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La Tipografica Varese entra in Elite

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 novembre 2018

La Tipografica Varese, riferimento europeo nel mondo della stampa dei libri e realtà di rilievo del tessuto economico e sociale del territorio varesino, è entrata a far parte della comunità internazionale di Elite, il programma internazionale del London Stock Exchange Group nato in Borsa Italiana nel 2012 con la collaborazione di Confindustria e dedicato alle aziende ambiziose con un modello di business solido e una chiara strategia di crescita.
La Tipografica Varese, insieme ad altre 34 nuove società italiane, è stata ammessa al programma dedicato alle imprese ad alto potenziale di crescita. Le nuove aziende italiane che iniziano il percorso provengono da 9 diverse regioni e operano in differenti settori tra cui moda, industria e tecnologia.“Siamo molto contenti di dare il benvenuto a La Tipografica Varese in Elite, che ha raggiunto quota 1.000 società”, dichiara Luca Peyrano, Ceo di Elite. “Si tratta di un traguardo importante che rappresenta per noi un nuovo punto di partenza verso obiettivi ancora più ambiziosi. In soli sei anni Elite è diventato un programma globale che copre oltre 30 Paesi e che ha come obiettivo quello di accelerare il processo di crescita e internazionalizzazione delle aziende. Abbiamo definito un nuovo modello di relazione con gli imprenditori, dove le esigenze dell’impresa sono al centro e dove si privilegia il contenuto alla forma, la semplicità alla burocrazia. Abbiamo un atteggiamento neutrale e indipendente rispetto alle scelte di finanziamento e apertura al mercato dei capitali dal parte delle aziende siano esse la quotazione, l’emissione di un bond, l’apertura a un private equity. In Elite si viene prima di tutto per crescere e la finanza rimane al servizio delle idee e delle ambizioni di crescita dell’impresa”. “Siamo molto grati a Elite per l’occasione che ci offre”, spiega Gianandrea Redaelli, quarta generazione alla guida di La Tipografica Varese. “Il nostro ingresso in questa grande comunità internazionale è un’opportunità che siamo molto contenti di cogliere, perché sicuri che aprirà le porte a nuovi e numerosi incontri, sia con esperti che potranno esserci di supporto, sia con realtà di parti del mondo che per noi oggi sono ancora inesplorate, ma che vogliamo assolutamente scoprire e affrontare con la stessa prudenza e lo stesso coraggio che da sempre ci contraddistinguono. Sì, perché per noi Elite significa anche coraggio. Coraggio di affrontare il futuro con sguardo positivo e voglia di crescere: le aziende che oggi restano ferme saranno le prime aziende sconfitte domani. Invece il nostro obiettivo è continuare a stampare libri, per i prossimi 90 anni”.

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Settima edizione del Festival del Giornalismo Digitale

Posted by fidest press agency su domenica, 4 novembre 2018

Varese dall’8 all’11 novembre 2018. Con oltre 60 incontri distribuiti in dieci location diverse e più di 180 speaker, la settima edizione del Festival del Giornalismo Digitale si prefigge di delineare il futuro di una professione in mutazione. «Il giornalismo deve allargare gli orizzonti, – afferma Marco Giovannelli, ideatore di Glocal e direttore di Varesenews.- Nel 2018 possiamo dire sia stato compiuto un passaggio storico: la maggioranza della popolazione mondiale è connessa alla Rete. Abbiamo una grande responsabilità ed è indispensabile garantire un’informazione corretta, una professionalità con un approccio aperto, mantenendo però radici nei fondamenti della deontologia. Il lavoro giornalistico è cambiato radicalmente e Glocal è diventato da sette anni un appuntamento per fare il punto anche su questo. Quattro giorni per incontrarsi, formarsi, riflettere, discutere e confrontarsi».Il programma nell’edizione 2018 è stato suddiviso in sette aree tematiche – arte, cibo, musica, cinema, economy, sociale e salute – per orientare meglio i partecipanti a scegliere l’appuntamento più vicino ai loro interessi. Tra le novità, Glocal lancia due nuovi premi: uno dedicato al giornalismo multimediale intitolato ad Angelo Agostini e uno al data Journalism. Sul fronte degli appuntamenti, degno di nota è quello organizzato grazie alla collaborazione avviata con Google: il colosso Mountain View presenterà il nuovo progetto GNI – Google News Initiative.
Sarà riproposto inoltre lo “spazio” di formazione per giovani studenti impegnati a realizzare blog. L’iniziativa, denominata BlogLab, è promossa e organizzata in collaborazione con il Consiglio regionale della Lombardia ed è ormai diventata un appuntamento importante per le scuole varesine. Giovani “micro” redazioni, composte ciascuna da cinque studenti, raccoglieranno la sfida partecipando a un laboratorio di giornalismo digitale per comunicare novità, raccontare storie e trasmettere emozioni in una sfida che non sta solo nei contenuti, ma anche nella forza di distinguersi tra le mille voci che affollano il web.
«La nuova legislatura del Consiglio regionale, iniziata pochi mesi fa – dice il presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi – ha tra i suoi obiettivi una linea di iniziative di educazione civica indirizzate ai giovani, ai quali vogliamo sottolineare l’importanza delle istituzioni democratiche e il valore della partecipazione. BlogLab – aggiunge – ha il pregio di mettere a fuoco i temi della comunicazione e del linguaggio di chi si impegna nelle istituzioni, un terreno oggi assolutamente da dissodare, liberandolo dai pesi e dai freni della propaganda fine a sé stessa. Occorre una nuova educazione a sostegno di una nuova comunicazione e i giovani devono poter avvicinare la politica guardando esempi virtuosi e modelli rispettosi delle autentiche esigenze dei cittadini. È quanto cerchiamo di fare ogni giorno, come Consiglio regionale, utilizzando sempre di più le nuove forme di comunicazione e informazione, strumenti indispensabili per istituzioni che devono garantire una comunicazione efficace e assicurare informazioni tempestive e puntuali. In particolare, visti i risultati positivi delle precedenti esperienze, auspico che il modello di BlogLab possa essere diffuso e organizzato, coinvolgendo scuole e testate giornalistiche del territorio, anche in altre province della Lombardia».

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Festival del giornalismo digitale: “donne come noi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 ottobre 2018

Varese dall’8 all’11 novembre nell’ambito del Festival del giornalismo digitale organizzato in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti della Lombardia sarà dedicato ampio spazio alla questione femminile. Tra gli oltre 150 speaker che interverranno nei 60 appuntamenti, molte sono donne. Dalla conduttrice televisiva Filippa Lagerback alla direttrice di Donna Moderna Annalisa Monfreda, per arrivare a Sarah Hartley manager di Google DNI, all’esperta di comunicazione Barbara Sgarzi e alle giornaliste Conchita Sannino e Alessia Maccaferri e alle scrittrici Margherita Oggero, Sara Magnoli e Simona Vinci.
«I sette ambiti tematici nei quali è stato organizzato il Festival di quest’anno – arte, cibo, musica, cinema, economy, sociale e salute – ci hanno offerto lo spunto per dare voce alle donne, produttrici di storie e di valore», osserva Marco Giovannelli, ideatore di Glocal e direttore di Varesenews. «La scrittura femminile è stato un importante strumento di emancipazione e se oggi il ruolo della donna è cambiato e s’è rafforzato, ovunque nelle redazioni, ma anche nella società, lo dobbiamo a chi della cultura e della divulgazione ha fatto la sua ragione di vita, la sua battaglia».
Le donne saranno le protagoniste assolute della serata del 10 novembre. Nella sala napoleonica del centro congressi Ville Ponti, la direttrice di Donna Moderna Annalisa Monfreda sarà al centro di un talk show in cui scrittrici, giornaliste e influencer discuteranno di come si parla oggi di donne sui media, nel dibattito pubblico, nelle conversazioni private. Sul palco si alterneranno le storie di alcune protagoniste del libro “Donne come noi. 100 storie di italiane che hanno fatto cose eccezionali” (Sperling & Kupfer): atlete, scienziate, economiste che in cinque minuti racconteranno il loro modo di essere donne oltre gli stereotipi.
Varese dall’8 all’11 novembre nell’ambito del Festival del giornalismo digitale organizzato in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti della Lombardia sarà dedicato ampio spazio alla questione femminile. Tra gli oltre 150 speaker che interverranno nei 60 appuntamenti, molte sono donne. Dalla conduttrice televisiva Filippa Lagerback alla direttrice di Donna Moderna Annalisa Monfreda, per arrivare a Sarah Hartley manager di Google DNI, all’esperta di comunicazione Barbara Sgarzi e alle giornaliste Conchita Sannino e Alessia Maccaferri e alle scrittrici Margherita Oggero, Sara Magnoli e Simona Vinci.
«I sette ambiti tematici nei quali è stato organizzato il Festival di quest’anno – arte, cibo, musica, cinema, economy, sociale e salute – ci hanno offerto lo spunto per dare voce alle donne, produttrici di storie e di valore», osserva Marco Giovannelli, ideatore di Glocal e direttore di Varesenews. «La scrittura femminile è stato un importante strumento di emancipazione e se oggi il ruolo della donna è cambiato e s’è rafforzato, ovunque nelle redazioni, ma anche nella società, lo dobbiamo a chi della cultura e della divulgazione ha fatto la sua ragione di vita, la sua battaglia».
Le donne saranno le protagoniste assolute della serata del 10 novembre. Nella sala napoleonica del centro congressi Ville Ponti, la direttrice di Donna Moderna Annalisa Monfreda sarà al centro di un talk show in cui scrittrici, giornaliste e influencer discuteranno di come si parla oggi di donne sui media, nel dibattito pubblico, nelle conversazioni private. Sul palco si alterneranno le storie di alcune protagoniste del libro “Donne come noi. 100 storie di italiane che hanno fatto cose eccezionali” (Sperling & Kupfer): atlete, scienziate, economiste che in cinque minuti racconteranno il loro modo di essere donne oltre gli stereotipi.

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“Crediamo in un mondo con i libri”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 settembre 2017

Gianandrea RedaelliLa Tipografica Varese (LTV), una delle più importanti realtà europee per la stampa di libri. La procedura ha permesso di preservare da eventi pregiudizievoli l’azienda durante le delicate fasi della ristrutturazione. Gianandrea Redaelli, quarta generazione della famiglia in azienda, commenta: “Per il risanamento de La Tipografica Varese è stato fondamentale lavorare sui nostri tre asset tradizionali: tecnologie all’avanguardia, personale specializzato, clienti primari. Gli sforzi che abbiamo fatto in sintonia con i lavoratori che, con le loro rappresentanze, sono stati parte integrante e attiva della riorganizzazione – e a loro va il nostro ringraziamento per il sostegno e l’impegno dimostrati – ci hanno permesso di superare la fase più acuta della crisi. Il risanamento non sarebbe stato possibile senza la fiducia dei fornitori e degli istituti di credito: hanno creduto nel nostro progetto, e noi siamo soddisfatti di essere riusciti a portarlo a compimento, soprattutto se consideriamo che non sono molte le aziende che hanno concluso positivamente la procedura di concordato. Ora siamo consapevoli di dover affrontare questa nuova fase continuando a ricercare sempre maggiore efficienza, con attenzione, prudenza e oculatezza, per evitare ricadute e continuare ad essere una realtà di riferimento per i tanti editori nazionali e internazionali che da decenni ci accordano la loro fiducia. Lo dobbiamo a loro, e alle 130 famiglie che lavorano con noi: un valore sociale importantissimo per questo territorio, in cui operiamo da novant’anni. Crediamo in un mondo con i libri e vogliamo continuare ad esserci in futuro per stamparli”.La scelta di LTV di proseguire l’attività, di ricostruire e riequilibrare gli aspetti patrimoniali, economici e finanziari dell’azienda ha richiesto grandi sforzi in un momento molto delicato e reso ancora più difficile non solo dalla crisi economica mondiale, ma anche dalla smaterializzazione di librialcuni prodotti storici, che si è aggiunta alla generale contrazione della capacità di spesa delle famiglie. I libri sono stati infatti uno dei primi “lussi” ad essere tagliati. Il rapporto “L’editoria, la filiera distributiva, la lettura in Lombardia (2007-2015)”, a cura dell’Ufficio Studi dell’Associazione Italiana Editori (Aie) su dati Istat, ha certificato una contrazione del mercato: si è passati dai 145 milioni di libri venduti nel 2007 ai 79 milioni nel 2014.
La Tipografica Varese Srl, fondata nel 1927 da Pietro Giuseppe Redaelli, è un riferimento europeo nel mondo della stampa dei libri e una realtà di rilievo del tessuto economico e sociale del territorio varesino. Con una struttura produttiva ‘a ciclo completo’ – dalla pre-stampa alla legatoria – realizza una vasta gamma di prodotti editoriali (tradizionale produzione libraria, saggistica e scolastica, dizionari, bibbie, codici e guide turistiche, riviste e cataloghista industriale).
Con 18 milioni di euro di fatturato nel 2016 (48% export), 130 dipendenti, un sito produttivo di 22mila metri quadrati e tecnologie all’avanguardia, LTV serve i maggiori editori italiani ed europei come Mondadori, Rizzoli, DeAgostini, Pearson, Gruppo Hachette, Sejer, Editis, Dalloz, Cambridge University Press. (foto: Gianandrea Redaelli)

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Il carcere più fatiscente della Lombardia è a Varese

Posted by fidest press agency su sabato, 3 giugno 2017

regione lombardia“Come figura istituzionale facente parte della Commissione Carceri trovo doveroso andare a visitare le carceri anche in forma non ufficiale, quindi questa settimana mi sono recata al carcere di Varese per vedere cosa si stava facendo per questa struttura vecchissima che avevamo già visitato un paio di volte con la Commissione”, così Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia.La visita segue una risoluzione dalla Commissione, approvata in consiglio, che invitava la Giunta regionale.
-ad attivarsi celermente presso il Ministero di Giustizia, affinché quest’ultimo, entro centottanta giorni dall’approvazione del presente provvedimento, proceda allo sblocco della situazione di inerzia in merito alla dismissione per consentire alla Casa circondariale di Varese di essere destinataria di risorse finanziarie da utilizzare per la riqualificazione e per l’ampliamento;
-a individuare, anche mediante una efficace collaborazione tra le istituzioni locali e Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria regionale, le soluzioni più idonee, orientate alla riqualificazione e all’ampliamento strutturale della Casa circondariale, al fine di garantire ai detenuti spazi adeguati e attrezzati per il recupero del loro benessere pisco sociale e per favorirne il reinserimento nella comunità civile;
– a ricercare comunque una soluzione definitiva presso il Ministero della Giustizia, anche alternativa alla riqualificazione esistente, mediante l’individuazione di una area da destinare alla realizzazione di una nuova casa circondariale e alle relative risorse finanziarie per la costruzione dell’opera; e successivamente a riferire alla commissione.
“Non si è più saputo nulla sull’ampliamento – dichiara Macchi – ma sono stati stanziati 50.000 euro per il rifacimento del piano terra e si attendono conferme per altri 100.000 euro per il rifacimento del primo e secondo piano. Tutti i lavori sono fatti in economia, utilizzando cioè manodopera interna, i detenuti stessi, che vengono pagati per questi lavori così da poter non solo impiegare le giornate lunghe della detenzione ma guadagnare anche qualcosa da poter magari mandare a casa. I lavori stanno proseguendo, rendendo decenti i servizi delle celle che prima non lo erano, bonificando i muri spesso intrisi di acqua e muffa a causa delle perdite delle tubazioni e rifacendo impianti di riscaldamento vetusti che negli scorsi inverni hanno lasciato al freddo i detenuti anche per settimane. Il carcere ha più di 100 anni, è in una struttura antica e non solo manca di spazi decenti per le attività comuni e per la palestra ma ha una cucina e un passeggio esterno che definire vergognosi è poco”.E aggiunge: “Ho chiesto se l’ATS avesse visitato la cucina, e ho fatto anche un accesso agli atti per avere i verbali dell’ATS a riguardo, perché non è accettabile che una cosiddetta società civile permetta delle condizioni strutturali e di attrezzatura così devastate come quelle che ho visto. Per non parlare poi dei passeggi, nemmeno un filo di verde, un misero quadrato di asfalto sotto il sole con un servizio che non si può definire tale, e un unico rubinetto per rinfrescarsi che perde copiosamente ed è pieno di muffa e muschio tutt’intorno. C’è da chiedersi innanzitutto perché in tutti questi anni non si sia mai fatto nulla per questo carcere, sicuramente il più fatiscente e trascurato della Lombardia, collocato nel centro di Varese, che ospita attualmente una settantina di detenuti e una guarnigione sottodimensionata di altrettanti poliziotti penitenziari costretti spesso a turni lunghissimi per supplire alla mancanza di personale. In seconda battuta perché, visto questo iniziale, ben misero stanziamento per una parziale ristrutturazione, la direzione e il provveditorato non abbiano chiesto più fondi per intervenire anche sulla cucina e i passeggi. Ricordiamo che l’art. 27 della Costituzione dispone che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato anche perché altrimenti davvero si rischiano recidive a go go”.”E a questo punto invito il Presidente Maroni ad andare a fare una visita a queste carceri dimenticate nella sua città, ma non una visita ufficiale, di spolvero, ci vada a sorpresa e giudichi lui se quanto vede può essere accettabile in una città dove si spendono tanti soldi pubblici ma solo per il salotto buono”, conclude la consigliere regionale del M5S.

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A Varese come nella Silicon Valley

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 aprile 2017

eoloPasti e momenti di relax diventano un altro modo di fare rete» Un parco “aziendale” dove camminare o fermarsi a sorseggiare un tè, frutta fresca disponibile ad ogni piano e docce per sciacquarsi e cambiarsi dopo un’oretta di jogging: non succede solo nelle company hi-tech della Silicon Valley, ma anche in provincia di Varese. Per la precisione in EOLO, azienda di telecomunicazioni con 300 dipendenti a Busto Arsizio. Alla base della filosofia aziendale, infatti, c’è l’attenzione per la salute e per l’ambiente. «Occuparsi di telecomunicazioni non vuol dire soltanto dedicarsi a tecnologia e innovazione: significa vivere a stretto contatto con il territorio e le persone, e imparare ad averne rispetto. A partire dai dipendenti dell’azienda che da sempre vivono in un’atmosfera green» commenta il Ceo di EOLO Luca SpadaL’ultima iniziativa è stata la realizzazione di EOLO garden: un’area di 930mq, inaugurata a ottobre 2016 e ora nel pieno splendore primaverile, dove sotto le fronde di querce, tigli, ginko e frassino ci sono cinque aree relax e due grandi tavoli. Questo spazio è a disposizione di tutti i dipendenti ed è un luogo di aggregazione, collaborazione e riflessione. Anche il ristorante aziendale è curato nei minimi dettagli: il cuoco ogni giorno prepara nella cucina allestita in EOLO cibi pronti per essere consumati. Ma a disposizione dei dipendenti c’è anche una “area del fresco” dove ciascuno può prepararsi in autonomia una ricca insalata E il momento dei pasti diventa anche un’occasione per sviluppare la collaborazione: «Una volta al mese o in occasioni particolari viene organizzata una colazione a tema dove tutti si ritrovano per un momento di condivisione e di socializzazione, al di fuori della quotidianità e dell’ufficio –spiega sempre Luca Spada–. È un altro modo di fare rete».
eolo1EOLO è anche “sport friendly”. Molti dipendenti, oltre all’amministratore delegato Luca Spada, praticano la corsa in pausa pranzo. Per questo in azienda sono stati allestiti alcuni spogliatoi con docce per potersi preparare allo sport e cambiarsi per poi tornare al lavoro. Massima attenzione anche alla nutrizione. Cesti di frutta fresca e di stagione sono a disposizione dei dipendenti e i distributori automatici contengono anche prodotti biologici e salutari. A ogni piano è presente un distributore per l’acqua naturale, frizzante e calda. Ai dipendenti sono state regalate delle borracce e tazze per il tè personalizzate con il proprio nome, in modo da minimizzare gli sprechi di plastica e incentivare il riuso.L’ambiente è infatti un tema centrale in EOLO. La raccolta differenziata è ormai buona prassi in tutti gli uffici e si fa un consumo attento della carta. Le nuove stampanti di EOLO sono “intelligenti” ed evitano gli sprechi di fogli: la stampa lanciata dal dipendente esce solo quando la persona si trova davanti alla macchina, ed è certo quindi che ritirerà il foglio. «In EOLO si stampa solo quando è davvero necessario –spiega sempre Luca Spada– e in questo modo nessun foglio sarà dimenticato nella stampante». (foto: eolo)

