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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

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“Venezia, non è una città, non è un villaggio, non è una metropoli né ha mai aspirato ad esserlo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 novembre 2019

Pubblichiamo, in parte, l’accorata lettera di una nobildonna che vive a Venezia e che ha la ventura, non certo gradita, di veder morire una città unica nel mondo affogata prima che dalle acque dalle speculazioni e dalle ruberie e dalla cecità di stato.
Venezia è una realtà unica al mondo, sospesa nel tempo tra il sogno, l’incantesimo e la storia, è la realizzazione concreta e tangibile di una sola e grande opera d’arte composta, non dimenticatelo mai voi che guadate le immagini sul media, anche dai noi veneziani, uomini e donne, giovani e vecchi, del passato e del presente che la vivono giorno per giorno e la conservano e custodiscono nei fatti e nella memoria.I veneziani sono coloro che vi sono nati, coloro che hanno scelto di viverci, coloro che hanno dovuto abbandonarla, coloro che dopo averci studiato hanno deciso di adottarla, e di tutti coloro che prima di vantarsene hanno deciso di viverla in un incredibile intreccio di spettacolari luci e complesse difficoltà. Siamo in tanti, molti di più di quanti vorrebbero farvi credere per giustificare una funzionale diminuzione dei servizi prioritari.A Venezia si nasce ancora, si miei cari, tra le onde della marea di ieri sera, i primi vagiti di tanti cuccioli d’uomo si facevano sentire nel non lontano ospedale di San Giovanni e Paolo. Mentre tutti in famiglia facevamo fronte alla grande tempesta di vento, acqua e mare che violentemente si era scagliata su Venezia e la nostra dimora, tra le prime come un guerriero di punta nella laguna Nord a tagliare il vento che viene dal nord, ho avuto l’impressione che la casa si fosse trasformata in una nave che solcava i mari del nord. Intorno a noi devastazione, distruzione, vaporetti, barche e gondole affondate e strozzate alle paline, altre totalmente fuori controllo sopra le fondamenta a pochi centimetri dai ponti e dai palazzi. I canali morbidi e silenziosi di Venezia trasformati in fiumi in piena. Gli esercenti, le scuole, ogni attività al piano terra devastata ed in ginocchio. Gli squeri divelti dalla laguna trasformatasi in mare aperto. Non è stato facile il risveglio questa mattina, stremati dalla paura e dalla stanchezza, ma soprattutto afflitti dalla rabbia perché ancora oggi dopo anni di parole e investimenti incredibili fatti, il rispetto della laguna che deve necessariamente passare dalla conoscenza dei suoi flussi e dei suoi equilibri non è stato ancora affrontato con la dovuta serietà e concretezza.
Ma come è possibile che in Olanda sin dal 1200 l’uomo riuscì ad arginare il fiume Amstel e l’oceano con la realizzazione di un sistema strutturato di argini e canali, recuperando circa un quinto dell’area della terraferma nel paese (circa 6.500 km²). Buona parte del territorio, come l’intera provincia di Flevoland è costituita da polders , tra cui molti del XII secolo, ovvero da terreni prosciugati e strappati al mare, a paludi costiere e lagune e che adesso sono bonificati e protetti dalle dighe. Senza il drenaggio continuo e la protezione di queste dune costiere, circa metà dell’Olanda sarebbe coperta dal mare o dai diversi fiumi che l’attraversano: l’oceano! Nel 1932 con la costruzione della Afsluitdijk, ossia la diga di sbarramento, fra la Frisia e l’Olanda Settentrionale il mare è stato nuovamente separato e trasformato nel lago Ijsselmeer. Quest’ultimo, in parte prosciugato ha dato poi origine alla provincia di Flevoland. Fra il 1958 e il 1986 si attuò il noto piano Delta, una mastodontica operazione per chiudere i bracci di mare e limitare al massimo i rischi di inondazione. E nel 1997 è stata conclusa la diga di Stormvloedkering.
Due emergenze assolute per Venezia se volete che resti patrimonio italiano, altrimenti è meglio che ritorni ad essere Repubblica Marinara della Serenissima indipendente al più presto da questo stivale che la tratta come un sassolino, appunto, nella scarpa:
Emergenza moto ondoso per tutti veneziani e turisti;
– Blocco navi veloci nel bacino di San Marco;
– Studio concreto delle conseguenze del Mose e di tutti i lavori fatti e conseguenze sul delicato equilibrio preesistente della laguna;
– Predisposizione di rimedi subito e non per forza milionari;
– E soprattutto ascoltare i veneziani e coloro che la vivono. (Contessa – Chiara Modica Donà Dalle Rose)

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Si avvicina l’appuntamento con il Villaggio per la Terra

Posted by fidest press agency su martedì, 18 aprile 2017

pincio_notteRoma dal 21 al 25 aprile al Galoppatoio di Villa Borghese e sulla Terrazza del Pincio, con una cinque giorni di iniziative dedicate alla tutela del pianeta, per creare e diffondere una maggiore sensibilizzazione verso l’ambiente attraverso la condivisione, il divertimento, la conoscenza, le esperienze. Tema di quest’anno il Dialogo interculturale.
GLI EVENTI. Dedicato sia ai grandi che ai più piccoli, agli sportivi, alle famiglie, agli studenti e agli esperti, nel villaggio sono in programma eventi di musica, scienza, sport, giochi, arte e cibo. Tra le attrattive ci saranno laboratori ludici, didattici, un villaggio dei bambini, laboratori di sismologia e vulcanologia, il planetario gonfiabile, corsi di giornalismo ambientale, dimostrazioni sportive a cura di campioni olimpici e paralimpici, biciclettate, tornei e competizioni sportive. Si svolgono poi diversi festival tematici, dedicati all’economia circolare, alla mobilità sostenibile, all’educazione ambientale, ai libri, alla festa dell’Erasmus e il forum ‘Cambiamenti climatici e migrazioni forzate’ dedicato al tema del drammatico aumento di eco-rifugiati nel mondo. Al Galoppatoio di Villa Borghese è stato allestito anche un villaggio sportivo in collaborazione con il CONI.
L’EARTH DAY ITALIA. Al Villaggio per la Terra si celebrerà anche l’Earth Day, giunto alla sua 47ma edizione, l’evento più importante al mondo per la sensibilizzazione alla tutela della Terra, celebrato da un miliardo di persone nei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite. Sulla terrazza del Pincio si svolgerà il Concerto per la Terra di cui nei prossimi giorni sarà svelata la line up artistica.
DAL MESSAGGIO DEL PAPA ALLA RICERCA DEL DIALOGO. Dallo scorso anno Earth Day Italia (promotore storico dell’iniziativa) organizza il Villaggio per la Terra insieme al Movimento dei Focolari di Roma. L’evento è organizzato in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente. La scorsa edizione è stata segnata dall’arrivo a sorpresa di Papa Francesco con il suo forte messaggio ai partecipanti “Trasformate deserti in foreste” che ha spinto Movimento dei Focolari edEarth Day Italia a dedicare l’edizione di quest’anno al Dialogo Interculturale per la Pace, ponendo così l’accento sull’urgenza assoluta di costruire ponti e abbattere muri, nella convinta ricerca di quell’unità mondiale senza la quale è impossibile rimettere al centro l’uomo e la sua felicità.
EARTH DAY ITALIA: BASTA MURI E SFRUTTAMENTO RISORSE. “Se lo scorso anno abbiamo festeggiato lo storico accordo sul clima di Parigi che vedeva uniti i 193 Paesi dell’ONU nella volontà di contenere le emissioni di C02, quest’anno Earth Day Italia vuole lanciare un messaggio forte e di stimolo nei confronti di tutte quelle politiche che, cavalcando il generale clima di sfiducia e rabbia, alzano muri e continuano a sfruttare senza remore le risorse naturali – dichiara Pierluigi Sassi, presidente di Earth Day Italia. Con il Villaggio per la Terra vogliamo mettere in scena e in festa il sentimento di solidarietà universale che esiste ancora, potente, tra le persone e che è capace di generare il cambiamento. Per questo invito tutti i cittadini a unirsi e partecipare”.
MOVIMENTO DEI FOCOLARI: IL DIALOGO TRASFORMA I CONFLITTI IN OPPORTUNITÀ. “Oggi più che mai il Movimento dei Focolari sente di dover dare il suo contributo all’affermazione della Pace per la quale è necessario il dialogo che sa fare di conflitti e problemi un’opportunità, come ci ha detto Papa Francesco l’anno scorso a Villa Borghese – dichiarano Antonia Testa e Donato Falmi, responsabili del Movimento dei Focolari a Roma – Nel Villaggio per la Terra il Movimento dei Focolari a Roma trova il naturale contesto in cui realizzare una delle sue manifestazioni più significative, la Mariapoli, esperienza nata nel 1949 e ora diffusa in più di 180 paesi del mondo, quale microrealizzazione di una città in cui si vive la fraternità universale. Saranno giorni in cui potremo declinare in variati modi la norma universale che ci mette in comunione con tutte le grandi religioni che va sotto il nome di Regola d’oro: Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te. Questa per noi è il cuore vivo dell’ecologia integrale”.

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Il villaggio della salute, la prevenzione in piazza

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2017

OLYMPUS DIGITAL CAMERAMilano giovedì 12 gennaio 2017, ore 11.00 Sala stampa “Franco Brigida” – Palazzo Marino, Piazza della Scala 2 conferenza di presentazione de Il villaggio della salute, la prevenzione in piazza. Prevenzione, buone abitudini e corretti stili di vita: sono i protagonisti del Winter Village, il campo base della salute allestito a Milano dal 18 al 22 gennaio 2017 nell’area antistante via Mario Pagano. La manifestazione, promossa da Onda, con il contributo incondizionato di Doc Generici, gode del patrocinio di Regione Lombardia, della Città metropolitana e del Comune di Milano, e si avvale della collaborazione di 8 fra Società scientifiche e Associazioni – AIDI (Associazione Igienisti Dentali Italiani), AMD (Associazione Medici Diabetologi), ARCA (Associazioni Regionali Cardiologi Ambulatoriali), SIIA (Società Italiana dell’Ipertensione), SIMG (Società Italiana di Medicina Generale), SIP (Società Italiana di Psichiatria), SOI (Società Oftalmologica Italiana) e URI (Urological Research Institute dell’Ospedale San Raffaele).Il villaggio, aperto a tutti e gratuito, offrirà informazioni ed eventi volti a promuovere una corretta alimentazione, ma anche consulti con gli esperti delle principali Società scientifiche e molto altro ancora.Il percorso è organizzato in quattro sezioni. Si inizia dall’area dedicata al mangiare sano, coordinata dallo chef Matteo Scibilia che grazie ad assaggi, corsi e percorsi svelerà al pubblico i segreti della cucina sana, gustosa e leggera. Si passa poi all’area della salute, dove si potranno avere informazioni sui corretti stili di vita, e a quella dedicata alla scoperta del proprio corpo attraverso un’esperienza digitale di realtà virtuale che permetterà di comprendere i rischi legati a comportamenti non corretti e l’importanza della diagnosi precoce, delle cure quando necessarie e della continuità terapeutica. Infine i visitatori avranno la possibilità di avere un consulto medico specialistico gratuito in cardiologia, diabetologia, ipertensione, medicina generale, oftalmologia, psichiatria, urologia o una consulenza in igiene dentale.“Da una nostra recente indagine – spiega Francesca Merzagora, Presidente di Onda – emerge come la salute rimanga lo scopo primario nella vita delle italiane. Per il 69% delle donne infatti il benessere rappresenta una priorità, ma per quanto si abbia più attenzione rispetto al passato, solo il 46% è soddisfatto (70% nel 2006) della gestione della propria salute e 2 su 3 (67%) vorrebbe fare di più. Le principali barriere che ostacolano un’efficace attività di prevenzione sono il costo delle prestazioni (63%) e la scarsa informazione sugli esami di screening da effettuare (24%). Onda, da sempre impegnata nel promuovere la salute della donna e della famiglia, offre quindi la possibilità a tanti cittadini di avere consulti medici gratuiti e di immergersi in un percorso nel mondo della salute. I visitatori – aggiunge Francesca Merzagora – saranno guidati alla scoperta delle diverse aree con la possibilità di ricevere consigli e informazioni da un team di esperti per poter correggere eventuali abitudini non opportune che possono nuocere alla salute”.”Abbiamo deciso di sostenere questa iniziativa – commenta Massimo Sgrafetto, Sales & Marketing Director di DOC generici – per dare seguito e supporto a un’attività pregressa che si è svolta in 50 piazze in tutta Italia per valutare gli stili di vita degli italiani. DOC generici è un’azienda che si muove nel mondo della salute: la prevenzione nonché l’attenzione agli stili di vita corretti sono la base della salute e solo in caso di necessità si deve ricorrere all’utilizzo di farmaci e sempre e solo dopo consulto medico”.

