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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘verità’

La verità è come l’arte: è nell’occhio di chi guarda

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 agosto 2019

Davanti a un dipinto, o seduto in terza fila per seguire un’esecuzione di musica sinfonica o mentre attendo pazientemente il mio turno nella sala d’attesa affollatissima dello studio medico il mio pensiero ad un tratto sembra andare oltre la mia presenza fisica e migrare altrove. E’ che forse incoscientemente cerco la ragione del mio essere in quel posto, in quella determinata ora e confuso tra gente che non conosco, lì in piedi o seduto, a guardare o ad essere osservato sfuggevolmente tra chi ti sta accanto, ti sfiora il braccio o tu ti scosti per evitare che questo indesiderato contatto fisico ti turbi ulteriormente.
Ma cosa penso? Verso chi o cosa è diretto il mio pensiero? Non certo al particolare di un dipinto o all’archetto del violinista va su e giù toccando con grazia le corde del suo strumento o alla donna o all’uomo che con me cercano nella sala d’attesa dello studio medico di mitigare l’attesa sfogliando una rivista o cercando d’attaccare bottone con un vicino. Ma cosa mai potranno dirsi due sconosciuti se non parlando del tempo?
Io cerco di capire un qualcosa che ha assillato la vita di una moltitudine di persone in tutte epoche e in tutti i momenti della propria esistenza: perché sono qui? Perché esisto? Chi sono in realtà? E cerco di guardare oltre il visibile per cercare di dare una risposta logica al mio assillo esistenziale. Io inseguo una verità che non si nasconde sotto il tappeto, che non si cela dietro una nota musicale, che non riesco a carpire dall’espressione di chi estasiato ammira il dipinto di un celeberrimo artista. Forse perché non riesco ad avere la vista acuta come vorrei per fendere l’aria come una saetta, per entrare nel mondo dell’ignoto che mi circonda e mi compenetra e perdermi in esso.
Io mi sento reale e al tempo stesso figlio di una verità che sfugge alla mia fisicità forse perché non riesco a guardare come dovrei con gli occhi del saggio, del pensatore, del sognatore, del profeta. Oggi appartengo a quel popolo di sette miliardi di viventi, sono confuso tra loro, sono preso dall’ansietà di barcamenarmi nella vita, dall’affrontare i mali che lacerano le mie carni e fanno scempio dei miei progetti per un futuro migliore.
E sono così compreso dal contingente che diventa sommamente ardua concentrarmi alla ricerca della verità ultima prima che essa si possa disvelare al termine della mia esistenza. E’ così che il mio occhio si distrae e si lascia sfuggire la verità che cerco. (Riccardo Alfonso)

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“2 agosto: La verità, oltre il segreto sulla strage di Bologna”

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 agosto 2019

“I clamorosi documenti del SISMI pubblicati da alcuni ricercatori sui social network -cosí come rivelato da uno scoop di Adnkronos- sono di vitale importanza per la ricerca della verità storica e processuale sulla strage di Bologna. La procura di Bologna acquisisca l’atto e, a fronte delle numerose fonti che confermerebbero sia l’esistenza del “Lodo Moro” che la strage come ritorsione dei palestinesi per i fatti di Ortona, in caso di loro conferma, la tesi processuale sarebbe nulla e il processo da revisionare.
Il Parlamento, visti i riscontri, approvi la nostra proposta di legge e istituisca a Settembre la commissione d’inchiesta, come richiesto. Invitiamo i colleghi ad aderire all’Intergruppo e sottoscrivere la nostra proposta di legge, per trovare finalmente la verità per le vittime e i loro familiari.
Il documento in oggetto è della serie classificata e venne visionato dai parlamentari componenti della commissione “Moro 2″. Chiediamo che i documenti siano immediatamente desecretati, e per questo presenteremo un’interrogazione al Presidente del Consiglio Conte.” È quanto dichiarano i parlamentari Federico Mollicone e Paola Frassinetti, promotori dell’Intergruppo “2 agosto. La verità, oltre il segreto sulla strage di Bologna”.

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Giacomo Matteotti: “Ognuno di voi ne è testimone”

Posted by fidest press agency su sabato, 8 giugno 2019

Milano – 10 giugno alle ore 21.00 Società Umanitaria (Cortile dei Pesci) via Daverio 7 (zona tribunale).In occasione del novantacinquesimo anniversario dell’assassinio di Giacomo Matteotti, nella suggestiva cornice dei chiostri della Società Umanitaria di Milano, il deputato socialista rivivrà attraverso le parole del suo ultimo discorso pronunciato alla Camera dei Deputati il 3 Maggio 1924 in cui denunciò i brogli elettorali e le violenze che portarono il Partito Fascista a vincere le elezioni.Liliana Segre, insieme a Claudio Martelli e ai ragazzi della 5C del Virgilio e ad alcuni attori professionisti, rimetteranno in scena l’ultimo discorso di Matteotti nel 95esimo anniversario del suo assassinio.
“Intollerabile per Mussolini, l’ultimo discorso di Matteotti rese evidente, documentato, di accecante veridicità il modo violento, criminale e gangsteristico con cui i fascisti avevano intimidito gli elettori e falsato i risultati. Matteotti era un leader politico riconosciuto e stimato, segretario del partito socialista unitario, ma quella volta in parlamento parlò come un testimone. Senza giri di parole, senza retorica, senza ideologismi disse semplicemente la verità, tutta la verità nient’altro che la verità. Perciò i sicari di Mussolini e del ministro degli interni lo rapirono, lo bastonarono, lo pugnalarono. Perciò il modo migliore di onorare la memoria di Giacomo Matteotti è di farci anche noi, oggi, testimoni del nostro tempo “, scrive Claudio Martelli.
L’iniziativa, promossa da Critica Sociale con il Centro Internazionale di Brera, e da Macrò Maudit Teater, si svolge con il Patrocinio del Comune di Milano e di “Milano è Memoria”, in collaborazione con l’Istituto Nazionale “Ferruccio Parri”, l’ISEC (Istituto per la Storia dell’Età Contemporanea), il Circolo Carlo Rosselli di Milano e l’ANPI.
Dopo quel discorso, e a causa di quel discorso, Matteotti venne rapito e ucciso dai fascisti, che ne rivendicarono il gesto tramite le parole del loro capo.L’intervento dell’Onorevole Matteotti sarà rappresentato nel suo testo integrale e originale, come è da trascrizione della seduta parlamentare, e verrà teatralizzato e messo in scena con un’accurata scenografia di light design, studiata e realizzata appositamente per quello spazio. L’Onorevole sarà interpretato da alcuni lettori, rappresentanti a vario titolo delle Istituzioni della Repubblica che proprio dal consapevole sacrificio di Matteotti iniziò a nascere.Come successe alla Camera Dei Deputati in quel 23 Maggio di 95 anni fa, anche i “nostri” Matteotti si troveranno al centro di una bagarre parlamentare, interrotti e sostenuti da due gruppi di attori che interpreteranno la maggioranza fascista da un lato, e l’opposizione di sinistra dall’altro.Ritroveremo dunque, oltre a Giacomo Matteotti, altri protagonisti di quella seduta parlamentare: da Filippo Turati a Roberto Farinacci.Oltre alla trascrizione della seduta parlamentare verranno utilizzati altri elementi audio/video di archivio, che rappresentano punti nodali della storia della nostra Repubblica con Scenografie di Dario Leone e Massimo Guerci Regia di Dario Leone e musiche di Giulia Bertasi e Alessio Lega. (fonte: critica sociale)

