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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘versamenti’

Inps e pensioni: 157 miliardi di contributi non versati

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

inps157 miliardi di mancati versamenti previdenziali (pensioni). Il dato e’ contenuto nella relazione annuale della Commissione parlamentare di controllo sulle attivita’ degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale.
157 miliardi che l’Inps potrebbe incassare e che risolverebbero molti problemi, ad iniziare dalla copertura del proprio disavanzo fino alla integrazione delle “pensioni povere”. Chi non versa i contributi? Il mondo della imprenditoria. Si capisce, allora, perche’ i media (televisione, radio, giornali, ecc.), partiti ed esponenti istituzionali, abbiano concentrato la propria attenzione sulle “pensioni d’oro” (figuriamoci i vitalizi!) che devono essere diminuite a favore delle “pensioni povere”. Non e’ questa la soluzione. Per fare un esempio, dal contributo di solidarieta’, prelevato dalle “pensioni d’oro”, si ricavano 160 milioni e dalla proposta di detrazione dei vitalizi parlamentari si otterrebbero 76 milioni, che sono briciole nei confronti dei 157 miliardi (non milioni) di evasione contributiva. Far luce sulle cause vere dei problemi dei pensionati non e’ conveniente, mettere sotto accusa gli imprenditori e’ alquanto spiacevole (nessuno vuole scontrarsi), meglio dare la caccia all’untore, trovare capri espiatori da offrire in pasto all’opinione pubblica. Insomma, una vera e propria cortina fumogena e’ stata sollevata per nascondere la realta’: la responsabilita’ dell’attuale situazione non e’ dei “pensionati d’oro” ma di chi non ha versato i contributi previdenziali, cioe’ degli imprenditori. Se i media, invece di parlare alla pancia dei cittadini, per aumentare l’audience e quindi i ricavi pubblicitari (cosi’ credono), si rivolgessero alla testa, farebbero quell’opera di informazione che manca in questo Paese e ci guadagnerebbero. Se la RAI, che dovrebbe svolgere un servizio pubblico, si applicasse a questi compiti, darebbe un senso al canone che i cittadini pagano. Un avviso ai cittadini che navigano tra giornali, televisioni, internet, ecc: se qualcuno sollecita la vostra riprovazione nei confronti un capro espiatorio (pensionati d’oro, vitaliziati, in questo caso, ma anche stranieri, persone di altra religione, diversi, ecc.), sappiate che vi sta raggirando e qualcun altro sta guadagnando. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Rimesse immigrati

