Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘vicenda’

Sulla vicenda dei 4 fondi immobiliari servono risposte chiare da Poste

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 gennaio 2017

posteRete Consumatori Italia apprezza lo sforzo di Poste Italiane di affrontare la grave perdita di quasi 850 milioni di euro garantendo i risparmiatori. E’ un segnale di serietà, anche se postumo, e di stabilità del sistema Paese. Ma per questa ragione, è necessario che da Poste arrivi un impegno che garantisca l’intera restituzione delle somme agli ignari e sprovveduti risparmiatori, tratti in inganno dal buon nome della più grande azienda italiana.
L’incontro con i vertici di Poste Italiane, previsto a breve con i consumatori, dovrà essere risolutivo e porre sul tavolo offerte allettanti per i risparmiatori traditi. Nessun onere a carico di chi è stato raggirato.
Queste sono le condizioni di Rete Consumatori Italia per rinunciare all’azione di responsabilità verso gli amministratori che intenderemmo promuovere, qualora dall’Azienda non ci dovessero essere prese di posizione nette e garantiste nei confronti dei consumatori.
Sbagliare è lecito, risarcire è doveroso. A queste condizioni potrà svilupparsi una collaborazione costruttiva, in caso contrario, Rete Consumatori Italia annuncia l’avvio di una azione collettiva risarcitoria a tutela dei risparmiatori traditi.

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“Su vicenda new slot senza controllo pericolo infiltrazioni criminali”

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2012

“La colpevole violazione degli obblighi di servizio pubblico di controllo sugli apparecchi ha cagionato un danno pubblico di grande rilievo economico, ma il profilo tributario e del corretto introito delle risorse pubbliche costituisce solo un aspetto della vicenda. Ci sono in gioco altre questioni di grande rilievo etico-giuridico e qualche preoccupazione per il sospetto che nella vicenda la malavita organizzata possa avere giocato un ruolo lucrativo non secondario e quindi di grande pericolosità”. E’ quanto si legge nella relazione presentata oggi dal Procuratore regionale della Sezione Lazio della Corte dei Conti, Angelo De Dominicis, nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. “Soltanto il gioco controllato telematicamente è da ritenersi gioco lecito – continua De Dominicis – In assenza del controllo pubblico, queste attività di evasione ridiventano vietate e assumono il rilievo dell’illecito penale”. Il procuratore nella relazione illustra i criteri con cui la Procura ha stimato il danno erariale derivato dal mancato collegamento degli apparecchi da intrattenimento nel periodo che va da settembre 2004 a gennaio 2007. Secondo il procuratore, dal 2004 al 2005, riferisce Agipronews, solamente un esiguo numero era collegato, mentre dal gennaio 2005 al gennaio 2007 più della metà degli apparecchi – 136 mila su 207 mila – non aveva mai trasmesso i dati di gioco ad Aams.

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Stupro: sospeso vigile coinvolto

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2011

Il Comandante della Polizia municipale di Roma, Angelo Giuliani, dopo essersi consultato con il Capo di Gabinetto del Campidoglio, Sergio Basile, ha sospeso cautelativamente e temporaneamente dalle funzioni di polizia stradale e giudiziaria, in attesa delle determinazioni dell’autorità giudiziaria, il vigile urbano coinvolto nella vicenda dello stupro denunciato in una stazione dei carabinieri la scorsa settimana. La decisione è stata presa al fine di consentire il più corretto svolgimento delle indagini, di garantire la piena trasparenza dell’attività della Polizia municipale e di tutelare l’immagine del Corpo della Polizia municipale stessa e dell’Amministrazione di Roma Capitale. Lo comunica l’Ufficio stampa del Campidoglio.

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Brasile: Caso Battisti e cooperazione militare

Posted by fidest press agency su martedì, 4 gennaio 2011

“Il prossimo lunedì 10 gennaio giungerà in aula alla Camera la discussione del Disegno di Legge 3882 “Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica federativa del Brasile in materia di cooperazione nel settore della difesa” e, alla luce dei recenti sviluppi della vicenda Battisti, ritengo utile un rinvio della discussione del provvedimento”. Ha dichiarato l’on.Gianni Vernetti, deputato di Alleanza per l’Italia e già Sottosegretario agli Affari Esteri. “Credo che sia necessario un supplemento di riflessione prima di approvare un DdL su una materia così sensibile come la cooperazione nel settore della difesa – ha proseguito l’on.Vernetti- soprattutto dopo le imbarazzanti dichiarazioni di diversi membri del Governo brasiliano sulla vicenda Battisti” “Solo pochi giorni fa – ha proseguito l’on.Vernetti- un importante esponente del Governo brasiliano ha dichiarato che l’estradizione non veniva concessa perché sarebbe stata a rischio in Italia l’incolumità personale di Battisti” “Non credo che possiamo prendere lezioni dal Brasile in materia di stato di diritto e credo sia giusto interrogarsi se dobbiamo ancora considerare il Brasile un partner strategico dell’Italia dopo l’incomprensibile scelta di rifiuto all’estradizione di Battisti” “Per questi motivi chiedo al Governo- ha concluso l’on.Vernetti- di ritirare il provvedimento in materia di cooperazione nel settore della difesa  in attesa di un chiarimento complessivo con il Governo di Brasilia”

