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Posts Tagged ‘violento’

Le due italie si allontanano sempre più

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2011

Italiano: Il Presidente Giorgio Napolitano con...

Image via Wikipedia

Il ministro dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti Corrado Passera affonda il dito nella piaga delle due italie e dichiara pubblicamente in sede parlamentare nel corso di un’audizione alla Camera sulle linee programmatiche del suo dicastero, parlando dei fondi comunitari europei per il Sud: Entro l’anno rischiamo di perdere una quantità di miliardi pazzesca. In un momento di scarsità di risorse questo fatto sarebbe mortificante, colpevole e vergognoso. Ancora una volta, il dito indice si punta ad indicare il mortificante stato neuro-vegetativo del sud italia, declassato a cassetta per le elemosine del resto del paese, base logistica per le infiltrazioni mafiose al nord, mortificazione continua e deprimente di tutto il paese. Ma guai a dire che esiste una questione meridionale ovvero una conseguente questione settentrionale, o peggio, guai a dire che esiste una emergenza della monnezza napoletana (ma anche campana, siciliana, calabrese e romana) che non si è praticamente mai estinta negli ultimi decenni: tali verità eterne verrebbero offerte al giudizio di un tribunale …. L’insensibilità con cui si muove la classe dirigente meridionale spaventa ancor più delle mafie e del parassitismo fannullone nel sud. Sempre alla caccia di deresponsabilizzazioni totali, mai nel governo effettivo dei territori che si è candidata a governare, mai all’attacco a tesata bassa dei fenomeni mortali della corruzione politica e burocratica e della invadenza mafiosa.
Al danno di un meridione completamente degradato e fallito, si aggiunge la beffa di un non-governo o di un mal-governo delle classi dominanti meridionali, le uniche responsabili di ciò che accade quotidianamente.E per carità, guai a parlar di secessione con un capo dello stato napoletano convinto, meridionalista indefesso ed anti-nord affermato. La cosa peggiore di questa maligna condizione che impone al nord del paese una “convivenza della sudditanza e della schiavitù” è l’ignoranza estrema che la anima, l’arroganza e la presunzione impunita di politici meridionali che, con questi atteggiamenti e comportamenti falso-unitari ed avverso-secessionistici, dimostrano di non capir nulla di politica, di economia e di finanza. La considerazione che sfugge assolutamente a tanta ignoranza è che, specie in un momento storico congiunturale come questo, sarebbe il meridione italiano a beneficiare maggiormente di una divisione del paese, di una sua separazione consensuale fra nord e sud. Sarebbe il sud ad attirare ingenti finanziamenti dall’estero e non il nord, a causa dei differenti stili, livelli e costi di vita, che vedono primeggiare il sud sotto il profilo dei più bassi costi economici, finanziari e del lavoro. La capacità di intercettazione di momenti importanti dello sviluppo economico di paesi come gli USA, la Cina e l’India nel mondo europeo si sposerebbe alla perfezione con il modello meridionale, piuttosto economico e con dinamiche perfette per investitori che volessero mettere un piede in Europa con finanziamenti davvero interessanti. Molto probabilmente un sud così, attirerebbe importanti finanziatori anche dal nord Italia come dal nord Europa. Ma per avviare questo straordinario volano industriale nel sud, bisognerebbe abbandonare il troppo condiviso parassitismo scansafatiche e fannullone, buono solo a spendere, sprecare e ladrocinare i danari che questo sud pretende dal nord, senza fornire in cambio alcunché. E questa sarebbe la solidarietà meridionale, questa la coesione sociale sulla quale si fonda l’unità nazionale? Beh, con questi presupposti non si va da nessuna parte e non si difende alcuna dignità nazionale unitaria, ma la si offende invece, opprimendo territori e popoli produttivi e laboriosi in favore di territori e popoli pigri e svogliati, fannulloni e sfaticati. Molto meglio per i meridionali un bel posto di lavoro pubblico sotto casa che un posto di lavoro in una fabbrica a 40 chilometri di distanza, non è vero? E certo, perché i settentrionali che lavorano invece a queste condizioni cosa sarebbero: degli schiavi e dei succubi innocenti della mentalità mafiosa meridionale? No, non ci siamo.
Siamo ancora molto lontani da una presa d’atto della classe dirigente meridionale del fallimento dello stile di vita meridionale, impagabile da chiunque, specie da un nord con l’acqua della crisi alla gola. O la classe dirigente meridionale fa un passo indietro ed avvia una seria ed approfondita considerazione dell’analisi offerta in questo post, oppure la spaccatura fra nord e sud emergerà in modo purtroppo assai violento, suffragato dalla disperazione delle famiglie e delle aziende in crisi, oppresse e dissanguate da eserciti di connazionali che impongono un diktat irricevibile:
fratelli d’italia, schiavi del sud, dovrete spezzare la vostra schiena in un lavoro duro e faticoso per produrre quella ricchezza di cui noi abbiamo diritto (questa poi: siamo alle comiche solidaristiche) e che dobbiamo sprecare senza alcun controllo, critica o rivendicazione. E se non vorrete stare a questo gioco, allora noi vi chiameremo razzisti.Se non è estorsione questa, se non è oppressione questa … L’Italia naviga verso un destino atroce, denso di sacrifici che una parte del paese si rifiuta di affrontare in prima persona, mentre la politica non vuole offrire vie d’uscita a questa situazione molto pericolosa, che può essere esemplificata in una pentola a pressione che, avendo raggiunto e superato la soglia massima di pressione sopportabile, venga mandata ugualmente mandata al massimo della pressione consentita e venga privata di ogni valvola di sicurezza, di ogni uscita di sicurezza all’aumento indiscriminato e costante della pressione interna. E allora sarà meglio che affondi questa Italia, che bruci, che si smaterializzi nella povertà d’animo di quei connazionali che si comportano da schiavisti, violenti oppressori, anche se nelle falsi vesti di democratici totali.Della democrazia questi signori han capito poco e male. E della questione morale, ancor meno. Soprattutto male. (Gustavo Gesualdo alias Il Cittadino X)

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Il Cavaliere con i suoi e nostri “soprusi”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2010

Lettera al direttore. Il Cavaliere ha definito la decisione del Tar del Lazio, “un sopruso violento”, e si propone di chiamare i fedelissimi in piazza. Anch’io anni addietro ho subito un sopruso violento. Avevo compiuto 65 anni e non avevo alcuna intenzione di lasciare la scuola. Sapevo che si poteva fare richiesta  di insegnare per qualche altro anno. Però me la presi con comodo. Un giorno mi recai in segreteria e chiesi il modello per la domanda, ma l’impiegata mi disse che era scadutio il temine. Feci ugualmente la mia domandina, ma non ci fu niente da fare. Mi rassegnai e andai in pensione. Adesso però il Cavaliere mi fa capire che applicando la legge, il Provveditorato agli Studi mi fece un sopruso violento, anzi violentissimo. E quindi sicuramente sarò in piazza col Cavaliere contro la violenza della legge. (Veronica Tussi)

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No all’omofobia

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2009

Firenze 9 settembre prossimo, a partire dalle ore 19, presidio-fiaccolata che toccherà Ponte alle Grazie, Ponte Vecchio e Ponte Santa Trinità. Intende essere una mobilitazione che coinvolga il cuore di Firenze ed esprima un chiaro messaggio di contrasto con il clima repressivo e violento che ormai da troppo tempo si respira in Italia”. Vi parteciperanno rappresentanti delle istituzioni, degli enti locali e delle associazioni, semplici cittadini e tutti coloro che vogliano riaffermare i valori di civiltà nel nostro Paese, lottando contro l’omofobia, la transfobia e ogni altra forma di discriminazione. “Invitiamo tutte e tutti” continua il comitato promotore “a portare una candela per illuminare i tre ponti fiorentini: illumineremo le rive dell’Arno contro derive oscure!” La manifestazione è promossa, oltre che dalle associazioni lgbt del territorio e dalla società civile, da Regione, Provincia e Comune L’iniziativa si coordinerà con altre iniziative analoghe a livello fiorentino e nazionale. Il comitato promotore: Regione Toscana, Provincia di Firenze, Comune di Firenze, Quartiere 1 – Centro Storico, Provincia di Arezzo, Arcigay Firenze “Il Giglio Rosa”, Arcilesbica Firenze, Ireos onlus, Kairos Firenze,  Famiglie Arcobaleno, Arcigay Livorno “Il Faro, Associazione Radicale Andrea Tamburi, Coordinamento Firenze Associazione Radicale Certi Diritti, Comitato Regionale Contro l’Omofobia, Unaltracittà, Y.A.G.Bar, Crisco Club, CGIL Toscana, ARCI Provinciale Firenze

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