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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘vigilanza’

Bankitalia: Angelini nuovo capo vigilanza bancaria

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Paolo Angelini è il nuovo capo del Dipartimento Vigilanza Bancaria e finanziaria della Banca d’Italia.”Auguriamo buon lavoro al nuovo capo della Vigilanza di Bankitalia, ne ha sicuramente bisogno. Auspichiamo che possa svolgere un lavoro migliore rispetto ai suoi predecessori e che non autorizzi mai aumenti di capitale pur di salvare banche fallite, riversando sui risparmiatori i rischi del salvataggio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Serve, però, anche un intervento del legislatore. Fino a che il compito di Bankitalia resta quello di salvare in primo luogo le banche e non i risparmiatori, non andremo da nessuna parte” prosegue Dona.”Va ad esempio eliminato l’art. 7 comma 2 del Testo Unico Bancario secondo il quale i dipendenti della Banca d’Italia, nell’esercizio delle loro funzioni di vigilanza hanno l’obbligo di riferire esclusivamente al Direttorio tutte le irregolarità constatate, anche quando assumano la veste di reati” conclude Dona.

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Il Parlamento rafforza la vigilanza finanziaria UE

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 aprile 2019

Il PE ha approvato in via definitiva le norme che rafforzano la vigilanza finanziaria UE, per rendere i mercati finanziari più sicuri, combattere il riciclaggio e proteggere i consumatori.La nuova legislazione, adottata martedì con 521 voti favorevoli, 70 contrari e 55 astensioni e già concordata con i ministri UE, consiste in un aggiornamento delle regole sulle autorità di vigilanza finanziaria dell’UE, istituite nel 2010.Grazie alla riforma, i consumatori, gli investitori e le imprese europee beneficeranno di mercati finanziari più sicuri e più integrati. La riforma è inoltre essenziale per aprire la strada al completamento dell’Unione bancaria e dell’Unione dei mercati dei capitali, due progetti chiave per un mercato unico più forte. Infine, la riforma include delle disposizioni per promuovere i prodotti finanziari che sostengono iniziative ambientali, sociali e di buon governo (ESGs).
La revisione dell’architettura di vigilanza aumenterà le responsabilità delle autorità di vigilanza dell’UE per le banche, per i mercati mobiliari e finanziari, nonché per le assicurazioni e le pensioni, e migliorerà la loro struttura di governance. Ciò consentirà di tenere il passo con il mondo della finanza, sempre più complesso, così da proteggere meglio i consumatori e i contribuenti e risolvere in modo più efficace le controversie e le violazioni del diritto comunitario.Per garantire un’applicazione uniforme delle norme UE e promuovere una vera Unione dei mercati dei capitali, la riforma affida all’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) il potere di vigilanza diretta in settori finanziari specifici, come i mercati degli strumenti finanziari. L’ESMA coordinerà inoltre le azioni nazionali nei settori delle tecnologie finanziarie (FinTech), promuoverà la finanza sostenibile, e effettuerà stress test a livello UE per individuare quali attività potrebbero avere un effetto negativo sull’ambiente.I consumatori potranno beneficiare dei nuovi poteri conferiti alle autorità di vigilanza dell’UE, come quello di coordinare le attività di mystery shopping (audit a sorpresa per misurare il rispetto della regolamentazione) delle autorità nazionali, e quello di vietare o limitare alcune attività finanziarie considerate potenzialmente dannose per i consumatori.Infine, con la nuova legge si rafforza il mandato dell’Autorità bancaria europea (EBA), che avrà ora il potere di adottare misure per prevenire e contrastare il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo. Le autorità nazionali saranno tenute a fornire all’EBA le informazioni necessarie per individuare le debolezze del sistema finanziario in materia di riciclaggio di denaro.I ministri dell’UE dovranno ora confermare formalmente l’accordo prima dell’entrata in vigore della riforma.

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I 10 suggerimenti per una Roma civile proposti da Codici

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

1) Ridurre, in via prioritaria, la produzione dei rifiuti:
– Vietare la vendita di plastica, vetri e imballaggi usa e getta;
– Riconvertire i distributori automatici di snack in depositori per la differenziata del vuoto a rendere di plastiche e vetri;
– Introdurre le videocamere di quartiere per la vigilanza;
– Dare mandato alle guardie ambientali di sanzionare i trogloditi con ammende pecuniarie elevatissime più l’obbligo alla pulizia urbana in proporzione a quanto sporcato.
2) Aumentare e attuare sanzioni durissime contro chi sporca, in primis le attività commerciali e i privati con gli ingombranti;
3) Vietare volantini e qualsiasi altra forma di pubblicità che abbia un impatto ambientale;
4) Introdurre il tracking sul servizio per tutti gli operatori AMA;
5) Introdurre la tariffa ambientale personale per ogni cittadino, ivi inclusi turisti e pendolari, attraverso una identità ambientale digitale;
6) Obbligo dell’introduzione in ogni grado scolastico dell’ora di educazione ambientale;
7) Eliminazione progressiva dei cassonetti;
8) Obbligo di pulizia della parte antistante ai portoni, alle vetrine e alle serrande, a carico dei proprietari con detrazione sulla tariffa rifiuti.
9) Introduzione del premio cittadino modello;
10) Licenziamento in tronco e condanna alle spese per gli operatori #AMA che non svolgono le attività previste dalle mansioni assegnate.
“Ricordiamo -scrivono Codici – che la situazione, in specie in alcune zone della capitale è critica. Da 6 mesi i netturbini non passano, ad esempio, al Quartiere Italia, zona centrale parte del quartiere Nomentano. Gli operatori ecologici ammettono di non venire mandati a pulire o di essere in numero esiguo, quindi assolutamente insufficienti per riuscire a pulire delle zone in situazioni di crisi, se non al collasso. Considerando poi che, nella zona di Piazza Bologna, gremita la sera di giovani e locali, ovviamente vi è una concentrazione di bottiglie anche in aree vicine alle scuole, che in questo periodo dell’anno si trasformano in centri estivi per bambini; la possibilità quindi di qualche bambino di ferirsi con i cocci di bottiglie o bicchieri si moltiplica.Con il caldo ovviamente, i rifiuti organici fermentano e producono un odore nauseabondo, tenendo presente che tutto ciò si amplifica nelle zone in cui ci si trovi in prossimità di un ristorante ad esempio, dove si affacciano anche altri “amici” quali gabbiani geneticamente modificati a furia di mangiare pizza e pasta e non ci scordiamo i topi, che stanno raggiungendo le dimensioni di veri e propri castori.
Ci appelliamo quindi all’Assessore all’ambiente del Comune di Roma, Pinuccia Montanari, per chiederle di intervenire urgentemente, prima che la situazione diventi emergenza sanitaria”.

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Le banche e il PD renziano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 dicembre 2017

Banca d'Italia“Dalle evidenze dei lavori della Commissione d’inchiesta sulle banche non appare quello che vorrebbe il Partito democratico. Dai lavori appaiono invece le responsabilità degli amministratori, nominati in gran parte dalla politica o dai contesti locali, che sono un misto di politica e interessi territoriali, pensiamo a Monte Paschi. Contesti locali che hanno riguardato soprattutto il Pci-Pds-Ds-Pd. Questo emerge dagli atti dei lavori della Commissione”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervistato da Massimo Giannini a “Circo Massimo”, su Radio Capital.“Che ci sia stato un problema della vigilanza della Banca d’Italia, che ha come obiettivo la stabilità, e della vigilanza della Consob, che ha come obiettivo la trasparenza, è indubbio. Però tra le responsabilità dei due organi istituzionali, che non sempre si sono coordinati, e la responsabilità degli amministratori, della politica e dei comportamenti, spesso criminali, c’è una distanza siderale. Per cui, io credo che l’atteggiamento di una parte del Pd, il Pd renziano, di scaricare tutte le responsabilità sulla vigilanza sia non solo sbagliato, ma addirittura ridicolo”.
“Abbiamo avuto numerosissime audizioni – alcune di queste di procuratori – chiare, esaustive, trasparenti; altre un po’ più complesse, e tra queste ultime quella del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Arezzo, Roberto Rossi. Oggi decideremo in Commissione se audire nuovamente il procuratore Rossi oppure considerare la sua lettera esaustiva sui dubbi che erano venuti alla Commissione”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervistato da Massimo Giannini a “Circo Massimo”, su Radio Capital.“Secondo me Rossi va riascoltato, perché molto probabilmente ci sono stati dei fraintendimenti e non ci devono essere dei fraintendimenti su Etruria, sugli amministratori e sul vicepresidente di Etruria. E questo pro veritate, per avere una tranquilla cognizione dei fatti e dell’attività istruttoria”.

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Dipendenti Bankitalia devono poter denunciare alle Procure

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

Banca d'ItaliaSecondo quanto afferma al Quotidiano nazionale Pierferdinando Casini, presidente della Commissione di inchiesta sulle banche, la Vigilanza ha avuto falle e deve essere migliorata, ma ci sarà bisogno di una Procura nazionale contro i reati finanziari.”Bene, ma non basta! Bisogna cominciare ad eliminare dal Testo Unico Bancario l’art. 7 comma 2 secondo il quale i dipendenti della Banca d’Italia, nell’esercizio delle loro funzioni di vigilanza hanno l’obbligo di riferire esclusivamente al Direttorio tutte le irregolarità constatate, anche quando assumano la veste di reati. Altrimenti gli esposti alle Procure di Bankitalia saranno sempre troppo tardive per poter tutelare i risparmiatori” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Fino a che il compito di Bankitalia resta quello di salvare in primo luogo le banche e non i risparmiatori, nascondendo i reati ed i problemi sotto il tappeto, ci saranno autorizzazioni di aumenti di capitale a danno dei risparmiatori” conclude Dona.

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Anac e Roma Capitale sottoscrivono Protocollo di vigilanza collaborativa

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 luglio 2017

raffaele cantoneLa sindaca di Roma Virginia Raggi e il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone hanno siglato oggi nella sede dell’Anac un protocollo di azione per la vigilanza collaborativa. In base all’intesa, che avrà durata di 12 mesi, Roma Capitale sottoporrà in via preventiva all’Autorità la documentazione riguardante gli appalti di rilevante importo economico, con l’obiettivo di assicurare la correttezza delle procedure ed evitare fenomeni corruttivi e di illegalità. Particolare attenzione sarà dedicata soprattutto ai settori che in passato si sono rivelati più delicati sotto questo profilo, come l’ambiente e il sociale. Sempre in base al protocollo, qualora venisse ravvisato un elevato rischio corruttivo il Campidoglio potrà inoltre richiedere un intervento diretto dell’Autorità, anche di tipo ispettivo, su appalti già aggiudicati. “La firma mostra una marcata attenzione sul tema degli appalti da parte della nostra amministrazione – sottolinea Raggi -. Attraverso l’intesa si rafforza la collaborazione con l’Autorità nazionale anticorruzione, con la quale abbiamo avviato già altri momenti di confronto e di cooperazione”.“Come già in passato, l’Anac metterà a disposizione le sue competenze per assicurare il rispetto della legalità nel settore dei contratti pubblici in una città come Roma che, oltre a essere fra le principali stazioni appaltanti d’Italia, rappresenta un luogo simbolico per tutto il Paese” afferma Cantone.

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Attività bancaria in Italia e vigilanza

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

banca centrale europeadi Elio Lannutti. Il ruolo delle autorità di vigilanza per le banche italiane è stato svolto esclusivamente dalla Banca d’Italia, ma con l’arrivo della moneta unica e della Banca centrale europea per le Banche di interesse cosiddetto sistemico – ossia quelle con attivo superiore a 30 miliardi di euro – dal 2014 la vigilanza è svolta direttamente dalla Banca Centrale Europea tramite l’Iban. le norme sulla vigilanza bancaria sono comprese nel TUB (Testo Unico Bancario) aggiornato in ragione del coordinamento e recepimento di direttive e regolamenti europei sull’attività bancaria.Quello stesso Tub, spesso violato dalla banca d’Italia, sia nella durata dei commissariamenti -pari un anno con la proroga massima di sei mesi, articolo 70 del TUB- invece di 60 mesi, come nel caso di scandaloso del Credito Sportivo, che all’articolo 128 del testo unico bancario, per inibire soggetti che prestano l’operazione di servizi disciplinati della continuazione dell’attività anche di singole sedi secondarie sull’anatocismo bancario, per ordinare la restituzione delle somme indebitamente percepite dalle banche per 7 miliardi di euro, configuranti anche l’omissione in atti di ufficio, oltre ad altri eventuali e più gravi reati a danno degli utenti dei servizi bancari.La Bce detiene il potere di revoca delle licenze bancarie, quindi può decidere la sorte di tutte le banche italiane piccole e grandi: si tratta di una leva molto funzionale e performante della Bce nell’indurre le banche ad eseguire i suoi desideri. ad esempio nel caso di banche in ovvia difficoltà, la stessa può con facilità indurle verso la fusione o l’accorpamento o magari verso la vendita di una banca a favore un altro gruppo bancario, avendo il potere di ritirare la licenza bancaria. in parole povere uno strumento un po’ più potente rispetto alla classica moral suasion. Posso semplicemente affermare che la Banca d’Italia ha commissariato una banca con i conti in ordine, come la Bene Banca Vagienna, per aiutare lo spiccia-faccende degli operatori della Banca d’Italia, quel Giovanni Zonin che dopo aver messo sul lastrico 120mila famiglie che erano azioniste della banca Popolare di Vicenza è ancora a piede libero e non paga il conto, perché se lo pagasse crollerebbe il castello: quello che vede la Consob e la Banca d’Italia anche loro senza alcuna responsabilità. Se ci fossero i crac bancari, anche loro probabilmente andrebbero in galera. (fonte blog 5 stelle)

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Unione bancaria: le proposte del Parlamento su requisiti patrimoniali e garanzia depositi

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 marzo 2016

salva bancheIl Parlamento europeo ha approvato la sua posizione sullo stato dell’Unione bancaria giovedì. Nella risoluzione, redatta da Roberto Gualtieri (S&D, IT), si domanda di valutare l’impatto delle regole UE sui requisiti patrimoniali sulla capacità delle banche di offrire credito a famiglie e imprese. Il testo adottato affronta anche le questioni del sistema europeo di garanzia dei depositi, l’assetto istituzionale del Fondo unico di risoluzione e le regole per le esposizioni sul debito sovrano delle banche.Il Parlamento chiede alla Commissione europea e alle autorità europee di vigilanza di effettuare una valutazione approfondita dell’effetto dell’aumento dei requisiti patrimoniali, previsti sia nella legislazione attuale sia futura, sull’offerta di credito in particolare alle piccole e medie imprese. I deputati temono, infatti, che le insufficienti condizioni di finanziamento dell’economia reale siano la conseguenza dei nuovi requisiti di capitale che le banche devono affrontare.La risoluzione è stata approvata con 351 voti favore, 112 contrari e 30 astensioni. Il relatore Gualtieri terrà una conferenza stampa, oggi dopo la votazione (LIVE).
Il testo approvato sostiene le proposte presentate dalla Commissione nel novembre 2015 sulla condivisione e la riduzione dei rischi nell’Unione Bancaria, inclusa la proposta legislativa sul Sistema europeo di Assicurazione dei Depositi (EDIS), considerato il terzo e restante pilastro dell’Unione bancaria. I deputati insistono, tuttavia, che questo pacchetto dovrebbe essere accompagnato da una riduzione del rischio nel sistema bancario europeo, da conseguire attraverso la trasposizione della legislazione UE nelle legislazioni nazionali di tutti gli Stati membri partecipanti. I deputati sostengono che l’applicazione dello strumento di “bail-in” introdurrà “un meccanismo sistematico di prevenzione dei rischi”, riducendo in tal modo i timori di azzardo morale. Tuttavia, chiedono alla Commissione e all’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) di garantire un’adeguata tutela degli investitori e sottolineano che un sistema di garanzia dei depositi funzionante, e finanziato attraverso i contributi dello stesso settore finanziario, è “uno dei modi comprovati per prevenire il bail-out delle banche con il denaro dei contribuenti”.

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Sostegno alla Rai

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 marzo 2012

In riferimento alla nota Usigrai, con la quale si auspica lo scioglimento del guinzaglio esercitato dai partiti sulla Rai restituendola al pluralismo e ai cittadini italiani, suoi veri proprietari, la CVDP condivide totalmente l’appello lanciato dall’Unione sindacale della maggiore azienda di informazione pubblica italiana.
Sul fronte di un pluralismo autentico dell’informazione, il movimento astensionista CVDP ha intrapreso da tempo una delle sue principali battaglie, difendendo contestualmente i tantissimi validi professionisti e dipendenti Rai purtroppo soggiogati dallo strapotere di partiti politici che nulla hanno da invidiare ai più efferati regimi dittatoriali. L’abusiva invadenza, da essi esercitata ad ogni livello, mira sempre più all’esclusivo e preventivo controllo del sistema complessivo dell’informazione. I diversi esposti, denunce e querele presentati alle competenti autorità giudiziarie contro i vertici Rai nominati dai partiti, che si ribadisce essere i primi responsabili di questo scadimento complessivo della nostra democrazia, attestano la perenne determinazione che la CVDP avrà nei loro confronti e contro ogni ipotesi di privatizzazione dell’Azienda. Difenderemo con ogni mezzo l’autonomia, le professionalità e le potenzialità che fanno capo alla Rai e all’intero sistema del servizio pubblico dell’informazione, che mai come in questo momento sono divenute necessarie per le stesse sorti della libertà e della democrazia in Italia. E’ quanto dichiara in una nota la Commissione di Vigilanza
per la Democrazia Partecipativa.(movimento astensionista politico per il rilancio della sovranità popolare)

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Funzionari fisco in sciopero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2011

Roma 15 luglio presidio davanti al Ministero dell’Economia, via XX Settembre, ore 12.30 L’USB ha scelto di unificare la mobilitazione dei funzionari della vigilanza con il resto del Pubblico Impiego, proclamando lo sciopero generale dei lavoratori pubblici per le ultime due ore di ciascun turno del 15 luglio prossimo. Il decreto sviluppo, approvato in Parlamento con il voto di fiducia, contiene norme che impediscono agli ispettori di vigilanza e ai funzionari del controllo fiscale di compiere appieno i propri compiti istituzionali, includendo il provvedimento disciplinare per “eccesso di zelo”. Ancora prima dell’approvazione definitiva della norma da parte del Senato, il Ministero del Lavoro si è affrettato ad emanare la circolare N. 16/2011 con le prime indicazioni per l’applicazione dell’Art. 7 del decreto sviluppo, a dimostrazione della fretta da parte del Governo di mettere la sordina all’attività di vigilanza: Contro lo smantellamento delle funzioni pubbliche, in difesa del ruolo sociale dell’attività di vigilanza su sicurezza, salute, contributi e fisco; contro la manovra economica che colpisce i lavoratori dipendenti e quelli pubblici in particolare, tagliando i servizi e peggiorando le condizioni economiche di milioni di famiglie, di pensionati, di precari, gli ispettori di vigilanza ed i funzionari dell’INPS, dell’INAIL, delle ASL, del Ministero del lavoro e delle Agenzie Fiscali sciopereranno il 15 luglio e saranno in piazza nelle manifestazioni territoriali indette da USB in tutta Italia, fra cui il presidio a Roma davanti al Ministero dell’Economia, dalle ore 12.30.

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Il carcere di Arezzo chiude?

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2011

Si vuole chiudere il carcere San Benedetto di Arezzo? Questa è la domanda ricorrente e allarmata tra il personale di vigilanza e amministrativo in pianta organica all’istituto, che dal 12 giugno scorso non effettua più servizio in quanto è stato svuotato anche degli ultimi detenuti, con la motivazione di ristrutturazioni interne. Peccato che però di lavori dentro al carcere, che avrebbe sì bisogno di ristrutturazioni con una previsione di spesa dai 2 ai 4 milioni, non se ne sono ancora visti e non sono in previsione, né finanziati né appaltati. Ma allora perché non continuare a tenere in funzione nel frattempo quella piccola sezione di “accettazione” (da 10 a 19 detenuti) che serviva a custodire temporaneamente le persone arrestate nel territorio della Provincia fino alla convalida o meno dell’arresto? Questa era l’unica sezione, assieme a 4 detenuti definitivi lavoranti e un semilibero, rimasta attiva dopo che, nel luglio 2010, erano iniziati dei lavori di ristrutturazione delle mura esterne, per un importo di circa 2 milioni e mezzo d’euro, con termine previsto al prossimo novembre. Ora che anche questa sezione è stata “temporaneamente sospesa” in attesa di lavori di non si sa quando, le Forze dell’Ordine che effettuano gli arresti nel territorio aretino sono costretti a portare le persone arrestate a Firenze, a Siena o a Perugia, trasferimenti che costano certo tempo e denaro, e che privano per il tempo necessario il territorio di competenza della loro azione di controllo e prevenzione. Inoltre, anche magistrati, legali e parenti dei detenuti, sono costretti a simili dispendiose e impegnative trasferte per le convalide degli arresti, l’assistenza e i colloqui. Senza considerare che tutto il personale del carcere di Arezzo ora attende risposte dal DAP alle incognite apertesi in questo modo sul proprio futuro lavorativo, e temono di venire distaccati un domani presso altri istituti toscani. In un quadro di grave sovrappopolazione dei detenuti in tutta Italia, con quasi 5000 detenuti nella Regione Toscana a fronte di poco più 3000 supposti posti tollerabili, di sempre peggiore carenza di risorse e di organico, il sospetto di un ulteriore sperpero di denaro e della soppressione o della sospensione a tempo indeterminato di un istituto di pena, grava come un macigno sulla disastrata situazione penale della Toscana e nazionale. Per avere delle risposte in merito, con il Sen. Marco Perduca, abbiamo presentato un’interrogazione al Ministro della Giustizia. Lo dichiara la senatrice radicale Donatella Poretti.

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Roma e il controllo del territorio

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 febbraio 2011

«L’impegno dell’Amministrazione di Roma Capitale guidata dal sindaco Alemanno è per una maggior  e costante presenza degli  agenti della Polizia Municipale sul territorio per un controllo capillare. Proprio per questo sono state assunte a novembre circa 300 unità, che, dopo i dovuti corsi di formazione, da gennaio hanno iniziato ad operare in collaborazione con la Prefettura e le Forze dell’Ordine nell’ambito del patto Roma Sicura. Grazie a questa implementazione del presidio di vigilanza nella giornata di oggi è stato possibile evitare il compimento di una vera e propria tragedia salvando la vita di un giovane lituano che voleva tentare il suicidio sulla scalinata di Trinità dei Monti». È quanto dichiara il delegato del Sindaco alla Sicurezza, Giorgio Ciardi.

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I tre candidati alla vigilanza finanziaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2011

Bruxelles, Parlamento europeo. Dopo il dibattito di mercoledì durante il quale numerosi gruppi politici hanno criticato il Consiglio, i deputati hanno ricevuto un impegno scritto del Consiglio stesso che va incontro alle richieste del Parlamento in termini di trasparenza, d’indipendenza di tutti i dirigenti delle autorità, di bilancio e risorse umane consoni alla missione delle autorità e di una procedura di selezione del personale più efficace.
Steven J. Maijoor, olandese, ha ricevuto 530 voti a favore per guidare l’ESMA, l’European Securities and Markets Authority;
Gabriel Bernardino, portoghese, ha ricevuto 434 voti a favore per la presidenza dell’EIOPA, l’European Insurance and Occupational Pensions Authority, e
Andrea Enria, italiano, ha avuto 530 voti a favore per la presidenza dell’EBA, l’European Banking Authority.
Parlando subito prima delle votazioni, la presidente della Commissione per gli affari economici del PE Sharon Bowles (ALDE, GB), ha spiegato che Il Parlamento ha chiesto e ottenuto garanzie in quattro aree:
L’indipendenza delle autorità: Commissione e Presidenza hanno ribadito il rispetto per le norme di indipendenza per il presidente, i dirigenti e i membri del consiglio d’amministrazione.
Rappresentanza del consiglio: la Commissione sarà attenta a rispettare il regolamento in merito alla designazione dei capi delle autorità di vigilanza al consiglio di vigilanza, e la Presidenza sostiene la posizione della Commissione.
Adeguate risorse di bilancio: la Commissione riconosce la necessità di fornire adeguate risorse finanziarie e umane alle autorità, e, con la Presidenza, ha concordato l’importanza del rispetto da parte degli Stati membri dei loro obblighi.
La nomina procedura: tutte le parti in causa sono d’accordo nel dire che i vincoli derivati dal regolamento sono inadeguati, come ad esempio i criteri di anzianità calcolata alla fine del mandato. Questa tematica sarà affrontata nel corso delle revisione sulla quale Commissione e Presidenza sono d’accordo.
La Commissione affari economici insiste nel voler un ruolo nella procedura di selezione dei candidati.

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Farmaci nel mercato illegale di internet

Posted by fidest press agency su martedì, 25 gennaio 2011

Il web può definirsi tra le più grandi scoperte dell’umanità ma troppo spesso il suo uso illegale è divenuto strumento per organizzazioni criminali o comunque pratica e rapida via per delinquere. Così avviene che il mercato parallelo di farmaci contraffatti stia prendendo pieghe inimmaginabili perché proprio la rete, contribuendo alla diffusione immediata delle informazioni consente l’acquisto all’ingrosso e senza alcuna mediazione, di farmaci senza ricetta e a basso costo che non garantiscono alcuna certezza della provenienza, della composizione, della scadenza, così creando gravi pericoli per la salute individuale e quindi pubblica. Le stime dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ritengono che la vendita di farmaci contraffatti nel mondo vari da meno dell’1% nei Paesi industrializzati a più del 10% nei Paesi in via di sviluppo, in dipendenza dall’area geografica, anche se la F.D.A., l’Autorità di controllo americana sui farmaci, ritiene il valore più alto (10 %), come dato maggiormente probabile. È noto, infatti, che nei paesi in via di sviluppo la commercializzazione di farmaci di tal genere è prassi quotidiana ed è un dramma, ma il dato che sorprende è che secondo le statistiche conosciute, sul mercato illegale di internet si toccano punte che riguardano il 50 % dei casi (dati estratti da The new estimates on the prevalence of counterfeit medicines, IMPACT (2006) e da Matrix of Drug Quality Reports in USAID-assisted Countries by the U.S. Pharmacopeia Drug Quality and Information Program (http://www.usp.org/pdf/EN/dqi/ghcDrugQualityMatrix.pdf) Rockville: The United States Pharmacopeial Convention Inc. (2007)). E non si tratta solo di viagra o stimolanti sessuali, si parla anche di farmaci per diabetici, cardiopatici e tutta una serie di patologie anche pericolose, oltre al famigerato mercato parallelo di ormoni, anabolizzanti, stimolanti e diuretici per sportivi e palestrati.
Giovanni D’Agata, Componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” si chiede quindi quali verifiche siano stati attivate dalle Autorità di controllo e vigilanza sul territorio nazionale, se è stato proprio l’Istituto Superiore di Sanità a riportare tali dati sul proprio sito. La salute dei cittadini non può e non deve essere ridotta solo ad una preoccupante statistica e per queste ragioni riteniamo improrogabile l’avvio di immediati controlli a tappeto.  L’IDV si sta già attivando a presentare sia in parlamento con il deputato pugliese Pierfelice Zazzera che presso la regione Puglia attraverso il consigliere regionale Aurelio Gianfreda, interrogazioni al Ministro ed all’assessore regionale alla Salute in merito alla questione.

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“Il centro e il pd” di Giorgio Merlo

Posted by fidest press agency su domenica, 14 novembre 2010

Roma 17 novembre 2010, alle ore 17.00, presso la Sala “Capranichetta” (Piazza Montecitorio 125), si svolgerà la presentazione del libro “Il centro e il pd” (Rubbettino Editore) di Giorgio Merlo (Deputato PD, Vice Presidente Commissione Vigilanza Rai).  Partecipano Pierluigi Bersani, Pierferdinando Casini e Franco Marini. Modera Enrico Mentana.

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Italia: sistema acqua

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2010

«Ormai è chiaro, il sistema fa acqua da tutte le parti». Lo afferma, in una nota, il deputato del PD, Guglielmo Vaccaro, uno dei fondatori di TrecentoSessanta, l’Associazione che fa riferimento a Enrico Letta, che  ha partecipato alla presentazione della Relazione al Parlamento del Presidente del ConViRI (Commissione nazionale di vigilanza sulle risorse idriche), Roberto Passino. «Questo – aggiunge – è l’unico commento possibile al quadro devastante del Servizio idrico integrato italiano. Anziché annunciare  la svolta e l’autorità terza in grado di poter garantire il mercato il ministro per le Politiche Comunitarie Ronchi avrebbe fatto bene ad assistere alla relazione della Commissione».  «La relazione di Passino è stata drammaticamente chiara.  A 16 anni dalla Legge Galli il sistema informativo e di monitoraggio è lacunoso, parziale e privo di sanzioni per chi omette di contribuire a delineare le necessarie procedure di controllo.  Oltre un terzo del Paese fa come gli pare, gli ATO ricorrono ad affidamenti che seguono procedure illegittime o bizantine, frutto di una instabilità normativa e di leggi recenti varate dal centrodestra in forte contrasto con la normativa precedente e con le leggi Regionali. Resta insufficiente il contrasto alle morosità e ai furti d’acqua. Sono fermi da tempo  gli investimenti sulle infrastrutture necessarie alla depurazione. Scarsa è la trasparenza tra Enti d’ambito e gestori. Tutto o quasi da rifare, quindi. Il governo – conclude Vaccaro – anziché tagliare risorse sui servizi essenziali come questo, intervenga sui  guasti di un sistema pubblico delle risorse idriche che continua a fare acqua da tutte le parti».

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Riforma settore lirico

Posted by fidest press agency su sabato, 10 luglio 2010

È in vigore dal 1 luglio 2010 la legge sullo spettacolo e le attività culturali. Il provvedimento pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 30 giugno è volto a disciplinare il riassetto del settore delle fondazioni lirico-sinfoniche, i contributi allo spettacolo dal vivo, l’età pensionabile dei danzatori, il registro pubblico speciale per le opere cinematografiche e audiovisive, l’Istituto mutualistico artisti, interpreti ed esecutori. Il Governo ha modificato l’attuale assetto delle fondazioni lirico-sinfoniche, attenendosi ai criteri di razionalizzazione dell’organizzazione e del funzionamento, sulla base dei principi di tutela e valorizzazione professionale dei lavoratori, di efficienza, corretta gestione, economicità, imprenditorialità e sinergia tra le fondazioni; previsione di forme adeguate di vigilanza sulla gestione economico-finanziaria; previsione di specifici strumenti di raccordo dell’operato delle fondazioni al fine di realizzare la più ampia sinergia operativa; rideterminazione dei criteri di ripartizione del contributo statale, salvaguardando in ogni caso la specificità della fondazione nella storia della cultura operistica italiana, per incentivare il miglioramento dei risultati relativi alla gestione; ottimizzazione delle risorse attraverso l’individuazione di criteri e modalità di collaborazioni nelle produzioni; destinazione di una quota crescente del finanziamento statale in base alla qualità della produzione.

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Consob: l’autorità di vigilanza… vigila!

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 maggio 2010

Dall’ultimo notiziario settimanale della Consob, l’Autorità di Vigilanza che ha come obiettivo istituzionale “la tutela degli investitori e l’efficienza, la trasparenza e lo sviluppo del mercato mobiliare” apprendiamo, con soddisfazione, che finalmente la Consob sta prendendo qualche decisa iniziativa preventiva.Vediamo cosa è successo. La Consob ha ordinato a cinque grandi banche (Intesa San Paolo, Unicredit Banca, Mps, Banca Popolare di Verona, Bnl)  di convocare gli organi amministrativi definendo i temi all’ordine del giorno che riguarderanno “i criteri di definizione delle politiche commerciali alla luce del dovere di assicurare la cura dell’interesse della clientela e di contenere e gestire i conflitti d’interesse; le modalità di prestazione dei servizi e di valutazione”. Questa iniziativa è stata assunta a seguito di una serie di accertamenti ispettivi durante i quali l’Autorità ha riscontrato la presenza di “campagne commerciali aventi ad oggetto specifiche categorie di prodotti finanziari con l’obiettivo di sostenerne la vendita e di favorire il raggiungimento degli specifici obiettivi di budget. La verifica dell’adeguatezza degli investimenti è risultata talvolta disattivata attraverso il ricorso ad una presunta ‘iniziativa del cliente’, difficile da dimostrare specie in presenza di una campagna di offerta ‘direzionale’ dell’intermediario. In alcuni casi le procedure preposte alla valorizzazione delle informazioni sul cliente e sui prodotti trattati ed alla conseguente valutazione di adeguatezza sono risultate carenti, specie sotto il profilo dell’autonoma valorizzazione del profilo di liquidità o illiquidità del titolo rispetto al cosiddetto holding period a tutela dell’investitore”.In altre parole, la Consob ha accertato quello che anche i muri sapevano: se vai in banca a chiedere un consiglio su come investire i tuoi soldi, ti rifilano i prodotti finanziari che devono vendere in base ai budget imposti dall’azienda.Questa pratica dei budget, conosciuta da anni ed anni, è certamente in contrasto con lo spirito (e la lettera) della normativa in materia d’investimenti finanziari che impone di operare “nell’interesse del cliente” e di verificare l’adeguatezza della proposta fatta dalla banca rispetto alle caratteristiche del cliente. E’ ovvio che se l’intermediario vuole “spingere” per vendere un certo prodotto, questo non può essere adeguato a tutti i clienti e solitamente non è nell’interesse del cliente. Se la Consob non ci avesse abituati a ben altri comportamenti, nei passati anni, questa iniziativa non avrebbe niente di speciale. Siamo invece favorevolmente colpiti, in particolare per l’iniziativa preventiva. Il compito principale di un’autorità di vigilanza, infatti, dovrebbe essere proprio quello di porre in essere comportamenti preventivi che orientino il modus operandi dei soggetti vigilati al fine di renderlo aderente con lo spirito delle norme in essere. Quando questa attività di vigilanza fallisce o non è sufficiente, allora dovrebbero intervenire le sanzioni. In questo caso, la Consob ha operato in modo encomiabile e ci piace sottolinearlo. Speriamo che possa essere l’inizio di un nuovo corso dall’Autorità di Vigilanza. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la tutela del risparmio)

