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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘vangelo’

Diario di un pellegrino – Vangelo e Zen

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 giugno 2018

Milano Domenica 10 giugno 2018 – ore 16 Chiesa di Sant’Alessandro – Piazza Sant’Alessandro Renato Corti, Vescovo Cardinale; Jiso Forzani, Monaco dello Zen e Autore della prefazione del libro; Luciano Mazzocchi, Sacerdote missionario e Autore del libro.Luciano Mazzocchi, Missionario Saveriano, ha vissuto tra il 1963 e il 1982 in Giappone. Rientrato in Italia, si è dedicato alla formazione dei giovani missionari e alla promozione del dialogo interreligioso nelle Chiese locali. Nel 1994, con Jisō Forzani, monaco e missionario dello Zen, dà inizio, a Galgagnano (LO), alla “Stella del Mattino”, laboratorio di dialogo tra Vangelo e Zen. Un confronto di alcuni anni con la Congregazione per la Dottrina della Fede si conclude con l’approvazione dell’allora prefetto cardinale Joseph Ratzinger (1999). Dal 2005 al 2014 è cappellano della comunità cattolica giapponese della diocesi di Milano. Nel 2008, con alcuni amici, fonda l’Associazione “Vangelo e Zen” (Desio – MB). È autore di diversi libri. Con Paoline ha pubblicato Delle onde e del mare. L’avventura di un cristiano in dialogo con lo Zen (20143) e Pensieri di vita. Ascoltando il creato (20162).
Ora torna in libreria con il volume Passi, in cui presenta meditazioni ispirate da alcuni avvenimenti di questi ultimi anni. Si tratta di testi brevi, che prendono spunto narrativo, spesso, dalla cronaca di episodi di vita quotidiana vissuta o da riflessioni personali dell’autore, a volte, dalle letture dell’anno liturgico della Chiesa cattolica. Gli argomenti sono i più diversificati e trovano unità nello sguardo di fede con cui vengono considerati, in dialogo costante, secondo la formazione dell’autore, tra Vangelo e Zen. Qualche titolo illuminante: Il giovane senza dimora, L’amore non è protagonismo, Le mani sporche di Dio, La compostezza zen, L’Io credente, l’Io non credente, Poporoya.Scrive l’autore nell’introduzione: “In queste pagine evoco riflessioni e meditazioni che alcuni avvenimenti di questi ultimi anni, dal 2009 a oggi, hanno suscitato nella mia coscienza. La coscienza di una persona è ovviamente limitata; tuttavia è solo nel limite della propria coscienza che prende forma il qualcosa che ciascuno di noi può offrire, di veramente suo, all’immenso cammino dell’universo. Ogni giorno mi siedo in zazen, la meditazione secondo la tradizione dello Zen, come atto di comunione con il fondo calmo che soggiace nelle cose che si agitano in superficie. Ogni giorno celebro l’eucaristia e, nutrito da quel pane e irrorato da quel vino, sperimento la presenza di Dio che nutre l’universo affamato e assetato. Avrei potuto riordinare queste annotazioni suddividendole secondo un filo logico; ma ho scelto di seguire la successione cronologica. Il tempo contiene una logica più reale che non quella elaborata dalla mente umana. Al benevolo lettore di questa raccolta di note, un invito: se trova una frase che ritiene utile per il suo cammino di vita, la lasci macerare nei giorni che passano. Quando tutto sarà dimenticato, quella frase sarà diventata energia della sua vita”.

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L’irriverente guarda la campagna elettorale e si chiede: ho sbagliato Pianeta?

