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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Posts Tagged ‘venezuelani’

Fazzolari (FdI): grazie a FdI permesso di soggiorno ai venezuelani di origine italiana

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

“Fratelli d’Italia ottiene una grandissima vittoria per il sostegno alla comunità italiana in Venezuela. Il Venezuela da anni vive una crisi politica, economica e sociale drammatica e migliaia di nostri connazionali, anche se di passaporto venezuelano, tentano di ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana per potersi trasferire in Italia e ricostruirsi una vita. Gente che non chiede aiuti, non pretende vitto e alloggio pagati, ma solo il diritto a tornare nella Patria dalla quale provengono loro e i loro genitori. Purtroppo finora l’Italia si è dimostrata più attenta e accogliente nei confronti di sedicenti profughi di ogni parte del mondo che non nei confronti di chi ha origini italiane, una assurdità che FdI ha sempre contestato. Oggi otteniamo una prima importante svolta grazie a due nostri emendamenti alla legge di Bilancio a mia firma”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari, responsabile nazionale del programma di FdI.”Con l’emendamento 101.15 si riconosce il permesso di soggiorno ai venezuelani che hanno già fatto richiesta di cittadinanza italiana ma sono ancora in attesa di ottenere una risposta, che purtroppo a volte richiede anche anni. Con l’emendamento 101.16 si destinano 500 mila euro per potenziare proprio l’attività di riconoscimento delle pratiche di cittadinanza dei venezuelani. Un grande successo e una grande soddisfazione per chiunque creda nel valore della comunità nazionale e abbia a cuore le comunità italiane nel mondo” conclude il senatore Fazzolari.

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L’UNHCR accoglie con favore la decisione del Brasile di riconoscere lo status di rifugiato a migliaia di venezuelani

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 dicembre 2019

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, accoglie con favore la decisione presa dal Brasile di riconoscere prima facie lo status di rifugiato a migliaia di richiedenti asilo venezuelani. Circa 21.000 venezuelani soggiornanti nel Paese hanno beneficiato con decorrenza immediata della decisione presa giovedì dalla Commissione nazionale brasiliana per i rifugiati (CONARE).
A partire da questo momento, le domande di asilo presentate da cittadini venezuelani che soddisfano i criteri previsti in Brasile saranno prese in esame mediante una procedura accelerata, senza dover sostenere i rituali colloqui. Questa decisione costituisce una pietra miliare per la protezione dei rifugiati nella regione e fa seguito a quella presa a giugno di quest’anno con cui la CONARE riconosce che la situazione in Venezuela è caratterizzata da violazioni di diritti umani gravi e diffuse conformemente a quanto previsto dalla Dichiarazione di Cartagena sui rifugiati del 1984.Per poter beneficiare delle nuove disposizioni, i richiedenti asilo venezuelani devono trovarsi in Brasile, non essere titolari di alcun permesso di soggiorno nel Paese, essere maggiorenni, possedere un documento d’identità rilasciato dal Venezuela e non avere precedenti penali a carico in Brasile. Le autorità brasiliane stimano che siano circa 224.000 i venezuelani che vivono attualmente nel Paese. Ogni giorno, una media di 500 venezuelani continua a varcare il confine per entrare in Brasile, soprattutto nello Stato settentrionale isolato di Roraima.
Il Governo brasiliano continua a guidare la risposta umanitaria a favore dei venezuelani più vulnerabili in arrivo nel Paese, promuovendo, allo stesso tempo, metodi innovativi, accessibili e solidali volti a sostenerne l’inclusione socioeconomica.
Ad oggi, sono oltre 750.000 le domande di asilo presentate da cittadini venezuelani nel mondo, la maggior parte in Paesi dell’America Latina e dei Caraibi. Il Brasile ha registrato oltre 120.000 richiedenti asilo, secondo i dati ufficiali più recenti. La decisione annunciata giovedì a Brasilia avrà un impatto positivo sulla protezione dei venezuelani nel Paese e, inoltre, contribuirà ad allentare la pressione sul sistema di asilo nazionale brasiliano.L’UNHCR ribadisce di essere pronta a continuare a garantire supporto tecnico e operativo per rafforzare le capacità del sistema nazionale di esaminare le domande di asilo. L’Agenzia è impegnata affinché sia assicurato maggiore sostegno internazionale alla risposta dello Stato brasiliano e auspica che il Brasile continui a svolgere un ruolo leader nella regione in relazione alla protezione di quanti sono costretti a fuggire, specialmente nell’ambito dell’attuale crisi venezuelana.In seguito all’aggravarsi della situazione all’interno del Venezuela, all’inizio dell’anno l’UNHCR aveva esortato i Governi a riconoscere lo status di rifugiato ai cittadini venezuelani mediante procedure di determinazione collettiva, quali l’approccio di riconoscimento prima facie adottato ora dal Brasile. L’UNHCR rinnova tale appello agli altri Paesi della regione, dal momento che la portata degli attuali esodi pone sfide complesse e potrebbe portare al collasso del sistema di asilo.

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Risorse per aiutare rifugiati e migranti venezuelani e i Paesi che li accolgono

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 novembre 2019

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, e l’OIM, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, lanceranno oggi un piano regionale da 1,35 miliardi di dollari per rispondere alle crescenti esigenze umanitarie di rifugiati e migranti venezuelani in America Latina e Caraibi e delle comunità che li accolgono. A inizio novembre 2019, i rifugiati e i migranti venezuelani nel mondo sono circa 4,6 milioni. Quasi l’80 per cento si trova in Paesi dell’America Latina e dei Caraibi, senza alcuna prospettiva di fare ritorno nel breve o medio periodo. Se le tendenze attuali non cambiano, entro la fine del 2020 potrebbero essere 6,5 milioni i venezuelani ad aver lasciato il Paese.
Il Piano regionale di risposta per rifugiati e migranti (RMRP) per il 2020 in procinto di essere lanciato nella capitale colombiana Bogotá, costituisce uno strumento di coordinamento e raccolta fondi istituito e implementato da 137 organizzazioni. Queste lavorano in tutta la regione mirando ad assistere quasi quattro milioni di persone, compresi rifugiati e migranti venezuelani e le comunità che li accolgono, in 17 Paesi.Il piano RMRP 2020 rappresenta il risultato di un processo di consultazione ad ampio raggio condotto sul campo che ha coinvolto governi dei Paesi di accoglienza, società civile e organizzazioni religiose, comunità e donatori locali, nonché rifugiati e migranti stessi.Il piano prevede una serie di interventi in nove settori chiave: salute, istruzione, sicurezza alimentare, integrazione sociale, nutrizione, alloggio, beni di prima necessità e traporto umanitario, e acqua potabile, servizi igienico-sanitari e igiene (Water, Sanitation, Hygiene/WASH). Oltre alla risposta d’emergenza, il piano mira in particolare ad assicurare l’inclusione socioeconomica di rifugiati e migranti.“Solo mediante un approccio coordinato e armonico sarà possibile rispondere in modo efficace alle esigenze di ampia scala, che continuano ad aumentare e ad evolversi a causa dell’aggravarsi della crisi”, ha dichiarato Eduardo Stein, Rappresentante Speciale congiunto UNHCR-OIM per i rifugiati e i migranti venezuelani“A tal fine, l’appello per il piano RMRP 2020 rappresenta uno degli strumenti chiave per mobilitare le risorse necessarie per un’azione più concertata e collettiva.“Nonostante i numerosi sforzi e le diverse iniziative, la portata del problema supera la capacità assicurata dalla risposta attuale, pertanto è necessario che la comunità internazionale raddoppi tali sforzi e contributi per aiutare i Paesi e le organizzazioni internazionali a rispondere alla crisi”, ha dichiarato Eduardo Stein. “È necessario garantire maggiore sostegno ai governi, dedicando la dovuta attenzione alle politiche per lo sviluppo, oltre che alle esigenze umanitarie immediate”.Il piano RMRP 2020 è il prodotto del lavoro della Piattaforma regionale di coordinamento interagenzie – il meccanismo di coordinamento per la risposta alla crisi di rifugiati e migranti venezuelani – ed è guidato da UNHCR e OIM con il coinvolgimento di numerose organizzazioni delle Nazioni Unite, della società civile e Ong.

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Esodo di massa di venezuelani

Posted by fidest press agency su sabato, 26 ottobre 2019

Bruxelles 28 e 29 ottobre 2019 Conferenza internazionale di solidarietà (International Solidarity Conference) di alto livello organizzata dall’Unione Europea, insieme all’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e all’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM). La fuga drammatica di milioni di venezuelani ha prodotto una delle crisi di sfollati più gravi a livello mondiale e la più estesa della storia recente della regione. Quasi l’80 per cento dei circa 4,5 milioni di venezuelani che hanno lasciato il Paese è rimasto in America Latina o nei Caraibi.
La conferenza sarà presentata da Federica Mogherini, Alto Rappresentante/Vice-Presidente della Commissione Europea, Filippo Grandi, Alto Commissario ONU per i Rifugiati, António Vitorino, Direttore Generale OIM ed Eduardo Stein, Rappresentante Speciale congiunto UNHCR-OIM per i rifugiati e i migranti venezuelani. I Paesi della regione continuano a mostrare solidarietà nei confronti dei venezuelani assicurando loro libertà di movimento, accesso ai servizi sociali e possibilità di integrazione nelle economie e nelle comunità locali, ma la capacità e le risorse delle autorità nazionali e delle comunità di accoglienza si stanno esaurendo. È necessario ulteriore sostegno internazionale per supportare i rifugiati e i migranti venezuelani.
“Paesi e comunità dell’America Latina e dei Caraibi che hanno accolto milioni di venezuelani necessitano e meritano il nostro sostegno”, ha dichiarato António Vitorino, Direttore Generale dell’OIM. “La comunità internazionale, compresi donatori, agenzie di cooperazione e settore privato, deve raddoppiare gli sforzi per assicurare che gli aiuti giungano ai più vulnerabili e a coloro che li sostengono”.Ministri e funzionari di alto profilo di America Latina, Caraibi e Stati membri dell’Unione Europea presenzieranno insieme a rappresentanti di Nazioni Unite, agenzie di cooperazione internazionale, Ong, aziende del settore privato, organizzazioni della società civile e attori impegnati per lo sviluppo, fra i quali istituzioni finanziarie internazionali.
La Conferenza internazionale di solidarietà – che riunisce attori umanitari e per lo sviluppo, settore privato, società civile, istituzioni finanziarie internazionali, nonché i governi dei Paesi donatori e di accoglienza – mira a sensibilizzare la comunità in merito alla crisi, riaffermare gli impegni presi a livello globale nei confronti dei Paesi e delle comunità di accoglienza, valutare l’efficacia delle buone prassi e dei risultati conseguiti, confermare il sostegno internazionale a favore di una risposta regionale coordinata e sollecitare una maggiore cooperazione internazionale in ambito tecnico e finanziario con la regione.

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Un sondaggio evidenzia i rischi a cui sono esposti i venezuelani vulnerabili in fuga

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2019

Un sondaggio sui cittadini venezuelani fuggiti dal proprio Paese ha rilevato che nel corso del viaggio la metà (50,2%) delle famiglie intervistate è stata o continua a essere esposta a rischi specifici legati a età, genere, condizioni di salute o altre esigenze, o perché hanno dovuto compiere scelte drastiche per sopravvivere, fra cui chiedere l’elemosina, mandare i figli a lavorare o prostituirsi.Questi sono alcuni dei risultati del sondaggio pubblicato oggi dall’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. I risultati si basano su 7.846 interviste realizzate in diversi Paesi dell’America Latina e dei Caraibi da gennaio a giugno 2019, in occasione delle quali è stato chiesto alle persone intervistate di riportare la propria esperienza e quella delle proprie famiglie.
Nonostante i governi della regione abbiano rilasciato numerosi permessi di soggiorno temporanei ai cittadini venezuelani, il 34% degli intervistati ha dichiarato di non possedere alcun tipo di documento, a causa del fatto di essere entrato irregolarmente in un determinato Paese o di possedere un permesso scaduto. Il resto era in possesso di visti turistici o temporanei, e solo il 4% aveva un documento di soggiorno permanente.
Circa il 66% degli intervistati ha dichiarato di essere disoccupato o di lavorare in nero, e il 43% di aver incontrato difficoltà per trovare alloggio, soprattutto a causa dell’assenza di fondi e di documenti, nonché per le discriminazioni legate alla propria nazionalità.La raccolta di informazioni dettagliate sulle esigenze di protezione è fondamentale per assicurare analisi e risposte coerenti, tempestive e basate su dati concreti, e per individuare lacune nell’assistenza e nei servizi forniti.Il sondaggio, condotto tramite uno strumento standardizzato di monitoraggio delle esigenze di protezione, ha già determinato l’adozione di misure concrete che permettono agli intervistati di segnalare le persone considerate a rischio affinché ricevano aiuto e supporto a lungo termine. Fra gennaio e giugno, con questa modalità oltre 1.500 persone sono state inviate ai servizi di consulenza o di altro tipo.Considerati i rischi derivanti dall’assenza di documenti, l’UNHCR accoglie con favore la strategia concordata dai governi della regione a Buenos Aires il 5 luglio scorso per facilitare l’integrazione di rifugiati e migranti venezuelani, grazie anche al rafforzamento dei processi di registrazione e di ottenimento dei documenti. La strategia rientra nel Processo di Quito, un’iniziativa condotta dai governi al fine di armonizzare le politiche e le prassi statali, coordinare la risposta umanitaria e migliorare l’accesso ai servizi e ai diritti per rifugiati e migranti venezuelani.A completamento di tali sforzi compiuti dagli Stati e al fine di rispondere alle esigenze di protezione, assistenza e integrazione di rifugiati e migranti venezuelani, ad aprile 2018 è stata istituita una Piattaforma regionale di coordinamento inter-agenzie (Regional Inter-Agency Coordination Platform), mentre lo scorso dicembre è stato lanciato un Piano Regionale di Risposta per rifugiati e migranti (Regional Refugee and Migrant Response Plan).

