Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 255

Posts Tagged ‘vendita’

Vendita case storiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 ottobre 2014

case storichecase storiche1Sono decine le case storiche in vendita sulle pagine di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it) che da Positano a Lecco, passando per Roma, Milano, Alessandria, Lucca e molte altre zone del nostro Paese raccontano momenti e personaggi importanti della storia italiana e non solo.
Si va dalla casa in provincia di Asti dove visse Silvio Pellico nel periodo in cui scrisse Le mie prigioni a quella ricavata dal convento umbro in cui trascorse i suoi ultimi anni Jacopone da Todi; dalla casa d’Infanzia di Norberto Bobbio in provincia di Alessandria a quella romana che ospitava lo studio di Renato Guttuso.
Fra gli immobili in vendita sulle pagine di Immobiliare.it anche la casa lombarda dell’amore clandestino fra il compositore Vincenzo Bellini e Giuditta Pasta, quella viareggina dove trascorrevano le vacanze Galeazzo Ciano e Edda Mussolini, quella toscana abitata da Napoleone e Paolina Bonaparte, quella in provincia di Lecco dove Leonardo da Vinci visse mentre seguiva i lavori del traghetto che tutt’ora unisce le due rive del fiume a Imbersago o, ancora, quella siciliana in cui era solito soggiornare Leonardo Sciascia ospite dell’amico filosofo Pasqualino Fortunato.
I prezzi variano da poche decine di migliaia a diversi milioni di euro. Si allega, oltre al comunicato stampa e le immagini di alcune delle case in vendita, anche una tabella riassuntiva con le dimore più particolari.
Si precisa che, su richiesta, sono disponibili immagini di tutti gli immobili elencati nella tabella e i link agli annunci.
Sperando che la notizia sia di vostro interesse e possa trovare spazio sulla vostra testata alleghiamo la relativa nota stampa e rimaniamo a disposizione per ogni ulteriore necessità di approfondimento. (case storiche)

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Logistica del merchandising

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 giugno 2014

merchandisingGabbiano S.p.A. propone un portafoglio di servizi completo che integra in un unico ciclo operativo la logistica, i trasporti e il merchandising. L’azienda si avvale di un sistema logistico e distributivo tra i più grandi d’Europa, con uno stabilimento di 20.000 mq ed un magazzino completamente automatizzato. Con una media di 500 ordini spediti giornalmente, Gabbiano S.p.A. consegna direttamente in 10.500 punti vendita di tutt’Italia, nell’arco di 4 giorni massimo. Dalla rilevazione dell’ordine alla consegna, i processi tecnologici sono il cuore del servizio di alto livello qualitativo dell’azienda. Essendo tutte le applicazioni informative di Gabbiano S.p.A. mission-critical, si è sentita la necessità di migliorare le prestazioni per quanto concerneva il back-up ed il ripristino dei dati e di incrementare la semplicità nella configurazione dei Job.Gabbiano ha deciso senza esitazioni di adottare Veeam Backup & Replication, dato che la soluzione è stata presentata come garanzia di ripristino pressoché immediato ed efficiente delle informazioni perse dagli utilizzatori delle applicazioni aziendali. “Non abbiamo avuto bisogno di considerare altre soluzioni, abbiamo svolto delle valutazioni insieme al nostro Partner e la decisione poteva essere solo una. Passare a Veeam.” ha dichiarato Andrea Malavasi, Responsabile IT di Gabbiano spa. Veeam Backup & Replication, frutto di un incessante impegno nell’innovazione finalizzato a rispondere prontamente alle richieste dei clienti, offre molte funzionalità esclusive alle aziende che possono ora contare su una soluzione unificata di backup e replica per proteggere le macchine virtuali da eventuali guasti hardware e software. “Un esempio concreto l’abbiamo vissuto qualche settimana fa” spiega Malavasi “quando, per un errore di codifica, un migliaio di anagrafiche dell’applicativo in dotazione alla forza vendita esterna risultavano vuote. La forza vendita era completamente ferma: non poteva inserire ordini relativi ad alcuni punti vendita, di conseguenza un progetto molto urgente rischiava un grosso rallentamento. Grazie a Veeam e ai job di backup, nel giro di pochi minuti siamo riusciti a eseguire il ripristino dei 1.025 file danneggiati, permettendo alla forza vendita di lavorare e al progetto di non subire ritardi”. In generale, l’IT management di Gabbiano S.p.A. ha percepito nell’immediato che la velocità del ripristino dei file è 100 volte maggiore rispetto al passato, e al contempo ha visto una riduzione del 50% dei tempi di backup. Anche il ripristino completo di una VM si è mostrato di 10 volte più rapido. “Da quando utilizziamo Veeam Backup & Replication abbiamo visto ridursi al minimo le operazioni di manutenzione dei nostri servizi” commenta con soddisfazione Malavasi, che conclude affermando: “Dall’esperienza maturata in questi anni con sistemi di backup e con VMware ad oggi, Veeam Backup & Replication rappresenta la soluzione migliore per il backup in ambiente virtuale. Semplicità, concretezza e performance unite ad un costo proporzionato alle funzionalità già integrate la rendono una soluzione quasi obbligatoria“

 

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Nuove regole di vendita e recesso

Posted by fidest press agency su domenica, 15 giugno 2014

consumatoriEntrano in vigore oggi le modifiche al Codice del consumo apportate dal D.lgs.21/2014 (1) che, recependo la Direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori, ha riscritto le regole inerenti i contratti tra consumatore e professionista.
Le novità sono diverse, prima tra tutte l’introduzione di nuove regole comuni valide per TUTTI i contratti, compresi quelli negoziati nei locali commerciali del venditore, per i quali la precedente versione del Codice del consumo rimandava alla normativa generale del settore del commercio (D.lgs.114/1998) che resta comunque vigente. Il recesso per ripensamento continua ad essere applicabile solo in caso di sottoscrizione di contratti a distanza (per telefono, Internet, fax, etc.) o fuori dai locali commerciali del venditore (a casa propria, per strada, presso una fiera, etc.) ma passa da 10 giorni lavorativi a 14 giorni solari, in linea con gli altri termini di recesso riguardanti contratti particolari (contratti bancari, assicurativi, finanziari, di multiproprietà, etc.). Il nuovo termine si applica ai contratti sottoscritti a partire da oggi. Queste, in breve, le novità in vigore da oggi:
– il termine per recedere da contratti stipulati a distanza o fuori dai locali commerciali dei venditori passa da 10 giorni lavorativi a 14 giorni solari.
– se i venditori non adempiono all’obbligo di dare informativa completa sul diritto di recesso il termine per esercitarlo diventa di un anno a partire dallo scadere dei 14 giorni, oppure, se la comunicazione avviene nel frattempo, scatta da quel momento (per 14 giorni).
– in caso di recesso il rimborso delle somme eventualmente pagate deve avvenire entro 14 giorni da quanto il professionista viene a conoscenza dello stesso.
– in caso di recesso l’eventuale bene acquistato deve essere restituito entro lo stesso termine e deve essere in “normale stato di conservazione”. Anche prima la norma si esprimeva in tal senso ma aggiungeva anche che il bene doveva essere “integro” e ciò ha creato in molti casi confusione. Adesso viene chiaramente detto che il bene può esser manipolato per verificarne la natura, le caratteristiche e il funzionamento, senza che ne risulti un danno o una diminuzione di valore.
– vengono fatti rientrare tra i contratti sottoscritti fuori dai locali commerciali del venditore anche quelli sottoscritti nei suddetti locali ma DOPO che il consumatore e’ stato avvicinato personalmente in altro luogo e poi li’ condotto.
– per i contratti sottoscritti telefonicamente il consumatore e’ vincolato solo DOPO aver firmato la proposta d’ordine o comunque il contratto, quindi in un momento successivo rispetto alla telefonata in se’.
– scatta l’obbligo di preventivo per i lavori fatti in casa (manutenzioni o riparazioni), che rientrano nei contratti stipulati fuori dai locali commerciali dei venditori.
– per tutti i contratti di acquisto di beni scatta il termine di consegna di 30 giorni se sul contratto non e’ specificato un termine diverso. In caso di mancato rispetto del termine di consegna, contrattuale o di legge, può scattare la risoluzione del contratto dopo aver intimato la consegna entro un termine “supplementare” (si amplia quindi il concetto generale della risoluzione per inadempimento sancita dal codice civile, art. 1453).
– sempre per i contratti di acquisto di beni per i quali del trasporto si occupa il venditore (per contro proprio o tramite terzi) viene messo nero su bianco il principio secondo cui sul consumatore NON deve gravare alcun rischio di perdita o danneggiamento dei beni, almeno fino al momento in cui non ne entra in possesso.
– viene ribadito il principio, gia’ presente in altre normative, secondo cui il consumatore non e’ tenuto a pagare forniture non richieste di qualsiasi genere (beni, servizi, gas, elettricità, acqua, etc.). Il silenzio del consumatore non costituisce assenso.
– non sono addebitabili costi aggiuntivi legati al mezzo di pagamento (carte) o per l’utilizzo del telefono (addebitabili solo le tariffe dei contratti in essere tra consumatore e proprio gestore).

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Generici, in aumento la vendita della pillola

Posted by fidest press agency su domenica, 27 maggio 2012

Nell’ultimo anno c’é stato un incremento del 20% nei consumi della pillola generica. È uno dei dati emersi dalla ricerca presentata ieri a Milano da Onda (Osservatorio nazionale salute donna).
Se si fa invece il confronto su base mensile, tra marzo 2012 e 2011, l’aumento sale al 29%. Numeri destinati a crescere con l’arrivo questo mese di pillole equivalenti di ultima generazione a base di drospirenone. A marzo 2012 le donne che usano la pillola genetica sono state il 12%. Come evidenzia l’indagine condotta su 600 donne tra i 18 e 40 anni, la pillola resta ancora la prima scelta come contraccettivo e per controllare irregolarità e dolori mestruali. Tuttavia per 1 su 5 l’acquisto della pillola è un problema economico, tanto che il 94% è favorevole al passaggio a un contraccettivo generico. La pillola generica è accolta con favore soprattutto dalle più giovani (46%), mentre sono più restie le donne adulte (38%), che la sceglierebbero solo se consigliata dal medico o dal ginecologo. Ma sono queste ultime (82%) che apprezzerebbero di più una confezione da 3 o 6 mesi (rispetto alle giovani, 31%). Il 42% delle donne ha un rapporto di grande fedeltà con la propria pillola a basso dosaggio (77%), che spesso è lei stessa a richiedere al medico (51%), e in genere sono tutte soddisfatte del proprio anticoncezionale. Solo una su tre ne teme gli effetti collaterali a lungo termine tanto da pensare alla sospensione, a fronte di 1 donna su 10 preoccupata più per l’inefficacia in caso di scorretta assunzione. (fonte farmacista33)

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Stop alla vendita di Acea e dei servizi pubblici

