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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘vendita’

Vendita a domicilio: il lavoro che premia le donne

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

Un esercito di oltre 147mila donne, di ogni provenienza geografica ed età, dalle giovanissime alle signore in pensione, tutte accomunate da un obiettivo: trovare realizzazione e successo attraverso una professione caratterizzata da flessibilità, autonomia e meritocrazia. È questo l’identikit delle venditrici a domicilio delle aziende di Univendita, la maggiore associazione di categoria del settore. «Rappresentano il 92,5% della forza vendita delle imprese associate – spiega il presidente di Univendita Ciro Sinatra – ed entrando quotidianamente nelle case degli italiani, con il porta a porta o il party plan (le vendite per riunione), non propongono solo prodotti da acquistare, ma soprattutto intessono relazioni, creano momenti di condivisione, si pongono come vere e proprie consulenti per il proprio settore, offrendo alla clientela una customer experience di assoluta eccellenza». Preparate, professionali e appassionate, nel 2018 hanno contribuito a un risultato d’esercizio delle aziende di Univendita pari a 1,662 miliardi di euro complessivi. Un successo che non è solo economico per le oltre 147mila incaricate. «La vendita a domicilio offre due vantaggi molto attrattivi per la componente femminile: flessibilità e meritocrazia – spiega Ciro Sinatra –. È un lavoro che si concilia con gli impegni familiari e dove irisultati sono diretta conseguenza dell’impegno. Spesso si comincia part-time per assicurarsi un’entrata in più mentre si studia o si segue la famiglia, ma per molte è un’occupazione a tempo pieno che consente di crescere e fare carriera».

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Vendita a domicilio: il fatturato nel 2018 raggiunge 1,662 miliardi

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Nonostante il momento difficile per l’intera economia italiana, le imprese associate Univendita consolidano e registrano un +0,2%. Aumenta anche il numero di venditori: oltre 159mila, +1,1%. Nel 2018 le imprese associate Univendita hanno realizzatoun fatturato pari a 1 miliardo e 662 milioni di euro, con unincremento dello 0,2% rispetto al 2017. «È il nono anno consecutivo chiuso con il segno positivo per un settore che si consolida sempre più grazie alla crescente fiducia da parte del consumatore – dichiara il presidente di Univendita Ciro Sinatra –. In uno scenario di rallentamento economico che vede le famiglie italiane impoverirsi (Federconsumatori ad esempio rileva che dal 2013 al 2018 il reddito medio è aumentato solo del 4,4% a fronte di un aumento del costo della spesa del 6,4%),la vendita a domicilio prosegue il suo trend di crescita, grazie a un’esperienza d’acquisto che si fonda sul fattore umano, su quella relazione diretta che genera fiducia nel consumatore».Nel dettaglio, il comparto “alimentari e beni di consumo” ha registrato una crescita dello 0,7% e rappresenta il 18,4% del totale del fatturato delle aziende Univendita. Il settore “beni durevoli casa”, che rappresenta il 59,3% del mercato, è cresciuto dello 0,1%. Molto dinamico si è dimostrato il comparto “altri beni e servizi”, che rappresenta il 4,8% del mercato, e che ha registrato una crescita dell’1,3%. Il comparto “cosmesi e cura del corpo”, pari al 17,5% del fatturato totale, ha registrato una lieve flessione dello 0,2%.
Segno più anche per l’occupazione: nel 2018 i venditori a domicilio hanno superato quota 159mila (+1,1% rispetto al 2017), di cui il 92,5% donne: un dato positivo che pone questo settore come una valida alternativa occupazionale in un momento in cui il lavoro fisso stenta ad affermarsi. «Al contrario – fa notare Sinatra – la vendita a domicilio si dimostra attrattiva per chi vuole puntare su autonomia e flessibilità. La possibilità del part-time è apprezzata da chi ha necessità di conciliare lavoro e impegni familiari, mentre due categorie ai margini del mercato del lavoro, cioè i giovani senza esperienza e gli over 50, trovano modo di mettersi, o ri-mettersi, in gioco: nella vendita a domicilio le porte per loro sono aperte».I risultati della vendita a domicilio sono in linea con quelli delle vendite al dettaglio che nel 2018 sono cresciute complessivamente dello 0,2% rispetto all’anno precedente (dati Istat), sintesi di un aumento dello 0,6% delle vendite di generi alimentari e di una diminuzione dello 0,3% dei beni non alimentari.(www.univendita.it)

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Antitrust: sanzioni per cartello vendita auto tramite finanziamenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 gennaio 2019

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato per un totale complessivo di circa 678 milioni di euro i principali gruppi automobilistici operanti in Italia nel settore della vendita di autoveicoli mediante prodotti finanziari, nonché le relative associazioni di categoria, per un’intesa restrittiva della concorrenza.”Bene! Finalmente si fa un po’ di luce nei rapporti tra i gruppi automobilistici e le società finanziarie” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “E’ evidente da tempo la politica commerciale di cercare di imporre al consumatore la vendita di auto in abbinamento ad un finanziamento. Il coordinamento delle condizioni economiche e contrattuali applicate ai consumatori finali ha avuto come conseguenza l’applicazione di tassi di interesse più alti del dovuto. Per questo i consumatori andrebbero ora risarciti. Speriamo che la sanzione serva da deterrente anche in altri settori” conclude Dona.

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5 motivi per cui la vendita a domicilio sarà di tendenza nel 2019

Posted by fidest press agency su sabato, 22 dicembre 2018

Comprare in salotto è l’esperienza d’acquisto che soddisfa le richieste dei consumatori contemporanei: consulenza personalizzata e possibilità di testare i prodotti, uniti alla comodità del servizio a domicilio. Il presidente di Univendita Ciro Sinatra: «Anche in tempi di crescita dell’e-commerce vince chi punta sul fattore umano»Fare acquisti personalizzati, seguiti da un consulente esperto, con la possibilità di provare a casa con calma i prodotti e, magari, condividere il momento con amici e familiari, trasformando l’appuntamento di vendita in un piccolo evento. È l’essenza della vendita a domicilio, che si basa sul fattore umano: ponendosi da questo punto di vista come l’opposto degli acquisti online (eppure, è notizia recente che proprio Amazon manderà dei consulenti a casa di chi acquista prodotti hi-tech), la vendita a domicilio si rivela un modello apprezzato perché unisce la comodità, requisito ormai imprescindibile per il consumatore contemporaneo, con la sartorialità dell’esperienza d’acquisto, aspetto su cui l’e-commerce è carente.
«La vendita a domicilio è un modello vincente quando prodotti di alta qualità vengono presentati da professionisti competenti, capaci innanzitutto di ascoltare, orientare e consigliare»: osserva Ciro Sinatra, presidente di Univendita, associazione di categoria che riunisce le più importanti aziende della vendita a domicilio. Aziende che propongono i prodotti più vari (cosmetici, alimentari, beni durevoli e di consumo per la casa, elettrodomestici e viaggi), fatturano 1,66 miliardi di euro (+1,8% nel 2017 rispetto al 2016) e danno lavoro a 158mila persone, per il 37% millennial sotto i 35 anni.
Forte quindi di una base di venditori giovani, oltre che motivati e preparati, e di una proposta di prodotti di qualità che non si trovano in commercio attraverso altri canali, la vendita a domicilio è capace di offrire una customer experience unica nel suo genere, in linea con le aspettative del mercato. Secondo Univendita, sono cinque i motivi per cui la vendita a domicilio sarà di tendenza nel 2019.
Acquisti senza muoversi da casa – Una comodità che i consumatori apprezzano e ricercano sempre di più e che nella vendita diretta si realizza attraverso due modelli, il porta a porta e il party plan (vendita per appuntamento). «In entrambi c’è un’alta componente di servizio, con il venditore che si reca a casa del cliente in orari flessibili, anche la sera o nel weekend» spiega Sinatra.
Prodotti da toccare con mano – Un ambito in cui la vendita a domicilio non teme confronti: nessun altro metodo di vendita prevede la dimostrazione nell’ambiente domestico. «Poter testare i prodotti in situazioni reali è un vantaggio apprezzato, perché permette di essere sicuri di ciò che si acquista» sottolinea il presidente di Univendita.
Consulenza personalizzata e competente – Chi fa acquisti a domicilio allaccia un rapporto diretto con un venditore che sa dare consigli giusti e personalizzati per ogni cliente. «Ed è un rapporto che nella maggior parte dei casi poi continua nel tempo – spiega Sinatra –. Non a caso molte imprese associate Univendita sono aziende storiche, caratterizzate da una grande fedeltà della clientela».
Consegna a domicilio – È un aspetto al quale i consumatori sono ormai sempre più abituati, «Un servizio che viene apprezzato in particolare per i prodotti ingombranti come gli elettrodomestici o per i surgelati, dove c’è la garanzia della non interruzione della catena del freddo» fa notare Sinatra.
Assistenza post vendita puntuale ed efficace – Il cliente si interfaccia con l’azienda innanzitutto attraverso il venditore, che ha un nome e un volto, e non attraverso lo schermo di un computer, un call center o un robot, come succede nell’e-commerce. «Anche dopo la vendita, l’incaricato è sempre disponibile per fornire un supporto al cliente» conclude Sinatra.

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No alla vendita dell’ex-Italcementi

Posted by fidest press agency su sabato, 3 novembre 2018

Fuorni (Salerno). La Presidenza Provinciale di Fratelli d’Italia rende noto che Domenica 4 novembre 2018, nella ricorrenza del Centenario della vittoria italiana nella Grande Guerra, ha organizzato un presidio alle ore 11 davanti la fabbrica ex ItalCementi (via Cupa Siglia di Fuorni – Salerno): tale fabbrica, infatti, è a rischio chiusura dopo il passaggio dell’azienda in mani tedesche che ridimensionerà la capacità produttiva. Un’eccellenza del nostro territorio che ha sempre dato risposte positive in termini di performance ed occupazione che viene svenduta a stranieri che cercano il profitto a danno del lavoro, italiano e salernitano.Nel quadro di una giornata di mobilitazione del Partito di Giorgia Meloni per il 4 Novembre è stato scelto questo simbolo di Salerno.Alla manifestazione parteciperanno Dirigenti di Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale oltre al Senatore Antonio Iannone che già da tempo sta sollecitando il Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, affinché il Governo dia positive risposte ai cassaintegrati e nuovo slancio produttivo al cementificio.

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FCA vende i pezzi migliori: oggi Magneti Marelli, domani?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 ottobre 2018

La vendita della Magneti Marelli alla Calsonic Kansei per 6,2 miliardi segna una nuova perdita per il patrimonio industriale italiano e si configura come una cessione che serve a FCA per fare cassa per ripianare il debito e dare dividendi agli azionisti piuttosto che avere una ratio industriale.La Magneti Marelli, con i suoi 40 mila lavoratori divisi in 85 stabilimenti sparsi nel mondo, di cui circa 10 mila nei 33 stabilimenti italiani, sviluppa e produce parti e componenti fortemente innovativi, non solo per FCA ma per l’intero settore automobilistico mondiale. La sua vendita da parte di Fiat Chrysler è un pessimo segnale che non può e non deve passare inosservato.Il progetto Fabbrica Italia, lanciato da FCA con i 30 miliardi d’investimenti previsti è rimasto lettera morta, stessa fine sembra essere riservata al piano industriale 2018-2022 con 45 miliardi d’investimenti e l’avvio di nuovi prodotti tra cui le auto elettriche.In questo quadro la vendita di un pezzo determinante come Magneti Marelli, anche per il segmento elettrico, segna un ulteriore elemento d’incertezza per tutta FCA.Si conferma la politica spregiudicata di FCA, tesa a fare cassa attraverso la capitalizzazione delle sue vendite, lo spostamento della sua sede fiscale all’estero, la de localizzazione delle produzioni e il ricorso contemporaneo alla Cassa integrazione Guadagni e ai Contratti di Solidarietà. Infatti nonostante il ricorso alla cassa degli ammortizzatori sociali, la direttiva aziendale sulle linee di produzione si traduce in tagli delle pause e ritmi di lavoro logoranti, con un’impennata dei lavoratori oggi classificati RCL (ridotte capacità lavorative), insomma spremuti come limoni. Una situazione quella degli stabilimenti FCA che riporta l’attualità della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e il ripristino delle pause tagliate dal CCSL.L’acquisizione da parte della Calsonic Kansei anche a fronte di un accordo industriale pluriennale con FCA, mette la Magneti Marelli e i suoi dipendenti fuori da FCA e dentro un nuovo ambito di competizione, con tutto quello che questo può significare.Sarà con la nuova multinazionale Calsonic Kansei che dovremmo fare i conti, per difendere l’occupazione, le competenze e fare valere gli interessi dei lavoratori a partire dalla necessità di uscire dal CCSL e di riaprire la contrattazione sui livelli nazionale e aziendale.Dopo la riuscita manifestazione del 20 ottobre scorso, che tra i temi poneva anche la deindustrializzazione del paese, l’USB torna chiedere al Governo un intervento a tutela del tessuto industriale, dell’occupazione e l’avvio di un tavolo di confronto su FCA.

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Vendute nel mondo 1,2 milioni di auto elettriche

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 settembre 2018

Nel 2017, a livello globale, sono state vendute quasi 1,2 milioni di auto elettriche, con una crescita del 57% rispetto al 2016 (erano circa 750mila) e più del doppio delle 537mila vetture elettriche del 2015. Un trend positivo che, secondo le previsioni, dovrebbe continuare anche nel 2018, con quasi due milioni di nuovi veicoli elettrici attesi sul mercato.
In Italia si registra la stessa dinamica di crescita, ma i numeri sono ancora piuttosto esigui, se paragonati ai valori del mercato europeo e globale. Nel 2017, infatti, sono state vendute 4.827 auto elettriche (erano 2.560 l’anno precedente), appena lo 0,24% del totale dei veicoli italiani (0,1% nel 2016), fra cui 1.964 full-electric (BEV, +40% rispetto al 2016) e 2.863 auto “plug in” (i veicoli con la possibilità di ricarica associata ad un motore tradizionale), che sono aumentate del 150% e che per la prima volta hanno superato le BEV. Numeri ben lontani da Norvegia e Germania, che con 62.000 e 55.000 immatricolazioni sono i primi mercati in Europa. Ma i risultati dei primi mesi del 2018 testimoniano un crescente fermento del settore anche in Italia: nel primo semestre sono state immatricolate 4.129 auto elettriche, quasi come nei dodici mesi precedenti, con un aumento dell’89%. Una crescita che ha coinvolto anche le infrastrutture di ricarica, che a fine 2017 comprendevano circa 2.750 punti di ricarica pubblici (+750 sul 2016), di cui il 16% (443) high power, e circa 1.300 colonnine, anche se la distribuzione geografica appare ancora sbilanciata, con differenze evidenti fra le aree del Paese.
I numeri della mobilità elettrica – A livello globale è la Cina il mercato più importante, con circa 580mila auto vendute e una crescita del 72% rispetto all’anno precedente, seguita dall’Europa (290mila, +39%) e dagli Stati Uniti (200mila, +27%). Il Giappone si colloca in quarta posizione, ma con i suoi 56.000 veicoli venduti e una crescita del 155% si afferma come il mercato più dinamico.
Il primo mercato europeo, invece, è la Norvegia, con 62.000 veicoli venduti (terzo Paese per immatricolazioni dopo Cina e Stati Uniti) che rappresentano ben il 39% del mercato interno. Segue la Germania con quasi 55.000 immatricolazioni, più del doppio del 2016 (+117%), che sorpassa sia la Gran Bretagna, a quota 47.000 (+27%), sia la Francia (37.000, +26%). Questi primi quattro Paesi rappresentano da soli il 70% del totale in Europa.
In Italia sono quasi 13.000 le auto elettriche in circolazione, di cui 4.827 vendute nel 2017, lo 0,24% del totale. Il mercato italiano è ancora indietro rispetto ai principali partner europei: lo scorso anno ha pesato per meno del 2% nel mercato europeo dei veicoli elettrici, a fronte del 13% del totale delle immatricolazioni. I possessori hanno dichiarato di usare l’auto elettrica principalmente durante il tragitto casa-lavoro e per brevi viaggi, mentre meno della metà del campione la utilizza anche per viaggi lunghi, a conferma del fatto che la range anxiety (ossia il timore che la batteria si scarichi) rimane un fattore rilevante anche dopo l’acquisto. Circa due utilizzatori su tre dichiarano di ricaricare il veicolo a casa, a fronte di un 33% che non utilizza l’infrastruttura domestica. Le percentuali si invertono se si considera la ricarica sul posto di lavoro, dove solamente il 42% del campione ha dichiarato di poter usufruire di questa possibilità. Complessivamente, solo il 16% degli utilizzatori di auto elettriche non ha accesso alla possibilità di ricarica privata (a casa o sul posto di lavoro) e deve quindi fare affidamento esclusivamente sulla ricarica pubblica.

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Affittare una casa a prova di ladri costa il 21% in più della media; +7% il prezzo di vendita

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 luglio 2018

Quello della sicurezza in casa è un tema a cui gli italiani si dimostrano sempre più sensibili e questa crescente attenzione, che si moltiplica nei mesi estivi, si riflette anche sul mercato immobiliare. Secondo un’analisi di Immobiliare.it infatti le abitazioni dotate di sistemi “a prova di ladro” valgono il 21% in più rispetto alla media in caso di locazione e il 7% in più in caso di vendita. Nonostante ciò, il patrimonio immobiliare italiano presente sul mercato non risponde ancora all’esigenza di sicurezza: solo una casa su tre (33%) è infatti dotata di porta blindata, mentre soltanto nel 10% delle abitazioni è stato installato un impianto di allarme.
Analizzando la presenza di sistemi di sicurezza nelle abitazioni sul mercato, la Lombardia è la regione in cui si vendono e affittano gli immobili più pronti ad affrontare le effrazioni, contando una maggior presenza di portinerie, porte blindate e impianti d’allarme.

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La Lombardia è la prima regione in Italia nella vendita a domicilio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 giugno 2018

Nel 2017 le aziende del settore hanno realizzato nella regione un fatturato di 237 milioni 385mila euro. Lo conferma la rilevazione del Centro Studi Univendita sulle proprie aziende associate: il risultato lombardo rappresenta il 14,3% delle vendite nazionali, che hanno raggiunto nel 2017 la cifra di 1 miliardo 660 milioni di euro (+1,8% rispetto all’anno precedente). Nel Nord Ovest, che vale il 24,2% del fatturato nazionale, la Lombardia fa la parte del leone, mentre Piemonte/Valle d’Aosta e Liguria valgono rispettivamente il 7,6% e il 2,3% del fatturato totale delle aziende Univendita. Nella classifica delle vendite la Lombardia è seguita da Campania (185 milioni di euro) e Veneto (154 milioni di euro). Nel complesso, Sud e Isole realizzano il 36,8% del fatturato (610 milioni di euro); seguono Nord Ovest (401 milioni di euro), Nord Est (353 milioni di euro) e Centro (293 milioni).Quanto agli addetti alla vendita, nel 2017 in Lombardia hanno operato oltre 20.000 venditori a domicilio, pari al 12,7% del totale italiano (158.000 addetti). Nella classifica della presenza dei venditori la Lombardia è terza, dopo Campania (23.000 addetti) e Sicilia (con 21.500 addetti). Guardando alle aree geografiche è al Sud e Isole che nel 2017 si è concentrato il maggior numero di venditori (77.700 addetti pari al 49% del totale); seguono il Nord Ovest con 32.000 addetti, il Nord Est con 24.000 addetti e il Centro con 24.500 addetti.
«Questo si spiega con il fatto che in queste regioni, dove l’occupazione femminile è più bassa della media nazionale, sono soprattutto le donne, che a livello nazionale rappresentano il 90% degli addetti Univendita, a cogliere le opportunità della vendita a domicilio, una professione flessibile che consente di conciliare lavoro e impegni familiari».
Univendita (www.univendita.it) Qualità, innovazione, servizio al cliente, elevati standard etici. Sono queste le parole d’ordine di Univendita, la maggiore associazione del settore che riunisce l’eccellenza della vendita diretta a domicilio. All’associazione aderiscono: AMC Italia, Avon Cosmetics, bofrost* Italia, CartOrange, Conte Ottavio Piccolomini, Dalmesse Italia, Fi.Ma.Stars, Jafra Cosmetics, Just Italia, Lux Italia, Nuove Idee, Ringana Italia, Tupperware Italia, Uniquepels Alta Cosmesi, Vast & Fast, Vorwerk Italia – divisione Bimby, Vorwerk Italia – divisione Folletto, Witt Italia, che danno vita a una realtà che mira a riunire l’eccellenza delle imprese di vendita diretta a domicilio con l’obiettivo di rafforzare la credibilità e la reputazione del settore tra i consumatori e verso le istituzioni.Univendita, che aderisce a Confcommercio, rappresenta il 46% del valore dell’intero comparto della vendita diretta in Italia (fonte: Format Research, marzo 2017).

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Vendita a domicilio nel primo semestre 2017

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 settembre 2017

Vorwerk FollettoIn occasione di HOMI, Univendita rende noti i dati del settore nel canale della vendita a domicilio. Dalle aziende novità di prodotto in linea con gli ultimi trend di consumo: piacciono i dispositivi tecnologici e smart e in cucina cresce l’attenzione al benessere e alla salute. Sugli articoli per la casa e la cucina gli italiani continuano a investire, scegliendo prodotti di alta qualità e con un occhio alle ultime novità tecnologiche, per cucinare e prendersi cura dell’ambiente domestico in modo sempre più “smart” e automatizzato. In occasione di HOMI, il Salone degli stili di vita che sarà a Milano dal 15 al 18 settembre, Univendita, Unione italiana vendita diretta, fa il punto sul settore merceologico “beni durevoli casa”, il segmento economico di maggiore rilievo della vendita a domicilio (che vale il 58% delle vendite delle aziende associate). I beni durevoli casa hanno fatturato 479 milioni 96mila euro nel primo semestre 2017, facendo registrare una crescita del 1,8% rispetto allo stesso periodo del 2016. «Nella prima parte dell’anno –commenta il presidente di Univendita Ciro Sinatra– l’incremento delle vendite dei casalinghi nel porta a porta è il segno che, anche in un periodo in cui i consumi stentano a decollare, gli italiani sono propensi a investire quando si tratta di beni per la casa di qualità e che durano nel tempo. I prodotti delle aziende associate Univendita presentano proprio queste caratteristiche, unite al punto di forza della vendita a domicilio: venditori preparati che sanno presentare e valorizzare i prodotti, offrendo ai clienti un servizio personalizzato». Fra le aziende associate Univendita che propongono beni durevoli per la casa figurano AMC Italia (sistemi di cottura ad alta tecnologia), Tupperware (contenitori per alimenti e utensili per la cucina), Vorwerk Contempora (che commercializza il robot da cucina Bimby) e Vorwerk Folletto (produttrice dell’omonimo sistema di pulizia): tutte sempre attente a captare le tendenze emergenti in fatto di stili di vita e a portare sul mercato prodotti innovativi.

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Vietare vendita delle obbligazioni subordinate agli sportelli

Posted by fidest press agency su martedì, 9 maggio 2017

consobIl presidente della Consob, Giuseppe Vegas, ha proposto una correzione alla normativa sul bail-in, introducendo una soglia di salvaguardia di 100 mila euro per gli obbligazionisti.
“Bene, giusta l’idea di estendere alle obbligazioni la soglia di salvaguardia di 100 mila euro prevista per i conti correnti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Solo garantendo il piccolo risparmiatore si potrà ridare fiducia nel sistema bancario. A questa proposta, però, ne aggiungiamo un’altra: vietare la vendita allo sportello dei prodotti più rischiosi, come le obbligazioni subordinate. Bisogna impedire che ai semplici consumatori siano venduti prodotti inadeguati al loro profilo di rischio” conclude Dona.

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In vendita le case dei film: da 007 a Gallo Cedrone

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2017

una_giornata_particolareSu Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it) sono in vendita decine di case che sono state set di film famosi e che, per giorni o mesi, hanno ospitato fra le loro mura attori famosissimi. Sulle montagne attorno a Cortina d’Ampezzo è in vendita, con prezzo riservato, la villa dove furono girate ben due pellicole famosissime: nel 1963 La Pantera Rosa con David Niven e Peter Sellers e, nel 1981, 007 Solo per i tuoi occhi; a vestire i panni dell’agente segreto di Sua Maestà era Roger Moore, il ruolo della Bond girl, fra le cime bellunesi, fu affidato alla splendida Carole Bouquet.
Spostandoci a Roma si trova l’annuncio di un altro palazzetto indipendente, oggi accatastato come immobile commerciale – ma facilmente convertibile in villa privata – dove furono girati due film importantissimi: nel 1977 Ettore Scola lo scelse come set di Una giornata particolare e, nel 1995, fu ambientato qui il Romanzo di un giovane povero interpretato dall’indimenticabile Alberto Sordi. Prezzo richiesto 4.100.000 euro.
Non lontano da Roma, ma in provincia di Latina, a Terracina è in vendita la casa dove Carlo Verdone, nel 1998, girò alcune scene del film Gallo Cedrone, pellicola in cui il regista e attore romano interpretava anche la parte di un agente immobiliare dalla discutibile integrità professionale. Per comprare questa splendida proprietà che guarda da un lato il golfo di Gaeta e dall’altro il Parco nazionale del Circeo servono 3.000.000 di euro.
gallo-cedroneDal Lazio all’Emilia Romagna, e più precisamente a Cesenatico, per trovare la vendita della villa che è stata set di una pellicola più recente, il film televisivo Il Pirata Marco Pantani, che nel 2007 ripercorreva la vita dello sfortunato campione del ciclismo italiano morto in circostanze mai del tutto chiarite. Prezzo richiesto: 890.000 euro.
Servono invece 960.000 euro per diventare i nuovi proprietari dell’appartamento di via Milano 13, a Torino, dove sono stati girati sia Bianca come il latte, rossa come il sangue, film con Luca Argentero del 2013, sia La verità, vi spiego, sull’amore, film con Ambra Angiolini, Giuliana De Sio e Carolina Crescentini che sarà nelle sale dal prossimo aprile.
A Firenze è in vendita per 2.200.000 euro un castello di origine medievale che non solo fu residenza di Papa Leone X, ma anche set di numerose (e non specificate) pellicole cinematografiche del dopoguerra.
Piccolo alone di mistero anche per il trilocale nel quartiere romano Garbatella: il proprietario dell’immobile, proposto in affitto per 1.220 euro al mese, nella descrizione dell’appartamento afferma che il condominio in cui si trova la casa è stato “location per film importanti”, ma quali siano le pellicole in questione non viene detto.
Molto esplicito, al contrario, il collegamento cinematografico dell’ultimo annuncio di questa carrellata. Nel 2014 Il film Le Meraviglie, firmato da Alice Rohrwacher, ha vinto il Grand Prix speciale della giuria al Festival di Cannes. I paesaggi che fanno da sfondo alla storia sono principalmente quelli della Toscana in cui la stessa regista è nata, ma a condividere il nome con la fortunata pellicola è il casale di Acquapendente (in provincia di Viterbo) adesso in vendita su Immobiliare.it. Il prezzo è riservato, ma per fugare qualunque dubbio sulla veridicità della connessione con il film premiato sulla Croisette, l’annuncio mostra anche le immagini della troupe durante le riprese.Cinefili di tutto il mondo, mano alla tastiera! Le offerte per vivere in un set, come vedete, davvero non mancano. (foto: Una_giornata_particolare, Gallo cedrone)

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Il Plaza Hotel di New York in vendita per 1 miliardo di dollari

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2016

plaza hotelMotivo dell’asta, il default sul mutuo della proprietà indiana Sahara India Pariwar il cui fondatore Subrata Roy è stato incarcerato per frode fiscale. A indire l’asta per il prestigioso edificio sono stati i fratelli David e Simon Reuben che hanno acquistato l’hotel da Bank of China dopo il default della Sahara.Chi si aggiudicherà l’asta rileverà insieme al Plaza anche una seconda proprietà hotel di lusso, il Dream Downtown, che si trova nei pressi della High Line di Chelsea.Da sempre simbolo internazionale del lusso e celebre set

The Plaza, NYC

The Plaza, NYC

cinematografico, il Plaza Hotel aprì al pubblico il 1º ottobre 1907. Nel 1943 passo nelle mani di Hilton. Fu successivamente acquistato da Donald Trump per 407,5 milioni di dollari e l’hotel ottenne la nomina a National Historic Landmark. Nel 1995 lo stesso Trump vende l’hotel per 325 milioni di dollari a Richard Campbell.plaza hotelNel 2004 il Plaza fu oggetto di una profonda ristrutturazione che destinò anche parte dell’edificio ad uso residenziale e commerciale, e dalle mani del gruppo israeliano El Ad Properities passò Fairmont Hotels and Resort, fino ad arrivare nel portafoglio dell’indiana Sahara.Plaza Hotel New YorkOriginariamente l’hotel contava 800 camere. Con la ristrutturazione del 2004 l’hotel disponde oggi di 282 camere, una palestra, una spa, piscina coperta e 152 unità abitative condominiali, oltre ad una vasta galleria commerciale sotterranea.plaza hotel2Il 23 aprile chi si aggiudicherà l’asta acquisterà esclusivamente la parte hotel e l’area commerciale, oltre al Dream Downtown. Contando la posizione, il prestigio e l’importanza della struttura il prezzo del Plaza potrebbe superare 1 miliardo di dollari. E c’è chi è convinto che potrebbe addirittura arrivare a 3 miliardi. (fonte casa.it) (foto: plaza hotel)

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Prima boutique italiana della designer inglese Margaret Howell

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 gennaio 2015

margaret howellmargaret howell1Firenze. La stilista Margaret Howell apre il suo primo negozio e ufficio produzione a Firenze in Piazza Carlo Goldoni 5r. Il nuovo punto vendita offre le collezioni da uomo, donna e accessori, ma anche una selezione di oggetti per la casa, mobili vintage e sue riedizioni. La collezione esposta in negozio, rispecchia l’interesse di Margaret per il design moderno inglese della meta’ del ‘900. Lo spazio si sviluppa su due livelli, un piano espositivo, adibito alla vendita
e un piano superiore che ospita il primo ufficio produzione dell’azienda, creato al di fuori della Gran Bretagna.
Negozio e ufficio si trovano in pieno centro a Firenze di fronte al fiume Arno. Sei vetrine si affacciano sulla piazza, esponendo capi di abbigliamento e oggetti di produzione inglese e italiana. Gli interni sono stati progettati da William Russell dello studio Pentagram Architects, rispecchiando il design originale che l’architetto ha creato per Margaret Howell- Wigmore Street, negozio di Londra nel 2002. Il concetto di interior design, ideato da Russell, e’ unico in tutti i punti vendita internazionali dell’azienda. Appendiabiti e mensole alle pareti, scaffalature Vitsoe a tutta altezza vengono utilizzate per esporre le linee di accessori, abbigliamento e arredi per la casa del marchio inglese.
‘ Negli ultimi dieci anni ho lavorato con Will Russell sugli interni dei nostri negozi. Will e’ sempre riuscito a concretizzare le mie idee introducendo qualcosa che mai mi sarebbe venuto in mente, una sorta di visione dello spazio speciale. Il risultato e’ un rapporto di lavoro gratificante e di successo’ MARGARET HOWELL
‘ La boutique di Piazza Goldoni, in un bellissimo edificio nel cuore di Firenze, espone i nostri migliori prodotti realizzati in Inghilterra. La combinazione di ufficio e negozio a Firenze, ci permette di accorciare la distanza con i nostri fornitori italiani e di mostrare la nostra collezione a un pubblico internazionale.’ (foto margaret howell)

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Enel Green Power cede la sua controllata attiva

Posted by fidest press agency su sabato, 20 dicembre 2014

fotovoltaicoEnel Green Power S.p.A. (“EGP”) ha annunciato che la sua controllata al 100% Enel Green Power International BV (“EGPI”) ha perfezionato la cessione dell’intero capitale di Enel Green Power France S.a.s. (“EGP France”) a Boralex EnR S.a.s., controllata indiretta francese della società canadese Boralex Inc. per un corrispettivo totale di 298,4 milioni di euro, compreso il rimborso di un finanziamento soci, in essere, concesso a EGP France. Con questa vendita, EGP esce dal settore delle energie rinnovabili in Francia.
EGP France è attiva nello sviluppo, costruzione e gestione di parchi eolici in Francia, e detiene attualmente un portafoglio di 13 impianti in esercizio con una capacità netta installata di 196 MW, di cui 10 MW che dovrebbero essere venduti a terzi.La società ha in costruzione ulteriori 10 MW e detiene una pipeline di progetti eolici e fotovoltaici in diverse fasi di sviluppo. Nel 2013, ha registrato ricavi consolidati pari a 33 milioni di euro e un EBITDA consolidato pari a 20 milioni di euro.Il corrispettivo totale di 298,4 milioni di euro pagato ad EGPI include un saldo netto di cassa pari a 3,3 milioni di euro ed è soggetto a “price adjustment” in linea con le procedure standard per questo tipo di transazioni. Il corrispettivo è stato pagato interamente al closing dell’operazione, con un impatto positivo sull’indebitamento finanziario netto consolidato del Gruppo Enel Green Power, pari a 295 milioni di euro. Al netto dell’effetto fiscale, la plusvalenza attesa dalla cessione è stimata essere di 28 milioni di euro. Come recentemente annunciato da EGP, la vendita di Enel Green Power France fa parte della strategia del Gruppo volta ad ottimizzare il proprio portafoglio e a far leva sulle attuali opportunità in paesi con maggior potenziale di sviluppo e non cambia gli obiettivi del piano industriale 2014-2018 della Società.
Enel Green Power è la Società del Gruppo Enel interamente dedicata allo sviluppo e gestione delle attività di generazione di energia da fonti rinnovabili a livello internazionale, presente in Europa, nel continente americano e in Africa. Con una capacità di generazione di energia da acqua, sole, vento e calore della terra pari, nel 2013, a oltre 29 miliardi di kWh – una produzione in grado di soddisfare i consumi di oltre 10 milioni di famiglie e di evitare l’emissione in atmosfera di circa 16 milioni di tonnellate di CO2 – Enel Green Power è leader di settore a livello mondiale, grazie a un mix di tecnologie ben bilanciato, con una produzione largamente superiore alla media del settore. L’Azienda ha una capacità installata al 30 settembre 2014 di circa 9.500 MW, con un mix di fonti che comprende l’eolico, il solare, l’idroelettrico, il geotermico e le biomasse. I circa 750 impianti operativi di Enel Green Power sono collocati in 17 paesi in Europa, nel continente americano e in Africa.

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Vendita case storiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 ottobre 2014

case storichecase storiche1Sono decine le case storiche in vendita sulle pagine di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it) che da Positano a Lecco, passando per Roma, Milano, Alessandria, Lucca e molte altre zone del nostro Paese raccontano momenti e personaggi importanti della storia italiana e non solo.
Si va dalla casa in provincia di Asti dove visse Silvio Pellico nel periodo in cui scrisse Le mie prigioni a quella ricavata dal convento umbro in cui trascorse i suoi ultimi anni Jacopone da Todi; dalla casa d’Infanzia di Norberto Bobbio in provincia di Alessandria a quella romana che ospitava lo studio di Renato Guttuso.
Fra gli immobili in vendita sulle pagine di Immobiliare.it anche la casa lombarda dell’amore clandestino fra il compositore Vincenzo Bellini e Giuditta Pasta, quella viareggina dove trascorrevano le vacanze Galeazzo Ciano e Edda Mussolini, quella toscana abitata da Napoleone e Paolina Bonaparte, quella in provincia di Lecco dove Leonardo da Vinci visse mentre seguiva i lavori del traghetto che tutt’ora unisce le due rive del fiume a Imbersago o, ancora, quella siciliana in cui era solito soggiornare Leonardo Sciascia ospite dell’amico filosofo Pasqualino Fortunato.
I prezzi variano da poche decine di migliaia a diversi milioni di euro. Si allega, oltre al comunicato stampa e le immagini di alcune delle case in vendita, anche una tabella riassuntiva con le dimore più particolari.
Si precisa che, su richiesta, sono disponibili immagini di tutti gli immobili elencati nella tabella e i link agli annunci.
Sperando che la notizia sia di vostro interesse e possa trovare spazio sulla vostra testata alleghiamo la relativa nota stampa e rimaniamo a disposizione per ogni ulteriore necessità di approfondimento. (case storiche)

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Logistica del merchandising

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 giugno 2014

merchandisingGabbiano S.p.A. propone un portafoglio di servizi completo che integra in un unico ciclo operativo la logistica, i trasporti e il merchandising. L’azienda si avvale di un sistema logistico e distributivo tra i più grandi d’Europa, con uno stabilimento di 20.000 mq ed un magazzino completamente automatizzato. Con una media di 500 ordini spediti giornalmente, Gabbiano S.p.A. consegna direttamente in 10.500 punti vendita di tutt’Italia, nell’arco di 4 giorni massimo. Dalla rilevazione dell’ordine alla consegna, i processi tecnologici sono il cuore del servizio di alto livello qualitativo dell’azienda. Essendo tutte le applicazioni informative di Gabbiano S.p.A. mission-critical, si è sentita la necessità di migliorare le prestazioni per quanto concerneva il back-up ed il ripristino dei dati e di incrementare la semplicità nella configurazione dei Job.Gabbiano ha deciso senza esitazioni di adottare Veeam Backup & Replication, dato che la soluzione è stata presentata come garanzia di ripristino pressoché immediato ed efficiente delle informazioni perse dagli utilizzatori delle applicazioni aziendali. “Non abbiamo avuto bisogno di considerare altre soluzioni, abbiamo svolto delle valutazioni insieme al nostro Partner e la decisione poteva essere solo una. Passare a Veeam.” ha dichiarato Andrea Malavasi, Responsabile IT di Gabbiano spa. Veeam Backup & Replication, frutto di un incessante impegno nell’innovazione finalizzato a rispondere prontamente alle richieste dei clienti, offre molte funzionalità esclusive alle aziende che possono ora contare su una soluzione unificata di backup e replica per proteggere le macchine virtuali da eventuali guasti hardware e software. “Un esempio concreto l’abbiamo vissuto qualche settimana fa” spiega Malavasi “quando, per un errore di codifica, un migliaio di anagrafiche dell’applicativo in dotazione alla forza vendita esterna risultavano vuote. La forza vendita era completamente ferma: non poteva inserire ordini relativi ad alcuni punti vendita, di conseguenza un progetto molto urgente rischiava un grosso rallentamento. Grazie a Veeam e ai job di backup, nel giro di pochi minuti siamo riusciti a eseguire il ripristino dei 1.025 file danneggiati, permettendo alla forza vendita di lavorare e al progetto di non subire ritardi”. In generale, l’IT management di Gabbiano S.p.A. ha percepito nell’immediato che la velocità del ripristino dei file è 100 volte maggiore rispetto al passato, e al contempo ha visto una riduzione del 50% dei tempi di backup. Anche il ripristino completo di una VM si è mostrato di 10 volte più rapido. “Da quando utilizziamo Veeam Backup & Replication abbiamo visto ridursi al minimo le operazioni di manutenzione dei nostri servizi” commenta con soddisfazione Malavasi, che conclude affermando: “Dall’esperienza maturata in questi anni con sistemi di backup e con VMware ad oggi, Veeam Backup & Replication rappresenta la soluzione migliore per il backup in ambiente virtuale. Semplicità, concretezza e performance unite ad un costo proporzionato alle funzionalità già integrate la rendono una soluzione quasi obbligatoria“

 

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Nuove regole di vendita e recesso

Posted by fidest press agency su domenica, 15 giugno 2014

consumatoriEntrano in vigore oggi le modifiche al Codice del consumo apportate dal D.lgs.21/2014 (1) che, recependo la Direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori, ha riscritto le regole inerenti i contratti tra consumatore e professionista.
Le novità sono diverse, prima tra tutte l’introduzione di nuove regole comuni valide per TUTTI i contratti, compresi quelli negoziati nei locali commerciali del venditore, per i quali la precedente versione del Codice del consumo rimandava alla normativa generale del settore del commercio (D.lgs.114/1998) che resta comunque vigente. Il recesso per ripensamento continua ad essere applicabile solo in caso di sottoscrizione di contratti a distanza (per telefono, Internet, fax, etc.) o fuori dai locali commerciali del venditore (a casa propria, per strada, presso una fiera, etc.) ma passa da 10 giorni lavorativi a 14 giorni solari, in linea con gli altri termini di recesso riguardanti contratti particolari (contratti bancari, assicurativi, finanziari, di multiproprietà, etc.). Il nuovo termine si applica ai contratti sottoscritti a partire da oggi. Queste, in breve, le novità in vigore da oggi:
– il termine per recedere da contratti stipulati a distanza o fuori dai locali commerciali dei venditori passa da 10 giorni lavorativi a 14 giorni solari.
– se i venditori non adempiono all’obbligo di dare informativa completa sul diritto di recesso il termine per esercitarlo diventa di un anno a partire dallo scadere dei 14 giorni, oppure, se la comunicazione avviene nel frattempo, scatta da quel momento (per 14 giorni).
– in caso di recesso il rimborso delle somme eventualmente pagate deve avvenire entro 14 giorni da quanto il professionista viene a conoscenza dello stesso.
– in caso di recesso l’eventuale bene acquistato deve essere restituito entro lo stesso termine e deve essere in “normale stato di conservazione”. Anche prima la norma si esprimeva in tal senso ma aggiungeva anche che il bene doveva essere “integro” e ciò ha creato in molti casi confusione. Adesso viene chiaramente detto che il bene può esser manipolato per verificarne la natura, le caratteristiche e il funzionamento, senza che ne risulti un danno o una diminuzione di valore.
– vengono fatti rientrare tra i contratti sottoscritti fuori dai locali commerciali del venditore anche quelli sottoscritti nei suddetti locali ma DOPO che il consumatore e’ stato avvicinato personalmente in altro luogo e poi li’ condotto.
– per i contratti sottoscritti telefonicamente il consumatore e’ vincolato solo DOPO aver firmato la proposta d’ordine o comunque il contratto, quindi in un momento successivo rispetto alla telefonata in se’.
– scatta l’obbligo di preventivo per i lavori fatti in casa (manutenzioni o riparazioni), che rientrano nei contratti stipulati fuori dai locali commerciali dei venditori.
– per tutti i contratti di acquisto di beni scatta il termine di consegna di 30 giorni se sul contratto non e’ specificato un termine diverso. In caso di mancato rispetto del termine di consegna, contrattuale o di legge, può scattare la risoluzione del contratto dopo aver intimato la consegna entro un termine “supplementare” (si amplia quindi il concetto generale della risoluzione per inadempimento sancita dal codice civile, art. 1453).
– sempre per i contratti di acquisto di beni per i quali del trasporto si occupa il venditore (per contro proprio o tramite terzi) viene messo nero su bianco il principio secondo cui sul consumatore NON deve gravare alcun rischio di perdita o danneggiamento dei beni, almeno fino al momento in cui non ne entra in possesso.
– viene ribadito il principio, gia’ presente in altre normative, secondo cui il consumatore non e’ tenuto a pagare forniture non richieste di qualsiasi genere (beni, servizi, gas, elettricità, acqua, etc.). Il silenzio del consumatore non costituisce assenso.
– non sono addebitabili costi aggiuntivi legati al mezzo di pagamento (carte) o per l’utilizzo del telefono (addebitabili solo le tariffe dei contratti in essere tra consumatore e proprio gestore).

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Generici, in aumento la vendita della pillola

Posted by fidest press agency su domenica, 27 maggio 2012

Nell’ultimo anno c’é stato un incremento del 20% nei consumi della pillola generica. È uno dei dati emersi dalla ricerca presentata ieri a Milano da Onda (Osservatorio nazionale salute donna).
Se si fa invece il confronto su base mensile, tra marzo 2012 e 2011, l’aumento sale al 29%. Numeri destinati a crescere con l’arrivo questo mese di pillole equivalenti di ultima generazione a base di drospirenone. A marzo 2012 le donne che usano la pillola genetica sono state il 12%. Come evidenzia l’indagine condotta su 600 donne tra i 18 e 40 anni, la pillola resta ancora la prima scelta come contraccettivo e per controllare irregolarità e dolori mestruali. Tuttavia per 1 su 5 l’acquisto della pillola è un problema economico, tanto che il 94% è favorevole al passaggio a un contraccettivo generico. La pillola generica è accolta con favore soprattutto dalle più giovani (46%), mentre sono più restie le donne adulte (38%), che la sceglierebbero solo se consigliata dal medico o dal ginecologo. Ma sono queste ultime (82%) che apprezzerebbero di più una confezione da 3 o 6 mesi (rispetto alle giovani, 31%). Il 42% delle donne ha un rapporto di grande fedeltà con la propria pillola a basso dosaggio (77%), che spesso è lei stessa a richiedere al medico (51%), e in genere sono tutte soddisfatte del proprio anticoncezionale. Solo una su tre ne teme gli effetti collaterali a lungo termine tanto da pensare alla sospensione, a fronte di 1 donna su 10 preoccupata più per l’inefficacia in caso di scorretta assunzione. (fonte farmacista33)

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Stop alla vendita di Acea e dei servizi pubblici

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 aprile 2012

Roma 26 aprile alle ore 10, presso la sala dei Gruppi consiliari, in via delle Vergini 18 (terzo piano, zona Fontana di Trevi) è fissato un incontro nel quale partecipano: Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio; Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente; Roberto Scacchi, responsabile acqua di Legambiente Lazio. Sono stati invitati tutti i consiglieri comunali e i presidennti dei Municipi, hanno già garantito la partecipazione, tra gli altri: Umberto Marroni (capogruppo PD), Paolo Masini (PD), Andrea Alzetta (La sinistra l’arcobaleno), Salvatore Vigna (Api), un rappresentante La Destra; Roberto Mastrantonio, presidente Municipio VII; Sandro Medici, presidente Municipio X. In attesa di conferma Alessandro Onorato (capogruppo UDC).L’incontro è promosso da Legambiente con in Consiglieri comunali di maggioranza e opposizione e i presidenti dei Municipi, mentre l’Assemblea capitolina sta discutendo il bilancio di Roma Capitale, nel quale è prevista, in pieno contrasto con la volontà popolare espressa nei referendum, la vendita di una importante quota comunale del 21% della società che gestisce l’acqua nella Capitale e la costituzione di una holding per tutti gli altri servizi pubblici locali quali trasporti, rifiuti, cultura, ecc, anche in questo caso con l’obiettivo esplicito di una futura cessione di quote ai privati.

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