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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘verbali’

Nuovo “Stop” della Cassazione ai verbali elevati con autovelox

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 gennaio 2019

Altro duro colpo nei confronti degli enti accertatori e dei prefetti in materia di sanzioni al codice della strada per eccesso di velocità elevati con apparecchiature elettroniche come l’autovelox. In data odierna, la seconda sezione civile Cassazione con l’ordinanza 1661/19, pubblicata il 22 gennaio, ha riaffermato compiutamente alcuni principi che per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si stanno consolidando in questa delicata materia che vede ancora contrapposti automobilisti e enti ma anche, da una parte la certezza del diritto e dall’altra l’esigenza di “far cassa” con la scusa della regolamentazione del traffico veicolare e della sicurezza. Nella fattispecie, in particolare, si è ribadito il concetto secondo cui, se è vero che il verbale che contesta l’eccesso di velocità non debba indicare la presenza del segnale che preavvisa il conducente del rilevamento elettronico, tuttavia, in caso di contestazione circa la sua esistenza tocca comunque all’ente accertatore dimostrare la presenza del cartello, che costituisce una condizione di legittimità della pretesa sanzionatoria. Nel caso approdato innanzi alla Suprema Corte, il cittadino aveva proposto ricorso dopo aver perso sia innanzi al Giudice di Pace di Parma che in appello davanti al Tribunale dello stesso comune emiliano. In primo luogo, nell’accogliere il ricorso, i giudici di legittimità ricordano che se il trasgressore contesta l’affidabilità dell’apparecchio, il giudice è tenuto ad accertare se lo strumento che misura la velocità dei veicoli è stato sottoposto alle verifiche di funzionalità e taratura così come affermato dalla nota sentenza della Corte Costituzionale n. 113 del 2015. Altro punto a favore dell’automobilista riguarda la contestazione dell’assenza dell’apposita segnaletica che preannuncia la presenza dell’autovelox. In tal senso, sottolinea la Suprema Corte, che sia l’articolo 142 Cds, al comma 6 bis introdotto dal decreto legge 117/07, sia il decreto ministeriale attuativo 15 agosto 2007 prevedono che i segnali devono essere installati con adeguato anticipo rispetto agli autovelox e l’amministrazione non ha alcuna discrezionalità nell’adempiere all’obbligo ricorrendo a sistemi informativi alternativi, mentre è lo stesso Codice della Strada a imporre di utilizzare le segnalazioni luminose, se necessario. Evidenziano gli ermellini che se la decisione impugnata è corretta nella parte in cui dichiara che non è previsto da alcuna norma primaria o secondaria che il verbale di contestazione debba fornire indicazioni circa la presenza del cartello di preavviso del dispositivo elettronico, non è tale anche nella parte in cui, invece, ha sia pur implicitamente affermato, che è onere dell’opponente la prova della violazione da parte dell’amministrazione delle procedure di accertamento quanto alla presenza del cartello di preavviso del dispositivo elettronico: il relativo onere probatorio, infatti, in mancanza di un’attestazione fidefaciente al riguardo contenuta nel verbale va dunque a carico dell’amministrazione. Va poi rigettato l’assunto secondo cui l’eventuale inadempienza dell’ente possa rimanere limitata nell’ambito dei rapporti organizzativi interni alla pubblica amministrazione: è tutt’altro che priva di precettività la norma ex articolo 4 della legge 168/02. La segnalazione preventiva degli apparecchi è un obbligo specifico posto a carico della polizia stradale per tutelare la sicurezza dei conducenti. Morale della favola: l’inadempienza dell’amministrazione non può non riflettersi sulla legittimità degli accertamenti.

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Le violenze verbali e la logica della visibilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 novembre 2017

violenza_stadi_2Se mi rifaccio all’ultimo episodio in ordine di tempo che ho avuto modo di conoscere per virtù “mediatiche” in quanto è stato ripreso alla grande a livello nazionale dove un certo Angelo Parisi ha profferito una grave minaccia verbale nei confronti del deputato Ettore Rosato reo di aver data la sua paternità alla legge elettorale oggi passata alla storia come Rosatellum, in latino maccheronico essendo uno stile molto a la page nei quartieri alti della politica, devo convenire con la vittima che è stato un modo di rendersi discernibile decisamente riprovevole. Chiarito questo punto segue un’altra amara riflessione sullo scadimento del linguaggio che molti adottano più per rendersi visibili che per preavvisare il destinatario di una volontà criminale. Atti che per altre vie trascendono in violenze urbane sebbene a volte deprivate da una matrice politica, xenofoba o altro, ma espresse solo ed esclusivamente per attirare l’attenzione dei media e farvi convergere le luci della ribalta. A questo punto andrebbe fatta una riflessione più attenta sull’origine di questa tendenza che a livello mondiale procura vittime innocenti e barbarie d’ogni genere e soprattutto domandarci il perché si è arrivati a tanto. La verità è che non riusciamo più a convivere con le idee altrui perché questa convivenza è stata resa conflittuale, prevaricatrice e intollerante. E’ una profonda crisi si identità su ciò che si è e ciò che si ha e che tende sempre di più a creare non un solco ma una voragine tra le due entità. E’ il momento di correre ai ripari prima che sia troppo tardi e i politici dovrebbero essere i primi a farlo guardando di più ai bisogni della gente e meno agli interessi di parte. (Riccardo Alfonso)

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Facciamoci valere!

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2010

di Lisa Frankfort e Patrick Fanning Ogni giorno incontriamo persone fastidiose a cui cediamo pur di essere lasciati in pace: il vicino maleducato, il parente irritante, il collega aggressivo. In cuor nostro sappiamo benissimo che il modo migliore per trattare con queste persone è rimanere fermi sui nostri propositi, esprimere con sincerità i nostri sentimenti, le nostre preferenze.  Ma come smettere di essere remissivi e iniziare a farsi valere?  Questo libro, rivolto particolarmente alle donne,  ma utilissimo anche agli uomini, è un arsenale di armi retoriche a cui attingere per rintuzzare gli attacchi verbali  quotidiani dei maleducati e degli invadenti. Offre un campionario di formule facili, divertenti e irriverenti per destreggiarsi con successo in tutte le occasioni. E, miracolo!, insegnandoci a rispondere come si deve ci aiuta a  rafforzare anche la nostra autostima.Collana: Donna Oggi (DON) Codice libro: DON004 Prezzo: €12.00 Pagine:128 edizione Red

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