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Columbia Threadneedle: la variante Delta rallenta la ripresa economica

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2021


A cura di Paul DiGiacomo, Head of Equity Research di Columbia Threadneedle Investments.La variante delta del coronavirus ha ritardato la normalizzazione della vita sociale, secondo la società di gestione Columbia Threadneedle Investments. Questo si riflette nell’ indice del ritorno alla “normalità” di Columbia Threadneedle, che è sceso all’84% all’inizio di settembre dall’86% dell’inizio di agosto. Un valore di 100% segna il livello normale prima della pandemia.Il team di ricerca azionaria globale di Columbia Threadneedle pubblica l’indice ogni mese come indicatore economico principale. Include quattro dimensioni: ritorno a scuola, ritorno ai viaggi e al tempo libero, ritorno sul luogo di lavoro e ritorno agli acquisti nei negozi fisici. Si tratta di consumatori statunitensi, poiché il consumo privato negli Stati Uniti, la più grande economia del mondo, ha un’importanza globale. Gli esperti utilizzano grandi quantità di dati pubblicamente disponibili (Big Data) per analizzare il tempo e il denaro che le persone spendono per le quattro dimensioni menzionate.”L’indice è scambiato leggermente al di sotto del suo picco, principalmente a causa della componente di ritorno agli acquisti nei negozi”, scrive Paul DiGiacomo, responsabile della ricerca azionaria alla Columbia Threadneedle, in un recente commento. “Mentre la gente continua a frequentare i negozi, l’attività è diminuita. Questo ha frenato l’avanzamento costante dell’indice dalla primavera del 2021. Il barometro era al 58% all’inizio di febbraio, al 66% in aprile e al 76% in giugno. In vista della ripresa forte e sostenuta durante l’estate, Columbia Threadneedle aveva presentato a fine luglio come scenario di base la prospettiva di un “ritorno alla normalità” dell’indice entro la fine di settembre. Questo è diventato discutibile alla luce dei recenti sviluppi, ha detto. “Se dovessimo vedere un forte aumento dei ricoveri o nuovi dati negativi sull’efficacia dei vaccini, questo potrebbe rendere più difficile il ritorno a livelli normali”, ha scritto DiGiacomo.

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Covid-19, la variante Delta raddoppia il rischio di ricovero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 settembre 2021

La variante Delta di Sars-CoV-2 raddoppia il rischio di ricovero per Covid-19 rispetto alla variante Alfa. A confermarlo è un nuovo studio britannico, il più ampio finora condotto, che ha analizzato più di 40mila casi confermati dal sequenziamento in Inghilterra tra il 29 marzo e il 23 maggio 2021. La probabilità di aver bisogno di visite di emergenza o di ricovero ospedaliero era anche 1,5 volte maggiore per le persone infette dalla Delta rispetto a quelle colpite da Alfa. I risultati del lavoro suggeriscono che le epidemie sostenute da questa variante, ormai prevalente in Europa, “possono portare a un onere maggiore sui servizi sanitari” rispetto a quelle provocate dal mutante Alfa ormai scalzato dalla sua posizione dominante, “in particolare nelle persone non vaccinate e in altre popolazioni vulnerabili”, è l’allarme lanciato dagli autori dello studio. I ricercatori mettono in guardia soprattutto dall’aumento del rischio di ospedalizzazione tra le persone non vaccinate o parzialmente vaccinate, poiché questi costituivano la maggior parte dei casi esaminati nello studio. La variante Delta è stata segnalata per la prima volta in India nel dicembre 2020 e i primi studi avevano subito rilevato che è fino al 50% più trasmissibile rispetto alla variante Alfa, identificata per la prima volta nel Kent, Regno Unito. Ora questo lavoro conferma un rischio di ricovero all’incirca doppio per i contagiati da Delta rispetto a chi si è infettato con l’Alfa. Anche il rischio di andare in ospedale per cure di emergenza o di essere ricoverati entro 14 giorni dall’infezione è una volta e mezzo maggiore rispetto alla variante Alfa (1,45 volte).Questo nuovo studio si basa sui casi “confermati da sequenziamento dell’intero genoma, che è il modo più accurato per determinare la variante virale”. Le sue conclusioni sono in linea con risultati precedenti, arrivati per esempio da uno studio preliminare condotto in Scozia che già aveva segnalato un raddoppio del rischio di ospedalizzazione e supportava il sospetto che la Delta fosse associata a una malattia più grave. “La maggior parte dei casi inclusi nell’analisi erano non vaccinati – precisa Gavi Dabrera, del National Infection Service, Public Health England (Phe), uno degli autori principali dello studio -. Sappiamo già che la vaccinazione offre un’eccellente protezione contro Delta e poiché questa variante rappresenta oltre il 98% dei casi di Covid nel Regno Unito, è fondamentale che coloro che non hanno ricevuto due dosi di vaccino lo facciano il prima possibile. È comunque importante in caso di sintomi rimanere a casa e fare un tampone il prima possibile”. Durante il periodo di studio, ci sono stati in totale 34.656 casi della variante Alfa (80%) e 8.682 casi della Delta (20%). Ma la proporzione di casi Delta è andata crescendo fino ad arrivare a pesare per circa i due terzi dei nuovi casi nella settimana a partire dal 17 maggio 2021 (65%, 3.973/6.090), e segnando il sorpasso sull’Alfa in Inghilterra. Circa un paziente su 50 è stato ricoverato in ospedale entro 14 giorni dal primo test positivo (2,2% dei casi Alfa, 2,3% dei Delta). E, tenendo conto di tutti i fattori noti per influenzare la suscettibilità a Covid grave, hanno calcolato un rischio più che raddoppiato di ricovero con la variante Delta (2,26 volte più alto). In questo studio solo l’1,8% dei casi (con entrambe le varianti) aveva ricevuto entrambe le dosi di vaccino; il 74% non era vaccinato e il 24% aveva solo una dose. Gli autori fanno notare che non è quindi possibile trarre conclusioni statisticamente significative su come il rischio di ospedalizzazione differisca tra le persone vaccinate che successivamente sviluppano infezioni Alfa e Delta. I risultati di questo studio ci parlano quindi principalmente del rischio di ricovero ospedaliero per coloro che sono non vaccinati o parzialmente vaccinati. “La nostra analisi evidenzia che, in assenza di vaccinazione, qualsiasi epidemia Delta imporrà un onere maggiore all’assistenza sanitaria rispetto a un’epidemia di Alfa”, conclude Anne Presanis, statistico senior dell’università di Cambridge e uno degli autori principali dello studio, che è stato condotto da ricercatori della Public Health England e dell’Università di Cambridge e finanziato da UK Research and Innovation, Medical Research Council, Department of Health and Social Care del governo britannico e National Institute for Health Research. (fonte: DoctorNews33)

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