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 febbraio 2018

L’irriverente se ne stava buono buono ad osservare la campagna elettorale e a registrare il possibile, quando ha fatto un sobbalzo sulla seggiola, complice il leader leghista Matteo Salvini che, in una manifestazione a Milano ha brandito Vangelo e rosario per meglio qualificarsi e cercare di ottenere consensi al suo partito e, soprattutto, alla sua candidatura alla guida del governo nazionale (ma non erano federalisti? Va buo’, questo gli offre il convento… ma non entriamo in un altro discorso). Certo, ci eravamo “abituati” a proclami e cortei polacchi che, in fatto di uso della religione cattolica a fini politici, i nostri partner comunitari della benemerita rivoluzione di Danzica sembrava non fossero secondi a nessuno… cosi’ come eravamo “abituati” ad alcuni proclami mediatici tipo crociate dei secoli passati con giornali “organi di partito” e quindi pagati da tutti i contribuenti in nome della pluralita’ dell’informazione… ma
dall’opinione mediatica alle proposte di governo, l’uso e il proposito di certi metodi, ci lasciano un po’ piu’ perplessi.
Certo, in era globalizzazione di idee e costumi, dovremmo esserci abituati, per esempio, ai proclami e ai metodi dell’Isis o alle leggi interne di diversi Stati di origine culturale islamica, ma non riusciamo a rassegnarci per il Paese in cui continuiamo a vivere. Il prurito culturale, la ricerca degli sguardi per capire se ci prendono in giro o meno, fanno parte del nostro Dna. Nel contempo, siccome siamo attenti curiosi anche di capire in termini antropologici e scientifici, in questi ultimi anni non siamo rimasti indifferenti alla scoperta di, per esempio, un Pianeta gemello del nostro, oppure alla foto di alcuni giorni fa dell’esplosione di un Pianeta di non poche centinaia di milioni di anni fa che solo in questi giorni un invidiabile dilettante astronomo e’ riuscito ad immortalare. Si sa, l’astrofisica, specialmente in questi ultimi decenni, mette sempre in discussione, come conseguenza, ogni minimo riferimento religioso (per alcuni, invece, li rafforza)… ma questo vuol dire che siamo prevenuti?
Chiudiamo il cerchio invitando chi ha l’ardire di seguirci, a riflettere sui possibili collegamenti tra queste due notizie. Ognuno col suo bagaglio culturale, ovviamente. Ma che questo ognuno lo faccia, e non liquidi questo invito come irreale poiche’, mentre “ci si fa le seghe al cervello con queste cose”, occorre governare il presente.
Un’amica dell’irriverente, relativamente ai cosiddetti nazionalisti di questo secolo che brandiscono vangelo, rosari e che vorrebbero espellere tutti i clandestini immigrati, chiudere le frontiere, far tornare i monopoli economici magari chiamandoli in modo contrario, etc.. proprio l’altro giorno gli raccontava di una proposta tra la fantapolitica e la satira: tutti questi dovrebbero potersi rinchiudere in un loro Stato con tutte le caratteristiche che evocano per prendere voti alle elezioni, andrebbero lasciati li’ da soli per qualche decina d’anni; dopo che in questi decenni quelli diversi da loro avrebbero “visto di nascosto l’effetto che fa”, dovrebbero fare toc toc alle loro porte e vedere cosa e’ rimasto. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Frati e Minori, missionari del Vangelo

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 giugno 2017

frati minoriTodi (PG) Da domenica 18 a giovedì 29 giugno, presso il Convento di Montesanto, a Todi (PG), la Provincia Serafica di San Francesco, dei Frati Minori dell’Umbria, celebrerà il Capitolo provinciale intermedio che avrà come titolo “Frati e Minori, missionari del Vangelo”.La solenne apertura di domenica 18, alle ore 19.00, introdurrà una cinquantina di frati – provenienti dai diversi santuari, conventi e altre realtà servite dai Frati Minori della Provincia – al confronto che per dieci giorni li vedrà impegnati su temi di particolare interesse per le Fraternità provinciali (dislocate in Umbria, Sardegna, Roma e Nizza) e per le Chiese locali nelle quali sono inserite: l’appartenenza, all’Ordine e alla Provincia, la pastorale ordinaria in spirito di evangelizzazione, la missionarietà al popolo e ad gentes, l’OFS e la GiFra per una maggior conoscenza ed una migliore assistenza e collaborazione.Una breve pausa al capitolo, nel primo fine settimana, permetterà ai capitolari di unirsi alla grande festa di tutta la Provincia per l’ordinazione di cinque frati, sabato 24 giugno alle 16.30 nella Basilica papale di Santa Maria degli Angeli.
L’ultimo giorno, giovedì 29 giugno, sarà dedicato ad un’Assemblea che si terrà presso la Domus Pacis, durante la quale verranno presentati a tutti i frati i risultati del Capitolo e i neo eletti Definitori che costituiranno, per il prossimo triennio, l’organo di consiglio in aiuto al Ministro provinciale, p. Claudio Durighetto, e al Vicario, p. Francesco Piloni, nel servizio di governo della Provincia.Per esprimere quanto ci si prefigge con il Capitolo provinciale 2017, è stato ideato un logo semplice per una grande missione: il tema della missionarietà emerge dalle sagome dei frati poste a raggiera in modo da formare un mondo con i suoi punti cardinali verso i quali sono diretti due a due, come vuole il Vangelo. Al centro del logo primeggia proprio il libro aperto del Vangelo: fonte e ispirazione della missione. Nel libro è iscritto un tau, simbolo biblico e francescano, che come sappiamo richiama la croce di Cristo e la salvezza che ne scaturisce, cuore del messaggio evangelico. Il colore marrone, nelle sue gradazioni, non è un colore “nobile”: nell’iconografia è spesso associato alla povertà, all’umiltà e alla minorità.È stata anche redatta una preghiera, condivisa con tutti i frati della Provincia e ora anche con i nostri lettori, per chiedere al Signore di guidare i passi della nostra Provincia affinché, sull’esempio di Francesco d’Assisi, ripercorrano sempre più fedelmente le orme del nostro Signore Gesù Cristo.(foto: frati minori)

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Roma: Giubileo non bastano i soldi

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2015

vaticanoGrido di allarme del vicesindaco e assessore al Bilancio di Roma Capitale: i 50 milioni stanziati dal Governo, per far fronte alle spese urgenti per il Giubileo, non sono sufficienti, ce ne vogliono altri 70. Viste le difficolta’ di bilancio, perche’ non chiedere un contributo al Vaticano? D’altronde e’ stata la Santa Sede a proclamare, improvvisamente, un Giubileo quando si doveva svolgere nel 2025. Tenuto conto che il circuito dei pellegrini utilizzera’, anche, alloggi gestiti da religiosi con relativi introiti, sarebbe piu’ che giusto chiedere una partecipazione alle spese. Da considerare che il parcheggio del Gianicolo, di proprieta’ del Vaticano (con relativi incassi), e’ stato realizzato con il contributo finanziario, al 50%, dello Stato italiano.
Sollecitiamo l’assessore Causi. Chieda una partecipazione alle spese per il Giubileo al Vaticano; fara’ quel che prescritto dal Vangelo: bussate e vi sara’ aperto, chiedete e vi sara’ dato. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Il Vangelo della 4ª domenica di Quaresima

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2012

1. Il Vangelo della 4ª domenica di Quaresima ci narra una parte del dialogo tra Gesù e Nicodemo. Avviene di notte questo dialogo perché Nicodemo, un notabile giudeo, un capo dei farisei che Gesù chiama “maestro in Israele”, teme che la sua fiducia in Gesù possa essere scoperta. Egli aveva visto i segni che Gesù faceva e riconosceva in lui un rabbì, un maestro venuto da Dio: “nessuno può fare questi segni che tu compi, se Dio non è in lui” (cf Gv 3,1-2). Ma la sua paura e la sua fiducia ancora limitata gli impediscono di arrivare alla vera identità di Gesù. Solo dopo la morte di Gesù, questo uomo arriverà ad una fede coraggiosa, quando andrà al sepolcro dove Gesù è deposto e porterà con sé l’olio profumato per imbalsamarne il suo corpo (cf Gv 19,38-42).
Nel dialogo tra Gesù e Nicodemo ci è offerta una rivelazione molto profonda che consente di uscire dalla notte per venire alla luce della fede. Accogliendo la misericordia di Dio che si rivela in Gesù innalzato sulla croce, l’uomo può nascere dall’alto e vivere la vita nuova dei figli di Dio. Come Mosè, durante la traversata del deserto, aveva innalzato un serpente di bronzo che i figli di Israele potevano vedere per guarire dal morso dei serpenti velenosi, così “bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna” (Gv 3, 14). In questo modo Gesù annuncia la sua morte e la sua resurrezione: nel mistero della sua passione e morte si rivela la sua gloria, si manifesta la sua identità di Figlio disceso dal cielo e innalzato al cielo.
2. In questa quarta tappa del cammino quaresimale, siamo invitati ad accogliere e a vivere la verità di questa Parola che ci svela l’amore di Dio e l’identità di Gesù. “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna” (v. 16): ecco il progetto di amore che Dio realizza donandoci il suo Figlio unigenito perché, credendo in Lui, possiamo attraversare il deserto ed essere incamminati verso la vita eterna. L’amore di Dio si svela in Gesù Cristo: egli viene a condividere la nostra vita umana fino a donarsi totalmente a noi. Proprio la croce su cui viene “innalzato il Figlio dell’uomo” è il segno della riconciliazione fra cielo e terra. La croce è piantata nella terra ma ha il suo vertice nel cuore di Dio che “ha tanto amato il mondo” fino a donarci ciò che ha di più caro, il suo Figlio unigenito. La forza dell’amore ricrea le condizioni per la nuova e definitiva alleanza che conduce alla salvezza e alla vita eterna.
3. “Perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”. Se nella fede accogliamo il dono gratuito del Figlio, la nostra vita è trasformata dalla grazia che ci libera dal male. Credere al progetto di amore non è solo adesione ad una verità pur grande e affascinante, ma è soprattutto adesione a Gesù Cristo, il Figlio unigenito di Dio. Credere nell’amore di Dio vuol dire accogliere e seguire il suo Figlio che ha rimesso la sua vita nelle mani del Padre, è salito sulla croce per condurci alla salvezza. La fede in Cristo è“venire alla luce”, alla luce dell’amore di Dio che illumina la vita, la rinnova e la orienta verso la sua pienezza.
4. Carissimi fratelli e sorelle, ci stiamo avvicinando alla Pasqua: il cammino quaresimale ci conduca all’incontro pieno con Cristo crocifisso per partecipare alla sua risurrezione. Nel mistero della Pasqua ormai vicina, possiamo vivere le consolanti parole dell’apostolo Paolo che abbiamo ascoltato nella seconda lettura: “Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete stati salvati” (Ef 2, 4-5).
Rendiamo grazie a Dio per il dono del Signore Gesù: egli è la nostra luce e la nostra salvezza. Rendiamo grazie a Dio per l’esempio luminoso di grande fede e di forte passione educativa che il nostro Giuseppe Berti ha testimoniato. Preghiamo perché, con il processo di beatificazione che è stato aperto oggi qui nella Cattedrale, la Chiesa possa riconoscerlo come maestro di autentica vita cristiana. Amen.
(Mons. Gianni Ambrosio, Vescovo Piacenza-Bobbio) (Fonte rilevato da Ciani Vittorio x l’Ufficio Documentazione Diocesi Piacenza-Bobbio).

