Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘visione’

La visione del potere

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 agosto 2019

Il titolo l’ho preso dall’omonimo libro di Gaetano Mosca e Guglielmo Ferrero. E’ stato un punto di partenza per una mia riflessione sull’evoluzione delle istituzioni democratiche che la letteratura sociologica del XX secolo ci ha dato testimonianza lasciandoci intravedere la possibilità di una sua realizzazione. E’ stato un sogno dei nostri padri e ora che figli siamo mi rendo conto che è stata e continua ad essere un’impresa molto ardua. Da cosa possa dipendere questa mancata trasformazione della democrazia è difficile a sapersi. Per Pareto là dove si mettono in moto forze centripete vi fanno da contraltare forze centrifughe e disgregatrici. Può bastarci questa spiegazione? Da parte mia no. Credo che dipenda dal cattivo uso che abbiamo fatto delle novazioni messe in campo. Penso ai processi che ci hanno portato al mondo globalizzato, al libero commercio e ad uno sviluppo economico non più concepibile in ambiti nazionali.
A questo riguardo i cultori della materia ci hanno spiegato che il problema sta negli stessi principi della democrazia “in quanto devono essere totalmente ripensati e ricostruiti venendo a mancare i due contraenti del patto di dominio: non essendoci un popolo “transnazionale” e una classe politica o una espressione di rappresentanza sostanziale ed effettiva di realtà sociali che vadano al di là del mondo degli interessi.” Cosa s’intende dire con ciò? Che è relativamente facile creare accordi e istituzioni concernenti gli interessi economici mentre è molto difficile renderli compatibili. E i conflitti in atto nell’Unione europea lo stanno a dimostrare, e non solo. Vedasi la guerra dei dazi tra Usa e Cina. Noi da una parte abbiamo puntato ad un allargamento dei mercati liberalizzando il transito delle merci e potenziato le concentrazioni industriali e finanziarie per diffondere su larga scala l’economicismo come principio ideologico dominante dall’altra non siamo stati capaci di superare i confini degli stati nazionali e delle singole culture.
Ma abbiamo fatto di peggio. Ci siamo serviti della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale, del Wto per trasformali per ciò che non dovrebbero essere ovvero in organismi politici. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

La visione di Mallet

Posted by fidest press agency su martedì, 21 maggio 2019

Roma ore 11.00, nella Sala Conferenze della Sede di Roma dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) (Via di Vigna Murata, 605) – Sala Conferenze verrà presentato il fumetto “La visione di Mallet”, realizzato dal Gruppo Lucano di Protezione Civile in collaborazione con Graziano Ferrari, ricercatore dell’INGV, e grazie alla mano esperta del fumettista lucano Giuseppe Palumbo.Robert Mallet, considerato il padre della sismologia, era un eclettico ingegnere irlandese. Il suo studio dei terremoti si concretizzò nel 1846 quando presentò alla Royal Irish Academy la sua teoria sulla dinamica dei terremoti, On the dynamics of earthquakes, che costituisce il primo tentativo di far rientrare i fenomeni sismici nel campo delle scienze esatte. A seguito del fortissimo terremoto lucano che il 16 dicembre del 1857 colpì l’Italia meridionale causando circa 19.000 vittime, Mallet riuscì a farsi finanziare dalla Royal Society di Londra un viaggio nelle zone terremotate italiane al fine di verificare sperimentalmente la sua teoria.Il Gruppo Lucano di Protezione Civile, la principale organizzazione di volontari di protezione civile dell’Italia meridionale, ha promosso (con il sostegno della Fondazione con il Sud) la divulgazione della storia di Mallet sotto forma di fumetto, in una originale esperienza di sinergia tra scienza e arte sequenziale. Obiettivo dell’iniziativa, sensibilizzare giovani e famiglie alle tematiche del volontariato e alle buone pratiche della resilienza.La presentazione del volume si svolgerà alla presenza dell’ambasciatore d’Irlanda in Italia, Colm Ó Floinn, del Presidente del Gruppo Lucano di Protezione Civile, Giuseppe Priore, e del fumettista Giuseppe Palumbo.

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La visione di Bolton e Pompeo sulla Russia si scontra con l’ottimismo di Trump

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

By Domenico Maceri. “La montagna ha partorito un topolino”.Queste le parole di Vladimir Putin per commentare i risultati delle indagini di Robert Mueller sul Russiagate. Putin ha ripetuto essenzialmente le stesse parole nella recente conversazione telefonica con Donald Trump, secondo le dichiarazioni del 45esimo presidente.Rispondendo alla domanda di un giornalista se i due leader avevano discusso l’interferenza russa nelle elezioni, Trump ha detto che non hanno toccato il tema. Nessuno gli ha domandato se avessero discusso la situazione dei dodici ufficiali dell’intelligence russa incriminati da Mueller nel mese di luglio del 2018 e la loro possibile estradizione. Ma con ogni probabilità i due non lo hanno discusso nemmeno.Secondo Trump i due leader hanno toccato parecchi temi incluso la situazione in Venezuela. L’inquilino della Casa Bianca ha dichiarato che Putin si interessa a una soluzione pacifica. Tutto bene dunque, secondo le parole di Trump.La visione rosea di Trump sulla Russia e Putin non è però condivisa dallo staff del presidente. Emerge infatti una politica sulla Russia in netto contrasto con i suoi collaboratori.Il rapporto di Mueller non ha dimostrato alcuna cospirazione fra la campagna di Trump e i russi nonostante i frequenti contatti. Da aggiungere i dodici agenti russi incriminati da Mueller, e Maria Butina, spia russa condannata in America a 18 mesi di carcere per avere cospirato contro il governo degli Stati Uniti. Mueller però ha confermato ciò che si sapeva già dai servizi di intelligence americana che la Russia aveva interferito nell’elezione americana del 2016 in maniera “sistematica” aiutando Trump e fomentando discordia mediante i social media. Trump da parte sua non ha mai digerito questa verità vedendola come macchia alla sua vittoria presidenziale. Ecco perché quando si è incontrato con Putin a Helsinki nel mese di luglio del 2018, Trump ha dichiarato che il leader russo era stato molto forte nella sue negazioni di interferenza. Trump in effetti ha rinnegato le raccomandazioni di 17 agenzie di intelligence americana. Per questa posizione alcuni ex leader dei servizi segreti statunitensi hanno dato del traditore a Trump.Non si sa esattamente che cosa avranno discusso i due leader a Helsinki poiché Trump ha detto alla sua interprete di distruggere gli appunti presi durante l’incontro. Ciò rappresenta una violazione delle procedure tipiche poiché storicamente i presidenti informano in dettaglio il loro staff di quello che esattamente si discute in questi colloqui. L’idea è di evitare contraddizioni quando i collaboratori americani si riuniscono con i loro omologhi russi o di altri Paesi. Le contraddizioni fra l’intelligence americana e la visione di Trump sull’interferenza russa nell’elezione si stanno ripetendo adesso nella situazione del Venezuela. Nonostante il quadro roseo di Trump che Putin non è coinvolto in Venezuela, i russi hanno un ruolo molto attivo e possibilmente destabilizzante, secondo John Bolton, il consigliere di sicurezza nazionale, e Mike Pompeo, segretario di Stato. Pompeo non è d’accordo con le parole di Trump e ha dichiarato che i russi hanno “centinaia o più di persone” in Venezuela che assistono le migliaia di cubani a mantenere Nicolas Maduro al potere. Pompeo ha anche dichiarato che Maduro deve andare via e che i cubani e i russi in Venezuela devono “seguirlo”. Il segretario di Stato americano ha anche detto che avvertirà i suoi omologhi russi in incontri imminenti a non interferire in Venezuela.Anche Bolton ha usato parole simili persino minacciando che se i russi continuano la loro influenza malevole in Venezuela “ne pagheranno le conseguenze”. Bolton è preoccupato dal ruolo russo in Venezuela dichiarando che Putin non vorrebbe altro che ottenere il controllo di un Paese in America del Sud. Secondo Bolton, i russi sono stati informati che il loro comportamento è inaccettabile.Trump però continua a ripetere che buoni rapporti con la Russia recheranno benefici ai due Paesi. Il problema però rimane che il 45esimo presidente non riesce ad affrontare la realtà, continuando a non vedere che un Paese ostile ha interferito nell’elezione americana. In ciò l’atteggiamento di Trump riflette un’insicurezza personale che lui trasporta in campo politico. La sua ex direttrice dell’Homeland Security, Kirstjen Nielsen, licenziata da Trump il mese scorso, i cui compiti includevano anche possibili interferenze straniere sulle elezioni americane, aveva tentato di organizzare riunioni di alto livello per affrontare il problema. La Nielsen era però stata informata da altri membri del gabinetto di Trump di non fare molto rumore sulla questione poiché il presidente non ne vuole sentire parlare.In ciò Trump abbandona uno dei compiti fondamentali del presidente di difendere la democrazia americana non solo dalla Russia ma da altri potenziali avversari come la Cina e l’Iran. Se l’unica superpotenza al mondo non riesce a difendersi da hackeraggio di Paesi ostili, che speranza possono avere Paesi molti meno deboli?Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Autismo Ido: Con optimal outcomes cambiata visione su sindrome

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

Roma 6 aprile 2019 dalle 8.30 alle 16.30 nell’Aula Gerin de La Sapienza, in viale Regina Elena 336, operatori del settore, studiosi ed esponenti delle istituzioni si confronteranno con la tematica autismo ed evoluzione dell’uomo alla luce delle recenti evidenze neuroscientifiche. “Abbiamo voluto questo convegno all’insegna della complessità e delle possibili trasformazioni”, spiega Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) che, insieme all’università La Sapienza e l’Osservatorio italiano studio e monitoraggio autismo (Oisma), hanno promosso la giornata studio dal titolo ‘Plasmare la complessità, autismo tra mente e corpo’.
Nella sua relazione Di Renzo cercherà di aprire una riflessione “sugli aspetti psicopatologici che si costellano quando un bambino esce al di fuori della classificazione Ados di autismo”. Per optimal outcomes si intende “non soltanto un miglioramento delle capacità cognitive, ma una capacità di adattamento in ambito sociale”.
L’IdO già da qualche anno ha “individuato un gruppo di bambini i cui predittori di sviluppo consentono di predire una buona evoluzione. La precocità della diagnosi ci ha permesso di aumentare il numero di esiti positivi- precisa la studiosa- ma c’è ancora moltissimo da lavorare e soprattutto non bisogna confondere l’uscita dalla classificazione con il guarire dall’autismo. Tengo a sottolineare che è cambiata la nostra visione dell’autismo- conclude- e poter dire che esistono degli optimal outcomes e che esiste la possibilità di avere delle evoluzioni positive è molto importante”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Roma Capitale: M5S-Lega inadeguati, manca visione della città

Posted by fidest press agency su sabato, 29 settembre 2018

“Il recente voto della Camera dei Deputati sulle mozioni per Roma Capitale conferma che Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni sono gli unici ad avere a cuore le sorti della città di Roma, ma soprattutto di avere un’idea chiara del suo futuro. Il via libera dato alla mozione di maggioranza conferma la loro inadeguatezza, incapaci nel comprendere i reali problemi e bisogni della Capitale. Il silenzio sul fronte delle risorse e dei poteri in tal senso è eloquente. Roma ha bisogno di un progetto strategico di grande respiro come le altre capitali europee, che hanno avuto la capacità di pensarsi secondo una visione complessiva della città proiettata nel futuro. Il che ha consentito anche di beneficiare di importanti risorse e poteri speciali. A tuttoggi questo manca. Anzi, l’assenza perdurante di un progetto credibile ha impedito alla Capitale di avere un’idea del suo ruolo e della sua missione nel mondo. Purtroppo oggi si è sprecata l’ennesima occasione per ridare alla Capitale la sua degna dimensione”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Marco Marsilio.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Decreto Mezzogiorno: senza una visione programmatica per il Sud

Posted by fidest press agency su domenica, 30 luglio 2017

mezzogiornoDichiarazione dell’onorevole Vincenza Labriola, deputata di Forza Italia:“Il decreto Mezzogiorno, sul quale il governo ha posto l’ennesima fiducia strozzando il dibattito parlamentare, è un testo viziato, come sempre più spesso capita in questi mesi, dai prossimi appuntamenti elettorali.Peccato, il partito di maggioranza ha perso l’occasione di pensare e programmare una visione e un rilancio del Mezzogiorno d’Italia, fondamentale per la ripresa economica di tutto il PaeseIl testo prevede una serie di norme e di interventi disparati tra loro, che mostrano la mancanza di visione del governo su un’area strategica per il Paese, disposizioni quanto mai utili per la ripresa economica.Un mosaico di interventi reso ancor più un contenitore confuso dalle modifiche apportate al Senato, che fanno ancor più sfumate il senso dell’insieme. I tempi stringenti non permetteranno di modificare il testo alla Camera, e di questo siamo rammaricati.Il Sud vessato viene usato nuovamente dal Governo Gentiloni/Renzi a fini elettorali mortificando investimenti che se pensati e stanziati in maniera mirata possano far crescere Pil e fiducia.Forza Italia questo si prefigge di fare per il Mezzogiorno, frenare definitivamente le differenze tra nord e sud, investire in asset strategici e scommettere sulla ripresa. Dobbiamo credere che un Sud diverso è possibile, si può e si ha il dovere di farlo ma in maniera seria e strategica”.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Segno, Colore, Forma in Poetica Visione”

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 novembre 2016

carlo-iacomucciLa Al.PA.CA. Production, in collaborazione col Maestro Iacomucci, ha prodotto una rassegna digitale delle maggiori opere dell’artista dal titolo “Segno, Colore, Forma in Poetica Visione” raccontata in uno slideshow di immagini a cura di Patrizia Minnozzi. Commentare la quarantennale carriera artistica di Carlo Iacomucci attraverso la tecnologia digitale, è stato quello di esporre adeguatamente la sua arte anche per raggiungere un vasto pubblico eterogeneo. Scommessa difficile. Tuttavia, oggi, i mezzi di comunicazione diventando sempre più vasti aiutano non poco. Il DVD, nella sua vivacità attraverso alcuni brani musicali di sottofondo che accompagnano con le parole l’excursus della carriera artistica e professionale di Iacomucci, riesce a dare quell’effetto dinamico che permea e completa il progetto. Come dicevo, l’utilizzo della tecnologia digitale, anche se non propriamente appartenente all’artista, quale persona sensibile a tutto ciò che lo circonda nella visibilità del mondo, è stata sperimentalmente accettata. Iacomucci si è lasciato coinvolgere percorrendo questa strada fino a tempo fa impraticabile data la sua provenienza dalla “Vecchia scuola” (Istituto Statale d’Arte, meglio noto come Scuola del Libro di Urbino). Ma a lavoro finito, la visione dello slideshow, risulta assai piacevole e di facile “lettura artistica”. Le immagini che vi scorrono si adattano anche allo spettatore meno incline all’arte in quanto coinvolto sia nel senso visivo che in quello uditivo. La classicità delle immagini musicate si impone in terza persona che ricorda alcuni suoi maestri quali, Piacesi, Pozzati, Ricci, che nel tempo gli hanno trasmesso una testamentale maniera di operare segno, tratto, colore. Visionando il DVD, lo sguardo viene attirato non solo dalle forti cromie dei colori, ma anche da quella tipica “finta immobilità” della scena pittorica iacomucciniana che in realtà ben si muove e va oltre l’immaginario. Si è “confortati”, trasversalmente, da suoni e note dolci-tenui. La musica onirica in sintonia allo stile dell’artista esalta la comunione segno-colore; carlo-iacomucci1poetiche visioni che rivalutano l’universalità. I sincopati, ma decisi rintocchi delle note si fondono nell’armonia cromatica dei soggetti che divengono soggettuali all’esplosione della vita nel suo linguaggio pre-conscio. E il prodotto finale di questa vitalità rimanda a una continua configurazione di aspettative. Proprio come quella di una pièce teatrale che “rappresenta” il senso di una “tragedia”. O se preferiamo, una polis immaginaria che si costituisce nella costruzione di una città ideale, magari “invisibile”, di letteraria immaginazione calviniana a cui ognuno oggi in apnea aspira, lontano dai disastri ambientali e politici a causa di una politica ingannevole priva di quel senso invece applicata nella Magna Grecia. E così che, lo spettatore-protagonista nell’idea primaria di godimento, attraverso questo documento digitale ha la possibilità di entrare senza gravoso biglietto d’ingresso; dato che l’attuale scena ha costi gravosi e pesanti. E a patto che ognuno entri nella “demos” del colore-segno non prescindendo dallo status di inciviltà. L’arte e la poesia continuano, in tal senso, ad ammonire l’incauto vivere. Un inedito DVD (un libro d’arte in digitale della durata di 30 min.) delle maggiori opere dell’artista Carlo Iacomucci (e un Kit con allegato un piccolo catalogo e una stampa digitale, firmata, 15×10). -Una presentazione digitale di immagini, musica e parole a tiratura limitatissima. Curato e realizzato dalla dott.ssa Patrizia Minnozzi (foto:Carlo Iacomucci)

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Primo discorso di Juncker in Parlamento sullo Stato dell’Unione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2015

Jean-Claude JunckerIl Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker terrà il suo primo discorso sullo Stato dell’Unione al Parlamento europeo di Strasburgo domani, mercoledì 9 settembre dalle ore 09:00. La sua valutazione e le sue proposte per il futuro dell’UE saranno seguite da un dibattito con gli eurodeputati.Tra le questioni che sarranno trattate ci sarà in primo luogo la crisi migratoria, ma anche Schengen, la Grecia e l’Eurozona.I Membri del Parlamento europeo si aspettano che il Presidente Juncker, eletto lo scorso anno dal Parlamento sulla base del risultato delle elezioni europee, presenti una revisione di quanto successo da allora, uno schema delle prossime iniziative della Commissione e soprattutto una visione a lungo termine per l’UE.
Il dibattito inizierà alle 09:00 con il discorso di Juncker sullo Stato dell’Unione, seguito dai discorsi dei leader e dei membri dei gruppi politici del Parlamento europeo. In conclusione ci sarà la risposta di Juncker sui punti che saranno stati sollevati dagli europarlamentari.Il dibattito sullo Stato dell’Unione è un importante momento di scrutinio democratico, da parte del Parlamento, sul lavoro della Commissione. Ogni anno dal 2010 il Presidente della Commissione presenta le valutazioni sugli sviluppi politici nell’UE e i piani per il futuro. Ma questa è la prima volta che il discorso sullo Stato dell’Unione viene tenuto da un Presidente della Commissione eletto, e non solo approvato, dal Parlamento europeo.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La città del futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2011

Londra. Da una recente indagine condotta da Frost & Sullivan emerge che 4.5 miliardi di persone, vale a dire circa il 60% della popolazione mondiale, entro il 2020 risiederà nelle città. Saranno proprio le città e non le zone rurali a guidare la creazione di nuova ricchezza nel futuro. Questa straordinaria crescita della popolazione e dell’economia porterà allo sviluppo di mega-città e di mega-regioni, con un forte impatto sulla mobilità individuale e sui trasporti del futuro.
Per poter accelerare l’attuazione della visione di mobilità da parte di enti governativi, settore pubblico e aziende, Frost & Sullivan ha in tal senso organizzato il seminario “Urban Mobility 3.0 Growth Opportunities in Smart Mobility Business Models, Infrastructure and eService Platforms” che si terra’ a Londra il 15 e 16 giugno 2011. Il seminario vedrà la partecipazione di Sarwant Singh, Partner e Automotive & Transportation Practice Director di Frost & Sullivan. “Non ci saranno più città progettate a misura d’auto, ma auto progettate in base a queste mega-città”, afferma Singh. “Le case automobilistiche, in conseguenza dell’urbanizzazione, dovranno valutare la propria presenza sul mercato non quali produttori di auto, ma per garantire la mobilità individuale”.
“Per gli abitanti delle future mega-città, il trasporto intermodale sarà più comodo grazie al concetto di soluzione dinamica del trasporto che integra diversi sistemi in un’unica entità” commenta Singh. “Nonostante questa idea stia solo muovendo i suoi primi passi e gli azionisti stiano operando in modo del tutto indipendente, per il futuro si prevede un approccio integrato”. “Oggi vediamo nuovi attori entrare a far parte di questo mercato e proporre nuove soluzioni di mobilità integrata” aggiunge Singh. “Domani vedremo operatori dei trasporti (di ferrovie e autobus), operatori dei telefoni cellulari, provider di servizi IT ed agenzie di prenotazioni online fornire direttamente a casa del cliente soluzioni multi-servizio. Questi integratori di mobilità porteranno le soluzioni di trasporto verso ulteriori sviluppi integrando interamente i fornitori di servizi di trasporto a breve o lungo raggio per dar vita così ad un’unica soluzione”. Sponsor ufficiale di “Urban Mobility 3.0” è Eaton Corporation. Per maggiori informazioni, visitare il sito http://www.eaton.com
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, lavora in stretta collaborazione con i propri clienti per aiutarli ad accelerare la loro crescita e a raggiungere risultati di rilievo in termini di crescita, innovazione e leadership di mercato. Il Growth Partnership Service di Frost & Sullivan offre ai manager e ai loro team una serie di strumenti quali ricerche e modelli di best practice che permettono l’identificazione, la valutazione e l’implementazione di significative strategie di crescita. Frost & Sullivan ha oltre 50 anni di esperienza maturata lavorando per conto e in collaborazione con importanti società a livello globale fra cui le prime 1000, aziende emergenti e investitori e vanta una rete di più di 40 uffici in cinque continenti. Per far parte della nostra Growth Partnership, si prega di visitare il sito http://www.frost.com

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La visione dell’acqua

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 maggio 2011

A cura di Yaku Un viaggio dalla cosmogonia andina all’Italia dei beni comuni Introduzione di Eduardo Galeano collana saggistica Viento der Sur euro 16,00 codice ISBN: 978-88-97376-00-2 pagine 230
Cosa lega la guerra dell’acqua di Cochabamba in Bolivia alla lotta del popolo U’wa in Colombia e alle mobilitazioni in Italia contro la privatizzazione dell’acqua e la difesa dei territori? Questo libro cerca di rintracciare il filo rosso che unisce diversi percorsi e mobilitazioni in difesa dell’acqua, il dato comune che lega esperienze apparentemente così distanti tra loro. È possibile un discorso comune, una visione dell’acqua e del rapporto uomo-natura in grado di costruire un nuovo legame sociale e nuove pratiche di convivenza nel quale possano riconoscersi attori e movimenti coinvolti nelle lotte contro le privatizzazioni? Un cammino condiviso che lega la difesa della sovranità popolare alla ricerca di nuovi significati del vivere comune e di una ridefinizione del rapporto tra popoli e territori.
Yaku è un’associazione italiana impegnata nella difesa dei beni comuni e nella promozione dei diritti sociali. Nata a sostegno delle lotte delle comunità indigene latinoamericane, ha dato vita, insieme alla Coordinadora en Defensa del Agua y la Vida (Bolivia) e ad altre realtà sociali, al progetto Escuela Andina del Agua, per la difesa dell’acqua bene comune. È membro del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.
Eduardo Galeano, giornalista e scrittore uruguayano, ha iniziato, da giovane, l’attività giornalistica. Dal 1973 è vissuto in esilio in Argentina e in Spagna. All’inizio del 1985 è tornato nel suo Paese, dove vive tuttora. È autore di numerosi libri, tradotti in varie lingue, che vìolano spesso le frontiere tra i generi letterari mescolando il racconto e il saggio, la poesia e la cronaca. Con la trilogia Memoria del fuoco ha ricevuto nel 1998 l’American Book Award.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Religione come professione di fede

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2011

Il rapporto stabilito tra la Chiesa e i fedeli, che si richiamano ad essa, non sempre collima con la fede che sentiamo nel nostro intimo. Non è certo una novità e non la tratterei se spesso questo rapporto duale non mi venisse riproposto e reso aspro e ultimativo come se si trovasse in rotta di collisione. Tale contrasto è senza dubbio surrettizio. E’ provocato per lo più dalle letture distorte degli scritti dei nostri padri e dalla mancata consapevolezza che ai tempi in cui furono elaborati la visione delle cose era più ristretta e forzata da una limitata conoscenza scientifica. Ma vi era anche il condizionamento di una cultura che affondava le sue radici nella mitologia greco-romana. In questo modo le Chiese fondarono i loro rituali imbrigliando la fede su un percorso fatto di usi, talvolta paganeggianti, non riuscendo a spezzare del tutto la continuità esistente tra le due tradizioni. Per me il tutto si trasforma in un grosso limite che le Chiese si sono fatte carico nel corso della loro storia e che tuttora ne subiscono gli effetti distorcenti sul piano dottrinario e nella pratica religiosa. E gli errori, purtroppo, si pagano. Lo constatiamo oggi con i cristiani che si contendono la loro appartenenza in tante chiese e che seppero in tempi non tanto lontani trasformare i loro convincimenti in guerre di religione con i loro martiri e vittime e a smarrirli sul sacro fuoco dell’inquisizione. Errori che oggi si pagano con una moneta meno sonante, ma pur sempre dolorosa. Lo costatiamo in chi si rinserra in una pratica religiosa bigotta e limitata, in chi non vuole o non riesce a far emergere la sua coscienza critica convinto che il valore della fede è data dalle gerarchie e che il loro verbo è infallibile. Basterebbe rileggere quanto i religiosi scrivevano nel XV e XVI secolo per capire quanta differenza vi fosse per una stessa chiesa ai tempi odierni. E tutto questo lo dobbiamo a chi non si è fermato alle prime letture. D’altra parte le regole sono state per lo più un’invenzione delle gerarchie convinte com’erano che occorreva fissare dei paletti nella cultura religiosa per evitare che trasbordasse in una diversa consapevolezza. E che questa stessa cultura non poteva considerarsi un dogma ma questo valeva solo per i principi della Chiesa che si consideravano sul cucuzzolo della montagna e da quell’osservatorio privilegiato erano in grado di vedere più lontano di chi si trovava a valle. Ma tutto questo cosa ha che fare con la fede? E la fede cos’è se non un richiamo alla ragione e all’essenza delle cose? Cristo, dopo tutto, era un uomo di fede e non di Chiesa. E spiegava le cose per la comprensione dei suoi contemporanei. Oggi, probabilmente, le avrebbe illustrate in modo diverso. E ciò che predicava lasciava il segno non tanto e non solo nei semplici ma in primo luogo tra i dottori della chiesa perché erano parole di fede. Egli ci ha lasciato l’orgoglio dell’appartenenza. Egli ci ha lasciato lo sprezzo per le ricchezze perché il regno dei cieli appartiene allo spirito e non alla materia. Egli ci ha lasciato la forza di scacciare i mercanti dal tempio perché la fede non accetta compromessi. Egli ci ha dimostrato che la coerenza può portare al martirio e alla morte e questo è il primato della fede in opposizione alla Chiesa che spesso china il capo al padrone di turno. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | 2 Comments »

Quando la cultura ritrova la sua unità

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

Mi sono sempre chiesto che senso avrebbe per un medico parlare di diritto o un musicologo di scienze o un farmacologo di letteratura. E questo convincimento mi ha seguito per anni e ha condizionato persino i miei giudizi su politici che non si facevano scrupoli di diventare ministro di grazia e giustizia, pur essendo di professione ingegnere o, da economista, ministro della sanità. Ci son voluti anni prima che mi rendessi conto che questa corsa alla specializzazione rischia di disperdere la nostra visione d’insieme. La medicina, nella fattispecie, è un caso emblematico se si pensa che vi sono circa cento specialità mediche per curare l’essere umano come se i reni, il fegato, il cuore, i polmoni, il cervello fossero a se stanti e solo casualmente si collegassero tra loro. Conosciamo bene le ragioni sostenute dai superspecialisti e sono senza dubbio valide in una società come la nostra nella quale la ricerca scientifica ha bisogno di esperti capaci di approfondire tematiche che meritano studi particolari. D’altra parte anche i programmi dei computer si sono affinati trattando specifici aspetti, ma ci insegnano anche che è necessario trovare un punto d’incontro e di sintesi poiché se è bello il particolare non avrebbe senso se non lo inquadrassimo in un contesto più generale. Ora mi accorgo che anche l’università di Pavia sta cercando di far diventare “generalisti” sia i docenti sia i discenti. Lo fa con “Le interLezioni: Semel in saeculo.” che si traducono con uno scambio interdisciplinare dei cattedratici tanto che il medico parla a Giurisprudenza, il chimico a Scienze Politiche, l’ingegnere a Economia, il farmacologo a Lettere, il musicologo a Scienze, e così via. E alla fine mi ritrovo con un progetto vecchio di 650 anni e che l’università di Pavia ha rispolverato per far rivivere lo spirito originario dell’universitas. Per far comprendere a tutti indistintamente “che la piramide della specializzazione si erge tanto più in alto quanto più larga è la base del sapere”. E allora la materia studiata riuscirà ad apparire da un’angolatura diversa e inconsueta e ci aiuta a comprendere meglio il grande mistero che ci circonda e ci compenetra. Non dovremmo disperdere questa lezione magistrale di vita facendo in modo che sempre più si ricercasse la interdisciplinarietà come metodo di studio, di ricerca e di cura dei mali dell’essere umano, delle altre specie e della natura. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La Regione Lazio e Roma non crescono

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 aprile 2011

I dati resi noti dalla Confindustria sono preoccupanti, in particolare la disoccupazione giovanile al 31,1% è un primato negativo e davvero allarmante”. Lo afferma il senatore del Pd Raffaele Ranucci che così continua: “E’ palese l’assoluta assenza di una politica di sviluppo economico regionale ed è evidente che la Capitale non riesce più ad esprimere uno sviluppo economico e produttivo come nel passato. Il guardare solo nel brevissimo termine, occupandosi dei problemi giornalieri senza avere una visione ampia e di medio e lungo termine di uno sviluppo nel tempo, ha provocato, per i tanti settori romani, storicamente vivi, come l’edilizia, il turismo e i servizi, una stagnazione prolungata da cui è necessario uscire al più presto”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Premier si dimetta

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2011

“Le donne che, ieri, sono scese in piazza hanno scritto una pagina straordinaria di resistenza ed opposizione alla deriva etica e politica di questo governo” lo afferma in una nota Massimo Donadi, presidente dei deputati di Italia dei Valori. “Ora, i partiti ed in particolare le forze di opposizione, devono evitare tatticismi inutili e sterili e cogliere i segnali evidenti di questa riscossa civile per mandare a casa Berlusconi, il quale, ancora oggi, conferma la sua visione delle donne da utilizzatore finale. Il presidente del Consiglio si dimetta, se ancora ha una dignità e si vada al voto per restituire a questo paese quel decoro che il premier ha infangato” conclude Donadi.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’Arte dell’ospitalità

Posted by fidest press agency su martedì, 18 gennaio 2011

Roma 19 gennaio 2011 alle ore 19 Accademia Reale di Spagna a Piazza San Pietro in Montorio 3
L’incontro sarà condotto da Maria Rosa Sossai, Berta Sichel e Luciana Rebecca Russo le quali, a partire dalle loro specifiche esperienze professionali, offriranno al pubblico e condivideranno con lui la visione e l’analisi di tre video, intesi come esercizi di un’offerta senza controparte, nel loro doppio valore concreto e simbolico di ospitalità. I tre video scelti indicheranno atteggiamenti di accoglienza e percorsi di consapevolezza, nell’idea che l’arte possa contribuire ad una costruttiva relazione con la realtà intorno a noi. L’idea di fondo comune a diversi approcci – psicoterapeutico, critico, artistico – è che solo indagando insieme le qualità estetiche, filosofiche e umane di un’opera, è possibile sperimentare in profondità la dimensione dell’accoglienza.
Si articolerà in quattro appuntamenti – un incontro, un ciclo di performance, una conferenza, un progetto espositivo – secondo delle forme espressive che diventeranno occasioni per esercitare l’arte dell’ospitalità, scambiare visioni di realtà, stabilire punti di incontro, evidenziare similitudini e distanze, abitare insieme alcuni spazi dell’Accademia normalmente inaccessibili al pubblico esterno – la biblioteca, il tempietto del Bramante, il Salone dei ritratti, il giardino romantico.
Berta Sichel è direttrice del Dipartimento Audiovisivi del Museo Nazionale Centro d’Arte Reina Sofia – MNCARS –dal marzo 2000. Sichel è un punto di riferimento nella scena artistica internazionale per la sua approfondita conoscenza nel campo del video, del film sperimentale, della fotografia e dei nuovi media.
Maria Rosa Sossai è critica d’arte e curatrice. Ha fondato l’associazione esterno22 con cui realizza progetti che mettono l’artista al centro del processo formativo. Tiene regolarmente conferenze e seminari in istituzioni pubbliche e private.
Luciana Rebecca Russo è psicoterapeuta, appassionata d’arte contemporanea e collezionista. Ha elaborato il metodo Videoinsight®, che consiste in un mutuo scambio tra psicologia e arte, i cui risultati sono: una collezione di opere fotografiche e video d’artista con elevata potenzialità clinica; la sperimentazione della loro visione in psicodiagnosi e in psicoterapia; la creazione di un luogo a Torino dove il pubblico interagisce con l’opera d’arte durante una fruizione condivisa e creativa. Ha pubblicato il testo Videoinsight®, Curare con l’arte contemporanea, Silvana Editoriale 2010.

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Farmacie e competitività

Posted by fidest press agency su martedì, 11 gennaio 2011

“Il futuro del settore farmaceutico dipende dall’efficienza e dalla competitività di tutte le parti. Gli auspici del presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Andrea Mandelli per un confronto più sereno e una visione comune all’interno della filiera del farmaco sono validi e condivisibili”. Queste le parole del presidente della Farmindustria, Sergio Dompé, in un’intervista esclusiva al nuovo quotidiano elettronico organo ufficiale della Federazione degli Ordini dei Farmacisti, dove affronta anche i risvolti della crisi economica e le possibilità di uscirne, a partire dall’innovazione. “La crisi che stiamo attraversando, e parlo soprattutto per l’Italia, non si è caratterizzata con picchi ben definiti e tali da far ipotizzare momenti di ripresa facilmente individuabili. Siamo piuttosto dinanzi a una crisi di sistema e soprattutto del sistema di competitività che ha governato l’economia negli ultimi decenni” ha proseguito Dompé. Il testo completo può essere letto nell’home page del FarmacistaOnline (www.ilfarmacistaonline.it), che con questa esclusiva licenzia oggi il suo primo numero”. Siamo stati la prima rappresentanza professionale italiana ad assicurare un quotidiano di informazione agli iscritti” dice il presidente della Federazione Andrea Mandelli. “Dopo quattro anni di innegabile successo editoriale abbiamo deciso di rinnovare la formula per offrire un ventaglio di argomenti ancora più ampio e un maggiore approfondimento, mantenendo comunque il carattere di immediatezza e tempestività che caratterizza la nostra attività editoriale on-line”. Il nuovo quotidiano, realizzato da Health Communication, partner storico della Federazione, editore dell’organo ufficiale a stampa della Fofi, Il Farmacista, e del Quotidiano Sanità, ha una duplice struttura. Da una parte un sito aperto al pubblico (www.ilfarmacistaonline.it) nel quale gli aggiornamenti vengono realizzati in tempo reale; dall’altra, l’invio, ai soli iscritti all’Ordine dei Farmacisti, di una News Letter quotidiana, dal lunedì al venerdì, che raccoglie e sintetizza le notizie e i fatti della giornata. In linea con il nuovo sito, la News Letter assume una nuova veste editoriale, consultabile in modo più comodo e funzionale grazie alla possibilità di linkare tutte le news del giorno, con i relativi approfondimenti. “Siamo certi che la nuova formula aumenterà ulteriormente la platea dei lettori e contribuirà a trasportare anche sul piano dell’informazione quel ruolo di fonte affidabile che il farmacista riveste da sempre” ha concluso Andrea Mandelli”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La moralizzazione della classe politica

Posted by fidest press agency su martedì, 16 novembre 2010

Il passare del tempo nel terzo millennio è scandito sempre più da continue involuzioni, che contraddistinguono la società ed in particolare la sua cellula primaria: la famiglia. Nella cosiddetta globalizzazione, i variegati valori: morali, economici, politici e culturali, sono minati nella loro essenza, evidenziando come la cartina al tornasole, le gravi anomalie, dai contorni a volte addirittura grotteschi, assurdi, imbrigliati da un’intensa rete di angosce. Le prime pagine dei giornali, nonché le immagini televisive offrono una visione cruenta del nostro tessuto sociale. La televisione anche istituzionale, come la Rai, esautora i programmi culturali mentre i Manager sono sempre più impegnati a dissolvere i suddetti o nella migliore delle ipotesi a relegarli sul canale non visibile al grande pubblico, come avviene per “Rai Storia”, magistralmente diretto da Giovanni Minoli, oppure a dirottarli sulle fasce di ascolto con minore audience, un esempio emblematico, quelle notturne. Ciò si verifica, diversamente dal passato, che suggellava nella Rai, quale pietra miliare, la cultura con una produzione foriera, di programmi, inchieste, sceneggiati di grande spessore, determinanti nella battaglia tout – court contro l’analfabetizzazione e l’ineguaglianza sociale, mentre oggi propina al grande pubblico, reality e fiction in una dimensione avulsa dai sentimenti che trovano la naturale “ibernazione”. In questa panoramica le notizie drammatiche, come il delitto Scazzi, imperversano quotidianamente, contribuendo ad alimentare in una parte dell’opinione pubblica, subdole curiosità ed un interesse a volte morboso, forse per distogliere l’attenzione dalla criticità dei problemi di vitale rilevanza per la collettività: lavoro, economia, salute, ambiente, tutela dei diritti primari, da un lungo lasso di tempo disattesi. Pertanto non trovano adeguata informazione la protesta degli immigrati che declamano un loro legittimo diritto che da giorni bivaccano su una torre al centro di Brescia e minacciano di lanciarsi nel vuoto per la protratta indifferenza delle istituzioni o altri focolai di contestazioni estreme analoghe, come dei cassintegrati a Nocera Umbra in provincia di Perugia. Si adoperano altri parametri per i personaggi della malavita, che hanno acquisito un ruolo determinante nell’economia emergente, con infiltrazioni nella classe politica del nostro “Bel Paese” e con ramificazioni in quella internazionale, nonché per i terroristi e per gli autori di efferati delitti, che diventano nella “forma mentis” di un pubblico crescente, uomini da imitare e di tutto rispetto. Tutto ciò che promana oppure riflette la loro immagine: interviste, articoli, etc …, meritano “naturalmente” attenzione ed adeguata risonanza anche al termine della loro esistenza terrena. I giovani rappresentano le vittime eccellenti, dei falsi idoli e degli insulsi modelli, grazie alle trasmissioni, come “Il Grande Fratello”, “La Fattoria”, etc… con le quali il successo sembra facile da perseguire ed arridere a coloro che sono privi di scrupoli, mentre la bellezza fisica a volte pseudo-bellezza per la presenza di soggetti ai limiti dell’anoressia, il valore predominante. Nelle trasmissioni sono invitati i personaggi con spessore culturale ridotto e “plusvalenze” di animosità, oppure impreziositi da percing. Il risultato consequenziale e catastrofico è dimostrato dalle drammatiche statistiche che annoverano l’aumentato uso di sostanze stupefacenti e degli alcolici ed il dilagare della delinquenza nelle fasce di età giovanile sempre più  sopraffatte dal dilagare del “martellante” consumismo. In un confronto con il Ministro della Gioventù, Giovanna Meloni, che ospite in una recente competizione elettorale, conveniva sulle diverse affermazioni da me suindicate non possiamo riscontrare nel “modus operandi” del suo Ministero come negli altri, una politica coerente con questi assunti, ma piuttosto il perseverare di un operato pregnante di demagogia. Un atteggiamento diametralmente opposto è adoperato per coloro, che nel corso degli anni hanno contribuito a tenere “viva” e ad alimentare quotidianamente ed interrottamente la cultura fino all’ultimo respiro. In questo marasma la morte recente di un grande attore del passato, come Aldo Giuffrè, costretto ad allontanarsi prematuramente dai teatri e dai set televisivi per contrastare una grave malattia (è riuscito soltanto a donarci in extremis una sua pubblicazione) e dello scrittore eccellente Giulio Cattaneo, funzionario Rai nato a Firenze nel 1925, impegnato per anni nei programmi culturali è morto il 2 settembre scorso. Ha lavorato per 40 anni alla RAI ed ha pubblicato libri di narrativa, saggistica e critica letteraria, trascorrendo la vita ad occuparsi di programmi culturali. I suoi saggi hanno assunto un ruolo fondamentale nella storia della letteratura italiana. Raccontò e ci aiutò ad amare quella del 1900. Amico di Giorgio Bassani e di Carlo Emilio Gadda ha ricevuto nel corso della vita numerosi e prestigiosi riconoscimenti, tra i quali: il Premio Viareggio e il Premio Campiello. La ricerca della qualità era una prerogativa dei suoi programmi. Pertanto una scelta obbligata anche della trasmissione l’Approdo, che andava in onda nelle ore notturne sul secondo canale. Quello che curava e proveniva da Giulio Cattaneo era sempre il risultato di un lavoro intellettuale mentre i programmi attuali che oggi imperversano hanno nuovi moduli nei quali a prevalere è la tecnologia e l’effetto scenico, tutt’altro che la cultura. Queste aberranti situazioni hanno le radici nella responsabilità della classe politica, che per la crescente indifferenza ed inosservanza della legalità, contribuiscono a disaffezionare i cittadini, protagonisti del partito “del non voto”. Per avere una società diversa è necessaria una moralizzazione della classe politica ed una maggiore attenzione dell’opinione pubblica non più condizionata dalla scelta delle ideologie, bensì dalle valenze operative e morali degli artefici della politica. (Alberto De Marco)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Johan Grimonprez: Double Take

Posted by fidest press agency su martedì, 16 novembre 2010

Milano fino al 31/1/2011Via G. Modena 15, Ierimonti Gallery La Ierimonti Gallery ospita  la seconda mostra personale del video artista belga Johan Grimonprez.  Reduce da una serie di premi e riconoscimenti internazionali, verrà proiettato il film “Double Take”, un saggio che analizza come la nostra visione della realta’ e come la situazione socio-politica siano influenzate dai mass media.
Lo strumento narrativo usato dall’artista e’ la figura del “doppio”, che nel film viene codificato nel personaggio di Alfred Hitchcock e dei suoi sosia e dalle cronache degli eventi della Guerra Fredda, epoca in cui Hitchcock si trasferi’ negli Stati Uniti, utilizzando sia il punto di vista americano che quello russo.  Il film, scritto dal pluripremiato scrittore britannico Tom McCarthy e’ caratterizzato da ritmi imprevedibili, dall’alternarsi di filmati di repertorio e riprese effettuate dall’artista.  Grimonprez mescola realtà e finzione in un modo del tutto innovativo, presenta la storia contemporanea come un contesto multi-prospettico, facilmente manipolabile e lo fa con la sua consueta leggerezza ed un’irresistibile ironia. (double take)

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Marco Bernardi: Time enough

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 ottobre 2010

Roma  28 ottobre – 3 dicembre 2010 Ex Elettrofonica, Vicolo Sant’ Onofrio, 10 a cura di Gianluca Brogna  Mediante un’osservazione prolungata, nello spettatore potrebbe nascere  la sensazione di trovarsi di fronte a congegni insoliti in continuo movimento. Meccanismi che rivelano un’esistenza che insiste su regole biologiche. L’imprevedibilità dei movimenti fa sì che ogni macchina abbia una propria scansione del tempo e un modo differente per misurarlo. Gli automi inutili di Marco Bernardi si ribellano ad una visione utilitaristica e limitata dello spazio e del tempo come accade agli statici strumenti meccanizzati, perché nei loro movimenti unici e incoerenti concepiscono il tempo in maniera soggettiva, umanizzandosi creando un proprio ciclo vitale. Il video, con cui si conclude il percorso espositivo, viene presentato in maniera autonoma  evidenziando un rovesciamento di senso nei rapporti con le macchine. L ’uomo disumanizzato e ridotto ad organismo meccanico conta ripetutamente il tempo omologato dei cicli di produzione. La scelta del titolo della mostra Time Enough è ripresa da una scena del film Blade Runner, dove i replicanti, nient’altro che macchine evolute, nel loro avvicinarsi al modo di sentire umano si domandano quanto tempo ancora avranno da vivere. (prato, secchio)

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Post comunismo e visione di modernità

Posted by fidest press agency su martedì, 26 ottobre 2010

(Segue da “La fine delle ideologie”) Nel deserto dei valori  che scaturisce da questa visione di modernità non c’è posto per nessun’altra categoria che non appartenga all’immediato presente, all’utilità economica come fondamento che deve ispirare ogni forma di azione. Crolla così l’appello alla verità come innegabile supporto della vera democrazia; con il pragmatismo svanisce il valore stesso della verità, come svanisce la giustizia, vero e giusto si identificano solamente con l’utile materialmente toccabile; è il trionfo del materialismo edonistico che ha soppiantato il materialismo storico di marca marxista.  Così, nella negazione del materialismo storico, si è affermato il materialismo edonistico, che ha generato il neo liberismo economico, molto più classista di quello di Marx e del marxismo, rivolto però alla tutela degli interessi delle classi più forti.
Ritrovatosi come unico punto di riferimento, l’Occidente, pilotato dagli USA, sentì il bisogno e l’esigenza di trovare il nemico per ricreare quel bipolarismo che giustifica il mantenimento e l’accrescimento del potere militare. Ma si tratta di un  Occidente ormai svuotato e privo di ideologie che non poteva trovare un polo avverso ideologico; così dal confronto ideologico democrazia-comunismo (venendo meno l’ideologia comunista, anche il concetto di democrazia subì una modificazione strutturale) si transitò nel confronto culturale, dopo aver ben selezionato la cultura alla quale conveniva opporsi. La cultura diventava così una occasione di conflittualità.
Dobbiamo prendere atto che con il crollo dell’identità sovietica, il conseguente crollo del muro di Berlino e il disfacimento dell’URSS, avvenuto senza alcun clamore, con una implosione causata dall’esaurimento della carica ideologica e dal fallimento della ideologia che l’aveva ispirata, la realtà mondiale ha subìto un mutamento in peggio.
La presenza dell’URSS, infatti, paradossalmente aveva garantito un periodo di relativa tranquillità, con una tensione verbale che si concretizzava nella guerra fredda: una minaccia costante di scontro fra due superpotenze che avrebbe annientato l’intero pianeta. Il disfacimento innanzitutto ideologico e, quindi politico dell’URSS ha lasciato l’Occidente quale unica presenza politico-militare dotato di una certa coesione. Non si è trattato di coesione per convinta adesione ad una ideologia, ma una passiva sudditanza delle nazioni occidentali allo strapotere degli USA appoggiati dall’Inghilterra; l’importanza delle altre nazioni e degli altri leaders politici va considerata assolutamente insignificante, perché insignificante il peso militare. La coesione occidentale si basa, infatti e innanzitutto, su una potenza militare come mai è stato dato vedere a livello planetario. Ritrovatosi come unico punto di riferimento, l’Occidente sentì il bisogno e l’esigenza di trovare il nemico contro il quale riformare quel bipolarismo che giustifica il mantenimento e l’accrescimento del potere militare. Ma un Occidente ormai svuotato e privo di ideologie non poteva trovare un polo avverso ideologico; così dal confronto ideologico democrazia-comunismo si transitò nel confronto culturale, dopo aver ben selezionato la cultura contro la quale conveniva adoperarsi. Il maggior teorico di questa esigenza fu Samuel Huntington, Direttore dell’Istituto di Studi strategici alla Harvard University, deceduto alla fine del 2008, che identificò le maggiori culture planetarie: occidentale, latino-americana, confuciana, giapponese, indù, slavo-ortodossa e islamica. Per importanza e pericolosità, dopo una cernita valutata sulla base del rischio, rimasero solo due culture, Islam (che significava anche petrolio) e confucianesimo (grandi produzioni a basso costo e conseguente concorrenza nelle esportazione).  Da queste considerazioni studiate a tavolino nacque il dualismo e il bipolarismo Occidente – Islam. Ma il progetto di Huntington venne stravolto dall’amministrazione Bush; lo scienziato americano proponeva uno confronto dialettico tra Occidente e mondo islamico, quando si rese conto che l’amministrazione Bush aveva deciso lo scontro bellico, a più riprese manifestò la propria contrarietà.
La Casa Bianca aveva deciso la guerra in Iraq e contestualmente in Afghanistan nel marzo del 2001 e aveva anche ottenuto la solidarietà dell’Inghilterra di Blair, della Spagna di Aznar e dell’Italia di Berlusconi. Il governo italiano, per potere fornire l’incondizionato appoggio ai programmi bellicosi di Bush, dovette disfarsi in fretta del Ministro degli Esteri Ambasciatore Ruggeri, da sempre sostenitore della libera capacità decisionale dell’Italia, specie in politica estera. Fu lo stesso Presidente del Consiglio che avocò a sé l’interim del ministero, sdoganando le pretese di Bush per imporle all’intera nazione, definendo i rapporti con l’America una “Santa Alleanza”. Fu così che l’America potè contare sulle basi militari in Italia, sull’appoggio politico in sede internazionale. L’attentato dell’11 settembre fu estremamente tempestivo per i disegni di guerra del Presidente Bush, al punto da far nascere forti dubbi nell’opinione pubblica mondiale. Quando l’America con la presenza materiale dell’Inghilterra e con l’assenso della Spagna e dell’Italia, mosse una guerra unilaterale all’Iraq, sia pure contro il parere dell’ONU e contro il divieto del Consiglio di Sicurezza, Samuel Huntington intervenne decisamente, con previsioni che, puntualmente si sono avverate; le dichiarazioni rese furono riportate da tutti i quotidiani del mondo e con particolare attenzione dai quotidiani arabi:
Bush ci ha trascinato in una guerra contro il popolo iracheno, una guerra che l’America non potrà mai vincere. L’unica soluzione è cominciare subito a ridurre la nostra presenza militare e trasferire il potere agli iracheni. Esattamente un anno prima che cominciasse l’attacco io mi opposi ai piani che già venivano discussi alla Casa Bianca. Allora dissi che avremmo avuto non una ma due guerre. La prima contro Saddam, che avremmo vinto rapidamente, trattandosi di una guerra tecnologica, non combattuta.  La seconda guerra, invece, ci avrebbe opposti al popolo iracheno, in una guerra combattuta, secondo le regole che ci sarebbero state imposte e non secondo i metodi della prima guerra tecnologica contro Saddam. Dissi allora che  questa seconda guerra non l’avremmo mai vinta. Le torture rendono ostili a noi anche le nazioni arabe e quei musulmani che prima erano tentennanti. Inoltre imbarazzano i governo amici. Per ottenere il sostegno ad una guerra occorre uno scopo morale o la difesa di interessi di sicurezza nazionali. Requisiti che oggi mancano, e manca quindi la solidarietà del resto del mondo. A questo punto non possiamo che valutare le conseguenze e proporre micro-politiche alternative, basandoci su una realtà incontrovertibile: l’Umanesimo Mediterraneo non è scomparso e può diventare l’elemento unificatore tra i popoli divisi per volontà altrui, ma saldamente uniti da una eredità storica, geografica e ideologica comune.

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »