Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 318

Posts Tagged ‘venditori’

Tutti potranno essere produttori e venditori di energia, grazie alla blockchain

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 ottobre 2018

In futuro tutti potranno essere produttori e venditori di energia, grazie alla blockchain, che si affaccia anche nel settore energetico, aprendo nuovi scenari e possibilità per i consumatori anche grazie a una gestione più sicura della distribuzione. Del rapporto tra futuro del mercato energetico e blockchain si sta discutendo durante la World Energy Week di Milano. Secondo un’indagine realizzata dal WEC in collaborazione con PwC, nonostante le interessanti potenzialità, l’85% degli addetti del settore crede che non ci siano ancora i presupposti per un impatto commerciale tangibile nel breve periodo. L’indagine, dal titolo “Is blockchain in energy driving an evolution or a revolution?” ha preso in esame le risposte di 39 tra leader globali del settore dell’energia, autorità di controllo e think tank attivi nel campo.
I principali ostacoli verso un’applicazione diffusa della blockchain nel settore energetico nell’immediato futuro, restano principalmente lo scetticismo dei consumatori, la mancanza di un quadro normativo abilitante e un chiaro modello di business. Nonostante quanto emerso dal report – l’Italia si sta già impegnando per l’implementazione delle tecnologie blockchain a partire dal bando indetto dal Mise per 30 esperti di alto livello che studieranno la strategia nazionale sulle tecnologie basate sulla blockchain.Dalla ricerca, discussa nel corso della World Energy Week, è emerso che un altro intralcio è costituito dalla “pigrizia” dell’utente medio, restio a rivestire un ruolo attivo e più incline a mantenere le proprie abitudini. Accendere l’interruttore e pagare la bolletta elettrica a fine mese, restano le preoccupazioni principali del consumatore, accanto alla tendenza a restare fedele al proprio fornitore, a scapito di un eventuale risparmio. Un esempio è costituito dalla Gran Bretagna dove, con l’apertura del mercato, il 60% dei consumatori ha preferito rimanere con il proprio fornitore, nonostante paghi 300 sterline in più all’anno. Resta poi la poca fiducia verso un sistema non ancora regolamentato. Senza la specificazione di parametri preliminari, come la definizione stessa di consumatore, il mercato dell’energia legato alla blockchain non potrà svilupparsi velocemente.Alla World Energy Week, è arrivato oggi, anche il ministro russo dell’Energia Alexander Novak, a suggellare un protocollo d’intenti tra WEC Italia e WEC Russia per una collaborazione tra i due Paesi siglato lo scorso mese di luglio.

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La rimozione del bene difettoso è a carico dei venditori

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2011

Importante sentenza della Corte di Giustizia europea in materia di beni di consumo: in caso di prodotto difettoso, le spese per la sua rimozione, onde consentirne la riparazione o la sostituzione, sono a carico del venditore. La sentenza della Corte di Giustizia Europea – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Vicario Adiconsum – è una decisione importante che pone fine alla molteplicità dei diversi pareri su chi sia tenuto al pagamento delle spese per la rimozione del bene difettoso da riparare o da sostituire e della conseguente installazione e amplia, completandola, la normativa sulla garanzia legale sull’acquisto dei beni di consumo. La Sentenza precisa anche che il venditore è tenuto ad installare il bene sostitutivo o a sostenere almeno le spese necessarie all’installazione e che nel caso in cui tali spese fossero oltre il valore del bene, si può stabilire un risarcimento adeguato all’entità del danno. Adiconsum – conclude Giordano – invita i consumatori a segnalare all’Associazione attraverso le proprie sedi territoriali i cui riferimenti sono sul sito http://www.adiconsum.it eventuali comportamenti scorretti da parte dei venditori.