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Utilizzo del Villaggio degli Aranci – Mineo

Posted by fidest press agency su martedì, 22 febbraio 2011

Il Consiglio Italiano per i Rifugiati in una lettera inviata ieri all’attenzione del Ministro dell’Interno Roberto Maroni ha espresso la sua preoccupazione rispetto al piano annunciato dal governo di trasferire al Villaggio degli Aranci di Mineo migliaia di richiedenti asilo ospitati attualmente in diversi centri di accoglienza in Sicilia, Calabria, Puglia e Friuli Venezia Giulia. “Il concentramento di rifugiati o richiedenti asilo in una così grande struttura inficerebbe il sistema di accoglienza che l’Italia ha costruito negli ultimi dieci anni. Rappresenterebbe il contrario dell’attuale sistema SPRAR che garantisce il pieno rispetto dei diritti delle persone e fornisce loro i servizi previsti dalla normativa comunitaria e italiana” – sottolineano nella lettera Savino Pezzotta e Christopher Hein, rispettivamente presidente e direttore del CIR.  “L’ottima esperienza del Sistema di Protezione per i Rifugiati e i Richiedenti Asilo – SPRAR, coordinato dall’ANCI in accordo con il Ministero dell’Interno prevede, infatti, decentramento, ospitalità in piccoli centri, coinvolgimento degli enti locali e delle associazioni, approccio che è considerato un modello per altri paesi europei. Non ravvisiamo alcuna necessità di smantellare – anzi, ciò risulterebbe un’azione controproducente – l’attuale sistema di accoglienza e le procedure per il riconoscimento della Protezione Internazionale”. Il Consiglio Italiano per i Rifugiati ha voluto ricordare che già una volta, nella primavera del 1999, 5.000 sfollati kosovari furono ospitati nella ex base NATO di Comiso in Sicilia e inevitabilmente in poco tempo la situazione degenerò e divenne totalmente ingovernabile. Il CIR  ha perciò chiesto al Ministro Maroni un ripensamento sull’utilizzo del Villaggio degli Aranci di Mineo. Il Villaggio di Mineo potrebbe effettivamente servire  come centro di smistamento e prima identificazione delle persone solo per un limitatissimo periodo di accoglienza in caso di arrivi massicci dal nord-Africa, caso che non è affatto da escludersi considerando anche l’attuale situazione in Libia.

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La Sicilia e le rivolte nel mondo arabo

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 febbraio 2011

Di Agostino Spataro. Nulla possono la politica, la diplomazia contro la meteorologia: con la bonaccia , infatti, sono ripresi gli sbarchi di clandestini dalla Tunisia verso Lampedusa.E’ questo un risvolto diretto delle rivolte arabe, soprattutto nordafricane, che ha provocato in Sicilia una nuova emergenza che mette a dura prova le strutture d’accoglienza e le miopi politiche migratorie del governo Berlusconi.   Per altro, è prevedibile che l’esodo si estenda a Egitto, Libia, Algeria.La Sicilia potrebbe ritrovarsi al centro di tensioni e di conflitti, anche devastanti, per la ridefinizione degli assetti dei poteri in queste regioni vitali del mondo, in aderenza ai nuovi equilibri della globalizzazione. Perché, a occhio e croce, di questo si tratta. Non è un mistero svelato, oggi, da Wikileaks (l’abbiamo già scritto in “la Repubblica” del 6/5/2005) che a Sigonella sono concentrate le più sofisticate capacità Usa di dispiegamento rapido per la cosiddetta “lotta al terrorismo”. Ma torniamo all’emergenza emigrazione che, in pochi giorni, ha visto sbarcare in Sicilia quasi 6.000 persone; un dato allarmante e anche un po’ strano poiché non si capisce come mai da un paese finalmente liberato i giovani fuggano invece di restare per ricostruire l’economia e consolidare la democrazia. Evidentemente, qualcosa non quadra in queste “rivoluzioni incompiute” che hanno detronizzato i rais, ma lasciato il potere ai loro colleghi militari e agli esponenti dell’ancien regime. Ovviamente, il disagio non è solo locale, ma riguarda l’intera Sicilia che certo non può fronteggiare, da sola, un’emergenza di dimensioni nazionale ed europea, nemmeno con gli aiuti promessi. Questo- a me pare- il punto politico principale su cui la Regione deve puntare i piedi. Un’insistenza sospetta quella del governo delle “eterne emergenze” nelle quali – sappiamo – anche i sentimenti più genuini vengono travolti da manovre e interessi spudorati. Specie se in ballo ci sono contratti milionari che facilmente accendono appetiti affaristici e clientelari. Come quelli che si profilano con l’operazione “villaggio della solidarietà” di Mineo dove Berlusconi e Maroni vorrebbero concentrare sette mila rifugiati regolari. Una proposta che farà la gioia del cavaliere Pizzarotti, ma non quella dei sindaci della zona e delle stesse associazioni dei profughi che la considerano un marchingegno, per altro molto costoso, che, invece di favorire l’integrazione, isolerebbe i rifugiati in una sorta di ghetto a quattro stelle. Come mai una proposta simile non è stata avanzata a una regione del Nord dove i profughi e gli immigrati desiderano vivere? Forse per tenerli lontano dalla “padania” ed evitare problemi elettorali alla Lega? Solo così si può  spiegare tanta sospetta benevolenza nei confronti dell’Isola e degli immigrati che è un’amara conferma del ruolo subalterno assegnato all’Isola nella prospettiva strategica dell’Italia. Anche in questo caso, si riscontrano un approccio detestabile e un’iniqua suddivisione dei ruoli derivati dallo sviluppo del paese: i benefici, il valore aggiunto al centro-nord, le conseguenze negative, i problemi al sud, in Sicilia. Gli esempi sono tanti, antichi e recenti.Valga per tutti l’anomalia degli scambi commerciali con i Paesi arabi rispetto ai quali le regioni del centro-nord sono le principali esportatrici di beni e servizi, mentre la Sicilia si deve far carico dell’importazione di enormi e inquinanti quantitativi d’idrocarburi, destinati a incrementarsi con la costruzione dei due rigassificatori. Spiace rilevarlo, ma la concentrazione nell’Isola di questa massa d’immigrati e di rifugiati ha tutto il sapore di una nuova azione discriminatrice e, anche, un po’ razzistica. (Agostino Spataro)

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Teatro: Dirty dancing

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 gennaio 2011

Roma 15 (ore 21) e domenica 16 gennaio (ore 17) al Teatro Tor Bella Monaca è di scena la rivisitazione di uno dei film musicali più conosciuti e amati dal pubblico, “Dirty dancing” con la regia e coreografie di Oriana Mirruzzo e con Valerio Salvatori, Francesca Peccol,Giulia Santor,Olimpio Pingitore, Daniele Mancinelli,  Marco Ferrant, Irene Galatolo, Francesco Gianfagna, Enrico Testa, Graziella De Angelis,  Egidio Febraro, Claudio Silvagni, Giulia Samele, Miriam Mirruzzo, Sara Testa  Direzione di scena Loretana Sordi  Scenografie di Daniele Mancinelli e Massimo Carta  Costumi di Lucia Bottoni, Stella D’Agostino, Enza Tavella, Patrizia Vergnetta, Antonetta Gentile, Dina Di Giuseppe  Tecnici Audio e luci Gino Santoro, Davide Santoro, Adriano Silvagni, Costantino Pompa. Sul palcoscenico l’energia dell’estate del 1963, quando Frances Baby Houseman, con la sua famiglia, arriva nel villaggio vacanze dei Kellerman. Studentessa modello, ricca e smaliziata, Baby si accorge durante la vacanza che la vita che le avevano raccontato era vera solo a metà. Incontra e vive situazioni a lei lontane: povertà, divieto, inganno; ma soprattutto il ballo, l’amicizia e, ovviamente, l’amore che manifesta pubblicamente, contro ogni falsa morale, giudizio e divisione in caste, in uno scatenato mambo. E sulle note della canzone premio Oscar “The time of my life”, il Teatro farà rivivere al pubblico la libertà che si prova ballando. (dirty dancing)

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II edizione Villaggio della danza

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

Napoli 27 ottobre 2010, ore 12 presso la galleria GANÒ piazza Giulio Rodinò 24 conferenza stampa sulla Mostra D’Oltremare viale Kennedy 54 – Napoli (dal 29 al 31 ottobre 2010). Direzione artistica M° Giuseppe Carbone  Direttore del Corpo di Ballo del San Carlo di Napoli  e della Scala di Milano coordinatore artistico ArtGarage coordinatore organizzativo Flegreinarte
Durante il Galà del 31 ottobre alle 21 verrà assegnato il Premio alla carriera Villaggio della Danza a Giovanna Spalice. Un villaggio in cui si vive di danza. Classica, contemporanea, hip hop, modern jazz, danze orientali, tango, flamenco, balli caraibici, danze popolari, danze western: tre giorni dedicati al linguaggio del corpo in tutte le sue espressioni. Incontri, dibattiti, mostre, scambi e collaborazioni, immersi in un ambiente internazionale e in un clima di intenso scambio culturale e artistico. La Mostra D’Oltremare, dal 29 al 31 ottobre, si trasformerà in una vera e propria fucina della danza dove giovani appassionati potranno incontrare professionisti dell’ambiente a cui chiedere informazioni e consigli, e da cui far nascere interessanti collaborazioni. Sull’esempio di altre città italiane ed europee, il Villaggio della Danza nasce dall’esigenza di dare vita ad uno spazio dove il popolo danzante possa studiare, ricercare, arricchire il proprio curriculum, condividere esperienze e proporre performance. (vd, maestro)

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Libro: La Fontana del Villaggio

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2010

Di Bortolossi Claudio Questo piccolo libro dà  avvio alla collana Nuovi Stili di Chiesa che l’Emi offre a coloro che amano la Chiesa, ma sono afflitti dalle difficoltà che essa oggi attraversa: Nelle comunità cristiane si è diffuso un senso di sfiducia e di pessimismo. Lo slancio, ricco di fervore, di creatività e di impegno, che seguì  il Concilio Vaticano II, sembra essersi esaurito e il lavoro di rinnovamento che allora cominciò pare ormai fermo. Tuttavia non è così,  lo Spirito Santo è sempre all’opera, anche se non sempre agisce sotto i riflettori dei mass media e la sua azione rimane nascosta  ma questa collana vuole essere proprio una raccolta di esperienze che testimoniano la sua azione rinnovatrice.  Non sono riflessioni pastorali ma racconti e narrazioni dettagliate di esperienze che camminano sulle vie tracciate nella grande stagione del Vaticano II.  Il viaggio inizia con La fontana del villaggio, l’esperienza di una parrocchia nella lontana Colombia. Quando l’autore vi sbarca per la prima volta, riceve uno choc profondo: “Vi si faceva esattamente quello che avevo visto fare in Italia”.  Una parrocchia “tradizionale” che si trasformerà in parrocchia missionaria,  evangelizzatrice – una vera “fontana del villaggio”, per riprendere l’espressione di Giovanni XXIII – dove i laici sono coinvolti in pienezza di comunione e di corresponsabilità.  Il passaggio avviene attraverso un metodo preciso, detto Sine (Sistema Integrale di Nuova  Evangelizzazione), che “non è altro che l’applicazione a livello parrocchiale dell’ecclesiologia e della spiritualità del Concilio Vaticano II”. Nel momento in cui i vescovi ci esortano a passare “da una pastorale di conservazione a una pastorale di missione”, l’esperienza narrata da padre Claudio può riuscire utile anche per l’Italia.  Claudio Bortolossi, è nato nel 1946 a Strassoldo (Udine) in una famiglia contadina. Missionario saveriano, viene ordinato sacerdote nel 1973. Si specializza quindi in Catechetica e Teologia pastorale all’Università Pontificia Salesiana di Roma. Vicende familiari lo costringono a rimandare a lungo il sogno di andare in Indonesia; rimane nella sua diocesi, dove sarà anche direttore del Centro Missionario. Parte, finalmente, a 51 anni suonati, per la Colombia. Qui, dopo dieci anni come parroco a Buenaventura, è ora formatore nello studentato filosofico di Medellín. Con il sogno di tornare a fare il parroco. (Pagg. 112 – € 9,00)

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Stefano Violante: Un progetto per Toecè

Posted by fidest press agency su martedì, 16 febbraio 2010

Venezia, fino al 6/3/2010 San Stae, Palazzo Mocenigo, 1990 Casa del Cinema Essere un piccolo ma concreto supporto a fianco di un paese dove dilaga povertà e rischio di vita, specie per i piu’ piccoli. Camminare a fianco della popolazione di un villaggio con un aiuto teso a costruire lavoro, istruzione, sanità. Questa e’, in sintesi, la nostra missione. Con questa mostra fotografica non abbiamo la pretesa di narrare la complessità di una frazione misconosciuta di Africa nera, ma certamente di stimolarne il desiderio di conoscenza e di partecipazione. Un racconto senza enfasi di difficoltà e successi, che attraverso questa mostra, vuole condividere la problematicità di questi interventi.  Negli scatti di Stefano Violante ritroviamo i volti e la profonda umanità degli abitanti del villaggio di Te’occe’, i cieli violenti e le atmosfere di questo paese. E con le sue fotografie, i suoi occhi e le sue emozioni, egli si fa ambasciatore dei nostri progetti.  L’intero ricavato della vendita delle fotografie sarà devoluto in beneficenza. (Marinella D’Amico Pallesi) (violante)

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Procida a lineablu

Posted by fidest press agency su martedì, 1 settembre 2009

Sabato 5 settembre 2009, alle 14.05 su RaiUno, Lineablu approderà sull’isola di Procida. Archeologia subacquea, paesaggi pittoreschi e storie di abitanti di un’isola che è un vero e proprio gioiello dei nostri mari.  Poco più di 3 chilometri quadrati, un lembo di terra piccolissimo, ma ricco di angoli intrisi di memoria; il tutto all’interno di uno scrigno che tutto il mondo ci invidia: il Golfo di Napoli. Prima tappa del viaggio sarà l’antico villaggio marinaro di Corricella, una baia protetta e un ricovero sicuro per le imbarcazioni da piccola pesca, che la sera vi trovano rifugio. La Corricella conserva esempi di architettura del passato, ma al tempo stesso sta cambiando negli anni, senza alterare il fascino che la rende unica. Da questa colorata baia a Terra Murata, contando uno ad uno i gradini che portano alla sommità abitata di Procida, dove rievocheremo la vita dei tempi che furono, quando tutto ruotava attorno all’attività del vecchio carcere. Assisteremo ad una curiosa esercitazione a mare che avrà per protagonisti i migliori amici dell’uomo per scoprire che i Labrador sono così lesti nel correre in aiuto degli uomini grazie al particolare rapporto che si sviluppa tra padrone e cane. Le telecamere di Lineablu saranno poi ad Ischia per il rientro dei pescherecci e la  vendita del pescato direttamente sul molo e per approfondire le proprietà curative delle acque termali di cui l’isola è ricca. Per tutti gli appassionati di arte un’immersione unica in un vero museo subacqueo a 5 metri di profondità tra statue, mosaici e tanti preziosi tesori archeologici lasciati dai nostri antenati: il Parco Archeologico Sommerso di Baia. Fabrizio Gatta continuerà ad esplorare gli antichi borghi marinari più suggestivi d’Italia. A tavola con il Professor Calabrese che, come sempre, ci delizierà con ricette semplici, genuine e nutrienti.

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Lessinia, montagna al femminile

Posted by fidest press agency su domenica, 30 agosto 2009

carmenBosco Chiesanuova (Verona)  Nel corso della cerimonia di premiazione, presso il Teatro Vittoria, la giuria internazionale ha assegnato il Gran Premio Lessinia – Lessinia d’Oro a Carmen meets Borat (Olanda) di Mercedes Stalenhoef. In 85 minuti la regista racconta i sogni e le speranze di Carmen, diciassettenne che vive in un piccolo villaggio svizzero sulle colline della Romania la cui normalità viene turbata dall’arrivo della troupe del film Borat. “Con occhio attento la regista osserva gli abitanti di un villaggio rumeno e con sguardo sereno registra la loro forza e le loro debolezze. Nulla le sfugge. Il film non è solo un dramma – si legge nel verbale scritto dalla giuria –, realizzato con maestria, sui sogni traditi di una famiglia, ma anche una critica alla grande industria cinematografica che ignora totalmente i valori umani. Un film che ci fa ridere e piangere”. Nel ritirare il premio, la regista ha ringraziato gli abitanti del piccolo villaggio di Glod.  Il secondo premio del Film Festival, la Lessinia d’Argento, è andato al film Himalaya, la terre des femmes (Francia) di Marianne Chaud. Gli altri riconoscimenti del ricco palmarès del Film Festival sono andati ad altre 10 opere tra le 23 ammesse a partecipare al concorso. Il premio del Curatorium Cimbricum Veronense per le lingue e le culture minoritarie è stato attribuito invece a El somni di Christophe Farnarier (Spagna). L’inglese Goleshovo, di Ilian Metev ha ottenuto il riconoscimento della Regione Veneto per il miglior filmato sul “paesaggio culturale” montano; il premio della Provincia di Verona, dedicato alla storia in montagna, è stato vinto da La culla delle aquile di Alessandro Pugno.  Il premio del Parco Naturale Regionale della Lessinia per il miglior documentario naturalistico è stato attribuito a The Urals di Oliver Goetzl, mentre quello della Comunità Montana della Lessinia (alla migliore opera riguardante i Monti Lessini veronesi e il Monte Baldo) è andato a Il tasso. L’anima di un torrente di Raffaello Boni. Il premio della giuria è andato al film Prezzemolo, sensa pile sensa curént elètrica di Sandro Gastinelli e Marzia Pellegrino (Italia). Una menzione speciale è stata assegnata, infine, alla pellicola Semaan Bil Day’ia del libanese Simon El Habre. Il premio speciale alla memoria di Mario Pigozzi e Piero Piazzola è andato a Goleshovo, del giovane regista Ilian Metev (Inghilterra); il riconoscimento della Cassa Rurale Bassa Vallagarina è stato assegnato a Am Grat der Zeiten und Kulturen – Entlang des Karnischen Höenweges di Hubert Shönegger. La pellicola Crossing the Himalaya, di John Murray, ha ottenuto il premio del pubblico. (carmen)

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XV Film Festival della Lessinia

Posted by fidest press agency su martedì, 25 agosto 2009

diversità in LessiniaBosco Chiesanuova (Verona), Le montagne veronesi e della Svizzera saranno tra le protagoniste, mercoledì 26 agosto, della quinta giornata del Film Festival della Lessinia. Al Teatro Vittoria alle 16: Heidi torna tra i monti, lungometraggio animato di Isao Takahata del 1976, tratto della serie televisiva che rese la figura di Heidi famosa in tutto in mondo. Le proiezioni proseguiranno alle 21 con i film in concorso: Semaan Bil Day’ya (L’uomo villaggio) del regista Simon El Habre, storia di un allevatore di vacche in un piccolo villaggio delle montagne libanesi distrutto dalla guerra civile; Crossing the Himalaya (Attraversando l’Himalaya) di John Murray, viaggio nel cuore dell’Himalaya, seguendo la più grande migrazione annuale di uomini e animali. Alle 21 il terzo capitolo di Millennium News sul tema Basta mortalità infantile; quindi per la  Retrospettiva TSR: L’Etivaz, mon amour (L’Etivaz, amore mio) di Jean-Paul Mudry, un racconto filmato sulla produzione di uno dei più pregiati formaggi elvetici; Sur la piste du renne blanc (Sulla pista delle renne bianche) di Hamid Sardar, che narra come in una tribù della Mongolia un giovane debba dimostrare di saper addomesticare una renna per avere in sposa la sua amata Solingo. In chiusura di serata per la sezione Altre montagne: Am Grat der Zeiten und Kulturen. Entlang des Karnischen Höhenweges (Sulla cresta dei tempi e delle culture. Lungo l’alta Via Carnica) di Hubert Schönegger, sguardo sulla vita e la natura lungo la via Carnica, tra alto Adige e Austria.  Giovedì 27 agosto 2009 Al Teatro Vittoria, alle 17, in replica la proiezione del film documentario Terra Madre di Ermanno Olmi. Alle 21 tributo al regista Marcello Baldi, con la visione di Non solo K2… Parte seconda: da Pupille agli Aramei di Renato Morelli: omaggio alla lunga carriera dell’artista, dai primi spettacoli con i burattini fino all’esperienza da cineasta. Seguirà la proiezione di Narciso. Dietro i cannoni, davanti ai muli di Marcello e Dario Baldi: la contrastata storia d’amore nata in un piccolo paese di montagna. Sarà presente in sala il figlio del regista, recentemente scomparso, che presenterà alcuni estratti del backstage. In sala Olimpica alle 21 il film in concorso: Karearea: the Pine Falcon (Karearea: il Falco dei Pini) di Sandy Crichton (Nuova Zelanda, 2008), documentario che racconta di come una colonia  falchi insediatasi in una piantagione commerciale tenti di difendere i propri nidi dai taglialegna. A seguire: El Ciruelo di Carlos Rossini ed Emiliano Altuna (Messico, 2008), testimonianza della lenta ed inesorabile sparizione di un villaggio messicano sommerso dalle acque del fiume.

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