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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Posts Tagged ‘veicoli’

Veicoli elettrici, oggi e domani. L’Europa? ‘In fondo a destra…’

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 agosto 2022

Mercato in calo a luglio (-24%) per difficoltà di produzione (mancanza materie prime), perdurare di difficoltà di approvvigionamento (colonnine rare con grandi assenze soprattutto a sud) e prezzi al dettaglio che continuano ad essere alti (mentre l’inflazione galoppa),… i veicoli elettrici continuano ad essere secondari e praticamente ignorati da chi si appresta a chiederci consenso il prossimo 25 settembre per governarci. Eppure su di essi grava una scadenza fissata dall’Unione europea: entro il 2035, stop a vendita di auto a combustione. Sembra che i nostri futuri governanti non prendano tanto sul serio questa data, aiutati anche da sindacati che, giustamente preoccupati per il calo di unità lavorative (produrre veicoli elettrici comporta molte meno braccia che non quelli a combustione) premono per conservazione piuttosto che conversione industriale. Entrambi in buona compagnia dei produttori, quasi esclusivamente dediti al procacciamento di denaro “tutto e subito”, con scarsa considerazione del servizio comunitario che svolgono e – cosa che li rende drammaticamente stupidi – del futuro delle proprie aziende. Gli orientamenti di chi non prende sul serio la scadenza del 2035 vanno da chi – centrodestra – vorrebbe che l’Unione fosse una sorta di Confederazione, a chi – centrosinistra – dice le stesse cose del centrodestra ponendoci però un’etichetta diversa, fino ai populisti che fanno finta che non esista l’Ue. Centrodestra. Evitare che i veicoli elettrici diventino uno spauracchio da contrastare, giocando sul fatto che si tratta dell’ennesima imposizione degli eurocrati europei che, lavorando quasi sempre per giustificare la loro esistenza, ci vogliono sul lastrico. Il centrodestra, infatti, vorrebbe una riforma dell’Unione per meglio dimensionarla a Confederazione, limitando/cancellando la sovranità sovranazionale. Centrosinistra. Evitare che le direttive Ue siano prese sul serio. Bruxelles non è infallibile e il compromesso fa parte della sua natura: la scadenza del 2035 è un’indicazione per stimolare confronto fra le parti: occorre far capire agli Stati più ligi a questa scadenza che è bene non insistere perché, ogni Stato a suo modo, deve contribuire con proprie peculiarità. Populisti. Evitare le velleità green e, sostanzialmente il Green Deal. Monopattini e piste ciclabili non solo base della mobilità futura. Scadenze come il 2035 sono dannose: infrastrutture e servizi di trasporto sono fermi agli anni Ottanta del secolo scorso. La realtà è altrove. Queste politiche, per chi voglia approfondire, sono una cartina al tornasole con cui misurare l’importanza del progetto Europa per chi ci chiede consenso per il prossimo governo italiano: supermercato degli Stati nazionali o governo degli europei?Sembra quasi che quanto fatto, ottenuto e consolidato fino ad oggi non abbia insegnato nulla. Appunto: “l’Europa?” “In fondo a destra”. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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Blocco permanente ai veicoli: decisioni sbagliate in contesti emotivi indotti

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2022

La lobby dell’industria automobilistica, per indurre a comprare un nuovo veicolo, con la scusa di bloccare l’inquinamento atmosferico, è intervenuta presso i governi nonché inducendo l’Unione Europea ha introdurre una serie di standard sulle emissioni inquinanti, identificati con la sigla Euro seguita da un numero, posta sia come prescrizione per le nuove costruzioni dei veicoli sia per impedire e/o limitare la circolazione stradale ai veicoli in modo da spingere il proprietario a rottamare il proprio veicolo anche se ha superato la revisione, ha pagato la tassa di circolazione e ha pagato l’assicurazione. Per verificare la classe ambientale del tuo veicolo, aprire https://www.ilportaledellautomobilista.it/web/portale-automobilista/verifica-classe-ambientale-veicolo e completare i campi predisposti. Vale ricordare che in caso di blocco permanente dei veicoli, il Comune deve installare a tutti gli ingressi del suo territorio la segnaletica stradale verticale prevista dal Codice della Strada e dal relativo Regolamento di Esecuzione nonché indicare percorsi alternativi che un utente della strada deve percorrere per evitare il blocco e raggiungere la propria destinazione. Per quanto riguarda la violazione della interdizione alla circolazione stradale per classe ambientale in Italia, occorre inoltre ricordare che ciò comporta solo una sanzione amministrativa. Consigliamo pertanto di verificare preventivamente i limiti di circolazione stradale vigenti nella/e nazione/i che si è programmato di visitare o attraversare, consultando il sito della loro ambasciata, consolato e agenzia di promozione turistica in Italia.È bene ricordare che la lobby dei produttori di veicoli, nel tempo, ha promosso l’alimentazione a diesel, poi quella a GPL, poi quella METANO e ora quella elettrica ma la produzione dei veicoli elettrici è devastante perché: la loro circolazione produce ugualmente il rialzo delle polveri e il rilascio sulle strade delle usure; costringendo a rottamare un veicolo che ha superato la revisione, l’energia elettrica per la ricarica è prodotta da centrali termoelettriche inquinamento solo delocalizzato, il loto cuore pulsante è la batteria agli ioni di litio e l’averla a disposizione comporta enormi scavi a cielo aperto (paghe da fame e in alcuni casi sfruttamento dei minori), per ciascun kWh di cui è dotato l’accumulatore sono emessi dai 150 ai 200 kg di CO2 nell’ambiente, in alcune aree di scavi quasi il 65% dell’acqua viene utilizzata per estrarlo comportando la migrazione dei coltivatori, le batterie dopo ogni ricarica riducono la loro autonomia fino a dover essere sostituite (in teoria dovrebbero avere una vita di otto anni ma nella pratica arrivano solo fino a cinque) quasi la metà di tutte le batterie viene smaltita in inceneritori o in discariche. In passato abbiamo pubblicato ampi articoli dimostrando che in Italia l’inquinamento derivante da tutta la circolazione dei veicoli non supera il 25%. È quindi un problema da affrontare con la dovuta consapevolezza, prediligendo il trasporto delle merci su rotaia e rendendo efficiente il trasporto pubblico piuttosto che instaurare i poco risolutivi quanto deleteri blocchi permanenti. Purtroppo, però, gli interessi della lobby dei costruttori hanno finora impedito che queste soluzioni fossero adottate. Se non interviene preparati al salasso come pubblicato il 30 agosto 2021: “FIRENZE: 81 nuovi pali con telecamere per immortalare e multare i veicoli più vecchi e inquinanti: un appalto da 4,4 milioni di euro per ripristinare il famoso …. un fiorino. By Pier Luigi Ciolli

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Veicoli elettrici: le case automobilistiche europee recuperano il ritardo