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Bagnasco: responsabilità sulla famiglia

Posted by fidest press agency su martedì, 24 maggio 2011

«Il messaggio contenuto nelle parole del card. Bagnasco ci conforta nello specifico del nostro lavoro quotidiano a favore della famiglia, ma ancora di più ci incoraggia perché lo inserisce nella grande sfida di testimoniare che la Buona Notizia del Vangelo è la risposta più attesa per le ansie e le angoscie dell’uomo contemporaneo e della società tutta» commenta così Francesco Belletti, presidente del Forum la prolusione pronunciata oggi dal presidente della Cei. «E’ tempo di passare dalle parole ai fatti, magari inserendo da subito nella riforma del fisco la proposta del Forum sul FattoreFamiglia, e comunque chiamando tutti gli attori sociali ad una responsabilità nei confronti della famiglia, convinti come siamo che, come dicevamo in occasione del Family Day nel 2007, “ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese”, confortati in questo proprio dalle parole di allarme della Prolusione, quando si ricorda che “nulla è davvero garantito se a perdere è la famiglia; mentre ogni altra riforma, in modo diretto o indiretto, si avvantaggia se la famiglia prende quota (n. 8)”. «Ripartire dalla famiglia per far ripartire il Paese, quindi: ma questo risultato sarebbe vano se non fosse radicato prima di tutto in quell’amore all’uomo, alla sua dignità e libertà, che – sempre con le parole del card. Bagnasco – hanno costituito una delle principali eredità del beato Giovanni Paolo II: “La causa dell’uomo ha, per lui, coinciso con la causa del Vangelo, fino a fondersi in essa. Davanti ai vari consessi, si è presentato a difendere la causa dell’uomo, includendo in tale difesa il carattere trascendente della sua dignità: su questa mappa antropologica ha sagomato l’intero pontificato. È stato, nelle varie latitudini, l’apostolo dei diritti inalienabili dell’uomo (n. 3)”».

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Per educare alla vita buona del Vangelo

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 maggio 2011

Roma 26 maggio 2011 – ore 16.00 P.zza Sant’Apollinare, 49 Pontificia Università della Santa Croce Istituto Superiore di Scienze Religiose all’Apollinare – Aula “Alvaro del Portillo” In questi tempi di degrado culturale, politico e sociale, sembra più facile alzare la voce per una denuncia, che non cercare strade per una ripresa di vita e di coraggio. Abbiamo celebrato 150 anni di unità nazionale, ma si avverte la fatica e la precarietà di una unità tutta ancora da raggiungere. In queste pagine, il teologo Antonio Staglianò, da più di due anni vescovo della diocesi di Noto (SR), ripercorre i molti interventi della Chiesa italiana e delle Chiese locali evidenziando quegli aspetti relativi al Sud, al suo patrimonio di cultura, di fede e di tradizioni religiose che contribuiscono ad alimentare quella speranza di cui si avverte tutta l’urgenza. Di questo libro si parlerà in un incontro organizzato dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Pontificia Università della Santa Croce e dalle Paoline e che si svolgerà Giovedì 26 maggio alle ore 16, presso la sede dell’Università in piazza Sant’Apollinare Intervengono
• S.E. MONS. DIEGO COLETTI, Vescovo di Como
• S.E. MONS. DOMENICO GRAZIANI, Arcivescovo di Crotone – S. Severina
• PROF. GIOVANNI MARIA VIAN, Direttore de L’Osservatore Romano
• Modera PROF. DON MARCO PORTA, Direttore ISSR all’Apollinare
Sarà presente l’Autore

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La Chiesa di Roma e il Vangelo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 maggio 2011