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Franca D’Agostini: La verità al potere (Einaudi)

Posted by fidest press agency su sabato, 18 Mag 2019

Torino Giovedì 23 maggio, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 Franca D’Agostini. La verità al potere (Einaudi) Ci servono nuovi diritti e una nuova idea di politica democratica, per tutelare il nostro bisogno di verità e fermare la circolazione incontrollata di insensatezze e falsità dannose per tutti. La verità al potere (Einaudi), di Franca D’Agostini e Maurizio Ferrera, si fa portavoce dell’idea che il concetto di verità in democrazia svolga un ruolo politicamente cruciale: una formula provocatoria, per sostenere che il potere democratico non è tanto del popolo, o dei suoi rappresentanti, ma di come ragionano e decidono in base a quel che sanno e credono essere vero. Giovedì 23 maggio ore 18 al Circolo dei lettori, l’autrice Franca D’Agostini propone la nuova diagnosi e la nuova terapia per affrontare il “problema di verità” e identificare le possibili soluzioni. Per il pensiero liberale una «politica della verità» è un’assurdità e un pericolo, il principio di una società dogmatica, paralizzata da un potere totalitario e ingiusto. È davvero così? La teoria sviluppata in questo libro rovescia l’ipotesi. Uno sguardo più attento al ruolo del vero e del falso nelle nostre vite ci fa capire che oggi il destino della libertà e della giustizia è inestricabilmente legato al concetto di verità. Ma si tratta di guardare alla verità in un modo diverso: considerando anzitutto il suo speciale potere in democrazia, in cui le credenze (vere, false, incomplete o distorte) dei cittadini orientano le stesse condizioni della vita pubblica. Contro la proliferazione del falso e dell’insensato, una nuova politica della verità deve tutelare, per tutti noi, il diritto alla verità non soltanto in relazione al bisogno di sapere, ma anche al bisogno di essere garantiti in quei beni e valori critici che si legano a un uso razionale delle conoscenze.
Franca D’Agostini insegna Logica e Argomentazione all’Università Statale di Milano. Si è occupata di verità, paradossi, nichilismo, relazioni tra la filosofia analitica e la filosofia continentale. Per Einaudi ha pubblicato Breve storia della filosofia nel Novecento (1999), Disavventure della verità (2002) e, con Maurizio Ferrera, La verità al potere (2019).

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La verità è come l’arte: è nell’occhio di chi guarda

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 settembre 2018

Davanti a un dipinto, o seduto in terza fila per seguire un’esecuzione di musica sinfonica o mentre attendo pazientemente il mio turno nella sala d’attesa affollatissima dello studio medico il mio pensiero ad un tratto sembra andare oltre la mia presenza fisica e migrare altrove. E’ che forse incoscientemente cerco la ragione del mio essere in quel posto, in quella determinata ora e confuso tra gente che non conosco, lì in piedi o seduto, a guardare o ad essere osservato fuggevolmente tra chi ti sta accanto, ti sfiora il braccio o tu ti scosti per evitare che questo indesiderato contatto fisico ti turbi ulteriormente.
Ma cosa penso? Verso chi o cosa è diretto il mio pensiero? Non certo al particolare di un dipinto o all’archetto del violinista va su e giù toccando con grazia le corde del suo strumento o alla donna o all’uomo che con me cercano nella sala d’attesa dello studio medico di mitigare l’attesa sfogliando una rivista o cercando d’attaccare bottone con un vicino. Ma cosa mai potranno dirsi due sconosciuti se non parlando del tempo?
Io cerco di capire un qualcosa che ha assillato la vita di una moltitudine di persone in tutte epoche e in tutti i momenti della propria esistenza: perché sono qui? Perché esisto? Chi sono in realtà? E cerco di guardare oltre il visibile per cercare di dare una risposta logica al mio assillo esistenziale. Io inseguo una verità che non si nasconde sotto il tappeto, che non si cela dietro una nota musicale, che non riesco a carpire dall’espressione di chi estasiato ammira il dipinto di un celeberrimo artista. Forse perché non riesco ad avere la vista acuta come vorrei per fendere l’aria come una saetta, per entrare nel mondo dell’ignoto che mi circonda e mi compenetra e perdermi in esso.
Io mi sento reale e al tempo stesso figlio di una verità che sfugge alla mia fisicità forse perché non riesco a guardare come dovrei con gli occhi del saggio, del pensatore, del sognatore, del profeta. Oggi appartengo a quel popolo di sette miliardi di viventi, sono confuso tra loro, sono preso dall’ansietà di barcamenarmi nella vita, dall’affrontare i mali che lacerano le mie carni e fanno scempio dei miei progetti per un futuro migliore.
E sono così compreso dal contingente che diventa sommamente ardua concentrarmi alla ricerca della verità ultima prima che essa si possa disvelare al termine della mia esistenza.
E’ così che il mio occhio si distrae e si lascia sfuggire la verità che cerco. (Riccardo Alfonso)

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“Le verità apparenti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 aprile 2018

Bari domenica 15 aprile prossimo, ore 18,30, presso l’Auditorium ANAS, in via Napoleone Colajanni, 27. Non tutto è come appare e la disillusione è spesso dietro l’angolo: questa la chiave di lettura del nuovo romanzo di Adriana Ostuni (WIP Edizioni, 2017 – http://www.wipedizioni.it/it/otw-portfolio/le-verita-apparenti/) che sarà presentato in una conversazione pubblica, organizzata dall’Associazione Nazionale di Azione Sociale. Una storia contemporanea basata sulla contrapposizione tra verità e finzioni, tra luci e ombre, in cui i protagonisti affrontano un percorso relazionale di coppia che non tarda a trasformarsi da idilliaco e passionale a impervio e conflittuale. Un cammino esistenziale costellato da illusioni e disincanto, incertezze e amarezze, che però non preclude la strada a un futuro venato di speranza. Introdurrà il Presidente dell’Associazione, Luigi Favia, dialogherà con l’Autrice l’Artista e Promotore culturale, Fedele Eugenio Boffoli. La conversazione sarà intermezzata da improvvisazioni musicali alla chitarra, eseguite dal musicista Nicola Antonio Staffieri.

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Le doglie della verità: dentro la grande storia

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2018

Se volgiamo lo sguardo al mondo reale con le sue perversioni spunta come d’incanto “l’idea mafiosa”. In questo caso la riflessione me l’ha offerta il libro di Isaia Sales (Rubbettino stories) “Storia dell’Italia mafiosa”. Se mi chiedo quanto, prima di lui, è stato scritto in proposito la risposta mi pare ovvia: Senza dubbio tantissimo e lo sarà ancora per molto in futuro. Persino un Dittatore, Mussolini, è stato scomodato e ha cercato, inviando a Palermo il prefetto Mori, di sconfiggere la “gramigna siciliana” dal suo fertile campo di grano, ma fu un’impresa che non gli riuscì, di là delle sceneggiate di facciata e anche dell’uso spregiudicato e senza regole dei “poteri forti”. Oggi la “storia” ce la presenta Sales con le ben 443 corpose pagine del suo libro. Cosa dovrebbe dirci di nuovo e di diverso di quanto non sia stato detto e ripetuto nelle aule parlamentari e nelle piazze siciliane e altrove da solleticare la nostra attenzione più di quanto non sia accaduto in passato?
Probabilmente non molto se non poco, ma non è questo l’aspetto che intendo soppesare. Lo stesso autore, del resto, è consapevole che da due secoli a questa parte il racconto sulla mafia è rimasto pressoché immutato sia se lo vogliamo vedere come frutto della storia locale del Mezzogiorno, per via della sua arretratezza economica e sociale, sia per i giudizi e pregiudizi che hanno accompagnato la questione meridionale dentro la storia nazionale. A me invece, di là del fenomeno mafioso, preme capire se anche qui la “verità” vi fa capolino o, al contrario, la finzione l’ha fatta alla grande. E un primo granello di sospetto mi viene proprio dalle parole di Leonardo Sciascia quando parlando della sua Sicilia scrive: … “credeva di dovere la sua sconfitta, la sconfitta della legge, la sconfitta della giustizia, alla Sicilia, alle abitudini, le tradizioni, l’indole, lo spirito di questo disgraziato Paese assai più ammalato di quanto si presuma ed invece lo doveva all’Italia.”
E in questo scenario appare ancora più chiaro a Sales quanto afferma: “Nessun potere extra-istituzionale può vivere e sopravvivere in contrapposizione con quello statuale per tanto tempo come lo è per la mafia. Ciò vuol dire che essa non ha costituito un potere alternativo e contrapposto a quello ufficiale, ma un potere relazionato con esso.” E ancora: “La storia d’Italia si caratterizza anche per la lunga e incredibile persistenza di questa particolare forma di criminalità e per il suo intrecciarsi con parte delle classi dirigenti della nazione.”
Diventa così una specie di autobiografia della società italiana per cui non si può fare la sua storia prescindendo dal peso e dal ruolo che vi hanno rivestito i criminali mafiosi, camorristi, ‘ndranghetisti, Corona unita e dei colletti bianchi. Sono poteri che di volta in volta supportano gli altri poteri pubblici, religiosi ed istituzionali a tutti i loro livelli. Dovremmo quindi sorprenderci, e non tanto e non solo per amore della verità, se questo filo conduttore è stato ancor più esaltato dopo il Regno delle due Sicilie dall’Italia monarchica e poi repubblicana partendo proprio dai Borboni, per mano dei loro plenipotenziari, e per continuare con Crispi, Giolitti, Andreotti e Berlusconi? Tutti questi uomini politici e molti altri erano consapevoli del condizionamento delle mafie e in taluni casi conoscevano pure come fosse possibile un interscambio di favori come ad esempio i voti decisivi della Sicilia per la tenuta degli equilibri parlamentari, governativi e per la stessa tenuta del sistema paese nell’alleanza atlantica. In proposito Giuseppe Alessi, primo presidente della Regione Sicilia, dichiarò, in una sua intervista a Francesco Merlo, “che per fermare il comunismo ad ogni costo si poteva anche governare con i mafiosi piuttosto che consegnare il Paese ai comunisti”. (Riccardo Alfonso)

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Cosa intendiamo per verità e perché siamo portati a negarla?

