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Posts Tagged ‘via della seta’

Seminario “Mediterraneo del futuro e le nuove vie della seta”

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 giugno 2019

Il prossimo 13 Giugno a Reggio Calabria, dalle 15 alle 19, presso l’Università eCampus (via Cavour 12) si terrà il seminario sul tema “”Mediterraneo del futuro e le nuove vie della seta”.Il seminario, organizzato dall’Università eCampus, è patrocinato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Reggio Calabria, dall’Ordine degli Architetti pianificatori, paesaggisti, conservatori della Provincia di Reggio Calabria, dal Collegio Provinciale Geometri e Geometri laureati di Reggio Calabria e dal Comitato per la Macroregione Mediterranea Centro Occidentale (C-MMCO).
Il convegno è accreditato presso l’Ordine degli Ingegneri, l’Ordine degli Architetti P.P.C. ed il Collegio dei geometri di Reggio Calabria e verranno rilasciati i crediti formativi professionali.

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Presentazione al Senato dell’accordo Italia-Cina sulla Via della Seta senza dimenticare il bombardamento di Belgrado e le sanzioni all’Iran

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 maggio 2019

Riceviamo e pubblichiamo da Vincenzo Brandi (fonte: jure LT) Mittente: brandienzo via ComitatoNoNato. Venerdì 10 maggio presso un’aula del Senato è stato presentato l’accordo Italia-Cina che dovrebbe portare al potenziamento di alcuni porti italiani quali terminali europei del grande asse commerciale ed economico tra Cina-Asia Meridionale- Medio Oriente- Africa Settentrionale ed Europa. Il progetto, cui hanno già aderito numerosi paesi delle aree interessate, dovrebbe apportare grandi vantaggi economici e favorire il commercio tra i paesi aderenti.L’ambasciatore cinese ed un professore della più famosa università cinese hanno sottolineato gli aspetti anche culturali dell’accordo che crea legami più stretti tra paesi di antichissima civiltà in relazione tra loro già ai tempi dell’Impero Romano, per non parlare di Marco Polo e del gesuita Ricci, italiani alla corte di Pechino. Hanno detto che l’accordo è un esempio di un sistema internazionale di relazioni multilaterali su un piano di parità in assenza di tentazioni egemoniche, e che segnerà un nuovo “Rinascimento” per i paesi aderenti, sull’esempio del Rinascimento italiano di 500 anni fa.La Ministra per il Mezzogiorno Barbara Lezzi (5Stelle) ha dichiarato che l’accordo porterà al rilancio non solo dei porti di Trieste, Genova e Vado Ligure, ma anche dei porti dell’Italia Meridionale (Taranto, Gioia Tauro, Palermo ….), ricordando la visita a Palermo del Presidente cinese Xi Jin Ping. Ha ricordato che alcuni tipici prodotti italiani, come le arance siciliane, sono molto richiesti in Cina e che l’accordo favorirà l’esportazione di questi prodotti.La moderatrice Maria Novella Rossi (giornalista RAI che si è dimostrata ben informata su argomenti di storia e politica internazionale) ha ricordato che la Cina non è mai stata un paese con pulsioni colonialiste e che sta solo riprendendo il ruolo che le compete sul piano internazionale in collaborazione paritaria con i paesi che accettano di sfruttare un’enorme occasione di rilancio dell’economia internazionale dopo la grande stagnazione degli ultimi 10 anni, la più grave dalla fina della Seconda Guerra Mondiale.L’economista Vladimiro Giacchè ha mostrato con una puntuale analisi economica come i miglioramenti infrastrutturali previsti assicureranno vantaggi economici consistenti a tutti i paesi che aderiranno all’accordo.Il dirigente italiano Donati della terza compagnia di trasporti marittimi del mondo, la cinese COSCO, ha ricordato che i porti italiani non sono attrezzati per ricevere le grandi navi di trasporto di ultima generazione e che i miglioramenti che saranno apportati nel settore favoriranno il commercio nei due sensi ( cioè non solo per l’importazione di prodotti cinesi, ma anche per l’esportazione verso la Cina e paesi terzi).
