Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘vendite’

Istat: vendite luglio, +1,3 su mese, +4,2% su anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2022

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a luglio le vendite in valore al dettaglio salgono dell’1,3% rispetto al mese precedente e del 4,2% su base annua. “Un rimbalzo tecnico dopo la caduta di giugno, ma gli italiani restano sempre a dieta! Le vendite non potevano che migliorare rispetto al mese precedente, quando erano precipitate su tutti i fronti: congiunturale, tendenziale, alimentari e non alimentari. Su base annua, però, i nodi vengono al pettine. I prezzi alle stelle hanno costretto gli italiani a ridurre gli acquisti di cibo. Se le vendite alimentari in valore, infatti, per via dell’inflazione, salgono del 6,1% su luglio 2021, depurandole dall’effetto prezzi il miraggio svanisce e scendono del 3,6%, con uno scarto abissale di 9,7 punti percentuali. Insomma, gli italiani stringono la cinghia sul cibo, mangiando meno!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, le vendite alimentari di luglio in volume, nei dati destagionalizzati, sono inferiori sia nel confronto con quelle di febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, con -3,3%, che rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, con -0,6 per cento.

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Gli italiani reggono. Vendite al dettaglio in crescita

Posted by fidest press agency su domenica, 11 settembre 2022

Uno degli indicatori se gli italiani reggono o meno tutto quello che ci sta succedendo oltre le nostre abituali incapacità e difficoltà (crisi energetica, guerra e covid), più che l’inflazione sono le vendite al dettaglio… e queste a luglio sono in crescita secondo Istat.Nonostante le bollette energetiche alle stelle (ma contenute per i vari interventi del governo, l’italiano medio acquista di più, soprattutto nella grande distribuzione e, in particolari, prodotti elettronici. L’Italia che ci lascia il governo uscente è, tutto sommato, non tanto messa male, pur se nel trend della crisi europea e mondiale. Dobbiamo quindi ringraziare il governo che in questi giorni sta prendendo gli ultimi provvedimenti, auspicando che la lungimiranza degli elettori ne faccia tesoro per le scelte che faranno col voto del 25 settembre.Il parallelo con questi dati e il grande risparmio degli italiani rende l’idea di uno stato di salute ben al di là delle comuni e mediatiche percezioni.Il problema – acuito in questa campagna elettorale dove più o meno tutti hanno formule “magiche” per risolvere crisi che sono sempre dettate da disperazione – è capire/sperare che altrettanta capacità di reggere venga manifestata dal sistema istituzionale. Che spesso si basa su realtà un po’ artefatte sì da indurre a scelte più estreme ed escludenti possibili. La politica ha oggi bisogno di essere più che mai coi “piedi in terra”, quelli per l’appunto forniti dai dati di oggi. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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Stime Istat vendite al dettaglio giugno: crescita in valore, calo in volume

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 agosto 2022

Si compra meno ma si spende di più. I più penalizzati (-7/8%) elettrodomestici e vari tlc, mentre gli alimentari sono negativi con meno dell’1%. Una sostanziale stabilità con tendenza al ribasso, considerando anche che questo mese “pre-estivo” non è mai stato di grande slancio per le vendite al dettaglio, visto che in tanti (quest’anno più che mai) fanno i conti in tasca con maggiore attenzione per poter poi spendere per una vacanza. Sarà sintomatico per meglio capire se siamo alla canna del gas o meno, vista la fiammata inflazionistica di luglio e i rincari stratosferici dei servizi turistici, il comportamento nei mesi di luglio e agosto. Da aggiungere, la “variante” del governo che è caduto e, di conseguenza la maggiore preoccupazione dei consumatori verso continuità e crescita delle sovvenzioni statali e delle prospettive di riforme e cambiamenti in meglio. Comunque, la nostra economia sta tenendo, le nostre percentuali non sono difformi da quelle degli altri partner comunitari ed internazionali. Questo grazie all’armonia istituzionale – nazionale, europea ed internazionale – messa in pratica dai governi che abbiamo avuto. Speriamo che questo sia considerato dall’elettore che il 25 settembre rinnoverà il Parlamento. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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Vendite al dettaglio in calo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 agosto 2022

