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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘valutazione’

Decontribuzione Sud

Posted by fidest press agency su martedì, 25 agosto 2020

“Anche le Marche devono far parte delle regioni beneficiarie del provvedimento Decontribuzione Sud, Così come è stato nel DL rilancio per l’ammortamento degli investimenti. Questo l’appello di Fratelli d’Italia, che chiede di estendere gli sgravi contributivi del Decreto Agosto a tutte le regioni colpite dal sisma e non incluse nei criteri di valutazione iniziale, ovvero Marche e Lazio. Il Decontribuzione Sud permette infatti di ricevere un esonero dal versamento dei contributi previdenziali pari al 30% del totale previsto, più l’esclusione dei premi e dei contributi spettanti all’INAIL. Un beneficio che, qualora spettasse solo alle regioni previste finora e individuate tramite criteri basati solo sul PIL pro capite e il tasso di occupazione, danneggerebbe particolarmente il Centro-Sud delle Marche: l’Umbria e l’Abruzzo infatti sono già incluse nel provvedimento. Questo potrebbe penalizzare fortemente i territori contigui”. “Ci sono ancora 60 giorni prima che il Decreto Agosto si trasformi in legge, la nostra proposta è di inserire tutte le regioni coinvolte nel sisma del 2016, così da aiutare la ripresa di quelle aree che scontano, oltre alla crisi Covid, anche quattro lunghi anni di mancata ricostruzione” afferma il Commissario regionale di FdI Marche, Emanuele Prisco.

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Covid 19, valutazione malati a casa

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

by Mauro Miserendino. I medici di famiglia rivendicano un ruolo chiave nella fase 2: seguire a distanza i malati Covid-19 tenuti a casa, integrare il monitoraggio delle Unità speciali di continuità assistenziale, prescrivere antivirali ed antimalarici autorizzati dall’Agenzia del farmaco e se necessario interagire con le farmacie ospedaliere. Le richieste fanno parte di un documento che Fimmg ha inviato al ministro della Salute e di una “rivoluzione della medicina generale”, così la chiama il segretario nazionale Silvestro Scotti, per gestire la fase endemica del virus. Una fase che seguirà la ripresa lavorativa, e che il ministro Roberto Speranza va preparando per gradi. Si parte in questi giorni con l’approvazione dei test sierologici che dovranno affiancarsi ai tamponi. Solo una volta scoperto che ha anticorpi Igg positivi al virus, niente Igm e tampone negativo un soggetto si considererà guarito, immunizzato ed arruolabile per lavorare. Gli ex infettivi con “patente di immunità” potrebbero essere i primi a recarsi al lavoro almeno là dove si stenta ad uscire dalla conta dei nuovi infetti.Nel frattempo, in tutte le regioni va aumentando il numero dei tamponi effettuati per accertare se la malattia è in corso. Sono intorno a 9 mila i test medi giornalieri in Lombardia, 2500 in Campania (a regime 3 mila). In Veneto, prima regione ad inaugurare la fase di riapertura, l’obiettivo della prossima settimana è 13 mila tamponi al giorno. L’Emilia Romagna agisce per categorie e ha quasi completato l’esame dei dipendenti della sanità; la Toscana è sui 3500 tamponi al giorno, il Sud sta un po’ indietro ma non c’è regione dove non si stia lavorando a regime. L’Abruzzo ha superato da un po’ i 20 mila tamponi su 1,3 milioni di abitanti, la Puglia sfiora i 30 mila la Sicilia supera i 35 mila, il Lazio va verso gli 80 mila. Sul fronte dei test sierologici qualche regione è andata un po’ avanti, come il Lazio che ha deliberato la commercializzazione e attraverso il privato è pronto a veder offrire i dosaggi di anticorpi. Persino i comuni scattano in avanti e Milano parte senza attendere la Lombardia accordandosi con l’ospedale Sacco per screenare i 4 mila dipendenti dell’azienda dei trasporti.
Per la fase 2, come già accennato, si fanno avanti i medici del sindacato maggioritario, garanti di un sistema di cure unitario, per pazienti non gravi gestibili a casa a un curante che li conosce. «Mettere in mano ai medici di famiglia la gestione dei contagiati non gravi semplifica tutto», sintetizza Scotti. Una premessa: in questi giorni si vanno intensificando gli incontri congiunti tra Fimmg, Fnomceo e Farmindustria. Tema: garantire accesso alle terapie a tutti i pazienti che in Italia ne hanno bisogno, dare continuità all’Ecm e mantenere l’informazione scientifica. Obiettivo degli incontri è anche meglio definire “il ruolo dei medici di famiglia nella prevenzione e nella ricerca farmaceutica attraverso la loro esperienza con studi osservazionali e di real world evidence, a beneficio dei pazienti”.Su questo sfondo, si staglia la richiesta dei mmg di prescrivere idrossiclorochina ed altri farmaci agli infettivi non ospedalizzati e di poter indirizzare loro le Unità speciali di continuità assistenziale equipaggiate per le visite a casa ai malati. Il documento anticipato da Ansa specifica come si potrebbe utilizzare un’app israeliana che con un video-selfie fornisce in tempo reale saturazione e frequenza cardiaca e respiratoria del paziente a casa. I medici di famiglia chiedono inoltre di interloquire con le farmacie ospedaliere per l’approvvigionamento dei farmaci consentiti da Aifa per i trattamenti territoriali. Scotti ricorda che di un paziente con virus trattato sulla base delle linee guida Aifa, il medico di famiglia conosce se è cronico, di quali eventuali altre malattie soffre, i tempi di monitoraggio richiesti da queste ultime, le possibili reazioni avverse. E che oltre 45 milioni dei 235 destinati dalla Finanziaria 2020 alle Asl per l’acquisto di diagnostica portatile per gli studi dei Mmg nel decreto “salva-imprese” saranno destinati all’acquisto di saturimetri da collegare da casa con lo studio del medico. (fonte: Doctor33)

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Webcast “Impatto del COVID-19 sulla Valutazione Aziendale in Italia”

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2020

L’incontro virtuale, che ha visto la partecipazione di alcuni dei maggiori specialisti, ha affrontato temi di stringente attualità, analizzando l’impatto della pandemia sulla valutazione del valore d’impresa, dei beni aziendali e sugli investimenti nel settore immobiliare nel nostro Paese.
In apertura, Gregorio De Felice, Chief Economist & Head of Research di Intesa Sanpaolo, ha offerto il suo punto di vista sull’attuale situazione macroeconomica: “La crisi che stiamo vivendo ha caratteristiche peculiari rispetto a quelle del passato: non è infatti derivante da bolle speculative, da problematiche del mercato immobiliare o dall’insolvibilità dei mutui subprime. La sua origine è legata alla necessaria chiusura improvvisa delle aziende da parte dei governi, che ha causato uno shock dell’offerta e l’interruzione delle catene del valore. Il secondo shock riguarda il lato della domanda, con redditi che diminuiscono più che proporzionalmente rispetto ai sussidi. I due shock congiunti possono determinare l’innesco di circoli viziosi e il raggiungimento da parte di molte aziende di soglie che conducono alla chiusura. Un terzo shock riguarda poi la tenuta dei conti pubblici, con l’Italia in una posizione di particolare vulnerabilità, a causa dell’aumento delle spese sanitarie e degli interventi diretti ed indiretti: sostegni a famiglie e imprese e rinvio e riduzione delle entrate tributarie. Infine, il quarto shock è di natura finanziaria, legato alla perdita di ricchezza delle famiglie provocata dal crollo dei mercati e dal rischio di un eccessivo assorbimento di capitale per i sistemi bancari.”
“Le possibili previsioni sugli impatti della crisi dipendono in larga parte dalla lunghezza temporale delle restrizioni e dall’entità delle misure di stimolo monetario e fiscale. Quello che pare inevitabile è una forte contrazione del PIL delle principali economie mondiali per il 2020, con una stima di diminuzione del PIL globale attorno al 3% e un aumento del debito pubblico e privato. Per l’Italia, oltre alle misure nazionali, sarà importante capire le mosse europee: una prima risposta è stata l’attivazione di un fondo di garanzia della BEI da 25 miliardi di euro, il lancio del programma SURE per contenere gli effetti negativi della disoccupazione e l’attivazione di una linea di credito del MES fino al 2% del PIL. A questo punto, diventa determinante il Consiglio Europeo del prossimo 23 aprile, in cui si discuterà di un recovery fund che potrebbe raggiungere anche i 1.000 miliardi di euro, temporaneo e mirato ai costi della crisi e ad una forte azione di rilancio delle economie europee” ha concluso De Felice.“Considerando invece gli impatti diretti nei bilanci delle Società, in particolare per le quotate, ma non solo, sarà importante verificare la tenuta del valore di beni tipicamente soggetti ad Impairment Test. E’ verosimile ipotizzare che gli Impairment Test su avviamenti e/o altri beni a vita utile indefinita effettuati al 31 dicembre 2019 dalle Società non recepiscano ancora gli effetti del COVID-19 in quanto a quella data non si era ancora manifestato. Adesso però, per effetto della pandemia, l’andamento economico a livello globale – con forte caduta dei valori di mercato -, l’effetto del lockdown sui risultati aziendali, l’instabilità e l’incertezza attuale, generano un cosiddetto “triggering event” che potrebbe implicare la necessità di condurre nuovi Impairment Test prima della fine dell’anno 2020. A fronte di questo nuovo scenario economico, occorre quindi chiedersi se i business plan già redatti dalle Società siano ancora validi, o se le aziende si siano già attivate per rivederli, in maniera più o meno marcata a seconda dei settori e dei Paesi di attività. In ogni caso occorre tener presente che l’effetto sui piani interesserà non solo gli aspetti economici, ma anche quelli patrimoniali, in quanto ci potranno essere dei ritardi negli investimenti previsti e si potrà assistere ad un’ulteriore dilazione dei pagamenti, con conseguenti effetti sul capitale circolante e sui cash flow e con possibili effetti anche sui covenant finanziari. Sarà quindi necessario da parte dei valutatori una revisione più attenta dei piani delle Società, capire l’andamento della volatilità e considerare diversi scenari di piano.” Infine, Paola Ricciardi, Country Manager Duff & Phelps in Italia e Responsabile della Divisione Real Estate, ha fornito una panoramica sui possibili impatti della pandemia nel settore Real Estate in Italia, commentando: “La crisi agisce da catalizzatore nelle situazioni di stress e riporta gli investitori a essere ancora più selettivi rispetto al passato. Quindi per la componente immobiliare l’invito è quello di valutare una corretta gestione del patrimonio.”L’incontro è stato organizzato da Duff & Phelps con il patrocinio di AIFI, American Chamber of Commerce in Italy e ANDAF.

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Coronavirus: La ministra Dadone ricorda che soltanto i concorsi per la valutazione dei titoli nella PA non sono bloccati

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2020

La titolare dei comparti pubblici specifica che, nel periodo di emergenza da Covid-19, le modalità di valutazione dei candidati su basi curriculare o telematica sono le uniche procedibili. Anief chiede di utilizzare questa procedura per l’assunzione dei precari della scuola a dispetto di quanto potrebbe essere pubblicato oggi, dalla bozza del decreto Scuola, che entro oggi arriverà in CdM.È previsto, infatti, che il ministro potrebbe ricevere l’autorizzazione alla pubblicazione dei bandi ordinari e straordinari. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “è evidente che il problema non è nella modalità della procedura selettiva, ma nella mancata volontà per la scuola di procedere con concorsi per titoli e servizi. Nella scuola queste liste sono pronte, perché già abbiamo le graduatorie di istituto, composte proprio da titoli e servizi, così come le graduatorie Ata 24 mesi. Anziché puntare su concorsi per ora fantasma perché non espletabili, perché non ci si muove per assumere in ruolo e valorizzare il merito del personale precario, insegnanti e Ata, che da tanti anni sopperisce alla mancanza di decine e decine di migliaia di lavoratori di ruolo? Come Anief, su questo punto, abbiamo presentato un emendamento, assieme ad altri 14, alla V commissione del Senato: si modifichi il DL n. 18 del 17 marzo 2020 e si riveda un decreto scuola che esclude migliaia e migliaia di precari ad alto rischio impugnazione”.Con un’enormità di posti vacanti, 200 mila docenti e 40 mila Ata, per la scuola il 2020 avrebbe dovuto essere l’anno della svolta, ma l’emergenza sanitaria legata al Coronavirus ha modificato l’iter delle procedure. Il problema, secondo la stampa specializzata, è che il Governo non sembra prendere in considerazione le ipotesi avanzate dai sindacati e dalle componenti politiche, che puntano perlopiù a una selezione per titoli e servizio dei docenti con almeno tre anni di servizio, destinatari del concorso straordinario di 24.000 per la scuola secondaria. L’intenzione, dichiarata dalla ministra Lucia Azzolina, anche durante l’ultimo incontro con i sindacati, è quella invece di tirare dritto e rispettare la data ultima del 30 aprile per la pubblicazione dei bandi di concorso, rinviando l’espletamento delle prove a un momento in cui ci saranno le condizioni. Secondo Orizzonte Scuola, quindi “le assunzioni per l’anno scolastico 2020/21, anche qualora avvenissero in ritardo, avrebbero comunque validità giuridica dal 1° settembre 2020. Una strada percorribile, ma sicuramente in salita”. Ai governanti, infatti, non sembra interessare più di tanto che a settembre non vi saranno le condizioni per coprire le cattedre e quindi per fare avviare l’anno scolastico in modo regolare. Intanto la ministra Fabiana Dadone ha pubblicato una circolare esplicativa, il 1° aprile 2020, in cui fornisce chiarimenti sulla misura inerente il “blocco concorsi”. Nella circolare si ricorda che in questo periodo di emergenza, il Governo a metà marzo ha sospeso “lo svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso al pubblico impiego, ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica”, per un periodo di “sessanta giorni”, a meno che “la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, a prescindere dalla fase della procedura”. Pertanto, se la modalità esclusivamente telematica è da escludere in questa fase per i concorsi scuola, la valutazione del solo curriculum (titoli + servizio) nel caso dei docenti corrisponde invece a quanto richiesto dai sindacati e da una parte dei precari.

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Garantire agli studenti la valutazione meritocratica

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

“La scuola durante questa emergenza sanitaria, grazie all’impegno ed alla dedizione dei docenti, ha concretamente scoperto la didattica a distanza. In molti casi però gli studenti non hanno potuto usufruire a pieno di questo nuovo modo di studiare. Diverse le cause: per assenza di strumentazioni informatiche, per l’insufficienza dei collegamenti internet, ma anche per una precaria situazione economica familiare. Fratelli d’Italia in considerazione di queste ed altre problematiche, propone di posticipare la valutazione, inerente al programma di questo ultimo periodo, alla fine del prossimo anno scolastico ovvero 2020/21, ad eccezione ovviamente delle classi terminali che sosteranno le prove d’esame. Precisamente nei mesi di settembre ed ottobre 2021 e dopo aver preso parte ad appositi corsi di recupero. In questo modo si avrà effettivamente una valutazione complessiva del biennio, garantendo una reale valutazione meritocratica, anche per chi non ha potuto pienamente usufruire della didattica a distanza”.
Lo dichiarano i deputati di Fratelli d’Italia Paola Frassinetti e Carmela Ella Bucalo rispettivamente vicepresidente della Commissione Cultura della Camera e responsabile scuola del dipartimento di Fratelli d’Italia.

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Valutazione dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

È stato siglato l’accordo tra il Miur e le associazioni sindacali rappresentative in merito al procedimento di valutazione dei dirigenti scolastici per l’a.s. 2018/2019. Dal documento si evince che è stato concordato come il procedimento di valutazione dei DS relativo all’anno scolastico 2018/2019 è privo di ricadute sulla retribuzione di risultato; le attività connesse al processo di valutazione predisposte per l’a.s. 2018/2019 e le relative risultanze sono finalizzate ad una significativa revisione del procedimento di valutazione dei DS, da operarsi in sede di confronto, che tenga anche in adeguata considerazione le condizioni di contesto in cui operano i DS; in questa fase transitoria, la partecipazione alla valutazione da parte dei DS è da intendersi non prescrittiva e quindi la mancata partecipazione esclude l’espressione della valutazione di prima istanza da parte dei Nuclei di valutazione nonché l’adozione di qualsiasi provvedimento di valutazione finale da parte dei direttori del Uffici scolastici regionale; l’amministrazione s’impegna, appena sottoscritto in via definitiva il Ccnl di area, ad avviare tempestivamente il confronto sulla procedura e sulle modalità della valutazione dei DS per il triennio scolastico 2019/2022.Udir ha portato l’argomento spesso in primo piano, sottolineando la non equiparazione tra i dirigenti scolastici e i dirigenti confluiti nella stessa area: tra i punti, spicca anche la differente valutazione che senza dubbio non dà il giusto riconoscimento al ruolo del DS. Tra le proposte del giovane sindacato c’è proprio quella, tra l’altro a costo zero, che riguarda la valutazione: infatti i dirigenti scolastici, dal 2016, sono confluiti in un’unica area dirigenziale; mentre prima avevano un’area specifica, l’area V, adesso sono inseriti insieme ai dirigenti delle Università e della Ricerca e dell’Afam. Inspiegabilmente per i DS è in piedi una procedura di valutazione molto complessa, diversa da quella di tutti gli altri dirigenti, che aggrava pure il loro lavoro. Reputiamo inoltre che tale iter sia discriminante, oltre ad avere un costo per l’amministrazione, di cui non ci si spiega il senso.Udir ha pure presentato un emendamento, che tratta lo stesso tema, al ddl Semplificazione AC 1550 e AS 989: “la norma intende adottare, nel rispetto delle competenze specifiche individuate dal legislatore sul ruolo e le responsabilità del dirigente scolastico, le stesse modalità di valutazione riservate agli altri dirigenti confluiti nella stessa area dell’istruzione e della ricerca”.Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, afferma che “il confronto programmato dall’accordo sottoscritto da Miur e sindacati fa ben sperare; infatti è arrivato il momento di dare alla categoria dei DS, oberata di responsabilità e mansioni, i giusti riconoscimenti”. L’accordo firmato segue le richieste di emendamento presentate in Parlamento a seguito dell’audizione del giovane sindacato e della Confedir con cui si è chiesto la sospensione della procedura. Non si arriva a uno stop, ma alla presa d’atto che i presidi non saranno più obbligati alla compilazione del portfolio e della necessità di un cambiamento. Inoltre, “siamo pronti a vigliare sull’applicazione della norma contrattuale in attesa di diventare rappresentativi”, conclude il presidente Udir Marcello Pacifico.
Il sindacato continua l’attività formativa attraverso le Giornata di studio: Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali e i Seminari diventare Dirigente.

