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Guido Pinzani: La Via della Scultura

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 dicembre 2018

Qingdao, China 23-11-2018 / 24-12-2018 Qingdao Sculpture Art Museum. “La via della scultura” è il titolo della mostra inaugurata il 24 novembre 2018 in Cina, presso il Qingdao Sculpture Art Museum. Qui fino al 23 dicembre saranno esposte le opere di sei importanti scultori italiani, tutti membri dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze. Tra questi il “nostro” Guido Pinzani. La mostra, che costituisce un capitolo importante del progetto espositivo “Europe”, teso a far conoscere in Cina l’arte europea moderna e contemporanea, ha visto la sinergia di due istituzioni, l’Accademia nazionale cinese di scultura, diretta emanazione del ministero della Cultura nonché la più prestigiosa associazione di scultori cinesi, e l’antichissima Accademia fiorentina delle arti del disegno, fondata nel 1563 dal granduca Cosimo I de’ Medici su impulso di Giorgio Vasari. Si tratta di un evento di rilievo per la città di Qingdao, tra le più vivaci e ricettive culturalmente della Cina, che per la presenza dell’accademia e del grande museo si candida a polo internazionale di scultura.

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La via delle “grandi riforme”

Posted by fidest press agency su martedì, 14 agosto 2018

Essa è stata ostacolata non dalla nostra più profonda sincerità, ma dalla nostra più sottile forma d’ipocrisia. La società non tollera nessuna forma d’eroismo e di genio, semmai è costretta a subirli, ma pronta ad annullarli alla prima occasione.
Anela invece a una forma mediocre d’esistenza che possa nei secoli perpetuarsi senza contrasti, senza esaltazioni. Ciò potrebbe essere accettabile se non ci fosse la logica evolutiva della specie che include anche i suoi aspetti sociali e istituzionali. La ragione, probabilmente, si può spiegare nel fatto che non è il nostro io intimo a vivere, ma quello della comunità, in altre parole un io assolutamente anti individuale, falso, piccolo, meschino. Riluttare è opera spesso vana. Chi rifiuta si bandisce dal consorzio umano. Chi non conserva l’apparenza, spasima e soffre terribilmente la realtà: ingannare il mondo non è oramai nella pratica quotidiana un’azione disonesta. I maestri anzi in quest’arte di sottigliezze sono i vincitori. Quando uno è giunto alla vittoria nessuno si domanda come vi sia pervenuto. Il trionfo si adora e non si discute. La storia è piena dei patimenti di tutti che, alle consuetudini, riluttarono indomiti e vissero in carestia e sofferenza quanto non in rischio e in battaglia. Dante, esule è proclamato barattiero, Tasso, Amleto in perpetua lotta con se stesso, e infiniti altri minori, testimoniano validamente quanto tragico è il contrasto tra il mondo interiore dei sentimenti ed il mondo esterno fatto di parole e d’eventi mediocri.
Da qui ebbero origine altre risposte “rivoluzionarie” rispetto a quella marxista-leninista, ma di segno opposto: il nazismo, il fascismo e, buon ultimo, il franchismo per parlare di quelle più note. Le nazioni coinvolte furono, nello specifico una rivoluzione, quella marxista-leninista e poi stalinista, sempre più votata all’internazionalizzazione del suo progetto ideologico per una concezione statuale del ruolo guida nell’economia dei paesi in opposizione a quello capitalistico e logicamente portato alla privatizzazione dei mercati e al loro libero scambio e con uno Stato sempre più limitato nei suoi interventi di politica economica. Nello stesso tempo, man mano che questa visione prendeva corpo, taluni Stati, tra quelli considerati i più deboli ed esposti al fascino di un’ideologia accattivante per le masse tenute emarginate dai poteri vigenti, adottarono delle contromisure ritenute più valide e radicali di quanto non si potesse fare con le regole richieste da una democrazia compiuta. Da qui l’idea di una rivoluzione di segno opposto: destra contro sinistra. D’altra parte era necessario farlo anche perché le rivoluzioni non si nutrono solo di principi liberatori per le masse angariate, ma diventavano anche uno strumento di potere e di dominio interno ed internazionale. Alla fine tutto poteva trasformarsi in una sorta di “artificio” per giustificare un ricambio radicale della classe dirigente e non “scaricabile” in altro modo. Si poteva anche intenderla come una semplice operazione di potere nel senso: fino ad ora ci sei stato tu, ora anche a me fai godere gli stessi privilegi.
La rivoluzione, così interpretata, si poteva capire solo se riusciva a farci nascondere il corpo e l’anima sotto un unico frac. Diventava un modo per coprirsi, con un’elegante abilità, del velo rivoluzionario per la conservazione dei privilegi legati al padronato. Pur con questi limiti, le rivoluzioni, nella loro generalità, cercarono di esprimere un qualcosa che si voleva puro e originale e sperare che tale aspirazione ideale potesse imboccare, alla fine, la strada giusta. (Riccardo Alfonso)