Stime Istat vendite al dettaglio giugno: crescita in valore, calo in volume. Si compra meno ma si spende di più. I più penalizzati (-7/8%) elettrodomestici e vari tlc, mentre gli alimentari sono negativi con meno dell’1%. Una sostanziale stabilità con tendenza al ribasso, considerando anche che questo mese “pre-estivo” non è mai stato di grande slancio per le vendite al dettaglio, visto che in tanti (quest’anno più che mai) fanno i conti in tasca con maggiore attenzione per poter poi spendere per una vacanza. Sarà sintomatico per meglio capire se siamo alla canna del gas o meno, vista la fiammata inflazionistica di luglio e i rincari stratosferici dei servizi turistici, il comportamento nei mesi di luglio e agosto. Da aggiungere, la “variante” del governo che è caduto e, di conseguenza la maggiore preoccupazione dei consumatori verso continuità e crescita delle sovvenzioni statali e delle prospettive di riforme e cambiamenti in meglio. Comunque, la nostra economia sta tenendo, le nostre percentuali non sono difformi da quelle degli altri partner comunitari ed internazionali. Questo grazie all’armonia istituzionale – nazionale, europea ed internazionale – messa in pratica dai governi che abbiamo avuto. Speriamo che questo sia considerato dall’elettore che il 25 settembre rinnoverà il Parlamento. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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Istat: vendite giugno, -1,1 su mese, +1,4% su anno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 agosto 2022

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a giugno le vendite in valore al dettaglio scendono dell’1,1% rispetto al mese precedente e salgono dell’1,4% su base annua.”Dati pessimi! Il caro vita, che ha colpito soprattutto il settore alimentare, ha costretto le famiglie a ridurre gli acquisti meno necessari, a cominciare, quindi, dai beni non alimentari. Ma anche il cibo risente del caro bollette e anche se le vendite salgono in valore, +0,4% su maggio 2022, scendono in volume, -0,8%. Insomma, gli italiani mangano meno!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Su base annua, invece, l’aumento delle vendite è solo un’illusione ottica! I dati, infatti, sono gonfiati dall’inflazione. Le vendite depurate dall’effetto dovuto alla dinamica dei prezzi, infatti, segnano una caduta, passando dal +1,4% di quelle in valore al -3,8% di quelle in volume. Per quelle alimentari si passa addirittura da +4,5% a -4,4%, con un salto addirittura di 8,9 punti percentuali” conclude Dona.A conferma dell’andamento negativo, secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, le vendite di giugno in volume, nei dati destagionalizzati, non solo scendono su maggio 2022, ma sono inferiori sia nel confronto con quelle di febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, con -1,8% (-3,9% quelle alimentari), che rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, con -0,5 per cento.

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Commercio: preoccupa la contrazione delle vendite nel settore alimentare

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

I dati diffusi oggi dall’Istat sull’andamento del commercio rivelano una situazione di forte incertezza. Da un lato diminuiscono i consumi nel settore alimentare: su base tendenziale a maggio si registra una diminuzione in volume del -2,8% con una crescita in valore, invece, del +4,5% che rivela a pieno l’impatto della spinta inflattiva su tali beni. Aumentano, dall’altro lato, le vendite dei beni non alimentari, sempre in termini tendenziali, del +6,8%, con un impatto notevole, in valore, del +9,1%. Crescono i consumi soprattutto nel settore delle calzature e degli articoli da viaggio, dell’abbigliamento, ma anche degli elettrodomestici, della gioielleria/orologeria, dei profumi e della cura della persona, beni non essenziali che riguardano segmenti di mercato con un target di clientela dal reddito medio-alto.Non bisogna commettere l’errore di scambiare la crescita delle vendite in tali settori come un segnale di evidente ripresa. Si tratta, infatti, di una crescita che giunge dopo la vera e propria débâcle avvenuta nel II trimestre del 2020, con una contrazione delle vendite nel settore non alimentare del -25,6% (in valori tendenziali).I fattori che potrebbero contribuire all’aumento dei consumi in tali comparti, oggi, sono diversi e di svariata natura. Da un lato vi è il periodo, quello di maggio, in cui le famiglie, spenti definitivamente i riscaldamenti, speravano di essersi lasciate alle spalle la stagione dei maggiori rincari del gas e si sono potute concedere qualche spesa in più. Dall’altro lato vi potrebbe essere un importante fattore psicologico: in situazioni di crisi, aggravate in questa fase dalla guerra e dalla pandemia in corso, crescono i consumi consolatori. Non è un caso che a crescere siano le vendite in settori come quello delle calzature, della gioielleria o della profumeria. A conferma del fatto che non siamo di fronte ad una ripresa si aggiungono i primi dati sull’andamento dei saldi in corso, che rilevano un rallentamento della spesa pro-capite.Il vero freno e il vero segnale di allarme sulla situazione che le famiglie stanno vivendo è la contrazione, per il quinto mese consecutivo, del volume di vendite nel settore alimentare. Ecco perché è necessario analizzare i dati con prudenza, senza cadere nella tentazione di evocare riprese inesistenti, che possono divenire l’alibi per non mettere in atto operazioni fondamentali ed urgenti per il Paese: a partire dai sostegni a favore delle famiglie in difficoltà e da una tassazione più equa, con una lotta determinata all’evasione fiscale, fino all’adozione di efficaci misure di contrasto alle intollerabili speculazioni a cui stiamo assistendo. Per questo, tra le proposte presentate al Governo insieme alle altre Associazioni dei Consumatori, abbiamo chiesto di rafforzare i compiti di sorveglianza e i poteri sanzionatori delle Autorità indipendenti e di Mr. Prezzi, oltre all’attivazione, presso le prefetture, di comitati territoriali di sorveglianza sui prezzi, per monitorarne l’andamento e contrastare fenomeni speculativi in sinergia, appunto, con Mr. Prezzi.

