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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘venti’

Venti di impresa: Le nuove rotte del Made in Italy

Posted by fidest press agency su sabato, 15 Maggio 2021

E’ una serie di podcast originali di Radio 24 in collaborazione con Sace traccia la road map per conoscere le nuove regole dell’export, approfondisce temi come lo sdoganamento smart e l’economia in chiave sostenibile, fa scoprire le opportunità dell’innovazione digitale, del fare rete e del come svilupparsi sui mercati esteri.Una serie di podcast originali nel formato free talk: un dialogo fra Pepe Moder (conduttore di Radio 24) e Mariangela Siciliano (Head of Education di Sace), per scoprire come abbracciare il cambiamento di questi anni con uno sguardo oltreconfine. I consigli degli esperti del settore e le testimonianze degli imprenditori che hanno già aperto la strada e che raccontano come stanno affrontando la “nuova normalità” ai microfoni di Anna Marino. La serie di podcast è realizzata da Radio 24, la prima e unica emittente “news & talk” italiana e da Sace Education, il nuovo hub formativo che offre formazione profilata e gratuita alle Pmi e al mondo dei professionisti.

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“Correggio, venti dal passato” di Marco Sessi

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2021

E’ un romanzo giallo con richiami alla vicenda storica della Resistenza in terra emiliana. L’autore ha infatti preso spunto da una vera azione partigiana avvenuta a Budrio di Correggio per raccontare una storia cupa e sanguinosa, attraversata da una salvifica ironia e ambientata nell’apparente tranquillità di un piccolo centro urbano. Marco Sessi presenta il secondo romanzo con protagonista il maresciallo dei Carabinieri Marco Grazioso, che si trova davanti a una serie di delitti che sembrano avere inquietanti legami con le azioni di alcuni ex partigiani. Grazioso è un protagonista sfaccettato e intenso; un uomo pieno di conflitti, che dovrà fare i conti anche con i fantasmi del suo passato, che si palesano improvvisamente durante le indagini. L’autore ha deciso di raccontare Grazioso non solo in quanto membro integerrimo delle forze dell’ordine ma anche in quanto uomo, con le sue sofferenze e i suoi sensi di colpa – «Sono confuso, strani pensieri ritornano e non sono sicuro di come comportarmi. Non riesco a concentrarmi sui fatti e sul lavoro. Il passato sta sgretolando le mie sicurezze». A causa dal suo passato, egli dovrà anche mettere da parte l’intricata indagine per partire per un breve viaggio alla ricerca del suo equilibrio, per riuscire finalmente a voltare pagina e a guardare con fiducia al futuro. Nel frattempo, il temerario appuntato Renzi cerca di dipanare da solo l’ingarbugliata matassa in cui sono intrecciati gli omicidi di due ex partigiani, un incendio doloso e le azioni irrazionali di un uomo misterioso, che terrorizza la città con le sue frecce. Tanta carne al fuoco da cui si origina una vicenda piena di colpi di scena, in cui si riflette sul rancore che ogni guerra lascia nei superstiti e sulla difficoltà di vivere in un mondo in cui il male è sempre più presente. Tra messaggi enigmatici, depistaggi, inseguimenti notturni, attività illecite e i fantasmi della Resistenza e del fascismo, una storia avvincente in cui il vento del passato ritorna a soffiare, portando con sé angoscianti domande e fatali rivalse.WritersEditor Genere: Giallo Pagine: 149 Prezzo: 15,00 €

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“Venti di sostenibilità”

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

Giovedì 3 dicembre, a partire dalle ore 11:30, Pictet Asset Management presenta il suo digital show: “Venti di sostenibilità” per celebrare i suoi primi 20 anni in Italia. Un appuntamento innovativo e immersivo, che avrà un nuovo format, dinamico e sorprendente, che si ispira all’entertainment televisivo, disponibile in diretta streaming.Una ricorrenza concomitante ai 20 anni di storia del primo e più iconico fondo tematico ambientale di Pictet, il comparto Pictet – Water interamente dedicato al business delle risorse idriche. Lo spirito pionieristico che ha portato al lancio di un fondo sull’acqua è lo stesso che ha guidato la nostra attenzione al tema della sostenibilità negli investimenti e l’operato di Pictet AM a partire dal 1997. Oggi che gli investimenti ESG sono al centro dell’attività normativa, sono definitivamente considerati mainstream e spirano dunque forti “venti di sostenibilità”, Pictet vanta numerosi riconoscimenti, un chiaro posizionamento ed un’ampia gamma d’offerta per “navigare” su questi venti e cogliere le opportunità che la crescita di questa tipologia di investimenti vedrà negli anni futuri.Non un semplice evento digitale, dunque, ma un vero e proprio percorso esperienziale per scoprire come affrontare le sfide del futuro: più di 10 voci narranti, tra cui gestori, sociologi ed esperti, si alterneranno sul palco per accompagnare i partecipanti in questo viaggio virtuale. Prima dell’evento sarà possibile rispondere ad alcune domande volte a comprendere la visione dei partecipanti e la loro conoscenza sul concetto di sostenibilità e sugli investimenti sostenibili. A molti di coloro che avranno riposto correttamente sarà offerta la possibilità di partecipare gratuitamente al corso “ESG Analysis & Investing” organizzato dal Politecnico di Milano in collaborazione con CFA Society. Il corso è valido per 30 ore di crediti formativi MIFID e, previo superamento di un test finale, conferisce l’attestato di ESG Analysis & Investing Certificate.Per avere maggiori informazioni e per registrarsi all’evento: https://www.am.pictet/it/italy/articoli/il-mondo-pictet/2020/venti-di-sostenibilita-il-primo-digital-show-di-pictet

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La California in fiamme: fra pandemia, incendi e gol politici

Posted by fidest press agency su domenica, 30 agosto 2020

By Domenico Maceri, PhD. “Più di 400mila ettari di terreno sono stati bruciati in California, l’equivalente dello Stato del Rhode Island”. Il governatore Gavin Newsom metteva a punto con queste parole la tragica situazione degli incendi che stanno devastando il Golden State. Sono tempi bui per la California che negli ultimi mesi sta affrontando anche la pandemia del Covid-19. Preoccupano di più due di questi incendi nel nord dello Stato che rappresentano i più grandi nella storia della California. Si tratta dell’incendio LNU Lightning Complex al nord-nordest di San Francisco e quello del SCU Lightning Complex che colpisce all’est di San Jose.
Altri più piccoli in diverse parti dello Stato preoccupano anche poiché siamo solo all’inizio della stagione degli incendi che di solito va dal mese di agosto e finisce a novembre nel Nord dello Stato mentre nel Sud va da novembre e finisce a dicembre. Il periodo più pericoloso occorre di solito da settembre a ottobre. I cambiamenti climatici hanno però scombussolato queste previsioni e secondo uno studio esistono due stagioni di incendi: una da giugno a settembre e l’altra da ottobre ad aprile. Questi periodi sono spesso determinati dalle condizioni atmosferiche con i mesi caldi che non producono piogge e l’inizio delle precipitazioni che contribuiscono alla fine degli incendi. Ad aggiungere al problema ci sono anche i venti, specialmente nel Sud, con i cosiddetti Santa Ana Winds (Venti di Santa Ana). Le cause degli incendi sono molteplici. Spicca fra tutte la disattenzione di qualche individuo poco accorto anche se la madre natura ci mette del suo. Alcuni incendi nascono dal bisogno della natura per rigenerare la scarsa vegetazione. Il clima secco e la quantità di scarse piogge aggrava la situazione alla quale bisogna aggiungere il riscaldamento globale e le temperature che continuano di anno in anno ad aumentare. Nel deserto del Death Valley, per esempio, si sono stabiliti record di eccessivo calore che hanno raggiunto 54 gradi recentemente. Gli effetti sono stati devastanti. I terreni bruciati sono otto volte più grandi di quelli degli anni 70, secondo la rivista National Geographic. Sette persone hanno perso la vita e più di 170mila hanno ricevuto l’ordine di evacuare le loro case. In anni passati questi individui andavano a stare temporaneamente con parenti ed amici ma in questi giorni di Covid-19 che richiedono distanziamento sociale la situazione è molto più problematica. Ad aggravarla di più va aggiunta anche la qualità dell’aria che diventa pericolosa per i californiani vicini agli incendi ma anche a quelli lontani poiché il fumo e l’aria penetrano al di là dei centri degli incendi. La bassa qualità dell’aria peggiora la situazione di quegli individui che hanno difficoltà respiratorie come asma ma anche quelli negli ospedali ricoverati per i contagi del Covid-19. Per questi ultimi il recupero diventa più lungo a causa della pessima qualità dell’aria. Persino il fumo nell’aria rende i polmoni più deboli, aggravando i possibili contagi del coronavirus.
Il 96 percento dei vigili del fuoco dello Stato sta combattendo gli incendi causando però timori che la stanchezza si farà sentire fra breve. In anni passati questi pompieri erano assistiti da gruppi di detenuti i quali erano addestrati come vigili del fuoco. Il Covid-19 ha però costretto le carceri al rilascio di molti di loro riducendo il numero di partecipanti da 2200 a 1600. La Guardia Nazionale ha ricevuto l’ordine di assistere e già 300 di loro sono stati addestrati a fungere da vigili del fuoco. Altri 300 intraprenderanno l’addestramento fra breve. Il governatore Newsom ha richiesto l’assistenza di altri Stati ma anche al Canada e persino all’Australia, ricevendo promesse ma non abbastanza aiuti.Negli ultimi giorni le temperature sono scese, facilitando il lavoro dei vigili del fuoco e alcuni incendi sono sotto controllo ma la situazione è ancora pericolosa. Kimberly Guilfoyle, la compagna di Donald Trump Junior e ex moglie del governatore Newsom, ne ha approfittato per scopi politici alla recente convention repubblicana. La Guilfoyle, ex procuratrice in California e anche rivale in anni passati di Kamala Harris, la candidata democratica alla vicepresidenza, ha detto che per vedere “il futuro socialista del ticket Biden-Harris basta semplicemente guardare alla California”. Ha ragione sulla tragica situazione anche se risulta difficile in che modo il governo della California sia socialista e responsabile per i disastri naturali. Il suo dito dovrebbe essere indirizzato all’attuale inquilino della Casa Bianca e la sua completa inattività che ignora i cambiamenti climatici responsabili non per gli incendi ma certamente per la loro aumentata gravità.La California, il più importante Stato dell’unione il cui Pil si piazzerebbe fra le prime sei nazioni al mondo, si riprenderà come ha fatto in passato, considerando la diversità economica del suo territorio. La Guilfoyle dovrebbe saperlo come lo sanno i californiani che continuano a votare contro il partito lodato adesso dalla Guilfoyle. Ovviamente la California va aiutata allo stesso modo di altri Stati che spesso sono colpiti da disastri naturali che possono includere incendi, terremoti, o uragani come stanno avvenendo nel Sud del Paese. Ma ci stiamo avvicinando alle elezioni, e per Guilfoyle, qualunque scusa è buona per cercare di segnare gol politici. Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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Venti di guerra o escalation controllata?