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 aprile 2012

Roma 26 aprile alle ore 10, presso la sala dei Gruppi consiliari, in via delle Vergini 18 (terzo piano, zona Fontana di Trevi) è fissato un incontro nel quale partecipano: Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio; Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente; Roberto Scacchi, responsabile acqua di Legambiente Lazio. Sono stati invitati tutti i consiglieri comunali e i presidennti dei Municipi, hanno già garantito la partecipazione, tra gli altri: Umberto Marroni (capogruppo PD), Paolo Masini (PD), Andrea Alzetta (La sinistra l’arcobaleno), Salvatore Vigna (Api), un rappresentante La Destra; Roberto Mastrantonio, presidente Municipio VII; Sandro Medici, presidente Municipio X. In attesa di conferma Alessandro Onorato (capogruppo UDC).L’incontro è promosso da Legambiente con in Consiglieri comunali di maggioranza e opposizione e i presidenti dei Municipi, mentre l’Assemblea capitolina sta discutendo il bilancio di Roma Capitale, nel quale è prevista, in pieno contrasto con la volontà popolare espressa nei referendum, la vendita di una importante quota comunale del 21% della società che gestisce l’acqua nella Capitale e la costituzione di una holding per tutti gli altri servizi pubblici locali quali trasporti, rifiuti, cultura, ecc, anche in questo caso con l’obiettivo esplicito di una futura cessione di quote ai privati.

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Vendita diretta a domicilio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 aprile 2012

Si è svolta lo scorso 19 aprile la seconda assemblea associativa di Univendita, l’Unione italiana della vendita diretta, che raggruppa le principali aziende che operano in regime di vendita diretta a domicilio. Un’assemblea durante la quale è emerso il valore, sempre più incisivo, delle caratteristiche della vendita diretta soprattutto in un periodo di crisi economica come quello che sta attraversando ormai da un triennio il nostro Paese. Luca Pozzoli, presidente di Univendita, ha puntato l’attenzione proprio sugli aspetti collegati alla crisi economica e al ruolo che le aziende associate Univendita stanno giocando e si ritroveranno a giocare anche nei mesi a venire: «Le evidenti difficoltà economiche e di diminuzione dei redditi delle famiglie italiane-ha detto durante la sua relazioni ai soci-, spingono sempre di più i consumatori ad effettuare acquisti ragionati e ben ponderati che non sempre significa minore spesa o prezzi più bassi. Nel nostro caso è evidente che i prodotti della vendita diretta ottengono il riconoscimento dei consumatori proprio perché si tramutano in un investimento per il futuro. Se a tutto questo ci aggiungiamo che nell’era di internet e della crescita dell’e-commerce, l’unico altro comparto che fa registrare segni positivi nei propri bilanci è la vendita diretta a domicilio, c’è di che esserne orgogliosi». Ma anche la crisi occupazione ha trovato posto nella relazione del presidente: «Siamo consapevoli che la situazione del mercato del lavoro è grave nel nostro Paese e che, in periodi come questo, la vendita diretta a domicilio si tramuta in una soluzione per chi non riesce a reinserirsi nei settori di competenza. Noi, d’altronde, lo ripetiamo da tempo che non ci tiriamo indietro e affrontiamo il momento con la serietà che ci contraddistingue. Ma non si tratta, come molti potrebbero immaginare, di scelte dettate esclusivamente dal momento e dai bisogni contingenti, bensì da scelte che si tramutano in soddisfazioni eccellenti per molte persone. Ne sono esempio le tante storie di venditori che, entrati in una delle nostra aziende associate dopo aver perso il lavoro o dopo essere stati in cassa integrazione per parecchio tempo, si sono ritagliati spazi professionali interessanti e soddisfazioni personali di tutto rispetto».
L’attività associativa. Oltre ad avere approvato il bilancio 2011, l’assemblea di Univendita è servita anche per presentare le attività che hanno portato, nel giro di due anni, l’associazione a diventare la prima in Italia per giro d’affari: «Il nostro operare quotidiano ci ha permesso di diventare, in due anni, la prima associazione di categoria per fatturato. Un ottimo risultato considerato che siamo entrati a pieno regime solamente nel secondo anno di attività. Tra le decisioni affrontate e prese dall’associazione vanno segnalate l’adesione di Univendita a Confcommercio e i contatti istituzionali che potrebbero agevolare sia l’attività della forza vendita delle nostre aziende associate, sia i rapporti con il mercato del lavoro e con i consumatori».(Stefano Morelli)

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Strumenti autodifesa in libera vendita

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2011

Dal 9 gennaio 2012 sarà più facile acquistare e detenere liberamente bombolette antiaggressione al peperoncino. Purché l’acquirente abbia compiuto almeno 16 anni e si tratti di piccole confezioni regolarmente etichettate con una gittata non superiore a tre metri. Lo ha evidenziato la prefettura di Como con la nota pubblicata sul proprio portale il 12 dicembre che fa espresso riferimento al regolamento 12 maggio 2011, n. 103 del Ministero dell’interno concernente la definizione degli strumenti di autodifesa che nebulizzano un principio attivo naturale che non abbiamo attitudine a recare offesa alla persona, pubblicato sulla GU n. 157 dell’08/07/2011., attualmente, in attesa dell’entrata in vigore del nuovo regolamento prevista per il prossimo mese di gennaio, sono ancora fuori legge, di fatto, quasi tutti questi strumenti eccetto quattro tipologie di spray che hanno ottenuto la specifica certificazione per la libera vendita, come evidenziato dal ministero dell’interno con il parere n. 16627 del 2 novembre 2010. Ma dal 9 gennaio prossimo aumenterà sensibilmente il novero dei prodotti antiaggressione in libera vendita, affrancati definitivamente dal rischio di poter essere considerati armi vietate. Per potere essere commercializzati liberamente, questi prodotti per l’autodifesa, dovranno contenere una miscela non superiore a 20 ml di prodotto, con specifiche quantità massime di prodotti irritanti naturali e non potranno avere una gittata superiore a tre metri. Inoltre dovranno essere etichettati e dotati di un sistema di sicurezza contro le attivazioni accidentali. Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” informa che tutti gli strumenti di autodifesa non conformi a queste prescrizioni rimarranno disciplinati dalla materia dedicata alle armi, specifica il decreto ministeriale. La vendita di questi strumenti è vietata ai minori con meno di 16 anni comunque ritenuti potenzialmente pericolosi per l’incolumità pubblica.

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Falsi alimenti biologici

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2011

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Image via Wikipedia

La “megatruffa” scoperta dalla Guardia di Finanza del Comando di Verona ha portato al sequestro di oltre 700 mila tonnellate di prodotti alimentari falsamente etichettati come biologici. Sebbene al momento non si parli di minaccia per la salute dei consumatori, la frode, a causa delle sue inaudite dimensioni, è comunque gravissima. L’operazione condotta dai militari di Verona – ha dichiarato Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – merita sicuramente il plauso dei consumatori e degli operatori onesti della filiera del biologico, ma dimostra come il fenomeno della contraffazione continui a prosperare sia all’interno che all’esterno dei nostri confini nazionali. Ora chiediamo che si faccia chiarezza fino in fondo – ha proseguito Giordano – e che ai consumatori si faccia sapere chi intratteneva rapporti commerciali con le sei persone fermate. Soltanto la conoscenza dei canali di vendita cui era destinata la merce sequestrata, infatti, può evitare che ora la prevedibile sfiducia dei consumatori possa mettere in crisi l’intero settore.

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Vendita appartamenti debitori

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2011

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Image by ilya_ktsn via Flickr

“La drammatica crisi economica – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum -che colpisce soprattutto le fasce più deboli della popolazione italiana, che non riesce a coprire spesso, per i forti ribassi d’asta, il debito nei confronti delle banche e queste ultime non hanno nessuna remunerazione per lunghi anni del capitale investito, non può risolversi con la vendita all’asta dei loro appartamenti.”
Adiconsum, insieme ad altre associazioni dei consumatori ha chiesto ad Abi che per le famiglie, in stato di sofferenza economica, sia lasciato in affitto, con canoni sopportabili, l’appartamento che verrebbe ad essere alienato con asta giudiziaria. L’affitto potrebbe durare cinque anni dando respiro economico alle famiglie e al contempo realizzerebbe introidi per le banche. Adiconsum è altresì preoccupata per il rischio di blocco per la locazione dei mutui che, soprattutto per le giovani coppie, è ormai diventato proibitivo. Giovani coppie, spesso con lavoro precario, che non riescono ad accedere al credito, ma anche famiglie che troppo spesso, anche nel futuro, non riusciranno a pagare le rate dei mutui. In tal senso Adiconsum propone la realizzazione di un fondo solidarietà alimentato con una somma (per esempio di 100 euro) di cui una parte a carica di tutti i mutuatari ( di 50 euro) e una parte a carico delle banche (di 50 euro).
Il fondo di solidarietà potrebbe essere implementato ulteriormente con i residui dei fondi pubblici esistenti ( fondo famiglia, fondo studenti ecc.). Il fondo di solidarietà potrebbe così intervenire a favore di quelle famiglie in stato di bisogno senza essere costretti a stipulare assicurazioni con premi altissimi che coprono il rischio di impresa delle banche scaricandole sui consumatori. Immaginare – conclude Giordano – che lo stato intervenga a favore degli strati più deboli della società con soldi pubblici, in un momento di forte crisi economica, e in una situazione di tassazione che ormai è intorno al 50%, è fuori dal tempo e dalla storia. Soltanto la sussidiarietà, la mutualità, la solidarietà e la responsabilità sociale degli istituti bancari possono rappresentare la strada per uscire dalla crisi”

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Vendita on-line di capi d’abbigliamento contraffatti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2011

Non sono professionisti del settore ma più che altro studenti e persino casalinghe che si sono inventati un nuovo tipo di lavoro utilizzando la rete. Almeno questo dicono alcune inchieste che hanno visto come protagonista indiscusso internet ed i suoi meandri virtuali non sempre trasparenti e che hanno riguardato alcune frodi on-line perpetrate a danno di ignari consumatori. In particolare, attraverso l’acquisto da fornitori esteri – nella gran parte dei casi di nazionalità cinese – di capi d’abbigliamento contraffatti di note griffe, i novelli imprenditori del web rivendevano gli stessi beni attraverso siti di aste on – line utilizzando tecniche di vendita, o meglio di truffa abilmente studiate al fine di trarre in inganno i potenziali compratori. Dopo aver acquistato grandi quantità di merce sempre attraverso il canale della rete e quindi in diretto contatto con i produttori cinesi che come è noto ormai riescono a replicare quasi ogni cosa con costi notevolmente inferiori rispetto ad ogni parte del globo, gli stessi la rivendevano attraverso siti di aste online spacciando per originale i prodotti e giustificandone il prezzo più basso a quello generalmente praticato, inventandosi una serie di scuse quali la provenienza “di nicchia” (stock di fine serie, esposizioni, fallimenti) o la rivendita attraverso canali non ufficiali a prezzi concorrenziali.
Tra gli stratagemmi, quello più efficace al fine di aumentare la credibilità è quello di spacciarsi per clienti ed effettuare rialzi sui prezzi dei prodotti e quindi rilasciare commenti positivi sugli stessi quando gli stessi siano stati “aggiudicati” dai finti compratori. A parere di Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che da anni porta all’attenzione dei cittadini i pregi ed i rischi della rete, non resta che ascoltare tre preziosi consigli che da quando sono nate le aste on – line gli organismi di Polizia Postale e della Guardia di Finanza continuano incessantemente a ribadire:
1) le griffe non commercializzano al di fuori della loro rete di vendita e, per questione d’immagine, non hanno interesse ad immettere sul mercato capi di seconda scelta;
2) anche i certificati di autenticità possono essere contraffatti;
3) gli acquisti da aste on-line sono a più alto rischio di contraffazione quando il venditore non sia un privato che pone in vendita un singolo articolo ma un operatore professionale o semiprofessionale.

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Vendita azioni privilegiate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2011

La Fondazione ha effettuato la vendita di 450 milioni di azioni privilegiate della Banca Monte dei Paschi di Siena SpA funzionale al raggiungimento della propria soglia obiettivo di partecipazione al capitale sociale della Banca Conferitaria. L’alienazione delle azioni privilegiate è comunicata senza indugio alla Banca Monte dei Paschi di Siena SpA e determina l’automatica conversione alla pari delle azioni delle azioni privilegiate in azioni ordinarie. L’Ente non intende compiere ulteriori operazioni sulla partecipazione se non in un’ottica di marginale fine-tuning.

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Annalisa: scalata verso notorietà

Posted by fidest press agency su sabato, 26 marzo 2011

Oggi 26 marzo, Annalisa sarà ospite del programma musicale di Rai2 “Top of the pops”, mentre domenica 27 marzo sarà a Domenica In. Un altro passo in avanti per “Nali”, l’album d’esordio di Annalisa Scarrone, che sale ancora nella classifica di vendita di oggi, raggiungendo il secondo posto (fonte GFK). “Nali”(pubblicato il 4 marzo da Warner Music), che riprende il soprannome della 25enne cantante di Savona, è prodotto da Dado Parisini e contiene la cover di “Mi sei scoppiato dentro il cuore” di Mina e 8 brani inediti, sette scritti da autori quali Roberto Casalino, Federica Camba e Daniele Coro, Dario Faini, Nicco Verrienti e una canzone,   “Solo”, della stessa Annalisa. L’uscita del disco è accompagnata in radio da “Diamante lei e luce lui”, il primo singolo estratto dall’album, in rotazione radiofonica dal 7 marzo (“Diamante lei e luce lui” in versione unplagged è la bonus track disponibile solo su iTunes).(annalisa)

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Movincom Servizi S.p.A aumenta il capitale

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 marzo 2011

L’Assemblea Straordinaria dei Soci di Movincom Servizi S.p.A. ha approvato, il 17 febbraio scorso, la proposta di aumento di capitale da 1.200.000,00 euro a 4.500.000,00 euro. Movincom Servizi, costituita il 24 marzo 2009, è la società operativa del Consorzio Movincom, composto dagli esercenti interessati a sviluppare il canale di vendita mobile per offrire ai propri clienti la possibilità di pagare in mobilità utilizzando il telefono cellulare. Movincom Servizi ha sviluppato la piattaforma tecnologica MovinBox, in grado di abilitare – grazie all’integrazione alla stessa degli esercenti e degli operatori di pagamento aderenti – gli acquisti e i pagamenti via cellulare in circolarità. Il Consorzio Movincom rappresenta attualmente oltre 750 servizi operativi con un potenziale di oltre 1.700 servizi in 8 differenti settori merceologici. Il 1° dicembre 2010 il servizio è stato reso disponibile al pubblico ed è  identificabile con il marchio Bemoov. Con un’unica iscrizione a Bemoov, effettuata sui canali del proprio operatore di pagamento, è già possibile quindi utilizzare il telefonino per acquistare un’ampia gamma di beni e servizi: biglietti di trasporto urbano e interurbano, sosta, parcheggi, skipass, ticket per l’entrata a teatri, musei, concerti ed eventi, soggiorni in hotel in tutta Italia, pagamento alla consegna di generi alimentari, l’assicurazione per la propria attività sportiva e molto altro. Su http://www.bemoov.it è possibile trovare gli operatori di pagamento attivi e iscriversi al servizio, associando il proprio numero di cellulare allo strumento di pagamento su cui si vogliono addebitare i propri acquisti.Movincom Servizi S.p.A. rappresenta la società operativa del Consorzio Movincom, in cui è stata sviluppata la piattaforma tecnologica MovinBox in grado di abilitare – grazie all’integrazione alla stessa degli esercenti e degli operatori di pagamento aderenti – gli acquisti e i pagamenti via cellulare in circolarità, attraverso il servizio Bemoov.

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Cresce la vendita diretta a domicilio

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2011

Il primo anno di attività di Univendita (Unione italiana vendita diretta) si è chiuso con un incremento del fatturato delle aziende associate del 9% rispetto al 2009 che si è assestato sugli 823 milioni di euro. «Un dato eloquente -è il primo commento di Luca Pozzoli, presidente di Univendita-, raggiunto nell’anno da tutti considerato il peggiore sia per problematiche inerenti l’occupazione sia per l’andamento e la tenuta dell’economia italiana».  Nel dettaglio, il settore più dinamico è stato quello dei “beni durevoli casa” (+12,6%), seguito da “cosmesi e accessori moda” (+5,8%). Da segnalare che tra gli “altri beni e servizi” (in crescita del 23,3%) spicca, con un brillante +46,3%, il settore “viaggi e turismo”. In calo il comparto “beni di consumo casa” (-20,9%). «Considerato che Univendita è nata solamente nel mese di settembre dello scorso anno -prosegue Pozzoli- e che le aziende associate sono tra le migliori in termini di qualità e professionalità, il risultato ci gratifica, ma non ci sorprende: siamo consapevoli delle nostre potenzialità e del ruolo, sempre più attivo, che la vendita diretta a domicilio si sta ritagliando nel panorama economico del Paese».Dati che assumono ancora maggiore incidenza se confrontati ai dati Istat relativi al risparmio e al potere d’acquisto delle famiglie italiane. Nel 2010, infatti, secondo l’istituto di ricerca la propensione al risparmio delle famiglie italiane è diminuito dello 0,9% rispetto al 2009, mentre il potere d’acquisto è diminuito ulteriormente dell’1,2% nell’anno appena trascorso. Cifre che preoccupano Confcommercio che ha lanciato l’allarme relativo ai consumi tornati, dice l’associazione di categoria, «ai livelli del 1999». «Valutando questi dati -conclude Pozzoli-, emerge chiaro che le famiglie italiane oltre ad attraversare un periodo difficile, stanno anche modificando radicalmente le proprie abitudini al consumo. Le aziende associate Univendita propongono beni di qualità elevata, ma soprattutto sono vicine ai propri clienti grazie alla rete di incaricati che, ogni giorno, si trovano a contatto con le persone e riescono a intuire i propri bisogni e desideri. La qualità dei prodotti delle aziende associate Univendita e la professionalità degli incaricati alla vendita hanno portato risultati positivi in un anno difficile come il 2010».

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Vendita alcolici e caffeine

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 dicembre 2010

Un mix se non letale, quantomeno da considerarsi pericoloso quello tra alcol e caffeina. Non è constatazione prettamente scientifica, lo sanno anche i nostri nonni, ma da quando alcune società produttrici di bevande hanno iniziato a pensare di miscelare le due sostanze per lanciare sul mercato questo tipo di drink di nuova generazione anche l’Agenzia per la sicurezza alimentare statunitense (Fda) ha segnalato a quattro aziende che la caffeina aggiunta alle loro bevande alcoliche è da considerarsi un additivo non sicuro. La procedura avviata dall’ente statunitense, infatti, prende spunto da un attento studio delle ricerche sugli effetti da assorbimento congiunto di alcool e caffeina che secondo la letteratura scientifica, senz’altro maggioritaria, possono indurre nell’individuo conseguenze e comportamenti pericolosi, come ad esempio intossicazione da alcol, violenza e soprattutto guida pericolosa che come è noto è tra le cause più alte di mortalità giovanile. V’è da specificare che la segnalazione non riguarda gli alcolici che contengono la caffeina solo perché presente naturalmente in uno o più ingredienti, per esempio l’aroma di caffè, ma quelli in cui viene artificialmente aggiunta che stanno diventando una moda tra i giovani al pari degli alcolpop e come questi venduti un po’ dappertutto e senza alcun limite in lattine e confezioni dai colori sgargianti. Le analisi a base dell’allarme traggono spunto dalla circostanza che la caffeina può rallentare sino a mascherare indizi sensoriali che permettono a chi fa uso di bevande alcoliche di capire quando è il momento di smettere, inducendo, quindi, a un maggiore consumo delle stesse. Anche perché è noto che la caffeina non modifica in alcun modo il tasso alcolemico nel sangue, e quindi non riduce i rischi e i danni per la salute associati all’abuso.  Alcune di queste nuove bibite, contengono peraltro altre sostanze stimolanti, oltre alla caffeina, e la gradazione alcolica arriva sino al 12%, contro il 4-5% di una birra chiara. Poiché  non risulta che né l’Italia, né l’Europa abbiano ancora avviato indagini alimentari in merito, secondo Giovanni D’AGATA componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” non rimane che invitare a farne un uso limitatissimo, evitarne il consumo per chi deve mettersi alla guida di qualsiasi veicolo e monitorare il controllo della vendita ai minorenni che in quanto di alcolici rimane proibita.

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I prezzi dell’OTC?

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2010

“A furia di sentir ripetere che l’unica liberalizzazione riuscita è quella che ha riguardato i farmaci da banco c’è da pensare che sia l’unica riuscita (si fa per dire) perché non andava a colpire poteri forti e corporazioni blindate, ma semplicemente dei professionisti che forniscono un servizio pubblico”. Questo il primo commento di Andrea Mandelli, Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani all’intervista rilasciata dal Garante per la sorveglianza dei prezzi Roberto Sambuco. La tesi di Sambuco non è nuova, e si basa sul riscontro che con “l’avvio della prima fase di libera vendita dei farmaci da banco, i prezzi sono aumentati mediamente del 4%, mentre nei quattro anni precedenti i rincari medi sono stati nell’ordine del15%”. Qui il & ldquo;sorvegliante dei prezzi” dimentica che si veniva da un periodo in cui i prezzi dei farmaci da banco erano stati bloccati per legge, e quindi c’è stato un recupero fisiologico poi riassorbito. Stupisce poi che nel paragonare i prezzi praticati nei diversi canali si dica che siano stati “registrati prezzi più bassi del 4% nelle parafarmacie, del 18% nei corner dei supermercati, mentre nelle farmacie tradizionali abbiamo riscontrato sconti tra il 7% e il 10%, nonostante il loro potere d’acquisto superiore”. Sconti rispetto a che cosa? Il prezzo di vendita al pubblico non c‘è più: esiste soltanto il prezzo di vendita ex factory. “Ma la cosa più divertente è che si sostiene che le farmacie abbiano una capacità d’acquisto superiore rispetto alla GDO” dice Mandelli. “Sembra uno scherzo: le TV sono inondate da spot della grande distribuzione che propagandano vendite sottocosto. Ch i ha le maggiori capacità di acquisto, allora?”.
Per la Federazione degli Ordini, comunque, l’aspetto commerciale non è il centro della questione. “E’ grave, anzi gravissimo, che con la foglia di fico dello sconto si propongano soluzioni inaudite nel resto d’Europa. Per cominciare, l’uscita dalla farmacia di medicinali sottoposti a prescrizione medica (gli etici di Fascia C), tra i quali rientrano anche sostanze passibili di abuso; senza contare che anche per questi farmaci il prezzo è fisso e non soggetto a sconti. Poi si vuole passare a distruggere l’organizzazione del servizio, in termini di orari e razionale distribuzione sul territorio. Il pretesto è noto: migliorare il servizio. Ma lo sa il dottor Sambuco che a Milano, solo per fare un esempio, ci sono 24 farmacie che restano aperte tutta la notte per 365 notti l’anno? Di quale miglioramento del servizio si sta parlando?”. Il servizio farmaceutico italiano è da sempre ai vertici delle classifiche europee e al vertice del gradimento dei cittadini, conclude Mandelli “il che non significa che non ci siano spazi di miglioramento: si può aumentare il numero delle sedi e introdurre flessibilità dove serve. Ma mantenendo un servizio ordinato e regolato, soprattutto ora che le farmacie, come ripetuto ancora ieri dal Ministro della Salute Fazio, si avviano a essere la porta d’accesso al servizio sanitario”.

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A Savigliano si fa shopping con le Lire

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2010

Savigliano (Cn) Dall’11 Ottobre a Savigliano, grazie all’iniziativa “Torna la lira”, sarà possibile fare acquisti e pagare con le vecchie lire fino alla fine dell’anno in 48 punti vendita che fanno parte de Il Molo, centro commerciale naturale nato nel 2006 e che ha ideato ed organizzato questo originale evento in collaborazione con la Banca CRS, che si occuperà di gestire i  contatti e i cambi con la Banca d’Italia, garantendo trasparenza e puntualità nella conversione delle monete e banconote del vecchio conio ritirate dai negozianti.  Un tuffo nel passato per accontentare i nostalgici delle vecchia valuta, coloro che ancora oggi, a distanza di 11 anni, rimpiangono lo sfruscìo delle banconote da 5.000 “Bellini”, quelle da 100.000 con impresso Caravaggio, oppure il tintinnìo delle monete da 50 e 100 del vecchio conio.  Per avere un’idea, si digiti la parola “lire” sul social network Facebook ed appariranno decine di gruppi a suo sostegno con la parte del leone rappresentata dalla banconota delle 1.000 lire con oltre 26mila fan.  Per i più  pratici, “Ritira la lira” sarà invece l’occasione per liberarsi da spiccioli e banconote trovati nelle tasche dei cappotti o tra le pagine di qualche libro e che ancora non si ha avuto il tempo o la voglia di cambiare. Uno studio della Banca d’Italia rivela infatti che al 31 maggio 2010 non erano rientrati quasi 310 milioni di pezzi dell’ultima serie, denaro di fatto ancora circolante per il valore di 2.557 miliardi di lire, ossia quasi 1,3 miliardi di euro, e che può essere convertito in euro presso le filiali della Banca d’Italia solo entro la fine di febbraio 2012.  Anche sotto il periodo di Natale tutti i cittadini potranno quindi svuotare i salvadanai del “vecchio conio” e pagare la spesa nei 48 negozi de Il Molo, associazione nata nel Settembre del 2005 proprio per valorizzare l’ambiente naturale del centro in contrapposizione ai centri commerciali “artificiali” della grande distribuzione organizzata, facendo riscoprire agli abitanti quanto sia bello fare acquisti passeggiando per le vie cittadine, liberi di scegliere tra le tante opportunità commerciali, artigianali, di svago e di spazi per il tempo libero. (torna la lira)

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Parafarmacie e stranieri

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2010

La stampa locale l’ha definita la prima parafarmacia «cinese» della Toscana. Non poteva che aprire a Prato, la città con la più forte presenza di immigrati dal paese asiatico, ma l’aggettivo non è del tutto appropriato: la titolarità del punto vendita, infatti, farebbe capo a un gruppo di soci tra i quali anche un farmacista italiano. Non è comunque per motivi di “passaporto” che la parafarmacia è salita agli onori della cronaca. Il fatto è che poco tempo dopo la sua inaugurazione, all’Asl della città toscana sono giunte alcune segnalazioni di presunte irregolarità, mittenti i titolari di farmacia della zona. Per cominciare c’è chi ha attirato l’attenzione sui volantini della parafarmacia, nei quali si pubblicizzerebbero in lingua cinese medicinali di uso ginecologico che l’esercizio non può commerciare. Altri invece hanno fatto notare che il farmacista italiano, obbligato per legge ad assicurare la propria presenza durante l’intero orario di apertura, si farebbe vedere al banco molto raramente. «A noi non è arrivata alcuna segnalazione» commenta il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Prato, Mario Tercinod «ma sappiamo delle denunce. L’Asl ha chiesto ai Nas un sopralluogo nella parafarmacia, che è stato effettuato nei giorni scorsi. Che cosa abbiano trovato, per ora non è dato sapere». Intanto i titolari di farmacia della Toscana rimangono alla finestra con qualche ansia. Secondo alcuni giornali, in Regione sarebbero già state presentate da immigrati orientali più di una decina di domande per l’apertura di parafarmacie. Paura dello straniero? A giudicare dal caso di Prato, preoccupa il rispetto delle regole. (fonte farmacista33)

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Garanzia di vendita

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2010

Sembra proprio che l’Antitrust, Autorità garante della concorrenza e del mercato, abbia deciso di caratterizzare i propri interventi non piu’ per sanzionare i comportamenti che hanno creato danni a chi si rivolge loro con specifiche e circostanziate denunce, ma per ricordare ai chi viola le norme quale sia la legge, strappando impegni perchè ciò non accada più. E’ cosi’ anche il provvedimento diffuso oggi dall’Autorita’ per “tirare le orecchie” a Mediaworld, Unieuro, MarcoPoloExpert, Euronics, Trony, Gre ed Estendo. Un”indagine avviata a gennaio perche’ questi esercizi commerciali facevano storie o applicavano male (a vantaggio loro, ovviamente) la garanzie di legge dei due anni che deve coprire i difetti di produzione e/o conformita’. E questo  nonostante sul campo ci siano stati migliaia di consumatori beffati, presi in giro, esasperati e coi propri diritti maltrattati. L’unico passaggio nella delibera in cui si parla di soldi, e’ alla fine delle stessa:
“Ai sensi dell’art. 27, comma 12, del Codice del Consumo, in caso di inottemperanza alla presente delibera, l’Autorità applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 150.000 euro. Nei casi di reiterata inottemperanza l’Autorità può disporre la sospensione dell’attività di impresa per un periodo non superiore a trenta giorni”. In materia abbiamo maturato esperienza grazie a decine di migliaia di richieste di consigli e mai ci e’ capitato che un esercizio commerciale, beccato perche’ in malafede applicava male o non applicava questa garanzia, una volta informato decidesse per proprio conto di essere in futuro ligio alla legge, ma solo quando dal comportamento lesivo ne traeva un danno economico. Non vediamo perche’ possa essere cosi’ anche in questo caso: certo, c’e’ la minaccia della futura sanzione se ribeccato o la sospensione se beccato ancora un’altra volta, ma non ci sembra che funzioni cosi’ il diritto civile e penale: infatti, se io vado a rubare in uno di questi negozi e vengo beccato, non mi vengono “tirate le orecchie” e strappato un mio impegno a non farlo piu’ altrimenti mi mettono in galera, ma in quest’ultima ci finisco diritto. Una situazione in cui alimentiamo sempre di piu’ la certezza che nel nostro Paese esistano due codici e due procedure, cioe’ due giustizie: quella di chi non conta nulla e quella di chi conta. (fonte Aduc)

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Autoriparazioni e vendita pezzi di ricambio

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 agosto 2010

E’ stata pubblicata una nuova scheda pratica, una delle guide che l’Aduc propone a cadenza settimanale per aiutare il cittadino utente e consumatore a muoversi informato e consapevole nei meandri della burocrazie e della normativa. A cura di Rita Sabelli, responsabile per l’aggiornamento normativo dell’associazione, quella edita oggi è su “Autoriparazioni e vendita pezzi di ricambio: liberalizzazione del mercato europeo?”. Segue un estratto: Il nuovo Regolamento UE 461/2010 interviene nel settore automobilistico, più precisamente nell’ambito degli accordi commerciali tra le imprese all’interno delle reti di distribuzione, liberalizzando, di fatto, il mercato dei pezzi di ricambio e dei servizi di riparazione post-vendita. In vigore dal 1/6/2010, vieta di fatto gli accordi tra imprese che fanno parte di una determinata rete di produzione e distribuzione (legata ad un determinato marchio di autoveicoli) inerenti: – restrizioni nella vendita di pezzi di ricambio a distributori indipendenti, ovvero non convenzionati e/o autorizzati dall’impresa produttrice; – restrizioni nella vendita di pezzi di ricambio, attrezzature di riparazione e diagnostica o altre apparecchiature a distributori e riparatori autorizzati e/o indipendenti, nonche’ agli utilizzatori finali, derivate da accordi tra fornitori di tali beni e venditori di autoveicoli. – restrizioni alla possibilita’ per il produttore di componenti auto di apporre il proprio marchio o logo sui componenti stessi o sui pezzi di ricambio originali. Ciò significa che gia’ dal 1/6/2010 dovrebbe essere possibile, per le officine non convenzionate con alcun produttore e non legate quindi ad uno o piu’ marchi, accedere ai pezzi di ricambio originali fin’ora riservati alle officine autorizzate.
Conseguentemente le imprese produttrici non dovrebbero piu’ poter condizionare la resa della garanzia post vendita all’utilizzo di officine convenzionate per i vari interventi di manutenzione e riparazione, compresi i tagliandi. Non dovrebbe inoltre piu’ esistere differenziazione tra i ricambi originali e quelli alternativi, magari con altro marchio, che siano comunque di qualita’ equivalente (certificati tali da chi li produce). Il cliente finale, quindi, dovrebbe sempre poter rivolgersi liberamente alle officine di sua scelta, senza vincoli contrattuali, usufruendo per i pezzi di ricambio di prezzi decisi dal mercato e non dai produttori. Cio’ anche nel periodo di validita’ della garanzia contrattuale del produttore, senza che questa decada. Ci si riferisce ad interventi a pagamento, ovviamente, e quindi fuori-garanzia, perche’ per usufruire di quelli gratuiti coperti dalla garanzia contrattuale sara’ comunque necessario continuare a rivolgersi ai centri convenzionati col produttore. Resta da verificare l’impatto che il nuovo Regolamento avra’ sul mercato, le risposte dei produttori di auto, essenzialmente, e di tutte le imprese facenti parte della rete di distribuzione sottostante. Il tema e’ aperto, al momento, ed ogni eventuale evoluzione sara’ seguita e segnalata.

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