Lettera al direttore. Nella rubrica lettere de Il Giornale del 10 maggio, a proposito dell’atteggiamento intransigente di Giovanni Paolo II nei riguardi dell’aborto, delle unioni omosessuali, dei divorziati risposati, del sacerdozio femminile, dei contraccettivi artificiali, ecc., leggo: “Nessun papa potrà mai cambiare i comandamenti e gli insegnamenti del Vangelo”. Sin troppo ovvio! Ma come già è avvenuto, la Chiesa può cambiarne l’errata interpretazione. Se essa, per sua stessa ammissione, ha fatto degli errori nel passato, non si vede perché non possa farne oggi. Pochi sanno che l’interpretazione sbagliata di un passo del Vangelo (Lc 14, 15 -24) da parte di Sant’Agostino, costituì la base dell’Inquisizione. Non tenendo minimamente conto del 5° comandamento, la Chiesa fece torturare e bruciare sul rogo migliaia di uomini, e soprattutto donne accusate di stregoneria. Del resto, lo stesso Giovanni Paolo II ebbe a scrivere: “Siamo purtroppo eredi di una storia di enormi condizionamenti che…hanno reso difficile il cammino della donna, misconosciuta nella sua dignità, travisata nelle sue prerogative…Ma se in questo non sono mancate…responsabilità oggettive in non pochi figli della Chiesa, me ne dispaccio sinceramente” (Lettera alle donne 29 giugno 1995). Si può escludere che qualche condizionamento non perduri, e che qualche papa in futuro non chiederà scusa alle donne, agli omosessuali, ai divorziati, e via di seguito? (Elisa Merlo)

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Amicone stravolge il significato del Vangelo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 maggio 2011

Lettera al direttore. Gad Lerner, durante la sua trasmissione su La7, del 9 maggio, a proposito della ricchezza di Silvio Berlusconi e di Letizia Moratti, fa osservare che in una democrazia non dovrebbe esserci tanta distanza tra ricchi e poveri e, guardando il cattolico Luigi Amicone, fa cenno al valore evangelico dell’uguaglianza. E il cattolico ricorre immediatamente ad una parte (solo ad una parte) d’un versetto del Vangelo che, fuori dal contesto, assume un significato ben diverso da quello che ha realmente: “I poveri li avrete sempre con voi” (Mt 26, 11). Ora, salvo che il cattolico Amicone non conosca bene le Scritture, ci vuole davvero molta sfacciataggine e superficialità ad un tempo, per servirsi strumentalmente di poche parole del Vangelo, per sostenere che in fondo Gesù quasi approvasse la coesistenza della ricchezza e della povertà. Le volte in cui Gesù nel Vangelo condanna la ricchezza e i ricchi non si contano, e del resto la sua predicazione avrebbe dovuto portare l’umanità alla totale eliminazione della povertà. Ma veniamo al versetto usato con furbizia da Luigi Amicone. Agli apostoli che protestano per lo spreco del prezioso unguento versato dalla sorella di Lazzaro sulla testa di Gesù, questi dice: “Perché infastidite questa donna? Ella ha compiuto una buona azione verso di me; poiché, mentre i poveri li avrete sempre con voi, me invece non mi avrete sempre” (Mt 26,10 – 11). Il primo e il secondo “sempre” si riferiscono alla vita fisica degli apostoli, non a duemila anni dopo, epoca in cui qualcuno ne avrebbe stravolto il significato. Gesù, infatti, sarebbe stato sempre con gli apostoli e con gli uomini: “Ed ecco: io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo” (Mt 28, 20). (Attilio Doni)

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Saper interpretare il Vangelo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 aprile 2011

Lettera al direttore. La filosofa Roberta De Monticelli, nel suo interessantissimo bel libro “La questione morale” (Raffaello Cortina Editore), cade nell’equivoco in cui incorrono moltissimi credenti e non credenti. A pag. 89 scrive: “Eppure il vero orizzonte della modernità si vede fin dai suoi albori nella dignità che essa conferisce all’infanzia e alla sua istruzione – cosa assai nuova nella nostra lunga storia, tanto è vero che le famosi frasi di Gesù nel Vangelo sui pargoli e la sua durissima riprovazione nei confronti di chi dia loro scandalo sono state citate nei millenni con ammirazione non disgiunta da sorpresa”. Nel passo di Matteo, Gesù indica i bambini come esempio di semplicità ed innocenza, ma la sua riprovazione è indirizzata a coloro che scandalizzano i “piccoli”, che non sono i bambini, bensì i discepoli che si sono fatti semplici e innocenti come bambini. Scandalizzare i “piccoli” significa: essere per loro motivo della perdita della fede in Dio. Più volte Gesù definisce “piccoli” i discepoli. Più avanti, sempre in Matteo, troviamo: “In verità vi dico: tutto quello che avete fatto a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40);  “In verità vi dico: ciò che non avete fatto a uno di questi più piccoli, non l’avete fatto a me” (Mt 25, 45). E in Luca: “Chi avrà dissetato anche con un solo bicchiere d’acqua fresca uno di questi piccoli, in quanto discepolo, in verità vi dico: non perderà la sua ricompensa”. Lo scandalo nel linguaggio biblico si colloca sul piano della fede. E i bambini con la fede hanno poco da spartire. (Renato Pierri)

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Il Crocifisso e la frazione del pane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 marzo 2011

Lettera al direttore. Alla domanda: “Vuoi una legge che imponga la presenza del crocifisso negli uffici pubblici?”, senza dubbio Gesù risponderebbe negativamente. Il verbo “imporre”, infatti, è estraneo al Vangelo. Il Signore propone, non impone. Ma se la stessa domanda fosse rivolta agli apostoli? La risposta sarebbe identica a quella del loro maestro, sia perché il Decalogo proibiva di fare “scultura e alcuna immagine né di quello che è su nel cielo, né di quello che è quaggiù sulla terra” (cf Es 20,4), sia perché, se i discepoli avessero voluto raffigurare il Signore, non avrebbero mai scelto il momento terribile della sua agonia e della sua morte, giacché il ricordo della flagellazione e della crocifissione suscitava in loro vivo ribrezzo. Infatti, i due gravissimi atti con cui si conclude il processo a Gesù, sono appena accennati dagli evangelisti. Chi avrebbe il coraggio di ricordare una persona cara, raffigurandola nei momenti della  morte? Perché non il ricordo dei momenti più belli della sua vita? Uno di questi per gli apostoli fu certamente la frazione del pane. Il pane spezzato sull’erba verde, il pane spezzato durante la cena, il pane spezzato sulla strada di Emmaus. Gesù stesso indicò il simbolo per riconoscerlo, per ricordarlo. Ma così va il mondo. (Renato Pierri)

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Il Vangelo di Dom Helder Camara

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 febbraio 2011

“La scoperta di Dio è come quando un bambino scopre che ha i piedi: lo sa da sempre che ha i piedi, ma, un giorno, li scopre”… Dom H. Camara Il linguaggio semplice e immediato di dom Helder in un commento al Vangelo incarnato nella storia personale, nella storia ecclesiale e nella storia di tutti i poveri del mondo. Dom Helder Camara Edizioni San Paolo Pagine 176 € 13,00.

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Carlo Santi presenta “Il quinto Vangelo”

Posted by fidest press agency su domenica, 16 gennaio 2011

Modica 20 gennaio alle ore 17,30 Casa Campailla (Via Posterla 29) presentazione di “Il quinto Vangelo” e il sequel “La Bibbia oscura” (2010)  di Carlo Santi. Secondo l’originale formula della rassegna che apre i salotti e le biblioteche di case private e dimore storiche all’incontro tra scrittori e lettori, Carlo Santi dialogherà con il pubblico nella suggestiva atmosfera di Casa Campailla. Interverrà Enrichetta Guerrieri, presidente di “Oltre la luna”. Modererà Ilenia Basile.
Carlo Santi (Abano Terme, 1963), consulente aziendale e del lavoro, ha pubblicato vari testi sul Diritto del lavoro e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (Ed. Conquiste del Lavoro), prima di dedicarsi al genere thriller/noir.
I suoi ultimi libri, “Il quinto Vangelo” (Seneca edizioni – CIESSE edizioni) e “La Bibbia oscura” (Booksprint – CIESSE edizioni), sono considerati da molti la risposta italiana al “Codice da Vinci”. I due thriller si basano rispettivamente sul controverso Vangelo di Maria Maddalena, perduto nei primi secoli dell’era cristiana, e su un’inquietante profezia di Nostradamus. Protagonista dei racconti è un’unità segreta del Vaticano, il “Sanctum Consilium Solutionum”, diretta dal “Risolutore” Tommaso Santini, che ha il compito di proteggere e custodire i più reconditi segreti della Santa Sede dalle insidie ordite da sette sataniche, terroristi islamici e fanatici seguaci dell’Anticristo, in un vortice avvincente di avventure, suspense e misteri.
Al termine dell’incontro, sarà offerto un rinfresco a base di dolci tipici e vini da meditazione. La rassegna “Oltre le pagine di un libro” è organizzata in collaborazione con la Libreria Mondadori di Modica e con il contributo della Biscotteria Nonna Margherita e della Fioreria Artenatura.