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Dirigenti scolastici: prima di valutarli bisogna pagarli adeguatamente

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 luglio 2018

Non si placa la protesta contro una valutazione del lavoro degli ex presidi che continuano a prendere lo stesso stipendio da dieci anni e che anzi potrebbero prendere la metà degli aumenti degli altri dipendenti pubblici per il 2018, quando per loro dalla legge di Stabilità è stato finanziato un +1,45 rispetto al +3,48 dato agli altri. Marcello Pacifico (presidente nazionale Udir): A queste condizioni per noi è davvero inutile la valutazione: prima di pensare alle pagelle, perché non dare ai dirigenti una retribuzione corrispondente al loro operato? Davvero il ministro spera di risolvere la situazione dei DS in questa maniera? I nostri presidi sono sempre super controllati ma in cambio non ottengono nulla, se non maggiori mansioni e responsabilità: sono carichi di oneri, ma fermi nei loro stipendi. Dunque, prima si pensi davvero a risolvere questo problema.

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Valutazione delle tecnologie sanitarie nell’UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 febbraio 2018

BruxellesBruxelles La Commissione ha presentato oggi una proposta volta a promuovere la cooperazione tra gli Stati membri dell’UE in merito alla valutazione delle tecnologie sanitarie. Una maggiore trasparenza conferirà poteri più ampi ai pazienti, garantendo loro l’accesso a informazioni sul valore clinico aggiunto di nuove tecnologie che potrebbero potenzialmente recare loro beneficio. Un maggior numero di valutazioni potrebbe portare a strumenti sanitari efficaci e innovativi, più rapidamente disponibili per i pazienti. Per le autorità nazionali ciò significa poter formulare politiche per i propri sistemi sanitari sulla base di evidenze più solide. I fabbricanti, inoltre, non dovranno più adeguarsi a procedure nazionali differenti.
La proposta di regolamento relativo alla valutazione delle tecnologie sanitarie, che riguarda i nuovi medicinali e alcuni nuovi dispositivi medici, getta le basi per una cooperazione permanente e sostenibile a livello dell’UE in merito alle valutazioni cliniche congiunte in questi settori. Gli Stati membri potranno utilizzare strumenti, metodologie e procedure comuni in materia di valutazione delle tecnologie sanitarie in tutta l’UE, collaborando in quattro settori principali: 1) valutazioni cliniche congiunte incentrate sulle tecnologie sanitarie più innovative, dall’impatto potenzialmente più significativo sui pazienti; 2) consultazioni scientifiche congiunte grazie alle quali gli sviluppatori possono chiedere la consulenza delle autorità di valutazione delle tecnologie sanitarie; 3) individuazione delle tecnologie sanitarie emergenti al fine di riconoscere precocemente le tecnologie promettenti; 4) proseguimento della cooperazione volontaria in altri settori. La responsabilità della valutazione degli aspetti non clinici (ad esempio, economici, sociali, etici) delle tecnologie sanitarie e delle decisioni in materia di fissazione dei prezzi e di rimborso continuerà a incombere ai singoli paesi dell’UE.
La cooperazione su basi sostenibili a livello dell’UE in materia di valutazione delle tecnologie sanitarie dovrebbe garantire a tutti i paesi dell’Unione di poter realizzare guadagni di efficienza, massimizzando il valore aggiunto dell’UE. Il rafforzamento della cooperazione a livello dell’UE in questo settore è largamente sostenuto dai portatori di interessi, favorevoli all’accesso tempestivo dei pazienti all’innovazione. I portatori di interessi e i cittadini che hanno risposto alla consultazione pubblica della Commissione si sono espressi massicciamente a favore della proposta, riconoscendo quasi tutti (98%) l’utilità della valutazione delle tecnologie sanitarie e condividendo in larga maggioranza (87%) l’opinione che la cooperazione a livello UE in materia dovrebbe continuare oltre il 2020.

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Vicenza città tra le più inquinate in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 31 gennaio 2016

vicenzaIl 55% dell’inquinamento dell’aria su Vicenza è dovuto alle emissioni delle acciaierie Valbruna, che insistono sulla città, lo dice uno studio del Comune di Vicenza. Allora ci spieghino, gli amministratori del comune, se vogliono continuare a prendere in giro la popolazione con le limitazioni del traffico e le domeniche ecologiche oppure se non intendono rispettare le regole ovvero la legge europea e italiana che li, obbliga, a dotarsi del Piano Strategico di risanamento dell’aria. Strategico significa Valutazione ambientale strategica (Vas) con azioni su tutte le fonti di inquinamento e in sinergia con tutti gli altri piani che incidono sull’ambiente e lo sviluppo del territorio, con monitoraggi e partecipazione e informazione alla popolazione che è la diretta interessata. I piani farlocchi che agitano i sindaci non sono quelli previsti dalla legge. Lo sa pure Legambiente, che se ne sta zitta. Quando dalla Commissione europea arriveranno le multe, perchè arriveranno, le dovremo pagare noi cittadini con le tasse aumenti dei servizi comunali, oppure ci verranno decurtati i fondi europei alla nostra regione. Grazie ai nostri amministratori il danno per la popolazione diventa doppio: sanitario e pecuniario. (Maria Grazia Lucchiari, delegata Aduc Veneto)

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Prosegue il trend positivo per le esportazioni di marmi italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 15 settembre 2013

Carrara, Toscana, Italia

Carrara, Toscana, Italia (Photo credit: Wikipedia)

Anche nel primo semestre del 2013 sono aumentate quantità e valori. Il marmo che segna le performances più interessanti sia per i grezzi sia per i prodotti lavorati e il mercato americano si conferma leader per incremento percentuale. Continua invece la lunga fase negativa del granito.L’export italiano di materiali lapidei ha proseguito la sua fase positiva anche nel primo semestre del 2013. Lo rilevano le statistiche elaborate dall’ufficio studi dell’Internazionale Marmi e Macchine di IMM Carrara che ha operato sulle rilevazioni Istat confrontandole con la serie storica che ha realizzato nel corso degli anni. Nel primo semestre 2013 l’Italia ha esportato 2.111.520 tonnellate di materiali lapidei per un valore complessivo di 923.493.510 euro, in crescita tendenziale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente sia in quantità (+2%) che in valore (+7,2%). In momenti non certo positivi per l’economia nazionale il comparto marca con forza la sua propensione all’export basata sulla vitalità delle aziende e sulla loro capacità di mettere sui mercati lavorati di qualità e ad alto valore aggiunto.A trainare il comparto sono soprattutto le esportazioni di marmo sia grezzo che lavorato. L’Italia ha, infatti, esportato, nel primo semestre, 699 mila tonnellate di marmo in blocchi e lastre per un valore di 158,7 milioni di euro con un aumento del +6,45% in quantità e del +10,64% in valore. Molto buono anche il trend dei lavorati con un export di oltre 451mila tonnellate di marmo lavorato per un valore di quasi 423,4 milioni di euro e con un incremento, rispetto allo stesso periodo del 2012 sia in quantità (+4,5%) che in valore (+10,4%). (Vedi tavola numero 1).
Le esportazioni di granito in blocchi e lastre, da alcuni anni in fase di contrazione, sono state pari a 74mila tonnellate (-5%) nei primi sei mesi del 2013 per un valore di poco superiore a 20 milioni di euro, mentre si registra un export di 282mila tonnellate per i graniti lavorati con un aumento di quasi il +4% nei valori che sono stati di 269,4 milioni di euro. Per una sommaria valutazione della contrazione del comparto nazionale del granito è utile proporre un confronto dell’export graniti con quello dell’intero anno 2006 quando il settore esportò 189.000 tonnellate di graniti in blocchi e lastre per un valore di 49 milioni di euro e 943.754 tonnellate di graniti lavorati per un valore di ben 811 milioni come riportato da Stone Sector 2007 edito da Internazionale Marmi e Macchine.

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Le nuove regole per le agenzie di rating confermate dal Parlamento europeo

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2013

Nuove regole su quando e come le agenzie di notazione del credito possono emettere rating sul debito pubblico e sullo stato di salute finanziaria delle aziende private sono state approvate mercoledì. Secondo la nuova legislazione, le agenzie potranno emettere rating non richiesti sul debito sovrano solo in periodi specifici e per prevenire conflitti d’interessi, è fissato un tetto alle quote azionarie che le agenzie possono possedere negli enti di cui devono stilare la valutazione. È introdotta anche la possibilità per gli investitori di richiedere i danni per rating che si rivelano infondati e danneggiano i loro interessi. Le nuove regole sono state già concordate con il Consiglio.
Grazie ai deputati, le nuove norme migliorano la trasparenza dei rating introducendo l’obbligo per le agenzie di illustrare gli elementi chiave che le hanno portate a stabilire un rating e di astenersi da qualsiasi tentativo di influenzare le politiche nazionali. Date prestabilite per l’emissione di notazioni sul debito sovrano.
Rating non richiesti sul debito sovrano potranno essere pubblicati due o tre volte l’anno, in date stabilite in precedenza dalle stesse agenzie alla fine dell’anno precedente. Inoltre, questi rating potranno essere pubblicati solo dopo la chiusura dei mercati europei e almeno un’ora prima dell’apertura.
Gli investitori che basano le loro attività sui rating potranno citare in giudizio un’agenzia nel caso che la notazione emanata sia in contrasto con le nuove regole previste da questa legislazione, sia intenzionalmente sia per forte negligenza, indipendentemente dalla presenza di una relazione contrattuale fra le parti. Tali violazioni includono anche, a titolo di esempio, la pubblicazione di una notazione compromessa da un possibile conflitto d’interessi.
Per ridurre l’eccessivo affidamento sui rating, i deputati chiedono agli istituti di credito e a quelli privati d’investimento di sviluppare al loro interno le capacità per valutare il rischio creditizio. La Commissione europea dovrebbe inoltre considerare la possibilità di sviluppare delle linee guida europee.
Entro il 2020, nessuna legislazione europea dovrà più fare riferimento a rating esterni e le istituzioni finanziarie non saranno più obbligate a vendere automaticamente in caso di rating verso il basso.
Un’agenzia di notazione del credito dovrà astenersi dal pubblicare rating, o informare il pubblico sull’esistente conflitto d’interessi, nel caso in cui un azionista o un socio, in possesso di almeno il 10% dei diritti di voto, abbia investito nel soggetto valutato.Le nuove regole impediscono infine a qualsiasi persona di possedere più del 5% di diverse agenzie, salvo che queste non appartengano allo stesso gruppo.La relazione Domenici sul regolamento è stata adottata con 579 voti a favore, 58 contrari e 60 astensioni e quella sula direttiva con 599 voti a favore, 27 contrari e 68 astenuti.