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Il numero di rifugiati e migranti venezuelani supera i 4 milioni

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

L’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, e l’OIM, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, hanno annunciato oggi che il numero di venezuelani in fuga dal proprio paese ha raggiunto i 4 milioni. Quello dei venezuelani è uno degli esodi più massicci a livello mondiale.Il flusso di persone in fuga dal Venezuela è cresciuto a un ritmo impressionante. Alla fine del 2015 i rifugiati e i migranti venezuelani erano circa 695.000, mentre a metà del 2019 il loro numero ha superato i 4 milioni, secondo i dati forniti dalle autorità nazionali per l’immigrazione e da altre fonti. In soli sette mesi a partire dal novembre 2018 il numero di rifugiati e migranti è cresciuto di un milione.I paesi dell’America Latina ospitano la gran parte dei venezuelani: 1,3 milioni si trovano in Colombia, 768.000 in Perù, 288.000 in Cile, 263.000 in Ecuador, 168.000 in Brasile e 130.000 in Argentina. Anche il Messico e altri paesi in America Centrale e nei Caraibi ospitano un numero significativo di rifugiati e migranti provenienti dal Venezuela.“Queste cifre allarmanti sottolineano l’urgente necessità di sostenere le comunità dei paesi ospitanti,” ha affermato Eduardo Stein, Rappresentante Speciale di UNHCR e OIM per i rifugiati e i migranti venezuelani. “I paesi dell’America Latina e dei Caraibi stanno rispondendo a questa crisi senza precedenti, ma non possono continuare a farlo senza il sostegno della comunità internazionale.”I governi della regione hanno creato meccanismi per coordinare la loro risposta e facilitare l’inclusione legale, sociale ed economica dei cittadini venezuelani. Tra questi, il meccanismo principale è il Processo di Quito, che ha riunito i paesi latinoamericani interessati dall’esodo di rifugiati e migranti venezuelani. Al fine di integrare questi sforzi, un Piano umanitario Regionale di Risposta alla situazione dei rifugiati e dei migranti (Regional Refugee and Migrant Response Plan – RMRP) è stato lanciato lo scorso dicembre, ed è rivolto a 2,2 milioni di venezuelani e a 580.000 persone delle comunità ospitanti in 16 paesi. Ad oggi, il Piano Regionale di Risposta è stato finanziato solo al 21%.

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Le domande di asilo dei venezuelani superano quota 400 mila

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 marzo 2019

La crisi in Venezuela sta causando un aumento esponenziale del numero di domande di asilo presentate dai suoi cittadini in tutto il mondo. Dal 2014, sono state presentate oltre 414.000 richieste di asilo, quasi il 60% delle quali (248.000) solo nel 2018.Due terzi delle domande di asilo presentate dai venezuelani sono state registrate in America Latina e il resto in Nord America e in alcuni paesi europei.Queste cifre sono fornite dalle autorità nazionali, che sono responsabili della valutazione delle domande di asilo in tutti i paesi della regione e di tutte le questioni relative alla protezione e all’integrazione locale dei rifugiati.L’UNHCR lavora a stretto contatto con le istituzioni nazionali per migliorare i sistemi di asilo, la registrazione e la documentazione, nonché con le organizzazioni della società civile per fornire assistenza umanitaria e promuovere l’inclusione sociale, culturale ed economica dei rifugiati.Nell’attuale contesto di aumento delle domande di asilo da parte dei cittadini venezuelani nei paesi limitrofi, incluse le domande di ex membri del personale delle forze di sicurezza, l’UNHCR ribadisce la necessità di mantenere il carattere civile e umanitario dell’asilo.Il numero di richiedenti asilo rappresenta solo una parte dell’ingente flusso di venezuelani in fuga, che è stimato in oltre 3,4 milioni di persone. Oltre ai richiedenti asilo, i paesi dell’America Latina hanno concesso circa 1,3 milioni di permessi di soggiorno e altre forme di status regolare ai venezuelani, che consentono loro l’accesso ai servizi di base tra cui sanità e istruzione e, nella maggior parte dei paesi, il diritto al lavoro.