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Cyber pedagogia: se ne parla alla Montessori di Varese

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2017

vareseVarese Venerdì 24 febbraio alle 20.30 Via Maggiora 10, Calcinate del Pesce (Varese) appuntamento a ingresso libero alla scuola Montessori Percorsi per Crescere di Calcinate del Pesce (Varese) con Matteo Locatelli, pedagogo esperto in adolescenza e tecnologia, che parlerà dell’educazione ei tempi di Internet. Siamo nella società dell’Informazione e i suoi veri protagonisti sono i ragazzi, non solo perché il loro approccio alle alla tecnologia, al web e alle app è più immediato e diretto rispetto a quello dei grandi, ma anche perché lo sviluppo della Rete è destinato ad accompagnare la loro esperienza di vita, permeandone tutti i momenti: gioco, apprendimento, lavoro. Tuttavia, a volte le dinamiche che coinvolgono i giovani e Internet rimangono un mistero che preoccupa e spaventa genitori ed educatori, bisognosi di una guida esperta.Per questo la Scuola Montessori Percorsi per Crescere di Calcinate del Pesce (Varese) ha organizzato un incontro intitolato Touch generation: istruzioni per l’uso, che si terrà venerdì 24 febbraio alle 20.30 nella sede divia Maggiora 10. Relatore sarà Matteo Locatelli, responsabile scientifico del Consorzio Unison di Gallarate, specialista in Pedagogia Clinica, esperto di adolescenza e tecnologie, che si occupa di servizi innovativi rivolti ai minori e di formazione per docenti e genitori sul tema del digitale.
«Il dottor Locatelli ci introdurrà alla cyber pedagogia –spiega Maria Angela Ferioli, presidente della Cooperativa Percorsi per Crescere che gestisce la scuola di Varese–. Una disciplina che esplora il mondo dell’educazione e della scuola con le molteplici connessioni che la tecnologizzazione di massa sta offrendo. L’incontro sarà un’occasione di riflessione e condivisione per promuovere una cultura della consapevolezza e della saggezza digitale».Il metodo montessoriano, in particolare, si rivela adatto alle esigenze che il nuovo contesto tecnologico sta imponendo nella quotidianità delle famiglie.

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Astronomi per una notte

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2015

osservatorio vareseVarese giovedì 24 settembre dalle 19,30 alle 20.30 FAI-Villa e Collezione Panzadalle speciale opportunità di visita notturna alle installazioni di Robert Irwin e James Turrell. Vi sarà una conferenza dedicata alla scoperta del nostro argenteo e solitario satellite. A fine conferenza sarà possibile osservare la luna dal parco della Villa, guidati dagli astronomi dell’Osservatorio di Varese.
Durante la conferenza per i bambini Un’affascinante fiaba li accompagnerà nell’esplorazione delle installazioni “spaziali” degli artisti Flavin, Irwin e Turrell.

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