Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘vergogna’

«La nuova disciplina del Viminale sugli sgomberi? È una vergogna

Posted by fidest press agency su martedì, 29 agosto 2017

marco minniti“Perché si afferma un principio gravissimo: se occupi illegalmente, lo Stato ti garantisce una casa mentre se rispetti la legge puoi continuare a dormire sotto i ponti. Se gli alloggi a disposizione vengono assegnati agli occupanti abusivi per liberare un immobile, questo vuol dire che quegli alloggi vengono sottratti a chi è in lista e ne ha diritto. E chi occupa illegalmente non può avere una priorità nell’assegnazione di una casa popolare rispetto a chi vive dentro al perimetro della legge. Chiediamo che gli alloggi rifiutati dagli occupanti di Piazza Indipendenza siano assegnati agli italiani indigenti».
Lo ha detto in un’intervista a Libero Quotidiano il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
«Un richiedente asilo viene sostenuto all’arrivo e nella fase emergenziale. Una volta che lo Stato ti riconosce lo status di rifugiato diventi un normale residente sul nostro territorio: devi trovarti un lavoro e un alloggio come fanno tutti e se occupi abusivamente ne subisci le conseguenze, al pari di qualunque altro cittadino. Nessuno può pensare che lo Stato italiano ti debba mantenere a vita. Le critiche alla polizia? Noi stiamo al 100% con le Forze dell’Ordine ed è vergognoso che i vertici delle Istituzioni, compreso il Capo della Polizia, non si siano schierati dalla loro parte senza tentennamenti», ha aggiunto Meloni.

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Mancato riscaldamento scuole fiorentine. Non è colpa della Raggi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2017

piazza san marco firenzeFirenze. E’ un bollettino di guerra quello che ci arriva da vari messaggi e testimonianze di studenti e genitori che in una giornata come ieri (e anche l’altro ieri) hanno dovuto rinunciare alle ore di lezione a scuola (o le hanno tenute in condizioni precarie) perchè il riscaldamento non funzionava o era insufficiente. Un inverno particolare? Se qualcuno lo dice, ci sta prendendo in giro. E’ inverno e fa freddo, in linea grossomodo con le temperature di questo periodo in questa parte del mondo. A sentire i vari responsabili c’e’ da vergognarsi ad essere cittadini che pagano le tasse con cui vengono pagati gli stipendi di queste persone: i piu’ dotti usano le parole inglesi “spending review”. E si scopre che, con una temperatura invernale preannunciata e gia’ in atto da diversi giorni, le scuole hanno riaperto con gli impianti di riscaldamento (dove funzionavano) che sono stati attivati la mattina stessa e poi spenti la sera, e cosi’ via. Incapaci?Troppo buoni: forse solo inutili, e quindi piu’ pericolosi e piu’ dannosi.
Una testimonianza valga per tutti. In un istituto superiore del centro fiorentino, gli studenti, dopo che l’insegnante il giorno prima aveva loro relazionato sul diritto di sciopero e la Costituzione, oggi, costretti dal freddo ad abbandonare le aule scolastiche alle 10 dopo che alle 8 erano entrati, hanno avuto modo di dire alla stessa insegnante che il suo insegnamento sullo sciopero era stato fruttuoso e l’avrebbero messo in atto per quanto stava accadendo; l’insegnante, ovviamente (un avvocato che presta volontariato presso la nostra associazione), non ha potuto dire loro che avevano ragione.Dicevamo di varie testimonianze. Anche stamane durante un filo diretto ad una radio privata fiorentina con diversi genitori che hanno telefonato per raccontare la loro esperienza, con figli a casa che, talvolta, si sono anche ammalati per l’occasione.C’e’ da vergognarsi per quanto sta accadendo e, qualunque provvedimento sara’ preso per far tornare la vita scolastica alla sua normalita’, i presidi -responsabili a tutti gli effetti, istituto per istituto- devono pagare civilmente e penalmente per quanto accaduto. Spetta ai genitori denunciarli ai loro superiori e alla Procura della Repubblica. Da parte nostra avranno il necessario supporto legale.Una chiosa per chiudere. Io ho fatto la scuola media e il liceo a meta’ degli anni 60 del secolo scorso e, ogni anno ero tra gli organizzatori degli altri studenti per scioperare con questo motivazione: “sciopero causa mancanza adeguato riscaldamento”, e dopo scioperi e cortei le cose venivano in qualche modo rimesse come avrebbero dovuto essere fin dall’inizio. Ma eravamo cinquanta anni fa. Il mondo e’ cambiato ma non l’incapacita’ dei dirigenti scolastici nello svolgere il lavoro per cui sono pagati dai contribuenti. Non ci sentiamo eccessivi auspicando un licenziamento di queste persone.. .anche se intuiamo consapevolmente che “la consorteria dei diritti propri ma non degli altri e di tutti”, l’avra’ vinta anche questa volta. Poi dicono che l’Italia va male…. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc) (n.r. in un altro comunicato è stato scritto che a Roma solo poche scuole sono rimaste al freddo, ma la colpa non è del sindaco che aveva dato in proposito precise istruzioni ma da un ritardo delle squadre adibite a tale servizio. Nonostante ciò vi sono stati grandi clamori mediatici e minaccia di una class action contro la Raggi. A Firenze, invece, che è la patria del nostro ex-presidente del consiglio e dove vi è una amministrazione comunale affidata a un suo fedelissimo tutto tace. I soliti due pesi e due misure.)

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Finmeccanica: Guargualini si è dimesso

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2011

Dopo un regno incontrastato lungo dieci anni. Travolto dagli scandali e dalle inchieste giudiziarie che lo riguardano. L’accusa è quella di aver creato un sistema di fondi neri e di aver elargito e dato ordini per dare denaro a politici e partiti. Ieri la notizia delle dimissioni di Guarguaglini ed il passaggio ad Orsi, amministratore delegato dell’ex presidente” lo scrive sul suo blog, Massimo Donadi, presidente di IDV alla Camera. “Una scelta, quella del Cda che sorprende e lascia perplessi perché in piena continuità con il passato: perché Guarguaglini va a casa e chi, fino a ieri era amministratore delegato sotto la sua presidenza, fa un passo avanti? Quale è la ratio? Dove è la logica? Che fine hanno fatto le ragioni di verità e trasparenza? Non solo” scrive Donadi. Per la fine del suo decennato Guarguaglini, dopo aver ridotto Finmeccanica con un’esposizione debitoria di oltre un miliardo di euro e aver fatto perdere al titolo in Borsa il 46 per cento in meno di un anno, riceve una liquidazione, tra buonuscita e clausola di non concorrenza, di 5,5 milioni di euro. Ora, tralasciando per un istante la questione giudiziaria, che già di per sé imporrebbe una seria riflessione, in un paese normale, la liquidazione di un manager di Stato dovrebbe essere legata indissolubilmente ai risultati raggiunti. Non in Italia. Piccola ma succosa digressione. Il Governo Prodi, su richiesta ed insistenza di Italia dei Valori, che ne fece una sua battaglia di principio nella scorsa legislatura, impose un tetto agli stipendi dei manager pubblici. Il Governo Berlusconi, con un decreto legislativo, ha non solo cancellato il tetto agli stipendi dei manager pubblici ma ha anche respinto la nostra proposta di legare indissolubilmente la liquidazione dei manager pubblici ai risultati raggiunti. Chiusa parentesi, torniamo al punto. “Una liquidazione di 5.5 MILIONI di euro a chi ha messo in ginocchio un’azienda fiore all’occhiello nel settore difesa e aerospazio, è una vergogna. Per questo, martedì, in Aula, Italia dei Valori non solo chiederà che tutto il Cda di Finmeccanica venga azzerato ma che si faccia tabula rasa anche su queste liquidazioni inconcepibili, indecenti, immorali. Serve cambiare anche queste regole per ridare slancio al Paese, rimetterlo sui binari della crescita e della legalità”.

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Fini: “Il premier non conosce vergogna”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2011

(Il Messaggero del 17 aprile) Fini: lo sfido a provare quello che dice» E Rosario Amico Roxas commenta: “Dopo le esternazioni ultime del cavaliere, leggiamo sulla stampa una tiepida reazione di Fini, accusato di avere stretto un accordo con il PM di Milano, che poi sarebbe un tradimento delle regole democratiche; accuse gravissime che non possono e non devono passare come esternazioni di chi ha perso il controllo di se stesso. Questa diuresi verbale spacca la nazione con gravissimi rischi per la continuità democratica…. O cerca proprio questo? Che il cavaliere non provi vergogna di se stesso è un dato ormai accertato, ma le accuse profferite contro Fini non possono essere liquidate con una “vergogna” non provata, c’è di mezzo l’onorabilità e il rispetto delle Istituzioni da parte della terza carica dello Stato, con accuse assimilabili al tradimento. Fini ha il DOVERE di sporgere querela, aggravata dai rispettivi ruoli, per inchiodare il cavaliere alla foga delle sue folli esternazioni. E’ chiaro ormai che Berlusconi ha perso il lume della ragione, convinto come è di essere il superuomo del terzo millennio; la sua megalomania. ormai patologica, è diventata angosciante, perchè pretende il consenso unanime e non solo dal popolo italiano (isole comprese) ma anche internazionale, illudendosi di essere lo statista più illuminato che decide le sorti non solo dell’Italia (isole comprese) ma dell’intero pianeta. E’ la fase terminale della nevrosi che lo assilla in un complesso di inferiorità che neutralizza in una incredibile forma di pretesa superiorità. Farebbe lo stesso anche se avesse il 90% dei consensi nazionali, se la prenderebbe con quel 10% che non si genuflette al suo augusto cospetto. Di ciò si rendono conto anche i suoi fedelissimi che stanno trattando sul “dopo” che vedono imminente; vorrebbero collocarlo al Quirinale, affiancato dal solito Letta come portavoce-vicario delegato agli interventi importanti, riservando al cavaliere (oltre all’immunità) la lettura degli auguri di natale (pre-registrati !). (Rosario Amico Roxas)

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Lampedusa è una vergogna italiana ed europea

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2011

”Un’emergenza umanitaria di fronte alla quale nessuno si può tirare indietro: tutte le regioni, dal nord al sud, devono fare la propria parte. C’è poi la situazione gravissima dei minori soli che sono arrivati in numero imprecisato e che la nostra legislazione non permette che siano rimpatriati. Le istituzioni devono mettere in atto tutti gli strumenti per garantire il diritto di asilo, sancito dall’art 10 della Costituzione, e  costruire condizioni dignitose di accoglienza per coloro che non possono usufruire di questo diritto ma che abbandonano il loro paese per altri motivi. Il Forum denuncia inoltre la grave inadempienza del governo che ha tagliato ulteriormente i fondi per la cooperazione allo sviluppo, solo lo 0,13 per cento a fronte dello 0,75 sottoscritto negli impegni internazionali, facendo venir meno il sostegno proprio per quei paesi dai quali vengono i maggiori flussi migratori. Il Forum è solidale con la popolazione di Lampedusa e con i funzionari dello Stato, lasciati soli ad affrontare un’emergenza che chiede il sostegno e il coinvolgimento di tutti.

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Pluralismo da vergogna

Posted by fidest press agency su martedì, 1 marzo 2011

Quello relativo al pluralismo è uno dei temi certamente più scottanti e delicati, anche perché ritenuto alla base dei rischi concreti che i popoli corrono nel vedere le società trasformarsi in dittature. E’ un vero e proprio “termometro” del grado di democrazia applicata! Gli astensionisti italiani si avviano a rappresentare sicuramente la prima aggregazione in assoluto, che in Italia è di dissidenza o non-avallo all’attuale regime partitocratico. Secondo molteplici sondaggi, infatti, ultimamente si stanno attestando attorno al 40 per cento dell’intero corpo elettorale. In base a nostre considerazioni, invece, se ai disertori delle urne aggiungiamo anche chi vuole annullare il proprio voto o non indicare alcuna espressione (schede bianche), ci avviamo a superare abbondantemente la soglia fatidica del 50 per cento di tutto l’elettorato. In questi ultimi tempi noi astensionisti consapevoli abbiamo fatto davvero molti tentativi, tutti vani, al fine di poter traforare quella censura mediatica di regime che di fatto ci impedisce l’accesso agli organi di informazione di questo Paese, per lo meno per dire: “attenzione, esistiamo anche noi”! E, per contro, sono veramente pochi i motivi di questo impedimento, che non vuole assolutamente prendere in considerazione le posizioni astensionistiche dell’elettorato politico a differenza di quello referendario. Le motivazioni della censura che ci colpisce sono determinate soprattutto da forme di ricatto implicito o esplicito che il regime esercita direttamente sui mass media (controllo editoriale, minaccia di esclusione dai finanziamenti pubblici, servilismo di molti giornalisti anche noti).Eppure, la Costituzione repubblicana e gli stessi ordinamenti sul pluralismo mass-mediatico fondano la loro azione vietando esclusivamente la ricostituzione del solo partito fascista, non impedendo invece agli astensionisti di poter accedere a quei confronti dialettici socio/politico/istituzionali divenuti ormai imprescindibili di fronte a questi numeri e a questa miserevolissima realtà. Ai protagonisti della politica privilegistica nostrana vorremmo ricordare che confinati e internati durante il fascismo furono anche molti astensionisti, semplicemente perché contrari al regime, sulla base di discutibili accuse di appartenenza anarchica… In Italia, per gli effetti della legge sui rimborsi elettorali, siamo ridotti anche peggio!Al danno del mancato coinvolgimento pluralistico assistiamo anche alla beffa di vedere invece gli astensionisti…considerati sì nel complesso del corpo elettorale, ma al solo fine di appropriarsi delle molteplici centinaia di milioni di euro legati al loro conteggio, di cui la classe politica nostrana sembra, in modo assolutamente bi-partisan, non possa proprio farne a meno!

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Rispetto e vergogna nell’assistenza dei malati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2010

(Centro Maderna)  La rivista tedesca Häusliche Pflege, specializzata nell’assistenza agli anziani, ha dedicato un servizio del proprio numero di aprile 2010 al problema della vergogna tra i residenti anziani delle case di riposo e in particolar modo tra quelli non autosufficienti. La persona anziana in queste condizioni infatti, si sente spesso impotente ed incapace di proteggersi, provando la sensazione di essere continuamente violata nella propria dignità dal personale di servizio. Tre sono, secondo l’articolo, le tipologie di vergogna che interessano queste persone: la vergogna del corpo, ovvero quella legata alle proprie nudità e al disagio derivante dal dover mostrare le proprie piaghe e le proprie parti intime ad estranei, la vergogna dell’identità, legata ad eventuali commenti derisori nei propri confronti, e la vergogna sociale, che scaturisce dalla convinzione di essere diventati inutili per la società e porta all’autoesclusione. Spesso a causa della fretta o della scarsa esperienza, gli assistenti tendono a non tenere in debita considerazione questo fattore così importante per la dignità dei propri assistiti, ma dovrebbe essere compito della direzione degli istituti e di quella del servizio di assistenza, formare il proprio personale affinchè raggiunga “la competenza necessaria per far superare la vergogna, imparando a riconoscere i limiti della vergogna nei pazienti residenziali e ad orientare le proprie azioni di conseguenza.”

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Teatro: Autobiografia della vergogna (Magick)

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2009

Autobiografia della vergognaRoma 10 novembre 2009  Lungotevere dei Papareschi 1, Teatro India: ritorna Autobiografia della vergogna (Magick) scritto e diretto dalla giovane regista-drammaturga Lucia Calamaro. Lo spettacolo, che ha debuttato lo scorso anno, è una ripresa e si inserisce all’interno del progetto speciale giovani Oggi Verso Domani,  ideato dal Teatro di Roma e giunto alla sua seconda edizione.   Racconta la storia della famiglia dell’autrice ed è suddivisa in tre parti. La prima, intitolata Autobiografia di mia madre si articola in quattordici sequenze, dove a parlare sono Il Padre, La Madre e la Figlia. Le tre figure non comunicano mai tra di loro, bensì danno voce ad un frammentario flusso di pensieri, a tratti confuso e indistinto come se fossero meri fantasmi della memoria dell’autrice. Sono epifanie incorporee, apparizioni che si raccontano o sono raccontate in forma di monologo interiore da tre voci salmodianti, che sono poi l’unica voce della Figlia. La seconda e la terza parte sono più brevi e narrano sempre in modo frammentario l’incontro della Figlia con il mago Georges a Parigi e terminano con Delirio della Santa che è un’auto- celebrazione della vittima di un ambiente familiare opprimente. Emozione complessa, transgenerazionale, sociale, epidemica e virale, penosa, distruttrice, isolante, non verbalizzata, gemella del segreto, devastante. La vergogna non è senso di colpa, ci si vergogna di essere, non di fare, è un disaccordo metafisico con se stessi. Chi parla della vergogna, la conosce. Eccome.  Anche chi viene a vederla. Forse. Altrimenti, per definizione, vive nascosta e non se ne parla”. (autobiografia della vergogna)

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La dignità della parola e la vergogna del silenzio

