Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘viadotto’

Crollo viadotto e criticità di tipo idrogeomorfologico

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 novembre 2019

“L’evento che si è verificato sull’autostrada A6 Torino-Savona è simile a quello di qualche anno fa in Sicilia, che interessò il viadotto di Scillato. Come esempio cito anche il crollo del ponte sul Rio Santa Lucia, della statale n.195 tra Cagliari e Capoterra dello scorso anno, ma sono purtroppo tante le criticità di tipo idrogeomorfologico che interessano le infrastrutture del Paese”. Queste le parole di Francesco Peduto, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi intervenendo sul crollo del viadotto ‘Madonna del Monte’ sull’A6 Torino-Savona a causa di una frana. “Si stima – spiega Peduto – che circa il 90% delle problematiche legate alle infrastrutture italiane sono determinate non da fattori strutturali, bensì dovute a criticità idrogeologiche. In tal senso, le parole d’ordine sono sempre le stesse: prevenzione, manutenzione del territorio e delle infrastrutture, monitoraggi strumentali, satellitari e tecnico-esperti attraverso il presidio territoriale. Parole che ripetiamo spesso dopo ogni evento idrogeologico significativo, che purtroppo in Italia non riescono a diventare un fatto concreto” denuncia il Presidente del CNG.“Gli eventi piovosi degli ultimi giorni hanno determinato fenomeni alluvionali e franosi che ancora una volta in diverse parti del Paese hanno causato vittime ed ingenti danni a strutture ed infrastrutture”. Così Lorenzo Benedetto, Consigliere e coordinatore della commissione difesa del suolo del Consiglio Nazionale dei Geologi. “I primi dati disponibili ci fanno ritenere che il crollo di un tratto del viadotto sull’A6 è stato determinato da una frana di colata rapida di fango e detriti innescatasi nella parte alta del versante a causa, molto probabilmente, di ingenti quantitativi d’acqua provenienti da una strada presente nell’area di nicchia. Il materiale staccatosi si è successivamente incanalato nell’impluvio sottostante fino ad arrivare nella parte bassa dove ha impattato sulla struttura stradale determinandone il crollo. Dunque siamo difronte all’ennesima dimostrazione che la sicurezza dei ponti e dei viadotti va assicurata non soltanto monitorando il degrado dei materiali che li costituiscono, ma come sosteniamo da tempo vanno monitorati anche e soprattutto i rischi geologici a cui sono soggetti” afferma Benedetto.Sulla necessità di porre in essere in maniera immediata misure preventive di mitigazione dei rischi da dissesto idrogeologico, interviene anche il Tesoriere del CNG Domenico Angelone, che sottolinea l’importanza del monitoraggio continuo del territorio. “L’esigenza di controllo assiduo dei versanti e dei corsi d’acqua nasce da lontano, da quando nel 1968 fu presentata alla Camera la proposta di legge n. 886 sull’istituzione del geologo di zona, già da allora ritenuto figura atta a <>. Dopo 50 anni quel vuoto non è stato colmato, nonostante quella proposta sia stata reiterata con regolare continuità a tutte le classi politiche che si sono succedute, e nonostante le numerose tragedie che negli ultimi 50 anni hanno devastato il Paese”. “Gli eventi di Savona, – prosegue il geologo – hanno dimostrato come la conoscenza puntuale del territorio non può considerarsi mai acquisita in via definitiva poiché le dinamiche terrestri portano a cambiamenti delle condizioni morfologiche e idrogeologiche distribuite in archi temporali anche molto brevi. Solo la presenza continua di chi sa leggere il territorio, attraverso il presidio territoriale – conclude il Tesoriere del CNG – può consentire di minimizzare i rischi, di proteggere le infrastrutture e di salvare le vite umane”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Viadotto crollato in Sicilia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 gennaio 2015

viadotto crollatoIl responsabile per le Infrastrutture e i Lavori Pubblici e il responsabile per la Sicilia intervengono sulla vicenda del ponte Scorciavacche, che ha ceduto a soli sette giorni di distanza dalla sua inaugurazione. Dopo un investimento di 13 milioni di euro per portare a compimento la costruzione del viadotto Scorciavacche lungo la statale 121 che da Palermo porta ad Agrigento, a soli sette giorni dalla sua inaugurazione, esattamente il 23 dicembre, con un anticipo di tre mesi rispetto ai tempi previsti, uno smottamento del manto stradale ne ha comportato il crollo. La costruzione della variante di Scorciavacche è parte di un progetto di ammodernamento, ampliamento e restauro di un lungo tratto della Statale 121, già precedentemente approvato dall’Anas. Per fare luce sui fatti la procura di Termini Imerese ha nominato un collegio di consulenti che avvierà le verifiche tecniche necessarie sul viadotto e sul tratto stradale interessato dal crollo, nel frattempo l’area è stata posto sotto sequestro.Luca Ragone, responsabile per le Infrastrutture e i Lavori Pubblici dell’Italia dei Diritti, ha così commentato la notizia: “Non è la prima volta che in Italia accadono episodi del genere, frutto, senz’altro, di gare d’appalto pilotate. Appalti pilotati e gare truccate danno vita a un gioco a ribasso, in cui purtroppo non si guarda tanto alla sicurezza. Per queste ragioni, andrebbero effettuati controlli più accurati sia alla fonte che al termine dei lavori, in modo tale che in situazioni del genere ci sia qualcuno che abbia la responsabilità per quanto accaduto. Difatti, anche se la procura di Termini Imerese ha avviato un’inchiesta ci vorranno anni prima che se ne venga a capo, e questo non solo per la lentezza e le lungaggini del sistema giudiziario italiano, ma per la difficoltà di trovare i reali colpevoli”. Ha detto la sua anche Federico Pipitone, responsabile per la Sicilia del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Durante i periodi di bisogno la corruzione inevitabilmente aumenta e tutti coloro che si occupano di denunciarla senza avvedersene, senza cioè avere la consapevolezza del perché sia così, sono farisei. Siamo in presenza di un sistema monetario sbagliato che impedisce la circolazione lecita della moneta, a cui poi bisogna aggiungere i vincoli del 3%. Questo vincolo economico europeo impedisce in effetti reali investimenti, facilitando così scorciatoie. E’ tempo di finirla con quel leit-motiv che vuole gli italiani un popolo di corrotti per natura, perché è questo sentimento comune che sta uccidendo l’Italia.” (foto fonte: La stampa)

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »