Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘vendite’

Unc: vendite al palo, Paese è fermo

Posted by fidest press agency su sabato, 8 giugno 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad aprile le vendite in valore restano stabili su base mensile e salgono del 4,2% su base annua.”Vendite al palo. Il Paese è fermo. Il rialzo su base annua è solo un miraggio dovuto solo all’effetto Pasqua, visto che nel 2018 le vendite si erano concentrate nel mese di marzo, essendo la Pasqua il 1° aprile. Rispetto ad un mese fa, invece, la variazione nulla è indicativa di come l’economia ancora ristagni” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Un fatto ancor più negativo, se si considera che, confrontando i dati di oggi con quelli pre-crisi dell’aprile 2008, nonostante 11 anni fa la Pasqua fosse il 23 marzo, i piccoli negozi segnano ancora una perdita delle vendite del 10,1%, e per le vendite alimentari il crollo è addirittura del 14,6% ( -8,8% per i non alimentari)” prosegue Dona.”Le vendite totali risultano ancora in territorio negativo, -2,5%, anche se, ovviamente, quelle alimentari, grazie alla diversa collocazione della Pasqua, registrano un rialzo del 3,3%” conclude Dona.

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Commercio: vendite ferme rispetto a marzo

Posted by fidest press agency su sabato, 8 giugno 2019

“Ad aprile si registra una sostanziale stazionarietà delle vendite al dettaglio”: questo il bollettino dell’Istat sull’andamento del commercio nel nostro Paese.Rispetto a marzo la variazione registrata è nulla, su base annua si registra invece un aumento del 4,2% in valore e del 4,6% in volume, incremento avvenuto sulla spinta delle vendite legate alle festività pasquali.Forte impennata per l’e-commerce, che segna un aumento del +17,2%.
Nonostante le spinte positive è importante notare come l’andamento delle vendite si stia attestando su livelli invariati rispetto al mese precedente. Segnale che indica il clima di preoccupazione e incertezza in cui vivono molte famiglie, sicuramente destinato ad aggravarsi alla luce di alcuni importanti fattori sul piano economico.
Il primo in termini di incidenza è sicuramente l’allarme relativo all’aumento dell’IVA dal prossimo anno: misura che avrà un impatto catastrofico sulle condizioni delle famiglie e sull’intero sistema economico, con la prospettiva di ricadute di 831 Euro annui a famiglia.Altro elemento di preoccupazione è senz’altro lo stato di salute della nostra economia, con il PIL a “crescita zero”, una manovra correttiva in vista e le minacce di speculazione sui mercati internazionali sempre più vicine (Moody’s ieri è stata molto chiara in proposito n.d.r.).“Di fronte a questa situazione l’atteggiamento arrogante assunto del Governo, che ottusamente intende proseguire sulla strada delle misure ‘fabbrica consensi’ non aiuta il Paese.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori. – “Per questo rinnoviamo il nostro invito alla responsabilità, rivendicando un piano straordinario per il lavoro e per la crescita. Un piano capace di rilanciare lo sviluppo e determinare una ripresa del potere di acquisto e della domanda interna su basi stabili e durature, senza limitarsi a provvedimenti di carattere assistenzialistico e demagogico.”

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Crescono le vendite di vetture aziendali a noleggio usate

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 febbraio 2019

​Nei primi 9 mesi del 2018 sono state vendute oltre 120mila vetture usate ex noleggio a lungo termine. Panda, 500L, Grande Punto, Golf e Qasqai le auto più gettonate. Oltre al consolidato canale dei concessionari, sempre più privati oggi si affidano a questa soluzione, che si rivela conveniente per chi vuole mantenere la proprietà del mezzo, scegliendo comunque un usato sicuro, con un’età media di tre anni, diesel o benzina, correttamente tagliandato e mantenuto presso officine autorizzate, a prezzi competitivi.
Sono questi le principali evidenze che emergono dall’analisi sulle vendite di veicoli usati condotta da ANIASA​, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità. Nei primi 9 mesi dello scorso anno sono state 120mila le vetture vendute dagli operatori di noleggio lungo termine. A questo dato si sommano i veicoli usati commercializzati dalle società di noleggio a breve termine che ogni anno immettono sul mercato decine di migliaia di vetture con pochi mesi di vita alle spalle. La ricerca sulla vendita dell’usato, certificato da agenzie specializzate, mostra come oggi tre auto su quattro provenienti dal noleggio long term siano vendute a commercianti (concessionari e rivenditori). Il ricorso a questo canale consente ai noleggiatori di collocare rapidamente le vetture usate presenti nei piazzali, con prezzi di vendita più contenuti.
Resta significativo il numero di vetture acquistate direttamente dalla clientela privata, ben 8.800 nei primi 9 mesi dello scorso anno, il 7% del totale. La restante parte viene venduta ad aziende o all’estero. “​Oggi le direttrici di sviluppo di questo business, sempre più rivolto ai privati​”, evidenzia Massimiliano Archiapatti – Presidente ANIASA, “​si muovono in due direzioni solo apparentemente in contraddizione tra loro: da una parte, un’offerta sempre più completa, multimediale e interattiva di informazioni, immagini e video sulla vettura in vendita e sulla sua precedente vita aziendale, disponibili anche su smartphone o con apposite APP; dall’altra, l’apertura sempre più frequente di outlet o punti vendita fisici, spesso collocati presso poli attrattivi strategici, dove i clienti possono osservare e toccare con mano l’offerta​”. “​Da anni siamo impegnati​”, conclude Archiapatti, “​nel far riflettere il legislatore sulla necessità di svecchiare il nostro vetusto parco auto circolante attraverso misure economicamente sostenibili anche per i possessori di vetture ante Euro3; una soluzione efficace potrebbe essere rappresentata proprio dalla defiscalizzazione parziale dell’acquisto dell’usato Euro5 o Euro6​”. Le ragioni del crescente successo dell’offerta di usato ex noleggio risiedono soprattutto nella garanzia del prodotto, molto appetibile da privati e rivenditori, in quanto a condizioni economiche vantaggiose ci si assicura un veicolo perfettamente manutenuto secondo tagliandi indicati dalla casa costruttrice ed effettuati presso officine autorizzate, garantiti per 12 mesi come previsto dalla normativa comunitaria; spesso è prevista anche un’estensione di garanzia di altri 12 o addirittura 36 mesi proposta dall’azienda di noleggio (che offre anche la possibilità di un finanziamento presso primari istituti di credito). Tutto con piena certezza sul reale chilometraggio percorso, mettendo il cliente al riparo da possibili truffe.