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I “comizi” fuori legge

Posted by fidest press agency su sabato, 27 marzo 2010

L’avv. Giuseppe Rossodivita ha depositato, per conto di Marco Pannella, presso la Procura della Repubblica di Roma, ai Pubblici Ministeri dott. Emanuele Di Salvo e Caterina Caputo, Sostituti Procuratori che hanno assegnati i due procedimenti aperti riguardanti la RAI, una ulteriore memoria con la quale si è denunciato il gravissimo episodio di ieri relativo al comizio elettorale di Berlusconi tenuto nel corso della trasmissione Uno Mattina, per 12 minuti, senza contraddittorio ed in aperta e plateale violazione della legge n. 28 del 2000 e del relativo Regolamento approvato dalla Commissione Parlamentare di Vigilanza. Le norme in vigore vietano in qualunque trasmissione rediotelevisiva, anche nelle trasmissioni di informazione o, come Uno Mattina, surrettiziamente ritenute tali dalla RAI solo in campagna elettorale, di fornire, anche in forma indiretta, indicazioni di voto. Comizi telefonici come quelli di ieri mattina, coordinati con la Direzione del TG1, implementati da conduttori compiacenti fino all’inverosimile e non impediti dal Direttore Generale della RAI, sono uno schiaffo alla legge, uno spot elettorale dal costo di qualche milione di euro intenzionalmente regalato a Berlusconi con un danno allo stesso modo intenzionalmente arrecato a tutte le forze politiche che tentano democraticamente di battere Berlusconi. Pannella ha chiesto ai PM di Roma di intervenire immediatamente ed urgentemente, per interrompere quando va accadendo, con la adozione della misura cautelare interdittiva che prevede la sospensioine dall’incarico pubblico ricoperto, nella specie, dal Direttore Generale Mauro Masi e dal Direttore del Tg1 Augusto Minzolini.

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Radicali: illegalità sistema informativo Rai

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 marzo 2010

L’avv. Giuseppe Rossodivita  depositerà per conto di Marco Pannella e di Marco Beltrandi, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, una memoria indirizzata al Procuratore della Repubblica Dott. Giovanni Ferrara, nonché ai sostituti dott.ri Emanuele Di Salvo e dr.ssa Caterina Caputo che verrà contestualmente trasmessa al Procuratore della Repubblica di Trani ed al sostituto dr. Michele Ruggiero, auspicando un coordinamento delle indagini in corso. La memoria accede a due fascicoli aperti a Roma sul caso ‘lottizzazione’ RAI, partendo dal caso della rimozione di Ruffini dalla Direzione di Rai Tre e dal caso relativo alla omessa informazione istituzionale da parte della concessionaria del servizio pubblico nella fase preelettorale, con riguardo alle modalità di presentazione delle liste. Le evidenze rese note dai giornali a seguito delle indagini svolte dalla Procura di Trani possono consentire di ricostruire un quadro in cui i singoli episodi denunciati in passato dai Radicali e relativi alla gestione dell’informazione da parte dei vertici della concessionaria pubblica e regolarmente archiviati dalla Procura di Roma, potrebbero acquisire una nuova rilevanza. Ai Pubblici Ministeri è stato segnalato e ricostruito anche quanto accaduto intorno al Regolamento della Vigilanza adottato per la campagna elettorale in corso ed alle scelte compiute dalla maggioranza del Cda RAI, in contrasto con il regolamento e con i pareri dell’ufficio legale RAI – secondo quanto riferito dal direttore di RAI TRE Di Bella – che ha portato alla cancellazione della campagna elettorale televisiva, con il monopolio dell’informazione politica lasciato ai TG. Anche questo per compiere un passo decisivo verso la costituzione della commissione d’inchiesta.

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