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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 201

Posts Tagged ‘vendite’

Istat: vendite aprile, 0 su mese, +8,4% su anno: dati pessimi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2022

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad aprile le vendite in valore al dettaglio sono stabili rispetto al mese precedente e salgono dell’8,4% su base annua. “Dati pessimi. I pochi rialzi registrati sono solo un’illusione ottica dovuta all’inflazione che ad aprile era pari al 6% su base annua, 6,7% per i soli prodotti alimentari. Non per niente rispetto ad aprile 2021 le vendite alimentari salgono in valore del 5,5%, ma poi scendono dello 0,8% in volume, con un divario di ben 6,3 punti percentuali. Per il resto ricordiamo che ad aprile 2021 molti esercizi, come i centri commerciali, erano ancora chiusi nel weekend” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Unica magra consolazione è che le vendite di aprile in valore, nei dati destagionalizzati, restano ancora maggiori sia nel confronto con quelle di febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, con +2%, che rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, con +3,2%” conclude Dona.

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Vendite. Obbligo di esporre il prezzo al pubblico… e rispettarlo

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Maggio 2022

Nei giorni scorsi è balzata agli onori della cronaca la polemica sul ristoratore multato per non aver esposto al pubblico il prezzo del caffè. Sebbene possa sembrare un caso isolato, nella realtà accade spesso che un consumatore non conosca il prezzo di un prodotto. Accade, soprattutto nei supermercati, che il prezzo applicato non corrisponda a quello esposto. Chi ha ragione? Quali sono i diritti dei consumatori? Esiste un obbligo per TUTTI gli esercenti di esporre i prezzi? E’ il cliente ad avere ragione quando i prezzi non sono esposti perché esiste, a carico dell’esercente, uno specifico obbligo. Inoltre, in caso di differenza tra il prezzo esposto e quello applicato, il consumatore ha il diritto di vedersi applicato il prezzo esposto anche se più basso. Col D. Lgs 114/98 è stato disposto l’obbligo per i commercianti di esporre i prezzi dei prodotti in vendita. E’ stato, altresì, indicato che i prezzi devono essere indicati in modo chiaro, univoco e ben leggibile. I prezzi, inoltre, vanno esposti all’ingresso dei locali, nelle vetrine esterne e nelle vicinanze del prodotto. Il prezzo indicato deve essere quello finale. Successivamente il Codice del consumo ha previsto che i prodotti offerti devono indicare il prezzo di vendita e quello per unità di misura. Cosa succede se esiste una differenza tra prezzo esposto e prezzo applicato? L’articolo 14 del D. Lgs. n. 114/1998 e dell’articolo 1336 c.c. non lasciano dubbi. Il consumatore deve pagare il prezzo esposto sullo scaffale o indicato sul cartellino. Esistono delle eccezioni a questa regola? Si, ne esistono due, disciplinate dall’art. 1431 cc. La prima quando il prezzo di un prodotto è esageratamente basso rispetto al valore del bene. La seconda si riferisce all’e-commerce. In questo caso la compravendita assume una caratteristica diversa. On Line è il venditore ad accettare la richiesta di acquisto e solo così si verifica la vendita. Cosa succede se il consumatore paga di più del dovuto? Ha diritto al rimborso della differenza di prezzo in contanti. Attenzione! Il rimborso non può avvenire con “buoni spesa” da utilizzare per l’acquisto di altri prodotti. Se il commerciante si rifiuta di far pagare il prezzo esposto bisogna: 1. Rivolgersi all’Autorità Giudiziaria 2. Segnalare il tutto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM): https://www.agcm.it/servizi/segnala-on-line Sara Astorino, legale, consulente Aduc http://www.aduc.it

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Istat: vendite marzo, -0,5% su mese, +5,6% su anno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Maggio 2022

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a marzo le vendite in valore al dettaglio scendono dello 0,5% rispetto al mese precedente e salgono del 5,6% su base annua.”Dati negativi. Il rialzo su base annua è solo un miraggio, un effetto ottico dovuto per oltre la metà all’inflazione e per l’altra parte al fatto che lo scorso anno si era ancora in piena pandemia e molti esercizi, come i centri commerciali, erano chiusi nel weekend” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Unico aspetto positivo è che, secondo il nostro studio, le vendite di marzo in valore, nei dati destagionalizzati, restano ancora maggiori sia nel confronto con quelle di febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, con +2,6%, che rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, con +3,8%. In territorio positivo le vendite anche rispetto a tre anni prima, ossia a marzo 2019, +4,4% nei dati grezzi” conclude Dona.