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L’Italia e le Nuove Vie della Seta

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

pechinoLa Via della Seta è nel dna dell’Italia. Non è un caso che furono italiani, in particolare Marco Polo e il padre gesuita Matteo Ricci, a far conoscere la Cina in un’Europa che coniugava il localismo con le ambizioni colonialiste.
Con la recente visita del presidente Sergio Mattarella l’Italia e la Cina si impegnano a promuovere una cooperazione a tutto campo, a cominciare dalla fattiva partecipazione alla realizzazione del grande progetto infrastrutturale “One Belt One Road” (OBOR), cioè la Nuova Via della Seta, sia terrestre che marittima.
Le ricadute in campo industriale, tecnologico, occupazionale e, evidentemente, anche geopolitico potrebbero essere veramente rilevanti per il nostro Paese.
Per cominciare, la delegazione imprenditoriale italiana ritorna con un carnet di accordi economici per oltre 5 miliardi di euro nei settori più disparati, dall’agroalimentare all’esplorazione dello spazio, dai trasporti alle nuove tecnologie, dalla ricerca alla cultura.
Ma è proprio il progetto OBOR a rappresentare la grande sfida soprattutto per l’Italia, che, come ha ribadito il presidente Cinese Xi Jinping, “offre vantaggi imparagonabili quale porta tra Oriente e Occidente”. L’OBOR prevede la costruzione di una serie impressionante di infrastrutture, tra ferrovie, autostrade, porti e snodi logistici.
Le sfide per l’Italia sono anzitutto poste al “sistema Paese”, visto che spesso le individualità non mancano. Il governo italiano e le relative istituzioni dovrebbero muoversi in modo organico e strutturato sui mercati internazionali.
Le visite istituzionali “apripista” sono essenziali, ma il vero “sistema Paese” lo si vede dopo, quando, nel tempo, deve mettere in campo in modo efficace, continuo e non burocratico le varie strutture di sostegno agli investimenti, al credito, all’export, ecc. Lo stato italiano, in verità, ha già un ventaglio completo di enti mirati a questi servizi, ma troppo spesso i nostri imprenditori si lamentano della loro inefficacia, tanto da preferire a volte che non si intromettano nel business perché creerebbero più impicci e ritardi che aiuti. La nostra forza sta nelle Pmi, soprattutto quelle dell’alta e della nuova tecnologia. Agevolare e sostenere la formazione di reti di imprese, che sappiano muoversi in modo efficace nei mercati internazionali, dovrebbe essere l’impegno principale e costante. In questo campo, noi riteniamo che il modus operandi della Germania sia quello vincente. Le industrie tedesche, grandi e piccole, si muovono costantemente nel mondo per sottoscrivere importanti contratti, sempre affiancate dal governo e dalla banca nazionale di sviluppo KFW, che è l’equivalente della nostra Cassa Depositi e Prestiti.
Non si dimentichi che partecipare alla realizzazione delle Nuove Vie della Seta significa essere coinvolti in un progetto epocale, straordinario, di corridoi di trasporto, di sviluppo e di urbanizzazione che richiedono la capacità di lavorare in settori complessi e multifunzionali. Infatti esse coinvolgeranno direttamente numerosi Paesi con un mercato vastissimo, prevedendo una crescita della classe media di ben tre miliardi di persone entro il 2050 e un aumento del commercio mondiale di ben 2.500 miliardi di dollari in dieci anni.
Il corridoio marittimo collegherà la Cina con l’Europa passando attraverso il rinnovato Canale di Suez. Perciò il Pireo dovrebbe diventare un importante hub logistico. Ma l’aspetto più importante verterà intorno al ruolo di cerniera giocato dal Mediterraneo. Al riguardo il nostro Mezzogiorno, con i suoi porti e attraverso lo sviluppo delle autostrade del mare, potrebbe davvero diventare lo snodo dei collegamenti verso il nord dell’Europa e, sotto molti aspetti anche più rilevanti, verso l’intero continente africano.
Si tenga presente anche il fatto che la Cina da tempo sta lavorando per connettere il citato OBOR con il corridoio infrastrutturale russo, il TransEurasian Belt of Development, conosciuto come “Progetto Razvitie”, che collega l’Europa con Mosca fino al porto strategico di Vladivostok sull’Oceano Pacifico. Infatti, la città russa di Kazan sta diventando lo snodo centrale di collegamento tra i due corridoi.
Questi progetti intercontinentali di sviluppo infrastrutturale richiedono ovviamente grandi linee di credito e notevoli finanziamenti. La Cina, di conseguenza, ha già creato l’Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB), a cui anche l’Italia e altri 50 Paesi hanno aderito. Questa banca sarà essenziale per i necessari finanziamenti ma, speriamo, potrebbe diventare promotrice di nuove forme di finanza produttiva e non speculativa.
E’ certo che il legame tra un differente sistema bancario e finanziario e lo sviluppo reale dell’economia potrebbe gettare le basi per un nuovo e più equo sistema finanziario e monetario internazionale.
In definitiva, anche per gli stretti legami storici, culturali e “di simpatia” tra Cina e Italia, il nostro Paese potrebbe diventare l’attore privilegiato nei rapporti tra Cina ed Europa. E’ una prospettiva strategica quanto entusiasmante. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Dall’antica alla nuova via della seta