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 gennaio 2020

Neanche una settimana nella nuova decade e i mercati sono già sull’altalena. La notizia che ha colpito il mondo è sicuramente l’azione militare con cui gli Usa hanno ucciso il generale Qasem Soleimani. Soleimani era un alto ufficiale iraniano, regista della strategia politica e militare di Teheran nel Medio Oriente e figura estremamente popolare, non solo in Iran.L’escalation è stata una vampata: il 27 dicembre una base militare irachena, in cui operavano contractor americani, è stata attaccata con dei razzi da un gruppo paramilitare riferibile all’Iran. Nell’attacco – da quanto riportato dalle autorità americane – ha perso la vita un cittadino americano e numerosi altri sarebbero rimasti feriti (negli ultimi sei mesi gli attacchi a persone e strutture americane sono stati oltre 10).In risposta, il 29 dicembre gli Stati Uniti hanno colpito con degli attacchi aerei in Siria, Iraq e Libano alcune formazioni paramilitari appoggiate dall’Iran. Il primo gennaio alcune migliaia di persone hanno accerchiato in protesta l’ambasciata americana di Baghdad. Infine, l’attacco aereo della settimana vicino a un aeroporto di Baghdad, in cui un drone Usa ha colpito il convoglio in cui viaggiava il generale Soleimani identificato come il regista delle operazioni militari “per procura” (ovvero messe in atto supportando formazioni paramilitari terze) di cui viene accusato il regime di Teheran.L’escalation ha colto di sorpresa i mercati finanziari che hanno inizialmente reagito con perdite generalizzate (poi in parte recuperate prima della chiusura), mentre il petrolio si è apprezzato di oltre il 4% sulla scia di timori su possibili ripercussioni lato offerta.
Lasciando da parte valutazioni del contesto geopolitico in cui è maturato il conflitto e giudizi morali che non ci competono in questa sede, è importante provare a capire quali sono le effettive possibilità di un’escalation armata, visto che le relazioni tra Usa e Iran sono ormai da mesi ai minimi storici.Negli ultimi anni molti osservatori hanno criticato la Casa Bianca per la mancanza di una strategia precisa per quanto riguarda il Medio Oriente. In realtà, l’azione americana sembra essere stata improntata, almeno fino ad ora, da alcune caratteristiche distintive, sia da un punto di vista strategico sia da un punto di vista operativo. In continuità con quanto stabilito dall’amministrazione Obama, Trump ha, almeno a parole e nelle intenzioni, predicato la politica del disimpegno diretto, cercando di evitare per quanto possibile il coinvolgimento con un gran numero di truppe sul campo e favorire un maggior protagonismo degli alleati. Tuttavia, a differenza dell’amministrazione precedente, ha individuando in modo chiaro l’Iran come una minaccia con cui non è utile dialogare. In breve tempo Trump ha recesso dall’accordo di non-proliferazione nucleare firmato dal suo predecessore e ristabilito le sanzioni economiche verso Teheran.
Un’altra caratteristica della politica estera di Trump è stata quella di non avere paura di agire con azioni mirate anche molto decise in casi di escalation come deterrente. Una sorta di escalation ‘controllata’ dei conflitti con l’obiettivo di mostrarsi pronto a ogni soluzione e scoraggiare ulteriori azioni da parte dei propri avversari. Questa strategia di “escalation controllata” è molto rischiosa (e crea una buona dose di incertezza) ma ha funzionato, anche con una certa efficacia, contro la Nord Corea e contro Assad in Siria.Lo scontro con l’Iran potrebbe avere obiettivi, o perlomeno esiti, diversi. L’azione questa volta va a colpire direttamente una delle figure più importanti dell’establishment di un Paese sovrano, ostile all’occidente ma non in aperto conflitto con esso.Ragionevolmente l’Iran prenderà delle contromisure anche se al momento l’amministrazione Usa continua a ritenere che non sia nell’interesse di Teheran scatenare un conflitto armato su larga scala. Prevedibilmente l’Iran coglierà l’occasione per accrescere la propria influenza in Paesi confinanti, ma in questo momento è complesso da prevedere.Le truppe americane si stanno, comunque, mobilitando per prepararsi ad ogni evenienza e Trump ha già annunciato una reazione “sproporzionata”, restando fedele al suo approccio. La situazione resta fluida e aperta a molteplici possibilità, non necessariamente si risolverà nelle prossime ore, ma potrebbe restare un tema ricorrente anche per i mercati nei prossimi mesi.

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Prima tappa di “Venti di futuro”

Posted by fidest press agency su sabato, 8 dicembre 2018

Coinvolgere scolaresche delle medie e delle superiori nella realizzazione di libri illustrati che raccontino la storia dei quartieri della metropoli; riqualificare aree verdi ed ex-fabbriche abbandonate per trasformarle in centri di aggregazione sociale e culturale; sviluppare esperienze di co-housing capaci di dare prospettive di autonomia ai giovani adulti educandoli allo stesso tempo alla cura e alla condivisione dei beni comuni; mettere in rete le esperienze da vivere nella natura anche alle porte delle città. E ancora: riciclare i rifiuti trasformandoli in opere d’arte; creare hub in cui le persone possano portare avanti i propri progetti lavorativi incontrando altri innovatori; realizzare percorsi pedonali attraverso le periferie tra street art, reperti archeologici, verde urbano, panorami e proiezioni cinematografiche; organizzare laboratori di empowerment e conoscenza reciproca per donne straniere e italiane.
Sono queste alcune delle idee di rigenerazione urbana che XX giovani under 35 hanno inviato partecipando alla “call” lanciata da Banca Etica per raccogliere proposte sul tema della rigenerazione urbana.
Gli ideatori dei 12 progetti più convincenti si sono trovati con gli esperti di Banca Etica presso il Museo MAXXI di Roma, con la partecipazione straordinaria di Zerocalcare la cui prima mostra personale è in corso al MAXXI in queste settimane.I candidati hanno partecipato a tavoli di lavoro per trasformare le idee in progetti strutturati che Banca Etica accompagnerà con consulenze e finanziamenti.Le proposte vincitrici riceveranno, oltre a un premio di 1.000 € da utilizzare sulla piattaforma Soci In Rete, assistenza tecnica e accompagnamento allo sviluppo di un piano di fattibilità tecnica e finanziaria per la propria idea, inclusa la ricerca di opportunità di finanziamento in ambito pubblico e privato.“Per festeggiare i primi 20 anni di Banca Etica abbiamo deciso di metterci in ascolto, soprattutto della generazione dei giovani adulti per disegnare insieme a loro il percorso per i prossimi 20 anni di finanza al servizio di uno sviluppo sostenibile che metta le persone al centro”, ha detto la vicepresidente di Banca Etica, Anna fasano che ha partecipato all’incontro.
Dopo l’appuntamento romano ci saranno altre 4 gare di idee per immaginare e costruire un futuro sostenibile, inclusivo e solidale con il sostegno degli strumenti della finanza etica.

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Nick Hunt: dove soffiano i venti selvaggi

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

Il viaggio sulle tracce del vento di Nick Hunt parte dai Pennines, la colonna vertebrale dell’Inghilterra, mentre insegue l’Helm, un vento negativo che geme e ulula e che nasce in Cumbria dal Cross Fell, il monte più alto della catena. Nell’Europa meridionale segue la Bora, un amaro vento del nord che soffia da Trieste attraverso la Slovenia e lungo la costa croata. La sua caccia al Föhn che «mangia la neve» diventa un viaggio serpeggiante di euforia e disperazione attraverso le valli alpine della Svizzera, mentre il suo ultimo itinerario traccia un antico cammino di pellegrini nel sud della Francia sulle tracce del Mistral – il vento di follia che ha animato e tormentato Vincent Van Gogh.
Questi sono viaggi nel vento selvaggio, ma anche nei paesaggi selvaggi e tra le persone che li abitano – un vasto gruppo di meteorologi, cacciatori di tempeste, uomini di montagna, eccentrici appassionati di vento, marinai e pastori. Presto, Nick si ritrova portato avanti dalle stesse forze che sta inseguendo, attraverso la pioggia, le bufere di neve e le tempeste ululanti. Perché, dove sono i venti selvaggi, ci sono anche miti e leggende, storia e folklore, scienza e superstizione – e occasionalmente cabine di montagna remote piene di sottaceti, salumi e alcolici fatti in casa.

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Allerta meteo

Posted by fidest press agency su martedì, 27 luglio 2010

Nelle ultime ore correnti più fresche settentrionali hanno soffiato sull’Italia, portando venti sostenuti e un generale calo delle temperature.  Un sollievo per chi ha sofferto il caldo dell’ultimo mese.  “Ma nei prossimi giorni la situazione volgerà ulteriormente al peggio, spiega Sergio Brivio di 3bmeteo.com “tanto che non si potrà più parlare di semplice rinfrescata, ma di un periodo meteorologicamente travagliato, che poco avrà a che vedere con l’Estate e con frequenti allerte meteo, per venti o temporali.  Insomma il peggio è atteso proprio per i prossimi 7-10 giorni, quando l’estate subirà un brusco stop.” In particolare un primo peggioramento è atteso per lunedì sera-notte a partire dal Nord, con piogge e qualche temporale che martedì si sposteranno al centrosud. Il tutto accompagnato da un  ulteriore calo termico. Weekend.  Ma sarà tra giovedì venerdì e per l’inizio del weekend che l’instabilità potrebbe acutizzarsi, con temporali in estensione da nord a sud. Le temperature subiranno un sensibile calo specie al centro-nord, risultando fino a 5 gradi sotto le medie del periodo. Probabile ritorno del bel tempo Domenica, ma con ancora clima fresco. Quando tornerà l’estate? “Fino ai primi di agosto si dovrebbe confermare un clima fresco e ancora qualche temporale” continua Brivio “ poi potrebbe tornare maggior stabilità e clima più estivo, con caldo soprattutto al centrosud. Il nord rimarrà invece sempre lambito da qualche temporale intermittente.”
3bmeteo.com è considerato uno dei principali portali meteo in Italia visitato da circa 2 milioni di utenti unici al mese.

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