Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘vendita’

“Flash: Vendite al dettaglio USA di giugno”

Posted by fidest press agency su martedì, 20 luglio 2021

Migliori delle attese grazie anche a revisione al ribasso di maggio, la curva continua il flattening” A cura di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte. Si conferma lo scenario tassi a lungo e soprattutto lunghissimo termine in calo a fronte di flattening della curva che progressivamente potrebbero interessare l’area euro in estate in vista di dati sull’inflazione che, da agosto in poi, potrebbero segnalare inflazione sopra il 2% In questo contesto, nel trimestre in corso potrebbe essere opportuno preferire i settori che lavorano meglio in contesto di tassi in calo/flattening (mi riferisco a curva tedesca in particolare, rilevante visto che il pricing dei finanziamenti è tarato su IRS, espressione dei tassi tedeschi)

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Vendita diretta: Cia, un’azienda agricola su 3 è multicanale

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 luglio 2021

Sale la fiducia delle aziende agricole nella possibilità di essere multicanale, sviluppando, quindi, più strategie di vendita diretta per rafforzare e capitalizzare il rapporto diretto con i cittadini-consumatori. Un’azienda su 3, avendo attivato, durante la pandemia, la consegna a domicilio e il punto vendita in azienda, continuerà a utilizzarle come opportunità di business anche nel post Covid. A dirlo è Cia-Agricoltori Italiani con la sua Associazione per la promozione della vendita diretta, la Spesa in Campagna, in occasione del webinar “Il punto vendita in azienda come vetrina del territorio e le opportunità dell’e-commerce”. Da metà giugno, spiega la Spesa in Campagna-Cia, il fatturato delle aziende agricole tramite la vendita diretta è sceso drasticamente e fino al 5% sul guadagno totale, per quanto riguarda la sola consegna a domicilio, ma a incidere è perlopiù l’arrivo dell’estate e l’incremento delle vaccinazioni che stanno portando, soprattutto le famiglie, a una maggiore mobilità fuori dal perimetro abituale. I punti di forza della consegna a domicilio e dell’attività commerciale in azienda con il punto vendita, che tra aprile e maggio hanno complessivamente raggiunto anche un +140% di fatturato, non sono, dunque, in discussione, sebbene scoperti con lockdown e restrizioni, auspicabilmente non ripetibili. Come ricorda, infatti, la Spesa in Campagna-Cia, le oltre 1000 imprese agricole – tra le sue 6 mila aziende della vendita diretta e i 24 mila agriturismi associati a Turismo Verde-Cia che aderirono all’iniziativa Cia per la consegna a domicilio in tutta Italia, di materie prime fresche e di qualità per supportare famiglie e anziani, durante la pandemia – stanno continuando a offrire questo servizio al cittadino per consolidare il posizionamento sul territorio e fidelizzare i nuovi clienti che hanno continuato a comprare, direttamente nel punto vendita dell’azienda o tramite consegna a domicilio il sabato, i prodotti degli agricoltori, di qualità, sostenibili e che rispettano la stagionalità. Dunque, la Spesa in Campagna-Cia prevede che da qui al 2022, un’azienda su 3 sarà più orientata alla multicanalità della vendita diretta, capitalizzando l’esperienza non solo della consegna a domicilio, ma anche del punto vendita, della bottega di quartiere e dei mercati rionali. Sempre più pronta a trovare il suo spazio, anche quando di piccola e media dimensione, anche sul mercato online, così come nell’obiettivo della piattaforma Cia dalcampoallatavola.it, primo e-commerce con protagonisti gli agricoltori italiani. Di recente attivazione, il portale Cia nato con il sostegno di J.P. Morgan, permette, infatti, a tutte le aziende -soprattutto quelle che non potrebbero gestire un e-commerce in autonomia- di vendere a un prezzo congruo, recuperando così sulla catena del valore.“Il calo delle vendite estive non è una novità -ha dichiarato il presidente de la Spesa in Campagna-Cia, Matteo Antonelli-. Per questo ragioniamo già guardando a settembre-novembre, quando per via della sovrapposizione delle produzioni stagionali, ci sarà molto da vendere. Saranno mesi importanti per la ripresa -ha aggiunto Antonelli- e poter contare su più canali di vendita tornerà utile alle aziende che nel frattempo stanno migliorando il servizio per dare il meglio ai consumatori, ma anche per ridurre i costi della logistica, puntando molto anche sull’attività del punto vendita dove in tanti continuano a fare spesa. Questo -ha concluso Antonelli- sempre garantendo la massima sicurezza anti-Covid, come dalla prima ora, e rispettando l’identità aziendale legata al territorio e promossa dalla vendita diretta, punto d’incontro insostituibile con i cittadini-consumatori”.“Occorre non abbassare la guardia -è intervenuta Claudia Merlino, direttore generale di Cia-Agricoltori Italiani-. La nuova normalità richiede da parte nostra la stessa, se non maggiore, attenzione riservata alle aziende durante la pandemia. La ripresa va sostenuta, offrendo agli imprenditori strumenti oltre che supporto. Ecco perché rinnoviamo l’impegno per migliorare nei servizi e nella consulenza sulla vendita diretta e crediamo molto nell’opportunità dell’e-commerce. Il suo sviluppo tra le piccole e medie imprese va guidato nel tempo ed è quello che stiamo facendo”. Il webinar sul punto vendita è l’ultimo di tre incontri online promossi da la Spesa in Campagna-Cia sulle opportunità della vendita diretta. Sono intervenuti tra gli altri: Andrea Pagliai, Casina Olivart di Bagni di Ripoli (FI) e Mario Grillo, Fattoria Biò di Camigliatello Silano (CS).”