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Nave Costa: valutazione distanza

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2012

“Per quanto riguarda la questione specifica della distanza minima dalla costa da osservare in fase di navigazione, non esiste una norma specifica né nella legislazione internazionale né nella legislazione dell’Unione”. Lo afferma l’europarlamentare del Pd, Debora Serracchiani, membro della commssione Trasporti, riferendo la risposta del commissario europeo Siim Kallas a un’interrogazione in cui la stessa Serracchiani, assieme ai colleghi Guido Milana e Silvia Costa, chiedeva se “tra i compiti dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) vi sia quello di definire i parametri minimi necessari per garantire la sicurezza delle imbarcazioni destinate al trasporto di passeggeri, anche relativamente alle distanze da osservare in fase di navigazione, con particolare riguardo alle aree di rilievo ambientale e paesaggistico”.
Per la Commissione europea, riferisce Serracchiani “l’aspetto della distanza minima rientra esclusivamente nella valutazione professionale del capitano, che si affida ai mezzi tecnologici necessari per una navigazione sicura”.
Evidenziando il fatto che “la risposta della Commissione giunge pressoché contemporaneamente alla firma del decreto del Governo italiano che fissa limiti al transito delle grandi navi vicino alle aree protette nazionali e a siti particolarmente sensibili dal punto di vista ambientale”, Serracchiani auspica che “l’Italia con questo provvedimento dia un positivo impulso alla revisione generale della legislazione sulla sicurezza delle navi passeggeri che è in corso nell’Unione europea e che – conclude – dovrebbe riflettersi nelle proposte della Commissione all’agenzia dell’Onu responsabile della sicurezza del trasporto marittimo”. (Giancarlo Lancellotti.

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La coesione nazionale

Posted by fidest press agency su martedì, 1 novembre 2011

Il torrino del Quirinale

Image by Air Force One via Flickr

Quanto sta accadendo in Italia da alcuni anni a questa parte è, a dir poco, sconcertante. Se ci limitiamo a considerare il solo aspetto del nostro malessere dello stare insieme in un paese che si chiama Italia possiamo dire che la situazione è andata deteriorandosi fino a far emergere una confusa e ingenerosa valutazione dei fatti storici che ci hanno portati ad essere una nazione di là di quella è stata la penisola degli stati regionali. Credo che siano note, se non altro per averlo scritto in più riprese, le mie critiche sull’unità nazionale vista più come un “affare” dalla monarchia sabauda che un serio intendimento di unire i tanti tronconi che pavesavano la penisola. Ciò non di meno dobbiamo inchinarci ai patrioti che con sincero spirito italico non hanno esitato ad esporsi fisicamente per quello che hanno considerato un imperativo della storia civile e culturale di un Paese. Ora dopo 150 anni appare persino stonato che qualcuno ci dica che la bandiera nazionale non ci rappresenta, che l’inno nazionale è sgradito, che il meridione è una terra irrecuperabile e sarebbe meglio lasciarla al suo destino e che un pedagogo nordista vale molto di più di quello del sud a prescindere dalle sue doti culturali. Tutto questo è un modo maldestro di seminaria zizzania per il solo gusto di fare chiasso e di generare malumori anche dove non ve ne sono né avrebbero motivo d’esservi.
La verità, come sempre, è di ben altra natura se pensiamo a questa unità di cui oggi festeggiamo i suoi 150 anni. Allora perdemmo una preziosa occasione per uno scambio intelligente delle risorse: la ricchezza del sud contro una maggiore identità statuale da parte del Nord. Il nostro meridione sentiva forte il bisogno di una autorità statuale presente, attenta, sensibile, pronta a far sentire la sua voce per una costruzione di un modello sociale unitario, una cultura della partecipazione e della condivisione, ma anche della solidarietà e del rispetto reciproco. Invece vi fu forte la percezione, da subito, che eravano in presenza di una logica deformante sulla stregua: togliti tu che mi ci metto io al solo scopo di “tutto cambiare per nulla cambiare”. E’ mancata quella necessaria discontinuità con il passato che avrebbe permesso al meridione di riconoscere e riconoscersi nell’unità del Paese.
Ora se vogliamo voltare pagina dopo 150 anni di errori e di abusi e di sfruttamenti dovremmo seguire l’insegnamento che ci viene dalla Germania dove l’unità del Paese, dopo il crollo del muro di Berlino, pose la parte ricca e più organizzata industrialmente ed economicamente ad affrontare il recupero delle regioni più svantaggiate con un piano di crescita che ebbe il solo scopo di unificare le risorse e non certo di continuare a segnare un distinguo. E’ questa l’idea nazione dove si cresce insieme o si muore insieme. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La crisi finanziaria si fa sentire

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 settembre 2011

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Image via Wikipedia

Dal bollettino bimestrale di MPI International emerge l’incertezza derivante dalle turbolenze finanziarie di quest’estate. Non mancano però le buone notizie. MPI International ha diramato negli scorsi giorni l’edizione di agosto di Business Barometer, il bollettino bimestrale che raccoglie e aggiorna gli indici più utili a dare il “polso” del mercato Mice. Secondo questa rilevazione, i professionisti degli eventi sono frenati dagli andamenti dell’economia americana e globale: il 69% degli intervistati ritiene prioritarie le questioni finanziarie, mentre nel bimestre precedente appena il 23% dava questa risposta. L’aumento delle tariffe aeree agisce negativamente sulla pianificazione dei viaggi a lunga distanza. E, nel complesso, l’incertezza economica globale fa salire addirittura del 14% il proprio potere negativo sul business (in questa edizione del Barometer è infatti il 15% degli intervistati a dichiararsene frenato, contro l’1% di giugno). Cresce, peraltro, il livello di partecipazione agli eventi malgrado siano in calo gli intervistati che lo ritengono in aumento (dal 49% di giugno al 44% di agosto). Interessante anche l’aumento della spesa per evento: il 35% dichiara di spendere di più e soltanto il 23% investe di meno. Aumentano pure coloro che dichiarano di aver assunto dipendenti a tempo pieno, anche se sono leggermente meno che a giugno: 22% contro il 24% (e per converso crescono anche quelli che non hanno assunto nessuno: 11% contro il 4% della rilevazione precedente). La partecipazione agli eventi si mantiene considerevolmente più elevata di un anno fa, anche se in calo (il 44%, contro il 49% di giugno, afferma di aver assistito a più meeting rispetto al pari periodo del 2010). Il mercato americano continua a concentrarsi sugli eventi domestici, sia corporate sia associativi, mentre quello europeo guarda anche all’internazionale: nel vecchio continente, oltre agli incontri locali corporate, aumentano anche i congressi associativi internazionali (che però, sul totale, sono in flessione secondo il 12%, contro l’8% che li dichiara in aumento). Visitate il sito http://www.mpiweb.it!

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Le Agenzie di rating giocano sporco

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2011

Finalmente la grande stampa nazionale sembra capire i giochi sporchi delle agenzie di rating e ha cominciato a sfidare le loro sentenze sullo stato di salute dell’economia. L’ultima riguarda il Portogallo i cui titoli sono stati declassati a livello junk, spazzatura. A risvegliare un senso di difesa dell’interesse nazionale sono state le valutazioni negative sulla manovra di finanza pubblica e sulla situazione delle 16 maggiori banche italiane. Finora i rating delle agenzie sono stati usati come clava da molti politici contro gli avversari. Nel 2006 quando abbassarono il rating italiano, l’opposizione gridò al fallimento del governo di Romano Prodi, che pure riuscì a ridurre il debito pubblico di circa 3 punti senza una politica di lacrime e sangue. Adesso gli annunci di abbassamento del rating da parte delle agenzie offrono il destro per asserire tout court che le politiche economiche non vanno bene. È legittimo opporsi alle varie scelte governative. Ma perché consegnare il governo dell’economia e la nostra sovranità nelle mani delle agenzie di rating? In tempi non sospetti abbiamo sollevato seri dubbi sui comportamenti delle tre sorelle, Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch, e sui loro conflitti di interessi. Nel 2006 in uno studio, citando i resoconti ufficiali, dimostrammo che i loro executive board, i direttori ed gli alti dirigenti provenivano dalle maggiori banche d’affari e dalle principali corporation americane. Oggi non è cambiato niente. Moody’s e S&P controllano oltre il 40% del mercato del rating. Moody’s vanta direttori provenienti da Citigroup, Chase Manatthan Bank, American Express e altri big. S&P è una controllata della McGraw-Hill, un gigante privato dei servizi finanziari, dell’informazione e dei media. È guidata anche da uomini provenienti dalle grandi banche a cominciare da Citigroup. Guarda caso proprio dalle banche che dominavano e dominano il mercato dei derivati Otc. Tutto legittimo, ma le agenzie di rating non ci parlino di trasparenza, indipendenza e garanzie contro possibili conflitti di interessi! Già in questa commistione appare lampante il conflitto di interessi, aggravato dal fatto che le agenzie sono pagate dalle banche per certificare i loro prodotti finanziari, come i Cdo e gli Abs.Titoli derivati su altri titoli di dubbio valore, quali ipoteche, mutui, carte di credito: debiti spesso difficilmente solvibili. Quasi tutti certificati con il bollino della tripla A. Si ricordi che più del 90% dei Mbs con rating AAA emessi nel 2006-2007 è stato poi declassato al livello di junk. In Italia ed in Europa la stampa parla solo delle difficoltà della Grecia o del Portogallo. Ma non dà il dovuto risalto alla decisione della Sec di avviare azioni legali nei confronti di alcune agenzie di rating, tra cui S&P, per il loro ruolo nella valutazione del merito creditizio di titoli legati ai mutui che hanno causato la crisi finanziaria. Nel mondo la credibilità delle tre sorelle è in discussione. La Cina ha la sua Dagong, che ha tagliato da AA ad A+ il rating del debito americano e poi a quello del Regno Unito. Sotto la spinta cinese in Malesia è stata costituita l’Associazione asiatica delle agenzie di rating con il compito di riformare il sistema e creare nuovi e condivisi standard internazionali di. Anche il premier russo Vladimir Putin ha annunciato che il suo governo era intenzionato a creare proprie agenzie. L’Europa mostra di essere troppo succube dei vecchi poteri finanziari. Continuiamo a ritenere urgente l’intervento dei governi per dettare norme stringenti a mercati finanziari, sistema bancario e agenzie di rating. Queste ultime sfuggono a qualsiasi seria regolamentazione. (di Mario Lettieri Sottosegretario dell’Economia nel governo Prodi e Paolo Raimondi Economista)

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Turismo. Noleggiare un’auto

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2011

Noleggiare un’auto può essere conveniente se si deve affrontare un lungo viaggio con la propria automobile. Infatti oltre ai costi di trasposto della propria vettura va sempre piu’ affermandosi la valutazione del rischio che si affronta: i dati su morti e feriti di ogni anno destano non poche preoccupazioni. Prendere l’aereo o il treno e poi affittare un’automobile e’ certamente comodo e anche meno rischioso. Vediamo i consigli.
• Un giro iniziale in Internet può essere utile per avere una panoramica delle tariffe, altrimenti si può ricorrere ai centralini delle varie societa’ di noleggio. Dal confronto dei costi di noleggio si può passare alle condizioni del noleggio stesso. Spesso il costo del noleggio di piu’ giorni e’ conveniente di quello di pochi giorni.
• Chi preleva l’auto in aeroporto deve considerare le tasse aeroportuali, che possono incidere sul costo finale: il 14% di tassa aeroportuale su 500 euro di affitto e’ una bella cifra, conviene allora prendere la macchina in città.
• Occorre far attenzione alle norme in materia di assicurazione: la franchigia, le rivalse e l’estensione al secondo guidatore.
• Controllare le condizioni dell’auto e dell’attrezzatura in dotazione per evitare addebiti successivi.
• L’automobile va restituita alla stessa ora nella quale e’ stata ritirata, altrimenti si rischia di dover pagare un giorno in più.
(Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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Volume: Disturbi alimentari

