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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 341

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“Crediamo in un mondo con i libri”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 settembre 2017

Gianandrea RedaelliLa Tipografica Varese (LTV), una delle più importanti realtà europee per la stampa di libri. La procedura ha permesso di preservare da eventi pregiudizievoli l’azienda durante le delicate fasi della ristrutturazione. Gianandrea Redaelli, quarta generazione della famiglia in azienda, commenta: “Per il risanamento de La Tipografica Varese è stato fondamentale lavorare sui nostri tre asset tradizionali: tecnologie all’avanguardia, personale specializzato, clienti primari. Gli sforzi che abbiamo fatto in sintonia con i lavoratori che, con le loro rappresentanze, sono stati parte integrante e attiva della riorganizzazione – e a loro va il nostro ringraziamento per il sostegno e l’impegno dimostrati – ci hanno permesso di superare la fase più acuta della crisi. Il risanamento non sarebbe stato possibile senza la fiducia dei fornitori e degli istituti di credito: hanno creduto nel nostro progetto, e noi siamo soddisfatti di essere riusciti a portarlo a compimento, soprattutto se consideriamo che non sono molte le aziende che hanno concluso positivamente la procedura di concordato. Ora siamo consapevoli di dover affrontare questa nuova fase continuando a ricercare sempre maggiore efficienza, con attenzione, prudenza e oculatezza, per evitare ricadute e continuare ad essere una realtà di riferimento per i tanti editori nazionali e internazionali che da decenni ci accordano la loro fiducia. Lo dobbiamo a loro, e alle 130 famiglie che lavorano con noi: un valore sociale importantissimo per questo territorio, in cui operiamo da novant’anni. Crediamo in un mondo con i libri e vogliamo continuare ad esserci in futuro per stamparli”.La scelta di LTV di proseguire l’attività, di ricostruire e riequilibrare gli aspetti patrimoniali, economici e finanziari dell’azienda ha richiesto grandi sforzi in un momento molto delicato e reso ancora più difficile non solo dalla crisi economica mondiale, ma anche dalla smaterializzazione di librialcuni prodotti storici, che si è aggiunta alla generale contrazione della capacità di spesa delle famiglie. I libri sono stati infatti uno dei primi “lussi” ad essere tagliati. Il rapporto “L’editoria, la filiera distributiva, la lettura in Lombardia (2007-2015)”, a cura dell’Ufficio Studi dell’Associazione Italiana Editori (Aie) su dati Istat, ha certificato una contrazione del mercato: si è passati dai 145 milioni di libri venduti nel 2007 ai 79 milioni nel 2014.
La Tipografica Varese Srl, fondata nel 1927 da Pietro Giuseppe Redaelli, è un riferimento europeo nel mondo della stampa dei libri e una realtà di rilievo del tessuto economico e sociale del territorio varesino. Con una struttura produttiva ‘a ciclo completo’ – dalla pre-stampa alla legatoria – realizza una vasta gamma di prodotti editoriali (tradizionale produzione libraria, saggistica e scolastica, dizionari, bibbie, codici e guide turistiche, riviste e cataloghista industriale).
Con 18 milioni di euro di fatturato nel 2016 (48% export), 130 dipendenti, un sito produttivo di 22mila metri quadrati e tecnologie all’avanguardia, LTV serve i maggiori editori italiani ed europei come Mondadori, Rizzoli, DeAgostini, Pearson, Gruppo Hachette, Sejer, Editis, Dalloz, Cambridge University Press. (foto: Gianandrea Redaelli)

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Il carcere più fatiscente della Lombardia è a Varese

Posted by fidest press agency su sabato, 3 giugno 2017

regione lombardia“Come figura istituzionale facente parte della Commissione Carceri trovo doveroso andare a visitare le carceri anche in forma non ufficiale, quindi questa settimana mi sono recata al carcere di Varese per vedere cosa si stava facendo per questa struttura vecchissima che avevamo già visitato un paio di volte con la Commissione”, così Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia.La visita segue una risoluzione dalla Commissione, approvata in consiglio, che invitava la Giunta regionale.
-ad attivarsi celermente presso il Ministero di Giustizia, affinché quest’ultimo, entro centottanta giorni dall’approvazione del presente provvedimento, proceda allo sblocco della situazione di inerzia in merito alla dismissione per consentire alla Casa circondariale di Varese di essere destinataria di risorse finanziarie da utilizzare per la riqualificazione e per l’ampliamento;
-a individuare, anche mediante una efficace collaborazione tra le istituzioni locali e Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria regionale, le soluzioni più idonee, orientate alla riqualificazione e all’ampliamento strutturale della Casa circondariale, al fine di garantire ai detenuti spazi adeguati e attrezzati per il recupero del loro benessere pisco sociale e per favorirne il reinserimento nella comunità civile;
– a ricercare comunque una soluzione definitiva presso il Ministero della Giustizia, anche alternativa alla riqualificazione esistente, mediante l’individuazione di una area da destinare alla realizzazione di una nuova casa circondariale e alle relative risorse finanziarie per la costruzione dell’opera; e successivamente a riferire alla commissione.
“Non si è più saputo nulla sull’ampliamento – dichiara Macchi – ma sono stati stanziati 50.000 euro per il rifacimento del piano terra e si attendono conferme per altri 100.000 euro per il rifacimento del primo e secondo piano. Tutti i lavori sono fatti in economia, utilizzando cioè manodopera interna, i detenuti stessi, che vengono pagati per questi lavori così da poter non solo impiegare le giornate lunghe della detenzione ma guadagnare anche qualcosa da poter magari mandare a casa. I lavori stanno proseguendo, rendendo decenti i servizi delle celle che prima non lo erano, bonificando i muri spesso intrisi di acqua e muffa a causa delle perdite delle tubazioni e rifacendo impianti di riscaldamento vetusti che negli scorsi inverni hanno lasciato al freddo i detenuti anche per settimane. Il carcere ha più di 100 anni, è in una struttura antica e non solo manca di spazi decenti per le attività comuni e per la palestra ma ha una cucina e un passeggio esterno che definire vergognosi è poco”.E aggiunge: “Ho chiesto se l’ATS avesse visitato la cucina, e ho fatto anche un accesso agli atti per avere i verbali dell’ATS a riguardo, perché non è accettabile che una cosiddetta società civile permetta delle condizioni strutturali e di attrezzatura così devastate come quelle che ho visto. Per non parlare poi dei passeggi, nemmeno un filo di verde, un misero quadrato di asfalto sotto il sole con un servizio che non si può definire tale, e un unico rubinetto per rinfrescarsi che perde copiosamente ed è pieno di muffa e muschio tutt’intorno. C’è da chiedersi innanzitutto perché in tutti questi anni non si sia mai fatto nulla per questo carcere, sicuramente il più fatiscente e trascurato della Lombardia, collocato nel centro di Varese, che ospita attualmente una settantina di detenuti e una guarnigione sottodimensionata di altrettanti poliziotti penitenziari costretti spesso a turni lunghissimi per supplire alla mancanza di personale. In seconda battuta perché, visto questo iniziale, ben misero stanziamento per una parziale ristrutturazione, la direzione e il provveditorato non abbiano chiesto più fondi per intervenire anche sulla cucina e i passeggi. Ricordiamo che l’art. 27 della Costituzione dispone che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato anche perché altrimenti davvero si rischiano recidive a go go”.”E a questo punto invito il Presidente Maroni ad andare a fare una visita a queste carceri dimenticate nella sua città, ma non una visita ufficiale, di spolvero, ci vada a sorpresa e giudichi lui se quanto vede può essere accettabile in una città dove si spendono tanti soldi pubblici ma solo per il salotto buono”, conclude la consigliere regionale del M5S.

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A Varese come nella Silicon Valley