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2018

In questa circostanza la verità negata è un grido di condanna per chi non possiede saggezza e capacità di saggezza per un mondo di uomini liberi, messaggeri di quel grado di coscienza che li pone degni di una loro comune identità. Ma quanto ci vorrà ancora per capire che l’intero corpo dottrinario non vive che dell’armonia di ogni sua parte, ma che ogni parte può riconoscersi comune in origine con un’altra appartenente ad un altro corpo dottrinario, senza che per questo entrambi i corpi perdano integrità ed interesse di valore? “La stessa auspicata evangelizzazione del mondo – asseriva Ernest Bloch – augurata da gran parte delle religioni ha al tempo stesso un fine e un limite se non si avvale della capacità di accogliere ogni parola pronunciata a favore della verità.
Solo un sereno cammino interno può condurci a tale e tanta profondità. Se manca resta vano e nessuna forza può attirare all’esterno la parola intima ed aiutarla ad erompere dall’errore del mondo.
Lungo questa verticale interna devono, infine, diffondersi l’ampiezza, il mondo dell’anima, l’esterna cosmica funzione dell’utopia, fronteggiando la miseria, la morte e il regno a involucro della natura fisica”.
“Solo in noi brilla ancora questa luce e incomincia il fantastico impulso verso di essa, verso l’interpretazione del sogno ad occhi aperti, verso l’impiego del concetto utopico come principio. E per trovare questo, per trovare il giusto nella verità, per amore della quale conviene vivere, organizzarsi e avere tempo, che noi procediamo, ci apriamo varchi metafisicamente costitutivi, invochiamo ciò che non è, costruiamo nell’azzurro e cerchiamo il vero e il reale là dove scompare il semplice dato, incipit vita nova.”
Sono parole di come ci si possa disporre al dialogo tra intelligenti, predisponendo lo strumento della coscienza. Parliamo di uomini di fede ma che si sono piegati a indirizzarla ad una guerra Santa che non incarna nulla di santo, come ha dimostrato la storia. Non hanno avuto la saggezza, nell’umiltà del confronto, di guardare il nemico solo e comunque portatore di un credo nei confronti del quale la propria coscienza non ha mai vacillato sulla propria qualità. Forse hanno vinto una contesa ma hanno, senza meno, perso in presunzione e in verità. (Riccardo Alfonso)

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Fare disinformazione

Posted by fidest press agency su sabato, 3 marzo 2018

Oggi è un tema ricorrente come se la nostra generazione, e non altre, sia la genitrice di questa “devianza sulla strada della verità”. Niente di più errato.
Posso dire, invece, che la disinformazione sia stata un’arte coltivata a dovere in ogni generazione di umani e oggi ne possiamo riscontrare talune storture nella storia che ci è stata tramandata e, nonostante ciò, pretendiamo a un popolo di discenti di prenderla per buona.
Così sono stati creati i mostri e gli adoni nei millenni passati e così facciamo passare per buoni i cattivi e i cattivi per onesti, per buona pace di tutti.
Oggi, tuttavia, c’è una grossa differenza. Per la prima volta abbiamo l’opportunità di vederci meglio nelle pieghe delle segrete cose ma a condizione che sappiamo ben sfruttare l’arma a doppio taglio che si chiama informazione.
Oggi le notizie si sono centuplicare, rispetto ad alcuni anni fa, e i mezzi per diramarle si sono espansi. Ha incominciato la carta stampata per poi aggiungersi, via via, la cinematografia, la radio, la televisione, la multimedialità, internet e non certo ultimi gli smartphone.
Oggi i giornali e i settimanali li troviamo sia in edicola sia sul piccolo schermo televisivo e su internet. Sfornano tante notizie che tra queste, quasi per caso, ritroviamo quella verità che altri hanno accuratamente camuffato in qualcosa di diverso. E’ un trucco antico da prestigiatore che sa essere ancora credibile per chi scompone la verità in tanti quarti per poi ricomporla con un venticinque o un 50% di altro.
Così quel quarto o mezza verità fanno da spalla al resto che ne è estraneo per dare l’impressione, a chi legge o ascolta, che, dopo di tutto, il fatto è credibile al 100%.
Questo trucchetto riesce spesso perché la gente ha un grande bisogno di credere, di avere fiducia in qualcuno o in qualcosa e basta poco per accontentarla. Poi vi è un aspetto non trascurabile: quello legato alla memoria. Il passato spesso lo immergiamo nella nebbia più fitta accontentandoci di navigare a vista con ricordi ed esperienze sfumati. Un’altra tecnica è quella del meno peggio: si dice tutti i politici sono ladroni e allora perché non affidare al capo dei ladroni le casse dello Stato? Ruba lui ma si spera che almeno non faccia rubare agli altri. C’è solo un rischio per questi imbonitori di turno: a forza di disinformare si possono dichiarare proprio quelle verità che vorrebbero tenere celate.
E noi le aspettiamo al varco ben felici di leggere quell’odiata verità (veritas odium parit) proprio dalla bocca del bugiardo incallito. (Riccardo Alfonso)

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La verità è un optional?

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 gennaio 2018

bocca della veritàE’ mia convinzione che oggi più che in passato sia necessario avere una mente intuitiva, culturalmente preparata e votata agli approfondimenti, per sfuggire alle insidie di una informazione capziosa, volutamente di parte e abile nel dare una visione distorta, nel senso pro domo sua, degli accadimenti in specie afferenti la sfera economica, politica e sociale. Il recente referendum costituzionale ci ha dato una “prova provata” di tutto questo, ma questa volta il risultato ha dimostrato che se ben informati gli elettori sono in grado di dare risposte “sorprendenti” ai mistificatori di professione. E’ che l’idea che si son fatta taluni uomini politici e i personaggi che passano per i rappresentanti dei “poteri forti”, ovvero di coloro che detengono le leve del potere e sono in grado di condizionare i media, è che l’opinione pubblica deve essere amministrata dall’alto e manipolata a dovere non avendo che una scarsa considerazione della sua capacità di pensare con la propria testa e soprattutto di elaborare il pensiero in termini critici e di soppesarne i pro e i contro.
Ora, anche in base agli accadimenti internazionali, c’è il pericolo che questi “manovrieri” corrano ai ripari cercando di bloccare quei veicoli indipendenti dai loro influssi come l’informazione che proviene dal web. E’ un rischio concreto e ne hanno i mezzi. Sta a noi ora e non poi bloccare le loro trame e dimostrare che un paese, ma anche una comunità mondiale, non si governa con il controllo delle menti ma con la libertà di pensiero e che il fine ultimo sta nel prevalere dell’essere sull’avere. (fonte: Centri studi di cultura politica della Fidest)

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Verità e controlli sul web

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 gennaio 2018

webIl XXI secolo ci sta rendendo sempre più consapevoli dell’importanza della comunicazione sul web. Siamo passati in poco più di un secolo dal primato della carta stampata alla radio e alla televisione allo streaming che ora è offerto anche da parte di diverse reti televisive, come la RAI e ad altri sistemi come facebook dove si può interagire con tutti coloro che vi accedono liberamente nel mondo. Non solo. La carta stampata, la televisione e la radio in particolare sono percepite dall’opinione pubblica, più che in passato, come condizionate dal potere politico esistente e dai grossi potentati economici e finanziari mentre il “fai da te” sul web permette di dialogare con chicchessia e di liberarsi dai rispettivi assilli esistenziali rendendone partecipi tutti i navigatori che vi entrano in contatto. Ma questa opportunità appare sempre di più un metodo inteso a sfuggire al controllo delle stesse democrazie da sempre orientate al controllo delle informazioni e a manovrarle secondo le proprie convenienze per cui si cerca ora di correre ai ripari prevedendo un controllo preventivo delle fonti con la scusa che le notizie che viaggiano su internet possono essere false e devianti un corretto rapporto tra cittadini tra loro e le istituzioni.
Noi italiani abbiamo avuto un’esperienza diretta durante il regime fascista dove i nostri padri fidandosi poco delle informazioni istituzionali avevano coniato un marchingegno oltremodo efficace con “radio gavetta” che altro non era che un discreto ma valido passa parola per venire a capo di quelle verità che i governanti volevano nascondere alle masse popolari. Ci toccherà forse ritornare a questo metodo se i nostri governanti decideranno di rimetterci in riga convinti che la libertà di parola è solo un opzional che spetta alle classi privilegiate e non all’uomo qualunque? Mala tempora currunt, sed peiora parantur. (servizio Fidest)

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Scuola e PA: Sugli aumenti la verità viene a galla

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 dicembre 2017

ministero-finanzeSull’accordo di un anno fa tra la Funzione Pubblica e i sindacati maggiori, l’Intesa del‎ 30 novembre 2016, pesano le mancate coperture del Mef. Uno dei tanti nodi da sciogliere è relativo al Bonus Renzi da 80 euro che percepiscono molti insegnanti e impiegati della scuola poiché i loro compensi sono al di sotto del limite dei 26mila euro lordi annui, considerando anche che la media è scesa in pochi anni di 2mila euro attestandosi a poco più di 28mila euro annui e confermandosi di gran lunga i più bassi della pubblica amministrazione. Inoltre, come detto da tempo dall’Anief, il Governo starebbe anche cercando di produrre un “aumento a pioggia fino ad una certa soglia di redditi, ad es. 27mila euro, scendendo poi gradualmente al di sotto di questa soglia”, cercando in questo modo, con la tecnica alla Robin Hood, di risparmiare altri soldi. Come se chi ha più anni di servizio e guadagna un po’ di più dei colleghi non avesse lo stesso diritto a percepire l’aumento, almeno per sopperire all’avanzare dell’inflazione. Occorrono altri 200 milioni di euro che sommati alla cifra necessaria per non far perdere il bonus 80 euro salgono a 300 milioni”. Il problema, ribatte l’Anief, è che i soldi necessari sono molti ma molti di più: per uno stipendio medio di 31mila euro sinora sono stati stanziati appena 8 euro netti in media per il 2016 e 2017, più 40 euro a partire dal prossimo 1° gennaio.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Sono cifre ridicole, perché rispetto all’inflazione programmata nei dieci anni appena trascorsi, quando è rimasta bloccata anche l’indicizzazione dell’Indennità di vacanza contrattuale, i valori sono rispettivamente quindici e tre volte inferiori‎ all’aumento del costo della vita. A queste condizione, visto che nemmeno lontanamente si recupera l’inflazione, il contratto non può essere quindi firmato: per tali motivi, Anief rinnova l’invito ai sindacati maggiori a non prendere in considerazione certi tipi di proposte, assolutamente irricevibili e indegne per chi opera per la formazione dei giovani di un Paese moderno quale dovrebbe essere l’Italia. Ma ci rivolgiamo anche al personale, invitandolo a non subire certe ingiustizie e a contrastare con noi i mancati adeguamenti stipendiali.Il contratto, che doveva essere firmato, avrebbe dovuto prevedere aumenti dal 2018 di almeno 127 euro, considerando il tasso di inflazione programmata‎ registrato negli ultimi dieci anni. A cui aggiungere 2.654 euro netti di arretrati. È per questo che si stanno profilando un rimborso e un aumento davvero ridicoli, senza contare che mancano le quattro mensilità del 2015. Per tali motivi, l’Anief diffida gli altri sindacati dalla firma.

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La verità è come l’arte: è nell’occhio di chi guarda

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 settembre 2017

bocca della veritàDavanti a un dipinto, o seduto in terza fila per seguire un’esecuzione di musica sinfonica o mentre attendo pazientemente il mio turno nella sala d’attesa affollatissima dello studio medico il mio pensiero ad un tratto sembra andare oltre la mia presenza fisica e migrare altrove. E’ che forse incoscientemente cerco la ragione del mio essere in quel posto, in quella determinata ora e confuso tra gente che non conosco, lì in piedi o seduto, a guardare o ad essere osservato fuggevolmente tra chi ti sta accanto, ti sfiora il braccio o tu ti scosti per evitare che questo indesiderato contatto fisico ti turbi ulteriormente.
Ma cosa penso? Verso chi o cosa è diretto il mio pensiero? Non certo al particolare di un dipinto o all’archetto del violinista va su e giù toccando con grazia le corde del suo strumento o alla donna o all’uomo che con me cercano nella sala d’attesa dello studio medico di mitigare l’attesa sfogliando una rivista o cercando d’attaccare bottone con un vicino. Ma cosa mai potranno dirsi due sconosciuti se non parlando del tempo?
Io cerco di capire un qualcosa che ha assillato la vita di una moltitudine di persone in tutte epoche e in tutti i momenti della propria esistenza: perché sono qui? Perché esisto? Chi sono in realtà? E cerco di guardare oltre il visibile per cercare di dare una risposta logica al mio assillo esistenziale. Io inseguo una verità che non si nasconde sotto il tappeto, che non si cela dietro una nota musicale, che non Violino fronteriesco a carpire dall’espressione di chi estasiato ammira il dipinto di un celeberrimo artista. Forse perché non riesco ad avere la vista acuta come vorrei per fendere l’aria come una saetta, per entrare nel mondo dell’ignoto che mi circonda e mi compenetra e perdermi in esso.
Io mi sento reale e al tempo stesso figlio di una verità che sfugge alla mia fisicità forse perché non riesco a guardare come dovrei con gli occhi del saggio, del pensatore, del sognatore, del profeta. Oggi appartengo a quel popolo di sette miliardi di viventi, sono confuso tra loro, sono preso dall’ansietà di barcamenarmi nella vita, dall’affrontare i mali che lacerano le mie carni e fanno scempio dei miei progetti per un futuro migliore.
E sono così compreso dal contingente che diventa sommamente ardua concentrarmi alla ricerca della verità ultima prima che essa si possa disvelare al termine della mia esistenza. E’ così che il mio occhio si distrae e si lascia sfuggire la verità che cerco. (Riccardo Alfonso)

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Scoprire e riflettere la verità

Posted by fidest press agency su sabato, 19 agosto 2017

bocca della veritàGli antichi romani la sapevano lunga allorchè affermavano: “veritas odium parit” (la verità genera odio). Detto ancora più realistico se lo rapportiamo ai fatti odierni. Scoprire e riflettere la verità che sappiamo è dentro e intorno a noi rischia di diventare un “delitto di lesa maestà” per chi l’ammanta di parole mielate, di abili mistificazioni. La menzogna diventa il frutto di una propaganda intesa come strumento di governo della popolazione secondo il ben oliato marchingegno che il popolo vada illuso, blandito, ingannato. Le notizie vanno plasmate, manipolate dalla brutalità della verità, dalla buccia della riflessione, dalla scoperta del suo contenuto. Le notizie non devono inculcare valori e meno che mai dischiudere una forza organizzata, rafforzare le responsabilità, intravedere un cambiamento sociale. Le notizie devono essere Instrumentum regni per farle diventare una forza organizzata dal governo per la sudditanza. E tutto questo affannarsi a paludare il rito della verità di enormi panni menzogneri diventa una forza per legittimare la costruzione del consenso fatto, per lo più, come negazione della realtà, come violenza da esercitare sui valori, sulla dignità e sul rispetto di se stessi. E la nostra cosiddetta civiltà ha anche esaltato un’altra parola: l’ipocrisia per abbeverare i più ingenui alla fonte dei dotti pedagoghi che predicano bene e razzolano male. Così si completa il quadro che fa della verità il peggiore dei mali, il più ricercato dalla giustizia, il male incurabile della nostra umanità, il pericolo pubblico numero uno. Alla fine della verità non vi sarà più traccia se non nei manicomi pieni dei predicatori di verità, e oer diventare alla fine la parola più folle del mondo. (Riccardo Alfonso)

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Banche: Si chiede trasparenza, verità e giustizia. I ritardi inspiegabili

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 luglio 2017

quirinaleRoma. Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Con tutto il rispetto che si deve all’ufficio stampa del Quirinale, ricordiamo a noi stessi che, da Costituzione, la decorrenza dei trenta giorni per la promulgazione di una legge ha inizio dall’approvazione della stessa da parte del Parlamento e non dalla data nella quale il provvedimento arriva agli uffici del Colle. La legge sull’istituzione della Commissione parlamentare bicamerale d’inchiesta sul sistema bancario italiano è stata approvata definitivamente il 21 giugno, trasmessa lo stesso giorno dalla Camera dei deputati alla Presidenza del Consiglio, e francamente non compete al sottoscritto occuparsi di quando la stessa sia arrivata al Quirinale, cosa tra l’altro irrilevante per la nostra Carta.L’ufficio stampa del Quirinale ci informa che la legge in questione non è stata esaminata nei giorni tra il 26 giugno e il 3 luglio ‘quando il presidente della Repubblica si trovava in visita di Stato in Canada’. Forse che gli uffici del Quirinale non lavorano ai numerosi dossier in esame quando il presidente Mattarella non si trova a Roma? Vengono per caso sospese tutte le attività del Colle? Conosciamo la rettitudine e la lodevole scrupolosità del presidente Sergio Mattarella e infatti non ci ha sorpreso la solerzia e l’immediatezza con la quale lo scorso 25 giugno, poche ore dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del decreto sul salvataggio delle banche venete, ha firmato, nonostante la notevole complessità tecnico-giuridica, il provvedimento del governo, pubblicato in Gazzetta il giorno stesso. Ma la stessa solerzia e la stessa lodevole e scrupolosa immediatezza ce la saremmo aspettata anche in relazione alla legge che istituisce la Commissione d’inchiesta sul sistema bancario italiano, che seppur delicata dal punto di vista politico, si presenta tecnicamente assai meno complessa.Al di là delle legittime prerogative del Quirinale e di questi burocratici fraintendimenti, nel Paese c’è un grande allarme sociale in relazione alle banche e alla crisi del nostro sistema creditizio. I cittadini chiedono trasparenza, verità e giustizia. Il Parlamento, con ritardo, ha dimostrato di voler dare risposte. Siamo intimamente certi che lo stesso obiettivo sia condiviso dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.Ad ogni modo auspichiamo che la legge in questione venga promulgata ad horas, che la Commissione parlamentare d’inchiesta venga istituita nel più breve tempo possibile, e che si lavori sin dal mese di agosto per far sì che il suo operato non sia vanificato dalla scadenza naturale della legislatura”.

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Immigrati: La verità sugli sbarchi in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 luglio 2017

boninoda MoVimento 5 Stelle. Emma Bonino è un ex commissario europeo nonché l’ex-ministro degli esteri del governo PD di Enrico Letta: dobbiamo quindi pensare che quando parla di accordi con Paesi esteri o con l’Europa sappia quel che dice.
Quello che dice in questo video è impressionante. E si riferisce -sia chiaro- agli anni del governo Renzi. Ascoltatela: è un’intervista dei giorni scorsi. Racconta come, per il 2014-2016, il governo italiano abbia chiesto che “gli sbarchi avvenissero tutti quanti in Italia”. “L’abbiamo chiesto NOI! L’accordo l’abbiamo fatto NOI!” sottolinea accorata l’ex ministro. Di quale accordo sta parlando? Che cosa, precisamente, abbiamo chiesto?
I cittadini italiani si erano già accorti che TUTTI gli immigrati vengono sbarcati nel nostro Paese, ed ora è arrivata un’illustre conferma. Il governo deve rispondere: le decine di migliaia di sbarchi sono frutto di un preciso accordo? Il fatto che l’Italia sia costretta ad accogliere e mantenere tutti coloro che vengono trasportati qui dall’Africa, anche da navi battenti bandiere straniere (in violazione degli accordi di Dublino, come precisa anche la Bonino), è scritto da qualche parte nero su bianco? E perché il governo Renzi avrebbe concluso un accordo così folle e deleterio per il Paese, cosa ha ottenuto in cambio? Forse che la troika si giri dall’altra parte fino alle prossime elezioni, e non metta i bastoni fra le ruote al PD? Oppure si tratta semplicemente di convenienza, lauti guadagni per coop e mondi di mezzo assortiti, che sui migranti ingrassano? Vogliamo sapere la verità su questi accordi indicibili. Se l’Italia deve ospitare chiunque parta, abbiamo il diritto di sapere che l’ha deciso e perché. Non vi lasceremo in pace.

