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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘visione’

Post comunismo e visione di modernità

Posted by fidest press agency su martedì, 26 ottobre 2010

(Segue da “La fine delle ideologie”) Nel deserto dei valori  che scaturisce da questa visione di modernità non c’è posto per nessun’altra categoria che non appartenga all’immediato presente, all’utilità economica come fondamento che deve ispirare ogni forma di azione. Crolla così l’appello alla verità come innegabile supporto della vera democrazia; con il pragmatismo svanisce il valore stesso della verità, come svanisce la giustizia, vero e giusto si identificano solamente con l’utile materialmente toccabile; è il trionfo del materialismo edonistico che ha soppiantato il materialismo storico di marca marxista.  Così, nella negazione del materialismo storico, si è affermato il materialismo edonistico, che ha generato il neo liberismo economico, molto più classista di quello di Marx e del marxismo, rivolto però alla tutela degli interessi delle classi più forti.
Ritrovatosi come unico punto di riferimento, l’Occidente, pilotato dagli USA, sentì il bisogno e l’esigenza di trovare il nemico per ricreare quel bipolarismo che giustifica il mantenimento e l’accrescimento del potere militare. Ma si tratta di un  Occidente ormai svuotato e privo di ideologie che non poteva trovare un polo avverso ideologico; così dal confronto ideologico democrazia-comunismo (venendo meno l’ideologia comunista, anche il concetto di democrazia subì una modificazione strutturale) si transitò nel confronto culturale, dopo aver ben selezionato la cultura alla quale conveniva opporsi. La cultura diventava così una occasione di conflittualità.
Dobbiamo prendere atto che con il crollo dell’identità sovietica, il conseguente crollo del muro di Berlino e il disfacimento dell’URSS, avvenuto senza alcun clamore, con una implosione causata dall’esaurimento della carica ideologica e dal fallimento della ideologia che l’aveva ispirata, la realtà mondiale ha subìto un mutamento in peggio.
La presenza dell’URSS, infatti, paradossalmente aveva garantito un periodo di relativa tranquillità, con una tensione verbale che si concretizzava nella guerra fredda: una minaccia costante di scontro fra due superpotenze che avrebbe annientato l’intero pianeta. Il disfacimento innanzitutto ideologico e, quindi politico dell’URSS ha lasciato l’Occidente quale unica presenza politico-militare dotato di una certa coesione. Non si è trattato di coesione per convinta adesione ad una ideologia, ma una passiva sudditanza delle nazioni occidentali allo strapotere degli USA appoggiati dall’Inghilterra; l’importanza delle altre nazioni e degli altri leaders politici va considerata assolutamente insignificante, perché insignificante il peso militare. La coesione occidentale si basa, infatti e innanzitutto, su una potenza militare come mai è stato dato vedere a livello planetario. Ritrovatosi come unico punto di riferimento, l’Occidente sentì il bisogno e l’esigenza di trovare il nemico contro il quale riformare quel bipolarismo che giustifica il mantenimento e l’accrescimento del potere militare. Ma un Occidente ormai svuotato e privo di ideologie non poteva trovare un polo avverso ideologico; così dal confronto ideologico democrazia-comunismo si transitò nel confronto culturale, dopo aver ben selezionato la cultura contro la quale conveniva adoperarsi. Il maggior teorico di questa esigenza fu Samuel Huntington, Direttore dell’Istituto di Studi strategici alla Harvard University, deceduto alla fine del 2008, che identificò le maggiori culture planetarie: occidentale, latino-americana, confuciana, giapponese, indù, slavo-ortodossa e islamica. Per importanza e pericolosità, dopo una cernita valutata sulla base del rischio, rimasero solo due culture, Islam (che significava anche petrolio) e confucianesimo (grandi produzioni a basso costo e conseguente concorrenza nelle esportazione).  Da queste considerazioni studiate a tavolino nacque il dualismo e il bipolarismo Occidente – Islam. Ma il progetto di Huntington venne stravolto dall’amministrazione Bush; lo scienziato americano proponeva uno confronto dialettico tra Occidente e mondo islamico, quando si rese conto che l’amministrazione Bush aveva deciso lo scontro bellico, a più riprese manifestò la propria contrarietà.
La Casa Bianca aveva deciso la guerra in Iraq e contestualmente in Afghanistan nel marzo del 2001 e aveva anche ottenuto la solidarietà dell’Inghilterra di Blair, della Spagna di Aznar e dell’Italia di Berlusconi. Il governo italiano, per potere fornire l’incondizionato appoggio ai programmi bellicosi di Bush, dovette disfarsi in fretta del Ministro degli Esteri Ambasciatore Ruggeri, da sempre sostenitore della libera capacità decisionale dell’Italia, specie in politica estera. Fu lo stesso Presidente del Consiglio che avocò a sé l’interim del ministero, sdoganando le pretese di Bush per imporle all’intera nazione, definendo i rapporti con l’America una “Santa Alleanza”. Fu così che l’America potè contare sulle basi militari in Italia, sull’appoggio politico in sede internazionale. L’attentato dell’11 settembre fu estremamente tempestivo per i disegni di guerra del Presidente Bush, al punto da far nascere forti dubbi nell’opinione pubblica mondiale. Quando l’America con la presenza materiale dell’Inghilterra e con l’assenso della Spagna e dell’Italia, mosse una guerra unilaterale all’Iraq, sia pure contro il parere dell’ONU e contro il divieto del Consiglio di Sicurezza, Samuel Huntington intervenne decisamente, con previsioni che, puntualmente si sono avverate; le dichiarazioni rese furono riportate da tutti i quotidiani del mondo e con particolare attenzione dai quotidiani arabi:
Bush ci ha trascinato in una guerra contro il popolo iracheno, una guerra che l’America non potrà mai vincere. L’unica soluzione è cominciare subito a ridurre la nostra presenza militare e trasferire il potere agli iracheni. Esattamente un anno prima che cominciasse l’attacco io mi opposi ai piani che già venivano discussi alla Casa Bianca. Allora dissi che avremmo avuto non una ma due guerre. La prima contro Saddam, che avremmo vinto rapidamente, trattandosi di una guerra tecnologica, non combattuta.  La seconda guerra, invece, ci avrebbe opposti al popolo iracheno, in una guerra combattuta, secondo le regole che ci sarebbero state imposte e non secondo i metodi della prima guerra tecnologica contro Saddam. Dissi allora che  questa seconda guerra non l’avremmo mai vinta. Le torture rendono ostili a noi anche le nazioni arabe e quei musulmani che prima erano tentennanti. Inoltre imbarazzano i governo amici. Per ottenere il sostegno ad una guerra occorre uno scopo morale o la difesa di interessi di sicurezza nazionali. Requisiti che oggi mancano, e manca quindi la solidarietà del resto del mondo. A questo punto non possiamo che valutare le conseguenze e proporre micro-politiche alternative, basandoci su una realtà incontrovertibile: l’Umanesimo Mediterraneo non è scomparso e può diventare l’elemento unificatore tra i popoli divisi per volontà altrui, ma saldamente uniti da una eredità storica, geografica e ideologica comune.

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Roma capitale: opportunità per tutti

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2010

«Chi ti dimostra che ad avere le idee confuse è lui, come si evince dalle sue dichiarazioni, che altro non sono che un calderone di accuse senza fondamento e di luoghi comuni. La Legge sul federalismo fiscale stabilisce con grande chiarezza che ci sia raccordo istituzionale, coordinamento e collaborazione tra Roma Capitale con lo Stato, la Regione Lazio e la Provincia di Roma, per la determinazione dei nuovi poteri amministrativi di Roma Capitale. Quella del Sindaco non è affatto una visione angusta, come dichiara l’esponente del Partito Democratico, ma rappresenta semplicemente l’attenersi al dettato della legge votata dal Parlamento. Come sempre l’opposizione cerca di “buttarla in caciara”, invece di comprendere che Roma Capitale è una grandissima opportunità di sviluppo per la città, per la stessa Regione e quindi per tutte le province del Lazio. Chiti sembra invece voler, per puro spirito demagogico, fomentare le province del Lazio ancora una volta contro Roma. Ma basta!». Lo dichiara in una nota il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo.

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La ricerca della visione… Vision Quest

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2010

Genova fino al 31/12/2010 corso Dogali, 18, Castello D’Albertis. Museo delle Culture del Mondo. Museo delle Musiche dei Popoli Le foto-installazioni di Douglas Beasley aprono una nuova sezione permanente del museo dedicata al paesaggio sacro nordamericano Abituati da 150 anni ad essere esposti a foto di Indiani quali guerrieri indomabili e spietati che cavalcano nelle pianure, in qualità di “stregoni” che cantano e danzano in rituali di guarigione o di capi guerrieri in posa tra gli accampamenti di tende coniche, un primo sguardo alle foto di Douglas Beasley puo’ lasciarci spaesati dinnanzi a un paesaggio disabitato, e vederci annaspare alla ricerca dei ricorrenti punti di riferimento che, per effetto della cinematografia hollywoodiana, diamo per scontati ed assegniamo in modo automatico ad una figura stereotipata che non abbiamo mai messo in discussione e non abbiamo mai colto nella sua complessità e profondità culturale, spirituale e spazio-temporale.
Fotografando montagne e alberi, rocce e strade, Douglas Beasley ha scelto di onorare gli Indiani nordamericani immortalando quanto a loro e’ piu’ sacro e quanto maggiormente esprime i loro valori e la loro spiritualità: un paesaggio che e’ sacro perche vi sono vissuti gli antenati, perche’ e’ stato consegnato loro dagli antenati e soprattutto perche’ rappresenta gli antenati stessi. (vision quest)

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Nuova visione di sostenibilità