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 aprile 2017

eoloPasti e momenti di relax diventano un altro modo di fare rete» Un parco “aziendale” dove camminare o fermarsi a sorseggiare un tè, frutta fresca disponibile ad ogni piano e docce per sciacquarsi e cambiarsi dopo un’oretta di jogging: non succede solo nelle company hi-tech della Silicon Valley, ma anche in provincia di Varese. Per la precisione in EOLO, azienda di telecomunicazioni con 300 dipendenti a Busto Arsizio. Alla base della filosofia aziendale, infatti, c’è l’attenzione per la salute e per l’ambiente. «Occuparsi di telecomunicazioni non vuol dire soltanto dedicarsi a tecnologia e innovazione: significa vivere a stretto contatto con il territorio e le persone, e imparare ad averne rispetto. A partire dai dipendenti dell’azienda che da sempre vivono in un’atmosfera green» commenta il Ceo di EOLO Luca SpadaL’ultima iniziativa è stata la realizzazione di EOLO garden: un’area di 930mq, inaugurata a ottobre 2016 e ora nel pieno splendore primaverile, dove sotto le fronde di querce, tigli, ginko e frassino ci sono cinque aree relax e due grandi tavoli. Questo spazio è a disposizione di tutti i dipendenti ed è un luogo di aggregazione, collaborazione e riflessione. Anche il ristorante aziendale è curato nei minimi dettagli: il cuoco ogni giorno prepara nella cucina allestita in EOLO cibi pronti per essere consumati. Ma a disposizione dei dipendenti c’è anche una “area del fresco” dove ciascuno può prepararsi in autonomia una ricca insalata E il momento dei pasti diventa anche un’occasione per sviluppare la collaborazione: «Una volta al mese o in occasioni particolari viene organizzata una colazione a tema dove tutti si ritrovano per un momento di condivisione e di socializzazione, al di fuori della quotidianità e dell’ufficio –spiega sempre Luca Spada–. È un altro modo di fare rete».
eolo1EOLO è anche “sport friendly”. Molti dipendenti, oltre all’amministratore delegato Luca Spada, praticano la corsa in pausa pranzo. Per questo in azienda sono stati allestiti alcuni spogliatoi con docce per potersi preparare allo sport e cambiarsi per poi tornare al lavoro. Massima attenzione anche alla nutrizione. Cesti di frutta fresca e di stagione sono a disposizione dei dipendenti e i distributori automatici contengono anche prodotti biologici e salutari. A ogni piano è presente un distributore per l’acqua naturale, frizzante e calda. Ai dipendenti sono state regalate delle borracce e tazze per il tè personalizzate con il proprio nome, in modo da minimizzare gli sprechi di plastica e incentivare il riuso.L’ambiente è infatti un tema centrale in EOLO. La raccolta differenziata è ormai buona prassi in tutti gli uffici e si fa un consumo attento della carta. Le nuove stampanti di EOLO sono “intelligenti” ed evitano gli sprechi di fogli: la stampa lanciata dal dipendente esce solo quando la persona si trova davanti alla macchina, ed è certo quindi che ritirerà il foglio. «In EOLO si stampa solo quando è davvero necessario –spiega sempre Luca Spada– e in questo modo nessun foglio sarà dimenticato nella stampante». (foto: eolo)

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Cyber pedagogia: se ne parla alla Montessori di Varese

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2017

vareseVarese Venerdì 24 febbraio alle 20.30 Via Maggiora 10, Calcinate del Pesce (Varese) appuntamento a ingresso libero alla scuola Montessori Percorsi per Crescere di Calcinate del Pesce (Varese) con Matteo Locatelli, pedagogo esperto in adolescenza e tecnologia, che parlerà dell’educazione ei tempi di Internet. Siamo nella società dell’Informazione e i suoi veri protagonisti sono i ragazzi, non solo perché il loro approccio alle alla tecnologia, al web e alle app è più immediato e diretto rispetto a quello dei grandi, ma anche perché lo sviluppo della Rete è destinato ad accompagnare la loro esperienza di vita, permeandone tutti i momenti: gioco, apprendimento, lavoro. Tuttavia, a volte le dinamiche che coinvolgono i giovani e Internet rimangono un mistero che preoccupa e spaventa genitori ed educatori, bisognosi di una guida esperta.Per questo la Scuola Montessori Percorsi per Crescere di Calcinate del Pesce (Varese) ha organizzato un incontro intitolato Touch generation: istruzioni per l’uso, che si terrà venerdì 24 febbraio alle 20.30 nella sede divia Maggiora 10. Relatore sarà Matteo Locatelli, responsabile scientifico del Consorzio Unison di Gallarate, specialista in Pedagogia Clinica, esperto di adolescenza e tecnologie, che si occupa di servizi innovativi rivolti ai minori e di formazione per docenti e genitori sul tema del digitale.
«Il dottor Locatelli ci introdurrà alla cyber pedagogia –spiega Maria Angela Ferioli, presidente della Cooperativa Percorsi per Crescere che gestisce la scuola di Varese–. Una disciplina che esplora il mondo dell’educazione e della scuola con le molteplici connessioni che la tecnologizzazione di massa sta offrendo. L’incontro sarà un’occasione di riflessione e condivisione per promuovere una cultura della consapevolezza e della saggezza digitale».Il metodo montessoriano, in particolare, si rivela adatto alle esigenze che il nuovo contesto tecnologico sta imponendo nella quotidianità delle famiglie.

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Astronomi per una notte

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2015

osservatorio vareseVarese giovedì 24 settembre dalle 19,30 alle 20.30 FAI-Villa e Collezione Panzadalle speciale opportunità di visita notturna alle installazioni di Robert Irwin e James Turrell. Vi sarà una conferenza dedicata alla scoperta del nostro argenteo e solitario satellite. A fine conferenza sarà possibile osservare la luna dal parco della Villa, guidati dagli astronomi dell’Osservatorio di Varese.
Durante la conferenza per i bambini Un’affascinante fiaba li accompagnerà nell’esplorazione delle installazioni “spaziali” degli artisti Flavin, Irwin e Turrell.

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