Il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano (5Stelle) ha sottolineato – con un intervento moderato nella forma, ma incisivo nella sostanza – come questo accordo, criticato ed osteggiato dagli USA, da vari paesi europei e dall’opposizione interna italiana, è una manifestazione di indipendenza e spirito di iniziativa da parte del Governo italiano. Ha ironizzato sul fatto che vari paesi hanno criticato l’Italia per aver preso questa iniziativa, mentre in realtà stavano studiando in segreto il modo per aderire all’accordo, rimanendo indispettiti per essere stati preceduti dall’Itala.
Particolarmente incisivo, fino ad assumere toni polemici difficili da registrare in una sede così paludata, è stato l’intervento del giornalista Alberto Negri. Ha affermato che per capire ciò che succede, e l’importanza dello scontro in atto, è necessario partire da 20 anni fa quando l’aviazione americana bombardò l’ambasciata cinese di Belgrado. A questo sanguinoso “avvertimento” nei confronti della Cina (rea di sostenere il Governo di Belgrado diretto da Milosevic) seguì la beffa delle spudorate dichiarazioni del capo della CIA Tenet secondo cui i morti cinesi sotto le bombe erano dovuti al fatto che i servizi di informazione USA “non avevano mappe aggiornate”. Negri ha ricordato anche il servilismo dimostrato da vari Governi italiani, non solo nel caso del bombardamento della Jugoslavia, cui l’Italia ha attivamente partecipato, ma anche in molti altri casi successivi. Secondo Negri il caso più grave è stata la partecipazione dell’Italia nel 2011 all’attacco della NATO contro la Libia, che ha comportato il tradimento aperto verso il Governo alleato di Gheddafi ed alla fine è risultato il più grave scacco di politica internazionale subita dall’Italia dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, viste le attuali condizioni della Libia. Il giornalista ha anche denunciato il servilismo dimostrato dall’Italia aderendo, contro i suoi interessi, alle sanzioni contro l’Iran. Ha ricordato che l’ENI non ha nemmeno sfruttato la moratoria di 6 mesi concessa dagli USA per per permettere all’Italia l’acquisto di petrolio iraniano, tagliando subito le relazioni economiche con l’Iran. Ha concluso affermando che le sanzioni all’Iran, che potrebbero a breve trasformarsi in un’aggressione militare condotta di comune accordo dagli alleati Stati Uniti – Israele – Arabia Saudita, sono anche e soprattutto un attacco alla Cina mediante il blocco della Belt&Road di cui l’iran è un nodo essenziale (insieme alla Siria).
Infine il Senatore Vito Petrocelli (5Stelle), concludendo i lavori, ha ribadito, con toni moderati, ma con chiarezza, concetti già espressi dal sotto-segretario Di Stefano. In definitiva una manifestazione dai contenuti più positivi di quanto ci si potesse aspettare.
(a cura di Vincenzo Brandi)

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Via della Seta: anche i geologi italiani e cinesi firmano un accordo di collaborazione bilaterale

