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Il Presidente Juncker parteciperà al vertice del G20 a Osaka a nome dell’UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

Il 28 e 29 giugno a Osaka il Presidente Juncker, il Presidente Tusk e il Commissario Moscovici parteciperanno al quattordicesimo vertice dei leader del G20, che sarà ospitato dal Primo Ministro giapponese Shinzō Abe.
In una lettera ai leader europei, i due Presidenti, hanno definito quali saranno le priorità comuni dell’Unione al vertice di quest’anno: dalla difesa del multilateralismo, alla necessità di aumentare la fiducia nell’economia mondiale, alla riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio, alle modalità per beneficiare della trasformazione digitale, alla lotta alle disuguaglianze, alle strategie per fronteggiare sfide globali come i cambiamenti climatici, l’immigrazione e la lotta al terrorismo.La lettera congiunta è corredata da una brochure che riporta dati e informazioni sull’UE al G20.
Venerdì 28 giugno alle ore 9:15 (ora locale), prima del vertice dei leader, il Presidente Juncker e il Presidente Tusk terranno un briefing per la stampa.
A margine del G20, il Presidente Juncker parteciperà ad una serie di incontri bilaterali: con il Primo Ministro Shinzō Abe, il Primo Ministro vietnamita Nguyễn Xuân Phúc, il Primo Ministro australiano, Scott Morrison, e il Presidente argentino, Mauricio Macri.Dopo la conferenza stampa di venerdì 28 giugno, i Presidenti Juncker e Tusk coordineranno una riunione dei leader dell’UE, a cui seguirà una riunione di questi ultimi con il Primo Ministro canadese, Justin Trudeau.

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Cambio al vertice di Sandoz SpA

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 ottobre 2018

Origgio. Vivek Devaraj ricoprirà il ruolo di Country Head di Sandoz SpA, la consociata italiana di Sandoz, divisione del gruppo Novartis e leader globale nella nella produzione e commercializzazione di farmaci biosimilari ed equivalenti. Succede nel ruolo a Manlio Florenzano che ha guidato con successo la filiale italiana per oltre 13 anni e che, dal 1° novembre, sarà a capo dell’organizzazione Sandoz in Russia, una delle più importanti sedi di Sandoz per dimensioni organizzative e di mercato. Vivek Devaraj, manager di consolidata esperienza internazionale e da oltre 23 anni nel gruppo Novartis, dal 2016 ad oggi è stato alla guida della filiale Sandoz in Sud Africa e ancor prima del cluster Sandoz South Asia. Di nazionalità indiana, ha vissuto ed operato in Asia, Africa, Europa e Stati Uniti; è entrato a far parte del gruppo Novartis nel 1995 ed ha ricoperto ruoli di crescenti responsabiltà all’interno delle funzioni Sviluppo, Commerciale e Finance per le divisioni Novartis.

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Sereni Orizzonti: cambio al vertice

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 luglio 2018

Cambio al vertice di Sereni Orizzonti Holding, capofila del Gruppo dell’imprenditore friulano Massimo Blasoni, e che costruisce e gestisce residenze sanitarie per anziani in Italia. Sereni Orizzonti con i suoi 5.000 posti letto è uno dei leader del settore, una realtà in grande crescita con un consolidato di oltre 150 milioni di euro e uno sviluppo costantemente in doppia cifra nell’ultimo quinquennio.A prendere le redini della Holding è Simone Bressan, 36 anni, già impegnato con incarichi al Ministero del Lavoro, direttore di un Centro Studi economico nazionale e da tempo nell’organico dirigenziale del Gruppo. Bressan è, infatti, entrato in Sereni Orizzonti nel 2006 e negli ultimi due anni ha guidato LifeCare, l’immobiliare di sviluppo del gruppo. “Siamo impegnati – ha spiegato Bressan – con un rilevante piano di sviluppo che prevede la realizzazione di oltre 2.500 nuovi posti letto entro il 2020 con investimenti per 180 milioni di euro: un progetto ambizioso ma coerente con la domanda di posti letto e l’incremento dell’aspettativa di vita media” – ha dichiarato Bressan. Il gruppo è oggi già presente con 85 residenze in Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Sicilia e Sardegna.

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La nuova legge elettorale comincia a far danno prima ancora di essere usata