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Educare alla vita Buona del Vangelo

Posted by fidest press agency su domenica, 2 gennaio 2011

Trabia (Pa), 3 e Martedì 4 gennaio, presso l’Hotel Torre Artale si terrà il Convegno organizzato dall’Ufficio Regionale per la Dottrina della fede e la  Catechesi sul tema “Educare alla vita Buona del Vangelo. Compiti e finalità per una catechesi che inizi alla vita cristiana”.  Obiettivo dell’incontro, destinato ai direttori e alle Equipe degli uffici catechistici diocesani, è “dare un apporto, alla luce degli orientamenti pastorali della CEI per il decennio 2010-2020 “Educare alla vita buona del Vangelo”, alla formazione degli educatori-catechisti nelle Chiese di Sicilia: prendere consapevolezza che la relazione educativa implica la gratuità del dono, mettere se stessi – il tempo, le capacità, le competenze, tutta intera la propria vita- a servizio della crescita dell’altro; abilitare i catechisti ad accompagnare l’uomo, con una relazione empatica, a diventare sempre più se stesso”. Saranno presenti  mons. Salvatore Muratore, vescovo  delegato dalla CESi per la Dottrina della fede e la  Catechesi,il direttore dell’Ufficio don Giuseppe Alcamo, il vicedirettore regionale  don Pasquale La Milia, il giornalista G. Savagnone e il prof. G. Costa dell’Istituto Teologico “San Tommaso” di Messina.

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Il nuovo vangelo di Maurizio Lupi

Posted by fidest press agency su domenica, 14 novembre 2010

Lettera al direttore. Maurizio Lupi, su La Repubblica (11 nov.), scrive ad Eugenio Scalfari: “Lei si preoccupa della moralità e, in estrema sintesi, mi etichetta come «immorale» nella difesa di Silvio Berlusconi…La invito a rileggere quella pagina del vangelo in cui vedendo Gesù che andava a mangiare da Zaccheo, «tutti mormoravano: è andato ad alloggiare da un peccatore!». Lei è come quella folla”. Stando ai termini del paragone, alla folla corrisponderebbe Scalfari, a Gesù, Maurizio Lupi, e a Zaccheo, Berlusconi. Ma si dà il caso che Zaccheo fosse un peccatore desideroso di vedere Gesù e quindi disposto alla conversione. E si dà anche il caso che Gesù non avesse peli sulla lingua e che redarguisse così i peccatori incalliti: «Ipocriti…serpenti, razza di vipere, come sfuggirete al castigo della Geenna? Guai a voi…perché siete come sepolcri imbiancati che all’esterno appaiono belli a vedersi, dentro invece sono pieni di ossa di morti e di ogni putredine…»” (Mt 23). Scrive ancora il vicepresidente della Camera: “Vivo nell’esperienza cristiana «il centuplo quaggiù» ed è quello che con tutti i miei limiti voglio testimoniare anche in politica. Come questa testimonianza entri nel cuore dell’altro e, nel caso, lo cambi, non spetta a me deciderlo. Ritengo invece una grande forma di violenza pretendere la conversione di chi ci sta a fianco”. Ma che dice Maurizio Lupi? E’ questo il suo Vangelo? Limitarsi alla testimonianza? Questo insegnava Gesù? E della preziosa “correzione fraterna” se n’è dimenticato? Converrà che rilegga anche lui qualche pagina delle Scritture? Gliene indico alcuni passi: Prv 27,5; Mt 18, 15; Lc 17,3s; Eb 3,13; 10, 25; 1Ts 5,11; Rm 15,14. Ed è sin troppo ovvio che non si deve pretendere la conversione di chi ci sta accanto, però è un dovere morale ricorrere ad ogni mezzo non violento per correggere il fratello. Lo raccomanda Gesù. (Attilio Doni)

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I piccoli del Vangelo

Posted by fidest press agency su domenica, 21 marzo 2010

Lettera al direttore. Mi dispiace di fare un appunto alla redazione di un settimanale che mi è particolarmente simpatico, ma al passo del Vangelo riportato sulla copertina dell’ultimo numero di Left Avvenimenti, è stato dato un significato non esatto. Si consoli però la redazione, giacché ho sentito fare lo stesso errore, non so se consapevolmente, da qualche sacerdote. Il passo è questo: “Ma se uno sarà di scandalo a uno di questi piccoli che credono in me, è meglio per lui che gli sia legata al collo una mola asinaria e sia precipitato nel fondo del mare” (Mt 18,6). E il settimanale lo riporta in occasione di un articolo sullo scandalo dei preti pedofili. Ora, i “piccoli”, non sono i bambini, ma gli autentici seguaci di Cristo. “L’iperbole serve a mettere in risalto la gravità del crimine commesso da colui che o con la sua condotta o per diretta seduzione, fa deviare dalla fede un credente in Cristo” (Angelo Lancellotti,  Matteo, Edizioni Paoline). Il bambini non c’entrano. L’equivoco nasce dal passo precedente: “Ed Egli, chiamato a sé un fanciullo, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i fanciulli, non entrerete nel regno dei cieli. Se uno accoglie un solo fanciullo come questo nel mio nome, accoglie me» ” ( Mt 18,2-5). Del resto, Gesù non poteva indicare i bambini come “credenti in lui”. Che Gesù si riferisca ai discepoli è ancora più palese in Marco (9,42) e in Luca (17,1-2). (Miriam Della Croce)

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I ricchi ignorano il Vangelo

