raggiunto dal bambino in ambito psicomotorio, cognitivo ed emotivo e- spiega Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’IdO-, nello stesso tempo, si pone come strumento prezioso di espressione sia in ambito educativo che terapeutico. Il comprendere e il saper valutare la produzione grafica di un bambino autistico e’ un indispensabile supporto per capire i diversi aspetti della sua evoluzione e la sua personalita’”.
L’attivita’ grafica e’ “purtroppo rimasta finora sottovalutata- aggiunge Di Renzo- non essendo stata presa in considerazione nelle osservazioni. I minori con autismo sono in grado di copiare, fare disegni stereotipati o minimamente spontanei, ma e’ molto piu’ difficile per loro arrivare a una rappresentazione di uno schema umano”. I 100 bambini osservati dall’IdO sono stati inseriti nel Progetto Tartaruga – un intervento intensivo, integrato e psicodinamico intrapreso dall’Istituto nel 2004, che utilizza mezzi diversi e operatori differenti per rivolgersi nel modo piu’ efficiente possibile al minore, ai suoi genitori e alla scuola – e “dopo un percorso terapeutico sono riusciti a rappresentare una figura umana, se stessi e scene di vita quotidiana. Questo perche’- ricorda la psicoterapeuta dell’eta’ evolutiva- il disegno e’ uno strumento di elaborazione cognitiva e affettiva, e fino a che non si crea questa integrazione il bambino non e’ in grado di disegnare”. Quaranta dei 100 bambini seguiti “sono arriv ati a fare anche il test grafico-proiettivo-reattivo di Wartegg, che ha consentito di mettere in luce aspetti della loro personalita’”.
Nel suo lavoro di ricerca l’IdO ha correlato l’osservazione del processo grafico del bambino autistico con altri strumenti diagnostici – come l’ADOS-G (Autism Diagnostic Observation Schedule Generic, che valuta la presenza e la gravita’ della sintomatologia autistica) e la Leiter-R (Leiter Internazional Performance Scale, una scala di valutazione cognitiva non verbale) – per consentire un arricchimento della valutazione e della prognosi e una migliore progettualita’ terapeutica. “A seguito dei re-test somministrati su un numero cospicuo di bambini si e’ potuta verificare l’efficacia terapeutica che e’ data dalle diverse prove eseguite dai singoli bambini nel corso del tempo. In particolare- conclude l’IdO- per un sottocampione di 78 minori del Progetto Tartaruga, valutati secondo la procedura dell’ADOS-G in periodi temporali differenti, il 24% si e’ collocato al di fuori dello spettro autistico (punteggio inferiore a 7)”.
Per sottolineare quindi la necessita’ di aprire una seria riflessione sul processo diagnostico nell’infanzia, l’IdO ha dedicato a questo tema il XVI convegno nazionale (http://ortofonologia.it/?do=115#video, qui e’ possibile vedere i video degli interventi) a cui hanno preso parte esperti provenienti da tutta Italia. Nello stesso tempo continua a puntare sulla formazione, e il 14 novembre presentera’ a Roma la Scuola di specializzazione in Psicoterapia psicodinamica dell’eta’ evolutiva in un Open Day dalle 9.30 alle 12.30 presso la sede di via Alessandria 128/b.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Giappone: due appuntamenti da non perdere

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 ottobre 2015

tokyo-japanIl 30 ottobre si riunisce il comitato della Bank of Japan (BoJ), e sebbene questo appuntamento non abbia catalizzato l’attenzione del mondo finanziario quanto l’ultima riunione della Federal Reserve il 17 settembre, gli investitori istituzionali iniziano a prestarvi sempre più attenzione per valutare le prospettive dell’economia giapponese.
Ormai è opinione comune che gran parte dei movimenti nei prezzi delle attività finanziarie sia causato dalle scelte di politica monetaria e, essendo il Giappone un’area geografica che da inizio anno molti investitori hanno sovrappesato nel proprio portafoglio, quest’appuntamento assume nel contesto attuale particolare rilevanza.
Più avanti, il prossimo 16 novembre, verrà pubblicato invece il primo dato preliminare del Prodotto Interno Lordo (PIL) per il terzo trimestre del 2015; due trimestri consecutivi di crescita del PIL negativa definiscono tecnicamente un’economia in recessione e dato che l’ultimo dato disponibile, ossia la seconda stima preliminare per il secondo trimestre, è stata negativa (-0,3% su base trimestrale), l’attenzione per le prossime pubblicazioni sarà ancora più importante (verrà anche rivisto il dato definitivo per il secondo trimestre).
Come già detto, il rischio che il Giappone entri in recessione tecnica c’è. Nella prima parte dell’editoriale, abbiamo accennato a diverse pubblicazioni preliminari del dato sul PIL e quando si parla di questa nazione, è di fondamentale importanza tenere a mente questa particolarità dei dati sul PIL.Se il dato sarà molto negativo, non vi saranno molti dubbi riguardo le sorti dell’economia giapponese.
Se invece il dato sarà poco direzionato, allora si potranno trarre poche conclusioni a riguardo. Storicamente infatti l’errore di stima è stato notevole. Le stime di crescita negativa tra i dati del PIL rilasciati tra il secondo trimestre del 2002 e il quarto trimestre del 2013, sono state poi riviste in positivo in un secondo momento in ben nove su 47 osservazioni (19%); se restringiamo il campione solo alle osservazioni minori (crescita annualizzata inferiore in valore assoluto all’1,5%), questa percentuale sale fino al 53% (nove su 17 osservazioni). Quindi le probabilità che anche il dato sul secondo trimestre (-1,2% su base annua) venga poi rivista al rialzo sono tutt’altro che scarse.
Anche gli ultimi dati sul Giappone rendono difficile una stima chiara sulla direzione dell’economia.La produzione industriale quest’anno è diminuita del 4%, soprattutto a causa dei primi cinque mesi dell’anno.Il mercato del lavoro e gli investimenti continuano a migliorare, seppur abbiano mostrato un certo rallentamento nel mese di agosto.
Le nuove offerte di lavoro, gli ordini di macchinari del settore privato e i nuovi cantieri non residenziali continuano a mostrare tassi di crescita interessanti.Nel settembre 2015 il tasso di disoccupazione era pari al 3,4%, in linea coi valori di inizio anno nonostante l’aumentata partecipazione al mercato del lavoro. Questo dato permette di rilevare segnali incoraggianti.
Dal punto di vista della domanda interna, le vendita al dettaglio, le immatricolazioni di nuove macchine e l’indicatore di fiducia dei consumatori sono più alti rispetto ai rispettivi valori di inizio anno ma più bassi rispetto a maggio, riflettendo la stessa dinamica mostrata dal PIL (aumentato nel primo trimestre e diminuito nel secondo).Il tema centrale per capire le prossime mosse della BoJ è la dinamica dell’inflazione: l’obiettivo della banca centrale è portare l’inflazione al 2% nel breve periodo. Attualmente la crescita dei prezzi al consumo rasenta lo zero e rende difficile il raggiungimento di quest’obiettivo. Questo, unitamente al rischio di una crescita del PIL ancora negativa, potrebbe alimentare le speranze di chi spera che il 30 ottobre venga annunciato un ulteriore ampliamento dei programmi di Quantitative Easing.
La famosa Abenomics (la svolta politica lanciata dal presidente Abe due anni e mezzo fa per rilanciare l’economia nipponica) ha per ora esaurito il suo potenziale.
Le tre frecce (leva monetaria, leva fiscale e riforme strutturali) non hanno dato i risultati sperati in termini di prezzi, salari e output. Recentemente il primo ministro ha annunciato tre nuovi pilastri per rilanciare l’economia: crescita del 22% del PIL nominale, aumento del tasso di natalità e sostegno ai lavoratori con figli. Nessun focus sulla politica monetaria. Tuttavia questi obiettivi sono stati accolti con relativa freddezza nel mondo finanziario. Con l’inflazione prossima allo zero diventa molto complesso avere ulteriori stimoli monetari e di conseguenza agire in modo restrittivo sulla polita fiscale per ridurre il disavanzo.
Due eventi tuttavia fanno ben sperare. Dopo una estate con ben pochi eventi di cui rallegrarsi, a inizio anno è stato siglato, dopo 10 anni di trattative, il Trans-Pacific Partnership che coprirà il 36% del commercio mondiale. Entrando nel trattato, il Giappone abbasserà le tariffe di importazione sul 95% dei beni importati; il vantaggio in termini di crescita dell’export, investimenti in capitale e consumi sarà molto maggiore della perdita di produzione domestica dovuta a maggiori importazioni. Ci vorranno degli anni per procedere con tutte le modifiche regolamentari, ma i vantaggi sono indubbi. Il timing per l’economia giapponese non sarebbe potuto essere più propizio, visto che ha resuscitato il sentiment dei mercati azionari – che sono stati la base del consenso politico del Primo Ministro – e ha reso più imminenti il piano di riforme già avviato, dal cambiamento della corporate governance per rendere le aziende più attrattive per gli investitori esteri, alla riforma del settore agricolo per incrementarne la produttività. Altro elemento che fa essere ottimisti sulle sorti del Giappone è la recente quotazione di Japan Post Bank, Japan Post Insurance e Japan Post Holding. Le tre operazioni permetteranno al governo di raccogliere 11,7 miliardi di dollari; si tratta dell’operazione giapponese di Offerta Pubblica più alta dal 1998. In modo straordinariamente simile alla realtà italiana, il governo spera di fare leva su questa operazione per scuotere i mercati azionari e accelerare l’agenda di riforma. Una volta privatizzata, Japan Post sarà obbligata a focalizzarsi sulla creazione di valore per gli azionisti, incrementando nel frattempo anche la trasparenza della gestione, ripensando ai suoi investimenti. Avendo investito al momento 300 trilioni di Yen (2,5 trilioni di dollari) prevalentemente in titoli di stato giapponesi, l’impatto sul mercato azionario di quest’operatore può essere enorme. (fonte: estratto da MoneyFarm.com a cura del team di asset allocation di MoneyFarm SIM)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Farmacisti ospedalieri: risorsa da rivalutare

Posted by fidest press agency su martedì, 25 ottobre 2011

Il Grande Farmacista

Image by indrasensi via Flickr

Sono interlocutori primari nel settore della sanità ma poco conosciuti. Negli ospedali il rapporto tra medici e farmacisti è di 60 a 1. Eppure il ruolo del farmacista ospedaliero è fondamentale: facilita l’amministrazione dei budget di spesa a disposizione di ciascun reparto, fornendo alla direzione sanitaria i dati per un controllo di gestione organico, nel rispetto delle esigenze delle diverse unità operative.
Benevento, 24 ottobre 2011 – Nell’immaginario collettivo è immediato vedere un farmacista dietro il bancone di una farmacia, così come è diretta la visione di un medico accanto al letto di un malato in un reparto d’ospedale. Invece non è altrettanto naturale immaginare un farmacista in ospedale. A giocare a sfavore del farmacista ospedaliero sono anche i numeri. Mentre sul territorio si trova una farmacia con almeno un farmacista ogni cinquemila abitanti, la stessa distribuzione territoriale non vale per gli ospedali e il rapporto numerico tra medici e farmacisti è di 60 a 1. Non è così in altri Paesi. Ad esempio in Spagna l’organizzazione del servizio prevede una farmacia centrale con più farmacie satellite adeguate alle caratteristiche dei reparti afferenti. Da un’indagine promossa dalla SIFO (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera) risulta che solo il 44% degli operatori sanitari ospedalieri (medici, biologi, fisioterapisti, infermieri professionali, ecc.) conosce esattamente l’attività della farmacia ospedaliera. Naturalmente il farmacista ospedaliero non si occupa solo del rifornimento farmaci ai reparti ma il suo ambito applicativo è vario e complesso, come spiega la dottoressa Assunta Racca, direttore di Struttura Complessa di Farmacia Ospedaliera presso l’Azienda ospedaliera “G. Rummo” di Benevento.
Il recupero della dimensione clinica e di un rapporto diretto con il paziente ha proiettato i farmacisti ospedalieri verso un nuovo tipo di assistenza farmaceutica (pharmaceutical care) che li vede ogni giorno in prima linea accanto ai medici. Oggi sono parte integrante di team multidisciplinari, partecipando alle scelte delle terapie farmacologiche e intervenendo in modo più mirato su ogni aspetto legato al farmaco. “Il farmacista nei reparti può essere di aiuto nella scelta appropriata dei farmaci, dei dosaggi più adeguati alle esigenze del singolo paziente, della riduzione del rischio di interazione tra farmaci – precisa la dott.ssa Racca -. Può condividere con il medico modifiche di terapia farmacologica e fornire un servizio di informazione scientifica sui farmaci. In sintesi, può contribuire a migliorare la qualità delle cure, razionalizzandone i costi. I farmacisti ospedalieri però non sono numerosi e far fronte alle differenti esigenze dei reparti diventa complesso e gravoso”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Giovanni Todaro: I cani in guerra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2011

2june 2007 521

Image via Wikipedia

Da Tutankhamon a Bin Laden Prezzo euro 28,00 // Pagg. 435 // Immagini 119 Isbn 978-88-8372-513-5 Oasi Alberto Perdisa Alessandro Magno, durante la battaglia di Gaugamela nel 331 a.C. cadde da cavallo e stava per essere calpestato da un elefante da guerrra persiano. Lo salvò il suo fedele molosso Peritas, che con straordinario coraggio azzannò il pachiderma al labbro,Il cancelliere Otto von BismarcK, durante gli incontri diplomatici, usava tenere sdraiato accanto a sè Tyras, il suo alano. Gli serviva  per valutare le persone: se il cane le ignorava, queste erano affidabili. La storia dell’uomo è legata in modo indissolubile a quella del cane che lo ha sempre affiancato sacrificandosi per lui,  in pace e in guerra. Già nel 4000 a.C. si usavano i cani nelle operazioni belliche e ciò è continuato fino ai giorni nostri con l’utilizzo di unità cinofile da battaglia, portaordini, stendi-cavi, soccorso, vigilanza, anti-sommossa, anti-esplosivi, perlustrazione e così via. Dagli antichi Lupi arabi, al Molosso d’Epiro e a razze tra le più diffuse ai giorni nostri come Boxer, Dobermann, Rottweiler, Pastore Tedesco, del Caucaso e Belga o come il Dogo argentino ma anche cani meticci.Un lunghissimo percorso, dall’antichità alle guerre in Iraq e Afghanistan di questi anni recenti, fatto di coraggio e fedeltà con imprese eroiche e spesso commoventi, raccontato anche attraverso numerose immagini inedite.Giovanni Todaro, giornalista e scrittore, si occupa da molti anni di divulgazione scientifica e naturalistica. Buona parte del suo lavoro si svolge a contatto con la natura e con gli animali, domestici e selvatici, di cui analizza il comportamento e i rapporti con l’uomo.È spesso ospite dei principali programmi televisivi e radiofonici della RAI e consulente degli organismi competenti tra cui il Corpo Forestale dello Stato. Per Oasi Alberto Perdisa ha pubblicato nel 2006 il libro Bracconaggio e Trappolaggio

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il federalismo che non convince

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 febbraio 2011

Dichiarazione dell’On. Luigi Bobba (PD)  “I diritti dei cittadini, specie dei più fragili, dovrebbero avere preminenza rispetto all’attuazione del sistema federale e questo perché lo stesso non potrà essere funzionale al benessere della collettività, né potrà ottemperare i principi costituzionali, se prima non vengono garanti e determinati diritti preordinati, fondamentali e inderogabili. Pertanto il Governo dovrebbe con urgenza definire i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali”: mentre domani la Commissione bicamerale per il federalismo si appresta a votare sui decreti relativi al federalismo municipale, l’On. Luigi BOBBA, Deputato PD e Vice Presidente della Commissione lavoro, ha presentato un’Interrogazione al Ministro dell’Economia e delle Finanze e al Ministro della Salute relativamente alla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni (Lep).
Spiega l’On. Luigi Bobba (PD): “L’art. 117 della Carta costituzionale stabilisce che lo Stato deve determinare i ‘livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale’, un principio fondamentale per la realizzazione del federalismo. Peccato, però, come denunciato dal Forum del Terzo Settore della Lombardia, che non sia stato finora emanato un atto che definisca i livelli essenziali di prestazioni. Per questa ragione alcune Regioni hanno definito, in via provvisoria e in attesa della definizione dei Lep nazionali, un proprio quadro di Lep regionali, per garantire i diritti sociali ai propri cittadini. In Italia stiamo correndo il rischio di veder realizzato un ‘federalismo senza principi’ in grado di attuare una sostanziale differenza nella vita quotidiana degli individui e delle famiglie e di creare dei veri e propri sistemi di cittadinanza locale in termini di pacchetti di risorse resi disponibili, ma anche di modalità di riconoscimento e di appartenenza”.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Valutare la scuola, valutare gli insegnanti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 gennaio 2011

L’A.Ge. – Associazione Italiana Genitori – sostiene la necessità di realizzare anche in Italia un sistema di valutazione ampio: se ne parla da anni, e in molti stati europei la valutazione di scuole e docenti è prassi ordinaria. Pare che, superati alcuni ostacoli ideologici, anche nel nostro Paese vi sia maggiore disponibilità sul tema.  La valutazione contribuisce a rilegittimare l’intero sistema scolastico, poiché la scuola non è collocabile solamente nelle “spese” del Paese, e non corrisponde totalmente ad un sistema pesante, obsoleto. “È necessario valutare la scuola proprio per valorizzare le professionalità e le buone esperienze presenti, individuando nel contempo dispersioni e sprechi – afferma Davide Guarneri, presidente nazionale dell’A.Ge.  “Intendiamo una valutazione per crescere, non per punire, – sottolinea – auspicando che un insegnante possa persino sottoporsi a valutazione in modo volontario, quando ritenesse giunto per lui il momento di ottenere la certificazione per uno sviluppo di carriera”. Il sistema oggi in vigore sostanzialmente è caratterizzato da un controllo non efficace: perché l’attuale valutazione è percepita come punitiva, ma, nel contempo, non riesce a rimuovere dirigenti o docenti incompetenti? Perché l’unica valutazione è quella rivolta agli studenti, destinatari dell’intero sforzo didattico ed educativo, ma anche non colpevoli qualora questo non sia adeguato?   “La valutazione è necessaria per superare le difformità esistenti nella scuola, non solo fra scuola e scuola, ma persino fra classe e classe – aggiunge Guarneri – È possibile mirare ad uno standard minimo e dignitoso di qualità, sotto il quale non si possa andare?” Si può valutare solo a partire da un’idea di scuola, promuovendo conseguentemente l’adeguata formazione e l’aggiornamento continuo dei docenti. Per noi genitori la scuola è un ambiente educativo d’apprendimento e socializzazione: un ambiente è il risultato di molti fattori, interagenti fra loro, ai quali si aggiunge un indefinibile “fattore umano”, non valutabile, collocato nelle persone, nelle loro motivazioni personali. La realizzazione di una scuola più professionale non è il risultato solo di rigorosi protocolli procedurali, ma prima di tutto di una convinta scelta da parte di tutti, operatori e genitori, in favore di una piena formazione umana e culturale.  Si dovranno, a nostro parere, valutare la qualità dell’ambiente, la presenza o meno di procedure inclusive, di partecipazione e di promozione di comunità educative, la qualità delle relazioni (fra docenti, fra docenti e genitori, fra docenti e studenti). Non potranno sfuggire alla valutazione le competenze specifiche dell’insegnante e le procedure che organizzano la didattica.   La valutazione prende il via all’interno della scuola stessa (già codificabile nei P.O.F.), e può essere anche fra pari; “nella comunità scolastica genitori e studenti hanno uno specifico punto di vista, insostituibile, che, correttamente valorizzato accanto agli altri, offre un contributo alla valutazione, soprattutto quando mediato dalla risorsa dell’associazionismo, utile a superare prospettive individualistiche e arbitrarie” conclude il Presidente. Insegnanti e genitori preparati al confronto, reciprocamente critico, diventano interlocutori competenti, in grado di avanzare proposte appropriate. Poiché sono in gioco anche elementi oggettivi, standardizzati, indipendenti dalle opinioni politiche e dai contesti, agente finale della valutazione deve essere un’autorità terza, indipendente. Da ultimo, ci permettiamo di segnalare un ulteriore snodo: che accade dopo la valutazione? Se questa fosse negativa, quali provvedimenti? È previsto un riorientamento per docenti? E se la valutazione sarà positiva, quali “premi” sarà giusto stabilire? Quale sostanza, in pratica, per le parole “equità” e “merito”?

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Regione Sicilia: Progetto valutare salute

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 dicembre 2010

Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta ha inviato ai Presidenti delle Regioni e Province Autonome i due Rapporti di sperimentazione (nazionale e siciliano) del progetto pilota “Valutare Salute – Sperimentazione della valutazione di performance individuale nelle Aziende sanitarie italiane” e le Osservazioni e raccomandazioni per il recepimento con normativa regionale della Riforma Brunetta che ne derivano.  Il Ministro ha valutato con particolare soddisfazione i risultati del progetto, ottenuti grazie all’intensa e proficua collaborazione tra Dfp, Formez PA, Fiaso, Agenas e Cefpas, definita dall’apposita convenzione stipulata il 20 gennaio 2010. Il progetto si è collocato nella piccola finestra temporale tra la data di promulgazione del decreto 150 di riforma del pubblico impiego (27 ottobre 2009) e la data ultima di recepimento della stessa da parte delle Regioni con normativa propria (31 dicembre 2010), con l’obiettivo di offrire elementi concreti di esperienza per agevolare le Regioni nel recepimento della riforma, con specifico riferimento al tema della valutazione della performance individuale del personale delle Aziende sanitarie. Il progetto costituisce un caso pressoché unico di sperimentazione di una norma prima della sua fissazione giuridica.  In otto mesi “Valutare Salute” ha portato a termine un’attività diffusa sia a tutto il territorio nazionale sia a tutte le Aziende della Regione Siciliana; ha prodotto e messo a punto strumenti di valutazione, procedure, attività formative e di coaching, piattaforme informatiche e strutture di governance del processo valutativo; ha effettuato più di 4 mila valutazioni della performance individuale del personale di comparto e dei dirigenti; ha lavorato a costi estremamente ridotti, la maggior parte delle attività sono state infatti realizzate “a costo zero” da parte delle istituzioni e Aziende sanitarie partecipanti. I risultati sono stati molto positivi: si è dimostrata l’assoluta praticabilità della valutazione di performance individuale per tutto il personale, è emersa la positiva accoglienza della valutazione stessa da parte dei dipendenti, si sono evidenziati il suo ruolo di leva fondamentale per l’apprendimento organizzativo e l’importanza degli strumenti di governance dei processi valutativi messi in atto.  Questo risultato eccellente ha messo in evidenza non solo il coraggio e la buona volontà delle Aziende sanitarie partecipanti, ma anche la maturità politica della riforma e il buon accoglimento dei suoi principi e delle innovazioni da essa apportate da parte dei dipendenti pubblici, in un settore tanto delicato quanto strategico per il benessere degli italiani. I risultati e le caratteristiche delle attività di sperimentazione verranno illustrati in dettaglio in un convegno previsto il prossimo 20 gennaio 2011.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Costruzione della tangenziale ad Asti