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Unione Naz. Consumatori su Istat vendite

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 gennaio 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a novembre le vendite in valore salgono dello 0,7% su base mensile e dell’1,6% su base annua.”Effetto Black Friday! Dati positivi, ma solo per via del sempre maggiore successo che ha questa giornata di vendite promozionali. Un appuntamento atteso dai consumatori che ormai è diventato una tradizione come negli Stati Uniti. Insomma, il rialzo delle vendite è solo occasionale, non indicativo di un’inversione di tendenza” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Anche perché, nonostante il successo del Black Friday, siamo ancora ben distanti dai valori pre-crisi. Se si confrontano i dati di oggi con quelli del novembre 2007, quando il Black Friday ancora non c’era in Italia, le vendite totali sono tuttora inferiori dell’1,6% e, in particolare, quelle non alimentari segnano un calo dell’1,7 per cento” prosegue Dona”Per le imprese operanti su piccole superfici, poi, si registra un crollo del 10,3% per le vendite non alimentari. Insomma, c’è ancora una voragine da colmare. Solo la grande distribuzione ed il commercio elettronico si sono avvantaggiati del Black Friday. Infatti, anche rispetto ad 11 anni fa, le vendite non alimentari salgono del 7 per cento” conclude Dona.

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La drammatica situazione del giornalismo italiano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

E’ caratterizzata dal calo delle vendite, dai giornalisti mal pagati o non pagati, quindi sfruttati, dalla graduale diminuzione delle fonti – induce a riflettere e ad analizzare le cause della catastrofe in atto. Se il web, con i giornali online, è riuscito nel giro di pochi anni a dimezzare le vendite dei giornali cartacei, riducendoli a mezzi di informazione obsoleti, buona parte della crisi in atto, tuttavia, è da addebitare proprio alle tradizionali e storiche testate che non sono riuscite (o non hanno voluto) a compiere una rivoluzione necessaria. Ancorato ai vecchi schemi, il cartaceo vive, attualmente, un momento pessimo, nonostante i finanziamenti pubblici percepiti finora: le vendite diminuiscono vertiginosamente, la pubblicità segue la stessa sorte, i lettori si informano in rete, che è veloce, brucia i tempi e i giornali che, quando approdano nelle edicole, risultano contenere notizie già vecchie e quindi prive di interesse. Sarebbe stata necessaria una riorganizzazione totale in ogni redazione e un adeguamento ai tempi per fronteggiare il cosiddetto ‘online’. In questo contesto, a farne le spese sono stati, in particolar modo, i giornalisti, molti dei quali licenziati per effetto dei tagli nelle redazioni in crisi, tanti altri, invece, pagati in maniera vergognosa, nel silenzio, e spesso con il placet, del sindacato. È molto alta, infatti, la percentuale dei giornalisti che firma contratti discutibili sotto ogni punto di vista e che percepisce due millesimi di euro lordi a battuta. Una professione svilita che non consente a nessuno di poter vivere di questo lavoro, in cui sono evidenti le responsabilità del sindacato sui risibili trattamenti economici, concordati in combutta con gli editori (ricordiamo quando Franco Siddi, segretario della FNSI nazionale, si inchinò ignominiosamente al tavolo con gli editori, svendendo la dignità del lavoro giornalistico e riducendo in miseria tanti colleghi), che portarono a un accordo paradossale, le cui conseguenze si ripercuotono pesantemente sui giornalisti e sulla stampa in genere.
Paghe minime, dunque, e super lavoro, giornalisti-crumiri che lavorano quasi gratis solo per ottenere altri benefici personali e progressiva perdita delle fonti, che nel marasma della ‘notizia a tutti i costi’, vista la fame dei giornalisti, si sono trincerate dapprima nel ‘no comment’ e in seguito sono sparite quasi del tutto. Senza tralasciare la paura delle querele e i costi esorbitanti che esse comportano, causa primaria delle linee accondiscendenti adottate da tante testate. Non possiamo, a questo punto, non far menzione dei contributi sotto varie forme elargiti da diversi politici, amministratori e imprenditori ai giornali in crisi, piccole boccate d’ossigeno a cui deve poi corrispondere la ‘marchetta’ o l’occultamento di certe notizie dannose per il politico o l’amministratore o l’imprenditore spesso prestato alla politica. Anni fa, la sfida del futuro, che è l’oggi, non è stata colta, gli editori dettano, incontrastati, le loro leggi e l’informazione è sempre più discutibile.
(By Alessio Algeri) http://www.africa-express.info

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Istat: vendite luglio -0,1% su mese, -0,6% su anno

Posted by fidest press agency su martedì, 11 settembre 2018

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a luglio le vendite in valore scendono dello 0,1% su giugno e dello 0,6% su luglio 2017. “Dati allarmanti. I consumi scendono sia su base mensile che annua. Un fallimento i saldi. Le vendite dell’abbigliamento crollano rispetto allo scorso anno del 2,3% e le calzature dell’1,6%. In queste condizioni diventa una priorità per il Governo concentrare le poche risorse pubbliche per aumentare il reddito disponibile di chi fatica ad arrivare alla fine del mese, invece di voler ridurre le tasse anche a chi sta meglio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se si confrontano i dati di oggi con quelli pre-crisi del luglio 2008, le vendite totali sono inferiori del 6,9%. La grande distribuzione ha invece recuperato quanto perso durante la recessione, registrando un incremento del 6,6%: +8% per gli alimentari, +4,4% per i non alimentari. I piccoli negozi, invece, sono ancora nel tunnel della crisi. Rispetto a 10 anni fa, le vendite complessive sono ancora inferiori del 16,5%, quelle alimentari segnano un crollo del 16,3%” prosegue Dona. “In questo contesto, preoccuparsi, come fa la maggioranza di Governo, di chiudere i negozi di domenica, invece che di far riaprire le saracinesche chiuse per la crisi, è assurdo e paradossale” conclude Dona.

