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Posts Tagged ‘Viaggi’

Elezioni 25 settembre, biglietti scontati per i viaggi in treno

Posted by fidest press agency su martedì, 30 agosto 2022

Sconti e agevolazioni per raggiungere in treno regionale e a lunga percorrenza le località di voto. In occasione delle elezioni politiche per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, previste per domenica 25 settembre, gli elettori potranno raggiungere il proprio collegio elettorale usufruendo di particolari riduzioni sui biglietti di viaggio di andata e ritorno.Una convenzione, riporta Fsnews.it, fra il Ministero dell’Interno e le imprese ferroviarie – fra cui Trenitalia, Trenitalia Tper, Trenord, FSE – prevede, infatti, uno sconto del 70% sui servizi Alta Velocità, Intercity, Eurocity Italia-Svizzera, e una riduzione del 60% per spostarsi con i treni Regionali a tariffa di corsa semplice regionale e interregionale. Si potrà così viaggiare in treno a prezzo scontato a partire dal 16 settembre, per gli spostamenti di andata, e non oltre il 5 ottobre per quelli di ritorno. I biglietti comprensivi di agevolazione sono acquistabili anche sul sito internet e la App di Trenitalia e sono validi per i viaggi realizzati nell’arco di venti giorni a ridosso del 25 settembre. Per usufruire delle riduzioni è necessario essere provvisti di documento di identità e tessera elettorale da esibire al personale dedicato. Possono usufruire dei biglietti a prezzo ridotto sia gli elettori residenti nel territorio nazionale, sia quelli residenti all’estero.

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Vacanze: Le dritte dei consulenti di viaggio

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2022

La voglia di viaggiare degli italiani è tornata ai massimi livelli. Lo sa bene chi sta cercando con difficoltà di prenotare ora le vacanze e lo confermano gli operatori turistici, spesso costretti a rispondere che le mete più richieste sono sold out. Ecco quindi tre viaggi interamente personalizzabili da CartOrange e ancora prenotabili per le vacanze estive di quest’anno.Sardegna da Nord a Sud – Una meta che unisce il turismo balneare alla possibilità di scoprire paesaggi stupendi e testimonianze storiche e culturali uniche. L’itinerario in auto di 6-9 giorni parte da Cagliari e si dipana in direzione del Sulcis, con la visita alla miniera di Porto Flavia, una delle più incredibili e affascinanti d’Italia con il suo affaccio diretto sul mare, e al Museo del Carbone di Serbariu. Il viaggio prosegue toccando il sito nuragico di Barumini, l’altopiano di Gesturi con i suoi cavallini allo stato brado, il Parco Aymerich a Laconi con le sue rare specie botaniche e la località termale di Fordongianus. E ancora Nuoro, l’Atene della Sardegna, e poi la Barbagia, da scoprire anche attraverso esperienze culinarie come il pranzo con i pastori, la preparazione dei paneddas e il laboratorio di panificazione a Lollove. Infine si arriva al Golfo di Orosei, dove rilassarsi nelle calette oppure dedicarsi al trekking, e all’arcipelago de La Maddalena, da visitare con un’escursione in barca. Valle d’Itria e Matera – Un itinerario self-drive di 6-9 giorni che combina mare, natura e cultura. La prima parte della vacanza ha la sua base in un resort nei pressi di Polignano a Mare, celebre per le sue case arroccate sulle bianche scogliere tipiche della zona, e che conserva tracce bizantine, arabe, normanne e spagnole. Qui si possono unire mare e relax a escursioni private in barca, visite guidate della città, visite nelle cantine della Valle d’Itria insieme a un enologo con degustazione di vini e prodotti, escursione ad Alberobello con cena in un trullo. Ci si sposta poi verso Monopoli e infine Matera, città patrimonio dell’Unesco, da visitare con un moderno calessino ecosostenibile, e dove gustare i piatti tipici in tradizionali osterie o affascinanti ristoranti scavati nella pietra. Ultima tappa è Altamura, dove una cooking class permetterà di scoprire i segreti del pane e della focaccia tradizionali. Portogallo on the road – Un itinerario da percorrere in auto in 10-12 giorni per toccare le località più belle del Paese: Lisbona e Porto con i loro vicoli carichi di storia, cultura e tradizioni gastronomiche; la costa atlantica dove “finisce il mondo”; e poi i gioielli barocchi di Coimbra e Braga, il fascino mistico del castello dei Templari a Tomar e le bellezze dell’Alentejo, con i suoi paesaggi punteggiati di ulivi e i suoi borghi dalla storia millenaria, come Evora. E se si desidera evitare l’aereo, anche raggiungere il Portogallo in auto può diventare un’esperienza interessante: i Consulenti CartOrange personalizzeranno la proposta consigliando i luoghi migliori dove fare tappa. Israele e Giordania: un mosaico di meraviglie – Un viaggio affascinante tra luoghi sacri, edifici storici millenari e paesaggi di straordinaria bellezza, della durata di 10-12 giorni. Prima tappa è Amman, capitale della Giordania che combina antico e moderno, circondata da siti archeologici imperdibili come la città romana di Jerash, la fortezza di Ajiloun e la decapoli di Gadara, oggi Umm Quays. La seconda tappa è dedicata al Mar Morto, con bagni e trattamenti spa. Ci si sposta poi a Madaba, la “città dei mosaici”, al Monte Nebo e al castello di Shobak, e si arriva a Petra, l’antica città dei Nabatei scavata in una gola dalle altissime rupi. Il giorno successivo si visita un’altra città nabatea, Beida, e si prosegue per il deserto Wadi Rum, o Valle della Luna, dove si pernotterà in un campo tendato. Dopo un altro giorno ad Amman in autonomia, si parte con trasferimento organizzato per Israele, dove il tour comprende Gerusalemme e Tel Aviv. I Consulenti CartOrange sono pronti a organizzare ogni tipo di esperienza e itinerario personalizzato. Fonte: CartOrange – Viaggi su misura (www.cartorange.com)

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Viaggi all’estero e ingresso in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 dicembre 2021

L’ultima ordinanza, approvata il 14 dicembre sull’onda della variante Omicron, conferma la classificazione in cinque elenchi di Paesi, aggiornati via via a seconda del loro rischio epidemiologico. Inoltre, è necessario informarsi sulle restrizioni adottate dal Paese di destinazione.Verificare a quale elenco appartiene il proprio Paese di provenienza o destinazione attraverso il sito Viaggiare Sicuri o l’App ‘Unità di crisi’. In base al Paese di provenienza o destinazione, inclusi moltissimi Paesi UE, è necessario: – quarantena di cinque giorni se non completamente vaccinati, – tampone molecolare eseguito nelle 72 ore precedenti all’ingresso in Italia, oppure a tampone rapido nelle 24 ore precedenti. Il termine del test molecolare è ridotto a quarantotto ore per gli ingressi dal Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord. Tutti i cittadini italiani che vivono all’estero e loro familiari, che hanno ricevuto il ciclo completo di vaccinazione (due dosi, ad eccezione di J&J), potranno richiedere il Green Pass recandosi presso l’Asl locale, anche se non iscritti al SSN. Gli altri cittadini stranieri non hanno obbligo di scaricare il Green Pass europeo, purché abbiano con sé la certificazione di vaccinazione da parte delle autorità del Paese di provenienza.Tale certificazione deve essere scritta in italiano, inglese, francese, spagnolo o tedesco (ogni altra lingua necessita di una traduzione giurata) e deve contenere: dati del titolare e del vaccino (data/e di somministrazione, dati identificativi di chi ha rilasciato il certificato). Per sapere invece quali vaccinazioni sono riconosciute all’estero, nonché eventuali restrizioni in base al proprio profilo vaccinale, si può visitare il sito Viaggiare Sicuri o l’App ‘Unità di crisi’. COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC

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Viaggi all’estero: gli USA sono la destinazione più richiesta

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 dicembre 2021

A quasi un mese dalla riapertura, l’8 novembre scorso, degli Stati Uniti al turismo, i numeri raccontano la grande voglia degli italiani di tornare a viaggiare oltreoceano. Nel mese di novembre gli USA sono stati infatti la meta preferita per i clienti di CartOrange, la più grande azienda italiana di consulenti di viaggio: +60% per i preventivi su questa destinazione rispetto al mese precedente, superando, in termini di volumi, Maldive, Dubai, e Caraibi (mete “aperte” già da alcuni mesi) e l’Italia stessa. «Non appena sono state riaperte le frontiere – conferma il Responsabile Commerciale di CartOrange Marco Ferrini – le ricerche per i viaggi negli USA su Google sono cresciute esponenzialmente e anche il lavoro dei nostri consulenti riflette questa realtà: non solo c’è la voglia di informarsi per i futuri viaggi, ma nelle ultime settimane, pur in un periodo molto difficile per il settore, abbiamo ripreso a confermare un numero incoraggiante di viaggi USA ogni giorno, con partenze per le feste natalizie o pianificate per la primavera-estate. Gli Stati Uniti sono la prima grande destinazione extra UE che ha riaperto al turismo e la risposta del mercato ha dimostrato grande fiducia: per questoauspichiamo che si prosegua sulla strada delle riaperture ragionate e dei corridoi turistici, fondamentale per la ripresa del settore. Senza dimenticare comunque che la situazione è in continua evoluzione. L’emergere della variante Omicron, infatti, ha determinato regole più stringenti ma la destinazione resta aperta e accessibile, perciò in questo momento il ruolo dei professionisti del settore nell’orientare e assistere i clienti è fondamentale». Negli USA la destinazione più richiesta per l’inverno e le feste è New York, seguita da Miami e Florida, ideali anche per i viaggi in famiglia. Dai mesi primaverili tornano i self drive, che piacciono soprattutto alle coppie, con i classici itinerari nei parchi nazionali dell’Ovest e negli stati del Sud (con partenza da New Orleans, Nashville, Memphis). La durata media per i soggiorni a New York è di 5 giorni, per i viaggi a tappe di 12.

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Virus riprende e viaggi annullati. Evitare e combattere i profittatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 luglio 2021

Le prime timide percentuali di annullamento viaggi cominciano a circolare come indesiderata reazione alle tutt’altro che timide percentuali della ripresa diffusione del virus. In diversi non se ne vogliono ancora rendere conto, ma la realtà è più dura dei desiderata, e le scanzonate ballate di orgoglio italiano di una settimana calcistica fa, cominciano a dare i loro risultati. Quella sorta di lotta al coltello tra poveri, che avevamo già intuito come rinascita economica a suon di aumenti assurdi, corre il rischio di diventare letale per i consumatori. Già fragili in buona parte e, finito il grasso accumulato da tempi altrettanto grassi, i consumatori hanno provato a mescolare il frugale con la felicità della vacanza, del viaggio, del non-pensiero e del riposo dai riposti lockdown. In questa realtà da film di fantascienza catastrofista c’è un pericolo umano che si aggira insieme a quello virologico: la fregatura. Gli esperti della fregatura si sono fatti più disperati e più aggressivi. E nonostante gli appelli di governanti e circoli umanitari per agire in modo disciplinato per mantenere a galla la barca comune nella furia della tempesta, la guerra per appropriarsi delle scialuppe di salvataggio è cominciata: nella ignoranza che una volta in mare queste scialuppe non hanno lidi ma solitudini e nuove disperazioni. Ancora in voga, nonostante diverse perplessità e attentati (anche legislativi), la forza del Diritto, contro quella della spada, sembra poter essere utile.Diritto che è bene rammentare, ripassare, rispolverare, chiamando tutti i suoi protagonisti e meccanismi alla luce e, in certi casi, alla lotta.Principio base: ogni annullamento causa covid (divieti di vario tipo) dà diritto al rimborso in soldi al 100%. Ma la prevenzione individuale ognuno se la paga: il timore di covid, fa rientrare l’annullamento nell’ambito dei normali contratti tra fornitore del servizio e utente (penalità, etc).Trasporti: voli, treni, navi, autobus noleggi. Causa covid sono tutti rimborsabili in denaro al 100%. Se annullano i fornitori per loro esigenze di pianificazione commerciale (aerei con pochi passeggeri, per esempio) e non per covid, in alcuni casi ai consumatori sono dovuti anche indennizzi.Alberghi e alloggi vari. Causa covid sono rimborsabili in denaro al 100%. Causa paura di covid: se da parte del fornitore del servizio, non si esclude l’indennizzo per vacanza rovinata; se da parte del consumatore, occorre verificare le penali specifiche del servizio. Se l’interlocutore è italiano o comunitario (UE) la richiesta e l’eventuale contenzioso sono “facili”, altrimenti sono “difficili”. Dopo le richieste di rimborso coi canali più o meno facili che ogni fornitore di servizio mette a disposizione (modulistica e mail), in mancanza di considerazione dopo pochi giorni, occorre passare alle “maniere forti”: pec (solo per i fornitori italiani) o raccomandata A/R di diffida, intimando il rimborso del dovuto e minacciando di rivolgersi alle autorità preposte.

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“Bene il pass verde per i viaggi nazionali”

Posted by fidest press agency su domenica, 9 Maggio 2021

“L’appello del Presidente del Consiglio dei ministri a prenotare le vacanze in Italia ritengo che debba essere condiviso da tutti, è un segno di responsabilità verso il proprio Paese e tanti imprenditori rimasti in ginocchio a causa della crisi. Togliere la quarantena per chi arriva dall’estero, previa certificazione, è sinonimo di sicurezza e al tempo stesso di speranza nella ripresa economica del prossimo futuro. Con il pass verde saranno importanti regole chiare e semplici che riportino fiducia nelle famiglie. Grazie anche alla campagna vaccinale, dobbiamo ritrovare il coraggio e il piacere di viaggiare”. “Confidiamo che entri presto in vigore anche il green pass europeo, in modo da avere una misura unica e agevole in tutta l’Unione Europea. E’ chiaro – prosegue Bettanin – che l’economia del nostro Paese, da sempre fondata su un turismo di richiamo internazionale, ha bisogno anche delle altre nazioni per tornare a prosperare e recuperare i tanti mesi negativi che ci auguriamo siano finalmente alle spalle. Secondo i dati di Bankitalia, elaborati da Coldiretti, la pandemia ha bruciato 26 miliardi al turismo, con le spese dei viaggiatori stranieri scese di quasi il 60%. Numeri eloquenti che raccontano la situazione cupa di un settore però determinante nel Pil nazionale”. “Le residenze in affitto avranno un ruolo fondamentale nella ripartenza – aggiunge Alessandra Signori, socia fondatrice di Property Managers Italia -. Gli alloggi, se ben gestiti da professionisti e con certificazioni di pulizia, garantiscono totale sicurezza in questa fase di transizione verso il ritorno alla normalità. Un aspetto importante per vivere le vacanze con serenità. Inoltre sono un’agevolazione con il coprifuoco: permettono trascorrere cene e serate in casa con ampi spazi e comodità che altrimenti non si avrebbero in una camera d’albergo”.

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Dal 26 aprile riaprono 24 mila agriturismi

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2021

Si riaprono finalmente le porte degli agriturismi italiani. Dopo mesi di fermo totale e perdite per oltre 1,2 miliardi di euro dall’inizio della pandemia, da lunedì 26 aprile, con il ritorno delle zone gialle, si potrà tornare a tavola all’aperto nelle aziende ricettive agricole. Ma le limitazioni sugli orari serali potrebbero pregiudicare la piena ripartenza del settore. Questa è la preoccupazione espressa da Cia-Agricoltori Italiani.Le riaperture decise dal governo con il nuovo Decreto Covid rappresentano l’inizio della ripresa per i 24 mila agriturismi italiani e i 100 mila addetti del settore, dopo lo stop forzato di tutte le attività. Purtroppo, le scelte sull’orario serale penalizzano fortemente le strutture agrituristiche, visto che la distanza dalle aree urbane e metropolitane rende quasi impossibile la cena e il ritorno a casa entro le ore 22. Ecco perché, se la curva dei contagi proseguirà la sua discesa, anche grazie al buon andamento della campagna vaccinale, Cia-Agricoltori Italiani chiede alle istituzioni di prevedere già a metà maggio un allungamento degli orari di apertura serali. “La situazione in cui versano gli agriturismi in Italia è drammaticamente nota. È uno dei comparti più colpiti dagli effetti del Covid -ricorda il presidente nazionale Dino Scanavino- nonostante si tratti di strutture in campagna, spesso in località isolate, con ampi spazi all’aperto per la ristorazione, in cui si può garantire facilmente il distanziamento adeguato tra clienti. Per questo, ora il settore deve poter ricominciare a lavorare appieno, in vista dell’estate e di un rilancio del turismo, anche rurale. Gli agriturismi devono poter tornare ad appropriarsi del proprio ruolo, quello di leva economica e sociale per la ripartenza delle aree interne del Paese”.

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Pianificazione multimodale dei viaggi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2021

“Credo che avremo centrato l’obiettivo quando i processi di innovazione e digitalizzazione saranno un patrimonio sociale condiviso. Per questo ritengo positivo che la Fast-Confsal abbia voluto avanzare nel suo report una proposta per la realizzazione di una piattaforma digitale di pianificazione del viaggio multimodale e di biglietteria integrata di natura pubblica per il trasporto passeggeri. L’ente promotore sarebbe proprio il nostro ministero tesa a semplificare la pianificazione degli spostamenti dei cittadini sul territorio nazionale riducendo al contempo i costi di biglietteria per i vettori aderenti. Una proposta che ritengo interessante e per cui do fin d’ora la mia disponibilità ad approfondimenti e confronti”. Così, nel corso del convegno “Digitalizzare i trasporti per far viaggiare il Paese”, organizzato da Fast-Confsal e Confsal-Edili, il viceministro delle Infrastrutture, Teresa Bellanova, ha espresso il suo sostegno alla proposta contenuta nello studio presentato in occasione dell’evento dalle due federazioni aderenti alla Confsal.

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Covid e viaggi

Posted by fidest press agency su domenica, 4 aprile 2021

Nonostante siamo quasi tutti in zone rosse, sembra che ci sia la calca per i viaggi per l’estate. Fiducia verso il procedere delle vaccinazioni? Sì, ma azzardato. Il comprensibile desiderio del cosiddetto ritorno alla normalità, va ponderato: tra politici alla ricerca di attenzione, che indicano date entro cui torneremo come prima, e operatori turistici a secco desiderosi di incassare soldi… si corre il rischio di infauste conseguenze per il viaggiatore. La realtà al momento è l’incertezza. Occorre quindi prudenza. In questi giorni ci sono le prime scadenze (12 mesi dall’emissione) per i rimborsi dei voucher di solo trasporto non utilizzati, e soprattutto i vettori aerei, violando la legge, non rimborsano, costringendo i creditori a ricorsi giudiziali. I prestiti obbligatori (voucher) a cui lo Stato ha costretto i viaggiatori verso gli operatori turistici, hanno innescato un meccanismo criminale di trattenuta dell’indebito, fidando su difficoltà e costi per un ricorso giudiziale.Un andazzo che, pur non essendoci più “obbligo” di voucher per il viaggiatore che chiede un rimborso (altamente possibile vista l’incertezza), esistendo sempre penuria economica degli operatori, nulla ci dice che questi ultimi di fronte ad annullamenti (anche questi altamente possibili vista l’incertezza) non rimborsino come fanno oggi.E’ bene quindi aspettare a prenotare e farlo solo quando veramente ci sarà la cosiddetta immunità di gregge. “Ma così per noi viaggiatori ci saranno pochi posti e non quelli che vogliamo”…. Occorre ragionare in modo diverso dal passato sia per quantità che per qualità. Quantità: crediamo ci sarà solo la difficoltà della scelta. Qualità: è bene considerare un nuovo (temporaneo?) approccio al viaggio: – Staycation: vicino casa, riscoprendo la propria città e dintorni; – Nuovo last minute: non formula per risparmiare, ma di necessità sanitaria; – Mete poco affollate: per esempio borghi, campagna, lago e montagna; – Lentezza: a piedi o in bicicletta, o soggiorni più lunghi con più tempo per le specifiche visite; – Workation: lavorare da remoto in un luogo di vacanza – Flessibilità: vacanza più come evasione dai lockdown da cui veniamo, e meno esigenze rispetto ai viaggi del passato. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Prenotazioni viaggi. Meglio non farle e aspettare

Posted by fidest press agency su sabato, 27 febbraio 2021

Il fenomeno, per ora, riguarda essenzialmente il Regno Unito, ché dopo l’annuncio del premier Boris Johnson che a giugno riaprono, in tanti stanno cogliendo l’occasione. Alcune compagnie aeree hanno prenotazioni oltre il 300%, e alcune destinazioni, come l’Italia, sono tra le preferite. Reazione umanamente comprensibile ma poco razionale.Lo stesso vale per il nostro Paese.Una solo parola per spiegare la situazione odierna: incertezza.Le norme ora sono diverse da un anno fa quando, per le disdette, gli operatori decidevano se rimborsare con soldi o voucher *. Oggi chi disdice per pandemia, sceglie lui se voucher o soldi… e registriamo difficoltà degli operatori al rispetto delle norme.Gli operatori turistici sono “alla canna del gas”, ma questo non giustifica che noi viaggiatori (malmessi come loro) dobbiamo finanziarli. Serenamente: ognuno per sé.Aziende di trasporti e agenzie prediligono le prenotazioni in anticipo, la liquidità fa sempre bene. Ma ogni viaggiatore dovrebbe soppesare queste alternative:
– prenotare e pagare: certezza di date e destinazioni, costi forse minori. Ma la pandemia (i bollettini sanitari sono da brivido) non perdonano: non partendo è prevedibile difficoltà per i rimborsi… operatori che quei soldi ci “campicchiano”.
– osservare mercato e destinazioni e prenotare e pagare solo quando la pandemia sarà più sotto controllo. Date e costi più incerti? Forse, ma se questa piccola saggezza sarà diffusa, avremo solo un mercato diverso dall’abituale: un last-minute non per riempire i buchi, ma generalizzato, a cui gli operatori non potranno che adeguarsi. E’ un’economia che cambia: importante è saperlo e prepararsi. Viaggiatori e operatori.Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Il Forum 2020 in 3 preziosi volumi

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2020

Il programma dell’evento che si svolgerà online il 20 Ottobre alle ore 14.00 e che prevede la presentazione delle 3 pubblicazioni attraverso una riflessione corale sui temi del viaggio e del patrimonio per il dialogo interculturale. Oggi, il turismo è saldamente presente nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile come motore di progresso e tutela del pianeta nonché fondamento di pace e comprensione reciproca tra i popoli.Il Movimento Life Beyond Tourism – Travel to Dialogue persegue lo stesso obiettivo puntando sul dialogo tra le persone e il rispetto, sostenendo e incoraggiando un turismo etico che mette al centro la relazione umana tra i diversi popoli, amplificata con la recente pandemia. Anche la Giornata Mondiale del Turismo che si è celebrata a fine Settembre, in un anno difficile come questo ha messo in luce la necessità di ripresa in condizioni sicure del turismo, anche per lo sviluppo rurale, e l’opportunità inedita da cogliere di trasformare la relazione del settore del turismo con persone, natura, clima ed economia. Il ruolo importante che dovrà svolgere il turismo riguarda anche la preservazione dell’unicità delle nostre culture condivise e la tutela della biodiversità e degli ecosistemi che ci sostengono. I 3 libri contengono alcune delle parole chiave per il Movimento quali Travel for Dialogue, Cultural Expressions of Places, Heritage for Planet Earth e sono così suddivisi: – uno offre la presentazione istituzionale del Presidente e uno spaccato di vita della Fondazione Romualdo Del Bianco – due riportano i contributi scientifici sui temi chiave sui quali da tempo la Fondazione e il Movimento fondano la propria attività Le pubblicazioni, di grande rilievo per autori e contenuti, affrontano diversi temi, principalmente legati al Patrimonio, in cui gli autori si confrontano da diverse prospettive analizzando casi reali in aree geo-culturali differenti, discutendo le potenzialità dei Siti Patrimonio dell’Umanità per la costruzione del dialogo e della coesione sociale. Molti dei contributi presentati raccontano di esperienze concrete che vedono le comunità locali attivamente impegnate in progetti e azioni sostenibili che riguardano la valorizzazione e la protezione del Patrimonio, nel rispetto o in sinergia con l’ambiente.Tra i passi principali si sottolineano i credits al Movimento Life Beyond Tourism con parole di apprezzamento sull’operato svolto e sulla validità dell’iniziativa da parte dei massimi esponenti istituzionali quali il Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, l’Esperto Unesco Mounir Bouchenaki, il Direttore Emerito ICCROM Marc Laenen, il Presidente del Comitato ICOMOS Sue Hodges, la Presidente della Bahrain Authority for Culture & Antiquities, S.E. Sheika Mai Alkhalifa, il Segretario Generale dell’Unione Comuni e Autorità Locali per l’Africa, Jean Pierre Elong Mbassi.Un attuale e importante contributo giunge dall’Università di Bologna dove il Prof. Giuseppe Maino analizza la situazione delle immigrazioni con le percentuali di crescita negli anni che segnano i cambiamenti epocali della società e la necessità di adottare soluzioni per la loro integrazione. Anche sul fronte dell’ambiente il compendio di Valerio Barberis, Assessore all’Urbanistica e Ambiente del Comune di Prato riporta una attenta riflessione sul futuro dell’umanità che vede maggior concentrazione della popolazione nelle città, che offrono più opportunità dal punto di vista delle interazioni sociali, culturali, di studio e di lavoro. Un fenomeno in costante aumento che vedrà nel 2030 il 60% della popolazione mondiale vivere nelle città.Le pubblicazioni degli atti del convegno, scaricabili anche dal sito, saranno presentati il 20 Ottobre in un evento gratuito che si terrà sulla piattaforma Zoom previa registrazione: https://www.lifebeyondtourism.org/it/presentazione-atti-forum/.

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La dipendenza dal viaggio. I nuovi turisti in epoca covid

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2020

Mai visti tanti turisti italiani in giro per l’Italia. Tutti concentrati in un periodo molto ristretto. Ma tanti. Italiani che il covid ha costretto a visitare meglio il proprio Paese. Come quelli che abbiamo visto l’altro giorno in fila davanti ad alcune note paninerie di una strada (via de’ Neri) alle spalle di Palazzo Vecchio a Firenze: da lì fino all’ingresso del museo Galileo, che si affaccia, alle spalle della Galleria degli Uffizi, sul fiume Arno (2-300 metri di coda)… e mancavano, per l’appunto, gli stranieri (a parte qualche tedesco o francese, che trovi ovunque e “con la pioggia e con il vento”)… che a Firenze in genere sono più degli italiani. Questo per dire che al viaggio non si rinuncia mai. Meno male. Ognuno a suo modo, ovviamente. In Australia e in Asia, invece, c’è una moda che (con un po’ di sarcastica polemica) chiamiamo “viaggio nel nulla”. Alcune compagnie aeree vendono biglietti per farsi un “giretto” di alcune ore partendo da un aeroporto e tornando nello stesso. A bordo tutto come un volo tradizionale. Il gusto? L’ebrezza del volo, anche senza destinazione. E sembra che i biglietti si vendano ad esaurimento, e non solo in economy, ma anche business e first class. Ma anche in Europa sembra che stia arrivando questa “esigenza”: Oktoberfest è stata rinviata, ma non sugli aerei Lufthansa, che partono e fanno vivere a bordo il clima di festa teutonica. E per quei turisti che hanno anche un sorta di rapporto feticista con i loro mezzi di trasporto, l’australiana Qantas ha messo in vendita i carrelli del servizio bar di bordo (bevande incluse), che al prezzo di 1.500 dollari l’uno sono andati a ruba. E’ innegabile che si sia acuita una sorta di dipendenza dal viaggio. Sia per chi fa la fila di 300 metri per un panino all’ombra di Palazzo Vecchio, sia per chi spende migliaia di dollari usando l’aereo come al Luna Park… e non abbiamo al momento notizie di chi magari si è comprato bambole e bamboli simil stuart o hostess per portarseli nelle proprie dimore. Il turismo oggi (almeno fino a prima del covid) è per tutti, di tutti e con tutti. E meno male (aggiungiamo noi). Solo che questo non lo hanno ancora capito gli organizzatori di viaggi e le località che ricevono visitatori in luoghi concepiti ed organizzati per una quantità di persone 50 volte inferiore (“pecunia non olet”?)… Tanto anche se, per le tante teste davanti e corpi intorno e tempo per fermarsi senza intasare i mulinelli di visitatori, non si riesce a vedere e gustarsi la Gioconda di Leonardo da Vinci al Louvre o la Primavera di Sandro Botticelli agli Uffizi… chi se ne frega… tanto il racconto del turista che torna a casa è del tipo “c’ero anch’io”, non certo la descrizione dei particolari e delle sensazioni della visione. E poi i soldi li lasciano lo stesso, anche al venditore di panini con 300 metri di coda… Alla fine di questa triste fotografia ci facciamo alcune domande: il covid ci sta insegnando qualcosa anche in questo ambito? Siamo pronti domani a riprendere i nostri aerei che non “volano verso il nulla” o qualche riflessione si è aggiunta al nostro innato solletico che non ci fa mai stare fermi nello stesso posto? Riflessione che dovrebbe valere sia per chi viaggia che per chi accoglie, nonché per chi trasporta e organizza? Alternativa? Rassegnarci alla nostra dipendenza. Alla nostra nuova dipendenza che, sembra, in tanti auspichino sia come la precedente. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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L’oggi e il futuro dei viaggi. Cambiare superando l’overtourism

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Un forte cambiamento sta toccando il mondo del turismo alle prese con la gestione in periodo di pandemia: i primi viaggi che vengono prenotati dopo lo stretto confinamento di questa primavera, in generale abbandonano le logiche di prenotazione e diventano “last second”. Si prenota il mercoledì per partire il sabato, e il tempo tra prenotazione e partenza del viaggio è sempre più ravvicinato.Sembra che questo non accada solo in Italia, dove, più che altrove, i turisti spesso non prenotavano con largo anticipo, ma è un fenomeno che sta investendo tutto il mondo. Complice l’insicurezza sulle misure restrittive che possono essere applicate da un giorno all’altro a questa o quella destinazione, senza preavviso, e il viaggiatore che non ha certezza sul futuro se non su quello immediato. Insomma, viaggi per i quali si parte subito e anche di durata più limitata rispetto alle medie precedenti la pandemia. I primi segnali in questo senso li ha dati Virtuoso, all’interno della sua convention annuale, quest’anno svoltasi online a metà agosto. Secondo i dati del player italiano, le prenotazioni sottodata (fino a due settimane prima della partenza) nel secondo trimestre 2020 hanno raggiunto il 43% del totale, contro il 37% dell’anno precedente. Mentre in Europa Accor segnala che i tempi di prenotazione sono ancora più ristretti. “Il lunedì – dice il ceo Sebastien Bazin – si prenota per il weekend in arrivo”. Secondo Accor, il 60% delle prenotazioni di agosto hanno avuto non più di 5 giorni di anticipo. Le conseguenze per le imprese del turismo sono problematiche: previsioni, programmazioni e gestioni sono molto affidate – almeno per il momento – alla capacità di ogni singolo operatore e/o prestatore di servizi di erogarle all’ultimo momento, con ricaduta su qualità e costi. Problemi che diventano notevoli se si considera che la quasi totalità dei servizi turistici sono sempre stati prenotati con largo anticipo, e le strutture si sono organizzate alla bisogna; organizzazione che ha consentito in questi ultimi decenni di fornire servizi ad un largo numero di turisti ad un prezzo e ad una qualità che, quando decine di anni fa il turismo di massa era più limitato, avevano costi maggiori.Ovviamente gli operatori del settore, con le dita incrociate, sperano che si tratti di un trend temporaneo, legato all’attuale emergenza che – “auspicano” – non dovrebbe durare più di tanto. Auspicio che tutti augurano per ogni settore dell’economia e della vita di ciascuno, ma che a nostro avviso è difficile prendere in considerazione con dati e numeri precisi. Non solo. L’umano è abitudinario, e se ci ha messo decenni per capire che un servizio di qualità a costi più bassi lo poteva ottenere programmando con largo anticipo il proprio viaggio… dovendo scegliere in questi periodi di pandemia usando criteri prioritari (salute) rispetto a quelli precedenti, non è detto che questo tipo di scelta non influisca sui propri comportamenti nei prossimi decenni, indipendentemente da come si evolverà la pandemia, cioè se rimane stabile o va verso il superamento (se la situazione peggiora, ovviamente, esploderanno altre dinamiche, peggiorative di ogni cosa).Questo fa intuire che grandi cambiamenti sono in corso nel nostro modo di viaggiare. Forse si tornerà ai trend precedenti, ma non è detto. Anzi. Alcuni cambiamenti potrebbero essere sintomo di una svolta radicale. Soprattutto se consideriamo che il trend pre-pandemico stava arrecando problemi che abitualmente vengono indicati con la parola overtourism, e che diverse autorità (oltre ai consumatori) erano già indirizzate verso altre forme di viaggio e turismo, più in armonia con l’ambiente e l’umanizzazione di turismo e turista.Speriamo se ne accorgano anche quegli operatori turistici che oggi auspicano – e bramano – solo per un ritorno alla situazione pre-pandemia e, nel frattempo, non hanno trovato di meglio per sopravvivere se non trattenere i soldi di chi, prenotato e pagato un viaggio con loro, non lo ha effettuato a causa della pandemia. Anche in questo caso vale la frase “Niente è e sarà più come prima”. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Turismo: l’UE avvia una procedura di infrazione verso l’Italia per i rimborsi dei viaggi

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2020

La Commissione Europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per aver promulgato una normativa nazionale che lascia a compagnie aeree, tour operator e agenzie la facoltà di decidere, in caso di viaggi non fruiti a causa dell’emergenza sanitaria, se restituire ai clienti l’importo versato o se erogare il rimborso tramite voucher. L’avvio del procedimento da parte dell’UE arriva dopo gli interventi già avviati da Enac e Antitrust e dimostra (come se ce ne fosse ancora bisogno!) la necessità di un’immediata modifica della legge che appunto regolamenta questi stessi rimborsi.Lo abbiamo evidenziato più volte nelle scorse settimane e non ci stanchiamo di ribadirlo: non possono essere gli utenti a pagare le conseguenze momento di difficoltà che l’intero comparto turistico sta attraversando. È necessario individuare altri meccanismi a sostegno del settore, garantendo però la tutela dei diritti dei cittadini. Ci chiediamo a questo punto cosa aspetti il Governo ad intervenire e a modificare la normativa, lasciando quindi agli utenti la facoltà di scegliere tra la restituzione della somma pagata e l’emissione del voucher.

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I viaggi annullati vanno rimborsati. No ai voucher

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 giugno 2020

Per i viaggi pagati dai Consumatori è regola restituire il denaro versato. No a voucher o cambi di data, o si rischiano sanzioni. La Commissione Europea impone quelle regole che da settimane invocava l’associazione di tutela dei consumatori Konsumer.
Si ritorna alle regole generali: chi non è andato in vacanza o non ha preso un volo a causa del decreto del 3 marzo 2020 ha diritto all’immediato rimborso e, se lo stesso verrà rifiutato, ci si potrà rivolgere al giudice.Chi aveva prenotato un viaggio e non è potuto partire a causa dell’emergenza da covid-19 ha diritto ad avere indietro il denaro speso. Non voucher a scadenza o proposta di cambio di data, come molti vettori stavano proponendo, ma, se il cliente lo richiede, l’intero importo versato. Una posizione che già da diverse settimane invocavamo davanti a rifiuti strumentali dei vettori una posizione che è stata ufficializzata anche attraverso una lettera che la Commissione Europea ha inviato al Governo italiano.Fabrizio Premuti Presidente di Konsumer Italia dichiara “Una decisione centrale che contribuisce a dare forza a quella che già da tempo era la nostra posizione. Impensabile far perdere il denaro a migliaia di consumatori per un’emergenza sanitaria di cui non hanno assolutamente colpa. Altresì gli accadimenti di questi mesi potrebbero rendere superfluo il viaggio, pensiamo a chi ha perso il lavoro, a chi ha dovuto annullare le nozze, a chi si è ammalato o ha perso un congiunto partecipante al viaggio. Sono spesso viaggi costati migliaia se non decine di migliaia di euro, somme che in tempo di emergenza oggi potrebbero essere utili per vivere. Ha sbagliato il Governo a lasciare che il gioco fosse deciso dai soli vettori e tour operator, andava organizzato un confronto per una soluzione condivisa.” Ed oggi aspettiamo la risposta del Governo alla Commissione Europea; certi che l’errore, sicuramente dovuto alla enorme mole di lavoro svolto, sarà sanato lasciando al viaggiatore la scelta tra rimborso ed eventuale voucher e riprogrammazione del viaggio. In caso contrario, resta comunque la violazione di norme comunitarie, il che comporta la necessità di disapplicare la disciplina contraria alle stesse.

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LATAM riprende ad operare con prezzi più accessibili, maggiore flessibilità e misure sanitarie

Posted by fidest press agency su domenica, 24 Maggio 2020

A seguito della drastica riduzione delle attività di LATAM Airlines Group e delle sue controllate a seguito del COVID-19, il gruppo annuncia un graduale aumento della sua operatività nei prossimi due mesi. A giugno prevede di passare dal 5% al 9% della sua capacità totale pre-crisi, raggiungendo il 18% a luglio. LATAM è conscia che prendere decisioni in questo momento di incertezza è complesso, quindi prevederà una maggiore flessibilità per l’acquisto e la programmazione di viaggi, tariffe che in media potranno essere fino al 20% più economiche, misure sanitarie aggiuntive e consulenza ai propri passeggeri che viaggeranno durante la crisi.
A giugno, LATAM Airlines Brasil effettuerà quattro rotte internazionali: da San Paolo a Francoforte, Londra, Madrid e Miami. Da Santiago LATAM Airlines Group volerà a Miami e San Paolo, un hub di collegamento attraverso il quale i clienti potranno accedere a queste tre destinazioni in Europa. Entro luglio, il gruppo spera di aumentare le destinazioni internazionali a 13.A livello nazionale, LATAM Airlines Brasil effettuerà 74 rotte, LATAM Airlines Chile raggiungerà 12 destinazioni, volando nuovamente verso La Serena, Copiapó, Temuco e l’Isola di Pasqua. Anche la filiale dell’Ecuador sta lavorando per far ripartire i voli nazionali a giugno, e le filiali colombiana e peruviana a luglio, il tutto rispettando le indicazioni delle autorità.Data l’incertezza causata dalla crisi sanitaria, i passeggeri avranno maggiore flessibilità per acquistare i biglietti e programmare i loro viaggi, sempre soggetti alle normative locali applicabili.
• Fino al 31 luglio 2020, i passeggeri potranno riprogrammare liberamente il loro viaggio su Latam.com prima della partenza del volo. La prima modifica sarà senza penalità o differenza di tariffa (stessa destinazione, in base alla disponibilità della cabina e alla validità del biglietto) e potranno cambiare la destinazione pagando la differenza di tariffa, qualora ci fosse.
Qualora il passeggero non avesse chiara la data in cui desidera viaggiare, potrà lasciare il suo biglietto aperto per 12 mesi, purché informi la compagnia aerea attraverso il suo sito web, con almeno 7 giorni di anticipo. (Sezione: “I miei viaggi” su LATAM.com)
• Nel caso in cui un volo venga cancellato o riprogrammato, i passeggeri potranno riprogrammare il loro viaggio senza penalità o differenza di tariffa (in base alla disponibilità della cabina, stessa destinazione e validità del biglietto). Se si desiderasse modificare la destinazione, verrà applicata una differenza di tariffa se esiste, qualora ci fosse.
Esiste una nuova piattaforma sul sito web di LATAM con informazioni dettagliate sulla destinazione scelta e soluzioni di viaggio per i passeggeri, che saranno anche in grado di contattare fornitori terzi per avere informazioni sui criteri di ingresso, uscita e rientro della destinazione che stanno visitando, che di norma sono responsabilità del passeggero.

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Coronavirus e rimborso viaggi. Il punto sulla situazione. Che fare

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 Maggio 2020

Diverse migliaia di viaggiatori che si sono ritrovati obbligati per legge ad essere anche donatori di obolo agli operatori turistici e compagnie aeree, si stanno chiedendo se vivono in un film distopico o se è solo un brutto sogno.Per la legge italiana, voluta dal Governo e approvata dal Parlamento, chi ha pagato un servizio turistico da effettuarsi nel periodo 23 febbraio – 31 luglio, ma non ha potuto usufruirne a causa dell’emergenza sanitaria, deve sottostare alla decisione dell’operatore: rimborso in denaro oppure con voucher valido un anno. Va da sé che, salvo rare eccezioni, gli operatori offrono solo voucher, con il rischio più che concreto di non poterlo utilizzare e quindi di perdere tutto.Come siamo arrivati a questo:
– Il decreto legge “Cura Italia” lo prevedeva in forma ambigua sin dalla sua emanazione a marzo, distinguendo tra recesso del consumatore e annullamento da parte dell’operatore;
– Aduc lo ha subito contestato perché in contrasto con la normativa dell’Unione Europea, oltre perché è impensabile far pagare la crisi del settore turistico ai clienti.
– Il Parlamento ha convertito in legge il decreto “Cura Italia” a fine aprile, eliminando ogni possibile ambiguità: decide l’operatore turistico in tutti i casi, punto e basta. Questa è la norma nazionale oggi in vigore! Cosa è accaduto nel frattempo in Italia:
– gli operatori turistici offrono solo voucher, e anche su questi molti di loro fanno la cresta: diminuzione del valore del voucher al netto di penali inventate; validità del voucher per periodi più limitati; obbligo di fruire del voucher solo per servizi con prezzi indicizzati al momento della fruizione, con conseguente obbligo di dover pagare altri soldi per fruirne; etc.
Cosa è accaduto nel frattempo in Unione Europea:
– altri Stati membri hanno emulato l’Italia;
– la Commissione Ue dapprima non ha detto niente, poi ha ondivagato tra commissari che chiedevano una procedura d’infrazione contro l’Italia e Co. (la vicepresidente Margrethe Vestager) e chi faceva finta di farlo (la commissaria ai Trasporti Adina Valean) .
– nel frattempo, la Commissione si è data da fare per fornire delle linee guida per “salvare” la prossima estate turistica.
Fino a quando la Commissione UE ha deciso di far valere il diritto europeo lo scorso 15 maggio :
– Cari Stati membri, Italia inclusa, avete tempo fino al 28 maggio per adeguare le vostre legislazioni alle norme comunitarie: a decidere tra rimborso in denaro e voucher è solo il viaggiatore. Se non lo fate scatta la procedura d’infrazione.A questo punto cosa deve fare il viaggiatore? A tutti consigliamo di aspettare il 28 maggio per capire come l’Italia reagirà all’ultimatum della Commissione UE. E’ possibile che corregga la legge nazionale rendendo tutto più semplice, come è possibile che continui a calpestare i diritti dei consumatori europei. In ogni caso, dopo il 28 maggio, consigliamodi far valere i propri diritti così come sanciti dal diritto UE – che prevale sul diritto italiano! – attraverso una raccomandata A/R o PEC di messa in mora all’operatore.
Potrà farlo anche chi ha già accettato il voucher, qualora sia stato costretto dagli operatori a firmare una rinuncia al rimborso in denaro con la minaccia di perdere sia soldi che voucher. (fonte Aduc)

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Ue apre un’infrazione contro 12 Stati per i voucher viaggi

Posted by fidest press agency su martedì, 19 Maggio 2020

La Commissione Ue ha aperto una procedura d’infrazione contro 12 Stati membri che hanno violato il diritto dei passeggeri al rimborso dopo la cancellazione di un viaggio o di servizi di trasporto come i voli aerei. Lo ha annunciato la vicepresidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager. “Vittoria dei consumatori. Ora chiediamo le dimissioni del ministro Franceschini, l’artefice dell’operazione voucher al posto dei rimborsi in denaro previsti dalla normativa europea vigente, alla quale era chiaro che non si poteva derogare” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Siamo l’unica associazione di consumatori ad aver chiesto formalmente un incontro al ministro, fin dal 4 marzo, per una modifica dell’art. 28 del decreto legge n. 9 del 2 marzo 2020 e poi gli unici a presentare osservazioni in Parlamento al Cura Italia che ha assorbito quel decreto, chiedendo di rimediare a quello scempio dei diritti dei turisti e dei viaggiatori, tanto illegittimo quanto dannoso per gli stessi tour operator” prosegue Dona.”Non è privandoli dei loro sacrosanti diritti, infatti, che si invogliano i clienti a tornare a spendere e a viaggiare. Nessuno prenota oggi una vacanza se poi sa che non potrà riavere i soldi ma solo un voucher da utilizzare entro un anno. Ora il Parlamento dovrà modificare immediatamente l’art. 88 bis del Cura Italia, altrimenti oltre ad una sonora multa si intaseranno le aule di giustizia di cause” conclude Dona.

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Sconti Iva su viaggi aerei, alberghi e pacchetti turistici

Posted by fidest press agency su sabato, 9 Maggio 2020

Secondo i dati Istat, nel mese di marzo sono stati cancellati due voli su tre (66,3%) ed i passeggeri sono diminuiti dell’85%.”Crollo inevitabile. Il problema, ora, è come far ripartire il settore. L’Istat ci dice che turismo e trasporti sono fortemente connessi. Ecco perché, i due comparti vanno rilanciati insieme” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Non appena si potrà passare ad una fase 3, con spostamenti liberi fuori dalla propria regione e dall’Italia, chiediamo che il Governo, contemporaneamente, preveda una riduzione temporanea dell’Iva, per alberghi, viaggi aerei e pacchetti turistici, così da invogliare gli italiani ad andare in vacanza, ridando liquidità immediata a questi settori” prosegue Dona. “In pratica, un mese o due di sconti sui servizi offerti al consumatore, come avviene durante il periodo dei saldi, a carico, però, dello Stato. E’ questo il modo migliore per rilanciare il settore aereo. Sbagliato, invece, derogare alla legislazione europea, consentendo alla compagnia aerea, in caso di cancellazione del volo, di dare un voucher al posto della restituzione in denaro. Non è privandoli dei loro diritti, che si invogliano i clienti a tornare a spendere e a viaggiare” conclude Dona.

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Settore viaggi: Misure adottate per far fronte all’emergenza Covid 19

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Nel corso delle ultime tre settimane, la crisi è diventata sempre più grave, con oltre la metà della popolazione mondiale confinata e chiusa nelle proprie case. Ciò ha provocato un vero e proprio arresto del settore dei viaggi, della ristorazione e dell’intrattenimento, che sta influenzando notevolmente il nostro ramo. Oggi, più della metà degli hotel Accor in tutto il mondo sono chiusi, probabilmente oltre i due terzi anche nelle prossime settimane. Una buona notizia però, è la conferma del recupero del mercato alberghiero cinese con progressivi miglioramenti del tasso di occupazione e dell’attività F&B.Il repentino peggioramento della situazione ha spinto il Gruppo a intraprendere azioni drastiche in tutte le sue operazioni globali. Queste azioni sono indispensabili per limitare l’impatto negativo su guadagni e liquidità e sono necessarie per prepararsi al recupero post-crisi. In questa situazione senza precedenti, il Gruppo si trova più che mai al fianco di collaboratori, partner e comunità, fornendo loro tempo, risorse e accesso alle reti locali e internazionali del Gruppo.Sébastien Bazin, Presidente e CEO di Accor, ha commentato: “La nostra missione è accogliere, proteggere e prendersi cura degli altri. Alla luce di questa situazione di emergenza, abbiamo deciso di agire in modo immediato e significativo, nello spirito dei nostri valori e impegni. Attraverso questo gesto di grande impatto, desideriamo esprimere la nostra solidarietà e gratitudine a tutti coloro che dimostrano coraggio e altruismo durante questa crisi. A nome del consiglio di amministrazione, desidero ringraziare i principali azionisti del Gruppo. Senza di essi, il “ALL Heartist Fund” non sarebbe stato possibile. Voglio anche rendere un omaggio speciale ai team Accor di tutto il mondo. Stanno affrontando l’attuale crisi con ammirevole coraggio, dedizione e professionalità. Dato che il nostro settore sta attraversando periodi difficili, dobbiamo prendere decisioni difficili, ma Accor ha un bilancio solido che le consentirà di resistere a questa crisi e di emergere con forza durante il periodo di ripresa. Sono fiducioso che Accor riscoprirà presto la strada della crescita.”

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