Posted by fidest press agency su domenica, 11 ottobre 2009

“Prima di costruire quello che probabilmente sarà il più costoso tratto di strada mai realizzato in Italia è opportuno valutare la sua fattibilità, oltre che l’utilità”. È polemico il commento di Roberto Soldà, vice presidente del movimento Italia dei Diritti, riguardo al progetto di costruzione del tratto di tangenziale che dovrebbe collegare l’Asti-Cuneo con la Torino-Piacenza. Il piano di lavoro, contestato più volte da un comitato locale e che metterebbe a rischio la sopravvivenza di una particolare e rara specie di rospo presente solo in due aree del territorio piemontese, verrebbe a costare circa 62 milioni di euro al chilometro. Per portare a termine il nastro d’asfalto, lungo poco più di cinque chilometri che sommato a bretelle e svincoli raggiungerebbe quota otto chilometri, occorrerebbero quasi 376 milioni di euro, una cifra dovuta in parte alla realizzazione di un viadotto e di un tratto sotterraneo. “Già nel 2002 l’allora sindaco d’Asti Vittorio Voglino stabilì che la tratta era superflua e bloccò la costruzione – ha continuato l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -. L’area è già servita  da un’altra strada che però dovrebbe essere allargata. Ci auguriamo – ha concluso Soldà – che la Regione prenda una decisione chiara prima di emettere un parere e che non vengano sperperati altri soldi inutilmente e in modo insostenibile”.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La responsabile per la scuola e l’istruzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2009

Il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini ha presentato in questi giorni la Riforma dell’Università che prevede tra l’altro l’accorpamento di corsi al fine di evitare duplicazioni e costi inutili, il limite massimo ad otto anni per mandato per i rettori e l’avanzamento di carriera dei docenti secondo criteri meritocratici e non più di anzianità. ” Sono molto d’accordo nell’applicare  la meritocrazia all’interno dell’Università- dichiara Annalisa Martino, responsabile per la scuola e l’istruzione per l’Italia dei Diritti – ma finita la propaganda bisogna stabilire con regole  ben precise come agirà la commissione che dovrà valutare i professori e soprattutto secondo quali criteri verranno scelti i suoi membri” ” Il principio quindi di mandare avanti i più bravi e di mettere continuamente in discussione il lavoro dei docenti lo trovo giusto- conclude la responsabile per la scuola e l’istruzione del movimento presieduto da Antonello De Pierro – e credo che debba esserci nelle scuole oltre che nelle Università, ma mi chiedo come ha intenzione di applicarlo il ministro Gelmini, il cui operato fino ad ora giudico alquanto discutibile, come è dimostrato tra l’altro dalla manifestazione dei 13 mila insegnanti precari tenutasi oggi a Roma”.

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Le mamme e l’informazione

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2009

Milano 25 Giugno 2009 alle 9 nella sede di Via Sarfatti 25 – aula Notari Il Centro di ricerca ASK (Art, Science & Knowledge) dell’Università Bocconi ha organizzato, un convegno dal titolo: “Affrontare la ridondanza: le mamme e l’informazione”.  Il convegno presenta i risultati una survey effettuata su oltre 700 mamme nel periodo novembre 2008 – febbraio 2009.  Uno egli effetti della digitalizzazione è la crescita esponenziale dell’informazione disponibile. Le mamme svolgono da sempre, più di altre categorie sociali, una funzione di filtro e mediazione e sono solite validare e condividere informazioni, oltre a essere un fondamentale decisore d’acquisto all’interno della famiglia. L’analisi sulle strategie informative poste in atto per raccogliere, filtrare, valutare le informazioni aiuta a riflettere sulle modalità di formazione dell’opinione pubblica in epoca di ridondanza. I risultati della ricerca saranno commentati e discussi con esponenti del mondo editoriale e della comunicazione. Il programma della mattinata è il seguente:  – Le mamme e la ridondanza informativa Paola Dubini Centro ASK, Università Bocconi – Le mamme e il web: oltre il digital divide Cecilia Spanu FattoreMamma – Digital mums in the US (intervento in video) Maria Bailey BSM Media – La mediazione delle mamme nelle scelte dei figli Gabriella Valera Topolino – Coinvolgere le lettrici su più media Vera Montanari Grazia e Flair – Le imprese e la ridondanza informativa Layla Pavone Isobar – IAB – Essere presenti senza essere invadenti Francesca Pauly Unilever.

Posted in Cronaca/News | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »