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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

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Fibrosi Polmonare Idiopatica: nuovi dati confermano l’efficacia e la sicurezza di nintedanib come terapia oltre le 52 settimane, in sottogruppi distinti di pazienti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2015

Boehringer Ingelheim, Germania Boehringer Ingelheim ha annunciato nuovi dati di analisi su nintedanib*, che ne rafforzano il valore di terapia efficace, sicura e tollerata in una vasta tipologia di pazienti con fibrosi polmonare idiopatica (IPF). Questi risultati sono stati presentati in occasione del Congresso Internazionale dell’American Thoracic Society (ATS) 2015 di Denver.
La fibrosi polmonare idiopatica è una malattia polmonare invalidante e con esito infausto, con una sopravvivenza mediana di 2–3 anni dal momento della diagnosi. La malattia è caratterizzata dalla progressiva formazione di tessuto cicatriziale a livello polmonare, con conseguente continuo ed irreversibile deterioramento della funzionalità polmonare e della capacità respiratoria.
“Poiché la fibrosi polmonare idiopatica è una patologia respiratoria progressiva che mette a rischio la vita di chi ne è colpito, i pazienti necessitano di una terapia per tutta la vita. E’ importante valutare e continuare a monitorare l’efficacia e la sicurezza di nintedanib* in questi pazienti” – ha dichiarato Bruno Crestani, Professore di Pneumologia e Vice Rettore per la Ricerca presso la Facoltà di Medicina dell’Università Diderot di Parigi – “Questi dati rafforzano le evidenze che confermano l’efficacia, la sicurezza e la tollerabilità del farmaco e aumentano le nostre conoscenze sul trattamento di questa complessa patologia”.All’ ATS 2015 sono state presentate nuove analisi sul trattamento di lungo termine con nintedanib nello studio clinico di Fase II TOMORROW. Dopo 52 settimane di trattamento nella fase con controllo a placebo (periodo 1), ai pazienti è stata offerta la possibilità di continuare la terapia in cieco (periodo 2), sino al completamento delle 52 settimane di trattamento da parte degli ultimi pazienti.
Nel complesso, le analisi condotte su entrambi i periodi dimostrano quanto segue:
• la variazione media osservata nel declino della capacità vitale forzata (FVC), ovvero il volume massimo d’aria espirata dopo la massima inspirazione (una misura della progressione dell’IPF) è stata inferiore, in maniera consistente, nel gruppo in terapia con nintedanib* 150 mg 2 volte/die, rispetto al gruppo di confronto (-3,1% contro -6,3% dal basale alla settimana 76);
• La percentuale dei pazienti che ha avuto almeno una grave riacutizzazione della IPF (un peggioramento grave e improvviso della malattia) è stata inferiore nel gruppo in terapia con nintedanib* 150 mg 2 volte/die, rispetto al gruppo di confronto (4,7% contro 19,5% dei pazienti);
• La sicurezza e la tollerabilità di nintedanib 150 mg 2 volte/die sono state simili nei periodi 1 e 2.
La fibrosi polmonare idiopatica colpisce 14-43 persone ogni 100.000 nel mondo, più comunemente soggetti con più di 50 anni. I dati presentati al congresso si riferiscono ad un’ampia tipologia di pazienti, che è rappresentativa dei soggetti che ci troviamo a trattare nella pratica clinica”.In un’analisi post-hoc degli studi clinici INPULSIS®] nintedanib ha dimostrato di ridurre in maniera consistente il tasso annuo di declino della FVC, che rileva, appunto, la progressione della malattia, indipendentemente dai diversi gradi di compromissione della funzionalità polmonare dei pazienti (ovvero FVC > 90% del predetto o ≤ 90% del predetto). I pazienti con patologia in fase iniziale hanno tratto beneficio dalla terapia con nintedanib* in modo simile, rispetto a coloro che presentavano una patologia più avanzata.
La fibrosi polmonare idiopatica (IPF) è una patologia polmonare progressiva cronica, gravemente invalidante, con prognosi infausta, per la quale esistono limitate opzioni terapeutiche.1 La IPF colpisce tra 14-43 persone ogni 100.000 soggetti nel mondo,4,5 ed è caratterizzata da formazione progressiva di tessuto cicatriziale a livello polmonare – ovvero fibrosi1 – con conseguente perdita di funzionalità respiratoria nel tempo. Con il passare del tempo, il tessuto cicatriziale si accumula e ispessisce e i polmoni perdono la capacità di assumere ossigeno, di metterlo in circolo e di trasmetterlo quindi, in modo sufficiente, agli organi vitali. Pertanto, chi soffre di IPF, ha dispnea, tosse secca e spesso difficoltà a svolgere le normali attività quotidiane. Le riacutizzazioni gravi della IPF sono rapidi peggioramenti dei sintomi nell’arco di giorni o settimane. Questi eventi si possono verificare in qualsiasi momento del decorso della malattia, persino ai suoi esordi e tutti i pazienti con IPF sono a rischio di gravi riacutizzazioni della malattia.

