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La scuola “Leghista”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2010

E’ nato il nuovo Polo scolastico di via Nigoline inaugurato sabato scorso. L’iniziativa è del sindaco lumbard Oscar Lancini: la scuola timbrata Lega Nord. Il Sole delle Alpi, simbolo del Carroccio, è ovunque: sugli zerbini all’ingresso, sopra i cestini dello sporco in giardino, sulle vetrate, sui banchi iscritto nella «o» di Adro. Non ci si può sbagliare, anche perché il complesso è intitolato ad un padre nobile del movimento, Gianfranco Miglio. La scuola è bella e funzionale. Una scuola pubblica con i vessilli della lega nord, una scelta degna di un passato che tutti vorremmo dimenticare. Nessuno nel bel paese, «al tempo delle amministrazioni comunali democristiane oppure comuniste ha mai pensato di riempire le scuole di scudicrociati o di falci e martello. La scuola è una zona franca. Ci sono limiti che non vanno superati». Ma vi è di più. L’occupazione leghista è appena agli inizi: si parte dalle scuole, si passa alla parentopoli come è stato ampiamente documentato in Piemonte, altro recente caposaldo leghista, e si prepara il terreno al figlio di Bossi nella classica tradizione di certi regimi. Persino il ministro Mariastella Gelmini non si trattiene dal dire: «Quello del sindaco di Adro è estremismo e folkore». Ma sembra volerla prendere come una stravaganza. Non lo è, purtroppo. Ci stupisce, invece, il silenzio di certa stampa e delle istituzioni e, nello specifico, del Presidente della repubblica proprio a ridosso delle celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’Italia. D’altra parte la Lega ha già annunciato di non volervi partecipare e sindaci leghisti lo stanno a dimostrare non indossando già da tempo il tradizionale tricolore. Di certo non possiamo archiviare il tutto come se nulla fosse se vi aggiungiamo la nostra politica estera dove si denota la chiara sudditanza del governo italiano alla Libia (il baciamano di Berlusconi a Gheddafi ha già fatto il giro del mondo) e il paradosso dei libici che attaccano le imbarcazioni italiane con le navi che noi abbiamo generosamente donato loro.
Noi del Movimento On  non possiamo tacere.  «Che c’entra il Sole delle Alpi con la didattica e l’istruzione?» E’ giunto il momento di reagire e devono incominciare a farlo le istituzioni. E se proprio non lo fa il dirigente della scuola “leghista” che non ci risulta essere al servizio della Lega ma dello stato Italiano speriamo lo faccia il Presidente della Camera Gianfranco Fini unico italiano rimasto al potere dopo la sospensione dal partito liberal padano sotto la scritta Pdl.

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L’avversario da “battere”

Posted by fidest press agency su martedì, 1 settembre 2009

Editoriale fidest. L’Ufficio politico del PMLI ci ha fatto pervenire un comunicato che riprendiamo commentandolo poiché riteniamo che vada affrontato con un certo ragionamento. Il Pmli parte dal presupposto che l’attuale governo continua a “nascondere la vera identità e a spostare la lotta politica su temi secondari o parziali”. Il primo interrogativo è: quale identità questo governo intende nascondere? Quella, ci dicono i responsabili del Pmli di “restauratori, del fascismo sotto nuove forme, nuovi metodi e nuovi vessilli applicando il “piano di rinascita democratica” della P2”. Cosa spinge questo movimento ad una così grave affermazione? Al fatto che “Sistematicamente e progressivamente assoggetta al governo le istituzioni e cancella le libertà democratiche-borghesi e i diritti sociali, sindacali e civili. Querelando “La Repubblica”, attaccando tramite il suo killer principale Feltri e “Il Giornale” di famiglia il direttore dell'”Avvenire” e proponendosi di normalizzare anche Rai 3, vuol mettere la mordacchia ai media”. In effetti anche tra i più moderati si avverte un certo disagio per un interventismo politico e istituzionale dell’esecutivo che va spesso sopra le righe della convivenza civile e del buon governo. Ma ciò che non deve sfuggirci è che il depositario del male non giace in questo o in un altro governo, ma nel sistema che lo genera. Che modello di società abbiamo ricavato sposando la causa capitalista? Che il consumismo sta diventando la prima regola di vita e che per essere in tono con tale andazzo è necessario avere i mezzi economici e che questi, essendo le risorse limitate, si devono trovare anche a costo di sottrarle agli altri. Nasce in questo modo una cultura disumanizzante. Lontana dalla solidarietà, dalla ricerca del bene comune. Dovremmo, a questo punto, prefigurare un modello di società diversa, alternativa, appagante, ma per farlo non riteniamo sia giusto il percorso che si richiama, anche se potrebbe andare di là delle intenzioni dei proponenti, ad una lotta strumentale, fatta ad personam. E’ questo, a mio avviso, il vero punto centrale. L’opinione pubblica oggi è disorientata e questo atteggiamento non si cancella con gli attacchi strumentali a Berlusconi o al suo partito o ai suoi alleati considerando i consensi elettorali che ha ottenuto, ma con il proporre una alternativa dove alla base non vi siano altri interessi che quelli di una società dove si possano ristabilire i valori e che essi sappiano essere condivisi senza generare divisioni sui particolari perché la libertà, la giustizia, la democrazia non hanno tante facce ma sono indivisibili. Esserne conseguenti, a mio avviso, è l’unico modo per togliere il fieno dalla mangiatoia dell’opportunista di turno. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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