Posted by fidest press agency su domenica, 3 dicembre 2017

ElezioniLogoLa quota maggioritaria, pur pesando solo per un terzo rispetto a quella proporzionale, ha indotto a riesumare le vecchie coalizioni che il combinato disposto del tripolarismo che ha soppiantato il bipolarismo della Seconda Repubblica, del ciclone Renzi che ha rotto la grande rete ulivista a sinistra e del cambio di guardia al vertice della Lega tra Bossi e Salvini che ha scompaginato gli equilibri a destra, aveva spazzato via. Solo che il centro-sinistra sconta rotture insanabili, mentre il centro-destra, pur spaccato, è stato in grado di rappresentare all’esterno una convergenza elettorale almeno apparente. È su questa base, per esempio, che si è costruita la pur fragile vittoria di Musumeci in Sicilia, creando una maggioranza basata sullo scarto di un solo consigliere. Peccato che nel giro di poche settimane quel voto in più si sia già dissolto, perché un consigliere fatto eleggere da Salvini è passato all’opposizione. A dimostrazione che i cartelli elettorali, ammesso e non concesso che si riescano a fare, sono una cosa, e la tenuta – politica e programmatica – delle maggioranze di governo che quei cartelli creano, è un’altra. I cartelli, tanto più se creati facendo finta che le differenze non esistano, non garantiscono nulla (di buono). Sarà per questo che Salvini ha chiesto a Berlusconi di andare da un notaio a sottoscrivere un patto in base al quale Forza Italia si dovrebbe impegnare a non andare mai al governo con il Pd, cosa che la Lega chiama “inciucio”. E sarà per questo che Berlusconi, facendo irritare Salvini, ha buttato lì, ovviamente dalle telecamere di un salotto televisivo, il nome di un generale dei Carabinieri come possibile prossimo presidente del Consiglio, se fosse il centro-destra dopo le elezioni a poter dare le carte. Ora, a parte la cattiva abitudine di definire imbroglio quella che sarebbe una normalissima coalizione di governo, e pure benemerita se dovesse servire a evitare il caos nel caso – molto probabile, peraltro – in cui dalle urne non uscisse alcun vincitore, ma da quando in qua un accordo politico deve diventare un atto notarile? La politica, quella con la P maiuscola, è dialettica – parola che viene dal greco, e significa arte di argomentare – ed è mediazione, nell’accezione aristotelica del trovare nel giusto mezzo la conciliazione di posizioni differenti. Non è trattativa da fare in gran segreto per poi consegnarne l’esito ad un pubblico ufficiale, che la vidima con la ceralacca e la chiude in cassaforte. Ma se fosse, non sarebbe la prima volta. Berlusconi e Bossi a suo tempo andarono da un professionista milanese a regolare i loro rapporti, anche se non lo hanno mai confermato ufficialmente. E quando il Pd romano decise di scaricare Ignazio Marino da sindaco, preferì far andare da un notaio i suoi consiglieri comunali per vincolarli alle dimissioni che portarono alla caduta della giunta capitolina, anziché farli esprimere in Campidoglio. Non solo. Molti partiti hanno, o hanno avuto, proprietà private e simboli depositati da un notaio. Anche i professionisti dell’antipolitica e dell’anticasta sono giuridicamente in mano a Grillo e alla ditta Casaleggio.
È la privatizzazione della cosa più pubblica che ci sia, la politica, inevitabile conseguenza di un’altra malattia, la personalizzazione della politica, che a sua volta ha generato la riduzione della politica alla comunicazione televisiva e la deriva di leaderismi esasperati. Cosa che induce non a formare una classe politica degna di questo nome, ma a mettersi alla ricerca di volti conosciuti e spendibili dentro la cosiddetta società civile. Lo specialista in materia è senza dubbio il Cavaliere, che sforna candidati premier come il Mulino Bianco i biscotti, e che seleziona parlamentari e dirigenti sulla base del curriculum come un qualsiasi capo delle risorse umane di un’azienda. Ma così si ammazza la partecipazione alla vita politica. Perché un cittadino si dovrebbe iscrivere a un partito, fare militanza e sudarsi la gavetta, per poi sentirsi dire che per governare, o anche solo per arrivare a Camera e Senato, ci vuole qualcuno detentore di altri meriti rispetto a quelli politici e che con il partito non ha mai avuto nulla a che fare? Ed ecco spiegato perché i partiti possono essere personali: sono aziende a cui si accede solo per soddisfare esigenze private.Tutto è iniziato con la fine della Prima Repubblica. Che, per carità, aveva tanti difetti, ma non quello di essere popolata di partiti privati regolati da scritture private. Dopo, la legittimazione democratica – sempre più formale e sempre meno sostanziale – si è basata esclusivamente sulla capacità di vendere un prodotto politico (ma sarebbe più giusto dire elettorale) seguendo un solo precetto di marketing: il rifiuto, o ancor meglio la demonizzazione, della politica e dei suoi simboli. Non è forse per avere meno politici tra i piedi che Renzi ha chiesto agli italiani (per fortuna inutilmente) di abolire i senatori? E non è forse bollandoli spregiativamente come “professionisti della politica” che Berlusconi ha battuto i suoi avversari? Ma tanto più i politici si appellano alla fantomatica società civile, tanto più ammettono di appartenere ad una razza “incivile”, perciò indegna di avere a che fare con il governo della cosa pubblica. E la massiccia, patologica astensione dal voto, non può che esserne la drammatica conseguenza. Ci si lamenta e si teme, a ragione, che prevalga il populismo. Ma non è forse di populismo che viviamo dall’ormai lontano 1994? Le parole d’ordine contro la casta, la demonizzazione delle élite equiparate a oscure lobby, la descrizione del politico come di un ladro o, ben che vada, di un inetto, l’annientamento dei corpi intermedi della società in nome del rapporto diretto con il popolo, la descrizione della mediazione parlamentare come cosa inutile che sottrae spazio e potere all’esecutivo, il sondaggio come unica bussola, l’esaltazione del nuovo diventata paranoia nuovista, sono altrettante tossine che sono state inoculate nel corpo (già malato di suo) del Paese.C’è forse da stupirsi, quindi, se il Censis, nella sua nuova radiografia dello stato di salute dell’Italia, ci definisce un popolo di rancorosi, per nulla mossi alla fiducia nonostante il consolidarsi della ripresa economica? Certo che no. Ma ci vorrà pur qualcosa e qualcuno che fermi questo maledetto gatto che si morde la coda.(Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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Europa: Le priorità per il prossimo Vertice europeo

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

strasburgo-parlamento-europeoSTRASBURGO, Francia. In un dibattito con la Presidenza maltese e il Presidente della Commissione Juncker, i deputati hanno discusso le priorità per il Vertice europeo del 22 e 23 giugno.I deputati hanno criticato fortemente la mancanza di progressi da parte del Consiglio sulla riforma del sistema di Dublino e hanno bollato la mancanza di solidarietà tra gli Stati membri quale “deludente” e “vergognosa”. Molti deputati hanno anche sottolineato la necessità di controllare le frontiere esterne e hanno notato i progressi compiuti su questo aspetto.La questione relativa a ulteriori accordi con i Paesi extra-UE, come la Libia, ha diviso l’Aula. Alcuni deputati si sono opposti con convinzione alla cooperazione con quello che hanno definito uno “Stato allo sbando”, mentre altri hanno chiesto un accordo UE-Libia per porre fine alla perdita di vite nel Mediterraneo.Come previsto, molti leader dei gruppi politici hanno affrontato la situazione relativa alla Brexit, in seguito alle elezioni generali nel Regno Unito della scorsa settimana. Alcuni hanno affermato che le elezioni hanno chiaramente indicato che la Brexit “hard” è caduta, mentre altri hanno espresso la loro frustrazione per la mancanza di progressi nei negoziati e la crescente incertezza. I leader hanno inoltre chiesto di garantire che la Brexit non oscuri tutto il lavoro essenziale in altre aree politiche che deve andare avanti.Infine, alcuni leader dei gruppi politici hanno anche affrontato la rinnovata spinta dell’UE sulla cooperazione in materia di difesa.

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Le priorità per il prossimo Vertice europeo

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 giugno 2017

Jean-Claude JunckerIn un dibattito con la Presidenza maltese e il Presidente della Commissione Juncker, i deputati hanno discusso le priorità per il Vertice europeo del 22 e 23 giugno.I deputati hanno criticato fortemente la mancanza di progressi da parte del Consiglio sulla riforma del sistema di Dublino e hanno bollato la mancanza di solidarietà tra gli Stati membri quale “deludente” e “vergognosa”. Molti deputati hanno anche sottolineato la necessità di controllare le frontiere esterne e hanno notato i progressi compiuti su questo aspetto.
La questione relativa a ulteriori accordi con i Paesi extra-UE, come la Libia, ha diviso l’Aula. Alcuni deputati si sono opposti con convinzione alla cooperazione con quello che hanno definito uno “Stato allo sbando”, mentre altri hanno chiesto un accordo UE-Libia per porre fine alla perdita di vite nel Mediterraneo.Come previsto, molti leader dei gruppi politici hanno affrontato la situazione relativa alla Brexit, in seguito alle elezioni generali nel Regno Unito della scorsa settimana. Alcuni hanno affermato che le elezioni hanno chiaramente indicato che la Brexit “hard” è caduta, mentre altri hanno espresso la loro frustrazione per la mancanza di progressi nei negoziati e la crescente incertezza. I leader hanno inoltre chiesto di garantire che la Brexit non oscuri tutto il lavoro essenziale in altre aree politiche che deve andare avanti.Infine, alcuni leader dei gruppi politici hanno anche affrontato la rinnovata spinta dell’UE sulla cooperazione in materia di difesa.

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L’ELPA organizza un vertice politico sulla sfida per la sanità pubblica

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 giugno 2017

BruxellesBruxelles /PRNewswire/ Leader politici europei e nazionali, responsabili delle decisioni, esperti, specialisti medici e gruppi per la difesa del paziente attivi nel campo delle malattie epatiche si sono incontrati in occasione del primo Vertice politico europeo riguardo a NAFLD-NASH (steatosi epatica non alcolica-steatoepatite non alcolica). Hanno richiesto azioni concrete in tutta l’Europa per far fronte alla prossima grande sfida per la salute pubblica in Europa.Il vertice è stato organizzato dall’associazione europea dei pazienti epatici (ELPA, European Liver Patients’ Association), in collaborazione con l’Associazione Europea per lo Studio del Fegato (EASL, European Association for the Study of the Liver). L’evento si è svolto presso il Parlamento europeo (a Bruxelles) ed è stato ospitato da Alojz Peterle, membro del Parlamento europeo.I partecipanti hanno esplorato le potenziali misure per ridurre il peso della malattia e per mitigare l’impatto che steatosi epatica non alcolica (NAFLD, Non-Alcoholic Fatty Liver Disease) e steatoepatite non alcolica (NASH, non-alcoholic steatohepatitis) avranno sulla sostenibilità dei sistemi sanitari. “La serietà della steatosi epatica non alcolica e il potenziale impatto che avrà sui sistemi sanitari devono essere riconosciuti e affrontati prima di trovarci a far fronte a un’epidemia in tutta l’Europa”, ha dichiarato Tatjana Reic, presidente dell’ELPA.
La steatosi epatica non alcolica, che è diventato il più comune disturbo epatico cronico in Europa e negli Stati Uniti, e la steatoepatite non alcolica, sono considerati come disturbi dovuti alle condizioni di vita. I costi socio-economici non sono ancora riconosciuti appieno. La ricerca attuale suggerisce che l’essere sovrappeso o obesi e le sindromi metaboliche come il diabete di tipo 2 e l’ipertensione sono disturbi comuni nei pazienti affetti dalla steatosi epatica non alcolica. La prevalenza della steatosi epatica non alcolica nella popolazione generale varia dal 20% al 30% in Europa e diventerà la causa principale di trapianto del fegato entro i prossimi 10-20 anni.Queste malattie non sono una priorità politica o di trattamento nell’UE. Le strategie relative alle malattie epatiche sono mancanti o non attuate in tutta Europa. In questo scenario, Carlos Moedas, Commissario per la ricerca e l’innovazione, ha sottolineato la “necessità di aumentare gli sforzi nella ricerca e nell’innovazione [allo scopo di] sviluppare test semplici, economici e non invasivi” che consentiranno di “migliorare la guida ai paesi membri in materia di cure di base e migliore gestione”, ha continuato.La professoressa Helena Cortez-Pinto, il Consigliere dell’UE presso EASL, ha ricordato agli eurodeputati che si sono trovati con un ruolo fondamentale da svolgere nella prevenzione, ma ha sottolineato che avevano appena perso una rara opportunità di limitare la commercializzazione di alimenti spazzatura ai minori quando è stata discussa la direttiva sui servizi di media audiovisivi. “L’obesità infantile è la peste del ventunesimo secolo e gli eurodeputati avrebbero potuto rafforzare le restrizioni alla commercializzazione ai minori”, ha detto. “Purtroppo hanno scelto di non fare questo passo. Parlano bene, ma poi non agiscono di conseguenza”. Spenderemo molti miliardi di euro nei prossimi decenni, cercando di curare malattie che avrebbero potuto essere state facilmente oggetto di prevenzione grazie a misure semplici, come quelle restrizioni. Ha invitato gli eurodeputati e i paesi membri a risolvere questo problema durante i triloghi sulla proposta che inizieranno a giugno o luglio.
La steatosi epatica non alcolica (NAFLD), si riferisce all’accumulo di grasso in eccesso nel fegato di persone che non consumano alcool o ne consumano poco. Le persone possono anche avere una condizione più grave, denominata steatoepatite non alcolica (NASH). SOURCE ELPA – European Liver Patients Association

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Vertice Italia-Commissione europea: rafforzato partenariato su aiuti di Stato

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 aprile 2017

european commissionSi è conclusa la “Country visit” della Commissione europea presso il Dipartimento per le Politiche Europee in materia di aiuti di Stato e infrastrutture che ha visto l’intervento del vice direttore della Direzione generale della Commissione europea, Gert Jan Koopman.
Al centro dei lavori le prospettive della rafforzata partnership tra Italia e Commissione europea grazie al “Common Understanding”, il protocollo firmato il 3 giugno 2016 dal Sottosegretario alle Politiche e agli Affari Europei, Sandro Gozi, e dalla Commissaria europea alla Concorrenza, Margrethe Vestager. L’intesa stabilisce un più solido partenariato in materia di aiuti di Stato tra istituzioni italiane ed europee, da un lato, e tra le amministrazioni nazionali a tutti i livelli, dall’altro.
L’incontro ha approfondito i temi della politica di modernizzazione delle regole sugli aiuti di Stati, con un focus particolare sul finanziamento pubblico delle infrastrutture, e su temi di rilevanza strategica per il rilancio della crescita e della competitività dei Paesi membri. Italia e Commissione europea hanno deciso di proseguire il rapporto di collaborazione attraverso uno scambio più assiduo e fluido di informazioni, coltivando un reciproco e costante confronto sia sui temi di policy che sui singoli dossier.La Commissaria Vestager, in un messaggio di saluto, ha espresso un vivo apprezzamento per l’utilizzo sempre più attento delle regole sugli aiuti di Stato da parte delle Amministrazioni italiane e per il ruolo di coordinamento svolto dal Dipartimento per le Politiche Europee. “E’ la dimostrazione che ci stiamo muovendo nella giusta direzione”, ha commentato il Sottosegretario Sandro Gozi, “partenariato significa ricerca congiunta di soluzioni comuni, nell’interesse delle imprese, della trasparenza, della certezza del diritto e della competitività del sistema Italia e Europa”.

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Un altro vertice sul flusso migratorio Libia-Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 marzo 2017

“Un altro incontro che non porta ad alcuna soluzione. Ancora parole e zero fatti. L’ennesima messa in scena consumatasi sull’immigrazione, dove l’Ue conferma la sua linea. Nessuna solidarietà e nessun aiuto concreto per fermare l’invasione. L’unica decisione da prendere per risolvere il problema, come ripetiamo da tempo, è il blocco navale al largo della Libia”. È quanto dichiara Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, componente della Commissione Esteri di Montecitorio.
“Il ministro Alfano valuti attentamente la situazione – aggiunge -. Il governo Pd sulla Libia ha commesso un errore gravissimo. L’essersi schierati con Al Sarraj è pericoloso, così come l’aver sottovalutato Haftar. La vicenda rischia davvero di sfuggire di mano. Alfano e il Pd facciano sentire la voce dell’Italia in Europa. Dobbiamo difendere la nostra sicurezza e dobbiamo farlo in fretta”.

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Classifica delle Università italiane: l’Università Europea di Roma raggiunge il vertice

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 marzo 2017

università europea romaL’Università Europea di Roma si posiziona al vertice delle classifiche appena pubblicate dalla Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR). In particolare i risultati della Valutazione della Qualità della Ricerca 2011-2014, che ha considerato le pubblicazioni scientifiche di tutti i docenti delle università italiane, ha evidenziato che l’Università Europea di Roma nell’Area 10 (Scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche) si è classificata al primo posto nella graduatoria assoluta di tutte le Università italiane. E’ inoltre emerso l’eccellente risultato dell’area giuridico-privatistica che ha collocato l’Università Europea di Roma tra i primi dodici atenei tra le università di categoria. Ottimi risultati anche per l’Area della Psicologia e delle Scienze economico-aziendalistiche, che collocano l’Ateneo tra le prime venti università italiane nella classifica di categoria. Nel complesso quasi la metà delle pubblicazioni sottoposte a valutazione (esattamente il 43,6%) hanno raggiunto i punteggi massimi di eccellente ed elevato.“E’ un risultato che conferma la bontà degli investimenti fatti in termini di arruolamento dei professori e di finanziamento alla ricerca” dichiara il prof. Alberto Gambino, Prorettore con delega alla Ricerca. “In questo scenario – aggiunge il prof. Gambino – abbiamo oggi la certezza che i nostri studenti trovano nell’Università Europea di Roma competenze davvero all’altezza della migliore formazione possibile e di un’entrata proficua nel mondo del lavoro e delle professioni”.

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Stati Uniti d’Europa. Vertice di Versailles. A cosa serve?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 marzo 2017

europa-comunitariaVertice dei capi di Stato e di Governo a Versailles (Francia). Partecipano Hollande (Francia), Merkel (Germania), Rajoy (Spagna) e Gentiloni (Italia).
Ci siamo chiesti a cosa sia servito questo summit, perche’ il presidente Holland e’ in dirittura di uscita (ad aprile ci saranno le votazioni), Merkel in autunno dovra’ affrontare le elezioni, Rajoy guida un governo di minoranza e il nostro presidente del Consiglio viaggia in acque insicure. Che cosa poteva decidere un vertice siffatto? Nulla. I partecipanti affermano di puntare sull’Europa a due velocità. Dimenticano che questa Europa gia’ esiste, come abbiamo scritto: politiche fiscali, difesa, immigrazione, consumatori, ecc.Insomma, decisioni non se ne prendono e questo modo di far politica fa prosperare l’antieuropeismo. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Kuala Lumpur: vertice dei Ministri degli esteri dei Paesi islamici (OIC) sulla situazione dei Rohingya

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2017

kuala-lumpurGöttingen. Con una lettera indirizzata ai Ministri degli esteri dei paesi islamici, l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) chiede che l’Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC) si impegni per una soluzione politica della tragedia dei profughi Rohingya nel sudest asiatico. Secondo l’APM è urgente aumentare la pressione sul governo birmano affinché lavori seriamente a una soluzione politica della questione dei Rohingya nel paese. Inoltre l’APM chiede all’OIC di appellarsi al governo del Bangladesh, paese membro dell’OIC, affinché accolga e tuteli almeno temporaneamente i profughi Rohingya in fuga dal Myanmar (Birmania). Attualmente il Bangladesh ha chiuso le frontiere per i profughi Rohingya.I ministri degli esteri dell’OIC si incontrano giovedì 19 gennaio a Kuala Lumpur (Malesia) per un vertice speciale sulla questione dei Rohingya dopo che un video apparso in gennaio 2017 aveva messo in evidenza le violazioni dei diritti umani commesse da soldati birmani nei confronti della minoranza Rohingya in Birmania e aveva causato ampie proteste nel mondo islamico. In seguito alle massicce proteste il governo birmano ha fatto arrestare quattro soldati accusati delle violenze contro gli abitanti musulmani di un villaggio rohingya.L’OIC riveste grande importanza a livello internazionale per l’individuazione di una soluzione della situazione dei Rohingya in Myanmar. Dallo scoppio delle violenze nel giugno 2012 tra Rohingya musulmani e Rakhine buddisti nello stato birmano di Rakhine (precedentemente Arakan) i rappresentanti dei 57 paesi membri dell’OIC hanno ripetutamente segnalato all’Assemblea dell’ONU e alle sue istituzioni la situazione della minoranza dei Rohingya perseguitata in Myanmar e a cui viene negata anche la cittadinanza.
I paesi membri dell’OIC Bangladesh, Malesia e Indonesia temono un ulteriore esodo di Rohingya provenienti dalla Birmania. Ma anche l’Arabia Saudita e il Pakistan, paesi in cui vivono comunità maggiori di Rohingya in esilio, temono un’escalation del conflitto. Nonostante i rigidi controlli alle frontiere e l’immediato rimpatrio dei profughi individuati, più di 65.000 Rohingya sono riusciti a scappare in Bangladesh in seguito all’aumento della violenza nei loro confronti a partire dall’ottobre 2016. Il Bangladesh però considera i profughi Rohingya come illegali ed essi restano privi di protezione.

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Il vertice europeo di Bratislava ha messo a nudo la crisi della UE

Posted by fidest press agency su domenica, 18 settembre 2016

bratislavaE il fallimento totale delle politiche del Governo Renzi-Alfano. Le sfide da affrontare sono quattro: sicurezza, immigrazione, crescita economica, lavoro. I tecnocrati europei non hanno soluzioni, il Governo italiano ha solo ricette sbagliate. Il bluff ormai è stato scoperto e con Renzi e Alfano l’Italia è condannata alla povertà e a diventare il campo profughi d’Europa. La strada da percorrere Fratelli d’Italia l’ha già indicata da tempo: guerra all’ISIS e al terrorismo; stop agli sbarchi e all’immigrazione incontrollata; scioglimento controllato e concordato dell’Euro; difesa dell’economia reale e delle produzioni locali e non degli interessi della grande finanza». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Vertice delle Nazioni Unite sui flussi di rifugiati e migranti su larga scala

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2016

Onu palaceNew York 19 settembre 2016, l’Assemblea Generale è chiamata ad adottare una serie di impegni per migliorare la protezione dei migranti e dei rifugiati.Una volta adottati, questi impegni – che sono stati concordati il 2 agosto – costituiranno la “Dichiarazione di New York”. Faranno parte della Dichiarazione anche due documenti che aprono la strada all’adozione del Global Compact nel 2018: uno sui rifugiati e l’altro sui migranti. (Allegato 1: il quadro sulla Risposta Complessiva sui Rifugiati (Comprehensive Refugee Response – CRR); e Allegato 2: Verso un Global Compact per rendere sicure le migrazioni regolari)
Di fronte alla sfida rappresenata da una serie di crisi globali e dai movimenti su larga scala di rifugiati e migranti – che in alcuni paesi alimentano la xenofobia – è molto significativo il fatto che i 194 Stati membri delle Nazioni Unite abbiamo deciso di riunirsi con lo scopo di concordare un piano per affrontare insieme le sfide comuni.Una volta adottata, la Dichiarazione di New York costituirà una pietra miliare. In essa, gli Stati membri dichiarano profonda solidarietà nei confronti delle persone che sono costrette a fuggire dalle loro case, riaffermano i loro obblighi nei confronti dei diritti umani di rifugiati e migranti e si impegnano a dare un supporto consistente ai paesi interessati da movimenti su larga scala di rifugiati e migranti.Nella Dichiarazione gli Stati si assumono impegni comuni in favore di rifugiati e migranti, tra cui: la lotta contro lo sfruttamento, il razzismo e la xenofobia; il salvataggio delle persone in fuga; la garanzia di procedure di frontiera eque e in linea con il diritto internazionale. Nella Dichiarazione è posta anche un’attenzione specifica ai bisogni di donne, bambini e delle persone che necessitano di assistenza sanitaria, il riconoscimento e l’incoraggiamento degli apporti positivi dei migranti e dei rifugiati, la garanzia che il benessere di migranti e rifugiati rappresenti la priorità nei progetti di sviluppo, la garanzia di un finanziamento adeguato, flessibile e prestabilito.
Per quel che riguarda i rifugiati, tra gli impegni specifici vi è un maggiore sostegno ai paesi e alle comunità che ospitano il maggior numero di rifugiati. Altri impegni riguardano la promozione dell’istruzione per la prima infanzia, oltre che quella primaria e secondaria, e la creazione di posti di lavoro e di sistemi per favorire l’accesso al reddito per i rifugiati e le comunità ospitanti. L’enfasi viene posta anche sull’aumento delle opportunità di reinsediamento o di altre forme di ammissione in paesi terzi.La Dichiarazione prevede anche un quadro Complessivo di Risposte per i Rifugiati (CRR) da applicare in risposta a un afflusso di rifugiati su larga scala o a situazioni protratte di migrazioni forzate. Si tratterà di una risposta più larga rispetto a quella che viene generalmente attivata per i rifugiati, coinvolgendo fin dall’inizio una serie di attori, compresi le autorità locali e nazionali, gli operatori umanitari e dello sviluppo, il settore privato e la società civile. Questo quadro sottolinea, inoltre, quanto sia importante che i rifugiati diventino autonomi e prende in considerazione le necessità delle comunità locali ospitanti.
La Dichiarazione di New York riafferma l’importanza e la necessità di rispettare il regime internazionale di protezione – la Convenzione sui rifugiati del 1951, i diritti umani e il diritto umanitario – in un momento in cui le migrazioni forzate hanno raggiunto livelli record.Nello specifico, i governi riconoscono che la protezione dei rifugiati e l’assistenza agli Stati che li ospitano rappresentano una responsabilità internazionale condivisa, non a carico dei soli paesi ospitanti. Un passo in avanti fondamentale.

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Brunetta: Renzi in parlamento dopo il vertice di Berlino e dopo il Consiglio europeo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2016

camera deputatiIl presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, ha inviato questa mattina una lettera alla presidente della Camera, Laura Boldrini, per chiedere un suo tempestivo intervento per calendarizzare al più presto un nuovo momento di dibattito in Aula a Montecitorio alla presenza del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, dopo il vertice di Berlino e dopo il Consiglio europeo.
“Nella giornata di ieri il presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi – scrive il capogruppo azzurro – ha svolto le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2016, tenutosi successivamente al referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione europea.
L’intervento del presidente del Consiglio alla Camera dei deputati è stato particolarmente sintetico: si è infatti deciso di inserire nella stessa mattinata sia le comunicazioni al Senato, che quelle alla Camera, in virtù dell’incontro del pomeriggio a Berlino dello stesso Presidente del Consiglio con i vertici di Francia e Germania. Attraverso una riduzione dei tempi di intervento a disposizione dei deputati, si è inoltre cercato di dare modo alle opposizioni di parlare alla presenza del presidente del Consiglio, prima che questi si recasse al tradizionale appuntamento con il Presidente della Repubblica in preparazione del Consiglio europeo.
Sarebbe quindi opportuno, dati i tempi stretti del dibattito di ieri, e l’importanza tanto dell’incontro tenutosi a Berlino, quanto del Consiglio europeo di questi due giorni, che il presidente del Consiglio possa avere modo di riferire alle Camere sulle risultanze delle riunioni svolte, offrendo la possibilità di un dibattito ampio e articolato in merito ad un tema così rilevante per le sorti del Paese e dell’Unione europea”, sottolinea Brunetta.

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Vertice tra Cina, Balcani e Italia sugli investimenti legati alla “Via della seta” in Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 maggio 2016

Banca europea per gli investimentiTrieste Giovedì 19 maggio 2016, h. 9-17 – Teatro Lirico G. Verdi. Un trilione di dollari è l’ammontare del piano di investimenti previsto dal governo cinese per rafforzare le infrastrutture logistiche per la “Nuova Via della Seta” che collega Pechino all’Europa.
Il programma, che interesserà in particolare i paesi dell’area europea sud orientale fino all’Italia, e prevede infrastrutture stradali, ferroviarie e portuali, sarà al centro di una conferenza internazionale in programma a Trieste, in cui interverranno rappresentanti del Governo italiano e di quelli dei Paesi dei Balcani Occidentali, vertici di Istituzioni finanziarie cinesi, della BERS – Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, della BEI – Banca Europea per gli Investimenti, della Banca Mondiale e rappresentanti del settore privato.
Per l’Italia sarà presente il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio. Per la Bosnia ed Erzegovina, paese che detiene la presidenza InCE nel 2016, parteciperanno il Presidente del Consiglio dei Ministri Denis Zvizdić e il Ministro degli Affari Esteri Igor Crnadak. Per la Cina interveranno, tra gli altri, il Presidente del Silk Road Fund Wang Yanzhi e l’Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Repubblica Popolare Cinese Li Ruiyu.L’incontro dal titolo “Supporting Local Enterprises and SMEs along China’s Belt and Road Initiative in South Eastern Europe” è organizzato dall’InCE – Iniziativa Centro Europea, forum di cooperazione regionale tra i paesi dell’Europa centrale ed orientale, e dalla BERS – Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, istituzione finanziaria internazionale con sede a Londra, con lo scopo di raccordare i principali stakeholder pubblici e privati interessati e per identificare le aree prioritarie per consentire alle imprese dell’area, incluse le PMI italiane, di poter cogliere le opportunità di crescita e sviluppo legate a questa iniziativa.La conferenza si avvale inoltre del Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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Caso Regeni: vertice fallito

Posted by fidest press agency su sabato, 9 aprile 2016

regeni“Il fallimento del vertice tra le procure italiana ed egiziana sul caso Regeni ci lascia amareggiati ed è una notizia molto negativa, anzitutto perché non porta elementi di chiarezza e di conforto alla famiglia, alla quale va tutta la mia vicinanza. Inoltre essa si inserisce in un momento in cui un clima positivo nelle relazioni tra la comunità internazionale e l’Egitto dovrebbe costituire un elemento fondamentale per il processo di stabilizzazione della Libia e dell’intera regione medio orientale. Personalmente sono piuttosto sorpreso, avendo udito pochi giorni fa direttamente dalla voce del presidente Al Sisi e del ministro degli esteri egiziano, nel corso dell’incontro con l’ufficio di presidenza della Assemblea Parlamentare della NATO, parole di rassicurazione sulla volontà egiziana di fornire alle autorità italiane tutte le informazioni richieste per giungere rapidamente alla individuazione della verità”. A dirlo è Paolo Alli, Capogruppo Area Popolare (Ncd-Udc) in Commissione Affari Esteri alla Camera e Vice Presidente dell’Assemblea Parlamentare Nato.“Evidentemente – aggiunge – in casa egiziana i rapporti non sono affatto chiari e si va consolidando l’impressione che i giochi di potere interni stiano prevalendo perfino sugli interessi internazionali del Paese. La situazione creatasi è grave non solo per quanto riguarda i rapporti bilaterali tra Italia ed Egitto, ma anche per il fatto che l’immagine internazionale egiziana rischia di restare fortemente compromessa in termini di credibilità. Questo getta ombre preoccupanti sull’intero sforzo di stabilizzazione del quadrante nordafricano, a partire dalla Libia, dove la crisi innescata dalla drammatica vicenda di Giulio Regeni, nonostante il continuo tentativo egiziano di considerarlo un caso isolato e minore, potrebbe divenire elemento di ulteriore destabilizzazione”.E conclude: “Ora resta solo da augurarsi che l’inevitabile richiamo del nostro ottimo Ambasciatore Massari, prontamente attivato dalla Farnesina, possa rappresentare la mossa che costringa il governo egiziano a rompere gli indugi e a porre fine ai maldestri tatticismi visti finora per stabilire finalmente e senza infingimenti una verità che sta a cuore alla famiglia di Giulio, a tutti gli italiani ma anche alla gran parte dei cittadini del mondo occidentale, inorriditi dalla tragica sorte del nostro giovane ricercatore. I prossimi giorni saranno cruciali e il nostro governo dovrà continuare la propria azione diplomatica con la fermezza e la determinazione finora dimostrate, cogliendo al tempo stesso ogni segnale positivo che ci auguriamo possa provenire da parte egiziana”.

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Migrazione:dibattito sul vertice UE-Turchia e sul prossimo Consiglio europeo

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2016

rifugiati sirianiJeanine Hennis-Plasschaert, in rappresentanza della Presidenza del Consiglio olandese, e Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione, discuteranno mercoledì 9 marzo mattina, in un dibattito con i deputati, l’esito del vertice UE-Turchia sulla crisi dei rifugiati. Saranno inoltre discussi i punti all’ordine del giorno della prossima riunione del Consiglio europeo di primavera (17-18 marzo).Far fronte ai bisogni umanitari dei migranti e dei rifugiati bloccati in Grecia e Turchia, attuare il piano d’azione UE-Turchia e facilitare il ripristino il normale funzionamento dello spazio Schengen saranno i temi dibattuti nel corso della riunione straordinaria tra i capi di Stato e di governo e il Primo ministro turco Ahmet Davutoglu.
Martedì pomeriggio otto marzo, la Commissione aggiornerà i deputati sull’attuazione dell’Agenda europea sulla migrazione e sui progressi nella ricollocazione dei rifugiati.

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I principali appuntamenti al parlamento europeo questa settimana

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2016

parlamento europeoBruxelles Conclusioni del vertice / referendum sulla Brexit / migrazione.I deputati, mercoledì, discuteranno l’esito del summit del 18-19 febbraio con il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker.
Semestre europeo. Le priorità economiche dell’Unione europea per il 2016 saranno al centro di un dibattito con la Commissione sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche. I deputati esprimeranno la loro opinione sul funzionamento del Patto di stabilità e di crescita, sulle questioni sociali a esso legate e su come il potenziale economico del mercato interno possa essere ulteriormente sfruttato. Gli europarlamentari potranno anche dare raccomandazioni per affrontare le sfide finanziarie poste dalla crisi dei rifugiati e dalle problematiche legate alla sicurezza. Tre risoluzioni distinte saranno votate. La discussione si terrà mercoledì, e il voto giovedì.
La mobilità del lavoro e il network Eures. Il collegamento fra i servizi nazionali per l’impiego, siano essi pubblici o privati, dovrebbe dare a chi è in cerca di lavoro migliore accesso alle offerte attraverso i confini. Giovedì i deputati voteranno sulle misure informalmente concordate con il Consiglio per integrare ulteriormente il mercato del lavoro nell’UE e migliorare il network Eures, una banca dati comune dei servizi per l’impiego.
Olio tunisino e rapporti con la Tunisia. Giovedì deputati voteranno su misure di emergenza per aumentare temporaneamente la quantità di olio d’oliva che può essere importata esente da dazio dalla Tunisia. Voteranno inoltre sulle raccomandazioni per ulteriori colloqui per un accordo di libero scambio UE-Tunisia.
Industria del tabacco. Giovedì i deputati interrogheranno la Commissione sui quattro accordi attualmente in vigore tra l’UE e la Philip Morris International (PMI), Japan Tobacco International (JTI), Imperial Tobacco Limited (ITL) e British American Tobacco (BAT) per la lotta contro il contrabbando di sigarette. Gli europarlamentari chiederanno una valutazione di tali accordi, comprese le possibili implicazioni finanziarie, e ne valuteranno l’eventuale prolungamento. L’accordo con PMI scade nel luglio 2016.
Registrazione di animali da compagnia. Una proposta per introdurre sistemi nazionali compatibili per l’identificazione e la registrazione di cani e gatti sarà messa ai voti giovedì. Diversi gruppi politici hanno espresso preoccupazione per il crescente commercio illegale di animali mal allevati. Il traffico di animali da compagnia è sempre più legato alla criminalità organizzata, ed è ora stimato essere il terzo commercio illegale più redditizio all’interno dell’UE, dopo il traffico di stupefacenti e quello di armi. Inoltre il commercio illegale di animali da compagnia pone anche un rischio per la salute pubblica.
Riunioni di commissione (martedì)
Mogherini/Nato/Libia. Gli eurodeputati della commissione Affari Esteri e alcuni membri dei parlamenti nazionali (fra cui il presidente della commissione Esteri al Senato Fabrizio Cicchitto, NCD, e il presidente della commissione Difesa alla Camera Nicola La Torre, Pd) terranno un dibattito con l’alto rappresentante Federica Mogherini sulla crisi nella regione del Medio Oriente e Nord Africa (MENA) e sulla crisi dei rifugiati.
Sempre in commissione Affari Esteri, in un’audizione congiunta con la sotto commissione Sicurezza e Difesa, gli eurodeputati e i deputati nazionali incontreranno il Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, per discutere le priorità dell’Alleanza atlantica per il 2016. Fra gli argomenti in agenda il Summit NATO previsto per luglio 2016 e il nuovo coinvolgimento del Patto Atlantico nel Mediterraneo per impedire la tratta di esseri umani. La commissione affari Esteri ascolterà inoltre il rappresentante speciale Onu per la Libia Martin Kobler.
Emissioni auto.In commissione Ambiente audizione sugli sviluppi della procedura dei test sulle emissioni in condizioni reali di guida (RDE)
AlimentiSempre in commissione Ambiente, prevista una votazione su un’interrogazione orale alla Commissione sull’indicazione del Paese di origine o del luogo di provenienza di determinati alimenti, inclusa la carne.
Ilva/Ambiente. In commissione Petizioni, verranno discusse due petizioni italiane sulle emissioni di diossina negli impianti dell’Ilva a Taranto.
Malattie trasmissibili da animali. La commissione Agricoltura voterà su una proposta di legge, approvata già informalmente a livello di Consiglio, tesa a prevenire la diffusione di nuove epidemie provenienti da virus animali, come l’aviaria o l’influenza suina, e che ha l’obiettivo di adeguare la legislazione vigente allo stato dell’arte per quanto riguarda il progresso scientifico e tecnologico.
Controllo armi da fuoco. Gli eurodeputati, in commissione Mercato Interno, terranno il primo dibattito su quali misure legislative mettere in atto per evitare che le armi da fuoco finiscano nelle mani dei terroristi e per una migliore tracciabilità del traffico transnazionale di armi. Si discuterà inoltre delle possibili implicazioni che una tale legislazione potrebbe avere su chi pratica sport come il tiro al piattello, sulla caccia e per i collezionisti.
I costi del non Schengen. Sempre in commissione Mercato Interno, verrà presentata un’analisi preliminare sull’impatto delle modifiche ai controlli alle frontiere all’interno dell’area Schengen sul mercato unico di beni e servizi.
Nomina di Fausto Parente a Direttore esecutivo EIOPA La Commissione Affari Economici e Monetari voterà la nomina dell’italiano Fausto Parente come nuovo Direttore esecutivo dell’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA).

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Vertice sul clima di Parigi

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2015

clima parigiParigi. Mentre le lobby dei combustibili fossili saranno presenti in massa, i piccoli stati insulari del Pacifico, che vivono in prima linea le conseguenze disastrose del cambiamento climatico, potranno permettersi di mandare solo pochi rappresentanti! Ma se entriamo in azione subito, possiamo contribuire alla presenza di un team che li rappresenti e lotti per la sopravvivenza dei loro popoli. Non sarebbe la prima volta che i maggiori responsabili del cambiamento climatico prendono il controllo su una conferenza sul clima e ostacolano gli accordi necessari a salvare il Pianeta e qualsiasi tentativo di azione. Ma grazie alle testimonianze di chi sta già vivendo in prima persona gli effetti di un clima impazzito, dall’aumento del livello del mare ai tifoni senza precedenti che spazzano via intere città, possiamo riportare l’attenzione mondiale su quello che tutti noi stiamo rischiando e la priorità assoluta di un accordo ambizioso per il clima. La conferenza di Parigi è l’ultima occasione di questo tipo per ottenere un accordo globale sul clima. L’assenza di queste voci sarà una doppia sconfitta, non solo per noi, ma anche per le prossime generazioni. (foto clima parigi)

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