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Fiat: una vicenda epocale

Posted by fidest press agency su sabato, 1 gennaio 2011

La vicenda aperta dagli accordi Fiat è assai complessa. Nessuna delle parti in causa ha solo torti o solo ragioni. Non c’è dubbio che le vicende di Mirafiori e Pomigliano abbiano dimostrato l’importanza delle proposte di Italia dei Valori in materia di nuove regole per la rappresentanza sindacale. Ma da qui a sposare indistintamente le ragioni della Fiom e di avviare forme di resistenza comune e duratura ne passa. Io credo sia necessario, per la portata storica di questa vicenda avviare, piuttosto, un serio e approfondito dibattito anche nel nostro partito per addivenire ad una soluzione comune e condivisa. Perchè, in questo caso, più voci distinte e diverse che si confrontano sono una straordinaria risorsa. Solo i partiti tetragoni, su questioni tanto dirimenti, non nutrono dubbi e procedono come falangi macedoni. Non bisogna, dunque, gridare allo scandalo se, anche all’interno del nostro partito, come in tutti gli altri, vivano posizioni diverse ed il dibattito è aperto e vivace. In una fase così rivoluzionaria, è normale che proprio a sinistra, che da sempre ha a cuore i diritti e la tutela del lavoro, si accendano discussioni a più voci. A mio parere, se da una parte è vero che gli accordi di Mirafiori e Pomigliano, nell’ottica di un recupero di efficienza e di competitività dell’azienda, richiedono ai lavoratori sacrifici significativi, dall’altra sono oggettivamente in linea con gli standard dei principali stabilimenti europei. E’ chiaro che l’azienda dovrà metterci del suo, proprio in virtù dei sacrifici richiesti ai lavoratori. Quello che l’azienda dovrà fare sarà avviare investimenti straordinari ma soprattutto mettere in atto una chiara e lungimirante politica industriale e finanziaria dell’azienda. La sfida della globalizzazione, che ha profondamente cambiato il mercato del lavoro, soprattutto quello automobilistico, impone la necessità di aprire una fase nuova, dove ciascuna parte in causa e per quanto di sua competenza, deve compiere lo sforzo epocale per ricercare una nuova forma di dialogo, rinunciando a posizioni preconcette o a sterili arroccamenti su posizioni precostituite e ormai obsolete. I sindacati, in un quadro che ogni giorno cambia, devono immaginare e reinventare basi nuove, più complesse ed articolate, per mettere in atto la tutela dei diritti dei lavoratori. Un conto è la tutela dei diritti dei lavoratori in settori nuovi ed in crescita come la robotica, un conto sono quei settori asfittici e in crisi come quello automobilistico, a maggior ragione se si producono utilitarie e non suv. Le imprese, dal canto loro, non possono solo chiedere sacrifici in tempi di vacche magre, ma sapere immaginare nuove forme di partecipazione dei lavoratori al piano industriale, agli utili, al futuro e allo sviluppo di nuove realtà e percorsi aziendali in tempo di vacche grasse. Schiacciarsi sulle posizioni della Fiom, come qualcuno a sinistra sta facendo, o su quelle di Marchionne, come qualcuno a destra sta facendo, non aiutano a mio avviso di certo il lavoratore a conservare il suo posto di lavoro. Chi, a maggior ragione a sinistra, non si interroga su cosa si può e si deve fare, mostra solo di voler conservare uno status quo che di fatto non esiste più da un pezzo. Quanto all’esclusione della Fiom dalla rappresentanza sindacale è sicuramente incostituzionale ma ancor di piu’ è una scelta miope, in quanto rischierà di vanificare il contenuto degli accordi, dando vita ad una permanente conflittualità interna all’azienda. Ma anche dalle parti della Fiom, delle riflessioni andranno aperte perchè non è pensabile che un sindacato, così largamente rappresentativo dei metalmeccanici, si arrocchi pregiudizialmente sul fronte del no, rifiutando addirittura di partecipare al tavolo delle trattative e di prendere atto che la globalizzazione dell’impresa e del lavoro non può vedere lavoratori ed imprese come nemici su fronti contrapposti ma richiede necessariamente nuove e straordinarie capacità di confronto. In questo senso, non mi sento di sbagliare quando dico che la Fiom sta mancando l’occasione di diventare quello straordinario sindacato, capace di rappresentare i diritti di tutti i lavoratori. Per quanto riguarda il settore specifico dell’auto, doveva farsi carico di una battaglia per la rivendicazione di un contratto nuovo, che tenesse conto di un mercato con problematiche evidenti rispetto ad altri settori metalmeccanici, che va da quello minerario alla robotica. La Fiom doveva avere il coraggio di sfidare la Fiat su questo, di immaginare una compartecipazione dei lavoratori alla gestione degli utili aziendali, invece di buttare via tutto in nome di una conservazione tout court. Detto questo, credo è tempo per tutti di abbassare i toni, perchè il rischio di una politicizzazione della vicenda Fiat potrebbe far perdere di vista la questione più importante, ovvero quella contrattuale. La parola, dunque, ai lavoratori che si esprimeranno presto attraverso il referendum. (on.le Massimo Donadi idv)

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Teatro: Pollicino

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 dicembre 2010

Chiasso domenica 19 dicembre al Cinema Teatro, alle ore 16, Pollicino, una produzione dell’Accademia Perduta della Romagna e del Teatro Stabile d’Arte Contemporanea di Ravenna. In scena l’attore Claudio Casadio, diretto da Gianni Bissaca.  Il testo di Marcello Chiarenza, ispirato alle versioni della fiaba dei fratelli Grimm e di Perrault, offre al pubblico dei bambini un’occasione per confrontarsi con il sentimento della paura. La storia di Pollicino è, infatti, una “fiaba scura”.“Come fate a dormire? Sarà la paura, ma io non ci riesco”, dice Pollicino ai fratelli maggiori. Il protagonista della vicenda è piccolo, il più piccolo, ma la sua paura non lo annichilisce. Ciò che, al contrario, lo rende vincitore  di fronte alle avversità è la curiosità ed il suo coraggioso desiderio di conoscere la realtà, anche nei suoi aspetti più crudeli. E’ la curiosità che spinge Pollicino a vigilare su quanto dicono e fanno i genitori ed egli è in grado di avvertire con tempestività il pericolo e di attrezzarsi per farvi fronte. Dalla casa del padre a quella dell’Orco, attraverso il bosco si avvia al mondo, verso altri boschi ed altre case… Pollicino non fa ritorno a casa sua e non si perde: il suo viaggio continua. In compagnia dei fratelli. La presenza dei fratelli è calda, nel buio e nel freddo della notte. Anche nei momenti drammatici c’è qualcuno con cui giocare, con cui litigare, con cui affrontare l’ignoto. Lo spettacolo viene agito da un attore-narratore che vive e racconta, al tempo stesso, la vicenda, evocandola e rapportandosi, a volte direttamente, al pubblico. La narrazione ed il rapporto con i piccoli spettatori sono spesso ironici, sorridenti, comici, a tratti di stile popolaresco, con frequenti parentesi dialettali in un dialogo scanzonato dalle cadenze romagnole. Gli oggetti di scena e la scrittura dello spazio offrono un esempio di “teatro di narrazione con oggetti”  assai originale ed interessante, caratteristico della riuscitissima, ed ormai storica, collaborazione fra Claudio Casadio e Marcello Chiarenza. Un tavolo da vecchia cucina, sul quale si anima un bosco, un interno di casa, un camino…gli oggetti di Chiarenza animano di volta in volta la scena: ecco comparire gli uccelli del bosco, ecco la casa dell’orco evocata da una lampada oscillante, ecco la neve scendere magicamente a ricoprire un grande albero su cui Pollicino è salito. Le noci diventano ora i sassolini per indicare la via, ora i fratelli al seguito dell’eroe…Il cranio di bue diventa l’orco, l’albero diventa scopa…  CHF 5.- per nucleo famigliare (se residenti a Chiasso) o 5.- CHF a persona se non residenti (pollicino)

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VI Congresso di Anticlericale.net

Posted by fidest press agency su sabato, 27 novembre 2010

Genova, 11-12 dicembre 2010 Palazzo Ducale, Saletta del MenteLocale,  piano ammezzato, cortile minore,  ingresso da piazza de’ Ferrari. Il V Congresso dell’Associazione, tenutosi a Roma nel settembre del 2009, aveva proclamato il 2010 “Anno Anticlericale”. L’associazione ha onorato quel mandato attraverso le iniziative che qui brevemente ricordiamo e che illustreremo dettagliatamente al Congresso:
•    attività nei tribunali del lavoro e nel Parlamento per la vicenda delle retribuzioni degli insegnanti di religione, più alte rispetto a quelle percepite dagli insegnanti delle altre materie;
•    puntata di Report del 30 maggio 2010 su IOR e costi della Chiesa cattolica in Italia: rilevante contributo dato da Turco e Pontesilli al giornalista Mondani, autore del servizio;
•    pressing costante sulla Commissione Europea, che finalmente ha deciso di aprire un’inchiesta nei confronti dell’Italia a proposito dell’esenzione Ici e dei privilegi fiscali degli enti ecclesiastici;
•    ideazione e realizzazione dell’evento-spettacolo tenutosi a Roma presso il Teatro Vittoria il 31 maggio “In libero Stato – l’occasione fa l’uomo laico”;
•    inizio e svolgimento delle procedure per l’iscrizione dell’Associazione tra i soggetti che possono beneficiare del cinque per mille;
•    altre iniziative.
I lavori inizieranno alle 11 di sabato 11 dicembre e proseguiranno, con una breve pausa per il pranzo, fino alle 18, quando si terrà una fiaccolata davanti all’ingresso del Vicariato, dove ha sede il cardinale Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Riprenderanno poi domenica 12, alle ore 10, per concludere i lavori entro le 13 con l’approvazione della mozione generale e l’elezione degli organi. Sono previsti interventi di personalità dell’associazionismo, della politica e dell’universo laico.

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Due casi umani e il Ministro Bondi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2010

Il quotidiano online “il Fatto” ha pubblicato una vicenda che riguarda il ministro Sandro Bondi che alla Fidest è giunta, di rimbalzo, per via di alcuni suoi lettori. Ci siamo attivati per conoscere i dettagli e abbiamo letto, tra l’altro, il contatto avuto da Malcom Pagani e Luca Telese de “Il Fatto” con il ministro Bondi. Sono stati chiamati sul cellulare dal ministro, dopo una convulsa giornata di contatti, il quale così spiega la vicenda intercalata dalle domande del giornalista: “Nel caso del signor Indaco, io non ho fatto altro che aiutare una persona che si trovava in una drammatica difficoltà. Aveva le competenze professionali per usufruire della consulenza, quindi non ho violato leggi, nè norme”. A Novi Ligure, il signor Indaco abita in Via Lovadino in un appartamento nella stessa palazzina dell’ex moglie e attuale compagna del ministro a sua volta separato dalla sposa. Indaco fino al 2009 ha avuto una sua società, che poi ha chiuso. Possedeva quote di un albergo della famiglia Repetti. Si è occupato anche di barche. “Chiediamo al ministro – precisano i giornalisti – come si spiega che sia il figlio della compagna, sia suo marito, siano stati pagati con fondi ministeriali”: E il ministro risponde: “Si tratta di importi molto modesti. Nel caso di Roberto Indaco, al netto delle trattenute, poco più di… 1000 euro al mese”. Non si tratta di nepotismo? Bondi prende un lungo respiro. Si trova in macchina con Repetti: “Desidererei rispetto, anche da un giornale che fa il suo lavoro. Si tratta di una vicenda molto dolorosa. Di una storia amara, ma anche del tutto personale e privata”. Sì, sicuramente è vero, gli rispondono. “La vicenda è assolutamente privata. Ma i soldi sono pubblici.”
Ma di quali fondi parliamo? Bisogna sapere che dai fondi per lo spettacolo, per altro falcidiati dal Ministro Tremonti, esiste una voce di spesa di 25.000 euro nella relazione di spesa del Fus 2009 (a pag. 673) che si riferisce a cinque persone tra le quali un “certo” Roberto indaco e motivata dal fatto che si tratta di esperti in “Teatro e moda”. Indaco, per la cronaca, è l’ex-marito dell’on.le Ripetti, compagna del Ministro, (attualmente in attesa di divorzio). Ora sia Roberto Indaco sia suo figlio risultano lavorare presso il ministero dei Beni culturali alla direzione generale del cinema. La citata relazione è stata firmata dal dott. Nicola Borrelli, uno dei direttori generali del ministero il quale precisa: ““Sì, è vero, anche quella tabella è formalmente firmata da me. Ma in realtà è predisposta, in tutte le sue voci, dal dottor Nastasi, braccio destro di Bondi”. E Salvo Nastasi, a sua volta, chiarisce: “E’ vero, quella sezione è di mia competenza. Ma si tratta, come in tutti i ministeri, di fondi che sono di esclusiva prerogativa del ministro. Noi non facciamo altro che riportare la lista dei nomi delle consulenze che lui ci fornisce e il giustificativo di spesa”. Ne deduciamo che, formalmente, è corretto. Il ministro dice: “Non ho violato nessuna legge, sono solo intervenuto per risolvere due casi umani”. Si tratta, quindi di una tempesta in un bicchiere? Per noi resta, in ogni caso, una questione morale. Mentre il mondo dello spettacolo è in sciopero costante per una politica di tagli che non conosce redenzione o riscatto, ci sembra che il ministro abbia ecceduto nei suoi poteri per “elargire” con i soldi pubblici una persona che sostiene debba essere considerata nella sfera privata ma che privata non è se a sborsare i soldi non è il ministro ma “pantalone”. Da qui la richiesta di dimissioni avanzata da alcuni lettori, forse eccessiva per la morale corrente e per il generale decadimento dei costumi, ma indicativo di un malessere di quella parte della società che ancora crede nei valori morali e nella politica del buon governo. Da Il Fatto Quotidiano del 23 novembre 2010 (Riccardo Alfonso)

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Le inquietudini del Barbablú di Bartók

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2010

Torino 25 novembre 2010 Auditorium Rai “Arturo Toscanini” piazza Rossaro Rai Orchestra Sinfonica Nazionale con le proiezioni di Alfred Kubin. Una grande sala immersa nel buio; due figure oscure: un uomo e una donna; sette porte che li fissano come occhi spaventosi; mura che piangono e sanguinano; sospiri agghiaccianti; gioielli insanguinati; un lago di lacrime, “liscio, bianco, immacolato”; tre donne bellissime, che emergono da un passato misterioso; l’oscurità e il silenzio che avvolgono tutto. È Il castello del duca Barbablù, l’opera in un atto di Béla Bartók su testo di Béla Balázs, che l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai propone giovedì 25 novembre 2010 alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, in diretta su Radio3 e in streaming audio-video sul sito http://www.orchestrasinfonica.rai.it. A rendere ancora più inquietante il clima dell’opera, e a rispecchiare la vicenda di caduta nella tenebra di Barbablù e di Judit, sono  le proiezioni di alcune immagini di Alfred Kubin, artista austriaco rappresentante dell’Espressionismo, proiettate nell’Auditorium Rai durante il concerto, in collaborazione con il Centro di Produzione TV della Rai di Torino. Sul podio il Direttore principale dell’Orchestra Rai: il giovane slovacco Juraj Valcuha, che nella prima parte del concerto propone la Trauer-Symphonie in mi minore di Joseph Haydn: uno dei primi esempi musicali della sensibilità artistica Sturm und Drang. Protagonisti dell’opera di Bartók sono invece il basso ungherese Peter Fried, più volte interprete del ruolo di Barbablù, che ha anche inciso con l’Orchestra Sinfonica della Radio di Stoccarda diretta da Peter Eötvös (disco che ha ottenuto un “Grammy Award” nel 2003) e il soprano russo Tatjana Pavlovskaja, interprete nella passata stagione Rai della Quattordicesima Sinfonia di Šostakovic. Il concerto è replicato venerdì 26 novembre 2010 alle 21. Le poltrone numerate, da 30 a 15 euro (ridotto giovani per i nati dal 1981) sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell’Auditorium Rai. Un’ora prima dei due concerti sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro (ingresso giovani per i nati dal 1981). Informazioni: 011.8104653 -www.orchestrasinfonica.rai.it (Paolo Cairoli) (jmg)

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Teatro: La ragione degli altri

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2010

Roma 17-18 novembre.10 ore 21.00 Teatro Biblioteca Quarticciolo 19-20 novembre .10  ore 21.00 Teatro Tor Bella Monaca  La ragione degli altri  di Luigi Pirandello regia Giovanni Anfuso. Ambientato a Roma nel 1895, e rappresentato per la prima volta nel 1915 con interprete femminile Irma Gramatica, la storia conserva continui riferimenti autobiografici, come evidenziato dal protagonista maschile a cui Pirandello affida tutti i suoi tormenti di scrittore e la sua pena del vivere quotidiano.  La vicenda è quella di un giornalista, Leonardo Arciani, che, a causa della sterilità della moglie Livia, intreccia una relazione con una vecchia fiamma, Elena, dalla quale ha una figlia. La moglie vorrebbe riavere il marito, ma ritrovandolo padre di una bimba, sostiene di dover portare via, ad Elena, non solo l’amante, ma anche la piccola al fine di offrirle una famiglia ricca e “in regola”. Progettando la più grande delle vendette, il perdono (l’accoglienza del marito – traditore – e della figlia di lui), e stimolando la composizione di una famiglia “illegittima”, Livia mette in scena il suo tormento: “Voi che avete biasimato una figlia nata da un donna non moglie, non biasimerete una figlia che vive con una donna non madre!”. Con “La ragione degli altri” compare per la prima volta una tematica costante in Pirandello: l’annullamento di sé per la felicità dell’altro, la cancellazione della propria personalità per la personalità degli altri, delle proprie ragioni per le ragioni degli altri.  “La Ragione degli Altri” è il primo lavoro in tre atti dell’agrigentino, lavoro che risente pesantemente dell’ambiente culturale dell’epoca. E proprio in quell’ambiente, decisamente restio a tutte le novità che non siano celebrative del regime, Pirandello si “inserì” andando a scardinare la società italiana dal suo interno. Infatti, laddove il naturalismo metteva al centro della sua indagine “il fatto” qual era, Pirandello metteva al centro della sua indagine le reazioni psicologiche dei personaggi, decentrando “il fatto”. Egli non aveva mai creduto in un teatro che intendesse impartire rigorose lezioni di politica e di morale, destinate a mutare le coscienze dello spettatore, ma soltanto in un teatro senza aggettivi, senza altra qualifica che se stesso. Per questo affidò proprio al teatro il tormento dell’uomo che vede intorno a sé una realtà in cui non è possibile comunicare, cioè fondare un vero rapporto di comunione di valori e verità tra due persone; soprattutto in una società basata su convenzioni che si volevano eterne anche nell’ingiustizia e nell’errore. (la ragione)

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Il governo taglia le borse di studio del 90%

Posted by fidest press agency su sabato, 6 novembre 2010

In questi giorni l’Italia è paralizzata dal dibattito su una vicenda surreale come quella legata a Ruby, la marocchina 18enne per la quale il presidente del consiglio si sarebbe interessato al fine di evitarle guai giudiziari. Non voglio in alcun modo entrare nel merito di questa vicenda. L’unica volta in cui la politica parla di giovani riguarda uno scandalo come questo. Viene da chiedersi se i politici abbiano la stessa nostra apprensione per il taglio del 90% alle borse di studio: così uno studente su tre rischia di abbandonare l’università.  Le borse di studio oggi coprono circa il 57% delle spese sostenute da uno studente per frequentare l’università. Senza quel 57%, quante saranno le ragazze e i ragazzi che potranno permettersi di continuare a studiare? Quante saranno le famiglie che, in tempi di crisi e di carenza di posti di lavoro, potranno sostenere i figli che vogliono studiare, per provare a costruirsi un futuro migliore? Il fondo per il Diritto allo Studio era già stato ridotto da 246 milioni di euro nel 2009 a 99 milioni nel 2010. A questo si aggiunge il taglio già previsto per il 2011, che lo porterà a 70 milioni di euro. La Regione Emilia-Romagna, grazie anche al lavoro svolto dal nostro consigliere regionale Thomas Casadei nella sua veste di capogruppo della Commissione che si occupa di Scuola e Formazione, cerca di sopperire con soldi propri. Ma non può certo sostituirsi allo Stato. Si risponderà: “non ci sono i soldi”. Ma quando si tratta di futuro, di giovani, di scuola, di università, di formazione, i soldi si trovano. Come? Ad esempio evitando di investire in nuovi armamenti; ad esempio evitando di far rientrare oltre 100 miliardi di euro depositati all’estero con una ridicola tassazione del 5%; ad esempio tassando le rendite finanziarie per i grandi patrimoni.  La crisi economica, la scarsità di soldi pubblici, il bisogno di rientrare nei parametri europei, la necessità di tirare la cinghia, sono tutte ragioni valide per ridurre la spesa pubblica. Ma non c’è ragione che tenga per giustificare il pressoché totale annullamento delle borse di studio universitarie. Se a questo aggiungiamo anche i tagli alla scuola pubblica il quadro è completo: ci stanno mangiando un pezzo di futuro, escludendo in primo luogo i giovani.
E non investire sui giovani significa non credere nel futuro di questo paese, invitando le ragazze e i ragazzi ad andarsene. (Marco Di Maio)

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Caso Ruby: Santachè smentisce

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2010

Daniela Santanchè a Radio 24: “Vicenda allucinante. Per quanto mi riguarda è tutta una bufala. Non ho mai incontrato George Clooney”. “Devo dire che sono molto sorpresa che ci siano anche queste due righe in una vicenda che trovo allucinante. Pero, se questi sono i presupposti, perche’ li’ c’è scritto che avrei partecipato a una cena con George Clooney, dico che io George Clooney non ho mai avuto il piacere di conoscerlo, ne’ in Italia ne’ nel resto del mondo”. Lo ha dichiarato a Radio 24 Daniela Santanchè, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che indiscrezioni di stampa indicano questa mattina come partecipante a una cena ad Arcore con Berlusconi, Clooney, la Canalis e Ruby. Santanchè, ai microfoni di Radio 24 smentisce la ricostruzione attribuita alla stessa minorenne marocchina: “Non mi sono mai seduta al tavolo di un ristorante, di un bar, di una casa privata con Clooney, per cui se tanto mi da’ tanto, non vorrei che tutto fosse un bufala, perche’ nel mio caso lo è e lo dico con forza e con fermezza. Non conosco Clooney, non ho mai partecipato a nessun incontro in cui ci fosse il signor Clooney”. Quanto ai riferimenti espliciti della stampa a festini a sfondo erotico avvenuti nella villa di Arcore, Santanchè ha dichiarato: “Siamo seri; è tutta la vita politica che faccio battaglie in favore delle donne. Questo non mi riguarda”.

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A proposito del ministro La Russa

Posted by fidest press agency su martedì, 28 settembre 2010

Ferrarese è un novello della politica ed è per questo che pone certi quesiti retorici sul min. La Russa – è quanto dichiara Luciano Cavaliere dirigente nazionale della Giovane Italia – PdL.  “Il min. La Russa nelle scorse tornate elettorali per le europee ha ottenuto 223.091 voti di preferenza. Vuol dire che 223.091 elettori hanno scritto il nome del ministro sulla scheda . Se poi tutte queste preferenze non esaudiscono la curiosità del presidente della provincia di Brindisi – ha continuato Cavaliere – potrebbe andare a vedere la storia politica di Ignazio La Russa eletto per ben 6 volte dal 1992 alla Camera dei Deputati. Ma ancora prima nel ’85 era già stato eletto consigliere regionale della Lombardia”.  Ferrarese invece di deliziarci con le sue massime pur di andare ogni giorno sui giornali, pensasse agli ospedali della provincia di Brindisi che saranno chiusi a causa del piano di riordino voluto dalla regione Vendola. Si lamentasse con la Regione per i mancati fondi per salvare le nostre spiaggie dall’erosione del mare. E soprattutto pensasse ai giovani che lasciano la propria provincia per andare a trovare fortuna altrove, proprio come promessoci nella campagna elettorale.  Per tutto il resto – ha concluso il giovane dirigente brindisino- la storia di Ignazio La Russa, resta un esempio della politica sana, fatta col cuore, vissuta nelle piazze e tra la gente negli anni in cui essere di destra significava solo essere ghettizzati. Proprio l’opposto di chi si scopre politico oggi per caso e solo per determinati interessi” (Cordialmente Luciano Cavaliere Dirigente Nazionale Giovane Italia – PdL)

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Vicenda Unicredit

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 settembre 2010

Dichiarazione di Michele De Lucia, Tesoriere di Radicali italiani La risposta più efficace alla vicenda Unicredit la sta dando, in queste ore, il mercato: la perdita di sei punti in due sedute accusata dal titolo, significa che la sfiducia a Profumo viene valutata, tra l’altro, come un’operazione non nell’interesse degli azionisti. Trattasi, infatti, di normalizzazione partitocratica. La crisi in corso avrebbe dovuto insegnare che quando la “politica” mette il naso nelle banche, succedono disastri. In Italia, oltre al naso, ci mette mani e piedi. L’autonomia imprenditoriale dovrebbe essere sacrosanta anche nel sistema bancario. In regime di partitocrazia, così – invece –non può essere.

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Le svolte politiche del Novecento italiano

Posted by fidest press agency su domenica, 11 luglio 2010

Torino 14 luglio 2010, alle ore 19,30 presso l’Unione Industriale, Ristorante “il Circolo” Torino (prenotazione obbligatoria) si tiene una conferenza in occasione dell’uscita del libro Tre giorni nella storia d’Italia (il Mulino), finalista Premio “Acqui Storia”. Modera la serata, Vittorio G. Cardinali, Presidente dell’Associazione Immagine per il Piemonte. Introduce, il conte Alessandro Cremonte Pastorello, Presidente del Premio di Cultura L’Arcangelo.
Tre giorni, tre punti di svolta in cui simbolicamente si compendia la vicenda politica italiana del Novecento: il 28 ottobre 1922 con la marcia su Roma; il 18 aprile 1948 con la vittoria della Democrazia Cristiana sul Fronte delle sinistre; il 27 marzo 1994 con la sorprendente affermazione elettorale di Silvio Berlusconi e della sua inedita alleanza col Msi e la Lega. Con l’intelligenza tagliente che gli è propria, Galli della Loggia rilegge questi tre momenti cruciali della nostra storia dimostrando quanto tormentato e difficile sia stato l’apprendistato dell’Italia alla democrazia liberale.
Ernesto Galli della Loggia vive a Roma, insegna storia contemporanea all’Istituto Italiano di Scienze Umane (SUM) di Firenze, ed è editorialista del “Corriere della Sera”. Con il Mulino ha pubblicato Il mondo moderno (1982) e L’identità italiana (1998) nella collana omonima da lui diretta.

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“Perché stanno ancora dentro?”

Posted by fidest press agency su martedì, 22 giugno 2010

Roma 23 Giugno ore 11.30 presso la sala del Mappamondo Camera dei Deputati  Ingresso Via della Missione, 4  “Perché stanno ancora dentro?” I 123 giorni di custodia cautelare di Stefano Mazzitelli Massimo Comito e la vicenda  Telecom Fastweb Partecipano Loredana Alletto Comito Massimo Mazzitelli Avvocato Fabrizio Merluzzi  Professor Ennio Ramundo Professor Luigi Manconi Intervengono i Parlamentari Rita Bernardini Gianni Cuperlo Mauro Cutufro Guido Melis Flavia Perina Melania De Nichilo Rizzoli Marina Sereni Jean Leonard Touadì

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Un anno di attesa per due esami cardiaci a Bari

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 giugno 2010

“Le lunghe file di attesa per effettuare visite ed esami specialistici si innestano in un percorso di malasanità che da troppo tempo caratterizza le notizie sulla qualità delle prestazioni sanitarie in Puglia”. Questo il commento di Patrizia Lusi, viceresponsabile regionale dell’Italia dei Diritti, in merito alla vicenda accaduta ad un’anziana di 77 anni, la quale prenotando due esami cardiaci al Policlinico di Bari, si è vista collocare a Gennaio e Giugno 2011. L’elettrocardiogramma e l’ecodoppler erano stati prescritti dal medico della Asl in quanto la donna da tempo soffre di problemi cardiaci, per i quali è anche sotto terapia farmacologica. Ma per l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, la situazione è tutt’altro che in via di miglioramento: “Con i tagli alle regioni stabiliti dal Governo, il settore dei servizi sociali sarà il più colpito. Il nuovo piano regionale, condizionato dalla manovra “lacrime e sangue” e dal debito accumulato dalla sanità pugliese – conclude la Lusi – sarà oggetto specifico del prossimo consiglio regionale che si preannuncia infuocato dalle polemiche riguardanti un governatore, a detta dei capigruppo Idv e Pd, decisionista e che coinvolge troppo poco l’assemblea su questi temi di grande sensibilità”.

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I° Congresso del Sud e l’Uomo qualunque

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2010

Gaeta 19 giugno 2010 nella mattinata presso Hotel Mirasole Via Firenze, 5 Gaeta (Lt) iniziano i lavori del I° congresso del Sud promosso da cinque soggetti politici e rappresentate da Francesco Strafalaci (Sicilia Federale), Bruno Mabilia (Alleanza per il Sud),  Antonio Ciano (Partito del Sud – Alleanza meridionale), Antonino Calì (Movimento per il Sud),  Girolamo Foti (MovimentoSUD dei diritti), Cinque sigle che cercano una sintesi, ma anche il diffuso desiderio di quanti, e non sono pochi, di trovare un riscontro in coloro che in qualche modo cercano d’uscire dalla trappola partitica delle clientele, del voto scambio, degli interessi partigiani per restituire alla politica la sua ragione d’essere. A questo punto, pur nel rispetto dei tempi storici in cui si è maturata un’altra vicenda, quella per intenderci dell’Uomo qualunque di Guglielmo Giannini nella seconda metà degli anni quaranta, mi pare di risentire la stessa aria di fronda per una classe politica che sta mettendo Ko un intero popolo. Come, ad esempio, non condividere le parole di Giannini allorchè esclama: “Bisogna distruggere il mito del capo, dell’uomo provvidenziale” che opprime la folla anonima e la manda a morire in guerra solamente per soddisfare le proprie ambizioni”. Lo diceva, ovviamente, riferendosi alla guerra scatenata da Mussolini e che tanti lutti stava provocando compreso il suo diletto figlio Mario morto in battaglia nel 1942. Oggi, per nostra fortuna, non si tratta di una guerra, ma senza dubbio di un danno da non sottovalutare non riuscendo la politica ad arginare la sete di potere, il cinismo, l’ingordigia di quanti in nome del “popolo sovrano” fanno scempio della sua dignità e lo umiliano impoverendolo. Ma Giannini può anche diventare un motivo di riflessione allorché si mise a capo di un movimento chiamato “Fronte dell’Uomo qualunque” e il cui motto era “non ci rompete le scatole”. Un movimento che gli storici considerarono una sorta di pseudo-ideologia che sbocciò con la fondazione di un partito. Fu una formula indovinata se si pensa che nelle elezioni politiche del 1946 questo figlio del Sud nato a Pozzuoli e cresciuto a Napoli, ottenne il 5,3% dei voti. E furono voti popolari, ovvero non strumentalizzati, non foraggiati da congreghe affaristiche, ma osteggiato dai partiti tradizionali. L’errore di Giannini fu, semmai, quello di cedere alle sirene partitiche ondeggiando tra il Pci di Palmiro Togliatti alla Dc di De Gasperi, al Movimento sociale italiano e per finire ai socialisti e ai monarchici. Ciò segnò la fine del suo movimento e ciò diventa anche per noi una seconda lezione: legarsi al carro degli attuali partiti significa tradire la vera causa di una lotta fatta per impostare una diversa visione della politica che sappia partire dal popolo e ritrovarsi in sintonia con il popolo in ogni atto del suo mandato di rappresentanza. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it).

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Allarme sicurezza all’ospedale Spallanzani di Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 aprile 2010

“Questa è l’ennesima inchiesta che ci lascia senza parole e che non può che farci inorridire. Soprattutto perché molte delle irregolarità oggi contestate erano state già denunciate nel 2007 dall’allora ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro. Un fenomeno deprecabile che testimonia le onnipresenti collusioni tra politici, imprenditori e dipendenti della pubblica amministrazione che generano attività criminose come corruzione e concussione”. Queste le risentite parole della viceresponsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti Lea Del Greco all’allarme sicurezza lanciato dal settimanale L’espresso in seguito a un’inchiesta che avrebbe messo in evidenza importanti violazioni rilevate dopo la ristrutturazione dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, centro di riferimento italiano per le nuove epidemie, la coltivazione di virus letali e, soprattutto, per  le misure contro il bioterrorismo poiché tra gli agenti patogeni presenti nei suoi reparti ce ne sono alcuni tremendamente distruttivi come il tristemente noto virus Ebola. Proprio nei laboratori di massimo rischio non sarebbero state rispettate le norme antisismiche, obbligatorie per legge. Per di più molti edifici utilizzati da personale e pazienti non hanno mai ricevuto il verbale di collaudo definitivo sulle opere in cemento armato. E su di esse mancherebbe anche la valutazione più generale di collaudo tecnico e amministrativo sugli impianti, sulle procedure eseguite e sulle spese fatturate durante i lavori. Secondo lo Spallanzani, è tuttora senza verbale di collaudo perfino il padiglione Del Vecchio che contiene i laboratori a più alto rischio di contaminazione. A peggiorare la già critica situazione della ristrutturazione gestita da Bertolaso, capo della Protezione Civile, insieme con Balducci e con l’imprenditore Anemone, cedimenti del sottosuolo e tracce d’umidità. Attacca duramente sdegnata l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Ancora una volta al centro degli di scandali c’è  la Sanità che è l’ambito dove più proliferano le associazioni a delinquere – ricordando che vengono definiti in tal modo gruppi di ogni tipo, non necessariamente legati alla mafia, ma con scopi palesemente illeciti – e i fenomeni di connivenza tra stato e mafia. Quello che più indigna è che, coinvolti in questa vicenda, siano gli stessi soggetti nei confronti dei quali sono già in corso plurime indagini legate ad altre inchieste come la Maddalena e il terremoto in Abruzzo. Ciò che ci spinge a condannare fermamente questi individui se le accuse verranno confermate, è che si tratta di persone che hanno speculato da prima non solo su vere e proprie tragedie umane come il terremoto ma ora anche sul diritto alla salute che, ai sensi dell’articolo 32 della Costituzione, ‘la Repubblica tutela come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività’. Il fatto – conclude la Del Greco – che per  questioni di interesse personale, favorite dalla concentrazione di potere che alcuni soggetti detengono, si metta a rischio l’incolumità pubblica ci obbliga moralmente ed eticamente ad andare a fondo su questa inchiesta e a seguire gli ulteriori sviluppi di questa vicenda”.

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“Don Gil de las Calzas Verdes”

Posted by fidest press agency su sabato, 17 aprile 2010

Milano 27 aprile 2010 Teatro Carcano (Inizio 1° spettacolo: ore 9.00 Inizio 2° spettacolo: ore 11.30) va in scena “Don Gil de las Calzas Verdes” di Tirso de Molina produzione Palkettostage  spettacolo in lingua spagnola presentato in matinée  Autore teatrale tra i più prolifici, Tirso de Molina deve la sua fortuna come drammaturgo proprio a questo testo, insieme al famoso “El Burlador de Sevilla y Convidado de Piedra”.  “Don Gil de las Calzas Verdes” è una commedia d’intrigo in cui le donne rivestono un ruolo fondamentale. Intelligenti, astute, volitive, le rappresentanti del sedicente ‘sesso debole’ conducono le azioni e determinano l’evolversi della vicenda; tra loro, in particolare, la protagonista Doña Juana è una versione particolarmente originale e riuscita della ‘donna travestita da uomo’, tanto cara alla commedia d’intreccio del teatro barocco spagnolo.   La storia è quella di un cacciatore di dote (Don Martín) che abbandona la propria fidanzata, la promessa Doña Juana, per andare a Madrid a sposare la ricca ereditiera Doña Inés; ma per far perdere le proprie tracce decide di cambiare il proprio nome in Gil. La ragazza abbandonata lo segue travestendosi da uomo con delle vistose calze verdi e assumendo anche lei il nome di Don Gil. Cambiando sembianze ad ogni piè sospinto, fa innamorare di sé la ricca ereditiera, torna a esser donna e poi uomo e poi donna, in un turbinio di travestimenti e di cambi di ruolo. Doña Juana adotta ogni sorta di inganno per riportare a sé l’amato. E quando la trama si fa sempre più intricata, arriva il lieto fine di prammatica a sciogliere tutti i nodi.   L’allestimento di Palkettostage rispetta le atmosfere originarie della commedia, ambientata nella Spagna del Diciassettesimo secolo.  (don gil)

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