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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Posts Tagged ‘vessazioni’

Vessazioni Equitalia: valersi con la Giustizia Europea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2011

In tema di riscossione coattiva dei debiti si riscontra, a livello nazionale, un comportamento sempre più determinato ad ignorare quelle che sono le garanzie a tutela del soggetto debole. Parliamo di Equitalia e società assimilate, quelle società cioè che hanno in gestione la massa di crediti vantati dallo Stato ed enti pubblici; ma anche di molti altri soggetti che operano nel settore, e che spesso utilizzano sistemi che dimezzano o annullano le garanzie che la legge offre a tutela del soggetto esecutato. Ad esempio la mancata notifica dell’atto di pignoramento presso terzi al debitore o il mancato rispetto delle normative del codice di procedura civile relativamente alla notifica degli atti esecutivi al debitore assente: tutti modi per eludere norme poste a salvaguardia del diritto di difesa del soggetto debole, modi che impediscono la corretta conoscenza della procedura esecutiva,
inibiscono ogni possibilità del debitore alla contestazione della pretesa del creditore ed anche ogni sua facoltà di verifica di quanto addebitatogli.
Il giudice italiano Non sempre é chiamato a valutare atteggiamenti poco ortodossi del creditore, ritiene opportuno condannare o sanzionare l’operato contestato. Intervengono valutazioni che nulla hanno a che fare con la legge e con il diritto, ma che prevalgono in forza della considerazione che ispira un agente che tenta di riscuotere un credito dello Stato in un momento in cui nessuno paga.
La Corte Europea dei diritti dell’uomo può offrire una soluzione: la lesione alla convenzione è profonda ed estesa e riguarda:
• ogni principio inerente il giusto ed equo processo,
• l’effettività e l’efficacia della giustizia nazionale,
• l’abuso perpetrato dalle persone che agiscono in nome di funzioni ufficiali.
Una eventuale condanna a Strasburgo comporta anche un risultato concreto ed immediato: lo Stato responsabile è chiamato a risarcire i danni . La sentenza di Strasburgo ha una sua congruità che si riverbera sulle relazioni stesse tra la comunità degli Stati aderenti e lo Stato sanzionato e si monetizza in favore del danneggiato e può e deve offrire ristoro adeguato al danno causato da un comportamento ingiusto, illecito ed indebito, anche se compiuto da uno Stato sovrano. Qui come ricorrere contro Equitalia, e non solo, in ambito di Giustizia Europea: http://sosonline.aduc.it/info/giustiziaeuropea.php (Isabella Cusanno, legale Aduc)

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Mobbing e vessazioni sul luogo di lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 gennaio 2011

L’impegno pluriennale nella lotta contro il mobbing e le vessazioni sul luogo di lavoro di Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” oggi può contare su alcuni dati ufficiali che sicuramente contribuiranno a farci riflettere sulla necessità di un intervento (decisivo) legislativo per debellare questa piaga moderna. Dati ufficiali, dicevamo perché provengono dall’istituto di statistica nazionale, l’ISTAT che per la prima volta con una relazione pubblicata il 15 settembre 2010 dal titolo quantomai eloquente “Il disagio nelle relazioni lavorative” ha analizzato tale fenomeno prendendo in considerazione il biennio 2008 – 09 e quindi un periodo di tempo sufficiente per verificare che non a torto il mobbing, senza che venga mai nominato con tale appellativo nello studio dell’ente, che da anni combattiamo, costituisca una moderna patologia da debellare. Per tali ragioni riportiamo integralmente gli sconvolgenti dati sulle “vittime di vessazioni sul luogo di lavoro” (così le definisce anche l’ISTAT). Non può non sorprendere la cifra dei lavoratori, ben 2milioni 91mila (7,2 per cento) “che hanno dichiarato di aver subito vessazioni in ambito lavorativo nel corso della vita. Le vessazioni si sono verificate per il 5,2 per cento dei lavoratori negli ultimi tre anni e per il 3,5 per cento negli ultimi 12 mesi (Tavola 5). Analizzando le percentuali negli ultimi tre anni, i comportamenti persecutori e discriminatori riguardano, nel 91,0 per cento dei casi, la sfera della comunicazione, nel 63,9 per cento la qualità della situazione professionale, nel 64,1 per cento l’immagine sociale, nel 50,4 per cento le relazioni sociali e nel 3,9 per cento dei casi aggressioni vere e proprie (Tavola 2). Più specificatamente le vessazioni riguardano nel 79,9 per cento dei casi le critiche senza motivo e l’essere incolpati di qualsiasi problema o errore e nel 62,7 per cento le scenate e/o sfuriate. Sono tra il 34 e il 38 per cento le persone messe a lavorare in condizioni estremamente disagevoli o senza gli strumenti necessari per svolgere il proprio lavoro, calunniate, derise e oggetto di scherzi pesanti, i soggetti a cui vengono affidati temporaneamente mansioni inferiori o superiori con l’intento di umiliarli o metterli in difficoltà e le persone che vengono umiliate o prese a parolacce. Nel 30,3 per cento dei casi, invece, è stato loro impedito di ottenere incentivi, promozioni o riconoscimenti assegnati ad altri colleghi, nel 27-29 per cento esse sono state escluse volutamente da occasioni di incontro, cene sociali, riunioni di lavoro e non viene più rivolta loro la parola. Infine, nel 20,7 per cento viene loro impedito di incontrare o parlare con i colleghi con cui si trovano bene, nel 18,1 per cento costoro sono attaccati rispetto alle loro opinioni politiche e religiose, nel 12,1 per cento subiscono controlli o sanzioni disciplinari, nel 7,9 per cento offerte di tipo sessuale e nel 3,5 per cento aggressioni.
L’analisi per genere mostra alcune differenze. Le lavoratrici subiscono più di frequente, rispetto ai propri colleghi maschi, le scenate, le critiche senza motivo, vengono più spesso umiliate, non si rivolge loro la parola e ricevono più offerte o offese di tipo sessuale. Per gli uomini le situazioni critiche riguardano più direttamente l’attività lavorativa in quanto vengono messi a lavorare più di frequente in condizioni disagevoli, non vengono dati loro gli incentivi o le promozioni che altri hanno, ricevono maggiori sanzioni o controlli disciplinari; inoltre, sono attaccati di più per le loro opinioni politiche e religiose, viene loro impedito di stare con colleghi con cui hanno buoni rapporti e sono più di frequente aggrediti fisicamente. Negli ultimi tre anni per la maggior parte delle vittime (84,7 per cento) l’attacco tocca più di una sfera personale; in particolare, il 28 per cento ha subito attacchi a due aree, il 27,7 per cento a tre, il 26,3 per cento a quattro e il 2,7 per cento a tutte le aree. Solo il 15,3 per cento ha subito attacchi su un unico aspetto (Tavola 3). Attacchi ad una sola area sono più frequenti per gli uomini (18,3 per cento contro 11,9 per cento delle donne), mentre gli attacchi a due aree e a tre sono più frequenti per le femmine (60,9 per cento contro 51 per cento dei maschi)” (Fonte ISTAT. Il disagio nelle relazioni lavorative. 15/09/2010).

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Sudan espelle cooperanti internazionali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 agosto 2010

Ancora una volta le autorità sudanesi hanno espulso i cooperanti internazionali dal Darfur. In seguito a questa decisione arbitraria, l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha lanciato un appello al Consiglio di Sicurezza dell’ONU affinché venga garantito l’immediato accesso delle organizzazioni umanitarie a tutte le persone del Darfur che necessitano di assistenza e affinché le autorità sudanesi pongano finalmente fine a ogni atto di vessazione nei confronti dei cooperanti internazionali. Il governo di Karthoum continua a ostacolare e impedire il lavoro umanitario delle organizzazioni straniere. La comunità internazionale non può continuare a tacere mentre Karthoum utilizza quattro milioni di persone che per la loro sopravvivenza dipendono dagli aiuti internazionali come ostaggi della sua lotta di potere contro la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia (ICJ).
Dopo l’espulsione di 13 organizzazioni umanitarie nel marzo 2009, questo è un nuovo atto di vendetta del governo Bashir contro la comunità internazionale. Dal 2 agosto le autorità sudanesi stanno inoltre bloccando l’accesso dei cooperanti internazionali al campo profughi di Kalma nel Darfur meridionale, in cui vivono 82.000 persone. Ogni tentativo delle Nazioni Unite di convincere le autorità a togliere il blocco è finora fallito mentre sempre più persone sono in fuga dal campo profughi che non garantisce loro né un adeguato approvvigionamento né la tutela fisica. La situazione della popolazione civile del Darfur è sempre più terribile. L’APM lamenta in modo particolare l’incapacità della comunità internazionale nel garantire la pur minima assistenza umanitaria e della sicurezza nei campi profughi, svuotando così il diritto umanitario dei popoli del suo reale significato. Anche il Segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon ha espresso la sua preoccupazione per il blocco del campo profughi e per la situazione delle truppe di pace UNAMID. Lo scorso sabato due consiglieri di polizia giordani distaccati presso le truppe UNAMID sono stati rapiti nei pressi di Nyala (Darfur meridionale). In giugno 2010 altri due collaboratori internazionali tedeschi sono stati rapiti nella stessa città. I due tedeschi sono stati liberati cinque settimane dopo ma intanto cresce la paura tra i collaboratori delle organizzazioni umanitarie internazionali.

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Aerei: fonol per risarcire i passeggeri

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2009

Adiconsum ormai da tempo chiede norme più incisive a tutela dei tantissimi consumatori europei e italiani che subiscono vessazioni attraverso i disservizi in aeroporto. Perdita di bagagli, ritardi insopportabili, annullamenti dei voli, vacanze rovinate – dichiara Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum – sono vessazioni quotidiane che migliaia di consumatori in Italia ed in Europa subiscono senza ottenere poi i risarcimenti dovuti. Con la sentenza della Corte di Giustizia Europea si fa un ulteriore passo avanti nella tutela dei diritti dei passeggeri. Adiconsum è convinta che solo un Fondo bilaterale paritetico risarcitorio, realizzato tra Associazioni dei consumatori, Associazioni delle aziende di gestione degli aeroporti, Associazioni delle compagnie aeree. possa assicurare risarcimenti immediati e reali ai passeggeri, evitando contenziosi giudiziari con costi elevati per i consumatori. Adiconsum chiederà in questo senso, anche alla luce della sentenza della Corte europea, all’Unione europea ed al Governo italiano precise norme a tutela dei consumatori.

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Visita Gheddafi a Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2009

“E’ molto positivo il fatto che il leader libico Gheddafi incontrerà gli imprenditori nostrani nella sua visita a Roma, capitale dell’accoglienza, ma non si dimentichi anche il necessario riconoscimento e le dovute scuse nei confronti degli esuli italo-libici, in buona parte imprenditori, che furono usurpati dei loro beni in base al decreto di confisca del luglio del 1970 e costretti a lasciare la Libia dopo costanti e rilevanti vessazioni, subite proprio in conseguenza della salita al potere di Gheddafi”, così dichiara in una nota Augusto Santori, consigliere del PDL del Municipio XV. “Siamo pronti a presentare una serie di atti all’interno di numerosi consigli municipali di Roma e a far sentire la nostra voce in piazza se ciò non dovesse avvenire”, prosegue Santori, “visto che in ballo c’è la sovranità di un sentimento nazionale da tutelare e le ferite, molte delle quali ancora aperte, subite da centinaia di concittadini, in gran parte romani. In tal senso, ho avuto modo di presentare proprio oggi una mozione che invita il Presidente del Municipio XV a farsi promotore presso il Sindaco della Roma della necessità di promuovere un incontro ufficiale tra Gheddafi e le associazioni degli esuli italo-libici”.“Crediamo sia necessario quindi tutelare le attuali esigenze imprenditoriali e di sicurezza del nostro Paese ma allo stesso tempo garantire la credibilità delle Istituzioni nella garanzia di veder sostenute le giuste ragioni di numerosi cittadini italiani che subirono un vero e proprio sopruso, giustificato solo dalla necessità di veder risarciti i danni del colonialismo italiano in Libia. Sta di fatto che alle condanne e alle scuse ufficiali formulate dal nostro Paese per il fenomeno colonialista ancora non è seguito alcun riconoscimento di responsabilità da parte della Libia sulle confische avvenute e sulla cacciata degli italiani nell’ottobre del 1970”, continua la nota di Augusto Santori. “Spero che il Sindaco non si dimentichi, durante l’incontro che avverrà in Campidoglio giovedì mattina, dei tanti concittadini italo-libici che nutrono numerose speranze verso il ruolo ricoperto oggi da Alemanno”, conclude Santori.

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Fisco: Cittadini insoddisfatti della riscossione

Posted by fidest press agency su domenica, 26 aprile 2009

Il 96% dei cittadini complessivamente è insoddisfatta della riscossione, in quanto non ricevono notizie utili agli sportelli o, peggio ancora, subiscono vessazioni. Nel 52% dei casi vengono invitati a rivolgersi all’ente impositore competente (Agenzia delle Entrate, Inps, Comuni, etc..), nel 34% a Lo Sportello del Contribuente per contestare la pretesa tributaria mentre solo nel 14% dei casi vengono risolti i casi senza contestazioni. E’ questo uno dei principali dati emersi dall’analisi effettuata da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani in collaborazione con la CSE-FLP Funzioni pubbliche su sportelli delle societa’ di riscossione, presenti su tutto il territorio nazionale. In particolare, a Milano, Torino, Genova e Bologna per il Nord; Roma, Firenze, Perugia e Pescara per il Centro; Napoli, Palermo, Campobasso e Bari per il Sud. Dallo studio emerge anche che i più delusi frequentatori degli sportelli sono per l’56% le persone fisiche, per il 33% le imprese e per l’11% i professionisti. Il 52% dei contribuenti si presenta alle esattorie per il pagamento delle cartelle, mentre il 48% per richiedere informazioni o per contestare la cartella esattoriale in quanto illegittima o pazza. Secondo lo Studio di Contribuenti.it e di CSE-FLP Funzioni Pubbliche, 9 italiani su 10 chiedono più efficienza delle esattorie nella lotta all’evasione fiscale: l’89% del campione giudica ancora insufficiente il loro impegno definendolo “poco” (46%) o “per niente efficace” (43%), a fronte del 11% di opinione contraria; un’azione inefficace è segnalata più diffusamente tra gli uomini (87% rispetto al 83% tra le donne), tra gli anziani (84%), e nel campione del Nord (91% rispetto al 78% nel Centro e al 86% nel Sud). “E’ paradossale effettuare migliaia di accertamenti se poi non vengono riscossi – denuncia Roberto Sperandini Segretario Nazionale CSE-FLP Funzioni Pubbliche – Si crea solo il caos nelle Agenzie fiscali, vanificando tutti gli sforzi fatti dai lavoratori delle Agenzia fiscali, già penalizzati dalla perdita degli incentivi” Contribuenti.it chiede al Ministro Tremonti di convocare con urgenza il tavolo di trattativa “Fisco – Contribuenti” per accelerare l’istituzione de “Lo Sportello del Contribuente” per la lotta all’evasione fiscale presso tutti gli organi diretti ed indiretti dell’amministrazione finanziaria, per garantire i diritti dei contribuenti.

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Norme vessatorie nel settore assicurativo

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2009

Adiconsum contraria al ripristino di  norme vessatorie nei confronti degli assicurati. Malgrado i precedenti appelli, oggi la X Commissione Industria del Senato andrà al voto per reintrodurre, nel settore assicurativo, norme vessatorie cancellate dalla L. 40/2007. Adiconsum esprime contrarietà per i rischi derivanti dall’abolizione del plurimandato e dalla reintroduzione del tacito rinnovo. Si tratta di due importanti conquiste ottenute in questi anni dalle associazioni consumatori nel settore assicurativo: plurimandato, cioè la possibilità per gli agenti assicurativi di proporre polizze assicurative di più compagnie e non più i prodotti di una sola compagnia assicurativa, permette all’assicurato di scegliere la polizza più conveniente risparmiando tempo; disdetta anticipata, nelle polizze della durata di 5-10 anni, anche nei casi in cui tali contratti non rispondessero più alle esigenze del consumatore. Adiconsum, nel corso di una prossima conferenza stampa, inviterà le organizzazioni degli intermediari a sottoscrivere un impegno a non proporre e a non stipulare polizze di durata superiore ad un anno. Invito già raccolto dalle maggiori organizzazioni nel corso di un convegno tenutosi nei giorni scorsi a Roma.

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Insieme contro lo Stalking

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2009

Si chiama “stalking” ed è un fenomeno diffuso, di atti persecutori, di manifestazioni di violenza e di vessazione verso vittime vulnerabili. Contro tale reato, il 16 gennaio scorso è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra il ministro per le Pari Opportunità, Maria Rosaria Carfagna e il ministro della Difesa Ignazio la Russa.  Voluto fermamente dal ministro Carfagna, è seguita una convenzione fra il Dipartimento per le Pari Opportunità ed il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, che ha per tale scopo istituito la “Sezione Atti Persecutori”, con il compito di trovare strategie di prevenzione e contrasto al turpe fenomeno. Ed ora, presso il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri a Roma, il Comandante Generale Gianfrancesco Siazzu ha presentato al ministro Carfagna ed al ministro La Russa, i Carabinieri della neo-istituita “Sezione Atti Persecutori”, inserita nel Reparto Analisi Criminologiche del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche.

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