Posted by fidest press agency su martedì, 29 novembre 2016

QuirinaleRoma Palazzo del Quirinale 6 dicembre 2016 – 26 febbraio 2017. Lunedì 5 dicembre 2016 alle ore 12.00 si terrà l’anteprima stampa della mostra “Dall’antica alla nuova Via della Seta” che si terrà nel Palazzo del Quirinale dal 6 dicembre 2016 al 26 febbraio 2017. La mostra, promossa dalla Presidenza della Repubblica Italiana, vuole raccontare, nella sua complessità e ricchezza, la storia degli scambi tra l’Oriente e l’Europa nel corso dei millenni.

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A Roma Tiburtina con “La Via della felicità”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2010

Stamani  i volontari dell’associazione “La Via della Felicità di Roma e Mediterraneo” si sono dedicati alla distribuzione gratuita di libretto “La Via della Felicità” nell’area di mercato di Via Palmiro Togliatti, al quartiere Tiburtino, diffondendo la conoscenza dei 21 precetti morali di buon senso, non religiosi, un primo passo importante per raggiungere concretamente decoro, stima e fiducia reciproci. La decadenza dei valori morali nell’odierna struttura della società, l’individualismo sempre più marcato portano una buona parte delle persone a perdere di vista quei principi, un tempo vivi, che oggi si ritrovano appunto codificati in questo vero e proprio manuale di buon senso. La Via della Felicità è infatti un codice morale interamente basato sul buon senso. Pubblicato per la prima volta nel 1981, il suo scopo è di fermare il declino morale della società e ripristinare l’integrità e la fiducia al mondo.
Scritto dal filosofo ed umanitario L. Ron Hubbard, La Via della Felicità colma il vuoto morale in una società sempre più materialistica. Contiene 21 principi (i precetti di questo libro) che guidano una persona verso una migliore qualità di vita. I suoi precetti possono essere seguiti da persone di qualsiasi razza, colore o credo, animate dal desiderio di migliorare le vite di coloro che li circondano, grazie anche ad un pratica personale dei pratici principi morali de “La Via della Felicità”. http://www.thewaytohappiness.org

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