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Maggio 2022

A cura di Ben Kelly, analista senior ricerca globale, Ann Steele, gestore di portafoglio e Dan Ison, gestore di portafoglio di Columbia Threadneedle Investments. Gli esseri umani sottovalutano costantemente la rapidità dei cambiamenti tecnologici. Nonostante la nostra capacità di consumare tecnologia a un ritmo sempre più sostenuto nel corso dei decenni, non riusciamo mai ad apprezzarla veramente, motivo per cui le tecnologie dirompenti sono spesso sottostimate e trascurate. La storia abbonda di esempi e con il senno del poi è troppo facile ridere di previsioni errate. Tuttavia, viviamo in un periodo in cui i rischi sociali e ambientali per l’economia globale non sono mai stati così elevati, il che è probabilmente il preludio ad una progressione tecnologica senza precedenti. Il problema è che se non riusciamo ad anticipare i rapidi tassi di adozione di alcune di queste tecnologie, le conseguenze ambientali e finanziarie potrebbero essere significative. Tuttavia, il cambiamento offre anche notevoli opportunità di investimento. Una di queste riguarda il settore automobilistico, in particolare i veicoli elettrici (VE). Tra i punti centrali della tanto attesa “Net Zero Strategy” presentata dal governo britannico ad ottobre, in vista della conferenza COP26 di Glasgow tenutasi a inizio novembre, figurano proprio le auto elettriche. Il governo si è impegnato a richiedere alle case automobilistiche di vendere una percentuale non specificata di VE a partire dal 2024, oltre a promettere un investimento da 620 milioni di sterline per la costruzione di un’infrastruttura di ricarica e 350 milioni di sterline per dinamizzare la catena di fornitura. Sotto la spinta delle autorità politiche, i produttori di automobili stanno vendendo un gran numero di auto elettriche. Non è esagerato dire che l’industria è a un punto di svolta, forse tanto significativa quanto il passaggio dal carro e dal cavallo al motore a combustione interna di oltre 100 anni fa. Per dare un’idea della velocità del cambiamento, si prevede che nel 2022 i veicoli elettrici rappresenteranno il 12% dei 18,6 milioni di auto vendute, contro appena il 3% dei 21,2 milioni di veicoli venduti nel 2019. Questa cifra dovrebbe aumentare ulteriormente: entro il 2025 si stima che i veicoli elettrici rappresenteranno il 25% dei 20,8 milioni delle vendite di auto previste, e più di un terzo (35%) entro il 2030. A livello globale il quadro è simile, anche se il Nord America è in ritardo rispetto a Europa e Cina. La varietà di VE disponibili è già aumentata enormemente negli ultimi anni; i principali produttori effettuano ingenti investimenti evitando tuttavia di compromettere i loro margini di profitto.La prevista espansione potrebbe tuttavia essere ostacolata da colli di bottiglia. Uno di questi problemi legato alle questioni ESG riguarda l’approvvigionamento di cobalto dal Congo per i componenti delle batterie. Le principali case automobilistiche europee dichiarano di utilizzare solo materiali di origine etica per le loro batterie, ma ciò potrebbe determinare un restringimento dell’offerta di questi metalli strategici. L’assenza di investimenti nelle infrastrutture di ricarica è un altro problema persistente. Nel complesso, tuttavia, osserviamo a un forte recupero tra i produttori europei e Tesla. Nessuna di queste è un’impresa “pure play” nel segmento dei veicoli elettrici, ma il premio di valutazione del titolo Tesla riflette ampiamente questo fatto. Tesla ha fornito 499.550 auto nel 2020, il che si traduce in una capitalizzazione di mercato di 962.000 euro per veicolo. Volkswagen, per contro, ha fornito 9,3 milioni di auto, il che equivale ad una capitalizzazione di mercato di 14.100 euro per veicolo. Via via che le case automobilistiche europee con strategie chiare aumentano la percentuale di vendite di VE, il divario di valutazione tra loro e Tesla deve ridursi. Certamente, visto il ritmo dei progressi tecnologici in costante accelerazione e la crescente consapevolezza dell’influenza del cambiamento climatico sulle decisioni a tutti i livelli dell’economia globale (dai governi alle aziende e agli individui), questo settore continua a rivestire un’importanza cruciale per noi investitori. (abstract)

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“Capital Group: veicoli elettrici, riuscirà il settore dell’automotive a stare al passo con il cambiamento?”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2022

A cura di Julie Dickson, Investment Director di Capital Group. La penetrazione di mercato dei veicoli elettrici (EV) in Europa ha visto un aumento di cinque volte negli ultimi due anni, passando dal 4% al 20%. Questa accelerazione è stata in gran parte guidata dalla regolamentazione e dagli incentivi. Gli stati europei hanno introdotto maggiori sussidi all’acquisto dei veicoli elettrici come parte di un più ampio pacchetto di stimoli per salvare l’economia dalla pandemia. I veicoli elettrici sono anche sulla soglia della redditività grazie al calo dei costi delle batterie e all’ulteriore innovazione che dovrebbe compensare i costi più elevati delle materie prime.Anche la base di acquirenti si sta allargando con il calo dei prezzi e il miglioramento delle infrastrutture di ricarica. Tuttavia, la chiave affinché si raggiunga una adozione di EV di massa è che l’industria crei un EV che sia accessibile e conveniente da possedere e gestire come i tradizionali veicoli con motore a combustione interna (ICE).La Cina – il più grande mercato automobilistico a livello globale sia per gli ICE che per gli EV – l’anno scorso ha venduto più di tre milioni di EV, che è circa la metà di tutte le unità EV vendute a livello globale. Mentre la Cina ha cercato di diventare un produttore ICE di successo per oltre tre decenni, i marchi stranieri costituiscono più del 70% del mercato cinese oggi. Al contrario, i marchi cinesi hanno più dell’80% della quota di mercato EV, guidato da aziende come BYD e Shanghai Auto così come le start-up come NIO. Nonostante sia entrata nel mercato solo due anni fa, Tesla è l’unico marchio EV straniero in Cina a fare progressi significativi, avendo venduto mezzo milione di unità nel 2021.Nonostante i notevoli progressi, le sfide persistono. Ci sono preoccupazioni che la recente carenza di semiconduttori possa rivelarsi il primo di una serie di colli di bottiglia mentre i produttori di EV aumentano la produzione. Le case automobilistiche hanno risposto alla carenza di chip cercando di integrarsi verticalmente o di assicurarsi la fornitura tramite partnership. La gestione della catena di approvvigionamento e la garanzia di accesso alle risorse necessarie saranno cruciali per le aziende automobilistiche nei prossimi anni.Poiché un numero crescente di persone possiede dei veicoli elettrici, è probabile che la domanda di punti di ricarica per veicoli elettrici superi l’offerta. Dobbiamo considerare l’impatto di questa domanda aggiuntiva sulla fornitura elettrica e sulla capacità di erogare specifici incentivi. Come tale, i governi devono lavorare a stretto contatto con le società dei servizi e i produttori di auto per creare una rete di ricarica che sia adatta allo scopo. I servizi di pubblica utilità devono sviluppare un piano strategico per consentire e permettere una maggiore fornitura e distribuzione di elettricità, così come la possibilità per le auto di essere caricate in luoghi diversi – per esempio, abbiamo bisogno di punti di ricarica più lenti vicino a casa e al lavoro, e punti di ricarica più veloci sulla rete stradale.Per le aziende automobilistiche tradizionali, la transizione presenta tensioni significative. Gli ICE sono estremamente complessi, ma al contrario gli EV sono meccanicamente semplici con solo una batteria, un motore elettrico, un inverter e una trasmissione a una velocità. Questo significa che il costo fisso per la produzione di un EV è molto più basso di un ICE, rendendolo un business più facile da scalare. Tuttavia, i veicoli elettrici richiedono investimenti nel software e nell’architettura elettronica. I produttori di auto tradizionali devono spendere molti soldi per specializzarsi nei software. D’altra parte, hanno il vantaggio di generare profitti e flussi di cassa dal loro business ICE, così come una lunga storia di costruzione di automobili, che però nel tempo può diventare più di uno svantaggio a causa della complessità di dover investire sia in ICE che in EV. Le opportunità esistono in particolare per le aziende tecnologiche che potranno collaborare con i produttori dove i software diventeranno un fattore di differenziazione. I veicoli elettrici che possono offrire un’esperienza davvero soddisfacente in un veicolo connesso potrebbero essere opportunità di monetizzazione molto concrete per i produttori. Così come, c’è una maggiore probabilità che aziende come Apple, Alphabet e Sony entrino nel mercato dei veicoli elettrici e cerchino di fornire i software che stanno alla base dei veicoli elettrici. Tuttavia, dato il numero di aziende automobilistiche, sia ICE che EV, questa è una struttura industriale che è sia subottimale che improbabile che cambi. Pertanto, queste aziende tecnologiche, molte delle quali sono abituate a dominare l’industria in cui operano, possono anche trovare l’industria automobilistica meno attraente dei loro mercati principali.I veicoli elettrici sono sulla soglia della redditività, e gli investitori possono aspettarsi di vedere una vasta gamma di opportunità di investimento in molti settori da questo processo di trasformazione. Nonostante questo slancio, risolvere le sfide presenti in fatto di adozione di massa del mercato rimane la sfida chiave da affrontare per l’industria.

