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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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Restauro della Villa di Diomede

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 luglio 2021

Pompei. Venerdì 2 luglio si alza il sipario sul cantiere di restauro della Villa di Diomede, lo scenografico complesso residenziale posto lungo la via dei Sepolcri, presso la necropoli di Porta Ercolano.Tra i primissimi edifici scavati nel sito di Pompei, tra il 1771 e il 1775, è uno dei monumenti più descritti e rappresentati dai viaggiatori del Grand Tour.Oggetto di un lungo e articolato progetto di ricerca, il complesso, attualmente in fase di restauro, il 2 luglio sarà aperto al pubblico, che potrà visitarne gli ambienti più rappresentativi e assistere agli interventi in corso.Dalle ore 10,30 alle ore 15,30 i visitatori potranno accedere per la visita al cantiere, accompagnati dai tecnici e restauratori. La durata della visita, per massimo 5 visitatori alla volta, sarà di circa 15 minuti. Non è necessaria prenotazione. Ingresso: via dei Sepolcri. I lavori e i restauri in corso rientrano nell’Intervento Grande Progetto Pompei I – Restauro dell’area della necropoli di porta Ercolano e sono diretti dall’arch. Annamaria Mauro; il Responsabile Unico del Procedimento è l’ing. Armando Santamaria. Le imprese esecutrici sono la De Marco S.r.l. di Bari e la Lithos S.r.l. di Venezia. Alle ore 16,30 sarà presentato, in anteprima, il libro The Villa of Diomedes: The making of a Roman villa in Pompeii, in cui confluiscono i dati dei recenti studi e ricerche condotti da un team internazionale e multidisciplinare, coordinato da Helene Dessales (École normale supérieure, AOROC, UMR 8546, PSL Research University).Interverranno: Massimo Osanna, Direttore Generale dei Musei, Gabriel Zuchtriegel Direttore del Parco archeologico di Pompei, Annamaria Mauro, Direttore dei lavori, Claude Pouzadoux, Direttrice del Centre Jean Bérard, Priscilla Munzi Direttrice aggiunta del Centre Jean Bérard, Hélène Dessales Coordinatrice del progetto di ricerca (ENS, AOROC) e curatrice del libro, Elvira Boglione e Pasquale de Marco Rappresentanti delle imprese esecutrici. Curatrice del volume, Hélène Dessales è docente di archeologia all’École normale supérieure (Parigi). Il suo lavoro si concentra sull’architettura e le tecniche di costruzione nel periodo romano, in particolare sul sito di Pompei. Il libro riunisce i contributi di altri ventisette specialisti francesi e italiani: Clotilde Boust, Mathilde Carrive, Julien Cavero, Guilhem Chapelin, Arnaud Coutelas, Rita Deiana, Marco Di Ludovico, Giuseppina De Martino, Julien Dubouloz, Ambre d’Harcourt, Éloïse Letellier-Taillefer, Filippo Lorenzoni, Anne Maigret, Gaetano Manfredi, Frédérique Marchand-Beaulieu, Annamaria Mauro, Andrea Milanese, Claudio Modena, Florence Monier, Alban-Brice Pimpaud, Jean Ponce, Andrea Prota, Enzo Rizzo, Amedeo Rossi, Alfonso Santoriello, Agnès Tricoche e Maria Rosa Valluzzi. Con la prefazione di Claude Pouzadoux, Massimo Osanna e Stéphane Verger. Coordinamento editoriale di Magali Cullin-Mingaud.Il libro è una coedizione del laboratorio AOROC e del Centre Jean Bérard presso l’editore Hermann, Parigi.

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Missione Archeologica alla villa di Teoderico a Galeata

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2021

Nel mese di giugno si è svolta l’annuale Missione Archeologica dell’Università di Parma alla Villa di Teoderico a Galeata sotto la direzione di Alessia Morigi, docente di Archeologia Classica al Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali-DUSIC. La responsabilità scientifica dell’attività appartiene ad Alessia Morigi e a Riccardo Villicich, docente di Metodologie delle ricerche archeologiche dell’Ateneo. Al cantiere hanno collaborato Elia Rinaldi, Marco Gregori e Luciana Saviane.L’area archeologica vede la straordinaria presenza, in sequenza, di una villa romana repubblicana, di una villa di età augustea e poi imperiale e della villa del re Teoderico. La campagna di scavo 2021 ha portato ad altre eccezionali scoperte in quello che è il settore più elegante della villa teodericiana, al quale appartiene anche la splendida sala ottagonale con pavimento musivo integro e tessere in foglia d’oro, scoperta nella campagna 2018 e attribuibile agli stessi artigiani dei celebri mosaici di Ravenna.Gli archeologi hanno scoperto altri magnifici ambienti mosaicati che si sviluppano nelle vicinanze della sala ottagonale e che permettono di ricostruire nel dettaglio la parte di rappresentanza della villa, nella quale il re si circondava di ambienti di lusso riccamente decorati all’altezza di quelli di Ravenna. Gli scavi stanno inoltre confermando che la villa di Teoderico sorgeva sulla precedente villa romana, sulla quale si appoggiano i quartieri mosaicati. Siamo quindi davanti a un impressionante complesso con una lunghissima storia che va dalla prima occupazione preromana a quella della villa romana a quella della villa imperiale, fino ad arrivare all’occupazione altomedievale, per un totale di dodici secoli di storia.La tradizionale attività di scavo e di documentazione dell’attività di cantiere viene accompagnata da altre e innovative archeologie: rilievo e fotogrammetria digitale, geoarcheologia, spettroscopia applicata ai materiali archeologici, realtà aumentata, entro un team nel quale rientrano colleghi di area scientifica dell’Università di Parma e di altre università.L’obiettivo è quello di restituire alla comunità i risultati acquisiti, in modo da poter garantire alla ricerca ricadute anche in termini di sviluppo e di public archaeology con open day sul cantiere, inaugurazione di esposizioni permanenti dei reperti, presentazione delle edizioni dello scavo, organizzazione del LXXI Convegno di Studi Romagnoli in collaborazione con Società di Studi Romagnoli e tempestiva pubblicazioni dei dati.La Missione Archeologica rientra tra le attività del Programma SFERA-Spazi e Forme dell’Emilia Romagna Antica, diretto da Alessia Morigi.

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“Le Arpe in Villa”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 luglio 2018

Borgo san Giacomo (Bs) Via Cavour, 1 Padernello Dal 21 al 28 luglio 2018 si svolge la nuova edizione del festival internazionale di studio e di concerti per il pubblico “Le Arpe in Villa”, che attira ogni anno appassionati da tutto il mondo. Un occasione per gli studenti di imparare ed esibirsi in spettacoli musicali e per il pubblico di soffermarsi ad ascoltare la magia delle note delle arpe. Il primo concerto dal titolo “Il violino e l’arpa all’opera” sarà sabato 21 luglio, duo di arpa e violino con Anna Loro e Julia Berinskaja. L’occasione è ideale anche per assaporare e scoprire le prelibatezze del Mercato della Terra Slow Food, in versione serale al Castello di Padernello.
Domenica 22 luglio c’è lo spettacolo “Vaga luna” con il baritono Viktor Rud e l’arpa a crochet di Mara Galassi. Il 23 luglio è il momento di “Presentimento d’amore – il linguaggio della natura nelle liriche del primo novecento italiano” con le soprano Maria Tenca e Giulia Poletto, e Pietro Lio e Alessandro Guadagni al pianoforte. Il 24 luglio c’è il concerto di musica da camera a cura degli allievi del Conservatorio di Brescia, di Como, di Verona, e dell’Accademia musicale Amadeus di Agrate. Il 26 il concerto si svolge a Frontignano (BS): si esibisce l’ensemble dell’orchestra a plettro Mauro e Claudio Terroni, con Dorina Frati al violino konzertmeister e Irene Piazzai all’arpa. I concerti si svolgono tutti a partire dalle 21.00. Venerdì 27 luglio alle 17.00 c’è la visita guidata al Castello di Padernello a cui segue un concerto. Infine, sabato 28 luglio, lo spettacolo finale dei corsi alle 21.00.

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Accademia di Francia: I giovedì della villa

Posted by fidest press agency su martedì, 17 ottobre 2017

Manfredi GioacchiniRoma giovedì 19 ottobre 2017 Accademia di Francia a Roma – Villa Medici viale Trinità dei Monti, 1 ingresso libero in base ai posti disponibili incontri in francese o in italiano con traduzione simultanea ore 18 Camille de Toledo e Lorenzo Flabbi E se la traduzione fosse una lingua?
ore 19 Bruno Nuytten Mille immagini per Le Fresnoy
ore 20.30 Manfredi Gioacchini e
Luca Lo Pinto Studio Visit presentazione dei ritratti dei borsisti dell’Accademia di Francia a Roma
Per il ciclo I Giovedì della Villa, ideato da Muriel Mayette-Holtz e curato da Cristiano Leone, giovedì 19 ottobre alle 18 lo scrittore e artista Camille de Toledo discuterà le implicazioni letterarie ed etiche della traduzione nella conferenza E se la traduzione fosse una lingua?; alle 19, nell’ambito dei festeggiamenti per i ventanni di Le Fresnoy-Studio national des arts contemporains, Bruno Nuytten, direttore della fotografia e regista, parlerà del suo lavoro realizzato per la prestigiosa istituzione francese, e focalizzato sui primi shock visivi nell’infanzia, mentre il fotografo Manfredi Gioacchini, nell’appuntamento conclusivo delle 20.30, presenterà la sua visione dell’atelier d’artista attraverso i ritratti dei quindici borsisti dell’Accademia di Francia a Roma attualmente in residenza. Interviene Luca Lo Pinto, curatore, critico e editore.
Camille de Toledo ha fondato nel 2008 la Société Européenne des Auteurs che lavora per “una poetica e una politica del tradurre” in Europa. Nel 2016 ha pubblicato il saggio Les Potentiels du temps (edizioni Manuella) e nel 2017, per Gallimard, il romanzo Le livre de la faim et de la soif.
Con la conferenza a Villa Medici, parte del ciclo Alternative europee organizzato dall’Institut Français Italia, de Toledo affronterà la questione della traduzione come una lingua autonoma in una conversazione che coinvolgerà inoltre Lorenzo Flabbi, traduttore e ricercatore in Letterature comparate, cofondatore della casa editrice L’Orma. Flabbi ha tradotto e pubblicato Gli anni, di Annie Ernaux, romanzo vincitore del premio Strega Europeo 2016.
Bruno Nuytten è stato per circa trent’anni il direttore della fotografia di registi come Alain Resnais, Marguerite Duras e Jean-Luc Godard, e ha scritto e diretto Camille Claudel (1988), Albert Souffre (1992), Passionnément (2000) e Jim, la nuit (2002). Nel 2001 perde improvvisamente il desiderio di filmare. Quando nel 2016 Alain Fleischer, direttore di Le Fresnoy, gli offre di unirsi agli “artisti invitati”, Nuytten si propone
di affrontare la questione dei primi shock visivi, quelli della prima infanzia, e della molteplicità di impressioni retiniche che sono alla base della memoria e della storia di un occhio e della specificità della sua percezione. Così, realizzando, grazie al suo smartphone, una registrazione della realtà quotidiana allo stato grezzo, decide di proporre a Le Fresnoy una installazione che riunisce 1000 immagini, scattate a partire da novembre 2016 sino ad oggi.
Il ruolo e la funzione dell’atelier nella pratica artistica contemporanea sono stati ampiamente sondati
con diverse mostre e pubblicazioni, eppure esso rimane uno spazio sacro e inaccessibile ai più. Per la presentazione a Villa Medici, Manfredi Gioacchini ha scelto di illustrare
il suo lavoro realizzando i ritratti della nuova promozione di artisti in residenza.
Fotografo, Gioacchini vive e lavora tra New York e
Los Angeles. Appassionato d’arte,
si esprime attraverso la pratica
del ritratto e della fotografia documentaria. Nel 2016 pubblica
il volume Portraits of Artists che riunisce alcune delle fotografie d’atelier della scena artistica californiana.
Luca Lo Pinto vive e lavora tra Vienna e Roma. È attualmente Resident Curator alla Kunsthalle di Vienna. Co-fondatore della rivista e casa editrice NERO, i suoi scritti sono stati pubblicati su numerosi cataloghi.Incontri in italiano o francese con traduzione simultanea. (foto: Manfredi Gioacchini)

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Villa di Plinio il Giovane: va strappata all’incuria e al degrado

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 luglio 2017

villa plinio il giovaneRoma. “Oggi vogliamo segnalare lo stato di assoluto degrado e abbandono in cui si trova la Villa di Plinio il Giovane all’interno della pineta di Castel Fusano nel territorio del X Municipio; stiamo parlando di un importantissimo sito archeologico che non è nemmeno presente nelle piantine del parco di Castel Fusano. L’area archeologica si trova tra via degli Atlantici e via della Villa di Plinio, ma è nascosta tra la folta vegetazione e già riuscire ad accedervi di per se stesso è un’avventura. Non ci sono controlli di alcun tipo, l’unico cartello presente è quello con la pianta del Parco Urbano Pineta di Castel Fusano e la zona è tristemente nota per essere caduta in mano ai cosiddetti ‘tombaroli’, gente senza scrupoli che alimenta il traffico del mercato nero dei reperti antico-romani. La Villa di Plinio è anche uno degli scenari macabramente preferiti dalle sette sataniche e il senso di degrado è alimentato dal fatto che non esiste un percorso di visite guidate. Facciamo poi notare che nel 2007 vennero stanziati ben 500mila euro da parte dell’allora assessorato alle Politiche culturali del Comune di Roma: risorse che avrebbero dovuto essere impiegate per la messa in sicurezza del sito mediante la creazione e fruizione di inediti percorsi turistici guidati. Progetti caduti nel nulla. E’ pertanto ferma intenzione della nostra amministrazione quella di procedere spediti verso la tutela e la valorizzazione della storica Villa di epoca romana, attivando un percorso virtuoso di manutenzione contro il degrado che attualmente la attanaglia e un monitoraggio costante della situazione”.Lo dichiara in una nota la Presidente della Commissione capitolina Turismo, Moda e Relazioni Internazionali Carola Penna (M5S).

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Antiquari in villa Villa

Posted by fidest press agency su sabato, 25 marzo 2017

antiquari in villaVilla Castelbarco Albani, Vaprio d’Adda – MI dal 1 al 9 aprile 2017. Con Antiquari in Villa torna l’appuntamento con ITINERArte, Percorsi d’arte, storia e natura. Nei pomeriggi di sabato e domenica di apertura della mostra sarà possibile partecipare ai percorsi guidati che portano a scoprire i luoghi più nascosti di Villa Castelbarco: le gallerie sotterranee completamente decorate con mosaici in pietra e conchiglie, l’inedita chiesetta barocca e l’orto botanico. Visite guidate della durata di 60 minuti. Ingresso a pagamento (7 euro), previa prenotazione allo 02 90.96.52.54 o all’indirizzo mail info@villacastelbarco.com Tutte le informazioni aggiornate su Antiquari in Villa e gli eventi collaterali sono disponibili sul sito http://www.villacastelbarco.com, nella sezione dedicata alla mostra. (foto: antiquari in villa)

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I Giovedì della villa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 febbraio 2017

laurethierr1Roma 16 febbraio 2017 Accademia di Francia – Villa Medici viale Trinità dei Monti, 1 16 febbraio 2017 I Giovedì della villa.
Ore 19 Laure Thierrée, Il paesaggio costruttore dalle ore 19 Art Club – Villa Medici #14 installazione di Eva Marisaldi a cura di Pier Paolo Pancotto ore 20.30 Alain Pralon, Novelle per un Giovedì.
l’Accademia di Francia a Roma ospita tre diversi appuntamenti spaziando tra architettura, arte e teatro. Si comincia alle 19 con Il paesaggio costruttore, incontro tenuto da Laure Thierrée, architetto paesaggista in residenza a Villa Medici. A partire dalle 19, nella Cisterna di Villa Medici sarà possibile scoprire l’installazione di Eva Marisaldi, artista che fin dai suoi esordi si è imposta all’attenzione della critica italiana e internazionale. A chiudere la serata, alle 20.30, il grande attore francese Alain Pralon “dialogherà” con le Novelle per un anno di Pirandello.
Ore 19. Laure Thierrée, Il paesaggio costruttore Particolarmente legata all’interazione tra ricerca e progetto, Laure Thierrée si concentra sulla questione dell’abitabilità mediterranea basata sulla nozione di cultura locale e sostenibilità dei territori. Durante l’incontro a Villa Medici, illustrerà come il giardino, elemento trasponibile su diverse scale, possa rendere il paesaggio di una metropoli europea protagonista del progetto spaziale e culturale. Roma viene vista come un laboratorio di sperimentazioni possibili, con l’obiettivo di realizzare un paesaggio urbano in grado di offrire un ambiente nuovo ai propri abitanti. L’approccio scelto propone una visione di quella che potrebbe diventare una nuova forma di progettazione, in un processo di co-costruzione.
Nata nel 1979, Laure Thierrée ha studiato belle arti per poi iscriversi nel 2001 all’École nationale supérieure de paysage. Dal 2005, anno in cui si è diplomata e stabilita a Marsiglia, esercita il suo mestiere di paesaggista svolgendo incarichi pubblici per diversi progetti: studi prospettici di grandi territori, direzione dei lavori in spazi pubblici fino alla gestione del cantiere e all’assistenza all’esecuzione dei lavori. Vincitrice degli AJAP 2014, condivide l’approccio trasversale del paesaggista in quanto motore di progetti e dibattiti che accolgono le sfide della necessaria metamorfosi dei nostri sistemi economici, sociali e ambientali.
alain-pralonDalle ore 19. Art Club 14: Eva Marisaldi, Senza titolo, installazione Dopo un lungo periodo di assenza, Eva Marisaldi torna ad esporre a Roma in forma individuale. A Villa Medici, per la rassegna Artclub a cura di Pier Paolo Pancotto, concepisce un’unica installazione che si sviluppa nei suggestivi ambienti della Cisterna. Attraverso una varietà di sistemi linguistici, l’artista trasforma lo spazio in un luogo articolato ove il suono si esplicita in soluzione grafica (il video Cornucopia, 2005), plastica (la scatola meccanica Senza titolo, 2017) o puramente acustica (Analfabeta, 2000), introducendo lo spettatore in una esperienza multisensoriale, sospesa nel tempo e nello spazio. Con un approccio quasi antropologico, procedendo per analogie e contrasti, Eva Marisaldi indaga ciò che si cela dietro le convenzioni che regolano la comunicazione e il linguaggio, e le norme che influenzano i nostri comportamenti individuali e sociali. Nei suoi lavori – per i quali sperimenta modalità espressive diverse, dalla fotografia alla scultura, dal video al ricamo – la comunicazione prende forme fluide e aperte, come il linguaggio parlato o i frammenti di scrittura.
Eva Marisaldi è nata nel 1966 a Bologna, dove vive e lavora. Tra le mostre personali: Mamco, Geneve (2003); Galleria d’Arte Moderna, Torino (2002); Kunsthaus, Essen (1995); ARC Musèe de la Ville de Paris, Parigi (1993). Tra le mostre collettive: Think twice, Whitechapel Gallery, Londra (2012); Biennale de Lyon (2003); La ville, le jardin, la memoire, Villa Medici, Roma (1998); L’Hiver de l’Amour, ARC Musèe de la Ville de Paris, Parigi/PS1, New York (1994); Biennale di Venezia (2001; 1993).
Ore 20.30. Alain Pralon, Novelle per un Giovedì. I sentimenti umani, l’amore impossibile, la morte, il grigiore dell’esistenza quotidiana, i conflitti con sé e con gli altri sono i temi affrontati nelle celebri Novelle per un anno di Luigi Pirandello. Per il pubblico di Villa Medici, Alain Pralon si concentrerà sul confronto tra la gelosia e la verità, argomento familiare a Pirandello, che dovette confrontarsi con la fragilità nervosa della moglie e la sua crudele gelosia. Da quella esperienza, Pirandello trasse l’ispirazione per mettere in scena i deliranti, i gelosi ossessivi, i maniaci e i perseguitati, pur mantenendo una predilezione per la vita vista come un teatro assurdo, non priva di tinte di umorismo nero.
Alain Pralon ha vinto i due grandi premi del Conservatorio di arte drammatica di Parigi ed è membro della Comédie Française dal 1982. Uno dei suoi ruoli più importanti alla Comédie Française fu proprio ne Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello, che interpretò con la direttrice di Villa Medici Muriel Mayette-Holtz. (foto: ALAIN PRALON, LaureThierr)

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Parco Ungaretti: a Venezia la preview

Posted by fidest press agency su martedì, 24 agosto 2010

A partire dal 29 agosto e fino al 26 settembre Venezia ospiterà la preview del progetto “Parco Ungaretti”, primo parco letterario in Italia dedicato al grande poeta, che sarà inaugurato il 18 settembre a Castelnuovo di Sagrado (Go).  Presso la location di Castello 6113 Borgoloco Pompeo Molmenti saranno esposti plastici, pannelli informativi e dettagli tecnico/architettonici relativi al progetto curato dall’architetto Paolo Bornello, con il quale si intende onorare uno dei più grandi poeti del Novecento e valorizzare storia, cultura e paesaggio dell’intero comprensorio carsico dentro al quale si colloca la storica Villa Della Torre Valsassina Hohenlohe, anche attraverso la promozione di un qualificato turismo culturale ed enogastronomico.
“L’esposizione, visitabile ogni giorno (martedì escluso) dalle ore 10 alle 18 -commenta l’architetto Bornello- presenta con completezza l’intento del progetto, ovvero quello di dislocare negli ambiti storici della villa e del suo giardino degli spazi che figurativamente reinterpretano piccole architetture militari e funzionalmente conservano ed esaltano i versi immortali di Ungaretti, nel tentativo di suscitare nel visitatore ciò che di segreto rimane in noi indecifrabile, come il poeta stesso dice”. Il progetto prevede di installare nel parco della villa di Castelnuovo alcune stele di pietra sulle quali saranno incise le poesie di Ungaretti. Altre poesie saranno riproposte sulle pareti trasparenti di una torretta osservatorio, sulla balaustra della terrazza panoramica e su una grande lastra collocata dentro il sacrario di alti tronchi d’abete. All’interno del parco saranno inoltre collocate alcune opere d’arte di particolare valore, realizzate dallo scultore Paolo Annibali e dal maestro incisore Franco Dugo. (scorcio)

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