Posted by fidest press agency su sabato, 13 aprile 2019

E’ stata dei geologi italiani una delle prime iniziative di cooperazione bilaterale Italia Cina dopo la firma dell’accordo governativo sulla Via della Seta. I geologi italiani hanno fatto una missione per promuovere la collaborazione con gli scienziati e professionisti cinesi e aprire nuove opportunità professionali. Si tratta del primo progetto di cooperazione dopo che Italia e Cina hanno firmato il memorandum d’intesa sulla ‘Belt and Road Initiative’, la nuova Via della Seta voluta da Pechino per connettere Asia, Europa e Africa. Con il supporto dell’Ambasciata italiana in Cina, si è svolta con successo la prima formazione geologica europea. Hanno preso parte a questo importante incontro, per formare il primo gruppo di geologi professionisti europei, il Vice Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi Vincenzo Giovine, il Segretario della Federazione Europea dei Geologi e Consigliere CNG Gabriele Ponzoni e il Tesoriere CNG Domenico Angelone insieme a esperti del Ministero dello Sviluppo Economico e corrispondenti cinesi del China Geological Survey del Ministero delle Risorse Naturali, ed alcuni tra le più grosse multinazionali cinesi del settore minerario come il Gruppo Zijin Mining.
Sulla sinergia tra i geologi italiani e quelli cinesi interviene il Segretario della Federazione Europea dei Geologi e Consigliere CNG Gabriele Ponzoni: “La missione in Cina è stata estremamente proficua per la comunità dei geologi professionisti italiani per cercare nuove opportunità lavorative e professionalità a livello internazionale”. Luca Fraticelli – consigliere dell’Ambasciata italiana in Cina, ha affermato che “la sinergia tra i governi cinese e italiano ha fornito uno spazio più ampio per una futura collaborazione. La cooperazione riguarda principalmente gli standard minerari e la formazione di geologi professionisti”. Wang Kun, vice direttore del China Geological Survey, ha dichiarato durante la cerimonia di apertura che il sistema di certificazione delle qualifiche geologiche professionali è altamente autodisciplinato ed è il risultato dello sviluppo dell’economia di mercato. “La qualifica di geologi professionisti – spiega Kun – può migliorare il mercato del lavoro attraverso il reciproco riconoscimento e la cooperazione tra i due Paesi. Con lo sviluppo dell’economia di mercato cinese, c’è più richiesta di lavoro per i geologi specialmente in Cina, è quindi necessario sfruttare appieno le risorse e i mercati”. La cerimonia di apertura ha visto la presenza delle più importanti organizzazioni cinesi nel settore Mining, tra cui la China Mining Associazion e la China Mining Environmental Union.

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Il Molise sulla “via della seta”, passando per Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 26 maggio 2018

L’associazione Forche Caudine, dopo gli incontri con i vertici di Associna e della Chiesa evangelica cinese delle scorse settimane, sta potenziando gli interscambi con il mondo asiatico, venendo incontro alle crescenti richieste in tal senso che giungono anche dalle imprese molisane.
Gli imprenditori cinesi, specie quelli di nuova generazione, possono sicuramente costituire un’opportunità per il territorio molisano affamato di investimenti. E’ noto come la presenza cinese sia ormai endemica in quasi tutti i settori produttivi italiani, dal mondo bancario e finanziario al mercato energetico, dai beni di lusso alle proprietà immobiliari. Gli investimenti totali sfiorano i dodici miliardi di dollari.Nel contempo il mercato cinese si apre sempre più alle aziende italiane e lo fa anche attraverso importanti appuntamenti fieristici.L’associazione dei molisani a Roma, che è stata invitata ad una serie di eventi che la comunità cinese realizzerà a breve nella Capitale (tra cui uno al Circo Massimo), avrà propri rappresentanti al prossimo “XXI Century maritime silk road international expo” a Guangdong (ex Canton) dal 25 al 28 ottobre 2018. Si tratta di un’importante fiera, giunta alla quinta edizione, collegata alla strategia cinese di rilancio di quella comunemente chiamata “Via della seta”, cioè l’interscambio commerciale e culturale tra un mondo asiatico più coeso nello spirito dell’Asean, l’Associazione di undici nazioni del Sud-est asiatico, e gli altri continenti, Europa compresa.L’iniziativa “Maritime silk road” è stata proposta per la prima volta dal leader cinese Xi Jinping durante un discorso al parlamento indonesiano nell’ottobre 2013. Altri assi si sono concretizzati nei corridoi economici Cina-Pakistan e Bangladesh-Cina-India-Myanmar, mentre la costruzione del collegamento ferroviario tra Nairobi e Mombasa in Kenya, realizzato dai cinesi e inaugurato nel maggio 2017, va in questa direzione. Da allora a questo programma, che mira a sviluppare partenariati economici con tutto il mondo, sono stati associati ingenti investimenti pubblici.
La “via della seta marittima” mira ad espandere gli interessi comuni tra la Cina e i Paesi situati lungo il percorso marino che arriva fino al Golfo Persico, al Mar Rosso e al Golfo di Aden, lambendo il continente europeo (la Grecia, ad esempio, ha annunciato l’adesione). La fiera rappresenta quindi un’opportunità strategica per acquisire contatti e attivare interscambi internazionali.Attraverso il Comitato imprese di Forche Caudine c’è la possibilità, per le aziende molisane, di prendere parte alla fiera come espositori. “I posti a disposizione rimasti sono davvero pochi e sarebbe costruttivo per l’immagine del Molise e per la sua economia avere proprie aziende presenti alla Maritime silk road international expo, tanto più che c’è la possibilità di avere parte dei costi abbattuti dall’organizzazione – spiega Mauro Bonello, manager del Comitato.“Il Comitato Imprese di Forche Caudine – aggiunge Francesco Caterina, general manager di Av Sistemi Integrati – si propone di promuovere le infrastrutture, lo sviluppo economico e commerciale, il turismo e i progetti di cooperazione tra il Molise e i Paesi lungo la via della seta marittima in particolare, attraverso l’esposizione di prodotti tipici di qualità in fiere di settore e attraverso il canale web e app. Per le imprese molisane si tratta di un’opportunità unica per esporre e commercializzare i propri servizi e prodotti, aumentare il valore di importazione ed esportazione, relazionandosi con un mercato internazionale fortemente produttivo”.

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Via della seta: cambia il mondo

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

pechinoLa conferenza internazionale sulla Nuova Via della Seta, oggi chiamata anche «Belt and Road Initiative» (Bri), tenutasi recentemente a Pechino inciderà profondamente sulle strategie delle potenze mondiali e sull’intero pianeta. Ciò a prescindere dal fatto se si sia preoccupati delle sue implicazione geo-politiche e geo-economiche. Non è un caso che abbiano partecipato oltre 120 Paesi e ben 29 capi di stato e di governo, tra cui anche il presidente del Consiglio dei ministri italiano, Paolo Gentiloni.
In effetti il grande progetto può diventare il ponte di sviluppo tra i vari continenti attraverso importanti infrastrutture viarie, ferroviarie, marittime e telematiche. Sarà una nuova forma di globalizzazione, questa volta non sottomessa alle leggi della finanza.
Il presidente cinese Xi Jinping, presentando il «progetto del secolo», ha fatto appello alla cooperazione produttiva internazionale, in quanto «le industrie sono il fondamento dell’economia». Una maggiore cooperazione internazionale vuol dire migliorare la governance globale. Ben consapevole del ruolo delle banche e del credito il leader cinese ha detto che «la finanza è la linfa dell’economia moderna. Servono una finanza stabile e inclusiva, nuovi modelli di investimento e di finanziamento diversificato e una forte cooperazione tra governi e capitale privato». Ci sono già finanziamenti governativi cinesi per oltre 110 miliardi di dollari.
Il presidente Vladimir Putin, pur riconoscendo che gli obiettivi posti sono di non facile realizzazione, ha confermato il sostegno della Russia. «Quanto proposto è molto necessario e grandemente voluto e segue il trend dello sviluppo moderno», ha detto. «Questa è la ragione per cui la Russia non solo appoggia il progetto Bri ma intende parteciparvi attivamente insieme ai partner cinesi e degli altri Paesi interessati». Complessivamente sono previsti investimenti per oltre mille miliardi di dollari destinati a circa 900 progetti.
L’Occidente, purtroppo, ha avuto finora un atteggiamento molto miope rispetto al Bri, anche confermato dalla decisione americana, inglese, francese e tedesca di mandare a Pechino rappresentanti di secondo piano. Anche l’India ha disertato il vertice a causa del coinvolgimento del Pakistan e per le temute implicazioni geopolitiche del previsto corridoio Cina-Pakistan.
La nuova Via della Seta altro non è che una complessa rete di infrastrutture: strade, ferrovie ad alta velocità, oleodotti, porti, fibra ottica, telecomunicazioni. Intanto si collegherà la Cina con sei regioni: la Russia, l’Asia centrale, il Medio Oriente, il Caucaso, l’Europa orientale e infine l’Europa occidentale, diramandosi fino a Venezia, Rotterdam, Duisburg e Berlino. Ci sono poi i corridoi che collegheranno l’Asia meridionale: Cina-Birmania-Bangladesh-India e Cina-Afghanistan-Pakistan-Iran.
Il Bri è quindi un’iniziativa fondamentale per lo sviluppo e decisiva per la pace nel mondo. È il caso di ricordare che dal suo annuncio del 2013 Che ad oggi la Cina ha già investito oltre 50 miliardi di dollari con fondi della Banca Centrale e dell’Asian Infrastructure Investment Bank (Aiib) di più recente costituzione.
È importante notare che con il Bri la Cina intende coinvolgere tutti gli stati dell’Unione europea, anche quelli più piccoli dell’Europa centrale e orientale e, in particolare, i Paesi del Mediterraneo. Coi primi, nel 2016, ha già sviluppato 50 progetti in differenti settori. Dal 2011 è entrato in attività il trasporto di merci su ferrovia tra l’Europa e la Cina: ben 3.600 treni merci hanno toccato 27 città cinesi e 28 città in 11 Paesi dell’Europa! Il Bri apre all’Italia grandi opportunità in tutti i campi, a cominciare da quelli industriali, del turismo e della cultura.
È noto che dal 2015 il canale di Suez è raddoppiato, anche con investimenti cinesi. Ciò fa del Mediterraneo un naturale terminale strategico. Perciò occorre modernizzare e potenziare in tempi brevissimi tutta la nostra rete portuale, soprattutto nel Mezzogiorno, portando le ferrovie fin dentro ai porti. È opportuno ricordare che i porti di Genova, Venezia e Trieste già «arrivano» direttamente al centro dell’Europa più del Pireo o di qualsiasi altro porto mediterraneo. Occorre agire subito, ragionando però su uno spazio temporale di 30-50 anni. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Vertice tra Cina, Balcani e Italia sugli investimenti legati alla “Via della seta” in Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 maggio 2016

Banca europea per gli investimentiTrieste Giovedì 19 maggio 2016, h. 9-17 – Teatro Lirico G. Verdi. Un trilione di dollari è l’ammontare del piano di investimenti previsto dal governo cinese per rafforzare le infrastrutture logistiche per la “Nuova Via della Seta” che collega Pechino all’Europa.
Il programma, che interesserà in particolare i paesi dell’area europea sud orientale fino all’Italia, e prevede infrastrutture stradali, ferroviarie e portuali, sarà al centro di una conferenza internazionale in programma a Trieste, in cui interverranno rappresentanti del Governo italiano e di quelli dei Paesi dei Balcani Occidentali, vertici di Istituzioni finanziarie cinesi, della BERS – Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, della BEI – Banca Europea per gli Investimenti, della Banca Mondiale e rappresentanti del settore privato.
Per l’Italia sarà presente il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio. Per la Bosnia ed Erzegovina, paese che detiene la presidenza InCE nel 2016, parteciperanno il Presidente del Consiglio dei Ministri Denis Zvizdić e il Ministro degli Affari Esteri Igor Crnadak. Per la Cina interveranno, tra gli altri, il Presidente del Silk Road Fund Wang Yanzhi e l’Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Repubblica Popolare Cinese Li Ruiyu.L’incontro dal titolo “Supporting Local Enterprises and SMEs along China’s Belt and Road Initiative in South Eastern Europe” è organizzato dall’InCE – Iniziativa Centro Europea, forum di cooperazione regionale tra i paesi dell’Europa centrale ed orientale, e dalla BERS – Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, istituzione finanziaria internazionale con sede a Londra, con lo scopo di raccordare i principali stakeholder pubblici e privati interessati e per identificare le aree prioritarie per consentire alle imprese dell’area, incluse le PMI italiane, di poter cogliere le opportunità di crescita e sviluppo legate a questa iniziativa.La conferenza si avvale inoltre del Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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