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Istat: vendite aprile, 0 su mese, +8,4% su anno: dati pessimi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2022

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad aprile le vendite in valore al dettaglio sono stabili rispetto al mese precedente e salgono dell’8,4% su base annua. “Dati pessimi. I pochi rialzi registrati sono solo un’illusione ottica dovuta all’inflazione che ad aprile era pari al 6% su base annua, 6,7% per i soli prodotti alimentari. Non per niente rispetto ad aprile 2021 le vendite alimentari salgono in valore del 5,5%, ma poi scendono dello 0,8% in volume, con un divario di ben 6,3 punti percentuali. Per il resto ricordiamo che ad aprile 2021 molti esercizi, come i centri commerciali, erano ancora chiusi nel weekend” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Unica magra consolazione è che le vendite di aprile in valore, nei dati destagionalizzati, restano ancora maggiori sia nel confronto con quelle di febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, con +2%, che rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, con +3,2%” conclude Dona.

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Vendite. Obbligo di esporre il prezzo al pubblico… e rispettarlo

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Maggio 2022

Nei giorni scorsi è balzata agli onori della cronaca la polemica sul ristoratore multato per non aver esposto al pubblico il prezzo del caffè. Sebbene possa sembrare un caso isolato, nella realtà accade spesso che un consumatore non conosca il prezzo di un prodotto. Accade, soprattutto nei supermercati, che il prezzo applicato non corrisponda a quello esposto. Chi ha ragione? Quali sono i diritti dei consumatori? Esiste un obbligo per TUTTI gli esercenti di esporre i prezzi? E’ il cliente ad avere ragione quando i prezzi non sono esposti perché esiste, a carico dell’esercente, uno specifico obbligo. Inoltre, in caso di differenza tra il prezzo esposto e quello applicato, il consumatore ha il diritto di vedersi applicato il prezzo esposto anche se più basso. Col D. Lgs 114/98 è stato disposto l’obbligo per i commercianti di esporre i prezzi dei prodotti in vendita. E’ stato, altresì, indicato che i prezzi devono essere indicati in modo chiaro, univoco e ben leggibile. I prezzi, inoltre, vanno esposti all’ingresso dei locali, nelle vetrine esterne e nelle vicinanze del prodotto. Il prezzo indicato deve essere quello finale. Successivamente il Codice del consumo ha previsto che i prodotti offerti devono indicare il prezzo di vendita e quello per unità di misura. Cosa succede se esiste una differenza tra prezzo esposto e prezzo applicato? L’articolo 14 del D. Lgs. n. 114/1998 e dell’articolo 1336 c.c. non lasciano dubbi. Il consumatore deve pagare il prezzo esposto sullo scaffale o indicato sul cartellino. Esistono delle eccezioni a questa regola? Si, ne esistono due, disciplinate dall’art. 1431 cc. La prima quando il prezzo di un prodotto è esageratamente basso rispetto al valore del bene. La seconda si riferisce all’e-commerce. In questo caso la compravendita assume una caratteristica diversa. On Line è il venditore ad accettare la richiesta di acquisto e solo così si verifica la vendita. Cosa succede se il consumatore paga di più del dovuto? Ha diritto al rimborso della differenza di prezzo in contanti. Attenzione! Il rimborso non può avvenire con “buoni spesa” da utilizzare per l’acquisto di altri prodotti. Se il commerciante si rifiuta di far pagare il prezzo esposto bisogna: 1. Rivolgersi all’Autorità Giudiziaria 2. Segnalare il tutto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM): https://www.agcm.it/servizi/segnala-on-line Sara Astorino, legale, consulente Aduc http://www.aduc.it