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Vendite al dettaglio USA: l’impatto forte del caro benzina

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2022

Sul fronte Usa, i dati sulle vendite al dettaglio di marzo hanno evidenziato primi segnali di rallentamento, con la componente cosiddetta control group utilizzata per il computo del Pil (ossia al netto di auto, materiali per l’edilizia, alimentare ed energia) in calo per il secondo mese consecutivo. Molto forte l’impatto del rialzo della benzina al netto del quale il +0,5% m/m diventa un -0,3% Da evidenziare inoltre il calo mensile sia degli acquisti on line (-6,4% m/m) sia presso i department store (-0,3%) Nel complesso, un dato che, pur continuando il sentiero di recupero dei consumi, ne evidenzia anche i primi timidi segnali di potenziale fragilità a causa del forte impatto della componente energetica che sta riducendo il potere di acquisto: in altri termini, una quota rilevante del reddito disponibile viene riservata per costrizione al comparto energia distraendola da altre destinazioni di spesa. Da un lato il sostanziale rinvio a giugno delle decisioni BCE e dall’altro primi timidi segnali di minor tenuta potenziale dei consumi sulla spinta di salari reali negativi La reazione dei mercati si inquadra sia alla luce del rinvio BCE a giugno (vedi deprezzamento dell’euro) sia del ponte lungo pasquale, che induce a ricoperture dopo i movimenti di ritracciamento dei tassi degli ultimi due giorni, post dato sull’inflazione Usa. In prospettiva il cambio EurUsd potrebbe trovare supporto nei minimi della fase inziale della pandemia in area 1,06/1,08 in vista di un indebolimento del dollaro da maggio in poi verso 1,14/1,16, determinato da segnali più evidenti di rallentamento Usa dopo aver scontato il sentiero rialzi Fed Sul fronte tassi, progressivamente nel mese di aprile potrebbe completarsi il picco sulla parte a lungo termine Usa in corrispondenza dell’azzeramento dei tassi reali Us 10y in prossimità del 2,90% del tasso nominale (coincidente anche con la parte alta del lungo trend decrescente pluri-decennale), per poi iniziare un trend in senso inverso da maggio in poi, sulla scia di segnali di rallentamento Usa più chiari nei prossimi mesi Il tutto ovviamente soggetto all’evoluzione della guerra in Ucraina e all’esito delle presidenziali francesi del 24 aprile

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Istat: vendite gennaio, -0,5% su mese, +8,4% su anno

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 marzo 2022

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a gennaio le vendite in valore al dettaglio scendono dello 0,5% rispetto al mese precedente e salgono dell’8,4% su base annua.”Dati negativi! Effetto caro bollette. Lo avevamo preannunciato da mesi che con il raddoppio delle fatture di luce e gas iniziato a partire da gennaio ci sarebbero state progressive ripercussioni sui consumi. Una situazione destinata, quindi, a peggiorare indipendentemente dalla guerra, ma che con l’effetto Ucraina e le speculazioni in corso sulle materie prime rischia di esplodere, compromettendo la ripresa in corso. Il rialzo su base annua è solo un miraggio dovuto al fatto che nel gennaio 2021 c’erano ancora il coprifuoco e le misure restrittive agli spostamenti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”La notizia positiva è che, nonostante si sia imboccata una strada in discesa, per il momento si resta a livelli superiori a quelli pre-crisi, superando del 2,3% i valori pre-lockdown del febbraio 2020. Inoltre, secondo il nostro studio, le vendite di gennaio in valore ancora superiori sia nel raffronto annuo con gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, +0,8%, sia su gennaio 2019, +2,2%. Negative, invece, le vendite non alimentari: -3,1% su gennaio 2020, -2,2% su gennaio 2019″ conclude Dona.

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Istat: vendite novembre, -0,4% su mese, +12,5% su anno

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 gennaio 2022

Secondo i dati Istat resi per il mese di novembre le vendite in valore al dettaglio scendono dello 0,4% rispetto al mese precedente e salgono del 12,5% su base annua.”Dati preoccupanti. Se è positivo che per la terza volta consecutiva si siano interamente recuperati i valori pre-crisi, non solo superando i valori pre-pandemia del gennaio 2020, cosa successa frequentemente, ma anche le vendite registrate a febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, quello che allarma è il calo congiunturale” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Insomma, sul Black Friday prevale l’effetto caro bollette e il rialzo dei prezzi che hanno iniziato a svuotare le tasche degli italiani. Anche se per la variazione congiunturale i dati sono destagionalizzati, ossia depurati della componente stagionale e degli effetti di calendario, è comunque evidente il flop del Black Friday e del Cyber Monday, come riprova il confronto con novembre 2020, basato sui dati grezzi. La peggior performance annua, infatti, addirittura in territorio negativo nonostante nel 2020 ci fossero ancora forti limitazioni legate al Covid, è quella delle Dotazioni per l’informatica e telefonia. Non va molto meglio per un altro settore che di solito faceva da traino al Black Friday, come Elettrodomestici, radio e tv che si colloca solo in nona posizione nella top ten dei rialzi” prosegue Dona.”Secondo il nostro studio, comunque, le vendite di novembre in valore restano maggiori sia nel confronto con quelle di febbraio 2020, +1,8%, che rispetto a gennaio 2020, +3,1%” conclude Dona. By Mauro Antonelli

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Istat: vendite ottobre, +0,1% su mese, +3,7% su anno

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 dicembre 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a ottobre le vendite in valore al dettaglio salgono dello 0,1% rispetto al mese precedente e del 3,7% su base annua”Dati positivi. Per la seconda volta consecutiva, infatti, si sono interamente recuperati i valori pre-crisi. Mentre spesso si sono superati i valori pre-pandemia di gennaio 2020, solo da settembre 2021 si sono oltrepassate anche le vendite registrate a febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo il nostro studio, infatti, le vendite di ottobre in valore sono maggiori sia nel confronto con quelle di febbraio 2020, +2,2%, che rispetto a gennaio 2020, +3,5%. La rimonta avviene anche per le vendite non alimentari, rispettivamente +3,1% e +3,3%. Non solo, ma anche nel raffronto con ottobre 2019 e 2018 i valori sono migliori: +7,1% e +8,1%. Insomma, non c’è comparazione che non sia positiva” prosegue Dona.”Su questa buona notizia, però, pesa per il futuro l’effetto inflazione e caro bollette di luce e gas che a novembre e soprattutto a dicembre potrebbero determinare un duro contraccolpo nelle vendite. L’inflazione, che sale del 3% di ottobre al 3,8% di novembre, e le spese obbligate legate a luce e gas, con i rialzi scattati dal 1° ottobre ma che non sono stati pagati prima della fine di novembre, riducendo il potere d’acquisto e il reddito disponibile delle famiglie avranno come conseguenza una gelata sugli acquisti, anche di Natale” conclude Dona.

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Libri: risalita delle vendite

Posted by fidest press agency su martedì, 7 dicembre 2021

E’ un segnale positivo ma non dobbiamo dimenticare gli effetti di lungo termine della crisi pandemica, che ha reso più fragile il mercato editoriale e modificato i consumi di cultura – così il capogruppo di FDI in commissione Cultura, responsabile Cultura di FDI, deputato Federico Mollicone a commento dell’indagine dell’ufficio studi AIE su dati NielsenIQ presentata nel corso della Fiera Nazionale della piccola e media editoria, “Più Libri Più Liberi” – come indicato anche dalla conferenza delle Regioni è necessario garantire volumi di finanziamento già ampi per l’attuazione del Piano per la promozione della lettura. In legge di bilancio, con i colleghi Iannone e Barbaro, abbiamo presentato emendamenti per tutelare l’editoria turistica, per migliorare l’efficacia dell’erogazione dei fondi del Ministero della Cultura per l’editoria libraria e le biblioteche e per sostenere l’editoria per l’inclusione didattica dei ragazzi con disabilità. Vanno aiutate anche le librerie e i librai. Nella proposta di legge sulla promozione del libro vennero introdotte norme per istituire il circuito “Ad alta voce” su nostra proposta: ci chiediamo dove sia finito.

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Istat: vendite settembre, +0,8% su mese, +5,3% su anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 novembre 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a settembre le vendite in valore al dettaglio salgono dello 0,8% rispetto al mese precedente e del 5,3% su base annua.”Dati ottimi. Per la prima volta, infatti, si sono interamente recuperati i valori pre-crisi. Mentre si era già verificata la rimonta sui valori pre-pandemia di gennaio 2020, mai, salvo orai, si erano superati quelli del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo il nostro studio, infatti, le vendite di settembre in valore sono superiori sia nel confronto con quelle di febbraio 2020, +1,5%, che rispetto a gennaio 2020, +3%. Il recupero avviene anche per le vendite non alimentari, rispettivamente +1,8% e +2,2%. Non solo, ma anche nel raffronto con settembre 2019 e 2018 i valori sono maggiori: +6,7% e +7,5%. Insomma, non c’è riscontro che non sia in territorio positivo” prosegue Dona.”Su questa bella notizia, però, pesa l’incognita prezzi. Se l’inflazione, più che raddoppiata da giugno a ottobre, da +1,3% a +2,9%, dovesse proseguire la sua corsa, le vendite potrebbero subire uno stop perchè le famiglie potrebbero decidere, a titolo precauzionale, di rinviare gli acquisti in attesa di tempi migliori, con il rischio di un Natale in bianco” conclude Dona.

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Istat: vendite luglio, -0,4% su mese, +6,7% su anno

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a luglio le vendite in valore al dettaglio scendono dello 0,4% rispetto al mese precedente e salgono del 6,7% su base annua.”Dati deprimenti e sconfortanti. Se l’industria è già ripartita e sia la produzione che il fatturato hanno già recuperato sui valori pre-crisi, per le vendite non si è ancora usciti dal tunnel della crisi. La prova del nove che le famiglie ancora faticano ad arrivare a fine mese e, quindi, gli acquisti restano al palo nonostante le riaperture” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo il nostro studio, le vendite di luglio sono inferiori, nel confronto con quelle di febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, dell’1,2%, gap che sale al 2,6% per le vendite non alimentari. Unica consolazione è che rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, il divario è colmato e le vendite sono maggiori dello 0,1%, anche se solo per via di quelle alimentari, +3,3%, visto che nel settore non alimentare c’è ancora un abisso da colmare pari al 2,3%” conclude Dona.

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Vendite al dettaglio in crescita

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

L’Istat ci fa sapere che le vendite al dettaglio del mese di giugno sono in crescita dello 0,7% a livello mensile e 7,7% annualmente. Lieve crescita rispetto al mese precedente e crescita sostenuta a livello annuale, grazie al fatto che giugno dell’anno scorso, eravamo appena usciti dal lockdown duro dei mesi precedenti e, giustamente, i consumatori erano un po’ timidi. Crescita grazie anche ai contenuti tassi di inflazione dello stesso mese di giugno: +0,1 mensile e +1,3 annuale. Una economia in crescita senza entusiasmo che, forse, in cui molti hanno dovuto ricredersi perché già a giugno si sono manifestati i primi pesanti segnali che quella pandemia che ora è riesplosa, era all’epoca tutt’altro che in discesa. E si vedrà particolarmente in agosto piuttosto che a luglio, mentre a settembre, con percentuali di vaccinati molto più alti e l’applicazione di norme tipo green pass già avviate, si dovrebbero registrare segnali diversi. Ci aspettiamo, per questo, al di là delle classiche crescite stagionali, numeri meno confortanti per luglio e agosto, soprattutto per le riprese mensili.La novità è che la nostra economia è sempre meno segnata dalle tendenze, dalle stagioni e dalle mode, ma dalla situazione sanitaria. Per vivere senza farsi tanto male è bene esserne consapevoli e comportarsi di conseguenza adattandosi e modificando le proprie abitudini. Il consumatore deve e dovrà sempre filtrare la propria economicità col virus/variante del momento.Vincenzo Donvito, Aduc

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Istat: vendite maggio, +0,2% su mese, +13,3% su anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 luglio 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a maggio le vendite in valore al dettaglio salgono dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 13,3% su base annua.”Dati sconsolanti e demoralizzanti. Se l’industria è già ripartita e sia la produzione che il hanno già recuperato i valori pre-crisi, le vendite sono ancora al palo. Un segno evidente della difficoltà delle famiglie di arrivare a fine mese” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Secondo il nostro studio, le vendite di maggio sono inferiori sia nel confronto con quelle di febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, con un gap del 2,3%, sia rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, con un divario pari all’1,1%, che arriva, per il settore non alimentare, al 3,5%” conclude Dona. “Ancor più negativo il fatto che l’Italia sia la Cenerentola d’Europa. Nonostante il dato di oggi dell’Istat non sia del tutto confrontabile con quelli resi noti nei giorni scorsi da Eurostat, è comunque certo che l’Italia, su base congiunturale, va peggio degli altri Paesi Ue che hanno registrato un rialzo medio mensile delle vendite in volume del 4,6% sia nell’Eurozona che nei 27 Paesi Ue, contro il +0,4% in volume del nostro Paese” conclude Dona.

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Istat: vendite marzo, -0,1% su mese, +22,9% su anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 Maggio 2021

Secondo i dati Istat resi noti, a marzo le vendite in valore al dettaglio scendono dello 0,1% rispetto a febbraio e salgono del 22,9% su marzo 2020. “Dati pessimi e scoraggianti. Se il rialzo annuo d’ora in poi sarà sempre ovvio e scontato, visto che da marzo 2020 gli italiani sperimentano il lockdown, e in quel mese c’era stato un tracollo mensile delle vendite in valore del 20,5%, -20,8% considerando gli indici aggiornati ad oggi, -37,2% considerando le sole vendite non alimentari, è invece grave e preoccupante che non ci sia alcun recupero su febbraio 2021″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Insomma, se è vero che oggi il rialzo annuo è notevole, lo era anche il crollo dello scorso anno. Quello che conta, invece, è che l’Italia resta la Cenerentola d’Europa. Nonostante il dato di oggi dell’Istat non sia del tutto confrontabile con quelli resi noti ieri da Eurostat, che ad esempio include i carburanti, è comunque certo, vista la discrepanza, che l’Italia va peggio degli altri Paesi Ue che hanno registrato un rialzo delle vendite su febbraio del 2,6%, +2,7% nell’Eurozona” prosegue Dona.”Come se non bastasse, secondo il nostro studio, a marzo le vendite sono inferiori non solo rispetto a febbraio 2021, ma anche nel confronto con i due precedenti rimbalzi di ottobre 2020, con un divario da colmare dell’1,8%, e di agosto, -2,1 per cento” conclude Dona.

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Istat: a gennaio le vendite calano del -3% rispetto al mese precedente e del -6,8% sull’anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 marzo 2021

Dati che purtroppo rispecchiano quelli di ieri sulla povertà assoluta nel nostro Paese, rivelando le condizioni drammatiche in cui si trovano molte famiglie.Unico dato in controtendenza è quello relativo alle vendite online, che segnano una forte crescita del +38,4% confermando il radicarsi di un’abitudine che ha conosciuto un forte exploit dal periodo del lockdown.In grave crisi gli esercizi di piccole dimensioni ed i negozi di vicinato che, dopo aver rivelato tutta la loro utilità in termini di servizio di prossimità durante e dopo il lockdown, ora rischiano di soccombere alla crisi in atto.Questi dati, nel complesso, devono far riflettere il Governo sulla necessità di avviare misure straordinarie per contrastare gli effetti della crisi determinata dalla pandemia in corso.È indispensabile restituire solidità e dare opportunità di crescita al sistema economico, sfruttando le risorse messe a disposizione dell’Europa per il rilancio dell’occupazione, della produzione e dello sviluppo. In tale processo è fondamentale affermare un nuovo modello improntato alla sostenibilità sociale, mettendo in primo piano la lotta alle disuguaglianze, alla povertà, alle disparità sociali.

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Istat: vendite gennaio, -3% su mese, -6,8% su anno

Posted by fidest press agency su domenica, 7 marzo 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a gennaio le vendite al dettaglio scendono del 3% rispetto a dicembre e del 6,8% su gennaio 2020. “Dati fallimentari e drammatici, nonostante i saldi. Anche se per la variazione congiunturale i dati sono destagionalizzati, ossia depurati della componente stagionale e degli effetti di calendario, è evidente il flop dei saldi, come riprova il confronto con gennaio 2020, basato su quelli grezzi: le vendite non alimentari segnano un tracollo del 15,5% ” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per non parlare del record negativo della calzature che registrano una caduta annua del 36,4%, mentre l’abbigliamento si colloca al secondo posto di questa non edificante classifica con una flessione del 33%. Peggio di così non si può” prosegue Dona.”Insomma, la priorità economica del Paese sono le vaccinazioni. O si esce dalla pandemia e dalle restrizioni dei vari Dpcm o non si va da nessuna parte e non servono a nulla né il Black Friday, né il Natale né i saldi” conclude Dona. (By Mauro Antonelli)

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Allarmante aumento 60 per cento vendite case all’asta

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

Covid. La Pietra (FdI): allarmante aumento 60 per cento vendite case all’asta. Occorre cambio di passo governo. “Oggi sono stati presentati i dati sulla vendita all’asta delle abitazioni, relativi al secondo semestre del 2020. Sono dati allarmanti con un incremento di oltre il 60 per cento rispetto ai primi sei mesi dell’anno. Uno spaccato che evidenzia come la crisi economica provocata dalla pandemia abbia avuto un impattato negative sulle famiglie, infatti dai dati si evidenzia che oltre i due terzi delle abitazioni hanno un valore sotto i 100mila euro, mettendo in luce come le fasce di reddito medio basse siano come sempre le più colpite”.Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Patrizio La Pietra.”Nelle casistiche – sottolinea La Pietra – entrano anche alberghi e residenze di pregio, a testimoniare come il comparto turistico sia fra i più colpiti. Ma il dato politicamente più preoccupante sono l’inefficacia dei provvedimenti messi in atto dal precedente governo per il sostegno alle famiglie. Non bastano i proclami e le richieste di ‘un gesto d’amore alle banche’ per bloccare i pagamenti dei mutui e lo stop alle procedure di esecuzione. Occorre un vero cambio di passo dal nuovo governo – conclude La Pietra – per tutelare il bene primario degli italiani rappresentato dalla loro casa”.

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Istat: vendite dicembre, +2,5% su mese, -5,4% su media 2019

Posted by fidest press agency su domenica, 7 febbraio 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a dicembre le vendite al dettaglio salgono del 2,5% rispetto a novembre mentre, in media, nel 2020 scendono del 5,4% sul 2019.”Un Natale in bianco. Il balzo scontato e ovvio su novembre non basta nemmeno a recuperare le vendite rispetto ad inizio anno. Nonostante le festività, a dicembre sono ancora inferiori del 4,9% rispetto a febbraio, ultimo mese pre-lockdown, e del 4,1% su gennaio, ultimo mese pre-pandemia, valori che salgano al 10% per le vendite non alimentari (-10,2% su febbraio, -10% su gennaio)” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”I Dpcm di Natale, insomma, hanno affossato definitivamente ogni speranza dei commercianti di poter recuperare in modo consistente le perdite registrate durante quest’anno funesto. Il fatto che il commercio elettronico sia salito del 33,8% su dicembre 2019, dimostra che le famiglie avrebbero potuto spendere di più anche negli altri esercizi commerciali se non ci fosse stato l’ennesimo lockdown” prosegue Dona.”Assume ormai risvolti preoccupanti, ai fini occupazionali, la caduta delle vendite degli ipermercati, -2,1% su dicembre 2019, una flessione che dipende unicamente dalla scelta scellerata di voler tenere chiusi, nelle giornate festive e prefestive, gli esercizi presenti all’interno dei centri commerciali. Una decisione ancor più assurda ora che le regioni sono diventate zona gialla” conclude Dona.

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Calo drammatico delle vendite nel 2020

Posted by fidest press agency su domenica, 7 febbraio 2021

Secondo le rilevazioni appena diffuse dall’Istat, le vendite al dettaglio nell’anno appena concluso hanno subìto una diminuzione complessiva del -5,4%. I valori diminuiscono, su base annua, sia per la grande distribuzione (-21,1%) sia per le imprese operanti su piccole superfici (-14,4%). Altrettanto prevedibile l’incremento registrato dal commercio online, che tocca quota +34,6%.A pagare il prezzo più alto in termini di calo delle vendite è il comparto non alimentare (-12,2%), soprattutto a causa delle chiusure dei negozi disposte allo scopo di contrastare l’emergenza sanitaria in corso: l’unica eccezione è costituita da un ulteriore incremento, già riscontrato nelle precedenti rilevazioni, dei prodotti per l’informatica e per le telecomunicazioni, legato con ogni probabilità alla crescente diffusione dello smart work nonché alla necessità di svolgere l’attività scolastica a distanza.Le restrizioni che si sono rese necessarie per contenere il contagio da coronavirus hanno di certo un peso determinante nel quadro che emerge dalle rilevazioni dell’Istituto di Statistica, tuttavia non si può neanche negare che questi stessi dati dimostrino una condizione di forte disagio in cui versano molte famiglie. Alla luce di tali premesse emerge con drammatica evidenza la necessità e l’urgenza di pianificare interventi mirati per crescita e sviluppo, affiancati da un sistematico contrasto delle disuguaglianze socioeconomiche ancora presenti in tutto il Paese. Facciamo appello al Parlamento e delle forze politiche affinché si agisca con responsabilità e si possa presto predisporre un piano per investire le risorse finanziarie attualmente disponibili con lo scopo ben preciso di rilanciare l’economia, restituire stabilità alle famiglie e rafforzare il sistema sanitario.

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“Vendite massicce sul mercato obbligazionario: ci siamo?”

Posted by fidest press agency su sabato, 6 febbraio 2021

A cura di Ella Hoxha, Senior Investment Manager, Andres Sanchez Balcazar, Head of Global Bonds di Pictet Asset Management. La pandemia ha spostato per sempre il baricentro dei tassi?Negli ultimi quarant’anni, i tassi d’interesse sono scesi incessantemente. Il COVID-19 invertirà anche questo trend, come ha fatto per molti altri? A prima vista, potrebbe sembrare di sì.Dopotutto, lo scoppio della pandemia ha causato una spesa senza precedenti da parte dei governi di tutto il mondo, a prescindere dalle loro reali possibilità, con la decisione drastica, presa nel giro di poche settimane, di un simultaneo allentamento monetario e fiscale. Alcuni Paesi sono prossimi ad adottare il tipo di finanziamento della spesa pubblica da parte delle banche centrali previsto dalla Teoria Monetaria Moderna, una misura fino a poco tempo fa ai margini del pensiero economico.Quindi, con capi di governo apparentemente disponibili a lasciar lievitare il debito pubblico, il mondo sta per entrare in una fase in cui i tassi di interesse e l’inflazione saranno molto più elevati? In breve: è davvero finita per le obbligazioni? Il dibattito sulla politica economica è cambiato; gli stimoli fiscali avranno un ruolo maggiore nel sostenere la crescita. Tuttavia, questo non significa necessariamente una maggiore inflazione e, nonostante la crescita tenda ad aumentare di pari passo con la crescita della spesa pubblica, tali effetti sono generalmente di breve durata.Cambieremmo idea sul tema “tassi bassi per lungo tempo” se a un certo punto la spesa fiscale venisse finanziata direttamente dalla stampa di moneta da parte delle banche centrali, aggirando i mercati e il settore finanziario. Ma, al momento, gli ostacoli legali sono ancora notevoli in molti Paesi e un cambiamento richiederebbe molto tempo.
Riteniamo anche di non aver visto un coordinamento sufficiente a giustificare un atteggiamento di cautela. Il Washington Consensus forse appartiene al passato, tuttavia ciò non significa che ci muoveremo esattamente nella direzione opposta. A nostro avviso, l’ipotesi che negli Stati Uniti i Democratici eserciteranno piena discrezionalità nei loro piani di spesa ci pare ottimistica. Il segmento più centrista del partito democratico è contrario alle pesanti spese fiscali e all’aumento delle imposte. Inoltre, la presenza del processo di ostruzionismo (che richiede una maggioranza del 60% del Senato per approvare una legge) significa che sarà difficile per Joe Biden ottenere l’approvazione in Senato per notevoli aumenti della spesa e che potrebbe dover far più ricorso a ordini esecutivi. Nel Regno Unito, l’allentamento dei cordoni della borsa da parte del Ministro del Tesoro non è stato accompagnato dalla promessa che questo atteggiamento andrà avanti per sempre. Infatti, il Ministro ha già parlato dei costi del COVID-19 e del congelamento degli stipendi nel settore pubblico. Nell’Europa continentale, nel frattempo, non abbiamo ancora assistito all’attuazione del piano fiscale comune, il cui ampliamento non è nemmeno preso in considerazione per il momento. Tutto ciò significa che le banche centrali continueranno a fare il lavoro pesante, offrendo un sostegno economico tramite il quantitative easing e sostenendo un’ulteriore offerta di obbligazioni emesse dagli emittenti sovrani. Secondo noi, quindi, i tassi rimarranno bassi ancora per un bel po’! (abstract)

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Covid: CNCC, in centri commerciali vendite in calo del 30%

Posted by fidest press agency su martedì, 2 febbraio 2021

Secondo i dati dell’Osservatorio del Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali (CNCC), per le attività presenti nelle gallerie e nei centri commerciali le vendite nel 2020 hanno registrato un calo del 30%.”Dati drammatici! E’ una scelta perfida, iniqua e sciagurata continuare a voler tenere chiusi, nelle giornate festive e prefestive, gli esercizi presenti all’interno dei centri commerciali, anche nelle regioni che ora sono diventate zona gialla” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Una scelta contraddittoria rispetto a quanto era possibile fare in periodi molto più preoccupanti di questo dal punto di vista epidemiologico. Senza contare che poi gli assembramenti proseguono indisturbati nei centri storici, senza alcun controllo, senza nessuno che ti misuri la febbre. Chiediamo, quindi, al nuovo Governo di cambiare linea” prosegue Dona.”A tal proposito, nonostante la quasi totalità dei centri commerciali lo faccia lo stesso, ricordiamo che per i Dpcm i supermercati e i centri commerciali non sono obbligati a rilevare la temperatura corporea. Domandiamo, quindi, ai tecnici: ma non sarebbe meglio rendere sempre obbligatoria la rilevazione della temperatura corporea tutti i giorni, invece di chiudere i negozi solo nel weekend, anche a fronte di ingressi contingentati?” conclude Dona.(Mauro Antonelli)

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