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Stop ai veicoli euro 4 a partire dal 4 gennaio 2021

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

Torino. Da lunedi 4 gennaio 2021 tutti i veicoli con omologazione euro 4 diesel, sia adibiti al trasporto persone che al trasporto merci, non potranno più circolare nei territori dei comuni dell’area metropolitana di Torino, dal lunedi al venerdi dalle 8 alle 19.E’ quanto stabilito da tempo dal Protocollo siglato dalle Regioni della pianura padana che oltre ad intervenire con misure per la limitazione alla circolazione dei veicoli più inquinanti, tocca ambiti quali energia, impianti di riscaldamento, trasporti e agricoltura. Rientrano negli obblighi previsti dal Protocollo, oltre a Torino, i comuni di Beinasco, Borgaro Torinese, Cambiano, Carmagnola, Caselle Torinese, Chieri, Chivasso, Collegno, Grugliasco, Ivrea, La Loggia, Leinì, Mappano, Moncalieri, Nichelino, Orbassano, Pianezza, Rivalta di Torino, Rivoli, San Mauro Torinese, Santena, Settimo Torinese, Trofarello, Venaria Reale, Vinovo e Volpiano. Proprio il protocollo, con le disposizioni per il miglioramento della qualità dell’aria, prevede la progressiva limitazione di auto e veicoli commerciali ad alimentazione diesel per gli euro 4, inizialmente previsto per il primo ottobre di quest’anno, ma rinviato a causa della pandemia al 4 gennaio 2021, e per gli euro 5 entro la fine del 2025. Rimangono in vigore le misure emergenziali che saranno attivate, in situazioni di emergenza causate da reiterati superamenti dei limiti di qualità dell’aria, dall’accensione del semaforo antismog. Tutte le informazioni sulla gestione dei blocchi del traffico, le mappe dei comuni interessati, il livello del semaforo e le esenzioni si trovano sul sito della Città metropolitana di Torino alla pagina http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/ambiente/qualita-aria/blocchi-traffico

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Incentivi sugli acquisti di veicoli ecologici, ampliamenti dal decreto rilancio convertito in legge

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2020

Il decreto “rilancio”, nella sua versione iniziale e in quella convertita in Legge da pochi giorni, ha ampliato gli incentivi per l’acquisto di autoveicoli e motoveicoli a basse emissioni -elettrici od ibridi- introdotti nel 2019 e fruibili fino a tutto il 2021.
Non solo più fondi (100 milioni di euro per il 2020 e 200 milioni di euro per il 2021) ma anche incentivi aggiuntivi per gli acquisti effettuati nel periodo Agosto-Dicembre 2020 con coinvolgimento anche di veicoli con emissioni di CO2 fino a 110 g/Km (fondi dedicati 50 milioni di euro). Per i veicoli a due/tre ruote e minicar, elettrici o ibridi, incentivi del 30% o 40% sul prezzo a seconda che venga o meno consegnato un usato.

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Veicoli a guida autonoma e congestionamento traffico

Posted by fidest press agency su domenica, 26 agosto 2018

La prevedibile ampia diffusione nelle metropoli del futuro dei veicoli a guida autonomia (AV), sia vetture private sia mezzi pubblici, dovrebbe portare indubbi vantaggi per la mobilità di disabili e anziani, creare per i pendolari nuove opportunità di sfruttare il tempo necessario per gli spostamenti casa-ufficio, ma potrebbe anche comportare problemi a livello di traffico. Un rischio decisamente probabile se l’autorizzazione alla circolazione nelle città di auto e bus senza pilota non dovesse essere anticipata dall’adozione di piani urbani di viabilità e trasporto studiati ad hoc. E’ questa una delle considerazioni più importanti evidenziate dallo studio “Reshaping Urban Mobility with Autonomous Vehicles. Lessons from the City of Boston” che The Boston Consulting Group ha realizzato in collaborazione con il World Economic Forum.Il lavoro combina i risultati di sofisticate simulazioni, di sondaggi che hanno interessato le attitudini comportamentali dei possibili utilizzatori, di interviste presso amministrazioni locali e aziende, con i dati sperimentali raccolti a Boston, dove dal 4 gennaio 2017 i veicoli di di NuTonomy-Lift, Optimus Ride e Aptiv hanno già percorso oltre 2.400 km in modalità guida autonoma.Nella capitale del Massachusetts la circolazione di auto e shuttle AV ha provocato ‘downtown’ un aumento dei tempi di percorrenza medi del 5,5%. Si tratta, chiarisce il report, di un fenomeno facilmente gestibile con alcuni provvedimenti di tipo amministrativo.
Tra i provvedimenti suggeriti nella relazione, da segnalare l’adozione di corsie preferenziali per i veicoli a guida autonoma che permetterebbe un taglio dei tempi medi di viaggio del 8,3%. Per realizzarle si potrebbero utilizzare spazi oggi destinati ai posteggi, lasciati liberi dalla diffusione di massa delle auto a guida autonoma (a Boston si libererebbero il 48% dei parcheggi attuali). Viene suggerita, anche, l’istituzione di aree dedicate per il carico/scarico dei passeggeri.Lo studio evidenzia una propensione da parte dei cittadini a preferire i mezzi a guida autonoma, con servizio a domicilio, rispetto all’impiego di tradizionali linee di bus/metropolitane. E’ prevedibile, quindi, una tendenza all’aumento dei veicoli AV in circolazione che potrebbe essere controbilanciata con l’adozione per car sharing e shuttles senza pilota di tariffe differenziate, in base al numero dei passeggeri a bordo, misura che da sola potrebbe contribuire a far migliorare i tempi di percorrenza attuali del 15,5%.Nel complesso, comunque, i vantaggi già oggi riscontrati a Boston sono notevoli: a fronte di spostamenti più lenti nelle aree centrali, si registra un miglioramento delle tempistiche medie nell’area metropolitana del 4,3%, valore che sale a 12,1% se si considerano alcune zone della cintura esterna, come quella di Allston-Brighton.

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La qualità dell’aria

Posted by fidest press agency su martedì, 30 gennaio 2018

Smog Journeys«I dati diffusi da Legambiente sulla qualità dell’aria sottolineano impietosamente le criticità che investono larga parte dei centri urbani del Paese. In assenza di una programmazione e di una visione di medio-lungo periodo, rimaniamo quasi esclusivamente legati a misure emergenziali: basti pensare alle domeniche ecologiche o al blocco totale o parziale della circolazione dei veicoli privati. Interventi prescritti dalla legge che servono solo ad arginare una contingenza, ma che non costituiscono una forma di prevenzione strutturale per questo tipo di problematiche».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«Il fatto che i temi ecologici siano tra i grandi assenti della campagna elettorale non fa certo sperare in un cambio di rotta a breve termine. A una manciata di settimane dal voto, l’attenzione delle forze politiche rimane catalizzata dai dibattiti su alleanze e liste di candidati, mentre sul fronte dei programmi si è detto molto poco e per lo più si è cercato di inseguire gli umori dell’elettorato. D’altronde usciamo da una legislatura in cui di ambiente si è parlato poco e concluso ancora meno: il naufragio in Senato della legge sul contrasto al consumo di suolo vale più di mille parole.Mentre a New York o a Londra vengono lanciati piani in grande stile per incrementare le aree verdi e migliorare la qualità della vita dei cittadini, in molte realtà italiane fatichiamo anche solo a tenere a freno la cementificazione e la dispersione urbana. Ci muoviamo per lo più in territori caratterizzati da un patrimonio edilizio a bassissima efficienza energetica, un trasporto pubblico costituito spesso da mezzi vecchi e inquinanti, un uso smodato di mezzi privati per gli spostamenti quotidiani. I temi ambientali, solitamente vissuti più come fastidi o intralci, devono necessariamente guadagnare un posto centrale nelle politiche nazionali e locali: tutelare la salute dei cittadini significa anche creare opportunità di sviluppo e di ricchezza per tutto il Paese».

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150 milioni di veicoli elettrici in circolazione nel 2040

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 novembre 2017

auto futuroAvvenia (www.avvenia.com), uno dei maggiori player italiani nell’ambito dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, mette in evidenza come a livello mondiale le auto elettriche stanno segnando una crescita esponenziale.Lo scenario tracciato da Avvenia prevede un totale di 150 milioni di veicoli elettrici in circolazione nel 2040, contro l’1,3 milioni di auto elettriche di oggi, alimentate per il 37% da energie rinnovabili che invece oggi rappresentano il 23%.Elementi chiave per il futuro delle auto elettriche sono il cobalto ed il litio, elementi che sono già molto presenti in tutti i nostri dispositivi, dai telefoni cellulari ai computer, e che saranno essenziali per il futuro dell’auto elettrica. Il cobalto, in particolare, è indispensabile per riuscire ad estendere la durata delle batterie al litio da cui dipende l’autonomia delle auto elettriche. Gli esperti di Avvenia stimano che l’80% delle auto elettriche userà il cobalto per estendere l’autonomia delle loro batterie.In un prossimo futuro perderanno quindi valore petrolio, platino e palladio e si rivaluteranno invece cobalto e litio. Quello che è stato considerato fino da oggi «oro nero» perderà il trono a vantaggio del litio, che sta già guadagnando il soprannome di «petrolio bianco».Ma quali sono i numeri nel nostro Paese? «Nel 2016 sono state vendute 1.373 auto elettriche, pari allo 0,1% delle immatricolazioni complessive e di tutte le macchine oggi in circolazione un’auto ogni 5.000 è alimentata prevalentemente ad energia elettrica» risponde il dott. Alessio Cristofari, Direttore dello Sviluppo Business di Avvenia.Insomma in Italia i numeri faticano ancora a decollare del tutto, ma sono già di rilievo ed i risultati in termini di benefici per l’ambiente sono indiscutibili, grazie alla comprovata efficienza energetica ed all’affidabilità del motore elettrico rispetto a quello tradizionale.
«In effetti i gas serra si riducono di molto se consideriamo l’intero ciclo di vita della produzione elettrica: da 120 gCO2/km delle migliori EURO 6 a 40 gCO2/km delle auto elettriche» conclude il dott. Alessio Cristofari.

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Campidoglio, dal 1 novembre divieto circolazione veicoli più inquinanti

Posted by fidest press agency su sabato, 28 ottobre 2017

campidoglioRoma Sostenibilità ambientale e abbattimento dell’inquinamento atmosferico. E’ l’obiettivo alla base delle due ordinanze firmate dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi, che riguardano la limitazione della circolazione in città dei veicoli più inquinanti.Dal 1 novembre 2017 al 31 ottobre 2018 sarà in vigore il divieto di accesso e di circolazione all’interno della ZTL “Fascia Verde” del PGTU, dal lunedì al venerdì, a esclusione del sabato, domenica e giorni festivi infrasettimanali alle categorie più inquinanti: autoveicoli benzina PRE-EURO 1; EURO 1 e diesel PRE-EURO 1; EURO 1; EURO 2. Le stesse limitazioni interesseranno anche i ciclomotori e i motoveicoli EURO 1 a due, tre o quattro ruote, dotati di motore a 2 e 4 tempi che, dal lunedì al venerdì, non potranno più accedere all’interno della ZTL ANELLO FERROVIARO.Tra le esenzioni previste i veicoli muniti di contrassegno per persone invalide; le vetture adibite a servizio di polizia sicurezza ed emergenza e soccorso stradale, così come i mezzi per il pronto intervento per acqua, luce e gas. L’elenco completo delle deroghe sarà comunque consultabile sul sito di Roma Capitale. Le misure sono state adottate a salvaguardia della salute pubblica e riguardano i veicoli a benzina e diesel di vecchia generazione. La Polizia Locale di Roma Capitale dovrà provvedere alla vigilanza al fine di garantire l’osservanza del provvedimento di limitazione della circolazione da parte della cittadinanza.

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In aumento la domanda di veicoli personalizzabili e ad alte prestazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

autoI consumatori facoltosi disposti a pagare per veicoli innovativi, personalizzabili, ad alte prestazioni e tecnologicamente avanzati guidano il mercato dei veicoli di super lusso. La crescita è aumentata dall’elevata domanda di SUV e crossover che siano sia pratici sia di lusso. Poiché i veicoli di super lusso sono più redditizi delle corrispondenti versioni popolari, le case automobilistiche stanno massimizzando l’utilizzo di piattaforme di veicoli top di gamma offrendo le più avanzate caratteristiche di lusso, infotainment, sicurezza e tecnologie di guida a prezzi competitivi.“Trends in Global Super Luxury Vehicles Market, 2016 – 2025”, un recente studio del programma Automotive & Transportation Growth Partnership Subscription di Frost & Sullivan, esamina l’influenza di connettività, elettrificazione e tecnologia autonoma sul futuro dei veicoli di super lusso a livello globale. Lo studio rileva che il 2016 è stato un anno di successo per i marchi di super lusso, con un aumento delle vendite dell’8% rispetto al 2015, portando le vendite di automobili a quota 6,85 milioni di unità. Valuta inoltre gli operatori chiave del mercato, come Acura, Audi, Bentley, BMW, Ferrari, Fisker, Ford, Jaguar, Karma, Lamborghini, Land Rover, Lexus, Lucid Motors, Maserati, McLaren Automotive, Mercedes-AMG, Mercedes-Benz, Mercedes-Maybach, Nissan, Porsche, Rolls-Royce Cars e Tesla, e le loro strategie.Dal punto di vista regionale, Stati Uniti, Medio Oriente e Cina vendono la maggior parte dei veicoli di super lusso; i produttori statunitensi si focalizzano sulla tecnologia dei veicoli elettrici e i produttori europei guardano al miglioramento del confort dei passeggeri e all’adozione della tecnologia autonoma.Alcuni degli sviluppi e tendenze relativi ai veicoli di super lusso che trainano la crescita sono:
Vendite elevate di SUV e crossover di fascia alta
Introduzione di berline e SUV di punta per arricchire i segmenti delle berline e auto sportive di ultra lusso
Lancio del segmento dei veicoli elettrici di super lusso con Lucid, Fisker e Faraday Motion che introdurranno i propri veicoli entro il 2019
Elevati profitti per i veicoli con un prezzo superiore a 15.000 dollari grazie alle opzioni personalizzate per i clienti
Investimenti delle case produttrici nei veicoli di super lusso attraverso l’ingresso in nuovi segmenti di mercato, come nel caso di BMW con X7, Audi con Q8 e Porsche con Mission ESviluppo della tecnologia autonoma fino al livello 5 entro il 2020 per proporre automobili prive di volante e pedali
Elevata diffusione dei motori elettrici entro il 2020, con oltre il 50% dei marchi di super lusso che venderanno veicoli ibridi ed elettrici.

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Il focus dei produttori è sui veicoli guidati da software

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 giugno 2017

Check Point® Software Technologies LtdLo studio “Global Connected Car Market Outlook 2017” fa parte del programma in abbonamento Automotive & Transportation Growth Partnership Subscription di Frost & Sullivan. La ricerca prevede che le vendite globali di automobili connesse aumenteranno da circa 25 milioni fino a quasi 70 milioni di unità entro il 2022.L’adozione della tecnologia 4G LTE (Long-Term Evolution) ha aumentato la diffusione delle automobili connesse e ampliato il numero di abbonati ai servizi telematici. Tuttavia, i tassi di ritenzione dopo il periodo di prova gratuita restano bassi. Per attirare più acquirenti, le case automobilistiche stanno sperimentando nuovi modelli di servizio, ad esempio fornire i prodotti come servizio. I modelli basati sulle commissioni e sul volume delle transazioni definiranno i flussi di entrate ora che le aziende si spostano verso questo modello. Finora, la mobilità intelligente, la sicurezza informatica e le automobili guidate dal software si sono dimostrate aree chiave di interesse in Europa, Nord America e Cina.
Nord America: Questa regione è in testa per la diffusione dell’LTE. Si prevede che Volkswagen commercializzerà servizi basati sulla tecnologia 5G entro il 2020, mentre Toyota e Ford hanno collaborato per costruire una piattaforma di infotainment open-source, formando un consorzio con altri produttori. Le case produttrici stanno inoltre investendo negli hacker etici (“white hat”) per rispondere rapidamente alle minacce informatiche, poiché la sicurezza è una priorità più importante del confort e della convenienza. La mobilità intelligente e i veicoli autonomi restano le principali aree su cui si focalizzano le case automobilistiche.
Europa: La diffusione della telematica è ancora in crescita in questa regione. Le case automobilistiche del mercato di massa sono in grado di offrire servizi base di eCall, mentre le case automobilistiche premium stanno inserendo la navigazione connessa come parte di una suite di servizi connessi.
Cina: Il paese si sta focalizzando su analisi dei dati, costruzione di una piattaforma internet per i veicoli e trasporti urbani intelligenti. La partnership di Baidu con BMW e NVIDIA per l’intelligenza artificiale e con Harman suggerisce una forte attenzione verso le automobili automatiche connesse. Si prevede che la Cina sarà il più grande mercato per le automobili connesse grazie alle prospettive economiche favorevoli.
Giappone e Corea: Nonostante i progressi tecnologici, questi paesi restano indietro nello spazio delle automobili connesse. “Ora che Nord America e Europa stanno generando un ritorno sugli investimenti dai servizi connessi, automatici e relativi alla mobilità, le case automobilistiche si stanno focalizzando sull’introduzione della stessa esperienza nelle regioni emergenti”, osserva Kumaramanickavel.

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Veicoli elettrici ibridi plug-in

Posted by fidest press agency su sabato, 10 giugno 2017

auto futuroDal lancio imminente di 100 nuovi modelli, gli incentivi favorevoli e la conformità agli obiettivi fissati per le emissioni, fino alla capacità della batteria sufficiente a coprire distanze di guida quotidiana e alla disponibilità dei consumatori ad acquistare, i veicoli elettrici ibridi plug-in (PHEV) sono pronti per la crescita trasformazionale. Tuttavia, la dismissione degli incentivi per i veicoli elettrici, l’avvento dei veicoli elettrici con batteria di lunga durata, l’affermarsi dei veicoli ibridi leggeri a 48V e la complessità di avere due diverse tipologie di motore in un unico veicolo potrebbero ostacolare l’adozione dei veicoli PHEV.Lo studio “Global Plug-in Hybrid Electric Vehicle Market, Forecast to 2025” fa parte del programma Mobility: Automotive & Transportation Growth Partnership Service di Frost & Sullivan. La ricerca ha rilevato che, secondo le stime, il mercato globale dei veicoli elettrici ibridi plug-in raggiungerà quota 3,7 milioni di unità entro il 2025, con 4,8 milioni di veicoli leggeri in uno scenario ottimistico e 2,9 milioni di veicoli leggeri in uno scenario conservativo.Per saperne di più sul mercato globale dei veicoli elettrici ibridi plug-in, e per parlare con i nostri analisti, si prega di contattare Anna Zanchi, Corporate Communications: anna.zanchi@frost.com“Le norme stringenti per le emissioni, che prevedono 95g CO2/km possono essere soddisfatte soltanto dalla tecnologia PHEV, mentre la tecnologia dei veicoli puramente elettrici a batteria si evolve per superare le attuali limitazioni. I veicoli elettrici ibridi plug-in hanno un mercato migliore di quello dei veicoli elettrici a batteria, a causa dell’incertezza relativa all’infrastruttura di carica”, afferma Pooja Bethi, analista di Frost & Sullivan. “A causa della loro capacità di fornire motori a combustione interna e dei vantaggi dei veicoli elettrici, il mercato dei veicoli PHEV è destinato a una domanda e una crescita elevata.”
“I miglioramenti nella chimica e nella densità di energia delle batterie darà slancio alla gamma puramente elettrica dei veicoli PHEV, mentre le stazioni a carica rapida (“fast charge”) aiuteranno a ridurre drasticamente i tempi di ricarica”, osserva Bethi.

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Leasing di veicoli privati: Il passaggio dalla proprietà all’utilizzo trasforma il mercato europeo

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 aprile 2017

leasing.jpgUn passaggio dinamico dalla proprietà all’utilizzo dei veicoli ha posto le basi per una crescita a due cifre, anno su anno, del mercato europeo del leasing di veicoli privati. La crescita è favorita dalla domanda dei clienti di soluzioni di mobilità flessibili e facili da usare. Le case automobilistiche (OEM), le società di leasing, i broker e le aziende finanziarie devono concentrarsi su soluzioni sostenibili che offrono valore ai clienti facendo allo stesso tempo crescere i profitti e la diffusione nel mercato.
Lo studio “Europe Private Vehicle Leasing Market Strategic Analysis”, parte del programma in abbonamento Automotive & Transportation Growth Partnership Subscription di Frost & Sullivan, fornisce approfondimenti sul mercato dei leasing dei veicoli privati per i veicoli commerciali leggeri in Europa. La ricerca si focalizza sul panorama competitivo, i profili dei finanziatori e le tendenze della distribuzione.
“L’innovazione dei prodotti e i progressi tecnologici come la telematica e la diagnostica di bordo offriranno opportunità da sfruttare ai fornitori e creeranno nuove opportunità di business per la crescita”, afferma Abishek Narayanan, analista di Frost & Sullivan.
Nel mercato dei leasing di veicoli privati sono previsti forte concorrenza, frammentazione e consolidamento, ora che entrano nel mercato operatori più piccoli, le società di leasing aziendali espandono i propri portafogli per includere i veicoli privati e si registrano fusioni e acquisizioni.
Dal punto di vista regionale, sono previsti elevati tassi di crescita in tutto il Benelux, nei paesi nordici e in Francia. Mentre la Germania si è assicurata il maggior numero di nuovi contratti nel 2015, la Spagna ha assistito a un aumento dei prezzi delle auto, che ha costretto i clienti a cercare modalità alternative ai veicoli di proprietà. La Svizzera ha delle forti vendite al dettaglio e un’elevata diffusione dei contratti di leasing privati.
Altre opportunità e tendenze di crescita sono:
Nel 2015, i contratti di leasing privati venduti hanno rappresentato il 10,6% del totale delle vendite al dettaglio. Nonostante il segmento dei leasing privati sia in crescita, i modelli di acquisto di prestito e noleggio dominano il mercato dei finanziamenti al dettaglio. I canali di distribuzione indiretti hanno una maggiore flessibilità nella scelta dei propri partner di collaborazione e possono offrire contratti di leasing a prezzi competitivi. L’atteso calo dei prezzi delle auto usate, unito all’aumento della domanda di remarketing creerà nuove opportunità di mercato.
Le case automobilistiche saranno in testa nell’offerta di leasing privati.
“La domanda da parte dei clienti al dettaglio, come ad esempio Generazione Y, pensionati, professionisti e imprenditori, in termini di opzioni di mobilità economicamente convenienti, a prezzi accessibili e confortevoli, è in aumento”, osserva Narayanan. “Le soluzioni future, per esempio il car sharing, il noleggio peer-to-peer e il leasing frazionario, saranno influenzati dalla consapevolezza delle preferenze relative ai prodotti e all’utilizzo.” (foto. leasing)

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Veicoli autonomi sicuri

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 gennaio 2017

Parma ateneoParma Il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Parma è il capofila del nuovo progetto Europeo SAFERUN (Secure And Fast rEal-time planneR for aUtoNomous vehicles – http://www.ce.unipr.it/saferun), coordinato dal prof. Corrado Guarino Lo Bianco, che ha l’obiettivo di sviluppare nuove metodologie per il controllo dei veicoli industriali senza operatore. Il progetto è parte del programma Europeo ECHORD++ (The European Coordination Hub for Open Robotics Development – http://echord.eu), che promuove la collaborazione tra i produttori di robot, i ricercatori e gli utilizzatori finali.Il progetto si occuperà in particolare di individuare tecniche innovative di pianificazione del moto che aumentino il livello di sicurezza e al contempo migliorino le prestazioni complessive degli LGV (Veicoli a Guida Laser) negli ambienti in cui operano insieme a personale umano. Il progetto nasce infatti dalla collaborazione tra il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, la ditta Elettric 80, nota azienda produttrice di veicoli autonomi industriali, e la ditta PreGel, presso il cui stabilimento saranno svolti i test del nuovo sistema di navigazione.Gli LGV sono normalmente utilizzati negli stabilimenti e nei magazzini per movimentare, stoccare e caricare le merci in modo automatico. Solitamente una flotta di LGV viene gestita da un sistema di supervisione che ne coordina i movimenti entro un ambiente in cui sono spesso presenti anche operatori umani. Il progetto SAFERUN ha l’obiettivo di incrementare gli attuali standard di sicurezza dotando gli LGV di una capacità propria di pianificare la velocità, e quindi di reagire in modo immediato a situazioni di emergenza, quali la presenza imprevista di oggetti o di esseri umani lungo la propria traiettoria.Questa capacità di reazione autonoma potrà inoltre essere utilizzata per mantenere e possibilmente innalzare i livelli di produttività degli impianti. Il progetto è stato infatti concepito non solo per essere implementato in nuovi impianti, ma anche per essere installato in sistemi già esistenti, migliorandone così gli standard di sicurezza e di produttività.

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Campidoglio, da oggi e fino a mercoledì 4 gennaio stop ai veicoli più inquinanti nella Fascia Verde

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 gennaio 2017

vigili-urbaniRoma In vigore nelle giornate di lunedì 2 gennaio, martedì 3 gennaio e mercoledì 4 gennaio 2017 il divieto di circolazione privata all’interno della fascia verde per i veicoli più inquinanti. È quanto prevede un’ordinanza sindacale firmata oggi. Lo rende noto il Campidoglio. La misura è stata adottata sulla base dei criteri indicati nel Piano di intervento operativo, come stabilito dalla delibera n.76 del 28 ottobre 2016. I rilevamenti hanno, infatti, evidenziato livelli di inquinamento elevati e risulta quindi necessario intervenire con efficacia: la salute è il bene prevalente da tutelare, proseguendo le azioni volte a ridurre le emissioni.Ricordando che, come già stabilito dall’ordinanza n.87 del 2016, sono bloccate dal lunedì al venerdì, h 24, tutti gli autoveicoli Pre Euro 1 (cosiddetti Euro 0) , Euro1 e Diesel Euro 2, il provvedimento si applica nei prossimi giorni alle seguenti categorie veicolari nella fascia oraria 7.30-20.30:
autoveicoli a benzina Euro 2, ciclomotori e motoveicoli Pre Euro 1 (cosiddetti Euro 0) ed Euro 1, a due, tre e quattro ruote, dotati di motore a 2 e 4 tempi.
Le altre specifiche deroghe sono riportate nell’atto che è stato pubblicato sul sito istituzionale di Roma Capitale.

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Roma:limitazioni della circolazione ai veicoli inquinanti di più vecchia generazione

Posted by fidest press agency su sabato, 24 dicembre 2016

vigili-urbaniRoma. Saranno in vigore nei prossimi giorni alcune misure che stabiliscono il divieto di circolazione privata all’interno della Fascia Verde. Gli interventi sono stati adottati sulla base dei criteri indicati nel Piano di intervento operativo, come stabilito dalla delibera n.76 del 28 ottobre 2016. I rilevamenti hanno, infatti, evidenziato livelli di inquinamento elevati e una situazione prevista di forte e persistente criticità nei prossimi giorni.Il provvedimento si applicherà – il 24, il 25 e il 26 dicembre – alle seguenti tipologie veicolari nella fascia oraria 7,30-20,30:
-ciclomotori e motoveicoli ‘PRE-EURO 1’ ed ‘EURO 1’, a due, tre e quattro ruote, dotati di motore a 2 e 4 tempi.
-autoveicoli alimentati a benzina ‘PRE-EURO 1’, ‘EURO1, ed ‘EURO 2’.
-autoveicoli alimentati a gasolio ‘PRE-EURO 1’, ‘EURO1’ ed ‘EURO2’.
Nella giornata del 27 dicembre il provvedimento si applicherà dalle ore 7,30 alle 20,30 alle seguenti tipologie veicolari:
-ciclomotori e motoveicoli ‘PRE-EURO 1’ ed ‘EURO 1’ a due, tre e quattro ruote, dotati di motore a 2 e 4 tempi.
-autoveicoli alimentati a benzina ‘EURO 2’
Dalle ore 7,30 alle 10,30 e dalle 16,30 alle 20,30 a:
-autoveicoli diesel ‘EURO 3’
Resta confermato, per la giornata del 27 dicembre, che i veicoli ‘PRE-EURO 1’, ‘EURO 1’ ed ‘EURO 2’ diesel, nonché i veicoli ‘PRE-EURO 1’ ed ‘EURO 1’ benzina saranno interessati dal blocco h ‘0-24’, sempre nella fascia verde, come stabilito da apposita ordinanza
Si ricorda che – il 24, 25, 26 e 27 dicembre – gli impianti termici dovranno garantire una riduzione della temperatura, non oltrepassando i 18°. Le specifiche deroghe saranno riportate nell’atto che sarà pubblicato sul sito istituzionale di Roma Capitale.
Tutti i cittadini di Roma Capitale sono caldamente invitati ad attuare una serie di azioni volontarie volte alla riduzione delle emissioni con l’obiettivo di contribuire a prevenire l’aumento delle concentrazioni inquinanti in atmosfera. In particolare:
-optare, il più possibile, per l’uso dei trasporti pubblici;
-utilizzare in modo condiviso l’automobile per contribuire alla riduzione dei veicoli circolanti (car pooling o car sharing);
-preferire veicoli elettrici, ibridi o alimentati con combustibili a basso impatto (es. metano);
-adottare comportamenti di guida volti alla riduzione di emissioni inquinanti (es. moderare la velocità, mantenere spento il motore se non necessario, curare la manutenzione periodica del veicolo in modo da garantire un corretto funzionamento del motore e del veicolo nel suo complesso);
-limitare gli orari di accensione degli impianti termici e ridurre la temperatura massima dell’aria negli edifici.

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Il PE non pone il veto all’aggiornamento dei limiti delle emissioni per i veicoli

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2016

auto industryLa commissione ambiente del Parlamento europeo terrà un’audizione pubblica sulla procedura RDE il prossimo 23 febbraio. La risoluzione della commissione ambiente che raccomanda al PE di porre il veto al progetto di atto delegato della Commissione europea che istituisce la procedura per i test sulle emissioni degli autoveicoli in condizioni reali di guida (RDE) non ha ottenuto, mercoledì, la maggioranza assoluta dei membri del Parlamento, necessaria per la sua approvazione.”Una trattativa intensa ha avuto luogo con i governi e la Commissione europea, dopo che la commissione ambiente ha sostenuto l’obiezione, alla quale poi la Commissione europea ha effettivamente dato seguito”, ha detto il Presidente della commissione ambiente Giovanni La Via (PPE, IT). “Ora abbiamo impegni chiari presi dalla Commissione europea: una clausola di revisione, con un calendario preciso, al fine di abbattere i valori massimi di emissione ai livelli che sono stati concordati dai co-legislatori e, nel lungo termine, una proposta di riforma del regime di omologazione UE per le auto, così come richiesto dal Parlamento”.”Accolgo quindi con favore la decisione responsabile della Plenaria, che permetterà di proseguire con la nuova procedura RDE, al fine di abbattere le emissioni di NOx delle automobili che, al momento, sono dal 400 al 500% oltre i limiti ufficiali. Abbiamo evitato incertezze, perché l’industria deve ora soddisfare scadenze rigorose, ma sostenibili. In Europa, avremo una migliore qualità dell’aria per i nostri cittadini senza perdere posti di lavoro “, ha concluso La Via.Secondo la Commissione europea, l’aumento temporaneo dei limiti, oggetto dell’obiezione votata oggi, è giustificato dalla necessità di considerare i dubbi tecnici relativi all’uso dei nuovi dispositivi portatili di misurazione delle emissioni (PEMS), così come i limiti tecnici per il miglioramento – nel breve termine – della performance, in condizioni reali di guida, del rilevamento delle emissioni per le autovetture a diesel attualmente prodotte. La proposta di risoluzione della commissione ambiente è stata respinta con 323 voti contrari, 317 in favore e 61 astensioni.

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Veicoli elettrici: grandi opportunità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 luglio 2014

veicolo elettricoGli ioni di litio (Li-ion) sono la scelta preferita per la chimica delle batterie nel mercato dei veicoli elettrici (EV), offrendo buone prestazioni e sicurezza. Pertanto, esistono solide opportunità per i produttori di prodotti chimici e materiali per tecnologie Li-ion in tutto il mondo. Dopo il 2020, si affermeranno prodotti chimici per batterie e materiali di nuova generazione per applicazioni EV, riducendo l’importanza delle tecnologie Li-ion sul ​​mercato. Una nuova analisi di Frost & Sullivan, intitolata “Global Analysis of the Electric Vehicles Lithium-ion Batteries Chemicals and Materials Market”, rileva che il mercato ha prodotto entrate per 381,9 milioni di dollari nel 2013 e stima che questa cifra volerà fino a quota 7.600 milioni di dollari nel 2020. Lo studio riguarda materiali catodici attivi, materiali anodici attivi, miscele di elettroliti, separatori e leganti. “Le entrate cresceranno a un tasso rapido poiché la maggiore fiducia nei motori elettrici, i nuovi standard giuridicamente vincolanti sui carburanti e i progressi nella tecnologia delle batterie Li-ion incoraggiano le case produttrici a produrre più veicoli che utilizzano motori con diversi gradi di elettrificazione, – afferma Camilo Castañeda, analista di Frost & Sullivan. – Per aumentare la propria fetta di entrate, gli operatori del mercato possono valutare alleanze e acquisizioni per accelerare lo sviluppo di chimiche per le batterie Li-ion e fornire una più ampia gamma di materiali che combinino elevate prestazioni con bassi costi.” Offrire prodotti chimici e materiali per batterie Li-ion a prezzi accessibili sarà particolarmente importante, considerando che attualmente il costo rilevante delle batterie Li-ion rappresenta la sfida più importante per il mercato globale dei veicoli elettrici. Una volta realizzato questo obiettivo, e dopo aver scalato la produzione delle batterie Li-ion, si potranno sviluppare veicoli elettrici meno costosi con buone prestazioni – sebbene non paragonabili a quelle dei veicoli a benzina. I produttori di prodotti chimici e materiali per batterie Li-ion dovranno anche gestire l’effetto negativo delle opinioni contrastanti dei consumatori riguardo ai veicoli elettrici. Mentre alcuni consumatori associano i veicoli elettrici a qualità positive come il rispetto dell’ambiente e l’innovazione, molti ritengono i veicoli elettrici scomodi a causa della scarsa durata delle batterie, autonomia chilometrica e infrastruttura di ricarica. “Anche le grandi aziende che sviluppano prodotti chimici e materiali per batterie Li-ion hanno bisogno di vaste competenze tecniche per sfruttare il potenziale del mercato, – osserva Castañeda. – Pertanto, focalizzarsi sul rafforzamento delle capacità tecniche per soddisfare le esigenze di un’ampia gamma di veicoli elettrici sarà un ingrediente fondamentale per il successo nel mercato.” Lo studio “Global Analysis of the Electric Vehicles Lithium-ion Batteries Chemicals and Materials Market fa parte del programma Chemicals & Materials Growth Partnership Service. Altri studi di Frost & Sullivan collegati a questo argomento sono: “Plastics in Automotive Glazing Market in Western Europe and North America”, “Light-weighting Role of Performance Plastics in the European Automotive Market”, “Global Analysis of the Automotive Refinish Coatings Market” e altri. Tutti i servizi di ricerca compresi nel servizio in abbonamento forniscono dettagliate opportunità di mercato e tendenze del settore, valutate in seguito ad esaurienti colloqui con gli operatori del mercato.
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, collabora con i propri clienti per potenziare una visione innovativa che risponda alle sfide globali e alle opportunità di crescita correlate che faranno la differenza per gli operatori del mercato di oggi. Per oltre 50 anni abbiamo sviluppato strategie di crescita per le 1000 aziende più importanti a livello globale, le realtà emergenti, il settore pubblico e la comunità degli investitori. La vostra azienda è pronta per la prossima ondata di convergenza industriale, tecnologie dirompenti, crescente competizione, macro tendenze, best practice innovative, clienti in continua evoluzione e mercati emergenti?

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I deputati approvano nuovi standard comuni per i controlli sui veicoli

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 marzo 2014

autostradeUn accordo con gli Stati membri in materia di norme comuni per le ispezioni periodiche dei veicoli, i documenti di immatricolazione e i controlli su strada dei veicoli commerciali è stato approvato dai deputati martedì.Le regole, aggiornate per migliorare la sicurezza stradale, fissano nuovi standard minimi comuni in tutta l’UE sui test dei veicoli e sulla formazione degli ispettori. Secondo la nuova legislazione, almeno il 5% dei veicoli commerciali presenti sulle strade nell’Unione europea dovranno essere oggetto di controlli.Gli Stati membri restano liberi di imporre norme più severe di quelle previste dalle norme UE.Sarà più facile reimmatricolare un veicolo in un altro paese UE in base alle nuove regole, poiché gli Stati membri saranno obbligati a riconoscere un certificato di revisione valido rilasciato da un altro Stato membro.Il testo prevede anche il miglioramento dei sistemi per rilevare le frodi nei contachilometri, includendo un test del contachilometri durante il controllo tecnico e sui certificati di conformità, e attraverso pene più severe che saranno decise a livello nazionale.La Commissione aveva inizialmente proposto regole comuni sui test per i motocicli e ciclomotori. Tuttavia, secondo il compromesso raggiunto tra il Consiglio e il Parlamento, solo i motocicli con motore oltre 125cc saranno soggetti a ispezioni obbligatorie, e solo dal 2022 in poi. Inoltre, gli Stati membri hanno la possibilità di esentarli se sono state messe in atto misure alternative efficaci per la sicurezza stradale per i veicoli a due o tre ruote.Le nuove regole impongono infine agli Stati membri di utilizzare sistemi di classificazione del rischio al fine di individuare le fabbriche i cui veicoli hanno un record negativo nel campo della sicurezza e ridurre cosi l’onere amministrativo per quelle che hanno invece ottenuto buoni risultati.

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