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Telemarketing selvaggio

Posted by fidest press agency su domenica, 6 febbraio 2011

Dopo una gestazione lunga e sgangherata, arriva lo sbandierato “Registro delle opposizioni”, quello a cui gli utenti telefonici risultanti dai vari elenchi -aziende e persone fisiche- possono iscriversi per evitare di ricevere telefonate pubblicitarie da venditori di ogni tipo di prodotto/servizio. Abbiamo predisposto una scheda pratica con le istruzione per l’uso, ma i dubbi sulla sua efficacia permangono. Non si può non ricordare il modo selvaggio con cui gli operatori hanno operato finora, anche con l’avallo e le sanatorie del Parlamento italiano che ha più volte graziato chi, infischiandosene delle norme, ha impunemente commesso reati. Per capire il livello di abusi, basti citare un documento degli stessi operatori che, poche settimane fa, si sono dati un codice di autoregolamentazione in cui solennemente promettono di non tediare con fastidiose telefonate gli italiani dopo le 21.30 (2), il che significa che telefonare dopo le nove e mezza è stata e forse è prassi consolidata.
In ogni caso il Registro delle opposizioni dal 1 febbraio 2011 è attivo. Ma quali sono i principali limiti giuridici e pratici? Per esempio, se dopo l’iscrizione continuano a chiamare? Di fatto la legge non prevede un meccanismo tecnico di interdizione delle chiamate. Si prescrive l’applicabilità di sanzioni, ma non si prescrive la possibilità di attivare delle tecniche di filtraggio nei confronti del telemarketer che chiami anche utenti iscritti al Registro. Potrebbe darsi infatti che in assenza di provvedimenti di filtraggio, l’operatore commerciale continui comunque a contattare tutti indiscriminatamente. Ovviamente qui si apre lo scenario di un contenzioso infinito tra gli abbonati che devono dimostrare di essere stati importunati da quel determinato operatore commerciale e i telemarketer che faranno di tutto per glissare.
Il ruolo monco del Garante della Privacy. Il controllo sul funzionamento e sul rispetto della normativa viene affidato al Garante Privacy. La funzione dell’Authority tuttavia si dimostra monca: può comminare sanzioni, ma non ha il potere di ordinare alle compagnie telefoniche l’interdizione di una certa linea telefonica (quella del telemarketer fuori legge) dall’interoperabilità con l’intera utenza nazionale. Conseguentemente in barba alla previsione di contatti con numero telefonico in chiaro e dovere di informativa, l’operatore commerciale può benissimo agire in modo abusivo senza accedere al Registro e da territori non sottoposti alla normativa in oggetto, gabbando lo Stato italiano e le aziende del settore che lavorano in modo serio e trasparente. Insomma un Registro delle opposizioni senza poteri di opposizione serve veramente a poco. Nonostante tutto questo, però, iscriversi in massa può essere utile, come utile è evitare di rispondere alle chiamate con numero anonimo o riservato o comunque non identificabile. (Deborah Bianchi, avvocato specializzato in diritto applicato alle nuove tecnologie, esercita nel Foro di Pistoia e Firenze in materia civile e amministrativa)

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Erbe: venditori e pozioni ‘magiche’

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 agosto 2010

Fa scalpore la notizia della vendita di erbe in pillole, “afrodisiache”, effettuata da “vu cumpra’” nelle affollate spiagge italiane. Le erbe “magiche” hanno sempre accompagnato la nostra fantasia. Ma le pozioni “magiche”, lo sono veramente? Certamente no, ma le piante, le erbe e le radici usate hanno un loro effetto perche’ contengono sostanze capaci di condizionare il nostro equilibrio psico-fisico. Vediamone alcune.
Aconito: e’ un ipotensivo e rallenta il battito cardiaco. Da’ la sensazione di volare.
Banisteria: provoca l’impressione di essere dotati di facolta’ extrasensoriali.
Belladonna: produce eccitazione, deliri, disturbi visivi e auditivi.
Burundanga: genera ipnosi.
Datura: allucinogeno, crea la sensazione di onnipotenza.
Kawakava: provoca rilassamento ed euforia.
Mandragora: afrodisiaco, provoca ebbrezza.
Peganum harmala: induce euforia.
Stramonio: stessi effetti della belladonna.
Tabernanthe Iboga: provoca estasi.
Come si vede gli effetti di alcune erbe ci sono ma servono soprattutto a chi ce le vende per carpire il portafoglio del malcapitato di turno. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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Case da sogno in centro a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 maggio 2010

“I prezzi stellari delle case nel centro di Roma sono un effetto della grande disponibilità di denaro liquido, ma il rischio è quello di aumenti senza fine”.  L’analisi economica del responsabile per la Casa e l’Edilizia Privata dell’Italia dei Diritti Maurizio Ferraioli, è riferita al mercato delle case nel centro di Roma, dove le quotazioni sono formulate più che dai venditori, dai potenziali acquirenti. Compravendite che non conoscono prezzi impossibili e tetti massimi, perché l’unica intenzione di chi compra è possedere un affaccio su uno dei tanti luoghi da cartolina della Città Eterna. E così i prezzi al metro quadro tendono sempre al rialzo. Un conto però è la grande disponibilità di liquidità, un altro, secondo Ferraioli “è verificarne la lecita provenienza, in quanto spesso si tratta di cifre recuperate dallo scudo fiscale o proventi della criminalità organizzata da riciclare”. Un altro problema legato al rialzo, per l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, è la valutazione dei professionisti: “Pur avendo una legislazione seria che stabilisce precisi criteri per la stima del valore dell’immobile, questi vengono spesso disattesi da architetti geometri e ingegneri, che effettuano previsioni difformi costringendo le agenzie a rivolgersi ad operatori stranieri”. La grande iniezione di capitali esteri è comunque un segnale di preoccupazione per Ferraioli, poiché “oltre a rendere più complicata o impossibile la compravendita per gli italiani, rischia di innescare una spirale domanda – offerta destinata ad un lievitare dei prezzi senza fine”.

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Consumi: garanzia post-vendita

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2010

“E’ inaccettabile che in Italia il commercio al dettaglio trascuri sistematicamente le norme sulla garanzia post-vendita”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati raccolti dal sito http://www.consumatori.it che vedono primeggiare il mancato rispetto da parte dei venditori delle norme sulla garanzia previste dal Codice del Consumo.

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Garanzia legale e catene prodotti elettronici

Posted by fidest press agency su domenica, 17 gennaio 2010

L’Antitrust ha aperto un’istruttoria contro le principali catene di distribuzione di prodotti elettronici: non applicherebbero la legge sulla garanzia grazie alla quale i venditori, quando non funziona il prodotto acquistato (tv, computer, telefonini, lavatrici, ipod, lettori e decoder) devono garantire riparazione, sostituzione o resa dei soldi. L’ipotesi è più che fondata. La questione e’ uno dei piu’ grossi problemi che hanno i consumatori quando acquistano un prodotto che poi risulta difettoso. Migliaia sono le segnalazioni che ci giungono e che pubblichiamo sul nostro sito Internet, segnalazioni che denunciano i commercianti e il loro ostruzionismo in merito. Il trucco dei commercianti si basa sul fatto che esistono due garanzie sui prodotti: – quella dei produttori: mediamente un anno e normata dai medesimi produttori, con tempi, modi e costi indicati nei depliant che vengono allegati al prodotto; – quella di legge: due anni, fornita dai commercianti sui vizi di produzione e/o conformita’. Regolata dal codice del consumo, è molto chiara: il venditore deve prendere direttamente in carico il problema e risolverlo in tempi congrui e senza costi per il consumatore. Invece, e’ un continuo boicottaggio, negando questo diritto e, lavandosene le mani, rimandando i consumatori ai centri assistenza dei produttori (spesso lontani dai luoghi dell’acquisto), nonché tempi biblici per  risolvere i vari problemi. Ai consumatori vessati e ingannati, quasi sempre non resta che agire con raccomandata A/R di messa in mora con cui intimare e ottenere il rispetto della legge. Questo del diniego alla garanzia legale è il maggiore e piu’ reiterato illecito nei rapporti tra consumatori e commercianti. I marchi coinvolti nell’istruttoria dell’Antitrust sono Mediaworld, Unieuro, MarcoPoloExpert, Euronics e Trony.

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Prezzi benzina

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2009

Firenze,  Il ministro dello Sviluppo Economico, col comunicato in cui fa sapere i  risultati del proprio incontro con l’Unione Petrolifera  ha confermato non solo di essere in grado di non poter fare nulla, ma anche di non voler fare nulla. Ha ricordato l’inutile disposizione che dal 15 agosto obblighera’ i punti vendita di carburanti a comunicare al ministero i prezzi praticati alla pompa. Disposizione che, al contrario di quanto crede il ministro Claudio Scajola che disincentiverebbe i prezzi alti, sara’ solo un aggravio burocratico in piu’ per venditori che, essendo tali e non benefattori, ne faranno ricadere il costo sugli acquirenti finali. Quindi il nulla che puo’ fare, e cioe’:- Mister Prezzi al lavoro per scoprire cio’ che gia’ si sa; – confronto con Antitrust… per far cosa visto che l’Antitrust deve proprio agire indipendentemente dal Governo? – valutare le proposte delle associazioni di consumatori che, guarda caso, sono proprio quelle che agiscono sotto la direzione del medesimo ministero…. e che notoriamente, bastano che siedono “a tavola” anche loro, son contente; – analisi dei costi da parte del Dipartimento Energia per valutare perche’ si e’ cosi’ diversi dal resto d’Europa. E sul nulla che non vuole fare, cioe’ la detassazione di un prodotto in cui la componente fiscale e’ al 70%, non ha per l’appunto detto nulla. Boutade agostane di chi non vuole affrontare il problema alla radice: detassazione immediata e ripensamento economico di tutto un modello basato sulla dipendenza dai padroni del petrolio. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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E’ possibile gestire i domini.tel in 11 lingue

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

Telnic Limited (http://www.telnic.org), Registry Operator per il nuovo dominio di primo livello (TLD) focalizzato sulle comunicazioni, oggi ha annunciato che, oltre a essere in grado di visualizzare i domini .tel in 11 lingue sul web, a partire da oggi stesso i clienti possono anche gestirli in tali lingue.  Con oltre 200.000 domini .tel registrati dal momento in cui sono stati messi a disposizione del pubblico, il 24 marzo, clienti in tutto il mondo stanno sfruttando i vantaggi del dominio .tel; le lingue adesso supportate sono inglese, arabo, cinese, francese, tedesco, italiano, giapponese, coreano, portoghese, russo e spagnolo.  “Da venditori di kebab a Algeri a studi di dermatologia a New York ad alberghi in Vietnam, tutti sono soddisfatti dei domini .tel, e siamo molto lieti di essere in grado di offrire il dominio .tel a molte più persone in tutto il mondo” ha detto Justin Hayward, Direttore comunicazioni Telnic Limited. “Il dominio .tel è una tecnologia innovativa che semplifica e riduce il costo delle pubblicazioni in Internet nell’ambito dello spazio personale di un individuo e vogliamo eliminare quanti più ostacoli possibili per dare modo a quante più persone possibili di sfruttarla.”  Unitamente al pannello di controllo sono state tradotte anche le guide d’uso; l’utente che ha registrato un dominio .tel accede al pannello di controllo tramite operatori con certificazione ICANN o fornitori di servizi .tel e per visualizzarlo, insieme alle guide, nella lingua prescelta, deve semplicemente modificare le impostazioni del browser.
Fondata nel 2000, Telnic Limited è una società registrata in Inghilterra che agisce in qualità di Registry Operator e Sponsoring Organization.

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Imprenditori italiani che fanno affari su eBay.it

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2009

L’eCommerce non è più soltanto uno strumento che ha stravolto il nostro modo di fare acquisti, ma è diventato un vero e proprio motore economico che crea lavoro e rende l’Italia uno dei primi Paesi nello scenario economico europeo del business online. Gli imprenditori che gestiscono attività organizzate in maniera professionale su eBay in Italia, secondo i dati di una ricerca europea diffusi oggi dal sito, sono circa 18.000, e le loro vendite negli ultimi 12 mesi hanno generato un giro d’affari per oltre 270 milioni di euro.  Lo spirito imprenditoriale italiano è quindi più vivo che mai, anche grazie a questa nuova tipologia di imprenditore che, scoperte e comprese le potenzialità dell’eCommerce, ha sviluppato la propria attività sfruttando le opportunità ed i vantaggi della compravendita online. Le categorie di eBay più rappresentate dai venditori professionali italiani sono quelle dedicate all’Abbigliamento e Accessori, Informatica, Cellulari, Elettronica di consumo, Casa e Arredamento.  Parte del successo dell’Italia nel business su web è dovuto alle esportazioni. I principali mercati di esportazione per l’Italia risultano Stati Uniti, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna. Negli ultimi 12 mesi il valore degli oggetti venduti dai venditori professionali italiani all’estero su eBay ha superato i 33 milioni di euro.   Gli Stati Uniti continuano ad essere i maggiori importatori dei prodotti nostrani; acquistano più degli altri Paesi gioielli in oro bianco, giocattoli e modellismo, e persino stufe e caminetti. I ricambi motociclistici made in Italy riscuotono grande successo in Francia, Spagna e Germania. Inoltre i francesi si affidano ai negozi italiani online per acquistare passeggini e seggiolini, mentre i tedeschi apprezzano e comprano le nostre piscine e relativi accessori.   Quando invece si tratta di importazione, gli italiani si rivolgono al sito eBay inglese.  Il sito italiano di eBay consente al nostro Paese di trovarsi tra le prime quattro nazioni europee per volume di vendite professionali online, insieme a Germania, Regno Unito e Francia. Grazie alle oltre 300.000 attività commerciali presenti sui rispettivi quattro siti eBay e ad un giro d’affari complessivo annuale di 5,7 miliardi di euro l’anno, il commercio elettronico in questi mercati rappresenta un contributo significativo all’economia europea.
eBay è la più grande Community di compravendita online a livello mondiale. Costituita nel 1995, eBay ha creato un grande mercato per la vendita di beni e servizi da parte di una comunità appassionata di singole persone e piccole imprese. Ogni giorno, sono milioni gli articoli in vendita nel sito, suddivisi per migliaia di categorie. eBay consente gli scambi su base locale, nazionale e internazionale attraverso i suoi ventuno siti nazionali nel mondo. La Community di eBay usufruisce dei vantaggi di un marketplace che combina la vendita all’asta tradizionale con il commercio a prezzo fisso.

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