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Piccoli negozi: perso un quinto delle vendite in 11 anni

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 agosto 2018

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a giugno le vendite in valore scendono dello 0,2% su maggio e salgono dell’1,5% su giugno 2017.”Di male in peggio! I consumi scendono su base mensile ed il rialzo su base annua è troppo lieve e, soprattutto, è più che altro dovuto all’aumento dei prezzi, come dimostra il calo delle vendite alimentari, che in volume si abbassano dello 0,4 per cento, mentre incorporando l’inflazione si alzano dell’1,9%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se si confrontano i dati di oggi con quelli pre-crisi del giugno 2007, le vendite totali sono inferiori del 4%. Solo la grande distribuzione ha recuperato quanto perso durante la recessione, registrando un incremento del 6,6%: +10% per gli alimentari, -0,4% per i non alimentari. I piccoli negozi, invece, sono ancora ben lontani dall’aver compensato le perdite subite in questi anni difficili. Rispetto ad 11 anni fa, le vendite complessive sono ancora inferiori dell’13,5%, mentre quelle alimentari segnano addirittura un crollo del 20,9%, ossia hanno lasciato sul campo oltre un quinto delle vendite” conclude Dona.

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In Italia la crescita più veloce delle vendite online in Europa Occidentale

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

Nei prossimi cinque anni, le vendite online rappresenteranno quasi la metà della crescita complessiva del commercio al dettaglio nell’Europa occidentale. In Italia e in Spagna il commercio online crescera’ in modo molto più veloce rispetto agli altri Paesi europei.In aggiunta, entro il 2023, il 21% delle vendite al dettaglio non alimentari sarà online, in salita rispetto al 13% registrato nel 2017. La vendita di generi alimentari sarà una delle categorie di vendita al dettaglio in più rapida crescita.Questa promettente prospettiva emerge da una nuova previsione rilasciata oggi da Forrester. L’analisi presenta la crescita per 22 categorie di prodotti in 17 Paesi dell’Europa occidentale, con vendite storiche di categorie online risalenti al 2002.”Stiamo assistendo a una crescente fiducia dei consumatori che sta guidando la crescita delle vendite al dettaglio”, afferma l’analista di Forrester, Michael O’Grady. “Nel 2017, l’economia dell’Unione europea è cresciuta al ritmo più veloce in un decennio. E questo si sta riflettendo sulle vendite al dettaglio in Europa occidentale che aumenteranno del 2,8% nel 2018. Oltre alla fiducia dei consumatori, c’e’ anche da dire che non si sono registrati tassi di occupazione così alti dalla crisi bancaria del 2008. Come previsto, l’online sta giocando un ruolo sempre più importante nel mix.”I rivenditori che hanno scelto di commerciare solo online hanno aumentato le loro vendite più velocemente rispetto agli altri che operano online and offline, in quanto guidano gran parte delle loro vendite dai mercati online.Forrester prevede che in futuro un numero sempre maggiore di rivenditori si associerà e venderà attraverso i mercati via internet, man mano che i confini tra i negozi fisici e mercati online diventeranno sempre piu’ intangibili.Nel frattempo, molti rivenditori al dettaglio, soprattutto nel Regno Unito, hanno visto crescere le vendite online e diminuire le vendite in negozio. Un terzo della vendita al dettaglio di prodotti non alimentari nel Regno Unito sarà online entro il 2023.

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Unione Naz. Consumatori su Istat vendite

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 giugno 2018

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad aprile le vendite in valore scendono dello 0,7% su marzo e del 4,6% su aprile 2017.”Il dato negativo è certo un rimbalzo dovuto alla fine dell’effetto Pasqua, che ha determinato, per il settore alimentare, un calo congiunturale dell’1,9% e del 7,3% su base annua. Ma un crollo così alto non si spiega solo con la diversa collocazione di una festività. Le vendite, insomma, restano al palo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se si confrontano i dati di oggi con quelli pre-crisi dell’aprile 2008, le vendite totali sono inferiori del 6,4%, mentre per la grande distribuzione si registra un lieve incremento dello 0,7%, +1,4% per gli alimentari” prosegue Dona.”I piccoli negozi, invece, sono ancora ben lontani dall’aver recuperato le vendite perse durante la recessione. Rispetto a 10 anni le vendite complessive sono inferiori dell’11%, mentre quelle alimentari segnano addirittura una caduta del 19,3%” conclude Dona.

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Veeam annuncia il trentanovesimo trimestre consecutivo di crescita

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2018

Veeam® Software, l’innovativo fornitore di soluzioni di Intelligent Data Management per la Hyper-Available Enterprise™, ha annunciato i risultati finanziari del primo trimestre 2018. Nel trentanovesimo trimestre consecutivo di crescita delle vendite, Veeam ha registrato una crescita annuale degli ordini pari al 21 percento. Grazie a 12.000 nuovi clienti, che portano la base clienti totale della società a toccare le 294.000 unità, e ad una crescita annua degli ordini ricevuti da clienti del settore Enterprise pari al 58 percento, Veeam è perfettamente in linea per raggiungere l’obiettivo di diventare un’azienda da 1 miliardo di dollari nel 2018.
“La nostra missione è di essere il fornitore di riferimento di soluzioni per la gestione intelligente dei dati, con l’obiettivo di permettere alle aziende clienti di operare con successo in un mondo in cui è indispensabile la Hyper-Availability dei dati”, ha commentato Peter McKay, Co-CEO e President di Veeam. “Oggi, grazie alla più completa piattaforma di Hyper-Availability per la protezione di qualsiasi dato, applicazione o architettura cloud, affianchiamo circa 300.000 clienti nel passaggio dal vecchio mondo– fatto di backup sporadici e recuperi rischiosi dei dati – ad una nuova era in cui i dati sono disponibili in sistemi intelligenti e automatizzati che si estendono in tutta l’azienda”. “L’impegno verso i nostri clienti è il motore della nostra crescita e ci permetterà di raggiungere il miliardo di dollari di ordini nel 2018”, ha proseguito McKay. “Per raggiungere i nostri obiettivi di crescita e tenere fede alla nostra missione abbiamo effettuato investimenti significativi nei team di progettazione e sviluppo, esteso le attività di marketing e branding, studiato nuovi programmi ed iniziative per supportare i nostri partner, esteso le nostre alleanze e l’offerta e aumentato il nostro focus sul mercato delle grandi aziende. I solidi risultati ottenuti in tutte le aree geografiche, con una crescita annuale a due cifre nel primo trimestre in tutte le aree, sono il risultato di quanto fatto. Sono fiducioso nel fatto che il momento positivo, la leadership del nostro management e l’unicità della nostra Hyper-Availability Platform ci permetterà di diventare entro il 2018 una software company da un miliardo di dollari”.

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Istat vendite: consumi al palo, in 10 anni

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 aprile 2018

Secondo i dati Istat a febbraio le vendite in valore aumentano dello 0,4% su gennaio e scendono dello 0,6% su febbraio 2017.”I dati ci dicono che i consumi sono ancora al palo. A fronte di una crescita dello zero virgola su base mensile, scendono le vendite su base annua” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se si confrontano i dati di oggi con quelli pre-crisi del febbraio 2008, le vendite totali sono ancora inferiori dell’8%, mentre i piccoli negozi hanno perso addirittura il 15,4%” conclude Dona.
“La buona notizia, è che, rispetto a 10 anni fa, la grande distribuzione ha recuperato le vendite perse durante la crisi, anche se segna solo un +0,2%. In particolare, dal febbraio 2008 ad oggi, le vendite alimentari salgono del 7,2%, mentre uelle non alimentari sono ancora inferiori del 10,1%” prosegue Dona.”I piccoli negozi, invece, sono ancora nel tunnel della crisi: -15,4% le vendite complessive, -13,5% quelle alimentari, -16,1% le non alimentari” conclude Dona.

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Piccoli negozi: vendite ottobre -1% su mese, -2,1% su anno

Posted by fidest press agency su martedì, 12 dicembre 2017

istatSecondo i dati Istat resi noti oggi, ad ottobre le vendite in valore diminuiscono dell’1% su settembre 2017 e del 2,1% su ottobre 2016.”Dati pessimi! Di male in peggio. Non c’è un solo valore in crescita, né su mese né su anno, né per gli alimentari né per i non alimentari, né per la grande distribuzione né per i piccoli negozi, né in valore né in volume. Persino i discount, gli unici a tenere in questi anni di crisi, registrano un calo annuo delle vendite dell’1%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Rispetto a 10 anni fa, poi, ossia rispetto ai valori pre-crisi, si amplia l’abisso da colmare, specie per i piccoli negozi. Dall’ottobre 2007 ad oggi, per i piccoli negozi le vendite in valore sono diminuite del 15,7%, -16,8% per gli alimentari e -15,6% per i non alimentari” conclude Dona.

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Dimensione internazionale dell’editoria italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 9 dicembre 2017

libriL’editoria italiana conferma anche in questo 2017 la sua dimensione internazionale e la sua capacità di conquistare con i suoi libri e i suoi autori i mercati esteri. E questo è ancor più vero per i piccoli e medi editori che registrano una crescita nella vendita dei diritti. È quanto emerge dall’Indagine import export dei diritti 2017, realizzata dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) in collaborazione con ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e presentata oggi a Più libri più liberi, la Fiera della Piccola e media Editoria in programma fino al 10 dicembre alla Nuvola Roma Convention Center.
La fotografia su come le case editrici italiane si muovono in ambito internazionale evidenzia che nel 2017 sono stati venduti all’estero i diritti di 7.455 titoli (+13,6% rispetto al 2016) mentre ne hanno acquistati 9.227 (-2,9% sul 2016): siamo un Paese di lettori ed editori curiosi a cui piace esplorare e conoscere le «nuove» letterature e mondi narrativi e sociali anche molto lontani da quelli in cui viviamo.Quali sono i generi più venduti? Bambini e ragazzi, che convalida la quota di mercato con il 49% delle vendite (+7,7% sul 2016). Seguono la Narrativa di autori italiani (23,8%) e la Saggistica (16,5%). E i generi più acquistati? Gli editori italiani concentrano la loro attenzione sull’acquisto della Narrativa di autori stranieri che rappresenta il 35,5% (-3% sul 2016) degli acquisti di diritti. Gli altri generi mantengono sostanzialmente le quote del 2016: Bambini e ragazzi coprono il 26,4% e la Saggistica il 18,4%.
Dove si vende? È naturalmente l’Europa a confermarsi come il principale mercato di sbocco delle vendite con il 63,1% delle opere vendute (+8% rispetto al 2016) mentre è il Medio Oriente (soprattutto per via degli editori Turchi) con il 7,4% delle vendite ad avere la crescita più sostenuta: +75,3% rispetto al 2016. Non a caso è l’area dove negli ultimi anni si è concentrate maggiormente la partecipazione a Fiere da parte dell’editoria italiana con il supporto di ICE Agenzia.
E da dove si acquista? Anche la maggior parte degli acquisti si concentrano in Europa, tanto da coprire il 54,4% nel 2017 (ma in calo rispetto al 60,2% nel 2016). Aumenta la nostra sua capacità di acquisto l’Asia con il 13,2% dei titoli.
Quali sono i risultati dei piccoli editori? Secondo gli ultimi dati disponibili (2016, i dati 2017 sulla piccola editoria non sono ancora stati elaborati) acquistiamo più diritti all’estero di quanti ne vendiamo. Ma, al tempo stesso, aumentiamo la nostra capacità di vendere. Ne è un esempio il fatto che il 12,5% delle vendite dei diritti è coperto dalle piccole case editrici, in crescita del +31,9% rispetto al 2015. Nel 2016 l’acquisto dei diritti rappresenta il 46,2% (+4,5% sul 2015).
Le coedizioni sono un altro tassello importante dei processi di internazionalizzazione dell’editoria italiana. Nel 2017 sono state 1.123 le coedizioni realizzate con gli editori stranieri (+1,9% rispetto al 2016). Anche in questo caso si impone il genere dei Bambini e Ragazzi, che con il 70,6% domina le coedizioni (era il 57,7% nel 2016) e occupa quasi i due terzi del mercato, seguito dagli Illustrati che rappresentano il 17,6%.
Anche l’export cresce: Il valore complessivo dell’export editoriale nel 2017 è di 315,3milioni di euro, in crescita rispetto ai 301milioni del 2016. In particolare ad aumentare sono i ricavi dalla vendita dei libri italiani all’estero che sono 44,5milioni e insieme ai ricavi da vendita di diritti all’estero rappresentano 125,3milioni di euro (+1% rispetto al 2016) cioè il 4,5%/5% del mercato.
“I dati che abbiamo presentato attraverso questo Osservatorio, che dal 2014 realizziamo assieme a ICE Agenzia – ha commentato Ricardo Franco Levi, presidente di AIE –, confermano il ruolo importante dell’editoria italiana, non a caso prima industria culturale del Paese, e della partecipazione alle fiere internazionali. Cresciamo in quelle aree in cui negli anni l’AIE e gli editori italiani hanno partecipato a collettive o a «missioni esplorative»: dalla Cina al Medio Oriente. Si vede crescere la capacità di proporsi su un ventaglio sempre più articolato di Paesi, con generi e proposte editoriali altrettanto articolate: non più solo bambini e ragazzi, ma da qualche anno con la narrativa. La stessa saggistica mostra, dopo anni, segni di una nuova vitalità. Vendiamo e compriamo”.
“Dall’indagine realizzata dall’ICE Agenzia e AIE – ha detto Ferdinando Fiore, dirigente dell’Ufficio Beni di Consumo dell’ICE Agenzia – è emerso che la compravendita dei diritti con l’estero, dopo qualche anno di stasi, sta riprendendo con il segno positivo quasi dappertutto confermando la bontà sia degli investimenti fatti sia dei paesi selezionati”.