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L’UNHCR rafforza la risposta alle frontiere mentre i venezuelani si affrettano in vista della scadenza stabilita dal Perù

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

Questa settimana l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha rafforzato la propria risposta ai principali valichi di frontiera in Perù, Ecuador e Colombia, mentre migliaia di rifugiati e migranti provenienti dal Venezuela si sono precipitati in Perù in vista della scadenza prevista per poter richiedere un permesso di soggiorno temporaneo.
Il numero di rifugiati e migranti venezuelani che mercoledì scorso hanno fatto ingresso in Perù dall’Ecuador attraverso la frontiera principale di Tumbes ha raggiunto un picco di oltre 6.700 persone in un solo giorno, un livello tre volte maggiore rispetto a quello di appena due settimane fa. Si stima che al momento il Perù ospiti circa mezzo milione di venezuelani.
In ottobre sono aumentati anche i venezuelani che dalla Colombia hanno fatto ingresso in Ecuador attraverso i valichi di frontiera di Rumichaca e San Miguel. Nel corso del mese sono stati registrati 97.500 arrivi.
All’inizio di questa settimana, i venezuelani hanno aspettato in fila per due o tre giorni al fine di espletare le formalità di frontiera, comprese le procedure di immigrazione e le vaccinazioni obbligatorie. Migliaia di persone hanno dormito all’aperto e molti necessitavano di assistenza medica e alimentare. Le autorità peruviane, l’UNHCR e i suoi partner hanno lavorato per incrementare rapidamente l’intervento ed è stato messo in atto uno stretto coordinamento tra gli uffici dell’UNHCR in Perù e in Ecuador per rispondere alle urgenti necessità dei venezuelani in arrivo.
In Perù, l’UNHCR ha rafforzato la sua presenza a Tumbes mobilitando ulteriore personale per aiutare a coordinare la risposta, ad aumentare la copertura della protezione e ad identificare ed assistere le persone con bisogni specifici, come i minori non accompagnati e separati. I venezuelani che chiedono formalmente asilo in Perù continuano ad essere ammessi alla frontiera, anche se sembra che gli arrivi stiano diminuendo. A Tumbes, le autorità peruviane stanno trattando circa 1.000 domande di asilo al giorno. Dal 29 ottobre, la Commissione speciale per i rifugiati (CEPR) lavora 24 ore al giorno per far fronte all’aumento delle domande. Dal 2014, oltre 150.000 venezuelani hanno fatto domanda di asilo in Perù.
L’UNHCR ha donato computer e altre attrezzature alle autorità peruviane competenti per l’immigrazione al fine di accelerare le formalità di frontiera e ridurre i tempi di attesa. L’UNHCR ha anche fornito risorse finanziarie finalizzate all’invio di ulteriori funzionari governativi, allo scopo di rafforzare le capacità della Commissione speciale per i rifugiati alla frontiera.
L’UNHCR ha anche rafforzato il proprio intervento in Ecuador al fine di assicurare la protezione e l’assistenza necessarie ai rifugiati e ai migranti provenienti dal Venezuela. I team dell’UNHCR si trovano ai confini settentrionale e meridionale per offrire orientamento alle famiglie venezuelane in arrivo, identificare i casi con bisogni di protezione specifici e inviarli ai servizi e ai programmi offerti dallo stato e dai partner dell’UNHCR.
In Colombia, per rispondere all’aumento delle partenze verso l’Ecuador, l’UNHCR ed i suoi partner hanno inviato al confine diversi team al fine di offrire assistenza, fornire pasti caldi, coperte e kit per bambini, nonché informazioni ed orientamento ai venezuelani diretti in Ecuador.

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