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2010

Lettera al direttore. Il presidente del Consiglio alla festa per i 90 anni di don Luigi Verzé ha raccontato che “lui mi confessa e mi dà l’assoluzione senza che io dica niente perché mi conosce e conosce i miei peccati”. Se il Cavaliere dice la verità, e non c’è motivo di dubitarne, significa che don Luigi Verzé ha dimenticato il Vangelo. Basterebbe, infatti, la ricchezza smodata del Cavaliere, per farlo ritenere in continuo peccato. Evidentemente don Verzé ha dimenticato la parabola del ricco epulone, che comincia così: “C’era un uomo ricco, che portava vesti di porpora e di bisso e faceva festa ogni giorno con grandi banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, sedeva alla sua porta a mendicare, tutto coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con gli avanzi che cadevano dalla mensa del ricco…” (Lc 16, 19ss). E’ la sola presenza dell’affamato che rende peccatore il ricco. Don Verzè deve aver dimenticato la seconda parte delle beatitudini di Luca: “Ma, guai a voi che siete ricchi, perché avete già la vostra consolazione” (Lc 6, 24). Don Verzé al Cavaliere non avrà mai detto: “E’ più facile che una fune entri per la cruna di un ago, che un ricco nel regno di Dio”. I ricchi ignorano il Vangelo, gli amici dei ricchi lo dimenticano. (Veronica Tussi)

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Il vangelo del curato d’Ars

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2009

Del Curato d’Ars (Jean Marie Vianney) si conoscono poche cose e, spesso, superficialmente: il fatto che stava in confessionale fino a 16 ore al giorno; il fatto che combatteva con un diavolo da lui stesso soprannominato Grappino (uncino); il fatto che fosse ignorante e che, per questo, non lo volessero far prete….a cura di Carlo Travaglino Edizioni San Paolo 192 pagine € 12,00

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Il vangelo secondo Pilato

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2009

Mestre – Venezia Teatro Toniolo,  da mercoledì 25 a sabato 28 novembre, ore 21.00 giovedì 26 novembre, ore 16.30 domenica 29 novembre, ore 16.30 di Eric-Emmanuel Schmitt adattamento Glauco Mauri traduzione Stefania Micheli con Marco Blanchi  regia Glauco Mauri Nato come romanzo, dopo un eccellente successo editoriale, l’autore, Eric-Emmanuel Schmitt che in una decina d’anni è diventato uno degli autori francesi più letti e più rappresentati al mondo, ne ha fatto una versione teatrale in due parti: la prima  La notte degli ulivi – ovvero Confessione di un condannato a morte la sera del suo arresto è prologo e antefatto della seconda Il vangelo secondo Pilato.  La pièce, accolta al debutto con grande successo dalla critica e da un pubblico particolarmente coinvolto ed emozionato, vede nella prima parte Glauco Mauri, nel ruolo dell’Uomo che racconta Gesù, e rivive la vita del figlio di Maria attraverso il racconto di un uomo che sa di dover morire il giorno dopo. Nella seconda parte Roberto Sturno è Ponzio Pilato, il prefetto della Giudea che alla notizia della scoperta della tomba vuota si mette sulle tracce di Gesù. Accanto a Sturno Marco Blanchi è lo scrivano Sesto, al quale Pilato detta le lettere indirizzate al fratello con il resoconto delle sue indagini. Il Vangelo secondo Pilato è una meditazione, un interrogativo, una commossa poesia sull’uomo Gesù. E mai come in questo spettacolo l’impegno di noi attori non è tanto rendere più o meno felicemente l’interpretazione di un personaggio, ma far fiorire poeticamente una storia che per chi crede come per chi non crede, ha comunque sconvolto e illuminato la storia dell’umanità.

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L’amore nel Vangelo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2009

Lettera al direttore Giorgio Israel sul settimanale Tempi (n. 44 – 4 novembre), in un articolo dove esprime qualche riserva nei riguardi di coloro che, sostenendo l’opportunità di ricostruire un rapporto tra Occidente e Islam,  vedono positivamente l’introduzione nella scuola dell’ora di religione islamica, scrive: “Si possono apprezzare le buone intenzioni che animano queste affermazioni – volersi bene è sempre una bella cosa, purché l’amore sia ricambiato – ma non bisogna esagerare”. L’inciso mette bene in evidenza la novità del concetto dell’amore nel Vangelo, rispetto a quello espresso dall’Antico Testamento. Secondo il Vangelo, voler bene è una bella cosa anche se l’amore non è ricambiato. Anzi, Gesù arriva a parlare così: “Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici…E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (cf Mt 5,43-48). Ora, amare i nemici non è cosa facile, e neppure essere perfetti, però nei limiti del possibile potremmo anche sforzarci di non imitare il cattivo comportamento altrui, e dare il buon esempio.

(Veronica Tussi)

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