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2009

Scrive Agostino Spataro: “ Se ci fate caso, sono siciliani i tre più importanti esponenti cattolici che per primi hanno pubblicamente condannato i comportamenti “privati” di Silvio Berlusconi. Si tratta, infatti, di don Antonio Sciortino, nato a Delia, direttore di “Famiglia Cristiana”, il più diffuso settimanale italiano; del vescovo Mariano Crociata, nato a Castelvetrano, segretario della Conferenza episcopale italiana (CEI); di mons. Domenico Mogavero, nato a Castelbuono vescovo di Mazara e presidente del Consiglio per gli Affari giuridici della CEI.  Altro che “parroci di provincia”! Come pensavano di etichettarli Berlusconi e i suoi. La verità  è che in questo silente panorama politico e mediatico, tutto italiano, questi tre eminenti sacerdoti, appellandosi a valori che parevano appannati, hanno squarciato il silenzio e richiamato al senso delle responsabilità il nostro anziano capo del governo autore di “imprese” non certo gloriose. In alcova, come in altri campi. Dalla terra della “omertà” giungono tre voci, alte e severe, che hanno scosso quel clima di rassegnazione che serpeggia fra genti smarrite, in attesa di una parola di speranza e di cambiamento. In questo mondo di muti, la forza e la dignità della parola irrompono contro la vergogna del silenzio.  Certo, tre voci, per quanto autorevoli, non formano un coro. Tuttavia, le loro sono parole pesanti come macigni che nessun Letta potrà cancellare. Nemmeno inviando il premier al pellegrinaggio della “Perdonanza” celestiniana. Don Antonio Sciortino scrive il 23 giugno 2009 su Famiglia Cristiana “ Quel limite di decenza è stato superato. Qualcuno ne tragga le debite conclusioni…In altre nazioni se i politici vengono meno alle regole (anche minime) o hanno comportamenti discutibili, sono costretti alle dimissioni. Perché tanta diversità in Italia?” . Mons. Mariano Crociata, segretario generale della CEI, rincara la dose (“Avvenire” del 7/7/09) parlando di “sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile che invera la parola lussuria…Nessuno deve pensare che si tratti di affari privati; soprattutto quando sono implicati minori, cosa la cui gravità grida vendetta al cospetto di Dio”. Il vescovo Domenico Mogavero (“La Repubblica” 20/8/09) chiede che “ il premier risponda un volta per tutte alle accuse che gli sono state mosse… in Parlamento e denunci alla magistratura i suoi presunti calunniatori…Per questo gli consiglio pure di abbassare i toni, di evitare d’indicare modelli diseducativi come la corsa alla ricchezza, al potere, all’uso della donna…”.  Parole chiare che, oltre il caso Berlusconi, sembrano un appello alla difesa di taluni valori fondanti senza i quali la Chiesa, in una fase già critica, avrebbe meno titoli per esercitare la sua missione. Soprattutto in vista di nuovi confronti (o incontri?) con altre religioni. A cominciare dall’Islam già approdato in Italia e ancor più nel resto d’Europa. (Agostino Spataro da La Repubblica/Pa del 28 agosto 2009 in sintesi)

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Le risposte degli andrologi alla sessualità della coppia

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2009

Il Congresso Nazionale di andrologia che si terrà a Bologna dal 12 al 15 novembre prossimo sarà associato alla seconda settimana della Prevenzione Andrologica che vedrà impegnati gli andrologi in visite gratuite alla popolazione. E’ un aspetto che mette in luce un problema di coppia che non va sottovalutato. Non si tratta tanto del fatto che i comportamenti della coppia sono modificati quanto il fatto che la coppia stessa è “cresciuta” diventando giorno dopo giorno più consapevole della necessità di superare i tabù, la vergogna di parlare di certi argomenti e di affrontarli finalmente insieme. Ed è questa, forse, la svolta epocale nel campo della sessualità di coppia a cavallo del millennio: cambia lo scenario e gli Andrologi ridisegnano il loro ruolo all’interno di questo modello per rendersi più disponibili e fornire risposte adeguate alla domanda della coppia.  Per l’occasione è stato elaborato un documento “Question  Answer sulla sessualità” che integra le dieci regole d’oro sulla salute sessuale maschile e risponde alle domande che in questo periodo sono poste agli specialisti. Praticare sport fa bene o meno all’attività sessuale? Dipende dal tipo prescelto, rispondono gli andrologi, il ciclismo e l’equitazione, ad esempio, possono determinare, se praticati in eccesso, microdanni alla circolazione del perineo sfavorendo l’erezione e disturbando anche la fertilità per alterazione della temperatura scrotale. In estate si fa certo più movimento, perché cambiano tutte le nostre abitudini, ritmi di vita, e, spesso, anche alimentazione e ambiente: come influisce tutto questo sulle nostre abitudini sessuali? E il caldo? E l’alcool? Fino a che punto aiutano o sono di ostacolo ad una buona sessualità? (Mariko Landucci, Uff. stampa Sia)

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