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Dopo 2500 anni: le opere di ingegneria militare sono ancora visibili

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2020

La contrada Ferla si trova in Sicilia, nella provincia di Trapani e nel territorio del comune di Mazara del Vallo e si estende sul lato ovest del fiume Mazaro. La contrada Ferla é una vasta area ricca di cave di tufo, di insediamenti del periodo neolitico, di tracce di successivi insediamenti romani e di molto altro ancora.Tutta la zona archeologica è poco conosciuta e non è stata mai valorizzata sia dagli archeologi sia dalle amministrazioni Comunali e Regionali al fine d’ incrementare il turismo culturale in quest’area..Ma in questa contrada vi sono ancora i resti di ben tre valli difensivi, opere di ingegneria militare realizzate nel 409 a.C.Sono ostacoli ”da battaglia” , realizzati per fermare la cavalleria nemica e costituiti da due lunghi muri paralleli, posti a breve distanza gli uni dagli altri, in modo da fermare il galoppo della cavalleria e far disarcionare i cavalieri, per poi colpirli ed ucciderli caduti a terra fra i due muri del vallo.Le immagini satellitari ci mostrano ancora i loro resti, resti di queste opere di ingegneria militare realizzate quasi 2500 anni fa..Vi sono quattro sbarramenti, di diverse lunghezze: il maggiore supera i 300 metri ed è ancora ben visibile.Ma non solo.. Pare affiorare anche il muro di protezione di un possibile accampamento di grandi dimensioni a forma rettangolare. Ricordiamo che Annibale Magone venne eletto dal senato cartaginese come comandante degli eserciti e governatore dell’Epicrazia punica della Sicilia nel 411 a.C. Egli era desideroso di vendicare il nonno Amilcare, sconfitto e ucciso durante Battaglia di Imera ( la Termini Imerese di oggi ) da parte dei Greci sicelioti nel 480 a.C.Nei primi mesi dell’anno 409 Annibale approdò presso l’attuale Marsala, che grazie alla sua posizione di guardia tra Mediterraneo e Tirreno, fu inizialmente un avamposto cartaginese. Nel mese di Aprile con falsi pretesti, Annibale marciò con l’esercito, verso la città di Selinunte con l’intento di assediarla per aiutare Segesta, sua alleata, e rivale di Selinunte.La battaglia di Selinunte fu una battaglia campale della seconda guerra greco-punica che si svolse nell’aprile del 409 a.C. che durò circa dieci giorni.Le forze in campo erano impari: Annibale poteva contare su circa 40mila soldati mentre i Siracusani e Selinuntei solo su circa 25mila uomini armati.Le perdite per i Selinunte furono ingenti: Diodoro Siculo narra di 16mila morti e di oltre 6mila prigionieri.Senza ulteriori rinforzi, la città fu facilmente quindi presa e distrutta.La popolazione di Selinunte fu in gran parte massacrata.Nel maggio dello stesso anno 409 a.C. Annibale pose anche un assedio a Imera , l’odierna Termini Imerese ove sconfisse i rinforzi di Siracusa al comando di Diocle.Selinunte, in tempi successivi, fu ricostruita ma non raggiunse mai lo splendore precedente la sua distruzione del 409 a.C.Ancora oggi, quasi duemila e cinquecento anni dopo la vittoria di Annibale, percorrendo la campagna della contrada Ferla, si possono trovare, affioranti fra il terreno, ceramiche dell’età del bronzo, ed altri frammenti di antiche popolazioni.. https://youtu.be/hPczKDvev-M

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Motoslitte in alta montagna per gioco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 gennaio 2012

Le motoslitte nascono per i grandi spazi del nord. Usate per divertirsi in ambiti limitati come le nostre Alpi, ne stravolgono l’equilibrio. L’ assenza di leggi ha incoraggiato molti centauri ad utilizzarle sulle montagne e nelle valli innevate attraverso un uso cosiddetto “sportivo”. Tale utilizzo causa considerevoli danni al territorio attraverso un rilevante inquinamento atmosferico ed acustico. Il CAI, ha già sollecitato i Ministeri competenti per normare il settore. In questa vacatio legis non resta che affidarsi alle ordinanze locali e ad eventuali leggi regionali (vedi Regione Piemonte). In Lombardia è stato presentato il PDL 118/2011 dai consiglieri Parolini e Quadrini che si propone di regolamentare il tema. Il CAI lombardo ha accolto l’iniziativa con favore ma, di fronte agli specifici contenuti, si è reso subito conto delle forti criticità presenti e ne ha discusso con le sue 146 Sezioni, in assemblea a Vimercate nel novembre scorso. Il PDL 118 intende modificare la legge regionale del 2008 in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale. Impressiona a tal proposito l’assenza di qualunque accenno della tutela dell’ambiente montano, ed anzi, essendo prevista la circolazione anche sui “territori agro-silvo-pastorali innevati” i cingolati sarebbero liberi di muoversi in tutto il territorio montano. Tale previsione apre le porte a pericolose interferenze con i percorsi dello sci alpinismo, del fondo escursionistico e delle racchette da neve. Nello specifico la nostra proposta è che l’accesso dei mezzi debba essere limitato a poche e selezionate aree, alla cui scelta dovrebbero partecipare anche le associazioni, come il CAI, che hanno come finalità statutaria la tutela dell’ambiente montano. Le sezioni del CAI chiedono che i percorsi individuati siano scelti in bassa quota e localizzati solo ed esclusivamente in prossimità di territori antropizzati, come per esempio comprensori sciistici già esistenti. Il CAI è favorevole all’autorizzazione dell’uso delle motoslitte per gestori di impianti di risalita, per rifugisti, albergatori o proprietari di baite accessibili solo con tali veicoli, per il personale di soccorso e delle forze dell’ordine, anche fuori dai percorsi approvati. Non viene citato l’obbligo del ripristino dei luoghi oltre a garantire il risarcimento di danni al percorso, ma viene disposto l’uso di risorse pubbliche per finanziare i gestori privati. Aree d’alta montagna danneggiate e inquinate sarebbero da ripristinare a spese della collettività. La proposta delega il gestore dei percorsi, anche privato, di valutare il richiedente e di verificare la sussistenza dei requisiti previsti dalla norma, cosi come quello della reale necessità di fruizione del territorio montano. Il CAI ritiene che il rilascio dell’autorizzazione alla circolazione delle motoslitte debba invece essere appannaggio esclusivo dei Comuni. L’autorizzazione rilasciata all’utente non deve essere vaga ma va sancito l’obbligo di esposizione in modo visibile, e se a scopo ludico deve avere durata giornaliera ed il rilascio deve inoltre essere a titolo oneroso per tutti. Le sanzioni previste sono risibili e non hanno valore deterrente. Le Sezioni del CAI lombardo esprimono all’unanimità forti critiche al PDL 118, che risulta superficiale e sbilanciato in modo inaccettabile a favore degli utilizzatori “per gioco” delle motoslitte.

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Expo: “Confronti”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2009

confrontiArezzo 18 aprile 2009, alle ore 18.00, presso il Centro per l’arte contemporanea RiElaborando (via Oberdan 30) si inaugura la mostra di pittura e scultura “Confronti” dello scultore Mariano Bianca e del pittore Tullio Parente. L’evento espositivo, realizzato in collaborazione con il Centro di Studi Storico Artistici di Arezzo (via Eritrea 8, Arezzo) e curato da Daniela Meli, è patrocinato dal Comune di Arezzo e dai Lions Club di Arezzo.  Il confronto che si stabilisce fra le pitture di Tullio Parente e le sculture di Mariano Bianca nasce da una condivisa  riflessione volta a indagare quanto si può celare dietro il visibile, sotto la superficie delle comuni apparenze.  Tullio Parente, artista che vive ed opera ad Arezzo, ha partecipato a numerose rassegne nazionali e internazionali e si ripresenta alla Galleria RiElaborando dopo la mostra collettiva “Di petalo in fiore… Di parola in verso” (3 – 31 luglio 2008).  La sua pittura è caratterizzata da una densa amalgama di colore, una fitta trama di successive stesure che, acquistando corpo, sostanziano figure e paesaggi al limite di una ridefinizione informale. Infatti, l’effetto ricercato e  ottenuto dall’artista è quello di una natura fisica scavata nel profondo, privata della sua corazza protettiva. Si osserva, quindi, la raffigurazione di una umanità resa senza epidermide, svelata attraverso un efficace e convincente studio di strati  cromatici che richiamano la duplice componente emozionale e organica del nostro essere, e la trasfigurazione pittorica di vedute in cui sono esaltati gli aspetti geologici e il potenziale di fertilità del terreno.  Mariano Bianca abita, invece, nel Mugello. Sono oramai diversi anni che si dedica alla scultura, prevalentemente in marmo, affiancando questa sua attività creativa a quella di docente di Filosofia della Scienza e di Filosofia della Mente (presso l’Università di Siena). Nel corso del tempo ha preso parte a diversi appuntamenti espositivi e nel 2002 ha tenuto una sua personale a Firenze.  All’interno della sua produzione circola l’aspirazione a trascendere l’immanente, scavalcando il riferimento al dato reale, generando forme dal potere evocativo, spiccatamente simbolico e misterioso. Pezzi che richiamano antichi idoli o potenti talismani compongono, infatti, la lunga gallerie di sculture portate in mostra, lavorate finemente, con cura sapiente e felicità creativa.  In definitiva, per questi motivi, lo spazio espositivo RiElaborando intende proporre uno stimolante confronto fra due generi artistici contigui e due ricerche espressive complementari, sebbene distinte. (foto Confronti)

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