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Istat: vendite marzo, -0,5% su mese, +5,6% su anno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Maggio 2022

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a marzo le vendite in valore al dettaglio scendono dello 0,5% rispetto al mese precedente e salgono del 5,6% su base annua.”Dati negativi. Il rialzo su base annua è solo un miraggio, un effetto ottico dovuto per oltre la metà all’inflazione e per l’altra parte al fatto che lo scorso anno si era ancora in piena pandemia e molti esercizi, come i centri commerciali, erano chiusi nel weekend” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Unico aspetto positivo è che, secondo il nostro studio, le vendite di marzo in valore, nei dati destagionalizzati, restano ancora maggiori sia nel confronto con quelle di febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, con +2,6%, che rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, con +3,8%. In territorio positivo le vendite anche rispetto a tre anni prima, ossia a marzo 2019, +4,4% nei dati grezzi” conclude Dona.

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Vendite al dettaglio USA: l’impatto forte del caro benzina

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2022

Sul fronte Usa, i dati sulle vendite al dettaglio di marzo hanno evidenziato primi segnali di rallentamento, con la componente cosiddetta control group utilizzata per il computo del Pil (ossia al netto di auto, materiali per l’edilizia, alimentare ed energia) in calo per il secondo mese consecutivo. Molto forte l’impatto del rialzo della benzina al netto del quale il +0,5% m/m diventa un -0,3% Da evidenziare inoltre il calo mensile sia degli acquisti on line (-6,4% m/m) sia presso i department store (-0,3%) Nel complesso, un dato che, pur continuando il sentiero di recupero dei consumi, ne evidenzia anche i primi timidi segnali di potenziale fragilità a causa del forte impatto della componente energetica che sta riducendo il potere di acquisto: in altri termini, una quota rilevante del reddito disponibile viene riservata per costrizione al comparto energia distraendola da altre destinazioni di spesa. Da un lato il sostanziale rinvio a giugno delle decisioni BCE e dall’altro primi timidi segnali di minor tenuta potenziale dei consumi sulla spinta di salari reali negativi La reazione dei mercati si inquadra sia alla luce del rinvio BCE a giugno (vedi deprezzamento dell’euro) sia del ponte lungo pasquale, che induce a ricoperture dopo i movimenti di ritracciamento dei tassi degli ultimi due giorni, post dato sull’inflazione Usa. In prospettiva il cambio EurUsd potrebbe trovare supporto nei minimi della fase inziale della pandemia in area 1,06/1,08 in vista di un indebolimento del dollaro da maggio in poi verso 1,14/1,16, determinato da segnali più evidenti di rallentamento Usa dopo aver scontato il sentiero rialzi Fed Sul fronte tassi, progressivamente nel mese di aprile potrebbe completarsi il picco sulla parte a lungo termine Usa in corrispondenza dell’azzeramento dei tassi reali Us 10y in prossimità del 2,90% del tasso nominale (coincidente anche con la parte alta del lungo trend decrescente pluri-decennale), per poi iniziare un trend in senso inverso da maggio in poi, sulla scia di segnali di rallentamento Usa più chiari nei prossimi mesi Il tutto ovviamente soggetto all’evoluzione della guerra in Ucraina e all’esito delle presidenziali francesi del 24 aprile

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Istat: vendite gennaio, -0,5% su mese, +8,4% su anno

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 marzo 2022

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a gennaio le vendite in valore al dettaglio scendono dello 0,5% rispetto al mese precedente e salgono dell’8,4% su base annua.”Dati negativi! Effetto caro bollette. Lo avevamo preannunciato da mesi che con il raddoppio delle fatture di luce e gas iniziato a partire da gennaio ci sarebbero state progressive ripercussioni sui consumi. Una situazione destinata, quindi, a peggiorare indipendentemente dalla guerra, ma che con l’effetto Ucraina e le speculazioni in corso sulle materie prime rischia di esplodere, compromettendo la ripresa in corso. Il rialzo su base annua è solo un miraggio dovuto al fatto che nel gennaio 2021 c’erano ancora il coprifuoco e le misure restrittive agli spostamenti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”La notizia positiva è che, nonostante si sia imboccata una strada in discesa, per il momento si resta a livelli superiori a quelli pre-crisi, superando del 2,3% i valori pre-lockdown del febbraio 2020. Inoltre, secondo il nostro studio, le vendite di gennaio in valore ancora superiori sia nel raffronto annuo con gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, +0,8%, sia su gennaio 2019, +2,2%. Negative, invece, le vendite non alimentari: -3,1% su gennaio 2020, -2,2% su gennaio 2019″ conclude Dona.

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Istat: vendite novembre, -0,4% su mese, +12,5% su anno

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 gennaio 2022

Secondo i dati Istat resi per il mese di novembre le vendite in valore al dettaglio scendono dello 0,4% rispetto al mese precedente e salgono del 12,5% su base annua.”Dati preoccupanti. Se è positivo che per la terza volta consecutiva si siano interamente recuperati i valori pre-crisi, non solo superando i valori pre-pandemia del gennaio 2020, cosa successa frequentemente, ma anche le vendite registrate a febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, quello che allarma è il calo congiunturale” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Insomma, sul Black Friday prevale l’effetto caro bollette e il rialzo dei prezzi che hanno iniziato a svuotare le tasche degli italiani. Anche se per la variazione congiunturale i dati sono destagionalizzati, ossia depurati della componente stagionale e degli effetti di calendario, è comunque evidente il flop del Black Friday e del Cyber Monday, come riprova il confronto con novembre 2020, basato sui dati grezzi. La peggior performance annua, infatti, addirittura in territorio negativo nonostante nel 2020 ci fossero ancora forti limitazioni legate al Covid, è quella delle Dotazioni per l’informatica e telefonia. Non va molto meglio per un altro settore che di solito faceva da traino al Black Friday, come Elettrodomestici, radio e tv che si colloca solo in nona posizione nella top ten dei rialzi” prosegue Dona.”Secondo il nostro studio, comunque, le vendite di novembre in valore restano maggiori sia nel confronto con quelle di febbraio 2020, +1,8%, che rispetto a gennaio 2020, +3,1%” conclude Dona. By Mauro Antonelli

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Istat: vendite ottobre, +0,1% su mese, +3,7% su anno

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 dicembre 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a ottobre le vendite in valore al dettaglio salgono dello 0,1% rispetto al mese precedente e del 3,7% su base annua”Dati positivi. Per la seconda volta consecutiva, infatti, si sono interamente recuperati i valori pre-crisi. Mentre spesso si sono superati i valori pre-pandemia di gennaio 2020, solo da settembre 2021 si sono oltrepassate anche le vendite registrate a febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo il nostro studio, infatti, le vendite di ottobre in valore sono maggiori sia nel confronto con quelle di febbraio 2020, +2,2%, che rispetto a gennaio 2020, +3,5%. La rimonta avviene anche per le vendite non alimentari, rispettivamente +3,1% e +3,3%. Non solo, ma anche nel raffronto con ottobre 2019 e 2018 i valori sono migliori: +7,1% e +8,1%. Insomma, non c’è comparazione che non sia positiva” prosegue Dona.”Su questa buona notizia, però, pesa per il futuro l’effetto inflazione e caro bollette di luce e gas che a novembre e soprattutto a dicembre potrebbero determinare un duro contraccolpo nelle vendite. L’inflazione, che sale del 3% di ottobre al 3,8% di novembre, e le spese obbligate legate a luce e gas, con i rialzi scattati dal 1° ottobre ma che non sono stati pagati prima della fine di novembre, riducendo il potere d’acquisto e il reddito disponibile delle famiglie avranno come conseguenza una gelata sugli acquisti, anche di Natale” conclude Dona.

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Libri: risalita delle vendite

Posted by fidest press agency su martedì, 7 dicembre 2021

E’ un segnale positivo ma non dobbiamo dimenticare gli effetti di lungo termine della crisi pandemica, che ha reso più fragile il mercato editoriale e modificato i consumi di cultura – così il capogruppo di FDI in commissione Cultura, responsabile Cultura di FDI, deputato Federico Mollicone a commento dell’indagine dell’ufficio studi AIE su dati NielsenIQ presentata nel corso della Fiera Nazionale della piccola e media editoria, “Più Libri Più Liberi” – come indicato anche dalla conferenza delle Regioni è necessario garantire volumi di finanziamento già ampi per l’attuazione del Piano per la promozione della lettura. In legge di bilancio, con i colleghi Iannone e Barbaro, abbiamo presentato emendamenti per tutelare l’editoria turistica, per migliorare l’efficacia dell’erogazione dei fondi del Ministero della Cultura per l’editoria libraria e le biblioteche e per sostenere l’editoria per l’inclusione didattica dei ragazzi con disabilità. Vanno aiutate anche le librerie e i librai. Nella proposta di legge sulla promozione del libro vennero introdotte norme per istituire il circuito “Ad alta voce” su nostra proposta: ci chiediamo dove sia finito.

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Istat: vendite settembre, +0,8% su mese, +5,3% su anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 novembre 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a settembre le vendite in valore al dettaglio salgono dello 0,8% rispetto al mese precedente e del 5,3% su base annua.”Dati ottimi. Per la prima volta, infatti, si sono interamente recuperati i valori pre-crisi. Mentre si era già verificata la rimonta sui valori pre-pandemia di gennaio 2020, mai, salvo orai, si erano superati quelli del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo il nostro studio, infatti, le vendite di settembre in valore sono superiori sia nel confronto con quelle di febbraio 2020, +1,5%, che rispetto a gennaio 2020, +3%. Il recupero avviene anche per le vendite non alimentari, rispettivamente +1,8% e +2,2%. Non solo, ma anche nel raffronto con settembre 2019 e 2018 i valori sono maggiori: +6,7% e +7,5%. Insomma, non c’è riscontro che non sia in territorio positivo” prosegue Dona.”Su questa bella notizia, però, pesa l’incognita prezzi. Se l’inflazione, più che raddoppiata da giugno a ottobre, da +1,3% a +2,9%, dovesse proseguire la sua corsa, le vendite potrebbero subire uno stop perchè le famiglie potrebbero decidere, a titolo precauzionale, di rinviare gli acquisti in attesa di tempi migliori, con il rischio di un Natale in bianco” conclude Dona.

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Istat: vendite luglio, -0,4% su mese, +6,7% su anno

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a luglio le vendite in valore al dettaglio scendono dello 0,4% rispetto al mese precedente e salgono del 6,7% su base annua.”Dati deprimenti e sconfortanti. Se l’industria è già ripartita e sia la produzione che il fatturato hanno già recuperato sui valori pre-crisi, per le vendite non si è ancora usciti dal tunnel della crisi. La prova del nove che le famiglie ancora faticano ad arrivare a fine mese e, quindi, gli acquisti restano al palo nonostante le riaperture” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo il nostro studio, le vendite di luglio sono inferiori, nel confronto con quelle di febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, dell’1,2%, gap che sale al 2,6% per le vendite non alimentari. Unica consolazione è che rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, il divario è colmato e le vendite sono maggiori dello 0,1%, anche se solo per via di quelle alimentari, +3,3%, visto che nel settore non alimentare c’è ancora un abisso da colmare pari al 2,3%” conclude Dona.

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Vendite al dettaglio in crescita

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

L’Istat ci fa sapere che le vendite al dettaglio del mese di giugno sono in crescita dello 0,7% a livello mensile e 7,7% annualmente. Lieve crescita rispetto al mese precedente e crescita sostenuta a livello annuale, grazie al fatto che giugno dell’anno scorso, eravamo appena usciti dal lockdown duro dei mesi precedenti e, giustamente, i consumatori erano un po’ timidi. Crescita grazie anche ai contenuti tassi di inflazione dello stesso mese di giugno: +0,1 mensile e +1,3 annuale. Una economia in crescita senza entusiasmo che, forse, in cui molti hanno dovuto ricredersi perché già a giugno si sono manifestati i primi pesanti segnali che quella pandemia che ora è riesplosa, era all’epoca tutt’altro che in discesa. E si vedrà particolarmente in agosto piuttosto che a luglio, mentre a settembre, con percentuali di vaccinati molto più alti e l’applicazione di norme tipo green pass già avviate, si dovrebbero registrare segnali diversi. Ci aspettiamo, per questo, al di là delle classiche crescite stagionali, numeri meno confortanti per luglio e agosto, soprattutto per le riprese mensili.La novità è che la nostra economia è sempre meno segnata dalle tendenze, dalle stagioni e dalle mode, ma dalla situazione sanitaria. Per vivere senza farsi tanto male è bene esserne consapevoli e comportarsi di conseguenza adattandosi e modificando le proprie abitudini. Il consumatore deve e dovrà sempre filtrare la propria economicità col virus/variante del momento.Vincenzo Donvito, Aduc

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Istat: vendite maggio, +0,2% su mese, +13,3% su anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 luglio 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a maggio le vendite in valore al dettaglio salgono dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 13,3% su base annua.”Dati sconsolanti e demoralizzanti. Se l’industria è già ripartita e sia la produzione che il hanno già recuperato i valori pre-crisi, le vendite sono ancora al palo. Un segno evidente della difficoltà delle famiglie di arrivare a fine mese” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Secondo il nostro studio, le vendite di maggio sono inferiori sia nel confronto con quelle di febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, con un gap del 2,3%, sia rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, con un divario pari all’1,1%, che arriva, per il settore non alimentare, al 3,5%” conclude Dona. “Ancor più negativo il fatto che l’Italia sia la Cenerentola d’Europa. Nonostante il dato di oggi dell’Istat non sia del tutto confrontabile con quelli resi noti nei giorni scorsi da Eurostat, è comunque certo che l’Italia, su base congiunturale, va peggio degli altri Paesi Ue che hanno registrato un rialzo medio mensile delle vendite in volume del 4,6% sia nell’Eurozona che nei 27 Paesi Ue, contro il +0,4% in volume del nostro Paese” conclude Dona.

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Istat: vendite marzo, -0,1% su mese, +22,9% su anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 Maggio 2021

Secondo i dati Istat resi noti, a marzo le vendite in valore al dettaglio scendono dello 0,1% rispetto a febbraio e salgono del 22,9% su marzo 2020. “Dati pessimi e scoraggianti. Se il rialzo annuo d’ora in poi sarà sempre ovvio e scontato, visto che da marzo 2020 gli italiani sperimentano il lockdown, e in quel mese c’era stato un tracollo mensile delle vendite in valore del 20,5%, -20,8% considerando gli indici aggiornati ad oggi, -37,2% considerando le sole vendite non alimentari, è invece grave e preoccupante che non ci sia alcun recupero su febbraio 2021″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Insomma, se è vero che oggi il rialzo annuo è notevole, lo era anche il crollo dello scorso anno. Quello che conta, invece, è che l’Italia resta la Cenerentola d’Europa. Nonostante il dato di oggi dell’Istat non sia del tutto confrontabile con quelli resi noti ieri da Eurostat, che ad esempio include i carburanti, è comunque certo, vista la discrepanza, che l’Italia va peggio degli altri Paesi Ue che hanno registrato un rialzo delle vendite su febbraio del 2,6%, +2,7% nell’Eurozona” prosegue Dona.”Come se non bastasse, secondo il nostro studio, a marzo le vendite sono inferiori non solo rispetto a febbraio 2021, ma anche nel confronto con i due precedenti rimbalzi di ottobre 2020, con un divario da colmare dell’1,8%, e di agosto, -2,1 per cento” conclude Dona.

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Istat: a gennaio le vendite calano del -3% rispetto al mese precedente e del -6,8% sull’anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 marzo 2021

Dati che purtroppo rispecchiano quelli di ieri sulla povertà assoluta nel nostro Paese, rivelando le condizioni drammatiche in cui si trovano molte famiglie.Unico dato in controtendenza è quello relativo alle vendite online, che segnano una forte crescita del +38,4% confermando il radicarsi di un’abitudine che ha conosciuto un forte exploit dal periodo del lockdown.In grave crisi gli esercizi di piccole dimensioni ed i negozi di vicinato che, dopo aver rivelato tutta la loro utilità in termini di servizio di prossimità durante e dopo il lockdown, ora rischiano di soccombere alla crisi in atto.Questi dati, nel complesso, devono far riflettere il Governo sulla necessità di avviare misure straordinarie per contrastare gli effetti della crisi determinata dalla pandemia in corso.È indispensabile restituire solidità e dare opportunità di crescita al sistema economico, sfruttando le risorse messe a disposizione dell’Europa per il rilancio dell’occupazione, della produzione e dello sviluppo. In tale processo è fondamentale affermare un nuovo modello improntato alla sostenibilità sociale, mettendo in primo piano la lotta alle disuguaglianze, alla povertà, alle disparità sociali.

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