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Export, gennaio-settembre 2010

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 dicembre 2010

Non è ancora “ripresa”, ma il recupero, pur se lento, c’è. Nel periodo gennaio-settembre 2010, rispetto allo stesso periodo del 2009, l’export provinciale è aumentato del 4,31% e l’import quasi del 40%. La performance non è molto significativa se rapportata a quella di Veneto, Emilia Romagna o dell’Italia: a frenare il risultato è il settore dei macchinari e delle apparecchiature industriali, che insieme a quello dei mobili è l’unico a denunciare una variazione negativa dell’export, finendo indubbiamente per influire sull’esito generale. «Se però guardiamo solo il terzo trimestre – ha commentato il presidente Da Pozzo –, i risultati appaiono più incoraggianti: il +17% di export ci dice che la nostra economia per il secondo trimestre consecutivo è in recupero. Guardando solo questo periodo, risultiamo i migliori in Regione, anche se indubbiamente abbiamo tendenze di crescita molto lente». I dati, dunque, «trasmettono un po’ di ottimismo – ha proseguito il presidente – anche di fronte a un quadro internazionale tutt’altro che rassicurante, soprattutto dal lato della finanza pubblica e delle tensioni sul mercato dei prodotti petroliferi, fattori non di poco conto in un’economia che quest’estate era in ripresa». Ad ogni buon conto, nel periodo gennaio-settembre 2010, rispetto allo stesso periodo del 2009, le performance migliori si registrano nell’export verso l’America centro meridionale (+30,46%) – torniamo ad esportare in Brasile e in Messico -, l’Africa (+19,93%) e l’Unione Europea 27 (+6,10%). Per quanto riguarda l’Unione Europea, come sempre nostro principale mercato, dobbiamo certamente evidenziare le buone esportazioni verso la Germania (+14%), la Francia (+11%), verso l’Austria (+31%). Si conferma un forte interscambio con la Turchia, cresce in modo deciso l’interscambio con l’Egitto e con la Libia, mentre siamo ancora in forte difficoltà con il mercato russo, quello spagnolo , quello croato. Si registra inoltre un forte calo verso l’America settentrionale. Con riferimento all’Asia, con la Cina le nostre esportazioni crescono del 10%, viceversa registriamo – 21% verso l’India. «La geografia del nostro interscambio commerciale appare ancora molto variabile – ha precisato il presidente –, segnale di un’economia ancora caratterizzata da forti elementi di instabilità». Elementi che riusciamo anche a vedere analizzando l’interscambio con il Centro Est Europa, sempre area importante per la nostra economia, dove se da un lato registriamo buone esportazioni verso la Repubblica Ceca, la Slovacchia, la Romania, l’Ungheria, la Slovenia, viceversa continuiamo a registrare difficoltà nell’export verso la Polonia, la già citata Croazia, la Bosnia e la Serbia. In termini di prodotti esportati incrementi significativi si rilevano tra i prodotti alimentari e bevande (+18,85%), sostanze e iprodotti chimici, apparecchi elettrici, metalli di base e prodotti in metalli. A questi risultati positivi si contrappone il significativo calo di macchinari e apparecchiature industriali, che sono il prodotto principale esportato dalla nostra economia, e anche per quanto riguarda l’arredamento siamo ancora in area negativa.

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Cereali: tenero panificabile e mais in rialzo

Posted by fidest press agency su martedì, 14 dicembre 2010

Dopo la fase di maggiore stabilità rilevata durante il mese di ottobre, a novembre i prezzi delle varietà panificabili di frumento tenero nazionale hanno messo in evidenza nuovi aumenti: +3,3% rispetto al mese di ottobre. Leggera flessione per le quotazioni del frumento tenero estero che perde l’1,6% nel mese di novembre. In rialzo le quotazioni del granoturco nazionale che registrano una variazione positiva del 2,6% sulle principali piazze di scambio. Prosegue la fase di stabilità per il frumento duro nazionale (+0,3%). Il confronto con la campagna 2009/10 risulta ancora fortemente positivo: a novembre la variazione anno su anno ha superato il 50% per frumento tenero nazionale e mais. Per quanto riguarda il frumento duro ed il tenero estero gli aumenti dei prezzi sono meno accentuati ma comunque consistenti, rispettivamente pari a +21,7% e 30,4%

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Andamento prezzi a Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 30 ottobre 2010

Nel mese di ottobre 2010 l’Indice dei Prezzi al Consumo per l’Intera Collettività Nazionale (NIC) relativo a Roma ha registrato una variazione del +0,5% rispetto al mese precedente e una variazione annua del +2,0%.  I capitoli di spesa che fanno registrare variazioni congiunturali maggiormente significative in assoluto sono: i    servizi ricettivi e di ristorazione (+1,7%), le bevande alcoliche e tabacchi (+1,6%), l’istruzione (+1,4%), le comunicazioni (-0,9%). I gruppi di voci di prodotto che hanno registrato una variazione mensile positiva sono risultati i seguenti: giochi e giocattoli (+12,2%), alberghi e altri servizi di alloggio (+6,9%), supporti per registrazione suoni e  immagini ( +6,1%), istruzione universitaria (+2,9%) oreficeria ed orologeria (+2,4%), professioni liberali (+2,4%) e tabacchi (+2,0%).  Sono invece diminuiti: trasporti aerei (-5,6%), apparecchiature e materiale telefonico (-5,0%) e pacchetti vacanze tutto compreso (-2,4%). Le variazioni tendenziali più consistenti in assoluto si osservano invece per i seguenti gruppi di voci di prodotto: oreficeria ed orologeria (+15,7%), combustibili liquidi (+13,1%), carburanti e lubrificanti (+11,0%), alberghi e altri servizi di alloggio (+10,9%),  trasporti ferroviari (+9,4%), istruzione primaria (+9,4%), assicurazioni sui mezzi di trasporto (+7,5%), apparecchiature e materiale telefonico (-11,5%), trasporti aerei (-7,6%) e energia elettrica (-7,2%).

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Roma: indice dei prezzi al consumo

Posted by fidest press agency su sabato, 1 maggio 2010

Nel mese di aprile 2010 l’Indice dei Prezzi al Consumo per l’Intera Collettività Nazionale (NIC) relativo al Comune di Roma ha registrato una variazione del +0,6% rispetto al mese precedente e una variazione annua del +1,3%. I capitoli di spesa che fanno registrare variazioni congiunturali maggiormente significative in assoluto sono: Servizi ricettivi e di ristorazione (+3,1%)  Trasporti (+1,1%) Abitazione, acqua, energia elettrica e combustibili (+0,3%) Ricreazione, spettacolo e cultura (+0,3%) Abbigliamento e calzature (-0,2%)  I gruppi di voci di prodotto che hanno registrato una variazione mensile positiva sono risultati i seguenti: alberghi e altri servizi di alloggio (+17,9%), trasporti aerei (+15,0%), trasporti marittimi e per vie d’acqua interne (+14,1%), pacchetti vacanza tutto compreso (+5,9%), giochi e giocattoli (+5,0%) combustibili liquidi (+3,1%), gas (+3,0%) e carburanti e lubrificanti (+2,1%). Sono invece diminuiti: supporti per registrazione suoni e  immagini (-4,6%), e  energia elettrica (-2,7%). Le variazioni tendenziali più consistenti in assoluto si osservano invece per i seguenti gruppi di voci di prodotto: combustibili liquidi (+17,8%), carburanti e lubrificanti (+15,7%), trasporti aerei (+13,4%), servizi postali (+11,2%), trasporti ferroviari (+10,8%), acqua potabile (+8,9%),  supporti per registrazione suoni e  immagini (-15,8%), gas (-10,1%) , frutta (-7,9%) e energia elettrica (-7,2%).

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Carburanti: Nuovi aumenti

Posted by fidest press agency su sabato, 27 marzo 2010

I carburanti alla pompa sono l’unico bene e servizio che ha continue variazioni di prezzo, anche giornaliere. Nessun altro prodotto, pur sottoposto alle variazioni giornaliere del prezzo delle delle materie prime, si comporta in tal senso. Queste variazioni continue hanno 2 effetti negativi: nessuno è in grado di sapere qual è la compagnia più conveniente, poiché un giorno è più vantaggiosa la compagnia A e il successivo la compagnia B Inoltre, in queste variazioni continue si inserisce la consueta speculazione sui tempi di adeguamento del prezzo alla pompa: immediato quando sale, in ritardo quando scende. La proposta avanzata al tavolo dei carburanti da Adiconsum, recepita anche dal sottosegretario Saglia, è quella di stabilire dei criteri in cui la variazione dei carburanti avvenga periodicamente, ogni 15 gg. o un mese, fermo restando il principio che ogni compagnia decide il proprio prezzo e lo mantiene per il periodo stabilito. Un principio questo già applicato per l’energia elettrica e il gas con evidenti vantaggi per i consumatori. A ciò si aggiunga l’esigenza di una maggiore concorrenza sulla rete, con un maggior ruolo della GDO, delle pompe bianche e degli stessi distributori indipendenti.

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Risparmio sui carburanti

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2009

10 punti da affrontare per risparmiare 10 centesimi sui carburanti 1)   Obbligo di esposizione dei prezzi sui totem: prevedere sanzioni per chi non espone il prezzo dei carburanti sui totem. La legge ne fa obbligo, ma non prevede sanzioni e quindi tale obbligo è fortemente disatteso. 2) Variazione periodica dei carburanti: la variazione giornaliera (e in taluni casi più volte al giorno) è un sistema per eludere la concorrenza. Nessuno è in grado di conoscere la pompa più conveniente. Una variazione periodica (mensile) può consentire un minimo di concorrenzialità sul prezzo. È ovvio che spetta a ogni compagnia stabilirne il prezzo, salvaguardando quindi la logica di mercato. L’Autorità dell’energia può essere incaricata per monitorare le variazione rispetto alle variazioni internazionali (brant platz), per evitare fenomeni speculativi. 3) Ampliare la concorrenza aumentando la distribuzione indipendente dalle compagnie: ciò può avvenire con distributori all’interno della GTO o rendendo indipendenti parte degli attuali distributori che rispondono delle compagnie. 4) Ampliare gli orari di servizio dalle 6 alle 22: Un maggior orario di apertura può essere realizzato per i distributori che oltre i carburanti hanno servizi non oil. Ciò potrebbe portare a significativi abbattimenti di prezzo e di concorrenza su ogni sistema, che Adiconsum stima in 10-12 centesimi litro. 5) Benzina sull’Autostrade: occorre regolamentare le royalties per evitare un fenomeno speculativo di aggravio di costo a 10-15 centesimo litro sulle benzine.  Costi che vengono spalmati sui carburanti extra – autostradali (royalties non superiori ai costi di accesso pagati per i distributori sulle strada alle Regioni e apertura di nuovi distributori extra-rete autostradali ma con accesso all’ autostrada). 6) Totem di informazioni sui prezzi carburanti in autostrada: questo servizio proposto a suo tempo dai consumatori viene attuato in modo del tutto insoddisfacente: collocando i cartelli informativi nei tratti in cui le auto passano in forte velocità. Gli stessi cartelli devono essere esposti ai all’entrata dei caselli in modo da renderli visibili (inoltre di notte viene illuminato il prezzo, ma non la compagnia). 7) Rete Gpl e Metano: è indispensabile ampliare la rete gpl e quella del metano per rispondere alle nuove offerte commerciali di veicoli bifuel. 8) Bio diesel: indispensabile un maggior approfondimento su questo carburante rispetto  alle conseguenze sui prodotti agricoli e inoltre su presunte controindicazioni di carattere tecnico sull’efficienza. dei motori.  9) Feste di Natale, invito le compagnie a ridurre i prezzi: chiediamo alle compagnie petrolifere ad una campagna di riduzione dei prezzi dei carburanti per  il periodo natalizio per favorire una ripresa dei consumi in un momento di grande difficoltà per le famiglie. 10) Invito al governo a contrastare aumenti ingiustificati nel periodo natalizio: occorre evitare che si ripetano aumenti di prezzi legati all’esodo del periodo di Natale. Indispensabile un’azione del governo sulle compagnie. (fonte adiconsum)

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Raccolta indiretta delle Bcc

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2009

In netta ripresa i numeri della raccolta indiretta delle Bcc del Friuli Venezia Giulia. A partire da dicembre 2008, infatti, il trend è in crescita e a settembre segna un +4 per cento sui valori di inizio 2009, per un controvalore di 2,3 miliardi di euro. A trainare la ripresa, la componente di risparmio gestito, che cresce, sullo stesso periodo di riferimento, del 10 per cento, attestandosi a 900 milioni di euro. Tra le componenti del comparto gestito, si rilevano tassi di crescita marcati per i fondi comuni (+11,9 per cento) e le assicurazioni (+11,3 per cento), che valgono rispettivamente 405 e 267 milioni di euro. In ripresa anche le gestioni patrimoniali, che con un +4,9 per cento giungono a quota 226,8 milioni. La componente azionaria (206,2 milioni di euro) esprime una variazione del 24,7 per cento, arrivando a pesare per l’8,8 per cento del totale. «Come tutti i dati positivi – sottolinea Giuseppe Graffi Brunoro, presidente della Federazione delle  Bcc del Friuli Venezia Giulia – sono numeri che fanno bene. Sono segnali che definiscono un quadro con dei risparmiatori sempre più attenti alla gestione del proprio denaro e che apprezzano la qualità dei servizi di consulenza finanziaria garantiti quotidianamente dagli operatori dei 216 sportelli delle nostre 15 banche del territorio».

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Le imprese e gli istituti di credito nell’area euro

Posted by fidest press agency su domenica, 23 agosto 2009

I gruppi di ricerca dell’eurosistema hanno analizzato il comportamento di investimenti delle imprese e l’andamento dei prestiti bancari nell’area dell’euro, utilizzando dati a livello di singola impresa e singola banca, applicando sia approcci specifici per paese, che facilitano la spiegazione di specificità nazionali, sia un approccio armonizzato che permette più agevoli confronti tra paesi.  L’analisi dell’evoluzione del crediti bancario è mirata alla identificazione e alla misurazione delle reazioni dell’offerta di credito alla politica monetaria. Anche in questo caso sono state effettuate dai ricercatori dell’Eurosistema sia analisi specifiche per paese, sia a livello armonizzato. Il quadro di riferimento analitico è stato fornito da un semplice modello in base al quale i prestiti erogati dalle singole banche sono riconducibili a variazioni dei tassi di interesse a breve termine, considerati come proxy di variazione della politica monetaria, oltre che agli andamenti del prodotto reale e dei prezzi che costituiscono le principali determinanti della domanda aggregata di prestiti nel medio e lungo termine. I risultati hanno confermato, che le variazioni della politica monetaria, insieme al Pil e al livello dei prezzi, hanno un effetto rapido e quantitativamente rilevante sull’andamento dei prestiti bancari. Ciò potrebbe essere riconducibile sia alla tendenza delle banche, osservati in parecchi paesi dell’area dell’euro, a operare in reti cooperative e all’ampiezza e grado di copertura degli schemi di sicurezza, spesso impliciti, forniti dalle autorità pubbliche. Entrambi questi fattori aiuterebbero a mitigare l’effetto delle caratteristiche dei singoli bilanci sul comportamento dei prestiti e, più in generale, a ridurre la rilevanza di qualunque “canale di credito” della politica monetaria.

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