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Vu cumprà?

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 agosto 2017

spiaggia di GozzanoAnni fa fu introdotta una pesante sanzione amministrativa a carico di chi vendeva merce sulle spiagge. Ci chiediamo che fine ha fatto se continuiamo ad assistere alla processione di piccoli venditori e i loro traffici. Allora Primo Mastrantoni, segretario Aduc scriveva: “Attenzione agli acquisti multe salate”. “Salvo che il fatto costituisca reato, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria fino a 10.000 euro l’acquisto o l’accettazione, senza averne prima accertata la legittima provenienza, a qualsiasi titolo di cose che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per l’entità del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprietà intellettuale. La sanzione di cui al presente comma si applica anche a coloro che si adoperano per fare acquistare o ricevere a qualsiasi titolo alcuna delle cose suindicate, senza averne prima accertata la legittima provenienza”. E proseguiva: “Proprio in questo periodo i litorali sono pieni di “vu cumpra” che offrono una quantità di merce impressionante: dai CD alle borse, dai tappeti agli asciugamani, dai vestiti agli occhiali, ecc. L’ignaro cittadino non sa che nel momento in cui acquista un prodotto contraffatto, o che induce qualcuno a farlo, è passibile di una multa pesantissima: fino a 10mila euro! Attenzione quindi agli acquisti di prodotti contraffatti: la vacanza rovinata è dietro l’angolo! (n.r. Quanto abbiamo scritto ci offre l’occasione per un’altra evidenza: è che di leggi in Italia ve ne sono sin troppe e i nostri politicanti non smettono il vizietto di legiferare. Ma chi le fa rispettare? E se si chi realmente paga il conto se non lo sprovveduto cittadino che cade nella rete come i semafori truccati e i divieti di transito posti da un giorno all’altro per alcune strade provocando, nel caso che ci è stato segnalato a Roma, ben duecentomila multe. Per non parlare dell’amico poliziotto che ci confidava di non provarci nemmeno a fermare e a portare di nuovo in commissariato uno scippatore o un borsaiolo. Rischia di ritrovarselo il giorno dopo in libertà che lo beffeggia e se osa nuovamente intervenire rischia una denuncia per abuso di autorità o per reati connessi. E un poliziotto “screditato” e una giustizia lenta e farraginosa è destabilizzante per la stessa tenuta della democrazia.)

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Mercato Immobiliare USA: boom di vendite a marzo

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 aprile 2017

mercato usaMarzo ha aperto la stagione dedicata all’acquisto della casa, con record di vendite e diminuzione dell’offerta, come affermato dal National Housing Report di RE/MAX che ha analizzato 53 città degli Stati Uniti.Il mese scorso le vendite sono state del 6,6% più alte rispetto al mese di marzo degli ultimi nove anni. Trentotto delle 53 città analizzate hanno registrato un aumento su base annua.Nel frattempo, l’offerta mensile è crollata in meno di tre mesi per la prima volta nella storia del report; questo indica un mercato a favore dei venditori.L’offerta attiva continua a diminuire di circa il 17% di anno in anno. Come risultato, il prezzo mediano di vendita è di $225,000 – record di marzo – che segna un aumento dell’11% rispetto all’anno scorso. Questo è stato il 12esimo mese consecutivo di crescita.Gli immobili continuano ad essere venduti in modo veloce, con una media di 64 giorni sul mercato rispetto ai 68 di febbraio e ai 71 di marzo 2016.
“Prevediamo un piccolo miglioramento delle vendite quest’anno e marzo ha superato sicuramente le nostre aspettative” dichiara Dave Liniger, Amministratore delegato RE/MAX e Presidente del consiglio di amministrazione “non ci aspettiamo una serrata offerta che calmi alcuni mercati fino al momento in cui la costruzione di nuovi immobili ritorni al “passo” giusto. Fino a quel momento, i venditori si godranno il momento e gli acquirenti dovranno lavorare duramente con i loro agenti per ottenere la giusta casa.”
mercato usa1Nelle 53 aree metropolitane coinvolte nell’indagine condotta da RE/MAX a marzo 2017, il numero medio degli immobili venduti è aumentato del 6,6% rispetto allo scorso anno. 53 delle 38 aree analizzate hanno visto un aumento delle vendite e sedici di queste con aumento percentuale a doppia cifra. Le città con l’aumento maggiore sono state Richmond, VA +23,3%, Wilmington/Dover, DE +22,6%, Trenton, NJ +19,7%, Las Vegas, NV +15,3% e Chicago, IL +14,8%.
A marzo 2017, il prezzo mediano di vendita degli immobili venduti nelle aree analizzate è stato di $225.000, maggiore del 7,1% rispetto al mese scorso e maggiore dell’11,0% rispetto a marzo 2016. Delle 53 aree, solo quattro hanno visto un aumento. Quindici di queste hanno registrato un aumento percentuale a doppia cifra. Gli aumenti maggiori si sono verificati a Manchester, NH +15,9%, Orlando, FL +13,7%, Charlotte, NC +13,3%, Trenton, NJ +12,8% and Nashville, TN +12,8%.
A marzo la media dei giorni sul mercato delle case vendute è stata di 64 giorni, quattro giorni in meno rispetto alla media registrata a febbraio 2017 e minore di sette rispetto allo scorso anno a marzo. I tre mercati con la più bassa offerta di immobili sono San Francisco, CA e Omaha con 27. Si continua a registrare un maggior numero di giorni sul mercato ad Augusta, ME con 159, e Burlington, VT con 118. Con numero di giorni sul mercato si intende il numero medio di giorni che intercorre dalla presa dell’incarico alla firma del contratto. Il numero degli immobili in vendita a marzo 2017 è aumentato dell’1,2% rispetto a febbraio e diminuito del 17% del rispetto a marzo 2016. Basata sul tasso di immobili in vendita a marzo, l’offerta mensile di immobili è stata di 2.7, rispetto a febbraio in cui ammontava a 3.6 e all’anno scorso in cui era a 3.2. Un’offerta di immobili a 6.0 rappresenta un mercato in equilibrio tra acquirenti e venditori.
Burlington, VT è stata l’unica città che ha toccato il 6.3; un’offerta minore di 6.0 che viene tipicamente considerata adeguata per “un mercato di venditori”, al rialzo. Le città con l’offerta più bassa sono state Seattle, WA a 0.9, San Francisco, CA e Denver, CO a 1.0. (foto: mercato usa)

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Piani di Zona. Pelonzi-Palumbo (PD): “Bene Tor Vergata, maggioranza ambigua su Castelverde”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 aprile 2017

Tor_VergataRoma. Sono iniziate le vendite all’asta degli alloggi pdz Castelverde B4. La situazione sta divendendo preoccupante soprattutto perchè si tratta di cittadini che hanno subìto una truffa dopo aver acquistato alloggi a prezzo stabilito in edilizia agevolata. Senza revoca delle concessioni alla società costruttrice i proprietari, dopo la vendita, saranno sgomberati dalla forza pubblica. Oggi convintamente abbiamo votato in assemblea capitolina una delibera di revoca della procedura pdz Tor Vergata che presenta problemi simili a quelli di Castelverde. Questo provvedimento ha avuto un’accelerazione nell’imminenza di analoghe vendite all’asta. Non si capisce a questo punto perchè su Castelverde invece si stia procedendo a rilento. E’ peraltro contraddittorio da parte della maggioranza aver bocciato un odg firmato dal PD e dalle altre opposizione in cui si chiedeva un impegno preciso da parte della giunta per intervenire con altrettanta celerità anche su pdz di Castelverde. Siamo molto preoccupati per una situazione che rischia di divenire drammatica nell’imminenza degli sgomberi previsti a partire dal 6 aprile. Chiameremo alla mobilitazione i cittadini contro quella che si sta delineando come una evidente e incomprensibile discriminazione.E’ quanto dichiarano in una nota congiunta i consiglieri del gruppo del PD capitolino Marco Palumbo – Antongiulio Pelonzi

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Polli e tacchini: Le passioni degli italiani a tavola

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 marzo 2017

polliGli italiani sempre più amanti di pollo e tacchino. Nel 2016 il consumo pro-capite di carne bianca in Italia è salito a 21,01 kg, di cui 15,33 Kg di carne di pollo e 4,44 Kg di carne di tacchino. Considerando anche quello di carne di gallina e altre specie avicole, l’aumento del consumo di carni bianche è cresciuto del +2,7% rispetto all’anno precedente.
Sono i dati su produzione e consumi di carni bianche italiane diffusi da UNAITALIA (Unione nazionale delle filiere della carni e delle uova), secondo cui nel 2016 la produzione di carni avicole in Italia è stata pari a 1.389.000 tonnellate, con un netto balzo in avanti rispetto al 2015 (+5,1%). L’aumento ha riguardato sia la produzione di pollo, che ha registrato un aumento del +5,6% (981.000 tonnellate contro le 929.000 del 2015), che quella di tacchino, che con le 331.000 tonnellate prodotte nel 2016 fa segnare un +5,8% rispetto all’anno precedente, un segnale di netta ripresa dopo alcuni anni di trend incerto. I numeri relativi ai consumi riflettono quelli della produzione e indicano nel complesso un aumento pari al +2,7%. In particolare il consumo di carne di pollo ha registrato un incremento pari al 3,0%, così come i consumi di carne di tacchino (+3,2%), mentre le altre carni avicole registrano lievi cali.Ad incidere sull’andamento del settore, il calo dei prezzi alla produzione, scesi di circa il 9%-9,5% rispetto al 2015. Trend che, nonostante l’aumento dei consumi, non ha consentito alle aziende di ottenere una seppur modesta marginalità. Diminuisce, infatti, il fatturato del settore, che nel 2016 è stato di circa 5.450 milioni di euro, in leggera diminuzione rispetto ai 5.600 milioni del 2015.
tacchino“Il 2016 – spiega Aldo Muraro, Presidente di Unaitalia – è stato un anno positivo per consumi ma non per redditività. Infatti, le quotazioni medie 2016 del pollo hanno registrato un sensibile ribasso rispetto al 2015, cui si è aggiunta una forte flessione anche nelle quotazioni del tacchino. La pressione dell’offerta, unitamente alle dinamiche di mercato dei prodotti freschi, in Italia, ma soprattutto in Europa, sta comprimendo e quasi soffocando una domanda certamente in aumento, ma non in grado di assorbire tutta l’offerta. Si prevede un 2017 con una produttività in leggero aumento ma controverso sotto l’aspetto economico”.I dati diffusi da Unaitalia confermano anche i livelli di auto-approvvigionamento del settore avicolo: in Italia, infatti, viene prodotto il 105,5% delle carni di pollo consumate nel nostro paese, e addirittura il 122,9% delle carni di tacchino, a conferma di un settore completamente autosufficiente, a garanzia della provenienza e della qualità del prodotto che viene portato a tavola.
Anche il settore delle uova ha registrato un aumento della produzione. Le uova da consumo prodotte nel 2016 sono state 12 miliardi e 900 milioni (+0,5%). Per soddisfare la richiesta interna è stato comunque necessario ricorrere alle importazioni, che però sono diminuite di circa il 24,5% rispetto al 2015 (dati Istat).
“Nel 2016 – spiega Muraro – si è tornati nuovamente ai volumi di uova prodotti prima del 2012 (anno di applicazione delle nuove norme sul benessere) con un ulteriore avvicinamento all’autosufficienza. Per il 2017 si prevede un ulteriore aumento delle produzioni e probabilmente anche dei consumi, ma l’incognita è la redditività. I primi mesi del 2017 sono però incoraggianti sul fronte dei prezzi”.

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Si vendono più automobili: Perchè non riusciamo ad essere felici?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 gennaio 2017

auto-fordGrande felicità e soddisfazione trasuda dalle notizie che danno oggi in aumento, per il 2016, le vendite di auto in Ue e Paesi Efta: +6,5%. Leader delle vendite il gruppo Volkswagen, inossidabile nonostante le vicende “dieselgate”. Cresce anche Fca (la novella Fiat dopo la fusione con la statunitense Chrysler) che, pur non scalfendo i primati di Renault e Psa, viene enfatizzata dai media nazionali, proni e memori di quella che una volta era l’industria nazionale per eccellenza, quella che capitalizzava gli utili e socializzava le perdite, proprio come oggi continua a fare Alitalia nonostante i cospicui soldi che gli arrivano da Etihad.
Dovremmo essere felici perche’ c’e’ un ambito industriale che tira nonostante la crisi, ed essere altrettanto felici perche’, anche se non nei primi posti, coinvolge la nostra industria nazionale che da’ ancora lavoro a diverse persone? No! Proprio non ce la facciamo. Come consumatori, come cittadini, come contribuenti, come ecologisti, come coloro che amano i propri cari, qui e in tutto il Pianeta. Non ce la facciamo perche’ forse abbiamo la capacita’ di vedere oltre il nostro naso e di non avere i paraocchi. Forse perche’ abbiamo la testardaggine di osservare, valutare, ascoltare, intuire, fare calcoli… e 2+2 continua a risultarci 4 e non 5 o 3. E vediamo proprio in questi giorni le nostre citta’ imbottigliate dal traffico, con i centri chiusi al traffico per il troppo smog, con le targhe alterne; e vediamo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (OMS) che ci danno in speculare crescita le malattie e i morti da inquinamento urbano, considerando quest’ultimo non solo dal punto di vista delle emissioni ad effetto serra ma anche dal punto di vista di stress individuale e collettivo, nonche’ dal punto di vista economico (spese dei singoli ed investimenti infrastrutturali pubblici). E poi, se guardiamo oltre le nostre citta’ (Milano come Parigi, New York come Pechino o Istanbul, Firenze come Roma e Il Cairo, etc.), li’ dove si muore per fame con percentuali a due zeri, e vediamo modelli di sviluppo che si basano -copiandoli, quasi sempre senza neanche gli ultimi accorgimenti tecnologici che attenuano il fenomeno di avvelenamento- su quelli che hanno portato la nostra urbanizzazione alla attuale saturazione.. No, non siamo felici.Testardamente, nei nostri centri urbani avvelenati da smog e traffico, continuiamo ad andare in bicicletta rischiando la vita ogni giorno per le carenze infrastrutturali specifiche. Testardamente continuiamo a cercare di comunicare ai nostri cari e ai nostri concittadini questo nostro disagio e le nostre aspettative. Con scarso successo, individuale e collettivo. Testardamente ci rendiamo conto che ne sono responsabili governi, amministrazioni, informazione, avidita’ umana e incapacita’ diffusa. Ma la nostra testardaggine non basta. Cosi’ come non basterebbe che qualche testardo arrivasse in qualche stanza del potere. Ci sarebbe bisogno di una grande presa di coscienza e consapevolezza, individuale e collettiva (intesa come somma di individui e non di popoli, che continuano ad esistere solo nelle teste dei demagoghi di ogni risma, e che ci hanno portato all’attuale sfascio).
Siamo, per l’appunto, testardi. E continuiamo ad esserlo. Testardi disarmati. Con il possesso individuale della parola e del corpo. Che cerchiamo di comunicare anche a coloro che hanno potere, che’ usino questo parametro. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Immobiliare USA: RE/MAX +19.1 % vendite a novembre 2016

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 gennaio 2017

RE-MAX.jpgRE/MAX pubblica l’indagine sul mercato immobiliare americano A Novembre le vendite sfidano i trend stagionali. Nonostante il tipico rallentamento invernale, le vendite di novembre sono aumentate del 19,1% rispetto all’anno scorso e dell’1,4% da ottobre 2016. Tutti eccetto una città nel National Housing Report ha registrato un numero di vendite crescente rispetto al 2015, con circa metà di esse con un aumento del 20%. In tutte, lo scorso mese si sono registrate molte più vendite rispetto a qualsiasi altro novembre negli otto anni di Housing Report.Ad un mese dalla fine dell’anno, il 2016 è sul passo di superare quello che è stato un forte 2015. Il 2016 ha registrato aumenti di prezzi e le vendite sono cresciute in nove mesi e Novembre ha segnato la più alta percentuale di aumento del 2016.
Lo scorso mese, il prezzo medio di vendita nelle 53 aree analizzate si è avvicinato a quello di ottobre ammontando a $ 220.000 e maggiore dell’8,9% rispetto a novembre 2015. Nei primi 10 mesi del 2016, l’offerta ha continuato a diminuire, con una diminuzione del 17%.
L’offerta mensile di case sul mercato è stata di 4.0, rispetto al 5.0 registrata a novembre 2015. I giorni sul mercato sono stati 59, rispetto ai 58 di ottobre e ai 65 dell’anno scorso.“La continua diminuzione di offerta e l’aumento dei tassi di interesse hanno contribuito allo slancio di novembre delle vendite delle case” – dichiara Dave Liniger, Amministratore delegato RE/MAX e Presidente del consiglio di amministrazione – “Negli ultimi 11 mesi, la maggior parte dei mercati ha visto un ritorno dei prezzi ai livelli pre-recessione, riaffermando che il 2016 è stato il miglior anno da quando viene pubblicato l’Housing Report”.
re-max-jpg1Nelle 53 aree metropolitane coinvolte nell’indagine condotta da RE/MAX a novembre, il numero medio degli immobili venduti è diminuito del 19,1% rispetto allo scorso anno, segnando così il secondo mese negli otto anni di Housing Report con un declino nelle vendite. Solo una città di quelle analizzate ha visto una diminuzione delle vendite (Miami, FL al -11.4%), mentre le altre 52 hanno registrato aumenti. Le città con l’aumento maggiore sono state Billings, MT +38,1%, Las Vegas, NV +34,9%, Boise, ID +33,1%, Burlington, VT +30,7%, Honolulu, HI +30,3% e Phoenix, AZ, +29,1%.
A novembre, il prezzo mediano di vendita degli immobili venduti nelle aree analizzate è stato di $220.000, maggiore dell’1,4% rispetto al mese scorso e maggiore dell’8,9% rispetto a novembre 2015. Delle 53 aree, tutti tranne due (Billings, MT e Des Moines, IA), hanno visto un aumento del prezzo mediano di vendita con 15 città con un aumento percentuale a doppia cifra. Gli aumenti maggiori si sono verificati a Honolulu, HI +17,7%, Tampa, FL +15,9%, Dallas/Ft. Worth, TX +15,0%, Seattle, WA re-max-jpg2+13,2% e Birmingham, AL +13,1%.
A novembre la media dei giorni sul mercato delle case vendute è stata di 59 giorni, un giorno in più rispetto alla media registrata ad ottobre 2016, ma minore di sei rispetto allo scorso anno a novembre. I due mercati con la più bassa offerta di immobili sono San Francisco e Denver rispettivamente con 32 e 33. Quelli più alti invece, si sono registrati ad Augusta, ME (148) e a Burlington, VT (97). I giorni sul mercato sono il numero medio di giorni che intercorre dalla presa dell’incarico alla firma del contratto.Il numero degli immobili in vendita ad novembre è diminuito del 9,3% rispetto ad ottobre e del 17% rispetto a novembre 2015. Basata sul tasso di immobili in vendita a novembre, l’offerta mensile di immobili è stata di 4.0, lo scorso mese ammontava a 3.9 e l’anno scorso era a 5.0. Un’offerta di immobili a 6.0 rappresenta un mercato in equilibrio tra acquirenti e venditori. A novembre, 49 delle 53 aree metropolitane hanno registrato un’offerta minore di 6.0 che viene tipicamente considerata adeguata per “un mercato di acquirenti”. Il numero delle città con l’offerta più bassa si è registrata a San Francisco, CA 1.3, Denver, CO at 1.5 and Seattle, WA 1.6. (foto:RE-MAX)

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Saldi: Il trionfo dell’ipocrisia

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2016

saldiSi avvicina la cosiddetta stagione dei saldi ed ecco che in tanti -specialmente i comunicatori mediatici attenti ai propri contratti pubblicitari- ci vogliono far credere che e’ un buon momento per le occasioni, che altrimenti…… Altrimenti cosa? E’ qui il succo del problema… Altrimenti, niente! Perche’ gli sconti che ci dicono esserci in occasione della stagione dei saldi, li troviamo in qualunque altro periodo. Quello dei saldi e’ solo un periodo civetta per cercare di convincerci ad acquistare oggetti e capi d’abbigliamento che possiamo trovare tutto l’anno, a prezzi ugualmente scontati e anche piu’ convenienti, in qualunque negozio o attraverso la Rete. Periodo civetta al pari di tanti altri volatili che vengono lanciati nel corso dell’anno per indurci a fare acquisti anche quando -magari- non ne abbiamo bisogno: l’occasione -per usare un po’ di modi di dire- non solo fa l’uomo ladro, ma lo fa anche un po’ bischero (allocuzione fiorentina, sinonimo di tontarello, stupidotto):“compra ora che altrimenti questa offerta sara’ irripetibile”, e’ il motivo conduttore che ci vogliono istigare in testa, al pari di quelli che ci telefonano a tutte le ore a casa o vengono a bussare ai nostri “usci” per offrirci il contratto del gas, della luce o del telefono da stipulare subito perche’ le offerte sono limitate e scadono -guarda caso- proprio da li’ a poche ore.
Questa si chiama ipocrisia. Collettiva. E quindi anche piu’ dannosa di quella che usiamo ogni volta che facciamo finta -per farci forse meno male- di non comprendere una cosa o di comprenderla in un certo modo. E -si sa- l’essere umano ipocrita e’ piu’ debole, piu’ disponibile e quindi piu’ allocco. Perche’ non giocarci intorno ed indurgli bisogni che non ha, o magari indurglieli anche quando magari avrebbe da pensar a cose piu’ utili nella sua vita, come non accettare supinamente arroganza e stupidita’ del senso comune e del senso di chi ci amministra e del senso di chi ci marcia economicamente su queste ambiguita’?Continuiamo a farci male? Abbiamo tutti gli strumenti per non farcelo fare.Se qualcuno ha dei dubbi su questa nostra “filippica” contro il consumismo fine a se stesso e il condizionamento commerciale e mediatico, lo invitiamo, in questi giorni cosiddetti pre-saldi, a farsi un giretto nei negozi che poi praticano questi sconti, e prendere nota dei prezzi di alcuni articoli. Poi, nei giorni fatidici dove tutte le vetrine hanno un cartello con la scritta saldi -magari in piu’ lingue per indurre maggiore attrazione- rifatevi lo stesso giro e vedete cosa e’ successo ai prezzi base su cui sarebbe stato praticato lo sconto: sara’ piu’ alto, si’ che il prezzo scontato esposto per la vendita sara’ grossomodo uguale a quello che c’era prima dell’orgia dell’offerta. Certamente non tutti i negozi saranno cosi’, ma gli altri sicuramente vi avrebbero fatto lo stesso sconto anche prima della partenza del periodo dei saldi.E -sempre il nostro consiglio al consumatore “distratto”- ricordatevi che i vostri diritti -quelli del codice del consumo- sono sempre gli stessi, anche se vi fanno pagare meno. Uno fra questi e’ il principe: quanto acquistato si puo’ sempre cambiare o avere i soldi indietro, se le sue caratteristiche non rispondono a quanto pubblicizzato o vantato a voce… e questo entro due anni dall’acquisto. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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