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2010

Ginevra. lunedì 27 settembre a partire dalle ore 11.00, fuso orario orientale degli Stati Uniti (ET)/17.00, fuso orario estivo dell’Europa centrale (CEST). Bob McDonald the Procter & Gamble Company (NYSE: PG) diffonderà un webcast per annunciare e discutere la sua nuova visione di sostenibilità ambientale.I media e il pubblico possono registrarsi per il webcast audio in diretta all’indirizzo: http://www.thomson-webcast.net/us/dispatching/PG_20100927
Quattro miliardi di volte al giorno, i marchi P&G toccano le vite di persone di tutto il mondo. La società ha uno dei più forti portafogli di marchi leader affidabili e di qualità, tra cui Pampers(R), Tide(R), Ariel(R), Always(R), Whisper(R), Pantene(R), Mach3(R), Bounty(R), Dawn(R), Gain(R), Pringles(R), Charmin(R), Downy(R), Lenor(R), Iams(R), Crest(R), Oral-B(R), Duracell(R), Olay(R), Head & Shoulders(R), Wella(R), Gillette(R), Braun(R) e Fusion(R). La comunità P&G include circa 127.000 dipendenti che lavorano in circa 80 Paesi di tutto il mondo. La preghiamo di visitare http://www.pg.com per le notizie più recenti e informazioni approfondite su P&G e sui suoi marchi. Source: The Procter & Gamble Company

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“Il cielo sopra Pompei”

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2010

Pompei 12 agosto dalle 20,30,  Una notte straordinaria negli Scavi di Pompei per osservare il cielo  e le stelle cadenti proprio nel giorno e nelle ore  in cui, secondo gli esperti, il caratteristico fenomeno sarà più intenso. L’appuntamento con  ‘Il cielo sopra Pompei”. La notte degli astrofili, ingresso gratuito da piazza Esedra, è dalle 20,30 del 12 agosto e fa parte del calendario degli eventi di PompeiViva.  Nella suggestiva zona del quadriportico dei teatri, in collaborazione con il gruppo astrofili dell’Associazione AstroCampania, saranno allestiti tre telescopi che consentiranno ai visitatori di godere della migliore visione e di ascoltare le spiegazioni degli ‘astrofili’ che saranno a disposizione del pubblico dopo aver tenuto una breve conferenza introduttiva (dalle ore 21). Saranno proiettate inoltre   immagini astronomiche durante le osservazioni. Dalle 21.45 fino alle 24, spiegano gli esperti, sarà possibile il riconoscimento delle costellazioni estive anche  a occhio nudo nonché l’ osservazione al telescopio di alcune degli oggetti più belli del cielo estivo (tra gli altri M57 nebulosa planetaria e  M13 ammasso globulare). Per ottenere la migliore visibilità anche l’illuminazione notturna degli scavi nell’area dell’evento sarà  opportunamente regolata. Una notte che si annuncia indimenticabile anche perché le condizioni di visibilità grazie  ad un particolare  posizione della luna, che non è ancora al primo quarto e quindi non disturberà con la sua luce lo spettacolo naturale,  sono  particolarmente favorevoli all’osservazione. (quadriportico)

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Festival ResistenteMente

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

Roccasecca (FR), 10, 11 e 12 settembre, festival ResistenteMente. Il festival si svolgerà  nell’arco di tre giorni, durante i quali verranno proiettati 2 lungometraggi a serata più una serie di corti e medio metraggi. Le proiezioni verranno divise per tematiche che riassumono le urgenze italiane di questo periodo:
•    La prima giornata intitolata Resistenza, ieri, oggi, domani, offrirà una molteplice visione della resistenza morale, umana, quotidiana;
•    La seconda giornata intitolata Solidarietà, racconterà di lavoro e ambiente;
•    La terza giornata affronterà l’Integrazione.
Resistentemente è un festival tutto dedicato agli autori che hanno fatto della documentaristica indipendente il loro mestiere. La documentaristica, in questo momento più che mai, malgrado la fatica di trovare è chiamata a testimoniare lo stato delle cose, un’esigenza sociale dettata dal bavaglio dell’informazione.  Resistentemente ha scelto nel logo lo sguardo che vede lontano di un animale ormai raro: il lupo. Identificato come il cattivo delle favole, figura nella quale hanno finito per confluire le paure, i timori di intere generazioni.
Il comune che ospita il festival: Roccasecca E’ un territorio storicamente di frontiera, la porta del sud, crocevia di identità, presidio borbonico, terra di santi e briganti, luogo di mezzo fra mare e montagna, amaro teatro di guerra, fertile di resistenza, luogo ideale per ospitare e promuovere uno scambio culturale che, orientato verso il futuro non dimentica la sua storia, il fascino e l’importanza delle tradizioni, come patrimonio culturale, per una nuova visione di un mondo multietnico che, sempre di più, fatica ad integrarsi. Roccasecca si raggiunge in auto attraverso l’autostrada A1 Roma-Napoli uscita Pontecorvo-Castrocielo. E in treno – linea FS Roma-Napoli via Cassino. Il festival è  stato realizzato in collaborazione alla Pro Loco di Roccasecca, grazie al supporto della consigliera della regione Lazio Anna Maria Tedeschi e dell’assessorato alle politiche sociali e del lavoro nella persona diell’assessore Alessandro Marcuccilli. (resistentemente)

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Roma: rilancio del turismo

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2010

Roma 16 luglio, alle 11.30, presso la Sala Arazzo, in Campidoglio conferenza di Mauro Cutrufo, vice sindaco di Roma, sul rilancio del turismo attraverso la strategia.  Tra gli argomenti in primo piano, l’andamento del turismo verso la Capitale, ma soprattutto i risultati delle iniziative messe in campo in questi due anni di attività che hanno di fatto permesso un definitivo rilancio di un settore vitale per una città con una così forte vocazione turistica quale e’ Roma.  La conferenza stampa sarà l’occasione per sottoscrivere il protocollo d’intesa con il Poligrafico dello Stato per la valorizzazione di opere d’arte di loro produzione e proprietà da mettere in visione ai cittadini romani e dei turisti attraverso la vetrina del Pit di Fiumicino.

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Servizio farmaceutico

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2010

La nuova sentenza della Corte di Giustizia Europea ribadisce la compatibilità della regolamentazione del servizio farmaceutico nazionale con le norme sulla libertà di stabilimento sancite dal Trattato europeo. La pronuncia del giudice è intervenuta a proposito di un rinvio pregiudiziale del Tribunal Superior de Justicia de Asturias (Spagna) che nutriva dubbi sulla compatibilità della normativa spagnola, che prevede un criterio geodemografico, analogo a quello italiano, in base al quale è fissato un quorum di 2800 abitanti per l’apertura di una nuova farmacia, con l’ulteriore requisito di una distanza minima di 250 metri tra una farmacia e l’altra. «La Corte ha ripetuto quanto sostenuto anche nella sentenza favorevole all’Italia rispetto alla titolarità riservata ai farmacisti» «Bisogna sottolineare» osserva Mandelli «che l’indicazione della Corte va nella stessa direzione dei progetti di riforma del servizio farmaceutico italiano, attualmente all’esame della Commissione Igiene e Sanità del Senato, che prevedono appunto la deroga dalla pianta organica per particolari situazioni». Per la Federazione, anche questa pronuncia è una conferma della validità dei principi che reggono l’organizzazione del servizio farmaceutico italiano, che già oggi è al primo posto nel gradimento dei cittadini, così come conferma la validità della visione del Ministero della salute che ha individuato nella farmacia uno dei perni dell’assistenza sul territorio

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Settimana del design a Milano

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 Mag 2010

Il grande designer americano Karim Rashid ha proposto – nell’ambito della mostra “Smart-ologic Corian(R) Living” (un concetto di casa “smart” e ambientalmente sostenibile) – due “sculture-biciclette” interamente realizzate con la tecno-superficie DuPont(tm) Corian(R), due creazioni che hanno catturato l’attenzione di migliaia di visitatori e giornalisti da tutto il mondo. Icona mondiale nell’architettura e nel design, la tecno-superficie DuPont(tm) Corian(R) e’ un’invenzione di DuPont, azienda che ha fatto la storia dei moderni “man-made materials” e ha rivoluzionato interi settori industriali, con materiali come Neoprene, Nylon, Lycra(R), DuPont(tm) Teflon(R), DuPont(tm) Kevlar(R), DuPont(tm) Tyvek(R) e DuPont(tm) Nomex(R).Le sculture/biciclette scaturite dalla visione di Karim Rashid sono realizzate con quattro nuovissimi colori/tipi della tecno-superficie DuPont(tm) Corian(R) contenenti materiale riciclato e poggiano su una pavimentazione realizzata con altri tre nuovissimi colori/tipi di DuPont(tm) Corian(R) contenenti materiale riciclato.
DuPont e’ una societa’ basata sulla scienza.  Fondata nel 1802, DuPont utilizza la scienza per sviluppare soluzioni sostenibili essenziali per una vita di migliore qualita’, piu’ sicura e salutare in tutto il mondo.  Presente in oltre 70 paesi, DuPont offre una vasta gamma di prodotti e servizi destinati a una varieta’ di mercati quali agricoltura e alimentazione, elettronica e comunicazioni, sicurezza e protezione, arredamento e costruzioni, trasporti e abbigliamento. (biciclette)

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Convegno: ortodossi e cattolici

Posted by fidest press agency su domenica, 2 Mag 2010

Roma 4 maggio 2010 Ore 9,30 Comunità di Sant’Egidio Piazza di S. Egidio 3 Programma La carità fondamento spirituale del futuro Presiede  Vincenzo Paglia, Vescovo di Terni-Narni-Amelia Filaret Metropolita di Minsk e Sluck Esarca patriarcale di tutta la Bielorussia Patriarcato di Mosca. La carità: teologia e vita delle Chiese ortodosse. Andrea Riccardi Fondatore della Comunità di Sant’Egidio La carità: una visione per il cristianesimo del XXI secolo. Roger Etchegaray Cardinale, Vice Decano del Collegio Cardinalizio La carità nella visione della Chiesa cattolica. A metà mattinata segue l’intervento di Filaret, Metropolita di Minsk e Sluck su  Chi ama dio, ama i poveri Presiede  Esarca patriarcale di tutta la Bielorussia Patriarcato di Mosca. Seguono: Ambrogio Spreafico Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino Dio ama i poveri: Parola di Dio e carità, Antonij Arcivescovo di Borispol’ Rettore dell’Accademia teologica di Kiev Chiesa ortodossa ucraina Sacramento dell ‘Eucaristia, sacramento del povero: liturgia e carità, Innocenzo Gargano Priore del monastero di San Gregorio al Celio di Roma Due grandi vescovi davanti alla povertà: Basilio di Cesarea e Gregorio Magno, Iosif Metropolita dell’Europa occidentale e meridionale, Patriarcato di Romania Il monachesimo e i poveri. Nel pomeriggio su La via della carità ne parlerà  Vittorio Ianari, Comunità di Sant’Egidio. Seguono:Laurentiu Arcivescovo di Sibiu e Metropolita di Ardeal Patriarcato di Romania Santi, amici dei poveri, Maria Cristina Marazzi Comunità di Sant’Egidio Poveri nostri fratelli: la vita della Comunità di Sant ‘Egidio, Vincenzo Paglia Vescovo di Terni-Narni-Amelia Chiesa, città, poveri: storia di un ‘alleanza Zoran Nedeljkovic Direttore della Biblioteca del Patriarcato di Serbia I Padri e i poveri. Concludono i lavori Marco Impagliazzo, Presidente della Comunità di Sant’Egidio sul tema Vivere la carità nella città, Arkadij Šatov Presidente del Dipartimento sinodale per la carità e il servizio sociale Patriarcato di Mosca La Chiesa e le nuove povertà: uno sguardo da Mosca Marco Gnavi  Comunità di Sant’Egidio Leggere la città a partire dai poveri  Werner Gumpel Università di Monaco La situazione sociale nella nuova Russia  Nicolae Dima Consigliere patriarcale Patriarcato di Romania La Chiesa e le nuove povertà: uno sguardo da Bucarest

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Partiti e società civile

Posted by fidest press agency su martedì, 30 marzo 2010

Editoriale fidest. La voglia di alcune categorie di lavoratori di costituire un proprio movimento politico segnala, a nostro avviso, un disagio crescente e una incapacità dei partiti tradizionali di rispondere coerentemente alle varie istanze sociali e di rappresentarle con ferma determinazione. Ma vi è anche la percezione nel sentire popolare che i partiti non sono più in grado di gestire una corretta e sana politica sociale sia perché al loro interno vi albergano corrotti e corruttori che finiscono con l’inquinare i pur presenti sani propositi, sia per la mancata visione dell’interesse generale del paese e la propensione a favorire le istanze lobbistiche, alias corporative, alias dei grandi interessi economici e finanziari. Ciò premesso abbiamo accolto sempre con una certa diffidenza l’idea di costituire un partito, ad esempio, dei pensionati, dei cassa integrati, dei disoccupati, ecc. E ora vorrebbero farlo anche i militari e i poliziotti. Questo perché il nostro timore va al fatto che non saprebbero gestire al meglio l’interesse generale sottraendolo da quello corporativo, pur restando animati da sane intenzioni. Se è questo il lato oscuro dobbiamo mettere in conto un altro ancora più tetro che i partiti cosiddetti “tradizionali” riverberano tanto che alla fine diventa una necessità e non più un modo per trarre dei vantaggi settoriali e, peggio ancora, per intorbidare le acque della politica. D’altra parte vi è un aspetto evolutivo dell’intero sistema paese, se vogliamo limitarci al caso Italia, dove vi è stato un calo netto dei partiti con carica ideologica e il sopravanzare di quelli più legati a interessi di bottega. A questo punto difendersi proponendosi nell’agone politico senza intermediari non affidabili diventa più una necessità che un vezzo. Semmai dobbiamo limitare tale presenza su determinate linee guida. Tanto per intenderci niente partiti di pensionati o di giovani o di disoccupati et similia, ma sul tema della sicurezza, della stabilità, per un’equa ridistribuzione delle risorse. Non si può, ad esempio, tutelare il cittadino dal rischio di imbarbarimento dei rapporti sociali se non si forniscono strumenti e risorse validi di contrasto. La legalità la giustizia la trae se tutta la sua filiera funziona all’unisono: sul territorio per la prevenzione e la repressione dei reati, nei tribunali con gradi di giudizio svolti in tempi rapidi scongiurando le prescrizioni per decorrenza dei termini, con un sistema detentivo che eviti i sovraffollamenti dei luoghi di pena, ecc. Il tutto non deve farci dimenticare che la maggioranza della popolazione in Italia non è fatta da gente ricca ma è costituita per lo più da pensionati, da famiglie monoreddito, da milioni di disoccupati e cassa integrati, da precari. Tutte fasce deboli che i governi che si sono succeduti in questi anni hanno mostrato più a parole e meno con i fatti di supportarli con politiche di sostegno adeguate. E allora ben vengano questi “nuovi” partiti e ben sappiano trovare loro con uomini nuovi e preparati la via per un percorso virtuoso del sistema Italia, ma con una sola raccomandazione: evitino di disperdersi in tanti rivoli. Per crescere abbiamo bisogno di un grande fiume. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La nascita di Venezia, narrazioni, miti, leggende

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2010

Venezia 17 marzo 2010, ore 16.00, Antisala della Libreria Sansoviniana nell’Antisala della Libreria Sansoviniana (Piazzetta San Marco 13/a), l’iniziativa della Biblioteca Nazionale Marciana, curata da Tiziana Plebani: Leggere il Medioevo veneziano, leggere la laguna che, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Ca’ Foscari, intende offrire alla cittadinanza e agli studenti un ciclo di letture e di commenti di fonti testuali storiche sulla nascita di Venezia e il paesaggio lagunare. I partecipanti potranno ascoltare la “voce” dei testi, attraverso una selezione di brani significativi e ad alto contenuto narrativo. Il secondo incontro ha per titolo: La nascita di Venezia, narrazioni, miti, leggende (testi del X-XIII secolo). Introduzione di Maria Letizia Sebastiani e Giorgio Ravegnani. Commento finale di Gherardo Ortalli. Letture teatrali di Sabina Tutone da brani tratti dall’Origo civitatum Italiae seu Venetiarum, dalla Translatio Sancti Marci, infine dalla Historia Veneticorum di Giovanni Diacono. Le prime fonti storiche veneziane che ci sono pervenute più che narrare la nascita di una città illustrano l’accelerarsi della vita in laguna, illuminando le vicende di una pluralità di luoghi, Grado, Cittanuova, Torcello, Malamocco, sino allo spostamento del governo politico a Rialto. La storiografia si preoccupava anche di nutrire la comunità di miti e leggende con cui legittimare la propria avventura: dai racconti di lotta contro i nemici (Franchi o Ungari) al corpo di San Marco trasportato in maniera rocambolesca in laguna, dalle spinte autonomiste alle tempestose successioni dei dogi. (visione)

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Mostra Jacopo Bassano

Posted by fidest press agency su domenica, 7 marzo 2010

Bassano del Grappa (VI) fino al 13/6/2010 piazza Garibaldi, 12, Museo Civico di Bassano. Curata da Giuliana Ericani e Alessandro Ballarin l’esposizione apre con un assoluto inedito, di collezione privata inglese, La Cacciata dei mercanti dal tempio, che, affiancato alla famosa Fuga in Egitto proveniente dalla Chiesa di San Girolamo e ora al Museo Civico, mostra i primi tentativi di trovare una strada personale tra le sollecitazioni lagunari di Bonifacio e di Tiziano e gli esempi della pittura lombarda, bresciana in particolare, elaborando un naturalismo sempre più legato alla resa realistica della quotidianità.  L’esperienza manieristica si traduce in immagini di immediata presa fantastica, in possibilità inedite di racconto che spezzano la visione gerarchica e unitaria del Rinascimento, con anacoluti e arditezze capaci di una piu’ efficace resa degli affetti. Jacopo trova in questa nuova dimensione fantastica nuovi orizzonti pittorici, ove entrano in primo piano anche gli aspetti meno -edificanti- della realtà. (Immagine: Fuga in Egitto, 1534 olio su tela cm 183×198 (dalla chiesa di San Gerolamo) Bassano del Grappa, Museo Civico)

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Domenico David: A basso voltaggio

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2010

Catania fino al 10/3/2010 via Francesco Riso, 72/b Galleria Carta Bianca Dopo le ultime mostre di Jonathan Guaitamacchi e Alessandro Bazan, Carta Bianca fine arts continua la serie degli artisti italiani che sviluppano e approfondiscono la poetica della luce e della profondità della pittura. In questa occasione Domenico David espone una serie di paesaggi notturni di medie e grandi dimensioni che l’artista ha realizzato tra il 2008 e il 2009.  Il titolo della mostra A basso voltaggio e’ il termine che l’artista prende a prestito dal mondo dell’energia industriale interrogandosi sul rapporto tra la luce artificiale e spazio nero. Sarebbe infatti impensabile la visione di un mondo (un paesaggio) notturno privo di luce artificiale. Si perderebbero i contorni, le forme, il senso dello spazio. David indaga cosi’ su un linguaggio di pittura ontologica; il nero di fondo che avvolge e dialoga con l’impasto dei colori-luce, fino agli ultimissimi lavori virati su una particolare dominante di blu. Il risultato finale e’ quello di una pittura intensa e mentale fatta di pennellate veloci cariche di colore vibrante che si stagliano dallo spazio nero, il nero ricorrente in questi paesaggi di grande sintesi compositiva, assumendo cosi’ un sapore di pittura tipicamente europea.
Sarà disponibile in galleria una pubblicazione con un importante saggio critico di Elena Pontiggia (Prearo Editore).
Domenico David è nato a Staletti’ (Catanzaro) nel 1953. Vive e lavora a Milano dove insegna pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera. Sin dagli anni Ottanta ha operato insieme a tanti altri protagonisti della scena emergente milanese e torinese come Arienti, Pusole, Arcangeli, Damioli, Lodola, Galliani ecc., dando vita ad una nuova iconografia contemporanea, assecondando peraltro l’evolversi della -nuova pittura- di quegli anni, con modalità sue personalissime.  Si sono interessati del suo lavoro Luciano Caramel, Edoardo Di Mauro, Flaminio Gualdoni, Luca Beatrice, Enrico Gariboldi, Elena Pontiggia, Alessandra Redaelli, Carolina Lio. Catalogo Prearo Editore con saggio di Elena Pontiggia (Immagine: A basso voltaggio)

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Mario Ferrante

Posted by fidest press agency su domenica, 17 gennaio 2010

Bologna fino al 30/1/2010 via G. Dagnini, 12 Gnaccarini Arte Contemporanea (nuova sede) Tra racconti metropolitani e le stelle di Rio Una selezione di opere del maestro Mario Ferrante: scorci metropolitani e suggestioni di terra di Brasile.  Colori e luci vibranti, concetti che ritornano frequentemente lungo l’intera produzione pittorica di Ferrante, animano il linguaggio adoperato dall’artista, offrendo un angolo di osservazione originale e personalissimo, capace di contribuire a cogliere i mutamenti nella società con uno stile interpretativo, intensificato da un impianto figurativo reso magistralmente dall’uso versatile delle tecniche adoperate.  Una visione della realtà unica, sempre filtrata da una straordinaria sensibilità che talora si converte in acuta introspezione, attenta ad indagare nella sfera dell’umano al di là del visibile accertato.  (da ”Le ombre della Croce del Sud”,  prefazione monografia Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli) (ferrante)

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Chi comanda in Italia?

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2010

La risposta più ovvia sarebbe quella di porta con un’altra domanda: chi ha comandato sino ad oggi in Italia? Da qui potremmo capire chi sono gli eredi di tale governo del Paese. E’ un “comando” che non si riferisce, ovviamente, ai poteri costituiti dalle istituzioni: esecutivo, parlamento, magistratura. E’ un qualcosa di trasversale che ci attraversa e ci compenetra, ma che è altrettanto sfuggente. E’ stato il tema di una “conversazione” organizzata dai Centri studi della Fidest. Intorno al tavolo si sono seduti alcuni uomini delle istituzioni, politici quasi per necessità più che per convinzione. Forse è stato riduttivo o interessato il loro pensiero, ma senza dubbio improntato ad un visione della società italiana alquanto realistica. Si è parlato di una “reggenza” del potere in Italia negli anni che sono seguiti alla seconda guerra mondiale sino al giorno dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989. I plenipotenziari, o se vogliamo i garanti, per i nostri “alleati” che conducevano una guerra “fredda” nei confronti del blocco sovietico che li opponeva sono stati diversi a seconda dei tempi: De Gasperi, Fanfani, Moro, Craxi, Andreotti. Tutti politici ma il loro ruolo non deve ingannare. Vi facevano da contro altare esponenti della finanza e dell’industria e, per qualcuno, anche un piccolo ed agguerrito esercito di “contras” a partire dai servizi segreti deviati alle logge massoniche spurie e per finire alla mafia. Chi poteva reggere le fila di tutto ciò? Non certo un uomo solo, anche se l’idea ha un suo fascino irresistibile. Negli anni novanta ci troviamo davanti ad una “caduta” verticale, degli equilibri politici ed economici interni italiani, più di quanto non accadesse negli altri Paesi del mondo. Si parlò, quindi, di una supplenza di poteri, da parte di altri organi dello Stato, considerato che la politica fu la più danneggiata da questo rimescolamento delle carte in campo internazionale e sembrava paralizzata dagli eventi. Si pensò alla magistratura, ma anche al potere economico. Ora siamo al dunque, e la palla che si gioca sembra voler tornare tra le gambe della politica, sia pure influenzata dal mondo imprenditoriale. Ecco perché si pensa che il padrone altro non può essere che Berlusconi nel suo modo d’incarnare le due cose insieme come leader di un partito e d’industriale della comunicazione. Ma è proprio così? Forse.

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Giacinto Occhionero: Nafta & Dafne

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2009

Roma fino al 30/1/2010 via degli ausoni 7A Studio d’Arte Contemporanea Pino Casagrande a cura di di Patrizia Ferri  Una superficie misteriosa, dove la bellezza nasconde il misterioso strumento che ha condotto a questo prodigio. La pittura di Occhionero stupisce per il suo valore immaterico, apparentemente non vi e’ traccia del colore, della sovrapposizione degli impasti, nascoti da un plexiglas lucido come uno specchio. Sembra quasi che la genesi dell’opera sia il risultato di un’alchimia sotteranea. Un procedimento che l’artista consegue attraverso una pratica meticolosa, lavorando sull’immagine speculare della visione.  Occhionero tenta di codificare una simbiosi fra tecnica e immagine: l’uso dei colori metallici e’ direttamente proporzionale alla visione di paesaggi apocalittici densamente popolati da centraline di smistamento di corrente elettrica o da inquietanti portaerei. Sembra quasi di sentire l’odore pungente delle vernici o di toccare le rugosità del metallo arrugginito dalla salsedine. L’osservazione di un territorio copiosamente trasformato dall’estetica tecnologica della nostra società, amplificato dai toni metallizzati e freddi della stesura pittorica. catalogo a cura di Patrizia Ferri e Gianluca Brogna (occhionero)

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ON – Luci di pubblica piazza

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 dicembre 2009

Bologna fino al 31/1/2010 Via San Vitale 27, Un’installazione di Zimmer Frei a cura di Martina Angelotti e Anna De Manincor  On torna anche quest’anno a illuminare la città. Attraverso la realizzazione di opere luminose mira a far luce sul buio, stimolando la visione di spazi sommersi, frammenti di terra che possono essere visti, ascoltati e vissuti con una percezione del tutto nuova rispetto a quella che abitualmente siamo soliti avere. Tre luoghi, tre sguardi, tre accensioni, che come una costellazione, delineano una traiettoria per guidarci lungo un percorso ideale.
Il 30 gennaio 2010 alle 19.00 in occasione della Notte Bianca di Art First/Arte Fiera, in Piazza Liber Paradisus una sorta di incendio pirotecnico illuminerà il tetto dell’edificio del Nuovo Comune, utilizzando la luce dei fuochi di segnalazione a mano. La performance e’ una coreografia luminosa composta con tutte le luci del palazzo che si spengono progressivamente. L’intervento e’ realizzato da Giorgio Andreotta Calo’.  On e’ realizzato col contributo di Comune di Bologna – Progetto gAP (Giovani per l’arte pubblica); Assessorato alla Cultura Regione Emilia Romagna e Fondazione del Monte; e’ sponsorizzato da Newco Duc Bologna spa assieme ad ASCOM; e’ patrocinato da MAMbo e Quartiere San Vitale; rientra nel programma di Arte Fiera Off.  http://www.onoff.co.it (luci)

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Fanfani e l’America Latina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 dicembre 2009

Roma 9 Dicembre 2009 – ore 16,30 Istituto Italo-Latino Americano – Piazza Benedetto Cairoli, 3 convegno  promosso dall’Istituto Italo-Latino Americano, l’Ambasciata del Brasile,e dalla Fondazione Amintore Fanfani. Fanfani fondò l’Istituto Italo-LatinoAmericano, nel quadro di una politica di apertura alle zone emergenti del Pianeta. La sua politica estera, ispirata a La Pira, apriva coraggiosamente le porte ad una visione più attenta delle esigenze dei paesi nuovi (fondò una libreria diretta da Marcella Glisenti con questo nome) prevedendo l’insorgere di problemi globali. Fu combattuto da forze conservatrici all’interno ed all’estero. Oggi l’Istituto, assieme alla Fondazione Fanfani studia quella politica. Non è una celebrazione, ma una proposta. Intervengono: José Roberto Andino Salazar Presidente dell’IILA Ettore Bernabei Presidente del Comitato Nazionale per il Centenario della nascita di Amintore Fanfani Intervento introduttivo Franco Frattini Ministro degli Affari Esteri Relazioni Moderatore Paolo Bruni Segretario Generale dell’IILA La politica estera di Amintore Fanfani Agostino Giovagnoli Università Cattolica, Milano Fanfani in Brasile (1938) José Viegas Filho Ambasciatore del Brasile Fanfani e l’America Latina Gianni La Bella Università di Modena e Reggio Emilia Testimonianze La nascita dell’IILA Gabriel Valdés Subercaseaux  già Presidente del Senato e Ministro degli Affari Esteri del Cile Francesco Paolo Fulci già Rappresentante d’Italia all’ONU Conclusioni Francesco Perfetti Capo del Servizio Storico, Archivi e Documentazione del Ministero degli Affari Esteri Ignazio Contu Segretario Generale della Fondazione Amintore Fanfani Vincenzo Scotti Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri In occasione del Convegno sarà presentatala pubblicazione bilingue degli scritti di Fanfani sul Brasile (1938-1939), curata dall’IILA, dall’Ambasciata del Brasile e dalla Fondazione Amintore Fanfani

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Ufficio stampa del Consiglio Regionale Toscana

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2009

“Non vorrei che il concorso in fase pre-elettorale, per capiservizio e vicedirettore dell’Agenzia di Informazione del Consiglio Regionale della Toscana, servisse a saggiare il terreno per un manovra partitica destinata ad un’infornata in ruolo di tutto il personale esterno che oggi presta servizio negli uffici dei gruppi politici. Di fronte alle palesi violazioni di legge presenti nel bando del concorso per i giornalisti, chiederò sia un intervento ispettivo del ministro della funzione pubblica Renato Brunetta, sia uno stop alle forze del centrosinistra su questi che sembrano tentativi di lottizzazione”. L’allarme sulla mancata trasparenza e legalità nella pubblica amministrazione toscana è stato lanciato da Fabio Evangelisti, vicecapogruppo di Italia dei Valori alla Camera dei Deputati, con un’interrogazione in cui denuncia l’intenzione di creare in Consiglio regionale ben 4 posti di caposervizio, di cui uno per vicedirettore dell’ufficio stampa, affidando funzioni dirigenziali a personale senza laurea e con un’esperienza di soli 6 mesi in una qualifica inferiore. “In un colpo solo si violano così l’articolo 97 della Costituzione italiana, l’articolo 53 dello Statuto della Regione Toscana, l’articolo 4 della la legge regionale 43/2006 che ha costituito le Agenzie di informazione e gli articoli 2, 35 e 36 del regolamento interno del Consiglio regionale. Anche la Federazione Nazionale della Stampa Italiana –ha ricordato Evangelisti- ha denunciato la totale assenza di confronto sulla decisione di modificare la pianta organica e sui criteri di selezione del personale. Una decisione che si basa su un progetto di riorganizzazione cosiddetto ‘strategico’ dell’Agenzia di Informazione, guarda caso  proposto alla vigilia delle elezioni che scioglieranno l’Assemblea regionale. Ma questo è anche un progetto fantasma, visto che non è allegato alla delibera e che né i sindacati hanno mai avuto in copia nonostante il diritto loro consentito da norme e contratti, né gli stessi giornalisti interni hanno mai potuto visionare”.

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