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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 330

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Violazione del pluralismo politico e della libera concorrenza dei principali mass media

Posted by fidest press agency su martedì, 19 giugno 2018

Il Movimento Astensionista Politico Italiano ha segnalato all’Antitrust e all’Autorità per le garanzie nelle tecomunicazioni quello che ritiene nei suoi confronti: “violazioni sistematiche del pluralismo politico dell’informazione e della libera concorrenza editoriale da parte delle principali testate giornalistiche italiane e delle principali emittenti radiotelevisive nei confronti del pluralismo politico dell’informazione.
Tali violazioni, facilmente riscontrabili anche dai tabulati riassuntivi pubblicati dall’AGCOM, denotano la perenne assenza nel pluralismo dell’informazione di ogni sorta di approfondimento sulle tematiche riguardanti l’astensionismo politico, oggetto di una stretta censura da parte dei mass media, nonostante gli sforzi compiuti contro tale pratica dallo scrivente movimento da un decennio a questa parte.
Sulla base degli ultimi esiti elettorali nazionali del 4 marzo l’area del non voto ha raggiunto in Italia una percentuale molto elevata, pari a circa il 30% dell’intero corpo elettorale, con poco più di 13 milioni e mezzo di elettori che così facendo hanno espresso il proprio voto per mezzo di un voto non utile per i partiti in competizione.
Ebbene, nonostante ciò, tutte le nostre continue richieste comunicative alle principali testate giornalistiche (Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Il Sole 24 Ore, ll Giornale, Il Messaggero, TG1, TG2, TG3, TG4, TG5, Studio Aperto, TGLA7, Rainews24, SkyTG24 etc.) e di partecipazione agli approfondimenti nei talk-show televisivi di Rai, Mediaset, LA7, nonostante la validità e l’utilità delle nostre argomentazioni nell’affrontare le grandi tematiche ed emergenze politiche attuali in un’ottica di un confronto dialettico democratico, vige una sistematica censura atta a strumentalizzare e condizionare politicamente l’arbitrio e la costituzione del libero pensiero politico dell’intera popolazione italiana.
Da confidenze riservate ricevute dallo scrivente movimento da alcuni noti esponenti politici oltre che da alcuni giornalisti, che tuttavia ci hanno chiesto di rimanere anonimi per timore di ritorsioni, pare che contro di noi esista un vero e proprio cartello editoriale da parte dei principali organi di informazione già citati, volto a censurare direttamente non soltanto quanto da noi redatto e proposto, ma di conseguenza ogni altra notizia di approfondimento sui temi dell’astensionismo politico-elettorale.
Pare inoltre, e questo per noi è un aspetto ancor più grave e inquietante, che tali direttive siano addirittura il risultato di una serie di pressioni giunte agli editori e alle redazioni dei principali mass media da parte dei Dipartimenti per l’Editoria dei passati Governi, al fine di facilitare, evitando ritorsioni, l’erogazione dei contributi economici statali per essi previsti. Per quanto esposto si chiede, in base ai poteri attribuiti alle Autorità in indirizzo, di avviare, ove previsto, le competenti istruttorie e tutti i provvedimenti volti a rimuovere le illegalità emerse da quanto descritto”. (La lettera è firmata da CVDP – Commissione di Vigilanza per la Democrazia Partecipativa e noi per obiettività informativa riproduciamo)

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Trenitalia: i consumatori denunciati per violazione di domicilio

Posted by fidest press agency su domenica, 26 febbraio 2012

Italiano: Locomotiva diesel D.445 delle Ferrov...

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Roma, 26 febbraio 2012 – “Non sarà certo una denuncia campata in aria come quella di Trenitalia ad intimidirci: continueremo con ancora più forza a difendere i cittadini vittime dei disagi legati al trasporto su rotaia.” È questa la posizione delle associazioni di consumatori aderenti a Casper – Comitato contro le speculazioni e il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori) che annunciano l’avvio di un procedimento a loro carico da parte della Procura della Repubblica di Roma. Questi i fatti: nel corso di una manifestazione di protesta per i disservizi ferroviari, organizzata oltre un anno fa (il 13 gennaio del 2011), i presidenti delle organizzazioni Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori si presentarono presso la sede delle Ferrovie dello Stato per consegnare un water (con tanto di fiocco regalo), scelto come simbolo delle tante proteste giunte dai passeggeri e relative alla qualità del servizio ferroviario e del pessimo stato delle toilette presenti sui treni italiani. “Gli utenti sono sempre più insoddisfatti del trasporto ferroviario italiano -spiegavano quel giorno le 4 associazioni: ad assillare i passeggeri non sono solo guasti, disservizi e continui ritardi dei treni, ma e’ anche la qualità del servizio una volta saliti a bordo. In particolare il problema maggiormente segnalato dai viaggiatori e’ lo stato delle toilette nei convogli: troppi i bagni guasti o inagibili, mentre quelli utilizzabili versano in condizioni pietose”. Proprio in riferimento alle toilette dei treni costantemente fuori uso, Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori tentarono di regalare il 13 gennaio un water simbolico ai vertici delle Fs presenti all’incontro, ma l’ing. Mauro Moretti e gli altri dirigenti delle Ferrovie non gradirono affatto il dono, al punto che fecero intervenire le forze dell’ordine ed impedirono ai rappresentanti di Casper di partecipare alla riunione, presentando nei loro confronti una denuncia in Procura. Proprio a seguito di tale denuncia la Procura della Repubblica di Roma (pm dott. Antonio Calaresu) ha deciso di indagare i presidenti Carlo Pileri (Adoc), Carlo Rienzi (Codacons) e Massimiliano Dona (Unione nazionale consumatori), presenti quel giorno alla consegna del water, per il reato di “Violazione di domicilio”, regolato dall’art. 614 del codice penale il quale recita testualmente: “Chiunque si introduce nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi, contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi s’introduce clandestinamente o con inganno, è punito con la reclusione fino a tre anni”. “La comicità di tale accusa è assolutamente evidente – affermano i tre presidenti. Quel giorno, infatti, entrammo nell’androne della sede FS di Piazza della Croce Rossa scortati dalle forze dell’ordine, e chiedemmo di poter parlare con i dirigenti delle Ferrovie, i quali rifiutarono di incontrarci. Lasciammo il water agli addetti alla reception, con preghiera di farlo avere all’ing. Moretti ed uscimmo dai locali. Non si ravvede in ciò alcuna violazione di domicilio, non essendo l’ingresso della sede delle Ferrovie un locale privato e non essendoci stata alcuna forzatura da parte nostra”. Nella realtà – spiegano Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori – la denuncia presentata da Mauro Moretti e da Trenitalia è solo un maldestro tentativo di tappare la bocca ai consumatori, e di impedire agli utenti di protestare contro i disservizi ferroviari. Ma proseguiremo nel nostro diritto-dovere di assistere i cittadini vittime dei disservizi ferroviari.”

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L’Arma dei carabinieri finisce nel mirino del Garante della privacy

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2011

English: "Arma dei Carabinieri" (Ita...

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Roma, (GrNet.it) Il Garante per la protezione dei dati sensibili ha avviato un procedimento nei confronti del Comando generale dell’Arma dei carabinieri intimandogli di fornire, entro il 31 gennaio 2012, ogni necessario chiarimento utile a chiarire eventuali violazioni del diritto alla riservatezza di un dipendente (download lettera del Garante ).
Il procedimento prende le mosse da una segnalazione fatta, ai sensi dell’art. 141, comma 1, lett. b, del D.L. 196 del 30 giugno 2003, da un maresciallo dell’Arma che svolge servizio in Piemonte.Questi, infatti, ha denunciato come la scala gerarchica, con anomale forme di notifica individuale, abbia notiziato un numero imprecisato di colleghi della sua adesione ad uno specifico partito politico. Il militare sarebbe stato, peraltro, additato quale esempio negativo, da non emulare, e poi fatto oggetto di provvedimenti sanzionatori. Tutto ciò sembrerebbe essere stato fatto allo scopo di scoraggiare gli altri militari dal compiere scelte similari.Secondo la denuncia all’esame del Garante, sarebbero stati invitati i comandi periferici a notificare al personale dipendente un atto attestante i dati anagrafici nonché l’adesione del militare ad uno specifico partito politico, al fine di assicurare che la circostanza fosse conosciuta da tutto il personale appartenente alla Forza armata.Tale divulgazione di dati sensibili avrebbe avuto ripercussioni di carattere personale sul maresciallo che sarebbe stato bersagliato di telefonate di ogni genere, anche denigratorie, da commilitoni attestati su posizioni politiche diverse.Con il procedimento avviato, il Garante verificherà se l’Arma dei Carabinieri abbia adeguatamente tutelato “i dati personali idonei a rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale”.Il difensore del militare, l’avvocato Giorgio Carta, ufficiale in congedo dell’Arma, dichiara: “siamo alle solite: ai cittadini in uniforme sono sistematicamente negati i più elementari diritti, anche quelli ormai riconosciuti da consolidate norme di civiltà giuridica. Soprattutto i carabinieri continuano ad essere considerati cittadini di serie B proprio dalla loro scala gerarchica cui pure è istituzionalmente demandata la repressione di ogni violazione di legge”.”Gli stati maggiori di tutte le forze armate – prosegue il legale – ancora sono convinti che la sistematica negazione dei diritti del personale ne accresca l’efficienza e l’affidabilità, ma questa visione ottocentesca della potestà gerarchica si scontra ormai con il recente, repentino innalzamento del livello culturale dei militari. Il mio assistito, per esempio, è laureato in giurisprudenza, ma sopratutto è un militare coraggioso e fiero che non tollera i soprusi. Quindi, andremo fino in fondo alla questione”.

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Adiantum ammessa come parte civile

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2011

Una breccia nel muro di gomma della malagiustizia familiare. Per la prima volta in Italia una associazione a tutela della Bigenitorialita’ (ADIANTUM) è stata ammessa come parte civile contro un genitore reo di aver ostacolato continuamente (anche in occasione delle vacanze estive) il rapporto dei due minori con l’altro genitore.
Presso il tribunale penale di Caltanissetta si celebra il processo contro una madre che, in questi anni, ha fatto di tutto per estromettere l’ex convivente dalla cura dei figli. Numerosissimi gli episodi di violazione dei provvedimenti giudiziali (art. 388 c.p.), in base ai quali i giudici hanno rinviato a giudizio la signora. Nella prima udienza, ADIANTUM (rappresentata in questa occasione dagli avvocati Lorenzo Lo Cicero e Vincenzo Canzoneri) ha fatto richiesta di ammissione tra le parti civili, e proprio in questi giorni si e’ avuta notizia del rigetto delle istanze di inammissibilita’ degli avvocati difensori dell’imputata. L’ammissione tra le parti civili, ricordano da ADIANTUM, e’ stata possibile perchè l’associazione romana era intervenuta già una volta nella vicenda dei due bambini (che oggi vivono a Caltanissetta ma provengono da altra città della Sicilia – NDR), segnalando con una relazione formale del Segretario le ”stranezze” del giudice del tribunale dei minori di Palermo che, sulla base di una audizione effettuata ”inaudita altera parte” e su ”presentazione spontanea” della madre con il maggiore dei due figli, emise un provvedimento di affidamento esclusivo senza alcuna seria motivazione (”…mi piace stare di più con mamma, papà è seccato…”) e in totale dispregio di quanto previsto dalla L. 54/2006. In quella occasione, peraltro, al bambino (di soli 6 anni) fu chiesto dal Giudice di apporre una firma sul verbale, sotto la dizione L.C.S. (Letto, Confermato, Sottoscritto)…. Per quella segnalazione, il Segretario di ADIANTUM e’ stato oggetto di quella che sembrerebbe una vera e propria intimidazione (subito segnalata alla Corte di Appello di Palermo quale organo locale di controllo sull’operato dei magistrati), essendo stato chiamato dalla Procura, su segnalazione del giudice che nel frattempo aveva preso in carico la pratica, ”…per verificare la sussistenza del reato di esercizio abusivo della professione forense”.

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Farmacie e procedure infrazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2011

La Commissione europea si appresterebbe ad archiviare in via definitiva le procedure aperte tra il 2003 e il 2008 a carico di sette paesi dell’Unione, tra i quali l’Italia, per violazione delle libertà di stabilimento da parte delle norme nazionali che limitano proprietà e apertura delle farmacie. Secondo la fonte che riporta la notizia – il periodico francese Le Quotidien du Pharmacien – il passo indietro della Commissione rappresenterebbe la presa d’atto delle due sentenze della Corte di giustizia che nel maggio del 2009 e del 2010 avevano dato torto a Bruxelles nelle cause contro Italia e Asturie (Spagna). In tali occasioni, infatti, i giudici europei avevano stabilito che sebbene alcune norme dei due paesi limitino effettivamente le libertà economiche sancite dai trattati comunitari, queste stesse norme sono comunque giustificate da preoccupazioni riguardanti la tutela della salute e dunque risultano pienamente legittime. La direzione per il Mercato interno della Commissione, dal febbraio 2010 diretta dal francese Michel Barnier, avrebbe già espresso l’intenzione di seppellire le altre sei procedure ancora in itinere, basate sulle stesse considerazioni e dirette contro Francia, Germania, Austria, Portogallo, Bulgaria e ancora Italia. Secondo quanto prevedono le procedure della Commissione Ue, per l’archiviazione è tuttavia necessario l’assenso di tutti i commissari europei.

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Giustizia civile: Semplificazione delle procedure

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2011

E’ stato approvato dal Consiglio dei ministri un provvedimento per la semplificazione dei procedimenti civili che da trentatre vengono ridotti a soli 3 modelli previsti dal codice di procedura civile, individuati, rispettivamente, nel rito che disciplina le controversie in materia di rapporti di lavoro, nel rito sommario di cognizione e nel rito ordinario di cognizione. Il Testo Unico risponde all’esigenza di accelerare il sistema giudiziario civile anche al fine di evitare ulteriori condanne della Corte di Giustizia Europea per la violazione del termine di ragionevole durata del processo. L’evoluzione normativa degli ultimi decenni si caratterizza per la estrema proliferazione dei modelli processuali, avvenuta spesso in assenza di un disegno organico ed all’insegna della ricerca di formule procedimentali capaci di assicurare una maggiore celerità dei giudizi. Questo fenomeno si è rivelato nel tempo fattore di disorganizzazione del lavoro giudiziario, unanimemente individuato come una delle cause delle lungaggini dei giudizi civili e di rilevanti difficoltà interpretative per tutti gli operatori del diritto. Nell’esercizio della delega il Governo attua una chiara inversione di tendenza rispetto al passato, razionalizza e semplifica la normativa processuale presente nella legislazione speciale, raccoglie in un unico testo normativo tutte le disposizioni che disciplinano i procedimenti giudiziari previsti dalle leggi speciali, dando così luogo ad un testo complementare al codice di procedura civile, in sostanziale prosecuzione del libro IV.

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Responsabilità Civile e Penale dell’Operatore Sanitario

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 dicembre 2010

Roma, 15 dicembre, alle ore 15:00, presso la Domus Carmelitana S. Alberto, Via Alberico II, 44- si svolgerà il convegno, organizzato dall’Ugl Sanità, ‘La Responsabilità Civile e Penale dell’Operatore Sanitario’.Obiettivo riorganizzare il sistema in funzione di maggiori garanzie per il malato e per gli operatori. Partecipano tra gli altri Mariella Zezza e Paolo Capone. Con le nuove norme professionali e della formazione universitaria gli operatori sanitari sono esposti ad un maggiore grado di responsabilità soprattutto in presenza di eventuali reati quali l’omicidio colposo, l’omissione di soccorso, le lesioni personali (es. infezioni, lesioni da decubito), la somministrazione errata di farmaci, la violazione del segreto professionale, il rifiuto di atti d’ufficio, l’abbandono di persone incapaci”. Sulla base di un quadro legislativo radicalmente mutato in materia di professioni sanitarie e sulla richiesta da parte dell’utenza di un servizio di qualità pena il rischio di contenzioso, emergono esigenze di riorganizzazione del sistema in funzione di maggiori garanzie per il malato e per gli stessi operatori. Prenderanno parte al dibattito: Paolo Capone, Segretario Nazionale Ugl Sanità, Antonio Cuozzo, Segretario Regionale Ugl Sanità, l’On. Mariella Zezza, Assessore Lavoro e Formazione Regione Lazio, l’Avvocato Pietro D. Mangiapelo e l’Avvocato Christian Sorrenti, Uffico Legale Ugl Sanità.

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Trenitalia: sciopero nazionale

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2010

“Il 4 dicembre 2010 si svolgerà uno sciopero nazionale del personale di condotta e di scorta e dei Quadri operativi proclamato da Fast FerroVie, ma Trenitalia non avvisa gli utenti”. Lo afferma in una nota il Segretario Nazionale del sindacato Fast FerroVie, Pietro Serbassi. “La legge 146/90 – spiega – all’articolo 2 comma 6 prevede l’obbligo di dare informazione all’utenza, nelle forme adeguate, almeno cinque giorni prima dell’inizio della protesta, ma nonostante tutto, a meno di 24 ore dall’inizio dell’astensione dal lavoro, nessun annuncio è stato fatto, neanche nelle stazioni più importanti della rete, né è stato pubblicato alcunché sul sito della società”. “In ragione di ciò – conclude Serbassi – abbiamo denunciato con una lettera l’inosservanza alla Commissione di Garanzia sul Diritto di Sciopero-legge146/90, chiedendo un suo intervento sanzionatorio rapportato alla gravità della violazione”

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Birmania: violazione diritti umani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 novembre 2010

A pochi giorni dalle discusse elezioni in Birmania, l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) vuole ricordare le gravi violazioni dei diritti umani commesse dalla giunta militare birmana nelle regioni orientali del paese. Da agosto 2009 almeno 86.000 persone appartenenti alle diverse minoranze etniche nel paese sono state costrette a fuggire dalla guerra e dalla violenza. Nelle regioni di insediamento delle minoranze etniche, la giunta militare birmana persegue una politica basata sulla violenza e sulla messa in fuga della popolazione. Nella Birmania orientale sono stazionate 240 divisioni dell’esercito e i soldati presenti sono aumentati dai 180.000 del 1988 ai 400.000 del 2010. La popolazione civile è costretta ai lavori forzati, gli stupri da parte dei soldati e le fucilazioni sono all’ordine del giorno. Dopo l’acquisto di 50 elicotteri militari dalla Russia, le minoranze in Birmania ora temono una escalation della violenza subito dopo le elezioni. Nel 2010 sono stati distrutti e forzatamente dislocati almeno 113 villaggi di minoranze etniche. I popoli dei Mon e dei Karen prevalentemente cristiani sono particolarmente colpiti dalle persecuzioni e aggressioni dei militari. I soldati fucilano arbitrariamente persone in strada, sparano su villaggi, contadini al lavoro, scuole, chiese e ambulatori, confiscano e distruggono riserve alimentari, sementi e attrezzatura agricola e ostacolano sistematicamente l’assistenza umanitaria. Almeno 26.000 Karen e 8.000 Mon sono dovuti fuggire dalle aggressioni. Nella Birmania orientale almeno 450.000 persone appartenenti a una delle molte minoranze etniche del paese sono profughi interni, di cui almeno 115.000 si nascondono dall’esercito in regioni poco o difficilmente accessibili. La situazione non migliora nella Birmania occidentale e settentrionale. Negli ultimi 12 mesi almeno 8.000 Rohingya musulmani della Birmania occidentale sono stati costretti a fuggire nel vicino Bangladesh e circa 5.000 Chin cristiani del nord hanno lasciato i loro villaggi per le continue violazioni dei diritti umani e per la siccità. Le elezioni del 7 novembre sono una scandalosa farsa con cui la giunta militare intende legittimare il proprio potere e il saccheggio del paese. Mentre la giunta militare continua ad arricchirsi con la svendita delle risorse naturali del paese, le popolazioni perlopiù minoritarie delle regioni interessate continuano ad impoverirsi. Il 32% della popolazione birmana vive infatti sotto la soglia di povertà. In Birmania vengono costruite oltre 20 dighe per l’esportazione di energia alla Cina, all’India, alla Thailandia e al Bangladesh. I mega-progetti vengono finanziati anche dalla Cina che in settembre 2010 ha concesso alla Birmania un prestito senza interessi di 4,2 miliardi di dollari USA. Per fare posto alle future centrali idroelettriche centinaia di migliaia di persone dovranno abbandonare casa e terra.

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Roma: attività del I Gruppo Polizia Municipale

Posted by fidest press agency su martedì, 2 novembre 2010

Roma. Nella sola notte di sabato 30 ottobre i controlli con l’etilometro sono stati ventitre, con una infrazione rilevata ad un automobilista che aveva un tasso alcolemico superiore a quello previsto, tale da comportare il ritiro di patente.  Le  infrazioni accertate per i veicoli in sosta che intralciavano la circolazione sono state 460, di cui 102 soste nelle aree pedonali. Per quanto riguarda l’attività di Polizia amministrativa su 100 controlli effettuati nei pubblici esercizi e laboratori, sono stati contestati dieci verbali di violazione, tre dei quali hanno riguardato le occupazioni abusive di suolo pubblico, uno la disciplina sulla protrazione oraria e due la vendita e la somministrazione priva di autorizzazione, tre gli schiamazzi e rumori molesti e uno la somministrazione in locali interrati senza avere la prescritta deroga.  A questi risultati si aggiungono quelli relativi alla lotta all’antiabusivismo commerciale, corrispondenti alle giornate di  sabato, domenica e lunedì (fino alle ore 13). Malgrado le difficili condizioni atmosferiche, sono stati effettuati 117 sequestri, di cui 107 amministravi e 10 penali (con borse, portafogli e cinture sequestrate) per un totale di 2154 pezzi. Il controllo ha riguardato prevalentemente le zone del Colosseo, via del Corso e Piazza di Spagna. Lo rende noto l’Ufficio Stampa del Campidoglio.

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Segreto istruttorio per la corte di giustizia europea

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 agosto 2010

“È legittimo – secondo i giudici europei – accordare una protezione particolare al segreto istruttorio, sia per assicurare la buona amministrazione della giustizia, sia per garantire il diritto alla tutela della presunzione d’innocenza delle persone oggetto d’indagine. Ma su queste esigenze prevale il diritto di informare, soprattutto quando si tratta di fatti che hanno raggiunto una certa notorietà tra la collettività. Non solo. La Corte europea ha ribaltato l’onere della prova: non tocca ai giornalisti dimostrare che non hanno violato il segreto istruttorio, ma spetta alle autorità nazionali dimostrare in quale modo «la divulgazione di informazioni confidenziali può avere un’influenza negativa sulla presunzione di innocenza» di un indagato. In caso contrario, la protezione delle informazioni coperte da segreto non «è un imperativo preponderante». Ciò che conta è che i giornalisti agiscano in buona fede, fornendo dati esatti e informazioni precise e autentiche nel rispetto delle regole deontologiche della professione. Una bocciatura anche per le pene disposte dai tribunali nazionali. Secondo la Corte europea, infatti, la previsione di un’ammenda e l’affermazione della responsabilità civile dei giornalisti possono avere un effetto dissuasivo nell’esercizio di questa libertà, effetto che non viene meno anche nel caso di ammende relativamente moderate”. (Dupuis c. Francia, ricorso n. 1914/02, sentenza 7 giugno 2007.

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Disagi Tirrenia al porto di Civitavecchia

Posted by fidest press agency su domenica, 8 agosto 2010

Risarcire immediatamente i cittadini vittime dei gravi disservizi che si sono registrati sin dalle prime ore di ieri  al porto di Civitavecchia: è quanto chiede Cittadinanzattiva a Tirrenia alla luce delle lamentele che ha registrato da parte di alcune delle migliaia di villeggianti in partenza per la Sardegna. Al guasto che ha impedito alla nave della Tirrenia si salpare per Cagliari ha fatto seguito sin da stamane un caos caratterizzato da totale disinformazione, mancanza assoluta di assistenza e violazione dei diritti: personale dell’Autorità portuale e della Tirrenia completamente assente, forze dell’ordine e protezione civile arrivate quando ormai la gente era esasperata, traghetto per Olbia delle 8.30 preso letteralmente d’assalto da persone “alla deriva” abbandonate a se stesse, nessuna attenzione per disabili e bambini. A farne le spese, molti cittadini che pur in possesso di regolare biglietto non si sono potuti imbarcare per Olbia in quanto ormai il traghetto era stracolmo e in condizioni di dubbia sicurezza. “Alla luce di quanto accaduto” commenta il vicesegretario di Cittadinanzattiva Antonio Gaudioso, “non escludiamo alcuna modalità per tutelare al meglio i cittadini vittima di tali disagi, anche alla luce del fanno che simili episodi sono occorsi ad una società a capitale pubblico da anni in attesa di essere privatizzata”.

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Condannato ministero per condotta antisindacale

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 agosto 2010

Il Tribunale del Lavoro di Roma ha condannato il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, oggi  presieduto dal Ministro Altero Matteoli, per condotta antisindacale nei confronti della RdB Pubblico Impiego per violazione dei diritti di informativa. I fatti risalgono ai primi mesi del  2010, quando il  Ministero ha iniziato ad esternalizzare  servizi di archivio, protocollo ed informatici in una nuova Direzione Generale, ignorando del tutto le richieste di informazione da parte di RdB, sia sulle  ragioni di attribuzione dei relativi appalti, sia  sul preventivo confronto in merito all’organizzazione del lavoro. Un metodo – secondo RdB Pubblico Impiego – molto pericoloso, perché finisce per comprimere i diritti di tutti i lavoratori,  spesso aggrava pesantemente i costi e rischia di favorire illeciti. Infatti, quando si lascia un servizio pubblico in stato di disorganizzazione, è facile poi invocare la criticità funzionale e la carenza di personale, cedendo il servizio ad appalti che spesso si traducono in mera fornitura di manodopera. Non informare le organizzazioni sindacali in merito a questioni sulle quali debbono svolgere la loro funzione di controllo, come riguardo ad importanti processi di esternalizzazione, costituisce una mancanza di trasparenza che finisce col favorire lo smantellamento della P.A.. Se poi ciò avviene  in un Ministero in cui la magistratura sta indagando su presunti episodi di corruzione, la cosa assume particolare rilievo. Inoltre, esautorare le rappresentanze dei lavoratori dalla loro funzione è proprio la direzione intrapresa dal decreto Brunetta 150/09 che, fra l’altro, limita la partecipazione sindacale alla contrattazione in merito all’organizzazione del lavoro. Un processo in atto in tutto il mondo del lavoro, come testimonia la vicenda Fiat, nella quale la perdita dei diritti sindacali e di contrattazione fanno da contraltare alla minaccia di licenziamenti e di chiusure di impianti. Per la RdB-USB  il confronto trasparente e le corrette relazioni sindacali devono invece tornare al primo posto, a vantaggio dei lavoratori e dei cittadini tutti. La condanna del comportamento illecito dell’Amministrazione del Ministero Infrastrutture e Trasporti, così come gli obblighi  che  ne deriveranno, rappresentano oggi un primo importante passo.

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Una campagna contro le carceri fuorilegge

Posted by fidest press agency su sabato, 22 Mag 2010

Le associazioni Antigone e A buon diritto e il settimanale Carta avviano una vera vertenza nei confronti delle istituzioni affinché siano rispettati i diritti delle persone detenute. A pochi giorni dal richiamo del presidente Napolitano, insieme lanciano un appello, «Le carceri sono fuori legge», pubblicato su Carta in edicola da venerdì 21 maggio, in cui tra l’altro si legge: «Quasi niente, nelle carceri, è come dovrebbe essere, funziona come dovrebbe funzionare, rispetta il dettato delle norme che dovrebbero regolare la vita penitenziaria. È trascorso quasi un anno dalla sentenza della Corte europea dei Diritti umani che ha condannato l’Italia per aver detenuto persone in meno di tre metri quadri. Una violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea, un’ipotesi di tortura o trattamento inumano o degradante. Oggi la situazione è peggiore di allora». E ancora: «Utilizzeremo ogni strumento legale a disposizione per far sì che lo Stato paghi il prezzo della propria illegalità». Antigone, A buon diritto e Carta si impegnano a monitorare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi le condizioni di vita all’interno delle carceri italiane e contemporaneamente ad elaborare strategie e azioni di natura politica e giurisdizionale affinché le istituzioni democratiche garantiscano dignità e diritti alle persone detenute.

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Pubblicità in materia sanitaria

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2010

La L. 5 febbraio 1992, n. 175, recante “Norme in materia di pubblicità sanitaria e di repressione dell’esercizio abusivo delle professioni sanitarie”, comminando la sospensione dall’esercizio professionale a carico di coloro che effettuino pubblicità senza l’autorizzazione ovvero con mezzi e forme non disciplinati dalla legge, non prevede una contravvenzione amministrativa ma una fattispecie di illecito disciplinare; pertanto va escluso che detta legge abbia comportato la tacita abrogazione del R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, art. 201 (Approvazione del testo unico delle leggi sanitarie), che assoggetta a sanzione amministrativa pecuniaria la violazione delle norme sulla pubblicità in materia sanitaria da esso previste. (Avv. Ennio Grassini – http://www.dirittosanitario.net)

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Class action di Cittadinanzattiva

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2010

Canone di depurazione pagato per un servizio non reso; mancato accertamento della invalidità civile; violazione dei termini per il rinnovo di permessi di soggiorno richiesti sia per motivi di studio che di lavoro. Per questi gravi disservizi e inefficienze, Cittadinanzattiva ha avviato le prime class action contro Pubbliche Amministrazioni e concessionari di servizi pubblici, sfruttando quelle disposizioni della Riforma Brunetta in materia di efficienza della P.A. che di fatto hanno reso operativo dal gennaio 2010 la class action nel settore pubblico. Destinatari delle diffide, rispettivamente, Comune di Potenza e Acquedotto Lucano Spa, Comune di Cineto Romano e Acea Ato 2 Spa (per la tassa di depurazione), Questura della Provincia di Roma (permessi di soggiorno), Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria (invalidità civile).Come da normativa, le amministrazioni hanno ora 90 giorni per ripristinare il servizio, mentre all’azione di classe possono aderire tutti i cittadini che si trovano nelle medesime situazioni che hanno portato alla notifica delle diffide.  “La nuova legge” commenta il segretario generale di Cittadinanzattiva Teresa Petrangolini “ci consente, anche se con strumenti limitati e senza risarcimenti, di vincolare le amministrazioni al rispetto di standard previsti da Carte dei servizi e leggi. Se i tempi previsti non sono rispettati, se si richiedono oneri non previsti, se si omettono informazioni essenziali o si nega l’autocertificazione, il cittadino può invocare il rispetto delle norme ed ottenere il ripristino del diritto violato. Perché non provarci? Oggi partono class action in tre settori, che presto potrebbero essere seguite da analoghe azioni in molti altri ambiti: dagli autovelox taroccati alle cartelle pazze, dal mancato rispetto della normativa sulla sicurezza delle scuole alle lungaggini delle cancellerie dei tribunali, dall’operato ambiguo delle società di riscossione tributi al mancato rispetto delle graduatorie per gli asili comunali”. Ecco, nel dettaglio, le class action contro P.A. e concessionari dei servizi pubblici:
Invalidità civile: destinataria della diffida l’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, (oltre che Istituzioni regionali e ministeri competenti), in virtù dell’istanza presentata da un cittadino che lamenta la violazione da parte dell’ASP dei termini di legge per l’accertamento della condizione di invalidità civile.
Canone di depurazione acque reflue: destinatari della diffida Comune di Potenza e Acquedotto Lucano Spa; Comune di Cineto Romano (pr. Roma) e Acea Ato 2 SPA, oltre che i ministeri competenti. Numerose le istanze dei cittadini interessati a vedersi restituire la quota pagata per un servizio di depurazione non reso. Permessi di soggiorno: destinataria della diffida la Questura della Provincia di Roma, oltre ai ministeri competenti. All’operato della Questura viene eccepita la violazione dei termini per il rinnovo della carta di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo (i termini sono di novanta giorni dalla presentazione della relativa domanda per il rinnovo permessi di soggiorno CE).

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Amianto: ricorso contro l’Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2010

Avanzato, in queste ore, dall’avv. Ezio Bonanni di Latina, ricorso alla Commissione Europea per conto di importanti associazioni di categoria schierate in difesa dei diritti degli esposti alla letale fibra dell’amianto e/o loro congiunti. Ne giunge notizia in una recente nota di cui si riportano alcuni significativi stralci: “[…] Le Associazioni (Associazione Vittime Amianto Nazionale Italiana, il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, l’Associazione Contramianto ed altri Rischi ONLUS, L’Osservatorio Nazionale Amianto, e l’Associazione Esposti Amianto Friuli Venezia Giulia e l’associazione Amianto e Geotermia) hanno ricorso alla commissione europea perché persegua la Repubblica Italiana, con procedimento di infrazione per violazione delle norme di diritto comunitario, tra le quali rientrano anche quelle della Cedu (per effetto dell’art. 6, comma 2, del Trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1° dicembre 2009). Le censure delle Associazioni dei Lavoratori e Cittadini esposti e vittime dell’amianto sono promosse per impugnare l’art. 6, comma 9 bis, della legge 25/2010, con la quale sono stati prorogati i termini per la presentazione dei curriculum lavorativi, per ottenere i benefici contributivi, fino al 30.06.2010, ma solo per i lavoratori dei siti oggetto di atto di indirizzo, per i quali il Ministro ha riconosciuto l’esposizione protratta fino al 1992, e con ingiusta discriminazione per tutti gli altri lavoratori, i cui termini erano fissati al 15.06.2005, ad eccezione di casi limitati. Inoltre con la stessa norma si tende ad influire sull’esito del procedimento innanzi al Consiglio di Stato con il quale la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed i Ministri interessati hanno impugnato la Sentenza del TAR del Lazio, la quale aveva ritenuto applicabile la legge 247/07 (art. 1, commi 20, 21 e 22) a tutti i lavoratori dei siti oggetto di atto di indirizzo, riconoscendo loro il diritto ad ottenere la certificazione di esposizione fino al 02.10.03, e/o l’inizio delle bonifiche. Con il testo di legge si riproduce l’art. 1, lettera b), dichiarata illegittima dal TAR del Lazio con la Sentenza n. 5750/09.”[…].

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Regionali: sanatoria ope legis

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 marzo 2010

“L’ipotesi attualmente allo studio del Governo per l’emanazione di un decreto che sani iure imperii gli eventuali vizi delle liste escluse nell’ambito delle elezioni regionali nel Lazio e nella Lombardia ci trova totalmente contrari”. Lo afferma Giuseppe Paradiso, Segretario Nazionale del Partito per gli Operatori della Sicurezza e della Difesa (PSD). “Nonostante un nostro candidato concorra (come indipendente) nell’ambito degli schieramenti che fanno a capo a Renata Polverini e a Roberto Formigoni, non possiamo non ritenerci contrari all’ipotesi di un atto governativo che abbia l’effetto di sanare una violazione delle norme vigenti, poste a garanzia della collettività. Il PSD, quale rappresentante degli interessi di coloro che, Forze dell’ordine e militari, sono quotidianamente impiegati per fare rispettare le regole, non può in alcun modo accettare una soluzione che deroghi – nemmeno a suo favore – a norme elettorali consolidate ed ampiamente note a tutti. Ovviamente, ci rimettiamo con fiducia alle eventuali diverse statuizioni dei giudici amministrativi che si pronunceranno al riguardo, ma nel rispetto della normativa vigente all’epoca delle vicende in esame”.

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Parlamento europeo: Dibattito sull’uso dei “body scanner”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 febbraio 2010

I deputati discuteranno con il Consiglio e la Commissione il possibile uso dei “body scanner” negli aeroporti, a seguito del fallito attentato dello scorso dicembre sul volo diretto a Detroit. La Commissione europea pubblicherà nelle prossime settimane una relazione per la valutazione dell’impatto di tali apparecchiature.

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“Caffè Europa”

Posted by fidest press agency su sabato, 6 febbraio 2010

Milano 12 febbraio 2010 ore 10,30 Sala Conferenze del Parlamento europeo Corso Magenta, 59 “Caffè Europa”, incontro mensile di approfondimento delle tematiche più rilevanti per il territorio/i media, affrontate dal PE nel corso della Sessione di Strasburgo. I temi della settimana saranno: 1) Presentazione ed elezione della nuova Commissione Europea da parte del Parlamento europeo – Accordo quadro sulle relazioni tra Parlamento europeo e Commissione Europea 2) Allargamento e ruolo dell’Unione Europea nel mondo (progressi realizzati da Croazia, ex-Repubblica Yugoslava di Macedonia e Turchia; situazione a Haiti, nello Yemen e in Iran) 3) Violazione dei diritti umani (es. Tratta di esseri umani) 4) Parità tra donne e uomini nell’Unione Europea – 2009 5) Promozione della buona governance in materia fiscale 6) Reciproco riconoscimento delle decisioni giudiziarie riguardanti l’obbligo di alimenti nei confronti di figli e altri famigliari 7) Lotta al terrorismo e body scanner Saranno presenti parlamentari europei.

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