Posted by fidest press agency su domenica, 6 Mag 2012

Gli stranieri che vivono in Italia hanno fatto defluire nel 2011 7,4 miliardi di euro di rimesse, registrando un aumento del 12,5% rispetto all’anno precedente. Mediamente ogni straniero in Italia invia nel proprio paese 1.618 euro all’anno, destinati per lo più in Asia e in Cina per la precisione. Si stima che i cinesi che risiedono in Italia riescono a mantenere 800mila connazionali in Patria. Roma, Milano, Napoli e Prato sono le province da cui defluisce il maggior importo di rimesse verso l’estero. Questi i risultati principali di uno studio della Fondazione Leone Moressa (www.fondazioneleonemoressa.org) che ha analizzato i flussi monetari transitati per i canali di intermediazione regolare in uscita dall’Italia da parte degli stranieri che vivono nel nostro paese.Il volume delle rimesse. Nel 2011 il flusso monetario in uscita dall’Italia è stato pari a 7,4 miliardi di euro, in aumento rispetto all’anno precedente del 12,5%. In aumento anche il valore delle rimesse calcolate a livello procapite: mediamente ciascuno straniero invia nel proprio Paese di origine poco più di 1.600 euro annui, in aumento rispetto ai 1.552 euro registrati nel 2010. Per riuscire a quantificare il volume delle rimesse basti pensare che l’ammontare complessivo del denaro in uscita dall’Italia equivale allo 0,47% del Pil nazionale: anche in questo caso tale incidenza è aumentata rispetto allo 0,42% rilevato l’anno precedente.
Destinazione delle rimesse. L’Asia è il continente maggiormente beneficiario delle rimesse che escono dall’Italia. Infatti con quasi 4 miliardi di euro, la macroarea asiatica concentra il 52% di tutti i flussi monetari; della rimanente parte, il 24,4% rimane all’interno dei confini europei, il 12,1% prende la via americana e l’11,5% quella africana. Rispetto al 2010 quasi tutte le destinazioni hanno subito un aumento in termini di rimesse inviate: il continente asiatico ha ricevuto dagli stranieri in Italia il 23,4% in più di denaro, le Americhe il 5,2% in più, l’Africa il 3,1% e il continente europeo l’1,6%.
Tra tutti i Paesi, la Cina è quello a cui viene inviato il maggior volume di rimesse con 2,5 miliardi di euro, seguito da Romania (894 milioni di euro), Filippine (601 milioni di euro) e Marocco (299 milioni di euro). Le principali nazioni di destinazione mostrano un aumento nell’ultimo anno, ad eccezione delle Filippine che mostrano un -19,1%. Per la Cina la variazione si attesta addirittura al +39,7%, per la Romania si tratta del +3% e per il Marocco il +5,8%. In quanto a rimesse procapite, ciascun cinese residente in Italia invia in Patria poco più di 12mila euro a testa, valore più elevato tra tutte le nazionalità. Questo significa che ogni cinese in Italia “mantiene” 3,9 cinesi in Patria e che a livello complessivo si tratta di oltre 800mila di cinesi. Con 4.484 euro di rimesse procapite i filippini sostengono una comunità in patria di 394 mila concittadini, i bengalesi di 629 mila soggetti, i senegalesi di 348 mila persone.Il dettaglio provinciale. Roma è la provincia dalla quale defluisce il maggior volume di rimesse verso l’estero: si tratta di 2 miliardi di euro, pari a oltre un quarto di tutte le rimesse che escono dall’Italia. Seguono a ruota Milano, Napoli e Prato. Per tali province la prima nazionalità di destinazione è la Cina, ma tra tutte è Prato l’area in cui la quasi totalità delle rimesse defluisce verso il paese asiatico: il 91% di tutte le rimesse della provincia. La Romania è invece il primo paese di destinazione delle rimesse di Torino e Treviso, mentre per le Filippine si tratta di Bologna (solo per citare le prime città).

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Parliamo di “pensioni”

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

Gli esperti dei Centri studi della Fidest a proposito di pensioni, si sono chiesti: ma è proprio necessario incentrare i nostri dibattiti sull’età del pensionamento? Se provassimo a cancellare questa parola dal nostro vocabolario e la sostituissimo con la parola “rendita” concretizzandola con versamenti decennali rinnovabili per lo stesso periodo di tempo e a discrezione degli interessati? Cosa succederebbe, ad esempio, a un lavoratore che dopo dieci anni di versamenti gli venisse erogata una sia pur modesta rendita e con la proposta di fare la stessa cosa nel decennio successivo e così via? In 40 anni ci troveremmo con 4 rendite cumulabili. Non solo. Non andrebbero previsti i limiti di età partendo dal presupposto che il lavoro assegnabile va considerato anche sul dato anagrafico. L’esempio classico lo possiamo trarre da un giocatore di calcio professionista. A 35 anni è solito appendere gli scarpini al chiodo ma non per questo si considera un pensionato. Si cercherà un altro lavoro più consono alla sua età. Pensiamo a lavori sedentari che potrebbero essere assegnati agli over sessantenni. Si tratta di riscrivere lo stato sociale e sarebbe una gran bella “rivoluzione” se solo riuscissimo a superare il classico detto latino:hic sunt leones, ovvero la paura d’affrontare il nuovo e il diverso.

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Canone Rai e anziani

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2010

9 Luglio 2010 entrata in vigore del dl 78/2010 approvato lo scorso 25 maggio, “Misure urgenti in materia di stabilizzazione”, all’art.38 comma 8 prevede che per i pensionati con reddito annuale inferiore ai 18.000 euro, sara’ possibile pagare il canone Rai a rate senza interessi. Un provvedimento dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore del dl, dovrà individuare termini e modalita’ per versamenti e certificazione. Dovemmo plaudere ad un provvedimento che viene incontro alle persone piu’ deboli… ma proprio non ci riusciamo, perche’ siamo certi che verrà disatteso. Il legislatore si sarà fatto bello alla faccia dei diritti delle persone piu’ deboli. Perche’ non dovrebbe essere cosi’ visto quanto è accaduto dal 2008 (e continua ad accadere) per una norma simile che prevedeva l’esenzione per gli ultra settantacinquenni con reddito non superiore a 516,46 euro per tredici mensilità? Norma che per lungo tempo e’ stata inapplicata perche’ la Rai diceva (e continua a dire) che mancavano i regolamenti attuativi, ma che poi, in seguito a varie interrogazioni parlamentari, si e’ scoperto essere operativa dall’approvazione e, nonostante questo, ancora violata da parte della Rai. Noi abbiamo anche predisposto un facsmile per mettere in mora la Rai, imporre l’esenzione e pretendere il rimborso degli arretrati.
Tra le tante odiosita’ del sistema fiscale, quelle che maggiormente irritano sono quando si abusa in modo arrogante del proprio potere esercitandolo contro i piu’ deboli. Nella fattispecie e’ il caso della Rai. La stessa dei compensi milionari, della sovrabbondanza di personale, della violazione delle norme che gli impongono la pubblicazione dei compensi dei collaboratori. Al peggio non c’e’ mai limite. Per questo siamo sicuri che la norma approvata nel dl 78/2010 non potrà che essere disattesa. Ovviamente speriamo di essere smentiti, ma e’ bene precisare che se questa norma fosse applicata e quelle dell’esenzione e della pubblicazione dei compensi ancora no, non escludiamo che dalle denunce “politiche” che facciamo da anni decideremo di passare a quelle penali. (fonte Aduc)

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La bonifica delle aree campane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2009

“Negli ultimi anni la regione Campania è stata colpita da una serie ininterrotta di offese ambientali, è giunto il momento di compiere uno sforzo comune per il bene di tutti” è l’auspicio che lancia a mezzo stampa l’on. Americo Porfidia, che aggiunge “Ancora non sappiamo con precisione l’entità effettiva dei danni arrecati al nostro territorio da decenni di malgoverno e attività criminali, di certo ci troviamo di fronte ad uno scenario agghiacciante, ad un vero e proprio disastro ambientale. La Campania, è ormai inutile tacerlo è oggi una regione avvelenata dal suo interno: più di 2.500 siti potenzialmente contaminati che interessano 80 comuni concentrati in prevalenza nelle province di Napoli e Caserta; falde acquifere inquinate da continui versamenti pericolosi e cancerogeni, centinaia di tonnellate di rifiuti industriali tossici sparsi in una quantità indefinibile di discariche abusive, che se da un lato hanno arricchito camorristi, politici e imprenditori corrotti, dall’altro hanno costruito un ambiente altamente insalubre per la popolazione locale, sempre più soggetta a malattie mortali e malformazioni congenite. E’ incredibile – continua il deputato campano – che di fronte ad uno scenario simile non si siano ancora compiuti studi per verificare le condizioni di vivibilità. Queste sono tematiche troppo serie per montarci sopra il teatrino delle accuse politiche, si tratta della nostra salute, il bene più caro che abbiamo e dobbiamo difenderlo costi quel che costi. Nel Luglio del 2008 è stato siglato un accordo di programma per la bonifica della Campania. Un’intesa presenziata dal Presidente del Consiglio assieme al Ministero dell’Ambiente, al sottosegretario Bertolaso, al presidente della regione Bassolino, al presidente del consorzio di Bonifica Menegozzi; anche l’agenzia Regionale per la Protezione ambientale in Campania è stata chiamata a dare il suo contributo specifico. Sono stati stanziati centinaia di milioni di euro per le opere di bonifica, ma al momento nessuno ci ha informati dei risultati raggiunti. Non sappiamo a che punto sono i lavori di bonifica di intere aree altamente offese come la discarica Mastropietro in località Lo Uttaro, la cava Mastroianni, interi terreni siti nei comuni di Maddaloni e San Nicola la Strada, per non parlare delle discariche individuate a Savignano Irpinio, Andreatta, Serre, Terzigno, Santa Maria La Fossa e tanti altri, un  vero e proprio percorso di guerra regionale. Chiedo – conclude l’on. Porfidia – agli enti ed alle persone impegnate nell’opera di bonifica della Campania di riferire al più presto alla popolazione e alle istituzioni locali e nazionali sullo stato attuale dei lavori e gli obiettivi da raggiungere nell’immediato futuro. Auspico fortemente che il governo istituisca quanto prima una commissione di studio e monitoraggio del livello di vivibilità ambientale della regione Campania al fine di garantire il massimo di sicurezza e salute della popolazione.”

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Fondo Globale per la lotta all’AIDS

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2009

«Siamo alla metà di agosto, ma ancora non v’è notizia sul versamento dei fondi dovuti dall’Italia al Fondo Globale per la lotta all’AIDS e altri gravi pandemie: Silvio Berlusconi manterrà la parola?», chiede oggi Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid. In occasione del vertice del G8 de L’Aquila il presidente del consiglio italiano ha dichiarato che entro il mese di agosto l’Italia si sarebbe rimessa in pari nei versamenti al Fondo Globale per la lotta all’AIDS, alla Tubercolosi e alla Malaria. Ma nel documento di programmazione economico-finanziaria (Dpef) approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 15 luglio, non v’è traccia di questo finanziamento, né sono pervenuti altri segnali che supportino la promessa del primo ministro. «Il comportamento dell’Italia nei confronti del Fondo Globale, in passato, è stato a dir poco alterno – ricorda De Ponte – con conseguenze gravissime sul finanziamento di importanti progetti e dunque su milioni di malati». L’Italia, guidata dal governo Berlusconi, promosse infatti l’istituzione del Fondo al G8 di Genova del 2001. Ma già nel 2004 e nel 2006 l’Italia mancò di pagare le quote dovute. Nel 2007 il governo di Romano Prodi pagò 410 milioni di euro con cui vennero saldati arretrati e anticipata la quota del 2008. Tornato in carica il governo Berlusconi, i versamenti si sono nuovamente interrotti. «Questo andamento altalenante del nostro paese riduce l’efficacia dell’azione contro le grandi pandermie. Per fermare il meccanismo di propragazione del virus dell’HIV-AIDS – spiega De Ponte – occorrono cure continue: i malati non possono certo permettersi un anno di sospensione dei trattamenti». Al fine di ricordare questo impegno, ActionAid ha dedicato una parte del sito http://www.actionaid.it al conto alla rovescia verso la fine di agosto. «Entro il 31 agosto l’Italia deve onorare il suo impegno e versare quanto dovuto al Global Found, nonché assicurare continuità nei versamenti per gli anni futuri – conclude De Ponte – ne va della sorte di milioni di persone malate ma anche della credibilità del nostro paese e del primo ministro».

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Fisco: contribuenti, a rischio le imposte di giugno

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2009

A pochi giorni dalla prima scadenza fiscale (30 aprile), Lo Sportello del Contribuente stima che sono “oltre 750mila i contribuenti che rischiano di non poter versare le tasse a giugno”. A lanciare l’allarme è Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani all’apertura del secondo giorno degli Stati Generali, aggiungendo che “la stima di 750.000 contribuenti è stata calcolata per difetto. Lo Sportello del Contribuente non ha ancora i dati completi del fenomeno ma questo potrebbe essere l’ordine di grandezza del problema.” Secondo Carlomagno, inoltre, “quest’anno sono oltre 1.800.000 di contribuenti che versano in serie difficoltà economiche, non avendo accesso al credito”. “Bisogna prendere con urgenza seri provvedimenti a favore dei Contribuenti – sottolinea il presidente di Contribuenti.it – Sarebbe utile prevedere già da quest’anno la possibilità di pagare le imposte a rate, senza interessi, in 18 mesi”.

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