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Usb: su Alitalia falsità e mezze verità per demonizzare i lavoratori

Posted by fidest press agency su sabato, 29 aprile 2017

alitalia-volo-aereoDa giorni si è scatenato un attacco mediatico senza precedenti contro i lavoratori di Alitalia, quasi fossero loro i responsabili di decenni di mala gestione, di errori manageriali macroscopici, di accordi a perdere con compagnie straniere e regali alle low-cost, di connessioni partitiche e lobbistiche che nel tempo hanno depotenziato fortemente il ruolo di una delle più grandi aziende italiane e sicuramente la più grande del Lazio.
Un attacco vergognoso costruito su falsità e mezze verità al quale si sta prestando anche gran parte della stampa. Un attacco ai lavoratori che hanno detto un solido NO non solo ai sacrifici richiesti, ma soprattutto al fatto che questi sacrifici avrebbero dovuto “sorreggere” un Piano industriale inesistente, senza alcun futuro, senza una strategia vincente, pensato probabilmente solo per arrivare alle prossime elezioni.I veri responsabili dello sfascio di Alitalia sono da una parte il mondo politico che ha sempre banchettato nelle pieghe della compagnia aerea nazionale e dall’altra quel sindacato che ha firmato l’ultima intesa e che ha sempre accettato quasi tutto in cambio delle briciole che cadevano dai vari tavoli di trattativa. E responsabili sono anche quasi tutti i vertici aziendali che si sono avvicendati in questi anni, sia quelli che poi hanno fatto carriera, sia quelli poi inquisiti e condannati.Chi dice ora che l’intervento dello stato e la nazionalizzazione non sono possibili, mente sapendo di mentire, perché la nazionalizzazione è prevista dall’art. 43 della Costituzione che recita: “A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale“. E’ evidente che chi è stato battuto nel Referendum del 4 dicembre scorso, oggi non vuole neanche applicare quello che prevede l’art. 43 della nostra Carta Fondamentale.
Il Ministro Calenda che si scaglia contro l’intervento pubblico dovrebbe ricordarsi che i 20 miliardi elargiti alle Banche, al netto dei rimborsi ai piccoli azionisti, sono una cifra enorme utilizzata per un intervento diretto dello Stato che, la si chiami come si crede, è di fatto una nazionalizzazione. E che dire dell’acquisto di 90 caccia militari F35 che costano 100 (cento) milioni l’uno e altre decine di milioni l’anno per la gestione complessiva? È meglio comprare un caccia militare (che tra l’altro sembra anche non funzionare molto bene) o un aereo di linea che produce ricchezza e occupazione? È giusto e corretto dire SÌ ai soldi alle banche e per le armi e NO ad attività produttive come Alitalia o come l’Ilva!
Il NO del governo all’intervento pubblico è un NO ideologico e la difesa di un sistema economico e di gestione del paese che sta svendendo l’industria e le attività produttive italiane.Quanto alla dichiarazione di Delrio sulla presunta difesa dei cittadini/utenti attraverso la promozione delle low-cost, che di fatto conferma quanto denunciamo da anni sulle sovvenzioni pubbliche a queste compagnie e prima fra tutte a Ryanair, è bene precisare che le responsabilità del disastro dell’intero settore del trasporto aereo sono dei vari governi che si sono succeduti. Delrio sa bene che Ryanair non paga le tasse in Italia, applica contratti non italiani, prende soldi pubblici per portare spesso aerei vuoti nel nostro paese e non applica neanche lo Statuto dei lavoratori: è così che un ministro dei Trasporti difende gli interessi del proprio Paese? E che dice su questo tema il ministro del Lavoro Poletti? La verità è che i lavoratori hanno detto NO ad una consultazione capestro, dopo una vergognosa trattativa condotta da Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Anpac e Anpav che hanno scaricato sui lavoratori responsabilità che dovevano essere assunte invece dal sindacato, così come ha fatto USB partecipando alle trattative ma rifiutandosi di firmare un’intesa sbagliata e che non si fonda su alcun piano industriale serio e credibile, come ormai riconoscono gran parte degli esperti del settore.USB è dalla parte dei lavoratori, non solo quelli di Alitalia ma di tutti quelli che stanno lottando per difendere il proprio posto di lavoro, il salario e i diritti. La proposta di nazionalizzazione di Alitalia e di tutte quelle aziende in crisi o strategiche per il paese non è finalizzata al “salvataggio” dei posti di lavoro ma rappresenta l’unica via credibile e percorribile per salvaguardare e rilanciare le capacità economiche italiane in una fase di estrema crisi, di delocalizzazione delle produzioni, di privatizzazioni selvagge, di vendita di asset fondamentali a multinazionali e a gruppi stranieri. Nessuno pensi quindi che la campagna mediatica messa in atto contro i lavoratori di Alitalia e contro chi ritiene che il pubblico debba svolgere un ruolo fondamentale nella vita economica e sociale del paese, possa passare senza forti contraccolpi. Si sta giocando una partita importante per le sorti di migliaia di lavoratori e di un settore importante e strategico per l’intero paese e su questo nessuno può e deve strumentalizzare.

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Il pareggio di bilancio e la verità storica

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

corte costituzionaledi Pietro Di Muccio de Quattro del Comitato Scientifico Società Libera. La verità è che ciò che fa dell’Italia la schiava di Bruxelles, nonché di se stessa, non è il pareggio di bilancio, ma il debito pubblico, ben superiore a quello pur iscritto nel bilancio dello Stato.
Il pareggio di bilancio fu voluto da Einaudi ed inserito nella Costituzione del 1948; purtroppo la politica interpretò a comodo suo l’espressione “mezzi per far fronte alle spese”, che significava “niente spese a debito”, e stabilì che “mezzi” significasse non solo tributi, ma anche cambiali pubbliche. La Corte costituzionale, per parte sua, avallò la legittimità costituzionale delle spese pluriennali coperte solo il primo anno. Il “combinato disposto” di questi due vizi capitali, insieme alla promulgazione presidenziale di spese non coperte, ha prodotto la valanga distruttiva incombente sull’Italia che suona irresponsabilmente la grancassa della persecuzione europea.
Come dimostrano i dati storici, i presidenti della Repubblica, i parlamenti, i giudici costituzionali succedutisi dal 1963, i quali tutti hanno contribuito a dissestare le finanze pubbliche aggirando ed eludendo il vincolo costituzionale del pareggio di bilancio (che, al contrario, avrebbero dovuto preservare), ci hanno reso politicamente schiavi ben prima che all’orizzonte scorgessimo Maastricht eccetera.
Fino a quell’anno, stabilità monetaria e oculatezza finanziaria produssero il miracolo economico. Da allora inflazione e debiti sono considerati virtù pubbliche. Il nostro Maestro di libertà e saggezza, David Hume, insegna che o la nazione distrugge il debito pubblico o il debito pubblico distrugge la nazione. Come in effetti sta accadendo anche a noi. Perché nuovi debiti dovrebbero farci arricchire, se finora i debiti pregressi ci stanno impoverendo?

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La verità vince sempre: MoVimento 5 Stelle prima forza politica al 30,9%

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 gennaio 2017

italia-5-stelleby MoVimento 5 Stelle L’establishment è lontanissimo dalla realtà che lo circonda. Lo dimostrano i sondaggi pubblicati, che non abbiamo mai guardato ma che confermano che lavorare nell’esclusivo interesse dei cittadini paga: il MoVimento 5 Stelle è infatti in crescita e si dimostra prima forza politica nel Paese, con il 30,9%. Questo perché la verità, in fin dei conti, vince sempre.
Prendiamo due città come Livorno e Roma, distrutte dal Pd. Nel comune toscano abbiamo fatto un miracolo salvando l’Aamps, l’azienda municipale che si occupa della raccolta dei rifiuti, con un debito di 42 milioni di euro lasciato da anni di malgoverno della sinistra. Vi ricordate? Anche in quel caso sgorgarono fiumi e fiumi di fake news, narrazioni montate ad arte che mostravano immagini di strade piene di spazzatura. E ricordate gli attacchi del Pd proprio su Livorno? Su Roma stessa storia: ci hanno lasciato una città in macerie, con un debito di circa 15 miliardi di euro e ora la vecchia politica ha persino il coraggio di ergersi a cattedra morale. Ma come, loro ci hanno messo 20 anni per affondare la Capitale e il MoVimento 5 Stelle non può avere quanto meno cinque anni di consiliatura per rimettere le cose in sesto? In Europa non c’è nessun altro caso come Roma, dove la corruzione, grazie alla compiacenza di Pd e del centrodestra, ha dilagato mangiandosi centro storico e periferie. Abbiamo trovato una macchina inceppata e ferma, che il MoVimento 5 Stelle ha finalmente rimesso in moto scegliendo la strada della realtà e bandendo qualsiasi spot elettorale. Abbiamo scelto la coerenza, quel che abbiamo sempre fatto. E oggi i dati ci dimostrano che i cittadini continuano a stare dalla nostra parte. (fonte blog grillo) ( foto 5 stelle)

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La verità è un optional?

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 gennaio 2017

Online Banking ComputerE’ mia convinzione che oggi più che in passato sia necessario avere una mente intuitiva, culturalmente preparata e votata agli approfondimenti, per sfuggire alle insidie di una informazione capziosa, volutamente di parte e abile nel dare una visione distorta, nel senso pro domo sua, degli accadimenti in specie afferenti la sfera economica, politica e sociale. Il recente referendum costituzionale ci ha dato una “prova provata” di tutto questo, ma questa volta il risultato ha dimostrato che se ben informati gli elettori sono in grado di dare risposte “sorprendenti” ai mistificatori di professione. E’ che l’idea che si son fatta taluni uomini politici e i personaggi che passano per i rappresentanti dei “poteri forti”, ovvero di coloro che detengono le leve del potere e sono in grado di condizionare i media, è che l’opinione pubblica deve essere amministrata dall’alto e manipolata a dovere non avendo che una scarsa considerazione della sua capacità di pensare con la propria testa e soprattutto di elaborare il pensiero in termini critici e di soppesarne i pro e i contro.
Ora, anche in base agli accadimenti internazionali, c’è il pericolo che questi “manovrieri” corrano ai ripari cercando di bloccare quei veicoli indipendenti dai loro influssi come l’informazione che proviene dal web. E’ un rischio concreto e ne hanno i mezzi. Sta a noi ora e non poi bloccare le loro trame e dimostrare che un paese, ma anche una comunità mondiale, non si governa con il controllo delle menti ma con la libertà di pensiero e che il fine ultimo sta nel prevalere dell’essere sull’avere. (fonte: Centri studi di cultura politica della Fidest)
The truth is an option?
Online Banking ComputerAnd ‘my belief that today more than ever it is necessary to have an intuitive mind, culturally prepared and voted to insights, to escape the pitfalls of a specious information, deliberately biased and skillful in giving a distorted view, meaning pro domo sua, of events especially related to economic, political and social. The recent constitutional referendum gave us a “solid proof” of all this, but this time the result has shown that if well-informed voters are able to give “surprising” answers to mystifying the profession. And ‘that the idea that we are made certain politicians and the characters who pass through the representatives of the “big powers”, ie those who hold the levers of power and are able to influence the media, is that public opinion It must be administered properly manipulated from above and not having a poor view of his ability to think for themselves and especially to develop critical thinking in terms and weigh up the pros and cons.
Now, even by international events, there is the danger that these “maneuverable” will seize the relay trying to block those independent vehicles from their influences how information coming from the web. It ‘a real risk, and they have the means. It’s up to us now and not then stop their plots and to demonstrate that a country, but also a world community, is not governed by mind control but with the freedom of thought and that the ultimate goal is to prevail on being ‘ have. (Source: the Fidest political culture studies centers)

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