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2011

Parma 29 giugno, alle 11.30, presso l’Aula F del Polo Didattico di via Del Prato presentazione del volume “Disturbi alimentari. Valutazione psicopatologica multidimensionale e terapia integrata” (Espress Edizioni, Torino), scritto dal Prof. Carlo Pruneti, docente di Psicologia clinica presso l’Università di Parma, che avrà luogo Interverranno alla presentazione del volume in una breve tavola rotonda, oltre all’autore, il Prof. Mario Amore, Responsabile della Sezione di Psichiatria dell’Università di Parma, il Dr. Franco Giubilini, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’AUSL di Parma, e il Dr. Mirco Moroni, Professore a Contratto all’Università di Parma e già responsabile dei Servizi Socio sanitari dell’AUSL di Parma. Nonostante le malattie legate ai disturbi alimentari siano oggi in rapida crescita, spesso medici di base, endocrinologi, psichiatri, psicologi e psicoterapeuti hanno difficoltà a riconoscerle e soprattutto a gestirle adeguatamente. Il volume del Prof. Pruneti, in un’ottica multidisciplinare, affronta il problema dei disturbi del comportamento alimentare, fornendo ai vari specialisti del settore gli strumenti per comprendere la complessità di queste patologie, effettuare una valutazione globale del caso e individuare il trattamento più adeguato.
Carlo Pruneti, psicologo e psicoterapeuta, specializzato in Psicologia differenziale, insegna Psicologia clinica e Psicopatologia generale presso l’Università degli Studi di Parma.
Ha pubblicato diversi testi sull’argomento, tra i quali La diagnosi multimodale dei disturbi del comportamento alimentare (2003), Psicopatologia del comportamento alimentare(2005), I disturbi alimentari e ponderali in Medicina, chirurgia e psicologia (2006),Psicologia Clinica e psicopatologia (2008), Psicofisiologia Clinica (2010).

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Stabilità prezzi: valutazione controversa

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 marzo 2011

Il Consiglio direttivo della Bce, sulla base della consueta analisi economica e monetaria, ha dedotto che si attende una sostanziale stabilità dei prezzi nell’immediato e nel medio termine. Tale orientamento benché l’incertezza non è da sottovalutare appare confermata dalle ultime analisi monetarie e dallo scenario macroeconomico mondiale. Ma non sembra rispecchiare ciò che sta accadendo in questi giorni con una consistente impennata del costo della benzina e dei suoi derivati alla pompa. L’effetto trascinamento sugli altri prodotti è inevitabile e, quindi, sta nelle cifre prevedere una impennata dei prezzi al consumo a partire da quelli di prima necessità e dei trasporti pubblici in primis. Per questi ultimi si parte da bilanci in rosso derivati per lo più da una cattiva amministrazione ma che si continua a negarne gli effetti con il risultato che arriveremo ad una ennesima lievitazione delle tariffe e già si parla di un 10-15% in più da quelle in corso. E’ questo il “male oscuro” che domina la scena economica italiana e che la politica ha rinunciato a gestire in termini virtuosi. Si lasciano al loro destino gli sprechi, gli abusi, le assunzioni facili e improprie perché vi ruotano intorno interessi inconfessabili ma capaci di condizionare la classe politica. Con tutto questo andazzo non si trova di meglio che scaricare, come oramai si fa da anni, i deficit di bilancio con la leva dell’aumento delle tariffe. D’altra parte è un male che con il tempo si è incancrenito e non vi è governo e parlamento capace di spezzare questa spirale perversa. Come dire tutti ci “bagnano il pane” e solo il povero pantalone deve pagarne le conseguenze. (A.R.)

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Formigoni alla maratona di Milano

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2011

In preparazione all’undicesima edizione della Milano City Marathon, in programma domenica 10 aprile, è stato organizzato oggi da RCS Sport in collaborazione con Rosa&Associati il “ Training Day”, test di valutazione funzionale del singolo atleta. Per gli organizzatori della Maratona di Milano, questo test è fondamentale e utile sia per chi si affaccia per la prima volta al mondo della corsa, sia per chi ha già macinato chilometri. Grazie a questo sistema evoluto, di valutazione, si può progettare l’allenamento perfetto, personalizzato e finalizzato all’obiettivo che l’atleta si è prefissato di raggiungere. Tra i partecipanti il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, che ha così commentato: “La corsa è il mio sport e ho voluto sottopormi a questo test scientifico per capire cosa correggere e migliorare nei miei allenamenti. Consiglio a tutti di correre ognuno al suo ritmo per sentirsi bene con sé stessi.” Il Consorzio Milano Marathon formato da RCS Sport e Rosa&Associati ha voluto regalare ai partecipanti anche la prova di misurazione del piede effettuata da Mizuno, sponsor della Maratona meneghina fino al 2012, che consiste in una vera e propria analisi plantare volta alla miglior scelta della calzatura più adatta all’atleta. (formigoni)

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Emma Bonino la più amata dagli italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 gennaio 2011

Nel corso dell’ultima puntata di Ballarò un sondaggio Ipsos ha rivelato una notizia che meriterebbe maggiore valutazione da parte di analisti e commentatori, oltre che dalle stesse forze politiche.
Il leader politico in cui gli italiani hanno più fiducia è la radicale Emma Bonino, che con il 44% delle preferenze precede i vari Bersani, Vendola, Fini, Casini, distanziando di molto Berlusconi, Di Pietro e Bossi. Una vera e propria “notizia”, considerato che l’esposizione mediatica della Bonino è decine di volte inferiore a quella di coloro che precede. Evidentemente, nonostante l’isolamento politico e il silenzio cui siamo costretti, la capacità di lotta e di proposta dei Radicali è ancora oggi
percepita dagli italiani come la più autorevole e credibile, in continuità con il risultato delle ultime elezioni regionali, quando il 51,8% degli elettori della Capitale preferì la Bonino all’avversaria Polverini. Questa forza, che affonda le radici nel vissuto dei cittadini, spiega il perché ai Radicali venga pervicacemente negata la dignità di interlocutore politico, mentre ai telespettatori è sottratta la possibilità di conoscerne  iniziative e proposte di alternativa riformatrice. A questo punto, viene da chiedersi a chi convenga tutto ciò.

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