Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 340

Posts Tagged ‘virus’

Identificato il primo virus influenzale della stagione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

È stato identificato al Laboratorio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Università di Parma – che è il Centro di riferimento della Regione Emilia-Romagna e parte dei Laboratori accreditati della rete InFlunet – il primo virus influenzale della stagione.
Il virus, di tipo A/H3N2, è stato isolato da un tampone faringeo di una 27enne ospedalizzata senza patologie croniche, che presentava una sintomatologia influenzale acuta con febbre alta, tosse, mal di gola, astenia e dolori muscolari.Successive indagini permetteranno di valutare l’omologia antigenica del virus isolato con il ceppo vaccinale utilizzato questa stagione. I ricercatori del Laboratorio Paola Affanni, Maria Eugenia Colucci e Marialuisa Tanzi ne hanno dato comunicazione, come da protocollo, all’AUSL di Parma e all’Istituto Superiore di Sanità.“Questa notizia – sottolinea Carlo Signorelli, Ordinario di Igiene all’Università di Parma – è di buon auspicio nell’anno in cui il nostro gruppo di ricerca, oltre alle attività istituzionali come la sorveglianza virologica dei virus influenzali circolanti, è impegnato, con il supporto di Fondazione Cariparma, in un’attività di promozione delle campagne vaccinali in adulti e anziani, che riguardano non solo il vaccino antinfluenzale ma anche quello antipneumococcico e anti-herpes zoster”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’influenza sta facendo registrare il picco di casi in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 6 gennaio 2018

influenzaNell’ultima settimana di rilevazione (25–31 dicembre 2017) sono stati 673mila gli italiani a letto colpiti dal virus, con un netto incremento del numero di diagnosi rispetto ai 7 giorni precedenti (438.800) in tutte le fasce di età. I dati emergono dall’ultimo rapporto Influnet elaborato dal Dipartimento Epidemiologico dell’Istituto Superiore di Sanità. “La nostra società scientifica, grazie ai medici sentinella distribuiti su tutto il territorio e a un’esperienza ventennale, è asse portante di questo sistema di rilevazione – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) -. Dall’inizio della sorveglianza (a metà ottobre), abbiamo registrato nel nostro Paese 2.168.500 casi di influenza. Sta continuando l’ascesa della curva epidemica e il livello di incidenza è superiore a quello osservato nella precedente stagione influenzale. La situazione è sotto controllo e il sistema assistenziale riesce ad assorbire i carichi di lavoro: quest’anno infatti in tutto il territorio si è avuto un incremento della domanda e dell’offerta del vaccino antiinfluenzale, che fa ben sperare sui numeri positivi di copertura vaccinale non solo negli anziani ma anche nelle persone a rischio”. Il livello di incidenza del virus in Italia è pari a 11,11 casi per mille assistiti. Le regioni più colpite, dove è stata superata la soglia dei 13,50 casi ogni mille assistiti (considerata intensità molto alta), sono Basilicata (34,89), P.A. Trento (22,02), Calabria (21,57), Marche (16,87), Liguria (14,97) e Piemonte (14,48). “Insieme all’influenza circolano regolarmente gli altri virus respiratori, pari ad altri 315 mila casi nell’ultima settimana – sottolinea il dott. Aurelio Sessa, responsabile SIMG del settore -. Il carico assistenziale non è solo per i pronto soccorso ma anche per i nostri ambulatori e per le tante visite domiciliari che impegnano i medici di medicina generale, i pediatri di famiglia e i servizi di continuità assistenziale. In Europa si sta assistendo a un incremento dell’attività influenzale nell’ovest, nord e sud del Continente con una positività dei tamponi nella sorveglianza virologica del 32% e un incremento rispetto alla precedente settimana del 28%. Vi è un’importante co-circolazione tra virus A e virus B, pari al 50% di ciascuno”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Identificato all’Università di Parma il primo virus influenzale alle porte della stagione epidemica invernale

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 dicembre 2017

Parma. parma universitàIl virus influenza di specie B è stato identificato dalla Prof.ssa Flora De Conto e dalla Prof.ssa Maria Cristina Arcangeletti e collaboratori nel Laboratorio di Virologia Molecolare dell’Unità Operativa Complessa di Virologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, diretta dalla Prof.ssa Adriana Calderaro, Direttore della Scuola di Specializzazione in Microbiologia e Virologia e afferente al Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma.
Com’è noto il virus influenza B, così come il virus influenza di specie A, causa infezione e malattia nell’uomo con circolazione ed episodi epidemici ricorrenti e generalmente collocati nella stagione invernale nei Paesi a clima temperato. L’elevata variabilità dei virus influenzali, con possibilità di riassortimento genico favorito dal loro genoma segmentato, rende necessario un elevato grado di attenzione da parte degli scienziati specializzati in ricerche su tali agenti e del personale sanitario che si occupa del loro monitoraggio e della diagnosi, per la possibile emergenza di ceppi virali con nuove caratteristiche antigeniche, in grado di sostenere episodi epidemici di più vaste dimensioni e anche vere e proprie pandemie.L’impiego di tecnologie molecolari avanzate in uso presso l’Unità Operativa di Virologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma ha permesso una diagnosi tempestiva di infezione da virus influenza B da un tampone faringeo di un ragazzo di 15 anni pervenuto al Pronto Soccorso Pediatrico con sintomatologia (tosse, febbre) riferibile ad infezione dell’apparato respiratorio, poi ricoverato nel reparto di Pediatria – Sezione Infettivi.Tale risultato è rilevante anche dal punto di vista epidemiologico, perché dimostra che la circolazione di virus influenzali non è strettamente limitata alla sola stagione invernale e ribadisce la necessità di attuare controlli puntuali e di applicare metodi diagnostici sofisticati, in grado di permetterne il rilevamento in maniera precoce ed accurata.Informazioni aggiornate al 26 novembre 2017 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sulla base dei dati disponibili, attestano una bassa circolazione di virus influenza in Europa, con una proporzione di virus Influenza di specie B relativamente prevalente rispetto a quella della specie A. In Italia, dati dell’Istituto Superiore di Sanità riportano 4 casi di infezione da virus influenza B rivelati tra la Puglia ed il Veneto nella settimana tra il 20 ed il 26 novembre scorso.Questo risultato è stato possibile anche grazie al supporto della continua attività di ricerca condotta sugli stessi virus nel medesimo Centro, che ha pubblicato sulle prestigiose riviste scientifiche “Plos ONE” uno studio sull’infezione da virus influenzale A(H1N1) e sulla rivista “Scientific Reports” del gruppo “Nature” un altro studio sui metodi innovativi per la diagnosi di infezione da virus dell’apparato respiratorio mediante l’utilizzo della spettrometria di massa.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Quando è un virus a provocare una malattia del cuore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 maggio 2017

virusLe malattie del cuore non sono sempre causate da pressione alta, colesterolo elevato o problemi circolatori. A volte il responsabile è un virus, come è stato sottolineato durante il simposio internazionale dal titolo “Advances in heart failure, cardiomyopathies and pericardial diseases” che si è svolto recentemente a Trieste. Il simposio è stato organizzato sotto gli auspici del Dipartimento Cardiovascolare, Azienda Sanitaria Universitaria Integrata e Università di Trieste e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. «Per esempio, i virus sono responsabili della miocardite, un’infiammazione del muscolo cardiaco» spiega Gianfranco Sinagra, presidente del simposio, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare agli “Ospedali Riuniti” Trieste e Direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare all’Università di Trieste. «Quando il cuore viene colpito da un’infezione l’agente infettivo danneggia o distrugge le cellule muscolari delle sue pareti; nel contempo le cellule del sistema immunitario, deputate a combatterla, possono a loro volta danneggiare il muscolo cardiaco, contribuendo in modo rilevante al quadro globale. In questa rara circostanza le pareti del cuore si ispessiscono e si indeboliscono, dando luogo ai sintomi tipici di uno scompenso cardiaco».
In alcuni casi la miocardite resta asintomatica; in altri i sintomi sono simili a quelli dell’influenza. «Quando sono presenti sintomi di interesse cardiologico vengono di solito riferiti: palpitazioni (motivate da aritmie, che possono essere anche maligne), dolori al petto, affaticamento e mancanza di respiro; i pazienti possono riferire svenimenti, riduzione della quantità di urine e comparsa di gonfiori agli arti inferiori». Sintomi simili anche per la pericardite, che colpisce il pericardio, il sacco fibro-sieroso che contiene il cuore e il tratto iniziale dei grossi vasi. E in entrambe le malattie i principali responsabili sono i virus. «In passato la maggior parte dei processi miocarditici era attribuito ad Enterovirus ed Adenovirus, nell’ultimo decennio i patogeni più frequentemente evidenziati sono stati il Parvovirus B19, che causa nei bambini la quinta malattia e l’Human Herpes Virus 6, responsabile della sesta malattia, affiancati da occasionali risconti di Virus dell’Epatite C, di Virus Influenzali A e B, o di altri virus erpetici come il Citomegalovirus e l’Epstein Barr Virus. La miocardite è anche comune nelle persone con HIV, il virus che causa l’AIDS» prosegue Sinagra. In genere, l’identificazione tempestiva consente di trattare efficacemente e definitivamente un episodio infettivo con un rischio di recidive estremamente basso, probabilmente inferiore al 10%. Nel 15-20% dei casi di malattia acuta si può assistere al ripresentarsi di recidive: spesso fanno seguito a primi episodi particolarmente “aggressivi”, o trattati con terapia antinfiammatoria per un periodo insufficiente (meno di due settimane) o identificati alla fine di un ciclo di brevi o minori episodi ripetuti nelle settimane o mesi precedenti. Diverse metodiche di indagine non invasiva come l’ecocardiografia e la risonanza magnetica nucleare consentono di valutare le alterazioni strutturali e funzionali del cuore, fornendo preziose informazioni utili nella diagnosi e nella stratificazione prognostica di questa malattia. La diagnosi di certezza e la completa caratterizzazione del substrato patologico di miocardite possono essere tuttavia ottenute solamente per mezzo della biopsia endomiocardica, indagine invasiva che risulta critica per la pianificazione di una terapia specifica.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Allerta della FAO per un virus letale che colpisce i diffusi pesci tilapia

Posted by fidest press agency su domenica, 28 maggio 2017

Fao-RomaUna malattia altamente contagiosa si sta diffondendo tra i pesci tilapia, sia selvatici che d’allevamento, una categoria di pesci tra le più importanti al mondo per il consumo umano. L’epidemia dovrebbe essere trattata con grande attenzione e i paesi che importano tilapia dovrebbero adottare adeguate misure di gestione del rischio – intensificando i test diagnostici, attuando certificati sanitari, implementando misure di quarantena e sviluppando piani di emergenza – secondo l’Allerta Speciale rilasciata oggi dal Sistema mondiale d’informazione e preavviso rapido nei settori agricolo e alimentare della FAO (GIEWS).Il Tilapia Lake Virus (TiLV) è stato adesso riscontrato sinora in cinque paesi in tre continenti: Colombia, Ecuador, Egitto, Israele e Tailandia. Mentre l’agente patogeno non presenta pericoli per la salute pubblica, può decimare le popolazioni di pesci infette. Nel 2015 la produzione di tilapia mondiale, sia d’acquacoltura che di cattura, è stata di 6,4 milioni di tonnellate, con un valore stimato di 9,8 miliardi di dollari, e il commercio mondiale è stato stimato in 1,8 miliardi di dollari. Questa categoria di pesce è un pilastro della sicurezza alimentare e dell’alimentazione globale, si legge nell’allerta del GIEWS. I paesi produttori di Tilapia devono essere vigili e seguire i protocolli del codice fitosanitario per la salute degli animali dell’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (OIE). Dovrebbero avviare un programma attivo di sorveglianza per determinare la presenza o l’assenza di TiLV, l’estensione geografica dell’infezione e identificare i fattori di rischio che possono contribuire a contenerlo. I paesi sono anche incoraggiati a lanciare campagne pubbliche d’informazione per dare indicazioni agli acquacolturisti – molti dei quali piccoli proprietari – dei segni clinici del TiLV, dei rischi economici e sociali che esso rappresenta e della necessità di segnalarne lea mortalità su larga scala alle autorità di biosicurezza.Allo stato attuale, la vigilanza sul TiLV è attivamente in corso in Cina, in India, in Indonesia e si prevede di iniziare nelle Filippine. In Israele, si prevede un’indagine epidemiologica retrospettiva che determini i fattori che influenzano i bassi tassi di sopravvivenza e mortalità complessiva, ed anche la relativa importanza del TiLV. Inoltre, una società privata sta attualmente lavorando allo sviluppo di un vaccino.Al momento non si sa se la malattia possa essere trasmessa anche tramite prodotti di tilapia congelati, ma “è probabile che il TiLV possa avere una distribuzione più ampia di quanto oggi conosciamo e che la sua minaccia sull’allevamento di tilapia a livello globale sia significativa”, si legge nell’allerta lanciata dal GIEWS.La FAO continuerà a monitorare il TiLV, a lavorare con i governi e i partner allo sviluppo e a cercare risorse al fine di aiutare i paesi membri a trattare il TiLV, come richiesto e necessario.
La malattia mostra una mortalità molto variabile, con focolai in Tailandia che hanno causato la morte i fino al 90% delle scorte. I pesci infetti spesso mostrano una perdita dell’appetito, movimenti lenti, lesioni cutanee e ulcere, anomalie oculari e opacità della visione. Dal momento che è disponibile una prova diagnostica affidabile per il TiLV, essa dovrebbe essere applicata per escludere il TiLV come agente causale di mortalità inspiegabili.Il TiLV appartiene alla famiglia dei virus di Orthomyxoviridae, che è anche la stessa famiglia a cui appartiene il virus del salmone infettivo, che ha causato grandi danni all’industria della produzione di salmoni.
Le Tilapias sono la seconda specie di acquacoltura più importante in termini di volume, e forniscono cibo, posti di lavoro e guadagni a livello nazionale e da esportazioni a milioni di persone, tra cui molti piccoli proprietari.Il loro prezzo accessibile, la tolleranza ai metodi di allevamento ad alta densità e solitamente una forte resistenza alla malattia li rende un’importante fonte di proteine, specialmente nei paesi in via di sviluppo e per i consumatori più poveri.Cina, Indonesia ed Egitto sono i tre principali produttori di tilapia d’allevamento, un pesce che per altro sembra avere un grande potenziale di espansione nell’Africa sub-sahariana. (SOURCE Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite FAO)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nuove importanti scoperte riguardo il potenziale ruolo del compartimento respiratorio nella trasmissione interumana del virus Ebola

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 gennaio 2017

Ospedale Spallanzani, RomaPer la prima volta, un gruppo di scienziati internazionali ha identificato alcuni markers della replicazione del virus Ebola (EBOV) nel polmone di un paziente in fase di guarigione dall’infezione. Lo studio è stato condotto dall’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” (INMI) a Roma (Italia), in collaborazione con i colleghi dell’University College a Londra (UK), del Friedrich-Loeffler-Institut Riems (Germania) e dell’Université Laval, Quebec (Canada). La devastante epidemia di Ebola, che ha colpito l’Africa Occidentale dal 2013 al 2016, ha causato 28,610 casi, tra cui 11,308 morti. La rapida diffusione del virus ha rappresentato una sfida per la sanità pubblica, mai incontrata nelle precedenti epidemie del virus. Le principali preoccupazioni sono state il rischio della trasmissione interumana e definire le reali vie di trasmissione del virus Ebola. Gli studi sui pazienti affetti da malattia da virus Ebola evacuati in Europa e negli USA hanno suggerito l’idea che Ebola possa provocare danni ai polmoni, anche se ancora mancano prove reali della capacità del virus di replicare in questo organo. Lo studio effettuato da Biava et al. e pubblicato il 5 Gennaio 2017 sulla rivista scientifica PLOS Pathogens indaga riguardo la presenza del materiale genetico del virus Ebola nei polmoni e nel sangue, durante il trattamento e la guarigione di un operatore sanitario, evacuato dall’Africa Occidentale e trattato a Roma, in Italia. Il paziente ha mostrato una persistenza dei markers di replicazione virale all’interno del tratto respiratorio. I ricercatori hanno monitorato i livelli degli RNA viralidi Ebola (RNA a polarità positiva e RNA a polarità negativa), già precedentemente associati con la replicazione virale, e li hanno comparati con i livelli presenti nel sangue. Hanno scoperto che l’RNA virale e i markers di replicazione virale permangono nel polmone fino a 5 giorni dopo la loro eliminazione dal sangue. Questi risultati suggeriscono la possibilità che Ebola replichi nell’apparato respiratorio. E’ possibile che i polmoni forniscano semplicemente un ambiente protetto all’interno del quale l’RNA virale può resistere più a lungo rispetto a quanto osservato nel sangue, anche se gli scienziati scartano fortemente questa ipotesi in quanto hanno evidenziato la presenza dell’RNA virale totale e di entrambi i markers di replicazione, sostenendo l’ipotesi di una replicazione virale attiva. (Giuseppe Ippolito MD Scientific Director National Institute for Infectious Diseases Lazzaro Spallanzani)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Ebola: nuove scoperte sulla trasmissione del virus

Posted by fidest press agency su sabato, 7 gennaio 2017

virus-ebolaPer la prima volta, un gruppo di scienziati internazionali ha identificato alcuni markers della replicazione del virus Ebola (EBOV) nel polmone di un paziente in fase di guarigione dall’infezione. Lo studio è stato condotto dall’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” (INMI) a Roma (Italia), in collaborazione con i colleghi dell’University College a Londra (UK), del Friedrich-Loeffler-Institut Riems (Germania) e dell’Université Laval, Quebec (Canada).
La devastante epidemia di Ebola, che ha colpito l’Africa Occidentale dal 2013 al 2016, ha causato 28,610 casi, tra cui 11,308 morti. La rapida diffusione del virus ha rappresentato una sfida per la sanità pubblica, mai incontrata nelle precedenti epidemie del virus. Le principali preoccupazioni sono state il rischio della trasmissione interumana e definire le reali vie di trasmissione del virus Ebola. Gli studi sui pazienti affetti da malattia da virus Ebola evacuati in Europa e negli USA hanno suggerito l’idea che Ebola possa provocare danni ai polmoni, anche se ancora mancano prove reali della capacità del virus di replicare in questo organo.
Lo studio effettuato da Biava et al. e pubblicato il 5 Gennaio 2017 sulla rivista scientifica PLOS Pathogens indaga riguardo la presenza del materiale genetico del virus Ebola nei polmoni e nel sangue, durante il trattamento e la guarigione di un operatore sanitario, evacuato dall’Africa Occidentale e trattato a Roma, in Italia. Il paziente ha mostrato una persistenza dei markers di replicazione virale all’interno del tratto respiratorio. I ricercatori hanno monitorato i livelli degli RNA viralidi Ebola (RNA a polarità positiva e RNA a polarità negativa), già precedentemente associati con la replicazione virale, e li hanno comparati con i livelli presenti nel sangue. Hanno scoperto che l’RNA virale e i markers di replicazione virale permangono nel polmone fino a 5 giorni dopo la loro eliminazione dal sangue. Questi risultati suggeriscono la possibilità che Ebola replichi nell’apparato respiratorio. E’ possibile che i polmoni forniscano semplicemente un ambiente protetto all’interno del quale l’RNA virale può resistere più a lungo rispetto a quanto osservato nel sangue, anche se gli scienziati scartano fortemente questa ipotesi in quanto hanno evidenziato la presenza dell’RNA virale totale e di entrambi i markers di replicazione, sostenendo l’ipotesi di una replicazione virale attiva.
L’autore Giuseppe Ippolito, dell’INMI ha detto: “Questi risultati suggeriscono un ruolo importante del tratto respiratorio nella patogenesi della malattia da virus Ebola e potrebbero avere nuove implicazioni nelle procedure di prevenzione e nelle misure di controllo, specialmente per gli operatori sanitari e le famiglie, i quali sono i primi a fornire cure dirette e indirette ai pazienti affetti dal virus. Inoltre, aumentano anche le preoccupazioni riguardo al rischio della trasmissione interumana e al bisogno di ridisegnare le misure di prevenzione.”Il coautore, professore Alimuddin Zumla dell’University College di Londra ha dichiarato che “queste scoperte sono significative e potrebbero spiegare la rapida diffusione del virus durante l’epidemia, come anche quei cluster che sono stati notificati e per i quali non è stata identificata nessuna catena di trasmissione”. Ha inoltre aggiunto che “ulteriori studi saranno necessari per comprendere al meglio il ruolo di EBOV nella patologia del polmone, e il ruolo specifico della trasmissione tramite aerosol. Le mancate opportunità di ricerca durante l’epidemia del virus evidenziano il bisogno critico di finanziatori e di governi che siano in grado di costruire e implementare le capacità degli operatori sanitari e dei ricercatori al fine di condurre ricerca di base, ricerca sulla patogenesi e trial clinici durante le epidemie.” Secondo l’opinione del professor Gary Kobinger, co-autore dell’Université Laval in Quebec, Canada: “Questi risultati hanno necessariamente bisogno di ulteriori ricerche sulla patogenesi dell’infezione da EBOV nell’uomo, mirate a identificare e sviluppare le appropriate misure di intervento per migliorare gli esiti dei trattamenti.”

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Focus sul virus ZIKA in Brasile

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

Roma Trigoria 20 dicembre, alle ore 11.00, presso l’Aula di Direzione Sanitaria al primo piano del Policlinico Universitario università campuss bio-medico di Roma (Via Alvaro del Portillo, 200 – Roma) si svolgerà un incontro per fare il punto sugli ultimi sviluppi della ricerca internazionale sul virus Zika, che fa ancora paura in Brasile e in parte dell’America Latina. Il titolo è “ZIBRA: analisi in tempo reale sullo ZIKA virus in Brasile”. Ospite dell’evento sarà la ricercatrice Marta Giovannetti, che lavora alla Fondazione ‘Osvaldo Cruz’ di Bahia e sta portando avanti un programma itinerante sulla circolazione del ZIKA virus. Parlerà, in particolare, dell’esperienza che sta conducendo a contatto con migliaia di donne in età fertile e mamme di bambini affetti dal virus in Brasile. L’argomento è molto attuale e d’interesse, specialmente per le donne in età da gravidanza, poiché come si sa, l’infezione contratta durante la gestazione è molto pericolosa per il feto.Promotori dell’incontro e presenti all’appuntamento sono la Prof.ssa Silvia Angeletti (Responsabile UOC del Laboratorio Analisi presso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico) e il Prof. Massimo Ciccozzi (ricercatore presso l’Istituto Superiore di Sanità).

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Agricoltura: le malattie da virus in Sicilia

Posted by fidest press agency su domenica, 30 ottobre 2016

agricoltura“Diagnosi, prevenzione e impatto economico delle malattie da virus nell’orticoltura meridionale”: questo il titolo del seminario di studio e di approfondimento sulle tematiche legate al mondo dell’agricoltura, organizzato da Progetto Impresa, che si è svolto il 28 ottobre, alla Sala Avis di Vittoria. Il professore Salvatore Walter Davino, dell’Università di Palermo, ha spiegato qual è la situazione attuale delle virosi che colpiscono le piante ortive e che causano gravi danni al comparto agricolo. I virus individuati in questi anni in Sicilia (TYLC, TYLCS, TOLCNDV o New Delhi) provocano nelle piante il sintomo del cosiddetto “accartocciamento fogliare” che compromette lo sviluppo della pianta, la sua produzione e spesso provoca anche la morte delle giovani piantine. Sono soprattutto le colture a pieno campo ed, in particolare, il pomodoro e lo zucchino, a soffrire le conseguenze di un virus. Di recente è stato individuato un nuovo virus, proprio in alcune colture in provincia di Ragusa, ancora allo studio da parte dell’Università di Palermo. L’individuazione del nuovo virus e la sua pericolosità è la novità dell’evento organizzato a Vittoria. “Il nuovo virus – spiega Davino – ha caratteristiche simili al New Delhi. Lo abbiamo isolato, grazie ad un progetto, denominato LAMP, messo a punto dall’Università di Palermo (Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali) e dalla Bionat Italia, azienda che opera nel campo della diagnostica. Il nuovo metodo ci consente di realizzare l’amplificazione isoterica di un tratto del genoma del virus. Ci siamo subito resi conto che, nonostante i sintomi fossero simili, si trattava di un virus diverso – e forse più pericoloso – rispetto al New Delhi. Lo abbiamo individuato anche con l’ausilio di un laboratorio specializzato statunitense. Attualmente esso è in fase di studio. Non sappiamo se si trasmette meccanicamente (cioè attraverso il contatto delle mani o degli attrezzi agricoli) o con altra modalità”.
Davino ha messo in guardia dai rischi del nuovo virus, che si aggiunge a quelli già esistenti, soprattutto il New Delhi che, negli ultimi anni, ha arrecato danni enormi alle colture e che anche in questa stagione ha manifestato i suoi effetti. Ha risposto alle domande riguardanti la possibilità di combattere questi virus, compreso il nuovo virus, ancora non del tutto conosciuto, né denominato. “Non bisogna affidarsi solo alla lotta chimica, pur utile e necessaria – ha detto – sia per gli effetti negativi per l’ambiente dell’utilizzo eccessivo di fitofarmaci, sia per evitare che la “bemisia tabaci”, l’insetto vettore dei virus, sviluppi una resistenza ad essi. Il metodo migliore è quello della cosiddetta “lotta integrata”: per le colture in serra, è importante anche mantenere l’ambiente pulito, difenderlo da agenti esterni, utilizzare reti e film plastici particolari”. Davino ha citato alcuni film plastici (non utilizzati per ora in Sicilia) che fanno si che l’insetto, all’interno della serra, veda “buio” e quindi si allontani. “E’ importante – ha aggiunto – avvertire di ogni nuovo evento il servizio fitosanitario, che funge da raccordo con le università per permetterci di studiare questi nuovi virus. La lotta all’insetto vettore, la “Bemisia Tabaci”, parte da un monitoraggio accurato, per identificare subito i nuovi focolai, studiarne le caratteristiche in modo da mettere a punto i metodi migliori per poterli eradicare prima che la malattia si diffonda”. Inoltre, il servizio fitosanitario ha stilato un protocollo per la lotta alle malattie delle piante, pur se di difficile applicazione a causa delle poche forze in campo.Il seminario, è stato introdotto dall’agronomo Francesco Cassisi. Sono intervenuti: Giuseppe Puglisi, di Progetto Impresa, Biagio Di Mauro, dirigente dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, Giuseppe Cunsolo, di Coldiretti. Erano presenti i rappresentanti di Confagricoltura e Cia. (foto: malattie da virus)

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Finanziata la Virologia di Parma per lo studio del ruolo di virus nella sclerosi sistemica