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Canali digitali e punti vendita sono sempre più integrati

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 giugno 2021

La crescita dell’eCommerce di prodotto continua anche nel 2021, seppure in maniera più misurata rispetto al 2020. Le prime stime prevedono un incremento del +18% che porterà i prodotti a raggiungere i 30,6 miliardi di euro di transato. Il Food&Grocery rimane il settore trainante (+38%), seguito dall’Abbigliamento e accessori (+26%) e dal Beauty (+20%). Per soddisfare l’incremento di domanda online e per supportare le mutate esigenze dei consumatori, i player hanno investito nell’innovazione digitale, sia per ottimizzare i processi operativi sia per abilitare e/o potenziare i canali di vendita e di interazione.Queste alcune delle evidenze emerse dall’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano in occasione del convegno “eCommerce B2c: i nuovi equilibri dell’omnicanalità nella pandemia” Nel 2020 l’eCommerce di prodotto in Italia ha registrato una crescita del +45% raggiungendo una penetrazione sul totale acquisti Retail del 9% (era poco più del 6% nel 2019) mitigando la crisi del settore, che nello stesso periodo ha registrato un forte calo degli acquisti Retail e la chiusura di oltre 9.000 negozi.Il digitale è diventato sempre più centrale nelle strategie dei player e questi trend stanno generando nuovi equilibri tra offline e online basati sia su un riassetto dell’infrastruttura fisica, sia su modelli multi e omnicanale: se guardiamo nel dettaglio ai canali di vendita e interazione, i merchant si sono focalizzati sull’attivazione e sul rafforzamento di canali relazionali – prevalentemente sui social e sulle piattaforme di instant messaging – e sull’abilitazione di nuove iniziative in particolare sui marketplace e su siti aggregatori.Il cambiamento indotto dall’emergenza sanitaria ha contribuito alla diffusione dell’eCommerce anche tra le piccole imprese italiane che, rispetto al passato, sono state incentivate ad avvicinarsi al digitale e a comprenderne le potenzialità. In molti casi l’approccio all’eCommerce e alla multicanalità è stato piuttosto “artigianale”, fondato su modalità di interazione online e su modelli di acquisizione dell’ordine attraverso piattaforme social e/o di instant messaging (non propriamente di eCommerce). I più evoluti hanno investito in siti diretti, in vetrine sui marketplace e in iniziative sugli aggregatori online. Per le PMI italiane non si può ancora parlare di omnicanalità in maniera diffusa, ma stiamo assistendo ai primi passi verso una multicanalità online più consapevole. Si tratta comunque per il nostro Paese di un segnale della centralità e del maggior grado di maturità dell’eCommerce, che lascia presagire un’integrazione sempre più solida tra l’offline e l’online.

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Si conferma la crescita della vendita di libri nei primi tre mesi del 2021

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2021

L’editoria libraria italiana continua a crescere anche nei primi tre mesi del 2021, consolidando un trend iniziato nella seconda metà del 2020. Secondo i dati elaborati dall’Associazione Italiana Editori (AIE), dal primo gennaio al 28 marzo, le vendite dei libri a stampa a prezzo di copertina nei canali trade (librerie, online e grande distribuzione organizzata) sono cresciute del 26,6% a valore e del 26,7% a copie vendute rispetto allo stesso periodo all’anno precedente. “Siamo di fronte a un incremento importante che si accompagna alla crescita della lettura, come è documentato nel libro bianco del Cepell (nel 2020 sono lettori il 61% degli italiani nella fascia d’età 15-74 anni, contro il 58% dell’anno precedente). Questi dati confermano la bontà delle politiche di sostegno al settore proposte da tutta la filiera del libro unita, l’Associazione Italiana Bibliotecari (AIB), AIE, Associazione Librai Italiani (ALI), e messe in atto nel 2020 da governo e parlamento. Ci riferiamo in particolare al sostegno della domanda tramite la 18App, la Carta Famiglia, il finanziamento degli acquisti delle biblioteche nelle librerie di prossimità, tutte misure che chiediamo siano confermate e stabilizzate” ha commentato il presidente di AIE Ricardo Franco Levi.La 18App, in particolare, ha confermato la propria efficacia anche nell’avvio del nuovo anno: tra gennaio e febbraio i 18enni hanno utilizzato per l’80% questo strumento per acquisti di libri a stampa, pari complessivamente a 75 milioni di euro. Il 91% degli acquisti sono stati effettuati nelle librerie online.I dati mostrano cambiamenti di grande rilievo nei canali di vendita e nella struttura del mercato. I canali fisici (librerie e grande distribuzione) passano dal 73% del 2019 al 57% di fine 2020, al 55% a marzo di quest’anno. Le librerie online, che rappresentavano il 27% nel 2019 e il 43% nel 2020, raggiungono il 45% nel primo trimestre dell’anno. Le librerie indipendenti, maggiormente presenti nelle periferie e nei piccoli centri, passano dal 22% di fine 2019 al 18% di fine 2020 e, quindi, al 16% di fine marzo.Le librerie di catena, generalmente penalizzate dall’essere soprattutto presenti nei centri cittadini, nelle stazioni, negli aeroporti e nei centri commerciali, sono passate dal 44% del 2019 al 33% nel 2020 al 34% nei primi tre mesi di quest’anno. La grande distribuzione è passata dal 7% del 2019 al 6% del 2020 fino al 5% del primo trimestre 2021. La quota dei piccoli e medi editori, trainata dall’online, è cresciuta costantemente nel corso degli anni passando dal 39,5% del 2011 al 47,5% del 2019, al 50,9% del 2020, fino a toccare il 54,1% tra gennaio e marzo 2021.

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Vendita diretta: Cia, sempre più famiglie comprano dagli agricoltori

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2021

A un anno dalla pandemia è più costante e stretto il rapporto tra agricoltori e cittadini. Legame rinsaldato, per effetto delle restrizioni, nei mercati contadini e nelle botteghe di prossimità, ma anche online dove l’e-commerce funziona se mette sempre al centro il contatto diretto. Così, negli ultimi 12 mesi, sono aumentate del 5% le aziende agricole entrate nella vendita diretta, terzo canale scelto dagli agricoltori nel 2020, e del 10% le famiglie che la prediligono. A fare il punto sul settore è Cia-Agricoltori Italiani con la sua Associazione per la promozione della vendita diretta, la Spesa in Campagna, in occasione del webinar sul ruolo chiave del mercato contadino.In Veneto, c’è l’esempio forte di Padova – con la Spesa in Campagna-Cia sono 9 i mercati contadini (4 solo in città) – che durante tutta l’emergenza Covid, in accordo con il Comune e nel pieno rispetto delle regole anti-contagio, è riuscita ad assicurare banchi sempre aperti. In regione, il mercato contadino ha registrato in media, subito dopo il primo lockdown, un +14%.Scendendo verso il Centro Italia, la Toscana di Firenze, Prato e Pistoia conta con la Spesa in Campagna-Cia, 10 mercati settimanali, 7 solo in provincia di Firenze, coinvolgendo complessivamente oltre 100 aziende. Qui le chiusure ci sono state, soprattutto lo scorso anno, ma poi i mercati sono tornati operativi anche in zona rossa. A compensare durante il blocco, la consegna a domicilio che sul portale dedicato Cia, in sei mesi dall’attivazione, ha avuto l’adesione di oltre mille aziende agricole. Sul territorio è cresciuto del 10% l’interesse degli agricoltori per un banco di vendita e soprattutto a Firenze, dove per un singolo mercato si calcola un giro d’affari pari a circa 300 mila euro l’anno. Al Sud, Palermo è re del mercato. La Spesa in Campagna-Cia ne conta 3 solo in città e per un totale di 75 espositori agricoli. Il canale è in grande espansione e spinge a fare sistema tra i produttori di tutta la regione. Quanto alle vendite, dopo il boom della scorsa primavera, ora la situazione è stabile e con fatturato, in due mesi, sui 50/60 mila euro a mercato.Oggi l’Italia conta in totale circa 1200 mercati contadini e danno linfa a piccole e medie imprese agricole, rappresentando un punto di riferimento unico per i cittadini. La Spesa in Campagna-Cia ha in tutto il Paese, circa 6 mila aziende impegnate nella vendita diretta, canale che a livello nazionale nel 2020 ha fatturato più di 6,5 mld. E’ forte di produttori di olio, vino e ortaggi, frutta, latticini e salumi, marmellate e composte. Prelibatezze che arrivano anche nelle botteghe e stanno spopolando online dove nel 2020 si è registrato un +134% dell’acquisto di generi alimentari. Il trend potrebbe raggiungere un +62% entro il 2021, sempre se saprà tutelare, anche sul digitale, la relazione tra cittadini e aziende. Principio base della piattaforma Cia dalcampoallatavola.it, primo e-commerce con protagonisti gli agricoltori italiani. “Con le aziende lavoriamo per tutelare la qualità dei nostri mercati contadini -ha dichiarato il presidente de la Spesa in Campagna-Cia, Matteo Antonelli-. La fiducia consolidata in questo periodo, porta lontano solo continuando a garantire ai consumatori produzioni proprie, stagionalità delle materie prime e il monitoraggio costante di questi requisiti. Allo stesso tempo -ha aggiunto- i mercati contadini contribuiscono alla sostenibilità delle aziende delle aree rurali d’Italia e alla promozione del territorio, tra i punti chiave della ripresa turistica dei prossimi mesi”.“La vendita diretta è un’occasione importante per il reddito degli imprenditori agricoli -ha aggiunto Claudia Merlino, direttore generale di Cia-Agricoltori Italiani- e l’intervento de la Spesa in Campagna sul territorio con i mercati contadini, è cruciale per la promozione tra i cittadini dell’agricoltura e dell’agroalimentare italiano, fatto di qualità e autenticità. La valorizzazione del Made in Italy, della Dieta Mediterranea e delle tipicità regionali, passano per un costante dialogo tra chi produce e chi porta in tavola”. Il webinar sul mercato contadino è il primo di tre incontri online promossi da la Spesa in Campagna-Cia. I prossimi due appuntamenti, saranno dedicati a botteghe ed e-commerce. http://www.cia.it

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“No a vendita Torre di Pasolini a Chia”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2020

“La Torre di Pasolini sita a Chi in provincia di Viterbo, dove è stato scritto “Petrolio” e dove il poeta è vissuto, è in vendita. Presenteremo un’interrogazione al ministro Franceschini affinchè la Torre possa essere acquistata dal privato e trasformata in un museo in onore dello scrittore. Ne va dell’eredità di uno dei più grandi artisti del ‘900. La Torre è un vero e proprio racconto autobiografico dell’autore, che a Chia, dove si trova, è ricordato come parte integrante della vita della cittadinanza. Purtroppo molti degli effetti personali di Pasolini, come dei preziosi arazzi, sono andati perduti o rubati. Già la Biblioteca Nazionale mise sotto la propria gestione e cura, riacquistando la proprietà degli effetti personali, case-museo per altri scrittori italiani. Auspichiamo che questa modalità possa essere garantita anche per Pasolini.” Così i deputati di FDI Federico Mollicone e Mauro Rotelli.

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Alle Regioni chiediamo di consentire la vendita dei libri nelle grandi strutture di vendita il week end

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

“Dopo le librerie chiuse nei week end all’interno dei centri commerciali, adesso in molte Regioni anche gli scaffali dei libri dei supermercati e delle grandi strutture di vendita sono interdetti ai cittadini il sabato e la domenica. Torniamo a rivolgere il nostro appello a tutte le istituzioni: il libro è un bene essenziale e tale deve essere considerato nei provvedimenti delle Regioni”. Lo dichiara il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi.A seguito dei provvedimenti restrittivi assunti da diverse Regioni, infatti, le grandi catene, su indicazione delle istituzioni stesse, stanno transennando gli scaffali e vietando le vendite dei prodotti non acquistabili nel week end, tra cui sono ricompresi i libri. “Ribadiamo – conclude Levi – che il libro non può essere considerato alla stregua di un semplice oggetto di consumo il cui acquisto è rinviabile, ma va considerato un bene essenziale, come già aveva indicato il governo nei decreti di aprile. Facciamo appello alle Regioni perché intervengano immediatamente consentendo la vendita di libri nel week end”.

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Vendita a domicilio in forte ripresa dopo il lockdown

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2020

Dopo il lockdown a giugno e luglio il fatturato delle aziende di Univendita, la maggiore associazione italiana della vendita a domicilio, ha raggiunto rispettivamente +30% e +32% in confronto agli stessi mesi del 2019. Le aziende che fanno parte di Univendita, che proprio il 16 settembre 2020 festeggia i suoi primi 10 anni di attività, presentano in questo momento 30mila offerte di lavoro attive, mentre 4,8 milioni sono le famiglie servite: una clientela variegata, composta in maggioranza da donne (84,1%), che apprezzano la possibilità di fare acquisti personalizzati e consapevoli, nella tranquillità della propria casa, con la consulenza di un esperto.La relazione diretta e personale che si instaura tra venditore e cliente e la dimostrazione del prodotto, in tutte le sue funzionalità, sono gli elementi irrinunciabili della vendita a domicilio. E i clienti hanno dimostrato di ricercarli fortemente già nelle prime settimane dopo il lockdown. «Tra marzo e maggio, naturalmente, le vendite fisiche non hanno potuto avere luogo e le aziende hanno saputo mettere in campo soluzioni digitali alternative, mantenendo così un buon 35% del fatturato abituale – spiega il presidente di Univendita Ciro Sinatra –. Ma era il contatto umano ciò che mancava di più ai nostri clienti, e quando abbiamo potuto tornare alle vendite in presenza la risposta del mercato è stata positiva oltre le previsioni».Univendita (www.univendita.it) Qualità, innovazione, servizio al cliente, elevati standard etici. Sono queste le parole d’ordine di Univendita, la maggiore associazione del settore che riunisce l’eccellenza della vendita diretta a domicilio. All’associazione aderiscono: AMC Italia, Avon, Bimby (divisione di Vorwerk Italia), bofrost* Italia, CartOrange, Conte Ottavio Piccolomini, Dalmesse Italia, DES, Fi.Ma.Stars, Folletto (divisione di Vorwerk Italia), Just Italia, Nuove Idee, Ringana Italia, Starline, Tupperware Italia, Uniquepels Alta Cosmesi, Vast & Fast, Witt Italia, che danno vita a una realtà che mira a riunire l’eccellenza delle imprese di vendita diretta a domicilio con l’obiettivo di rafforzare la credibilità e la reputazione del settore tra i consumatori e verso le istituzioni. Univendita, che aderisce a Confcommercio, rappresenta il 46% del valore dell’intero comparto della vendita diretta in Italia (fonte: Format Research, marzo 2017).

Dopo il lockdown a giugno e luglio il fatturato delle aziende di Univendita, la maggiore associazione italiana della vendita a domicilio, ha raggiunto rispettivamente +30% e +32% in confronto agli stessi mesi del 2019. Le aziende che fanno parte di Univendita, che proprio il 16 settembre 2020 festeggia i suoi primi 10 anni di attività, presentano in questo momento 30mila offerte di lavoro attive, mentre 4,8 milioni sono le famiglie servite: una clientela variegata, composta in maggioranza da donne (84,1%), che apprezzano la possibilità di fare acquisti personalizzati e consapevoli, nella tranquillità della propria casa, con la consulenza di un esperto.La relazione diretta e personale che si instaura tra venditore e cliente e la dimostrazione del prodotto, in tutte le sue funzionalità, sono gli elementi irrinunciabili della vendita a domicilio. E i clienti hanno dimostrato di ricercarli fortemente già nelle prime settimane dopo il lockdown. «Tra marzo e maggio, naturalmente, le vendite fisiche non hanno potuto avere luogo e le aziende hanno saputo mettere in campo soluzioni digitali alternative, mantenendo così un buon 35% del fatturato abituale – spiega il presidente di Univendita Ciro Sinatra –. Ma era il contatto umano ciò che mancava di più ai nostri clienti, e quando abbiamo potuto tornare alle vendite in presenza la risposta del mercato è stata positiva oltre le previsioni».Univendita (www.univendita.it) Qualità, innovazione, servizio al cliente, elevati standard etici. Sono queste le parole d’ordine di Univendita, la maggiore associazione del settore che riunisce l’eccellenza della vendita diretta a domicilio. All’associazione aderiscono: AMC Italia, Avon, Bimby (divisione di Vorwerk Italia), bofrost* Italia, CartOrange, Conte Ottavio Piccolomini, Dalmesse Italia, DES, Fi.Ma.Stars, Folletto (divisione di Vorwerk Italia), Just Italia, Nuove Idee, Ringana Italia, Starline, Tupperware Italia, Uniquepels Alta Cosmesi, Vast & Fast, Witt Italia, che danno vita a una realtà che mira a riunire l’eccellenza delle imprese di vendita diretta a domicilio con l’obiettivo di rafforzare la credibilità e la reputazione del settore tra i consumatori e verso le istituzioni. Univendita, che aderisce a Confcommercio, rappresenta il 46% del valore dell’intero comparto della vendita diretta in Italia (fonte: Format Research, marzo 2017).

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Bayer completa la vendita della sua divisione Animal Health a Elanco

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 agosto 2020

Alla firma dell’atto, Bayer ha ricevuto il pagamento di 5,17 miliardi di Dollari statunitensi (prima delle imposte) dopo la deduzione delle consuete rettifiche del prezzo di acquisto, oltre a 72,9 milioni di azioni di Elanco Animal Health, corrispondente al 15,5% delle azioni in circolazione dell’azienda statunitense. Bayer conferma la sua intenzione di cedere la quota in Elanco a tempo debito ma sicuramente a partire dalla metà del 2021 in avanti, periodo minimo di possesso delle azioni. La cessione del business Animal Health è la maggiore tra le dismissioni avviate da Bayer sin dal novembre 2018. L’azienda ha già completato la cessione dei marchi Coppertone™ e Dr. Scholl’s™ e del 60 per cento della sua partecipazione in Currenta, società di gestione servizi. Il business di Animal Health di Bayer conta circa 4.400 dipendenti e ha realizzato nel 2019 un fatturato di 1,57 miliardi di Euro. Sviluppa e commercializza prodotti e soluzioni innovative per la prevenzione e la cura delle malattie di animali d‘affezione e da reddito.

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Promuovere la vendita dei prodotti italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 9 Maggio 2020

L’agroalimentare è stato uno dei settori che, sin dall’inizio dell’emergenza legata alla diffusione del coronavirus, ha continuato l’attività assicurando l’approvvigionamento alimentare al nostro Paese. Questo non ha però risparmiato il settore dalla crisi a causa delle pesanti restrizioni: i disagi maggiori sono arrivati dalla chiusura di bar, ristoranti, pizzerie, mense, ed in generale di tutte le attività del circuito Horeca con un vero e proprio crollo dei consumi fino a un meno 30%, cui si aggiunge la forte contrazione dell’export per analoghe misure adottate anche all’estero.Il contraccolpo di questo stop è stato avvertito in modo notevole anche dalle filiere zootecniche. I comparti al momento più colpiti sono quello della carne suina, in crisi per il crollo della domanda soprattutto di prosciutti DOP, il settore latte, con la forte contrazione della domanda di latte fresco e latticini, il settore della carne bovina che vede difficoltà forti, con riferimento a molti tagli freschi, a cominciare da quelli più pregiati e una forte diminuzione del consumo di carne di vitello, e per finire al settore del pesce fresco, anch’esso in caduta libera. Tutti prodotti per i quali l’Horeca e l’export rappresentano una quota rilevante della domanda oggi senza sbocco.A ciò deve aggiungersi anche il cambiamento significativo della domanda dei consumatori che si è riorientata verso prodotti con una shelf life più lunga, che ha contribuito alla riduzione della domanda di prodotti alimentari italiani, rischiando di mettere in ginocchio gli agricoltori e gli allevatori italiani e tutta la filiera che, responsabilmente, non hanno mai smesso di lavorare in questo periodo di grave emergenza.Un vero e proprio paradosso, se si considera che il nostro Paese di regola non è autosufficiente per il fabbisogno interno di latte, carni e pesce e che, in situazioni normali, si è costretti ad importare notevoli quote di questi prodotti dall’estero per soddisfare la domanda interna e che oggi invece, a causa del riorientamento dei consumi, si sta mettendo in grave crisi le produzioni nazionali.In attesa, pertanto, della ripartenza dei canali Horeca ed auspicando il ritorno a una, seppur, lenta normalità, allo stato attuale i punti vendita al dettaglio rappresentano l’unico canale di sbocco della produzione agro-zootecnico-alimentare di origine italiana. Per questo motivo ASSALZOO, l’Associazione nazionale tra i Produttori di alimenti zootecnici, si rivolge alle catene della Grande Distribuzione Organizzata affinché lancino iniziative specifiche per promuovere e sostenere l’acquisto di prodotti lattiero-caseari e di carni e loro derivati 100% italiani.L’emergenza ha modificato la fisionomia dei consumi, con il consolidarsi di nuove tendenze di acquisto. I supermercati e i piccoli esercizi di prossimità, anche con il potenziamento dei nuovi canali distributivi come le consegne a domicilio e l’e-commerce, hanno un ruolo di primo piano per i consumi alimentari. Per questo è fondamentale che sostengano la produzione agroalimentare, soprattutto di quelle filiere più indebolite dalla crisi.Per questa ragione Assalzoo, da sempre al fianco e in difesa della filiera agroalimentare italiana, si rivolge alla Grande Distribuzione Organizzata e in generale a tutta la distribuzione, perché i punti vendita sposino questa visione con iniziative di promozione dei prodotti italiani. Campagne come quelle già avviate da alcuni gruppi vanno nella giusta direzione: favorire il consumo di prodotti che parlino italiano, che siano espressione della qualità, del territorio, della tradizione e del gusto italiano.
In questo modo sarà possibile tutti insieme superare la grave crisi che stiamo vivendo e continuare a garantire il futuro delle imprese agroalimentari del nostro Paese e che sono un’eccellenza e un traino dell’intera manifattura italiana e dell’economia nazionale.

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Mascherine devono poter essere vendute singolarmente

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2020

“Giustissima la richiesta di chiarimenti di Federfarma e l’appello che rivolgono alle amministrazioni competenti. Va immediatamente consentito al farmacista, vista la carenza di mascherine, di poterle vendere singolarmente, ovviamente purché non ci sia alcun incremento di prezzo rispetto alla confezione integra” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Le mascherine ancora non si trovano, nemmeno nelle regioni come la Lombardia dove è avvenuta una distribuzione gratuita. E’ evidente, infatti, che 3,3 milioni di mascherine, a fronte di oltre 10 milioni di lombardi, sono del tutto insufficienti, specie se si considera che per molti esperti andrebbero cambiate almeno ogni 8 ore, per alcuni addirittura ogni 4 e, comunque, non appena diventano umide” conclude Dona.

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Vendita online di antivirali: Antitrust oscura due siti

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

Sul tema, l’Antitrust comunica che «nell’adunanza di venerdì sono stati avviati due procedimenti istruttori e disposto l’oscuramento dei siti web https://farmaciamaschile.it e http://farmacia-generica.it» non collegati a farmacie fisiche «che offrivano in vendita alcuni medicinali, tra cui Lopinavir/Ritonavir, senza essere autorizzati alla fornitura al pubblico on line di farmaci. In particolare tale farmaco, antivirale per il trattamento delle infezioni da HIV, vendibile su prescrizione medica, veniva reclamizzato come prodotto dalla comprovata efficacia contro il coronavirus e offerto al prezzo di circa 384 € per la confezione piccola ovvero di 659 € per la confezione grande. La sospensione dell’attività di promozione e commercializzazione sui siti web – realizzata avvalendosi della collaborazione della Guardia di Finanza – è motivata dall’esigenza di interrompere la diffusione di pratiche commerciali estremamente gravi, tali da rendere urgente e indifferibile l’intervento dell’Autorità. L’Autorità aveva adottato analogo provvedimento il 17 marzo, disponendo l’oscuramento del sito web http://farmacocoronavirus.it con contestuale sospensione dell’attività di promozione e commercializzazione del medesimo farmaco. I due provvedimenti mostrano come tale farmaco continui a essere illegittimamente promosso e venduto mediante internet attraverso i servizi offerti dai motori di ricerca, inserendo le parole “Kaletra”, “farmaco”, “coronavirus”, “Covid-19”. Per questa ragione l’Autorità ha ritenuto di invitare i principali motori di ricerca ad adoperarsi nella veste di Internet Service Provider per l’adozione di tutte le misure ritenute necessarie rispetto a siti internet che promuovano e/o commercializzino il farmaco. L’Autorità, in considerazione del particolare momento, continua a monitorare il mercato concentrando la propria attenzione su operatori attivi nell’e-commerce che adottano comportamenti scorretti e ingannevoli». (by Francesca Giani fonte farmacista33)

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Ue contro la vendita di falsi vaccini e presidi medici a costi eccessivi

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

La Commissione Europea, su impulso dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, si arma contro la vendita di falsi vaccini e presidi medici a costi eccessivi.L’emergenza sanitaria in corso, che ha tristemente guadagnato la qualifica di pandemia, attribuita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sta comportando l’adozione di misure restrittive tanto rigide quanto necessarie a contenere gli effetti dilaganti del virus COVID-19. Mentre i governi europei ed extra europei si impegnano nella complessa opera di bilanciamento di tutti gli interessi coinvolti dai provvedimenti adottati, non manca chi cerca di trarre giovamento dalla delicata situazione in corso, lucrando sulle paure dei consumatori e vendendo prodotti quali mascherine e disinfettanti per le mani a prezzi esorbitanti, più che decuplicati. “Spregevoli pratiche commerciali del genere non sono fortunatamente sfuggite alla lente della nostra autorità Antitrust che, in collaborazione con la Guardia di Finanza, ha avviato un procedimento istruttorio contro un sito web che commercializzava un farmaco antivirale a più di 600 euro” dichiara Maria Pisanò, Direttore del Centro Europeo Consumatori Italia “e ora le autorità nazionali a tutela dei consumatori di tutta Europa, coordinate dalla Commissione Europea, hanno avviato un’ azione comune per tutelare i consumatori dalla disonestà di alcuni commercianti”.A tal proposito si è pronunciato Didier Reynders, commissario per la Giustizia e i consumatori, il quale ha assicurato che Commissione e Stati Membri adotteranno tutte le misure in loro potere per evitare che condotte disoneste possano essere messe in atto e ha invitato e incoraggiato le piattaforme di vendita online a seguire l’esempio di Amazon e Facebook che hanno autonomamente e volontariamente adottato provvedimenti contro pratiche commerciali scorrette.“Il commissario Reynders ha annunciato anche che sarà presto pubblicata una guida per identificare meglio le pratiche da censurare e per fornire un valido ausilio alle autorità nazionali” dichiara Monika Nardo, consulente legale del Centro Europeo Consumatori Italia; proprio il Centro, che da sempre costituisce un valido interlocutore della rete CPC, è investito della funzione di effettuare le cosiddette “segnalazioni esterne”, nell’ambito del meccanismo recentemente introdotto dal Regolamento (UE) 2017/2394, in vigore dal 17 gennaio 2020. Il nuovo testo legislativo espande e rafforza i poteri delle autorità nazionali per coordinare e rendere più incisi i propri interventi di sorveglianza del mercato al fine di contrastare in modo più efficace le violazioni transfrontaliere del diritto dei consumatori, in particolare nei contesti digitali.

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Vendita Saeco

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 gennaio 2020

«Le nuove strategie affaristiche di Philips non possono riversarsi in danno ai 280 lavoratori di una realtà aziendale storica per Gaggio Montano (BO). Chiediamo immediate iniziative al Ministro del lavoro Catalfo affinché si adoperi nei confronti dei vertici aziendali per sapere quali ripercussioni avrà la futura vendita di Saeco sul destino dei dipendenti, già provati dalle precedenti riorganizzazioni. Vanno adottati provvedimenti, anche ad effetti preventivi, per salvaguardare i livelli occupazionali. Non possiamo accettare che il cambio di business della multinazionale olandese possa essere portato a termine con un’operazione che vada a sacrificare i dipendenti, che solo ieri hanno appreso con una mail dell’operazione di vendita che renderà incerto il loro destino». È quanto dichiara il deputato Walter Rizzetto e capogruppo della Commissione lavoro di Fratelli d’Italia che ha presentato un’interrogazione al governo a tutela dei lavoratori.

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Vendita a domicilio: il lavoro che premia le donne

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

Un esercito di oltre 147mila donne, di ogni provenienza geografica ed età, dalle giovanissime alle signore in pensione, tutte accomunate da un obiettivo: trovare realizzazione e successo attraverso una professione caratterizzata da flessibilità, autonomia e meritocrazia. È questo l’identikit delle venditrici a domicilio delle aziende di Univendita, la maggiore associazione di categoria del settore. «Rappresentano il 92,5% della forza vendita delle imprese associate – spiega il presidente di Univendita Ciro Sinatra – ed entrando quotidianamente nelle case degli italiani, con il porta a porta o il party plan (le vendite per riunione), non propongono solo prodotti da acquistare, ma soprattutto intessono relazioni, creano momenti di condivisione, si pongono come vere e proprie consulenti per il proprio settore, offrendo alla clientela una customer experience di assoluta eccellenza». Preparate, professionali e appassionate, nel 2018 hanno contribuito a un risultato d’esercizio delle aziende di Univendita pari a 1,662 miliardi di euro complessivi. Un successo che non è solo economico per le oltre 147mila incaricate. «La vendita a domicilio offre due vantaggi molto attrattivi per la componente femminile: flessibilità e meritocrazia – spiega Ciro Sinatra –. È un lavoro che si concilia con gli impegni familiari e dove irisultati sono diretta conseguenza dell’impegno. Spesso si comincia part-time per assicurarsi un’entrata in più mentre si studia o si segue la famiglia, ma per molte è un’occupazione a tempo pieno che consente di crescere e fare carriera».

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Vendita a domicilio: il fatturato nel 2018 raggiunge 1,662 miliardi

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Nonostante il momento difficile per l’intera economia italiana, le imprese associate Univendita consolidano e registrano un +0,2%. Aumenta anche il numero di venditori: oltre 159mila, +1,1%. Nel 2018 le imprese associate Univendita hanno realizzatoun fatturato pari a 1 miliardo e 662 milioni di euro, con unincremento dello 0,2% rispetto al 2017. «È il nono anno consecutivo chiuso con il segno positivo per un settore che si consolida sempre più grazie alla crescente fiducia da parte del consumatore – dichiara il presidente di Univendita Ciro Sinatra –. In uno scenario di rallentamento economico che vede le famiglie italiane impoverirsi (Federconsumatori ad esempio rileva che dal 2013 al 2018 il reddito medio è aumentato solo del 4,4% a fronte di un aumento del costo della spesa del 6,4%),la vendita a domicilio prosegue il suo trend di crescita, grazie a un’esperienza d’acquisto che si fonda sul fattore umano, su quella relazione diretta che genera fiducia nel consumatore».Nel dettaglio, il comparto “alimentari e beni di consumo” ha registrato una crescita dello 0,7% e rappresenta il 18,4% del totale del fatturato delle aziende Univendita. Il settore “beni durevoli casa”, che rappresenta il 59,3% del mercato, è cresciuto dello 0,1%. Molto dinamico si è dimostrato il comparto “altri beni e servizi”, che rappresenta il 4,8% del mercato, e che ha registrato una crescita dell’1,3%. Il comparto “cosmesi e cura del corpo”, pari al 17,5% del fatturato totale, ha registrato una lieve flessione dello 0,2%.
Segno più anche per l’occupazione: nel 2018 i venditori a domicilio hanno superato quota 159mila (+1,1% rispetto al 2017), di cui il 92,5% donne: un dato positivo che pone questo settore come una valida alternativa occupazionale in un momento in cui il lavoro fisso stenta ad affermarsi. «Al contrario – fa notare Sinatra – la vendita a domicilio si dimostra attrattiva per chi vuole puntare su autonomia e flessibilità. La possibilità del part-time è apprezzata da chi ha necessità di conciliare lavoro e impegni familiari, mentre due categorie ai margini del mercato del lavoro, cioè i giovani senza esperienza e gli over 50, trovano modo di mettersi, o ri-mettersi, in gioco: nella vendita a domicilio le porte per loro sono aperte».I risultati della vendita a domicilio sono in linea con quelli delle vendite al dettaglio che nel 2018 sono cresciute complessivamente dello 0,2% rispetto all’anno precedente (dati Istat), sintesi di un aumento dello 0,6% delle vendite di generi alimentari e di una diminuzione dello 0,3% dei beni non alimentari.(www.univendita.it)

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Antitrust: sanzioni per cartello vendita auto tramite finanziamenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 gennaio 2019

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato per un totale complessivo di circa 678 milioni di euro i principali gruppi automobilistici operanti in Italia nel settore della vendita di autoveicoli mediante prodotti finanziari, nonché le relative associazioni di categoria, per un’intesa restrittiva della concorrenza.”Bene! Finalmente si fa un po’ di luce nei rapporti tra i gruppi automobilistici e le società finanziarie” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “E’ evidente da tempo la politica commerciale di cercare di imporre al consumatore la vendita di auto in abbinamento ad un finanziamento. Il coordinamento delle condizioni economiche e contrattuali applicate ai consumatori finali ha avuto come conseguenza l’applicazione di tassi di interesse più alti del dovuto. Per questo i consumatori andrebbero ora risarciti. Speriamo che la sanzione serva da deterrente anche in altri settori” conclude Dona.

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5 motivi per cui la vendita a domicilio sarà di tendenza nel 2019

Posted by fidest press agency su sabato, 22 dicembre 2018

Comprare in salotto è l’esperienza d’acquisto che soddisfa le richieste dei consumatori contemporanei: consulenza personalizzata e possibilità di testare i prodotti, uniti alla comodità del servizio a domicilio. Il presidente di Univendita Ciro Sinatra: «Anche in tempi di crescita dell’e-commerce vince chi punta sul fattore umano»Fare acquisti personalizzati, seguiti da un consulente esperto, con la possibilità di provare a casa con calma i prodotti e, magari, condividere il momento con amici e familiari, trasformando l’appuntamento di vendita in un piccolo evento. È l’essenza della vendita a domicilio, che si basa sul fattore umano: ponendosi da questo punto di vista come l’opposto degli acquisti online (eppure, è notizia recente che proprio Amazon manderà dei consulenti a casa di chi acquista prodotti hi-tech), la vendita a domicilio si rivela un modello apprezzato perché unisce la comodità, requisito ormai imprescindibile per il consumatore contemporaneo, con la sartorialità dell’esperienza d’acquisto, aspetto su cui l’e-commerce è carente.
«La vendita a domicilio è un modello vincente quando prodotti di alta qualità vengono presentati da professionisti competenti, capaci innanzitutto di ascoltare, orientare e consigliare»: osserva Ciro Sinatra, presidente di Univendita, associazione di categoria che riunisce le più importanti aziende della vendita a domicilio. Aziende che propongono i prodotti più vari (cosmetici, alimentari, beni durevoli e di consumo per la casa, elettrodomestici e viaggi), fatturano 1,66 miliardi di euro (+1,8% nel 2017 rispetto al 2016) e danno lavoro a 158mila persone, per il 37% millennial sotto i 35 anni.
Forte quindi di una base di venditori giovani, oltre che motivati e preparati, e di una proposta di prodotti di qualità che non si trovano in commercio attraverso altri canali, la vendita a domicilio è capace di offrire una customer experience unica nel suo genere, in linea con le aspettative del mercato. Secondo Univendita, sono cinque i motivi per cui la vendita a domicilio sarà di tendenza nel 2019.
Acquisti senza muoversi da casa – Una comodità che i consumatori apprezzano e ricercano sempre di più e che nella vendita diretta si realizza attraverso due modelli, il porta a porta e il party plan (vendita per appuntamento). «In entrambi c’è un’alta componente di servizio, con il venditore che si reca a casa del cliente in orari flessibili, anche la sera o nel weekend» spiega Sinatra.
Prodotti da toccare con mano – Un ambito in cui la vendita a domicilio non teme confronti: nessun altro metodo di vendita prevede la dimostrazione nell’ambiente domestico. «Poter testare i prodotti in situazioni reali è un vantaggio apprezzato, perché permette di essere sicuri di ciò che si acquista» sottolinea il presidente di Univendita.
Consulenza personalizzata e competente – Chi fa acquisti a domicilio allaccia un rapporto diretto con un venditore che sa dare consigli giusti e personalizzati per ogni cliente. «Ed è un rapporto che nella maggior parte dei casi poi continua nel tempo – spiega Sinatra –. Non a caso molte imprese associate Univendita sono aziende storiche, caratterizzate da una grande fedeltà della clientela».
Consegna a domicilio – È un aspetto al quale i consumatori sono ormai sempre più abituati, «Un servizio che viene apprezzato in particolare per i prodotti ingombranti come gli elettrodomestici o per i surgelati, dove c’è la garanzia della non interruzione della catena del freddo» fa notare Sinatra.
Assistenza post vendita puntuale ed efficace – Il cliente si interfaccia con l’azienda innanzitutto attraverso il venditore, che ha un nome e un volto, e non attraverso lo schermo di un computer, un call center o un robot, come succede nell’e-commerce. «Anche dopo la vendita, l’incaricato è sempre disponibile per fornire un supporto al cliente» conclude Sinatra.

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No alla vendita dell’ex-Italcementi

Posted by fidest press agency su sabato, 3 novembre 2018

Fuorni (Salerno). La Presidenza Provinciale di Fratelli d’Italia rende noto che Domenica 4 novembre 2018, nella ricorrenza del Centenario della vittoria italiana nella Grande Guerra, ha organizzato un presidio alle ore 11 davanti la fabbrica ex ItalCementi (via Cupa Siglia di Fuorni – Salerno): tale fabbrica, infatti, è a rischio chiusura dopo il passaggio dell’azienda in mani tedesche che ridimensionerà la capacità produttiva. Un’eccellenza del nostro territorio che ha sempre dato risposte positive in termini di performance ed occupazione che viene svenduta a stranieri che cercano il profitto a danno del lavoro, italiano e salernitano.Nel quadro di una giornata di mobilitazione del Partito di Giorgia Meloni per il 4 Novembre è stato scelto questo simbolo di Salerno.Alla manifestazione parteciperanno Dirigenti di Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale oltre al Senatore Antonio Iannone che già da tempo sta sollecitando il Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, affinché il Governo dia positive risposte ai cassaintegrati e nuovo slancio produttivo al cementificio.

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FCA vende i pezzi migliori: oggi Magneti Marelli, domani?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 ottobre 2018

La vendita della Magneti Marelli alla Calsonic Kansei per 6,2 miliardi segna una nuova perdita per il patrimonio industriale italiano e si configura come una cessione che serve a FCA per fare cassa per ripianare il debito e dare dividendi agli azionisti piuttosto che avere una ratio industriale.La Magneti Marelli, con i suoi 40 mila lavoratori divisi in 85 stabilimenti sparsi nel mondo, di cui circa 10 mila nei 33 stabilimenti italiani, sviluppa e produce parti e componenti fortemente innovativi, non solo per FCA ma per l’intero settore automobilistico mondiale. La sua vendita da parte di Fiat Chrysler è un pessimo segnale che non può e non deve passare inosservato.Il progetto Fabbrica Italia, lanciato da FCA con i 30 miliardi d’investimenti previsti è rimasto lettera morta, stessa fine sembra essere riservata al piano industriale 2018-2022 con 45 miliardi d’investimenti e l’avvio di nuovi prodotti tra cui le auto elettriche.In questo quadro la vendita di un pezzo determinante come Magneti Marelli, anche per il segmento elettrico, segna un ulteriore elemento d’incertezza per tutta FCA.Si conferma la politica spregiudicata di FCA, tesa a fare cassa attraverso la capitalizzazione delle sue vendite, lo spostamento della sua sede fiscale all’estero, la de localizzazione delle produzioni e il ricorso contemporaneo alla Cassa integrazione Guadagni e ai Contratti di Solidarietà. Infatti nonostante il ricorso alla cassa degli ammortizzatori sociali, la direttiva aziendale sulle linee di produzione si traduce in tagli delle pause e ritmi di lavoro logoranti, con un’impennata dei lavoratori oggi classificati RCL (ridotte capacità lavorative), insomma spremuti come limoni. Una situazione quella degli stabilimenti FCA che riporta l’attualità della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e il ripristino delle pause tagliate dal CCSL.L’acquisizione da parte della Calsonic Kansei anche a fronte di un accordo industriale pluriennale con FCA, mette la Magneti Marelli e i suoi dipendenti fuori da FCA e dentro un nuovo ambito di competizione, con tutto quello che questo può significare.Sarà con la nuova multinazionale Calsonic Kansei che dovremmo fare i conti, per difendere l’occupazione, le competenze e fare valere gli interessi dei lavoratori a partire dalla necessità di uscire dal CCSL e di riaprire la contrattazione sui livelli nazionale e aziendale.Dopo la riuscita manifestazione del 20 ottobre scorso, che tra i temi poneva anche la deindustrializzazione del paese, l’USB torna chiedere al Governo un intervento a tutela del tessuto industriale, dell’occupazione e l’avvio di un tavolo di confronto su FCA.

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