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 ottobre 2016

Parma ateneoParma. La Virologia dell’Università di Parma è stata finanziata per lo studio del ruolo di virus nella sclerosi sistemica. Il finanziamento rientra tra i Progetti di Ricerca di rilevante Interesse Nazionale (PRIN).Il prestigioso risultato è stato ottenuto dal gruppo di ricerca composto dalle proff.sse Maria Cristina Arcangeletti, Adriana Calderaro, Flora De Conto e Maria Cristina Medici, affiancato dalle dottorande dott.sse Rosita Vasile Simone, Clara Maccari e Alessandra Fazzi. Il gruppo di ricerca è afferente alla Unità di Microbiologia e Virologia del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Parma e svolge anche attività diagnostica presso l’Unità Operativa di Virologia (Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma) diretta dalla prof.ssa Adriana Calderaro.
Il finanziamento ricevuto è di 522.351 euro, di cui 122.400 euro attribuiti al gruppo di ricerca della Virologia di Parma; per quel che riguarda il macrosettore LS (Scienze della Vita), questo progetto è il secondo tra i sei progetti PRIN finanziati a Parma per lo stesso macrosettore ed è tra i nove progetti con più alto finanziamento sui 109 finanziati a livello nazionale.Il progetto, dal titolo “Impatto dell’infezione da virus a DNA sullo sviluppo di patologie autoimmuni: focus sulla sclerosi sistemica”, è coordinato da un gruppo di ricerca dell’Università di Modena e Reggio Emilia che, come il gruppo di Parma, svolge attività assistenziale, in particolare presso l’Unità Operativa di Reumatologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena; al progetto partecipano anche le Università di Firenze e di Ferrara con una unità ciascuna.Questo progetto è stato considerato eccellente da tutti i Revisori per originalità, ma anche perché soddisfa i criteri di fattibilità grazie alle elevate competenze dei gruppi di ricerca partecipanti, che favoriscono la collaborazione interdisciplinare. In particolare, il gruppo di ricerca di Parma, implicato anche in attività diagnostica, potrà avvalersi dell’uso di sofisticate tecnologie presenti presso l’Unità Operativa di Virologia, sfruttando l’esperienza pluriennale raggiunta dai partecipanti allo studio nella diagnosi di laboratorio delle malattie da infezione virale.Lo studio è focalizzato sulla sclerosi sistemica (SSc), una malattia cronica autoimmune caratterizzata da fibrosi tissutale con coinvolgimento della cute e di organi vitali, quali polmone e cuore, con quadri non di rado molto gravi e anche mortali. L’eziopatogenesi della malattia resta sconosciuta, ma verosimilmente è multifattoriale. Come per altre condizioni autoimmuni, si ipotizza il ruolo di fattori scatenanti infettivi su un background genetico predisponente. Costituiscono ipotetici fattori scatenanti della SSc alcuni virus, accomunati dalle seguenti caratteristiche: capacità di persistere a lungo nell’individuo infettato e capacità di infettare le tipologie cellulari coinvolte nella patogenesi della SSc (linfociti, cellule endoteliali e fibroblasti). Tra gli agenti virali che rispondono a tali caratteristiche sono da annoverare parvovirus B19, citomegalovirus umano (HCMV) ed herpesvirus umano 6 che, appunto, verranno studiati in questo progetto.
Il gruppo di ricerca afferente all’Unità di Microbiologia e Virologia del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Parma e all’Unità Operativa di Virologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, che vanta esperienza pluriennale per le ricerche e per la diagnosi di laboratorio delle infezioni da virus, tra cui quelle da HCMV, studierà il ruolo eventuale svolto da tale agente nella eziopatogenesi della SSc. In particolare, l’azione di interferenza sul ciclo cellulare virus-indotta, sulle cui dinamiche il gruppo di ricerca annovera diversi studi pubblicati, potrebbe rappresentare un fattore di spicco nell’induzione dell’apoptosi di cellule endoteliali e/o nella iper-proliferazione di fibroblasti, eventi che caratterizzano la SSc.
Altro aspetto di rilievo è rappresentato dalla ricerca e individuazione, nei soggetti con SSc, di ceppi di HCMV caratterizzati da specifiche associazioni genotipiche di fattori di virulenza che possano essere considerati marcatori di SSc. Tale risultato potrà fornire le basi molecolari per l’utilizzo sistematico dell’analisi di tali genotipi virali come indici predittivi per definire i possibili esiti di infezione da HCMV in questa categoria di pazienti e per mettere a punto protocolli profilattici e terapeutici mirati.Inoltre, di particolare interesse potrebbe essere l’utilizzo di questi specifici fattori di virulenza di HCMV quali molecole candidate per l’allestimento di vaccini terapeutici. Valutare gli aspetti eziologici di una malattia complessa come la sclerosi sistemica, soffermandosi sulle infezioni da virus a DNA, rappresenta un’importante sfida che potrebbe portare a rilevanti acquisizioni su tale malattia, sia dal punto di vista eziopatogenetico che terapeutico, offrendo importanti prospettive per migliorare la qualità di vita di questi pazienti. Tutti i Revisori del progetto concordano sul fatto che esso possa avere un’enorme impatto sullo sviluppo di nuovi trattamenti per la sclerosi sistemica.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Renzismo: Un virus mortale?

Posted by fidest press agency su domenica, 2 ottobre 2016

flu-virus-swine-epidemic_0[1]“Al referendum costituzionale gli italiani voteranno avendo subito trenta mesi di renzismo: la disoccupazione, la crisi delle banche, il calo dei consumi. I cittadini voteranno con le tasche”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, durante una conferenza stampa sulle ragioni del ‘no’ al referendum, a Padova. “Il 4 di dicembre sarà anche un voto politico, la Costituzione è un fatto politico, cambiare la Costituzione come ha fatto Renzi è un fatto politico. Il premier mai eletto le tenterà tutte. La gente, il popolo italiano, gli dirà un grande ‘no’, per ragioni di merito e per ragioni politiche. Le due cose non si possono scindere”.

Posted in Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il virus Zika permane nello sperma fino a 6 mesi dopo l’insorgenza dei sintomi

Posted by fidest press agency su sabato, 13 agosto 2016

zikaLo studio sulla persistenza del virus Zika nei fluidi corporei ha mostrato per la prima volta che un uomo continua ad essere positivo allo sperma test per Zika virus anche sei mesi dopo l’insorgenza dei sintomi. I campioni di siero, urine, saliva e sperma sono stati raccolti in modo prospettico al fine di rilevare la presenza del Zika un virus in tali liquidi: il test a 91 giorni è stato positivo per l’urina, saliva e campioni di sperma. A 134 giorni risultava positivo solo un campione di sperma e lo stesso a 188 giorni. Studi precedenti avevano dimostrato che il virus Zika era stato rilevato nello sperma fino 62 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi.
I risultati di questo studio confermano che il virus può persistere nel liquido seminale con implicazioni per la potenziale trasmissione sessuale. Sottolinea inoltre la necessità di raccomandare ai pazienti affetti di astenersi da attività sessuali o di usare il preservativo per almeno sei mesi. Considerando poi che l’80% dei casi da virus Zika sono asintomatici, saranno necessari altri studi per approfondire la persistenza in uomini asintomatici e i rischi potenziali per la trasmissione sessuale, oltre alla definizione di misure di screening accurati per l’analisi dello sperma crioconservato nelle banche biologiche.
In Italia sono state ad oggi 61 le diagnosi di infezione da Zika contro i 1111 in Europa (dati ECDC) e in tutti casi si tratta di viaggiatori tornati da paesi ad alto tasso di trasmissione del virus attraverso la zanzara Aedes.”L’INMI Spallanzani è impegnato a studiare patogenesi, virologia ed epidemiologia del virus Zika, oltre che alla cura delle persone colpite. Ci sforziamo di comprendere per quanto tempo i pazienti rimangono positivi al virus dopo il loro recupero e quali potrebbero essere le conseguenti implicazioni sulla salute pubblica”, evidenzia Giuseppe Ippolito, Direttore Scientifico dell’Istituto. “E’ molto lodevole il contributo che i pazienti garantiscono ai nostri studi aiutandoci ad approfondire per quanto tempo il virus può persistere nel liquido seminale.””Sono molto soddisfatta di tali risultati positivi ottenuti dall’Istituto e dal contributo che costantemente offriamo alla comunità scientifica”, ha commentato Marta Branca Commissario straordinario dell’Istituto.
Ricordiamo infine che l’Istituto Spallanzani grazie al protocollo firmato nel maggio scorso con il CONI, si occupa anche della prevenzione e del controllo di eventuali patologie infettive e tropicali che potrebbero riguardare la delegazione italiana impegnata nei giochi olimpici di Rio2016, città brasiliana tra le più colpite dal virus. E’ stato infatti fornito un vademecum agli atleti, è attivo un servizio di teleconsulto h24, e infine si potranno richiedere al rientro controlli ambulatoriali di approfondimento.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Infezione da virus Zika nei neonati: ecco le linee guida americane

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2016

mosquito closeup

mosquito closeup

Vista la rapida diffusione a partire dall’America latina dell’infezione da virus Zika – che in gravidanza appare associata a un aumento di rischio di microcefalia del nascituro – i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) e l’American Academy of Pediatrics hanno pubblicato le linee-guida preliminari per la valutazione e la gestione dei neonati con possibile infezione congenita. Il virus è trasmesso dalla puntura della zanzara Aedes (che rappresenta il vettore anche di dengue e chikungunya), e in genere causa una sintomatologia blanda di tipo influenzale, con febbre, rash, dolori articolari e congiuntivite della durata di alcuni giorni. Solo raramente causa il ricovero ospedaliero. Nel maggio del 2015 la Pan American Health Organization (Paho) ha confermato il primo caso di infezione da virus Zika in Brasile, che da allora si è diffusa nel subcontinente americano dando luogo a segnalazioni di casi di sindrome di Guillain-Barre e di donne gravide che hanno messo alla luce neonati con problemi di vario genere. È seguita la pubblicazione di una messa in guardia per i viaggiatori diretti in zone con trasmissione locale di Zika virus da parte delle autorità sanitarie internazionali, tra cui anche i Centers for Disease Control europei.Le raccomandazioni per i sanitari pubblicate sul bollettino Morbidity and Mortality Weekly Report riguardano i neonati con microcefalia o calcificazioni intracraniche (osservate in fase prenatale o alla nascita) ma anche tutti i nati da madri risultate positive al test per l’infezione da Zika, o in cui i test virologici hanno fornito risultati non chiarificanti. In questi casi i Cdc raccomandano di cercare nel siero l’Rna virale, l’immunoglobulina M (IgM) del virus Zika e del virus della dengue, con i rispettivi anticorpi. Il prelievo va fatto sul cordone ombelicale o direttamente sul neonato, se possibile entro due giorni dalla nascita. Anche il fluido cerebrospinale eventualmente ottenuto per altre analisi dovrebbe essere testato per Rna, IgM e anticorpi. Le linee-guida spiegano nel dettaglio esami clinici e di laboratorio raccomandati nelle diverse circostanze, e raccomandano di notificare a livello centrale ogni caso di possibile infezione congenita: «Non è disponibile alcun trattamento antivirale specifico per l’infezione da virus Zika, né alcun vaccino» spiega la nota dei Cdc. «La terapia dell’infezione congenita da virus Zika è di supporto e dovrebbe farsi carico dei problemi specifici, medici o legati allo sviluppo neurologico, di ciascun neonato specifico; le indagini per capire quali servizi siano i più efficaci per questi bambini nel corso della crescita sono tuttora in corso». (fonte Doctor33) (foto: virus zika)

Posted in Estero/world news, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nature pubblica la descrizione dell’evoluzione genica del Virus Ebola

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2015

Ebola/Roma, stazionarie le condizioni del medico colpito da virus EbolaNature ha pubblicato ieri sera l’analisi temporale e spaziale dell’epidemia 2014-15 del virus Ebola. Il lavoro porta la firma di 8 ricercatori dell’Istituto Spallanzani, tra gli altri autori ed esperti del consorzio internazionale. “L’Africa occidentale sta assistendo alla più grande epidemia da virus Ebola (EBOV) della storia. Fino ad oggi si sono registrati 27,013 casi e 11,134 morti…” sono le prime righe dell’articolo che dà subito la dimensione dell’evento. Si sapeva che il contagio era iniziato a dicembre 2013 per la trasmissione da un pipistrello ad un bambino di 2 anni, ma non era chiaro come si fosse poi diffuso in tutta la Guinea, la Sierra Leone e la Liberia ed in questi paesi è molto difficile, se non impossibile, avere dati epidemiologici attendibili. Lo studio è di enorme rilevanza perché descrive l’evoluzione genica del virus Ebola nell’epidemia che ha registrato più varianti e sottovarianti.“8 nomi dell’Istituto Spallanzani sono un grandissimo successo e sono il risultato di un eccellente lavoro svolto in Italia e sul campo, della enorme “macchina bellica” messa in moto, della capacità di competere a livello europeo, oltre che un grande riconoscimento dell’Istituto. Grazie della eccezionale collaborazione – ha scritto il Prof. Giuseppe Ippolito, direttore scientifico INMI agli autori del lavoro”.
179 campioni di pazienti sono stati analizzati e sequenziati dal laboratorio Mobile Europeo, è stato così possibile descrivere la storia epidemiologica ed evoluzionistica dell’epidemia da marzo 2014 a gennaio 2015. I risultati confermano che la EBOV dalla Guinea si è trasferita in Sierra Leone, con molta probabilità nel mese di aprile-inizio di maggio. I virus della variante Guinea/Sierra Leone si sono poi mescolati intorno a giugno-luglio 2014. Le sequenze virali dei campioni di agosto, settembre e ottobre 2014 indicano poi che il virus è evoluto in maniera indipendente all’interno della Guinea. Tali dati, utilizzati in combinazione con quelli epidemiologici forniscono uno spaccato senza precedenti sull’evoluzione sull’epidemia di febbre emorragica virale ancora in corso, oltre a consentire di verificare a posteriori l’efficacia delle misure di controllo adottate. Ricordiamo che l’Istituto Spallanzani sin da Marzo 2014 ha contribuito all’allestimento di un laboratorio mobile di alto biocontenimento (BSL4) finanziato dalla Commissione Europea (DEVCO) in Guinea Conacry. Tale laboratorio è un concentrato di tecnologie per poter manipolare in condizioni di emergenza virus altamente pericolosi e si basa sulla capacità di virologi esperti appositamente selezionati e formati, per lavorare insieme in situazioni disagiate, come quelle africane e in corso di epidemie.“Mi associo a Ippolito nel ringraziare e tutto l’Istituto per il grande lavoro svolto – sottolinea Marta Branca, Commissario Straordinario INMI-IFO – orgoglio della regione Lazio, del Ministero della Salute e dell’OMS”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Allarme otorino

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 maggio 2015

Il 20% degli italiani soffre di qualche forma di sordità. Si tratta di un disturbo frequente, soprattutto tra gli uomini, ma che oggi si può affrontare con successo. Lo sviluppo della chirurgia dell’orecchio, infatti, ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, permettendo di raggiungere ottimi risultati. “Siamo ormai in grado di restituire l’udito anche ai sordi totali – afferma il prof. Giuseppe Spriano, Presidente nazionale della Società Italiana di Otorinolaringologia e Chirurgia Cervico-Facciale (SIOeChCF) e Direttore dell’Otorinolaringoiatria all’Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena” di Roma, e presidente del Congresso -. Grazie all’elettronica e all’informatica, possiamo sostituire anche la chiocciola, organo nervoso della percezione uditiva, con un impianto cocleare. Questo non è ancora possibile con gli altri organi di senso”. I progressi dell’otorinolaringologia sono al centro del 102° congresso nazionale che, da oggi fino a sabato, riunisce a Roma oltre 1.000 specialisti provenienti da tutta Italia. “L’otorino non è più solo il medico che toglie le tonsille – prosegue Spriano – ma un chirurgo cervico-cefalico che utilizza tecnologie ultra moderne per operare una zona del corpo molto delicata. otorinoPossiamo oggi asportare tumori della laringe e faringe passando dalla bocca, usando il Laser e il Robot. Il viso è una parte ben visibile e che ha un’estrema importanza estetica. E’ nostro dovere preservarla perché non operiamo sull’addome, dove basta una maglietta per coprire vistose cicatrici. Con la chirurgia ricostruttiva è possibile sostituire i tessuti rimossi trasferendo, con veri trapianti, porzioni di pelle, muscoli e ossa da altre sedi del corpo. Per il naso invece utilizziamo molto l’endoscopia con la quale si possono rimuovere tumori localizzati fino alla base cranica, entrando dalla fossa nasale”. Uno specialista rivolto al futuro, dunque, che vuole unire l’aspetto sociale a quello scientifico. “Nel congresso ci sarà una sessione molto particolare – afferma la dott.ssa Barbara Pichi dell’ Otorinolaringoiatria dell’Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena” di Roma -. Abbiamo scelto di organizzare in piscina, con un istruttore d’eccezione, Enzo Maiorca che vanta 23 record del mondo di apnea, un corso sub per non vedenti e i sordo muti. Ma durante il congresso sono previste altre immersioni: sarà possibile studiare le modifiche che avvengono nell’orecchio sott’acqua. Sappiamo che la pressione dell’acqua può portare a danni, infezioni all’apparato uditivo, rottura del timpano, problemi che lo specialista ritrova poi nella pratica clinica”. “Gli otorino nel nostro Paese sono circa 5.000 e rappresentano la quarta branca della chirurgia italiana – sottolinea il dott. Felice Scasso Segretario Nazionale SIOeChCF e Direttore dell’Otorinolaringoiatria dell’Ospedale P.A.Micone di Genova -. Tra le varie patologie che affrontiamo ci sono anche i tumori della testa e collo. Sono neoplasie in forte aumento soprattutto quelle dell’orofaringe, più che raddoppiati negli ultimi anni per colpa del virus dell’HPV. Per questo c’è una integrazione terapeutica molto forte dell’otorino con il radioterapista e l’oncologo medico”. “Nel congresso di Roma molte sessioni e lezioni sono svolte da colleghi provenienti da altri Paesi – prosegue Spriano -. Il confronto tra specialisti di diverse nazioni è un presupposto indispensabile per l’arricchimento culturale reciproco. Oggi la otorinolaringoiatria italiana può essere considerata allo stesso livello di quella nord europea o statunitense. Una grande differenza che costatiamo con l’estero è l’uso didattico dei cadaveri. In Italia esiste un problema oggettivo sull’utilizzo delle salme perché la legislazione a riguardo è molto restrittiva. Il loro uso a scopo didattico, è indispensabile e, come accade in molti altri Paesi, i giovani medici devono avere questo training. Lo specializzando dovrebbe fare prima interventi sul cadavere e poi sul vivente. Per colmare questa lacuna al congresso abbiamo organizzato un corso pre-congressuale di chirurgia su cadavere della durata di 2 giorni per 60 giovani specialisti, e durante il congresso ci sarà per tre giorni un collegamento in diretta dall’ospedale San Camillo di Roma” dove verranno eseguiti tutti gli interventi della nostra specialità.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Malattia da virus Ebola

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 novembre 2014

virus-ebolaRoma 10 novembre dalle 10 alle 12 Istituto Spallanzani in collegamento dalla Sierra Leone con Gino Strada.
l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive (INMI) “Lazzaro Spallanzani” IRCCS, organizza un Webinar Nazionale sulla malattia da virus Ebola. Il Seminario online organizzato dall’INMI prevede un confronto tra esperti, ma aperto al pubblico via web, per fornire informazioni sullo stato dell’epidemia, descrivere gli interventi adottati a livello nazionale, mettere a disposizione strumenti e conoscenze, contribuire alla preparazione delle strutture sanitarie a gestire al meglio eventuali casi di Ebola in Italia. IL Webinar è un tassello del percorso dell’INMI che parte dall’esperienza maturata dai precedenti seminari su Ebola rivolti agli Infettivologi della Regione lazio, i medici di Pronto Soccorso, gli Infermieri e operatori di Triage.Il Webinar, gestito presso l’INMI da un gruppo di facilitatori, sarà dedicato alle procedure da adottare per la valutazione e la gestione di pazienti provenienti da zone a rischio di MEV o con sintomi compatibili con MEV, nonché ai criteri per la valutazione iniziale dei contatti di soggetti esposti a MEV.Oltre agli esperti dell’INMI e dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano, Interverranno rappresentanti della Commissione Europea, del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero della Salute, dell’Aeronautica Militare, della Regione Lazio, delle Regioni Italiane e, in collegamento dalla Sierra Leone, Gino Strada fondatore di Emergency. “Ringraziamo la società Effetti – sottolinea il Ospedale Spallanzani, RomaProf. Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani – che ha accettato, con grande sensibilità la richiesta, di mettere a disposizione gratuitamente la piattaforma e di curare sempre gratuitamente l’organizzazione dell’evento, come contributo all’impegno del Paese nella preparazione per affrontare nel migliore dei modi l’epidemia di Ebola in Africa ed in Italia.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Sicurezza alimentare mondiale a rischio a causa di Ebola”

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 ottobre 2014

virus-ebolaL’assistente del direttore generale del Dipartimento FAO per l’Agricoltura intervenuto all’XI Forum Greenaccord dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura lancia l’allarme: il virus si sta diffondendo soprattutto nelle aree agricole. Servono urgenti interventi per ridurre lo shock nelle aree agricole coinvolte. Presentati anche gli ultimi dati su fame e malnutrizione e gli obiettivi per una trasformazione del sistema agricolo in senso sostenibile
Roma, 8 Ottobre 2014 – “Il virus Ebola potrebbe mettere a rischio la sicurezza alimentare di tutto il mondo. Su questo ci sono pochi dubbi”. L’allarme è stato lanciato da Ren Wang, vice direttore generale del Dipartimento FAO per Agricoltura e Protezione dei consumatori, intervenuto questa mattina all’XI Forum Internazionale dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura, organizzato a Napoli dall’associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus in collaborazione con il Comune di Napoli. “La diffusione attuale di Ebola – ha spiegato Wang – non ha precedenti da quando il virus è stato scoperto nel 1975. E i dati evidenziano che si sta diffondendo soprattutto nelle aree rurali dei Paesi africani: questo rappresenta quindi una preoccupazione per la sicurezza alimentare non solo di quel continente ma di tutto il globo. Servono quindi con estrema urgenza degli interventi sia sul fronte dell’assistenza internazionale sia per cercare di ridurre lo shock sui sistemi agricoli a partire dalle aree coinvolte”.Nel suo intervento, Wang ha poi sottolineato l’indifferibilità di una trasformazione radicale del sistema agricolo mondiale, per renderlo effettivamente sostenibile. “Dobbiamo aumentare la qualità delle coltivazioni perché non possiamo più aumentare le aree coltivate. E questo si può fare solo con un dialogo a livello internazionale approfondito e diffuso”. Cinque le direttrici indicate dalla FAO in tal senso: “contrastare il deterioramento delle risorse agricole e idriche mondiali, intervenire sulle pratiche agricole insostenibili, diffondere una corretta gestione dell’acqua per irrigazione, affrontare l’abuso o l’uso scorretto di sostanze fertilizzanti a partire dal fosforo, tutelare la biodiversità in agricoltura a partire dagli insetti impollinatori”.Alla platea di oltre cento giornalisti provenienti da tutti i continenti, Wang ha anche offerto una fotografia dei progressi fatti nel contrasto alla fame e alla malnutrizione: sono 63 i Paesi in via di sviluppo che hanno raggiunto gli obiettivi del Millennio posti dall’Onu, la sottalimentazione si è ridotta dal 23%al 14% in tali Paesi. E il numero di persone che soffrono la fame sono oggi 800 milioni rispetto al miliardo di inizio secolo. Ma ancora oggi, soprattutto in Africa, a un terzo dei bambini dei Paesi in via di sviluppo non è garantita una nutrizione adeguata. “La malnutrizione – ha ricordato infine Wang – è anche un problema economico. Abbiamo infatti calcolato che essa è causa del 5% dei danni prodotti all’economia planetaria”.Nei quattro giorni di dibattiti e confronti, l’XI Forum dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura affronterà il rapporto tra produzioni agricole, problemi di malnutrizione e modelli di sviluppo, partendo dalla fotografia del mercato agricolo mondiale e dal ruolo degli attori coinvolti per arrivare a prospettare le possibili linee di riforma che permettano di aggredire in modo efficace la piaga della fame.Tra i relatori in programma, ricercatori e analisti di prestigiose organizzazioni: FAO, Caritas Internationalis, Worldwatch Institute, Coldiretti, Bioversity International, UNDP, European Network of Agricultural Journalists e Slow Food.

Posted in Cronaca/News, Estero/world news, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Vaccino anti-aids

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2010

“Accogliamo con soddisfazione la notizia del successo della sperimentazione del vaccino terapeutico anti AIDS”. E’ quanto afferma Massimiliano Dona, Segreteria Generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC),  commentando i risultati positivi riscontrati negli ottantasette pazienti che si sono sottoposti alla fase II della sperimentazione del Centro nazionale AIDS. “E’ un notevole passo avanti nella lotta al virus dell’hiv -prosegue Dona- che ci inorgoglisce maggiormente perché, oltre ad essere un successo italiano, è il risultato di uno sforzo tutto pubblico compiuto dagli esperti dell’Istituto superiore di Sanità con il sostegno del Ministero della Salute”. “Per ora il vaccino riesce solo a migliorare la qualità della vita dei malati -conclude il Segretario generale dell’UNC- ma l’ambizione è di valutare l’effetto in pazienti sintomatici e bloccare la malattia. Per questo motivo è fondamentale che il Governo punti sulla ricerca, destinando nuovi fondi per non tarpare le ali a coloro che dedicano la loro vita allo studio e alla sperimentazione”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Influenza: come prevenire e combattere il virus

Posted by fidest press agency su martedì, 26 ottobre 2010

“Chi viene colpito dall’influenza deve mettersi a riposo, possibilmente a letto, restando in casa ed evitando l’esposizione a sbalzi termici”. E’ quanto ricorda l’Unione Nazionale Consumatori (UNC) ora che, con l’avvicinarsi della stagione invernale, torna puntuale l’allarme influenza. “Per prevenire la comparsa dei sintomi influenzali -si legge nella nota dell’UNC- è consigliabile adottare misure igieniche come quella di lavare spesso le mani. Se poi si manifestano febbre, sensazione di malessere, mal di gola, raffreddore, è bene rivolgersi al medico di famiglia, evitando di affidarsi ad un pericoloso ‘fai da te’ nell’assunzione di farmaci”. “Non dimentichiamo inoltre -prosegue l’Unione Consumatori- che la trasmissione del virus avviene soprattutto attraverso la respirazione: è dunque buona norma coprirsi il naso e la bocca con un fazzoletto quando si starnutisce o si tossisce, in modo da evitare di contagiare anche chi ci circonda”. “Per saperne di più -conclude l’UNC- consigliamo di consultare l’intervista al Prof. Donato Greco, epidemiologo e consulente dell’Istituto Superiore di Sanità, disponibile sull’home page del nostro sito http://www.consumatori.it”. Seguito qui

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Vaccino unico contro influenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2010

«Alcuni dati indicano che probabilmente il picco dell’influenza stagionale in Italia potrebbe arrivare in anticipo». È quanto afferma ieri a Milano, a margine di un convegno sull’assistenza sanitaria integrativa, il ministro della Salute Ferruccio Fazio, ricordando che a breve arriverà il vaccino unico (in cui è compresa anche la copertura dal virus H1N1 dell’influenza A). «Lo annunceremo nei prossimi giorni. Il vaccino che sarà messo a disposizione – ripete – comprende anche il virus della nuova influenza, oltre ai ceppi degli anni scorsi». Unica sarà dunque anche la campagna di immunizzazione. «Il vaccino non sarà gestito separatamente come avviene in caso di Pandemia», spiega il ministro, riferendosi al fatto che quest’anno l’iniezione sarà una sola. Quanto alle dosi di vaccino pandemico acquistate l’anno scorso, distribuite alle Regioni e mai utilizzate, il loro destino dipenderà «dalle scelte delle Regioni stesse», ribadisce Fazio rispondendo alle domande dei giornalisti. Dal momento che il nuovo prodotto comprende anche il virus H1N1, le vecchie dosi sono candidate a restare nei magazzini. (fonte farmacista33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »